lunedì 22 maggio 2017

|Candle(s) #11|
Un piccolo assaggio di Kringle Candle

Il mio viaggio nelle diverse tipologie e brand di candele non si arresta esattamente come la mia curiosità di provare sempre qualcosa di nuovo per me. Oggi tocca al marchio americano Kringle Candle.

Kringle Candle

Se mi seguite da un po' questo nome non dovrebbe esservi del tutto estraneo visto che questa azienda è stata fondata dallo stesso creatore di Yankee Candle e dal figlio Michael Kittredge III.
Sono due aziende ovviamente distinte e separate visto che Michael Kittredge II ha venduto Yankee Candle nel 1998. Il figlio Mick ha quindi fondato nel 2009, a seguito di un progetto scolastico in cui si ispirava a questa tradizione di famiglia, una nuova compagnia per le produzione di candele profumate.
Un'azienda giovane e in crescita che si sta sempre più espandendo, arrivando anche qui in Italia. 
Il concetto di base di Kringle Candle è simile a quello di altre aziende, infatti consta di 5 collezioni, suddivise in base al tipo di profumazione: dalle fresche e floreali a tutte le fragranze che ricordano le festività, per un totale di più di 100 fragranze.
Ci sono anche qui diversi formati, dalle giare grandi, alle tart ai profumatori per auto. Il sito ufficiale è molto ben fatto e per ogni variante trovate il video di questo bel ragazzone biondo, Mike appunto, che spiega il profumo che avete scelto. 



Rispetto ad altre compagnie però Kringle Candle ha optato per il bianco per quanto riguarda la cera delle loro candele, quindi non vengono aggiunti coloranti, così da avere una combustione più pulita ed emanare una luce più brillante. Inoltre sono fatte per appattare ad ogni stile di arredamento. 
Sul sito specificano che le candele sono prodotte con paraffina alimentare raffinata, e qui trovate come mai la scelta di questo ingrediente. 

Quello che mi aveva incuriosito di questo brand era la vasta scelta di profumazioni e quindi ne ho voluto provare un assaggio acquistandole su CandlesDirect.com. Ho optato per due tart con due fragranze che si avvicinano molto ai miei gusti, con note fresche e legnose.
Tutte le tart di Kringle Candle sono contenute in piccole confezioni richiudibili di plastica e sono divise in quattro spicchi più un tondino centrale su cui si preme per far uscire la cera dalla confezione. Hanno un peso di 36 gr ciascuna. Per il mio gusto le etichette e le immagini scelte sono molto carine, ma non mi fa impazzire il font.


Fra le due tart che ho acquistato ho notato alcune similarità: entrambe ovviamente sono bianche e la cera di cui sono composte mi è parsa dura, compatta e poco sbriciolosa, tant'è che pur essendo semi divisa, ho dovuto usare un coltello per tagliarla. Ho notato anche una certa oleosità della cera, più di altre in verità. 

Coconut Wood

Kringle candle tart wax melt Coconut wood recensione
"La ricca bontà del cocco fresco mescolato con un trio di terrose note di legno tropicale e un pizzico di fiore di orchidea."
Annusando la tart da spenta io avverto entrambe le due componenti cocco e degli accenti legnosi. Ma da accesa è stata tutta un'altra questione. Diciamo che per la prima ora di combustione il mio naso percepisce l'odore del cocco, un po' sintetico ma comunque molto piacevole, direi dolce ma caldo e avvolgente; potrebbe stuccare alcuni nasi sinceramente, ma non il mio.
Ma non cantate vittoria, perché nell'ora successiva il mio naso percepiva più le note di legno, ma un legno "amaro", e decisamente sintetico, che però si mischia con quel sentore dolce. 
Dopo qualche ora ancora (o nel riaccendere la tart) ho avvertito un sentore lattiginoso che non mi piace molto. Quindi diciamo che uno spicchio di tart ha una durata media di 3 ore, qualcosa in meno rispetto le Yankee Candle.
Questa tart ha una fragranza abbastanza intensa, perché la si percepisce abbastanza bene anche con porte o finestre aperte, ma non si diffonde benissimo in casa ché se mi allontanavo qualche metro dal bruciatore, non sentivo più granché.
Tirando le somme Coconut Wood non l'ho trovata tremenda o inutilizzabile ma non posso dire che mi sia veramente piaciuta tanto da riacquistarla.

 Warm Cotton 

Kringle candle tart wax melt warm cotton
"Leggere note di limone, fiori delicati e tracce di muschio unite per creare la perfetta fragranza calda e avvolgente."

Del tutto un'altra storia è stata la mia esperienza olfattiva con Warm Cotton, che tenta di riprendere quel filone della più famosa Clean Cotton. Io stesso quando provo un nuovo marchio mi dirigo verso queste profumazioni per cui credo di andare a colpo sicuro (ma non è detto).
Ma tornando a Warm Cotton di Kringle Candle, annusando la cialda da spenta, non ho avuto un buonissimo feedback perché mi sembrava molto molto chimica come profumazione, quasi pungente ma non in modo gradevole. 
Una volta accesa però è stata un rivelazione.
È appunto una di quelle fragranze in stile sapone o ammorbidente, ma con delle note floreali che stanno bene a mio avviso. La trovo fresca ma appunto avvolgente, piacevole, ma sicuramente non fra le profumazioni più naturali. Non sento quelle note di limone a cui accenna la descrizione, ma una puntina di muschio l'ho avvertita.
Ha un buon livello di espansione per casa ed anche una discreta persistenza una volta spenta. Il quarto di tart non mi sembra abbia variazioni di profumo una volta riaccesa dopo circa 3 ore di combustione, ma semplicemente smette di emanare odore.

Rispetto ad altre recensioni questo in effetti è uno spuntino, ma non conoscevo Kringle Candle, per cui ci sono andato cauto per non ritrovarmi con un prodotto che non mi avrebbe soddisfatto e invece sono soddisfatto e proverei altre profumazioni. Ovviamente come ogni brand ci sono profumazioni che preferisco ed altre che invece mi possono non piacere, ma è ovviamente la mia esperienza personale. 
Fatemi sapere se conoscevate Kringle Candle e per il resto ci leggiamo presto!






venerdì 19 maggio 2017

{Aggiornamento 68}
A flusso unico


Ho quasi sempre un'opinione su tutto, per lo più anche articolata.
Leggo, mi informo, guardo video, passo dalle cose importanti, al gossip farlocco, e mi piace raccogliere le notizie che più mi colpiscono e condividerle qui.
Quasi ogni mattina, salvo imprevisti, faccio una piccola rassegna stampa, mentre faccio colazione. Eppure da un po' di tempo ho come maturato l'idea che non bisogna necessariamente condividere la propria opinione su tutto. Che ci si può anche stare zitti, che è ok avere una mente critica, riflettere, ma poi tenersi le cose per sé e buonanotte al cuculo.
Anzi, se devo dirla tutta, penso che non bisogna avere necessariamente un'opinione. 
Così è stato ad esempio per l'EuroVision Song Contest che non ha catturato il mio interesse in alcun modo.
O anche ieri sera. Guardavo Facciamo che io ero, il programma di Virginia Raffaele, e semplicemente sono stato abbastanza distaccato nella visione. Una poco eloquente riflessione sul tutto: ci sono stati alti e bassi.


Sto di conseguenza bazzicando meno Twitter, che poi è il ricettacolo delle opinioni non richieste. 
Ma anche nella vita reale, quella fatta di parole e non di tastini, quando mi rendo conto che chi ho davanti potrebbe far sfociare la mia opinione in una polemica, preferisco tacere.
Batto ritirata e non batto colpo.
In questo periodo vado praticamente a flusso a senso unico. Assorbo ma non rimetto in circolo. 
E se fino a poco tempo fa iniziavo a ribollire per non tacere, in questo momento della mia vita non me ne importa assolutamente nulla.
Strano in effetti comunicare per dire che non ho voglia di comunicare, ma forse è più giusto dire che non ho voglia di fronteggiare polemiche, e questo mi porta un po' a rallentare.
Sarà che è arrivato il caldo, o meglio sarà che ci sono 4 stagioni in una sola settimana, sarà che le zanzare quest'anno hanno deciso che sono la loro unica e sola fonte di cibo, saranno le giornate stancanti accompagnate da sonni non propriamente angelici, ma non ho voglia. 
Almeno per adesso in cui le mie energie sono rivolte ad altro, e anche solo se sarà una breve parentesi (e conoscendomi lo sarà), me la godo.
Non mi ero accorto che fosse già venerdì in verità. 
Comunque so che una mezza polemica ve la aspettate. 
Ricordate sicuramente la questione taglie di Zara e finalmente ho dissipato il mistero.
Sto cercando un completo per un matrimonio, che non è quello di Pippa Middlenton il cui invito pare sia andato perso.
Pippa, sei nel radar.
Mi sono recato nello store più vicino con le migliori aspettative ma ho avuto una mezza conferma di quanto pensavo: ovvero che le taglie fossero fasulle.
Sono ben conscio della mia fisicità che non è mai stata esile. La natura mi ha donato spalle larghe conscia che ne avrei dovute sopportare tante, ma mi sfugge il senso del fianco voluttuoso visto che non ho intenzione e non credo di poter restare incinta.
Insomma la mia reazione da Zara è stata più o meno questa:


