lunedì 10 dicembre 2018

Heart&Home: una profumata idea regalo per Natale 🎇🎁🎄 (ft. GocceVerdi)

Natale è alle porte, i campanellini iniziano a tintinnare, l'eco di canti natalizi si fa sempre più vicino e come ogni anno non bastano mai le idee regalo.
Quando arriva dicembre è inevitabile la corsa all'acquisto, anche se per me la regola che vale sempre è che devono essere doni sentiti, anche piccoli, ma che l'altra persona possa desiderare e apprezzare davvero, che magari possa essere utile, o semplicemente qualcosa che desidera.
Io ad esempio avrei amato tantissimo ricevere l'idea regalo che voglio mostravi ovvero il Cofanetto Caramella di Heart&Home.

Candele Natale Heart&Home

Per questo dono devo ringraziare GocceVerdi, ed in particolare Angela che ne è la titolare. Gocceverdi, oltre che una bioprofumeria in provincia di Bari (quindi amici pugliesi fate un salto!), è anche un e-commerce con oltre 24 marchi di cosmesi naturale e bio, ma anche profumatori per ambienti, candele, e appunto la linea Heart&Home.
Il sito di Gocceverdi è semplice da navigare, ben suddiviso in macrocategorie ed è possibile fare acquisti anche con Paypal.
Il brand non è nuovo da queste parti, infatti già in passato ve ne avevo parlato, ma se vi fosse sfuggito, anche perché è passato più di un anno, Heart&Home è un'azienda inglese che si occupa principalmente di creare candele profumate a base di soia in diversi formati, dal barattolo alle cialde da sciogliere nel bruciatore. Per Natale l'azienda ha creato un'intera linea di fragranze ovviamente rivolte a creare un'atmosfera di festa ed ha pensato anche a delle confezioni regalo e dei pack adatti al periodo.


Con Angela abbiamo scelto alcune idee regalo e fra tutta la linea di candele Heart&Home (più di 60 referenze!) questo cofanetto Caramella è quello che mi ha colpito maggiormente, anche perché secondo me già solo la scelta del packaging è quanto di più festivo si possa desiderare.
All'interno di questo scrigno, che prende la forma del tipico "cracker" inglese, sono racchiuse sei diverse tart nelle profumazioni natalizie, quindi appassionati all'ascolto drizzate le orecchie.
Quel che mi piace delle cialde di cera Heart&Home è intanto il fatto che siano contenute in delle confezioni richiudibili, così da conservarle meglio. 

Heart&Home cialde natale

Inoltre apprezzo la qualità della cera stessa: è dura, è necessario un coltello o un cutter per dividerla, ma fa poche briciole e fino ad ora nessuna mi si è spappolata in mille pezzi, quindi non si spreca e non si sporca in giro. E poi molti dei nomi delle candele vengono tradotti in italiano, segno a mio avviso che l'azienda ci tiene al pubblico italiano.
Ma lasciando stare questi aspetti meramente pratici, io ovviamente ho provato tutte e sei le cialde contenute nel cofanetto Heart&Home quindi non solo vi beccate un'idea regalo ma anche tutte le mie opinioni.
Vi avviso che tutte le fragranze sono vendute separatamente e singolarmente, per cui se vi attira una o più profumazioni potrete scegliere quale preferite.



La fragranza del chiodo di garofano e della cannella si lasciano avvolgere da quella del mandarino per creare un' accogliente atmosfera familiare
Note di Testa: Mandarino
Note di Cuore: Cannella
Note di Fondo: Vaniglia
Non c'è stata una scelta ragionata su quale tart provare prima, mi ha aiutato semplicemente la sorte e la prima fra queste cialde Heart&Home che ho provato è Natale in famiglia.
Sicuramente è un po' una profumazione classica fra le fragranze natalizie: da spenta risulta decisamente fresca, pur restando spezziata, ma una volta accesa è come se la profumazione si separasse in due componenti. La prima componente che il mio naso avverte è appunto la speziatezza della fragranza, la parte più calda, avvolgente e autunnale, senza però essere particolarmente pungente. La seconda componente è invece più frizzante e rinvigorente. Alla prima accensione mi sembrava una nota simile alla mela, invece facendola sciogliere più volte ho capito che questo accento, sicuramente fruttato, somigliava più ad un agrume.
Natale in famiglia Heart&Home è una profumazione abbastanza intensa, il quarto di tart ha una durata abbastanza costante, e come molte fragranze speziate persiste abbastanza bene nell'aria. Da non fan di primo ordine delle candele speziate, devo dire che questa mi è piaciuta, crea una bella atmosfera, la componente fresca alleggerisce bene una profumazione che potrebbe risultare a qualcuno troppo presente.

Atmosfera di Natale

Lasciati riscaldare dalla fragranza delle arance al brandy, che si fonde con l'aroma dei dolcissimi biscotti al burro e delle mele speziate... una gioia per tutti!
Note di Testa: Buccia di Mela, Caramelle
Note di Cuore: Anice, Brandy
Note di Fondo: Chiodo di garofano, Vaniglia nera
Credo di poter affermare che Atmosfera di Natale sia una delle mie Heart&Home preferite. Annusando la tart si avverte una profumazione fresca abbastanza intensa, con note fruttate e leggermente liquorose, ma è fondendo la cera che dà il suo meglio. Infatti da accesa si ripresenta quella freschezza data dalla buccia di mela, ma che si fonde con un aroma più dolce e speziato. Non risulta assolutamente stucchevole al mio naso, avverto la vaniglia ad esempio, ed altri aromi, ma nulla prevale sull'altro in modo troppo incisivo. Il risultato è un'armonia di sentori caldi e avvolgenti. La percezione della profumazione al mio naso è costante, ma l'intensità media la rende una piacevole compagnia che non invade troppo gli spazi e le narici. Inoltre riesce a permanere, seppur non molto a lungo, nell'aria dopo averla spenta. È forse la tart che perde più velocemente la profumazione in questo set, per lo meno sciogliendo il quarto di cera.
L'insieme a me ricorda il caldo aroma di un infuso o di una bevanda fruttata, ed è una profumazione che secondo me non solo si può legare al Natale, ma anche a tutta la stagione fredda.

Casetta di Pan di Zenzero


Il delizioso profumo della glassa insieme alla noce moscata e allo zucchero di canna inebriano l'atmosfera delle feste natalizie
Note di Testa: Zenzero
Note di Cuore: Vaniglia
Note di Fondo: Zucchero di Canna
Burrosa, ricca, gourmand, fragrante, speziata, dolce, avvolgente, vanigliata, calda e golosa, così descriverei questa Casetta di Pan di zenzero Heart&Home. Il profumo ricorda proprio un dolce che sta cuocendo lentamente al forno. La parte zuccherosa non riesce ad assumere intensità stucchevole, mentre la parte speziata non risulta troppo pungente. Questo secondo me accade per due motivi, intanto per l'intensità della candela: il quarto di tart che faccio sciogliere si percepisce molto bene, ma a parte i primi momenti di accensione, non emana un profumo così invasivo e potente da stancare. Io stesso l'ho tenuta accesa tutto il tempo della tea light. Il secondo motivo è che non risulta chimica come altre candele aromatizzate con profumazioni dolci. Non è la mia preferita, visto che non sono un fan di queste note zuccherine ma è perfetta per il periodo natalizio e all'interno di questa caramella Heart&Home.

Notte di Natale

 
Il profumo natalizio della noce moscata, del balsamo all'arancia e della salvia, rendono l'ambiente un caldo luogo dove accoccolarsi
Note di Testa: Arancia
Note di Cuore: Lamponi
Note di Fondo: Chiodi di Garofano.
Annusando questa Notte di Natale da spenta ero un po' perplesso perché avvertivo soprattutto la componente fruttata, specie l'arancia, che non è male di per sé, ma non capivo il nesso con il Natale, poi però da accesa ho capito l'affinità con il periodo festivo. Infatti è da accesa che questa cialda rivela tutte le note più calde, ma non pungenti o invadenti, ma morbide, che si intrecciano appunto alla parte fruttata. Io sento effettivamente la noce moscata e il lampone, ed anche in questo caso, come per Atmosfera di Natale, l'insieme a me ricorda l'aroma di una tisana, di un bevanda invernale. Rispetto però all'altra Heart&Home, Notte di Natale secondo me risulta più dolce, ma non mi ha dato noia, anche perché non ha una intensità eccessiva e soprattutto non risulta chimica.
Anche con Notte di Natale il risultato è che l'aroma crea una atmosfera calda e accogliente e permane nell'aria molto delicatamente.


