giovedì 24 aprile 2014

Io sono tu (2013)

E se Come ammazzare il capo... e vivere felici si è rivelato una mezza ciofeca, un'altra commedia, dello stesso regista, che ho avuto modo di vedere è Io Sono tu.

Titolo originale: Identity Thief
Durata: 85 min
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Genere: commedia
Regia: Seth Gordon

Sandy Bigelow Patterson vive felicemente con sua moglie, in dolce attesa, e le sue due bambine. 
Certo, un nome da donna non ti rende la vita facile, ma Sandy è abituato a superare le ilarità che questo può provocare, tanto da aver fatto carriera. Infatti, si trova a lavorare per uno stronzo che lo sfrutta, ma conta di aggiudicarsi una promozione che potrebbe aiutare finanziariamente la sua famiglia.
Promozione che, tuttavia, non arriva; così Sandy decide di unirsi ad altri colleghi, anch'essi vessati dal capo, per creare una nuova azienda.
Fin qui tutto normale, ma la situazione precipita quando, proprio sfruttando l'ambiguità di questo nome, Diana, un'esperta ladra d'identità e non solo, riesce ad impossessarsi delle credenziali di Sandy, soprattutto bancarie, iniziando a spendere tutti i risparmi del malcapitato. 
Seguono così tutta una sequela di avventure che vedono il protagonista impegnato a riportare Diana dalla Florida in Colorado, per farla confessare davanti alle autorità. Un viaggio affatto semplice, considerando che la donna è invischiata in altri malaffari, ma che farà uscire fuori il vero carattere della ladra: non una sociopatica, ma una donna sola in cerca di conferme e amore.
Una commedia carina in grado di strappare qualche risata, condita dai classici buoni sentimenti che gli americani non disdegnano mai. Gli attori sono adatti nei loro panni, specie quella patatona di Melissa McCarthy, ma non troviamo dialoghi davvero brillanti e l'originalità non è al top.


Voto 6





giovedì 17 aprile 2014

P_laylist #5

Torna a distanza di più di due mesi la rubrichetta che raccoglie i pezzi più ascoltati dal sottoscritto, con lo scopo recondito di condividere e di far conoscere qualcosa di nuovo, si spera.
A dire il vero non c'è molto di nuovo, perché ciò che passa in radio non ha attirato l'attenzione del mio sistema uditivo.
Ma il virtuoso richiamo della musica non può placarsi facilmente per cui ho colto il momento e mi sono aggiornato un attimo su alcuni cantanti che conoscevo per nomea o per un vecchio album, ma che avevo abbandonato nel dimenticatoio. E in certi casi ho fatto anche bene.
Ho riscoperto Adam Lambert, il quale quale ha pubblicato un album del 2012 che non conoscevo.
Ho scavato un po' nella discografia di Birdy, per me inedita non fosse per i singoli; sto ascoltando i nuovi lavori di  Lea Michele, quella col nasone che fa Glee, dei The Fray e di Christina Perri.
E, infine, ho ripescato Imany, per pura curiosità, e l'ultimo dei One Republic.
Starete pensando che ho gusti strani, ma a mia discolpa posso dire che salvo circa un paio di brani pro capite fra tutti i citati. 
Se volete magari se ne parla, se qualcuno vi incuriosisce particolarmente.
E soprattutto si accettano suggerimenti.
Comunque, come vi dicevo poche hit, ma giusto perché ci hanno tartassato. Tipo con Can't remember to forget you, del duo culonico Shakira e Rihanna.

che ormai te la ritrovi anche ai bagni agli autogrill. Però devo ammettere che l'insieme funziona, e nel video sembrano due gnocche. Peccato poi arrivi Shaky e inizi a far finta di suonare la chitarra, e la mia eterosessualità torna nel suo angolo buio.
Altro successo quello di Stromae con Tous Les Mêmes, benché non ami e non conosca una cippa di francese, ma evidentemente i massicci passaggi in radio sortiscono effetti sul nostro subconscio.

