27 maggio 2015

Le sei persone che non dovresti volere come amici.

L'amicizia è una cosa meravigliosa e in tutti i modi hanno cercato di farci capire che chi trova un amico trova un tesoro. Dai cartoni animati quando siamo innocenti bambini, ai fulgidi anni del liceo.
Ma nella realtà, 'sti cazzi.
Col tempo impari che gli amici sono sempre persone e lo stronzo lo becchi lo stesso, dietro un sorrisetto. 
Come si dice dalle mie parti: nessuno ti dirà mai lavati il volto che sembri più bello di me. 
Ti giri un attimo e ti ritrovi a pubblicare su Facebook un "quoque tu" lungo una quaresima, mentre ti levi i coltelli dalle spalle.
Dopo anni di esperienza, ecco dunque la mia personalissima lista delle persone che non vorrei come amiche nemmeno vivessi in un remake di Io Sono Leggenda.

Il Mago

E' l'amico che fa il suo spettacolo, arriva, ti racconta tutta la sua vita e poi PUFF svanisce nel nulla. Non lo trovi nemmeno a chiamare Federica Sciarelli.
Però quando dovrà invitarti a cene, eventi, serate, gruppi, pagine Facebook e missioni in Tibet da lui organizzate, stai sicuro che ti assillerà fino alla morte. In genere è quello che visualizza i messaggi e non risponde. Ma guai a fare lo stesso con lui perché ti scaglierà contro qualche anatema.
Sottocategoria: il mistificatore.
Il mistificatore è quello che dopo essere sparito ritorna raccontandoti mirabolanti scuse sulla sua assenza. Lui ha sempre impegni: casa, lavoro, studio, malattie, tricche, tracche e bombe a mano. Tu invece hai tanto tempo libero da contare le cartelle che Equitalia manda a Maradona.
Ovviamente finite le scuse, inizia a raccontarti anche tutti i suoi successi nella vita facendoti sentire un po' tapino: amore, lavoro, salute, premi nobel e scoperta del vaccino per la malaria.
E quando è il tuo momento per parlare, ecco la magia: svanisce.

Il ladro
In genere è l'amico che ti cerca giusto per chiederti qualcosa. Che sia la macchina, un favore, denaro o di uscire, quando giustamente non ha di meglio da fare o non ha la macchina, poco importa. 
Il suo superpotere? Un lavoro di fino. Non ti chiederà mai nulla apertamente, ma lo farà subdolamente lavorando sui fianchi e sul senso di colpa. Sarà sempre il compagnone di turno, gentile e cordiale. Non litiga mai con nessuno, evita le discussioni come per strada si evitano i testimoni di Geova, sia mai che possano tornargli utili per un favore. 
In genere si circonda di persone altamente rincoglionite, in grado di cadere con tutte le scarpe nei meandri del suo carisma.

Il single

Il single è l'amico il cui unico problema è la vita sentimentale e i suoi rapporti col prossimo si distinguono in tre step. 
Fase uno: è single. Obbiettivo: trovare qualcuno da amare. 
E tu non sei altro che la scusa per uscire la sera e conoscere gente o la spalla su cui piangere ad ogni occasione persa. 
Fase due: è fidanzato.
E non lo vedi più, perché da fidanzato l'amico single diventa una figura mitologica, come gli unicorni e le banconote da 200 euro. Puoi pure dimenticare che esista perché tanto lui per un paio di mesi sarà occupato con la sua dolce metà, a confermare che tira più un pelo di.....
Fase tre: è di nuovo single
E tu ritorni ad essere la spalla su cui piangere per le mille delusioni di una storia durata tre giorni e per quanto sia triste e brutta l'esistenza del single. 

Il clown

Lo riconosci subito, perché come si abbiglia diventa catarifrangente. Perché l'amico clown è tale sia dentro che fuori.
E' convinto di essere simpatico, eccentrico, particolare, divertente, originale, unico, straordinario, non rendendosi assolutamente conto di essere semplicemente fuori luogo.
Vuol essere l'anima del gruppo, si affibbia da solo questo incarico e te lo dice convinto. Se la sente caldissima, come ama egli stesso dire di sé, e non perderà occasione di mettersi in mostra, non capendo assolutamente di essere unicamente imbarazzante.

