venerdì 17 agosto 2018

{Aggiornamento #82}
Ritorno a respirare



Credo di poter affermare con una ferma certezza che sono finalmente tornato. Purtroppo no, non ero alle Hawaii a sorseggiare Margarita (all'ombra ovviamente) né in uno chalet in Trentino a godermi fresche e armoniose passeggiate fra i boschi. Semplicemente avevo preso un po' sottogamba Luglio, non so bene per quale motivo, e lui invece ha saputo ricordarmi che no, Luglio non va preso sottogamba.
Ero abbastanza psicologicamente preparato, complici alcuni anni sul groppone, al fatto che siamo in estate, per cui fa caldo tutto il giorno, notte inclusa, e per quanto la cosa mi destabilizzi e mi crei fastidio in plurimi modi, sapevo già che l'unica soluzione è come sempre rannicchiarsi sotto l'aria condizionata cantando (male) la sigla di Game of Thrones come un meno tricologicamente dotato Jon Snow (ma sicuramente più alto) nella speranza che l'inverno arrivi sul serio.


Quello che non mi aspettavo erano festeggiamenti (non per me) poco graditi e poco partecipati da cui ho capito che non mi piacciono le ostriche, malattie (non mie) non del tutto poco attese ma certamente un po' strane, ma forse, la cosa che meno mi aspettavo e che più vi può interessare è stata la mia scomparsa dal blog.
Purtroppo a tenermi lontano per un intero mese da questi miei sudati pixel è stato un piccolo problema tecnico. Essenzialmente ho dovuto mandare il mio notebook in assistenza, ed ho rosicato. Ho molto rosicato per due motivi: il primo è che il computer ha due anni di vita ed ha già fatto due viaggi al centro assistenza Asus, il secondo motivo è proprio come funziona l'assistenza.
Fatemi spendere due parole che magari torna utile a qualcuno.


Finché un qualunque prodotto Asus è in garanzia (i classici due anni), puoi affidarlo al servizio clienti affinché lo ripari, che puoi contattare tramite il sito. Procedura semplicissima. Non importa che tu viva al nord o al sud, Asus gratuitamente farà giungere tramite corriere il prodotto al laboratorio convenzionato, che farà la magia aggiustando l'elettrocoso. Il laboratorio a cui è stato spedito il mio computer si trova a Milano
Esatto, ho affrontato per ben due volte il patema d'animo che il mio computer da più di mille euro viaggiasse dalla Sicilia a Milano e ritorno, ma non ho avuto problemi. Vi dicevo, una volta inoltrata la procedura per riparare il prodotto, il corriere DHL vi arriva a casa e prende il pacco. Da quel momento ti tocca aspettare. Nel giro di un paio di giorni per noi che abitiamo nella suola dello stivale italico, il computer o quel che è arriva in laboratorio. E se la prima volta in circa 10 giorni lavorativi il mio notebook era ritornato a casa, questa volta no.
Da giorno 12 Luglio in cui il pacco è arrivato all'assistenza Asus, io non ne ho saputo più nulla.
Ora, io i dieci giorni me li ero considerati tutti. Ero partito con l'idea che avrei creato un paio di post da pubblicare nell'attesa e poi mi sarei preso il resto del tempo come detox dall'informatica, come una spa antitecnologia per ritrovare il tuo innerself.

Io che confondo il concetto di "levitare" con "lievitare"

Tuttavia dopo 10 giorni ho iniziato a smattare: scrivere mi piace, è parte delle mie giornate, è forse la mia più grande passione. Magari (di sicuro) non sarò Gramellini, ma creare i miei post mi piace un casino, curare il mio spazio mi fa stare bene. Ovviamente posso anche scrivere per fatti miei, lo so, ma ormai questo blog è diventato il posto in cui applico questa mia passione, e soprattutto apprezzo il blogging in tutti i suoi aspetti: dal comporre appunto, all'editing delle foto al sapere che ne pensate, e anche a leggere altri blog.
Il sito Asus ti dà la possibilità di controllare l'avanzamento della riparazione, ma dopo 10 giorni, che è appunto quanto l'azienda stima ci voglia per la guarigione dell'elettrocoso, eri diventato nerino ed ho contattato l'assistenza post vendita online tramite la chat


Il ragazzo dall'altro lato dello schermo mi conferma che c'era da attendere ancora, e che l'arrivo della batteria (perché era quello il problema) sarebbe avvenuto dalla settimana dell'1Agosto. Mi sono messo l'anima in pace ed ho atteso, ma dopo ulteriori sette giorni nulla si era mosso e quindi, nerissimo, ho ricontattato il servizio clienti che mi ha detto che avrebbe passato la pratica al reparto competente. Evidentemente in Asus hanno un reparto "batterie sostitutive in ritardo".
Dopo ulteriori 7 giorni di immobilità ero arrabbiato come una partoriente bloccata nel traffico, ed ho ricontattato il servizio clienti via chat (sono spilorcio per chiamarli al telefono). Probabilmente la loro reazione sarà stata questa


ma il tipo è stato comunque educatoe disponibile, e mi ha detto che era meglio se oltre al suo sollecito, mandavo una mail all'indirizzo Info@asus.it. Non so se sia stato un caso ma il giorno seguente mi hanno risposto che il pezzo di ricambio sarebbe arrivato in giornata, quindi giorno 10 Agosto, e così è stato. Giorno 13 il mio pc era in fase di riparazione, giorno 14 è stato dato al corriere DHL, e giorno 17 (sì proprio poche ore fa) era nelle mie mani.
È stato sfinente ma ce l'abbiamo fatta.
Durante il mio esilio dalla blogosfera ho approfittato per leggere un po', cosa che d'estate mi riesce poco, al contrario della comune usanza, visto che il caldo mi disfa e mi fa rincorrere le ore di sonno, quindi leggo poco la sera, ed ho cercato di ritrovare una forma fisica più accettabile, sempre contro l'abitudine che la prova costume si faccia a Giugno. Ma in verità l'unica prova era con me stesso.
E siamo arrivati, anzi abbiamo superato, il milione di visite a Pier(ef)fect, che alla fine non cambia assolutamente nulla, ma svegliami una mattina e vedere quel numero a sette cifre mi ha creato una piccola emozione. Per cui grazie. 


Mi sono poi goduto un paio di giornate di pioggia che Agosto ci ha finalmente regalato, che hanno fatto scendere almeno per la serata le goccioline di mercurio del termometro.
E poi mi si è bloccato il respiro a vedere cosa stesse accadendo a Genova, ad immaginare quante vite stessero precipitando non solo fisicamente da quel ponte, a pensare banalmente a come tutto cambi e svanisca in un niente, come fossimo niente. E chi se ne frega delle analisi ingegneristiche più o meno azzeccate, delle polemiche politiche, dei Benetton, dei No Gronda, dell'opinione pubblica, questo sì che poi non vale niente.
Sono tornato lentamente a respirare, poi, e sono tornato qui.
A presto.






mercoledì 18 luglio 2018

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere in tessuto ECO BIO | Bioearth

La mia curiosità in fatto di maschere viso non si placa mai facilmente, e quando sento parlare di qualche novità, drizzo subito le antenne (o il ciuffo) per capire se mi possono interessare o meno. Diciamo che però alla fine ci casco sempre. 
Era il Cosmoprof di quest'anno quando Bioearth, ha lanciato una lunga serie di trattamenti rivolti alla cura del viso, non solo maschere viso in tessuto, che in totale sono nove ma anche maschere in crema, persino per le mani, e dei sieri per il viso da usare da soli o appunto dopo i trattamenti. 



