lunedì 16 ottobre 2017

|Beauty Cues|
PHB Ethical Beauty: mini Skincare Routine con la linea Antiaging!


PHB Ethical Beauty è un marchio inglese di cosmetici naturali e certificati. Ne ho provati alcuni per la cura del viso e finalmente posso raccontarvi tutte le mie opinioni, i pro e contro di questi prodotti.




Era più o meno marzo di quest'anno quando Chiara de Il cassetto di Chiara su Instagram, mi aveva segnalato un interessante sconto rivolto ai blogger da utilizzare sul sito inglese del marchio PHB Ethical Beauty
Sinceramente fino ad allora non mi ero molto interessato a questo brand che avevo visto in giro per il web, e non avevo provato nulla. Così ho colto l'occasione, perché lo sapete che non resisto ad una buona offerta. Ho deciso di crearmi una skin routine completa, dalla detersione all'idratazione, ma in formato minitaglia, così da poter provare un po' tutto.

"PHB" sta per Pure, Handmade e British e vi ho detto tutto. Ma c'è molto altro, perché parliamo di un'azienda nata nel 2012 fondata da Rose Brown e dal compagno John Tierney, ma da lì ad oggi l'impresa è cresciuta coinvolgendo tutta la famiglia.
Da importatori di cosmetici si sono resi conto che molti di questi prodotti erano composti da ingredienti scadenti o peggio dannosi e quindi si son messi a farli da loro. Tutta la linea PHB Ethical Beauty infatti è vegana, non testata sugli animali e ovviamente mancano tutti quegli ingredienti che scansiamo come pozzanghere in un giorno di pioggia: dai petrolati all'alcol e persino l'olio di palma! Inoltre hanno la certificazione halāl  ovvero sono adatti a chi segue i precetti della religione musulmana. 












Se questo non vi basta a definire PHB un'ottima azienda, vi posso anche dire che il 20 percento dei profitti va direttamente in beneficenza e loro stessi hanno creato nel 2015 una fondazione caritatevole chiamata OneLove, a cui è possibile fare una donazione al momento dell'ordine. 
Tutto bello, ma stringi stringi quello che importa sono i prodotti. Vi dicevo che io ho acquistato dal sito inglese, che secondo me è ben suddiviso in sezioni e scorrevole. Sono possibili diversi metodi di pagamento, fra cui il nostro amato Paypal e le spese di spedizione non sono molto alte: per ordini inferiori a 50 sterline, ammontano a circa 4 sterline per spedizione non tracciabile (che ho scelto io), e a 8 sterline se invece volete tracciare il pacchetto. Per ordini superiori alle 50 sterline, sono gratuite. Come sempre, quando ordino dal Regno Unito, il mio ordine ha impiegato circa sette giorni lavorativi ad arrivare in Sicilia.

La cosa che mi ha spinto a finalizzare il mio ordine da PHB Ethical Beauty è che il marchio vende sia campioni che minitaglie, su cui mi ci sono fiondato, per cui si può davvero provare tutto prima di acquistare una full size. A molti non piace acquistare i campioni, ma a me l'idea garba e molto, perché sono un costo per le aziende per cui pagarli non mi pare strano. 
Aggiungo che ho usato questi prodotti a cavallo fra l'estate ed adesso quindi in un periodo di pelle più normale/mista.
Iniziamo!

Per pulire profondamente la pelle, rimuovere il make up  e fornire una idratazione extra alla pelle. 
I detergenti in crema mi stanno appassionando, lo ammetto. Questo di PHB Ethical Beauty si presenta più come un latte detergente, bianco, con una consistenza sì cremosa ma fluida.
Si sente abbastanza decisa la profumazione che definirei floreale, vicino al sentore di rosa. PHB dice di massaggiarlo sul viso usando un dischetto di cotone o un pannetto.
Questo Anti-aging Cleanser dovrebbe dare
 una spinta nutriente per una pelle sana che sembra più giovane e radiosa.
grazie agli estratti botanici, come l'olio di rosehip che dovrebbe aiutare la pelle a contrastare i segni del tempo come macchie e perdita di tono della pelle.

Io, anarchico, ho utilizzato il prodotto semplicemente massaggiandolo sul viso asciutto, e continuato il massaggio inumidendo le dita, che poi è come faccio con tutti i detergenti in crema. Non produce schiuma ma semplicemente si emulsiona con l'acqua.
Devo ammettere che l'ho apprezzato. Il profumo lo trovo gradevole, non troppo intenso da poter stancare anche in formato full size. Mi piace ovviamente come deterge: riesce a pulire il viso rispettando bene la natura della pelle, quindi senza aggredire le zone secche ma senza lasciare che le zone più miste restino unte. Mi lascia effettivamente la pelle morbida, fresca, luminosa e carina.


Se proprio devo trovare un difetto, ne riesco a trovare due: la consistenza, che non è fra le mie predilette, perché gradirei fosse più denso. Inoltre a notato che fa un po' fatica ad eliminare il trucco, ma penso che con un dischetto di cotone o appunto un panno in microfibra come suggeriscono da PHB Ethycal Beauty si riesce a struccare in minor tempo. Si sciacqua comunque in poco e non lascia residui.
Quindi promuovo l'Anti-Aging Cleanser, soprattutto per pelli da secche a miste. Pelli grasse all'ascolto, magari evitate.

INFO BOX
🔎 phbethicalbeauty.co.uk, online, bioprofumeria
💸 £3.95 minitaglia/ £15.95 full size
🏋15 ml minitaglia/ 100ml full size
⏳ 12 Mesi
🔬Vegan, Cruelty Free, Halal, Leaping Bunny
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Anti-aging Facial Tonic with Melissa

Il tonico ideale per tonificare, rafforzare e purificare promuovendo la pelle giovanile
Sempre della linea Anti-aging ho scelto il tonico alla melissa, perché mi sembrava adatto alle mie esigenze. Infatti PHB Ethical Beauty lo descrive quasi come un tonico tutto fare, che dovrebbe essere
un astringente naturale che aiuta a nutrire e rigenerare la pelle per ridurre l'aspetto di linee sottili.
Quindi da un lato dovrebbe aiutare a ridurre l'aspetto dei pori, dall'altro a dare un layer di idratazione. Sempre l'azienda dice che questo tonico dovrebbe avere un profumo di limone con un effetto aromaterapico, ma mi fermo qui perché no.


Allora, intanto io non sento questo profumo di limone, ma una assolutamente gradevole fragranza fresca e direi più floreale. Per quanto riguarda il potere astringente non mi sento di pronunciarmi, perché non l'ho notato. Ma per quanto riguarda l'idratazione sì, ci siamo. È un ottimo tonico fresco, piacevole da usare, e mi dà la sensazione di effettivamente lenire la pelle. All'interno di questa routine PHB, noto che aiuta anche lui a rendermi la pelle più bella e luminosa.
La minitaglia ha un un piccolo sifter (non so come definirlo) che permette di dosare il prodotto ma il formato full size è dotato di un erogatore spray, cosa per me comodissima! Io comunque non ci penso proprio ad usare i dischetti di cotone con il tonico, semplicemente applico sulle mani e lo tampono sul viso.
L'Anti-aging Facial Tonic per me è promosso, avanti tutta per pelli normali, miste, secche, mature ovviamente, ma se avete problematiche specifiche o cercate un tonico particolarmente astringente, direi che potete andare oltre.

INFO BOX
🔎 phbethicalbeauty.co.uk, online, bioprofumeria
💸 £3.95 minitaglia/ £14.95 full size
🏋15 ml minitaglia/ 100ml full size
⏳ 12 Mesi
🔬Vegan, Cruelty Free, Halal, Leaping Bunny
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Anti-aging Gel Serum with Organic Rose & Sea Buckthorn

Formula penetrante, immediatamente assorbita, per migliorare la pelle
Il prodotto che più di tutti mi incuriosiva fra le referenze PHB Ethical Beauty era questo siero gel perché utilizzandolo in un periodo di clima mite, pensavo potesse essere un buon idratante giornaliero, ma non pesante. Abbiamo a che fare con un gel dalla densità media, che si scioglie facilmente. Il profumo a me ricorda un po' il ginger, la bevanda, un profumo agrumato ma fresco e un po' dolce. 
Le proprietà di questo siero sono molteplici, PHB dice che 
aiuta a ringiovanire la pelle, distende le rughe, riduce le macchie scure e promuove una carnagione luminosa
Io posso dirvi che effettivamente è una formulazione in gel che si stende molto bene e si assorbe rapidamente. Sapete che a volte i gel possono lasciare residui o prodotto che non viene assorbito dalla pelle ma si asciuga semplicemente sopra e dove si accumula appena resta tutto lì e magari si sgretola. 
L'Anti-aging Gel Serum non lo fa, ma anzi al tatto lascia una sensazione di asciutto. E lo so che suona ripetitivo ma anche questo prodotto mi è piaciuto. Una minitaglia non mi basta per poter parlare di efficacia antirughe o contro le macchie, ma posso dirvi che nelle giornate calde mi da una buona idratazione


È gradevole da utilizzare proprio perché si assorbe in fretta ed è fresco. Trovo che abbia un'efficacia lenitiva sui rossori e che comunque mi dia alla pelle un bell'aspetto, soprattutto per quanto riguarda la luminosità e di un colorito più omogeneo.
Questo siero gel di PHB Ethical Beauty mi è piaciuto e lo trovo adatto ad ogni tipo di pelle,  per chi cerca un idratante leggero e fresco; certamente se tendete alla secchezza sopra dovrete applicarci una crema o un olio, mentre le pelli più grasse possono andare tranquille. 

