lunedì 16 gennaio 2017

{Aggiornamento #57}
Fioccano parolacce

Il 2017 non è iniziato nel migliore dei modi.
Tra attentati, morti, treni deragliati, non è stato proprio il migliore degli inizi.
Poi magari cerchi una notizia più leggera per rinfrancarti e ti ritrovi Scilipoti alla Nato, Mariah Carey che non canta più nemmeno a Capodanno e Giovanardi che ancora respira.
Pure la regina Elisabetta non è stata molto bene, anche se ora pare essersi ripresa, ma ci ha fatti preoccupare.
Si sarà vaccinata l'Elisabetta? Dovrebbe venire in Italia, che ora pare te lo tirino dietro 'sto vaccino.
In Italia stiamo messi abbastanza male e le classifiche di inizio anno ci hanno già cassati. 
Pare infatti sia in aumento il numero dei single, che sono oltre 4 milioni se ci limitiamo a quelli non vedovi o divorziati, e si chiedono anche perché.
Cosa però ben peggiore è il nostro posto nella classifica stilata dal World Economic Forum tenutosi a Davos. Siamo 27esimi su 30 per quanto riguarda lo sviluppo inclusivo e la crescita.


In questo labirinto di tristezze mi fa quasi pena Donald Trump che non ha più nessuno che canti all'inaugurazione del suo mandato il 20 gennaio.
Prima Bocelli che ha abbandonato la nave non appena ha ricevuto un sacco di critiche su Facebook, poi i ragazzetti de Il Volo, che - volpini! - hanno giocato d'anticipo rinunciando subito. Trump alla fine ha chiamato una certa Jackie Evancho che nessuno ha criticato visto che nessuno la conosce. 
Insomma, mi fa un po' pena, ma se penso ai suoi intrallazzi con la Russia, alla sua misoginia, xenofobia, omofobia, ad una generale ignoranza, al fatto che voglia eliminare l'ObamaCare, mi passa ogni empatia.
Aggiungeteci pure che ha dichiarato che non smetterà di tweettare.


Devo però dire che in qualche modo concordo con Nicole Kidman, per quanto abbia apprezzato il discorso di Meryl Streep ai Golden Globe. Ormai Trump è presidente, e per quanto sia rimasto shockato, come molti immagino, è stato eletto dal popolo quindi parlarne ancora è ripetitivo ed inutile. È vero che le premesse non sono ottime, ma ormai l'unico obbiettivo è vedere quali sono le sue politiche ed eventualmente criticare quelle. 
E per concludere, oggi, Lunedì 16 gennaio, terzo lunedì del mese, è il Blue Monday, il giorno più triste dell'anno. Come se invece gli altri fossero una sfilata al Carnevale di Rio dopo quattro tequila.


Comunque non è tutto così pessimo, tipo sono stati approvati i tanto attesi decreti attuativi sulle unioni civili.


Si chiude il cerchio su una legge che è stata più lunga e complicata della saga de Il signore degli anelli, ma almeno c'è stato un lieto fine.


Ma per quanto riguarda la legge sull'omofobia stiamo messi più come la saga di Harry Potter: non si vede la fine.
E sempre una cosa bella è stata la neve. Nel mio paese non è caduta in maniera copiosa ma in molte parti del sud è fioccata abbondante ed è stata una po' una magia. I social pieni di queste foto di paesaggi imbiancati, persino di spiagge. A molti è parso esagerato ma è che noi non siamo geneticamente e materialmente preparati all'evento, quindi eravamo in fibrillazione. E poi è pure un po' una rivincita verso tutti coloro che con un accetto veneto o finto milanese (ché i veri milanesi non esistono più) ti dicono:
"ma di che ti lamenti che al sud c'è sempre il sole! Fa sempre caldo!"
E invece mentre qui da me nevicava,  ed era buio da giorni, a Milano c'era il sole.


Ci accontentiamo di poco.
E non posso dimenticare di nominare Sanremo, che quest'anno sarà condotto da Carlo Conti e incredibilmente Maria de Filippi. Speriamo che la scala la scenda e non si fermi per sedercisi dopo due gradini.


Dicono vada aggratis, io penso che prenderà un "normale" gettone di presenza e non un cachet milionario come fanno con gli altri presentatori.
Arriverà il mio commento come gli altri anni?
Non lo so, ogni anno resto in dubbio fino alla fine, perché farlo è pesante e far sempre le stesse cose mi annoia, così come seguire tutta la puntata. Se Carlo Conti mi invita a prendere parte alla sala stampa, ne possiamo riparlare.

Io comunque me  li sono letti tutti i pronostici del 2017, da Branko a Paolo Fox.
Pure Brezsny, sebbene più volte abbia scritto supercazzole nel mio segno.
Dice che questo anno per lo Scorpione deve essere fortunato, ma non lo so.
Ho come la sensazione che si stia ripetendo lo stesso copione, e lo so che è presto per dirlo, ma sono sensazioni. Come quando sai che ti sta per venire l'influenza: ti conosci e i sintomi un po' li capisci.
Il fatto è che ho sempre pensato che non puoi startene nella tua bolla, nella tua gabbia, nella tua comfort zone, chiamatala come volete, e sperare che tutto ti cada dal cielo. 
Questo no, sono anzi il primo che ci prova appena vede un'occasione.
Ma come quando sali su una vecchia scala di legno e passo dopo passo cerchi di capire se è ancora solida in base allo scricchiolio che senti, alla stessa maniera vorrei un feedback da questo grande disegno che mi indicasse un attimo se il passo successivo è giusto o se mi si sta per sbriciolare la scala e finisco nel seminterrato con i sorci.
È chiedere troppo?
Basterebbe un sms, una mail, un segnale di fumo, pure una cartella esattoriale (sperando sia sbagliata) che dia una conferma o, al contrario, una nuova possibilità.
Mi starò fasciando la testa troppo presto. 
Può darsi, ma intanto, mio caro 2017, ti osservo, comportati bene, altrimenti






venerdì 13 gennaio 2017

Il meglio e il peggio del 2016 (seconda parte)

Forse un po' in ritardo ma qui si continua a parlare dei top e dei flop del 2016. D'altronde ho ancora l'albero di Natale che mi fa compagnia, quindi il concetto di ritardo mi è del tutto alieno.
Se nella prima parte vi ho parlato dei momenti, dei film e di tutto l'intrattenimento in genere che ha segnato in bene o in male lo scorso anno, questa volta mi concentro sul beauty e sugli acquisti del 2016.
L'anno appena passato ha visto un po' l'exploit di Beauty Cues, la rubrichetta che ho creato per parlarvi dei miei prodotti e sto cercando via via di migliorar, di essere più dettagliato e preciso per cercare di essere non solo più chiaro, ma soprattutto più utile.
Ma guardando indietro, fra i prodotti per il viso che ricordo con assoluto piacere c'è il Human + Kind - Wash-Off Facial Cleanser ed anche il suo Deep Cleansing Cloths, un panno in microfibra ottimo.



Posso solo dire cose positive su questo detergente che pulisce bene la pelle, ma allo stesso tempo è delicatissimo anche sulla pelle secca e sugli occhi, strucca, ha una texture fantastica, un buon profumo e lascia la pelle bella e morbida. Con il pannetto fa davvero un'accoppiata vincente, perché è morbido ma allo stesso tempo fa un leggero peeling. Non l'ho ripreso questo inverno perché volevo provare altro, ma è un prodotto su cui so di poter contare.
Sempre per la detersione non posso non nominare la spazzolina per il viso in silicone di SilverCrest, che era in vendita (ma credo che qualche referenza si trovi ancora qui e lì) da Lidl.

spazzola viso Silvercrest Lidl

Un ottimo aggeggino per la pulizia profonda ma non aggressiva, che mi lascia una bella pelle e che fa un massaggio molto piacevole. Ottimo anche adesso che la pelle è più secca ed esposta al freddo. Vi confermo quelle che erano le prime impressioni di Settembre e altra cosa bella è che usandolo da allora tutti i giorni una volta al giorno, non ha perso un attimo di carica.  
Flop assoluto per quanto riguarda la detersione viso è invece la Crema detergente del Dr. Hauschka.


Un prodotto secondo me scomodo da usare, puzzoso, e che mi lascia la pelle secca e tirata anche d'estate. Ho avuto mezzo dubbio sul fatto che mi facesse aumentare i punti neri, cosa capitata praticamente mai nella mia storia cosmetica. Non scordiamoci anche il costo della full size!
No. Anzi ad essere onesto non mi viene in mente un prodotto peggiore.
Per quanto riguarda l'idratazione viso non c'è stato un prodotto che mi abbia stupito in modo incredibile, ma ne ho apprezzato uno in particolare, ovvero il Siero viso Rigenerante Intensivo con il 10% di bava di lumaca di Naturaverde Bio.