Tutto molto interessante specie per il settore ecobio, ma personalmente mi sono diretto quasi subito alle maschere viso in tessuto, che ho acquistato da Il Giardino di Arianna, come vi spiegavo qui, perché il resto dei prodotti non mi ha propriamente esaltato. 
Nelle maschere in crema mi ha frenato un po' la presenza di Caolino in quelle che mi attiravano di più ovvero la Maschera Viso Effetto Lift Lampone e Maschera Viso Antiage Bacche Di Goji: è vero che una buona formulazione sfrutta le proprietà dell'ingrediente attenuandone gli effetti "indesiderati" ma trovarsi con un tubetto da 100ml di prodotto che non ti piace, non è bello. 

I sieri, per quanto all'apparenza sembrino splendidi, invece non mi hanno convinto per il rapporto quantità-prezzo: un boccino da 5ml per 6€ circa, che termini prima di capire se abbia fatto effetto.
Mi sono quindi concentrato sulle maschere in tessuto che secondo me sono anche qualcosa di particolare, non solo per il fatto che siano appunto ecobiologiche, ma perché sono intrise di diversi ingredienti interessanti. In generale il range di maschere viso Bioearth è suddiviso per tipologia e lo si capisce in base al colore della confezione. 



Le maschere monouso in cellulosa sono
  • Maschera viso Antiage Idratazione Intensa
  • Maschera viso Effetto filler
  • Maschera viso Epigenetic Lift
  • Maschera viso Idratante energizzante
  • Maschera viso Idratante lenitiva
  • Maschera viso Illuminante antiossidante
  • Maschera viso Macchie e pigmentazioni
  • Maschera viso Purificante
  • Maschera viso Rigenerante
L'azienda le descrive come
"Le Maschere Bioearth sono trattamenti intensivi, naturali e certificati bio-eco. Ricchissime di principi attivi in forma altamente bio-disponibile, rinnovano la pelle dando un tocco immediato di vitalità e energia. Bioearth ha pensato a una maschera per ogni esigenza della pelle: purificante per eliminare le imperfezioni, illuminante, per restituire energia e tonicità alla pelle spenta. E tante altre ancora. Formulate in modo naturale e nel pieno rispetto degli animali, le maschere Bioearth offrono formule Vegan e Vegetarian, nichel tested, dermatologicamente testate e certificate bio-eco da AIAB."
Io ne ho scelte quattro diverse muovendomi proprio in base agli ingredienti contenuti e all'efficacia promessa perché non conoscevo il prodotto e sinceramente non ne ho letto in giro.

maschere viso Bioearth

Si sono rivelate effettivamente tutte e quattro dei trattamenti con caratteristiche diverse, ma con in comune ovviamente il tessuto di cui sono composte: si tratta di una cellulosa sottile ma non esageratamente, non tende ad esempio a slabbrarsi o strapparsi.



La forma mi sembrava un po' piccola e invece il taglio è perfetto sia nella zona degli occhi (niente ciglia che sbattono, amen!) sia dove la bocca. Aderisce perfettamente alla pelle.
Sapete inoltre che non tengo conto dei 15/20 minuti di posa indicati da Bioearth perché mi dilungo sempre di più.


Bioearth Maschera viso rigenerante



"Maschera Viso monouso per pelli stanche e disidratate a base di Estratto di Bava di Lumaca ed Acqua di Rosa Damascena che rende la pelle visibilmente più fresca e tonica. Contiene Succo di Aloe Vera ed estratto di Jania Rubens."
La maschera rigenerante Bioearth è stata la prima che ho provato, attratto dal fatto che contenesse bava di lumaca, di cui ormai sono fan.
Appena aperta la bustina ho avvertito un profumo delicato, con, secondo me, delle note agrumate. Il siero è liquido e la maschera è ben impregnata. Non c'era disavanzo di prodotto nella busta, e il tessuto trattiene bene il liquido, quindi nessuno sgocciolamento. Sulla pelle io l'ho avvertita leggermente fresca, in modo piacevole, ma ho provato maschere decisamente più rinfrescanti.



Sinceramente una volta rimossa dal viso, quando il siero era completamente asciutto, non ho visto un risultato che mi abbia lasciato a bocca aperta. La pelle risultava sicuramente morbida al tatto e più distesa, oltre che un po' più tonica, proprio per questo non la definirei una maschera inutile. Tuttavia non ho notato una particolare idratazione né soprattutto una particolare luminosità che invece mi aspettavo visto che si tratta di una maschera rigenerante e visto che contiene bava di lumaca.
Ci tengo a sottolineare che il siero non era affatto appiccicoso e si è assorbito alla perfezione e che comunque l'efficacia della bava di lumaca si vede in più di un utilizzo.
Comunque non credo riacquisterei questa maschera rigenerante; piuttosto se cercate un trattamento effetto urto, vi consiglio quella di Dr. Organic che contiene comunque bava di lumaca.

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Bioearth Maschera viso Illuminante Antiossidante



Fra queste maschere Bioearth, la Illuminante Antiossidante mi ha attirato per tutto il pool di ingredienti che contiene.
Si legge sul retro:
"Maschera Viso monouso in cellulosa formulata con Acido Ferulico, estratti di Microalghe Verdi e Melograno, per pelli stanche e devitalizzate. La sua piacevole applicazione ottiene l’immediato effetto di illuminare la pelle del viso, lasciando una sensazione di pelle setosa e vellutata. Contiene ingredienti ad azione antiossidante e Succo di Aloe Vera ed estratto di Jania Rubens."
Non so le qualità delle microalghe verdi, idem per quanto riguarda la jania rubens che è sempre un'alga ma rossa; ho invece già avuto modo di parlare dell'acido ferulico. Spulciando l'INCI ho notato che contiene anche un derivato della vitamina C.


Ha un buonissimo profumo talcato leggermente speziato che secondo me è aromaterapico, mi rilassa, sa proprio di zen. Anche questa maschera era ben imbevuta, il siero è liquido, ma non so perché mi è parso che la mia pelle l'abbia assorbito molto più velocemente rispetto alla rigenerante. 
Tenerla sul viso non è particolarmente rinfrescante, ho avvertito una sensazione di freschezza maggiore una volta rimossa. E con questo mi ricollego ai risultati e ve lo dico senza troppi giri di parole: a me è piaciuta. La pelle era effettivamente più luminosa ed anche più distesa. Inoltre l'ho trovata un po' più idratante della maschera rigenerante. Non ho riscontrato appiccicume o residui di siero. Per cui sì, la maschera viso Illuminante Bioearth potrebbe far parte di un futuro acquisto. 