INFO BOX
🔎 phbethicalbeauty.co.uk, online, bioprofumeria
💸 £5.95 minitaglia/ £19.95 full size
🏋15 ml minitaglia/ 50ml full size
⏳ 12 Mesi
🔬Vegan, Cruelty Free, Halal, Leaping Bunny
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

Purtroppo al momento del mio ordine non era disponibile la minitaglia della crema viso della linea Anti-age e non c'è un contorno occhi specifico per cui ho optato per due campioni del 

 Brightening Eye Gel with Eyebright & Neroli

aiuta a ridurre le occhiaie e i gonfiori degli occhi rendendo lo sguardo più luminoso 
Trarre le conclusioni da due campioni non è facile ma da quel che ho capito non è il prodotto fatto per me. Si tratta di un gel trasparente di media densità caratterizzato da un profumo abbastanza pungente di bergamotto.
Gli ingredienti di questo Brightening Eye Gel sono rivolti appunto ad eliminare i problemi della zona perioculare. PHB infatti dice che il prodotto è volto ad
aumentare la microcircolazione mentre illumina ed idrata l'area delicata degli occhi per ridurre l'apparenza di occhiaie e segni di pigmentazione.
Ovviamente da due campioni non pretendevo che questo gel riuscisse a lavorare sulle mie occhiaie, ma mi son trovato ad avere a che fare con un prodotto fresco e piacevole. Si stende bene e anche lui, pur essendo un gel appunto non va a creare fastidiosi residui o peggio quella sensazione di pelle che tira. Sono un po' perplesso sul fatto che un prodotto per il contorno occhi sia così profumato, a me non ha creato problemi o irritazioni, ma penso che su occhi più sensibili non sia proprio il prodotto più consigliato. 


La cosa che non mi aspettavo è che in realtà un gel così leggero ha un potere idratante. Ho premesso che il Brightening Eye Gel non è adatto a me che ho un contorno occhi tendente al secco, però un minimo di idratazione c'è da questo prodotto. Per cui se cercate di un gel leggero, fresco magari da usare per l'estate giusto per quel minimo di idratazione, e risvegliare lo sguardo, magari dopo averlo tenuto in frigo, posso dirvi che questo di PHB Ethical Beauty può fare al caso vostro. Io sono una vecchia e mi servono cosmetici più rivolti al nutrimento. 

INFO BOX
🔎 phbethicalbeauty.co.uk, online, bioprofumeria
💸 £1.00 campioncino/ £16.95 full size
🏋15 ml full size
⏳ 12 Mesi
🔬Vegan, Cruelty Free, Halal, Leaping Bunny
💓⇒ 🌸🌸🌸

La conclusione è che sono soddisfatto da PHB Ethical Beauty, mi piace il fatto che le minitaglie ti diano la possibilità di provare il prodotto, mi piace come funziona il sito proprio nella gestione degli ordini. Apprezzo l'etica che c'è dietro questo marchio e che non sia solo rivolto alla vendita, ma che l'azienda abbia una filosofia a tutto tondo. Posso Piertificare i prodotti e non nego che in futuro potrei provare altro.
Ma voi li conoscevate? Immagino di sì! Fatemi sapere se avete un favorito di questo marchio che potrei provare più avanti!




venerdì 13 ottobre 2017

{Aggiornamento #75}
Rimetterci la faccia

C'è una canzone che fra i suoi versi parla della pazienza delle onde, di andare e tornare, sempre fluide. Non so il titolo di quella canzone, credo che nemmeno mi piacesse, eppure quella frase rispunta nella mia mente di tanto in tanto.
Specie quando mi fermo ad osservare quelle onde, specie in questi giorni di mare agitato.
Il fatto è che più ci penso e più ammiro ed invidio non la pazienza, che in fondo ho sempre avuto da quando passavo interi pomeriggi a cercare di installare The Sims. No, io ne invidio la forza. Un'onda è sempre un'onda lungo tutta la sua strada, e con forza si fa spazio verso fra le altre e arriverà a baciare la sabbia. Non importa se lo scirocco la porta indietro, né che un masso la fermi. 
D'altronde come può uno scoglio scoglionare il mare?! 
(Scusate questa la volevo dire da una vita anche se mi rendo conto)
Lei, quell'onda, avrà comunque una spiaggia che la accolga.
Questa forza me la sento dentro e come un onda vado avanti. Non so se sto facendo bene a non chiedermi come e perché, eppure continuo. Non è che stia sgomitando tanto, o che stia cercando di arrivare chissà dove, eppure vado avanti.


Però ho fatto danno, ben due volte. Un ambo in pieno centro. 
Due piccioni con una fava. 
Due banditi con un colpo di pistola. Così giusto per dare un tocco Western.
Ho toppato, e mi hanno detto che sono un bullo e pure cretino. O meglio non l'hanno detto solo a me, ma a chiunque ha riso di quel video girato in banca.
Non di "Bancarius Karma". Quello non l'ho voluto nemmeno vedere ché già la canzone non mi piaceva in versione edita, figuratevi il remix casereccio.
Dico l'altro.

Sono una persona semplice, campagnola e a volte anche poco sveglia e mi ha fatto ridere. Ho trovato che la situazione fosse kitsch, inquietante e risibile allo stesso tempo, genuina e posticcia. Ho capito subito che doveva stare ne La Poraccitudine perché era troppo assurdo per essere vero.
Sono stati gli attori di una parentesi divertente e per me finiva lì, senza troppi come mai e ma perché.
E non avrei permesso che si sarebbe arrivati alle offese dirette nemmeno nei commenti.
Non me ne pento pur sapendo che lo scopo di quel video non era farci divertire.

E non me ne pento. Non credo di aver offeso nessuno perché quello non era il mio intento
Però internet è l'emblema della degenerazione e il misero tempio dove si nasconde il mostro del degrado. Così sono arrivati i commenti sui protagonisti del video, sulla loro fisicità, i meme su come li si potesse "abbattere". E anche i giudizi sul proprio privato, su quello che pubblicano su Facebook e quindi in parte con quello che sono o che sembrano.
Tanti piccoli passi indietro
Un altro colpo l'ho fatto con Sam Heughan, ma non nel senso in cui speravo (sono recidivo, lo so).


È stato un gesto più sottile e ci ho pensato dopo quando ho letto che lui,  l'attore, ha dichiarato che è stanco di essere trattato come oggetto sessuale. 
Cosa che io stesso in modo quasi impercettibile ho fatto, sempre con buoni intenti. Lui un po' lo capisco, ché i complimenti sull'esteriorità sono spesso riduttivi e deprimenti.
Io ad esempio faccio tanta fatica a far finta di essere sveglio e intelligente con una risposta arguta per ogni affermazione, e vorrei si apprezzare lo sforzo. 
Sono sicuro però che una volta che smetterà con Outlander, con quella parte del bellone capellone mascellone omaccione cavernicolone,  Sam si saprà far valere per il suo talento.
Di questi tempi non è facile. Non è facile essere capiti. Non è facile trovare la strada giusta, o trovarne una comunque. Il primo impatto dice tutto e niente, come per la pubblicità della Dove.


È razzista, dicevano, ma avevano visto solo il primo frangente, quando la ragazza nera si spoglia per diventare bianca. Ma un istante dopo anche la bianca si spoglia e diventa altro.
Proprio per questo, se devo dirla tutta, sto con Asia Argento.
Non per fare l'amministratore del gruppo "volemose bene". Ho dimostrato più volte di essere in essere sprezzantemente giudicante e di questo ne vado fiero.
Però ci sono cose per cui capire è troppo contorto.