Le intenzioni erano buone, ma i risultato sono stati scarsi.
Ho provato tutte le taglie dalla 50 alla 54 e nessuna mi stava. In realtà ho notato che in questo range di misure le differenze erano minime: entravo in tutte (strano, no?!), ma nessuna calzava bene.
Poi ho provato una 56, così per sport, perché era una giacca di un grigio chiaro che non mi faceva proprio impazzire. Beh, era larga.
In difesa di Zara devo dire che un po' questo difetto l'ho riscontrato anche altrove.
Ho fatto altri giri, in altri negozi, ho provato varie taglie.
Piccola, piccola, larga.
Piccola, piccola, brutta.
Piccola, larga, brutta.
Insomma credo che questo sarà l'andazzo dei miei pomeriggi, la pazienza è più calante della disoccupazione giovanile, ma tengo ancora botta. Non so fino a quando però, visto che ho solo voglia di tirare la coperta del silenzio e dire "dai, altri cinque minuti".








martedì 16 maggio 2017

|Beauty Cues Special|
Imetec Bellissima Face Cleansing Sistema Pulizia Viso

Ben prima della spazzolina in silicone di Silvecrest stavo utilizzando già un dispositivo per la detersione approfondita del viso, ovvero la Bellissima Face Cleansing di Imetec.

Imetec Bellissima Face Cleansing

Ho voluto testare questa spazzola davvero a lungo, dal Giugno dello scorso anno, per capire bene quali sono i benefici e quali potessero essere gli svantaggi di un attrezzo simile, se facesse al caso mio e se potessi consigliarlo.
Io l'ho preso da Amazon dove al momento costa 34 euro circa, che è il prezzo più basso che ho trovato. In negozio o sul sito ufficiale costa decisamente di più.
Prima di acquistarlo io stesso ho letto recensioni in ogni dove, molto spesso trovandolo paragonato ad attrezzi per la pulizia ben più cari, come ad esempio il Clarisonic per via del fatto che entrambi hanno delle testine in setole di nylon.
Tuttavia ogni esperienza è indubbiamente diversa e provare sulla propria pelle è la soluzione migliore. 
Sono quindi pronto a raccontarvi le mie opinioni, ma prima voglio spiegarvi brevemente i componenti e tutte le funzionalità di questo prodotto.

La dotazione e la struttura

Imetec Bellissima Face Cleansing

All'interno della confezione del nostro Face Cleansing abbiamo in dotazione un manipolo, le cinque testine, la base d'appoggio, un manuale di istruzioni, una beauty bag da viaggio in tessuto morbido e due pile (AA).
Il manipolo è in plastica rigida, non è particolarmente pesante (circa 150gr con le pile inserite) ed è lungo circa 16 cm; tuttavia è sicuramente resistente tant'è che una volta mi è caduto e non si è fatto un graffio. Considerate che anche le scritte non si sono cancellate, pur essendo sempre a contatto con l'acqua. 
Il corpo del manipolo si divide quasi in due parti e si apre uno scompartimento dove inserire le pile. Non abbiamo appunto caricabatterie, ma si può optare per delle pile ricaricabili. Questo secondo me non è un problema, e posso dire che non è un aggeggio succhia batterie. Le pile in dotazione mi sono infatti durate più di 4 mesi con un uso quotidiano.

Imetec Bellissima Face Cleansing

Il Face Cleansing di Imetec usa la tecnologia Sonic Vibration Skin Cleansing Professional System, una vibrazione costante ad alta frequenza, che coopera con le testine in dotazione. Quindi abbiamo una spazzolina che non ruota o oscilla, ma vibra, e questa direi che è la prima differenza con il Clarisonic. Non è particolarmente rumoroso, direi meno della vibrazione di un cellulare.
Le diverse testine si incastrano semplicemente alla testa del manipolo. Questo incastro funziona bene, anche scuotendo l'attrezzo non si staccano. Non c'è (purtroppo) un coperchio che va a coprire la testina e a ripararla dalla polvere. 
La spazzolina ha soltanto una potenza, per cui solo un tasto on e off. La base regge perfettamente la spazzola, tuttavia risulta un po' leggera e se andate a sollevare il manipolo, questo resta appunto incastrato e si porta via anche la base. Una sciocchezza ma ve la dico lo stesso. 
Questo attrezzo è totalmente impermeabile e può essere usato sotto la doccia. La pulizia di conseguenza è semplicissima, perché basta lavarlo con del sapone. 

L'utilizzo

Come vi dicevo l'utilizzo della Face Cleansing è semplicissimo. Il prodotto non è pensato per rimuovere il make up, ma può essere utilizzato per perfezionare la detersione dopo lo strucco, così da eliminare ogni residuo. Per quanto riguarda la detersione basta stendere sul viso il prodotto che state utilizzando per la detersione, bagnare la testina che avete scelto in base alla vostra pelle e dopo aver acceso la spazzolina iniziare con dei movimenti lenti e rotatori nelle aree da trattare.

Imetec Bellissima Face Cleansing

Non serve applicare troppa pressione, ma basta farla scorrere con delicatezza sul viso. 
Imetec suggerisce questa routine:
  • 20 secondi sulla fronte
  • 20 secondi su naso e mento
  • 10 secondi su ciascuna guancia
  • 20 secondi su collo e décolleté
Tuttavia questo attrezzo non ha un timer che ti indica quanto tempo stare su una area del viso, per cui suggerisco di fare come faccio io: passo la spazzola su tutto il viso, ma poi insisto sulle aree che so essere più problematiche. Come dicono sul libretto di istruzioni
il trattamento di detersione profonda può essere effettuato ogni giorno, a giorni alterni o 1-2 volte la settimana.
quindi in base alle proprie esigenze e alla risposta della pelle. Io ho trovato il mio equilibrio utilizzando la spazzolina una volta al giorno, preferibilmente di sera. Vi sconsiglio di applicare il prodotto detergente solo sulla spazzola, perché, specie per i gel detergenti più densi, tendono a perdersi nel fondo delle setole (l'avrò spiegato bene?).
Comunque dopo aver sciacquato il viso si può procedere con i normali trattamenti e usare le testine da massaggio per applicare e far assorbire i prodotti idratanti. 

Le testine 

Il Face Cleansing include 5 testine che come vi dicevo si incastrano al manipolo. Di queste cinque testine 4 possono/devono essere sostituite visto che subiscono l'usura, mentre la quinta non subisce variazioni, ma vediamole in dettaglio. È possibile acquistare separatamente il kit di 4 testine, ma purtroppo non sono vendute singolarmente.

  • Testina Normal

 detersione per pelli normali

È una testina con setole in nylon non molto fitte, e morbide ma non è la mia testina preferita. È stata la prima che ho utilizzato e fin quando era nuova e nel periodo estivo quando ho la pelle più mista andava bene, ma nel giro di circa 3 mesi, vuoi che la testina si è irrigidita per via dell'usura, vuoi che la mia pelle è diventata più secca con il cambio delle temperature, ho iniziato a sentirla troppo aggressiva sulla pelle motivo per cui l'ho abbandonata. Non mi ha creato irritazioni, ma non ho voluto insistere. 
Credo sia adatta a pelli normali ma anche grasse.

  • Testina Sensitive

detersione extra-soft per pelli sensibili

La testina Sensitive invece è la mia preferita per quanto riguarda la detersione. È una testina peluchosa, morbidissima, sempre con setole di nylon, ma più fitte, più sottili e più delicate sulla pelle. Il fatto però che sia più delicata non vuol dire non sia efficace, anzi mi sembra una pulizia più accurata proprio perché si può insistere di più e credo che le setole più sottili riescano ad andare più in profondità.
Questa testina mi ha accompagnata per tutto l'inverno, e tutt'ora è morbida, sicuramente meno che all'inizio ma resta ancora confortevole

  • Testina Peeling

con setole di media durezza per rimuovere le cellule morte in superficie e per stimolare il rinnovamento cellulare

"Media durezza" per quanto mi riguarda è una descrizione ben lontana dalla realtà. O meglio, al tatto è morbida, seppur le setole sono rigide, ma una volta che va a contatto con la pelle la sento davvero ruvida, poco gradevole. Loro dicono che si può utilizzare con un prodotto scrubbante ma per me sarebbe deleterio. L'ho utilizzata un paio di volte ma di più non sono riuscito: troppo aggressiva. Più aggressiva ovviamente della Normal.
L'ho provata sul corpo e va benissimo ma è troppo piccola per riuscire ad usarla su grandi aree. 

