14 agosto 2014

{Aggiornamento #25}
Estate a colpi di sceMa

Ma buon pomeriggio, come state?
Siete tutti a mare a mostrare le chiappette sature in cellulite?
Io no, ma non perché tormentato dall'annoso inestetismo, ma perché qui, fra clima variabile come colpito da PMS, e mare, variabile anch'esso fra il torbido e lo scarico radioattivo, non ci sono state molte occasioni per spiaggiarmi.
Ma come forse saprete la cosa non mi preoccupa.

Uno dei pochi giorni a mare.

Un po' vi invidio(tranne per i danni), voi al nord, ammantati di pioggia, ché qui la gente si è dovuta inventare che una sera di vento ci fosse fresco per tirar fuori giacchini e leggings.
In realtà era scirocco, e c'erano 25 gradi.

Inoltre al mattino sto proseguendo il tirocinio, con cui vi ho fatto una capoccia così, al comune del mio paese, mentre il pomeriggio devo dedicarlo allo studio, visto che, proprio quando ne avevo bisogno, è stata eliminata l'iscrizione con riserva dalla mia facoltà, per cui mi toccherebbe pagare le tasse. #checulo
Purtroppo il tirocinio è partito bene ma è finito nel più classico dei modi: sono stato parcheggiato in un ufficio, come le scope, e ivi dimenticato. La responsabile non mi ha più seguito nemmeno per sapere se fossi ancora vivo e se non fosse che deve mettermi ancora 3 firme, non mi vedrebbe più, per cui sono stato alla deriva. Almeno ho l'aria condizionata.

Per il resto l'estate procede come ogni altra estate: passeggiate, gelati, qualche serata fuori (poche, che in fin dei conti non ci sta nulla da fare), qualche film la sera, e tanta sonnolenza, ché alle 22 ho già sonno, resisto fino a mezzanotte, massimo l'una, ma al mattino dopo mi sveglio comunque con le galline e purtroppo senza Antonio Banderas.
Antonio, torna!

Ad un certo punto ho sentito bisogno di fare un viaggio. Sapete quella sensazione di piacere nel raggiungere una meta, non importa quale ma l'importante è staccare? Quel desiderio di preparare le valigie con quattro cose, con l'idea che ovunque tu vada, ti rilasserai?
Ecco, quello.
Ma, pur non avendo un'agenda trasbordante di impegni, le tasche languono, quindi l'unico viaggio che posso permettermi è quello verso il frigo a cercare un ghiacciolo.

Per il resto non ci sono rilevanti novità, Anche se il mondo è sempre sotto sopra.
Ho sentito della morte, forse suicida di Robin Williams, e non che ne fossi particolare fan, ma ha fatto alcuni film storici che penso un po' tutti dovrebbero vedere e conoscere.
Pare fosse preoccupato per il soldi e depresso, ma trovo comunque assurdo che non abbia avuto nessuno al proprio fianco, era pur sempre un attore di spicco, non credo avrebbe avuto difficoltà a trovare una parte.
Ma in fondo chi fa ridere, non sorride mai.

Sono nati i gemelli del caso di fecondazione eterologa in cui sono stati scambiati gli embrioni e pare certo verranno affidati alla partoriente e non ai genitori biologici. Io non so esprimermi sulla cosa sinceramente, come scrivevo sul blog di Franco. Come dicevo lì, fossi stato la madre che ha partorito i bambini avrei preferito di gran lunga restare all'oscuro di tutto per non avere i rimorsi di aver in qualche modo sottotratto una cosa così importante ad altre persone.
Mi incuriosisce sapere che ne pensano le mamme, ad esempio Maris, o la neo-mamma emme (fatele gli auguri, cribbio!)
Ovviamente dibattito allargato sulle madri surrogato, pratica attuata spesso fanno le coppie gay famose e di cui non sono d'accordo, ché sarà banale, ma il senso genitoriale ti viene anche se il bambino lo adotti.

Altra genialata tutta estiva viene da Verona, o meglio dal consigliere comunale Alberto Zelgeril quale ha proposto e ottenuto delle liste di proscrizione per i docenti che nelle scuole parlano di omosessualità.
Perché in effetti finora se ne era parlato troppo, ed è noto che l'omosessualità ha tempi di contagio molto più rapidi dell'ebola, e  che le scuole veronesi traboccano di aspiranti regine del deserto.
Un altro colpo di sceMa per Tosi.