L'argomento è delicato e trattarlo qui, fra una candelina e una crema avrà il sapore del fuori luogo. Ma in quella delicatezza risiede la chiave della questione.
Penso però che bisogna che ci chiariamo: se una donna sente di essere stata in qualche modo violata nella sua persona, io non ho il piedistallo per poterle dire che non deve sentirsi così, o che sbaglia a sentirsi così. Posso suggerirle di reagire, di cercare di superare la cosa, perché è vero che una ferita non è per sempre, ma la cicatrice resta.
Le donne sono forti, non sono creature di vetro. Ma ogni cosa diventa di vetro se la fai sbattere fra le pietre più dure.

Il caso di Asia Argento è complicato. Pare che con l'uomo che accusa, che in tante stanno accusando, ci sia stata in modo consenziente per gli anni a seguire il primo raccapricciante incontro. E questo ha creato polemiche ed insulti, ma voglio condividere una cosa su cui ho riflettuto.


Avete presente quando qualcuno ci lascia e noi continuiamo ad amarlo?
O meglio diciamo di amarlo nonostante tutto. Magari ha chiuso una relazione con noi proprio nel momento in cui eravamo più presi o più fragili. Magari ci ha lasciati tramite un messaggio o una chiamata, e magari non ha nemmeno provato a giustificare come mai ci stesse mollando. Magari ci ha tradito. Magari ha messo in giro la voce che siamo vegani, che preferiamo il panettone al pandoro e che a letto siamo delle pippe.
Eppure noi continuiamo a dire che amiamo quella persona incondizionatamente. E piangiamo, frigniamo e smoccoliamo per quella persona. Ma permettetemi di rivolgermi a fonti autorevoli ovvero ai testi di Tiziano Ferro.
Quando dice
C'è differenza tra amare ed ogni sua dipendenza.
io ci vedo una risposta. La chiave delle piccolissime porte a cui arriviamo attraverso sottilissime vie psicologiche per capire come mai si possa finire succubi di chi ci fa male. Noi diciamo di amare chi ci fa soffrire, che non è poi così differente dal stare con chi non ci vuole bene. Anzi, forse è peggio. Perché per stare con qualcuno è possibile che ne siamo succubi, dipendenti o semplicemente ne abbiamo paura. La paura non la spegni come il ferro da stiro tirando la presa, ci fa fare le peggiori cazzate.
Io ho detto la mia, ma è una questione delicata e non trovo nemmeno uno sgabello per ergermi a giudicare. 
Le onde hanno tanto da insegnarci, e ogni tanto dovremmo fare come loro, che fanno le onde senza giudicare se stesse o gli altri.  O, se lo fanno, hanno il buon gusto di farlo in silenzio.






mercoledì 11 ottobre 2017

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Skin Gritting: elimina davvero i punti neri?

Era Maggio quando la beauty community è impazzita per quello che sembra il nuovo metodo per eliminare i punti neri del viso.



Si chiama skin gripping e grazie a prodotti economici che tutti più o meno abbiamo in casa, è un metodo che promette di far scivolare - "aggrappare" per dare una traduzione un po' più letterale - via i punti neri dai pori, senza, in teoria, spremere e schiacciare la pelle, senza macchinari o prodotti strani. Le immagini che girano sul web, che io non metterò perché fanno un po' schifo, fanno vedere come i punti neri ti restano letteralmente in mano.
Lo avevo visto in un video di una ragazza americana del canale heyitsfeiii ma in verità non avevo capito si trattasse di un vero e proprio trend del momento, perché sono sempre sveglio e sul pezzo.
Poi ho visto un post sul blog di Cliomakeup e lì ho capito che è un po' la moda degli ultimi mesi.
Ma che sia di moda poco ci frega, quello che mi interessa di più è sapere se funziona
La tecnica dello skin gripping è molto semplice e si divide in pochi passaggi, ovviamente da fare a viso pulito:
  1. con un olio detergente massaggiare il viso o le aree interessate per almeno cinque minuti
  2. rimuovere l'olio dal viso con un panno in microfibra inumidito,
  3. applicare una maschera all'argilla o al carbone,
  4. rimuovere la maschera,
  5. ripetere il procedimento con l'olio detergente massaggiando per almeno 10 minuti.
Fatti questi passaggi dovreste trovarvi con piccoli vermettini fra le dita che altro non sono che i punti neri che sono usciti dai pori.



Lo so, il linguaggio non è molto tecnico, ma qui siamo gente cacio e pepe.
Probabilmente questa procedura vi sembrerà familiare, perché nella mia pulizia del viso fatta in casa di cui vi avevo parlato tempo fa, c'è anche un passaggio ispirato all'oil cleansing method, che consiste nel massaggiare la pelle con olio vegetale al fine di eliminare le impurità per affinità, perché appunto l'olio va a "sciogliere" il sebo che si accumula nei pori. Ovviamente non è una ventosa che riesce a sturare i pori, né ha un effetto aspirapolvere, ma a me personalmente piace come metodo, perché se fatto con costanza riesce non solo ad eliminare le impurità, ma anche a bilanciare le zone più grasse e più secche della pelle del viso.
Pensavo quindi che lo skin gritting nel suo procedimento di olio-maschera-olio potesse essere ancora più efficace e istantaneo. Ho quindi provato per ben due volte, perché nelle cose mi ci applico seriamente. Vi avviso però che, non avendo un olio detergente ho optato per un semplice olio vegetale, cosa che tra l'altro ho letto da più parti come fattibile, e inoltre ho applicato questo metodo solo su naso e dintorni, perché per il resto del viso non ho problemi.

Esperimento N° 1

Per il primo esperimento ho usato semplicemente olio d'oliva, massaggiando appunto sul naso per un paio di minuti. Ho eliminato quindi l'olio e ho applicato la maschera. In verità non ho capito ancora se la scelta della maschera sia importante, ma, nel mio primo esperimento con lo skin gritting ho usato una maschera a base di argilla, ovvero la AFY Mung Bean Deep Clean Facial Mask che vi avevo recensito diverso tempo fa. 


Vi dicevo, ho rimosso l'olio con un panno in microfibra, ed ho applicato la maschera. Questa in particolare resta sempre un pelo morbida, non va a seccarsi in modo assoluto, quindi l'ho tenuta circa 15 minuti. Rimossa la maschera, ho proseguito col terzo step, ovvero di nuovo un lungo massaggio con olio. Massaggio che è durato per circa 10 minuti. Devo dire che come primo esperimento ci ho messo un bel po' di energia cercando di fare un po' pressione con i polpastrelli durante appunto il massaggio. Il risultato è stato un unico punto nero che ho chiaramente visto sulle dita. 
Una volta rimosso l'olio deterso il viso, il naso appariva sicuramente con una grana più omogenea, alcuni pori sembravano liberi dal sebo, e la pelle liscia, ma il rossore era palese. Non tanto da sentirmi la zona irritata ma dovevo lasciarla in pace per un po'. Inoltre mi son trovato un piccolo capillare rotto proprio sul dosso, ma questo potrebbe essere una vittima della mia irruenza
Un po' come prova del nove, un po' per perfezionare il tutto ho applicato uno strip contro i punti neri ed effettivamente ha portato via alcuni punti neri. 
Nei giorni a seguire ovviamente il rossore era passato, il capillare era meno visibile e la zona non risultava secca. 


Esperimento N° 2

Il secondo tentativo di skin gritting è avvenuto dopo diversi giorni dal primo ed è stato identico all'altro esperimento per certi versi sennonché, dopo il massaggio con l'olio, ho applicato la maschera all'argilla verde di Cattier Paris, la Masque Argile.


Nella mia mente la maschera doveva essere più essiccante e quindi più efficace in questo metodo. Tuttavia già dal primo step sentivo la pelle infastidita dal massaggio. Non che fosse irritata, ma non era una cosa piacevole. Una volta rimossa la maschera all'argilla, che ho tenuto in posa per 10 minuti, ho fatto il secondo massaggio con l'olio un po' più delicatamente rispetto alla prima volta, ma, come vi dicevo, non sono riuscito a proseguire a lungo perché sentivo che stavo irritando la pelle. Specie ai lati del naso sentivo che no, era meglio non continuare. I risultati sono stati ben più scarsi: non solo non ho trovato nemmeno un punto nero estratto, ma il naso non mi sembrava apparisse più purificato. E il rossore si era ripresentato nella sua sgargianza.

