venerdì 13 settembre 2019

|#backtoseries|
13 Reasons Why 3 è COMPLETAMENTE sbagliata! 😣

Sembrava che il vortice che ha inghiottito 13 Reasons Why non potesse scendere ancora più verso lo sprofondo che aveva raggiunto con una seconda stagione stantia di emozioni, piatta, inutile e priva di messaggi positivi, ma la vita e le serie tv che non dovevano essere rinnovate mi hanno insegnato che non c'è fine al peggio.



La terza stagione di 13 Reasons Why infatti mi ha dimostrato come in tredici episodi si possa distruggere un'intera serie televisiva rendendola ancora più assurda, dannosa e poco interessante.
L'errore più grande di questa terza stagione, secondo me, è proprio la capacità con cui la serie si contraddice e si azzoppa da sola più o meno costantemente.
Già prima di avere a disposizione gli episodi, il trailer ci aveva annunciato che uno dei personaggi è morto, e bisognava scoprire il colpevole. Ma ci avevano anche anticipato che il compianto è Bryce Walker.



Già questo trailer ci aveva anticipato troppe cose: intanto che la serie avrebbe avuto un cambio di stile da un certo punto di vista, non più solo teen drama con un importate impatto sociologico, ma quasi un thriller alla ricerca di un assassino.
Ma soprattutto ci hanno fatto spoiler su un passaggio che di per sé è importante ai fini della storia: se mi riveli che un personaggio muore mi togli parte dell'intreccio e della storia.
Il fatto è che nemmeno quelli di Tredici ci hanno creduto, perché hanno fatto fuori il tipo che più faceva comodo, essendo Bryce forse uno dei personaggi più odiati e banali che la serie offriva: bianco, etero, campione negli sport e proveniente da una famiglia benestante, e soprattutto colpevole di molteplici misfatti, fra cui abusi, spaccio di droga, bullismo e nonnismo.
Got a secret, can you keep it?
Ah, no scusate.


Qui si apre un altro problema visto che la rassegna dei possibili colpevoli, oltre che particolarmente scontata nello sviluppo, è praticamente sterminata.
Bryce è il protagonista più stronzo di Tredici, pure il suo fantasma è stronzo, motivo per cui è possibile che chiunque, dal fioraio in fondo alla strada a sua madre, abbia cospirato alla sua dipartita. Ed ovviamente a noi, che avevamo conosciuto Bryce proprio come antagonista, non ci interessa proprio nulla della sua morte né di chi è stato o di come abbiano fatto ad ucciderlo, anche perché è chiaro sia stata solo una scelta comoda allo sceneggiatore, che non perde un personaggio amato dal pubblico, ma ha trovato una ragione per portare avanti la serie tv.
Ma fanno anche di peggio perché in questo terzo capitolo di 13 Reasons Why tentano di ripulire la reputazione di Bryce, non capendo che non solo allo spettatore non interessa, ma che può risultare dannoso per l'assunto che trasmette.


Da questo punto di vista 13 Reasons Why ha sbagliato sotto tutti i fronti. Ad inizio stagione e poi prima di ogni puntata ci fanno sapere che se abbiamo bisogno di aiuto, se siamo vittime di violenza o abusi, dobbiamo rivolgerci a qualcuno, parlare con un amico o ancora meglio con un adulto. Questo perché 13 Reasons Why è una serie tv per giovani ed ha un pubblico per la maggiore di adolescenti, peccato poi che tutti i personaggi facciano proprio l'esatto opposto ad ogni singola puntata, tentano in ogni modo di non proferire parola su quello che gli sta accadendo e cercano di risolvere situazioni molto complicate da soli. Inoltre potevano prendere anche dei cartonati per interpretare i genitori tanta la loro inutilità: questi adulti sembrano inetti, incapaci di ascoltare un adolescente e di avere empatia nei confronti di un giovane, oltre a risultate poco affidabili nel perseguire la verità.
In pratica in tredici episodi hanno dato fuoco e scavato la fossa a qualunque messaggio positivo o educativo e di speranza si potesse dare ai ragazzi.

Risultati immagini per 13 reasons why season 3 scenes

Quindi non solo cercano di riabilitare il nome di uno stupratore a piede libero, riuscendoci anche male perché sembra bipolare, ma invertono l'ordine delle cose e si contraddicono, mostrando che se fai qualcosa di male puoi farla franca, che se sei colpevole puoi dare la colpa ad un altro, che se sei innocente, anche se ti impicci di continuo, puoi essere perseguitato dalla legge, e che se cerchi di cavartela da solo, con sotterfugi e bugie, chi lo sa, magari ci riesci.
Ma facciamo un passo indietro alla struttura della serie, anche perché non voglio farvi troppo spoiler su ciò che accade.
Un ulteriore modo in cui Tredici si azzoppa da sola risultando noiosa e senza tensione è presentando sempre la stessa struttura narrativa: ad ogni puntata vagliano il movente e ovviamente l'alibi di tutti i possibili colpevoli della morte di Bryce. Alle prime puntate può funzionare ma immaginate seguire 13 episodi con si svolgono sempre allo stesso modo: diventa avvilente.


Inutile dire che, sorpresa, la risoluzione arriva alla tredicesima puntata quando ormai sei convinto di costituirti come l'assassino di Bryce Walker pur di mettere fine a questo scempio.
Un altro colpo di originalità è ovviamente la voce narrante che non può mancare in 13 Reasons Why. Nella prima stagione abbiamo avuto Hanna Baker, nella terza hanno pensato fosse il momento di aggiungere un personaggio nuovo, ed arriva Ani Achola, che è nuova alla Liberty High ma, non si capisce bene perché, è particolarmente interessata a non farsi i fatti suoi.
Ani è davvero uno dei personaggi più odiosi della storia delle serie tv.


Non fa altro che stare in mezzo, impicciarsi ed intromettersi, far domande, è azzeccosa come pochi, è sempre dietro gli angoli che origlia e spia qualcuno, oltre a mentire di continuo e confabulare con chiunque. È falsa, è bugiarda, è antipatica, è saccente, è doppiogiochista. È l'unica mezza sciroccata che giustifica Bryce, pur essendo la meno titolata visto che l'ha conosciuto per un breve periodo.
Ha la sindrome di Jessica Fletcher ma se la sente anche più psicologa, dà consigli di coppia, fa la sessuologa, la badante e l'infermiera.
Ani è un personaggio costante in 13 Reasons Why 3, e questo la rende ancora più difficile da sopportare. Parla solo quando c'è da spettegolare altrimenti ti guarda con aria di sufficienza ed aspetta che tu magari dica o faccia qualcosa di sbagliato per giudicarti. È una di quelle persone silentemente manipolatrici che non vorresti mai accanto, di quelle che magicamente usa il plurale quando ha la colpa, come per dividere il peso. In una sola parola, è una stronza.


L'utilità di Ani è alla fine cercare di scavare nelle vicende, far ripetere certe circostanze e mettere pulci nelle orecchie di Clay così che possa farle da braccio destro e che ovviamente abbocca come un cretino. Ma tutto quello che riguarda Ani è assurdo: conosce in modo dettagliato anche situazioni in cui non era presente e che al massimo le hanno raccontato, e gli altri continuano a fidarsi di questa ultima arrivata che non solo si dimostra ambigua, ma chiaramente giudica malamente tutti ed è antipatica.
Purtroppo dall'altro lato assistiamo ad un appiattimento dei personaggi, risultano un po' tutti ripetitivi, poco interessanti, come se avessero giusto due o tre emozioni da mostrare e ciclicamente ce le facessero vedere. È vero che la recitazione secondo me è calata molto, specie per Clay Jensen/Dylan Minnette che ha davvero due espressioni, entrambe corrugate e con lo sguardo perso.


Ma c'è di peggio, visto che un po' tutti i personaggi fanno azioni incomprensibili o assurde: da chi vuole scappare chissà dove facendo autostop per sfuggire alla giustizia, a chi appoggia un cartello messicano di riciclaggio di denaro, per farvi capire il livello.
Tyler è un esempio perfetto in questo senso, ha un inizio tremendo (ci credo, con Tony e Clay a far da badanti anche io scapoccerei), e poi peggiora diventando più inquietante, salvo per un'unica scena un po' più emotiva e convincente. Nel suo caso non aiuta anche il doppiaggio che sembra fatto da un robot, e l'attore recita che sembra in decomposizione.



Ma non è solo ciò che fanno i ragazzi in 13 Reasons Why a renderli strani, banali, stereotipati, o problematici, ma anche come vengono rappresentati. Casey Ford ad esempio, questa attivista femminista, che vuole "sovvertire il patriarcato", ovviamente con i capelli corti e i modi sguaiati da maschiaccio. Peggio se la passa Montgomery "Monty" de la Cruz, visto che non credo ci serva un omosessuale frustrato vittima della sua omofobia interiorizzata e da una condizione familiare sgangherata.
Dicevo poco più su che il messaggio educativo che la serie vorrebbe trasmettere si perde del tutto e lo fa nel peggiore dei modi: i colpevoli non mostrano un attimo di rimorso, quando nelle stagioni precedenti non sapevano tenersi un cece in bocca; chi ha comunque commesso un reato, ma non è l'assassino, viene quasi preso in giro dalla polizia come se fosse uno scemetto che ha calpestato le aiuole. È chiaro che c'è sempre di peggio, ma se nemmeno le forze dell'ordine portano un minimo di giustizia sullo schermo, a questo punto nulla ha più senso.


In generale il tentativo di portare in Tredici una vastità di temi come l'abuso di droga, i problemi della politica di Trump specie riguardo l'immigrazione, il bullismo, e la circolazioni di armi soprattutto nelle scuole, risulta fiacco perché è troppa roba e nulla viene approfondito. Ho trovato toccante e che facesse quasi male fisico il modo in cui hanno raccontato l'aborto di Chloe, una scena che nella sua brevità comunque fa riflettere e colpisce, ma questo è uno dei rarissimi momenti in cui 13 Reasons Why 3 riprende un minimo di spessore.