Albero di Natale


La fragranza delle spezie natalizie e l'aroma sempreverde dell'abete s'incontrano nella incantevole atmosfera delle festività natalizie.
Note di Testa: Erbaceo, Pino
Note di Cuore: Miele, Foglie verdi
Note di Fondo: Ambra, Legno
Ero un po' spaventato da questa Albero di Natale Heart&Home perché con le note di pino sono sempre sul chi va là, ma invece mi ha stupito e mi è piaciuta molto. Annusata da spenta in effetti le note balsamiche del pino e una certa erbosità si sentono molto bene, ma una volta sciolto il quarto di tart il profumo emanato si ammansisce in un aroma che resta fresco e gradevole, ma per il mio naso decisamente più adatto. Certamente chi si aspetta una profumazione di pino molto accesa e persistente, quasi pungente, potrebbe non restare del tutto innamorato di Albero di Natale, ma invece a chi come me apprezza comunque questi aromi, ma li preferisce in modo più smorzato e meno presente su queste note aromatiche, secondo me potrà gradire. 

Snow Angel


Dolci sogni di un bianco Natale riportano alla memoria momenti gioiosi e il sapore dei dolcetti canditi, che sono racchiusi in questa fragranza celestiale e zuccherosa
Note di Testa: Ananas, Pino
Note di Cuore: Orchidea, Rosa
Note di Fondo: Sandalo, Vaniglia
Fra tutte le tart Snow Angel è stata la prima che ho terminato e già questo vi deve suggerire quanto mi sia piaciuta. Se da spenta io avverto un accordo floreale che si incrocia con accenti di pino e legni, da accesa tutti questi elementi si uniscono in una fragranza sobria che ho apprezzato moltissimo. Ve la potrei descrivere come una profumazione fresca ma non di certo estiva o pungente, per via delle note più calde date dal legno, una profumazione elegante che ho apprezzato da tenere accesa a lungo, senza mai stancarmi, che crea un bell'ambiente senza invadere e senza infastidire. La percezione nell'aria una volta spenta non è particolarmente durevole, ma è il risvolto di avere una profumazione bilanciata e non troppo intensa. Sicuramente ricomprerei Snow Angel, che secondo me si può anche sciogliere dal periodo natalizio e diventare una candela adatta anche al resto dell'anno.




Credo che questo cofanetto Caramella Heart&Home sia un ottimo regalo natalizio per gli appassionati di candele, perché non solo è bello da vedere ma ha anche una varietà di fragranze che accontenta un po' tutti i gusti. 
Ringrazio Angela di Gocceverdi per avermi dato l'opportunità di parlarvi di queste candele, ma anche perché mi ha lasciato un codice PIER15 che vi dà diritto al 15% di sconto su tutto il sito. Non è un codice affiliato, quindi non guadagno nulla se lo usate o meno.
Siete in regola con i regali o aspettate il 24?




venerdì 7 dicembre 2018

{Recensione Film 🎥🎬}
Le mie perplessità su Bohemian Rhapsody 🤔🤔🤔

I miei gusti cinematografici, almeno nell'ultimo periodo, seguono in modo pedissequo la curiosità della massa, non solo perché io ho gusto banali (so che lo state pensando) ma anche per capire la logica dietro le opinioni che in un modo o nell'altro mi arrivano all'orecchio.
Per questo, senza che io abbia un particolare interesse nella musica dei Queen, ho voluto comunque vedere Bohemian Rhapsody (2018).


Prima di saltarmi alla giugulare lasciatemi spiegare: anche io conosco alcune canzoni dei Queen, e ne vengono travolto a suon di acuti che tento di emulare, per sommo dispiacere di vicini e dei cani dell'intero isolato; tuttavia non conosco i dettagli delle vite dei componenti della band, così come sinceramente non conosco tutta la loro discografia. 
Quindi quando ho visto il film mi sono posto da un lato con genuina curiosità di capire come mai il successo, le ben due nomination ai Golden Globe 2019, nel voler sapere un po' di più sulla vita di Freddie Mercury e degli altri ragazzi, ma anche con la voglia semplicemente di essere intrattenuto. E posso dire che entrambe queste mie intenzioni sono state esaudite ma devo raccontarvi alcune perplessità.
È vero che si colgono maggiori informazioni sulla vita del gruppo, visto che la storia si muove dalla formazione e dalla crescita dei Queen fino ad uno dei momenti più iconici della loro carriera, ovvero il Live Aid, ma è anche vero che i fan hanno criticato proprio questo aspetto: i fatti vengono raccontati a beneficio di film, quindi con storpiature, cambi temporali, aspetti che vengono sottolineati a discapito di altri che possono risultare più cinematografici.
E questo è stato anche un po' uno dei miei dubbi: Bohemian Rhapsody va preso di testa o di stomaco?


Perché se seguo le emozioni, la trovo una storia interessante. Freddie Mercury ne è comunque il protagonista centrale, e il film ci fa entrare nella sua personalità eccentrica, poliedrica, creativa, emozionante, ma anche toccante, difficile, e ci conduce verso tutti gli alti e bassi personali e lavorativi che il cantante e i Queen hanno attraversato.
È un percorso delicato e come tale viene trattato: non si scende nel pietismo, non si scade nella caricatura, non si eccede nel voler sfruguliare nel torbido e farlo da impiccioni. La sessualità ad esempio di Freddie Mercury non viene sbattuta o categorizzata in modo troppo diretto, non è uno dei tasti su cui si cerca di far leva ad ogni costo, ed in generale mi è parso che le tematiche più sensibili siano state poste in modo neutro e non con l'intento di giudicare, non in un'ottica di demonizzare i momenti bui e più dissoluti di Freddie, ma solo con il desiderio di raccontare.



Rami Malek nei panni del cantante è perfetto, mi è parso davvero somigliante nella gestualità e nelle espressioni ma senza mai tirare troppo la corda dell'imitazione (forse un po' troppo i denti, ma vabbè). Riesce a far emergere secondo me la passionalità di questo personaggio, e il sincero estro creativo che lo muoveva dalle viscere, ma al tempo stesso le fragilità, i dubbi, le debolezze.
E sempre ragionando di pancia non si può non essere trascinati dalla musica, che è uno dei motori del film e si capisce molto bene a mio avviso dal fatto che i Queen vengono rappresentati sì, da un punto di vista umano, ma soprattutto come performer. Infatti, non credo sia uno spoiler se vi dico che Bohemian Rhapsody si cristallizza appunto dopo l'esibizione al Live Aid.
Dall'altro lato però la mia testa ha seguito un'altro percorso e ci sono cose che in questo film non mi hanno convinto. Capisco l'eventuale intento di avvicinare il personaggio di Freddie Mercury ad un pubblico ampio, quindi non solo ai fan sfegatati, o interessati a determinate tematiche, e al tempo stesso sfruttare l'occasione di una storia vera/verosimile anche per raccontare una forchetta di situazioni ed emozioni universalizzabili


Questo però comporta che la struttura del film risulta secondo me banale, con la classica montagna russa di caduta e ascesa, per arrivare all'apice. Quindi se la storia è già spoilerata, essendo praticamente già raccontata, non stupisce nemmeno l'andamento narrativo.
Inoltre l'ho trovato poco centrato: il titolo Bohemian Rhapsody mi fa intendere che il film voglia toccare le vite di tutti i componenti dei Queen e non solo di Freddie Mercury, eppure è lui che viene messo al centro e gli altri sembrano solo un trampolino per lanciare e mettere in moto alcune situazioni. Allo stesso tempo non abbiamo una totale completezza delle informazioni che lo riguardano, così come secondo me si poteva scendere un po' di più nel suo lato oscuro, sempre con il garbo usato lungo tutto il film. Quindi mi è parsa una biopic a metà, dove questo tentativo di coralità ovviamente prende tempo ad altre situazioni in cui si poteva forse approfondire di più o dare un taglio più dettagliatamente biografico, togliere alla fantasia e ripulire i dialoghi pompati. 




Lo so, un film su quattro vite diverse è un po' difficile da creare, per questo credo che concentrarsi solo su Freddie avrebbe avuto più senso. 
Insomma, ripeto, mi è parso poco centrato.
Se penso a Bohemian Rhapsody con la pancia, con il cuore, mi viene in mente tutta l'energia ed il brivido delle esibizioni, della creazione musicale, di questa folla sterminata che canta all'unisono, la dolcezza dei rapporti famigliari, la durezza di una realtà spesso chiusa e cieca, l'importanza degli amici, la solitudine dei momenti bui, il genio incontenibile di un giovane che conosceva alla perfezione la sua strada.



Ma se ci penso con la testa, mi ritrovo con un film sicuramente con delle buone intenzioni dietro, con un ottimo lavoro nella scelta del cast, e di una regia piacevole, ma dalla narrazione semplice, a volte un po' troppo enfatico, in cui si fantastica su una storia che poteva dare molto di più se raccontata tal quale e che forse non aveva bisogno di capovolgimenti in favore del dramma.
Un sequel secondo me potrebbe essere ideale per puntualizzare certi aspetti, ed approfondire quel che è stato lasciato indietro, per quanto non so come si possa ristabilire un ordine cronologico più realistico.