Per tirare le somme lo skin gritting non è PierTificato, perché non funziona, o meglio non ne vale la pena. Pur non avendo una pelle particolarmente sensibile trovo che sia un procedimento aggressivo e che richiede tempo e non mi dà un risultato accettabile.
Ammetto che usare un semplice olio può aver influito sulla non perfetta riuscita, ma mi aspettavo molto di più. Tra l'altro ho qualche dubbio su tutta questa quantità di olio sul viso, per il fatto che nella mia pulizia del viso la maschera all'argilla alla fine ha la doppia funzione di assorbire tutto l'olio e il sebo che potrebbe essere rimasto sulla nostra pelle, e chiudere i pori. Aggiungere olio dopo la maschera mi lascia perplesso.
Preferisco di gran lunga i patch antipunti neri che, nonostante non eliminano tutto, agiscono in modo istantaneo e hanno controindicazioni pari a zero anche da usare prima di una serata.

Conoscevate questo skin gritting? L'avete provato? Vi incuriosisce?





lunedì 9 ottobre 2017

|#backtoseries chapter 18|
Outlander, American Horror Story e The Handmaid's Tale... merita la visione? (NO spoiler)

Mi sembra arrivato il momento di fare il punto della situazione sui telefilm che sto seguendo, così magari ci confrontiamo, o magari vi faccio scoprire qualcosa di nuovo o magari vi evito di perdere tempo appresso a delle sole
Il periodo non è stato dei più floridi da questo punto di vista, non perché non avessi nulla da vedere ma per la qualità di quello che ho visto. Direi degli alti e bassi abbastanza netti.
Non sarà una classifica con le mie amate stelline, anche perché molte di queste serie tv del periodo sono a metà stagione per cui è presto per tirare le somme definitive. 

Fra i bassi devo purtroppo inserire la terza stagione di Outlander, che per me sfortunatamente ha seguito una parabola discendente non da poco.


Seguendo la programmazione americana sono un passo avanti rispetto a chi lo segue in italiano, ma non cambia molto perché fin dalla prima puntata mi è parso tutto lento ed inutilmente condito ed annacquato.
Jamie e Claire adesso sono lontani l'uno dall'altra e vivono due vite parallele, e questo non è poi un grosso spoiler perché l'avevamo già visto nella seconda stagione. Il problema è che tutta la trama sembra costruita per prendere tempo, e accadono avvenimenti di cui allo spettatore (o per lo meno a me) frega meno di zero. La storia ovviamente deve fisiologicamente seguire un percorso che possa portare ad un avvenimento di svolta, e non si sa ancora se, come e quando la nostra coppietta si riunirà ma penso che sia quello a cui vogliamo tutti arrivare. Il problema è che in Outlander questa tattica è molto sgamabile. Tutto quello che sta accadendo in queste vite separate poco aggiunge al filone narrativo principale, ed ho come il presentimento che poco apporterà a quello che accadrà in futuro. 
Più in dettaglio il primo episodio per me è stato troppo lento, inutilmente lento, tant'è che mi è venuto da ridere quando, vedendo la seconda puntata, nel riassunto di pochi secondi ad inizio episodio, erano racchiusi tutti i (pochi) punti importanti. Del tipo che abbiamo buttato un'ora della nostra vita.


Negli episodi successivi la situazione si riprende un po', fermo restando quanto ho detto, almeno dal punto di vista dell'emotività, ma siamo ben lontani dal senso di avventura della prima stagione e considerando che purtroppo manca del tutto quel tocco di magia che rendeva la storia più interessante. La parte di Claire poi è telefonatissima, oltre ad essere inevitabile.
Il mio augurio è che gli sceneggiatori di Outlander imparino a giocare meglio le carte che hanno a disposizione, non correndo in punti in cui potrebbero dilungarsi narrativamente, né rallentando su circostanze che annoiano e basta, anche perché siamo ancora alla quinta puntata, e dobbiamo arrivare ala tredicesima senza esserci recisi gli organi riproduttivi. 

Siamo più o meno nella stessa situazione con la settima stagione di American Horror Story: Cult.


Ormai sembra essere diventata una moda dire con aria radical chic che American Horror Story fa schifo e non è come le prime stagioni.


Per quanto mi riguarda non è come le prime stagioni da tante stagioni. Cult sembrava poter risultare più interessante visto che girava voce potesse trattare la corsa alle elezioni di Donald Trump e Hillary Clinton, quindi un argomento attualissimo, ma alla fine è risultato solo la cornice alla storia che Murphy ci propina. 
I problemi sono sempre gli stessi: attori che fanno sempre la stessa parte, una su tutti Sarah Paulson ormai eletta da me la Margherita Buy americana per fare sempre il ruolo della mezza matta nevrotica a tratti strillona; e poi ci sono le situazioni horror che non mettono paura, ma anzi risultano comiche. E video come questo non aiutano




Riproporre i clown come personaggi del terrore, per quanto li odi in qualsiasi contesto, non è una scelta a mio avviso brillante, perché una volta che sai che ci sono, sai che ti possono spuntare da dietro l'angolo, o peggio, vengono smascherati, non creano più paura. Poi ci sono tutta una serie di situazioni che risultano prevedibili.
C'è però un aspetto che sto apprezzando e su cui spero riescano a far più leva. Trovo interessante il personaggio di Evan Peters (Kai Anderson) nonostante la ricrescita dei capelli blu, perché mi affascina come una persona riesca a convincere altri a far ciò che vuole, seppur sia sbagliato, semplicemente attraverso il proprio carisma e all'influenza che riesce ad avere. Che è poi ciò che accade nella nascita di un totalitarismo, ma non mi addentro in questo discorso. Apprezzo, più in generale i richiami all'attualità.
Però anche in questo caso ci sono dei problemi, perché non trovo che il suo personaggio abbia la forza di risultare congruente e in grado di arrivare allo spettatore, ma vedremo come si profila la restante metà stagione di American Horror Story.

Sono contento invece perché ho visto la maturazione che aspettavo nella seconda stagione di Victoria


Giunti a tre puntate dalla fine, ho trovato che questa stagione fosse più solida e consistente rispetto alla precedente. Dalla caratterizzazione dei personaggi, che non mi sembrano più caricature, alla narrazione che finalmente a quel lato puramente romantico-sentimentale ha unito la parte più storiografica delle vicende che riguardano la regina Vittoria. 
L'ho trovata anche emotivamente più coinvolgente, e con una maggiore coralità fra i personaggi. 
Manca secondo me un tassello che in Downton Abbey rendeva la storia più affascinante e a tratti simpatica, ovvero il modo in cui il mondo dei servitori entrava in contatto con quello dei nobili e dei signori. Immagino che, vista l'epoca e la differenza sociale, siano situazioni più difficili da creare in Victoria, ma spero riescano a trovare questo equilibrio. Vedremo come finirà. 

A proposito di fine, l'unica serie tv che ho terminato è stata The Handmaid's Tale, "Il racconto dell'ancella" per farla più semplice, tratta dall'omonimo romanzo.



Su Instagram avevo fatto un sondaggio e chi mi segue ancora non ha visto questa serie, e credo che essere in esclusiva con TimVision non ne abbia aiutato la diffusione, ma secondo me è una delle migliori del momento sotto tanti punti di vista. 
In breve la serie racconta le vicende di queste ancelle, soffermandosi ovviamente su una di loro, che altro non sono che donne fertili costrette a procreare figli per le persone più altolocate e importanti al fine di ripopolare il pianeta. Siamo infatti in una realtà diversa dalla nostra (ma non troppo) in cui è in atto una guerra e il governo totalitario della società di Gilead, una volta Stati Uniti d'America, si basa sui dettami della Bibbia e dei "valori tradizionali". 
The Handmaid's Tale per me è la serie interessante nel senso più stretto del termine e lo è per svariate ragioni. La prima, quella che si nota maggiormente a primo impatto, è sicuramente la regia, la scelta delle luci, dei colori, dei contrasti fra questi e della loro simbolicità. Le ancelle ad esempio spiccano per queste tuniche rosse, come a ricordare che loro, nonostante stiano assumendo un ruolo considerato benedetto, sono state delle peccatrici, sono marchiate, sono comunque inferiori. Il rosso poi è il colore del sangue mestruale, della loro "funzione".


Ma nel corso delle puntate ci sono aspetti sempre più affascinanti seppur nella loro durezza. Perché sì, è una realtà distopica ma ci sono tanti punti in comune con la realtà che viviamo.
L'atmosfera ad esempio è uno di questi elementi. Nonostante lo spettatore non vede direttamente questa guerra che è in atto, si avverte la tensione di una situazione più ampia. Si avverte il senso di paura. E questo vale per tutte le scene di violenza: vediamo ben poco sangue, e quel poco che vediamo non è fine a se stesso, ma va a sottolineare più il gesto che ha portato a quell'atto.
Aspetto importante poi è il tempo. Ci troviamo più o meno nel presente, nonostante sembra che tutto si svolga al contempo nel passato e nel futuro. Eppure la stessa serie di volta in volta ci riporta ad oggi,  anzi letteralmente ti ci trascina di colpo come a voler dire "guarda che questa è la realtà, sta accadendo, può accadere anche a te". 
Le scelte registiche inoltre sottolineano spesso la sensazione di claustrofobia che si ha nel vivere in queste circostanze, e ovviamente nel vivere come "una ragazza intrappolata in una scatola", come un'ancella in particolar modo.