Il disgraziato

Il disgraziato è l'amico che c'è sempre, ma giusto per lagnarsi delle sue disavventure, di quanto per lui la vita sia brutta, difficile, faticosa, in ogni aspetto della quotidianità. Una continua giostra di emozioni che porta giù verso le porte dell'inferno. Perché sì, ad un certo punto speri di morire pur di non sentire il piagnisteo inutile. Perché sì, di base il disgraziato non ha nulla di più e nulla di meno di un qualsiasi essere umano, se non tanta voglia di tediare le altrui vite. Inutile farglielo presente, perché negherà a oltranza.
Sottocategoria: lo iettatore.
Il disgraziato si trasforma in iettatore quando, dopo essersi lagnato, inizierà a decantare le tue fortune, presenti e future, fortune che ovviamente non gli spettano. Secondo la sua visione, la tua vita è costellata di strade in discesa, porte aperte e portafogli traboccanti. Oro, incenso e Birra, ti aspettano lungo la strada, sempre secondo la sua visione. L'unica soluzione? Grattarsi.

Il tuttofare

Infine, l'ultima categoria di persone che non dovresti volere come amici sono i tuttofare. Non importa come e quanto cercherai di spiegargli che vuoi un semplice, puro, casto, platonico rapporto di amicizia, perché lui cercherà sempre di creare l'occasione per potersi infilare fra le tue gambe o su di lì. La sua cassetta degli attrezzi è fatta di battutine maliziose e messaggini carini prima di andare a dormire. E troverà sempre l'opportunità di restare solo con te sperando che tu abbia cambiato idea. No, non è innamorato di te, è semplicemente sfigato.

E voi? Quali persone non vorreste come amici nemmeno nei vostri peggiori incubi?







25 maggio 2015

|Beauty Cues Update|
Alkemilla - Shampoo Lavanda e Eucalipto

Qualche tempo fa avevo scambiato con mia sorella il mio shampoo Giardino Cosmetico con questo shampoo di Alkemilla alla Lavanda e Eucalipto.
Vi metto l'immagine del web, la mia era all'incirca a metà.
Eravamo entrambi insoddisfatti, e piuttosto che sprecare prodotto lasciandolo da parte, abbiamo fatto un do ut des.
Sinceramente non so cosa abbia spinto mia sorella all'acquisto di questo shampoo considerando che Alkemilla lo indica come adatto a capelli grassi e normali.

E qui mi si apre una spontanea parentesi: se tu mi dici che un prodotto è adatto sia per capelli grassi che normali mi viene da pensare che per proprietà transitiva io e Mario Adinolfi possiamo entrare comodamente nella stessa taglia 46.
Impossibile. Così come è impossibile che un prodotto vada bene per tipologie di capelli così diversi.

Allo stesso modo pensavo che non potesse essere adatto ai miei capelli normali tendenti al secco.
Ma mi sono dovuto ricredere.
Andiamo per ordine.
Lo shampoo ha una buona consistenza, fluida, tanto che, pur essendo in una confezione in plastica rigida, esce facilmente. E' color miele ed ha un profumo molto buono, energizzante direi. E' un mix di lavanda e il sentore fresco dell'eucalipto.

Si vede il prodotto nel tappo?
Fa abbastanza schiuma, e come vi dicevo pur avendo i capelli secchi e con una cute delicata, non mi ha creato alcun problema. Lo diluivo molto bene (come faccio con tutti gli shampoo), ma questo mi fa capire che la formula è ben bilanciata, quindi lava ma con la giusta delicatezza.

L'unica cosa che non me l'ha fatto apprezzare al 100% è che già in doccia sentivo i capelli ammassati. Concedetemi il termine che spero renda: non tanto annodati ma proprio ammassati, pesanti.
La cosa si risolveva con un po' di balsamo, ma ve sto a parlà dello shampoo. Anche asciugandoli non risultavano leggeri e voluminosi. Il problema non credo che sia suo mischino, ma la reazione che hanno i miei capelli (trattati con henné) con i prodotti contenenti proteine o keratina.
Ricordate lo Shampoo Mil Mil? Ecco quasi lo stesso effetto. Ed è un peccato perché per il resto i capelli risultano abbastanza morbidi.
Ho visto che purtroppo anche gli altri shampoo di Alkemilla contengono questo ingrediente. 
Inoltre ho notato che nel tappo resta sempre un po' di prodotto come incastrato, non so bene perché, ma mi pare uno spreco.
Per il resto, però, se voi non avete problemi con i prodotti con keratina, proteine ecc, secondo me è un buon prodotto, delicato, lavante e con un buon profumo.