Risultati immagini per Chlöe Rice season 3

Il resto è un ammasso di dialoghi scontati, noiosi, ripetutivi, di un intreccio che non è intricato ma solo incasinato da colpi di scena e incongruenze, che mettono solo mal di testa nel cercare di venirne a capo. Alla fine non c'è una logica perché l'obbiettivo è stato creare una terza stagione su qualcosa che non aveva alcuna attrattiva e mordente, cercando di darle appeal e farla apparire come interessante, cosa che non solo non è riuscita ma ha fatto calare ulteriormente la qualità.
Credo che 13 Reasons Why sia la peggiore serie tv che abbia visto quest'anno, i problemi sono infiniti, i messaggi sbagliati trasmessi possono risultare realmente dannosi, non a caso, l'attrice che interpreta Ani, Grace Saif, ha dovuto chiudere i social per via dei tanti commenti negativi che dei ragazzini che si appassionano e che possono far fatica a capire la differenza fra realtà e finzione le hanno rivolto. Era già successo all'attore che ha il ruolo di Bryce, Justin Prentice, quindi non imparano nemmeno dai loro errori.
La quarta stagione sembra sarà l'ultima, e credo sia una benedizione per tutti, io però non so se intendo perdere ancora una volta 13 ore della mia vita con una serie tv così scadente.




mercoledì 11 settembre 2019

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Origins CLEAR IMPROVEMENT™ Maschera Al Miele e Carbone 🐝

Internet è una grandissima scatola con dentro una infinità di cose, alcune negative, altre più positive. Ci sono opportunità, c'è chi trova il proprio spazio, c'è chi addirittura ci trova successo e amore. Io sinceramente non puntavo così in alto, ma nel corso del tempo sono stato anche io fortunato, ho avuto qualche chance ed ho trovato anche buoni rapporti, che sono proseguiti al di fuori di questi pixel.
Un esempio è Simona (MissPenny09): la passione per il beauty ci ha fatti incontrare, tanti altri hobby ci hanno avvicinato, e i nostri caratteri schietti si sono riuniti in una bella amicizia.
C'è la reciprocità e l'affetto, ma ogni tanto ci sono anche i regali che sono appunto, in parte, l'espressione delle nostre passioni e di ciò che ci piace, come in questo caso.
Infatti qualche tempo fa Simona ha deciso di farmi dono di una delle sue maschere viso preferite così che potessi provarla anche io: la CLEAR IMPROVEMENT™ Charcoal Honey Mask di Origins.




Conoscevo solo per fama Origins, questa azienda americana specializzata nella cura della pelle, incluso il make up, e che riunisce nelle loro formulazioni sia estratti vegetali che sostanze più funzionali e avanzate, scartando invece elementi quali formaldeide, oli minerali, paraffine e parabeni. Questo non fa di Origins un'azienda ecobiologica come noi in Italia intendiamo questa filosofia, ma i loro prodotti contengono diversi ingredienti naturali.
La linea CLEAR IMPROVEMENT™ di Origins ad esempio contiene carbone di bambù che pare abbia capacità assorbenti, purificanti e detossinanti. Ma con la Charcoal Honey Mask l'azienda ha voluto fare un passo avanti aggiungendo anche altri elementi che potessero arricchire e bilanciare la formula:
"Questa delicata maschera purificante con Carbone di bambù, Wildflower Dorato e Miele Fermentato disintossica profondamente mentre nutre la pelle, lasciandola confortevole, pulita e luminosa."
Se non ho nulla da dire sulle proprietà nutrienti ed emollienti del miele, che capeggia in alto nell'INCI, non ho la più pallida idea di cosa sia questo Golden Wildflower, e probabilmente non lo scoprirò mai. Posso però dirvi che la composizione racchiude alcune argille, fra cui il caolino, e diversi oli essenziali come quello di Ylang Ylang che non solo viene usato per aromatizzare, ma anche per nutrire, stesso potere che ha l'olio essenziale di chiodi di garofano. Per supportare il potere purificante e rinfrescante della Maschera al Miele e Carbone Origins, ci sono olio essenziale di lavanda, menta e rosmarino. Più in basso nell'INCI aspettano un po' di caffeina e acido ialuronico che male non fanno.



Tutta questa tecnica però non vi racconta la bellezza della Charcoal Honey Mask: la texture è cremosa e spessa, con un bellissimo colore grigio e all'interno tantissime minuscole pagliuzze dorate. Descrivervi l'odore non è semplice, ma posso dirvi che a me sa proprio di spa, nonostante non ci sia mai stato. Sicuramente primeggia il profumo del miele ma si innestano altri aromi dati sicuramente dal mix degli oli essenziali che la rendono fresca e gradevole.
Origins è un po' parca nella spiegazione di uso, ma indica solo di stenderla sul viso pulito dopo aver fatto aprire i pori, e di rimuoverla una volta asciutta. Sulla frequenza di utilizzo dice una volta a settimana, o quando se ne sente il bisogno. Io uso semplicemente le dita per stenderla e cerco di applicarne uno strato omogeneo ma non troppo spesso. Una volta asciutta diventa ancora più bella da vedere perché assume una colorazione oro-bronzata, e resta comunque liscia e non secca come le classiche paste all'argilla, tuttavia io non aspetto che la Maschera Miele e Carbone si asciughi, o meglio i miei tempi di posa sono variabili.



Ho notato infatti che saltuariamente quasi subito dopo averla applicata, sulla zona alta degli zigomi e sul naso avverto una sorta di pizzicore che non è fastidioso, e soprattutto non si trasforma mai in rossore o irritazione, ma direi che è più un'azione stimolante che cerco di controllare. Non accade ogni volta che utilizzo questa maschera per cui a volte la lascio agire fin quando risulta più o meno asciutta, altre preferisco sciaquarla prima. Nel giro di 15/20 minuti la maschera ha praticamente agito e può essere rimossa.
Rimuovere la Charcoal Honey Mask richiede un minimo di pazienza e si fa prima con una spugnetta o un panno in microfibra. Tuttavia una volta che la si sciacqua via la pelle risplende: su di me questa maschera Origins riesce a migliorare moltissimo la grana della pelle, rendendola liscia e morbida, anche in quei punti in cui ho più problemi, in particolare la zona T dove pori dilatati e qualche punto nero sono habitué. Vi dicevo che nonostante il pizzicore non mi sono mai trovato la cute arrossata, ma anzi assume un colorito più omogeneo.



In generale riesce ad assorbire bene il sebo in eccesso lasciandomi la pelle più pulita.
L'unico reale appunto che mi sento di fare a questa maschera è che su di me è più purificante che nutritiva: non posso dire che secchi la pelle o che sia aggressiva, io stesso posso utilizzarla anche d'inverno quando ho la pelle più bisognosa, ma dopo averla utilizzata ho bisogno, specie in alcune zone, di dover applicare almeno un siero per ristabilire l'idratazione necessaria. Quindi l'azione 
Per il resto la maschera CLEAR IMPROVEMENT al Carbone e Miele Origins mi è sembrata ben equilibrata e potrebbe adattarsi davvero a chiunque, eccetto magari a quelle pelli sottili, sensibili, e secche a cui comunque immagino non importi nulla di purificare.

INFO BOX 
🔎 Sephora, origins.eu
💸 €31
🏋 75 ml
🗺 Made in USA
⏳  24 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱                




lunedì 9 settembre 2019

|Beauty Cues|
Vecchie conoscenze🧓🏻, un prodotto da non comprare ❌ ma qualcosa si salva 🥰!

Nelle ultime occasioni ho preferito distinguere per tipologia i miei promossi e bocciati del periodo, ma questa volta mi ritrovo con così tanti finiti in casa che non posso fare a meno che raccogliere tutto in un'unica recensione per cercare di uscirne (vivo). Sì, vi sto parlando praticamente della mia pattumiera, ma a modo mio vi sto dicendo che questa volta non ci saranno molti fronzoli ma andrò dritto al punto.

Cien AquaRich Mild Face Wash
Gel Detergente delicato



Una vecchia conoscenza direttamente dallo scorso anno e posso dirvi che riconfermo quanto avevo scritto qui un anno fa. Non so perché mia sorella acquistò due confezioni di questo gel detergente viso Cien e soprattutto perché le lasciò a me, ma evidentemente la sconsideratezza nel fare acquisti è di casa. Comunque dicevo, il Mild Face Wash è stato un valido prodotto per il viso durante l'estate: pulisce a fondo la cute ma non la lascia secca o tirante. Non è particolarmente schiumogeno, e credo che questo contribuisca a renderlo ben equilibrato. A me non dà particolare fastidio agli occhi e più in generale, non posso che confermarne l'assenza di aspetti negativi come irritazioni o strane reazioni.


Ho visto che Cien ha cambiato la confezione di questo detergente viso, ma non credo abbia cambiato l'INCI che resta un po' spoglio di attivi, e sicuramente non ecobiologico, ma comunque accettabile nell'ottica di un prodotto economico e facilmente reperibile. 
Vi do una dritta: qualora siate in viaggio ed avete dimenticato il docciaschiuma o non avete posto per metterlo in valigia, o se semplicemente come me dimenticate anche il vostro nome, il Mild Face Wash Cien funziona bene anche sul corpo. Se lo utilizzate con una spugna crea anche una bella schiuma. Comunque per quanto riguarda tutti i dettagli date un'occhiata alla recensione dello scorso anno.