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Bioearth Maschera viso Idratante Energizzante



Fra la gamma Bioearth le maschere in tessuto propriamente intese come idratanti sono due, e ho scelto questa energizzante perché mi sembrava adatta all'estate, come qualcosa che potesse risvegliare un po' i sensi. 
Partiamo dal profumo: ottima fragranza, vanigliata ma non stucchevole. Forse mi aspettavo qualcosa di fruttato visto che l'azienda ha inserito appunto succo di mela. Anzi leggiamo la descrizione:
"Maschera Viso monouso in cellulosa studiata per donare un’intensa sensazione di idratazione grazie alla presenza di Acqua di Rosa Damascena e Succo di Mela Rosa, ingrediente a sostegno della Biodiversità. Dopo l'applicazione, la pelle del viso appare fresca e giovane. Contiene Succo di Aloe Vera ed estratto di Jania Rubens."
In INCI spiccano anche l'estratto di kiwi, di rosa canina e ritorna l'acido ferulico
A parte questi tecnicismi, ho notato che fra tutte, questa maschera idratante è quella che ha impiegato più tempo ad assorbirsi, nonostante il siero appaia uguale a quello delle altre; tuttavia una volta rimossa la pelle non era né particolarmente appiccicosa, né unta.


Il risultato più evidente che questa maschera Bioearth ha offerto alla mia pelle è sicuramente l'idratazione. Non ho avuto bisogno di proseguire con altri prodotti della mia skin routine (certo, adesso che fa caldo, d'inverno quasi certamente avrei messo altro). Inoltre i piccoli (ad essere generosi) segni di espressione appaiono più distesi. Non l'ho avvertita sulla pelle rinfrescante come speravo né ho notato una particolare luminosità. Magari su questi due aspetti rivedrei il prodotto perché non ho avvertiti la sensazione di "rivitalizzazione" della pelle.
È appunto una maschera idratante che va bene secondo me per pelli secche e segnate anche un po' più mature.

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Bioearth Maschera viso effetto filler



Al contrario delle altre maschere Bioearth, questa effetto filler è intrisa di un siero più denso, bianco e lattiginoso, all'apparenza sembra quasi una garza medica imbevuta, se avete presente, ed ha un profumo decisamente più delicato delle altre, direi appena percettibile al mio naso. Inoltre rispetto alle altre non l'ho trovata in alcun modo fresca sul viso.
La differenza di siero non influisce però sull'aderenza alla pelle della maschera, anzi resta sul viso forse persino meglio se è possibile.
Una volta rimossa son rimasto sorpreso. Di base questa maschera viene presentata come effetto filler perché imita la capacità riempitiva di certi trattamenti tramite sostanze idratanti e nutrienti, che vanno a nutrire la pelle e quindi a farla sembrare più rimpolpata. Bioearth infatti dice

"Maschera Viso monouso in cellulosa formulata con ingredienti selezionati di origine naturale dall'azione nutriente come l’Olio di Macadamia, l’Olio di Vinaccioli e l’Olio del Ducato (ingrediente a sostegno della Biodiversità). Le sfere di Acido Ialuronico completano il prodotto e dopo l’applicazione, la pelle appare visibilmente più levigata ed elastica. Contiene Succo di Aloe Vera ed estratto di Jania Rubens."
Questo "trucchetto" di appunto nutrire la pelle per distenderla, funziona. Infatti una volta rimossa questa maschera, la mia pelle appariva più soda e liscia, levigata, ma anche più luminosa, oltre che nutrita e in una situazione di confortevolezza. Tuttavia c'è un piccolo prezzo da pagare perché questa maschera mi ha lasciato un residuo oleoso sul viso. 



Non mi ha dato fastidio, non mi è venuta voglia di lavarmi, diciamo che nel giro di una ventina di minuti si era in buona parte assorbito, ma mi ha dato l'idea di una maschera/trattamento più ricca di quanto sia abituato, adatta all'inverno magari, a pelli spente, atoniche e secche. Io la ricomprerei volentieri, perché mi è sembrata diversa dal solito, ma credo che la gradirei anche di più con un clima più freddo e una pelle più bisognosa. 

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Non credo di dover ribadire che la mia esperienza con le maschere viso in tessuto di Bioearth ha un bilancio positivo. È stato facile usarle, è stato gradevole, le profumazioni sono particolari e gli ingredienti interessanti. Le avete provate?



lunedì 16 luglio 2018

ILIAD 10 giorni dopo... Siamo già alla resa dei conti?

Vi avevo raccontato quali sono state le mie prime impressioni su Iliad, come mi sono trovato a creare la sim e i tempi in cui ho ottenuto la portabilità, ma non vi avevo raccontato quello che è successo dopo con questa nuova compagnia telefonica.

Fatemi fare una premessa: la navigazione dati da smartphone può dipendere dal dispositivo che utilizziamo, a volte perché magari è vecchio, a volte perché ha delle componenti particolari. Senza scendere in tecnicismi io ad esempio posseggo uno Xiaomi, e chi ha sentito parlare di questa compagnia o di aziende cinesi, sa che possono non avere la banda 20 o 800Mhz, che essenzialmente consente di agganciare al 4G con alcuni operatori, in particolare Wind perché trasmette appunto a 800Mhz.
Questa è giusto una parentesi per dirvi che la mia navigazione è sempre stata un po' limitata, ma per le mie esigenze andava bene e non ero mai particolarmente scoperto. 


Il mio passaggio ad Iliad è dipeso dal fatto che dopo anni in Wind senza mai chiedere nulla, né fare giochetti del tipo finti passaggi ad altri operatori, ma anche senza particolari problemi, mi ero deciso a trovare una offerta più conveniente, pronto anche ad affrontare qualche inconveniente. 
Vi dicevo che giorno 5 Luglio ho ottenuto la portabilità del numero, ma avevo già provato la rete Iliad a casa col numero provvisorio, e mi era parso che la navigazione fosse molto buona, direi anche meglio rispetto a quella che avevo con Wind. 
Ovviamente la prova effettiva dovevo farla fuori casa, e proprio giorno 5 il caso volle che uscissi per cena. Così non essendo io alla guida ho iniziato a fare delle prove proprio in movimento. Ho testato le mappe di Google e sembravano scorrere bene. 
Ho provato anche a mandare in streaming video di Youtube e anche in buona qualità la riproduzione non si bloccava. 
Tutto una bomba, fino a quando ci siamo fermati per cena e lì sono nati i primi intoppi. La linea, nonostante il segnale era forte, andava come a singhiozzi, non permettendomi nemmeno di inviare messaggi su WhatsApp. In pratica accadeva che, nonostante il segnale fosse presente e anche buono, sia in H+ che in 3G, la rete internet non funzionava. Letteralmente non potevo far nulla. 
Questa è stata la mia reazione:


