26 febbraio 2015

{La Poraccitudine #16}
"NO all'ideologia gender nelle scuole"

Vagavo sul web in preda ai morsi della fame ché era ora di pranzo, e becco lui, lo spot dell'associazione ProVita con annessa petizione.



Ve lo descrivo.
C'è un padre triste e vestitosi al buio più totale, seduto su un divano. 
Gli corre incontro un bimbo che pare preso da crisi epilettiche, non dice una parola e scappa via.
Ma arriva la moglie, perché in queste famiglie del mulino bianco con le pareti color pastello il padre non può chiedere al figlio cosa abbia.
Lei, esagitata e con dei capelli che non vedono un balsamo dall'epoca in cui Nerone diede fuoco a Roma, dice:

"Sconvolto, poveretto. Mi ha raccontato tutto."
Ma col padre non ci parla...

"A scuola hanno fatto una lezione di educazione sessuale, basata sulla teoria del gender. Le scuole sono obbligate, sono direttive del governo."
E quindi?

"Gli hanno detto che dovrà scegliere in futuro se vorrà essere uomo o donna. Dipende da come si sente, che è normale cambiare di sesso, e puoi essere quello che vuoi, né uomo né donna, che qualsiasi orientamento sessuale va bene, che si può cominciare anche da piccoli a fare sesso"

Il tutto mentre scorrono immagini senza una logica.

Dovrà? Ma chi l'ha detto che DEVE? 
A scuola non credo proprio, a meno che non fosse una babbiona come te, mia cara madre dello spot. 
Il fatto è che insegnare a scuola educazione sessuale e quindi anche ciò che riguarda l'omosessualità e la teoria di genere, significa semplicemente educare al fatto che possiamo essere ciò che vogliamo, ciò che sentiamo, seguendo i nostri istinti, le nostre emozioni e sensazioni. E soprattutto che possiamo farlo rispettando gli istinti, le emozioni e le sensazioni altrui.
Vuol dire insegnare che la natura non sempre è perfetta, e come tale a volte sbaglia e quindi possiamo fare in modo che il nostro corpo somigli a ciò che realmente sentiamo di essere. Ma mica perché una mattina ci svegliamo e decidiamo che vogliamo cambiare sesso come si cambia un paio di pantaloni o l'ordine al ristorante cinese.

Si passa attraverso molta frustrazione, ansia, confusione, tristezza, momenti di certezza e sicurezza a momenti di dubbio, e molto altro che non riesco nemmeno a pensare. 
E' una strada buia che devi fare a tentoni e che diventa ancora più difficile percorrerla da soli, assillati dall'idea di aver sbagliato tutto.

Vi rifaccio la domanda: volete questo per i vostri figli?

Miei cari genitori dello spot e non, i dogmi non li abbiamo tirati mica fuori noi. Nessuno sta dicendo quello che devono o non devono essere, lo state dicendo voi. 
Lo dite voi attribuendo l'obbligatorietà ad un corpo o a una sessualità, che non ci appartengono. 
Dall'altro lato c'è invece chi vuol dare a tutti una possibilità, quella di essere felici con se stessi e gli altri.



25 febbraio 2015

{Aggiornamento #31}
50 sfumature di fastidio

Regà, io ve lo dico, non è periodo.
Mi sento il fiato sul collo peggio di Maria Antonietta alla ghigliottina, per non fare macabri paragoni con situazioni più attuali.
Inseguito da cosa non so, visto che non ho scadenze a breve termine, ma nemmeno posso star qui a contare le extension di Antonella Clerici.
Questo senso di pressione, di ansia, di fretta, di lasciatemiliberoilbagnochemiscappa è stato accompagnato da un lassismo e da una flemma da bradipo che ti dico scansati.
Un Loris Lento formato Giampiero Galeazzi, ma certamente carino e coccoloso.