INFO BOX 
🔎 Lidl
💸 € 1.99
🏋 150 ml
🗺 Made in Germania
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌱


La Saponaria Idrolato di fiori d'arancio bio


Per me gli idrolati sono fra i tonici viso più efficaci, semplici e piacevoli che si possano scegliere e quelli de La Saponaria sono davvero validi. Avevo provato quello di Rosmarino proprio lo scorso anno, ma questa volta ho voluto scegliere l'idrolato di fiori di arancio che più si adatta alla mia pelle che passa dal misto d'estate al secco d'inverno.
In particolare La Saponaria racconta questo prodotto così:

I fiori d'arancio che utilizziamo per produrre questo idrolato vengono raccolti in Emilia Romagna, da piccoli coltivatori locali nel pieno rispetto dell'ambiente.
Questo idrolato tonifica, lenisce, rinfresca e rigenera l'epidermide. Particolarmente adatto alle pelli secche, è utilizzato anche per le sue proprietà calmanti e distensive sul sistema nervoso.
Come dicevo ho usato l'idrolato come sostituto del tonico: prima di qualunque passaggio skin care vaporizzo un po' di prodotto sul viso, tampono con le mani ed aspetto che si assorba e si asciughi. Ho scelto appunto di travasare il prodotto in un contenitore spray per comodità, ma anche perché così si va ad accentuare la capacità rinfrescante dell'idrolato di fiori d'arancio.
È uno dei miei idrolati preferiti perché mi lascia la pelle leggermente idratata, sicuramente lenita, rinfrescata tanto che l'ho utilizzato nel corso delle giornate calde giusto per darmi svegliarmi un attimo dall'afa. Dall'altro lato è perfetto come tonico un po' per tutti i tipi di pelle secondo me perché l'idrolato di Fiori d'arancio La Saponaria non lascia la pelle appiccicosa, non crea problemi con la skin care che segue ed è piacevole appunto anche quando avete finito con i vostri prodotti abituali ma sentite il bisogno di quel pelo in più di freschezza ed idratazione. Inutile dire che l'aroma naturale di zagara per me è paradisiaco.
Ho un altro idrolato La Saponaria, visto il costo e la vasta scelta, ma potrei tranquillamente riacquistare questo ai fiori d'arancio.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, online
💸 €4
🏋 100ml
🗺 Italia
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 Vegan
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸




Pensavo sarebbe stato amore con questo Lip Balm Burt's Bees, soprattutto per la particolare profumazione Cocco e Pera, che alla sola idea mi mandava in visibiglio, tuttavia il problema è proprio l'aroma.
Si tratta di uno stick alla fine abbastanza classico: gli ingredienti sono i soliti dei balsami labbra, quindi oli vegetali come cocco, ricino, di semi di girasole, ma anche burro di karité e ovviamente, in questo caso, estratto di pera. Tutti questi elementi creano una texture scorrevole, morbida ma non sguisciosa, una consistenza sottile ma non esageratamente evanescente che si stende bene e risulta confortevole. La sento sulle labbra, dura ma non mi pare appiccicoso o pesante. Tende ad avere un finish lucido, ma per me non è un problema.
Essenzialmente non posso nemmeno parlar male della sua funzione: questo Lip Balm Burt's Bees mi idratata a sufficienza le labbra, me le lascia morbide ed elastiche; non è secondo me il balsamo labbra più nutriente e protettivo e riparatore che esista su questa terra, ma fa il suo.

Apertura un po' rupestre, ma era impossibile far di meglio.

Però purtroppo la profumazione Coconut & Pear per me è completamente bocciata. Dai primi utilizzi ho pensato che il prodotto fosse andato a male tant'è che mi son messo a cercare review sul web perché magari il problema era solo mio. In realtà ho visto che anche altri hanno riscontrato nell'aroma un sentore come di olio rancido, che si mischia al profumo di pera e cocco. Quindi è come se questo Lip Balm Burt's Bees prima ti attira con profumo dolce e fresco e poi ti sputa questo retroaroma aspro e davvero fastidioso. Purtroppo lo sento sulle labbra ma soprattutto è uno di quei profumi che senti anche in gola, e ti fanno venire quel grattino fastidioso.
Ho provato, Vostro Onore lo giuro, a terminare questo burrocacao applicandolo magari la notte, ma non sono riuscito, così è finito in una borsa e lì giace in attesa di completa dipartita.
Conservo ancora dopo tre anni il buon ricordo del Balsamo Labbra Rigenerante, quindi non credo sia finita qui con i Lip Balm Burt's Bees, ma se potete state alla larga dalla variante Coconut & Pear.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, online, Amazon
💸 €3.95
🏋 4.25gr
🗺 Made in USA
⏳  12 Mesi
🔬 Leaping Bunny
💓⇒ 🌸

Erbaviva Bio Dentifricio Rimineralizzante Whitening
Carbone e salvia



Ero seriamente convinto di aver già parlato di questo dentifricio Erba Viva Bio, ma evidentemente non ci sto più con la testa, ed è un peccato perché l'ho apprezzato molto. È un prodotto in pasta dal color grigio chiaro, abbastanza compatta ma che poi si rivela funzionale a detergere il cavo orale: non fa molta schiuma come un po' tutti i dentifrici con ingredienti naturali, ma è sufficiente per andare a spazzolare a lungo i denti. La sensazione che lascia è quella di una bocca pulita e delicatamente fresca.
Credo che tutti i dentifrici Erbaviva contengano fluoro e siano appunto considerati rimineralizzanti. In effetti pur avendo i denti sensibili, anche nell'uso continuativo e quotidiano non ha accentuato questo problema. Però la versione Whitening contiene anche altri elementi, come il succo di uva che capeggia proprio l'INCI e si ritrova poi in un altro estratto a fine della lista degli ingredienti.
Il dentifricio Erbaviva Bio Whitening offre una pulizia profonda della bocca e aiuta a ritrovare il bianco naturale dei denti. La sua formula unisce le naturali proprietà sbiancanti della salvia e del carbone vegetale a quelle protettive e rinforzanti del succo d’uva, per denti più bianchi e protetti. Gli oli essenziali di menta ed eucalipto donano un piacevole aroma balsamico e rinfrescante, garantendo un alito fresco a lungo.



Per quanto riguarda la mia esperienza non ho notato un effetto sbiancante dei denti, e non ci speravo più di tanto, ma sicuramente il colore dello smalto non è affatto peggiorato (cosa che per un caffeinomane come me non è poi così scontato). Il sapore come vi dicevo è delicato, ma molto piacevole, a me ricorda un po' la liquirizia. La sensazione di freschezza non è molto duratura proprio perché non così intensa, ma secondo me c'è, e la percezione di cavo orale pulito ne giova perché il prodotto non lascia residui in bocca.
Insomma il Dentifricio Whitening Rimineralizzante di Erbaviva Bio mi è piaciuto molto e ne ho già un altro che metterò presto sotto mano.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione 
💸 €1.80 (in offerta)/ €2.49
🏋 75ml
🗺 Made in Italia
⏳  6 Mesi
🔬 NATRUE, Bioagricert
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱




Quando ho scoperto la linea bio di Felce Azzurra la mia attenzione è cresciuta, nonostante immaginavo non puntassero a prodotti estremamente originali, ma i cosmetici naturali e di facile reperibilità (oltre che dal costo accessibile) sono sempre i benvenuti. La gamma Felce Azzurra Bio credo nascesse principalmente con otto prodotti, tutti detergenti per corpo e mani, con il 98,8% di ingredienti di origine naturale, ma poi si sono accodati anche i detergenti intimi.
Per primo ho scelto di provare il Doccia Gel Mandorla e Cocco proprio attirato dagli ingredienti principali, e mi ha stupito leggere che non contiene gli oli di questi due frutti ma gli estratti. In più ad arricchire la formula hanno inserito succo di aloe e glicerina.
La sua formula è delicata sulla pelle e ideale per l’uso quotidiano. Le proprietà emollienti della Mandorla si uniscono a quelle idratanti del Cocco per donare morbidezza alla pelle.
Un doccia gel che quindi dovrebbe detergere in modo gentile, ed effettivamente mi sento di concordare. Si presenta come un gel appunto molto fluido, e forse questo è un po' il neo di questo prodotto, visto che in genere amo detergenti un po' più sodi così da non scivolare troppo via e da evitare qualunque spreco.



Per quanto riguarda la profumazione mi spiace, ma nemmeno con tutta la fantasia che mi ha donato mia madre ci sento il cocco; io percepisco più un aroma dolce, vicino ma non di mandorla, abbastanza intenso ma non particolarmente persistente sulla pelle. A contatto con l'acqua e soprattutto se usato con la spugna, il Doccia Gel Felce Azzurra Bio produce una morbida schiuma sufficiente da aiutare a lavare, ma senza poi risultarmi tedioso al momento del risciacquo.
La mia pelle che non ama giustamente essere aggredita, resta pulita ma morbida e non tira nemmeno dopo magari qualche tempo dalla doccia. Certamente la mia abitudine nel mettere la crema corpo non salta, ma non impazzisco assolutamente di prurito e fastidio se salto questo step. Uno di quei prodotti che puoi mettere in doccia insomma, e va bene a tutta la famiglia.
Vista la più che positiva esperienza che ho avuto tornerò a scavare nella gamma Felce Azzurra Bio non solo per i doccia gel ma anche per altri prodotti sperando che la linea si espanda.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Ipercoop, Acqua e Sapone, Tigotà 
💸 €1.99 (in offerta)
🏋 250ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 Mesi
🔬 ICEA Cosmos Organic, Nickel, Cromo, Cobalto Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱

La Saponaria 'Osolebio Travel size Crema solare alta protezione SPF50



Quest'anno La Saponaria ha rinfrescato la sua linea di solari 'Osolebio, rivedendo anche le referenze a disposizione e aggiungendo per fortuna una travel size richiudibile solo però dell'SPF 50 adatta anche ai bambini, e che mi ha permesso di provare le loro protezioni. La mia è stata una esperienza che poteva andare meglio ma poteva andare anche peggio.
La Saponaria spiega molto bene il prodotto quindi per una volta posso riposarmi e citarvi quel che si legge sul retro della bustina

Ricca di nutrienti e sostanze funzionali, protegge con efficacia la pelle di viso e corpo.
Ha una texture leggera, si applica con facilità senza lasciare scia bianca e rende la pelle morbida e vellutata.
Contiene  Girasole e Bisabololo naturale per nutrire e lenire la pelle, Vitamina E, Melagrana e Gamma Orizanolo per proteggerla dallo stress ossidativo causato dal sole e filtri minerali naturali per difenderla naturalmente dai raggi UVA e UVB.
Si tratta di un fluido protettivo a base di ossido di zinco e biossido di titanio non nano, che offrono una protezione ad ampio spettro, supportati dall'orizanolo e a cui si affiancano sostanze come olio di cocco e di semi di girasole per nutrire, estratto di melograno come antiossidante e bisabololo che lenisce. È una lozione abbastanza fluida che non ha profumo, sebbene si sente l'odore non proprio amabile ma molto poco durevole dei componenti.