Intanto mi ha aperto un mondo su questo ingrediente che prima di allora letteralmente schifavo, secondariamente ho trovato un prodotto molto piacevole da usare ed in grado di idratare e lasciare la pelle compatta e liscia. Una nota a suo favore è il costo: trovare cosmetici con bava di lumaca al di sotto dei 10 euro è una impresa a cui vi sfido a partecipare. Una nota a sfavore è il flacone con cui bisogna prenderci un po' la mano per evitare sprechi.
Proverò sicuramente altri prodotti della linea e con questo ingrediente.
Una brevissima nota sui prodotti Cien Nature quantomeno per la linea alla rosa, che ho trovato gradevole ad un costo piccolissimo. 
In genere non ho trovato fortunatamente prodotti per l'idratazione viso che mi abbiano creato problemi tanto da considerarli flop colossali, ma ci sono stati due o tre prodotti che nella mia mente restano da evitare per i prossimi anni a venire. 
Conservo un brutto ricordo della crema viso nutriente protettiva di Bionova, che non solo aveva un odore poco gradevole, ma era anche poco piacevole da avere sul viso.


Sempre nella lista "da evitare" ci ho messo anche il contorno occhi della linea Argan di Equilibra



Una cremina con un livello di idratazione ben sotto la soglia dell'accettabile, ma cosa peggiore, è la sensazione di pelle che tira, che dovrebbe essere un bell'effetto lifting e invece mi dà solo che fastidio.
E lo stesso brutto ricordo lo preservo per il balsamo labbra EVERON® di Weleda che ho trovato organoletticamente orrendo: brutto odore, brutta stesura, effetto idratante blando.
Passando ai prodotti corpo devo dire che, pur avendone provati di validi, non ho trovato quello che mi abbia rapito al punto da considerarlo il migliore del 2016, ne ho un paio che però mi hanno colpito per la loro particolarità. 
Il primo, o meglio i primi, sono le Shower Cream di Cien.



Questa estate infatti il marchio ha tirato fuori queste schiume lavanti per il corpo, in tre profumazioni differenti. Sono state una parentesi piacevole e diversa dai classici detergenti in gel o in crema. Mi son tenuto appositamente un po' della Sweet Summer per utilizzarla in autunno ed è stata goduriosa, avendo una profumazione più dolce. Non vorrei dire una idiozia ma credo che siano usciti dei prodotti con lo stesso concetto qualche mese fa ma non ho provato nulla avendo altro sotto mano. Certamente facessero anche altre profumazioni, le proverei, e spero le mettano in linea permanente.
Sempre in tema di cosmetici per me diversi o comunque particolari, fra i top del 2016 ci metto anche lo scrub corpo al caffè di Scrub Love. 


Ottimo potere scrubbante, ma soprattutto profumo divino e un potere idratante che seppur leggero male non fa specie quando si va ad esfoliare la pelle. 
Quando invece ho dovuto pensare ad alcuni prodotti flop provati nel 2016, la mia mente è andata subito a lei: Body Lotion Idratante Rinfrescante di Naturaline.

bodylotion naturaline

Fra un profumo "ambiguo", la sensazione di unto che mi lasciava accoppiata allo scarso potere idratante che aveva sulla mia pelle, credo si meriti il premio come peggior prodotto corpo.

Passando in virata ai capelli, anche qui sono stato molto diretto nel ricordare i top e i flop del 2016.
Fra i vari prodotti che ho testato, ce ne sono due che ricomprerei ad occhi chiusi anche adesso. Il primo è la maschera balsamica ristrutturante di Biofficina Toscana


Questa maschera ha tutto ciò che cerco da un prodotto condizionante per capelli: disciplina, ammorbidisce, lucida, aiuta la piega non appesantisce e ha un ottimo profumo. 
Tutto il contrario della Maschera Capelli Nutriente di Lovea che su di me è stata il flop più grande del 2016 visto che non faceva assolutamente nulla. 

pier(ef)fect lovea maschera capelli

Menzione d'onore meritatissima allo Spray Capelli con Melograno di ECO-Cosmetics, in primis per essere uno spray fissante ecobio quasi assimilabile alle classiche lacche da supermercato, inoltre la confezione no gas col tappo svitabile fa sì che si possa travasare in un contenitore più piccolo in caso di viaggi. Voglio vedere come fate con le confezioni sottopressione!

Per restare in tema beauty non posso non nominare almeno un correttore per occhiaie. Tempo fa vi avevo fatto una mega review e ne arriveranno altre sull'argomento, ma ciò non toglie che quei prodotti li abbia utilizzati (e terminati) nel corso del 2016. Fra quelli che avevo già recensito, se devo sceglierne uno come top per effetto, sfumabilità, giusta colorazione, durata e costo ci metto i Lady Lya Biologica Matitoni Correttori. Nonostante l'apparenza sfigata e low cost (cosa che effettivamente sono) fanno bene il loro dovere. Magari non hanno una copertura altissima, e non sono morbidissimi d'inverno, ma per essere dei correttori ecobio fanno bene il loro lavoro e non hanno nulla da invidiare a prodotti più costosi nel segmento green.
Passando ad altri genere di frivolezze, il 2016 è stato anche l'anno degli acquisti online. Ho iniziato a condividere più spesso e dettagliatamente le mie esperienze di acquisto sperando di condividere gioie e dolori, tutti uniti appassionatamente nello sperpero di denaro.
Se penso ad un acquisto che ho fatto nel 2016 e che mi ha soddisfatto senza ombra di dubbio, è stato quello degli occhiali Carey Dark Warwick X di Hawers.



Adoro questi occhiali, e anche se sono arrivati tardi nell'anno trascorso, li ho usati spesso e con piacere e li userò ancora molto nel corso del 2017.
Non c'è stato invece un acquisto che mi abbia deluso, anche perché se qualcosa non mi piace, la mando indietro il prima possibile. Se devo nominare una esperienza d'acquisto flop ci metto quella con Oysho
Alla fine la faccenda si è risolta, ma se penso alla precisione di altri siti anche nei periodi di saldi o pre festivi, e se penso al fatto che Oysho sia parte di una catena importante e internazionalmente riconosciuta come Zara, sinceramente resto deluso, e non so quanto possa fidarmi del sito per un futuro acquisto.

E direi che basta così perché potrei continuare fino a domani, ma penso che questi siano i picchi più alti e più bassi del mio 2016.
Non mi resta che salutarvi e augurarvi tantissimi top (a buon intenditore...) per questo 2017.
A presto!





lunedì 9 gennaio 2017

{Recensioni Film 🎥🎬}
Miss Peregrine - La Casa per Ragazzi speciali
Sully
Animali Fantastici e dove trovarli

Vi avevo anticipato che in questi giorni ho recuperato tanti tanti film recentissimi, complice anche il freddo che non permette altre attività se non quella di starsene in casa, magari sotto le coperte, o comunque in luoghi accoglienti e comodi. Inoltre, complice l'atmosfera delle feste ho dato sfogo all'immaginazione con delle pellicole fantasy.

Miss Peregrine - La Casa per Ragazzi speciali (2016)


Titolo originale: Miss Peregrine's Home for Peculiar Children
Genere: fantastico
Durata: 127 minuti
Regia: Tim Burton
Uscita in Italia: 15 Dicembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Trama

Non sono uno di quelli che appena esce un film di Burton si fionda a vederlo per urlare al miracolo o alla disfatta, anzi in realtà non ho questo atteggiamento con nessuno. Prima guardo e poi giudico. Questo Miss Peregrine dal trailer sembrava funzionare bene ed essere abbastanza accattivante.
Bisogna dire che intanto Burton non è uno degli sceneggiatori della pellicola, per cui prendersela con lui non sarebbe del tutto corretto, anzi.
Inoltre bisogna ammettere che trasporre una storia dalla carta stampata allo schermo non è sempre semplice.