Ma avete letto il mio primo articolo su Odd. Mag?
No!?
Shame on you, lo trovate qui
Spero sia l'inizio di una lunga collaborazione con questo nuovo portale creato e gestito da ragazzi del sud come me, campani per l'esattezza. Gli argomenti saranno vari, un po' come qui, toccando le mie sfaccettate passioni.

Ma voi siete già in vacanza? Dove state di bello?
Mi dicono che quest'anno vada molto il Salento.


In ogni caso vi auguro un ottimo Ferragosto e una buonissima estate e spero ci sentiremo molto presto!




08 agosto 2014

Grand Budapest Hotel (2014)

Titolo originale: The Grand Budapest Hotel
Paese di produzione: Germania e Francia
Durata: 100 min
Genere: commedia
Regia: Wes Anderson

E' il 1985 quando uno scrittore inizia a raccontarci come conobbe la storia del Grand Budapest Hotel e dei suoi proprietari. Storia che gli venne raccontata circa 20 anni prima, da Zero Mustafa, quello che era l'attuale proprietario dell' albergo.
Zero inizia a raccontare le vicende partendo da molti anni prima, nel 1932, quando l'hotel era nel pieno del suo sfarzo e ospitava nobili e benestanti. Egli all'epoca era un semplice facchino che finì sotto l'ala protettrice di  Monsieur Gustave, ufficialmente concierge del Gran Budapest, in realtà ne era l'effettivo direttore.
Gustave aveva un gusto molto raffinato, elegante, certosino nel suo mestiere, era un amante delle poesie e dell'arte ma i suoi gusti sessuali erano molto particolari: era solito corteggiare donne molto più grandi di lui, in genere ricche ospiti dell'albergo. Fra queste vi era Madame D. che proprio in quel tempo stava lasciando l'albergo in cui aveva soggiornato. Il giorno della partenza Madame D. avvertì Gustave che non si sarebbero più rivisti in quanto aveva timore che presto sarebbe morta, ma lui la rassicurò non dando peso alla cosa. Dopo qualche giorno però arrivò la notizia che la donna era stata trovata assassinata.
Nell'andare a porgere un ultimo saluto alle spoglie della donna, Gustave scopre di essere stato nominato nel testamento della anziana signora, e di aver ottenuto in eredità il dipinto chiamato Ragazzo con mela.
Da qui inizia una guerra che vede contrapposti Monsieur Gustave e Dmitri, figlio di Madame D, che voleva assolutamente quel quadro, e si diramano le vicende che porteranno Zero a diventare proprietario del Gran Budapest Hotel.

Un'ironia molto sottile, pungente, contraddittoria e quasi caustica caratterizza questo film, che oscilla fra l'eccesso, ma con un alone di credibilità, e la staticità. Gli ambienti, infatti, sono come divisi in fermo immagini perfettamente misurati e simmetrici, e che passano dall'essere minimali e quasi puramente simbolici, a diventare sfarzosi e saturi.
Altra caratteristica, forse ancora più importante, è che il film rappresenta chiaramente un racconto. Si avverte come ciò che ci viene mostrato è il punto di vista di chi narra, si nota come i tasselli della storia vengono aggiunti mano a mano che si procede e lo stesso film è diviso in capitoli, quasi fosse un libro.
Una pellicola particolare, ma da vedere.


Voto 8 e mezzo


05 agosto 2014

Misadventures of an Imperfect Pier(ef)fect #5
Identity Thief

Tempo fa avevo parlato di un film in cui al malcapitato veniva rubata l'identità da una ladruncola che voleva spillargli dei soldi. Io stesso l'ho definito un filmetto carino, adatto a strappare qualche risata.
Il problema è che quando succede a te non ridi più.