Finito con i pezzi del momento tocca ai brani della serie "Sconosciuti e un po' sfigation che ascolta solo Pier".
Primo Jon Foreman con In My Arms.
Forse qualcuno lo conosce come componente dei Switchfoot, o forse nessuno lo conosce. Poco importa, io amo questi pezzi lenti, voce e chitarra, pochi fronzoli.
E sempre senza fronzoli ma forse un po' più nota è Ingrid Michaelson con I'm Through, brano che io trovo di una dolcezza incredibile, con una vena di malinconia che l'attraversa.

Questa stessa sensazione la provo ascoltando la cover di You Were Always On My Mind, brano originariamente di Elvis Presley ricantato in questo caso da Keaton Henson. Lui però sconosciuto anche a me, infatti l'ho beccato per caso.

Comunque non mi sono fermato solo a pezzi che hanno il brio di un funerale. 
Ad esempio ho apprezzato molto una partecipante di The Voice UK di quest'anno, arrivata seconda. Lei si chiama Christina Marie, ed ho apprezzato particolarmente una cover di Fix You, dei Coldplay.
Immagino che alcuni dei puristi del gruppo storceranno il naso, tuttavia credo sia comunque una bella e diversa interpretazione femminile del pezzo, poi lei di voce ne ha parecchia.
E direi che mi fermo qui. 
Voi che ascoltate per adesso? Fatemi sapere se vi piacciono questi brani e se volete sapere di più dei cantanti che ho nominato poco fa.
A presto!



lunedì 14 aprile 2014

{Aggiornamento #21}
Consapevolezza

Buon pomeriggio carissimi.
Sembra ieri che il pesantissimo Marzo sia finito e invece siamo già a metà Aprile. Ché fosse continuato vi sareste trovati un thailandese che pubblica sconcezze al posto mio.
Un mese tumultuoso per la moltitudine di cose da fare, soprattutto pratiche per l'università. Del tipo che in tre giorni ho fatto più di 150km in macchina, che se per voi non sono poi molti, per me son parecchi, e senza contare la quantità di strada percorsa a piedi che credo superi le 20 miglia.
Vi ho raccontato edulcoloratamente la prima parte della disavventura col tirocinio, presto arriverà la seconda, ma, come potete immaginare, è stato anche peggio.
Ora magari ci si ride ma è stato estenuante, e siamo ancora ai primi passi. Vedrete il seguito se vi va.
Ed estenuante è stata anche l'instabilità climatica, ché marzo pazzerello, vaffanculo punto e basta.
E se Aprile sembrava potesse rappresentare la delicata metafora di una nuova fioritura, in realtà si è rivelato una steppa secca e arida.
Il mese si è aperto con 36 ore di passione influenza, sparita così, che manco il mago Silvan.
Poi è continuato con attacchi di insonnia, mai avuti in 24 anni.
Ma, non paghi, non ci siamo fatti mancare ulteriori impegni con la family, fra visite e compleanni, e, sempre come per magia, una travolgente sonnolenza pochi giorni più tardi.
E, non possiamo dimenticare lo studio, che non manca mai anche a pochi mesi dalla laurea.
Il mio stato d'animo in tutto questo?
Pressapoco così

