Le serie tv sono diventate ormai la mia compagnia preferita in quest'ultimo periodo un po' incasinato. Ho più specificatamente trovato la pace dei sensi con le miniserie, il giusto intermezzo per me fra un film, ma senza sfiancarti con tre ore consecutive di visione, ed un telefilm vero e proprio, ma senza 800 episodi a stagione. Anzi, a volte hanno solo una stagione.
Come sempre classifichetta ma in modo coinciso e centrifugato così non vi abbotto.
E come sempre nonostante io li eviti, se proprio non volete alcuno spoiler, state attenti.
Come sempre classifichetta ma in modo coinciso e centrifugato così non vi abbotto.
E come sempre nonostante io li eviti, se proprio non volete alcuno spoiler, state attenti.
⭐
Una stella va alla settima stagione di Pretty Little Liars, che nonostante ancora non sia terminata si è rivelata una ciofeca spazziale.

Speravo in un cambio di registro più netto, in una reale crescita almeno alla fine di tutto. Invece la storia è sempre la stessa, le dinamiche sono sempre le stesse, i personaggi sono più o meno sempre gli stessi. Speravo che le liars diventassero più mature, più "cattive", più risolute. Invece urlano, si guardano in giro con fare circospetto e non concludono nulla. Proprio come facevano nelle passate stagioni quando erano "solo" delle ragazzine del liceo. Hanno cercato di introdurre problemi "da adulti", di creare uno stacco con la nuova generazione, ma secondo me non sono riusciti. E gli stessi personaggi, Mona in particolare, ammettono che le dinamiche sono rimaste le spesse.
Le novità, o comunque i momenti più critici, come ad esempio il ruolo di Aria, che avrebbe dovuto in qualche modo shockare, è alla fine la realizzazione di una delle teorie che più si rincorrono nel corso di questi anni in cui la serie è in onda. Non se ne esce, seguirlo per me è diventato davvero pesante e sto stringendo i denti proprio per una sorta di sadica abitudine.
Non me ne sentirete più parlare, fra tre settimane sarà tutto finito, ma ci tenevo a bocciarlo ancora una volta.
⭐⭐
Due stelle a The Catch, ma non per colpa della serie in sé, ma per la fine che ha fatto.

Questa seconda stagione aveva ripresto il ritmo e la verve che la storia aveva perso dopo le prime puntate della prima stagione. Stava funzionando bene, e nonostante non sia mai stata una serie tv epica, The Catch riusciva a coniugare ironia ad azione e dramma. Invece proprio sul "più bello" ABC ha falciato la serie cancellandone il rinnovo. Come vi dicevo per Sense8, son cose che capitano, principalmente per i costi del telefilm che poi non vengono ripagati da altrettanto share. Generalmente sono abbastanza preparato all'evenienza, tuttavia avrei apprezzato anche solo uno o due episodi, se non, ancora meglio, una terza stagione più breve che potesse chiudere in qualche modo il cerchio. Leggevo inoltre che serie come Once Upon a Time, nonostante non avessero questo rating pazzesco, sono state rinnovate.
Insomma due stelle per The Catch per protestare a questa ingiustizia. Non me lo dovevi fare ABC!
Una parentesi brevissima e due stelline (e mezza) per la seconda stagione di Billions. La scorsa volta ne avevo date tre ma giunto alla fine ho tirato un po' le somme e posso dire che non mi ha preso.