Prologo.
Qualche mese fa mi trovavo al computer a fare bellamente i fatti miei, quando ad un tratto mi arriva la notifica di essere stato taggato su un post di Facebook. Faccio per controllare e vedo che un ragazzo, su un gruppo a cui sono iscritto, mi dice che una persona si spaccia per me e mi lascia il link al suo profilo.
Lì mi sale il panico.
Inizio a pensare ai traffici illeciti, agli stupri, ai malaffari, magheggi, truffe e raggiri che questo abbia potuto fare con la mia identità.
In realtà non si trattava nemmeno di un profilo col mio nome e i miei dati, ma aveva semplicemente rubato la foto che tempo fa avevo impostato come immagine del profilo su Google Plus e che avevo fatto durante il mio viaggio a Verona di un anno fa.
Screenshot del profilo del ladro di foto.
Faccio per segnalare la foto e sorgono i primi problemi. Infatti su Facebook non esiste un'opzione di segnalazione per dire
Un tipo mi ha rubato una foto in cui son venuto nemmeno tanto bene, per favore fategliela togliere.
No, ti devi accontentare di rispondere alla domanda
Perché non vuoi vedere questa foto?
  • Mi dà fastidio o non è interessante
  • Sono presente in questa foto e non mi piace
  • Non credo che debba essere su Facebook
  • È spam
selezionare "E' spam" e dire che ti è stata rubata l'identità. Fatto sta che io quella sera non notai l'opzione per cui mi accontentai di selezionare che la foto era inappropriata, spiegando che mi era stata rubata.
Ovviamente Facebook non colse subito la procedura, e dovetti ripeterla, per riuscirci al secondo tentativo.
Poi però mi fecero notare che non potevo essere a conoscenza del fatto che questa persona avesse altre mie foto all'interno del profilo, essendo questo privato, per cui era meglio segnalare il profilo intero.
La procedura si rivelò un po' più facile tanto che dopo una ventina minuti il profilo era stato cancellato da Facebook.
Cliccami e mi leggi!
Credevo che tutto fosse risolto e ho vissuto settimane senza preoccuparmene minimamente, convinto che il messaggio fosse chiaro.
Qualche pomeriggio fa invece ricevo un messaggio su WhatsApp da parte di un ragazzo che mi chiede se fossi stato in Trentino nei giorni scorsi. Io chiedo perché questa domanda specifica e lui mi risponde che contattando un ragazzo su GayRomeo (chat gay su cui non ho un profilo da almeno il 2009 ndr.) questi gli aveva mostrato una foto di me su un ponte con una tracolla.
Chiedendogli se fossi io, questo ragazzo dice invece di chiamarsi Alessio, per poi sparire e cancellare il profilo.
Ora, caro/i ragazzo/i, che tu sia Alessio, Francesco, Mattia o Sampei, a me poco importa. Io non sono un personaggio famoso e la mia faccia non può essere usata liberamente su questo o quel social.
Cito dalla legge 22 Aprile 1941, n. 633 (grazie al mio agente), l'articolo 96 e 97
Art. 96
Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell'articolo seguente.
Dopo la morte della persona (tiè!) ritrattata si applicano le disposizioni del 2/a, 3/a e 4/a comma dell'art. 93.
Art. 97
Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o colturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. 
Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata.
E comunque, per la cronaca, la mia faccia sulle chat gay, cuccava soggetti alla Cristiano Malgioglio con o senza ciuffo.
Vuoi davvero uscire con Cristiano Malgioglio?




01 agosto 2014

Les Misérables (2012)

Avevo tante curiosità su questo film pluripremuato, che avevo perso all'uscita nelle sale cinematografiche, ma che ho recuperato pochi giorni fa. Avrà accontentato le mie aspettative?
Parliamo un po' di Les Misérables.


Titolo originale: Les Misérables
Paese di produzione: Regno Unito
Durata 158 minuti
Genere: musical, drammatico, romantico
Regia: Tom Hooper