  • Testina Attivazione 

in morbido lattice per un piacevole massaggio che favorisce l'applicazione e l'assorbimento dei prodotti cosmetici

questa è una testina con cui avevo qualche titubanza all'inizio. È appunto una spugnetta di lattice morbida ma compatta. Ho provato ad utilizzarla come suggeriscono, ovvero dopo aver steso il prodotto idratante sul viso, per massaggiarlo con movimenti circolari e farlo assorbire, ma sin da subito ho notato che assorbiva parte del prodotto, per cui l'ho "declassata" a semplice massaggio dopo aver fatto assorbire la crema idratante o l'olio. Non faccio movimenti circolari, ma pressioni sostando più tempo nelle zone che tendono a segnarsi (ovunque). Con l'uso la spugnetta si è leggermente allargata quasi dai primi utilizzi. Solo ora, dopo un anno, sta iniziando a perdere piccoli pezzetti di spugna.

  • Testina Micromassaggio 

con morbide micro-dita, ideale per un massaggio energizzante che favorisce la microcircolazione e l’assorbimento dei prodotti cosmetici

Anche questa testina mi piace molto, è delicata e rispetto alla testina in lattice, riesce ad arrivare in zone più piccole del viso, come il contorno occhi. Imetec suggerisce di fare movimenti circolari sempre per applicare i prodotti. Io la uso anche scorrendo obliquamente e con piccole pressioni sempre nelle aree  che voglio trattare maggiormente. 

Le mie considerazioni

Il sunto di tutta 'sta pappardella è che la mia esperienza con il Bellissima Face Cleansing è assolutamente positiva. Mi è sembrato uno strumento completo, di semplice utilizzo ed efficace.
Sin dai primi utilizzi ho notato la pelle più liscia, levigata e morbida.
Come dice il claim dell'azienda, senti la pelle che respira, come se diventasse più "leggera". Ma anche più luminosa e compatta
Il mio dubbio era che la vibrazione, non potendo essere regolata, fosse troppo forte o troppo debole, ma in realtà secondo me è la giusta via di mezzo: si avverte distintamente senza essere eccessiva.
Un altro dubbio era che questa spazzolina non fosse poi molto diversa da uno scrub, che si limitasse in qualche modo ad esfoliare; in realtà è una sensazione diversa, appunto di pulizia profonda del viso.
C'è sicuramente una minima esfoliazione, ma non è la stessa sensazione di utilizzare appunto uno scrub o un peeling. 
Come vi dicevo io ho preso l'abitudine ad usare il Face Cleansing una volta al giorno: al mattino uso il SilverCrest, che mi deterge ma mi dà quella sensazione di risvegliarmi il viso; alla sera questa spazzolina di Imetec per pulire più profondamente.
La mia speranza era anche che questo strumento avesse una funzione benefica sui punti neri, che nel mio caso si accumulano sul naso. Ovviamente non riesce in alcun modo ad aspirare i punti neri, non ha questa funzione, ma ho notato con un uso costante (che è fondamentale!!!) i pori appaiono più piccoli e affinati e in alcune zone (nel mio caso ai lati del naso) i punti neri sono proprio spariti.
Come vi dicevo io mi trovo benissimo con la testina Sensitive che è quella più delicata, ma non per questo meno efficace.
Devo sottolineare che non ho mai dimenticato di ascoltare la mia pelle, che se magari era irritata per altre ragioni, di certo non voleva che io la frullassi con la spazzoletta! 
Quindi sì, questo Face Cleansing non mi ha creato escoriazioni o irritazioni, ma sta a voi capire di cosa necessita la vostra pelle. Altra cosa importante è ovviamente anche il prodotto detergente a cui lo abbinate. Secondo me funziona bene con i detergenti in gel che vanno a creare una schiuma che rende il passaggio della spazzola ancora più gradevole.
Non ho avuto quell'effetto di "spurgo" che sento sempre in giro e che comporta un aumento iniziale di brufoli e imperfezioni, ma io non ho molti brufoli e come vi dicevo non ho nemmeno così tanti punti neri, quindi credo dipenda dalla pelle.
Per quanto riguarda invece le testine da massaggio quella che uso più spesso è la testina Micromassaggio perché la adoro. La trovo in primis rilassante e questo è già una buona cosa. Molto spesso faccio un lungo massaggio con questa testina mentre indosso una maschera in tessuto, in modo da avere una doppia funzione.
Trovo poi che riesca ad aiutare a drenare i fluidi che causano gonfiore in viso. Io sono il classico tipo che a volte al mattino si ritrova con gli occhi a fessura e le palpebre gonfie.
Ecco lei mi aiuta a sgonfiare la zona, ma ho avuto la riprova di questa funzionalità testandolo sulle borse ben più pronunciate di mia madre: praticamente svuotate.
Ovviamente uso questa testina sul tutto il viso soprattutto quando sento la pelle poco tonica, e avverto subito un effetto rassodante, come se appunto la pelle si compattasse. Voi direte che a 20 anni è normale si vada a compattare così facilmente, e non è mia intenzione dire che elimina le rughe, ma io credo che questo prodotto sia un buon alleato per prevenire.
Il Face Cleansing di Imetec mi è parso un prodotto perfetto per la prevenzione sia dei punti neri, vista la detersione approfondita che apporta, sia dell'aumentare dei segni del tempo, viste appunto le funzioni di massaggio che stimolano la microcircolazione.



Ci sono un paio di risvolti negativi che ho trovato e che non posso non riferirvi. Intanto come avrete dedotto, io non apprezzo tutte le testine, e anzi se devo scegliere quale portarmi in viaggio, sceglierei solo la Sensitive e la Micromassaggio. Le altre, soprattutto la testina Peeling, per me sono quasi inutilizzabili. Non poter acquistare le testine originali singolarmente comporta quindi un po' uno spreco.
Devo anche aggiungere che non è secondo me l'attrezzo più facile da portarsi dietro in viaggio, se ad esempio come me siete persone che lottate con gli spazi. Trovo che ad esempio il Silvercrest o comunque le spazzoline in silicone siano più piccole e compatte, oltre ad essere all in one.
Cosa che poi mi manda ai matti è il fatto di non avere un coperchietto che copre le testine. Quanto sarebbe costato ad Imetec?
Secondo me non è un dupe del Clarisonic (che non ho provato), direi piuttosto un cugino, ma secondo me il Face Cleansing è più delicato perché l'idea di una testina che oscilla mi sembra un po' troppo come metodo di pulizia e più completo, offrendo anche un massaggio.

A chi lo consiglio?

Ad ogni tipo di pelle, salvo le pelli che si irritano particolarmente o a chi ha molta acne che ovviamente non vuole sovrastimolazioni o comunque ha un processo di guarigione che non vuol essere disturbato.
Ovviamente lo consiglio a chi riesce ad inserire uno strumento simile nella propria routine, ma ragazzi non voglio sentire frasi tipo "ah, ma come fai ad essere costante?!" perché ci vogliono 30 secondi per la detersione e 30 per un massaggio ad essere pigri o con i tempi stretti quindi poche scuse. Inoltre può essere usato anche una o due volte a settimana.

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So che il post è parecchio lungo, ma spero di essere stato esaustivo e se così non fosse sotto nei commenti avrete modo di esprimere ogni perplessità.
E per il resto, ci sentiamo presto!





venerdì 12 maggio 2017

{Ricetta}
Biscotti al doppio cioccolato.

Cara amica, hai un languorino? Vuoi far merenda? O colazione? O uno spuntino? Sei in fase pre ciclo e ti è venuta voglia di qualcosa di buono o hai semplicemente fame chimica?
Ho una ricettina che fa per te!
O meglio, una ricettina che fa per tutti, tanto è semplice che l'ho fatta anche io ed è riuscita molto bene fin dalla prima volta. Ve l'avevo mostrata su Instagram parecchio tempo fa, ma visto che la primavera è ancora timida per buona parte d'Italia (da me fa caldo, non caldissimo) ho pensato che potesse andare bene anche adesso. 
La ricetta è quella dei biscotti al doppio cioccolato


Per me i biscotti al cioccolato come avrete capito sono un must, in tutte le loro varianti e ci sono tantissime ricette più o meno facili che però alla fine portano risultati del tutto diversi. 
Ad esempio vi avevo lasciato la ricetta dei biscotti al cioccolato senza farina, che avevano una consistenza particolare, un gusto più intenso ed erano facilissimi.
Vi avevo lasciato anche la ricetta dei cookies americani che al contrario hanno una preparazione un po' più articolata, ma che hanno un'ottima resa. Non li faccio da tanto tempo, un po' stufo di prepararli troppo spesso, e amici e parenti ancora mi chiedono quando li rifarò. 
Ora ho scoperto un'altra ricetta altrettanto buona ma soprattutto molto veloce, e che richiede due dosi di cioccolato.
Per fare questi biscotti servono
  • 220 gr di cioccolato fondente
  • 60 gr di burro
  • 160 gr di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 150 gr di scaglie di cioccolato 
  • 110 gr di farina
  • mezzo cucchiaino di lievito
  • 1 pizzico di sale

Vi ho messo gli ingredienti esattamente in ordine: fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, o al microonde e poi aggiungeteci il burro che si scioglierà col calore. Nel mentre potete far sciogliere lo zucchero con le uova. All'interno delle uova va aggiunto il cioccolato appena sciolto ma a poco a poco per non cuore l'uovo prima del tempo. Dopo aver unito questi ingredienti, possiamo aggiungere le polveri, farina, lievito e sale. E ovviamente le gocce di cioccolato
Una volta amalgamati tutti gli ingredienti dovrebbe essere venuto un composto morbido ma non eccessivamente liquido e scorrevole, tant'è che per formare i biscotti è meglio aiutarsi con un cucchiaio. 
Un punto importante è la cottura: 20 minuti con il forno a 160° vanno benissimo, per far sì che i biscotti si mantengano più morbidi, quasi umidi e friabili.