Ero un po' in panico e volevo capire come risolvere subito.
Sul momento ho capito che riavviare il telefono o disattivare e riattivare la rete dati, faceva "ripartire" la connessione. Ma non potevo stare tutto il tempo ad accendere e spegnere il telefono anche perché non si capisce quando internet decide di smettere di funzionare: ripeto, il segnale appare attivo e funzionante.
Così mi son messo a cercare (un po' a fatica) in rete scoprendo che comunque nel giorno della portabilità più persone avevano avuto problemi, ed effettivamente ci può stare, ma che avevano risolto semplicemente aspettando che diciamo la portabilità venisse perfezionata. 
Però ho voluto comunque fare delle prove, e cercando in rete ho scoperto che il procedimento suggerito era quello di scaricare l'applicazione gratuita che la stessa Iliad mette a disposizione ovvero Mobile Config, cancellare l'APN inserito precedentemente (che io, vi ricordo, avevo inserito manualmente seguendo le istruzioni), avviare l'applicazione affinché riconfiguri il telefono e quindi riavviare il dispositivo.
E io da bravo studente così ho fatto.
Mobile Config è molto semplice e appena scaricata a me diceva questo:


È partita in automatico questa procedura che prima aggiornava la sim (e non so cosa volesse dire esattamente) e poi credo avrebbe dovuto reimpostare l'APN in automatico. Già dopo un paio di minuti la procedura era terminata e sullo schermo appariva questo:


Sinceramente non ho premuto su "Salva" perché non sapevo nemmeno cosa avrei salvato e magari ho sbagliato ma ho semplicemente riavviato il cellulare e quando lo riacceso ed ho cliccato sulla applicazione questo è ciò che ho letto sullo schermo:

 
Non so se sia stata colpa mia che non ho appunto salvato, ma Mobile Config credo abbia appunto aggiornato la Sim ma non configurato l'APN. Così ho proceduto inserendo i dati nuovamente a mano. Nei giorni direttamente successivi sinceramente non ho avuto modo di fare le stesse prove che avevo fatto dello streaming di video, ma ho notato che la connessione sembrava più stabile.
Giorno 9 però ho notato gli stessi problemi di cui sopra, abbastanza di continuo: il segnale appariva ma connessione assente
Mi sono deciso quindi a chiamare il servizio clienti, al 177
È una chiamata gratuita per chi è già utente Iliad ed è un numero disponibile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22, mentre il sabato e i festivi è disponibile dalle 9 alle 20.
La chiamata è stata positiva o meglio, sin da subito loro specificano che gli operatori rispondono dall'Italia perché scusatemi ma io certi operatori stranieri non li capisco quando parlano. Inoltre l'attesa affinché qualcuno mi rispondesse è stata breve. 
Il ragazzo che ha cercato di aiutarmi è stato gentile ma credo che neanche lui abbia capito bene il mio problema. Mi ha fatto controllare alcune impostazioni e mi ha detto una cosa strana ovvero se escludessi l'eventualità che una applicazione tentasse di collegarsi ad un'altra rete


Sinceramente non so nemmeno se una cosa del genere sia possibile né come fare a capirlo. Ma anche lui non mi sembrava convinto, e infatti ha desistito subito all'idea. Alla fine si è arreso all'evidenza ed ha segnalato un problema di rete. Non mi ha detto se è quando ci sarebbe stata una risoluzione. 
Comunque io ho proseguito le mie indagini scoprendo che questo problema della mancata connessione nonostante la presenza di segnale, va molto a punti nella mia zona (che è la costa orientale della Sicilia). In certe aree la connessione è fluida, in altre è praticamente impossibile navigare se non con costanti attiva-disattiva  dei dati. 
Vi aggiornerò con ulteriori novità, ma intanto aneddoto comico: nonostante Vodafone e Tim stiano cercando di affossare iliad con l'accusa di pubblicità ingannevole, sapete chi mi ha chiamato in questi giorni? La Tim per propormi dopo solo più di 6 anni che non sono loro cliente un winback. Come dire che certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. 
Io intanto resto Iliad e vediamo come evolve la situazione. 


venerdì 13 luglio 2018

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Giugno '18 | Alcune novità, ma un pugno di sabbia in bocca, no! 😒

È arrivato l'appuntamento con i prodotti promossi e bocciati del mese appena passato, ed anche questa volta la fortuna mi ha guardato le spalle e ho potuto provare dei prodotti effettivamente validi. 
Dal punto di vista cosmetico, l'unica cosa di cui posso lagnarmi di Giugno è la Maschera Detox Peel Off di Fria Myself, che vi ho bocciato qui e che mi ha lasciato davvero deluso.
Per il resto invece solo belle novità.
Fra i promossi del mese c'è sicuramente il Detergente Viso di Double B Tailored Beauty, finito fra le mie mani grazie sempre a Simona (MissPenny09) che mi ha mandato questa minitaglia.


Double B è un'azienda italianissima, romana per l'esattezza, che produce cosmetici naturali sia per il viso che per il corpo, inclusa una linea solare, curando ovviamente la scelta degli ingredienti. 
Nonostante sia appunto una minitaglia in realtà ho usato questo detergente viso per almeno un paio di settimane perché basta poco prodotto. Si tratta di un gel fluido con un profumo buonissimo, fresco, floreale e una punta dolce. Usato da solo non è schiumogeno, ma con le spazzoline per le detersione del viso riesce a creare una schiuma morbida. Si tratta di un prodotto semplice, arricchito con proteine del grano idrolizzare, ma nella sua semplicità mi è piaciuto molto.
Double B dice di lui
"E' molto delicato e non lascia quella sgradevole sensazione di pelle "che tira" dopo averlo usato."
e non posso che essere d'accordo. Fa quasi uno strano effetto: da un lato sento la pelle molto ben detersa, morbida e fresca, dall'altro lato non avverto minimamente la sensazione di pelle che tira, né in generale appare secca. 


Double B consiglia di evitare la zona perioculare, ma io ci vado prestando molta attenzione affinché il prodotto non finisca negli occhi perché in effetti pizzica. 
Per il resto questo detergente viso per me è super promosso: svolge un'azione pulente delicata ma efficace, anche nel togliere la protezione solare visto che siamo in periodo, si sciacqua via facilmente, e credo possa rispondere alle esigenze di un po' tutti i tipi di pelle.