Il primo trentennio dell'800 fa da sfondo alla storia di Jean Valjean, un prigioniero costretto a pagare la sua pena ai lavori forzati, per aver rubato un tozzo di pane per sfamare la sorella.
Oltre lo sforzo fisico, Jean è la vittima del commissario Javert, che gli consegnerà la libertà, ma marchiandolo a vita come un uomo pericoloso.
Una volta libero, Jean Valjean troverà nell'aiuto di un arcivescovo misericordioso, la voglia di cambiare stile di vita e di diventare un uomo migliore.
Riuscirà, sotto mentite spoglie, a diventare sindaco e ad aprire una fabbrica. Proprio qui lavora Fantine, una ragazza madre non sposata, che proprio per questo viene tacciata come una poco di buono e licenziata. Per mantenere la propria bambina di nome Cosette, Fantine finirà in un torbido giro, che la porterà alla prostituzione. Un giorno Fantine, per un screzio con un cliente, rischiò l'arresto, ma Jean Valjean accorse in suo aiuto promettendole di prendersi cura di lei. Ma la giovane morì, così il protagonista adotto la bambina Cosette.
Le cose per Valjean si complicarono quando, per uno scambio di persona, dovette confessare la propria identità e salvare l'innocente che era stato scambiato per lui. Javert così si mise sulle sue tracce, costringendo Jean a scappare.
Qualche anno più tardi Jean e Cosette, ormai diventata una giovane donna, si ritroveranno a Parigi, durante e moti rivoluzionari, che faranno da scenario alla storia d'amore fra la ragazza e Marius, uno studente rivoluzionario.

Quello che colpisce subito di questo film è sicuramente la bravura degli attori, che pare abbiano cantato praticamente dal vivo durante le riprese, per rendere le scene più realistiche e concrete. Altra cosa che si nota è che la scenografia passa dall'essere carica, piena, pomposa nelle parti corali,  fino a traslarsi e a diventare evanescente ma simbolica, un po' come accade in teatro. E la regia sembra seguire questi mutamenti.
Il problema della pellicola è però che si perde di emotività in alcune scene, e solo qualche parte ti emoziona più intimamente fino in fondo. Inoltre, pur amando i musical, questo è davvero troppo, troppo, troppo cantato, e le scene di parlato si contano sulle punte delle dita; il che non sarebbe malissimo, se non fosse che il film dura più di 2 ore.


Voto 8 --




30 luglio 2014

#backtoseries chapter 4

Sono un po' in ritardo effettivamente, visto che molte serie sono finite ma io son rimasto indietro con le puntate ed ho anche iniziato qualcosa di nuovo. Curiosi? Attenti allo spoiler, io vi ho avvertito.

Game of Thrones (Season 4)

Odiatemi pure ma questa quarta stagione mi ha fatto storcere il naso. Il problema secondo me è che, sebbene vi siano rami narrativi e sfumature sempre interessanti, la storia principale viene messa troppo in ultimo piano. E' la solita tecnica usata in tante serie tv ma che qui arriva agli estremi, ché non siamo mica in Pretty Little Liars. Il culmine è stata la nona puntata, in genere punto di rottura con la storia, questa volta però solo rottura di palle.
Sarò io che non noto le cose davvero importanti, ma un'ora di combattimento. Giuro, sono andato a fare i piatti a metà puntata.
A qualcuno importava della morte di Ygritte? A me no.
Interessante la svolta di Arya, finalmente libera e di sua sorella Sansa che forse ha iniziato a capire come funziona il mondo.
★★

In the Flesh (Season 2)

Avevo parlato per la prima di questa serie tv lo scorso #backtoseries, che mi era stata suggerita su Twitter e devo ammettere che mi è piaciuta parecchio. Principalmente è la storia di un ragazzo, Kieren, che muore suicida e si risveglia da zombie, viene curato per riabilitarsi e non essere più un mangiacervelli, ma accanto a questo c'è tutta la sua storia personale. Dalla sua omosessualità, presente ma garbata e palesata in questa seconda stagione, ma mai ostentata, al rapporto con i genitori, con la sorella, ma anche l'ipocrisia dei suoi concittadini.
Insomma, non un telefilm epico: in certe parti tende ad annoiare, è come se l'intensità della storia si perdesse anche qui in inutilità o sciocchezze ( tipo il padre di Kieren).
★★

