mercoledì 16 settembre 2020

|P_laylist|
Le novità di questo mese e la mia canzone preferita di sempre

Settembre non si è portato purtroppo dietro l'autunno che speravo, ma sicuramente tante novità nel mondo musicale italiano e internazionale.

Mariah Carey - Save the Day feat Lauryn Hill



Non tutti possono vantarsi di ben trentanni di carriera trascorsi sempre sulla cresta dell'onda cinguettando come un usignolo, ma Mariah Carey può. La cantante americana ha pensato bene di far cassa celebrare questo anniversario con un album di "rarità" intitolato Rarities appunto, in uscita il 2 Ottobre che raccoglie 32 pezzi, fra live e inediti, che Mariah ha ripescato dal passato, fra gli anni '90 ed oggi. Il primo singolo è Save the Day che campiona Killing me Softly di Lauryn Hill. Mi piace il vibe retrò (è una canzone del 2011), per il resto non è il mio brano preferito.



Annalisa - Tsunami 


Il 18 Settembre dovrebbe uscire Nuda, il nuovo album di Annalisa, ma già da Aprile ha iniziato a lanciare singoli: prima Houseparty, poi Graffiti e infine Tsunami il 4 settembre, e ci fosse stata una sola canzone che mi sia davvero piaciuta.


Ogni volta che Annalisa pubblica qualcosa la mia speranza che abbia realmente uno stile diverso, si affievolisce. Mi sembrano sempre le stesse canzoni, con la stessa struttura, con qualche frase interessante, ma che si perdono con questo ritmo monotono pop-elettronico. Lo dico anche con un po' di dispiacere (stranamente) perché la voce di Annalisa mi piace sempre molto, ma ormai mi sembra troppo rivolta ad accontentare i giovanissimi.

Tommaso Paradiso - Ricordami


Il 3 settembre è uscito anche Ricordami, il nuovo singolo di Tommaso Paradiso, e appena l'ho sentito sono scoppiato a ridere. Sembra la sigla di È quasi magia Johnny se fosse stata composta dai Bee Hive, ma in versione vietata ai minori. Imbarazzante come poche cose.


Christina Aguilera - Reflection (2020)


Avete letto la mia recensione del nuovo live action di Mulan? Vi aspetta qui. Ma, a parte il momento réclame, nella colonna sonora del film c'era anche, oltre Loyal Brave True, una nuova versione  orchestrale di Reflection. Christina Aguilera ha fondato la sua carriera 20 anni fa su questo pezzo, e averla confermata per questo rifacimento, secondo me, è stata una buona scelta. La versione infatti di Reflection 2020 non stravolge troppo l'originale, ma ne dà maggiore enfasi e pathos, e sono stato contento del risultato finale perché è una delle mie canzoni preferite di sempre, di quelle che riesco ad ascoltare davvero tutto il giorno.


Michele Bravi, Mika - Bella d’estate


Pensavo che l'accoppiata Mika/Bravi mi avrebbe fatto storcere il naso (o le orecchie?), ed invece questa cover/omaggio/primo singolo/remake di Bella d'Estate di Mango mi è piaciuta, mi sembra fresca e radiofonica. Forse le voci di Mika e Michele Bravi non si distinguono alla perfezione, e l'arrangiamento anni '80 è un po' banale ormai, ma l'insieme non mi spiace troppo.


BLACKPINK, Selena Gomez - Ice Cream


Non ho l'età per ascoltare Selena Gomez, e forse ancora meno il k-pop, ma ho trovato simpatica questa Ice Cream. Sarà stato sicuramente anche grazie al video tutto colorato e dolcioso. Non posso dirvi che sia diventata la mia ultima uscita preferita, ma se mi capita di sentirla da qualche parte, non scappo a gambe levate.

Katy Perry - Smile


Il 28 agosto è stato pubblicato Smile, il nuovo album di Katy Perry, anticipato da una pioggia di singoli. L'idea alla base del disco è quella di portare luce e positività e credo riesca in questa missione, ma mi è mancata una certa ricercatezza, una maggiore personalità, mi è mancata quella canzone in grado di mettermi i brividi, e quella che invece avrei avuto voglia di ascoltare di continuo. 

 

Questa mancanza di una identità precisa l'ho avvertita soprattutto in pezzi come Champagne Problems o la stessa Smile, che mi sembra più il jingle per una pubblicità. Never Really Over resta la mia preferita, così come penso che Cry about it later ha le potenzialità perfette per un singolo. Non mi dispiacciano canzoni come Not The End of The World e What Makes A Woman, ma nessuna mi è rimasta in mente.
Pare che Smile di Katy Perry abbia avuto un collasso nelle classifiche e nelle vendite e riesco a capire perché: è un album che a me non ha convinto, che inizio e finisco senza accorgermene e senza che mi fermi un attimo a voler allungare l'orecchio per prestare più attenzione. 


Emma - Latina


Inizio davvero a non capire questa cultura sempre più diffusa per cui molti cantanti prendono un vecchio album già pubblicato, e ne fanno una riedizione giusto aggiungendo a caso un paio di brani. Mi sembra sempre una mossa di marketing con scarso interesse artistico. È un discorso che potrei applicare ad altri, ma nello specifico anche la scelta di Emma Marrone mi è sembrata un po' troppo scafata. Il 28 agosto ha infatti ripubblicato il suo album Fortuna (qui le mia review), aggiungendo giusto due canzoni, fra cui l'inedito Latina. Una buona canzone per le radio per questo fine stagione, ma non credo solcherà le epoche restando nella storia della musica.

Tiziano Ferro - Rimmel 

 

Ha secondo me molto più senso il progetto di Tiziano Ferro, che ha preso il suo ultimo album, Accetto Miracoli, e ne ha fatto una completa riedizione completa, dividendolo in due parti, e chiamandolo "Accetto Miracoli: l'esperienza degli altri": la prima include 13 cover di brani di artisti italiani, la seconda parte raccoglie le 12 tracce dell'album originale. Mi è piaciuta la scelta di fare un disco di cover a questo punto della sua carriera, e mi piace anche la versione che ha fatto Tiziano di Rimmel, brano storico di Francesco de Gregori. Non parliamo della mia canzone preferita, ma anticipa un album secondo me interessante.


Ava Max - OMG What's Happening


Finalmente giorno 18 Settembre Ava Max dovrebbe pubblicare il suo primo album intitolato Heaven & Hell. Praticamente conosciamo già 7 delle 15 tracce che conterrà il disco e, fino ad adesso, non ho trovato qualcosa che mi convinca davvero, ma la speranza è l'ultima a tirare le cuoia. Ora come ora credo che il futuro disco di Ava abbia un certa coerenza, ma questo non significa che diventerà il mio album preferito.


Birdy - Open your Hearth


Birdy è tornata con un nuovo singolo e un album in uscita a Novembre, e mi fa molto piacere perché dopo quattro anni di assenza credo che tutti l'abbiamo messa un po' da parte, ma sono molto curioso del suo progetto.
Open Your Heart forse non è il suo brano più potente, ma riprende quella delicatezza e sensibilità per cui abbiamo conosciuto Birdy.



lunedì 14 settembre 2020

|Beauty Cues|
I prodotti corpo della mia estate!

