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Pulizia del viso al carbone vegetale! (ft Gocceverdi)

Il carbone vegetale è stato uno dei protagonisti della cosmesi del 2018, ed è stato declinato in diverse formulazioni e prodotti, soprattutto se volti a purificare e detossinare la pelle. Grazie ad Angela del sito Gocceverdi.it ho scoperto dei prodotti, tutti arricchiti appunto con questo ingrediente che secondo me sono perfetti per creare una pulizia del viso approfondita.
Avevo già presentato Gocceverdi quando vi ho parlato di un'idea regalo molto carina ma oltre quel cofanetto mi aveva inviato tanti altri prodotti che avevamo scelto come  pensieri da mettere sotto l'albero (avevo fatto uno spoiler su Instagram).
Non avevo mai sentito parlare del brand Synergy Derm, azienda italiana, milanese per l'esattezza, che fa capo alla Planet Pharma che produce cosmetici, fra maschere e trattamenti, volti alla cura 
della pelle.



Ve lo dico prima: non si tratta di una azienda bio o certificata, ma i prodotti che ho testato contengono diversi estratti naturali, ed alcune hanno anche un INCI più che accettabile. 
Quelli di cui vi voglio parlare in particolare mi sembrano gli step perfetti per una pulizia del viso completa che ovviamente si adatta più a pelli problematiche, ma può essere adattata anche a pelli normali, perché ovviamente non dovete seguire tutti i passaggi, e soprattutto non è necessario farli tutti di fila, ma, come vi dico sempre, seguendo le esigenze del momento.


al carbone vegetale


Il primo step di una pulizia della pelle del viso accurata non può che essere l'esfoliazione e l'eliminazione delle cellule morte. Il Black Scrub di Synergy Derm è appunto un gel-crema nera, dal profumo che ricorda vagamente le mandorle e con all'interno tanti piccoli granelli che altro non sono che polvere di semi di albicocca, ma è stato arricchito anche con acido ialuronico, glicerina, carbone ovviamente e esteri di jojoba che hanno proprietà nutrienti. Un applauso a chi ha pensato a queste confezioni con il tappuccio richiudibile perché è davvero quanto di più comodo si possa avere con prodotti in bustina come questo.
Synergy Derm consiglia di massaggiare lo scrub sul viso pulito per un paio di minuti al massimo, evitando sempre il contorno occhi e poi sciacquare. Io per il mio tipo di pelle lo massaggio per circa 30 secondi, a volte meno, perché come dico sempre, una volta che andate a rimuovere il prodotto con acqua, l'azione di esfoliazione dei granelli continua, quindi è inutile prolungare i tempi di sfregamento.



Io inoltre, prima di sciacquare subito il viso, lascio il prodotto in posa così da dare alla pelle l'opportunità di assorbire almeno in parte gli attivi che vi elencavo sopra.
Il Black Scrub di Synergy Derm mi è piaciuto perché riesce ad esfoliare la pelle, e a lasciarla liscia sia al tatto che alla vista, senza però irritarmi, graffiarmi, arrossarmi o infastidire la cute. Rimuovo lo scrub e vedo una pelle più bella e luminosa, senza alcun difetto che possa farmi storcere il naso.
Ma oltre a rispettare la cute, mi è parso che questo prodotto riesca a dare una lieve idratazione alla pelle, certo dopo i trattamenti io proseguo sempre con la skin care routine, più o meno in base alla stagione e l'esigenza, ma dopo questo scrub non sento la pelle sofferente e estremamente bisognosa di una crema o un siero o comunque qualcosa che umetti immediatamente.
La pelle risulta effettivamente più fresca e più rivitalizzata, per cui non posso far altro che promuovere questo Black Scrub. Per dovere di cronaca, con la bustina ho fatto circa sei applicazioni.

INFO BOX
🔎 Gocceverdi.it
💸 € 3.90
🏋 15 ml
🗺 Made in Italy
⏳  3 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

al carbone vegetale


Dopo l'eliminazione delle cellule morte e l'esfoliazione dello strato superficiale della pelle, secondo me una buona pulizia del viso non può prescindere dalla rimozione dei punti neri e dei filamenti sebacei custoditi dai pori della pelle. Sempre sul sito di Gocceverdi e sempre di Synergy Derm sono disponibili questi Nose Strips al carbone vegetale, ma arricchiti di altri estratti come té verde e amamelide, ma anche un estratto della liquirizia, che avrebbe un'azione lenitiva, e la polvere di aloe.
Si presentano come tantissimi cerottini anti punti neri, anche se questi devo dire che sono ampi, e l'azienda suggerisce di applicarli sia sul naso appunto ma anche su mento e fronte se si ha la necessità. Io li ho utilizzati solo sul naso dove ho un maggiore e più evidente numero di impurità, ma credo possano funzionare anche nelle altre zone perché il cerottino come vi dicevo è abbastanza ampio ma soprattutto non è troppo spesso e aderisce bene. Io ad esempio ho un naso un po' strano, con una fossetta sul centro e lo strip riesce ad adattarsi. 


L'odore di questi strips, come molti prodotti di questa tipologia, è leggermente chimico, anche se ho visto che in INCI contengono profumo. Comunque non è una profumazione particolarmente intensa. 
L'uso dei Nose Strips Synergy Derm è identico a quello di qualunque altro cerottino anti impurità: si applicano sulla cute detersa ed umida e poi si attende che lo strip si secchi per rimuoverlo val basso verso l'alto possibilmente. La rimozione è indolore, non mi ha causato rossore, e lascia pochi residui che si rimuovono molto facilmente. 
Questi strips mi sono piaciuti perché riescono a portarsi via davvero molti filamenti sebacei (lo so, schifino), i pori risultano più liberi e la zona del naso appare più liscia ed omogenea. Purtroppo non esiste un trattamento simile che si porti via tutto in un solo colpo, me lo dite sempre; l'unica è l'azione meccanica, che su di me, come ho detto in altre circostanze, non posso esercitare. 


Quindi mi accontento di migliorare la situazione con gli strip. Ma vi rivelo un retroscena: quando li ho provati la prima volta non vedevo molti punti neri sul naso, e quindi pensavo che sarebbe stato ingiusto provarli senza una necessità palese. Eppure una volta rimosso il cerottino sono rimasto abbastanza shockato da ciò che aveva portato via. 
L'unico aspetto negativo che posso sollevare è che la confezione contiene solo quattro patch, perché per il resto non posso che promuovere anche i Nose Strips Synergy Derm.

INFO BOX
🔎 Gocceverdi.it
💸 € 5
🏋 4 Cerottini
🗺 Made in Korea
⏳  //
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱

Synergy Derm Black Cream Mask
al carbone vegetale



Per perfezionare la pulizia dei pori e la detossificazione della pelle, non può mancare una maschera a base di caolino, come appunto la Black Cream Mask. Questa Synergy Derm in particolare contiene anche altri ingredienti come 

"Edera, Iperico, Caolino, Amido di Mais, Illite"
ma anche Vitamina B6 che va a nutrire la pelle, e Vitamina B3, o niacinamide che ha una funzione seboregolatrice. 
Si tratta di una maschera in crema dal colore grigio scuro e dalla consistenza cremosa, oserei dire quasi spumosa, che si riesce a stendere in modo uniforme facilmente. La profumazione non credo vi disturberà durante la posa perché è davvero delicata, piacevole e fresca.
Io l'ho utilizzata principalmente sulla zona T che resta la mia zona con più oleosità e tendente alle impurità, per questo con la bustina ho fatto più delle tre applicazioni indicate. Anche in questo caso c'è un tappo richiudibile
La Black Cream Mask Synergy Derm si asciuga in fretta, specie in quelle aree in cui la crema è stesa in maniera più sottile. Personalmente l'ho sempre tenuta in posa circa 10 minuti, mentre l'azienda consiglia anche 20, e ho sempre cercato di farne uno strato abbastanza omogeneo e non eccessivamente sottile così da avere un margine di posa un po' più lunga. Ovviamente dipende dal vostro tipo di pelle e credo che una pelle grassa possa anche arrivare senza problemi ad una posa di 20 minuti.



