26 marzo 2015

If you don't wanna try

L'altro giorno leggevo una frase tipo 
L'indifferenza non è un'arma se l'altro non se ne accorge
O una cosa simile, e lì per lì non ci ho prestato attenzione perché stava sotto un selfie posatissimo e mi chiedevo cosa cazzo centrasse, come sempre.
Una frase fatta così banale che mi sono sorpreso per ciò che mi ha portato alla mente.
Non che mi rispecchi, ché le tattiche le ho abbandonate da un pezzo, non sapendole usare.
Dico davvero, quelle cose tipo "mi ha scritto lui, ora tocca a me" oppure "no, basta mi faccio desiderare perché ho espresso i miei sentimenti", proprio non mi riescono, non gliela faccio.

E l'indifferenza non mi appartiene proprio perché piuttosto che tacere e passare in sordina, straparlo come in preda alla febbre spagnola. 
Avete presente un animale in gabbia che inizia a sbattersi a destra e a manca, che si graffiano contro le sbarre della loro prigione pur di non cercare di liberarsi?
Ecco l'immagine è quella. Poco poetica, lo capisco, scusate signori LAV.
Io non so farmi sedurre dall'idea del non detto, del vedo non vedo.
Sono una rapida.
Parole su parole su parole. Vaghi tentativi di spiegarsi e farsi capire. 

E poi, come un animale in gabbia ti stanchi. Ti fermi, prendi fiato e cerchi le forze per continuare a farti sentire da quel claustrofobico spazio in cui ti hanno relegato.
Insomma l'esatto opposto di ciò che diceva la frase sotto la foto.

Ma poi quella frase è quasi esplosa nella mia mente, che ha sempre rifiutato l'atarassia soprattutto emotiva.
Molte volte, quasi nella maggior parte dei casi, non importa ciò che dici, se sia giusto o sbagliato. 
Non importa quanto parli, quanto forte gridi, quanto riesci a far tremare le sbarre della gabbia in cui ti hanno ficcato.

Non importa perché fin quando non ci sarà qualcuno pronto a capire e ad ascoltarti, saranno solo energie spese inutilmente.
Se non ci sarà qualcuno pronto a provare ad ascoltarti, saranno solo suoni al vento.
Se non ci sarà davanti a te qualcuno pronto a scardinarsi, anche per un solo secondo, sarà sangue amaro che avrai sputato sulla tua testa, e sulla tua testa è ricaduto.
Perché le persone sono come i granelli di sabbia, se cerchi di spostarli scivoleranno da ogni lato pur di non muoversi. Non importa quante mani avrai da usare. 
È inutile urlare contro chi è sordo da un orecchio, pur parlandogli nell'altro ti dirà che stai sbagliando lato.


Ora riposa.






24 marzo 2015

|Beauty Cues Update|
BSL Cosmetics - SkinSo Siero AntiAging

Quando l'ultima volta vi ho parlato di un prodotto per il viso non sapevo che da lì a poco la situa sarebbe degenerata. 
E' stato un inverno particolare, con giornate fredde, e se la tua crema viso non serve a nulla, il risultato è che fai la muta come i serpenti. Ti screpoli e ti tira tutto e no bueno, amigo.

Così il mio animo consumista mi stava per spingere a comprare una nuova crema viso più corposa, ma poi mi sono ricordato del Siero Anti Età che la BSL Cosmetics mi aveva inviato pochi giorni prima del mio compleanno a Novembre.


Devo dire che ero un po' scoraggiato all'inizio perché la mia scarsa conoscenza dei sieri me li faceva immaginare in forma liquida, oleosa o in gel (gellosa?), e credevo non fosse adatto a me, avendo bisogno di un prodotto nutriente.
In realtà questo siero si presenta proprio come una crema di colore biancosi assorbe velocemente, altro aspetto che mi faceva pensare che non fosse adatto ad una pelle secca.
Invece mi ha dato l'idratazione profonda che stavo cercando: nel giro di pochi giorni, utilizzandolo mattina e sera, ho visto le screpolature sparire e la pelle più luminosa.