Per molti l'estate significa lunghi bagni al mare, per me invece significa una quantità di docce incontrollabile, visto che è l'unico momento in cui trovare un po' di refrigerio, e la conseguenza sono anche tanti prodotti per il corpo terminati più o meno di recente.
Avrete forse letto le mie opinioni della linea alla Canapa di Phytorelax, ma prima, dopo e insieme a quei due prodotti ce ne erano diversi altri che sono stati praticamente la mia routine dei mesi estivi.


Dr Organic Manuka Honey Body Wash
Detergente corpo al miele di Manuka


I prodotti di Dr. Organic per me sono sempre una certezza, tanto che, oltre a quelli che l'azienda saltuariamente mi invia per testarli, io stesso ne acquisto diversi perché mi incuriosiscono sempre molto e si rivelano anche validi. In particolare, la linea al miele di Manuka mi ha sempre attirato, anche perché ha referenze per tutto, dal viso al corpo ai capelli. 
Il miele comune ha proprietà idratanti, lenitive e veniva utilizzato già in passato per guarire e disinfettare le ferite, ma pare che il particolare miele di manuka, che nasce in Nuova Zelanda, abbia un potere antibatterico ancora più forte, che lo rende perfetto anche nella skincare.
Nel body wash Dr Organic comunque troviamo anche glicerina, e succo di aloe, che si uniscono per rendere la formulazione ancora più idratante. Dalla consistenza di gel fluido, diventa velocemente una schiuma molto cremosa e avvolgente, specie se come me usate una spugna durante la doccia. Inutile dirvi che il profumo che sprigiona è proprio quello di miele, e nonostante sulla carta possa non essere la profumazione più estiva, a me non ha stuccato né infastidito, anzi è un aroma piacevole e rilassante.



Ma soprattutto cercavo un docciaschiuma che potessi utilizzare anche senza poi dover applicare una crema corpo, perché certi giorni di luglio e agosto sono stati insopportabilmente caldi e non avevo proprio la forza di applicare altro sulla pelle. Il Manuka Honey Body Wash è riuscito perfettamente in questo intento: infatti la sua azione detergente su di me è delicata, ma efficace. Dall'altro lato però non va a disidratarla, ad aggredirla, ma la rende morbida, setosa, e liscia, dandole anche una leggera idratazione che la lascia elastica. Dr Organic stessa sottolinea che è un prodotto adatta alla "pelle danneggiata dal sole o dal freddo" o per lavaggi frequenti, e secondo me è un docciagel adatto a tutti i tipi di pelle. 
Il Body Wash Manuka di Dr Organic affianca quindi l'esperienza positiva che avevo già avuto con i docciaschiuma Coconut Oil e quello della linea uomo al Ginseng, che uniscono piacevolezza ad efficacia.
Un piccolo tip: questi doccia gel Dr Organic sono tutti adatti anche alla detersione dei capelli come specificato sul retro, anche se io preferisco avere una hair routine a parte.

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🔎 Amazon (link affiliato)Bioprofumeria, Douglas, Parafarmacia, Online
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Cien Nature Sensitive Body Oil
Olio corpo con mandorle dolci



Mi sembra passato un decennio, ed invece è stato all'inizio di quest'anno quando vi ho parlato della linea Sensitive in limited edition di Cien Nature, e da qualche parte vi avevo detto che avrei voluto prendere, appena sarebbe riapparsa da Lidl, l'olio corpo alla mandorla, anche perché tantissimi ne hanno parlato bene. Si tratta essenzialmente di un mix di oli vegetali come appunto quello di semi di girasole, di avocado, mandole dolci, jojoba ed enotera, uniti a bisabololo, addolcente e lenitivo.
Non è la miscela più leggera che abbia mai provato, e trattandosi pur sempre di un olio, ho preferito usare questo prodotto Cien Nature solo nelle giornate più fresche, altrimenti non lo avrei minimamente sopportato.


L'azienda suggerisce di applicare il prodotto su pelle umida e mi sento di sottoscrivere questa indicazione, non solo perché sappiamo che gli oli devono occludere la perdita di idratazione cutanea, e quindi "intrappolare" l'acqua sulla pelle, ma perché in particolare questo Body Oil non scorre bene sulla pelle asciutta, non si massaggia bene. 
Non ho amato particolarmente il flacone di questo olio perché è scattoso e un po' duro, non so se è un problema solo della mia confezione, ma è un pelo rischioso come pack, considerando che è di vetro e con le mani umide o appunto unte, può scivolare.
Ma a parte queste piccole rimostranze, mi è piaciuto molto usare il body oil di Cien Nature per come si comporta sulla mia pelle. Lo trovo decisamente nutriente ed elasticizzante, mi lascia la cute morbida a lungo ed anche più compatta. 


Come dicevo, si tratta di un olio, e come tale richiede qualche secondo in più ad assorbirsi, ma poi la pelle ha un tocco asciutto e non untuoso. Mi sento di consigliare questo prodotto Cien Sensitive a pelli tendenzialmente più secche ed esigenti, e appunto non in periodi troppo caldi.
Un'altra caratteristiche del Body Oil alle mandorle che ho apprezzato è la profumazione che segue quelle note floreali della gamma, e che si percepisce per un po' sulla pelle. Ma resta il mio dubbio sul fatto che cuti sensibili non credo vogliano rischiare irritazioni con fragranze alla fine inutili. 
Lo so, come sempre le mie recensioni sono montagne russe di alti e bassi, ma posso garantirvi che la mia opinione dell'Olio Corpo di Cien Nature è ottima, e se ci sarà occasione in futuro sicuramente lo riacquisterò.

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🔎 LIDL
💸 2.99€
🏋 100ml
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⏳ 6 Mesi                                 
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I Provenzali Deo Vapo Biologico Argan


Sono sicuro di avervi mostrato nelle mie story Instagram questo deodorante de I Provenzali e mi sento di promuoverlo, ma devo darvi alcune specifiche.
L'azienda ha basato l'efficacia antiodorante del prodotto sul Triethyl citrate, un antibatterico comune nei deodoranti naturali e che ormai ho capito funziona bene su di me, e in aggiunta ha inserito nell'INCI altri ingredienti idratanti ed emollienti fra cui appunto l'estratto e l'olio di argan e il succo di aloe. Per i più nerd degli ingredienti, I Provenzali inserisce questa doppia etichetta in cui specifica che il prodotto ha il 99.6% di ingredienti naturali e 99.67 biologici.
Profumazione e modo d'uso, per quanto mi riguarda, sono ok: l'odore è la tipica fragranza che sento spesso nei prodotti con argan, che non è la mia preferita ma descriverei come neutra, fresca, delicata e poco invadente; l'erogatore spray invece funziona bene, ha un getto non troppo ampio e soprattutto non è sgoccioloso, ma distribuisce il prodotto in modo sottile. 