Effettivamente non fa fatica ad essere stesa e distribuita, tuttavia credo che questa crema solare La Saponaria sia più adatta ai bimbi che agli adulti, soprattutto sul viso: io trovo infatti che lasci molta patina bianca, per quanto tenti di massaggiarla e distribuirla al meglio. E come dico sempre, se si nota su di me che sono bianco come questo blog, su una carnagione scura è un disastro. In generale la formulazione piace alla mia pelle anche del viso, non mi risulta troppo unta né appiccicosa, anche se tende sicuramente a lucidarsi nel corso della giornata, ma non è esteticamente presentabile. Dirò una cosa che sconvolgerà i più fedeli: se usata in maniera molto parsimoniosa (modalità che sconsiglia anche La Saponaria, suggerendo giustamente una applicazione abbondante e frequente) questa crema risulta più adatta al viso di un essere adulto e senziente, ma ovviamente non è un modo di uso corretto, specie se vi esponete a lungo ad un sole intenso e diretto.



Devo aggiungere che trovo protegga bene, faccia proprio da barriera e la cute non si arrossa né si scalda; inoltre non secca la pelle ed ho notato che questa crema solare è effettivamente resistente all'acqua, nonostante non sia troppo difficile da rimuovere in fase di detersione.
Credo che La Saponaria abbia avuto una buona idea con questa Travel Size della Crema solare SPF50 e più in generale abbia creato una formulazione naturale valida, ma per l'uso che faccio io della protezione, per lo più in città e su zone esposte come braccia e viso, non è fattibile utilizzarla senza risultare strano. I bimbi invece troveranno un solare che li proteggerà bene, e che aiuterà la mamma o il papà ad una stesura omogenea e completa.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, sito dell'azienda 
💸 €4,90
🏋 25ml
🗺 Made in Italia
⏳  6 Mesi
🔬 Cosmetici Biologici CCPB
💓⇒ 🌸🌸🌸


Ho esagerato questa volta con le recensioni, ma dovevo sbloccare questa situazione di confezioni vaganti (e vacanti) che adesso possono raggiungere la raccolta differenziata.


venerdì 6 settembre 2019

|P_laylist|
Prima li odiavo e ora sono primi in classifica 😱 | Tutte le novità di fine estate

Questa interminabile parentesi chiamata estate non vuol saperne di tacere, ma credo che musicalmente parlando possiamo raccogliere baracca e burattini, perché ci stiamo dirigendo verso una nuova stagione e quindi mi sembra arrivato il momento della classifica dell'ultimo mese, con tutta la musica a cui le mie orecchie non si sono potute sottrarre e che ho apprezzato o che ho detestato. Come sempre partiamo dall'ultima posizione.


17 - Boomdabash, Alessandra Amoroso - Mambo Salentino



Non è esattamente l'uscita ad agosto ma ho fatto di tutto per evitare di sentirla, ma mi son rifiutato di ascoltarla fino appunto a poco tempo fa. Un giorno ero in auto ed ho dovuto cambiare stazione quattro volte (giuro, quattro) perché ovunque davano questo benedetto Mambo Salentino. Alla fine mi sono arreso ma non posso che darle l'ultima posizione. Brutto il testo, brutto l'arrangiamento, brutto pure il video.

16 - Edoardo Bennato - HO FATTO UN SELFIE



L'ultima posizione è stata più che contesa, e in effetti toccava ad Edoardo Bennato e la sua Ho fatto un selfie, ma è stato scalzato da Mambo Salentino, anche perché almeno Bennato ha un intento simpatico e ironico (vedi il selfie con Salvini). E vi dirò di più fosse stata lanciata un paio di anni fa, quando parlare dell'autoscatto era di moda, avrebbe avuto forse qualche attenzione in più, ma potete ben immaginare che non posso che bocciare una roba così.

15 - Lil Nas X - Old Town Road (feat. Billy Ray Cyrus)



Non è uscita questa estate e non è nemmeno una novità di agosto, ma avevo sentito parlare di Old Town Road per un fatto, secondo me che sono vecchio, direi increscioso: la canzone ha infatti battuto, con 17 settimane consecutive in vetta alla Billboard Hot 100, il record di Mariah Carey e dei Boyz II Men con One Sweet Day. Ok, il record era anche di Despacito, ma questo dimostra una cosa, ovvero che ci siamo inesorabilmente rincoglioniti. Old Town Road è una canzone ridicola, con un video ridicolo. Son contento che Lil Nas X sia riuscito a far coming out, cosa che immagino sia scomoda nel mondo della musica trap e country, mi fa piacere che un ragazzo giovane abbia successo, ma non ci siamo.

14 - Camila Cabello - Shameless


Camila e la sua nuova Shameless apre la parentesi della inutilità: brani che a mio avviso non sono né belli né fastidiosi, ma mi sono risultati insipidi e con poco mordente. Non ricordo già più questa canzone della Cabello, quindi vi fa capire quanto mi abbia coinvolto. Così come non ricordo l'altro brano appena uscito, intitolato Liar. E l'ho anche ascoltato un paio di volte. Camila Cabello poi ha sempre un altro problema: non canta ma miagola, cosa che per le mie orecchie, diventa difficile da apprezzare.

13 - Emma Marrone - Io Sono Bella



Non so come mi sia apparsa la nuova canzone di Emma Marrone, Io sono Bella, fra la New Music Friday di Spotify visto che la sua musica non l'ascolto praticamente mai (forse non c'entra nulla quello che ascolti di solito?), ma è una novità e ce la sciroppiamo. Ho scoperto dopo che è stata scritta da Vasco Rossi, e si sente quindi per le mie orecchie era tutto estremamente evitabile. Una robetta che strizza l'occhio al rock, ma che mi è sembrata molto ripetitiva e senza una apertura.

12- Ariana Grande, Social House - boyfriend



Ariana Grande sembra avere una fissazione con questa storia dei fidanzati: prima vuole che due si lascino perché lei si annoia, e già lì siamo a livello di psicosi, poi è gelosa di uno con cui nemmeno ha una relazione. Questa sua Boyfriend mi è sembrata soporifera fin dal primo ascolto, e poi non so se è sempre colpa della mia vecchiaia, ma non mi sembra mandi un messaggio molto positivo a questi giovani scalmanati.

11 - Normani - Motivation 


Normani voleva essere Beyoncé e ovviamente non poteva con le altre quattro sgallettate delle Fifth Harmony, però appena ha avuto l'occasione è corsa ai ripari prendendo tutto ciò che poteva dalla sua beniamina, ma il risultato con Motivation finisce per diventare una citazione più che una ispirazione. Sei bellissima Normy e sei anche molto brava, ma non sei Beyoncé.

10 - Ava Max- Torn



Dopo Sweet But Psycho ero pronto a definire Ava Max una One Hit Wonder, visto che tardava ad arrivare nuova musica. Tuttavia in parte mi sbagliavo in parte no, perché l'ultimo singolo Torn non credo possa eguagliare lo stesso successo del pezzo precedente. Ava ha sicuramente voce, una buona tecnica ma il rischio di anonimato è tanto, Torn non resta in mente e la somiglianza estetica con Lady Gaga è parecchia per potersi distinguere. Sono comunque curioso di ascoltare il suo album, se mai ce ne dovesse essere uno.

9 - 13 Reasons Why Soundtrack Season 3




È difficile dare un solo voto o comunque una sola posizione ad un intero album specie se composto da più artisti, in generale però la colonna sonora della terza stagione di 13 Reasons Why, per quanto non mi abbia particolarmente appassionato ha alcuni brani validi.



Non è la miglior soundtrack che abbia mai sentito, ma è varia nei generi e per i cantati che raccoglie, e sicuramente mi è piaciuta di più della terza stagione di Tredici di cui parlerò fra non molto.

8 - OneRepublic - Wanted



Un'altra novità freschissima dei da me molto apprezzati One Republic, che però, almeno in questa mia classifica meritano solo una ottava posizione. Wanted manca di qualcosa, è come se non mi trasmettesse completamente l'energia che invece di solito i One Republic mi sanno dare. Forse ascoltandola qualche volta in più potrei cambiare in parte idea, ma così, su due piedi, non mi sembra proprio un ritorno col botto.

7 - Kygo & Whitney Houston - Higher Love


Erano gli inizi degli anni '90 quando Whitney Houston incise la cover di Higher Love, ma solo per la versione giapponese di I'm Your Baby Tonight. Così il produttore e dj Kygo ha pensato di prendere quella traccia e dargli nuova vita. L'insieme è un sound dance anni '80, la voce di Whitney si fonde benissimo ed anzi è davvero incredibile come abbiano saputo recuperare una traccia e farla sembrare quasi una reincisione recente. Le citazioni del video poi sono molto carine, quindi secondo me l'operazione è riuscita, oltre al fatto che son sicuro che i fan di Whitney saranno stati contenti di risentire la loro beniamina. Il problema è che in generale Higher Love non mi convince come brano.

