18 novembre 2014

{Aggiornamento #28}
L(a)egnosa ma gioiosa

La mia costanza di questi giorni nello scrivere è pari al numero di volte in cui il sole ha fatto capolino in queste piovose giornate, e questa metafora non ha bisogno di spiegazioni.
Vedo certe immagini in tv e sui giornali e mi sento in colpa e provo vergogna e lo trovo frustrante. Suona tremendamente banale, ma non so come farei se fossi un abitante della Liguria o della Lombardia, e parlo da siciliano che mica siamo stati molto meglio.

Sfoglio un'altra pagina e vedo un 14 enne, che pare sia stato picchiato dal professore, oltre ad aver, in modo non molto sottile, sottolineato l'omosessualità del ragazzino. Che sia vero è ancora da accertare, ma se vanno così le cose non voglio più sfogliare nemmeno il volantino dell'Ipercoop.
La notizia più tranquilla pare essere diventata la doppia spunta blu su WhatsApp, che, diciamolo non ci voleva molto a capire quando una persona ha letto il messaggio ma vuole ignorarti e/o ha qualcosa da fare.
Mi fan sorridere quelli che parlano di violazione della privacy, come se la spunta blu possa significare, che so, che stai placando fastidiosi pruriti intimi e non puoi rispondere.
Perché non può, vero?

Per quanto mi riguarda ho cercato di, come sempre, starmene in disparte quando le cose non vanno o quando sto cercando di farle funzionare ché riempire un blog di lamentele e piagnistei mi avrebbe dato l'orticaria, e in caso contrario mi sarei scudisciato da solo.
Sì, vi ho raccontato che ho rosicato a sentirmi dire che "dovevo fare di più"quando, non solo ho fatto il possibile, ma mi sono ritrovato con una porta sbattuta in faccia e nemmeno un grazie di consolazione, non tanto per lamentarmi dell'accaduto, quanto perché pur cadendo, mi son sentito cadere in piedi.
Tra l'altro sto cercando di mettere da parte il rosicamento, considerato anche il fatto che ultimamente il piagnisteo mi fa scattare quella molla in testa che credo abbia sentito anche Anna Maria Franzoni.

In verità avrebbe aiutato magari sfuggire verso altri lidi per spezzare questo fatras des sentiments ma non c'è stato modo, quindi posso attaccarmi ad uno dei mezzi pubblici che passerà certamente in ritardo.

Insomma, piuttosto che mandare in corto la tastiera scaraventandoci sopra lacrime e sangue, preferisco essere legnosa ma gioiosa come Leona Lewis che canta I Wish It Could Be Christmas Everyday.


A proposito, voi ci state pensando al Natale? 
Io sempre in preda alla bipolarità sto da un lato a pensare di che colori addobbare l'albero ( oro e bianco?), ma dall'altro lato non ho alcuna voglia di festeggiare.
Quanto al blog sono stato assente, ma scrivere mi fa riflettere, e io non voglio riflettere, voglio essere frivolo. Essere frivoli dovrebbe essere un diritto inalienabile dell'uomo. 
Mi perdonerete, ma è ciò di cui ho bisogno per adesso. 

Anticipo che non credo ci saranno in futuro altri post riguardo le Yankee Candle, non perché abbia smesso di usarle, ma perché mi sembra troppo ripetitivo continuare a parlarne anche se cambiano le fragranze. Dovessi trovare qualche altro marchio interessante, ve ne parlerò!
Invece ci saranno tanti post sul beauty, con qualche approfondimento e credo farò, seppur non era nei piani iniziali, qualche recensione singola. 
Tra l'altro per adesso mi sto dando agli acquisti.
Intanto avrete visto su Instagram, un paio di scarpe nuove, fuggendo da quelle marroni-tortora di Benetton che vi avevo mostrato qualche tempo fa - mentre vi sto scrivendo mi sono reso conto che mi si è rotta la cuffietta destra - perché una volta indossate convincevano poco e la fattura era scarsa per il prezzo.

Mi sono aggiudicato invece un bel (per me, magari a voi faranno piangere sangue) paio di scarpe blu scamosciate, alla modica cifra poraccia di 10 euro marchiate Piazza Italia.