Il Deo Vapo Argan su di me svolge il suo lavoro discretamente, dandomi una lieve sensazione di freschezza e tenendo lontani i cattivi odori per circa 6/8 ore. Un orario di ufficio che per quanto mi riguarda va più che bene, anche perché non ho quotidianamente una sudorazione incontrollabile. Non ho notato aloni sulle magliette e in generale non è uno di quei deodoranti che impiega ere geologiche ad asciugarsi.
Però non metterei il Deo Vapo i Provenzali sullo scaffale dei deodoranti più performanti che abbia mai provato, perché, se la giornata diventa più intensa e stressante, la sua durata diminuisce anche della metà. Dovete tenere presente che l'ho utilizzato anche nel periodo più caldo dell'anno, e fa un po' fatica, ma anche in giorni più clementi climaticamente, questo deodorante non può competere con i miei preferiti. Ho terminato il Deo Vapo Biologico senza grossi problemi (è il caso di essere generico), ma non credo lo riacquisterò in futuro.

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🔎 Grande distribuzione, Acqua e sapone, Tigotà
💸 €3.25
🏋 75ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 Certificato Biologico CCPB, Vegan, Nickel, Chromo, Cobalto Tested
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Goovi Take Me To The Bath Karitè Vanilla / Sweet Orange
Bagnoschiuma



Non può mancare anche l'angoletto sample e minitaglie, e questo ultimo periodo ho fatto fuori questi due campioni prova dei bagnoschiuma di Goovi, il marchio di cosmetici, integratori e pure detergenti per la casa, di Michelle Hunziker. Qualche tempo fa sul sito era possibile richiedere queste minitaglie da 30 ml dei Take Me To The Bath Karitè Vanilla e Sweet Orange. Quest'ultimo però era arrivato accidentato (ve lo avevo mostrato sempre su Instagram) e parte del prodotto si era disperso nella confezione. Devo dire che quelli di Goovi, vedendo l'accaduto nelle storie, mi hanno proposto subito un altro campione, ma onestamente di fargli fare un'altra spedizione per un sample non mi andava proprio. 
Comunque, seppur siano dei campioni sono riuscito a farmi un'idea abbastanza chiara. Entrambi questi bagnoschiuma Goovi sono definiti purificanti, seppur poi ognuno ha le sue specifiche, sono entrambi dei gel fluidi e nella formulazione contengono il 99,1% di ingredienti di origine naturale.
Entrambi i prodotti hanno un'ottima resa, al punto che con poco prodotto e una spugna, ottengo una schiuma molto soffice e voluminosa.



Il Take Me To The Bath Sweet Orange ha un profumo tendente all'agrumato, perfetto per un detergente corpo energizzante, ma tutto sommato delicato. Come vi dicevo parte del prodotto è andato perduto, ma sono riuscito comunque ad utilizzarlo un paio di volte e in entrambe le docce ho riscontrato che la mia pelle era troppo sgrassata, segno che il bagnoschiuma sia per me troppo aggressivo. In questo caso l'olio di Cien è stato provvidenziale a ribilanciare la situazione.



È andata meglio con la versione Karitè Vanilla, che ha una fragranza effettivamente più vanigliosa e dolce seppur anch'essa delicata. Sulla mia pelle questo bagnoschiuma Goovi è stato più delicato, addolcente come scrivono sulla confezione, lasciandomi la pelle morbida e un po' più idratata, ma comunque non un risultato fuori dall'ordinario.
Sono solo delle opinioni molto superficiali, ma provando così tanti prodotti riesco a trovare magari uno o due aspetti in un campione che poi mi spingono ad acquistare la full size, purtroppo però non è capitato con questi due bagnoschiuma Goovi. Li ho usati, li ho terminati senza reazioni eccessivamente avverse, ma nemmeno con risvolti così positivi.

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🔎 Sito dell'azienda, farmacia, online
💸 €11.90 (full size)
🏋 250ml
🗺 Italia
⏳ 9 Mesi
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💓⇒ Non mi hanno fatto innamorare

Quali sono stati i prodotti della vostra estate? Avete provato qualcosa di Goovi che vi è piaciuto? E siete poi riusciti ad accaparrarvi la linea Cien Nature Sensitive?



venerdì 11 settembre 2020

|Beauty Cues|
Garnier Pure Active 3 in 1 Carbone VS Argilla: chi vince la sfida?

Dopo la recente sfida delle creme contorno occhi, questa volta il confronto si gioca in casa ed è fra due detergenti (e non solo) viso della stessa linea Pure Active di Garnier arricchiti con Argilla e Carbone.
Da tantissimo tempo avevo avuto modo di provare questi prodotti, che, come tutta la gamma, sono rivolti alle pelli impure e oleose, e che io, pur non avendo problematiche così importanti, ho utilizzato nella stagione calda, quando la mia pelle può tendere ad essere più appesantita dalla sudorazione, dalla tanta protezione solare, da un aumento generale del sebo.




Questi di Garnier promettono di avere 3 funzioni in 1 solo prodotto: come appunto detergente viso, come scrub e come maschera che agisce in soli 3/5 minuti.
Entrambi i prodotti Garnier Pure Active 3in1  hanno in comune nella formulazione alcuni elementi, come
"-lo zinco è riconosciuto per le sue proprietà sebo-regolatrici.
-l'acido salicilico è noto per la sua azione anti-batterica ed esfoliante.
-le micro-particelle di pomice, esfoliante naturale, aiutano a eliminare le cellule morte e purificano i pori.
-l'argilla bianca, conosciuta per le sue proprietà ammorbidenti e assorbenti, riduce la lucidità della pelle."
Ma ho notato anche in entrambi gli INCI la presenza di amido di mais che è assorbente, e la perlite, che si unisce alla pomice nella funzione scrub. So che lo penserete e forse me lo chiederete: l'acido salicilico contenuto in questi prodotti a mio avviso è ad una percentuale molto bassa, quindi, usando sempre la protezione solare, non mi sono preoccupato troppo ad usarli durante l'estate.
Se vi va di proseguire a leggermi, vi racconto le caratteristiche in dettaglio di ognuno di questi 3 in 1 Pure Active, ma soprattutto l'uso che ne faccio.


Garnier 3 in 1 Pure Active Carbone
Anti Punti Neri


Fra questi due prodotti Garnier, la versione al carbone è forse quella che incuriosisce di più, essendo questo uno degli attivi di punta nella cosmesi almeno da un paio di anni a questa parte. In questo detergente 3 in 1, Garnier ha aggiunto anche l'estratto di mirtillo che ha un potere antiossidante.
Si presenta come una crema leggermente pastosa, soda, con all'interno tanti granellini appunto, ed un odore fresco, sicuramente chimico, ma non fastidioso.
Vi anticipo, e questo vale anche per la variante all'argilla, che ho usato questi prodotti circa due volte a settimana e solo per la detersione serale, quando sento l'esigenza di una pulizia accurata. 


Per quanto riguarda l'utilizzo nello specifico, e quindi queste tre funzioni promesse, sono rimasto un po' perplesso sin da subito, perché a mio avviso è impossibile che l'azione detergente e quella scrubbante vengano distinte del tutto. Mi spiego meglio: quando si va ad applicare sul viso un qualunque prodotto che contiene dei granelli o degli acidi, questo automaticamente esfolia la pelle. Certo, possiamo evitare di insistere ossessivamente nel massaggiare il prodotto sul viso, ma una volta che lo si stende e poi lo si va a sciacquare, in ogni caso abbiamo anche esfoliato.
Quindi, tornando ai prodotti Garnier Pure Active 3 in 1, ho fuso le tre funzionalità in una sola: applico il prodotto sul viso asciutto, cercando di non sfregare troppo, lo lascio in posa circa tre minuti o comunque evito di farlo seccare, e poi inumidisco le mani, così da fare un massaggio ed iniziare a rimuovere il detergente.