Orange is the new black (Season 1 & 2)
Nuova serie stra chiacchierata, su cui mi sono fiondato in questo periodo di magra. 
Ho recuperato entrambe le stagioni e devo ammettere che è proprio carino. È la storia di Piper Chapman, sosia di Katy Perry, una ragazza che vive una vita tranquilla, insieme al fidanzato, pronta ad aprire una sorta di Lush con la migliore amica, ma che ad un certo punto viene coinvolta in un processo giudiziario riguardo un traffico internazionale di droga e decide di costituirsi per avere una pena ridotta. A fare il suo nome è Alex Vause, che tra l'altro è l'ex compagna della protagonista. 
Sì, roba lesbo. 
Comunque Piper si ritrova in carcere con altre donne e qui si svolgono buona parte delle vicende. Il carcere rappresenta un microcosmo rispetto alla vita reale che comunque va avanti, e quindi con tutto ciò che comporta.
La prima stagione mi è piaciuta molto, perché pur essendo abbastanza corale e pur conoscendo le vite dei personaggi tramite flashback, Piper restava la protagonista rappresentando una unicità rispetto agli altri. Nella seconda stagione invece si perde la centralità del personaggio e si mettono di mezzo diverse storie e innesti di cui secondo me ci interessano poco e servono ad allungare la storia. Ho detestato inoltre George Pornobaffo Mendez, perché in un contesto irriverente, sarcastico e anche poco politically correct, lui risulta semplicemente stupido, di quella deficienza che trovi solo in American Pie. Fortuna che non tornerà per la terza stagione.
★★

Devious Maids ( Season 2)
Io adoro DM, perché è una delle poche serie televisive che mi fa davvero ridere, ma bisogna essere critici ogni tanto e questa seconda stagione non è certamente esente da spunti negativi.
Intanto i personaggi come ad esempio Nicholas Deering, fidanzato di Marisol, che sembra quasi staccato dalla storia per buona parte della stagione. Solo alla fine si capisce che effettivamente è collegato ed ha anche un ruolo importante pure con la prima stagione. Non si capisce nemmeno tanto bene l'accanimento di Marisol nello smascherare il marito. Cosa sei, la paladina della legge? Una combattente che veste alla marinara?
Ci sono poi i Miller, da cui lavora Rosie, le cui vicende sembrano interessarci in qualche modo, ma alla fine fanno solo da contornino per movimentare le cose.
Forzatissimo il rapporto fra Rosie e Spencer, che sembravano essersi lasciati e invece in poche scene tornano insieme. E forzatissimo, ancora, il ritorno del "quasi" defunto marito di Rosie.
Poco carina Zoila a non stare col marito fin quando questo conceda il proprio rene a Genevieve.
★★

The Americans (Season 1& 2)

Idem con patate quanto sopra per The Americans, la serie sulle spie del KGB durante gli anni '80 e la guerra fredda.
Se la prima stagione era avvincente e convincente, con le varie missioni da seguire e portare a termine con una consequenzialità, la seconda stagione mi è apparsa annacquata.
E' come se non si capisse dove vogliano andare a parare, e anzi si dimostra più interessante il rapporto fra Nina Sergeevna e l'agente Beeman, che quello che stanno facendo nel frattempo i Jennings. A distanza di tempo posso dire che non mi è rimasta affatto in mente e che il pathos è stato davvero poco. Ma solo io ho notato che non sembrano esattamente negli anni '80, fra abbigliamento e arredamento?
★★

Voi avete visto queste serie? Che ne pensate delle ultime stagioni? E cosa state seguendo di interessante?



28 luglio 2014

Compagni di scuola.