Ma non c'è fine al peggio. Volete un esempio? La prova costume!
Voi siete pronti? Qui meno di un mese e l'ora del giudizio scoccherà inesorabile.
Io non sono pronto, o meglio mi gonfio e sgonfio a mò di fisarmonica in base al tasso di stress e di pacchi di patatine contenuti in dispensa. Ho rispolverato lo step, giusto perché è l'attrezzo che mi ritrovo in casa e giusto perché voglio sentirmi psicologicamente atletico, ma se ci son salito 3 volte, esagero.
Ma voi come state? Che mi raccontare di nuovo?
Avrete notato quanto poco sia presente anche sui vostri blog, ed adesso sapete anche perché. Aggiungeteci pure che il browser del mio pc continua a bloccarsi ogni 30 secondi per ragioni ignote, per cui anche ragioni tecniche mi impediscono maggiore disponibilità.
Spero comunque di continuare con le mie solite rubriche Sono contento abbiate apprezzato S.L.U.T, che per me è proprio un esercizio per guardare indietro e non vedere sempre tutto nero. Tornerà, preparatevi!
Devo anche ringraziare alcune persone che comunque hanno pensato a me e a questo spazio, per alcuni premi.
Intanto Barbara di Cose che capitano solo a me per il Versatile Blogger Awards e Misantrophia per Boomstick Award. Non ho risposto con dei singoli post semplicemente perché ho già vinto questi premi, ma sono sempre lieto di essere nominato.
E, a proposito di nomination, la cara Nabiki mi ha scelto per gareggiare come rivelazione dell'anno ai suoi Nabikini d'Oro. Il 29 aprile scopriremo i vincitori.

In questo ginepraio, aggrovigliato e contorto ma superabile, credo che il carico maggiore sia stato prendere consapevolezza di certe cose. Ché la consapevolezza è una nostalgica strada a senso unico che ti fa rimpiangere di non aver svoltato a sinistra verso l'ignoranza, o meglio verso la noncuranza.
Ma si continua a camminare.





martedì 8 aprile 2014

Misadventures of an Imperfect Pier(ef)fect #4
Memorie di un laureando ( Prima Parte)

Nella vita dello studente ci si scontra con una infinita serie di difficoltà.
Spesso è la scelta della strada da percorrere, altre volte è una materia che ci da del filo da torcere, altre ancora è magari quel professore che, per ragione ignote anche ad Adam Kadom, continua a rimandarci all'appello d'esame ancora e ancora e ancora. E' una vita, quella dello studente, costellata di gastriti, notti insonni, occhiaie voraginose e spasmi sparsi per tutto il corpo.
Ma c'è uno scoglio che accomuna ogni singolo studente presente sul territorio italiano.
La montagna più ardua e ignota da scalare, con l'aggravante di essere uno degli ultimi e necessari passi per prendere il sudato pezzo di carta.
Il momento in cui pensi che forse sia meglio mollare tutto e andare a ballare nella pubblicità della Pittarello Rosso con Simona Ventura, che tanto pure con una gamba di legno sembri più sciolto.
Questa trave nell'occhio è meglio nota con 2 esatte parole:

Tirocinio Formativo


Se adesso la vostra espressione è pressappoco simile a questa 

allora credo possiate capire il livello di disagio a cui faccio riferimento.
Ovviamente anche a questa povera e prostrata anima che vi scrive ha dovuto espletare la questione, o meglio sta cercando di espletarla considerando che finora il tutto si è risolto in un flop.
Accade che verso la fine di Marzo decisi che era ora di sbrigare le pratiche del tirocinio, che, fra tesi da preparare, esami da dare e casini che certamente sorgono all'ultimo istante, è meglio non rimandare ancora. Ovviamente come asserivo, la questione è ammantata di mistero perché non esistono fonti certe a cui attingere, ma solo voci di corridoio avvolte in una fitta coltre di nebbia e puzza di sudore, che nelle facoltà non manca mai.
Succede però che riesco a scoprire tramite una collega il nome, l'orario di ricevimento e persino l'aula della professoressa che supervisiona gli stage. Anzi, forse è meglio dire che li guarda da lontano, distrattamente e giusto perché non ha altro da fare. Ma comunque un bel mattino decido di recarmi da lei per avere maggiori informazioni, ma è un incontro molto sfuggente considerando che la responsabile quel giorno sembrava avesse finito lo Xanax. Inizia a lanciarmi contro più di quarantacinque parole al secondo, miste a domande e saliva che a stento riesco a schivare a uso Nemo di Matrix.
Riesco a capire che devo scaricare e stampare dei moduli e scegliere un ente da un elenco di convenzionati, contattarlo, chiedere se ci sono posti disponibili; se la risposta è affermativa completare, i moduli con i dati e l’obiettivo del tirocinio e poi tornare da lei per concordare gli orari.
Mi scappa un  
che cazzo ti pagano a fare se devo fare tutto io?
 ma ho paura, quindi sorrido, ringrazio, annuisco e scappo.
Tornato a casa recupero l’elenco delle convenzioni, ovviamente scarno, senza alcun numero di telefono o indirizzo, ma scorgo il comune del mio paese.
Facile, veloce e soprattutto a due passi.
Ora, chiariamoci, io sono uno studente di relazioni internazionali ma ovviamente mica mi aspettavo di ritrovarmi di punto in bianco all’ONU a discutere su che posizione prendere con Putin in Ucraina.
Contavo, al massimo di fare qualche fotocopia per quelli dell’ufficio anagrafe o andare a casa di ottuagenari con gli assistenti sociali ( storia realmente accaduta).
Il giorno seguente, quindi, sono andato al municipio in cerca di qualcuno che potesse avviare la pratica.
Ovviamente deserto, ma riesco a braccare una tizia che sembra passare lì per caso. 
Spiego la questione, mi guarda come i gatti che attraversano la strada e non sanno se vuoi farli passare o ritrovarteli sul parafanghi, ma alla fine cede e mi indica la stanza della responsabile.
Qui....