INFO BOX | Double B Detergente Viso
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💸 €23.50 full size
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⏳  3 Mesi
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Altro promosso per restare in tema cura del viso è lo stick labbra Delicato d'Asina de La Dispensa


La Dispensa è un'azienda italiana, esattamente di Bellusco, in provincia di Monza e Brianza, e consta di tante linee di cosmetici anche in questo caso naturali, divise in base all'ingrediente attivo che contengono. A colpirmi fra le tante referenze è stata la linea al latte di asina che sinceramente non avevo ancora mi provato in un cosmetico.
Vi ricordate Cleopatra che ci si faceva il bagno per avere la pelle morbida e idratata? Ecco il concetto è quello, infatti l'azienda dice
"La linea Delicato d’Asina, racchiude i principi attivi del latte d’asina in formulazioni delicate, rappresentano un eccezionale trattamento cosmetico naturale per la pelle ed esaltano le proprietà emollienti, idratanti, nutrienti e rivitalizzanti di questo prodigioso latte."
Lo Stick Labbra Delicato d'Asina contiene oltre appunto il latte d'asina, un mix di ingredienti funzionali. La Dispensa lo descrive così:
"Pratico stick che nutre e idrata la pelle grazie all'azione sinergica di: Latte d'asina, Acido Ialuronico, Burro di Karitè e Olio di Jojoba e Cera d'Api. Ideale per dare alle tue labbra una piacevole sensazione di idratazione in ogni stagione e condizione climatica: sole vento e freddo."
inoltre contiene anche olio di ricino, anch'esso con azione nutriente. Questo stick a me è piaciuto molto sotto tanti punti di vista: la consistenza è burrosa con una punta di cerosità, senza risultare pesante, ma con la giusta morbidezza anche ora che il caldo ci sta stroncando, che riesce ad avvolgere bene le labbra, e regala un finish leggermente lucido, ma non fuoriluogo per un uomo (come se a me preoccupasse avere le labbra glossy glossy). 


Mi è piaciuta la profumazione delicata, vanigliata ma non invadente, seppur ben percepibile. E mi è piaciuta ovviamente la resa: lo Stick Labbra Delicato d'Asina mi lascia le labbra nutrite, morbide e lisce. Non posso chiedere di meglio, e credo sia un ottimo prodotto anche per labbra esigenti. 
Sinceramente penso che La Dispensa sia un'azienda che meriti qualche attenzione in più.

INFO BOX | La Dispensa Stick Labbra Delicato d'Asina
🔎 Bioprofumeria, online
💸 € 4.30
🏋 5.7ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
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Ho apprezzato anche molto lo Spray-On Moisturiser di Cien nella profumazione Coconut Breeze.


Si tratta proprio di una crema per il corpo spray che Cien ha inserito nella Tropical Summer Limited Edition (qui per sapere altri miei acquisti da LIDL) quindi purtroppo vi toccherà aspettare la prossima estate, a meno che non abbiate fatto scorta quest'anno. 
Non so perché in questa mandata l'abbiano chiamata Moisturiser invece di Body Lotion come gli altri anni, ma è la stessa solfa, ed è sempre declinata in tre profumazioni. Io ho utilizzato la Coconut Breeze che ha una fragranza intensa e decisa, che sì richiama il cocco, ma è mixata con delle note floreali che la rendono una profumazione fresca, e non stucchevole. Persiste un po' sulla pelle.
In generale non si tratta di un prodotto che spicca per la scelta degli ingredienti, ma almeno lo hanno arricchito con olio di mandorle e appunto aloe
Il punto di forza di questa crema spray di Cien è la praticità: basta girare il tappo per rivelare l'erogatore spay. Il getto è sottile e continuo, e funziona bene, non mi pare sprechi prodotto. 


Tuttavia credo che l'ugello tenda ad otturarsi un po' e vada messo sotto l'acqua calda per stapparlo.
Ovviamente per essere spray questo moisturiser ha una consistenza liquida, sottile, che diventa bianca solo se erogata in un punto ravvicinato, altrimenti nemmeno la vedete. E proprio questa consistenza va a rendere il prodotto ancora più pratico e adatto per l'estate, infatti si distribuisce benissimo e in pochi gesti e secondi è spalmato e assorbito dalla pelle, senza alcuna untuosità, anzi con un tocco abbastanza fresco.


Sull'altro piatto della bilancia ci va il fatto che non si tratta di una crema particolarmente idratante, anzi su di me l'idratazione arriva a stento a fine giornata. Per me questo non è un difetto perché con un clima caldo e umido preferisco un prodotto meno efficace ma più sopportabile, piuttosto che non mettere nulla; però non è il prodotto che consiglierei a pelli molto secche. 
Promuovo lo Spray-On Moisturiser di Cien proprio per la stagione estiva, per la piacevolezza di utilizzo, per il profumo e perché è a prova di pigrizia e di afa. 

INFO BOX | Cien Spray-on Moisturiser 
🔎 LIDL                             
💸 € 1.99
🏋 150 ml
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💓⇒ 🌸🌸🌸🌱

E come sempre non posso non tenervi aggiornati della mia igiene orale ad ogni promossi e bocciati, e pure questa volta ci ficco un dentifricio, ovvero il Pure White Repair di Mentadent.


Non è la prima volta che uso un dentifricio di questa linea, anzi avevo apprezzato il Neo Smalto Repair, tuttavia in questo caso non mi sono trovato altrettanto bene tanto da  pensare di ricomprarlo.
Avrò detto un milione di volte che i miei denti che tendono a sensibilizzarsi per cui cerco sempre dentifrici che tengano a bada questa problematica. Poter trovare un prodotto da grande distribuzione (quindi con un costo accessibile) e che funzioni è sempre bello, e sulla carta il dentifricio Pure White sembra adatto a questa funzione. Oltre a vantare ben 10 funzioni, dalla protezione dalla carie a denti più bianchi, da rinforzare le gengive a denti sensibili, l'azienda dice
"Mentadent Pure White Repair, con la tecnologia MicroPure™, ti dà una pulizia interdentale dall'efficacia dimostrata anche nelle aree più difficili da raggiungere."
In pratica è un dentifricio in gel pieno di tantissimi granulini. Come tutti i prodotti Mentadent ha un buon sapore, fresco e una punta dolce, e riesce a creare abbastanza schiuma che aiuta la detersione. 


È vero che questi granuli danno una sensazione di pulizia davvero accurata e profonda, senza risultare minimamente abrasivi o aggressivi, ma io non li sopporto molto: in parte si sciolgono in bocca, ma per un po' li avverto come una sensazione sabbiosa che appunto non mi fa impazzire. 
Per quanto riguarda i tanti benefici che Mentadent decanta posso dire che sì, funziona sulla sensibilità dentale, ma non è il migliore in questo senso. Idem per quanto riguarda il potere sbiancante che trovo scarso. 
Insomma il dentifricio Pure White Repair di Mentadent non è tremendo, non è un bocciato, non è inutilizzabile, ma ho provato e sono sicuro che sullo scaffale al supermercato ci sia di meglio. 