Avete provato questo prodotto? Come vi siete trovati? Ditemi tutto!



22 maggio 2015

{Aggiornamento #34}
Ciao mamma, io #Expo a fare i conti col passato

E non torno più, anche perché se esco mi sciolgo, che lo sapete che ci sono 30 gradi qui al sud mentre da voi al nord si ripresenta Novembre.
Ma, a parte il clima di cui è inutile e banale lamentarsi - anche perché a Maggio in Sicilia di certo non cade granita al limone dal cielo -, il mese s'è presentato male fin dall'inizio.
Di quelle robe che se può andar male, stai certo che lo farà.
Piccole cose che giorno dopo giorno ti fanno gridare al gomblotto contro di te da parte di tutte le galassie riunitesi in una ancestrale supercazzola.

Fortunatamente col passare dei giorni questo marchingegno chiamato quotidianità si è un po' sbloccato, ma se ti si ripresentano gli errori del passato che si scontrano con il tentennante presente, non ti spunta di certo un arcobaleno negli occhi.

Avrete notato anche un calo dei post, di presenza e anche un po' di palle. 
Ho scritto alcune cose e le ho abbandonate senza portarle al termine, o comunque editarle, senza poi una motivazione logica.
Ovviamente non posso stare qui a lagnarmi ché pensare alle preoccupazioni fa venire le rughe e non ho messo abbastanza soldi da parte per farmi tronare di botox.

So che ve lo state chiedendo: la mia tesi procede bene, ma ovviamente sono alla mercé della mia relatrice. Sto attendendo un suo responso e sono un po' in ansia perché ho come la sensazione di aver splittato un po' il tema portante.

Si può secondo voi avere ansia mentre si dorme? Perché io ho tanta ansia ma anche tanto sonno e inizio a pensare di avere una qualche malattia strana. Mi è anche esplosa una sorta di allergia, mai avuta prima. 
Insomma basta. Non mi merito tutto questo!
Ho solo voglia di stare a bordo di una piscina a prendere un po' (POCO) di sole, bere un'acqua tonica, fare un bagno, farmi qualche selfie e pensare al prossimo facial.
Vorrei essere così insomma

Invece sono così

Anche il mondo devo dire che mi ha annoiato.
Tutti co 'sto royal baby. Anzi "'sta" royal baby.

Quanto odio per Kate Middleton che si è presentata come uno spaghetto con la piega e il trucco perfetto dopo ave sgravato, che così non ci esco nemmeno dopo 3 ore dall'estetista.


Anzi a proposito, ho scoperto un'app per restare in forma che magari voi conoscevate già, ma io no.
Praticamente si chiama 7 minuti: ti alleni per sette minuti al giorno, facendo tredici esercizi diversi per una trentina di secondi. Dopo ogni esercizio hai una pausa di 7 secondi. Avrà pure lei quest'app?
Io ci provo ogni giorno, ma giuro che mi sento morire. Non reggo.
Ho 25 anni e la capacità atletica di un castoro morto.
Chiariamoci, il fatto che voi non la vediate, non vuol dire che la panza non ci sia!
Sono solo bravo a nasconderla attraverso un giuco di tessuti, colori e drappi.
Ma pian piano riuscirò ad abbattere l'adipe, lo giuro!

E poi c'è l'Expo.
E voi siete andati ad Expo? Ci andrete?
Io, in barba alle polemiche, alle tangenti, ai Black Block, penso che sia una esperienza da provare, quindi sì, coglierò l'occasione. Perché di questo mi sembra si tratti
E poi eventualmente posso criticare. Spero solo che non ci si sciolga dal caldo.