Genere: biografico, drammatico, musicale
Durata: 134 minuti
Regia: Bryan Singer
Uscita in Italia: 29 Novembre 2018
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito

Voto 7





mercoledì 5 dicembre 2018

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere naturali da Tigotà: Le Driadi


La mia curiosità per le maschere viso di ogni tipo e specie mi spinge persino oltre le limitazioni fisiche portandomi a cercare in ogni dove il trattamento definitivo
Una introduzione sicuramente esagerata e pomposa (ma non del tutto falsa), perché questa volta ho semplicemente fatto un ordine dal sito di Tigotà.it.
Ve ne avevo già parlato quando ho recensito le maschere in tessuto di Geomar, e devo dire che è un servizio che mi piace molto, tanto che proprio in questi giorni ho fatto un altro ordine. 
I negozi della catena Tigotà non sono presenti in Sicilia, ma il loro ecommerce funziona molto bene, e soprattutto ha diversi marchi interessanti, alcuni praticamente in esclusiva.
Uno fra questi è appunto Le Driadi, che, declinata in 4 linee in base ai diversi estratti di cui sono costituite, racchiude diversi cosmetici per la cura del viso e del corpo, oltre ad una linea rivolta ai bambini, tutti con ingredienti naturali e in parte bio certificati.



Quello che mi ha colpito di Le Driadi, che è distribuita dal gruppo Gottardo, Ã¨ che mi sembra una linea di prodotti ben congegnata, con un po' tutti i prodotti che un brand da grande distribuzione dovrebbe avere. Addirittura per la cura del viso l'azienda ha pensato a tre diverse maschere, tutte in crema. 


Personalmente son riuscito ad accaparrarmene solo due di queste, credo perché non fosse disponibile la terza, della linea Avena&Calendula, o semplicemente perché non l'ho vista al momento dell'ordine sul sito. Chi può dirlo?


Le Driadi Argan&Argan Maschera Rigenerante Viso



Una bellissima cremosità, morbida, fondente, ricca sicuramente, così com'è ottimo il profumo: talcato e leggermente vanigliato, davvero avvolgente; Sono questi gli elementi che mi hanno colpito sin da subito della Maschera Rigenerante Viso, che all'interno ha pochi ingredienti, semplici e funzionali:
"Una maschera ricca e compatta, in cui le virtù antiossidanti dell' Olio di Argan bio-certificato si combinano con l'azione nutriente dei Burri di Karité e di Cacao per avvolgere la pelle lasciandola luminosa e distesa fin dalla prima applicazione"
a questi ingredienti si aggiungono anche l'olio di mandorla dolci e quello di semi di girasole
La maschera si presenta come una crema appunto spessa, che quando la si va a stendere si allunga in una scia bianca, che resta tale anche a massaggiarla un po' più a lungo. Io ho sempre cercato di non esagerare con le dosi e appunto cercato di massaggiare il prodotto perché inevitabilmente tende ad asciugarsi sulla pelle, perché non viene assorbito del tutto, quindi evitiamo lo spreco di sciacquare via maschera in eccesso. Con una bustina sono arrivato a fare circa quattro applicazioni.
Inoltre mi avvicino alla parte più esterna del contorno occhi.
Già dopo i 10 minuti di posa diventa completamente trasparente e avverto un leggero effetto tirante su un paio di punti del viso, ma nulla di fastidioso.
Io infatti ho sempre tenuto in posa la maschera molto più a lungo, senza alcun problema.



Sciacquando il viso la Maschera Rigenerante diventa una sorta di latte, che si rimuove molto facilmente anche con le dita. Uno volta tolta la pelle appare sicuramente più luminosa, liscia e distesa, anche un po' più morbida. Tuttavia non ha risposto del tutto alle mie aspettative: se da un lato infatti la pelle ha un aspetto generalmente migliore, dopo questo maschera Le Driadi (fermo restando che non mi ha anche in questo senso stravolto l'esistenza), mi manca però il nutrimento che un trattamento dall'aspetto almeno così ricco dovrebbe dare, o mi aspetto che dia. Io dopo sento il bisogno di proseguire con la mia skin care routine. Quindi se avete una pelle da normale a leggermente secca, può tutto sommato piacervi e può dare alla pelle quello step extra che in certi periodi serve, e in generale per il costo vi consiglio di provarla. Direi invece alle pelli più segnate e particolarmente esigenti di lasciar perdere.
Non è bocciata ma la Maschera Rigenerante Viso Le Driadi non occupa il primo posto nella mia lista dei possibili riacquisti.

INFO BOX
🔎 Tigotà                       
💸  €1.99
🏋 10 ml
🗺 Made in Italy
⏳  Monodose
🔬 Testato a Nickel, Chromo e Cobalto
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Le Driadi Aloe&Ginkgo Maschera Dissetante Viso 



Al contrario della Rigenerante, la Maschera Viso Dissetante ha una consistenza in gel fluido, che si stende molto bene sul viso, e non casca in giro. In questo caso il profumo è più fresco, fruttato, direi quasi vagamente tropicale. Ed anche sulla pelle, la sensazione che avverto è di freschezza ma in modo delicato, nulla di glaciale, nulla di intollerabile d'inverno.
A renderla tale, secondo Le Driadi sono 
"le virtù idratanti del Succo di Aloe Vera bio-certificato si combinano con l’azione tonificante dell’Estratto di Ginkgo Biloba per avvolgere la pelle lasciandola morbida e distesa fin dalla prima applicazione."
Ma oltre a questi due componenti troviamo il pullulan, un estratto di un'alga che dovrebbe avere una azione anti age, oltre a stimolare il collagene, le proteine idrolizzate del riso e l'allantoina, con proprietà idratanti e addolcenti.



Vista la formulazione in gel in questo caso l'effetto tirante del prodotto che si asciuga sul viso è più palese, ma non aspettatevi che si formi una pellicola che potete strappare via. Non è così drammatico, a meno che, immagino, non vi spalmiate tutta la bustina sul viso.
Per questo vi suggerisco anche in questo caso di non esagerare con le dosi perché inevitabilmente va sprecata seccandosi sul viso e non essendo assorbita del tutto dalla pelle. Sciacquarla è comunque molto semplice e veloce.
Anche nel caso della Maschera Dissetante i risultati su di me sono stati soddisfacenti: la pelle risulta distesa, luminosa, e liscia, con un aspetto un po' più sano. L'idratazione c'è, ma anche in questo caso non è eccelsa: io proseguo con la mia routine, come sempre. Cerco di tenerla in posa più a lungo dei dieci minuti suggeriti, ma anche questo allungamento dei tempi non influisce drasticamente sul risultato finale, ma solo sulle mie fissazioni in fatto di cura della pelle.
È una maschera che mi immagino ad utilizzare in estate, quando non ho grandi esigenze di idratazione e penso che le pelli da normali a miste gradiranno.

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🔬 Testato a Nickel, Chromo e Cobalto
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Entrambe queste maschere viso Le Driadi in effetti non mi hanno stupito per una efficacia fuori dal comune (cosa che non mi aspettavo a dirla tutta) anche perché la mia conoscenza dei trattamenti viso a questo punto spazia moltissimo, quindi è un po' difficile cogliermi di sorpresa; ma sono state una piacevole esperienza, e non escludo che, se avessi magari l'occasione di trovarmele davanti in negozio, magari in offerta, potrei riprenderle. 
Le avete provate? Mi consigliate magari la terza, la maschera nutriente Avena&Calendula?







lunedì 3 dicembre 2018

|Beauty Cues|
I miei compagni di viaggio Quantic Licium 🍇🍋

Non vi ho raccontato nulla, ma proprio nulla dei prodotti che ho portato con me durante il mio viaggio in Irlanda. Il mio beauty era, come potete immaginare, ben fornito di prodotti per ogni evenienza ma non ho utilizzato tutto, molti erano campioni, ma anche alcune minitaglie che a mio avviso meritano una attenzione in più, come questi prodotti corpo Quantic Licium, ovvero il Bagnoschiuma e la Crema Corpo Antiossidante.

Quantic Licium

Che non abbiate mai sentito parlare di questa azienda mi sembra fuori dal mondo. Lo consento solo se siete stati in vacanza sull'Himalaya negli ultimi due anni, perché è dal 2016 che Quantic Licium produce cosmetici certificati ecobiologici per il corpo e per i capelli, ed ha saputo farsi notare con alcune novità molto interessanti, come lo Shamousse.
Quantic Licium nasce dalle menti di due ragazze che già dal 2008 posseggono una bioprofumeria a Lucca, la famosa Tiaré.
Non ricordo quando, dove e come venni a conoscenza di questo marchio, ma appena ho potuto, ho scelto di acquistare due "mini" taglie dei loro prodotti corpo. L'azienda lucchese infatti declina molti dei propri prodotti in diversi formati, partendo dal 75ml fino a persino un litro di prodotto.
I flaconi più piccoli si sono rivelati perfetti per il mio viaggio, perché hanno una quantità corretta per il bagaglio a mano, ma soprattutto per farti capire se il prodotto può fare al caso tuo, ed eventualmente passare al formato famiglia. Anzi, aziende all'ascolto, se fate delle travel size o comunque delle minitaglie e le mettete in vendita, non scendete sotto i 50/75ml, perché non ha senso.