Se proprio proprio siete a dieta o volete accentuare il sapore del cioccolato, potete diminuire lo zucchero, ma secondo me non è una ricetta particolarmente dolce, anzi già così si avverte abbastanza il sapore del cioccolato fondente.
Era una ricetta facilissima, no?
Spero di averla spiegata chiaramente, e fatemi sapere se la provate.
A presto!


(Una dedica ai biscotti)




lunedì 8 maggio 2017

|Beauty Cues Special|
Tre Correttori a confronto - Review + Swatches
(L.A. Girl, Cien, Kiko)

A distanza di più di un anno torniamo a parlare di correttori e concealer per occhiaie ed imperfezioni. Un anno fa infatti vi avevo fatto un walk through della mia filosofia per quanto riguarda il camuffare le piccole (o grandi) discromie del viso.
Quel post nella parte teorica è rimasto invariato, ma nel mentre ho provato tantissimi altri correttori (e con tantissimi non scherzo mica!) di cui voglio parlarvi. Ho pensato che potesse essere ideale fare un confronto fra diverse marche e diverse tipologie di prodotto, perché nonostante le formulazioni siano chiaramente diverse, il mio fine ultimo è sempre lo stesso: avere un aspetto sano, senza risultare finto, o peggio, enfatizzare un difetto con un prodotto non adatto. Come saprete non ho brufoli frequenti o imperfezioni particolari sul viso, ma ho occhiaie che tendono al blu e qualche rossore ai lati del naso. Il requisito imprescindibile è sicuramente la colorazione che deve essere decisamente chiara, dal sottotono neutro o leggermente rosato (anche se poi mi faccio andar bene anche altre colorazioni ma vedrete).
Lo so, non sono bravissimo con gli swatches ma sono tutti fatti con luce naturale, e cerco di rendere il colore quanto più realistico possibile.
Questa volta vi parlo di tre correttori polisiliconici, quindi assolutamente non ecobiologici. Su di me, nonostante io prediliga prodotti ecobio o comunque più naturali, un concealer sintetico non crea alcun danno, anche perché mi resta sul viso solo alcune ore prima che lo rimuova. Per mio gusto ritengo che i correttori non ecobio abbiano un feeling e una facilità di utilizzo che i prodotti con ingredienti naturali non hanno, almeno per quanto riguarda quelli provati finora. Ma non abbiate paura che ci sarà anche un post dedicato ai correttori con INCI verde.
Anzi, a proposito, potete già fare un salto sul blog delle mia amica Rory, che son sicuro abbia qualche prodotto anche per gli amanti del bio.


L.A. Girl PRO.conceal HD.High Definition Concealer
(Porcelain GC969 - Classic Ivory GC971)



Consistenza: cremosa
Colore: rosato salmone - beige chiarissimo dal sottotono rosa caldo
Durata: 8 ore
Coprenza: media-alta
Finish: opaco satinato

Famosissimo in America, L.A. Girl PRO.conceal HD.High Definition Concealer è ormai da tempo reperibile anche in Italia, e penso si possa dire che questo correttore è il loro best seller.
I suoi punti di forza sono sicuramente l'ampia selezione di colori, dal Porcelain al Mahogany, più altre sei tonalità per fare la color correcting e anche un bianco, che loro chiamano Highlighter. Insomma chiunque può trovare la propria colorazione. Aggiungeteci anche il costo da "drugstore" e allo stesso tempo la promessa che di un risultato impeccabile. C'è chi dice che sia anche il dupe di alcuni prodotti High Cost fra cui il Pro Longwear Concealer di Mac che non ho provato.
Ma a parte le chiacchiere andiamo ai fatti.
Questo correttore è contenuto in un tubetto di plastica morbida, facile da spremere, e fuoriesce da un applicatore a pennellino, che no, non serve a sfumare, non è il massimo della morbidezza e secondo me è anche un ricettacolo di batteri, ma questo è e questo ci dobbiamo tenere. Basta pulirlo con una salviettina inumidita ogni tanto. Prima di utilizzarlo va un attimo shakerato massaggiando il tubetto senza spremerlo troppo, perché altrimenti all'inizio è probabile vi esca un'acquetta colorata, come se il prodotto si separasse. Non è successo solo a me, l'ho letto a più parti.


È un correttore dalla texture cremosa, morbida ma abbastanza consistente, infatti provandolo su di me ho capito quanto siano pataccosi i make up che si vedono su Instagram dove queste tipe che si spennellano mezzo volto: secondo me non è affatto necessario, ma basta poco prodotto per avere una coprenza modulabile da media a molto alta.
Inoltre questa consistenza così cremosa non crea problemi nella sfumatura; secondo me è meglio usare una spugnetta, ma anche con le dita funziona bene. Il finish è matt, ma non super opaco, o secco, per questo l'ho definito un opaco satinato.
Il primo che ho acquistato era nella colorazione Classic Ivory, perché all'epoca era la colorazione più chiara disponibile, ma no, non è secondo me una colorazione adatta a pelli chiarissime, o comunque non è una tonalità che richiama "l'avorio" che conosciamo.



Questo Classic Ivory ha un sottotono molto rosato- salmone. Su di me, che ho un sottotono neutro più verso il rosa che il giallo, se dosato con cura funziona abbastanza bene per contrasto sul blu dell'occhiaie, ma non crea un bell'effetto luminoso perché risulta scuro, e finisce per far stacco uscendo dalla zona bluastra. Inoltre ho notato che un po' si ossida nel corso delle ore diventando ancora più caldo.

Classic Ivory - Appena applicato a sinistra, sfumato a destra

Così l'ho relegato a prodotto per il camouflage appunto delle occhiaie per poi andarlo a correggere con una tonalità più chiara e illuminante.
Ho acquistato quindi il PRO.conceal HD High Definition Concealer nella tonalità Porcelain che ha una colorazione decisamente più chiara e che vira soltanto leggermente al rosa, ma direi quasi neutra.


Un "Giallo Napoli rossastro", per restare sul tecnico.

Porcelain - Appena applicato a sinistra, sfumato a destra

Non di rado mi è capitato di mischiare i due colori per avere un mix che si sposa bene con la mia carnagione.
Entrambi i prodotti, nonostante la differenza di colorazione, si comportano allo stesso modo in termini di consistenza, durata, sfumabilità. L'azienda vanta alcune qualità non da poco quindi vediamo se dicono il vero.
"Non va nelle pieghe"
Non sono del tutto d'accordo, è un prodotto dalla consistenza molto cremosa, che si fissa ma non completamente, resta morbida e anche leggermente appiccicosa, per cui se lo stratifico per fare del camouflage, o se ne applico anche solo un po' di più, su di me va nelle pieghe. Se ne applico poco, sfumo bene e la stagione è abbastanza fresca, tutto sommato non si muove troppo, ma fissarlo è meglio.

"Cremoso ma con texture leggera"
Qui sono d'accordo: la texture è "ricca", cremosa e direi spessa ma non si avverte sulla pelle.

"Formula a lunga durata"
Assolutamente sì, anche se in parte ci colleghiamo al primo punto, ovvero che devo fissarlo molto bene con una polvere. Su di me questo concealer di L.A. Girl dura parecchio, direi anche 8/10 ore. Ovviamente non è waterproof e non resta perfetto, ma a fine giornata c'è. Devo sottolineare che non mi diventa gessoso né mi crea un brutto effetto sotto gli occhi.

"Copertura completa e naturale"
Sul fatto che la copertura sia alta direi che sono d'accordo fermo restando gli accorgimenti di cui sopra, sul risultato naturale direi di no, ma perché non ritengo naturale un prodotto ad alta coprenza. Certamente, se si rinuncia ad un po' di copertura, dosando il prodotto, si ottiene un effetto più naturale.
Per riassumere questo High Definition Concealer è Piertificato: mi è piaciuto molto, regala uno sguardo fresco, riposato e copre molto bene. Necessità di alcune accortezze, e lo consiglio a chi ha occhiaie marcate e un contorno occhi da normale a secco perché non va ad inaridire ulteriormente la zona. Funziona discretamente sui brufoletti ma non è il top, perché su una zona calda ed infiammata come un brufolo secondo me non si adatta bene. Avendo un finish opaco e non lucido vi consiglio di prendere una colorazione più chiara del vostro incarnato di almeno un tono, come suggerisce l'azienda, se volete un effetto illuminante. Non ho notato un effetto sbiancante nelle foto fatte con flash.