Capite bene che questa bipolarità mi porterà presto alla tomba, oltre che ad avere ancora più capelli bianchi.
In pratica mi perdo in un bicchiere d'acqua, che mi sembra piuttosto una piscina olimpionica.
E mi circondo di inconcludenza considerando le così tante idee che ho ma che portano ad un vicolo cieco: gli acquisti online.
Io compro cose e vorrei continuare a comprare cose assolutamente inutili. Riuscirei a passare le ore sui siti più patacca possibile a mettere e togliere roba dal carrello come se il mio conto in banca si riproducesse come la famiglia Anania.
Che pure il Papa ha detto che non è normale figliare come conigli ma nulla, loro avranno già sfornato due squadre di rugby e una di calcio.
A proposito, io non ho commentato le ultime due serate del festival di Sanremo e la motivazione è quanto detto.
Non sono arrivato nemmeno a finire di vederle, che già ero sprofondato in un sonno profondo sognando focacce fritte che non facessero ingrassare.

Invece non ho commentato gli Oscar ché non c'era nulla da commentare. A parte che non li ho visti
in diretta anche se li davano su Cielo, ma Le statuette sono state scontate, i look agghiaccianti e la serata commovente. Bòn.
Neil Patrick Harris bravo, bello e simpatico, ma Ellen l'anno scorso è stata effettivamente epica con la storia del selfie.
Altro evento l'uscita di 50 Sfumature di grigio, l'avete visto?
Io ancora no, ma so che riderò di brutto pensando al tipo che era convinto mi piacesse mi si tirassero i capelli.
"Christian, c'è qualcosa di grande fra di noi"
"Il mio arnese, Anastasia?"
"No, il tuo conto in banca"
Che, va bene la passionalità, l'erotismo, ma i capelli me li tocchi solo se sei il mio parrucchiere.
Comunque ora Blogger non ci consente più di essere espliciti per cui non posso aggiungere dettagli peccaminosi o mostrare una mia foto legato al soffitto a uso Spiderman.
Sto andando a ruota libera, ma la motivazione di base è che per adesso sto accumulando tensione.
Mi dà fastidio praticamente tutto, dal traffico, alla gente, al fatto che l'aria non sia composta da più ossigeno che azoto. Mi sbatto come un cece nel setaccio (sto traducendo liberamente dal dialetto siciliano) e Febbraio è finito e non sono ancora a capo di una holding.
Ok, respiro.

Intanto che dice il mondo?
Aspettavamo l'Isis a invaderci e invece sono arrivati gli olandesi non esattamente zoccoli e tulipani, ma bottiglie di  birra e fumogeni.
Tristezza. Ché io mi chiedo perché le facciamo ancora 'ste cose (sì, con "cose" intendo le partite di calcio) se non sappiamo gestirle.
Tipo quelle famiglie che fanno 25 figli, per tornare sul tema, e poi non possono mantenerli.
Siete scemi?

Poi c'è Tosi, sindaco della leghistissima Verona, si sveglia e decide di istituire i registri delle coppie di fatto, e quindi anche degli omosessuali che convivono da due anni. Coerenza portami via, e leggi ad persona a pioggia ma ora fa gioco a qualcuno quindi grandi applausi ché l'importante è il risultato, no?
A proposito di omosessualità, avete letto la lettera a Freud del 1935, in cui una madre chiedeva se potesse curare il figlio gay? Pare che la donna la inviò in forma anonima ad un giornale e lo psicanalista le disse, in breve, che poteva aiutare un figlio infelice ma non un figlio omosessuale.
E io sono tanto orgoglione perché Sigmund farà parte della mia tesi.

E per il resto, me ne torno a studiare e spero presto di poter pubblicare tutti i post che ho in serbo da molto tempo, ma prima colgo l'occasione per fare un in bocca al lupo ad una amica, che forse mi leggerà e che oggi ha un giorno importante, ma stressante.
Un bacione


Sfumatamente vostro
Pier



18 febbraio 2015

Imparare a imitare.

Pochi giorni fa guardavo Sanremo con la leggerezza con cui si guarda un programma televisivo.
Perché, ok, ho fatto lo scemo su questo e quello, ma per me resta uno spunto faceto. 
Ad un certo punto è apparsa lei: Conchita Wurst e Twitter si è spaccato fra chi la criticava, e chi, non sapevano come complimentarsi con lei.
Da un lato gli aberranti commenti sotto al video Youtube, che potete leggere voi stessi.
Dallo scambiare una drag queen per un transessuale, alla palese e amara accettazione che esiste uno spesso numero di persone che chiaramente non appartiene al duemilaequindici.
Avvilente, non so come altro descriverlo.
Non un commento sulla esibizione, su come abbia cantato.
Manco su come fosse vestita, che boh, magari azzurro e blu assieme ti fanno schifo.
Nulla, se non il laido chiacchiericcio da bar di paese sulla sua sessualità.