6 - Katy Perry - Small Talk


Prima classificata il mese scorso, ma nella classifica di Agosto Katy Perry ha perso per me diverse posizioni. Resta comunque nella zona calda dei brani che mi son piaciuti ed ho ascoltato volentieri, ma Small Talk non mi ha entusiasmato come Never Really Over. Il video è carinissimo, val la pena vederlo anche solo per Nugget, il cane di Katy, ma non è una di quelle canzoni che ho avuto voglia di ascoltare a rotazione.

5 - Mahmood - Barrio 



Novità di Settembre e molto atteso, Barrio, il nuovo singolo di Mahmood, mi è piaciuto parecchio. Lui ovviamente ha giocato la carta che gli riesce meglio, e non mi riferisco alla foto mezzo nudo su Instagram, ma alle sonorità orientaleggianti ed al tempo stesso moderne. È vero che somiglia molto a Calipso, altro brano in cui è sempre presente Mahmood, ed è anche vero che ho dovuto cercare il significato di Barrio, ma ho apprezzato molto lo stesso.

4 - Sam Smith - How Do You Sleep?



Giuro che fino a qualche tempo fa non sopportavo minimamente la voce di Sam Smith, ma già proprio dal duetto con Normani  qualcosa è cambiato e ho iniziato ad apprezzare ed ascoltare molto più frequentemente i suoi singoli. Il video è un po' una noia, questo Vogueing ormai risulta vecchio e ripetitivo, ma How Do You Sleep? è suadente e non mi esce dalla testa.

3 - Charlie Puth – I Warned Myself


Charlie Puth era un altro di quelli che non sopportavo (addirittura lo avevo messo fra la musica peggiore della scosta estate) e a questo punto penserete che il problema sia mio, ma avevo l'impressione di essere perseguitato dalla sua Done For Me. Con I Warned Myself mi son ricreduto, mi sembra abbia trovato una strada più matura, più cupa che preferisco molto di più.
Cresce la curiosità per il suo album, anche in questo caso non so se e quando ci sarà.

2 - Taylor Swift - Lover (Album)



Non avrei mai pensato che Taylor Swift sarebbe finita ai primi posti di una mia classifica musicale, perché sinceramente la sua musica non faceva per me. Ho sempre preferito voci più dotate e agli inizi faceva un genere, il country, che, per quanto fosse comunque mischiato al pop, non è fra i miei preferiti. Col tempo ho iniziato ad osservarla (musicalmente parlando, mica sono uno stalker), e molte volte non l'ho sopportata, perché mi sembrava che ogni sua canzone fosse un modo per pulirsi la coscienza ed incolpare ex amici e fidanzati.


Poi, il 23 Agosto, quando è arrivato Lover, ho iniziato ad ascoltarlo una volta, poi due, poi ho iniziato a metterlo di sottofondo mentre magari scrivo o faccio le mie cose. Insomma, se fosse un cd fisico lo avrei probabilmente già rigato. Non tutti i brani di Lover sono per me piacevoli, la stessa ME! mi infastidisce, ma non posso non apprezzare canzoni come Miss Americana & the Heartbreak Prince, Cornelia Street e l'armonia che trasmette Daylight.

1 - Miley Cyrus - Slide Away



Sì, il mio primo posto per la classifica di Agosto va a Miley Cyrus e Slide Away, brano molto probabilmente riferito al suo divorzio con quel gran bel figliolo di Liam Hemsworth. Slide Away non è la miglior canzone che abbia mai sentito, non mi ci straccio le vesti per l'onda emotiva che trasmette, va ovviamente tutto contestualizzato a tutti gli altri brani del periodo, ma non posso non apprezzare e sentirmi vicino a quella amarezza e al tempo stesso forza che trasmette. Quindi sì Miley merita il primo posto.


Ci sarebbe molto altro da aggiungere alla mia classifica, visto che Settembre sta già preparandoci a molte novità musicali, ma tocca fare una cernita. Ho visto che Lana del Rey è tornata con un nuovo, travagliatissimo album, così come i Modà, e pure Greta Menchi ha fatto un singolo, ma sinceramente non mi voglio così male.



mercoledì 4 settembre 2019

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Nuove Maschere Clinians HYDROGEL | Luxury Mask 💎

Quando faccio i miei giri per negozi entro in due modalità: la prima un po' versione Dora l'Esploratrice, quando so che c'è una novità ed inizio a cercarla in lungo e in largo, o semplicemente ho tempo da perdere e posso mettermi anche a leggere gli INCI anche dell'ACE candeggina, e magari scovo qualcosa di interessante. Oppure vado in modalità Marie Kondo, preciso e ordinato sapendo già cosa puntare, in genere le quattro cose che compro di solito.
Ero andato proprio da Acqua e Sapone con idee ben precise, diretto a prendere solo alcuni prodotti di necessità e sul volantino non avevo notato nessuna nuova uscita che potesse essere attraente. Poi un po' per caso in fila alle casse ho buttato un occhio al reparto cosmesi viso e il mio sguardo ha incrociato per caso una nuova uscita firmata Clinians, ovvero le Luxury Mask.



Non devo fare alcun mea culpa però: non le avevo notate sul volantino perché non ci sono. Comunque ad attirare in particolar modo la mia attenzione è stato il fatto che Clinians ha riempito secondo me un vuoto: le Luxury Mask infatti sono delle maschere in hydrogel, trattamento che nella grande distribuzione, non è molto frequente.
Al momento sono solo due nella gamma dell'azienda, ed hanno più di qualche aspetto in comune. Entrambe le maschere infatti dovrebbero contrastare i segni dell'età, la perdita di elasticità e di idratazione, ed entrambe le maschere Clinians, come molte di quelle hydrogel, sono divise in due parti. Ho apprezzato molto che sulle confezioni sia specificato che sono anche adatte agli uomini con la barba, che può sembrare una sciocchezza ovvia, ma non lo avevo mai letto fra le indicazioni.



La scelta di provare per prima la Luxury Diamond Mask Clinians è data dalla combinazione degli ingredienti. Non mi sono fatto abbindolare da quel polvere di diamanti stampato sulla confezione, anche perché ne vorrei uno intero piuttosto che sbriciolato, ma il resto dell'INCI è davvero interessante. Si legge sul retro
"Ingredienti: la formula è realizzata con il 93% di ingredienti di origine naturale e contiene: -Attivi Cosmetici che svolgono un azione Anti Age e che aiutano a migliorare la naturale luminosità della pelle - Acido Ialuronico e ceramidi, mantengono la pelle idratata a lungo - Vitamina A+E, ad azione anti ossidante - Olio di Jojoba, assicura nutrimento ed idratazione alla pelle - Polvere di Diamante trasforma la maschera in un vero e proprio trattamento di bellezza "di lusso"."
Più nello specifico Clinians ha inserito Niacinamide, la vitamina B3 dalle infinite capacità, l'allantoina che idrata e lenisce, così come l'adenosina, un aminoacido che fornisce appunto idratazione e supporto alla pelle.
Quando ho estratto la Luxury Diamond Mask dalla confezione ho notato che contiene davvero tanto siero, cosa non del tutto comune alle maschere in hydrogel.
Ho notato anche che il materiale è sottile che si adatta bene alla forma del viso grazie ad una certa elasticità, ma vi consiglio di prestare attenzione perché proprio per lo spessore si può strappare facilmente. Io ad esempio ho creato due piccoli fori nell'applicarla maldestramente. Inoltre credo che su un viso più grande e pieno del mio possa risultare un po' limitata.
Farla aderire alla pelle è molto semplice e non si scolla affatto anche stando in piedi o facendo qualche faccenda.



Non mi è parsa particolarmente fresca, potrei benissimo usarla anche d'inverno, mentre per quanto riguarda la fragranza posso dirvi che è davvero delicata ed appena percepibile anche mentre la si lascia agire.
A proposito della posa Clinians suggerisce 20-30 minuti ma io ho allungato e dopo circa 40 minuti sentivo che l'hydrogel si stava asciugando ed ho deciso di rimuoverlo trovando sulla mia pelle aspetti positivi ma anche negativi: da un lato la pelle era più tonica, un po' più distesa e in generale aveva un aspetto omogeneo e luminoso; inoltre la sentivo più che sufficientemente idratata, tanto che ad aggiungere i prodotti della mia skin care li avrei probabilmente sprecati. Su una pelle particolarmente secca e provata, o magari d'inverno però credo sia meglio applicarci altro sopra. Non mi ha lasciato dei residui sul viso e questo è un altro aspetto positivo.
Tuttavia non riesco a sopportare che la maschera lasci tanti piccolissimi microglitter sul viso, proprio effetto You are the Dacing Queen Young and Sweet Only seventeen.
Se usata di giorno, magari sotto al make up e con l'idea di detergere il viso a fine giornata o per un evento, allora la Luxury Diamond Mask di Clinians può aver senso, ma sapete che non amo andare a dormire con dei glitter o con dei pigmenti sul viso ma preferisco che la mia skin care sia quanto più possibile "pulita". L'azienda indica che non è necessario sciacquare il viso successivamente al trattamento ma non sono convinto.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Acqua e Sapone, Tigotà
💸 €2.15 (in offerta)
🏋 24gr
🗺 Made in Italy
⏳  maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸 


Clinians Luxury Gold Mask
Maschera in Hydrogel Anti Age - Illuminante



Esteticamente molto simile all'altra Luxury Mask, la versione Gold ovviamente è dorata (sorpresi, vero?!), ha un profumo diverso al mio naso, sempre molto delicato e fresco, ma si distingue anche per alcuni elementi nell'INCI che sono diversi rispetto alla precedente maschera.
Sul retro del pack Clinians scrive

"Ingredienti: la formula è realizzata con il 94% di ingredienti di origine naturale e contiene: - Attivi Cosmetici che svolgono un'azione Anti Age e che aiutano a migliore la naturale luminosità della pelle - Acido Ialuronico, mantiene la pelle idratata a lungo - Collagene, un importante costituente di sostegno della pelle - The Verde ad azione antiossidante - Allantoina, ad azione protettiva - Olio di Argan e di Jojoba, assicurano nutrimento ed idratazione alla pelle - Polvere d'Oro, trasforma la maschera in un vero e proprio trattamento di bellezza ''di lusso''."
Si ripresenta per il duo adenosina e niacinamide ma le similarità non finiscono qui. Infatti sia i tempi di posa che le caratteristiche che Clinians attribuisce alla Gold Mask sono identiche all'altra maschera in termini di funzionalità.
In generale anche la sensazione sulla pelle è pressapoco la medesima: io non la avverto come particolarmente fresca, è tutto sommato comoda, anche se l'hydrogel mi è sembrato un pelo più resistente.