Una volta rimossa, operazione che si può fare con le mani ma che io faccio con una spugnetta per far prima, la mia pelle risulta matificata: la maschera assorbe bene il sebo in eccesso, ma tuttavia non è aggressiva. Non ho avvertito la pelle secca o tirante ma semplicemente più pulita e purificata. L'aspetto è più luminoso e più levigato specie nelle zone dei pori dilatati. Per questo credo che una pelle che vuole aumentare il potere seboassorbente, possa allungare i tempi di posa. 
Ho notato un lieve rossore soprattutto alla prima applicazione, ma non mi ha dato l'idea di irritazione, la mia pelle non è mai stata in qualche modo dolorante, sofferente o infastidita dal trattamento, anzi. Dopo pochi minuti il rossore svanisce e la pelle risulta liscia, direi quindi che è più una sorta di effetto rigenerante che la maschera apporta alla pelle. 
Vedo che le maschere a base di caolino negli ultimi tempi sono migliorate e riescono ad agire su più fronti, senza limitarsi ad assorbire il sebo in modo essiccante, ma anche ad ammorbidire la pelle e ribilanciarla, e in questo la Black Cream Mask Synergy Derm è davvero valida.

INFO BOX
🔎 Gocceverdi.it
💸 € 3.90
🏋 15 ml
🗺 Made in Italy
⏳  3 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


All'interno della confezione degli Strips, ho trovato un altro prodotto, ovvero i Dischetti Purificanti e Sebonormalizzanti sempre Synergy Derm, che fanno parte della linea Curativa.


Si tratta appunto di dischetti di cotone sottili, con una trama a rombo in rilievo, e intrisi di un siero contenente fra l'altro allatoina, zinco pca dalle proprietà idratanti e sebonormalizzanti, e l'estratto di spirea olmaria (sembra un nome strano ma sono sicuro l'abbiate vista in qualche campo) che è una pianta ricca di acido salicilico.
Synergy Derm suggerisce di usare il dischetto passandolo sul viso senza poi sciacquare ed effettivamente noto che dà freschezza e aiuta a restringere i pori, opacizzando anche la pelle. Non la vanno però a seccare, infatti, nonostante poi applichi altri prodotti della mia routine, non sento la pelle tirante. 


Personalmente li ho usati dopo tutti i passaggi per andare appunto ad astringere, a concludere la pulizia e diciamo andare a disinfettare e rinfrescare la pelle. Non è un prodotto di cui sento l'estrema esigenza, anche perché per il mio tipo di pelle bastano gli altri trattamenti, ma averli provati è stato piacevole e penso che le pelli grasse con parecchie impurità possano gradire questo step in più.

INFO BOX
🔎 GocceVerdi.it
💸
🏋 20 dischetti monouso
🗺 Made in Italy
⏳  3 Mesi
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Possono sembrare tanti step ed in effetti ho pensato ad una pulizia del viso che riuscisse a purificare, esfoliare, e rigenerare la pelle, ma senza stressarla troppo, ed in effetti questi prodotti Synergy Derm non li trovo irritanti. Ovviamente credo che tutto stia nell'adattare i passaggi alle proprie esigenze, io ad esempio mi concentro più sulla zona T, e dedico cure più idratanti a tutto il viso.

Voi come che trattamenti state usando in questo ultimo periodo? Avete dato una sbirciata a Gocceverdi.it?





Le recuperate, i TOP&FLOP 2018 e un po' di Golden Globe!

Vi vedo lanciati con le liste delle serie tv migliori e peggiori del 2018, in tutte le varianti possibili e immaginabili, ma io devo dirvi la verità, non ho molta voglia di guardarmi indietro e fare lunghi elenchi approfonditi di top e flop. Tra l'altro, se da un lato non ho trovato le migliori serie tv della vita, dall'altro non posso nemmeno dire di aver assistito ai peggiori spettacoli possibili.
Posso dirvi che ho apprezzato i messaggi trasmessi da Le terrificanti avventure di Sabrina e in Insatiable, e soprattutto come questi messaggi vengano veicolati attraverso delle serie comunque leggere e per ragazzi.  Ho un ottimo ricordo di The Marvelous Mrs. Maisel, aspetto ardentemente che doppino la seconda stagione, e credo che l'attrice Rachel Brosnahan, si meriti il Golden Globe; così come mi è piaciuta The Alienist e voglio il seguito e pure una cena con Luke Evans se possibile. Ma non posso considerarle delle serie impeccabili, senza ombra di difetto.


Così come i miei flop, non sono proprio dei bocciati senza possibilità di redenzione. O meglio, vi aspettavate forse che la seconda stagione di 13 Reasons Why potesse farmi improvvisamente cambiare idea sull'intera serie? Certo che no, già la prima stagione mi aveva lasciato perplesso, figuratevi il seguito senza senso.
Ma più che fastidio, è stato dispiacere per ad esempio Here and Now che è stata buttata alle ortiche con un'idea stramba, seppur avesse i suoi (pochi) punti di forza; e poi ho persino rivalutato (di poco eh!) The Affair con l'ultima stagione. L'unica cosa che mi fa davvero strano è che American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace abbia vinto il Golden Globe come miglior miniserie, perché forse abbiamo visto due robe diverse e non ci siamo capiti. Posso accettare che Darren Chris si sia beccato una statuetta come miglior attore perché, dai, è stato bravo, era inquietante e più calato di uno spaghetto nell'acqua bollente a mezzogiorno. Ma la serie è troppo dispersiva rispetto a quello che dovrebbe raccontare, gli attori ispanici che parlano in inglese per interpretare personaggi italiani sono a dir poco strambi e si raggiunge la noia anche con facilità.
Insomma guardiamo avanti anche perché ci aspetta una intensa stagione di serie tv. Negli ultimi tempi ne ho recuperate ben quattro, fra cui due miniserie per i più frettolosi.



Killing Eve
Prima Stagione
⭐⭐⭐

Anche Killing Eve, trasmessa da TimVision lo scorso ottobre, si è fatta notare ai Golden Globe con due candidature e la vittoria di Sandra Oh come miglior attrice, cosa per cui non sono del tutto d'accordo, ed inizio a pensare che debba avere più di un santo in paradiso.


Killing Eve racconta appunto le vicende di Eve Polanstri che lavora per l'ente per la sicurezza inglese e che farà strada nel suo lavoro seguendo le mosse di una killer professionista di nome Villanelle, che non sembra avere tutte le rotelle a posto, oltre ad essere particolarmente spietata. 
Eve invece è un po' goffa, alle prese con un matrimonio che non proprio la soddisfa, ed anche un ruolo lavorativo che non riesce a farla volare. Ma proprio grazie alla caccia a Villanelle riuscirà a fare un grosso passo avanti nella sua carriera, e ottenere la svolta che cercava. 
Tuttavia fra le due donne si creerà una strana chimica che le spingerà ad avvicinarsi, per quanto entrambe siano ligie al loro ruolo e a quella che è la loro missione. 


Avevo buone aspettative su Killing Eve e in parte sono state ripagate perché la serie parte in maniera intrigante, fresca, accattivante ed anche con una vena comica che, per quanto non faccia sbellicare, va ad alleggerire le puntate. Col tempo però ho notato degli aspetti che non mi hanno fatto impazzire. Intanto dei buchetti narrativi che sinceramente non ho capito e non volevo, ma soprattutto secondo me questa serie ha sofferto il fatto che sin da prima della messa in onda si sapeva già che sarebbe stata rinnovata per una seconda stagione. Quindi loro avranno pensato bene di allungare la storia il più possibile, prendersi il loro bel tempo, e giocare il più possibile. 
Ma, cosa ben peggiore a mio avviso è che della storia intrigante di spionaggio, del thriller, di tensione e anche d'azione che dovrebbe essere alla base di Killing Eve, alla fine, è rimasto poco. 