Ho provato sia ad utilizzarlo in combo con altri prodotti, sia da solo, e mi piace in ogni caso. 
Ne basta davvero una punta, perché abbondando col prodotto, finisce per ungere, invece una goccia basta per tutto il viso. 
Dando un'occhiata agli ingredienti effettivamente è pieno di attivi, come il Superossido dismutasi, l'acido ialuronico, il pantenolo, la Vitamina E.
L'hanno messo in un erogatore airless per cui riesci a pushare la giusta quantità e con i suoi 30ml ci fai davvero diversi mesi.
Inoltre, pur essendo un siero ricco e idratante, non mi ha creato impurità o brufoli.
Efficace sulle rughe?
Non so, perché non ho rughe.



Posso però dire che lascia davvero la pelle tonica, liscia e con un piacevole turgore, per cui su una pelle matura deve essere abbastanza figo.
Aspetti negativi?
L'odore, che è un po' il classico odore delle creme da farmacia;
Il prezzo, un po' alto per le mie finanze ma la BSL Cosmetics è una nuova azienda made in Italy, per cui sosteniamo i giovani, la nostra economia e facciamo contento Matteo Renzi.
Ma per voi che mi seguite c'è uno sconto del 50% inserendo il codice PIERREFFECT al momento dell'acquisto sul sito BLSCosmetics.com.


Insomma, grazie a BSL Cosmetics per non avermi fatto cadere a pezzi durante questo inverno.
Invece per voi c'è uno sconto del 50% inserendo 




19 marzo 2015

{Aggiornamento #32}
Io non mi fido delle persone

Forse dovevo dare ascolto a tutti quei link su Facebook con frasi fatte riguardo l'onestà e il rispetto, che è una moneta di scambio e che non si da se prima non si riceve, e quelle cose lì.
E io invece no, devo fare la fatina sempre gentile e disponibile e cortese.
Ma gli altri mica ci pensano a te. Ognuno si fa sentire a tempo nel tempo libero, come un hobby. Come giardinaggio. Vi sembro un bonsai per caso? 
Vi sembro un giardino zen che puoi raschiare col tuo rastrellino zen per rimetterti a posto i Chakra?
Ma ti ci cavo gli occhi col rastrello.
Sapete che vi dico? Voglio essere maleducato.
Fanculo.
Non a voi, a chi se lo merita.
A chi vorrebbe tenerti legato ad un appiglio appeso al nulla.
Non me ne importa se Google decide di farmi andare nel dimenticatoio dei motori di ricerca per questo sciorinamento di scurrilità varie.
Anzi, lo ridico. Vaffanculo.

Mi sento meglio.

Qui dove ti giri è un polemica. 
Prima con lo spoiler di Striscia la Notizia sulla finale di Masterchef. Io, che ve lo dico a fare, sono arrivato dopo, non seguendo né uno né l'altro. 
Ho trovato assolutamente poraccio che un programma televisivo cerchi di affossarne un altro, d'altro canto però tutta la mobilitazione che c'è stata mi è parsa parecchio infantile. 
Certo, ti rode pagare un abbonamento per poi avere delle anticipazioni importanti, ma se sei un fan del programma segui tutte le dinamiche, non certo solo di sapere chi è il vincitore. Tra l'altro pare che il vincitore non sia così alle prime armi
In ogni caso mi è parso tutto troppo serio per trattarsi di programmi televisivi.

Poi è stato il turno di Dolce e Gabbana, e qui si apre una parentesi che facciamo Natale.
Personalmente che Domenico Dolce chiami "bambini sintetici" i bambini nati in vitro lo trovo oltremodo depauperante della necessità e delle difficoltà che spinge le coppie alle moderne tecniche di procreazione. 