Una foto pubblicata da Pier (@pier_ef_fect) in data:
Forse vi avrò già detto che dalle mie parti non ci sono moltissime della catene d'abbigliamento più note, se non spostandomi di diversi chilometri, per cui tocca accontentarsi, ma in questo caso non mi spiace affatto, sono anche comode.
Esempio di acquisti compulsivi e non necessari.

Per il reparto cosmetica&co. invece ho acquistato qualche rifornimento per i prossimi mesi. Ma da voi accade che una marca o un prodotto venga esposto per una settimana circa e poi svanisce?
Questo è uno dei motivi per cui acquisto roba pur non avendo urgenza, perché se ho una curiosità o mi accaparro la roba subito, oppure posso tenermi i miei dubbi.

In verità credo che questa giostra emotiva sia dovuta al fatto che fra pochissimo compirò un quarto di secolo!
Sto invecchiando signore e signori, mi tocca ammetterlo pubblicamente.
Quando sei bambino ti fai sempre grandi aspettative - leggasi aspetti festeggiamenti per giorni e giorni nemmeno fosse un matrimonio indiano - ma poi crescendo ti pare un giorno come un altro.
Non so bene ancora come trascorrerò quel giorno, ma mi basta poter non uscire da sotto le coperte.
E avere una torta uber calorica.

E nulla miei cari, spero di avervi tenuto un po' compagnia, di non avervi ammosciato troppo e ora aspetto tutto il vostro amore.

Ok, come non detto.





14 novembre 2014

The Normal Heart (2014)



Titolo originale: The Normal Heart
Paese: Stati Uniti d'America
Genere: drammatico
Durata: 133 min
Regia: Ryan Murphy

Al contrario dei soliti film, quello di cui vorrei scrivere questa volta, è un film per la tv, e non trasmesso nelle sale cinematografiche. Ammetto che ho tergiversato un po' per parlarne, ed ammetto che è in questi momenti che la scansione a rubriche che ho dato al blog mi sta un po' stretta.

Il fatto è che The Normal Heart è difficile da inquadrare, o per lo meno così è stato per me.
Ci prende e ci trasporta negli anni '80, periodo in cui la comunità gay, almeno negli Stati Uniti, sta attraversando un periodo di maggiore libertà sessuale. Ma ogni battaglia, seppur vinta, lascia dietro di sé dei morti e dei feriti.
Ned lo sa, soprattutto quando vede morirsi davanti il suo amico Craig, e cerca di avvertire tutti gli altri, appena viene a sapere che c'è questo strana malattia che si diffonde per via sessuale fra gli omosessuali, e sta mietendo vittime. Ma molti di loro non ci credono, temono sia una scusa per farli recedere dalle posizioni acquisite con tanta fatica. Non basteranno né la dottoressa Brookner, che si è occupata della maggior parte dei pazienti deceduti per questo cancro, né il giornalista del New York Times Felix Turner, né l'organizzazione di Ned, la Gay Men's Health Crisis, a far da cassa di risonanza.


Siamo tutti impotenti, brancolando nel buoio che solo l'ignoranza può dare, e nessuno intende farsi carico di quella che sembrava essere una malattia "dei gay". 
Ci vorranno anni prima che il governo prenda atto della gravità della situazione e si decida a stanziare dei fondi per iniziare una ricerca scientifica. Passeranno 4 anni dall'esplosione della malattia prima che il presidente degli Stati Uniti, allora Ronald Reagan, dichiari l'AIDS essere una priorità del governo.
Un film inteso, vero e sincero. A me ha lasciato un senso di incompiuto, come una strada ancora tutta da percorrere, o meglio come l'inizio di un cammino ancora lungo prima di trovare la sua meta.



Voto 9




Ps: no, Ruffalo non mi è piaciuto lo stesso. In alcuni momenti è abbastanza convincente, in altri sembrava un bambino capriccioso con manie di divismo e, visti i suoi precedenti ruoli, anche questa volta non si capiva se l'esagerazione fosse un carattere del personaggio o del suo modo di recitare. Propendo per quest'ultima. Ciao Mark.