Continua....

lunedì 31 marzo 2014

S.L.U.T | Marzo '14

Sebbene il titolo possa sembrare un insulto, in realtà siete di fronte ad una nuova strabiliante rubrica.
Ho rimandato questo momento per parecchio tempo, primo perché ero indeciso; secondariamente perché, work in progress, quelle che sembravano idee positive, nel corso dei giorni diventavano negative.
Mi spiego meglio: tutti noi attraversiamo momenti decisamente no. Che sia il lavoro, che sia la nostra vita privata, che sia qualunque cosa. Momenti di scoramento, in cui anche la questione che credevamo più solida e forte inizia a vacillare e lentamente si sgretola.
Eppure, anche in quei momenti, se ci fermassimo un attimo a riflettere c'è sempre qualcosa, anche solo una miserabile sciocchezza, che, anche solo per un istante, ci fa stare bene.
Proprio per questo ho pensato a S.L.U.T, ovvero

Stupid Lovable Unuseful Things

ovviamente in inglese ché fa più figo.
Premessa poetica a parte, ho preso l'idea dai classici "preferiti del mese" che si vedono soprattutto su Youtube, solo che, piuttosto che restare monotematico, ho deciso di inserire diversi elementi in base a diverse categorie in base a quella che è la mia quotidianità e così da accontentare un po' tutti. 
Quindi chiunque volesse, può prendere l'idea e togliere o aggiungere parti che lo riguardano. Si potrebbe anche fare una versione in negativo come valvola di sfogo, ma credo che per questo ho già ampiamente dato.
Un post al mese (preghiamo gli dei della puntualità) in cui sarò dannatamente positivo, spassionatamente leggero, Sui monti con Annette oriented.
Iniziamo? Iniziamo.
Random 
Heliophilia

Regole vogliono che si inizi con qualcosa a caso. 
Qualunque cosa va bene, per cui io ho scelto il calore del Sole. 
Non una giornata di sole, che anzi mi da fastidio ché l'ascella pezzata non te la leva nessuno. Ma proprio quel tepore, quei due o tre raggi che ti scaldano.
Marzo, come vogliono i più famosi detti popolari, è stato pazzerello, che tradotto per noi comuni mortali vuol dire tempo di merda
Per cui avvicinarsi alle tapparelle al mattino, iniziare a sentire pochi i raggi che si irradiano attraversano i fori rimasti aperti, per poi aprire la finestra e scoprire un cielo azzurro e una palla accecante ( rare occasioni ndr.). 
Chiariamoci: a me la pioggia, il freddo, le nubi stanno pure bene, a meno che non sia in mezzo alla strada senza un ombrello, e considerando che l'estate non è poi tanto lontana; ma non so perché ho sentito un richiamo dal Sole, tanto da mettermi lì ad uso lucertola e godermelo! 