Il tutto è un po' evoluto in una sorta di tragicomico surreale cacio e pepe, che per me smonta quell'impianto che sembrava molto interessante. Anche i personaggi sembravano ben costruiti, ma poi ho avuto l'impressione quasi che stessi vedendo un'altra serie tv
E, in tutta onestà, non credo che Sandra Oh meritasse il Golden Globe. Non fraintendetemi: è brava come attrice e il suo ruolo in Killing Eve è comunque ben strutturato, oltre ad avere una evoluzione, quindi è anche dinamico da seguire. Tuttavia credo che la vera star della serie sia Jodie Comer (forse non ve la ricordate in The White Princess perché l'ho visto solo io e i genitori di Jodie). La sua interpretazione di Villanelle è perfetta, riesce a passare dall'infantile allo spietato fino ad essere cruenta, freddissima, a volte sembra quasi spenta, intristita, eppure dentro l'azione. Ha un range di emozioni e personalità che la rendono stramba, inquietante ed affascinante allo stesso tempo. 
La cosa che mi incuriosisce è scoprire come proseguiranno con la seconda stagione di Killing Eve, ma il mio interesse è scemato. 


Hill House - The Haunting of Hill House
Prima Stagione
⭐⭐⭐🌠

Acclamata e amata da tanti Hill House, che potete recuperare su Netflix, su di me non ha avuto un fascino senza eguali. 



La famiglia Crain, composta da Hugh, Olivia e la squadra di calcetto che sono i loro cinque figli, si trasferisce a Hill House, che non gode proprio di una buona fama, con l'intento di ristrutturarla e tirarci su un bel gruzzolo. Tuttavia ben presto si renderanno conto che la grande casa nasconde più di qualche segreto e porta i segni di tutte le anime che hanno attraversato quelle stanze. Il destino dei Crain si legherà quindi indissolubilmente a quello di Hill House, e, nonostante passeranno molti anni, tutti i componenti porteranno le ferite lasciate dal breve periodo in quelle mura.


In totale sincerità sono un fifone. Non amo gli horror e devo dire che Hill House in questo senso riesce molto bene a creare ansia e tensione, ma non ho capito le ragioni per così tanta acclamazione. 
Le storie di case infestate non mi sembrano una novità che si sono inventati quelli di Netflix, e la storia è tratta da un romanzo del 1959, per cui non sono vicende proprio mai sentite, anzi. 
Tra l'altro, una volta capito come funziona questo gioco malefico che la casa mette in atto, e quali creature la abitano, e specie quando gli spettri si palesano con i loro trucchi un po' posticci tipici dei tutorial di Youtube, devo dire che la tensione cala e si riduce a pochi momenti di dubbio.
A spezzare poi "l'incantesimo" di Hill House, quel senso di desolazione, claustrofobia e mancanza di fuga è proprio la storia stessa che si apre subito a vari paesaggi, compreso il grande giardino intorno  all'abitazione, seppur inquietante, e a nuove situazioni, spostandosi fra passato e presente. 



Ma soprattutto a farmi perdere il contatto con la storia è stata una semplice domanda: perché?
Con quale logica una famiglia, la cui capostipite soffre di frequenti emicranie e paranoie, decide di andare in una casa antica, in cui probabilmente ci saranno tantissimi fastidiosissimi rumori? E con che logica decidono di trasferirsi con bimbi piccoli a seguito in una casa da ristrutturare, col rischio che diventi pericolosa anche solo per le scale, i martelli, i cacciavite e gli attrezzi sparsi in giro? 
E dove sono i genitori durante le giornate di 'sti ragazzini?
Insomma, più che un acchiappa fantasmi forse serve prima chiamare i servizi sociali.



Certo, si fa molta leva anche sulla psicologia dei personaggi, sembra che si voglia sottintendere che più che la casa, il problema sia una sfortunata ereditaria malattia mentale, anche se è un alone che svanisce molto presto.
Gli attori in ogni caso sono bravissimi nel rappresentare il rapporto che i fratelli Crain hanno fra loro, di come siano stati segnati dalle vicende di quella casa. Però mi è mancata quell'idea di non detto fra di loro, di mistero, di un segreto che si portano dietro, perché ognuno affronta il passato e il riflesso dello stesso in modo diverso. 
È come se ognuno avesse un ricordo completo della loro esperienza a Hill House e una reazione ben definita alla stessa, quando invece credo dovrebbero avere idee frammentarie dovute a rimembranze diverse e magari incomplete. Pensavo di aver colto male io questo aspetto, ed invece è proprio voluto, ed ho scoperto che tutti i fratelli rappresentano qualcosa, ovvero le cinque fasi del dolore.



Sarà anche voluto, ma secondo me rompe un po' la tensione, l'intreccio, il come mai fra i fratelli comunque non scorra buon sangue.
Sinceramente il modo in cui interagiscono fra loro mi è sempre sembrato un po' isterico, più che arrabbiato o rancoroso, e mi è capitato di trattenere la risata per non svegliare tutta casa.
Insomma The Haunting of Hill House, per quanto abbia dei punti di forza, come la regia, o la recitazione, la cura dei dettagli e i tanti elementi da approfondire, mi ha lasciato con parecchi dubbi. Seguirla è piacevole e scorrevole, il finale in qualche modo prova a riunire tutti i pezzi, ma, da non appassionato di horror, non capisco come si possa considerarlo quasi un capolavoro.


Vanity Fair
Miniserie
⭐⭐⭐⭐🌠

Merita senza ombra di dubbio la miniserie Vanity Fair che LaEffe ha trasmesso intorno ad Ottobre/Novembre. Appena ho visto la locandina mi ha colpito, al punto che l'avrei guardata anche in lingua originale. Si tratta di una serie in sette puntate, ispirata ovviamente al romanzo di William Makepeace Thackeray.


Protagonista assoluta di questa fiera della vanità è Rebecca "Becky" Sharp, di umili origini ma grandi aspirazioni, la quale frequenta un collegio con un'altra protagonista, Amelia Sedley, che invece è una ragazza di buona famiglia. Le due ragazze hanno caratteristiche diametralmente opposte non solo per le proprie origini: Becky, conscia di non avere nessuno al mondo, ha un carattere forte, spigliato, non si dà mai per vinta, ma soprattutto vuole a tutti i costi migliorare la propria condizione sociale, cercare di arraffare il più possibile e restare sempre a galla. 
Amelia invece vive in un mondo tutto rosa fatto del suo amore per il giovane George, e più volte mi è venuta voglia di urlarle contro per quanto risulta cieca. Entrambe però sono destinate alla stessa fine perché, come ci ricordano ad ogni puntata, alla Fiera della Vanità tutti si impegnano per ciò che non vale la pena avere.



Tralasciando la modernità del messaggio contenuto in Vanity Fair, ho adorato questa miniserie tanto da centellinarmela. Carini i costumi, la ricostruzione della metà dell'ottocento, e in generale risulta piacevole la regia, che rende tutto scorrevole. Forse avrei incupito un po' le luci, perché i temi sono tutt'altro che brillanti, ma questa è una mia visione, perché per il resto non ho nulla di negativo da dire.
Adoro come Becky rompa la quarta parete guardando direttamente in camera, ma adoro proprio l'attrice che la interpreta, Olivia Cooke, e come l'abbia resa perfetta, sfacciata e disposta a tutto pur di emergere. 
Nonostante entrambe le protagoniste siano due esempi da non seguire, siano due antieroine, in parte è impossibile non empatizzare con loro e con le loro vicende (certamente l'epoca diversa rende la storia più comprensibile, in prospettiva), e Vanity Fair in questo senso riesce a coinvolgere lo spettatore, a farlo sorridere, a farlo riflettere. 
Quindi se come me amate le serie in costume, e cercate una piccola perla, piacevole da seguire e che non impegni troppe serate, Vanity Fair è da tenere in considerazione.