06 novembre 2014

Di ciò che è stato dimenticato

Le scelte sono fatte di ingranaggi, che per metterli in modo servono una chiave e un motore.
Ci vuole coraggio, convinzione, anche un po' di cecità.
Tipo quando l'oculista ti mette le gocce midriatiche per far dilatare l'iride, che ti lasciano la vista offuscata per mezza giornata.
E tu sei lì che pensi
Cazzo, non vedrò mai più!
Ma quando si tratta di scelte non ci pensi che resterai cieco, a costo di sbattere ovunque, perché quando hai un sogno, un'idea, un amore, che sta prendendo corpo, il cervello ti va in pappa.
La tua mente non macina altro che quel singolo pensiero, che va via e ritorna, e va via per poi restare come una macchia sulla tovaglia buona.
Ti vengono gli occhioni a cuore, sempre lucidini, un misto fra allergia di primavera e il matrimonio della tua migliore amica.

Serve energia, che pare ti stia bruciando l'anima, tanto è forte e strana la sua origine. Ti sembra che con un soffio puoi buttare giù qualsiasi montagna.
Come un lampo che si sente sole quando illumina a giorno il cielo scuro.


Nella tua mente, quella prima idea, quel primo mattone diventa un castello. Riesci a costruirci le tue mura di cinta che inizi a chiamare speranza. Che inizi a vedere come futuro.

Anche nelle scelte degli altri, ci vogliono una chiave e un motore. Anche quando fai parte delle scelte degli altri. Anche quando scegli di aiutare gli altri, perché te lo chiedono o perché hanno bisogno, o perché gli altri, in qualche modo, fanno parte di te.
La cecità arriva quando pensi che quel che stai aiutando a mettere insieme, sarà anche parte del futuro, e completa la sua evoluzione quando pensi di avere un valore in più.
Il fatto è che non lo sai, e non lo vedi nemmeno.
Brancoli in un buio fatto di "tu". E se ti chiederanno altro, tu darai molto di più.

Ma i fulmini durano istanti e se li porta via la pioggia.
La luce si spegne nei "grazie" mai ricevuti e arriva il buio di ciò che è stato dimenticato.
Quel poco, una nota rispetto ad un intero spartito, ma che credevi aiutasse la melodia. Credevi fosse bene.
Quando di tutto non resta altro che la cenere di un anima bruciata, pensa a quanta energia è in grado di darci il  nostro cuore, e che "il nostro cuore è lì dove riponiamo le nostre energie".
Pensa che quando tutto finisce, niente è ancora finito.





31 ottobre 2014

Tutto può cambiare (2014)

Superando la mia antipatia verso Mark Ruffalo, ho deciso di vedere un film chiacchieratissimo al momento.

Titolo originale: Begin Again
Paese di produzione: Stati Uniti
Durata: 101 min
Genere: commedia,  musicale, drammatico
Regia: John Carney

La faccia sempre interdetta di Keira Knightley interpreta Greta, una ragazza senza grandi aspirazioni nella vita, ma che è fidanzata con un tocco di gnocco di nome Dave la cui carriera musicale è in ascesa.
Anche Greta si diletta a scrivere musica, ma non è nei suoi progetti più immediati diventare una compositrice, specie quando la carriera del ragazzo con cui sta da cinque anni, va ad adombrare, fino ad infangare la loro storia d'amore.
Greta così si trasferisce nell'appartamento del suo amico Steve, un artista di strada che di sera si esibisce in alcuni locali per arrotondare. Un giorno decide di coinvolgere l'amica a sua insaputa, e da invitata per sentire Steve suonare, Greta si ritrova sul palco a proporre un suo pezzo.
Sarà questo l'anello di congiunzione fra un passato triste e un futuro inaspettato: fra il pubblico infatti c'è anche Dan Mulligan, un agente discografico visionario ma con una vita privata parecchio turbolenta.
Dan farà uscire Greta dal suo bozzolo e la coinvolgerà in un progetto unico e innovativo, nonché a basso costo, che vedrà i due, insieme ad altri ragazzi, comporre musica per le strade di New York raccogliendo i suoni della stessa città.