INFO BOX | Mentadent Dentifricio Pure White Repair 
🔎 Grande distribuzione, Acqua & Sapone           
💸 € 2.50
🏋 75 ml
🗺 UK
⏳ 12 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌱

Tutto sommato Giugno non è andato male da questo punto di vista. Mi piace il fatto che ci siano un paio di marchi un po' più di nicchia o che comunque io non avevo mai provato. 
Ci vediamo al prossimo mese con i promossi e bocciati!




lunedì 9 luglio 2018

|#backtoseries chapter 28|
Serie tv da paura! 😱😱😱

Ma quanto sono lento a guardare le serie tv? Giuro che dopo ed in contemporanea con Tredici ho visto anche altro ma me la sono presa sicuramente comoda, un po' perché me li sono goduti, un po' perché ho avuto un ottimo calendario, con le serie tv ben distribuite durante la settimana.
Proprio fra questi telefilm ce ne sono stati due che stranamente ho trovato accomunati e me ne sono reso conto praticamente dopo averle terminate. Entrambe si caratterizzano da un'atmosfera abbastanza ansiogena, cupa a tratti, misteriosa. Vediamole insieme.

In principio è stato un libro, poi un film negli anni '70, e per ultima questa miniserie andata in onda su Sky Atlantic dal 5 Giugno, come a dire che del maiale non si butta via niente e i remake sono sempre ben accetti. Per me però la storia raccontata in Picnic at Hanging Rock era del tutto inedita.

Immagine correlata

Ci troviamo in Australia, ad inizio '900, ed Hester Appleyard dirige con severità il suo collegio in cui istruisce alcune delle signorine dell'alta società e di alcune famiglie in vista. Tuttavia, nel giorno di San Valentino, tre delle giovani ragazze si persero durante il picnic nei pressi di Hanging Rock. Da quel momento scattarono le ricerche che durarono per giorni, e portarono il collegio Appleyard a subire un declino inevitabile in termini di credibilità, sbriciolandosi come un castello di sabbia.


Pare che la scrittrice di Picnic a Hanging Rock, Joan Lindsay, abbia dato incipit al suo romanzo con una finta pagina di giornale in cui si raccontava la scomparsa delle ragazze, ed effettivamente, anche la serie tv, nonostante fin da subito si colga uno strano alone di mistero, sembra avere un taglio realistico, come se gli avvenimenti possano realmente accadere o essere accaduti, dando ancora più angoscia allo spettatore. Tuttavia basta poco affinché la narrazione si immerga in una dimensione più mistica, eterea, straniante, di sogno.
E puntata dopo puntata, la storia si carica di sensazioni, di tensione, e di varie emozioni. C'è anche un velo di erotismo, di sensualità che avvolge un po' tutte le ragazze del collegio. Ci sono anche alcune tematiche, come la voglia di evasione tipicamente giovanile, che appare chiarissima.



Tuttavia c'è stato un momento, che non saprei ben identificare, in cui Picnic a Hanging Rock ha perso un po' della magia, e dell'esoterismo che avevo colto nelle prime puntate. Non credo di farvi spoiler perché lo avrete letto ovunque: la storia ha un inizio preciso, ma non ha una fine degli eventi ben chiara. Quindi ero preparato psicologicamente che non avrei avuto una storia lineare, però ho avuto l'impressione che alcune cose fossero messe semplicemente a caso, senza aggiungere o togliere qualcosa agli avvenimenti o ai personaggi. E questo mi ha portato a staccarmi, perché si subisce secondo me l'effetto sorpresa della non sorpresa: se può succedere di tutto mi aspetto anche che arrivino gli alieni.



Sono arrivato alla fine delle sei puntate di Picnic a Hanging Rock ed avevo perso quel mix di sensazioni che avevo riscontrato all'inizio. Potrei anche dare parte della colpa, seppur minima, ai troppi flashback che riguardano la signorina Appleyard, di cui sinceramente poco ci interessa. Anzi sul personaggio avrei due parole da spendere visto che Natalie Dormer, reduce da Game of Thrones, è sicuramente il nome che attira l'attenzione su questa miniserie, e per quanto sia brava non l'ho trovata del tutto azzeccata; ho scoperto dopo che il personaggio del romanzo non ha così tanto spazio, ed è una donna più adulta, cosa che avrei preferito per dare uno stacco maggiore con le ragazze.


Tra l'altro, anche la voce del doppiaggio, mi è parsa più adatta ad una donna matura.
Ho invece apprezzato la musica, il taglio della regia molto moderno, che dà ritmo alla storia, la scelta di scene in cui si gioca con le ombre, le luci, i riflessi, che creano un'atmosfera straniante e inquietante. Anche la ricostruzione generale dell'epoca non è male.
Picnic a Hanging Rock non è secondo me la serie tv per cui far le corse se l'avete persa, ma può essere interessante se amate le serie in costume e il sapore dei thriller dark, se in generale non avete di meglio da vedere, o se semplicemente avete visto il film e volete criticare questa nuova versione. 
Io ad esempio sono curioso di vedere il film per capire come è stata impostata la storia. 

Basi simili a Picnic a Hanging Rock le ho trovate in un'altra serie tv, questa volta disponibile sulla piattaforma Amazon Prime, che si ispira non solo su un romanzo di Dan Simmons, ma su una vicenda realmente accaduta. Mi riferisco a The Terror, serie tv prodotta nientepopodimeno che da Ridley Scott.


Nel 1845 due navi della Royal Navy, la Erebus e la Terror si diressero verso il polo nord per superare il famoso Passaggio a nord-ovest. Sotto il comando di sir John Franklin le due navi però trovarono soltanto ogni forma di sfortuna in un ambiente ostile come l'artico. La spedizione infatti restò bloccata nel ghiaccio per ben due anni, e quando Sir Franklin morì, il comando passò al capitano Francis Crozier, che tentò la disperata camminata verso sud nel tentativo di salvare i suoi uomini. Tuttavia, da quel momento non si seppe più nulla di lui e degli altri membri, circa un centinaio, che facevano parte dell'equipaggio. 


Quella della Erebus e della Terror è una storia che ha i suoi strascichi fino ai giorni nostri. Infatti dalla scomparsa delle navi seguirono diverse spedizioni per ritrovare tracce dell'equipaggio, e solo nel 1854 e 58 furono trovati alcuni resti come il diario di bordo di Franklin, ed anche alcuni corpi mummificati intorno al 1980, ma poi nulla fino al 2014, quando sono stati ritrovati i resti sott'acqua della Erebus, e poi della Terror nel settembre del 2016. La vicenda non è stata chiarita del tutto, per cui la serie tv non può essere fedele ai fatti realmente accaduti; inoltre viene aggiunta una componente soprannaturale che però secondo me ha una sua logica.
The Terror per me è una delle serie più interessanti che abbia visto negli ultimi tempi e potrei definirla come il dipinto dell'umana miseria. La storia di per sé è lineare, e scorre nei suoi dieci episodi a piccole pennellate. C'è chi l'ha definita anche noiosa, secondo me solo perché ha una struttura narrativa abbastanza classica, dove il momento di azione arriva quasi esclusivamente alla fine. Ma tutto ciò che c'è prima secondo me è estremamente affascinante. 