In realtà dovrei dire come una donna, perché in The Handmaid's Tale le donne sono incastrate nei loro ruoli, e persino chi sembra avere più potere, non può non seguire delle regole che magari ha persino creato. Tutto gira secondo un meccanismo da cui non si può scappare, un meccanismo che però ha le sue crepe e dove anche i carnefici possono diventare vittime. 
Vorrei dirvi di più ma non voglio incappare in spoiler. Vi posso dire che secondo me è è una serie di qualità, con attori bravissimi ognuno nel proprio ruolo. È la serie perfetta? No, ad esempio ho trovato alcune scene, intorno a metà stagione ci sono stati dei punti che mi son sembrati un po' inutilmente prolissi, ma sono comunque curioso di vedere la seconda stagione.

E queste sono tutte le mie impressioni sulle serie che sto seguendo al momento. Appena terminano stilerò la mia classifica, ma intanto fatemi sapere i vostri telefilm del momento!



venerdì 6 ottobre 2017

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Settembre '17 (Finiti skin-care e un bocciato "strano")

La pagina del calendario di Ottobre è ancora nuova per cui è tempo di tirare le somme sui prodotti promossi e bocciati di Settembre. Sapete che questi post sono un mega cestone dove ci infilo un po' di tutto, specie i prodotti terminati nel corso del mese appena trascorso. 
Alcuni di questi li avete visti nel mio post della skin care routine che mi ha accompagnato nei mesi estivi e, come vi avevo accennato, li avrei recensiti più specificatamente man mano che li terminavo.
Così è stato per l'Acqua di Fiori d’Arancio di MaterNatura, prodotto che mi è piaciuto tantissimo.


Cosa sono queste acque floreali? Essenzialmente degli idrolati distillati dalle piante; procedimento che dovrebbe conservare tutte le qualità della pianta tanto da contenere una piccola percentuale di oli essenziali. 
L'ho utilizzato principalmente come tonico per il viso e mi ci son trovato benissimo. 
In primis perché quelli di MaterNatura hanno inserito questa acqua in un erogatore spray che funziona bene e che sicuramente conserverò, perché nebulizza il modo sottile e senza l'effetto doccia. 
In genere gli idrolati non hanno un buon profumo, ma in questa Acqua di Fiori d’Arancio io ci sento il meraviglioso profumo della zagara che, come potete immaginare, per un siciliano è buonissimo, sicuramente intenso e se non amate i profumi sul viso, per quanto naturale, ve lo sconsiglio, nonostante non sia persistente. 
Il prodotto è descritto come 
Un’acqua magnifica dalle proprietà rilassanti e calmanti che aiuta nei casi di stress e insonnia.
Utile per tutti i tipi di pelle per rigenerare e tonificare. Dona benessere ed equilibrio.
Probabilmente per avere questi effetti rilassanti dovrei berla, ma il profumo per me la rende molto gradevole da utilizzare.
I risultati invece che ho notato sono sicuramente un effetto sicuramente rinfrescante, rivitalizzante, ma anche leggermente idratante. Non noto grande efficacia sui pori, ma non è un effetto che viene in alcun modo indicato. 
Per me l'Acqua di Fiori d’Arancio di MaterNatura non solo è un prodotto promosso, ma è uno di quegli idrolati su cui ritornerò in futuro. Lo consiglierei un po' a tutti i tipi di pelle, specie però alle normali, miste e secche.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸 12€
🏋125ml
⏳ 12M /Scadenza sulla confezione
🔬Vegan OK
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

Sempre nel post della cura del viso vi avevo accennato al Clarimatte™ T-Zone Control Cleansing Gel di REN Skin care.


In realtà questo prodotto mi è stato regalato e nonostante sia una minitaglia sono riuscito a farci circa due mesi di utilizzo. È un detergente viso che non sarebbe adatto alla mia pelle, visto che REN lo descrive come
Un gel purificante antibatterico per pelli soggette a oleosità ed impurità, in particolare nella zona T. Rimuove la sporcizia e scioglie il sebo in eccesso e rimuove le impurità dai pori riducendone l'aspetto. 
La mia pelle invece è normale/secca e al massimo d'estate diventa un po' più mista appunto nella zona T, ma senza mai diventare particolarmente unta o peggio con brufoli. L'ho voluto utilizzare lo stesso, in modo esclusivo la sera ed unicamente su fronte e naso. Il perché l'ho usato la sera si spiega nel fatto che il Clarimatte™ T-Zone Control contiene salicina, estratta del salice. Se aguzzate un po' l'orecchio questa sostanza vi suonerà simile all'acido salicilico, che proviene proprio dalla salicina che, come spiegano quelli di REN, 
fornisce esfoliazione lieve e ha proprietà antimicrobiche per purificare la pelle problematica, ridurre la dimensione dei pori e minimizzare la formazione di macchie.
Avevo quindi paura potesse risultare esfoliante sulla pelle per il periodo estivo, nonostante io applichi sempre la protezione solare.
Questo Cleansing gel, come vi suggerisce il nome (ma va?!) è un gel, abbastanza liquido e trasparente; il profumo a me ricorda la Gentalyn Beta, la pomata, quindi un profumo fresco e un po' pungente ma non comunque particolarmente forte. A contatto con l'acqua non produce schiuma, ma semplicemente si emulsiona.
La prima volta che l'ho utilizzato ho provato ad applicarlo sia su fronte che su naso e mento, ma mi son resto conto che in quest'ultima zona, non essendo così oleosa, era troppo grassante. Ho proseguito quindi applicandolo solo su fronte e naso e mi ci son trovato bene. Sempre alla prima applicazione ho avvertito un leggero pizzicore, sensazione però svanita con le applicazioni successive.

La Full Size
Dalle premesse non sembra, ma per me il  Clarimatte™ T-Zone Control è un detergente viso promosso perché fa quello che promette. Dopo averlo utilizzato noto che la pelle di naso e fronte appare più liscia, con una grana più affinata e i pori più chiusi. Non va, come potete immaginare, ad eliminare i punti neri o addirittura a stappare i pori, ma sicuramente migliora l'aspetto di quelle zone specie nel periodo estivo in cui tendono a lucidarsi, senza però darmi la sensazione di seccare troppo la pelle, o a mattificarla in modo eccessivo o innaturale, anzi la lascia luminosa. Il potere esfoliante secondo me è blando, non mi ha creato problemi.


Per le mie esigenze non lo ricomprerei perché mi sembra uno step in più non particolarmente necessario, ma il Clarimatte™ T-Zone Control Cleansing Gel di REN Skin care mi sembra perfetto per chi ha una pelle particolarmente mista e con impurità e deve agire su delle zone più limitate del viso per bilanciarle. Secondo me va benissimo anche se, ad esempio, piuttosto che la zona T, avete grassa la zona delle guance e anzi vi consiglio la minitaglia per fare un trattamento più periodico o solamente mirato

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Naturisimo.com
💸 18€ circa full size
🏋25ml minitaglia/150ml full size
⏳ 9 Mesi
🔬//
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

Sempre dalla skin care routine ho terminato un altro prodotto ovvero il famosissimo Eye Care di Martina Gebhardt.


Credo che questo sia uno delle creme contorno occhi più chiacchierate sul web e nel mondo del bio, ed è in giro da davvero tanto tempo. Se non lo conoscete e vi state chiedendo come mai l'ho definito un prodotto da sciura, il motivo è che si tratta di una crema densa, che già dalla consistenza dà l'idea di un prodotto ricco e nutriente, ma andiamo per gradi. 
Il profumo dell'Eye Care è delicato, per me sa di una crema con componenti naturali, nulla di invasivo o che possa creare fastidi.
Si stende bene, senza fare scia bianca, ma appena questa emulsione si scioglie, diventa oleosa. Questa oleosità impiega un bel po' ad assorbirsi, e proprio per questo ho relegato questa crema ad un uso serale, prima di andare a letto. 
Da Martina Gebhardt dicono che l'Eye care
Aiuta a mantenere la pelle liscia ed elastica e prevenire la rugosità prematuro.
e mi sento perfettamente d'accordo con loro. Al risveglio questa crema mi lascia la pelle del contorno occhi molto morbida, liscia, distesa e chiaramente nutrita a fondo. Non ho molto da dire se non che l'ho apprezzato tantissimo come trattamento notturno, sia durante la stagione fredda che in estate. Non mi ha dato in alcun modo fastidio, non mi son ritrovato al mattino dopo con le palpebre unte o appesantite. Non mi ha creato alcun tipo di bruciore o irritazione agli occhi. 