Altra atroce delusione del periodo è la mancanza di svaghi (che non includano lo sperpero di danaro). I miei amati telefilm stanno via via concludendosi con le loro season finale, o semplicemente stanno finendo per sempre come Revenge. E poi c'è stata la dipartita di Elena in The Vampire Diaries. Li mortacci loro, che tristezza quella puntata.

Potrei continuare con questi deliri, ma ho troppo sonno per far muovere le sinapsi e la giornata di ieri non è stata nemmeno tanto incoraggiate.
Tiratemi un po' su di morale, facendomi sapere le vostre disgrazie. Qui c'è proprio bisogno di darsi una smossa!
Vi bacio tutti.


A presto!






18 maggio 2015

Il Giovane Favoloso
| Cenerentola |
Into the Woods

Questo post, come altri, fa parte di una coda di bozze che per misteriosi motivi non ha visto la luce appena nati. Recupererò.



Il Giovane Favoloso (2014)

Paese di produzione: Italia
Durata: 137 min
Genere: biografico
Regia: Mario Martone

Film biografia riguardo la vita di Giacomo Leopardi, non tanto il poeta quanto l'uomo.
Cosa me n'è parso? Avevo grandi aspettative, lo ammetto, perché avevo letto tante recensioni positive.
Ho visto un film che sembra un misto fra il pittorico, per la bella fotografia, e il teatrale, per alcuni punti della rappresentazione. Bella anche l'interpretazione di Elio Germano, intensa, ma a volte per me un po' troppo ridicola.
Il risultato per me è un personaggio che in parte conoscevo e immaginavo già come un visionario, una mente fervida e iperattiva, rinchiusa in un corpo troppo gracile, dall'altro però una persona contraddittoria e contorta. Non so, ma Giacomino nella mia mente da liceale risultava più simpatico, sfigato ma simpatico.
Quello che mi è rimasto dalla visione della pellicola è la noia, ma non la noia di uno studentello che si trova costretto a studiare letteratura, ma di chi, in due ore e venti minuti si aspettava maggiori dettagli sconosciuti della vita del poeta, e invece vengono sottratte anche le linee principali. Inoltre trovo che allo spettatore non restino molti spunti emotivi. Una bella visione, ma statica.

Voto 6 e mezzo
***

Cenerentola (2015)
Titolo originale: Cinderella
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 112 min
Genere: fantastico, sentimentale
Regia: Kenneth Branagh

Quando creano una nuova rivisitazione di un qualche classico, io mi aspetto una novità, una nuova chiave di lettura. Che sia ironico, drammatico o pornografico, non mi importa, ma ci deve essere un quid che rende la storia più interessante, specie se si tratta di un racconto celeberrimo.
E io, sinceramente, in questa nuova Cenerentola, non c'ho visto nulla di nuovo.
Begli effetti, bravi attori, ma mi è parso che mancasse un po' di pathos, di drammaticità, o di vera ironia e leggerezza. Sicuramente alle ragazze (e ai ragazzi) convinte di essere ancora principesse e che un paio di scarpe di vetro possano essere comode, piacerà; ma chi si aspetta qualcosa in più rispetto alla storia già nota, può pure attaccarsi al tram.

Voto 5
***
Into the Woods (2015)

Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 125 min
Genere: musical
Regia: Rob Marshall

Altro film di cui ho sentito parlare poco e questo doveva essere sintomatico. Un'altra storia fantastica, o meglio, l'intreccio di più favole che si scontrano e si fondono. Ne esce fuori una linea narrativa senza capo né coda, con personaggi che vanno e vengono senza senso e, nota ancora più dolente, una marasma di tematiche sentimental- romantiche tutte impastate fra loro che rendono la visione stucchevole e al tempo stesso poco empatizzante.
La morale è che bisogna stare attenti ai propri desideri e che magari, nel cercare di far meglio, si fa peggio. I nostri desideri possono ritorcersi contro di noi. Che allegria!
Non sapevo inoltre che questo fosse un musical, ma anche in questo risulta monotono, con canzoni banali e ripetitive. Poca l'azione, ma poco anche il divertimento se non per qualche battuta.
Più di due ore di un film che sulla carta poteva essere piacevole quantomeno per i bambini, ma nella realtà è un'auto diesel con poco gasolio: neanche il tempo di scaldarsi e ti lascia a piedi.
Simpatica Meryl Streep.