Non solo la capacità recitativa degli attori, Jared Harris per nominarne uno tanto caro, ma anche la caratterizzazione psicologica dei personaggi, che in un modo o nell'altro sono intrisi di grande umanità, chi con più ombre che luci magari, ma comunque un po' uno spaccato sociale. In fondo The Terror riesce a creare un piccolo ecosistema, un mondo che si muove con delle regole e dei tempi che sono tutti suoi. D'altronde anche vivere su una nave è come stare in un universo parallelo, specie in un'epoca in cui i contatti con l'esterno erano limitatissimi. 
Arriva chiaro secondo me il senso di claustrofobia, di abbandono fino ad arrivare alla follia e alla disperazione. Ed è forte come quella umanità venga poi trasmutata in orrore quando raggiunge il suo punto di ombra massimo. 
In questo senso, seppur la storia è stata romanzata e rimaneggiata, è credibile che ci sia parte di verità.


Gli uomini della Terror vivevano già in condizioni precarie, rese ancora più deboli da un clima impossibile da reggere. Questo portò a tutta una serie di malattie, e se il corpo è debilitato, potete immaginare come potesse essere lo stato psicologico di quegli uomini. E secondo me in The Terror si riesce a cogliere bene come quelle paure diventarono follie, diventarono gli ammutinamenti,  il terrore appunto, diventarono la lotta alla sopravvivenza portata all'estremo. Ma diventarono anche quel briciolo di empatia, sensibilità, ed umanità che brillerà in alcuni dei personaggi. 
Il clima che si respira è angoscia, attesa, frustrazione, ma non ho trovato noia e tempi morti. I dialoghi sono scorrevoli, sono semplici. La regia sa muoversi bene.
Però The Terror non è comunque esente da qualche difetto. 


Non sono dei punti importanti nella narrazione, ma quando si mette il piede sull'acceleratore, e si passa all'azione, secondo me si perde qualche pezzo della storia che non viene spiegata bene, o per lo meno, io me lo sono perso. 
Vi dicevo inoltre che la componente soprannaturale di per sé non è fondamentale, e secondo me trova una sua logica solo come uno specchio delle paure umane: sono sempre più grandi rispetto ai fatti reali e spesso sono formate da ciò di cui si cibano. Questa è una mia lettura assolutamente non comprovata e metaforica, poi magari è stata messa in mezzo giusto per far casino.
Inoltre avrei voluto un maggiore spazio a quella che era l'opinione pubblica dell'epoca sulla faccenda, perché mi sembra poco credibile che la sorte delle navi e dell'equipaggio interessasse solo alla moglie del capitano Franklin.


Per me The Terror merita di essere vista specie da chi ama le serie in costume e riesce ad apprezzare la commistione di più elementi, chi ricerca l'approfondimento dei personaggi, e riesce a cogliere anche quei messaggi che non appaiono palesi sullo schermo. La sconsiglio invece a chi mal tollera la crudezza di certe vene horror.
La serie è stata rinnovata per una seconda stagione, ambientata durante la seconda guerra mondiale, e sempre col filone del terrore, quindi immagino diventerà una serie antologica.

A voi piacciono le serie ansiogene o preferite qualcosa di più tranquillo e rilassante?


venerdì 6 luglio 2018

ILIAD: è davvero la rivoluzione? Le mie prime impressioni!

Quando ha lanciato la sua offerta ha sconvolto concorrenza ed utenti, ed ha saputo attirare l'attenzione con pochi spot mirati a sottolineare il suo punto di forza: la trasparenza. Mi riferisco ad Iliad, la nuova compagnia telefonica che da fine maggio è approdata in Italia.

Iliad non è nata dall'oggi al domani, ma viene dalla Francia, dove è stata fondata nel 1990. È anche più giovane di me.
Con la fusione Wind e 3 Italia in un'unica azienda, Iliad è riuscita a poter entrare nel mercato italiano, e proprio da Wind ha ottenuto parte delle frequenze radio fino a che appunto non avrà le proprie antenne per trasmettere la rete. 
L'offerta di Iliad è molto semplice, e consta di 
30GB in 4G+
Minuti illimitati
SMS illimitati
Minuti illimitati verso oltre 60 destinazioni
Minuti e SMS illimitati
+ 2GB dedicati in Europa
tutto ad un costo mensile di 5.99€ per sempre, almeno stando a quanto dichiarato fino ad ora, più 9.99€ solo una volta per la sim.
Sul sito c'è una brochure prezzi con tutti i dettagli anche per quanto riguarda le chiamate all'estero. Sempre sul sito sono ovviamente esplicate tutte le condizioni ed è possibile controllare la copertura di rete
Questo è per darvi un'idea di cosa sto blaterando qualora non ne abbiate mai sentito parlare, ma ci tengo a precisare che non ho nulla a che fare con Iliad, non ho contatti con l'azienda o con il servizio clienti che possano esservi di aiuto. Quello che voglio raccontarvi è la mia opinione ed esperienza sincera con questa compagnia telefonica, da come ho acquistato la sim, e come mi sono trovato da utente qualsiasi, anzi senza particolari conoscenze tecniche. 

Partiamo dall'inizio: sono stato un cliente Wind per diversi anni, credo almeno cinque o sei. All'inizio andava bene: all'epoca le offerte base "All Inclusive" più economiche partivano quasi tutte dai 2GB di internet, 200 minuti ed 200 SMS per circa 7€ al mese. Col tempo però l'offerta è stata, come dicono quelli bravi, rimodulata più volte, raggiungendo i 10.89€ per un aumento di un paio di giga di internet ed un paio di centinaia di minuti e sms. Ovviamente di mezzo c'è stata anche l'onda dei 28 giorni di rinnovo, che ha comportato ad altre revisioni della mia tariffa. 



Insomma, era diventata una spesa direi anacronistica, ché ormai con 10 euro hai almeno 9GB di internet e minuti illimitati. Mi ero stufato e volevo cambiare, ma Wind come molte compagnie, offre delle offerte interessanti solo per i nuovi clienti, mentre i vecchi vengono abbandonati agli aumenti.
Mi si è posto quindi davanti un bivio più o meno: passare a Vodafone, o il suo nuovo braccio virtuale chiamato ho. mobile, ed Iliad, ed ho scelto quest'ultima per un semplice motivo, cioè che avevo voglia di novità.
Volevo provare una nuova compagnia, dare spazio ai giovani, seppur avendo i miei dubbi. 

Intanto la copertura: il sito Iliad in questo senso è un po' farlocco, perché se vado ad inserire un qualunque CAP e via, mi appare una notifica in cui mi si dice che si è verificato un errore.


Questo è un po' un problema, perché avere delle indicazioni generali sulla copertura di rete sarebbe utile, soprattutto per chi si sposta spesso. Tuttavia personalmente non percorro lunghe distanze e conoscevo ovviamente la rete di Wind della mia zona, di quali problemi può avere e di come funziona in generale, e mi sono voluto lanciare.
La SIM Iliad può essere acquistata presso i pochissimi negozi fisici che ci sono in Italia, nei più diffusi appositi Simbox che sono una sorta di terminale dove è possibile inserire i propri dati e ritirare subito la sim, oppure tramite il sito Iliad.it, opzione che ho scelto io che c'ho il culo pesante.