Ma chiusa questa parentesi, che sembra preludere al peggio, devo dire che secondo me il film visivamente è molto carino, e si fa seguire tutto sommato con piacere. Ho trovato un po' noiosa la parte iniziale, ma poi quando il film prende ritmo, sicuramente migliora.
È un film adatto ai ragazzi (ma secondo me non proprio ai bambini) visto che di mezzo abbiamo un po' tutte quelle tematiche che possono appassionarli: i combattimenti dei buoni contro i cattivi, l'azione, l'amicizia appunto e l'amore. La storia insomma è lineare, non originalissima ma non brutta.
Sono arrivato però alla fine della visione senza nulla, senza un messaggio o una emozione particolare.
Per quanto abbiano saputo giocar bene con gli effetti al pc, non sono riusciti a farmi empatizzare con i personaggi perché essenzialmente sono tutti abbastanza piatti o non particolarmente interessanti. Una su tutti Miss Peregrine, quanto è stata sullo schermo? Sì e no quattro scene per farsi una fumata, perché alla fine non è poi così fondamentale all'economia della storia.
Che Eva Green sia bellissima e fulgida in questi ruoli dark ce ne eravamo accorti già da mò con Penny Dreadful per fare un esempio. Poi se per Burton è la sua nuova musa, deve esserselo tenuto per sé perché non si era capito. Messa lì in locandina sembra un po' uno specchietto per le allodole.
Ma anche gli altri personaggi non dicono nulla. Jacob ad esempio ha bisogno di un bel po' per svegliarsi; molto più carina è invece una Emma o il bulletto Enoch che quantomeno si dimostrano più profondi pur avendo tempi minori.
Se proprio mi devo spingere a trovare una morale posso con un po' di fatica tirar fuori il fatto che l'importante alla fine è fare ciò che ci rende davvero felici, proprio come Jacob. 
Meglio di Big Eyes ma ancora non ci siamo. 

Voto 6 e mezzo


Sully (2016)


Genere: biografico
Durata: 96 minuti
Regia: Clint Eastwood
Uscita in Italia: 1 Dicembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Trama

Non ricordavo, in tutta onestà, la storia del capitano Chesley "Sully" Sullenberger e dell'ammaraggio dell'Airbus A320-214 nel fiume Hudson avvenuto nel Gennaio del 2009; eppure credo che la notizia mi avrebbe colpito, ma probabilmente sono passati diversi anni e la mia memoria ha fatto cilecca. Ma Clint Eastwood ci rinfresca la memoria con un film che devo dire ho apprezzato.


Lo sviluppo delle vicende alla fine è molto semplice, non ci sono grandi colpi di scena anche perché ti basta fare una ricerca per sapere come è finito un fatto realmente accaduto, però il film è impostato in modo da bilanciare i tempi di narrazione più lineare e noiosa, con i punti di maggiore pathos. E scusatemi, ma io mi alzerei in piedi ad applaudire solo per il fatto che il film dura un'ora e mezza e non otto inutili ere geologiche
In questo senso il film funziona perfettamente, perché alla fine non mi ha annoiato. Dall'altro lato, senza nulla togliere alle vicende, non credo che questo ammaraggio sia uno di quei fatti in grado di rendere una pellicola da Oscar, perché è davvero semplice da seguire e con un epilogo piuttosto scontato. Penso che meglio di così non si potesse fare
Avevo letto inoltre che la National Transportation Safety Board (NTSB) si era lamentata del fatto che nel film sia rappresentata quasi come un tribunale dell'inquisizione, quando, a loro dire, stavano semplicemente svolgendo il loro dovere di verificare i fatti. Se questo fosse vero, la realtà sarebbe ancora meno coinvolgente di quanto mostrato sullo schermo, ma a noi che ce frega?!
Ma tornando a Sully, non posso dire nulla di cattivo sul film. Tom Hanks è un perfetto capitano Sullenberger, senza eccessiva pomposità o l'americanistica eroicità (???) che rende certi personaggi ridondanti. 
Guardatelo, nella peggiore delle occasioni avrete visto un film da tv.

Voto 7


Animali Fantastici e dove trovarli (2016) 


Titolo originale: Fantastic Beasts and Where to Find Them
Genere: fantastico
Durata: 133 minuti
Regia: David Yates
Uscita in Italia: 17 Novembre 2016
Paese di produzione: Regno Unito, Stati Uniti d'America
Trama

Dico sempre le stesse cose e mi prenderete per un invertebrato scellerato ma non sono un fan di Harry Potter e sembra io non sia fan di nulla. Diciamo che i fantasy sono per me un diversivo che guardo volentieri, ancora meglio se ben fatti, ma che ho bisogno di alternare a pellicole che sono maggiormente di mio gradimento. Questo post ne è un esempio. 
Alla fine però, per un motivo o per un altro posso dire di aver visto tutti i film della saga, spesso anche al cinema, per cui non potevo perdermi questo prequel.



Da non fan del mondo della Rownling, questo Animali Fantastici è stato una piacevole visione.
Ritornano molti degli elementi che avevo già visto nei capitoli precedenti, quindi l'azione, l'ironia dei personaggi, gli scontri magici e fisici, i buoni che combattono i cattivi, ma anche un bel po' di buoni sentimenti, senza per fortuna scadere nell'eccessivo pietismo. Ma parliamo pur sempre di un film che come target ha i giovani e i giovanissimi, per la maggiore.
Se da un lato non si scade nel pietismo, dall'altro però la visione mi è risultata un po' fredda e sono stati pochi i momenti in cui mi sono sentito realmente coinvolto. C'è da dire che siamo ancora al primo capitolo di una eventuale saga, per cui non conosciamo benissimo i protagonisti, dall'altro lato però non è certo che continui con altri libri e altri film (anche se conoscendo la passione della Rowling per i big money, ci sarà).
Devo dire che la storia è assolutamente di facile comprensione, e sin da subito si delimitano i caratteri dei personaggi. Con questo però non voglio dire che sia una visione scontata perché comunque non mi ha annoiato. Inoltre, se come me non siete fan sfegatati non farete fatica a capire l'intreccio dei personaggi, salvo per uno di cui non vi dico nulla, che ho dovuto un attimo googlare per ricollegare.
Ottimo Redmayne che nei panni del nerd finto sfigato riesce bene, però spero di vederlo una volta nei panni di un cattivo, e son curioso di vedere quanto è credibile.
Begli effetti speciali di questi animali fantastici che alla fine si rivelano un po' come dei Pokemon, con i loro poteri e i loro caratteri. 
Una visione piacevole, senza intoppi.

Voto 7


Tutto sommato mi pare che non sia andata male, ma ho ancora tante pellicole da vedere e altre che aspettano di essere recensite.
Non mi resta che salutarvi, e come sempre, buona visione!







venerdì 6 gennaio 2017

Il meglio e il peggio del 2016 (prima parte)

music no amazing lyrics answer

Una delle cose che ho capito nel corso del 2016 è che avere costantemente lo sguardo rivolto al passato fa male. Anche e soprattutto per chi come me con i ricordi e le situazioni ci impasta le sinapsi per ore.
Ma non possiamo del tutto escludere quello che è stato e soprattutto non è poi andato tutto così male, anzi, se mi fermo un attimo a pensarci sono sicuro di trovare anche tante cose belle.
Questa è la premessa con cui ho deciso di fare un super mega recap del 2016 toccando tutto quello di cui vi ho parlato nel corso dei 366 giorni appena trascorsi.
Per quanto riguarda me medesimo, come vi dicevo, non ho avuto grandi picchi in up and down, o per lo meno nulla di cui ho scritto su queste pagine; certo, giorno dopo giorno, son successe varie cose non sempre gestibili con un battito di ciglia, ma non posso dire che ci siano stati dei momenti sia particolarmente top che tristemente flop.

Fra i ricordi più belli annovero il viaggio a Milano, breve ma piacevole, che mi ha dato la possibilità di far pace con una città bellissima per me, ma che avevo conosciuto male in situazioni avverse, oltre ad avermi consentito di incontrare vecchi e nuovi amici.
Purtroppo l'unica trasferta del 2016, ma ci si accontenta e magari ci si organizza. Un altro punto a mio favore che mi porto dall'anno passato è sicuramente aver imparato a potare i miei alberi e tutti i rami secchi che si possano formare con maggiore schiettezza e determinazione. È stato un  processo non facile o istantaneo, ma credo che si viva più felici.
Sono inoltre contento di essere stato qui sul blog più puntuale con due post a settimana, e soprattutto di essere riuscito ad alternare abbastanza gli argomenti. Mi darei quasi una pacca sulla spalla.
Fra i flop invece non posso che metterci la tecnologia che mi ha abbandonato al punto che a dicembre sono quasi del tutto sparito dal mio stesso blog. Pc nuovo, e fra non molto temo toccherà allo smartphone (altra fetecchia non del 2016, ma sicuramente brutta esperienza che me la segno). 
Ci entra pure la mia miopia organizzativa che mi porta a non fare tutto ciò che vorrei, come e soprattutto quando dovrei. E se ci metto pure il fatto che ho fallito una serie di diete il quadro diventa fantoziano. 