INFO BOX
🔎 Maquillalia, Beautybay.com, Amazon
💸 5.50/6.49€
🏋8gr
⏳ 18 Mesi
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Cien Liquid Concealer Perfect Finish 
(Light)



Consistenza: fluida
Colore: beige chiaro dal sottotono neutro
Durata: 3 ore
Coprenza: bassissima
Finish: matt

Il Liquid Concealer di Cien sarebbe un prodotto in edizione limitata di parecchio tempo fa, ma ritorna spesso in vendita, infatti lo scorso Aprile era di nuovo disponibile sebbene con un packaging un po' diverso, ma mi sa che era la stessa solfa.

Quello uscito ad Aprile.

Questo correttore per me va oltre la bocciatura, e lo definirei impresentabile.
Il concetto di base sembra molto interessante e moderno per un marchio così tanto low cost: un tubetto di plastica morbida e in cima abbiamo una spugnetta. Si potrebbe considerare un correttore cushion ma bisogna dire che questa spugnetta non "rimbalza" particolarmente, anche perché è piccola, meno di un centimetro per farvi capire. Questa spugnetta ha un forellino centrale da cui appunto fuoriesce il prodotto; la si può utilizzare per sfumare il correttore se proprio siete on the go, ma non è il massimo, proprio per il problema di rimbalzo della spugnetta. Si può facilmente lavare semplicemente estraendola con delicatezza. Non mi fa impazzire come dosatore all'atto pratico perché non riesci mai a regolare la quantità di prodotto che vuoi far fuoriuscire.


Mi piacciono solo tre cose di questo correttore Cien: la colorazione chiara, la consistenza sottile e il fatto che non vada nelle pieghe, ma per il resto non mi piace nulla.
La colorazione di questa versione light è un beige con un sottotono leggermente rosa. Il range di colori che Cien offre è misero, sono solo due colorazioni e quindi non riesce ad accontentare né incarnati molto chiari né molto scuri. La texture è leggera, fluida e non si avverte sulla pelle e nel corso della giornata sparisce in modo decente, senza andarsene nelle pieghe o diventando gessoso.
Ma passiamo alla dark side of the moon.
Di questo correttore non mi piace la sfumabilità, perché sembra spostarsi piuttosto che amalgamarsi con la pelle. E una volta che lo andate a sfumare, la copertura diventa pressoché nulla. Nell'esatto istante in cui il dito, il pennello o la spugnetta toccano il prodotto, questo, PUFF, svanisce. In qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo. Anche cercando di far asciugare un po' il prodotto per 10 secondi per renderlo più cremoso, non cambia questo fattore, anzi secondo me peggiora la sfumabilità.

Appena applicato a sx, sfumato a destra.
Sul polso si è leggermente ossidato, sul volto non ho mi ha dato questo effetto

Essendo una texture sottile, come vi dicevo, si può stratificare, ma più di tanto non riesco ad ottenere. Inoltre non mi piace perché se provate ad usarlo per fare del camouflage, quindi dopo aver applicato un correttore aranciato nel caso di occhiaie o verde in caso di rossori, questo si porta via il prodotto precedente applicato e non concludi nulla.
Non mi piace la durata perché, nonostante sembra si fissi, e non vada nelle pieghette, tempo un tre orette, le occhiaie diventano visibili quasi come non avessi messo nulla.
Non so cosa Cien prometta che possa fare questo correttore ma per me è un prodotto ibrido dalla scarsa funzionalità: se da un lato non copre particolarmente dall'altro non dà nemmeno luminosità allo sguardo, per cui resta, per quanto mi riguarda, inutile.
Non lo consiglierei sinceramente a nessuno, perché con qualche spicciolo in più ci si porta a casa un prodotto migliore e, ad essere onesti, credo che finirà presto nella spazzatura.

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 1.69€                
🏋8 ml
⏳ 6 Mesi
💓⇒ 🌸     

KIKO Universal Stick Concealer
(01 Rosato Naturale)


Consistenza: cremosa
Colore: beige albicocca
Durata: 6 ore
Coprenza: medio-bassa
Finish: naturale, luminoso

Questo correttore stick di Kiko è stato riformulato relativamente di recente, perché prima era più cicciotto e si chiamava Skin Evolution Concealer; adesso invece segue lo stile degli arcinoti Long Lasting Stick Eyeshadow di Kiko, quindi uno stilo sottile, e più stretto. Non so esattamente come fosse la precedente versione, non avendola provata, so che era effettivamente più grande, tanto da pesare 2.5gr.
Comunque questa nuova variante non mi ha del tutto convinto, soprattutto per quanto riguarda il colore. Il prodotto consta di 8 referenze colore, io ovviamente ho lo 01, quindi il più chiaro che non ha nulla di "Rosato Naturale".



Lo definirei un beige albicocca, quindi caldo, adatto a pelli chiare e medie, ma secondo me per nulla adatto a carnagioni chiarissime e con sottotoni più freddi dove non riesce creare una bella luminosità di contrasto. Ovviamente questo sottotono arancio secondo me non lo rende il prodotto ideale per coprire altre discromie oltre le occhiaie, ma Kiko parla di questo prodotto come un correttore appunto universale per tutto il viso.
È piacevole per quanto riguarda l'applicazione: lo stick rilascia una buona quantità di prodotto in una sola passata, senza risultare secco o tirare la pelle; non è affatto duro, anzi lo definirei cremoso, burroso. Si sfuma facilmente con le dita.

Appena applicato a sinistra, sfumato a destra

La copertura non è altissima proprio per una questione di colorazione: essendo così aranciato, più aggiungo prodotto, più su di me si nota che il colore non è azzeccato. E per fare la color correcting preferisco altre consistenze.
La durata su di me è buona, non mi va nelle pieghe, e, se fissato, svanisce ovviamente meno, garantendo una copertura più prolungata, ma raggiunte le sei ore circe noto che questo correttore mi va a sottolineare la grana della pelle.
Kiko dice
"Il finish è naturale per un delicato effetto “seconda pelle”. La copertura è modulabile da media a elevata. Grazie al pratico formato in stick, il prodotto si dosa e si sfuma con estrema facilità."
ma come vi dicevo io non riesco ad ottenere una copertura pazzesca. Sono d'accordo sul finish naturale visto che questo stick non ha né un finish troppo lucido, né troppo secco da risultare matt. Dona una bella luminosità naturale appunto.
Insomma un prodotto medio, perfetto per chi non ha troppe esigenze e per chi vuole un correttore pratico ed adatto a tutti i giorni, ma vi consiglio di stare attenti alle tonalità che scegliete. Non ho notato effetto flashback.

INFO BOX
🔎 Negozi monomarca Kiko, sito online
💸 6.95€            
🏋1.6 gr
⏳ 36 Mesi
💓⇒ 🌸🌸🌸    

Concludo così la mia tripletta; non era voluto il fatto che ci fossero un prodotto top, un flop e un correttore medio, ma alla fine pare una classifica.
Fatemi sapere se conoscevate questi correttori o se avete domande.
A presto.





venerdì 5 maggio 2017

{Aggiornamento #67}
Elucubrazioni di un hater affamato

Com'è che siamo diventati così aggressivi? Com'è che siamo diventati così cattivi?
O forse dovrei chiedermi com'è che stiamo perdendo tasselli nel circolo dell'evoluzione, siamo l'anello mancante.
Vedo cose che mi lasciano confuso, non solo perplesso. Non capisco com'è che abbiamo maturato questa rabbia.
Animali affamati di uno zoo senza guardiani.
Viviamo in un periodo orrendo, fatto di guerre, di sacrifici che non portano a nulla, tutti, chi più chi meno, lottiamo con le nostre frustrazioni, e le ansie e soprattutto le paure.
Non voglio fare le prediche, io che su Twitter, o anche qui non son certo Claudia Koll dopo la conversione, ma sono confuso. Sono il primo che si incazza, sono il primo che si potrebbe considerare un hater per certi versi.
Ad esempio ieri parlavo su Twitter di Pietro Boselli, un modello diventato più famoso di altri modelli perché oltre alla fisicata, fa anche il professore di matematica o ingegneria, non lo so. 
E nulla, sarà sicuramente un bel ragazzo, farà davvero tanta palestra, ma lo trovo noioso e bi-espressivo: una faccia dove è serio e una dove sorride. Fine. Wow.
Così come il suo scherzo col ragazzo filippino, non lo trovo razzista.
Razzismo è quello che si è sentita dire Serena Williams riguardo al suo nascituro, da una persona adulta nonché da un personaggio pubblico, non dal primo che ha una connessione internet e tempo da perdere.
Fossi stato in Serena avrei chiesto a Năstase se ora le racchette le usa per scacciare le mosche o scolare la pasta, visto che ha una certa età.
Comunque la roba che ha fatto il Boselli la trovo semplicemente noiosa.
Poteva far ridere forse 80 anni fa, ai tempi di Rafael Padilla e George Footit, ma adesso è solo un gioco insipido.