A Very English Scandal
Miniserie
⭐⭐⭐⭐

Ispirata sempre ad un romanzo, ma anche a reali fatti di cronaca, mi son sorpreso a scoprire che anche A Very English Scandal avesse ben tre candidature ai Golden Globe di quest'anno, e son contento che se ne siano portati a casa uno, perché è una miniserie carinissima. 


Nelle tre puntate di A Very English Scandal si raccontano le vicende del parlamentare Jeremy Thorpe, che intraprese una relazione omosessuale con un giovane ragazzo, Norman Scott/Josiffe. Lo "scandalo" è dovuto al fatto che, non solo siamo nell'Inghilterra degli anni '60, dove l'omosessualità era ancora all'epoca un reato, ma soprattutto per come le cose evolvettero. Thorpe infatti cercò di mantenere le apparenze di buon padre di famiglia fedele solamente alla moglie (anzi, le mogli) fino alla fine, nonostante la sua omosessualità non fosse un segreto assolutamente bisbigliato. E i suoi tentativi di mantenere questa facciata si trasformarono nel tentato omicidio di Norman Scott



Quel che mi ha sorpreso è che si tratta di una storia reale ma assurda. Intanto i personaggi hanno sicuramente le loro particolarità: Thorpe era leader del partito liberale, e pare fosse un politico davvero apprezzato e attivo nelle campagne che muoveva, ma era sicuramente un tipo un po' eccentrico, plateale, dai modi un po' sopra le righe. Dall'altro lato Norman Scott rivelerà un carattere anch'esso particolare, lunatico, vendicativo, a tratti infantile, più volte descritto dai mass media come un arrampicatore sociale, ma anche un po' vittima delle vicende e di una sorte non proprio a suo favore. 
L'unione di questi due personaggi, congiunti alle circostanze socio-politiche, creerà un caos che si è protratto praticamente fino ai giorni d'oggi. A tratti inoltre la storia assume connotati ironici, ma molti momenti sono davvero drammatici.



Le vicende di A Very English Scandal coinvolgono sì due personaggi che diventeranno in vista, ma soprattutto si tocca un tema sensibile all'epoca ed anche tutt'ora, e colpisce come tutto questo rendez-vous di situazioni, personaggi, intrecci e casini vari, sia mosso praticamente dai condizionamenti e dalla percezione che la società aveva ed ha dell'omosessualità, e questo ha un risvolto molto amaro. I due protagonisti letteralmente si piegano al terrore che la società non li comprenda, o peggio li giudichi come esseri alieni, ed in parte sarà realmente così.
Lo stesso Thrope cercò di negare, come vi dicevo, parte delle vicende, eppure pare che dichiarò, nell'ultima parte della sua vita, che oggi probabilmente le cose sarebbero state percepite in modo diverso. E per fortuna è vero.



Mi ha colpito anche come, i media di comunicazione dell'epoca, cercarono in tutti i modi di sfruculiare  nella vita dei personaggi, di come tutti i dettagli vennero sbattuti in tv e sui giornali, in un modo di fare gossip molto attuale. 
A parte comunque la storia, i punti di forza di A Very English Scandal sono diversi. Non sono mai stato un grande fan della recitazione di Hugh Grant, ma devo dire che qui è perfetto, equilibrato, calato nel ruolo e credibile. Forse hanno calcato un po' la mano con Norman Scott, ma l'interpretazione di Ben Whishaw meritava il Golden Globe che ha vinto, perché immagino non sia stato facile muoversi in un range di emozioni disparate nel giro di pochi attimi. La regia poi è stata affidata ad un volto noto anche sul mio blog ovvero Stephen Frears, già regista di film come The Queen, Florence, Victoria e Abdul, e molto altro che probabilmente avrete visto, quindi la godibilità da questo punto di vista è garantita, e rende A Very English Scandal una miniserie da recuperare.


Questa è una parte di ciò che ho recuperato negli ultimi tempi del 2018, e in parte nel 2019. Quest'anno spero di non far accavallare troppe serie tv, perché sapete che mi piace di chiacchierare e non voglio ammorbare nessuno.
Fatemi sapere se vi va, cosa vi tiene compagnia in questo periodo!







Gli Ultra Delicati di Officina Naturae: per pelli sensibili e non solo...🍃

Era lo scorso Novembre e stavo per compiere 29 anni.
Sì, non facevo proprio i salti di gioia, perché il numero 28 mi è sempre piaciuto e fare un passo verso i trenta non era proprio nella mia lista dei desideri. Però a rallegrare il mio compleanno è arrivato un pacchetto che ho ricevuto da una azienda di cui mi avete già sentito parlare qui da diverso tempo, per cui il piacere di essere stato scelto da loro è stato doppio.
Mi riferisco a Officina Naturae, che ha pensato di raccogliere alcuni dei loro cosmetici naturali in delle gift box o delle pochette e trasformarli in delle perfette idee regalo.


Io stesso in passato ho acquistato una di queste box (qui) per donarla a mia volta, perché sono una soluzione carina e anche pratica per avere una confezione regalo e ovviamente i prodotti senza bisogno di incarti extra e soprattutto col beneficio che le scatole e le pochette possono essere riutilizzate come meglio credete. Io ad esempio nella box ci tengo tutti i campioncini in attesa di usarli, ma può essere riciclata per fare altri regali ad esempio. In più, questo Natale, incluso nelle box c'era una pallina realizzata a mano dal laboratorio artigianale VARCO66, che fa parte di una cooperativa sociale, e che, oltre a poter essere appesa all'albero, contiene dei semi di non ti scordar di me da piantare.
I kit regalo includono un po' tutte le referenze di Officina Naturae, ed hanno un range di prezzo abbastanza ampio, così da poter essere il pensierino dell'ultimo momento da fare alla collega, o un regalo più articolato, magari con una intera routine corpo o viso.
Mi sono ovviamente confrontato con l'azienda cercando ovviamente quali fra i loro prodotti potessero essere adatti alle mie esigenze, e anche non avessi già usato, e alla fine abbiamo scelto la gift box Ultradelicati.



La linea Ultradelicati è composta da quattro prodotti, shampoo, balsamo, bagnoschiuma ed intimo, ed è stata ideata per rispondere alle esigenze di chi non tollera alcune delle sostanze contenute nei prodotti per la cosmesi. Personalmente ad esempio, prima di passare ai prodotti ecobiologici, avvertivo spesso fastidi, soprattutto prurito dopo aver fatto la doccia, così come avevo più spesso problemi al cuoio capelluto.
Il passaggio ai cosmetici naturali in questo senso mi ha aiutato molto a ridurre questi problemi, ma Officina Naturae ha fatto uno step successivo creando una linea di prodotti delicati e ad alta tollerabilità cutanea che possono adattarsi sia a chi soffre di cute sensibile, secca, fragile, reattiva e soggetta a sfoghi o irritazioni, ma anche a chi soffre di Sensibilità Chimica Multipla (MCS).

Per far ciò l'azienda ha rimosso dalle formulazioni la profumazione così da ridurre il rischio di reazioni avverse, ma anche coloranti, e quei tensioattivi che, nonostante vengano impiegati nella cosmesi green, possono creare irritazioni. Inoltre Officina Naturae ha escluso gli estratti vegetali che possono causare allergie. Tutto questo però rispettando la linea generale di avere prodotti ecologici e anche testati al nichel.
Insomma, sembra una mission impossible, ma Officina Naturae almeno sulla carta, ce l'ha fatta.
Adesso però tocca far le pulci alle referenze, una ad una, che sono state parte della mia routine proprio dal giorno del mio compleanno.

Officina Naturae Bagnoschiuma Ultra Delicato



Il bagnoschiuma ultra delicato si presenta come un gel trasparente, con una densità mediamente fluida. È effettivamente un prodotto concentrato come fa presente l'azienda, e con poco prodotto si riesce a creare una schiuma voluminosa e avvolgente, specie se utilizzate una spugna, ma che si sciacqua via molto facilmente.
Officina Naturae per i detergenti della linea Ultra Delicati ha scelto il Sodium Lauryl Sulfoacetate come tensioattivo principale, ed effettivamente sulla mia pelle il bagnoschiuma risulta molto delicato, pulendo la cute senza alcuna reazione strana, né i pruriti di cui vi dicevo sopra.
Non si avverte alcuna profumazione ovviamente, solo appena, annusando dalla confezione, l'odore dei componenti contenuti, ma nell'uso è completamente inodore.