Guardando oltre il mio orticello, visto che mi sembra un quadro tristissimo, devo dire che di momenti no durante questo 2016 ce ne sono stati talmente tanti ed hanno raggiunto anche livelli di drammaticità che non saprei da dove cominciare e anzi preferirei dimenticarli in blocco.
Ricordo per citarne uno su tutti un Giugno e un Luglio stressanti, pieni, pensierosi e cupi ma più vicino al nero. 
Fra gli aspetti positivi che invece voglio ricordare c'è sicuramente l'approvazione delle unioni civili, diventate legge il 5 giugno. Penso che un po' ce ne siamo scordati e da un lato va bene che si siano diventate "ordinaria amministrazione", dall'altro lato non si può dire che tutto sia passato e ora  ma è bello pensare a tutte le coppie che non solo hanno coronato un sogno, ma hanno una legislazione che li tuteli. Certo, vi ricorderete le mie elucubrazioni quando hanno tolto dalle unioni civili l'obbligo di fedeltà dai doveri legati al matrimonio, e lo ammetto non è stato proprio l'apice della mia apertura mentale, ma che ci volete fare: sono un tipo all'antica. Pare poi che questo obbligò verrà tolto anche dai matrimoni tradizionali in quanto "visione superata della coppia" ma nonostante ciò che dice la legge, se mi metti le corna ti rompo le tibie. 

Ma passiamo alle frivolezze che sono sicuro starete aspettando e che sono il pane per questo mio spazio. 
Nel 2016 ho visto più circa 34 film, molti dei quali usciti in Italia proprio in questo anno. Un po' pochi effettivamente quindi spero di poter fare di più, anzi ho già delle recensioni in servo. 
In realtà non sono molto soddisfatto della sezione film del mio blog. Amo sinceramente vedere i film, mi ci perdo proprio e mi incuriosiscono; ho sempre impostato questi articoli come chiacchierate e possibili suggerimenti visto che non ho le conoscenze tecniche per commentare in maniera ampia ed approfondita una pellicola. Non ho mai amato in verità il fatto di mettere tre film in un unico post, ma allo stesso tempo, se il film non mi dice nulla, non ha granché senso dedicargli un post in esclusiva, no? 
Ma veniamo ai top e flop cinematografici del 2016.
Premetto che non mi pare ci sia stato un film che mi abbia rapito o che possa essere considerato una perla rara nel mondo del cinema. Ho avuto opinioni da buone a tiepide, senza eccessivi sussulti. 
Ho un ricordo ottimo de Il piccolo principe, che ho trovato delicato, piacevole e toccante. 


E non posso non nominare uno dei pochissimi film italiani che ho trovato ben fatto, piacevole da seguire e che riguarderei ben volentieri: Perfetti Sconosciuti

Perfetti sconosciuti locandina

Una menzione va a The Danish Girl che è assolutamente da vedere secondo me ma non ha avuto quel guizzo in più che andasse a colmare le alte aspettative che avevo. 

Per quanto riguarda invece i miei flop cinematografici devo assolutamente nominare una pellicola che pur non essendo del 2016, ho visto l'anno scorso, ovvero Irrational man. Non vedevo un film con una storia tanto inutile, noiosa e per nulla accattivante da anni. 


Vivrete meglio senza averlo visto.
Poi ci sono le serie tv e già ho finito alcune miniserie per cui #backtoseries torna presto. 
Il 2016 ci ha regalato secondo me degli show che vale la pena recuperare se non avete visto. Netflix in particolare è stata una risorsa inesauribile di belle programmazioni.
Intanto The Crown, che però non è effettivamente una miniserie visto che continuerà con altre stagioni. 

Risultati immagini per crown netflix

Una serie in grado di bilanciare la storiografia dei fatti reali con la parte più romanzata, secondo me dando luce a momenti e personaggi molto affascinanti della nostra realtà contemporanea. E poi è interpretata benissimo e c'è dietro una ricostruzione dell'epoca non da poco.
Altra serie che mi ha lasciato stremato dal pianto è 22.11.63.


Non so esattamente quali flash allucinogeni sono stati inseriti nei fotogrammi di questa miniserie, ma mi ha tenuto incollato tutto il tempo, ho divorato le puntate e soprattutto mi ha emozionato. Purtroppo non ho ancora letto il libro da cui è tratto, spero di farlo molto presto, ma ho come la sensazione che abbiano saputo trasporre perfettamente la narrazione allo schermo.
Il peggio di questa stagione televisiva secondo me è stata invece la serie di Rai Uno intitolata I Medici -Masters of Florence.


Sulla carta doveva essere per i miei gusti una serie bomba, visto che comunque c'erano personaggi realmente esistiti e attori mica da ridere. Invece hanno fatto piangere.
Non solo sono stati in grado di deludere le aspettative, ma hanno anche fatto di peggio presentando un polpettone dalla storia confusa e al tempo stesso insipida, poco coinvolgente, tediosa, per nulla avvincente; il doppiaggio tremendo e un finale che comunque non era così sorprendente come ci si sarebbe aspettati, hanno fatto il resto. Pare ci sia una seconda stagione, e, per dirla alla siciliana "vogghiu moriri".
Non ve ne ho parlato ma una piccolissima delusione me l'ha data anche il ritorno de Una Mamma per amica: di nuovo insieme
Immagine correlata

Non posso dire sia stato un flop, o che non l'abbia seguito con piacere, perché avevo inteso le intenzioni di creare qualcosa che fosse celebrativo per i fan. Il fatto è che ho trovato la storia poco coinvolgente, ed in diversi punti un po' brodosa (aka allungata giusto per far puntata). Inoltre il finale ancora una volta aperto non mi è sembrato un colpo di genio, specie se non possono continuare la serie in futuro. Avevo letto ad esempio che pagare il cast non fosse stata cosa da poco (e ci credo perché negli anni generalmente aumentano i cachet degli attori) quindi come contate di andare avanti?

Passiamo alla musica del 2016 e stringete i denti che siamo quasi alla fine per oggi.
Ci sono stati alcuni pezzi che tutti hanno adorato, ma che a me sinceramente, non appena li sentivo, facevano pulsare il cervello nella scatola cranica urlando "fatelo smettere". Io amo la musica, tutta, me la ascolto proprio a random tanto mi piace, ma certi brani mi rendono campione mondiale di velocità dello skippaggio. 
La prima a causarmi questa sensazione è stata certamente This girl di Kungs.

Kungs tra l'altro è un ragazzo giovanissimo, un dj francese che sarà sicuramente un talento, ma non posso farci nulla: quel giro di trombetta è stato come aghi per le mie orecchie.
Altro flop musicale del 2016 e so che in  molti qui mi odierete è stato Can't stop the feeling di Justin Timberlake.


Non ho nulla contro Justin Timberlake, ho tanti amici Justin Timberlake, e la canzone non sarebbe nemmeno tremenda, ma se mi imponete di sentire per 15 volte al giorno una canzone che dovrebbe mettermi allegria, alla fine l'unica "sensazione dentro le mie ossa" sarà quella che mi spinge a prendere la radio e tentare di farci un record nel lancio del giavellotto.
Ma per me il flop, il peggio musicale del 2016 è stato Raphael Gualazzi con L'estate di John Wayne.


Se Justin son riuscito a sentirlo per intero almeno due o tre volte, con Raphael non ce l'ho fatta e al primo ritornello ho sempre chiuso. Ho odiato ogni singola cosa di questa canzone: dalla voce bisbigliata all'inizio, alla cadenza delle parole nel ritornello. Per non parlare di quella batteria di sottofondo che proprio non ce la faccio. Una canzonetta che dovrebbe darmi leggerezza e invece mi mette una pesantezza in un luogo che non vi dico, ma vi esplico così:


Ma riprendiamoci un attimo con pezzi che sono stati invece molto graditi alle mie orecchie e che non ho mai smesso di ascoltare. Confermo un po' in generale la playlist che avevo fatto questo autunno, ed effettivamente ci sono stati tanti bellissimi pezzi durante questo 2016; ma dovendo scegliere quelli che ho amato, ed ascoltato a rullo non posso non nominare Into you di Ariana Grande.



Ma forse vi siete già scordati che quasi un anno fa usciva un pezzo a mio avviso ipnotico intitolato Hymn for the Weekend cantato dai Coldplay con un piccolo cameo della sora Beyonce. 