Ma non ho le forze per spiegare cosa non funzioni nella mentalità di certe persone, ché preferirei piuttosto farmi fare i colpi di sole anni '90.
Mi sposto invece sull'altro fronte, verso coloro che si sono sperticati per farle i complimenti per la performance, per l'eleganza, per la voce, per la femminilità, ma soprattutto per il messaggio che manda.
Essere se stessi, mostrarsi agli altri come ci pare e piace perché non è l'apparenza ciò che conta.
Tutto bellissimo, giustissimo e fighissimo.
Ma le mandrie di persone, gay e non, che si definiscono open-minded, senza pregiudizi, ben predisposti verso il prossimo, non avrebbero dovuto già assimilare il messaggio che la performer austriaca ci ha lasciato?

Mi spiego: Conchita ci invita ad andare alla sostanza delle persone. 
Lei, o meglio Tom, si presenta al pubblico come Conchita, un personaggio che esprime la propria arte attraverso travestitismo, il canto e la musica. In sostanza è un'artista.
Ma sono quasi certo che molti di coloro che si definiscono liberi dal pregiudizio, si sono soffermati sulla barba, sull'essere una drag queen e tutto ciò che lega il personaggio alla comunità LGBT.
Perché quella barba esprime un messaggio socio-politico ben chiaro.
Ma esprime anche un'altra cosa: una persona. Una personalità, con tutte le sue sfumature (molto più di 50).

Per quanto splendido sia il lascito di Conchita Wurst o di chiunque altro si batta per l'equità, averlo inteso e capito e condiviso, non vuol dire solo sfruttarlo a proprio modo e secondo la mia personale convenienza. Del tipo:
"Io sono apertissimo agli altri, purché siano belli, ricchi, famosi, intelligenti, simpatici e con un bel conto in banca. Non voglio il male di nessuno, non voglio che vengano picchiati o derisi, ma facciamo che non mi ci avvicino troppo che mi mischi la sfigaggine."
Nascosto dietro un denso strato di ipocrisia e sottotesti, si nasconde l'universalizzazione di ciò che quella barba vuol dirci.

A molti ciò che ho scritto sembrerà un messaggio delirante e privo di senso, ma ciò che voglio dire è che fin quando non interiorizzeremo davvero l'importanza di andare oltre le apparenze, fin quando non assimileremo il concetto che normalità è una guaina elastica contenitiva che riesce a tenere insieme tante cose, non andremo lontano.
Fin quando noteremo prima la drag queen e poi la persona non andremo lontano.

E' vero che abbiamo ancora tantissimo bisogno di imparare, vista la grettezza espressa dai commenti di cui sopra, ma chi se ne discosta forse deve ancora fare dei passi in avanti.
Il nostro problema è che ascoltiamo senza imparare. O, alla meglio, impariamo senza imitare.








13 febbraio 2015

#Sanremo2015
Terza puntata

Mi ci sono volute tre serate del Festival per capire che inizia intorno alle 20 e 30.
Peccato che io sia terrone e ceni alle 22. Ditelo a Carlo Conti.

Serata di cover per questa terza puntata. E ce la siamo cavati un po' meglio.

I Big

Raf
Rose Rosse

Ovviamente la serata non poteva che iniziare male con Raf. Tremendo, stonato, vestito da divano sadomaso. No.
Non classificato

Irene Grandi
Se perdo te
Dal look sembra non abbia fatto in tempo a cambiarsi dalle prove. La cover non mi spiace ma si può fare di più e meglio, quest'anno è molto sottotono.
Voto 6

Moreno
Una carezza in un pugno

Versione Giamaica della canzone di Celentano. Lui fra tutti ne risulta il meglio vestito, ma ammazza il brano a colpi di ascia.
Voto 5 e mezzo

Anna Tatangelo
Dio come ti amo

Continua a cavalcare l'onda della gnoccaggine, e canta pure bene. Li morté.
Voto 7 +

I soliti idioti
La vita l'è bella.