Quando ho letto che questo film veniva definito come "drammatico" son rimasto interdetto. E' vero, ci sono in mezzo tematiche non proprio semplici da raccontare, come i problemi familiari o il tradimento, ma il vero significato che secondo me traspare è assolutamente positivo. Tutto può cambiare, e tutti possiamo avere la nostra occasione. Magari non come o con chi ce la aspettavamo, ma è pur sempre una evoluzione. Greta ha la sua occasione di andare avanti, Dan ha la sua occasione di redimersi, Dave non avrebbe avuto bisogno di occasioni perché va bene così com'è, ma comunque ha modo di farsi perdonare.
I punti deboli del film secondo me sono due:
1) l'originalità della trama, già vista;
2) gli attori.
Non solo Mark Ruffalo che detesto per il suo modo di dover rendere esagerati i suoi personaggi - l'avevamo già visto in  Now you see me - ma anche Keira Knightley che mi risulta in certi momenti fin troppo sicura di sé, troppo sbruffona piuttosto che una ragazza semplice e che magari ha smesso di credere in sé. Piacevole la colonna sonora di cui un brano, Lost Stars, è finito dritto nella mia P_laylist


Voto 7 





30 ottobre 2014

P_laylist #7

Finalmente, dopo un lungo periodo di assenza, torna questo spazio tutto dedicato a chiacchiere musicali.
Devo ammettere che, oltre a singole canzoni, ho un po' riscoperto Spotify, ma ci sono arrivato due anni dopo rispetto alla popolazione mondiale.
Voi lo utilizzate? A me piace, ma mi annoia usare il telefono per la musica, ché già la batteria dura il tempo di un pandoro a Natale.
Parliamo però da un po' di news. Tipo, avete visto il ragazzo italiano, Andrea Faustini, che ha "conquistato" X Factor UK? A voi piace?
A me sembra una versione sforzata di Mengoni, che giustamente per gli inglesi è una novità, ma per noi non proprio. Non ci vedo nulla di speciale, e vocalmente mi sembra poco spontaneo.
Altro momento tristezza che non può esservi sfuggito è suor Cristina che ha fatto la cover ballad di Like a Virgin di Madonna. Io non vedevo tanto trash dai tempo del Bagaglino.

Due timorati di Dio.
Parlando di cose più serie, è uscita una nuova canzone del buon vecchio e caro Tiziano Ferro, Senza Scappare Mai Più. Il brano è molto carino, il video, in cui reinterpreta alcuni video della sua carriera, anche, se non fosse che tutti 'sti Tiziano che cicciano fuori da ogni lato, mi mettono un po' di mal di testa.

 

Sono poi andato a ripescarmi alcuni album usciti recentemente, chi più e chi meno.
L'ultimo è stato quello di Ella Henderson, concorrente di X Factor UK, che due anni fa non vinse, ma arrivò in finale. E come a Sanremo, dove chi arriva primo non batte chiodo, lei si è presa la sua bella rivincita prima col singolo Ghost e poi con l'album Chapter One.
Nell'ascoltare appunto questo lavoro, sono rimasto piacevolmente impigliato in Pieces.


A me la sua voce sembra un incrocio fra quella di Birdy e Leona Lewis, e se continua con canzoni simili per me è da tenere d'occhio.
Per restare sempre su voci femminili, ho ascoltato il nuovo album di Jessie J, Sweet Talker, e devo ammettere che non mi ha fatto impazzire così come l'album di Nicole Scherzinger. Se però di quest'ultima ho apprezzato Run, di Jessie mi è piaciuta molto Burnin' Up.


Per adesso in effetti prediligo canzoni abbastanza movimentate, vedi anche I Lived dei One Republic 
il cui ultimo album, Native (2013), mi è piaciuto e anche tanto, sebbene abbia ripreso ad ascoltarlo da poco.
Ho ripescato poi, dall'oltretomba della mia memoria, un pezzo degli Hoobastank di circa 5 anni fa, che io adoravo, The Letter, cantata insieme a Vanessa Amorosi.

Le uniche parentesi più sul depresso andante credo siano state due. La prima è un pezzo tratto dal film Begin Again (presto la recensione!) cantato da Adam Levine, intitolato Lost Stars.


Unica cosa da obbiettare è la parte finale, in cui Adam sfalsetta di brutto e mi da pensare più a Lost STRASS. Altra ballatona Chandelier di Sia, che io detestavo appena uscita, ma questa versione acustica mi ha preso.


Ammetto che cercavo una versione vocalmente più potente, ché Sia non è che abbia questa canna da rendere, a mio avviso, al 100% la canzone, ma fra le varie cover sentite non mi ha sorpreso nulla.