Questo è il mio giudizio, che non va ad inficiare, immagino, nessuno.
Ma poi c'è chi rompe gli argini della shade acidula e si sporge violentemente verso la cattiveria.
Ed ogni giorno ci scontriamo con la cattiveria degli altri, cattiveria per lo più gratuita.
Il problema è che ne siamo tutti vittima e carnefici, perché è impossibile che la ruota non giri nei tuoi confronti, è impossibile che la freccia che lanci non arrivi anche solo a pungerti una chiappa.
Una banalità magari ma che si applica ad ogni livello.
Se ogni azione ha le sue conseguenze, una cattiveria ha quasi sempre il rinculo, indifferente se credi nel Karma oppure no. 
Probabilmente suona demagogico, probabilmente avrei potuto esprimermi meglio ma sono affamato.
Sì, ho tanta fame, perché è ufficialmente iniziata la stagione della prova costume. Per me la prova costume però quest'anno inizia prima ed è una prova abito per un matrimonio ai primi di Giugno. 
L'unico completo elegante di cui ero in possesso risaliva probabilmente alla prima messa in onda di Tom & Jerry e capite bene che non ci entravo più come un tempo.
Ora, voi direte, che tanto è facile fare una prova abito, rispetto alla prova costume, d'altronde in un caso sei nudo nell'altro sei vestito. Ma lo sapete che vi vendono per abito uomo per adesso?
Una giacca striminzita e un pantalone che nemmeno un sanculotto in cerca del suffragio universale avrebbe osato.


Praticamente ti arrivano alle ginocchia. Mi domando chissà quanti altri completi riescano a tirarci su con quello che spacciano per moda.
Sempre ieri, stavo dando un'occhiata al sito di Zara per curiosità. C'erano un paio di completi che mi sembravano carini, di un bel blu non troppo acceso, con uno stile che mi pare la perfetta combo fra classico ma giovanile, ma mi cade l'occhio su un dato sconvolgente.



Altezza modello189 cm, taglia europea 50.
Lasciando perdere che io provengo dalla progenie dei Puffi e non raggiungo il metro e 80, ma se un modello che pesa quanto una risma di carta indossa la 50, un ragazzo che ad esempio ha una madre siciliana che frigge anche i piatti di vetro così insaporiscono il cibo, che taglia dovrebbe scegliere?
Ora i fatti sono due: o c'è un errore di battitura e questo spiegherebbe come mai TUTTI i modelli abbiano la stessa taglia, o questi vestiti sono così striminziti, anche in lunghezza, che per poter star bene ad un modello alto due metri, devono mettere una taglia più grande.
Il mistero si infittisce e lo dipanerò solo nei prossimi giorni.
Io intanto resto affamato, anche di aria nuova, visto che ormai è trascorso un anno dal mio ultimo viaggio risale ad un anno fa e nel mezzo non c'è stato un bel niente, ma se sentirete di uno che invoca la legittima difesa dopo aver fatto a brandelli dei vestiti da Zara, sappiate che sono io e vi ho voluto bene.

Buona giornata.




lunedì 1 maggio 2017

|Beauty Cues: Viso, Corpo, Capelli|
Promossi e Bocciati Aprile 2017
(Novità Cien, il dentifricio perfetto e altro ancora)

Apro le porte a Maggio con un puntualissimo post sui prodotti promossi e bocciati di Aprile
Il retroscena dietro la scelta di questi prodotti è semplice: scelgo i cosmetici che ho usato di più o che ho terminato nel corso del mese. Tuttavia questa volta ci sono un paio di prodotti che non hanno avuto una lunga fase di testing per ragioni diverse, ma di cui vi voglio lasciare le mie impressioni. Vediamo un po' assieme di cosa sto parlando.

👍 Cien - Tropical Summer - Smoothing Shower Exfoliant 

Cien tropical summer Smoothing shower exfoliant

Quando Cien lancia dei nuovi prodotti mi incuriosisce sempre molto, specie perché, a pochi euro ci si porta a casa un prodotto che può essere valido non solo a livello di risultato, ma anche per quanto riguarda la scelta degli ingredienti dei prodotti. Ovviamente non mi aspetto che siano ecobiologici, ma quantomeno che non contengano sostanze che preferisco evitare
Per questo periodo il brand ha creato una linea, chiamata appunto Tropical Summer rivolta a migliorare gli inestetismi che ci spaventano di più con l'arrivo dell'estate. Così dal 27 aprile hanno messo in vendita nove referenze appunto rivolte appunto a "curare" quegli inestetismi, quindi esfolianti per il corpo, le mani, i piedi, prodotti anticellulite e così via. 

cien tropical summet

Di questi bei prodotti a me non è che interessava proprio tutto, ché se avessi la cellulite farei come Kim Kardashian e me ne fregherei, né ne avevo una estrema necessità, però ho deciso di far comunque un giro da Lidl a dare un'occhiata agli INCI. Fra tutta la linea mi aveva incuriosito appunto questo Peeling levigante per il corpo, perché appunto leggendo gli ingredienti avevo capito che si trattava di un esfoliante schiumoso che poi è la tipologia di scrub corpo che preferisco. 
Vi dico subito che ho usato il prodotto solo un paio di volte ma già sono convinto di considerarlo un promosso.
Se cercate un prodotto profondamente esfoliante, no, non è lui: è un gel cremoso, con un leggero color arancio e con dentro delle microsfere bianche che dovrebbero appunto andare ad esfoliare, ma oltre a non essere tantissime, sono un po' grosse per cui si sentono sulla pelle, ma più che "grattare" tendono a scivolare. 

Cien Tropical Summer INCI

Per me non è un problema, intanto perché uso il prodotto con una spugna per cui aiuto così la funzione peeling. Secondariamente perché il prodotto ha molti altri aspetti positivi. Applicato sulla pelle bagnata infatti questo peeling diventa una schiumetta cremosa e morbida e già da subito si sente l'azione idratante del prodotto. Sì, deterge, ma in modo molto delicato, quasi restitutivo. Con l'aiuto della spugna, anche con poco prodotto, si crea una schiuma ancora più voluminosa e avvolgente. Una volta sciacquato, sento la pelle liscissima, vellutata, e quasi come se non avesse bisogno di essere ulteriormente idratata. Al momento la mia pelle è ancora un po' esigente per cui non skippo la crema, ma in estate credo che per me sarebbe abbastanza. 
E vogliamo parlare del profumo? Un buonissimo odore di arancia, un filo amara, intenso, che riempie il bagno senza essere stucchevole. Non persiste sulla pelle ma in doccia si fa sentire.
L'azienda dice 
"Il rinfrescante peeling  con olio d'arancia e proteine di frumento pulisce e prepara la pelle a ricevere successivi trattamenti anticellulite"
E mi trovate perfettamente d'accordo (tranne per la questione cellulite che già sapete). Per darvi altre informazioni, lo trovo simile al Peeling all'Albicocca e Sambuco di Benecos e al Body Scrub delicato di H&M ma è più delicato del Benecos e più idratante  e piacevole dell'H&M (che loro chiamano scrub, ma non scubba una mazza).
Purtroppo questa Tropical Summer è una edizione limitata, fino ad esaurimento scorte ma se avete voglia di un docciaschiuma quasi peeling che sia una coccola per la pelle e per l'umore, vi consiglio di dare una chance a questo di Cien. 

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 1.99€
🏋200ml
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

👍 Cien - Bodycare - Burro per il corpo al cocco

Cien Burro corpo Cocco

Sempre in tema di prodotti corpo, di prodotti Cien, di prodotti in edizione limitata, ma che tornano, non posso non promuovere questo burro corpo al cocco. Giuro che non ho nessuna affiliazione con l'azienda (c'è chi lo mette in dubbio!), semplicemente sono un poraccio che appena c'è un prodotto che costa poco, ci si fionda, e Cien è come un tempio per noi amanti dei cosmetici a basso costo. 
Questo prodotto in particolare esce in edizione limitata ormai da diversi anni, poi è tornato disponibile credo nel periodo in cui è uscito il Siero della linea Gold e non capisco perché non entri a far parte della linea permanente.
È un burro corpo ottimo caratterizzato da una consistenza abbastanza cremosa, ferma, ma che si spalma molto bene, sorprendentemente senza fare scia bianca, ma ovviamente impiegando qualche secondo in più ad assorbirsi.

Scusate, ci ho messo le mani.
Il profumo è un paradiso di cocco, avvolgente, dolce e parecchio persistente sulla pelle. Per veri amanti della fragranza.
Oltre ad un potere idratante e nutriente, mi lascia la pelle liscia e morbida; l'unica nota è che la texture così ricca mi spinge a centellinare il prodotto quando lo applico, ma in realtà mi sono reso conto che per un far perdurare questi risultati devo mettere una punta di prodotto in più. Ho dovuto insomma un attimo calibrare la mano.
Non lo avverto grasso, o pesante ma certamente non è un prodotto che userei in piena estate quando non solo preferisco texture più fluide ma non necessito di una idratazione importante.
Cien dice 
"Nutre e coccola le pelli normali e secche"
Ma una pelle normale senza grandi esigenze, secondo me, non ha voglia di avere a che fare con una consistenza simile. A questo punto direte che sto promuovendo questo prodotto inutilmente perché tanto al momento non si trova in vendita e invece vi sbagliate o meglio, al momento la linea Tropical Summer di cui vi parlavo, ha dei burri corpo con tre differenze profumazioni con lo stesso identico INCI (non bio, ma su cui si può chiudere un occhio) di questo al cocco. 