Però, chiariamoci, 'sti due non hanno mica voce in capitolo sulle scelte socio politiche più importanti.
Sono due persone libere, due stilisti e come tali possono esprimere e pensare la fava che gli pare e piace. 
Aggiungeteci pure che hanno ottenuto l'effetto desiderato: far parlare di sé.
Omofobia?
Non mi pare abbiano detto di bruciare i genitori e tutti i nati da utero in affitto, e di deportare in Siberia le madri surrogato. 
Hanno detto un'idea a cui si può aderire o meno. Un'idea, come la mia o la vostra. E che abbiano cambiato in idea nel corso di 10 anni non mi pare così fuori dal mondo.
Boicottarli o meno ha poco senso. Se vi piacciono i loro abiti, mutande, cenci e profumi continuate a comprarli, ché non credo andrete a finanziare la campagna politica di Matteo Salvini.
E vi dico anche di più: in Italia, specie in piccole comunità, un bambino ad una coppia gay non lo farei adottare, perché se avete mai visto un gruppo di ragazzini targati 2015, saprete quanto sono stronzi, ché già i grandi a certe cose non ci arrivano.

Notizia che non ha avuto altrettanto rimbalzo è stata quella dei registri delle unioni civili in Sicilia, e anche lì critiche visto che Crocetta è omosessuale. Peccato valga anche per le coppie eterosessuali non sposate appunto.
Vedremo quali saranno gli effettivi risultati.

Comunque io non mi sono reso conto che anche Marzo è finito. Pensate che sarei dovuto andare al Cosmoprof, e, anche se poi è saltato per quest'anno, non ho realizzato che sarei già dovuto essere partito.

A proposito, qualcuno ci va? Io ho saltato perché non mi si incastrava bene con altri impegni, ma in linea generale non mi sono strappato i capelli per l'evento in sé, perché è molto ampio e riguarda settori che non mi interessano propriamente; mi spiace piuttosto non poter incontrare la mia amica Simona, ma ci saranno altre occasioni.

Devo dire che una certa indolenza ha fatto anche la sua parte. Non lo so, mi sento tanto una Duracell scarica che mi sale la noia anche a scrivere un messaggio. Non so a cosa sia dovuto, ma certe volte mi sembra di vivere su un tapis roulant che cammini, cammini ma non arrivi mai.
Aggiungeteci pure che ogni mattina, quando mi sveglio, mi guardo allo specchio, e mi sembra di aver dormito sotto un sasso.
Ok, i 25 segnano un passaggio importante, ma certe mattine mi serve lo stucco per avere un minimo di decenza.

La consolazione in questo mare di calorie accumulate a rimuginare, è che la cosa che più conta è che questo peregrinare, magari scomposto e senza una meta, ci porti più lontano dalle ipocrisie e verso la direzione che noi vogliamo e che ci fa stare meglio.

Voi come state, bellezze?





16 marzo 2015

|Birdman|
Midnight in Paris
|Le due vie del destino|

Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) (2015)

Titolo originale: Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 119 min
Genere: drammatico
Regia: Alejandro González Iñárritu

Riggan è un attore di mezza età con una carriera in continua discesa, che tenta di far funzionare uno spettacolo teatrale, dopo anni di cinema. Riggan infatti interpretava Birdman (l'uomo uccello.....) il classico supereroe ammerigano strafigo, nei classici film ammerigani pieni di effetti speciali. E da questo personaggio sarà ossessionato, letteralmente.
Miglior film agli Oscar ma a me ha fatto letteralmente venir sonno. Due ore di volgarità senza senso, di drammi di un attore che ha fatto il suo tempo e non riesce a capacitarsi di non avere più vent'anni - avanguardia pura -, di scene ridicole che non mi hanno fatto ridere. 
E va bene la metafora-denuncia di uno show biz sempre più superficiale e incastonato in pregiudizi come faceva notare Una Fragola al giorno, ma a me, davvero, non ha lasciato nulla, né un brivido, né una riflessione.
Un film che finisce per auto incastrarsi, per non prendere il volo (guarda che metafora con l'uomo uccello) al di fuori della sala cinematografica, e restare fine a se stesso.
E la povera Emma Stone, ridotta a figlia tossica e ninfomane?
Ho apprezzato molto la regia, ma non ho trovato spunti originali nella narrazione.