Food
Tuc Salt & Pepper

Seconda categoria: il cibo. Ora, giustamente il tag non intende cose del tipo "ero affamato, son tornato a casa e mi son fatto un panino con la mortadella e i crauti". Anche perché i crauti non li digerisco.
Semplicemente l'ho inteso come uno snack, una qualunque schifezzuola ricca di grassi saturi diventata droga quotidiana, ma anche un piatto più elaborato, magari fatto con le nostre mani che ha avuto una buona riuscita. Io questo mese ho avuto modo di provare i Tuc Salt & Pepper, i famosi cracker salati, in una versione che non credo sia esportata in Italia, ma reperiti a Malta come snack per il viaggio da mia sorella. Bene, li ho amati. Li ho dovuti centellinare per ovvie ragioni, ma non avrei smesso di mangiarne. Il gusto è quello dei classici biscottini, più salati del solito ma con uno spiccato e deciso aroma di pepe nero. 
Signori Saiwa, fateli arrivare anche in Italia, grazie.

Daily Moment
Il risveglio ( dall'oltretomba)

Può sembrare quasi un insulto a tutti coloro i quali son costretti a svegliarsi all'alba per svariati motivi, ma in questo periodo il mio momento preferito della giornata sono i primi secondi al mattino, subito dopo il risveglio. Quegli istanti in cui non sai né dove ti trovi né come ti chiami, in cui la mente è sgombra da ogni pensiero e in cui il torpore del letto ti coccola.
E non importa se la mia sveglia biologica suona alle 7:30, quei momenti sono stati nel corso di Marzo piccoli piaceri.

Yankee Candle
Lake Sunset

Prosegue imperterrita la mia passione per queste candele, e adesso sono alla ricerca della perfetta fragranza primaverile. Mi son lanciato sui profumi più freschi e che abbiamo sentori più naturali. 
Lake Sunset riesce nell'impresa discretamente, tanto che ho praticamente finito la tart questo mese. 
E' un odore difficile da descrivere, non mi ricorda certamente un tramonto su un lago, anche perché i laghi in Sicilia sono più simili a piscinette sporche. Io avverto note fiorite, soprattutto di rosa e muschio, abbastanza deciso e intenso tanto da bastarne un pezzetto.
Volevo aggiungere una piccola cosa che mi avete fatto notare sul post specifico sulle Yankee di qualche tempo fa, ovvero sul fatto che siano di paraffina. In primis bisogna dire che è paraffina alimentare, motivo per cui sarebbe commestibile. Secondariamente le tart non si consumano, la cera resta, e a meno che non decidiate di spalmarvi la cera ancora calda sul corpo, questa è del tutto inerme e sicura.

Tech
LINE Camera

Nella categoria Tech, includerò l'applicazione, il programma per pc, o il sito internet che più ho utilizzato o visitato nel mese e che ho trovato più carino e utile.
LINE Camera, sorella dell'applicazione di messaggistica istantanea, è certamente la mia preferita sia in questo periodo ma anche di sempre. Intanto è gratis sia per Android che per iOS, e solo per questo dovreste averla tutti. E poi trovo sia la più completa fra le applicazioni che editano le immagini. Ha decisamente più filtri di Instagram ed ha una funzione che per certi versi ricorda Photoshop e che consente il fotoritocco delle nostre selfie.
E indovinate con cosa ho creato il bellissimo logo di questa rubrica!? 