Certo, anche questo brano l'hanno passato con una frequenza impressionante, ma non mi ha mai stancato né infastidito (anche perché se qualcosa non mi piace in genere mi bastano le prime note e mi è tutto più chiaro).
Devo fare tre menzioni d'onore per Zayn e la sua Pillowtalk, per James Arthur con Say You Won't Let Go e per Emma Marrone con Quando le canzoni finiranno ché poi mi dite che faccio l'esterofilo. 
E per concludere questa lunghissima, ormai infinita lista del meglio e del peggio in musica del 2016 non posso che eleggere il miglior album dell'anno per il sottoscritto è stato 25 di Adele.


Fermi, lo so che l'album è uscito a Novembre 2015, ma ammettetelo: lo abbiamo sentito lungo tutto il 2016. Forse un po' troppo triste come sonorità, con solo due punti luce come "Send my love" e "Water under the bridge" che hanno un ritmo un po' più incalzante, ma a me non importa. Non esce dalla mia playlist.
Per adesso vi saluto, ma preparatevi che c'è una seconda parte così ricca di sciocchezze, ricchi premi e cotillons (???), che non potete perdervela.

A presto!








martedì 3 gennaio 2017

|Beauty Cues Update|
Tre prodotti dedicati alle labbra (Hurraw!, Biogei, PuroBio)

Che sia per baciare, parlare o mangiare (tanto!), le labbra sono sempre al centro dell'attenzione e quindi cerchiamo di proteggerle e curarle al meglio.
Mi sembra che nel corso di Beauty Cues io non abbia dato abbastanza importanza alla cura delle labbra, quando in realtà ci tengo molto, anche perché sono il primo a non sopportare quando le labbra si screpolano, si riempiono di pellicine o peggio sanguinano ad ogni sorriso.
Anzi devo dire che il primo prodotto bio che ho utilizzato, che poi mi ha fatto in qualche maniera rivoluzionare il modo di prendermi cura di me, è stato proprio il balsamo labbra
Nel corso dei post avrete visto che c'è sempre qualche burrocacao, quando parlo della skin care routine, perché per me è una parte fondamentale. 
Dicono che avere le labbra secche sia un sintomo di generale disidratazione, e quindi devi bere di più e mangiare meglio. Ma io bevo un sacco e le labbra tendono comunque ad essere un po' secche; in questo periodo di gelo ancora di più. Quindi servono dei prodotti che vadano ad idratare e proteggere dal freddo. 
Gli unici prodotti labbra che non apprezzo e che con molta probabilità non vedrete qui, sono gli scrub labbra, semplicemente perché l'idea non mi fa impazzire e fortunatamente non ne ho necessità. Mi capita davvero raramente di passare un paio di volte lo spazzolino da denti per rimuovere eventuali pellicine. 
In questi ultimi mesi ho scovato tre prodotti che con le loro diverse caratteristiche, con i loro pro e i loro contro che io tengo sempre a sottolineare, sono funzionali a rendere le labbra non solo idratate ma anche più belle.


Hurraw! Lip Balm Coconut

4.3gr//5.99€//Online, Bioprofumerie//PAO 12m//Certificato Vegan.org

Nella rarissima eventualità non doveste conoscere il marchio, Hurraw! è un brand made in USA che produce esclusivamente balsami labbra con ingredienti naturali e vegan. La particolarità del marchio è la vasta selezione di profumazioni diverse e lo stick che non ha la classica forma tonda ma si presenta come un ovale schiacciato per "poter stare nella tasca di un jeans".
Avevo sentito parlare parecchie volte del brand sul web ma non avevo provato nulla fin quando una mia amica non mi ha regalato questo balsamo al cocco
Sicuramente la profumazione è la prima cosa che può incuriosirvi e quindi vi tolgo subito ogni dubbio: sa di cocco in maniera delicata, dolce senza esagerazioni, ma soprattutto abbastanza naturale. Mi ricorda un po' le scagliette di cocco, per intenderci, non ad esempio i solari o il balsamo Splend'or. Resta una fragranza delicata, per nulla invadente, quindi abbastanza gestibile.
La confezione è effettivamente particolare; la forma dello stick consente di seguire la forma delle labbra senza andare troppo fuori (cosa che a me capita specie sul labbro inferiore). Probabilmente non è però fra le confezioni più pratiche: lo stick fuoriesce ruotando una rotellina piccola poco maneggevole; il tappo non segue tutta la lunghezza dello stick, e il rischio è che lo perdiate. Dall'altro lato però il tappo è funzionale perché lascia abbastanza spazio allo stick che fuori esce senza obbligarvi ogni volta a dover fare rientrare il prodotto. Mi sembra di star spendendo un po' troppe parole per un prodotto così semplice per cui andiamo alla ciccia. 
Questo Hurraw! secondo me dà una buona idratazione, mi lascia le labbra lisce e morbide. Devo ammettere che visto l'hype mi aspettavo un prodotto dal potere nutriente e riparatore fuori dal mondo, ma non è così. Resta però un burrocacao ottimo, che fa il suo dovere e che è davvero confortevole sulle labbra, senza appiccicare o appesantire. Il finish è sicuramente lucido, non in modo eccessivo, ma comunque se volete un finish matt, continuate a leggere. 
Lo stick è morbido da applicare: basta che sfiori le labbra e rilascia prodotto, ma questa morbidezza non solo non lo rende troppo evanescente, ma non comporta nemmeno il fatto che il burro labbra migri per tutto il viso arrivandovi sul mento o nelle narici; è un balsamo che bilancia bene l'oleosità con la cerosità degli ingredienti. Applicato la sera, al mattino dopo sento ancora residui sulle labbra. Quindi ottima durata, ma anche protezione: sebbene il layer che crea sulle labbra è abbastanza sottile, il balsamo evita i danni del vento e del freddo.
Una nota per il mio commercialista: effettivamente il rapporto quantità-prezzo non è proprio il migliore, se consideriamo ad esempio gli Addolcilabbra che con 2.90€ hai 5ml di prodotto.
Direi che "promosso" e "ne ho già un altro" e "son curioso di provare tutte le fragranze" bastano a riassumere questa prosopopea.

Biogei tested by L’Estetista Cinica
Baciami Stupido Maschera labbra e contorno labbra

20ml//3.99€// OVS// PAO 12m

Quando vedo un nuovo marchio nei miei giri di ricognizione per i negozi, scatta l'Hercule Poirot che è in me e cerco quantomeno di capirne l'origine. Così è stato quando ho visto l'espositore della Biogei da OVS, anche perché nel punto vendita della mia zona i prodotti beauty si contano sulle dita di una mano. In rete non ho trovato granché sul marchio: Biogei è una azienda italiana che produce cosmetici naturali anche per conto terzi. Immagino quindi che dall'unione di Biogei e OVS/Shaka, siano nati questi prodotti per la skin care firmati da L'estetista cinica.
Vi sono quattro diverse linee: Detox, De-Stress, Idratante e No-Age con diverse referenze in base alla tipologia di pelle. I prodotti sono stati lanciati lo scorso Novembre e spiccano secondo me le sei maschere per diverse zone del viso e con diversi benefici. I prezzi sono contenuti (dai 3 ai sette euro circa) ma anche le quantità sono un po' sotto la media dei prodotti che usiamo.
Ho dato un'occhiata ai diversi INCI, e non mi è parso tutto esattamente "verde", anzi ho notato un paio di siliconi in alcuni dei prodotti. Per me lo sapete non è un dramma, ma magari se vi capita di trovarveli davanti, leggeteli più attentamente.
Tornando alla maschera Baciami Stupido, è contenuta in un tubetto di plastica morbida effettivamente adatto al prodotto che è un gel trasparente e abbastanza denso. Il profumo è fruttato, abbastanza percettibile ma non crea fastidio alle mie narici.
Sul retro della confezione dicono di massaggiare la maschera su labbra e sul contorno labbra, lasciare agire per 10 minuti e poi sciacquare via con acqua tiepida. 
Io tendo a lasciarla anche un quarto d'ora e non mi dà alcun problema. Quando la si sciacqua, la maschera diventa come un latte bianchiccio, e viene via senza problemi, e senza lasciare alcun tipo di residuo
Quanto agli effetti ve lo dico subito, non è un miracolo in tubetto. Se avete il disastro sulle labbra non può bastare a rimettervele perfettamente in sesto in una sola applicazione.
Inoltre non può andare a sostituire in toto un burrocacao che ci fornisce anche protezione dagli agenti esterni. Però secondo me questa maschera è un extra booster che fornisce intanto idratazione, ma soprattutto rende le labbra morbide e leggerissimamente più turgide, come se andasse a lisciare le pieghe delle labbra.
Penso sia un prodotto adatto (forse pensato per?) se utilizzate rossetti e volete preparare le labbra ad una migliore stesura del prodotto. 
Non credo che lo ricomprerei solo perché non è fondamentale nella mia routine ma se cercate un prodotto che vi aiuti in breve tempo, può fare al caso vostro.