Ma la Luxury Gold Mask ha soprattutto una caratteristica che secondo me la rende migliore dall'altro trattamento: contiene e perde meno particelle glitter. Ci sono sempre, non fraintendetemi, ma sono decisamente di meno, ed anche più sottili quindi in un certo senso il problema resta ma secondo me è anche più adatta da utilizzare di giorno senza il timore che un illuminante Fenty Beauty ci si sia rotto in faccia. Dopo averla lasciata agire anche in questo caso per circa 40 minuti, sentivo la pelle idratata, morbida e non mi era rimasta sul viso alcuna patina o sensazione sgradevole: il siero si era assorbito senza lasciar traccia. Anche in questo caso aggiungere altri prodotti idratanti non era esattamente una necessità urgente. Probabilmente se avete una pelle secca o in clima rigido è meglio bloccare l'evaporazione di questa idratazione con una crema viso.
La pelle mi sembrava più soda e compatta, un pelo di più che con la Luxury Diamond Mask, senza l'odioso effetto lifting, oltre che luminosa.
Se dovessi scegliere fra una di queste due maschere Hydrogel Clinians, penso che sceglierei proprio questa versione Gold, che offre più o meno gli stessi benefici ma senza troppe pagliuzze vaganti.

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🔎 Grande distribuzione, Acqua e Sapone, Tigotà
💸 €2.15 (in offerta)
🏋 24gr
🗺 Made in Italy
⏳  maschera monouso
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💓⇒ 🌸🌸🌸🌱 


Le Luxury Mask in Hydrogel Clinians mi son sembrate delle maschere oneste, se le trovate in offerta, nel rapporto qualità/prezzo. Io purtroppo su certe cose ho le mie fisime per quanto riguarda glitter&co. nei trattamenti viso. In entrambi i casi credo abbiano ingredienti che richiedono tempo affinché si possa vedere un reale risultato, quindi concordo con Clinians sul fatto che andrebbero fatte almeno 2 volte a settimana.




lunedì 2 settembre 2019

|Beauty Cues|
Prodotti corpo NACOMI... vi dico la mia!

Fra i brand che hanno fatto il giro dei blog e dei social a cui sono arrivato tardi c'è sicuramente Nacomi, l'azienda polacca di cui avevo avuto modo di provare un solo prodotto proprio agli inizi di quest'anno.
La mia esperienza era stata così positiva (qui per leggerla) così ho deciso di proseguirla con altri cosmetici per il corpo Nacomi. Per questa estate ne ho scelti tre diversi e soprattutto con altrettante profumazioni che potessero ispirarmi ed accompagnarmi durante questa stagione calda.
Come sempre sono pronto a condurvi fra tutti i pro e contro di questi prodotti, perché questa volta ho notato proprio dei lati molto positivi ed altri che invece mi hanno purtroppo lasciato perplesso.

Nacomi  Jelly ShowerSummer in Greece

Gelatina da doccia


Forse il prodotto più particolare di questo terzetto, ma forse anche il più problematico, questa gelatina da doccia Nacomi mi aveva sin da subito ammaliato per questa profumazione Summer in Greece, buonissima: richiama davvero l'estate, la salsedine, il mare, ma non è pungente o troppo aspra, ma freschissima ed intensa. Resta una po' sulla pelle anche dopo aver sciacquato via il tutto. 
Credo che il termine gelatina possa essere fraintendibile perché non è molliccia e traballante come un crème caramel ad esempio, ma io direi che sembra più un sapone, quindi solido ma gelatinoso. 
All'interno ci sono pochi ingredienti funzionali, come estratto di aloe, pantenolo e glicerina per dare alla formulazione una azione anche idratante, ma tutto questo potete leggerlo nella descrizione che ci lascia Nacomi ovvero:
La gelatina detergente per corpo è la sorella più divertente del sapone alla glicerina, che ti farà perdere la testa con il suo straordinario aroma. La gelatina contiene delicate sostanze detergenti, che puliscono delicatamente e rinfrescano la tua pelle, mentre il tocco in più di estratto di aloe e D-pantenolo lenisce e idrata la pelle. Divertiti!
Il problema che ho riscontrato con la Shower Jelly Nacomi è l'utilizzo.



L'azienda dice o di prendere l'intera gelatina o di prenderne pezzi e sfregarla sul corpo. Io ho provato entrambi i modi ma non mi hanno soddisfatto: ad utilizzare tutto il dischetto di gelatina funziona e crea una leggera schiuma, ma mi sembra di contaminare inutilmente tutta la Jelly; prenderne pezzi invece non mi piace perché non crea affatto schiuma e quindi non mi da una sensazione di detersione efficace. La miglior soluzione che ho trovato è una via di mezzo: prendo un pezzetto di gelatina da doccia, e lo "spalmo" su una spugna cercando di intrappolarla nella trama. 



Sembra un'odissea messa così, e sicuramente è un po' barbaro come metodo ma è semplice ed efficace. Questo utilizzo rende la Shower Jelly Nacomi decisamente più schiumosa quindi per me anche più piacevole da utilizzare. Tuttavia questa non è una totale happy ending perché questo metodo funziona ma si tende a sprecare prodotto, perché pezzettini di gelatina tendono a scivolare un po' ovunque.
Dall'altro lato apprezzo proprio come deterge il corpo delicatamente lasciando la pelle fresca, morbida e profumata, e credo possa essere adatta davvero a tutti i tipi di pelle, ma non riesco a superare che l'utilizzo di questa Shower Jelly Summer in Greece di Nacomi sia difficoltoso oltre che ad avere breve durata.

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💸  € 6.50
🏋 100gr
🗺 Made in Poland
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 EcoCert, Vegan OK                     
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Questo scrub corpo Nacomi secondo me può far innamorare due categorie di persone. La prima è quella di tutti coloro i quali amano le profumazioni dolci, intense, avvolgenti, ma che comunque restano fresche. A me è piaciuta moltissimo, direi una fragranza paradisiaca che inonda le narici ogni volta che apro quel barattolo, che non ricorda esattamente la torta al cocco, ma comunque deve essere apprezzata perché è molto percepibile.
La seconda categoria è invece composta da coloro che hanno la pelle molto secca o che magari non prestano una cura maniacale alla cute del corpo. Si tratta infatti di un Body Scrub a base di oli, esattamente una miscela di zucchero, che appunto esfolia meccanicamente, associato a scaglie di cocco, che contribuisce all'eliminazione delle cellule morte, uniti ad olio di cocco e di mandorle.

Lo scrub allo zucchero dal paradisiaco profumo di cocco esfolia efficacemente le cellule morte dell’epidermide, lasciando la tua pelle particolarmente liscia. L’olio di cocco e l’olio di mandorle dolci che sono alla base dello scrub idratano intensamente e nutrono la pelle, rendendola più soda e più bella. 

Il body scrub Light Coconut Cake Nacomi secondo me è proprio adatto a cuti da secche e a molto secche perché l'ho trovato parecchio oleoso, per le mie necessità anche troppo.



Usato prima della detersione mi restava la pelle un po' troppo unta per i miei gusti. E sì, ho provato sia a miscelare lo scrub prima di prelevarlo, sia cercando di far depositare la parte più oleosa e quindi tentando di recuperare (per quanto possibile) più gli elementi esfolianti. In ogni caso per me non era fattibile, quindi ho semplicemente invertito gli ordini: prima esfolio e poi detergo. In questo modo non si va ad intaccare troppo la qualità del Body Scrub, ma si evita quella sensazione di pelle unta. L'unico appunto è di non usare un detergente corpo troppo delicato perché perdete solo tempo, meglio un doccia gel schiumoso.



Secondo me ha un potere scrubbante decisamente intenso, ha una bella granulosità, si sente sulla pelle, ma non lo trovo irritante o aggressivo, sebbene certamente lo consiglio non più di una volta a settimana. Sciacquarlo via, untuosità a parte, è davvero facile anche perché parte dei granuli di zucchero si sciolgono mentre lo si usa. A me lascia la pelle setosissima, molto morbida, liscia e anche esteticamente più bella visto che gli oli vanno a nutrire la pelle e la rendono elastica. Dopo l'utilizzo del Body Scrub Light Coconut Cake Nacomi non sento la necessità di applicare una crema corpo, anche con questo metodo invertito, per cui, nonostante abbia dovuto cambiare le mie abitudini, comunque non posso che promuoverlo.