Music
Anastacia - Stupid Little Things
Categoria musica, e mi tengo sul generico qualora volessi includere, non una canzone ma un intero album o magari un cantante.
Questo mese son entrato in fissa con Anastacia e il suo nuovo singolo Stupid Little Things.
Vi suona familiare il titolo, vé?
In realtà sto un po' barando perché il pezzo è uscito a metà Marzo, ma non potevo non citarlo perché mi da davvero la carica. E poi ha un bellissimo messaggio: lasciar andare le sciocchezze che nella nostra vita ci frenano e puntare il nostro sguardo su ciò che veramente conta e sulla nostra strada. Detto così suonerà retorico, ma se a cantartelo è una donna che più volte a dovuto tirare il freno a mano per via di seri problemi di salute, allora rende certamente l'idea.

Living in a world of fantasy
There is nothing left of me
Now I gotta face reality
All done trying to believe
I don’t want to give up on you
Serial
Pretty Little Liars

Sempre più espressive.
Fermi tutti, lo so che Pretty Little Liars non è una delle migliori serie dell'attuale palinsesto. E non è nemmeno la migliore fra quelle che seguo, ma finalmente sembra aver imbroccato la strada giusta e con la Season Finale mi son gasato. Sperando di non spoilerare nessuno, ed in caso siete stati avvertiti, abbiamo dovuto aspettare una roba tipo 4 stagioni e 95 episodio per iniziare a capirci qualcosa. Se magari Alison non avesse parlato per mezze frasi sarebbe stato meglio, idem con patate se Ezra piuttosto che venire a fare l'eroe ( dico, Ian Harding non ha minimamente l'aspetto da virgulto salvatore di ragazzette indifese), avesse detto chi il tizio mascherato. Ma ovviamente parliamo dello show che ormai è diventato un cult del trash, quindi che je voi dì? Ecco. Io già immagino la quinta stagione, ma intanto fatemi gongolare solo un pochino.
Comunque ne parliamo meglio nel prossimo #backtoseries.

Beauty 
250ml
Io l'ho pagata in offerta 3,95€
Come forse saprete sono abbastanza attento alla cura del corpo e dell'estetica, quindi non potevo non inserire questa categoria. 
Non ci spenderei milioni ( che non ho) in cosmesi, ma cerco prodotti che mi soddisfino e sempre più ecobio, anche se qui si apre un capitolo che magari un giorno spiegherò con maggiori dettagli. Comunque il mio
cruccio sono soprattutto i capelli, che sono secchi, crespi, grossi, indisciplinati, e sono sicuro che qualche
volta abbiano attentato alla mia incolumità.
La risposta al mio problema l'ho trovata in questa maschera per capelli.
Penso si noti il risultato.
Ogni tanto mi pettino anche
Per me è una mano santa. Innanzitutto ha una consistenza cremosa/gelatinosa che consente di prenderne la giusta quantità. L'odore è molto delicato e non si sente troppo sui capelli. Sin da bagnati si avverte
la morbidezza, ma la cosa più lascia più sorpreso è la lucentezza e la leggerezza una volta asciutti. Io la applico sotto la doccia, dopo lo shampoo, come un balsamo, o, se ho tempo, la applico prima di lavare i capelli e la lascio in posa anche un'oretta.
Essendo un prodotto non proprio leggero non la consiglio a chi ha i capelli grassi.


Fashion
Sciarpe in saldo da purciari.

Ex foto profilo.
E' più grande di ciò che sembra qui e
il colore più brillante.
Non sono un tipo alla moda, non la seguo pedissequamente né mi importa, ma adoro fare shopping per cui ho pensato che sarebbe stato l'ideale aggiungere questa categoria. Credo che non abbia mai parlato sul blog di abbigliamento. In parte perché non credo importi a qualcuno, in parte perché ho uno stile molto casual e semplice e credo anche poco in voga. Ho le mie piccole manie in fatto di vestiario ma non punto mai su qualcosa di troppo eccentrico. 
Comunque ero entrato nel tunnel del color ottanio/petrolio, e volevo assolutamente qualcosa di questa tonalità. 
Così, facendo un giro agli scorsi saldi, ho trovato questa mega sciarpa, che potete vedere indossata alla vostra destra, da Piazza Italia, pagata una miseria: 2,50 €. 
Io la adoro. Credo sia sintetica, considerando la morbidezza, e mantiene davvero caldi. Come dicevo su, il clima ancora non è esattamente primaverile, e qui in Sicilia, o per lo meno dalle mie parti, c'è molto vento. Quindi ho finito per indossarla sempre. Forse alcuni di voi l'hanno vista nella mia precedente foto del profilo su Twitter, perché è stata davvero onnipresente, tranne quando ovviamente era in lavatrice.
L'ho detto che l'adoro? 