Voto 5 -




15 maggio 2015

|Beauty Cues|
Skin-Care Routine (#3)

Giga post su tutti i prodotti usati per la skin-care e sempre in collaborazione con la mia amica Rory. Prendete i pop corn, una bottiglia d'acqua da litro, date da mangiare a gatti, cani e mariti e mettetevi comodi ché qui le cose vanno per le lunghe.
Ve lo nomino in volata giusto per dirvi no, non compratelo. L'ho trovato da Ipercoop vicino al cugino più famoso "Sapone del Mugello" di cui non avevo sentito buone recensioni. Questo non è da meno: sgrassa tanto, inutilizzabile se non per lavare le mani (se non le avete secche) e il profumo di lavanda si sente appena. L'unica nota positiva è il rapporto quantità- prezzo. Tra l'altro non si capisce bene nemmeno il marchio, se non leggendo dietro in piccolo.
No.
Un detergente dalla giusta consistenza, non troppo liquida, né troppo densa. Basta mezza pushata per lavare il viso e fare una bella schiumetta. Di base non è delicatissimo, credo che una pelle secca lo trovi troppo lavante, ma ha una certa emollienza che lo rende piacevole. Io l'ho usato anche sul corpo, buono pure lì.
L'odore è delicato, fresco ma non si distingue molto bene. Unica nota un po' stonata è il fatto che si sciacqua un po' a fatica. Non che serva una cascata del Niagara per toglierlo, ma solo mezzo secondo in più. E non elimina le tracce di trucco, se a qualcuno interessa (ma un post su tutti tutti i correttori bio e non che uso lo volete?).
Lo ricomprerei comunque, magari nelle altre varianti.

Avari | Konjac Sponge
Premessa: questa non è una konjac originale, ma una cinesata di un paio di euro per cui non posso avere la certezza che si tratti di una spugna in fibra naturale. Ho voluto provarla per capire se il concetto potesse piacermi, in quanto in generale mi piacciono spugne e pannetti per pulire il viso più in profondità. E devo dire che mi son trovato bene. Ha una consistenza molto particolare: come le classiche Konjac, da asciutta è dura e ruvida, una volta intrisa d'acqua raddoppia di volume e diventa morbida/ gommapiumosa. E' come se facesse quasi un massaggio al viso, leggermente esfoliante ma abbastanza delicata. Prima insapono il viso e poi passo questa spugnetta bagnata. Potrei mettere il detergente anche sopra e crea molta schiuma ma mi sembra che si sprechi più prodotto.
Ha solo un paio di difetti: il primo è che impiega molto tempo ad asciugarsi del tutto; e il secondo è che nel giro di un paio di mesi ha iniziato a rovinarsi: prima piccole spacchette, poi ha cambiato consistenza diventando più rigida, poi ho notato della muffa all'interno (pur cercando di farla asciugare bene appunto).

Prima volta in vita mia che uso un tonico, quindi perdonate se non ho metri di paragone. E' entrato nella mia routine, non senza titubanze sull'efficacia e sulla reale utilità del prodotto in generale. Invece mi sono ricreduto perché mi sembra un buon passaggio pre-idratazione e post-detersione. Volevo qualcosa non troppo astringente, visto che l'ho iniziato in un periodo più freddo e questo in effetti è molto delicato.
L'ho messo un po' in uno spruzzino - non trovo il senso di sprecare dischetti di cotone e prodotto - ed ha un leggero odore erbaceo. Ho trovato che aiutasse a chiudete un po' i pori ma allo stesso tempo desse quasi un effetto lenitivo. Soprattutto non brucia affatto.
Rassoda? "Ahahaha" va bene come risposta?
Da ricomprare anche nelle altre versioni.