Voto 6-
***
Midnight in Paris (2011)

Paese di produzione: Spagna, USA
Durata: 100 min
Genere: commedia, fantastico
Regia:Woody Allen

Un altro film di Woody Allen, sia mai che ne alla fine ne divento fan. 
Lo conoscerete sicuramente: Gil fa lo sceneggiatore, ha successo ma vuole provare a fare lo scrittore e per trovare la giusta ispirazione, va in vacanza a Parigi con la futura moglie. Qui si perderà per le magiche strade della capitale francese e si ritroverà catapultato in un'altra epoca, gli anni '20, circondato dai miti, scrittori e artisti di ogni genere, che lo hanno da sempre accompagnato. 
Non si può sfuggire al proprio presente, e anche potendo, quello che si prospetta non sarebbe comunque meglio di ciò che abbiamo. O magari è meglio, ma ci manca comunque qualcosa.
Non si può sfuggire alla sofferenza, alla frustrazione. 
Sarebbe solo un continuo trovare insoddisfazione.
Ci si può solo lavorare su e cercare di migliorare, magari rivoluzionandosi.
Questo è il messaggio che il caro vecchio Woody ci lascia, con un film piacevole, scorrevole, senza grossi inghippi. E grazie a Parigi, anche Owen Wilson mi diventa simpatico.

Voto 7 e mezzo

***
Le due vie del destino (2014)

Titolo originale: The Railway Man
Paese di produzione: Australia, Regno Unito
Durata: 116 min
Genere: biografico, drammatico
Regia: Jonathan Teplitzky

Confesso di averlo visto un po' per caso, non sapendo esattamente di che cosa trattasse. Poi ho scoperto essere basato su una storia realmente accaduta durante la seconda guerra mondiale quando Eric Lomax, ufficiale inglese, venne rapito dai giapponesi e trasportato insieme ad altri uomini per costruire la ferrovia fra Thailandia e Birmania, opera praticamente impossibile per via delle condizioni geografiche e climatiche. 
Eric assisterà alla barbarie e al sadismo dei giapponesi e porterà con sé il trauma per molti anni a venire. Chi ha avuto dei nonni magari che hanno avuto a che fare con esperienze di guerra, può immaginare quanto siano difficili da metabolizzarne. Lo stesso per Eric, che insieme alla moglie Patti dovrà affrontare questo doloroso passato.
Un film commovente e forte. A tratti un po' noioso, con alcune scene evitabili che non fanno altro che allungare le quasi due ore di film, ma comunque coinvolgente.

Voto 7 



11 marzo 2015

CercamiComeQuandoeDoveVuoi #6

Con una cadenza di lustri ecco a voi che torna l'inimitabile e incommensurabile, ma soprattutto atteso post sulle chiavi di ricerca.
Diciamo la verità: l'intoppo era di tipo puramente tecnico perché Shinystat aveva deciso di non collaborare e non capivo perché.
Ho rifatto la procedura e ora funge.
Amen.

50 sfumature di freud
Te stai a confondere

tiziano ferro dice in un'intervista il mondo va veloce
Te stai a confondere #2

saikebon soba
Soba?

sbiancamento barba
Aspetta un paio di anni.

cos è che tutti scrivono su fb nomino


shampoo l angelica luppolo e semi di miglio opinioni inci
Cercano te, Moz.

foto ragazzo bello non famoso
Sempre Moz.

l'hobby che ti cambia la vita
Prova il bunging jumping

mammini gay

lesbiche con gonna

mi fai vedere parigi foto anni 80
No.

ma quelli che scrivono buongiorno mondo
Sono come quelli che iniziano una frase con "ma"

non invitato rimpatriate compagni


odio quelli che fotografano il cibo
Io mangio e basta.

racconti di etero bastardi contro i gay

sorridenti sbiancamento

madre dei piatteddi
Doppio Geffer scelgo te!

genitori di raphael gualazziPoco curiosi.

patata
Così per gradire.

Questo è quanto, per ora. E adesso festa!

Buona giornata.


9 marzo 2015

#backtoseries chapter 5

Torniamo finalmente dopo un'innumerevole quantità di mesi a parlare di serie tv che ci piacciono tanto, o meglio che piacciono molto a me. Se non siete alla pari con la programmazione americana, sicuramente farò spoiler per cui chi si lamenta, paga cena a tutti.