Potete immaginare che il clima irlandese non sia proprio gentile nei confronti della cute, ma devo dire che non ho sofferto di eccessiva secchezza e penso di dover ringraziare anche i prodotti che ho scelto.


Quantic Licium Bagnodoccia Antiossidante Frutti di Bosco e Limone

"Deterge delicatamente rispettando l’equilibrio della pelle, anche la più sensibile. Gli Estratti di Lampone, Camomilla e Malva lo rendono antiossidante, lenitivo, protettivo e addolcente.
Il Limone rigenera e tonifica, l’estratto di Frutti di Bosco profuma delicatamente la pelle."
All'interno di questo tubetto col tappo a scatto è custodito un gel fluido caratterizzato da un colore ambrato chiaro e un profumo di frutti di bosco rinfrescato e reso meno dolce da note agrumate. Una profumazione che mi è piaciuta molto nonostante la scarsa permanenza sulla pelle. A contatto con l'acqua il Bagnodoccia Antiossidante vi avvolgerà con una morbida e voluminosa schiuma, almeno utilizzandolo con una spugna come faccio io, che aiuterà la detersione senza rendere difficoltoso il risciacquo.


Vi dicevo, le condizioni climatiche irlandesi non sono affatto a favore della salute della pelle, eppure stranamente ho avvertito la pelle del corpo meno secca e bisognosa di quanto mi capiti in genere qui in Sicilia, specie in questo periodo, e credo che questo bagnodoccia Quantic Licium abbia contribuito nel non andare ad inaridire la pelle. Infatti su di me è in grado di assicurarmi una buona pulizia, lasciando la pelle morbida, liscia ma non tirante o con pizzicori e pruriti. Sinceramente mentre ero in Irlanda non sentivo come stretta esigenza e necessità l'applicazione della crema corpo; ma anche qui in Sicilia ho notato che questo prodotto rispetta la cute e non è aggressivo.
Parlarvi della capacità antiossidante mi è praticamente impossibile, posso però dirvi che il Bagnodoccia Antiossidante Frutti di Bosco e Limone di Quantic Licium è un detergente per il corpo secondo me adatto a tutti i tipi di pelle, e un po' per tutta la famiglia, da avere in doccia, nella borsa della palestra, o appunto, in viaggio.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸 € 4.90
🏋 75 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬 Bio Eco Cosmesi AIAB, QCertificazioni, Vegan, Nickel Tested <0,0001
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Quantic Licium Crema Corpo Antiossidante Frutti di Bosco e Limone


 "Una delicata emulsione a rapido assorbimento, perfetta per nutrire e idratare la tua pelle. L’Olio di Argan, di Girasole e di Riso gli conferiscono un alto potere nutriente ed elasticizzante, gli estratti di Mirtillo, Malva e Camomilla regalano alla crema un effetto lenitivo, calmante e antiossidante ideale per combattere la secchezza, l’irritazione e lo stress cutaneo. L’Olio Essenziale di Limone dona un tocco fresco e rivitalizzante. Adatta anche come doposole."
Stessa confezione, stessi estratti con l'aggiunta di una quota lipidica e agenti idranti, e stessa profumazione, seppur più persistente, intensa e avvolgente, questa crema Quantic Licium si presenta come una emulsione fluida, ma non troppo acquosa tanto da scappare via fra le mani prima di distribuirla sul corpo.
Quando la si va a massaggiare, rivela una vaga scia bianca, ma bastano pochi passaggi affinché si distribuisca alla perfezione, si stenda altrettanto bene e la scia scompare del tutto; così come servono pochi secondi affinché la mia pelle la assorba completamente, senza restare appiccicosa o unta. 
Sulla pelle inoltre la avverto delicatamente e piacevolmente fresca: vi posso assicurare che anche adesso, con le temperature più basse, non dà fastidio. 
Come vi dicevo, in Irlanda non sentivo una estrema necessità di applicare la crema corpo, nonostante lo facessi per prevenire eventuale secchezza e proteggere la cute. La vera zona che urlava bisogno di nutrimento erano le mani, non tanto per la secchezza dei palmi o del dorso, quanto per le pellicine che tendevano a sollevarsi e arrossarsi. 


Avrei dovuto portare un prodotto specifico, ed essere costante fin dal primo giorno, ma anche una persona high-maintenance come me durante un viaggio non ha la costanza, il tempo e la voglia di applicare un milione di prodotti. Così mi sono arrangiato con questa crema antiossidante Quantic Licium e devo dire che nonostante non fosse il suo compito, mi ha aiutato ad alleviare quel fastidio alle cuticole, lenendo la zona e idratandola, ma senza ungere le mani.
Capisco come mai l'azienda la proponga anche come doposole: è effettivamente sfiammante nelle zone che per vari motivi sono irritate
Quanto al suo uso effettivo e corretto sul corpo credo svolga una buona azione idratante. Non è il prodotto che suggerirei alle pelli più secche ed aride, specie in questo periodo invernale. Tuttavia dona una buona confortevolezza, tanto da farmi arrivare tutto sommato alla doccia successiva senza bisogno di riapplicarla, mi lascia la pelle morbida, setosa e compatta, oltre che appunto delicatamente profumata. 
Credo che se avete una pelle normale o leggermente secca, nei periodi in cui non avete esigenze particolari può essere una ottima crema corpo, funzionale, che non vi fa perdere tempo nel vestirvi ma che comunque sia efficace. 

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La mia prima esperienza con Quantic Licium non posso che definirla positiva e piacevole e sono sicuro che rovisterò fra le altre referenze. Spero però che l'azienda espanda le referenze magari con un burro corpo più ricco per rispondere alle pelli più esigenti, o anche un deodorante.
Conoscete questa azienda italiana?




mercoledì 28 novembre 2018

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Trattamento Occhi e Labbra Fria Myself


Dopo la sfida fra maschere con modalità di uso diverse, ma ingredienti e finalità simili, proseguo il mio vagare fra le maschere e i trattamenti viso ormai non più molto recenti di Fria Myself.
Fra tutti quelli che l'azienda propone, credo che quelli che mi interessavano di più, erano sicuramente i trattamenti labbra e contorno occhi, anche perché la grande distribuzione è un po' carente di patch e maschere appositamente studiati per queste zone.

Fria Myself Trattamento labbra



Questo trattamento di Fria è effettivamente di una maschera in tessuto tagliata a forma di labbra contenuta in una confezione in plastica richiudibile, aspetto importante così da non aver problemi di bustine che restano aperte. Il siero di cui è imbevuto non è facile da distinguere, ma dai residui sulla confezione sembra quasi cremoso, ma molto sottile. Certamente non è un siero acquoso come altre maschere in tessuto. È sufficiente a coprire bene il tessuto, senza eccessi, ma senza taccagneria.
Non si capisce molto bene (e uso l'impersonale giusto per non sembrare cretino) ma appena aperta la confezione vi trovate tutti e due i trattamenti insieme, solo che sono divisi e protetti da un supporto sempre in tessuto ma di un colore giallino e chiaramente di un materiale diverso. Eliminerei questo supporto/doppio tessuto/simil maschera perché sembra a tutti gli effetti uno dei trattamenti e perché va ad assorbire parte del siero, ed è un po' uno spreco.


Io sinceramente ho applicato questo supporto colorato come fosse una maschera, anche se magari è un po' più spesso e non aderisce alla perfezione, è comunque imbevuto e se qualcuno ha qualcosa da dire, ne riparliamo fuori.
Comunque il trattamento labbra Fria ha una profumazione fresca e super delicata e posso dire che tutto sommato aderisce sufficentemente alle labbra anche se avrei un po' di aspetti da rivedere: intanto la forma che è più lunga che larga. Io non ho le labbra particolarmente carnose ma ovviamente voglio che il trattamento agisca bene su tutta la superficie, quindi dalla parte più interna fino all'esterno, per cui farei le maschere leggermente più grandi. Inoltre aggiungerei un taglio centrale non solo per poter parlare e respirare, ma anche per far aderire meglio ad entrambe le labbra. Non sono aspetti che influiscono in modo esponenziale sulla resa, però sono quelle caratteristiche secondo me migliorabili.