Ho provato anche ad applicarli sul viso bagnato ma non ho notato effetti differenti. Nello specifico, il Pure Active 3in1 al carbone deterge molto bene il viso, lo lascia sicuramente fresco, assorbe gli eccessi di sebo, rendendo la pelle molto liscia. Ho notato che ha anche una azione astringente dei pori, ma dall'altro lato però, le aree più secche del mio viso, risultano un po' tiranti e disidratate dopo l'uso. Non lo definirei aggressivo perché non mi ha mai creato irritazioni o arrossamenti.
Tra l'altro il Garnier 3 in 1 Pure Active Carbone è indicato per "combattere i punti neri, anche i più resistenti" quindi ho prestato attenzione a non usarlo troppo frequentemente perché avrei rischiato che sarebbe stato troppo sgrassante per la mia pelle. Molte volte ho preferito utilizzarlo solo sulla zona T dove ho impurità più refrattarie. Direi quindi un prodotto promosso ma decisamente più adatto a pelli grasse. Piccola nota antipatica: essendo una pasta nera, tende a sporcare in giro quando lo si va a sciacquare, e mi è capitato che, nonostante prestassi attenzione, mi restassero dei residui all'attaccatura dei capelli che ovviamente hanno sporcato asciugamani. Siete avvisati.

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Garnier 3 in 1 Pure Active Argilla
Anti Imperfezioni


Nella versione con argilla del 3in1 Garnier ho notato anche altri estratti come quello di eucalipto che, insieme al mentolo, rende più accentuata la sensazione di freschezza sulla pelle; non conoscevo invece l'estratto di smithsonite, che pare essere un minerale utilizzato per l'estrazione dello zinco e che sembra abbia proprietà antiossidanti sulla pelle.
A differenza dall'altra variante, nel 3in1 all'Argilla è specificato che contiene un quarto di argilla appunto, e i tempi di posa, se usato come maschera, si accorciano a tre minuti.


Non ci sono grosse differenze sulla consistenza e sulla profumazione: è una crema bianca in cui spiccano piccoli granelli azzurri; e non cambia, come vi anticipavo, anche il mio modo di utilizzarlo, visto che il concetto del prodotto è essenzialmente lo stesso. Quindi, per me, questo "3in1" non significa tre diversi modi di utilizzo (come suggeriva la stessa pubblicità) in tre momenti diversi, ma la combinazione di tre diverse azioni che si uniscono in un unico prodotto. In soldoni, quando utilizzo questi prodotti, non faccio lo scrub né applico poi una maschere o un ulteriore detergente. Ovviamente non hanno un potere struccante, ma secondo me si adattano bene ad una doppia detersione.


Per quanto riguarda l'efficacia del Garnier 3 in 1 Pure Active Argilla sulla mia pelle, non si discosta tanto dalla versione con carbone vegetale: deterge bene la pelle, assicurando una sensazione di cute pulita, liscia, e fresca. Ne giova anche il colorito che risulta più omogeneo e sano. Non l'ho anticipato prima, ma il risultato sui punti neri c'è, infatti appaiono meno visibili, ma non aspettatevi vengano debellati, specie se non siete costanti. Tuttavia, nonostante le similarità, preferisco di gran lunga il Pure Active 3 in 1 all'argilla che sulla mia pelle è più delicato e non accentua troppo la sensazione di secchezza o pelle che tira. Credo possa adattarsi anche a pelli un po' più miste o secche, ma che presentano qualche imperfezione.

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Avete provato questi 3 in 1 di Garnier? E siete riusciti a farne tre utilizzi distinti?




mercoledì 9 settembre 2020

Film per i piccoli che son piaciuti anche a me!

So bene che le emozioni del cinema non hanno età, specie oggi, dove i generi si mischiano e i confini sono diventati, in certi casi, più sfumati. Però conosco anche i miei gusti, e so che un film con una storia troppo semplice o infantile, magari con troppe canzoni, o senza un messaggio di fondo, mi annoierebbe a morte.
Non è stato però così con gli ultimi che mi hanno anzi entusiasmato, nonostante siano diretti a far felici i più piccoli, e non un tardone cinico come me.

Frozen II - Il segreto di Arendelle (2019)


Il brand Frozen è ormai diventato uno dei più consolidati e longevi che la Disney ha proposto, tanto che, dopo il primo film del 2013, si sono susseguiti una serie di pellicole minori, fino ad arrivare al grande sequel, Il segreto di Arendelle.
Un secondo capitolo che poterà le sorelle Elsa e Anna ancora alle prese con mille avventure, ma questa volta a bussare alla loro porta è un passato misterioso legato, alla loro famiglia, soprattutto i loro genitori, e che metterà in pericolo l'intero regno di Arendelle.
Sarà un viaggio non solo nel tempo, ma anche in terre ancora inesplorate, che sono state però campo di battaglia fra la tribù dei Northuldri e il nonno di Elsa e Sara, il re Runeard, e che poterà le sorelle al limite pur di scoprire la verità.


In questo Frozen II c'è tutto: l'avventura, la magia, il romanticismo, il pathos, l'amicizia, ed ovviamente l'amore sincero fra le due sorelle e per la loro famiglia.
Un secondo capitolo che mi è piaciuto principalmente per due ragioni: da un lato mi è sembrato che la storia fosse un proseguo abbastanza naturale del primo Frozen; dall'altro lato mi è sembrato che ci fosse una reale crescita, sia dei personaggi, che delle canzoni e della grafica. Giustamente sono anche passati sette anni, e la tecnologia, di cui non so nulla, sarà migliorata.
È più maturo anche il tema di fondo, appunto quello della presa di coscienza delle proprie responsabilità, della propria maturità, quasi fosse un passaggio di testimone fra le generazioni (e non solo perché sono dei nobili che ereditano dei titoli).


Ammetto che mi son goduto da inizio a fine questo secondo Frozen, e magari non mi avrà fatto venire i brividi, ma mi ha tenuto compagnia, mi è sembrato fatto benissimo specie nella creazione dei personaggi e dei paesaggi, e soprattutto c'è Olaf che è un perfetto comic relief secondo me piazzato a posta per far divertire anche gli adulti.
Non avendo più 10 anni, purtroppo noto anche le lacune di questo Frozen Il segreto di Arendelle, la cui trama infatti non mi è sembrata tra le più solide o quella con idee più originali, sebbene credo i bambini non ci faranno più di tanto caso.
Mi è pesato forse di più la quantità di canzoni, un po' troppe, specie nella parte iniziale dove il ritmo non è dei più serrati, ma alcune sono davvero molto belle, anche nella versione italiana.



Elsa continua ad essere il personaggio centrale, e a me piace, perché ha un fascino più maturo, meno fru fru delle solite principesse Disney, ma io adoro Anna: è saggia, è sveglia, è spiritosa, abbiamo le stesse paturnie, e poi è quella che alla fine sblocca la situazione come nel primo episodio.
Frozen II Il segreto di Arendelle secondo me è un sequel solido, che si adatta a tutta la famiglia. Sarà disponibile dall'11 Settembre su Disney +, quindi l'occasione perfetta per recuperarlo.