PuroBio Cosmetics Lipbalm Chilled

4.99€//5ml// Online, Bioprofumeria// PAO 12m// Certificato Bio da CCPB, Vegan Ok, Nickel tested

Sempre a Novembre il brand italiano PuroBio aveva lanciato sei diversi balsami labbra, che, in tutta verità, non mi avevano molto attirato, forse perché in casa ho già fin troppi burrocacao, quindi non capivo l'esigenza di comprarne uno nuovo. Un giorno però mi son trovato a fare un ordine online da EccoVerde e navigando fra le pagine del sito mi sono imbattuto in questi balsami labbra ed ad attirare la mia attenzione, fra le sei diverse formulazioni, è stata la versione Chilled.
Il sito dice che 
Il mentolo e il peperoncino stimolano la micro circolazione, potrebbe verificarsi un effetto volumizzante e rimpolpante delle labbra.
ed ho pensato sarebbe stato carino vedere l'effetto ed eventualmente partecipare alla Kylie Jenner Challenge senza dover succhiare alcun bicchiere per shottino. 
La prima cosa che ho notato di questo prodotto è stato il packaging che, nonostante i disegni e il font molto carini, ho trovato sia un po' farlocchetto: appena aperto infatti lo stick era scollato dal bullet ed era rimasto incollato nel tappo. Ho rimesso a posto senza troppi problemi ma lo stick si muove un po' all'interno. 
Altra cosa che per i primi utilizzi mi ha lasciato un po' perplesso è stata la consistenza: questo lip balm è abbastanza duro e non scorre benissimo in quanto ha una consistenza a mio avviso più cerosa che oleosa o burrosa, e tende ad essere un po' appiccicoso. Ma ho notato che con gli utilizzi diventa più morbido e scorrevole, non risulta pesante sulle labbra e il rilascio del prodotto è immediato per cui non serve passarselo ottanta volte accentuando quella sensazione di appiccicoso. 
La cerosità di cui non sono fan, fa sì però che il finish sulle labbra è opaco e lo so che è cosa rara trovare un burrocacao che sia discreto e non lucido; inoltre ne garantisce una buona persistenza sulle labbra.
Sempre ai primi utilizzi mi ero chiesto se un prodotto così ceroso potesse idratare e proteggere e la risposta è stata afferamtiva: anche con delle temperature basse le labbra non subiscono alcun danno
Inoltre questo Lip Balm Purobio ha un potere nutriente secondo me davvero interessante: una volta rimosso le labbra sono davvero lisce, idratate e morbide.
Ma vi starete chiedendo se mi son venuti i labbroni con questo mix di mentolo e capsaicina che dovrebbero stimolare la circolazione.
Devo innanzitutto dirvi che la sensazione sulle labbra è un turbinio di emozioni. Basta una passata di prodotto e si avverte subito questa sensazione di freschezza che riesce a durare anche per un paio di ore. 
Sì, freschezza perché sinceramente io avverto più il mentolo quindi un effetto freddo, che il peperoncino, di cui sento giusto un leggero pizzicore. È sicuramente una sensazione che deve "piacere" perché altrimenti può risultare fastidiosa, ma tutto sommato si può modulare mettendo più o meno prodotto. D'estate deve essere godurioso, ma in linea di principio credo avrei preferito un maggiore bilanciamento fra menta e peperoncino
Non ho notato particolare rossore, ma ho notato effettivamente un turgore alle labbra, come se fossero più piene. Parlare di volume è sicuramente esagerato, per quello servono le iniezioni, ma questo seppur temporaneo rimpolpamento mi piace molto
E sì, è un lip balm che ricomprerei.

Finisco qui la mia recensione di questi tre prodotti labbra. Forse mi son dilungato un po' ma credo fossero tre prodotti particolari per cui vale spendere qualche parola in più.
A presto, ma niente baci che ho appena messo il burrocacao.






giovedì 29 dicembre 2016

{Aggiornamento #56}
Ricordi e dimenticanze.



E quindi, avete passato un buon Natale?
Viste le varie critiche che leggo su questo giorno ho fatto un sondaggio su Twitter (quanto mi diverto con 'sti sondaggi!) e pare che sia andato bene, almeno per la maggior parte della trentina di persone che hanno partecipato.
Il mio è stato abbastanza tranquillo. Ormai da un paio di anni non facciamo più nulla di eccessivo, abbiamo anche impedito a mia madre di fare più di una seconda portata, così almeno non ci ritroviamo con avanzi per le scampagnate del 25 Aprile.
E sono stati anche tutti molto graditi i regali che ho ricevuto, cosa non poco importante alla fine ché riciclare brutti regali è sempre complicato. Di alcuni sono certo ne sentirete parlare anche qui!
In realtà, anche se non ho pubblicato qui nessuna wishlist, esiste una lista dei desideri che ho condiviso solo con gli amici. Nulla di speciale, si intenda, ma sicuramente efficace. 
Sono ancora un po' in modalità relax, sto iniziando e finendo nuove serie tv, e dormo tantissimo, che se il sonno si potesse vendere sarei sceicco in un qualunque paradiso fiscale.
In realtà sono anche concentrato al futuro e non pensate sia stato un periodo liscio liscio. 
Ad esempio, fra una cosa e l'altra, ho dimenticato che il mio blog ha compiuto 4 anni il 12 di questo mese!
Non che volessi organizzare un party itinerante per l'Italia, ma il fatto che mi sia sfuggito è un po' sintomatico di dove sia rivolta la mia mente al momento.
Dicembre non è mai un mese tranquillo, penso un po' per tutti ma non è che abbia molto capito questa ansia. Alla fine superato Natale ci sono stati diversi giorni feriali e nemmeno un misero ponte più lungo, per cui mi sembra si sia tornati subito alla normalità. 

Sempre più o meno agli inizi di dicembre, si è concluso il trono gay a Uomini e Donne. Non ho seguito il programma se non per alcuni stralci che magari mi fermavo a vedere dalla tv accesa, ma mi è parso di capire che le mie remore fossero infondate: non credo che il programma, nonostante sia quel che sia, è sceso a livelli tali di trash che possano averne inficiato quelle che erano le buone premesse. Anzi, parlare di omosessualità in un modo tutto sommato non eccessivamente spettacolarizzato, in uno show che ha un pubblico molto ampio, è stato secondo me incoraggiante. Quindi, che la coppia #Clario sia vera o meno, francamente poco me ne importa. Magari ha ragione Stefano Gabbana, ma se il messaggio è stato recepito, va benissimo così. 
Ancora comunque non è certo ci sarà un seguito al trono gay. 
Non si può dire abbia avuto la stessa accoglienza positiva il programma di Rai 3 Stato Civile, dove viene raccontata la vita di alcune coppie prima e dopo la celebrazione dell'unione civile appunto. Sulla pagina Facebook della emittente infatti sono volati commenti di gente che inneggia a propaganda omosessuale come se non esistessero miliardi di programmi in cui Enzo Miccio organizza matrimoni di coppie etero.


Ma nella parabola discendente di questo 2016 decadente e matto, dicembre ha fatto il suo, e dopo un attentato terroristico, su cui non mi soffermo, non perché voglia declassare l'evento ad un fatto di quotidiana amministrazione, ma perché cosa c'è da dire a riguardo?, abbiamo perso altri pezzi di storia della cultura pop mondiale: George Michael, Carrie Fisher e sua madre Debbie Reynolds.



Non vi sciorinerò storie su quanto fossi fan di questi personaggi, su quanto la cosa mi abbia distrutto, perché ridefinirei il concetto di Giuda.
Ma da fan in generale della musica e dell'intrattenimento, oltre all'umano dispiacere, posso immaginare come possa essere perdere qualcuno che, pur non conoscendolo, pur essendo lontano da te, e magari non avendolo mai incontrato, ha saputo farti emozionare, qualcuno con cui eri in qualche modo legato magari per un ricordo passato.
Ho ad esempio un ricordo di George Michael, quando nel 1998 uscì Outside.