Quarta stagione per la serie di Murphy ma per me è stata un mezzo flop, forse la peggiore fra le varie stagioni. La storia si svolge tutto in una sorta di circo in cui si esibiscono dei veri e propri scherzi della natura, uomini e donne malformati più o meno congenitamente.
Primo errore: piuttosto che puntare sul senso, che so, di claustrofobico e labirintico di un tendone da circo, gli spazi si allargano a dismisura. Secondo errore: i veri mostri sono per la maggiore provenienti dal di fuori della comitiva, persone insospettabili, come Dandy, che, ok tanto normale non sembra ma non gli manca nulla; il chè sarebbe una bella metafora se non fosse che alla fine non ti importa di alcun personaggio. Gente che va e viene, che te li ritrovi una puntata sì e una no, gente vive e muore senza accorgercene, tipo Emma Roberts. Un corale disarmonico quasi quanto i tre de Il Volo. Carina la Paulson, ma Jessica Lange ormai sembrava interpretare ancora e ancora lo stesso personaggio.
Narrativamente il tutto diventa inconcludente e Murphy decide di condire lo show horror con tanti buoni sentimenti: dall'amore in tutte le salse, al senso di colpa. Senza contare poi la quantità di pezzi cantati che ho temuto più volte di essere in Glee.
AHS resta una serie con accenti di qualità, ma si sono persi. Vedremo la nuova stagione con Lady Gaga.
★★
Season 4
Seguo Suits con molto piacere sebbene non sappia pronunciarne il titolo, è l'unico legal che seguo. Il fatto è che dopo 4 stagioni sembra che non sia evoluto. Anche questa ultima stagione gira tutto intorno al fatto che Mike non sia laureato, e quindi c'è questo grosso segreto da mantenere. Affianco a questo filone narrativo si susseguono una serie di cause da risolvere in tribunale ma che nel giro di una, massimo due puntate vengono dipanate.
Diciamo che all'inizio poteva essere accattivante, ma alla fine la spuntano sempre, per cui senza una evoluzione, nei personaggi, nella storia, che interesse c'è a vederlo.
La quarta stagione si conclude con Donna che lascia il posto di segretaria di Harvey per passare a Louis. Avanguardia pura.



Season 4
Quando Beautiful incontra Nikita. Ormai questo è Revenge, che ci piace sempre tanto ma mi sembra che anche lui non abbia più nulla da darci, se non qualche puntata condita di tensione e azione.
Amanda non ha più una vendetta da potare avanti visto che suo padre è resuscitato come una Taylor qualunque. Nolan appare giusto per farci vedere quanto botox ha negli zigomi, Jack è il solito rompipalle, e Victoria, che cerca di accaparrarsi eredità a destra e a manca, non se la fila più nessuno. Charlotte, qualcuno sa dove sia?
Una bella soap opera che non credo durerà ancora molto a lungo.


Season 2
A chi importa della figlia di Klaus? A nessuno direi. Magari l'umana compassione verso una povera creatura ma basarci una intera stagione mi sembra davvero pesante.
Solite lotte fra vampiri, licantropi, streghe. Tutti odiano tutti e a  noi non importa di una beata fava.
Klaus era figo perché sembrava in fondo tenero. Adesso è ridondante.
Elijah era figo perché era figo. Adesso è ridicolo.
Marcel era figo perché è bono. Adesso è bono ma inutile.
Ora attendiamo  Dahlia, arriverà? 
Non lo so, ma m'ha stancato.

Season 5

Sulla stessa linea per quanto riguarda l'assenza di una svolta narrativa credibile e interessante ma quantomeno, per noi adolescenti instabili e mestruate, TVD è sempre una bella botta emotiva e ormonica. Vogliamo parlare del ritorno di Alaric?
Il problema è che manca un vero cattivo che complichi l'esistenza alle nostre sanguisughe preferite.
Kai, lo stregone cattivo e apparentemente imbattibile, ce lo siamo tolti di mezzo nel giro di qualche puntata. Enzo è solo una scocciatura che speriamo muoia presto. Elena, anche senza la sua memoria sta sempre a ciulare con Damon. Ma la madre di Caroline? Porella, che dispiacere.
Insomma non ci resta che piangere, in tutti i sensi.