È stata per me una stagione iniziata così così e questo, lo ammetto, deve avermi influenzato abbastanza nel corso delle altre puntate.
La struttura generale di Billions meriterebbe comunque il massimo dei voti: dal cast alla macchinazione della storia, ma sono arrivato all'ultima puntata e non ricordavo pezzi di intreccio narrativo, sintomo che non mi aveva emozionato e quindi avesse lasciato un qualche segno.
Alla fine della fiera la sceneggiatura mi è parsa quella di un illusionista che tenta di impressionarti con mille gestualità teatrali, ma stringi stringi c'è poca magia.
⭐⭐⭐
Nella mia classifica tre stelle vanno a diverse nuove serie tv, direi la maggiorparte di quelle che ho seguito.
Z: The Beginning of Everything è una di queste. Trattasi appunto di una miniserie, basata su un romanzo di Therese Anne Fowler e disponibile sulla piattaforma Amazon Video.
A parte queste informazioni tecniche, Z: The Beginning of Everything racconta le vicende di Zelda Sayre Fitzgerald, la moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald. Siamo negli algidi anni '30, e già questo mi ha fatto battere il cuore, ma a piacermi è stata anche la storia in sé. I due dovevano essere due tipetti abbastanza suscettibili e sicuramente questo passa attraverso la serie. Una coppia legata da un sentimento particolare, forte ma quasi morboso, di bisogno reciproco. Due amanti che si consumano a vicenda nel prendere l'uno dall'altra. Così descriverei Zelda e Scott.
La serie è di facile approccio: 10 puntate da circa mezzora l'una. Un bingewatching a portata di click. Bisogna dire che i due non hanno avuto una lunga esistenza, ma sono state due vite molto intense. Questo è un po' il lato negativo della serie: non aspettatevi capitomboli narrativi e un ritmo concitato. Ho avuto l'impressione che questa prima stagione sia stata girata un po' col freno a mano, non sapendo forse che riscontro avrebbe avuto. La storia inoltre è molto semplice, e si segue con estrema facilità, ma per me resta comunque molto carina e interessante.
Amazon, dopo una prima conferma, ha dichiarato che non ci sarà una seconda stagione.
Amazon, dopo una prima conferma, ha dichiarato che non ci sarà una seconda stagione.
Tre stelle anche per un'altra coppia del passato: Enrico VII e Elisabetta di York di The White Princess.

Ci sono effettivamente delle similarità fra questa serie e quella che vi citavo poco sopra: anche The White Princess è tratta da un romanzo, ed è ispirata a fatti realmente accaduti. Una miniserie composta da 8 episodio di un'ora l'uno circa, firmata BBC e attualmente disponibile solo in lingua originale. Si segue con molta facilità e secondo me ha alcune carte vincenti. Mi è piaciuta perché c'è una buona ricostruzione dell'epoca e l'ho trovata in certi momenti molto emozionante. Nonstante la durataDall'altro lato però come per Z, non c'è una ricchezza di avvenimenti, anzi la trama è lineare, non ci sono colpi di scena particolarmente inaspettati e se avete una generale infarinatura di storia inglese vi risulterà un po' spoilerata. Dall'altro lato però parlare di Enrico VII e non del più inflazionato successore nonché figlio Enrico VIII, mi è parsa una bella mossa. Il cast è ben assortito e sicuramente troverete qualche volto noto.
Un telefilm per chi ama le serie in costume, la storia inglese, e chi vuole un po' di compagnia in attesa di prodotti più interessanti.
Un telefilm per chi ama le serie in costume, la storia inglese, e chi vuole un po' di compagnia in attesa di prodotti più interessanti.
⭐⭐⭐⭐
E, rullo di tamburi, quattro stelle vanno a Taboo.
È indubbiamente la miglior serie che ho visto in questo ultimo periodo sotto tanti punti di vista. In primis quello più tecnico visto che non si discosta molto da un vero e proprio film con una narrazione che è costante ma si allenta o restringe a seconda del momento. Non manca la suspense, l'azione e un certo lato gotico che solo l'Inghilterra dell'800 può regalare. Se siete orfani di Penny Dreadful potrebbe fare al caso vostro.
L'intreccio narrativo ha alcuni snodi da seguire con attenzione ma per il resto non annoia mai. A questo punto vi chiederete se 4 stelle siano solo un mio capriccio per riempire un posto in questa classifica. In realtà vi dico di no, ma ci sono una serie di motivazioni. La prima è che Taboo è ancora alla prima stagione per cui sono in attesa di vedere cosa sanno fare. Mi è parso inoltre che, forse nel dubbio che potesse anche non essere riconfermato, abbiano qui e lì accelerato o comunque caricato troppo alcune puntate con molti avvenimenti. Un'altra ragione è che mi è mancata un po' di emozione nel senso che sono sicuro che il personaggio di James Delaney (Tom Hardy) che poi è il perno della storia sia in grado di dare molto e di tirar fuori molte sfaccettature. Insomma mi aspetto un pizzico di umana drammaticità in più, maggiori sfaccettature.
Queste sono mie aspettative ma in ogni caso sono sicuro che Taboo, in un modo o nell'altro, saprà guadagnarsi un'altra stellina.
E concludo qui con le mie personalissime opinioni sulle mie serie tv del momento. E voi che state seguendo di bello?
Io visto che praticamente tutte questi telefilm si sono conclusi, ho in lista Decline and fall, ma soprattutto Chiamatemi Anna, la serie di Netflix che già me lo sento mi farà frignare alla peggio maniera. Ve la ricordate "Anna dai capelli rossi"? Ecco.
Maniche a sbuffo nel cuore forever.
A presto!