Titolo originale: Frozen II
Genere: animazione, avventura, fantastico
Durata: 103 minuti
Regia: Chris Buck, Jennifer Lee
Uscita in Italia: 27 Novembre 2019
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 7

Mulan (2020)

 

È arrivato finalmente il live action tanto atteso di Mulan, remake del film di animazione del '98, e si è portato dietro un polverone che nemmeno Taz della Tasmania. Dai continui rimandi dell'uscita a causa del Covid, alle dichiarazioni infelici dell'attrice che interpreta appunto Hua Mulan, fino al costo del film, che non fa parte dell'abbonamento alla piattaforma Disney Plus, ma ha un sovrapprezzo di quasi 22 euro.
La storia di Mulan - la ragazza diventata guerriero per salvare il padre e l'onore della famiglia - la conoscerete tutti, e quindi non mi ci soffermo perché credo sia bello possiate scoprire da soli eventuali snodi o diversità dalla trama originale.
Perché sì, questa nuova versione di Mulan si discosta dal cartone, proseguendo quasi per intero autonomamente, e questo secondo me è un bene, ma, come tutti i film, anche questo secondo me ha i suoi pregi e difetti.


Il live action di Mulan aveva come presupposto quello di creare una storia con maggiore realismo e più drammaticità, ed in effetti, in parte riescono: questo remake infatti sfiora soltanto la parte ironica che trovavamo nella versione del 1998, così come le musiche sono solo un leitmotiv che accompagna le scene e non veri e propri intermezzi cantati. Resta però una componente magica, che ho apprezzato perché non è eccessiva e perché viene introdotta come qualcosa che tutti abbiamo, ma che in alcuni è più sviluppata, e che si indebolisce quando non siamo fedeli a noi stessi.
A mio avviso una bella chiave di lettura, che però molti hanno considerato come un compromesso sleale vista la ricerca di realismo. Ma, a ragionarci, si può trovare la perfetta coerenza in una storia in cui una ragazza riesce a spacciarsi per un uomo per chissà quanto tempo, andare in battaglia e tornarne vittoriosa senza un graffio?


Non credo quindi sia una magra consolazione considerare la storia di Mulan, anche in questo nuovo film, come pensata per più giovani, e da cui noi adulti possiamo attingere, ma in cui inevitabilmente troveremo qualcosa che non quadra. Tra l'altro, in tutto il film, non ho visto una goccia di sangue nonostante i continui combattimenti, chiaro segnale che si volevano rivolgere ad un pubblico impressionabile.
In questo live action gli sceneggiatori hanno puntato meno sulla evoluzione della protagonista, e molto di più sull'azione, la battaglia, su questi combattimenti che sembrano quasi coreografie, sugli effetti in generale che potessero tenere gli occhi dello spettatore incollati sullo schermo, e con me tutto sommato ci sono riusciti.
Come vi dicevo, credo che però ci siano dei difetti più oggettivi in questo Mulan: l'ho trovato ad esempio un po' sbrigativo in alcuni passaggi e nel montaggio, e questo pesa sul personaggio di Mulan che perde un po' quell'istinto di ribellione.


Dall'altro lato però non mancano i sottotesti, come l'importanza del legame e dell'affetto familiare. Ritorna, seppur in modo più velato, il tema della maturità, e del cercare di fare le scelte giuste: è così che ho letto la versione quasi speculare di Mulan, ovvero la strega Xian Lang, che si porta dietro forse la mancanza di forza e di coraggio, che non le ha consistito di poter essere se stessa. Inoltre, l'onestà di Mulan, il suo non scendere a compromessi, la porteranno al riconoscimento da parte del potere militare e dell'intera società.
Avrei da ridire per quanto riguarda la caratterizzazione del cattivo, che un po' come nel live action di Aladin, mi è sembrato caricaturale, ed anche su alcune scene che non sembrano essere proprio costate fantastilioni di dollari.


Questa versione di Mulan del 2020 secondo me è promossa nella sua compostezza, risultando coinvolgente pur con più di una imperfezione, e riuscendo meglio di altri remake che l'hanno preceduto, anche se hanno forse alzato troppo l'asticella delle aspettative.
Non sono un fan dei rifacimenti, di qualunque tipo essi siano, anzi spesso sono al di sotto delle previsioni (Il re Leone in testa), ma ragionare come se un nuovo film vada a intaccare, o addirittura disfare qualunque valore di un capitolo precedente o di tutta la storia, secondo me sfiora l'assurdità. Nessuno ha cancellato dalla faccia della terra le videocassette di Mulan del '98, per cui anche meno indignazione.
Qualora non vogliate spendere 21.99€, Disney + metterà in streaming questo nuovo Mulan disponibile gratuitamente dal 4 Dicembre.

Genere: azione, drammatico, fantastico
Durata: 115 minuti
Regia: Niki Caro
Uscita in Italia: 4 Settembre 2020
Paese di produzione: Stati Uniti, Cina
Voto 6.5







lunedì 7 settembre 2020

|Beauty Cues|
Hair Care Equilibra Nutriente al Karitè

Come stanno i vostri capelli per adesso? Hanno superato indenni questa estate?
I miei devo dire se la passano tutto sommato bene, anche se stanno attraversando un leggero aumento di caduta (che forse dovrei definire ricambio, perché ho già tanti baby hair) ed una maggiore secchezza, che da un lato si traduce in lavaggi che potrebbero essere meno frequenti, ma anche in un bisogno di cure e nutrimento maggiore. Ho rovistato un po' nelle mie riserve ed ho trovato due prodotti di Equilibra che hanno tutti gli ingredienti ideali per capelli secchi: lo Shampoo e la Maschera Nutriente al Karitè.


Pur non avendo una certificazione particolare, si tratta di una linea contenente il 98% di ingredienti di origine naturale ed esclude invece siliconi, parabeni, petrolati e sale.
Questi due prodotti Equilibra hanno praticamente la stessa profumazione, che non saprei descrivervi nello specifico, ma ha una nuance leggermente dolce, pur restando fresca, e a me è piaciuta moltissimo sin dall'inizio. 
Inoltre sia la maschera che lo shampoo, oltre al burro di karitè, contengono
ESTRATTO DI FOGLIA DI NOCE: mantiene i capelli sani e lucenti
CONDIZIONANTI DI ORIGINE VEGETALE: districano donando morbidezza
ESTRATTO DI SEMI DI LINO: rinforzante e nutriente
GLICERINA VEGETALE: dona morbidezza
Lo Shampoo Nutriente al Karitè di Equilibra in particolare contiene anche proteine del grano per essere ancora più idratante e condizionante, ed è indicato ovviamente per capelli secchi.