E nulla miei cari. Intanto perdonate la lungaggine, ma volevo spiegare bene la questione. 
Fatemi sapere se apprezzate l'idea di una rubrica simile. Sicuramente saranno dei post variabili, considerando che di mese in mese non faccio sempre le stesse cose, per cui le categorie potrebbero cambiare, aumentare o diminuire di volta in volta. E soprattutto spero di fare post più brevi!
A presto.



sabato 22 marzo 2014

Reinas - Il matrimonio che mancava (2005)

Dovevo scrivere un'altra recensione ma vagando fra le bozze ho scorto questo post bianco con solo il titolo, e, dopo essermi dato ampiamente del rincoglionito, ho deciso di riprendere anche un vecchio progetto, ovvero parlare di film a tematica LGBT. D'altronde lo avevo già fatto con Come non detto L'amore è imperfetto. Quindi adesso continuiamo con Reinas - Il matrimonio che mancava.

Paese di produzione: Spagna
Anno: 2005
Durata: 107 min
Genere: commedia, romantico
Regia: Manuel Gómez Pereira

Siamo nel 2005, l'anno in cui la Spagna dichiarò legali i matrimoni fra coppie dello stesso sesso. Per celebrare l'importante traguardo, 20 coppie decisero di sposarsi nello stesso giorno in un grande hotel. Proprio 3 giorni prima delle nozze però gli imprevisti non sembrano mancare.
Normale, direte voi, se non fosse che i problemi non riguardano la preparazione dell'evento, quanto soprattutto far incontrare le rispettive famiglie dei futuri sposi.
Che già gestire una suocera al primo incontro è difficile, immaginate se le donne in questione sono cinque e cosa possano scatenare differenze sociali, di classe, di provenienza e soprattutto caratteriali.
Da quella in analisi in preda a continue insicurezze, alla madre iper apprensiva e appiccicosa, alla genitrice in carriera, tutte finiscono per scontrarsi con il problema maggiore: accettare che il proprio figlio sposi un ragazzo. Non tanto per la sua sessualità, quanto soprattutto per i propri mondi di provenienza che finiscono inevitabilmente per incontrarsi e sbattere fra loro.
E poi diciamolo, per una mamma non esiste essere umano all'altezza del proprio bambino.
Ogni scarrafone è bello a mamma soja anche in Spagna evidentemente.
Per ultimo, ma non meno importante, proprio poche ore prima dal fatidico evento, il personale dell'albergo che avrebbe dovuto ospitarlo, decide di scioperare.
Ma saranno le stesse madri a risollevare la situazione per la gioia dei propri figli.
Non un film imperdibile, e forse a molti lascerà l'amaro in bocca vedere in maniera così tangibile quanto sia arretrata l'Italia in temi LGBT, ma resta comunque una commedia leggera che mette in campo però temi importanti, strappando una risata e senza scadere troppo nella macchietta.


Voto 6 +



lunedì 17 marzo 2014

Non capisco o forse sbaglio.