Questa premessa sembra preannunciare qualcosa di brutto e invece vi sbagliate.
Fria promette che questa maschera per il trattamento labbra
"concorre ad ammorbidire e nutrire le labbra donando un effetto emolliente. Le labbra saranno lisce, morbide e ben idratate."
Questo effetto dovrebbe essere dato da ingredienti come l'acido ialuronico ed il burro di karité, ma ho notato che nell'INCI sono presenti anche urea e serine, un aminoacido, entrambi elementi che aiutano a ripristinare il fattore naturale di idratazione.
A me questo trattamento labbra Fria è piaciuto molto. Prima di applicarlo ho fatto uno scrub labbra di cui vi parlerò presto, per permettere alla maschera di agire il più possibile, inoltre non l'ho tenuta in posa solo 15 minuti consigliati ma fino al completo assorbimento del siero, perché come dicevo, non cascava, e una volta rimossa la maschera le labbra erano decisamente più idratate e più morbide e vi posso assicurare che l'ho applicata in un momento in cui avevo molta necessità. Apparivano anche un po' più lisce, le pieghette sembravano meno evidenti e profonde.


Forse sarà una cosa strana ma ve la dico: non ho sentito alcun sapore sulle labbra. Certo non sono stato lì a leccarle e assaggiarle, ma non avverto alcun gusto. Inoltre non ho avuto residui appiccicosi o fastidiosi.
Certo, se poi applicate il burrocacao ad ogni transumanza delle mucche del Trentino non potete sperare che una maschera risolva il problema di secchezza labbra, ma se cercate un booster idratante magari prima di una serata, se dovete usare un rossetto liquido particolare, o in un periodo di labbra screpolate, il trattamento labbra Fria Myself ha la mia approvazione.

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Anche nel trattamento occhi Fria Myself si presentano un po' quegli aspetti che rivedrei nel trattamento labbra. Anche in questo caso abbiamo dei patch in tessuto con la classica forma a lunetta, contenuti in una confezione richiudibile, e che hanno un supporto in tessuto.  La grandezza però è giusta: va a coprire la zona perioculare, arrivando anche sulla parte dove si forma la zampa di gallina, ma senza scendere troppo sulla guancia, dove secondo me sarebbe inutile.


Nel caso del trattamento occhi, il siero di cui sono imbevuti i patch è diverso rispetto alla maschera labbra, sembra più liquido ma è inserito nella giusta quantità, quindi non gocciola, ma allo stesso tempo aiuta a tenere adeso il trattamento, e ovviamente ad agire. La profumazione è fresca e delicata, per nulla fastidiosa.


Quanto al supporto della maschera anche in questo caso, essendo in tessuto, è anch'esso imbevuto ed aderisce perfettamente alla zona perioculare. E quindi siamo lì: io quel siero non lo spreco ed applico questo doppio tessuto come fosse la maschera.
Fria sottolinea la presenza di acido ialuronico ed elastina fra i componenti del trattamento, ma ho notato anche la presenza di un peptide che dovrebbe stimolare il collagene.
L'azione che dovrebbero svolgere questi patch è
"idratare la delicata superficie del contorno occhi e a distendere la pelle favorendo un effetto anti-rughe."
Anche per il trattamento occhi Fria Myself non posso che parlare bene: mi è piaciuta l'intera esperienza, dalla comodità della posa, visto che i patch non cascano, a come il siero si è assorbito completamente senza residui e senza risultare appiccicoso. Quindi si possono usare anche di giorno.
Dopo l'ormai nota lunga posa, ben oltre i 15 minuti, questa maschera mi ha dato idratazione e compattezza alla zona perioculare, che appare più distesa.


Non posso sottolineare un'azione anti occhiaie o anti gonfiore, anche perché il l'azienda non presenta il prodotto come tale, ma a livello generale di compattezza della pelle, mi è parso che dia un risultato abbastanza gradevole.

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Questi trattamenti Fria Myself mi sono piaciuti, e se considero costo e reperibilità guadagnano ancora più punti. Però hanno un neo che non posso non segnalare: nonostante il PAO di 30 giorni e la confezione richiudiubile, dopo circa 15 giorni entrambi i patch erano quasi asciutti al punto che non restavano più sulla pelle. Ci sono rimasto male.
Se per il trattamento contorno occhi sono riuscito a recuperare la situazione imbevendolo un po' del tonico di EC-Lab che contenendo caffeina, mi sembrava adatto, il trattamento labbra è andato buttato. Quindi vi consiglio di consumare il prodotto in fretta. 




lunedì 26 novembre 2018

|P_laylist #18|
No, non sono canzoni di Natale, ma più o meno album brutti.

Volevo tranquillizzarvi subito: non è (ancora) una playlist natalizia, sono solo sparse impressioni su più o meno novità musicali, inclusa una schiera di flop che non mi aspettavo. La mia attenzione è stata captata dai diversi album che sono stati pubblicati fra Ottobre e Novembre.


Che hai combinato, Giorgia?!

Scempiato, triste, confuso e un po' deluso. Così mi sono sentito dopo aver ascoltato l'ultimo album di Giorgia, Pop Heart, un mix di cover di canzoni italiane e straniere, 15 in totale, che la cantante ha scelto di raccogliere nel nuovo disco.

Immagine correlata

L'idea di base mi piace, e ci sta che dopo anni di carriera, non hai più molti pezzi inediti da proporre, e magari hai dei pezzi a cui sei legata, e vuoi proporli. Il problema è lo sviluppo di questa idea.  
Non so da dove iniziare nel parlarne.
Il primo singolo, Le tasche piene di sassi, per me peggiora dall'originale, e, per quanto ne comprenda la poetica, ho sempre trovato già Jovanotti molto lagnoso quando la canta, ma questa versione di Giorgia non aggiunge nulla all'originale, anzi gli toglie un po' di sofferenza e profondità. In generale c'è un problema con gli arrangiamenti, che mi sembrano le basi MIDI per cantare al karaoke o che trovi su Youtube. Ma anche vocalmente Giorgia non mi pare si sprechi molto.


Ad ogni canzone che ascoltavo pensavo che potesse dare di più, qualcosa di diverso, qualcosa di migliore, e capisco che non volesse magari mettersi ad urlare come se le stesse per cascare il cellulare in una pozzanghera, solo perché "c'ha la voce", ma quando fai una cover in teoria dovresti aggiungere emozioni o variazioni vocali di rilievo.
Ad esempio, L'ultimo Bacio poteva diventare una ballad potente, dove la base orchestrale poteva essere spinta all'estremo, quasi al lirico, oppure volgerla ad una delicatezza quasi sussurrata, e non questa roba che sembra quasi la sigla di un cartone animato. 
Il momento peggiore di tutto Pop Heart non riesco a racchiuderlo in un solo brano, devo per forza dirne due: Sweet Dream, dove la base con i sintetizzatori cheap si sente parecchio, e I Will Always Love You.


Tu ti aspetti che Giorgia canti Whitney Houston in maniera pazzesca, emotiva, intensa e invece ne esce una roba triste, dove nella parte delle note gigantesche, la sua voce diventa un suono sottile e quasi metallico, e la base è piatta, ripetitiva, e anche sempliciotta.
Probabilmente questo è il primo volume di una serie, ma spero che i prossimi capitoli di Pop Heart siano migliori di questo, per quanto sia certo che Giorgia renderà queste canzoni decisamente meglio dal vivo che sul disco.

Attenzione, pericolo noia.

Caution, che non è un avvertimento, ma il nuovo album di Mariah Carey uscito il 16 Novembre, ed è un'altra piccola delusione.


Sonorità RnB, miagolii e poca incisività lungo tutte e dieci le canzoni. Scorrono eh, passano una dopo l'altra, le ascolti, ti tengono compagnia se sei in sintonia con quelle sonorità, magari ti soffermi un attimo sulla sinuosa malinconia di Portrait, e se va bene ti vien voglia di ripetere il ritornello di GTFO, nel tentativo di ripetere quello gnaulio. Ma finito l'album, te ne dimentichi. O per lo meno, io me ne sono dimenticato. Nessuna emozione particolare, nessuna diretta e spontanea voglia di risentire tutto da capo o di soffermarsi su un passaggio di un brano.


Caution mi è parso un tappabuchi nella carriera di Mariah, un "Non dimenticatemi" di Zeriana memoria, giusto un modo per non lasciare i fan in una lunga attesa di nuovo materiale, visto che di anni ne erano già passati quattro. Se per Giorgia però c'è il danno di un album riuscito male tecnicamente a mio avviso, almeno Mariah si salva, senza danni ma pur senza gloria. Capisco però come mai i fan hanno riportato Glitter alla numero uno in classifica.


Origini che ritornano. 

Avevo apprezzato Natural la scorsa P_laylist, seppur con delle piccole riserve, tuttavia ascoltando l'album per intero, questi Imagine Dragons mi sono sembrati fiacchi, ma non fraintendetemi non è il peggiore album del momento, o per lo meno, non battono Giorgia.