La mia titubanza era che, essendo un prodotto "spogliato" da molti emollienti e componenti nutrienti vegetali, come oli e burri, non riuscisse ad idratare la pelle o comunque a lasciarla liscia, ma che si limitasse a detergere in modo basic il corpo, senza alcun extra in termini di idratazione o appunto emollienza. Invece in questo senso mi ha stupito perché lascia la pelle comunque morbida, liscia e senza l'estrema esigenza di applicare una crema idratante dopo (io ovviamente lo faccio perché sono un bravo scolaro).
Quindi credo che il Bagnoschiuma Ultradelicato Officina Naturae credo sia perfetto per pelli da normali a secche, anche in questa stagione di freddo in cui la cute diventa più esigente, e più in generale per tutta la famiglia, anche per l'estate ad esempio quando le docce si fanno più frequenti. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, officinanaturae.com, Eccoverde
💸 € 7.35
🏋 250 ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
🔬 ICEA Cosmesi Naturale, Vegan Ok, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


Officina Naturae Intimo Ultra Delicato



Anche l'intimo ultra delicato Officina Naturae ha le sembianze di un gel trasparente, ovviamente inodore e fluido, seppur leggermente più denso rispetto al bagnoschiuma, e che a contatto con l'acqua crea una schiuma molto leggera, decisamente meno voluminosa rispetto al detergente corpo di cui parlavo sopra. Un aspetto che ho apprezzato sin da subito è la facilità con cui questo detergente intimo si sciacqua via. Anche in questo caso bastano poche gocce in quanto si tratta di un prodotto concentrato.
Avevo un po' di titubanze per quanto riguarda questo prodotto che ho fatto presenti all'azienda perché sul sito si legge:
"Formula studiata per le mucose più sensibili.
I tensioattivi di origine vegetale ad alta dermocompatibilità detergono con dolcezza, rispettando il corretto pH delle parti intime.
Utile in presenza di irritazioni, arrossamenti ed in caso di Sensibilità Chimica Multipla (MCS).
L’innovativa formula, a pH 4.5, aiuta a ridurre il rischio di allergie."
Non tutti sanno forse che la detersione intima richiede in genere prodotti con pH diversi fra uomo e donna, un po' più basico (5.5) per il primo, e un po' più acido per la seconda (3.5), salvo eventuali prescrizioni mediche ma non è questo il luogo per discuterne. Tuttavia Officina Naturae mi ha rassicurato sulla delicatezza del prodotto e non posso che dargli ragione: l'Intimo Ultra Delicato mi dà una sensazione di pulizia accurata senza seccare e senza creare irritazioni anche usato ogni giorno. 


Credo che il pH appunto di 4.5 sia una via di mezzo che riesce ad accontentare sia le esigenze maschili che femminili, senza creare problemi ad entrambe le diverse necessità. Non so se sia una mia percezione, ma credo dia anche una lievissima sensazione di freschezza.
È un prodotto quindi che si adatta all'igiene intima quotidiana grazie alla sua delicatezza, e che ricomprerei perché è un detergente intimo che fa ciò che promette efficacemente e senza inutili fronzoli.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, officinanaturae.com, Eccoverde
💸 € 7.45
🏋 250 ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
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Officina Naturae Shampoo Ultra Delicato 



Se c'è un prodotto su cui resto spesso deluso è lo shampoo, perché l'unica zona del mio corpo che reputo davvero sensibile è proprio il cuoio capelluto. Oltre alla naturale secchezza ed irritabilità, data da fattori come stress e cambio di stagione, anche tanti prodotti mi creano fastidio, prurito, irritazione, mi danno la sensazione di scalpo secco e tirante, a volte anche subito dopo lo shampoo. Per questo motivo sono sempre cauto con i nuovi shampoo ed ero curioso di provare questo di Officina Naturae
Ancora una volta abbiamo a che fare con un gel trasparente, senza alcuna traccia di profumo, che in termini di densità mi ricorda più il detergente intimo che il bagnoschiuma di questa linea. Sono differenze minime, ma ve le faccio presente.



A contatto con l'acqua lo shampoo ultradelicato crea subito una bella schiuma soffice e avvolgente, che aiuta il massaggio e quindi la detersione dei capelli. Questa caratteristica non lo rende difficile da rimuovere, ma soprattutto non lo rende aggressivo.
In tutte le occasioni in cui l'ho usato non ho avvertito il cuoio capelluto secco, tirante o pruriginoso, ma allo stesso tempo questo shampoo mi assicura la pulizia della cute e delle lunghezze per i miei soliti quattro/cinque giorni. Non mi va ad aggrovigliare i capelli, ed in generale me li lascia morbidi e leggeri, anche se in questo senso conto sempre sul balsamo per ottimizzare la situazione.
Sono abituato a diluire sempre gli shampoo, ma ho voluto provare ad utilizzare questo di Officina Naturae puro tal quale e l'esperienza è stata la stessa: il prodotto si distribuisce bene, fa comunque un'ottima schiuma ma resta molto delicato sia sulle lunghezze che che sul cuoio capelluto.
Lo shampoo Ultra Delicato supera i test ma mi sento di consigliarlo a capelli da leggermente grassi, a secchi, ma non mi spingerei a capelli che necessitano un'azione specifica purificante, né a capelli trattati e particolarmente secchi perché non ha un'azione condizionante in grado di sorreggere la hair care routine per quelle necessità. Resta però un prodotto valido anche per lavaggi frequenti, oltre a chi ha un cuoio capelluto sensibile.

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Officina Naturae Balsamo Ultra Delicato



L'unico prodotto in crema di questa linea Officina Naturae è ovviamente il balsamo, che ha una bella densità, morbida e appunto cremosa. Si riesce a prelevare abbastanza agilmente dalla confezione, e soprattutto si distribuisce bene ed uniformemente sui capelli. Nonostante la consistenza cremosa, si sciacqua via abbastanza facilmente e velocemente. Inutile dirvi che non profuma.
In generale la mia opinione ed esperienza è positiva, ma in totale sincerità fra tutta la linea Ultra Delicati, il balsamo è l'unico prodotto che non ricomprerei. È un condizionante a base di Behenamidopropyl Dimethylamine, quindi ha un potere districante abbastanza buono, ma a sostenere questo ingrediente in termini di idratazione e condizionamento del capello, sono altri pochi elementi, come la glicerina e il tocoferolo, che purtroppo non sono sufficienti se come me avete molti capelli che tendono ad essere secchi e spessi, o magari trattati o ricci, e che richiedono un'azione disciplinante e nutriente (lo so, non si possono nutrire i capelli...) più forte e decisa.



È vero, è un balsamo che non appesantisce, che non sporca i capelli e che non li affloscia, ma che anzi li lascia leggeri, tuttavia mi rendo conto che se voglio che i miei capelli siano particolarmente morbidi, luminosi, e che tengano bene la piega, devo unire a questo balsamo, una maschera o comunque un trattamento pre shampoo, o magari un olio prima della asciugatura.
Non mi sento di dare a lui tutte le colpe: sia lo shampoo che il balsamo, seguendo la filosofia di questa linea, non contengono burri, oli o altri estratti vegetali, quindi non riescono ad aiutarsi vicendevolmente se si scontrano con capelli difficili come i miei. Tuttavia se sullo shampoo posso chiudere un occhio quanto ad azione condizionante, visto che non è la sua funzione, non posso fare lo stesso per il balsamo.
Mi sembra un prodotto molto adatto a capelli corti, visto che rispetta anche la cute e non la ingrassa, così come a capelli normali e sottili, ma chi ha capelli secchi, crespi e difficili da domare, credo non possa riversare le proprie aspettative di capelli impeccabili su questo balsamo.