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Nacomi Body Yogurt Blueberry Dream
Yogurt per il corpo Mirtilli




Per completare il terzetto un prodotto con una profumazione fruttata non poteva mancare, e questo Yogurt di Nacomi ha esattamente l'aroma che mi aspettavo: dolce ma con quella nota aspra che caratterizza appunto i mirtilli, ha un'intensità alta e persiste sulla pelle.
L'aspetto di questa crema corpo è proprio quella di uno yogurt, fluida ma soda, a me fa venire fame, ma è facile riuscirci.
Nonostante questa consistenza, è un prodotto che non va sottovalutato dal punto di vista dell'efficacia. All'interno infatti hanno inserito diversi emollienti e ingredienti nutrienti:
Lo yogurt vegano per il corpo ha una consistenza ultra leggera.
L'olio di mandorle dolci e l'olio di cocco idratano la pelle, mentre le proteine del riso e l'estratto di lievito ripristinano la sua microflora naturale. Rinnovando la funzione di barriera dell'epidermide, lo yogurt renderà la pelle ben idratata e nutrita, lasciando il profumo di mirtillo.


Tutti questi elementi secondo me si fanno sentire sulla pelle: nonostante non faccia praticamente scia bianca e si massaggi molto bene, ho notato che il Body Yogurt Nacomi riesce a idratarmi molto bene la pelle, che comunque nel mio caso tende al secco, specie su braccia e gambe. In generale ammorbidisce molto la cute (infatti lo uso anche sui piedi ed insisto sui gomiti) e la liscia sufficientemente a lungo da non aver bisogno di essere riapplicata durante il giorno. Tuttavia credo che almeno per me non sia il prodotto più indicato per l'estate perché richiede qualche secondo per essere assorbito dalla pelle.



Questo significa che non si tratta di quella crema corpo quasi impalpabile che ricerco per la stagione calda, infatti io sono riuscito ad utilizzarla solo la sera e nemmeno tutti i giorni perché se il clima era particolarmente afoso ed umido mi dava una lieve sensazione di appiccicoso, almeno fino a quando non si era completamente assorbita.
Se la temperatura è più clemente non mi da alcun problema di sorta, ma in ogni caso questo Yogurt Blueberry Dream mi è piaciuto ed anche parecchio, e se dovessi provarne altre varianti presterò attenzione ad usarlo in un periodo climaticamente meno complicato. Secondo me si adatta anche appunto a pelli un po' più secche, ma non estremamente aride perché giustamente non è un burro corpo né comunque Nacomi fa promesse di questo tipo.

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🔎 Bioprofumeria, Online, Maquibeauty.it
💸  €14.00
🏋 180ml
🗺 Made in Poland
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 EcoCert, Vegan OK                     
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Le mie aspettative sui prodotti Nacomi non so come mai fossero particolarmente alte ed effettivamente, sebbene il modo d'uso in alcuni casi non sia dei migliori, le performance che ho riscontrato mi son sembrate molto valide. Credo che per quest'anno la mia relazione con questa azienda finisce qui, ma penso che nel prossimo futuro potrei tornare a provare qualcos'altro, specie i prodotti viso.
Qual è la vostra esperienza con Nacomi?








venerdì 30 agosto 2019

|#backtoseries|
La (MIA) verità sul caso Harry Quebert 😐🥱😟

Un best seller dal successo mondiale tradotto in 32 lingue che si trasforma in una miniserie poteva essere un'ottima idea come lo è stato per altri prodotti, ma nel caso de La verità sul caso Harry Quebert, secondo me il risultato non ha raggiunto le aspettative che nutrivo e che si portava dietro fra la lunga promozione che ha ricevuto, le grandi critiche e il cast mica da poco.
Ma andiamo per ordine.



La verità sul caso Harry Quebert si muove su due fasce temporali: la prima nel 2008 quando il giovane talento Marcus Goldman sta affrontando il blocco dello scrittore per il suo secondo libro, che dovrebbe quantomeno raggiungere il buon successo del primo romanzo. Restare sulla cresta dell'onda non è mica semplice, e così Marcus decide di andare dall'unica persona che conosce cosa si prova a dover affrontare un processo creativo lento, un amico nonché un mentore ed un insegnante: Harry Quebert, che vive un po' schivo nella sua casa a Goose Cove.
Per qualche settimana i due convivono, ma Marcus, che non sa farsi i fatti suoi, un po' per caso scopre che nel passato di Harry c'era un'ombra che non conosceva.

Nel 1975 infatti un trentaquattrenne Harry Quebert aveva intessuto una relazione amorosa con l'allora quindicenne Nola Kellergan, nella sperduta cittadina di Somerset. L'anno successivo avrebbe pubblicato il suo romanzo più famoso: Le origini del male.
Sembrava una semplice storia dal passato di cui Harry non voleva discutere, ma presto si rivelerà una ferita ancora aperta ed un caso da risolvere. Il corpo di Nola infatti, insieme ad un manoscritto de Le origini del male, verrà ritrovato trentanni più tardi proprio nel giardino della casa di Quebert, ed aprirà un'indagine che sconvolgerà l'interna città.Vecchi e nuovi dissapori si faranno di ancora una volta strada, ma soprattutto Harry finirà nel centro del ciclone come colpevole. L'allievo Marcus cercherà di far l'impossibile per dimostrare l'innocenza dell'amico ma risolvere il caso Harry Quebert non sarà facile.



Una storia che all'apparenza sembra semplice avrà uno sviluppo più intricato e che sfrutta, come spesso capita nei thriller, la coralità dei personaggi che si susseguono e che finiscono tutti per essere intrecciati alla storia di Harry e Nola. Si riversa poi in un argomento torbido, a tratti un po' crudo che stimola forse la parte più pruriginosa di noi.
Diciamo che l'originalità non è forse il punto più debole secondo me di questa serie tv, perché è una storia in grado di stimolare l'interesse e di spingerti a voler scoprire la verità. Uno dei problemi per me è che qui e lì l'ho trovata una serie tv troppo lenta.
Le 10 puntate in cui è divisa la storia mi son sembrate un po' stirate, come se cercassero in tutti i modi di non raggiungere quei punti di svolta che, in altri film o serie, sono invece sblocchi molto semplici, oltre che prevedibili. 



Un altro espediente un po' banale con cui si gioca per evitare la risoluzione è il tipico non detto, le frasi a mezza bocca, le interruzioni "inaspettate" su pezzi mancanti del puzzle che formerebbe facilmente un'immagine più completa. Sono tutti aspetti questi che ho spiegato (male) che tendono a farmi calare l'attenzione e la tensione: se non vuoi dirmi una cosa, non ti supplico per farlo, come nella realtà. Avrei poi tagliato alcune scene completamente senza senso e che nulla aggiungono o tolgono allo sviluppo, anzi risultano un po' ridicole. Ad esempio Harry e Marcus che si mettono a far box o si stendono sotto la pioggia, così, ripeto, senza una logica necessità.
Un altro punto che ho trovato un po' debole è il cast non sempre all'altezza. Patrick Dempsey è davvero bravo a vestire i panni di un uomo che vive due età diverse con due patimenti in parte distinti. Un po' ripetitiva ma a tratti credibile anche la Nola di Kristine Froseth, mentre assolutamente insopportabile è Marcus Goldman, interpretato da Ben Schnetzer, davvero una faccia da schiaffi.


Tutto ciò però è superabile se rapportato a quello che considero il difetto più pesante de La verità sul caso Harry Quebert ovvero i personaggi stessi, che ho trovato composti male e negativi. Nola Kellergan ci viene proposta come una 15enne appassionata di letteratura ed addirittura di opera lirica, anche se non si capisce come faccia ad aver sviluppato questa passione in una cittadina sperduta negli anni '70. Ci viene presentata anche come sveglia e particolarmente intelligente, ma ripeto, noi non abbiamo elementi per dirlo visto che la vediamo solo gironzolare o a lavoro. Le vengono messi in bocca dialoghi che non le appartengono. Anche Harry non è un personaggio approfondito ma lui è proprio il problema: una storia d'amore fra un trentenne incallito ed una ragazzina di 15 anni non può essere secondo me in alcun modo romanticizzata. Non mi suscita tenerezza, o dispiacere, mi ha solo messo a disagio. Lui stesso dirà in una scena
"Non sono un maniaco, ho sbagliato solo ad innamorarmi di una ragazza di 15 anni"
come a voler alleggerire il suo ruolo nella vicenda con la carta dell'amore. Ma è ancora peggio perché noi non vediamo da parte sua un reale momento di pentimento o di presa di coscienza di quel che sta facendo, nonostante lo ammetta. Quindi si rivelerà ai miei occhi un carnefice tanto quanto gli altri.



Capisco che questo può essere un problema mio soggettivo e che magari avrei dovuto scegliere un'altra miniserie da vedere, ma ad avermi lasciato perplesso è anche il modo in cui questa relazione viene raccontata e come si approcciano i personaggi ad essa. Devo tuttavia sottolineare che la relazione non è raccontata in modo morboso, così come altre scene di violenza non sono mostrate con troppa dovizia di particolari.
Dall'altro lato però ho colto la difficoltà nel portare sullo schermo una storia di questo tipo e l'ho notato nella regia che, oltre a risultare in generale un po' datata e ripetitiva, tenta di nascondere quelli che sono gli approcci di questa coppia. Ad esempio un paio di inquadrature un po' sghembe quando i due scambiano effusioni, credo siano volute per evitare di sottolineare quello che sta accadendo.
Questa è quindi la mia verità sul caso Harry Quebert: una storia cupa che potrebbe essere molto affascinante, ma che si perde nel modo in cui tenta di raccontare le vicende preferendo lungaggini inutili ad incisività ed impatto, e che soprattutto non stigmatizza abbastanza un comportamento che non ha nulla di positivo o romantico.








mercoledì 28 agosto 2019

|Beauty Cues #WeeklyMask|
ELECTIVE trattamenti viso a DUE e TRE fasi 🤨

L'ultima volta che ho parlato dei trattamenti viso Fria vi avevo detto che avrei chiuso la parentesi con quelle maschere, anche perché ho provato praticamente tutte quelle che mi interessavano.
La verità è che però, in qualche modo, sto ritornando sui miei passi. Qualche tempo fa infatti accanto allo stand dei prodotti Fria Myself, almeno nei negozi della mia zona, ce n'era un altro un po' più timido ma interessante, con una gamma di sei trattamenti viso in più fasi sotto il nome di Elective.