Diciamo che seguono il filone Careyano, ma meglio.
I 15 brani di Origins non spiccano eccessivamente per diversità rispetto ad Evolve, anzi, ne sembrano un po' il proseguo, un po' gli scarti, e questo secondo me fa perdere punti sull'originalità complessiva. Inoltre non mi pare che oltre a Natural, Zero, che comunque fa parte comunque di una soundtrack, quindi è quasi un brano esterno, Bad Liar e Only, ci siano brani potenti da poter diventare singoli.
Insomma, un nuovo lavoro degli Imagine Dragons non mi ha spinto allo skip massiccio, ma non mi ha dato nulla di nuovo. Loro continuano con sonorità e vocals spinti e ben definiti, al massimo qui e lì aggiungono degli accenti musicali presi da altri generi, ma senza alcuna sorpresa. Probabilmente lo avrei accorciato l'album togliendo qualche brano, ma sono sicuro che le loro canzoni avranno successo anche con la mia tiepida opinione.


Tutti Cantano Cristina n'ata vota

Giustamente, dopo il successo del primo album uscito esattamente un anno fa, Cristina d'Avena ha riproposto la formula delle sigle dei cartoni animati cantate in duetto con artisti famosi. Anche questa volta il risultato non mi dispiace, anzi forse è anche meglio del primo.


Certo, partono proprio male, perché far cantare la canzone dei Puffy a Patty Pravo non funziona benissimo. Ti aspetti che magari avrebbero scelto per lei un personaggio più etereo o più rockeggiante. Proseguono forse peggio, con I ragazzi della Senna, urlata a tutta gola da Fabrizio Moro. Dopo averla sentita mi faceva male l'intero apparato respiratorio, incluso il diaframma, per cui siete avvisati: se non avete ancora sentito, preparatevi ad un finale esagerato.
Eppure, una volta superato questo primo scoglio, Duets Forever si rivela un album proprio piacevole, dove i duetti e le cover sembrano molto più azzeccate di quanto mi aspettassi.

Risultati immagini per Duets Forever

Elisa che canta Memole è perfetta, così come penso che Alessandra Amoroso possa smettere di cantare le litanie che sceglie di solito e lanciarsi con le sigle dei cartoni animati, perché Il Mistero della Pietra Azzurra le è riuscita proprio bene.
E Carmen Consoli che canta Sailor Moon, chi se l'aspetta?!
Certo, se dovessi dirvi che Le Vibrazioni, Max Pezzali o Il Volo rispondano del tutto al mio gusto, sarei decisamente falso, e anche l'idea che ci possa essere un terzo album non mi fa impazzire, visto che come titoli gli resteranno "Duets  Ad aeternum" e "Duets finché morte non ci separi", ma per quello che è il progetto, direi che lo sviluppo funziona.


Marlena, ma non la mela 

Funziona anche Il ballo della vita dei Maneskin, che dopo due singoli come Morirò da re e Torna a casa hanno fatto un album molto carino.

Risultati immagini per Il ballo della vita

Avrete capito che per me la musica straniera è più piacevole e la ascolto più frequentemente della italiana, eppure i Maneskin mi piacciono proprio quando cantano nella nostra lingua. Li trovo decisamente più originali, anzi a dirla tutta i loro pezzi in inglese li trovo banali nei suoni e nella struttura del brano, a volte anche troppo. Ad esempio Fear for Nobody non ha un riff iniziale che ricorda un po' No Roots di Alice Merton? E anche il seguito non è da meno.
Ho apprezzato l'idea di questa musa, Marlena, che ogni tanto fa capolino fra un pezzo e l'altro, anche se questa coerenza un po' si spezza per via dei generi che i Maneskin propongono.


Dal pop rock, alla vena leggermente latina di L'altra dimensione, dalla trap di Immortale, al mix hip hop/dance di Are You Ready?, i generi si alternano un po' troppo, e nell'insieme, ad un certo punto ti smarrisci.
È vero che i Maneskin hanno detto che è stata una loro scelta, quella di mischiare tutte le influenze e dimostrare che anche una band può lanciarsi su certi stili, ma diciamo che sul primo lavoro secondo me bisogna dimostrare esattamente ciò che si è, perché col tempo quei brani diventeranno la tua discografia "storica".
Il ballo della vita è un primo album piacevole, in cui spiccano alcuni brani, mentre altri si perdono in una acerba incertezza, ma penso che un po' tutti ci auguriamo che ce ne saranno tanti altri, o che per lo meno non finiscano da Barbara d'Urso a parlare della loro carriera. 


The Greatest Showman Reimagined


Non ho visto (ancora o forse mai) The Greatest Showman, ma conoscevo un po' la soundtrack del film, che un po' come molti musical, peccava per uno stile Brodway proteso allo strillo. E mi sta bene ogni tanto un brano più intenso vocalmente, ma l'idea che abbiano ri arrangiato e fatto coverizzare quelle canzoni, bellissime, da voci del panorama musicale pop mi ha convinto fin da subito.
Questa rivisitazione ha praticamente trasformato l'album in un qualsiasi disco cantato da diversi artisti, secondo me migliorando il risultato finale.


O forse sarebbe più giusto dire "diversificando" essendo due progetti che si affiancano ma hanno scopi diversi. Gli artisti non si sono limitati solo a ricantare i brani, ma a trasformarli secondo il proprio stile.
Comunque amo Rewrite the Stars, ma in generale apprezzo un po' tutto quello che canta James Arthur, tipo il nuovo singolo Empty Space, Never Enough e A Million Dreams. Ma anche una Tightrope completamente riarrangiata da Sara Bareilles mi ha stupito proprio perché si discosta a tal punto da non sembrare nemmeno la stessa canzone, eppure funziona bene in entrambi i modi. 


Questo è più o meno quello che ho ascoltato negli ultimi tempi, sebbene ci sia tanto altro, tipo Diari Aperti di Elisa che però non ho avuto modo di ascoltare attentamente, così come Scintille di Gazzelle, per cui non ho ancora un'opinione. E c'è pure Gavin James, cantate irlandese, che vorrei sentire con più calma. 






lunedì 19 novembre 2018

|Beauty Cues|
Un siero viso Caviale, Perle e Platino💎: lusso o realtà?

Oltre al Pro Collagen Plus + con Black Pearl Complex di Dr. Organic ho utilizzato un altro prodotto per il viso che contiene degli ingredienti un po' fuori dal comune
Sono sempre sulla difensiva quando si tratta di parlare di componenti o estratti che vantano una efficacia cosmetica particolare, infatti me ne sentite spesso parlare usando il condizionale, perché magari ci sono studi su determinati ingredienti che si rivelano promettenti ma non definitivi.
Inoltre sono convinto che, a meno che non sia esplicitamente inserito ad alte percentuali, un singolo attivo non determina la funzionalità del prodotto finito.
Questa è un po' la mia parte razionale, perché poi c'è una parte di me curiosa come una scimmia che vorrebbe provare le cose più strane. Quest'ultima ha avuto la meglio quando ho acquistato il siero viso Imperial Caviar Pearls de North Facial Meso-Cocktail di Natura Siberica.



Si tratta di un siero da usare la notte, ma che io ho utilizzato di giorno e fra un attimo vi spiego perché, molto particolare sotto tanti punti di vista.
La consistenza di questo siero è fluida, leggermente gelatinosa, dalla media densità, con all'interno microscopiche, e sottolineo microscopiche, pagliuzze, che quando si distribuisce sul viso sembra quasi si emulsioni diventando quasi una sottilissima crema bianca. L'assorbimento è praticamente immediato, almeno sulla mia pelle.
Al naso risulta molto piacevole: ha una profumazione fresca, che richiama secondo me i prodotti di marchi da profumeria. Credevo fosse troppo intenso come aroma, ma svanisce in fretta.
Gli ingredienti di spicco del Meso Cocktail Imperial Caviar sono estratto di caviale nero, perla, platino e acido ialuronico a basso peso molecolare.


La stessa Natura Siberica ci spiega quali sono i benefici di questi componenti:
"L'estratto di caviale nero è una grande fonte di proteine, amminoacidi, minerali e vitamine. Penetrando in profondità nella pelle, aumenta il rinnovamento della pelle, aumenta la produzione di collagene ed elastina e fornisce una forte protezione antiossidante, che si traduce in una pelle più liscia, giovane e più energizzata. L'estratto di perla dona luminosità e levigatezza, dando alla pelle un aspetto più giovane e levigato. Il platino aiuta a rallentare e in parte bloccare i cambiamenti della pelle legati all'età, minimizzare le macchie e prevenire la formazione delle rughe. Fornisce un forte effetto idratante. Intensifica l'impatto di altri componenti naturali della formula del prodotto. L'acido ialuronico a basso peso molecolare stabilizza l'equilibrio di idratazione, aiuta a riempire le rughe per rendere la pelle soda e levigata."
Ma oltre a questi ingredienti particolari, ci sono il pantenolo, alcuni derivati dell'olio di pino siberiano e dell’olio di olivello spinoso che sono componenti tipiche dei prodotti Natura Siberica, così come l'estratto di cetraria, un lichene che dovrebbe avere una funzione tonificante e rigenerante (l'avevamo già visto nella maschera viso che non avevo capito). Un po' bassi nell'INCI fanno la loro apparizione ben due peptidi, il primo dovrebbe avere una funzione botox like quindi migliorare l'apparenza delle rughe, mentre il secondo dovrebbe stimolare il collagene.
Ma tutti questi componenti dell'Imperial Caviar Pearls de North cosa hanno fatto alla mia pelle?