E' diventato sempre più raro che pubblichi delle riflessioni ad ampio raggio, che non riguardino per forza un mio stato attuale. Ma cadere nel tunnel delle rubriche è molto facile quando iniziano a passare gli anni e hai tanto da fare e sei un disorganizzato cronico. E non mi va pensiate che io sia costantemente depresso, che se c'è qualcosa che non va, e sono pronto a parlarne, in qualche modo ve lo dico.
Comunque a me di ciarlare piace proprio, e sono il classico tipo che se lo vedi con lo sguardo perso nel vuoto, intento a divorarsi le pellicine, vuol dire che sta riflettendo su qualcosa.
E questo accade tipo ogni 3 minuti.
Che io di cose ne vedo tante e sto lì a rimuginare, a confrontarmi con qualcuno se posso.
Oggi non potevo fare a meno di pensare e riflettere sulle coppie attuali, e su gli ingranaggi dietro di esse.
La mia visuale è soprattutto rivolta alle coppie gay, visto che è un meccanismo che conosco dall'interno, ma immagino che il discorso sia più generale e generico.
Però ci sono cose che mi sfuggono, soprattutto sulla fiducia e sulla fedeltà. Che io mi pensavo fossero gli anelli della catena chiamata Amore. Pensavo fossero il collante di tutto, le fondamenta, le basi, il principio e la fine.
E invece alla gente importa un cazzo.
Se davanti vedi una coppia felice, magari di vecchia data, dietro si nascondono situazioni perplimenti.
Evito il capitolo "finte coppie etero", perché lì scadiamo in qualcosa che prescinde qualsiasi concetto di coerenza e etica. Lì non si parla più di fedeltà, ma un problema dalle radici ben più profonde.
Ho visto, ed ho sentito storie di gente senza il benché minimo scrupolo.
Che quando il gatto non c'è, i topi ballano e se vuoi balliamo sul letto ancora caldo dell'ultimo che è venuto e se n'è andato.
Storie che, dopo anni e anni, si portano avanti come un moribondo, stanche di vivere in una camera iperbarica senza neanche l'ossigeno delle emozioni.
Storie che non trovano cura alla noia, ma che in essa si crogiolano e aspettano che qualcosa esploda.
Poi ci sono quelle coppie al limite della open relationship, dove uno dei due, o forse entrambi, magari fa il disinvolto con questo e quello e quell'altro. Magari si iscrive a quella famosa chat, ma giusto per passare il tempo e farsi due risate.
Poi ci scappa la foto pochetto zozza, che fra arte e "ti faccio vedere a mutanda" c'è differenza. Ma la pubblico su Twitter, non ci sono problemi.

Pié, ma te chi caspita sei a poter giudicare quello che fanno gli altri?!
potreste dire voi.
Giustamente nessuno. Non sono il nuovo profeta  in vena di castità e ascetismo. Ho sbagliato anche io. Nella mia precedente storia, ad esempio, non ho arginato il corteggiamento di un ragazzo, che, seppur lontano ( ma neanche tanto), aveva varcato un po' il limite. Ho sbagliato, l'ho detto?
Mi son sentito in colpa. Mi è parso di aver rovinato qualcosa, pur non avendo fatto nulla nel concreto.
Ovviamente venuta a galla la questione ci fu un po' di maretta, ma andammo avanti, pur non dimenticando, né io né lui.
Considerando che io non ci sarei io mai andato oltre, non era nulla di grave.
Ma ciò che ho visto e sentito mi ha fatto riflettere.
E se queste coppie, insieme ormai da decine di anni, abbiano trovato nella libertà, il segreto per restare insieme a lungo?
Magari dietro quella libertà non c'è nulla di perverso e scomodo. Magari sono solo i miei occhi a trovare fuori luogo qualcosa che in realtà non conosce malizia, che in quella foto pubblicata c'è solo bisogno di ammirazione, ed è sempre meglio farlo apertamente che sotto banco.
Forse la scappatella è tollerabile a fronte di un rapporto pluriennale, forse è proprio l'ingrediente di una ricetta perfetta.
Magari ho sempre sbagliato io credendo che il noi dovesse essere separato dal resto del mondo. E che altri non dovessero entrare in alcun modo nel noi.
Forse il mio punto di vista è troppo acerbo per capire che sto dal lato sbagliato, e fra una decina di anni aprirò finalmente gli occhi su una verità amara ma ineluttabile.
Ci sto riflettendo, non capisco.



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