Ricordo me, che ero un bambino di 9 anni, guardare il video con forse un po' di perplessità, ma incuriosito da quel fare provocatore, irriverente, al limite quasi del proibito per me. Non capivo all'epoca cosa significasse quel "Let's go outside" né da cosa provenisse ma rimasi sorpreso dal modo con cui si esprimeva nel video, non lo trovavo volgare ma liberatorio, leggero, divertente e autoironico.
Non so, mi piaceva quella sensazione e quel video, ed era un ricordo che avevo effettivamente sommerso.
Comunque adesso si guarda avanti.
Il 2017 alle porte, e, mi pare di capire che gli altri duemila anni precedenti ci abbiano insegnato che i buoni propositi non durano neanche fino a San Valentino e che ogni anno alla fine può portare cose belle e altre più brutte. Per questo ormai ho deciso di affrontare il capodanno col minimo sforzo.
Tirando le somme, questo 2016 per me è stato un anno ibrido che non mi ha lasciato molto. Non posso dire ci siano stati dei momenti bassi da incubo come gli anni precedenti, ma conto i momenti belli come si contano le stelle in un cielo annuvolato. Pochi e offuscati.
La cosa che forse ho imparato e che mi porto dal 2016 è certamente di smettere di guardare al passato, di rimuginarci sopra più o meno ogni ora del giorno.
A me poi il 17 è sempre piaciuto come numero, contro ogni regola e scaramanzia, ma se proprio devo chiedere qualcosa allo spirito del nuovo anno è che finalmente mi porti il coraggio di affrontare gli scheletri seppelliti in armadi, cassetti, valigie e beauty case.
Non so se ci leggeremo qui ancora, per cui colgo l'occasione per augurarvi non solo un buon 2017, ma soprattutto la forza per affrontarlo al meglio.
A presto!






sabato 24 dicembre 2016

Tutti odiano il Natale.



Quando si avvicina il periodo natalizio la popolazione mondiale si divide in due categorie: chi è contento che arrivi Natale e chi ha prurito e generici attacchi di schizofrenia solo a vedere una lucetta appesa ad un albero.
In realtà le categorie sarebbero tre, perché, fra chi odia il Natale, c'è anche una sorta di sottocategoria la quale afferma che Natale sia ormai una festa commerciale.
E io a questi li ringrazio proprio perché di loro è il regno del risparmio
Immagino non si aspettino un regalo, no?
Chi odia il Natale solitamente adduce come motivazioni il fatto che la calca per le strade sia impossibile, che la gente impazzisca nemmeno si fosse sniffata le esalazioni di chissà quale colla glitter, e, soprattutto, tutto diventa più finto e forzato
Pare che il Natale spalanchi le porte al manierismo, alla falsità, al dover fare.
Tutto questo e molto altro va a discapito dell'atmosfera, del tepore umano che le feste riescono a darci più di qualsiasi altro periodo dell'anno. Forse quando ne abbiamo più bisogno, alla fine appunto di un anno che ci ha portati a ridere, piangere, sgomitare, e qualche volta anche incazzare abbestia. 

Ma se ci pensate un attimo, ogni singolo momento della nostra vita può essere una gigantesca pantomima.
Al mattino ci alziamo, ci prepariamo per le nostre giornate. Usciamo di casa ed a denti stretti diciamo buongiorno al vicino di casa, quello stronzo che lo so che sei stato tu a graffiarmi la macchina, ma non ho prove per dimostrarlo.
E poi vai a lavoro e in metro lasci il posto a quella signora anziana, ma dentro imprechi e muori un po' perché ieri hai fatto gambe in palestra e adesso l'acido lattico ti fa tremare ed indolenzire ogni singolo muscolo degli arti inferiori e saresti tu quello che ha realmente bisogno di star seduto.
Invece tu stai in piedi, magari sorridi, ringrazi pure, per quieto vivere, per educazione, perché ti hanno insegnato che si fa così. O semplicemente perché sei stanco di dover litigare solo perché la tua collega si lascia prendere dalla sindrome premestruale e scarica tutto il lavoro a te. 
Questo accade ogni singolo giorno, eppure ci sta bene. Andiamo avanti nelle nostre giornate. Al massimo borbottando un po', e via.
Ma il Natale ci turba particolarmente, e non c'è molto da fare.

Io e lo spirito natalizio abbiamo avuto i nostri alti e bassi, anzi direi proprio dei trascorsi parecchio burrascosi. 
Eppure questo spirito non è mai mancato del tutto, ma mi ha sempre accompagnato sin da bambino. 
Da piccolo i miei genitori hanno cercato di non farmi crescere come il figlio unigenito del consumismo, per cui ad esempio non hanno mai né confermato ma nemmeno smentito l'esistenza di Babbo Natale che riempie l'albero di doni. Un po' perché per loro il Natale è la festa più cristiano-cattolica che esista. Un po' perché non c'erano grandissime possibilità, un po' ancora perché volevano che imparassi il valore delle cose e non che mi limitassi a contarle. I regali erano doni fatti da persone a cui volevo bene, che avrei dovuto ringraziare e magari ricambiare. 
Eppure, nonostante questa visione più rigida e meno fiabesca l'atmosfera del Natale non è mai mancata.

Crescendo diventa tutto un po' più complicato, specie quando ti affacci alla vita da adulto (sempre giovane sia chiaro), e ti devi confrontare e fronteggiare talmente tante cose che Natale ti arriva fra capo e collo e te ne rendi con solo quando salta il contatore della luce perché il vicino ha appeso troppe luminarie
Non è facile immedesimarsi di questi tempi, non è per nulla facile cadere e lasciarsi trascinare dalla corrente natalizia, questo lo capisco.
Non capisco però il vivere nell'obbligo e nella necessità.
Sembra ormai che siamo unicamente programmati per far cose di cui alla fine non ci importa, e che non ci piace fare. E lo so che potrebbe sembrare utopico, lo so che la realtà è sinteticizzata, incasellata e convenzionata in atteggiamenti che ci consentono di far parte della nostra società civile, ma non vuol dire che dobbiamo farci perseguitare da questi schemi anche nel nostro privato.
Tutto questo si traduce in una unica semplice parola: sincerità. 

Il mio augurio per questo natale è che possiate (possiamo!) trovare la vostra strada verso ciò che vi rende felici abbandonando il più possibile tutti gli orpelli che ci legano all'infelicità. Non solo a Natale, ma possiamo far finta che sia un po' come il lunedì per le diete.
E se non possiamo liberarci di tutto, come è umano che sia, impariamo a scegliere, a livellare, ad imburrare e far scivolare quanto più possibile le facce scelte o imposte, ed usare la nostra più spontanea e vera.

È il caso di dirlo, un sincero Buon Natale.





" So may I suggest, the secret of Christmas
It's not the things you do 
At Christmas time but the Christmas things you do 
All year through " 







mercoledì 21 dicembre 2016

|Candle(s)|
Yankee Candle Holiday Party e qualcosa dal passato

Come ogni anno a Natale non può mancare l'appuntamento con Yankee Candle, il mio marchio preferito di candele (al momento almeno) che come da tradizione ci presenta una nuova collezione dedicata alle feste.
In passato vi avevo già parlato delle profumazioni natalizie ma anche di tutta una serie di fragranze più dolci e calde che ben di sposano (per me almeno!) con la stagione fredda e l'atmosfera festiva, e praticamente quasi tutte quelle profumazioni sono ancora in vendita per cui dateci un'occhiata.
La collezione natalizia di Yankee Candle, chiamata appunto Holiday Party, è composta da quattro diverse profumazioni, almeno per noi che facciamo parte del mercato europeo: All is Bright, Festive Cocktail, Macaron Treat, Star Anice and Orange tutte declinate nei vari formati e corredate da vari accessori per i veri infoiati (in senso buono ovviamente).
Quest'anno ho avuto modo di provare tutta la linea grazie ad un regalo della mia amica Rory, che mi ha omaggiato di questo bel cofanetto di votivi.


Mi spiace che la foto non renda giustizio al cofanetto, ma essendo tutto specchiato e con le rifiniture oro era difficile fotografarlo.
La confezione contiene tre votivi di All is Bright, Festive Cocktail e Macaron Treats, più un porta-votivo color bianco ghiaccio con delle pagliuzze dorate e argento, che all'inizio mi aveva reso titubante sulla sua reale utilità vista la grandezza, ma in realtà si è rivelato efficace, perché anche se la candela si scioglie e si affloscia, continua a bruciare e profumare senza problemi. Secondo me il set è davvero carino come regalo, anche a chi non è un estremo amante delle candele e ora vi racconto perché. 
Come sempre vi ricordo che le mie recensioni vanno appunto a naso e che tutte le candele che ho provato sono state accese e riaccese, perché sì, vedo video o post in cui si parla delle candele da spente e mi chiedo quale sia il senso.
Per sapere come utilizzare tart e votivi, vi rimando a questo vecchio post in cui spiego tutto. 
Iniziamo!