In principio non avevo inteso come mai Fria e Elective condividessero gli stessi spazi, ma poi leggendo sul retro ho scoperto che entrambi i brand sono prodotti dalla Diva International S.r.l..
Vi dico la verità: la gamma di trattamenti viso all'apparenza mi sembra ben fatta, con ingredienti molto interessanti, funzionalità diversificate, ma il costo mi ha frenato parecchio, specie considerando che non ne avevo mai sentito parlare. Ma appena li ho beccati in offerta non potevo che fare da cavia, e ne ho scelti due.



Ammetto che la mia scelta è stata un po' casuale, volendo provare sia i trattamenti bifase che trifase, basandomi generalmente sugli ingredienti e sulla efficacia promessa, ma secondo, e lo vedrete fra un attimo, bisogna studiare un po' con attenzione queste maschere anche per altri aspetti.


Elective Trattamento viso Elasticizing – Relaxing



Il Trattamento Elasticizing – Relaxing fa parte dei trattamenti in tre fasi di Elective e mi ha colpito moltissimo sotto tanti punti di vista.
La fase uno è un gel-crema fresco che si stende benissimo sulla pelle e che ha un ottimo profumo floreale, sebbene sia troppo intenso tanto che è perdurato abbastanza a lungo dopo l'applicazione. Contiene acido salicilico ma anche acqua di fiordaliso che è un astringente, e camomilla e calendula i cui estratti hanno proprietà lenitive. Di base questo primo step dovrebbe svolgere un'azione di peeling e di detersione, ma non va sciacquato: semplicemente si massaggia e si lascia assorbire. Pensavo che la quantità della lozione fosse un po' eccessiva e così è stato: mi è bastata per coprire abbondantemente viso e collo. Temevo inoltre che lasciasse residui ed invece tutto sommato la mia pelle l'ha assorbita bene, anzi in verità ne facessero un siero per il viso in confezione airless lo prenderei, mi ha lasciato la pelle idratata e liscia. Non avevo residui in giro per il viso né mi sembrava appiccicoso. L'unico neo che posso sottolineare è, ripeto, la quantità di profumo che hanno inserito, un po' troppo anche per il mio naso non sensibile.



La fase due invece consiste in una tipica maschera in tessuto, a mio avviso accettabile in quanto è sufficientemente imbevuta ed ha aderito bene al viso senza scollarsi troppo, nonostante il tessuto non fosse esageratamente sottile. Anche la forma non era delle peggiori, tuttavia c'è un aspetto che odio: la pellicola protettiva, un doppio strato di tessuto che non serve a nulla se non ad assorbire e quindi sprecare il siero della maschera. Basta. Non ne abbiamo bisogno, non mettetecelo.
L'aspetto più sorprendente di questa maschera è stato sicuramente l'estratto che contiene, ovvero l'agarico bianco ovvero il fungo del larice che pare sia

"utilizzato in cosmetica per purificare la pelle e aumentarne il tono oltre che per la sua azione benefica sui pori dilatati."

Sulla pelle comunque questa seconda fase del Trattamento viso Elasticizing – Relaxing era piacevolmente ma delicatamente fresca. Anche qui profumo a iosa, ma comunque non è stato disturbante.
Una volta rimossa questa seconda fase la pelle era tonica, distesa e fresca. I segni di espressione erano meno evidenti e mi è sembrata anche più elastica e sicuramente questo step è stato un'ulteriore passaggio di idratazione. Non mi è sembrato però che i pori fossero particolarmente più ridotti. Il siero si è assorbito in relativamente poco tempo, anche se tolta la cellulosa ho dovuto massaggiare quel che era rimasto sul viso per farlo assorbire.

La terza fase del trattamento elasticizzante Elective è caratterizzata invece dalle proprietà antiossidanti dell'estratto di ibisco. È una crema bianca abbastanza ferma nel prelevarla, ricca e fondente ma anche nello stenderla è un po' unticcia. Anche in questo caso è abbondantemente bastata a coprire viso e collo, e io ci ho fatto anche un massaggio. In questo caso l'assorbimento è stato prolungato: vuoi per i primi due step, vuoi perché si tratta di un passaggio corposo, ci è voluto un po' prima che la pelle mi risultasse più asciutta. Forse avrei dovuto evitare di applicare tutto il prodotto presente nella confezione, ma non sapevo bene come regolarmi. In ogni caso non era soffocante o occludente, soltanto il viso mi è rimasto un po' lucido.



Come vi avevo anticipato, il Trattamento viso Elasticizing – Relaxing Elective mi è piaciuto: intanto mi ci sono rilassato e divertito, passare step dopo step è gradevole e nessuno dei passaggi l'ho trovato fastidioso, complicato o inutile. La mia pelle dopo questa maschera era sicuramente ben nutrita, compatta e sicuramente elastica, i segni di espressione che ancora sono pochi, mi son sembrati distesi e in generale il senso di turgore e rimpolpamento mi sembrava evidente. Ovviamente è un trattamento da fare la sera e mi sembra adatto a pelli più secche e segnate, a meno che non decidiate magari di scorporare i passaggi, quindi fare le fasi in ordine a vostro piacimento, cosa che toglierebbe senso alla maschera. Il fatto è che comunque è un trattamento questo di Elective che prende un po' di tempo, inoltre la terza fase era davvero un po' pesante, motivo per cui farla di giorno mi sembra in ogni caso un azzardo.
Il mattino seguente al trattamento la pelle manteneva ancora questi benefici: era in un perfetto equilibrio fra nutrimento ma senza lucidità.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Acqua e Sapone
💸 €6.95
🏋 2 lozioni cremose/1 maschera in tessuto
🗺 Made in Italy
⏳ monouso
🔬//
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸




Il trattamento Detox invece fa parte dei kit in due fasi che Elective propone e, si legge sul sito,

"è stato specificamente studiato per apportare un effetto detox – anti pollution alla pelle che, grazie a particolari formulazioni, unitamente allo speciale tessuto in viscosa con carbone, possa aiutare a prevenire i danni ossidativi dell’epidermide per una pelle pulita e idratata."

La fase uno è una crema abbastanza densa ma non pasticciosa, sicuramente abbondante, tanto che io ci ho coperto due volte il viso, il collo e anche un po' le mani. Idratazione per tutti. È a base di vari emollienti, ma gli attivi principali sono l'estratto di pino, che dovrebbe proteggere il collagene, la viola tricolor che è antiinfiammatoria, e il capelvenere che sinceramente sapevo fosse più adatto ai capelli appunto non sul viso, ma non fossilizziamoci in questioni chimiche che non so.
Non ho molto da dire nemmeno sulla profumazione che per fortuna in questo caso è davvero leggera e delicata.
Per farla assorbire ci è voluto un po' e sulla pelle resta un pelo untina ma nulla di drammatico, specie considerando la quantità di prodotto che ho applicato. Somiglia ad una crema notte ricca, mettiamola così.

La seconda fase di questo trattamento Elective è una maschera in tessuto che contiene l'estratto di Eperua Falcata, che pare abbia poteri idratanti ma anche antiossidanti ed è affiancato all'allantoina e alla niacinamide. Questo secondo step mi ha lasciato stranito: avendo applicato prima una crema così ricca, il siero fluido di una maschera in tessuto riesce ad arrivare alla pelle e penetrare? Era questo il mio dubbio più grande con il trattamento Detox. Comunque tutto sommato il siero c'era e la Maschera è rimasta adesa alla pelle ma ci sono stati due aspetti che non mi son piaciuti: oltre il solito doppio strato protettivo, non ho gradito com'è tagliata la maschera attorno alla bocca, troppo ampia verso il basso, un po' strana. Sul viso risulta gradevolmente fresca.



Più o meno in circa 40 minuti la maschera era quasi del tutto asciutta e una volta rimossa mi sono sorpreso.
La pelle infatti sembrava aver assorbito tutto, inclusa quella leggera oleosità che aveva lasciato la crema del primo step. L'efficacia non mi è dispiaciuta, anzi: la pelle era luminosa, distesa, e ben rimpolpata, tuttavia quella sensazione di pelle asciutta non mi ha convinto. Non sentivo la pelle tirante o secca, ma nemmeno profondamente idratata come mi sarei aspettato che fosse.
Il risultato è che questo Trattamento Detox – Anti pollution mi ha lasciato sensazioni contrastanti che non mi hanno convinto al 100%, e che, ripeto, riguardano anche l'utilizzo stesso di mettere una maschera in tessuto sopra una crema. Inoltre non ho notato né effetti anti inquinamento, di cui non posso aver prova così tangibile, né un effetto purificante particolare.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Acqua e Sapone
💸 €6.50
🏋 1 lozione cremosa/1 maschera in tessuto
🗺 Made in Italy
⏳ monouso
🔬//
💓⇒ 🌸🌸 🌱



Ho apprezzato come idea questi trattamenti di Elective, che secondo me creano l'occasione per concedersi del tempo per sé e possono essere ottimi da portarsi magari in viaggio, così da avere tutto insieme. Devo però dire che non credo riacquisterei il trattamento Detox ma potrei invece dare una chance a quello Clay - Thermal Water che unisce maschera all'argilla e maschera idratante. Per quanto riguarda i trattamenti in tre fasi invece dovrei soffermarmi con più attenzione, ma ho come l'impressione che non ci sia una estrema differenza fra le altre due che ho scartato.
Avete visto in giro le maschere viso di Elective?




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