Questo prodotto Natura Siberica è stato il mio siero viso per l'estate e per i primi giorni in cui la temperatura stava via via scendendo ed è stato un prodotto certamente piacevole. Il profumo, la texture, la leggera freschezza così come la setosità che dà alla pelle sono tutti componenti che me lo hanno fatto apprezzare. Inoltre non dà problemi di assorbimento o di residui. Ma anche la confezione, con la scatola che ha un effetto che tenta di emulare la pelle, e il contagocce in vetro satinato, danno l'impressione di un cosmetico che prova ad essere lussuoso.
Dal punto di vista dell'idratazione, nonostante non credo sia la caratteristica su cui puntano maggiormente, posso dirvi che su di me è stato sufficiente durante il periodo caldo, ma è bastato poco affinché non fosse più al pari con le mie esigenze e dovessi accostare una crema viso a questo meso cocktail. Mi tocca sovradosare il prodotto per avere l'idratazione che cerco.
Quindi credo che per pelli normali, miste e grasse possa andare bene, ma se la vostra richiesta di idratazione è medio-alta, vi servirà di più di questo siero.
Per quanto riguarda l'azione tonificante, elasticizzante e più in generale rigenerante, posso dirvi che su di me questo siero rende la pelle più compatta e soda, ma soprattutto luminosa. Credo che l'azione cosmetica di incarnato luminoso, e al fine di enfatizzare la presenza di platino colloidale, sia incoraggiata da queste micro particelle, che non vi renderanno stroboscopici, non si notano nemmeno una volta distribuito il prodotto, ma sicuramente hanno una azione microriflettente della luce. Vi consiglio, specie quando state arrivando al fondo della boccetta, di shakerarla di tanto in tanto perché tendono ad accumularsi.



Proprio per queste particelle non ho voluto utilizzare questo siero come trattamento notturno: ritengo che tutto ciò che contiene coloranti cosmetici, anche in minima parte, non sia adatto per il periodo della notte quando la nostra pelle si rigenera. Sarò complottista, ma fino ad ora ha funzionato.
In verità c'era anche la necessità pratica di un idratante giorno per il periodo caldo, ma avrei sicuramente trovato altro se avessi voluto.
Il Facial Meso-Cocktail Imperial Caviar Pearls de North di Natura Siberica si è rivelato un prodotto molto interessante e sono contento di aver testato per la prima volta un cosmetico con estratto di caviale, platino ed altri ingredienti particolari, nonostante sia impossibile misurarne il potere effettivo. Inoltre è stata una esperienza gradevole e senza aspetti negativi. Tuttavia dal punto di vista cosmetico e dell'efficacia non posso dire di aver ottenuto sulla mia pelle, almeno nel corso della durata di un flacone, dei risultati così stupefacenti da farmi pensare di riacquistarlo.

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Voi credete in questi "nuovi" ingredienti cosmetici, vi attirano o siete più per i classici, efficaci e funzionali oli e burri?





sabato 17 novembre 2018

|#backtoseries chapter 31|
Sono in ritardo, sono un fuggitivo e...sono tornato a The Affair?! 😱😱😱

Viaggiare è bellissimo, una delle cose che più possono arricchire l'animo umano, ma viaggiare ha un grosso problema: resti indietro con le serie tv. Ed io sto lentamente recuperando tutto ciò che ho lasciato in arretrato, ma non posso fare mega maratone da miopia assicurata, quindi ho bisogno di tempo. Intanto però faccio un passo indietro a tutte quelle serie tv che ho terminato ormai da un pezzo, e per cui è arrivato il momento di fare il punto.



Questa volta andrò un po' a caso, un po' in ordine cronologico, perché mi va così, e come sempre mi affido alle stelle per darvi un'idea della mia opinione generale.


Mystery in Paris
Tre stagioni 
⭐⭐⭐

Non ho sentito nessuno se non la mia amicissima Simona (MissPenny09) parlare di Mystery in Paris, serie tv antologica andata in onda su Fox Crime dal 12 Luglio al 9 Agosto di quest'anno. 
Ogni episodio (in totale sono 5) è praticamente un film anche per la durata, ha come sfondo alcuni dei luoghi più famosi di Parigi, dal Louvre alla Tour Eiffel, e racconta un crimine o un mistero da svelare. Un po' alla Poirot e ai gialli di Agatha Christie, per capirci, seppur non siano ai livelli di grandi classici. Gli episodi, che, ripeto, raccontano storie e hanno personaggi diversi, però sono carini da seguire, intrattengono e tutto sommato sono ben realizzati, sia nei costumi, che nelle ambientazioni. 



Certo, non tutti gli episodi riescono a mantenere il pathos, la coerenza ed un intreccio narrativo che tiene fissa l'attenzione dall'inizio alla fine, per esempio proprio Mystery Alla Tour Eiffel, il primo episodio, mi è sembrato un po' più fiacco e debole sotto diversi punti di vista. L'ambientazione in alcuni momenti mi sembrava un po' posticcia, e la storia l'ho trovata un po' tirata per le pinze, una di quelle vicende in cui pensi "ma guarda caso...". Ho invece trovato intrigante sia Mistero al Moulin Rouge, dove la coralità dei personaggi era più evidente e funzionava meglio, che Mistero Al Louvre, forse la puntata più movimentata. 



In ogni caso Mysery in Paris svolge il suo compito: si guarda con piacere, ha quell'azione e quei piccoli colpi di scena che movimentano la visione e non la rendono mai troppo noiosa, e quel filo di erotismo accennato e non volgare che non guasta. Se vi piacciono le serie in costume, e siete amanti dei gialli vecchio stile, dategli una chance, anche perché, ripeto, è una serie tv, ma ogni puntata inizia e termina quindi qualora non vogliate andare avanti, avrete visto comunque una storia con un senso
Da ciò che ho capito, per il 2019 sono previsti altri due episodi, e credo che li recupererò ben volentieri.

Versailles
Terza Stagione
⭐⭐⭐⭐🌠

La terza stagione di Versailles, disponibile su Netflix dal 2 Agosto, per me sinceramente è stata la migliore dell'intera serie.



È vero, non c'è stata una stagione che mi abbia deluso, perché Versailles, nonostante non punti su un ritmo serrato o una carica emotiva estrema, ha il suo fascino, fra gli attori bravissimi, una scelta di costumi e scenografie curata, ma soprattutto la commistione di fatti reali e verosimili. Dalla "scomunica" di madame de Montespan e l'oblio in cui finirà la sua egida, ai rapporti contrastati fra il Re Sole e la Chiesa Romana, fino all'ascesa di Madame de Maintenon e della sua austerity.
Tutto un meccanismo che in questa terza stagione ha funzionato bene, dove ognuno dei personaggi, con la sua parte, ha avuto un percorso sensato e interessante.



Specie le figure femminili, che risultano e ne escono tutte in modo potente, centrato, ben strutturato, e soprattutto in grado di far girare la ruota. Considerate che per alcuni dei personaggi secondari sappiamo davvero poco, e non abbiamo appigli storici perché sono personaggi inventati. Eppure sono convincenti e accattivanti e ti vien voglia di seguire i loro casini. Un po' meno interessante forse la parte su Filippo di Lorena, ma si tratta appunto di una parte secondaria ed un personaggio che credo volutamente reso poco empatizzante. Bisogna dire però che se prima era un punto di rottura simpatico, adesso hanno dato un twist alla sua storia che poco intrattiene.
Un po' ripetitivo anche il ruolo di Guillaume, il calzolaio "salvatore" durante la guerra del Duca d'Orléans, che sembra un po' incastrato nella stessa situazione, un po' tapino.



In ogni caso anche lui ha la sua funzione in questo grande meccanismo, quindi in un modo o nell'altro non resta fuori dai giochi.
Un altro aspetto che ho apprezzato della terza stagione di Versailles è che si esce un po' dalla claustrofobia di corte, e questo avviene per un motivo, ma in due modi. Luigi XIV continua nella sua convinzione e nella sua forza ma vacilla e deve fronteggiare "nemici" esterni: la chiesa, Leopoldo I d'Asburgo, imperatore del sacro romano impero, e il popolo francese. Tutte queste figure circolano a Versailles, in un modo o nell'altro, ma portano anche nuovi ambienti e situazioni. Ma nessuno porta luce: i luoghi restano tetri, ombrosi. Tutto è cupo come gli animi, sempre più scuri dei personaggi.
Versailles non è la serie rivelazione degli ultimi anni, ma secondo me, fra le serie in costume si è fatta notare, riportando uno spaccato storico interessante. Con la terza stagione la serie si è conclusa (ci tengono a precisare che non è stata cancellata, ma è stata pensata così) quando Luigi XIV Ã¨ all'apice del suo impero e, con un simbolico passaggio di testimone alla generazioni future, Versailles chiude i battenti.