Prodotto promossissimo. Definirlo gel (o gelatina, come sul sito) è sbagliato, direi una crema fluida, dalla consistenza leggera, molto idratante - quindi se non avete il contorno occhi secco lasciate stare - ma non grasso. Si assorbe bene, e lascia la zona liscia. Per me va bene sia al mattino che la sera, ma per altri potrebbe essere un po' troppo consistente da usare magari prima del make-up, dipende dalle esigenze. Ho notato anche un leggerissimo effetto schiarente. Non è che vi dia il volto di 10 ore di sonno ininterrotto, ma lascia lo sguardo luminoso. L'odore è delicatissimo, identico al fratello alla rosa per cui non da fastidio. Unica pecca è che sono 30ml, quindi dopo un po' mi stufo e superare il PAO di 4 mesi si fa subito. Signori Fitocose cambiate formato!

Tempo fa quando la linea venne lanciata provai la versione nella confezione azzurra. Orrenda.
Poi leggendo buone recensioni ho deciso di dare una possibilità a questa variante. È una buona crema per una pelle normale, leggermente mista o leggermente secca. Ha un profumo fiorito molto carino e non troppo invasivo. Si assorbe abbastanza in fretta, ha una consistenza leggera e non untuosa e lascia la pelle liscia e idrata. Non è la crema per la vita ma un buon prodotto che ricomprerei. In questo periodo in cui il caldo è esploso, per me sta diventando un po' troppo per il giorno quindi presto diventerà la mia crema esclusivamente per la notte. Cosa non meno importante non mi ha creato imperfezioni.
Ma sbaglio o la Viviverde ha aumentato i prezzi?

Yves Rocher | Culture Bio | Balsamo Labbra Nutriente
Ve ne avevo già parlato nel tag 5 minuti prima di andare a dormire. E' un buon prodotto, mediamente idratante, non ha un cattivo sapore ceroso (odio e aborro), e il profumo è delicato e piacevole. Se proprio devo trovargli un difetto è che è un po' lucido, in quanto avendo questa formulazione comunque cremosa, si può rischiare di metterne troppo e sono quasi certo che abbia delle microscopiche pagliuzze dorate (e l'inci me lo conferma) . Per me non è un problema, anzi crea un bel film protettivo e non svanisce subito, ma c'è a chi non piace. Inoltre è molto conveniente: 10ml contro i 5 in media dei prodotti stick. Lo tramanderete di generazione in generazione. 

Vi ho raccontato la routine serale, dove praticamente uso questi prodotti e la crema all'Acido Glicolico di Fitocose tuttavia, il sole inizia a farsi sentire, quindi ho preferito non proseguire

Al fine di estirpare più profondamente il male che si cela nei miei pori, ho utilizzato 
L'Erboristica di Athena's | Purysens - Maschera viso all'argilla rosa

Loro la definiscono come una maschera purificante ma io direi più riequilibrante.
Si presenta come una cremetta densa, rosa e con un profumino che non capisco, ma comunque delicato. Al contrario delle maschere all'argilla non si va a seccare, tirare e sgretolarsi una volta asciutta, ma resta sempre morbida. Questo fa sì che è facile da rimuovere, tanto che diventa una sorta di schiumetta a contatto con l'acqua, e non viene via a pezzi come le classiche maschere.
Certo, non è superessiccante, quindi chi ha una pelle bella che unta forse non ci si trova, ma chi ha una pelle mista senza troppi disastri l'apprezzerà, perché effettivamente aiuta a ristabilire un po' l'equilibrio fra zone secche e zone più grasse.
Lascia la pelle liscia, luminosa e fresca, i pori chiusi e qualche impurità se la porta via. E, una volta rimossa, non senti il bisogno di tuffarti in un vasetto di crema idratante. L'hanno fatta sia in bustina "mono"dose (anche se non l'ho vista in giro ultimamente) che in tubetto. Insomma non mi è spiaciuta per niente.

Credo che questa volta le foto facciano più schifo che mai, ma non ho capito perché. L'importante è che si capisca.
Fatemi sapere se conoscete questi prodotti, se avete altre domande, e io vi mando un abbraccio!