Anzi, ce ne è uno che ha proprio il profumo di cocco.
Insomma, praticamente un must have per pelli secche e per chi ama le profumazioni intense.

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 4.99€
🏋400ml
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


👍Sensodyne Dentifricio Repair and Protect Whitening
 


Ovviamente nei miei promossi e bocciati non può mancare un dentifricio, anche perché ne termino effettivamente uno al mese o quasi. Personalmente non mi importa dell'INCI del dentifricio perché soffro di denti sensibili, che soffrono degli sbalzi caldo/freddo e per placare il fastidio devo necessariamente rivolgermi a prodotti specifici e questo Sensodyne è il mio preferito.
Un dentifricio in pasta con un buon sapore fresco, che non impasta la bocca ma anzi lascia appunto questa sensazione di freschezza per un po'. Fa anche abbastanza schiuma, infatti basta usare poco dentifricio.
Ma cosa che più mi soddisfa è che fa ciò che promette ovvero
"per una protezione duratura dalla sensibilità e per aiutare a ripristinare il bianco naturale dei denti."
Funziona a tal punto sulla sensibilità che posso anche alternarlo ad un altro prodotto senza perdere alcun beneficio. Quanto al potere sbiancante c'è, anzi noto proprio la differenza rispetto ad altri dentifrici che promettono di mantenere il bianco dei denti. Secondo me è perfetto per chi fa trattamenti sbiancanti (presto vi parlo di quello che ho fatto io) e vuole mantenere questi risultati. Ovviamente non è abrasivo e non risulta aggressivo.
Lo ricomprerei? Credo che sia la terza volta che lo prendo.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Acqua e sapone
💸 2.45€
🏋75ml
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸
ECO Cosmetics Shampoo Repair

Flop totale per me è stato questo shampoo di ECO-Cosmetics, che, vi confesso, ho utilizzato solo due volte. Il motivo è semplice: su di me è troppo aggressivo. Dovete tenere sempre presente che con gli shampoo sono molto esigente in quanto ho la cute molto sensibile e secca, per cui basta poco per farle perdere il precario equilibrio che cerco di farle mantenere. Per intenderci a me basta sudare una notte per  svegliarmi col cuoio capelluto arrossato, magari che prude o tira. Se non uso prodotti giusti questo porta a desquamazione o crosticine. Capite bene da questo quadro come mi renda conto subito se uno shampoo fa al caso mio e nel caso di questo prodotto ECO Cosmetics non ci siamo. Per quel che riguarda la piacevolezza nell'utilizzarlo non ha nulla che non vada: è un gel trasparente dalla media densità e caratterizzato da un profumo fresco, con qualche nota agrumata direi.


Produce anche una bella schiuma ma arriviamo alla nota dolente, ovvero l'effetto lavante, che, nonostante l'abbia diluito per me è troppo. Già al momento dell'asciugatura mi sentivo il cuoio capelluto tirante e implorante pietà. Ho provato una seconda volta per cercare di aggiustare un po' il tiro con la diluizione ma non sono andato oltre nei miei test perché il risultato era sempre lo stesso e non sono così masochista.
La descrizione del prodotto dice che
"ripara i capelli secchi e danneggiati. Intenso nutrimento per capelli e il cuoio capelluto [...]"
ma dove? Ma quando? Nemmeno con tanta fantasia, almeno per quel che riguarda la mia esperienza. Sui capelli non ho notato nemmeno questa idratazione particolare né un super condizionamento, ma nemmeno eccessivamente essiccante.
Per il resto, bocciato.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria/Online
💸 5.99€
🏋200ml
🔬 Ecocert/Vegan
⏳ 6M/ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🍂

👍 Himalaya Herbals - Nourishing Balm Balsamo labbra 

Himalaya Herbals balsamo labbra

Concludo questa carrellata di prodotti con uno che considero promosso seppur non a pieni voti. Questo balsamo labbra di Himalaya Herbals infatti è arrivato a me sotto forma di merdaviglia: la mia amica Simona infatti lo aveva già provato, e non le era piaciuto, ma avendone due ha deciso di mandarmelo e farmelo provare.
È uno stick labbra un po' duretto, ma il rilascio di prodotto c'è senza diciamo dover esagerare con i passaggi. Mi ha colpito subito il profumo, sintetico e fragoloso, da caramella anni '90; non è infestante ma si sente. Il feeling sulle labbra e uno dei punti che non me lo fa promuovere a pieni voti perché lo trovo un po' pesante, direi burroso appunto, si sente che lo avete applicato ed è anche un pelino appiccicoso. Certo, crea una patina che comunque protegge dagli agenti esterni e ci si abitua, non  è così drammatico, ma sotto questo profilo c'è di meglio.
Il potere idratante su di me è nella media. Tenete conto che si è scontrato con delle labbra anche abbastanza screpolate, quindi non ha avuto un lavoro facile, ma ha funzionato bene aiutandomi con la secchezza.
Tutto sommato non posso contraddire la descrizioni di Himalaya Herbals
"Fornisce una lunga durata di idratazione e protezione per labbra morbide e lisce."
ma non mi sento di considerarlo il mio preferito, e diciamo che lo comprerei più che altro in una situazione di emergenza in cui non riesco a reperire altri balsami labbra con buon INCI

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione
💸 2.45€
🏋4.5gr
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸🌸


Con questo è tutto per i prodotti promossi e bocciati di Aprile, vi aspetto il prossimo mese e fatemi sapere cosa vi è piaciuto e cosa no di questo mese appena concluso.
A presto!





venerdì 28 aprile 2017

|#backtoseries chapter 14|
Di finali di stagioni... o quasi.

A scuola il momento delle pagelle arrivava a metà o a fine anno scolastico, ma se dovessi aspettare di finire tutte le serie tv che seguo per dare i miei voti, vorrebbe dire aspettare che l'eternità spalanchi le sue braccia e ci inghiotta tutti, per cui totalmente a random ho deciso di darvi le mie stelline. In realtà avrei voluto farlo settimana scorsa, ma poi 13 Reasons Why si è preso tutto lo spazio. Nel mentre alcune serie tv sono effettivamente terminate, altre ci sono quasi, altre invece sono appena iniziate quindi darò giusto una impressione generale. 
Come sempre vi avverto: se siete indietro con la visione potete saltare la lettura, perché nonostante non ci siano spoiler diretti, devo pur far rifermento a quel che accade nelle varie serie tv.

⭐⭐⭐⭐⭐

Feud 

Risultati immagini per Feud poster

Senza alcun dubbio cinque stelle vanno a Feud, la miniserie creata da Ryan Murphy che racconta la faida più glamour di Hollywood: quella fra Joan Crawford e Bette Davis.
Questa è stata una serie che ha saputo prendermi fin dal primo episodio, grazie intanto ad una impeccabile messa in scena e una narrazione in grado di ricreare appunto lo show biz dell'epoca, ma allo stesso tempo una certa decadenza, un declino che stava pian piano avvicinandosi. Uno spioncino sui retroscena, lo potrei definire. Ma un altro merito di Feud è quello di essere in grado di raccontare una storia già nota, perché alla fine bastava fare qualche ricerca su Google e sapere tutto, senza annoiare, ma anzi trascinandoti. La serie infatti ha saputo trasmettermi un range di emozioni parecchio ampio, cosa per me fondamentale non avendo conoscenze tecniche.
Così si passa dalla tristezza, alla suspense, all'ironia a volte amara. Centrale ovviamente è stata anche (o soprattutto) la bravura di Jessica Lange e Susan Sarandon. Infatti entrambe non sono solo state brave a raccontare la vita di due attrici che erano state e si erano messe l'una contro l'altra, ma hanno avuto l'abilità di trasmettere la vita di due donne che si portavano dietro un certo vissuto, certe debolezze, ma anche una certa forza che poi si riversava nel proprio talento. Nonostante il racconto riguarda il periodo dalle riprese di Che fine ha fatto Baby Jane? e il periodo dopo, è come se noi conoscessimo quasi tutto di queste due icone
C'è chi dice che Jessica Lange non abbia reso al meglio il ruolo di Joan Crawford, che sia stata troppo fredda, ma secondo me, guardando alcune interviste e filmati d'epoca, ha saputo rendere bene il carattere di questa donna, che si era cristallizzata in una figura algida ed elegante. 
Ho trovato invece un po' sopra le righe Susan Sarandon in alcuni aspetti, probabilmente nel tentativo di nascondere una somiglianza fisica non perfetta, visto che Bette Davis era decisamente meno curata.
Un altro neo che posso dirvi è che forse non riuscirei a fare una megamaratona a guardare le puntate tutte in una volta, perché verso la fine sembra quasi che la storia ricominci da capo, quindi potrebbe risultare un po' ripetitiva. Ma queste sono quisquilie, perché sinceramente rivedrei Feud molto volentieri.