Season 5
Altro telefilm che ha fatto il suo tempo. Se qualche stagione fa ne apprezzavamo il trash, adesso è davvero troppo anche per me. Sono troppo stupide per poter essere in qualche modo credibilmente sfigate, ché ad un certo punto ti rompi le scatole e vuoti il sacco senza tante remore. Al massimo ti metti d'accordo con le tue amiche per far quadrare i conti delle menzogne e uscirne più o meno pulite. Invece loro no. La cosa peggiore é che la loro vita normale, quella di semplici adolescenti inciucione è una vita parallela, praticamente staccata dal resto e messa lí a caso. Hanna è l'unico personaggio che sembra effettivamente cresciuto. Le altre tre invece sembrano tornate bambine, specie Spencer, che sembrava volesse tenere le redini del suo destino.
Marlene, e basta!

Season 10

Ok, è ovvio che dopo parecchie stagioni un po' di lustro lo perdi. Ma qui siamo al culmine. Praticamente le vicende dei fratelli Winchester non sono evolute ma involute a come agli inizi quando le puntate non seguivano un filone narrativo unico ma andavano a blocchi di puntata in puntata. La conseguenza è un ripetersi infinito delle stesse vicissitudini, degli stessi meccanismi. Finirò a tempo perso questa stagione e poi tanti cari saluti ai fratelli.


Passiamo un po' a parlare di novità interessanti.

(Season 1)
Finita da poco la prima stagione ma non voglio dirvi molto perché voglio invitarvi a vederlo essendo del tutto recuperabile.
E' la storia di un'avvocatessa in carriera e insegnate universitaria la quale dovrebbe insegnare ai suoi allievi come muoversi concretamente in un aula di tribunale. Nella sua classe sceglierà cinque dei suoi allievi più brillanti che saranno praticanti nel suo studio legale. Tuttavia la combriccola si ritroverà a dover fronteggiare i propri problemi legali. 
Quattro contro uno, vale per un caso di autodifesa?
Ho trovato la puntata finale un po' esagerata e mi ha lasciato degli interrogativi, per cui aspetto la seconda stagione e vediamo che accade.

Altra serie nuova di zecca, e abbastanza godibile. Io non sono un fan di Queer as Folk, e questo, pur seguendone le orme, si mantiene su un terreno più realistico, ma soprattutto meno sessualizzato. Dall'altro lato però finora è stata una serie un po' piatta. Patrick è un ragazzo abbastanza comune con vicissitudini abbastanza comuni, fin troppo. E io un po' lo odio, perché è stupido e stronzo allo stesso tempo, oltre che incoerente.
Non c'è una vera evoluzione più matura e la serie si mantiene imparziale: da un lato non è super leggera ed ironica, ma dall'altro non è nemmeno drammatico e particolarmente intenso.
Questa ambiguità si attenua grazie al fatto che ogni puntata non dura più di mezzora, quindi non ci si annoia. Vediamo se la fine di questa seconda stagione, e se ci sarà una terza, può dare un percorso più netto al racconto.


Infine ho detto definitivamente ciao a Nashville (Season 3), ché non avevo proprio più voglia di vederlo, e The Americans (Season 3) che ormai prosegue senza una logica, o per lo meno, sarò scemo io ma non ci capivo più nulla. Recentemente invece ho scoperto che In the Flesh (Season 2) cancellato, un po' mi è dispiaciuto, ma non era nulla di epico.

E voi seguite queste serie? Che ne pensate? Ma soprattutto avete altre serie da suggerire facilmente recuperabili?