Si tratta di un gel fluido che ho sempre diluito senza problemi, e che appena massaggio sui capelli si
trasforma subito in una schiuma avvolgente, perfetta per fare un bel lavaggio alla chioma.
L'utilizzo non ha insomma alcun aspetto che mi abbia lasciato perplesso, ma il risultato finale sui capelli non è esattamente quello che ricerco.
Lo shampoo al Karitè di Equilibra infatti deterge bene i capelli, i miei restano puliti come al solito per quattro o cinque giorni. Apprezzo che non li va ad appesantire e che non elimina il naturale volume dei miei capelli. In generale, lo shampoo Nutriente non mi rende i capelli stoppacciosi o annodati, seppur non ha il potere condizionante più intenso che abbia mai ritrovato in uno shampoo, e deve essere necessariamente affiancato da un balsamo o una maschera, soprattutto se come me avete molti capelli e non facili da gestire. Insomma, nulla di diverso da tantissimi altri prodotti, anzi, da questo punto di vista sono più i pregi che i difetti.



Il mio problema con questo prodotto Equilibra Karitè è come reagisce la mia cute. Non lo descriverei come uno shampoo aggressivo senza vie di salvezza, o uno di quelli per cui vi direi di starne alla larga, ma sento che nell'uso costante il mio cuoio capelluto si sensibilizza un po', tendendo a seccarsi. Conoscendo già dei prodotti che hanno la delicatezza che io ricerco, non riacquisterei questo Shampoo Karité di Equilibra, ma se non avete problemi con la cute, non vedo nulla per cui non possa funzionare praticamente su qualunque tipo di capelli.

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💸 €3.79
🏋 250 ml
🗺 Made in Italia
⏳ 12 Mesi
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Con la Maschera Capelli Nutriente al Karitè di Equilibra ho invece avuto maggiore feeling, ma vi anticipo che non mi ha rubato del tutto il cuore.



La consistenza cremosa e soda che le hanno dato la rende facile da distribuire sui capelli in modo omogeneo, ma sicuramente necessità di essere sciacquata via con un pelo più di attenzione.
Ed anche per questa maschera capelli Equilibra non ho nulla di realmente negativo da sottolineare, e su di me ha fatto un buon lavoro, ma fino ad un certo punto.



L'utilizzo che l'azienda suggerisce, alla fine, non è molto lontano da quello di un balsamo: dopo lo shampoo, si applica la Maschera al Karitè, e bisogna attendere cinque minuti, per poi procedere a sciacquarla.
Quindi dei tempi di posa relativamente brevi, che io ho tentato di allungare ma senza poi notare grosse differenze: la maschera nutriente Equilibra infatti ha secondo me una discreta azione districante, anche abbastanza rapida appena la si va ad applicare.



Una volta sciacquata e asciugati i capelli, questi i risultano sufficientemente morbidi, disciplinati, e soprattutto non appesantiti.
Quando parlo di un prodotto cerco di non fare troppi paragoni per darne una spiegazione più chiara o non ci capisco niente io per primo, tuttavia, anche in questo caso, ho già provato prodotti per capelli che su di me avevano una performance più incisiva soprattutto per quanto riguarda la setosità, la luminosità, e in generale nell'aiutarmi a fare e mantenere la piega.
Secondo me il potere condizionante e nutriente di questa Maschera Equilibra va bene per capelli da normali a secchi, ma non credo possa soddisfare capelli molto secchi, trattati e rovinati. Io stesso probabilmente l'avrei apprezzata anche di più in un periodo in cui le mie necessità sono meno marcate.

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🔎 Grande distribuzione
💸 €4.90
🏋 200 ml
🗺 Made in Italia
⏳ 6 Mesi
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Questa di Equilibra è una accoppiata che comunque mi è piaciuta perché mi rende i capelli abbastanza morbidi, puliti e leggeri, con una profumazione che seppur delicatamente, perdura. Ho notato inoltre che, probabilmente proprio per la presenza di estratto foglie di noce, il colore dei miei capelli risulta più vibrante e intenso, aspetto che ovviamente gioca a favore di questi due prodotti.
Com'è stata invece la vostra esperienza con questa linea Nutriente di Equilibra? Dite che farei bene a provare il balsamo?


venerdì 4 settembre 2020

|Beauty Cues|
Due creme contorno occhi NATURALI a confronto 🤔

Sono arrivato a 30 anni, anzi li ho quasi superati, e ora più di prima mi sembra che il mio contorno occhi abbia bisogno di attenzioni: i segni di espressione tendono ad essere più marcati, la secchezza è più accentuata, le occhiaie possono essere più fluorescenti.
Per questo, la ricerca di prodotti specifici a diverse problematiche che riguardano la zona, è diventata ancora più accurata, e da qui in avanti mi sentirete parlare di diverse creme e trattamenti per il contorno occhi.
Già da tantissimo tempo volevo raccontarvi proprio la mia opinione su due prodotti che promettono di avere la stessa efficacia grazie, in parte, ad alcuni attivi simili, entrambi con ingredienti naturali ed un costo accessibile.


Il primo di questi è la Illuminating Eye Cream di Lavera, una crema contorno occhi che promette sia di agire come anti-age, che di lavorare su occhiaie e segni di stanchezza.
Leviga e riduce le piccole rughe: Lavera Illuminating Eye Cream con estratto di perle e pigmenti riflettenti fa brillare gli occhi in modo completamente naturale. La formula di color perlata nasconde le ombre bluastre, schiarendo la zona degli occhi. I pregiati principi attivi anti-aging quali acido ialuronico e caffeina bio rendono la pelle più liscia, donandole un aspetto fresco e più sveglio.
Il suo è un INCI decisamente vario, infatti Lavera ha unito appunto ingredienti idratanti ed emollienti, quali glicerina, succo di aloe, oli vegetali di vario tipo (jojoba, mandorla, oliva, semi di girasole), ad agenti funzionali a stimolare il microcircolo, come la caffeina e l'estratto di te verde. Come specifica l'azienda, la crema contorno occhi illuminante contiene anche dei pigmenti, mica in particolare, che dovrebbe mascherare le occhiaie con una azione riflettente, e su questo aspetto ho molto da dire.



Capisco che Lavera volesse aggiungere una profumazione floreale, fresca e delicata nel prodotto, ma il mio naso intercetta la presenza di alcol, tipica delle formulazioni tedesche, che comunque non ha reso la crema irritante per i miei occhi.
L'Illuminating Eye Cream ha una consistenza fluida e leggera e l'assorbimento su di me è estremamente rapido, e questo è forse l'unico aspetto che apprezzo di questo prodotto Lavera, perché per il resto è stato purtroppo una delusione.
Come sapete quelle che condiviso sul blog sono opinioni personali, ma su questo contorno occhi ho anche una idea che ritengo oggettiva.



Intanto l'idratazione: l'Illuminating Eye Cream su di me idrata forse un paio di ore, poi è come non averla messa. Di per sé la crema ha un effetto tensore, ma uno di quelli che risultano troppo asciutti e "tiranti", che accentuano così la sensazione di secchezza.
Quello che però mi fa rollare gli occhi al cielo è a scelta di pigmenti che Lavera ha fatto: per contrastare le occhiaie, in genere, si usano colorazioni calde o aranciate che neutralizzano gli aloni blu o grigi. Qui l'azienda ha optato per una colorazione tendente al rosato ed un finish metallico con micro glitter, che in qualche modo camuffa le occhiaie e se usato con un correttore può dare un risultato carino, ma usato da solo dà un effetto a mio avviso innaturale ed è la tonalità meno adatta a questo scopo.