Così giorno 28 giugno ho iniziato la procedura.
Subito sull'homepage del sito, basta cliccare su Registrati, per essere indirizzati alla procedura che è davvero semplice.


Una volta entrati, potrete innanzitutto scegliere se creare una sim con un nuovo numero, così che i vostri ex non lo abbiano, oppure richiedere in automatico la portabilità. Se volete mantenere il numero di telefono che già avete, bisogna inserire il codice ICCID che trovate proprio stampato sul retro della sim.
Io ho mantenuto il mio numero, e giusto per farmi una grossa risata, ho chiesto che venisse trasferito il credito. Avevo circa 30 centesimi di euro sulla vecchia sim.



È una procedura guidata molto semplice. Di seguito bisogna inserire i dati della SIM quindi il nome dell'intestatario, data di nascita e luogo.
Quanto al metodo di pagamento invece ho visto che si può pagare solo con carte del circuito Mastercard o Visa, oppure si può optare per il pagamento manuale che immagino sia il pagamento alla consegna.



Il passo successivo è forse quello più curioso, infatti ovviamente la sim vi deve essere recapitata a casa e possono essere scelti due metodi: il primo è che ricevete la sim nella buca delle lettere e poi, non so come, dovrete fare una sorta di videochiamata (immagino sul sito) per identificarvi; il secondo è tramite corriere Bartolini, e consiste nel dare al corriere una fotocopia della carta di identità.



In ogni caso non ci sono costi di spedizione, per cui il totale speso sono esattamente 15.98€ ovvero i 9.99€ per la sim, più i 5.99€ per il primo mese di attivazione dell'offerta.
Io ho scelto questa seconda opzione come vi dicevo quindi con identificazione tramite corriere, ma ora ci arrivo. Dopo il riepilogo di tutti i dati, e dopo aver dato la conferma del pagamento, ho ricevuto una mail all'indirizzo che avevo indicato, in cui mi davano i dati di accesso alla mia area personale del sito Iliad.it.



Dall'area personale sul sito si può controllare tutto: dal contratto (di una sola pagina), all'offerta, al contatore dei dati consumati.
Giorno 29 Giugno ho ricevuto una mail da parte di Bartolini che mi diceva che aveva in carico il mio pacco contenete la sim e che mi sarebbe stato consegnato giorno 3 Luglio, e così è stato.
Giorno 3 Luglio il mio bellissimo corriere Bartolini con gli occhi smeraldo ha bussato alla mia porta, con virilità ha squarciato una busta che conteneva un'altra busta, e mi ha fatto firmare quello che immagino sia il contratto, ha ritirato la fotocopia della mia carta di identità ed è andato via veloce come il vento, perché le cose belle durano poco.



All'interno della busta ovviamente c'era la Sim Iliad ma anche generali indicazioni su come configurare la sim, su come trovare i codici PUK, i numeri per il credito ed il servizio clienti.
Insomma un prontuario di primo soccorso.


Per attivare la sim basta collegarsi all'area personale Iliad ed inserire il codice ICCD della nuova sim e l'attivazione avviene in pochi secondi. Dopodiché la sim funziona con un numero provvisorio (se avete richiesto la portabilità) e anche l'offerta è attiva, ed è possibile a tutti gli effetti navigare, inviare sms e chiamate.
Come sempre, arriva una mail in cui si avvisa che:
"Riceverai a breve la data effettiva della tua portabilità via SMS. Ti ricordiamo che, previa convalida della richiesta di portabilità da parte del tuo vecchio operatore, la tua offerta con quest'ultimo sarà automaticamente disattivata con il completamento della
portabilità. "
Io avevo disattivato il rinnovo della promozione che avevo con Wind perché non sapevo esattamente quanto avrebbe impiegato la portabilità, e non intendevo rinnovare una offerta che poi non avrei usato.



Sto parlando più o meno in forma impersonale, ma questo è ciò che mi è successo fino a qui: nessun intoppo e tutto a prova di ciompi.
Una volta inserita la sim nello smartphone a me non si è configurato automaticamente l'APN e quindi l'accesso ad internet, ed ho seguito la guida/prontuario che dicevo sopra che era in allegato alla sim.

Scusate la qualità, ma se cliccate su vi si ingrandisce e diventa leggibile. 

Ho preferito fare la configurazione manuale tramite le impostazioni dello smartphone, ma ci sono varie opzioni, e se vi collegate a http://iliad.it/config  le potete scoprire. La pagina vi rimanda anche alla possibilità di scaricare un'applicazione chiamata Mobile Config che serve anche ad aggiornare la sim.

Ma parliamo della portabilità. Io ho scelto sin da subito di mantenere il mio numero ex Wind, ma è possibile richiedere la portabilità in un secondo momento sempre tramite il sito.
Da giorno 3 luglio, in cui avevo attivato la sim, ho ottenuto la disattivazione della vecchia sim e quindi il passaggio del mio numero sulla nuova, esattamente due giorni dopo, ovvero il 5 Luglio. In verità non ho ricevuto alcun sms riguardo alla data effettiva della portabilità, ho solo atteso che la sim Wind risultasse disattivata.
Così ho iniziato a testare un po' la linea Iliad, soprattutto per quanto riguarda la connessione internet, perché con sms e chiamate non mi è parso ci fossero problemi sia a ricevere che ad inviare.

Per quanto invece riguarda la rete internet mobile funziona bene, ma devo dire che non sono ancora, giustamente, del tutto convinto sulla sua solidità, ma voglio testarla meglio.
Io, per darvi un'idea, abito nella costa della Sicilia orientale, e devo dire che nella mia zona la copertura Wind è stata discreta: non ho mai navigato alla velocità della luce, ma questa è una questione che dipende anche dal telefono.
Inoltre ho letto in rete che, il giorno della portabilità ci possono essere dei problemi dovuti al passaggio tecnico, quindi potrei darvi informazioni frammentarie e inesatte.


Fino ad ora comunque la mia esperienza con Iliad è positiva: creare la SIM è semplice, i tempi di consegna e di attivazione, oltre che di passaggio dal numero, mi sono sembrati più che accettabili. La configurazione eventuale dello smartphone è semplice, la navigazione c'è.
Iliad è certamente una azienda che deve farsi le ossa in Italia, che può avere dei problemi tecnici anche per il grande flusso di persone che in questi giorni stanno passando a questa nuova compagnia telefonica, ma mi sembrano comunque impegnati e motivati nel cercare di rendere la loro offerta forte e competitiva.

Cliccando qui trovate il mio aggiornamento dopo 10 giorni dal passaggio ad Iliad.

Conoscevate Iliad? Vi attira o temete sia l'ennesima compagnia che vuole approfittarsi degli utenti?




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