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In definitiva la squadra degli ultra delicati di Officina Naturae mi è piaciuta parecchio, l'unico neo che riesco a trovare sono le confezione, che sono semplici e funzionali nel dosare i prodotti, ma hanno un piccolo problema. Fatemi fare un appello: va bene aiutare chi soffre di problemi cutanei, ma  volete aiutare noi poveri miopi che ci troviamo in doccia senza occhiali e senza lenti a contatto e rischiamo di fare lo shampoo con il detergente intimo? Le confezioni sono troppo simili fra loro per distinguerle. 

Ultra Delicati Officina Naturae

Scherzi a parte, il titolo non voleva essere clickbait perché credo che quelli della gamma Ultra Delicati Officina Naturae siano prodotti sì adatti a chi soffre di particolare sensibilità cutanea, ma sono perfetti per chiunque. Penso ad esempio a chi semplicemente non ama i prodotti profumati, a chi per scelte personali o lavorative fa più e più docce al giorno e cerca detergenti che rispettino al meglio la cute, ma anche a chi vuole semplicemente dei prodotti adatti a tutta la famiglia senza l'obbligo di comprare tantissimi detergenti diversi. Spero che l'azienda ampli questa linea perché sono sicuro che chi soffre di sensibilità cutanea desideri magari un deodorante o un detergente per il viso.

Conoscevate questa linea? Apprezzate i cosmetici senza profumo o devono ad ogni costo profumare?







Il muro dietro il foglio



Piove e fa freddo come quasi tutti i 31 dicembre che io ricordi. E nei miei ricordi in verità non c'è una notte di fine dell'anno che non mi abbia messo tristezza. Non importa se con gli amici, con l'amore, in famiglia, se ci penso c'è sempre un velo di malinconia nella notte di San Silvestro.
Sembra quasi un interruttore che si accende quando sta per scattare la mezzanotte, e si spegne quando il giorno dopo mi sveglio. Finirò come quelli che alle 23 vanno già a letto infischiandosene dei botti e dei brindisi, perché non importa ciò che ho intorno, i miei ricordi di quella sera restano sempre gli stessi.
Ma ho imparato che quella tristezza seppur per poco, me la porterò sempre dietro come una amica fedele; che di momenti tristi ben più intensi ce ne saranno altri lungo i 365 giorni, così come ci saranno momenti allegri, ed attimi che saranno semplicemente difficili. Ho imparato anche che finiti i fogli del calendario, non resta, per fortuna, un muro spoglio, ma ci sono altre pagine ancora da sfogliare, l'una dopo l'altra.
Ogni anno ha qualcosa di nuovo e di diverso da affrontare ma non voglio né mi posso angosciare adesso per ciò che verrà. Le agende iniziano a riempirsi già da ora, ma non è detto che dobbiamo sfogliare le pagine tutte in una volta senza un senso.
E poi pensateci, ci sembra di restare quasi immobili in attesa di un anno nuovo, come se stessimo per essere travolti da una nube misteriosa ma in altre parti del mondo quell'ora è già scattata. Questo dovrebbe ricordarci che il mondo va avanti con un senso continuato tutto suo.
Anzi non avrebbe nemmeno bisogno di noi.
Non voglio fare riassunti, so che il 2018 mi ha portato diverse piccole soddisfazioni, passi avanti, sorrisi e ricordi da scrivere nella memoria, che hanno camminato accanto piccoli spaventi, ad ansie che hanno disegnato scarabocchi caotici, come nella vita un po' di tutti.
Non voglio fare buoni propositi, spero solo che il nuovo anno mi dia l'opportunità di uscire di più dal bozzolo, di sentirmi più a mio agio nella mia pelle, di riscoprire una novità, lì dove sembrava che ormai si fosse accumulata la polvere.
L'unico desiderio è che mi resti vicina quella voce di cui vi parlavo, e che possiate trovarla dentro di voi, e che possa restare sempre lì, anche quando sarà solo un eco o un bisbiglio.
Se mi state leggendo immagino lo stiate facendo al caldo delle vostre case, magari con la fortuna di avere accanto qualcuno che vi ami, e con cui passare insieme questa notte, ma so pure che ognuno sta vivendo circostanze diverse, non sempre così fortunate, e per questo spero che possiate sentire quella forza per andare avanti, qualsiasi cosa stia accadendo attorno e dentro di voi.
Siamo treni senza stazioni, cambiamo percorso, traiettoria, rotaie, ma ci tocca proseguire o al massimo rallentare, per poi continuare spediti. A volte non decidiamo il nostro percorso, ma possiamo pur sempre scegliere di farlo a modo nostro.
Possiamo continuare a respirare finché il nostro cuore batte, finché le gambe ci sorreggono e le mani continuano a muoversi. 
D'altronde le farfalle non pensano alla loro fragilità, ma semplicemente continuano a volare

Buon 2019




Yankee Candle Holiday Sparkle: cosa ho provato e cosa no!


Come ogni anno non posso mancare all'appello quando Yankee Candle presenta una nuova collezione natalizia, anche perché questo è il periodo ideale in cui vogliamo accendere una candela profumata e creare una bella atmosfera, o magari vogliamo regalarla a qualcuno.
Quest'anno, complice il raffreddore - sì, sembra stupido ma così è- , sono arrivato un po' tardi nel provare le novità festive, ma ho pensato sarebbe stato comunque utile condividere le mie opinioni anche perché presto probabilmente andranno in sconto.
Per il Natale 2018 Yankee Candle ha creato una linea, chiamata Holiday Sparkle, composta da quattro fragranze declinate nei vari formati, più i soliti accessori sempre a tema invernale/festivo, e io sono andato in negozio a sniffarle tutte e quattro, ma io ne ho scelte solo due.


Sono rispettivamente Frosty Gingerbread, Glittering Star, Winter Wonder e Ice Blue Spruce. Devo dire che nessuna fra queste fragranze mi è sembrata sgradevole o eccessivamente intensa da poter risultare fastidiosa, almeno annusando le tart. Mi sono sembrate tutte profumazioni ben bilanciate, ma ho fatto una scelta in base alle impressioni che mi hanno dato.
Ad esempio Frosty Gingerbread mi è sembrata la classica candela speziata di cui credo che nessuno sentisse l'esigenza anche perché Yankee Candle ne ha davvero tantissime e si fa un po' fatica a distinguerle veramente una volta accese.
Glittering Star è sfuggita all'acquisto solo perché in verità non riuscivo ad identificarla chiaramente annusando la tart, mi sembrava una fragranza vagamente legnosa e fresca, ma a naso non riuscivo a farmi un'idea precisa per cui ho preferito evitare e scegliere le altre rimaste, ma non è detto che non la riacquisterò più avanti.


Winter Wonder


Un luminoso mix di champagne e note agrumate, vaniglia e note di pini argentati.
Note di testa: Limone Ghiacciato, Gelide Note Ariose
Note di cuore: Accordo di Champagne, Abete Argentato
Note di fondo: Vaniglia, Muschio
Elegantemente dolce, è così che mi viene da descrivere Winter Wonder, che mi sento di consigliare a tutti coloro che vogliono una fragranza zuccherina ma assolutamente per nulla stucchevole. Di base io avverto la vaniglia ma molto rinfrescata da una ventata balsamica. Non abbiate paura delle note di abete perché personalmente non le sento così presenti e più in generale credo che tutti gli elementi delle note aromatiche siano molto ben mischiati fra loro così che nessuna sovrasti l'altra. Questo perfetto bilanciamento si tramuta in una candela che risulta ripeto dolce, ma in modo elegante, non come un vago tentativo di risultare gourmand per esempio, o infantile, ma in grado di aromatizzare l'aria e l'ambiente in modo sobrio e gradevole. Non ha una intensità eccessiva ma si percepisce molto bene, e anche una volta spenta la tea light, si prolunga la profumazione per un po' di tempo. 
Devo dire che fra le Yankee Candle, specie delle collezioni natalizie, Winter Wonder mi ha colpito sia per l'originalità dell'accordo, sia per il modo discreto ma ben identificabile in cui riesce a creare una bella atmosfera. Vi dico che, oltre a tenerla accesa molto a lungo, anche i miei genitori, sempre restii con le candele profumate, l'hanno apprezzata.