In foto ne ho messa una quantità lievemente più abbondante che vi consentisse di vedere la tonalità, ma penso si capisca che non hanno proprio azzeccato il giusto pigmento.
L'estetica che dà credo peggiori nel corso delle ore, quando mi sembra che il pigmento si accumuli leggermente in alcuni punti, e il contorno occhi appare più secco; inoltre bisogna davvero dosarlo o il risultato è ancora più artificiale. La cosa forse più deludente è che, una volta che vado a detergere il viso e quindi a rimuovere i pigmenti, le occhiaie sono lì, impavide e per nulla scalfite dagli attivi del prodotto.
Il contorno occhi illuminante Lavera non ha fatto un buon lavoro su di me, e onestamente se dovessi scegliere una eye cream con una lieve colorazione, opterei decisamente per quella di L'Erboristica di Athena's Illumia, che ha una idratazione base ma la giusta colorazione per coprire le discromie del contorno occhi.

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🔎 Bioprofumeria, Online, OVS, Naturasì, Amazon (link affiliato)
💸 €10.99
🏋 15 ml
🗺 Made in Germania
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 Natrue, Vegan
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Conoscerete sicuramente la Coffee Bean Caffeine Eye Cream di 100% Pure, che ha avuto il suo momento di massima gloria qualche anno fa, quando in effetti non c'erano tantissime alternative in questa categoria che fossero valide.



Anche questo prodotto sfrutta le proprietà di ben due estratti di caffè per migliorare le occhiaie e i gonfiori del contorno occhi, ma si tratta di un cosmetico certamente più costoso, che infatti contiene anche ingredienti più pregiati, come olio di rosa canina e acqua di rosa centifolia, oltre che un estere di vitamina C.
Sul sito 100% Pure notavo una piccola incongruenza fra il loro INCI e quello che ho sulla confezione, infatti nella descrizione scrivono
"sgonfia, stimola la circolazione e illumina le occhiaie con la caffeina del caffè e del tè verde. Le vitamine antietà e la rosa canina promuovono un contorno occhi giovane."
Sul mio tubetto non appare appunto l'estratto di te verde, ma non so se si tratta di un errore, visto che il resto dell'INCI è invariato, o di un piccolo aggiornamento della formulazione.
La Coffee Bean Caffeine Eye Cream ha una consistenza decisamente più cremosa del prodotto di Lavera, ma questa non la rende difficile da stendere, dar far assorbire, o untuosa, per quanto non credo sia la formulazione più indicata per l'estate (specie di giorno) o per chi ha un contorno occhi dalla pelle normale.
Spicca, e un po' mi ha lasciato perplesso, la profumazione biscottosa, che a tanti ha fatto innamorare del prodotto, ma che a me, per quanto non mi abbia causato irritazioni o fastidio agli occhi, mi è sembrata sempre un po' eccessiva per una crema che va così vicino ad una zona delicata del viso, e che mi sento un po' aleggiare qualche istante dopo averla applicata.



A parte però questo piccolo aspetto, la mia esperienza con la Caffeine Eye Bean è stata piacevole è positiva: la trovo davvero idratante, nutriente ed elasticizzante per tutto il giorno. Credo riesca ad avere un azione distensiva ma senza quell'odioso effetto tensore. Ma, cosa più importante, questo contorno occhi 100% Pure rende lo sguardo leggermente più luminoso. Come ho detto più e più volte non ho delle occhiaie eccessivamente scure, però ne ho come due tipologie: un alone più grigiastro che raggiunge l'area più esterna del contorno occhi, e la tipica curva bluastra che invece è più verso l'angolo interno.



I contorno occhi con caffeina che funzionano come la Caffeine Eye Bean, su di me riescono a schiarire in particolar modo l'alone grigio più ampio, non in modo miracoloso, ma dandomi appunto qualche ora di sonno in più. Non ho molte prove a favore della sua efficacia de-puffing visto che non ho borse, però avendo saltuariamente gli occhi un po' gonfi (soprattutto le palpebre superiori) credo aiuti a drenare un po' il ristagno di liquidi.
Altro punto a favore della Coffee Bean Caffeine Eye Cream di 100% Pure è la doppia variante di formato, da 8 e da 30 ml, così da poterla provare senza spendere troppo.

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🔎 Bioprofumeria, Online,
💸 €13.99
🏋 8 ml
🗺 Made in USA
⏳ 6 Mesi
🔬 Natrue, Vegan
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Avete provato queste due creme contorno occhi? Ne state usando qualcuna che vi sta piacendo particolarmente?




lunedì 31 agosto 2020

Chiacchiere sui film che volevo vedere da tanto tempo (ma non sempre ho fatto bene ad aspettare!)

Sto lentamente rispolverando la mia passione per il cinema, sotterrata da strati e strati di serie tv, che hanno allontanato sempre più il momento di recuperare alcune pellicole che giacevano lì sulla mia mensola dei film che mi incuriosiscono. In certi casi, si parla letteralmente di anni, anche se può sembrare assurdo.
Dopo i film da recuperare questa estate, ne ho visti altri tre che, mi son reso conto solo dopo, hanno tutti protagoniste femminili. Purtroppo non tutto ha soddisfatto completamente il mio appetito, ma non posso nemmeno reputarmi troppo sfortunato.



Maleficent - Signora del male (2019)


Dopo il primo capitolo sulle avventure di Malefica, che risale addirittura al 2015, era davvero da tanto che volevo vedere il suo sequel intitolato un po' cripticamente Signora del Male.
Dalle mie parti si dice "fatti una nomea e vai a dormire", per dire che una volta che la tua fama si è diffusa, buona o cattiva che sia, c'è poco che tu possa fare. È così per Malefica, che, nonostante abbia fatto pace con la dolcissima Aurora al punto da nominarla regina della Brughiera, continua ad essere la cattiva in tutti i reami. Nulla di male, se questo la rende rispettabile agli occhi di tutti, ma i problemi nascono quando Aurora viene chiesta in sposa dall'aitante principe Filippo.
Si sa infatti che il rapporto con le suocere non è sempre facile, ed infatti la regina Ingrid di Ulstead, madre di Filippo, non ha alcuna intenzione di unire la sua famiglia umana con il mondo magico, e farà di tutto per distruggerlo.


Un bel cast per un film molto carino, così mi sento di riassumere in breve le qualità di Maleficent - Signora del male, che mi è sembrato un proseguo valido e naturale del primo episodio.
Un sequel con un bel ritmo, che non annoia, ma che anzi lega uno dopo l'altro, momenti di azione, con effetti speciali molto spesso ben riusciti. La storia non è poi così imprevedibile, si tratta pur sempre di una fiaba che deve essere comprensibile a fasce di età diverse, ma qui e lì ha dei bei twist che almeno ravvivano l'interesse di noi che guardiamo.