Cinque stelle anche a This is us, serie su cui non mi soffermo anche perché ormai è finita anche in Italia, ma mi basta dire che secondo me ci mettono la droga nei fotogrammi o non si capisce come possa farmi sprofondare in uno stato emotivo così profondo da farmi piangere ad ogni episodio con nulla. È sconvolgente.



Il finale ha seguito l'andazzo dell'intera stagione, magari non ha sorpreso con milioni di interrogativi, ma d'altronde This is us, più che sorprendere, vuole raccontare.
Come vi dicevo l'altra volta, ho un po' paura che nella seconda stagione possano calcare troppo la mano, ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta ché le bende mi servono per asciugare le lacrime. 

⭐⭐⭐⭐

Younger


Sì, ho dato 4 stelle ad una serie tv che dura 20 minuti a puntata e in cui recita Hilary Duff e ne vado abbastanza orgoglioso. Il motivo è semplice: fra questa sequela di morti ammazzati, di struggimenti, di liti, di complotti, di battaglie psicologiche e fisiche, Younger è una boccata di aria fresca.
La serie tv smandrappona che ti alleggerisce l'animo. Younger è l'equivalente delle mutande con l'elastico comodo. Intanto perché dura poco, ma anche nella sua breve durata, ha un ottimo ritmo, è leggera e godibile, soprattutto se non volete tenere impegnate troppo le sinapsi. 
Ci sono un po' di cose su cui chiudere un occhio, tipo il fatto che la storia si basi su una bugia che nella realtà non reggerebbe due giorni, e non parlo necessariamente di controllare i documenti, anche solo di guardare in faccia l'attrice che interpreta Lizzie, che sembra la mamma di Nina Dobrev.


No age-shaming, Sutton Foster è una bellissima donna, ma 26 anni... ehm, no. Ma ripeto, non importa, perché quello che mi piace è comunque lo sviluppo, il ritmo, qualche risata che Younger è in grado di farmi fare. Tra l'altro è una serie che sta continuando in più stagioni, siamo alla seconda in Italia, ma in totale saranno almeno 5.

Big Little Lies


Big Little Lies è stata senza dubbio la rivelazione del periodo. Una miniserie di sette episodi che sembrava non avesse un seguito ed invece stanno tutti dando la propria disponibilità per una seconda stagione, eccetto i creatori, ma va bene così, perché è tutto perfetto.
È perfetto il cast con tre stelle del cinema che si sono prestate abilmente in una serie tv ed hanno fatto benissimo perché si sono ritrovate ad interpretati dei ruoli psicologicamente molto interessanti (in particolare Nicole Kidman secondo me). È perfetta la fotografia bellissima e la regia e l'ambientazione che racchiude tutto quanto. 
La sceneggiatura è scorrevole, non particolarmente corposa anche se tocca argomenti non proprio da chiacchiere al bar. C'è tensione, c'è un buon intreccio narrativo, ci sono un paio di risate. Insomma Big Little Lies si merita più di una possibilità.
Tuttavia, se proprio proprio devo muovere una critica e quindi darvi il motivo per le quattro stelle, sicuramente punto il dito ad un paio di puntate, la quinta e la sesta che potevano essere riassunte e accorpate in un solo episodio. Invece sono inutili; le ho guardate comunque con piacere, però odio le puntate che mi sembrano filler. E poi, ma qui forse cadiamo nello spoiler, il finale più o meno me lo aspettavo. O meglio, mi aspettavo i personaggi che sarebbero stati coinvolti principalmente, anche se non come. Di base, il fatto uno dei misteri su cui si arrovella la trama abbia come protagonisti due dei personaggi che non si incontrano mai, diciamo che mi ha aiutato molto, ma già prima avevo subodorato come stava andando la situazione.
Vedremo se e come sarà al seconda stagione, ma intanto recuperatela.


⭐⭐⭐

Billions

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Mi son reso conto adesso che non ho mai parlato approfonditamente di Billions, serie incentrata sulle storie di uno speculatore di alta finanza, Bobby "Axe" Axelrod, e del "gatto che lo insegue", ovvero il procuratore Chuck Rhoades. Di economia non ne capisco nulla, se mi danno il resto al supermercato ho bisogni di 5 minuti per contarli, ma Billions mi ha preso molto. La prima stagione è stata intrigante, coinvolgente, con una storia che, nonostante diventi via via più articolata, con dei dialoghi serrati e nonostante appunto divaghi a volte in questioni più tecnico-economiche, si fa seguire con molta attenzione. Quando è finita la prima stagione, ho atteso molto volentieri la seconda che però non mi sta prendendo allo stesso modo. 
Questa seconda stagione di Billions infatti non è iniziata per me nel migliore dei modi. E se una serie che dura 12 puntate non inizia bene, ho paura che non finisca bene. Non che qualcosa non mi sia piaciuto al punto tale da farmi smettere la visione, intendiamoci. L'intreccio narrativo mi stimola ancora a seguire la serie, ma ci sono state cose che mi hanno un po' lasciato perplesso.
Intanto l'introduzione di due nuovi personaggi mi ha fatto storcere un po' il naso.
Mi riferisco in particolare a Oliver Dake e Taylor Mason.


Il primo sembra praticamente un agente russo arrivato dal 1955, la seconda somiglia ad una versione cresciuta di Eleven da Stranger Things. Un'eccessiva caratterizzazione che stona per me con quella che uno dei migliori punti a favore di Billions ovvero il cast. La scelta dei personaggi principali per me è perfetta perché vanno oltre l'interpretazione, nel senso che già il loro aspetto, il loro volto è perfettamente coerente col personaggio, senza troppi fronzoli o "costumi di scena". Fortunatamente intorno alla sesta puntata hanno capito che di tutto il caos che avevano messo in scena, non fregava nulla a nessuno, quindi uno l'hanno tolto di mezzo, l'altro invece l'hanno dovuto ammorbidire per farlo entrare meglio nella storia. Infatti dalla sesta puntata per me la serie ha preso un po' di quota. In generale però anche la storia di questa stagione non mi sta prendendo al 100%; mi sembra guazzabugliosa, con filoni narrativi del tutto inutili creati ad hoc per creare scompiglio o aggiungere altra carne alla brace (vedi il "business" di Lara, argomento abbandonato nel giro di un paio di puntate), che però non vanno da nessuna parte. Sono lì che ad ogni puntata spero che i nuovi personaggi e le nuove storie portino a qualcosa di concreto, e invece finiscono per sgonfiarsi troppo presto e senza aver apportato cambiamenti effettivi alla trama, ovvero allo scontro Axe VS Chuck. Senza contare il vecchissimo stratagemma di lasciare il focus importante della puntata alla fine dell'episodio, che alla lunga mi annoia.
Insomma tre stelle non sono poche, ma nemmeno tante; avevo molte aspettative e per il momento non sono state colmate del tutto.

Do tre stelline anche a The Catch ma sono tre stelline molto provvisorie. L'ultima volta che vi ho parlato di questa serie eravamo ancora alla prima stagione, agli inizi, e tutto sommato andava bene, ma poi il telefilm ha subito una flessione verso il basso, vista la vuotezza delle puntate.

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Diciamo che ho iniziato la seconda stagione già prevenuto, e non è che fossi super entusiasta del ritorno della serie, tuttavia mi ha sorpreso. In questa seconda stagione di The Catch infatti l'intreccio narrativo è stato interessante, ben calibrato fra la parte più glamour e gossippara e la parte più d'azione e diciamo poliziesca. Permangono alcune incongruenze, non è che abbia questa sceneggiatura incredibile che possa in qualche modo sconvolgere con colpi di scena inaspettati. Però, un po' come per Younger, anche The Catch è quella serie che seguo con piacere e facilità, senza troppi sbattimenti. Considerate che ho realizzato di essere arrivato all'ottava puntata, ne mancano due alla fine e non me ne ero reso nemmeno conto. Insomma, funziona. 

Con le stelline ho finito qui. Una menzione flash per un'altra miniserie che sta andando in onda sull'emittente americana Starz e che mi sta piacendo, anche se è presto per valutare visto che sono state trasmesse solo due puntate. 
Parlo di The White Princess, telefilm basato sulla storia di Elisabetta di York e Enrico VII d'Inghilterra.


Lo so, un'altra storia su un'altra regina inglese, ma durando otto puntate ho pensato fosse digeribilissima. Al momento mi ha ricordato un po' Outlander per ambientazioni e per quel velo di mistero e magia che percorre gli episodi. Vedremo come proseguirà, intanto vi lascio il trailer se siete curiosi.


E per adesso è tutto, ci leggiamo presto.
Fatemi sapere le vostre serie tv del momento!







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