Icy Blue Spruce


Il fresco respiro di un bosco invernale, bacche di ginepro, abete di montagna e foglie di menta.
Note di testa: Ginepro Fresco, Foglie di Menta
Note di cuore: Abete, Ribes Nero, Cedro Innevato
Note di fondo: Balsamo d'Abete, Muschio Talcato
Avrò detto in altre occasioni che le profumazioni al pino molto intense mi danno fastidio, ma credo di apprezzare l'odore dell'abete decisamente di più, o comunque Icy Blue Spruce mi ha convinto. Da spenta mi ha attratto in particolare l'odore di foglie di menta che, mischiate agli accenti legnosi, rendono l'aroma di questa Yankee Candle, davvero freschissimo. Annusare la tart sembra quasi che riesca ad allargare le narici.
Da accesa l'intensità secondo me si attenua: resta ben percepibile, ma più verso una percettibilità più bassa. Cerco di spiegarmi bene perché capisco che possa sembrare che la tart non profumi. No, non è così, intendo dire che non riesce secondo me col suo profumo a riempire ogni stanza dell'intera casa, specie con un solo quarto di tart, e non riesce ad avere una particolare persistenza nell'aria una volta spenta. Per me questo non è un aspetto negativo di Icy Blue Spruce, anzi. Secondo me chi appunto apprezza l'aroma degli alberi dei boschi e delle montagne ma senza esagerazioni, senza profumazioni pungenti e invasive, con un twist di freschezza quasi data dal ghiaccio, può trovare in questa candela il buon compromesso che cerca.


La mia esperienza con la collezione Holiday Sparkle non può che definirsi positiva. Ho apprezzato queste tart sotto tanti punti di vista e credo che questa volta Yankee Candle mi abbia sorpreso con dei mix aromatici un po' diversi, ben bilanciati e azzeccati sia al periodo che alle descrizioni.
Se vi va qui trovate le mie opinioni della collezione natalizia dello scorso anno, mentre qui trovate le recensioni delle candele del 2016 e qui del 2015, che sono quasi sicuro siano ancora tutte in commercio.
Voi avete provato qualcosa fra queste novità o avete saltato a piè pari?




Un passo dopo l'altro




Sono qui davanti ad un foglio bianco alla ricerca di parole che non voglio dire, perché temo possano risultare banali o pesanti in questo giorno.
Le feste per molti portano ad uno switch mentale, come se fino a ieri potevamo insultarci e raccontarci cose brutte, mentre oggi è dovere essere zuccherosi, ma non è che mi riesca molto bene. E lo capisco che molti ricerchino questo switch, per tentare di nascondere o scappare dalla stanchezza di un anno sulle spalle, ma siamo onesti: non sono un paio di giorni, o una settimana a far la differenza.
Gli ultimi due mesi, per me, sono stati realmente concentrati.
Tornare dall'Irlanda non è stato semplice, e non solo per mancanza di mezzi pubblici che mi riconducessero a casa, ma perché il ritorno è stato come l'ho immaginato e non come mi aspettavo.
Credevo che tornare dopo un lungo viaggio alle mie abitudini, mi avrebbe dato tanta energia, mi avrebbe ricaricato, ma il quotidiano è stato come sempre pieno di imprevisti.
C'era e c'è sicuramente la voglia di partire ancora, e probabilmente il nuovo anno mi vedrà di nuovo con la valigia in mano.
Ci sono state cose che mi hanno fatto arrabbiare, altre stressare, altre semplicemente perdere tempo, ma un po' come tutto il corso dell'anno, ci sono state anche piccole soddisfazioni, sorprese e sorrisi. Piccole o grandi cose che si sono rivelate meno incasinate di quanto pensassi.
Non è sempre stato facile comunicare, capirsi, trovare le parole per trasmettere ciò che avrei voluto, e questa è una cosa che mi lascia sempre insoddisfatto.
Ritornare non è stato semplice, e mi ci è voluto un po' uno sforzo mentale per cercare di mettere un passo dopo l'altro e proseguire un po' alla volta. E soprattutto capire che con un passo dopo l'altro si ha più stabilità, come quando a scuola ti facevano camminare sull'asse di equilibrio.
Sono sempre stato imbranato con gli sport, ma forse ora inizio a capire il senso di starsene sospesi a braccia tese su una trave di legno.
L'equilibrio lo perdi lo stesso, ma poi lo ritrovi e continui.
Non sono una persona positiva, che vede tutto rosa e glitter costantemente, eppure se mi concentro, se mi fermo riesco a ritrovare nel caos di voci, quella che mi ricorda che ogni cosa che accade, complicata o risolvibile che sia, mi sta rendendo più forte, che sto imparando qualcosa, che sto superando un ostacolo.
Brontolo, mi lamento, eppure quella voce c'è, e mi ricorda che ho l'opportunità di andare avanti.
Arrivato Dicembre non è arrivata la malinconia per un anno che sta per finire, né per le feste che avremmo festeggiato; i regali non sono stati un problema, e nemmeno sfuggire agli auguri vuoti e di circostanza. Non è arrivata nemmeno la voglia di addobbare casa a dirla tutta, ma per il semplice desiderio di non creare altra confusione, e solo in questi ultimi giorni ho sentito tirare il freno e rallentare, anche se all'atto pratico non è cambiato nulla.
Alla fine casa l'ho addobbata lo stesso, ho fatto l'albero, messo alla porta il serto natalizio. È arrivato anche un invito inaspettato e il nostro Natale sarà un po' diverso di quanto mi aspettassi.
Perché alla fine va così: ogni cosa ha un periodo di incubazione, ogni cosa richiede i suoi tempi, anche se a volte ce ne dimentichiamo. Ogni piccola variazione è un nuovo piccolo sentiero lungo questa strada che ogni giorno facciamo, ed ogni piccolo percorso richiede a suo modo forza.
Per questo, il mio augurio per questo Natale è di ritrovare nel frastuono inutile, quella voce che ci ricorda che ad ogni ostacolo avremo lo slancio di saltare, che ad ogni avversità ci rammenta la fortuna di poter tentare ancora una volta, e che ad ogni sbandamento non sarà mai tardi per ritornare sull'asse di equilibrio, allargare le braccia ed arrivare alla fine.

Buon Natale.




|#backtoseries chapter 32|
Perché Le Terrificanti Avventure di Sabrina è la serie tv da recuperare in queste feste

Era la fine degli anni '90, avevo circa 9 anni, e come tantissimi ragazzini all'epoca, mi piazzavo davanti alla tv ogni pomeriggio, con il mio pane e quella che speravo fosse Nutella, ma invece era marmellata, e mi sollazzavo con le vicende magiche di Sabrina Spellman, del gatto Salem, delle due zie, Hilda e Zelda.
Lo adoravo ed ormai è diventato cult. Così quando ho scoperto che su Netflix avrebbero fatto un reboot, intitolato Le Terrificanti Avventure di Sabrina, non potevo perdermelo.


Ma sono stato contento due volte perché con Sabrina, Vita da Strega, la nuova serie tv ha ben poco a che vedere. Certo, abbiamo gli stessi personaggi e in particolare Sabrina, che deve bilanciare la sua vita da teenager, col fidanzato Harvey e gli amici, e la sua vita da strega appunto, ma Le terrificanti avventure di Sabrina ha tutto un altro taglio e racconta altre storie.
Si resta nel teen, ma si mescolano scene e temi horror, dark, gothic e il satanismo, che fa un po' da quadro alle vicende di Sabrina. La giovinetta infatti deve decidere se abbracciare la Chiesa della Notte, celebrando l'Oscuro Battesimo, o restare umana, ma non è una scelta semplice per la ragazza che appunto non vuole abbandonare gli amici e il fidanzato, e non è del tutto convinta delle imposizioni e delle regole della congrega di cui farà parte. 
Chilling Adventures of Sabrina è una serie tv che a me è piaciuta molto, l'ho trovata adorabile sotto tanti punti di vista, a partire dagli attori, Kiernan Shipka su tutti perfetta secondo me in questo ruolo, ci sono tanti elementi di forza e interessanti, e credo sia piena di spunti su cui riflettere, estremamente attuali che vorrei sottolineare.