E questi sono più o meno i brani most played del periodo. Fatemi sapere i vostri e fatemi sapere se conoscete queste canzoni. 




24 ottobre 2014

Lucy (2014)


Titolo originale: Lucy
Paese di produzione: Francia
Durata: 89 min
Genere: azione, fantascienza
Regia: Luc Besson

Lucy è una studentessa e vive a Taipei, con Richard, un tipo strano che la incastra per consegnare una partita di una nuova droga chiamata CPH4.
Quello che però doveva essere un semplice passaggio di valigetta si complica, e Lucy finisce per essere costretta a fare da corriere umano insieme ad altri uomini.
Una volta arrivata a destinazione, però, ribellandosi ad un tentato stupro, viene picchiata con la conseguenza che il sacchetto di droga inserita nel suo stomaco, si lacera, distribuendosi nel suo corpo.
Dopo una sorta di crisi epilettica in stile esorcista, Lucy si trasforma in un superumano in grado di utilizzare l'intero potenziale del cervello, contro il 10% di ogni altro essere, in grado di controllare la realtà, le onde elettromagnetiche, ottenendo tutto lo scibile che l'uomo conosce e molto altro, ma ci vogliono circa 30 minuti di film prima che riesca a migliorare il biondo paglierino e la ricrescita che si ritrova in testa. E per sistemarsi lo smalto sbeccato.
Decide così di contattare il professor Samuel Norman, che da 20 anni si occupa di studiare il cervello umano, e le capacità celebrali, al quale intende tramandare il suo sapere prima che si autodistrugga.
Deve però recuperare tutti i sacchetti di droga, sfuggendo a narcotrafficanti cinesi molto agguerriti, per sbloccare il 100% delle capacità del suo cervello e poter lasciare la sua eredità all'uomo.

"In principio era il caos soltanto."
Scomodo Esiodo per descrivere questo film, perché non trovo parole abbastanza esplicative.
Se Besson vuole lasciare frastornato il suo spettatore ci riesce benissimo, puntando tutto sull'effetto mitraglietta di immagini, piuttosto che una credibilità e su un intreccio narrativo più complesso.
C'è sangue, ci sono sparatorie, c'è un tocco apocalittico, ci sono effetti speciali più o meno ben riusciti, c'è Scarlett Johansson che recita mediocremente, ci sono dialoghi inaccessibili ai più. O semplicemente senza senso.
Si metta agli atti comunque che preferisco usare il 3% del mio cervello e girare su una ruota a uso criceto, piuttosto che andare in giro con quei capelli.


Voto 5







23 ottobre 2014

Dietro un filo d'erba


Ognuno ha i propri frutti da raccogliere quando arriva l'autunno.
Ci sono quelli spontanei e invece quelli che meritano maggiore cura.
C'è chi va in cerca di funghi, io vado in cerca di positività.
La annuso come i cani da tartufo e spero di trovarla dietro un filo d'erba.
Sì, è una mossa deliberata e cosciente ché se non parte da noi, d'altronde, chi la gira la ruota?
Ci si deve rimboccare le maniche, anche per non perdere il controllo della stessa.
Non chiedetemi quanto durerà, quanto resisterò perché ciò che è facile sulla carta, nei fatti non lo è mai, potete capirlo bene.
A volte l'indecisione fra restare o dimenticare è forte, ma vedere i fantasmi sfilare tutti davanti e scegliere di affrontarli uno dopo l'altro è comunque necessario. 
Un repulisti con l'Universo a cui ho deciso di chiedere quello che mi spetta, e quello che mi deve. Non è arroganza, lui sa a cosa mi riferisco.
Molto probabilmente farà spallucce facendo finta di non capire,  ma non importa, ci sono abituato.
Ho deciso che ogni sera mi addormenterò con un sorriso, guardando la paura dietro ad ogni passo fatto, non tanto per quello che ho, ma per quello che cercherò di ottenere.



Boy you never told me
True love was going to hurt
True pain I don't deserve
Truth is that I never learn


I keep going to the river to pray
'Cause I need something that can wash all the pain
And at most I'm sleeping all these demons away
But your ghost, the ghost of you
It keeps me awake





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