Macaron Treats

votivo yankee candle
Il classico macaron Parigino, dolce e leggero più dell’aria, con note di Vaniglia, Mandorla e naturalmente  zucchero.
Dei tre votivi del kit, questo è il primo che ho voluto provare perché mi preoccupava. Non amo le profumazioni troppo zuccherine e temevo fosse stucchevole a lungo andare. Da spento non riuscivo a farmi un'idea, sentivo un profumo strano, ma una volta acceso mi ha stupito in quanto essendo in votivo, la profumazione non è invadente, eccessivamente intensa o stucchevole. Infatti sono giunto alla conclusione che se volete provare una fragranza dolce ma non siete tipi da vaniglia e zucchero, i sampler sono il modo migliore per avere la profumazione ma senza esagerazioni. Tipo Fireside Treat, che da votivo mi piaceva tantissimo. Io ci avverto assolutamente la vaniglia, non sento le mandorle di cui parlano nella descrizione. Non è esattamente persistente nell'aria una volta spenta ma per il mio gusto va bene così. Non la riacquisterei né la proverei in tart perché come dicevo non è una di quelle fragranze che mi rapiscono, ma se amate le Yankee più dolci farà per voi.
Non ho apprezzato, per quel che conta, la scelta dei macaron e di quel tono di verde della cera, in cui non vedo nulla di natalizio. 

Festive Cocktail


Festeggiate con questa pungente miscela arricchita con frutti di bosco di montagna e un rametto di pino appena raccolto.
Festive Cocktail è stata la seconda fragranza che ho acceso probabilmente perché anche questa mi aveva creato alcune perplessità da spenta. Annusandola mi sembrava un po' troppo pungente, ma una volta acceso il votivo questo ha rivelato il meglio. Il profumo che avverto principalmente è sicuramente quello dei frutti di bosco, soprattutto cranberry. Non avverto il pino, e per me che non ne sono un fan è una fortuna. Noto che la profumazione diventa più calda una volta che la candela è accesa, rispetto ad annusarla da spenta che invece risulta più fruttata e pungente. Diciamo che avverto che c'è altro oltre ai frutti di bosco ma non distinguo cosa. Se il votivo fosse stato leggermente più intenso, l'avrei gradito ancora di più. Anche qui non abbiamo grande persistenza nell'aria. 

All is Bright


Un mix di scintillanti aromi agrumati tendenti al muschio bianco.
Fra i tre votivi questo era quello che da spento mi incuriosiva di più, tanto che se non me lo avessero regalato lo avrei comperato da me. Mi piace anche la scelta dell'immagine dell'etichetta, con questi glitter dorati che fanno subito festa. Anzi fra i tre mi sembra quello più natalizio. Già annusato da spento avverto effettivamente il mix fra agrumi e muschio che crea una bella fragranza frizzante ma tutto sommato adatta alla stagione fredda. Tuttavia devo dirvi che questo votivo per i miei gusti è un po' troppo blando, e rilascia una fragranza poco intensa. Ci vogliono diverse ore di combustione affinché nell'aria si avverta il profumo in maniera distinta e non resta nulla una volta che spengo la candela. Sarei curioso di provare la tart di questa profumazione. Potrebbe far per voi se amate le Yankee fresche ma comunque avvolgenti, però mi sento di consigliarvi i formati che profumano di più, se come me siete abituati a candele più intense. 

Star Anise & Orange


Una succosa fetta di arancia fresca raffreddata dal dolce e rinfrescante anice.
Questa tart l'ho acquistata non solo per completare il quartetto di profumazioni ma perché è stata la fragranza che più mi ha incuriosito non appena l'ho annusata in negozio: dell'arancia non avverto nulla, ma ci sento distintamente l'odore dell'anice. Una premessa originalissima secondo me.
Una volta accesa la tart questa premessa è stata in parte rispettata: il profumo che emana è quello di anice, in modo dolce ma non stucchevole, e allo stesso tempo fresco. Tuttavia secondo me manca parecchia intensità a questa tart. Considerate che io non ho grandi spazi da profumare, quindi in genere uso un quarto di tart che tengo accesa per 3 orette circa. Invece un quarto di Star Anise & Orange dopo già nemmeno un'oretta non profumava più. Per accenderla una seconda volta e sentire il profumo ho dovuto aggiungere un altro quarto di tart. Un vero peccato.
Spero ripropongano questa profumazione con una intensità maggiore, perché sarebbe secondo me davvero ottima. 

Oltre a queste nuove profumazioni, ho recuperato tre "vecchie" fragranze da due collezioni passate.

Sparkling Snow


Il fresco profumo dei pini innevati con leggeri sentori di patchouli e frutta
Sparkling Snow è una fragranza che credo esista da diversi anni, ma che è stata ritirata fuori lo scorso anno. Mi aveva incuriosito perché annusando la tart si avverte una fragranza fresca, che sa di pulito e per me abbastanza piacevole, così ho deciso di approfondire. Una volta accesa ho sentito abbastanza nettamente l'odore di pino, ma sicuramente mitigato da altri aromi, a mio avviso poco distinguibili, ma da non appassionato di profumazioni al pino, mi sta più che bene e nemmeno mi interessa capire gli altri intrecci odorosi. Trovo che la tart abbia una buona intensità e che la profumazione persista abbastanza. Se la tengo accesa qualche ora al mattino, alla sera sentivo ancora nell'aria un accento di questo odore di pulito.
Non mi ha stregato questa Sparkling Snow, al punto da volerne fare scorta ma non posso che parlarne bene e finisco la tart con piacere.

Bundle Up


Una profumazione invernale pulita, che fa tornare alla mente le giornate fredde e gli indumenti caldi e confortevoli.
Un tocco agrumato dona una fragranza di un velo di neve gelida e fresca biancheria.
L'anno scorso vi avevo detto che Bundle Up, facente parte appunto della scorsa collezione natalizia, mi ricordava un po' la Chistmas Garland, profumazione al pino (i signori Yankee Candle ce l'hanno a cuore 'sto pino) che non era esattamente fra le mie preferite. Ho voluto però dare una chance a questa versione diciamo rivista. Il votivo in negozio mi aveva conquistato più della tart che probabilmente alle mie narici risultava troppo intensa. Il votivo invece mi sembrava il giusto compromesso: una fragranza che sa di pulito, o meglio, sa di bustine profuma armadio ma in senso positivo, sicuramente fresca. Da acceso il votivo emana una profumazione più avvolgente, non propriamente calda ma sicuramente piacevole (altri due avverbi!?). Ci sento diverse note che faccio un po' fatica a distinguere, qualcosa di effettivamente agrumato, ma anche speziato e anche una puntina dolce. So che è la peggiore descrizione EVER ma vi basti sapere che mi è piaciuta.
Il votivo non è super intenso, ma si avverte distintamente la fragranza e per i mie gusti non so se azzarderei con una tart, ma credo sia una di quelle profumazioni che vanno bene tutto l'anno.
Quanto a persistenza sicuramente pollice su: una volta spenta si percepisce per qualche ora abbastanza chiaramente. Oh, promossa.

Cosy by the fire



Un caldo mix di Zenzero, Chiodi di Garofano e arancia abbinati a note legnose ricrea il crepitio di un camino scoppiettante ed il calore di una bevanda calda e aromatica sorseggiata davanti al fuoco.
Sempre dall'anno scorso ho tirato fuori la Cosy By the Fire, che appunto faceva parte della stessa collezione di Bundle Up. Da spenta ci sentivo sicuramente chiodi di garofano e cannella, per cui già così si capiva che era una fragranza speziata. Una volta accesa si sente più un mix di odori che effettivamente ricordano una bevanda calda. Forse non è qualcosa riconducibile alla nostra tradizione, ma se amate le profumazioni appunto speziate e un po' pungenti, può fare a caso vostro.
La tart secondo me è abbastanza intensa quindi eventualmente dosatela bene, però se da un lato la profumazione si sente molto bene, dall'altro non c'è una grande persistenza una volta che la candela smette di bruciare. Un po' strana come cosa.
Comunque per mio gusto una volta finita la tart non credo la riacquisterò.


E chiudo qui questa recensione di candele Yankee Candle, sperando di avervi aiutato nella scelta delle vostre profumazioni.
Ci leggiamo presto, con alcuni altri marchi.




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