4 marzo 2015

|Beauty Cues Update|
Giardino Cosmetico - Shampoo e Balsamo Protettivo

Pseudo nuova categoria di post in cui recensire uno o due prodotti per volta. Ho pensato che fare degli aggiornamenti possa essere più agevole così da non dovervi sbattere davanti ogni volta un post lungo una tangenziale.
Come potete immaginare, visto il fiasco dei precedenti prodotti, di cui vi avevo parlato la volta scorsa li ho abbandonati a prendere polvere in un angolo della doccia e son passato ad altro.
In realtà non propriamente, ma facciamo finta sia così.
Che stavo dicendo? Ah, sì che i vecchi prodotti non mi sono piaciuti per nulla, ma piuttosto che utilizzare alcune cose che avevo in casa, ne ho comprate altre urlando "W il consumismo, abbasso lo spread".
In particolare ho comprato dalla linea Giardino Cosmetico lo Shampoo Protettivo e il Balsamo Protettivo per capelli inariditi o sfibrati. 
Ho sentito parlare di questo marchio in giro per il web. Bio, low cost ma introvabile, tipo gli unicorni. Un bel dì scopro che è distribuito da Crai, il supermercato, e in contemporanea scopro di averne uno vicino casa.
Quindi canticchiando il jingle *Crai crai spesa fantastica* mi ci sono recato. Purtroppo non è presente (ancora?) tutta la linea dalle mie parti, ma sto usando già qualcosa. 
Tornado a shampoo e balsamo costano tipo 3/4 euro, quindi potete saltare una cena da Mcdonald e aggiudicarveli, ed essendo entrambe le confezioni da 250 ml, durano un bel po' e te li certifica ICEA, cara amica, che vuoi di più?
Tra l'altro il package ha un buon feeling al tatto. 
Entrambi i prodotti hanno un profumo fiorito delicato ma persistente, molto buono in verità.
Lo shampoo ha una consistenza abbastanza densa, fa una bella schiumetta, ma è delicato... troppo delicato
Io ho i capelli normali/secchi ma grossi, per cui a lavarli basta poco, in generale. Anzi, molti prodotti risultano aggressivi. Ovviamente anche i miei capelli si sporcano, soprattutto in questo periodo di pioggia e umidità, tempodimerdafanc...., o se uso troppi prodotti per lo styling. Ma questo shampoo non riesce a lavarmi bene la lunghezza, ovvero la parte della mia capoccia che si sporca. 
Ho provato a diluirlo, ma era ancora meno lavante. 
Ho tentato di lavare prima le lunghezze, ma inevitabilmente finivo per fare più lavaggi col risultato che la cute la sentivo comunque tirare. Nulla di drammatico ma era snervante e alla fine fastidioso, oltre che uno spreco. Peccato perché non annoda troppo i capelli e non mio spiaceva come risultato estetico dal punto di vista di crespo e lucentezza.
L'ho abbandonato a mia sorella che rispetto a me ha dei capelli secchi ma più sottili e dice di trovarsi bene. Quindi un nì: adatto a capelli sì aridi, ma comunque sottili e facili da lavare, o a chi magari per qualche motivo si ritrova a lavare i capelli tutti i giorni e ha bisogno di uno shampoo ÜBER delicato. 


Il balsamo invece è stato l'amore.
Il profumo come dicevo è piacevole, la consistenza è fluida, non troppo liquida da ritrovarvelo sui piedi prima che arrivi in testa, né troppo cremoso da restare in mano. Non è molto districante ma è molto idratante, lascia i capelli morbidi, lucidi, disciplinati. La cosa che me lo fa apprezzare sopra gli altri balsami da supermercato è che questa idratazione resta anche nei giorni a seguire, e ciò non è mica scontato, perché con gli altri il giorno dopo ti puoi pure ritrovare una mezza scopa in testa.
Non appesantisce, ma l'unica accortezza è che bisogna sciacquarlo bene bene. Anche lui ha un profumo fiorito abbastanza persistente (diciamo che usarli in combo rende il profumo più intenso).
Perfetto per chi ha i capelli secchi, spessi o ricci.

Due prodotti promossi con le dovute accortezze, ma devo lanciare un messaggio ai signori Giardino Cosmetico.
Regà, io so miope, se me fate le confezioni uguali me viene una sincope ogni volta che penso di aver usato lo shampoo al posto del balsamo. Cambiate le confezioni, grazie!

Io spero di esservi stato utile, e ci sentiamo presto!




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