11 maggio 2015

To (be) Follow


Da molto tempo volevo chiacchierare riguardo ai punti deboli della blogosfera e dei social in genere, ma quel post non ha mai preso concretezza. 
In parte perché non ho avuto tempo, in parte perché la miglior strada, a volte, è cercare di andare nella direzione opposta a ciò che non ci piace, piuttosto che star lì a lamentarsi.
E così ho fatto. 
Ho dato un'occhiata a Twitter, alle persone che seguo. 
Scavando ai primi following di ormai un paio di anni fa, ho visto che molti dei profili ormai erano abbandonati. 
Nessun nuovo tweet, nemmeno una foto.
Così ho iniziato a sfoltire e fra un defollowing e l'altro, in meno di mezzora ho salutato più di un
centinaio di profili deceduti.
100, come ad "Ok, il prezzo è giusto!" - ciao Iva - di cui non vi erano più notizie o novità, anche da più di un paio di anni.

Ovviamente con Twitter si fa facile a fare i conti: è un milk shake di cazzeggio e serietà, per cui andare e venire è fisiologico. Io stesso mai potrei definirlo un'appendice del blog per la leggerezza con cui l'ho sempre preso.

Poi l'altro giorno ho aperto un attimo l'elenco lettura che Blogger ci dà con tutti i blog che seguiamo ed ho fatto un'altra amara scoperta.
Molti dei nomi presenti in quella lista ormai non corrispondevano a nulla: blog chiusi, inesistenti, o abbandonati da mesi, addirittura anni.
Sono rimasto spiazzato. Realmente.
Nomi, testi, anche volti, di persone che seguivo, e che mi seguivano. Spariti.

Non ho capito perché. Perché lo fate? Perché iniziare un progetto per poi abbandonarlo?
Posso immaginare le motivazioni che spingono ad aprire un blog: tendenzialmente è la possibilità di dare spazio alla propria voce, di sfogarsi, di avere magari un feedback che sia adombrato e reso spontaneo dall'anonimato. In questo contesto non si sente l'idea di progetto e quindi di qualcosa che può crescere e proseguire nel tempo. Di qualcosa che devi seguire, a cui devi dedicarci tempo e impegno. 
Però non tutti i blog abbandonati sono a tema personale e quindi il dubbio resta. 
Tra l'altro, bloggare non deve essere necessariamente una strada a senso unico: posso farlo per me, posso farlo per gli altri, e posso farlo per me e per gli altri.

Ora, tacito che chiunque si possa rompere le palle di un blog, chiaro che possa anche passare la voglia senza motivo, e anche che il tempo scarseggi per dedicarcisi. Manca l'ispirazione.
Ma almeno fai un post di chiusura, ti congedi e nessuno ti aspetta.

Oppure ci si può sempre reinventare, se si vuole forzare il lucchetto. 
Magari uno può eliminare i post troppo personali, fare spazio a nuovi argomenti, aggiornare un post del passato. 
Spero davvero di cuore che nessuno fra le persone che seguivo abbia chiuso il proprio blog perché non ha ottenuto i risultati che sperava, tipo 3000 visualizzazioni al giorno, perché sarebbe davvero tristissimo.
La prima regola secondo me è

avere pazienza.

A volte per imbroccare la strada giusta, per sentirsi veramente a proprio agio con il proprio blog, con ciò che si scrive, serve tempo. 
All'inizio quasi certamente farai post senza capo e né coda. Leggevo questo mio post, breve e senza un grande senso. 
Acerbo. 
Ma era un inizio. E ci vuole pazienza anche per vedere un riscontro, ci vuole tempo e costanza.
Ma anche se non dovesse arrivare alcun successo, chi se ne importa? 
Io ad esempio non credo smetterei mai di scrivere, non credo nemmeno chiuderei mai il blog.
Ogni momento può essere una nuova ispirazione da condividere su queste pagine, e anche se fosse solo la dirimpettaia impicciona a seguirmi, perché non darle qualcosa di cui sparlare?

Penso proprio che la seconda regola quando apri un blog è che 

 non sei più solo






7 maggio 2015

#StillZitello - Storie di quotidiana gaytudine

Sento voci (???) di corridoio che si susseguono sempre più frequentemente riguardo la mia vita personale.
Ma Pier è fidanzato? Sta con qualcuno? Fa coppia fissa, o quantomeno provoleggia in giro per il mondo?
Possiamo dirlo apertamente: sono single.
E anche da parecchio tempo. Così la mia mente ha partorito l'hashtag #StillZitello che vuole unire la consapevolezza che essere single non è poi tanto male, al fatto che, di base, non si batte chiodo.