L'ambientazione



La serie crea un mondo a sé in cui non si coglie una data storica specifica e questo a me piace molto perché sembra che ci troviamo in un'altra epoca, ma invece potremmo essere ai giorni nostri. Questo è un aspetto che alcuni hanno criticato ma secondo me, questa scelta, non solo riesce a giocare a favore delle vicende (visto che non usano WhatsApp per comunicare, ma devono fisicamente incontrarsi ad esempio), ma rende il tutto un po' più magico, un po' più incantato.
A supportare l'ambientazione e l'atmosfera, ci sono anche la regia che ricorda un po' i fumetti da cui è tratta la serie, e gli effetti di sfumatura e dilatazione dell'immagine quando sta per accadere qualcosa di magico. Anche qui ci sono state delle critiche, e pure io nelle prime puntate per qualche istante mi sono stranito, ma poi l'ho apprezzato. 


Buona costruzione dei personaggi

Le Terrificanti Avventure di Sabrina secondo me ha il merito di aver costruito personaggi dettagliati, anche caratterialmente. Certo, si tratta di una prima stagione di 10 puntate, quindi ci sono tantissime cose che si possono ancora approfondire, eppure ognuno ha una sua storia, un suo vissuto e una narrazione che prosegue più o meno con le proprie gambe, per quanto tutto si riunisca sotto il cielo di Greendale. 



Gli amici di Sabrina, per quanto non abbiano chissà che presenza sullo schermo, o ad esempio abbiano dei genitori fatiscenti, che appaiono e spariscono e a volte sembrano proprio assenti, hanno comunque un accenno di storia coerente che potrà dare loro sbocchi successivi nel corso delle stagioni. Più in generale, le diverse generazioni che proseguono e si superano, e quindi la storia di queste famiglie, viene sottolineata più volte, per cui sono quasi sicuro che col tempo si scaverà ancora più approfonditamente sul vissuto di ognuno dei personaggi. 
Un esempio tirando a caso: Prudence, la capa delle sorelle sinistre. Pur partendo come una antagonista di Sabrina, cattivissima e oscura, avrà una evoluzione, anche umana. Conosceremo di più per quanto riguarda il suo passato, e ci rivelerà che non è poi così fredda e impavida.

Horror e dark

Nonostante Le Terrificanti Avventure di Sabrina nasca come un prodotto per adolescenti, ci sono elementi molto forti e anche d'impatto pure per chi come me ha più anni della stele di Rosetta. Bambini e non solo morti, sgozzamenti di vario genere e tipo, possessioni demoniache, insomma scene inquietanti che riescono a creare pathos. Poi c'è tutta una parte molto affascinante come il satanismo, che però non è da considerarsi come le robe che sentiamo a Chi l'ha visto? ma come l'organizzazione religiosa della chiesa di Satana, che ha altri precetti, e altra gerarchia. 
Non mi ci soffermo perché non ne ho una conoscenza approfondita ma mi è piaciuto come elemento che incornicia la storia. 


Figure femminili forti

La Chiesa della Notte è una struttura patriarcale, il sacerdote conta di avere un figlio maschio per proseguire la sua stirpe, ma non è una struttura stabile, anzi è piena di contraddizioni;  Se ci pensate dovrebbe essere l'emblema della totale libertà personale, invece ha delle regole rigide. 
Quindi da un lato ci sono gli uomini al potere che però all'atto pratico non fanno nulla: la storia ci palesa come sono le donne a far funzionare tutto. Sono loro che devono immolarsi, sono il motore delle vicende, ma ne sono al tempo stesso le vittime. Vengono messe di fronte a scelte e stress indicibile, nonostante gli uomini continuino a dire di essere i forti e la base della struttura. Ma Le Terrificanti Avventure di Sabrina ci mostra personaggi femminili molto intraprendenti, forti, pronte a battersi per le proprie convinzioni, molte delle quali non sono state disposte ad accettare le regole, al costo di risultare reiette. 



La stessa Sabrina è una di queste figure rivoluzionarie, è estremamente moderna e attuale, si batte contro le ingiustizie e cederà a questa gerarchia maschile solo perché costretta dalle circostanze. Il cedere però la porterà ad aprirsi al male e questo secondo me è un messaggio interessante: Sabrina finisce per uccidere le sue simili, per quanto cattive e con lo scopo di salvare le persone che ama, ma questo ha un riflesso negativo su di lei. Come dire che comunque nessuna decisione può essere giusta a prescindere.
Anche nello speciale natalizio della serie è una figura femminile che, per quanto non positiva, ha un'azione benefica sulla storia. 
Eppure, nonostante siano forti e in maggioranza, le streghe non riescono a scardinare il potere maschile. Vi risulta familiare questa situazione?

Esaltazione delle diversità

Come vi dicevo la serie tratta ampiamente della sessualità e della diversità, senza scadere nel volgare ovviamente, ma soprattutto senza etichette. Ambrose, il cugino di Sabrina, in questo senso è l'emblema: ha relazioni con uomini e probabilmente anche con donne, ma nessuno si pone nei suoi confronti con fare ambiguo, come se scegliere una donna o un uomo sia comunque qualcosa che può attirare l'attenzione. Non è pruriginoso, tutto fluisce liscio, senza intoppi senza domande.
Susie, l'amica di Sabrina è un altro esempio di questa libertà sessuale. Certo, lei ha i suoi dubbi tipici da adolescente ma nessuno dei suoi amici le chiede nulla, anzi la spronano ad essere se stessa. 



Sabrina inoltre è una "diversa fra i diversi". È stata cresciuta da due donne come fosse una figli a e in ogni luogo si trovu, terreno o spirituale, è "fuoriluogo", essendo sia umana che strega, è proprio l'esempio della diversità. Inoltre non si dimostra scioccata dalla sessualità, o scandalizzata, ma semplicemente non interessata o comunque particolarmente attiva in questo ambito, dimostrando anche una certa maturità. Eppure ha una componente sensuale che più volte viene tirata fuori.
Ma lasciamo da parte il sesso, perché questa esaltazione delle diversità si sviluppa su più livelli. Ad esempio alcuni degli amici di Sabrina vivono solo con il padre, quindi con genitori single, hanno vissuti e culture diverse, eppure non hanno problemi di convivenza. 
Ci sarebbero altri aspetti da sottolineare da questo punto di vista, ma vorrei non raccontarvi troppo. Posso solo dire che queste differenze vengono utilizzate come una metafora per mandare un messaggio.



Le Terrificanti Avventure di Sabrina secondo me ha tantissimo da raccontare ancora, il fatto che una serie per ragazzi riesca ad elevarsi in qualche modo, a dare qualcosa di più che una storiella di amore e di amicizia, è un vantaggio non da poco.
Ci sono degli elementi che potevano essere migliorati? Sì, certamente. Mi aspettavo che ad esempio che, nonostante sia una serie simpatica, l'ironia fosse più marcata e ancora più macabra. Avrei amato. Ci sono poi storie non ben chiarite, e la sceneggiatura non è sempre solida. Come il rapporto fra Ambrose e Luke che all'inizio sembrava voler nascondere altro, ma poi salta fuori che sono tutti stregoni, amorissimi e cuoricini. Capisco inoltre chi non apprezzi il fatto che sia un mix di elementi teen, horror, fantasy, adult e chissà che altro, io personalmente ho amato questa scelta, ma mi rendo conto che c'è chi vuole giustamente una linea più chiara.
Ciononostante credo che Le Terrificanti Avventure di Sabrina sia una serie perfetta per queste sere di festa, non annoia, anzi tiene compagnia e si può anche rifletterci un attimo su.

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