Jack Ryan
Prima stagione
⭐⭐⭐⭐

È impossibile che non abbiate visto in rete o in tv la pubblicità di Jack Ryan, la serie tv di Amazon Prime Video uscita il 31 Agosto. In pratica i veri fuggitivi siamo diventati noi che cercavamo di scappare da quel faccione di Jack Ryan, altro che Suleiman.


Jack Ryan, un analista che digievolve in agente della CIA, nasce dalla mente e dai romanzi di Tom Clancy, che io non ho letto, ed è apparso nel corso del tempo in diversi film e diverse storie.
Per me questa serie tv è stata un diversivo fra i telefilm che guardo in genere soprattutto in termini di tematiche, perché come avrete capito non sono proprio un fan dei film e delle serie d'azione, ma ha funzionato. 
Jack Ryan colpisce per la qualità, visto che non sembra di guardare una serie tv "minore", ma un film con un buon budget, per le scene movimentate e in generale per la trama coinvolgente e avvincente. Buoni anche gli attori, anzi penso che abbiano azzeccato con John Krasinski che ha la faccia un po' da bambacione, ma il fisico giusto per poter unire corpo e mente del personaggio. 



Questo Jack Ryan non è proprio il classico agente che con uno schiocco di dita si ritrova perfettamente a suo agio in situazioni estreme, o anche solo nel gestire vita lavorativa e privata, e nonostante sia stato un soldato, si ritroverà ad avere le sue difficoltà, complice anche un passato non facile. 
Certo c'è sempre quel momento in cui lui sembra la "beautiful mind" della situazione che ha l'illuminazione risolutiva, ma mi rendo conto che è pur sempre il personaggio principale, e la serie devono farla in qualche modo. 
L'aspetto che mi è piaciuto meno riguardo appunto Jack Ryan è il fatto che, pur avendo il suo nome sulla locandina, non è proprio un personaggio ben approfondito, risulta un po' piatto nella sua storia; di tanto in tanto ci viene dato qualche riferimento al passato, e capisco che si parla solo di 8 episodi, ma secondo me si poteva fare di più, anche eventualmente sporcarlo un po' per non rischiare di cadere nello stucchevole.



Al contrario, è stato dato un buono spazio alla storia dei nemici, di Suleiman e della famiglia, li conosciamo lungo tutto il loro vissuto e questo secondo me ha due vantaggi: da un lato è una prospettiva un po' diversa e meno nazionalistica ché gli americani per autocelebrazione sono i primi; dall'altro lato non si scade nel fazionismo o nel demonizzare il nemico come brutto e cattivo a prescindere, ma si tenta di capire, non tanto le ragioni di ciò che fa, quanto chi siano queste controparti. È una storia che, potete capire da voi, coinvolge anche perché risulta molto attuale. 
Jack Ryan ha una seconda stagione in programma e mi sembra abbiano le carte e lo spazio per potersi muovere abbastanza bene in futuro. 


The Affair
Quarta stagione 
⭐⭐

Sinceramente non avrei dato un soldo a questa quarta stagione di The Affair, in onda su Sky Atlantic dal 29 agosto al 26 settembre, anzi io ero convinto che, dopo l'oltraggioso scempio della terza stagione (qui descritta con una serie di gif da non dimenticare), avrei abbandonato la visione per sempre.



Poi da più parti tutti ne parlavano bene, e quindi, complice anche il fatto che non avevo di meglio da vedere, mi sono lanciato e devo dire che è stata meno peggio di quanto pensassi. Credevo che avrei dato di matto e non avrei tollerato che nessuno dei quattro protagonisti aprisse bocca anche solo un istante, ma non è stato così. Hanno saputo ripulire la storia da orpelli e personaggi e dialoghi che non portavano a nulla se non una costante confusione e antipatia, ed hanno portato avanti una storia più lineare, più focalizzata sulla psicologia del quartetto e meno sull'inutile contorno.
Ovviamente non è che tutto funzioni al meglio. Le vicende di Noah così come quelle che riguardano Cole sono solo un riempitivo che non portano ad un reale cambiamento o sviluppo della storia, almeno per questa stagione.


Capite bene che, quando una serie tv si muove a capitoli, dedicando mezzo episodio al punto di vista di un solo personaggio, scoprire che alla fine tutto quello che hai visto è praticamente inutile, un po' ti urta i nervi. Ma non è stato comunque nocivo, né particolarmente noioso. 
Sicuramente più attive sono sia Alison, che forse è fin troppo attiva tanto che secondo me brucia giusto un po' le tappe del comune senso delle relazioni, che Helen. Quest'ultima in particolare mi ha sorpreso: all'inizio mi sembrava nevrotica al punto da risultare comica; se dovessero fare una versione italiana di The Affair, il suo ruolo sarebbe perfetto per Margherita Buy. In realtà di comiche ci sono diverse scene, perché gli autori non hanno ben chiara la differenza fra passionalità, istintualità e randomicità


Col tempo però Helen è diventa l'unico personaggio della serie che si muove, ragiona, e prova con un senso logico e non a caso come fanno gli altri, ed è l'unica che si ritrova incastrata in ciò che vive e non ci si butta a capofitto o comunque si cerca da sola.
Starete pensando che due stelle siano poche ma sono la sopravvivenza per The Affair, che è riuscita ad arrivare alla quinta ed ultima stagione secondo i piani iniziali. Potrei anche terminarla, una volta che verrà pubblicata, così da porre fine per sempre a questo capitolo. Avendoci preparato al peggio, non può che migliorare. 

Sharp Objects
Miniserie
⭐⭐⭐⭐

Sharp Objects è un pugno nello stomaco, ed è questo il suo punto di forza. Son partito un pelo sfiduciato nella visione perché qualcosa non mi quadrava e temevo un filo di noia, ma è bastata una puntata per convincermi, e poi mi sono fatto inghiottire da questa storia torbida e dura


Ad avere la meglio non è l'investigazione di Camille sugli omicidi di un paio di ragazzine, o per lo meno, per me passa in secondo piano, anche perché non è la vicenda più originale possibile, per quanto colpisca per la sua crudezza. Quello che mi è rimasto impresso è stato lo sviluppo psicologico dei personaggi, di come si ritrovino ad essere vittime di un filo invisibile, fragile, eppure potente.
Amy Adams è perfetta nel ruolo di Camille, con una bellezza indiscutibile ma che non diventa mai eccessiva, ma che si perde anzi in questo animo ferito e contrastato.



Tutta Wind Gap è regolata da contrasti, da leggi particolari, da controsensi, da bisbigli, da finti sorrisi e da una facciata che non corrisponde poi a ciò che si nasconde dietro le mura, ed è come se i personaggi, Camille in questo caso, nonostante cerchino di allontanarsi da questo limbo, ne vengono inevitabilmente attratti e ne restano incollati. La lotta della protagonista non diventa quindi solo un per cercare di risolvere un caso che le sta a cuore, ma anche di scappare da quel mondo da cui era fuggita anni prima. 
Il ruolo femminile è centrale e fa riflettere secondo me: a Wind Gap ognuno rispetta una stretta routine, e le donne del paese sono tutte al loro posto, e se così non è, vivono in una costante sofferenza e finiscono per restare fuori ed essere considerate strane.



Sharp Objects Ã¨ una visione come vi dicevo forte, intensa ma anche evocativa, quell'aspetto psicologico si traduce spesso in flash, in sogni, in visioni o allucinazioni. La stessa Camille rivive costantemente scene del suo passato e sembra che ce le abbia davvero ancora davanti agli occhi.
Il suo sguardo è sempre angosciato, perso, come se stesse rivivendo tutto da capo, e si porta dietro diverse dipendenze e malesseri psicologici per cercare combattere a modo suo l'ambiente in cui vive.
Una serie tv che mi ha colto emotivamente sicuramente, sebbene posso capire se a qualcuno non abbia fatto lo stesso effetto perché entrare nella mente di alcuni personaggi è difficile, e quindi sembra che agiscano semplicemente a caso. 



Il più emblematico in questo senso è il padre di Camille, Alan, che sembra accettare tutto troppo passivamente. La gestione dei tempi inoltre può sembrare, e un po' lo è, troppo dilatata e ripetitiva. Infine anche la risoluzione finale, quasi esterna al resto della narrazione, può essere vista negativamente, ma resta il fatto che quello che conta in questa storia non è la vicenda in sé, quanto l'intrigo psicologico, di ferite interne protratte nel tempo che hanno superato le generazioni. 
Sharp Objects non riesce a superare la carica emotiva di Big Little Lies di cui condivide il regista, ma crea un microcosmo tutto suo, che travolge e colpisce. 

Per adesso è tutto, ma mi sto impegnando in un recupero selvaggio di tante serie tv che mi stanno piacendo per cui #backtoseries torna presto!






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