Bisogna però ammettere che la vita affettiva- relazionale  di noi omosessuali è tormentata. In primis per quanto riguarda i modi per avere un contatto.
Sono pochi i fortunati che possono vantare di aver conosciuto il proprio partner dal vivo, in occasioni del tutto comuni e spontanee.
Qui in Italia ad esempio, al massimo ti becchi in discoteca il sabato sera.

Banzai d'ascella
Le ho frequentate, le discoteche, per un po' è stato divertente, specie se ci vai con un gruppo di amici, poi mi hanno scocciato. Non sono tipo che ama ballare, e voglio troppo una pelle perfetta per sopportare ore piccole, alcol e fumo.

Inoltre, le pochissime volte che mi hanno abbordato, non credo che volessero esattamente offrirmi l'anulare. E credo anche fossero fin troppo ebbri per capire cosa stessero dicendo. Ma questi sono dettagli macabri irrilevanti.
Non ci metto piede da un po', ma so che ora in discoteca senza canotta smanicata sino ai fianchi in stile ascella fresca a lungo, non ci puoi praticamente andare.
Pure a dicembre, pure all'aperto. 
Anche perché se non ce l'hai vuol dire che non te la puoi permettere, quindi merda.

Molto più presenti nella vita relazionale dell'omosessuale medio sono le applicazioni e i siti di incontri. 
Grindr, Gayromeo,  Gaydar,  Bearwww e compagnia chattante.
Come funziona?
Intanto ti devi iscrivere e devi scegliere un nickname. E già da questo si capiscono le tue intenzioni, che possono essere molteplici: se metti il nome del tuo cane morto quando avevi 5 anni cerchi quasi esclusivamente robe serie, se metti robe tipo "Machoadelante4Men" cerchi sesso.
Ma, diciamolo, tante volte scegliamo i nickname puramente a caso, per cui a rendere più palesi le tue intenzioni sono le foto che scegli.
In linea generale i profili hanno foto di gente senza testa, che non sai se sia una questione di privacy o siano finiti nelle grinfie della regina di cuori.
Ma anche includere il viso può essere quantomai significativo delle proprie tendenze.
Una foto fatta mentre eri in gita a Medjugorje, indica intenzioni serie.
Una foto ammiccante su una spiaggia per nudisti indica tendenze lascive.
Ovviamente per dovere di cronaca ho ristretto la casistica, che sarebbe generalmente più ampia; in linea generale però ci sono persone per tutti i gusti: dal "sono un santo, sto raggiungendo il soglio vescovile (letteralmente)", a quelli che ti ribalterebbero come un calzino in centrifuga e poi ciao.

Ma gli ingranaggi di questa macchina, che sembra perfetta e fruibile a tutti, si inceppano scontrandosi col sistema della fretta.
Chatta, incontra, lascia o prendi. Una catena di montaggio che trova il suo compimento nel giro di 48 ore o su di lì. Il sistema della fretta ha la superficialità per madre e il tempo determinato per fratello. Tutto buono e tutto bello, ma fino ad un certo punto. Ovvero fin quando ci si scontra col drammatico scoglio chiamato difetti.
Prima o poi arriva, inevitabile, come i saldi, come l'allergia a Aprile, come la fronte perlata ad Agosto, come la pioggia a Settembre.
E' il ciclo fisiologico.
A volte questo scoglio è fatto di sciocchezze che ci ridi sù, a volte scheletri nell'armadio.
Ma li abbiamo tutti.
Non possiamo imporli, ma mostrarli, e confrontarli. Comprenderli, e soprattutto cercare di accettarli, se e quando possibile.
Raccontarsi attraverso i propri difetti è il primo atto d'amore che possiamo fare verso l'altro, ché anche la strega di Hänsel e Gretel viveva in una deliziosa casetta di marzapane, ma a sapere prima il vizietto che aveva, non ci saresti forse nemmeno entrato.




I had a thought, dear
However scary
About that night
The bugs and the dirt
Why were you digging?
What did you bury
Before those hands pulled me
From the earth?

I will not ask you where you came from
I will not ask and neither should you

Honey just put your sweet lips on my lips
We should just kiss like real people do


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