L'unico neo di questo prodotto è che se ne utilizza davvero poco per cui dura mesi, a me circa 8, e oltre a scocciarmi ad utilizzare la stessa cosa per così tanto tempo, ho notato che durante l'estate si era leggermente diviso, come se una parte oleosa si fosse distaccata. Il problema si è risolto mettendo il prodotto in frigo e non appena la temperatura è scesa la situazione si è ristabilita, però ve lo segno. 
Sarei curioso di provare l'altra versione, l'Eye Care Fluid sperando che sia una valida alternativa da usare giorno e notte, ma per me l'Eye Care di Martina Gebhardt è promosso, e lo consiglio alle pelli secche che cercano idratazione e nutrimento e alle pelli mature. La sconsiglio a chi non serve un prodotto davvero ricco, ma credo che non vada bene anche per chi ha la tendenza ad avere borse o comunque gonfiori nella zona perioculare, perché una crema così grassa (nel senso buono) potrebbe accentuare la questione. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸 11€
🏋15ml
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬IHTK Cruelty Free, Demeter
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

Non può mancare nei promossi e bocciati un dentifricio e in questo periodo ho terminato il Dentifricio Mentadent Neo Smalto Repair nella variante Fresh.


Chi come me ha denti sensibili sa che i prodotti volti ad aiutare contro questa problematica sono spesso costosi e non sempre efficaci, così ho voluto dare una chance a questo dentifricio, non solo per la reperibilità ma anche per il costo. Tra l'altro credo che questa linea Mentadent sia relativamente recente e ha anche un siero sempre rivolto a riparare le aree sensibili dei denti.
Il Neo Smalto Repair è un dentifricio in pasta, anche se sembra più un mix fra pasta e gel anche per via del colore azzurro. Sia il gusto che il profumo sono mentolati, parecchio freschi come un po' tutti i dentifrici da supermercato. 
Mentadent dice che questo dentifricio ha tre benefici
Aiuta a riparare i danni dello smalto
Genera lo stesso minerale di cui è composto
Per denti più forti e resistenti
E io dico che lo trovo abbastanza efficace. È sicuramente piacevole grazie al gusto, dolce ma non troppo, e fresco senza gelare la bocca. E ho notato che questa freschezza perdura davvero nelle ore successive all'utilizzo.


Ma, cosa più importante, l'ho trovato adatto ai denti sensibili, perché se da un lato aiuta all'igiene orale senza aggredire, dall'altro lato aiuta a calmare la sensibilità dentale, specie, nel mio caso, a ridurre quella sensazione di denti che ghiacciano. Inutile dire che come tutti i dentifrici della grande distribuzione produce parecchia schiuma. Certo, non posso paragonarlo i miei top, ma fa il suo. Credo proverò la versione Original, ma il dentifricio  Neo Smalto Repair di Mentadent è promosso.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione
💸 2.50€
🏋75ml
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬//
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

Fra i promossi delle review del mese passato ci sono sicuramente i prodotti per capelli di Le Erbe di Janas, anche se sapete che per me non sono i più pratici da usare. 


Se non sapete a cosa mi riferisco QUI c'è la recensione completa. 
Sempre fra i promossi non posso che annoverare le tre referenze corpo di H&M che ho provato, e in particolare il Revelation Body Oil.



Uno dei migliori oli per il corpo che ho provato sia a livello di resa che a livello di gradevolezza nell'utilizzo. QUI trovate la recensione completa di tutti e tre i prodotti. 

Bocciato del periodo, che è arrivato a fine mese, è una minitaglia per fortuna, di un marchio che non conoscevo, ovvero Balance Me, brand inglese di cosmetici con ingredienti naturali creato da due sorelle. Ho provato il Super Toning Body Polish che è giunto fra le mie mani grazie a Simona (MissPenny09) ma non so come fosse giunto fra le sue di mani. 


In questo tubetto è contenuta una crema bianca mediamente densa con all'interno tanti piccoli granelli che altro non sono che gusci di noci triturati. Il profumo è gradevole e intenso, ha le note un po' balsamiche e fresche degli oli essenziali. Quanto al potere esfoliante c'è ma è delicato, si sentono i granelli sulla pelle ma non è super scrubbante. D'altronde la stessa azienda dice che è un gommage e che può essere usato giornalmente. Come indicato da loro l'ho usato su pelle umida in doccia, massaggiando a lungo.
Inoltre sempre da Balance Me dicono che il loro body polish
Rimuove  le cellule morte della pelle e dona una pelle più luminosa e più liscia
Tonifica aree problematiche e aiuta a ridurre la cellulite
Aiuta la circolazione
Compatta e tonifica la pelle
Tralasciando l'azione sulla cellulite che non ho, sinceramente non ho notato questo effetto di pelle compatta, anzi mi dà una sensazione strana. A contatto con l'acqua questa crema bianca non produce schiuma ma semplicemente si spande sulla pelle. Come vi dicevo l'effetto scrubbante tutto sommato si avverte, seppur resta delicato. Una volta sciacquato via, il Super Toning Body Polish mi lascia una sensazione al tatto che faccio fatica a descrivere: da un lato risulta liscia ma allo stesso tempo crea come una sorta di attrito sulla pelle.


La prima volta che l'ho usato ho pensato che potesse essere colpa mia che ho utilizzato troppo prodotto, ma nelle applicazioni successive, nonostante abbia prestato attenzione, l'effetto era lo stesso. Soltanto applicando un prodotto idratante dopo (nel mio caso l'olio di H&M) questa sensazione sparisce. Io credo che hanno cercato di fare un gommage che fosse molto idratante, anche al tatto sembra una crema idratante con dentro dei granelli, per cui una volta che viene a contatto con l'acqua crea questo risultato. Insomma il  Super Toning Body Polish di Balance Me mi sembra un po' un papocchio, ad essere onesti. Non è difficile da rimuovere ma quella strana sensazione non mi piace affatto. Ho terminato la minitaglia, sono stato contento di conoscere un nuovo marchio, ma non lo ricomprerei e non lo consiglio. 

INFO BOX
🔎 balanceme.co.uk, lookfantastic.it
💸 21.45€
🏋50ml
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸

Per concludere il mese scorso ho bocciato anche la maschera in tessuto Total Radiant di Wycon, per il brutto effetto che mi aveva lasciato sulla pelle e la Virgin Olive Mask di Montagne Jeunesse/  7th Heaven, che ho trovato poco gradevole, oltre a lasciarmi la pelle arrossata.


E non mi resta che salutarvi e augurarvi buon week end. Fatemi sapere i vostri promossi!




martedì 3 ottobre 2017

{La Poraccitudine #20}
Sotto il mattone


Sapete che La Poraccitudine nasce ovviamente tramite il mio occhio, la mia visione che a volte può stravolgere la realtà e renderla più comica di quello che è. Però ci sono cose che non hanno bisogno di descrizioni, sottotitoli, spiegazioni o interpretazioni. 
In una di queste ci sono inciampato proprio di recente e per caso e mi ha fatto rotolare via dalla sedia. 
Nella sua estrema semplicità riesce ad essere un connubio fra genialità e trash del tutto involontario.
Una perla di due minuti che non potete perdere. Mi riferisco al video contest aziendale di una filiale  Banca Intesa San Paolo
Per chi non lo avesse visto, ve lo racconto io. 
Cliccando play appare questa donna, che sorride con un quantità di denti che non credo un essere umano possa avere, e,  muta,  aspetta probabilmente che il regista dia il ciak. 
Ciak che non arriva per cui, dopo troppo tempo, si decide, prende fiato e inizia a parlare raccontando che lei è Katia la direttrice di una filiale di una banca, ma capisco solo che si trova a Castiglione delle Stiviere
Senza offesa per i castiglioniani (???), ma dove si trova Castiglione delle Stiviere?
La direttrice Katia parte in quarta raccontandoci tutte le bellezze del luogo come fosse un video della proloco e ci dice che Castiglione delle Stiviere si trova in provincia di Mantova, e noi la ringraziamo per averci evitato la ricerca su Google. Mentre la direttrice continua a parlare e cerca di restare nell'inquadratura, chi sorregge il telefono decide di inquadrare una serie di poveri cristi che, più che dipendenti, sembrano condannati al patibolo che si sforzano di sorridere. Lei però non paga di non essere inquadrata,  continua spedita con la sua presentazione.
Ma, proprio sul più bello, arriva il momento drammatico, perché la nostra direttrice Katia ci fa sapere che purtroppo Fabio ha avuto un problema di salute.
Ma io credo che Fabio abbia subodorato a cosa stava andando incontro.