Non ho mai amato i revival, visto che molte volte o ti deludono o ti lasciano l'amaro in bocca.
Altre volte li trovi semplicemente inutili. Tipo le reunion con i compagni del liceo.
E' da più di un mese che su Facebook aleggia questo evento riguardo una rimpatriata, ed io ho glissato, scapolando la notifica come gli inviti a Candy Crush.
Il tempo è passato ed eccoci al giorno fatidico.
Mi arriva un messaggio dall'organizzatore dicendomi di dare conferma, e in quel momento mi chiedo
Perché?
Perché qualcuno dovrebbe essere così sadico da organizzare una rimpatriata?
Perché qualcuno dovrebbe essere così masochista da andarci?
Perché fare una rimpatriata considerando che il liceo è finito da nemmeno 5 anni?
Chiariamoci, non ho mai odiato particolarmente nessun componente della mia ex classe.
C'era molta disarmonia, e questo lo sapevano persino gli scarafaggi nei bagni.
In fondo non c'erano chissà quali motivazioni, o grosse rivalità, ma fra noi non funzionavamo.
Piccoli gruppetti abitavano la classe: c'erano i ragazzi, intenti a parlare di calcio, le ragazze intente a sparlarsi alle spalle, c'erano quelli convinti di essere fighi, c'erano quelli che volevano fare gli amici di tutti, c'eravamo noi, un po' sfigati un po' nerd.
Provare a fare incursione negli altri gruppi era fattibile ma a tempo determinato, per la tua personale salute mentale.
Le assemblee di classe poi erano i momenti in cui queste divisioni esplodevano in discussioni e litigate senza fine, che sottolineavano rimostranze tutte personali. Credo che qualcuno abbia ancora i video delle scenate fatti col cellulare.
Già con le varie feste per i diciottesimi si sottolinearono come stavano le cose e chi era davvero amico di chi, ma poi con l'esame di maturità vi fu il tripudio degli egoismi.
Ok, non si suggerisce, ma se per non farlo scappi dall'aula appena finito il compito, allora un pochino stronzo sei.
Finito il liceo ognuno ha preso giustamente la sua strada. Con alcune persone sono ancora in contatto, con altre non più, con altre ancora ho provato a riprendere i rapporti, finendo a tarallucci e vino.
E' vero, le persone cambiano, a volte crescono, ma ho ripensato a tutte le volte in cui ho incontrato al supermercato o per strada qualche ex compagno di scuola.
Ho ripensato a quanti rapporti ho chiuso per via di situazioni sedimentatesi in questi anni.
Ho ripensato alle persone che non ho più avuto voglia di sentire per svariate ragioni.
Ho ripensato alle occasioni mai colte di potersi risentire.
E mi sono chiesto, ma a che ci serve una rimpatriata?
Alla fine ho detto che sarei stato impegnato per la serata ma in realtà pensavo



E voi? Che rapporto avevate con i vostri compagni di scuola? Siete ancora in contatto?



23 luglio 2014

P_laylist #6

Mi dicono dalla regia che son passati circa 3 mesi dall'ultima volta che ho parlato delle canzoni che mi frullano per la testa, ma la verità è che fra esami e impegni di vario genere non ho avuto modo di ascoltare molta musica.
Inoltre io ho un rapporto di amore ed odio con i classici pezzi dance estivi che passano in radio. Ho odiato tutte le canzoni dei mondiali, anche quella di Mina con un testo sinceramente ridicolo.
La palla è rotonda. Ma vero dici?
Io mi sento piuttosto una Muchacha sexy che balla senza trucco e tacchi ma con le chiappette al vento, le sopracciglia che prendono il volo e le tette al mento.
E non ho guardato questo Sky full of stars, perché l'ho trovato noioso e banale.
Mi è piaciuta invece Love Runs Out dei One Republic, perché Ryan Tedder è figo, amo il video e il cardigan che indossa e ci dovrebbero essere più Ryan Tedder in giro.


Dovrei riascoltare il loro album, Native, che forse non mi era piaciuto o magari ricordo male.
Ma non ho apprezzato solo gli ometti, ma anche le donnine.
Una, non proprio ancora donnina, è Ariana Grande che qualche tempo fa ha tirato fuori Break Free, primo singolo del prossimo album. Per me è al limite del tunz accettabile e il pezzo è originale come i vestiti a fiori in primavera, ma anche i neuroni vanno in ferie con questo caldo.


E sempre in tema di ragazzette poco originali ma che per l'estate hanno tirato fuori delle canzoncine carine e adatte al mood, ho sentito il brano di Nicole Scherzinger, un nome, un progetto.
La canzone si chiama Your Love e devo ammettere che all'inizio non mi faceva impazzire per colpa del troppo autotune di cui non capivo il senso. Poi mi è capitato di sentirla dal vivo e l'ho apprezzata generalmente di più. E poi lei è proprio gnocca.




 Continuo, a distanza di due mesi, ad ascoltare Staring at the Sun di Anastacia (qui la recensione dell'album) dopo un periodo in cui Pendulum non voleva uscirmi dalla testa, pur essendosi beccata una stellina.
Invece, non so da quale cassettino della memoria ho tirato fuori Save you di Kelly Clarckson, ballatona che risale almeno al 2009, che già allora non era la mia preferita ma che non so come, mi è rimasta impressa per giorni e giorni.

Io mi fermo, voi però fatemi sapere se conoscete questi brani, quali sono i vostri preferiti e più ascoltati del momento.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...