Nonostante ne capisca appunto le ragioni, avrei preferito che in alcune parti la sceneggiatura non cadesse troppo nel favoleggiare appunto, ma potesse essere un po' più forte. Tuttavia non ho notato buchi così grandi e fastidiosi da digerire.
L'accoppiata Jolie e Pfeiffer funziona benissimo, ognuna riesce a brillare senza pestare i piedi all'altra (almeno metaforicamente); un po' melensa l'Aurora di Elle Fanning, che sembra si sbatta tanto ma che poi non ha un peso sui piatti della bilancia.
Ma in Maleficent 2 non c'è solo azione, perché secondo me c'è anche una piccola evoluzione dei personaggi.


Malefica, infatti, secondo me viene usata per trasmettere il tema della scoperta, della riscoperta e dell'accettazione di sé, e più ampiamente mi è arrivato, fra gli altri, un messaggio di uguaglianza universale, perfetto sia per i nostri giorni che per una fiaba.
Non penso sia un sequel di cui non potessimo fare a meno (come tantissimi di quelli che ci propongono), ma Maleficent - Signora del male è un film che mi è piaciuto molto, è appagante da vedere e penso possa accontentare un po' tutti.

Titolo originale: Maleficent: Mistress of Evil
Genere: fantastico, avventura,
Durata: 118 minuti
Regia: Joachim Rønning
Uscita in Italia: 17 ottobre 2019
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 7


L'assistente della star (2020)


Maggie è una assistente personale molto particolare, visto che si occupa della famosissima (?!) cantante Grace Davis. Non è un lavoro semplice, ma in poco tempo Maggie ha saputo farsi rispettare, anche se in realtà il suo sogno è diventare una produttrice musicale. La sua occasione sembrerà arrivare quando, per caso, scoprirà un giovane talento, David Cliff, al quale mentirà e gli proporrà di lavorare proprio come sua produttrice. Maggie dovrà quindi barcamenarsi fra l'aiutare Grace a mantenere la sua carriera al top, vittima, come spesso accade nel mondo dello spettacolo, del pregiudizio sulla sua età, e dall'altro lato nel far nascere quella di David.


Anche in L'assistente della star, come vi anticipavo, ad emergere sono le figure femminili, che sono, anche in questo caso, molto diverse. Da un lato Maggie, che nonostante sembri inesperta e alle prime armi, è in realtà molto forte, e soprattutto è libera rispetto a Grace, che si trova bloccata in una carriera che le dà tutto, ma senza poter decidere verso che lato procedere.
Avrei voluto che questo confronto fra due donne così diverse emergesse molto di più, invece L'assistente della star punta più su una storia carina, ma che non spicca per originalità, e nemmeno per profondità.


Si piazza lì in mezzo, fra l'essere una commedia con però solo pochi momenti più ironici, e il non essere in grado di toccare a fondo una vena più drammatica. Si colgono delle argomentazioni più attuali e serie, d'altronde Grace Davis è una donna afroamericana che ha raggiunto i 40 anni, in un ambiente dominato da maschi bianchi, e in un mondo che considera apparenza ed età, ma questi temi passano molto alla svelta. Credo che anche il valore del talento passi un po' troppo sottobanco, quando forse dovrebbe essere uno degli aspetti centrali della storia.
C'è anche il tentativo di aggiungere una sviolinata sul finale, ed è secondo me qualcosa che proprio non serviva a questo film.


Si è capito, immagino, che The High Note non mi ha entusiasmato come speravo: mi sarei aspettato dei dialoghi più frizzanti, o un lato umano più accurato, specie considerando che è un film che sfiora le due ore. Invece l'unico momento più intimo è appunto solo una spolverata di zucchero all'americana, che proprio non aggiunge nulla al film. Nemmeno il piccolo colpo di scena mi ha aiutato a rinfrescarmi il palato, anzi, arriva in un momento in cui poco importa, e soprattutto non cambia nulla nel quadro generale. Sia Dakota Johnson che Tracee Ellis Ross fanno un buon lavoro, seppur non credo siano i ruoli della loro intera carriera, e i pezzi musicali sono piacevoli.
L'assistente della star si lascia guardare senza troppi sbadigli, ma ho preferito altri film leggeri e di compagnia.

Titolo originale: The High Note
Genere: sentimentale, musicale
Durata: 113 minuti
Regia: Nisha Ganatra
Uscita in Italia: 26 Giugno 2020
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 5.5


Maria Regina di Scozia (2018)


La vita di Maria Stuart è sempre stata costellata di tragedie e difficoltà: dopo aver sposato a soli 16 anni il delfino Francesco II di Francia, ritornerà in Scozia una volta rimasta vedova dopo appena due anni di matrimonio, ma sarà solo l'inizio di ulteriori tormenti. La sua terra natia è infatti abbraccia sempre più la religione protestante, ma soprattutto Maria dovrà rivaleggiare contro la cugina, Elisabetta I, per poter prendere possesso del trono che le spetta di diritto, sostenuta dai sudditi di fede cattolica. Ma la Regina di Scozia sarà anche ostacolata dalla sua vita privata, sempre al centro di maldicenze e cattiverie, che le renderanno il suo ruolo ancora più difficile. Il resto sarà la storia a scriverlo, e ad arrivare fino ai nostri giorni.


Candidato agli Oscar del 2019, era da allora che contavo di recuperare Maria Regina di Scozia, che, insieme a La Favorita ad esempio, era uno dei film a tema storico che avrei avuto piacere di vedere. C'è voluto insomma più di un anno, ma posso ritenermi soddisfatto, perché credo che abbiano saputo unire storia e approfondimento dei personaggi, senza rendere il film pesante o noioso.
Ammetto che quando la durata tocca o supera le due ore, per me inizia a diventare un po' difficoltoso, indipendentemente dal film che sto seguendo, eppure Mary Queen of Scots mi ha affascinato.


Ho trovato intrigante infatti come vengano dipinte psicologicamente queste due figure forti, che, nonostante una sia sopravvissuta all'altra, sono rimaste entrambe in un certo senso leggendarie, e credo che abbiano saputo rappresentare pregi e difetti di queste due regine: Elisabetta più dura, fredda, mentale, ma non priva di dubbi e pentimenti; Maria più umana e di pancia, ma sicuramente inesperta, volubile, troppo istintiva e orgogliosa.
Fortunatamente Maria Regina di Scozia non è un documentario, non ci sono tutti i dettagli di una storia che nella realtà è stata più intricata e a tratti bizzarra, così come ci sono alcune parti rivisitate, ma tutto funziona abbastanza organicamente, in un film che scorre bene, e che ho seguito molto volentieri.


Bellissimi sono anche i costumi, così come le ambientazioni, bravissima Saoirse Ronan nell'impavida Mary, ma anche (o forse soprattutto) Margot Robbie, che riesce a dare un volto interessante ad Elisabeth e che apprezzo molto di più quando si slega dai ruoli di biondina stupidina come in C'era una volta a... Hollywood  ad esempio.
Un po' buffo che un paio di anni fa parlavo di due film in cui erano entrambe protagoniste sempre in ruoli particolari e forti.
Se non lo avete ancora visto, Maria Regina di Scozia sarà disponibile dall'8 settembre su Amazon Prime Video e secondo me merita di essere recuperato.

Titolo originale: Mary Queen of Scots
Genere: storico, drammatico
Durata: 125 minuti
Regia: Josie Rourke
Uscita in Italia: 17 Gennaio 2019
Paese di produzione: Regno Unito, Stati Uniti
Voto 7.5



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