Ciao Fabio, ti aspettiamo per il prossimo video.
Il filmato continua, nonostante l'importante assenza e finalmente la direttrice Katia decide di passare la parola alla "grande famiglia" consentendo ai condannati dipendenti di presentarsi con la loro voce. Roberto, Emanuela, Matteo, Antonella, Domenico, Roberta, Francesco.
Ma lei, la direttrice Katia si carica ancora di più e riprende la parola raccontandoci quanto abbiano a cuore i loro clienti e con un abile gesto degno dei migliori registi, dirige i suoi condannati dipendenti a farci sapere i punti di forza della filiale.
Ma la personalità della nostra direttrice Katia è troppo prorompente per restare nell'ombra del backstage, perché lei ci crede, ci mette la faccia, la testa il cuore e anche il suo golfino rosso, che inizia a far fresco, e con slancio, dà il via a quella che sarà la hit del momento che Taylor Swift può tornare a cantare in parrocchia. 
Ma non finisce qui perché mentre la nostra mattatrice direttrice Katia ci intrattiene sulle note di "Io ci sto", Roberto, con passo felino, si sposta e ci prepara una sorpresa.


Non voglio svelarvi il finale di questa chicca che non poteva mancare nell'album de La Poraccitudine. Io ringrazio di cuore Roberto, Emanuela, Matteo, Antonella, Domenico, Roberta, Francesco, Fabio falso malato e soprattutto la nostra direttrice Katia che immagino sia la mente dietro a tutto questo. 
Katia, permettimi, ti voglio bene, ma quei quattro soldi che ho me li tengo sotto al mattone.





lunedì 2 ottobre 2017

|Candle(s) #13|
Giare Yankee Candle: due review, ma tante dritte su come usarle al meglio.

Il mio affetto, che potrei definire quasi morboso, per le candele profumate non è nato come pensate. 
Non ho trovato per caso in negozio queste tartine di cera carine, con queste belle etichette ed ho deciso di provarle. 
Non ho nemmeno voluto seguire una moda che vedeva blogger e youtuber di tutto il mondo accalcarsi per avere queste benedette candele, bombardando Instagram di foto.
Sì, avevo sentito parlare di Yankee Candle e delle tart, ma non mi ero interessato particolarmente.
La mia passione invece è nata, ormai più di quattro anni fa, stranamente con una jar grande, con cui ho avuto a che fare un po' per caso.
La cosa strana è che la jar in questione, di Yankee Candle, era la Sicilian Lemon, ma io, siciliano, l'ho scoperta quando non mi trovavo sulla mia isola, ma da tutt'altra parte.
Insomma una serie di coincidenze, che mi ha spinto ad approfondire l'argomento di cui conoscevo poco e niente. In tempi ancora precedenti mi era capitato di usare candele profumate, ma non mi avevano colpito tanto quanto Yankee Candle.


Approfondendo la mia conoscenza del marchio la mia attenzione è caduta subito e si è fermata sulle tart perché sembravano la soluzione più adatta ai miei gusti e alle mie esigenze: poter cambiare fragranza in ogni momento, anche più volte al giorno, di provare tante diverse profumazioni, senza occupare molto spazio in casa, anzi direi quasi nulla. 
Alcuni anni più tardi, l'azienda mi ha inviato due giare medie e lì mi sono ricordato come mai mi aveva colpito così tanto quella jar di Sicilian Lemon: era bella
Nonostante quella profumazione fosse debole, mi piaceva vederla in casa, vedere la luce che emanava e l'atmosfera che crea. È bella vederla accesa mentre la fiammella balla, ma anche spenta con il suo tappo arrotondato e la sua etichetta sempre diversa e quella cera colorata.
Usare le giare sembra il modo più facile ed istantaneo per profumare nei nostri spazi, ma ci sono diversi trucchi che possono rendere migliore la combustione delle candele, con una maggiore durata della cera e in generale rendere più piacevole l'esperienza.
Io mi riferisco alle Yankee Candle, ma sono delle dritte che si adattano ad ogni tipo di candela in vasetto, specie se è grandi e medie e con un solo stoppino (ma anche più stoppini hanno bisogno di alcune attenzioni), perché sono quelle che possono dare maggiori difficoltà.
Ci tengo a precisare che non sono tutti consigli che mi sono inventato io, ma sono dei suggerimenti che in parte derivano dalla mia esperienza, in parte ho letto qui e lì. 

Provate prima di pagare!

No, non vi sto suggerendo di rubare le candele, e se vi piacciono, poi le comprate; dico di provare i formati più piccoli delle diverse profumazioni prima di lanciarvi nell'acquisto più importante e oneroso di una jar, che per quanto belle, poi non avete come smaltirle.
Le tart, ma anche i votivi (sebbene abbiano una profumazione inferiore) sono un ottimo modo per capire se la profumazione fa per voi.
yankee candle garden by the sea review

Lo dico sempre: annusare la candela da spenta è utile, ma annusarla da accesa è tutta un'altra storia. Ci sono fragranze che da spente sono molto intense e da accese invece risultano più deboli, o viceversa; oppure ci sono proprio diversità fra il profumo che emana la candela da spenta e una volta che la accendete. Aggiungeteci anche la nostra percezione che può variare molto.
Col tempo si impara a scegliere bene già da spente, anzi persino leggendo la descrizione, ma non è facile. 
Questo è il motivo per cui tutte le mie recensioni sono fatte su tart che uso e riuso. 

Ti prego, non corriamo.

Direttamente collegato alla scelta della fragranza, c'è la questione del tempo. È ovvio che la profumazione che scegliete vi deve piacere, ma se scegliete di acquistarla in jar grande, deve piacervi tanto. Il motivo è presto detto: le candele grandi devono bruciare per almeno 3 ore affinché tutta la cera superiore sia sciolta fino ai bordi. La chiamano pool wax o piscinetta. Non tuffatevici. 
In caso contrario si formerà l'acerrimo "tunneling", ovvero un disavanzo di cera che tutto attorno resterà solidificato, e quindi sprecato.

Il "tunneling": un bordo di cera rimasta inutilizzata.
Ora, non è un dramma, una volta che vi si è formato perché avete tenuto la jar accesa per poco, basta farla bruciare più a lungo, e magari senza ustionarvi calcate col dito la cera rimasta solida e il problema è risolto. Ovviamente cercate di non crearlo un'altra volta.
Avere fretta comporta un altro problema, ovvero che la candela possa non profumare. Certe candele hanno bisogno di una combustione più lunga e finché un dito di cera non è sciolto (la piscinetta appunto) non si può dire che quel prodotto non sia valido. 

Le dimensioni contano.

Quindi non acquistate un formato troppo grande se sapete che ad esempio non avete il tempo di tenere la candela accesa per 3 ore. 

Oppure se la fragranza non vi piace così tanto, per questo la scelta deve essere oculata ed è meglio testare prima la profumazione. Oppure se non avete spazi adatti, perché se come me avete una casa piccola, una fragranza intensa o "sbagliata" può saturare l'aria molto velocemente e poi ci credo che non tenete acceso per tre 3 ore un barattolone di cera aspettando si sciolga per bene. Ma è uno spreco, è un peccato. 
A quel punto meglio le tart che in 10 minuti vi danno il profumo senza sprechi. 

Aspetta, non ancora.

Prima di accendere la giara dicono sia cosa buona tenerla a testa in giù per 24 ore, così che gli oli e le fragranze che la cera contiene, arrivino in cima assicurando una diffusione migliore della fragranza. È un suggerimento che ho letto in giro e vi lascio qualora vogliate provare, ma io non l'ho fatto e non ho avuto problemi di sorta. Probabilmente può essere utile se alla prima accensione, l'intensità della candela non vi soddisfa. 

Ci piace... corto.

Lo stoppino, solo lo stoppino. Prima di gridare "Al fumo al fumo!" è importante tenere conto della lunghezza dello stoppino che non deve superare mai il mezzo centimetro. Se è troppo lungo succederanno ben 3 cose:
  1. la candela farà più fumo, in quanto lo stoppino, bruciandosi, formerà un fiore, un bozzo che si carbonizza. Questo stoppino bruciato tra l'altro vi finirà irrimediabilmente nella cera, e che schifo e che sdegno.
  2. Uno stoppino troppo lungo fa una fiamma troppo alta che comporta lo scurirsi dei bordi del barattolo. Il tipico nero fumo che è antiestetico. Vedete bordi scuri sulle mie jar? Certo che no, perché sono bravo. Se capita, potete rimuoverlo con uno scottex e poi con un panno umido, ma cerchiamo di non farlo capitare.
  3. La cera non si scioglie bene perché avremo solo una fiamma gigantesca e non una equa distribuzione del calore
La soluzione è tagliare lo stoppino appunto ad una lunghezza di circa 5 millimetri prima di ogni accensione. Ci sono degli strumenti appositi, chiamati appunto forbice taglia-stoppino, ma vanno bene anche le classiche forbici.

Stoppino corto ma da tagliare prima di una nuova accensione, cera sciolta perfettamente, e nero sui bordi praticamente assente.
Attenzione a non tagliarlo troppo corto, perché altrimenti annega nella cera. 

Il momento è caldo. 

Anche le candele sentono freddo e temono gli sbalzi di corrente. In primis va bene accendere la candela quando abbiamo le finestre aperte ma è bene non mettere la candela stessa in mezzo alla corrente, sempre perché creiamo problemi alla combustione della cera (leggasi la formazione della suddetta piscinetta di cera). In generale però è bene che la fiamma non subisca troppi spostamenti e per ovviare a questo problema Yankee Candle offre due accessori: gli  Illuma Lid che sono come dei coperchi traforati in metallo, che aiutano anche alla ridistribuzione del calore; oppure i paralumi. Io non ho nessuno di questi due accessori e in verità non ho avuto problemi, prestando un po' di attenzione a dove piazzo la jar.


Un altro trucco che secondo me fa la differenza nell'utilizzo delle jar grandi è la copertina: letteralmente un panno che avvolge il vaso di vetro. Questo fa sì che la candela mantenga il calore con la conseguenza che la cera si scioglie meglio. Secondo me è un ottimo trucco che utilizzo principalmente in inverno quando la cera fa un po' fatica a sciogliersi. 
Esistono copertine già pronte, fatte appositamente per avvolgere le jar, ma ci si può attrezzare ad esempio con un calzettone di lana che sia abbastanza grande, oppure, come ho fatto io, usando una sciarpa ad anello. Oppure se siete bravi con ferri o uncinetto (o avete una zia o una nonna che lo è) potete farlo da voi.

Non sarà bellissimo, ma funziona. 
Attenzione: c'è chi sostiene che TROPPO calore possa essere deleterio, causare crepe al vetro e quindi casini e pericolo. Per cui se usate il metodo della copertina, non fatelo troppo a lungo, ma giusto come aiuto nel tempo in cui la cera si scioglie. 

Antò, fa caldo!

Il vetro della giara diventa caldo, ma non incandescente. Per intenderci, finché magari avete una buona quantità di cera potete anche prendere il vaso in mano e spostarlo di qui e di lì. 
Come vi dicevo, aiutare a mantenere calore alla candela è utile per una migliore la combustione, ma è anche vero che non bisogna esagerare. Non solo con la copertina, ma anche con le ore di combustione. Insomma tenerla accesa 8 ore non solo vi rende più storditi ma può causare un surriscaldamento del vetro della jar e la possibile rottura. Siate un minimo accorti: sciolto uniformemente lo strato superficiale, potete anche spegnerla. 
Inoltre quando la candela sta per terminare, fate attenzione su che piano la appoggiate perché il fondo sarà irrimediabilmente caldo, rischiando di rovinare la superficie. Basterà utilizzare un piatto o un rialzo.

Spegnimi!

Per spegnere al meglio una candela, in realtà non solo le jar e non solo quelle di Yankee Candle ma qualsiasi candela, è bene non soffiarci sopra perché generate irrimediabilmente fumo. C'è chi dice che per spegnerla basta rimettere il tappo, ma non mi pare un buon metodo per vari motivi: il tappo ha una guarnizione di plastica che rischiate di bruciare; inoltre esercitare pressione su un vetro caldo non mi pare il caso. La miglior soluzione per spegnere la candela è far immergere lo stoppino nella cera sciolta. Basta usare il fiammifero con cui la abbiamo accesa. Intanto perché così non si provoca del fumo che inquina la nostra bella stanza profumata, secondariamente perché lo stoppino si impregna e resta sempre cerato

Fino in fondo. O quasi.

Le giare Yankee Candle sono "programmate" per avere un disavanzo di cera, ma non perché siano spreconi ma per un semplice motivo: una parte di cera deve sostenere lo stoppino. Questo avanzo di cera è bene non farlo bruciare perché potrebbe portare alla rottura del vetro, surriscaldandosi.
Un metodo per sfruttare la candela fino all'ultimo è quello di o far sciogliere a bagno maria il rimasuglio di cera, e travasarlo in un bruciatore per tart ed usarlo come tale.
Oppure, al contrario, metterlo in frigo e questo si staccherà come appunto accade con le tart che usiamo nel bruciatore. 
Sempre con l'ausilio di un bruciatore possiamo utilizzare la cera di una jar che per nostro gusto non profuma abbastanza. Basta sbriciolarla, facendo attenzione a non spaccarsi una mano, ed usarla come fosse una tart qualsiasi. Ora, non avrete lo stesso identico risultato di una tart perché sono prodotti diversi creati con scopi diversi, ma sicuramente renderà meglio.

F.A.Q.

Un consiglio generale se volete lanciarvi a provare una giara grande è quello di magari optare (o aspettare) per trovare la profumazione che più gradiamo, quando diventa la fragranza del mese, andando in sconto al 25%, che non è male considerando che non è proprio un bene di prima necessità. 


Le fragranze del mese sono disponibili in tutti i negozi dei rivenditori, da Coin ai vari Yankee Candle Store.
Inoltre vi consiglio di dare un'occhiata a CandlesDirect.com, dove si trovano prezzi abbastanza concorrenziali, e il sempre valido Amazon. Ma, attenzione perché da quest'ultimo più persone hanno avuto problemi, trovandosi le giare rotte una volta arrivati a casa. 
I barattoli di vetro sono riutilizzabili in vario modo, come contenitore per spezie, gioielli, caramelle et similia, e so che possono essere lavati anche in lavastoviglie. 

Giunti fin qui sarete stanchi, ma volevo parlarvi brevemente delle due giare medie che mi sono state inviate. Sono la Sunset Breeze e la Dreamy Summer Nights che insieme a Flowers In The Sun e Passionfruit Martini, facevano parte della collezione estiva dell'anno scorso chiamata Warm Summer Nights.


Sunset Breeze

Una passeggiata di sera sulla spiaggia, con la brezza profumata di frutti tropicali, avanti e indietro come le onde
Note di testa: ananas tropicale, pesca, mango
Note di cuore: pera in fiore
Note di fondo: muschio
Fra le due jar questa Sunset Breeze è quella che mi è piaciuta meno, perché di base è una fragranza fruttata, e sapete che in generale non le amo. Tuttavia, grazie al fatto che non riesco a distinguere l'odore di ogni singolo frutto, e grazie all'aggiunta di muschio non ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte al casco di frutta di Carmen Miranda, ma di avere a che fare con una candela dall'odore fresco e rivitalizzante. La giara media ha una buona intensità e si percepisce la profumazione subito dopo averla accesa .
Si diffonde bene nell'aria, ma non ha una particolare persistenza una volta spenta. 
Per mio gusto Sunset Breeze non è il genere di profumazione Yankee che comprerei, ma la sto usando con piacere anche con un clima più freddo. 

Dreamy Summer Nights

Una rilassante miscela di semi di Vaniglia, eliotropio e un tocco di Legno di Cedro che diffonde la sottile magia di una calda notte in fiore.
Note di testa: arancia, zucchero vanigliato
Note di cuore: eliotropio, orchidea, vaniglia
Note di fondo: semi di vaniglia, ambra, legno di cedro
Vera rivelazione di questo duetto è stata Dreamy Summer Nights, fragranza che ho adorato fin dal primo momento. La adoro perché è una profumazione dolce, leggermente vanigliata, ma senza risultare stucchevole o troppo femminile, ma è allo stesso tempo fresca, con delle note legnose che la rendono adatta secondo me ad ogni ambiente e ad ogni stagione. È un po' difficile da spiegare perché mi è parsa ben equilibrata, e tutte le note, sia quelle legnose che quelle floreali sono ben sfumate insieme. Riesco a tenerla accesa molto a lungo senza stufarmi, è intensa ma senza essere invadente, almeno nella variante giara media. Delicatamente persiste nell'aria una volta spenta, e se non si fosse capito la ricomprerei.

Ma ditemi un po', voi siete più tipi da tart o da giara?