Sempre peggio. La cover della cover. Noiosi.
Non classificati

Chiara
Il volto della vita

Splendida in tutto, dal vestito alla cover. Non capisco i glitter sul palmo della mano, che sembrano un Art Attack, ma canta benissimo.
Voto 8

Nesli
Mare mare

Diciamo che almeno si è abbigliato più nel suo stile, ma mettere parti della sua canzone La Fine, mentre fa una cover direi che è un no.
Voto 5

Nek
Se telefonando

Parte male soprattutto per come si è vestito, ma la cover, riarrangiata è molto nelle sue corde e la fa proprio bene. Vince la serata e se lo merita.
Voto 8 e mezzo

Dear Jack
Io che amo solo te

Non male soprattutto perché Alessio non urla, ma un po' troppi schitarramenti a destra e a manca. Gli skinny jeans però te li metti nella piazzetta del tuo paese.
Voto 6 meno

Platinette e Grazia di Michele
Alghero

Io adoro. Come Thelma e Louise, in macchina. Un po' di leggerezza e colore in questo mare grigio.
Voto 7

Bianca Atzei
Ciao amore ciao

Ancora con i mutandoni, ma questa volta fittano meglio col top. No per la cover che proprio non le viene bene.
Voto 5

Alex Britti
Io mi fermo qui

Vestito sempre più triste: un paio di jeans e una giacca troppo larga. Color dissenteria in volto. Pessima la cover.
Voto 4

Lorenzo Fragola
Una città per cantare

Esteticamente lo vedo triste e infagottato.  La cover non mi spiace ma fa un po' troppo faló ad Agosto sulla spiaggia. Sarà la chitarra?
Lo stesso conti lo chiama ragazzino, ma intanto lo invita fra i big.
Voto 6

Il Volo
Ancora

Almeno si mantengono sul classico (come sempre) e non é difficile sbagliare. Anche abiti azzeccati. Il problema è che son tre ragazzi senza giovinezza, senza leggerezza, senza freschezza.
Li vedi ed è subito la noia.
Voto 6 -

Annalisa
Ti Sento

Fra le mie cover preferite della serata, ma penso che Annalisa si sia un po' abituata con determinate canzoni. Bell'abitino corto anche se non la slanciava particolarmente.
Voto 8

Lara Fabian
Sto male

Doveva chiederlo a qualcuno quando ha scelto di mettersi un abito di carnevale da Jessica Rabbit comprato dai cinesi. E invece.
La cover la fa da tipo 20 anni. Bella ma basta.
Voto 6

Gianluca Grignani
Vedrai vedrai

Se non fosse per il cappotto, il look sarebbe carino. La cover è commovente e intensa. Mi ha fatto tenerezza vederlo realmente giù.
Voto 7

Nina Zilli
Se bruciasse la città.

Visto che ci sei brucia pure quel mantello. Quando Lady Gaga incontra Batman.
La cover è piacevole, toglie alla canzone un po' di drammaticità ma nulla di epico.
Voto 6

Malika Ayane
Vivere

Il vestito non é male secondo me, se non fosse di troppe taglie più grande, ma la cover é ancora meglio. Molto poetica.
Voto 7

Marco Masini
Sarà per te

Siamo tutti ormai stanchi quando canta. Lui ci dà il colpo di grazia. La serata sembra interminabile.
Comunque look mica male!
Voto 5 

I Conduttori 

Serata un po' più leggera soprattutto grazie ad Arisa che fa ridere in preda ai fumi dell'antidolorifico, che consiglia a tutti. Pare sia caduta dalle scale e infatti entra solo lateralmente.
Ma continua a sembrare scazzata all the time. Primo vestito banale banale. Secondo vestito ancora peggio
Emma invece arriva con un primo abito che sembra quello delle elementari che ora, per ovvie ragioni, le sta stretto, ma rinnovato con una bomboletta spray dorata.
Tremendo anche il secondo vestito, ma pare che se li scelga lei.
Tutto il web comunque a sfotterla.
Emma stessa dice di essere influenzata, per cui una in meno.
Ci resta Rocìo Muniz ma che è bella ma non balla, in tutti i senti. Non mi è piaciuto il primo vestito, banale banale, e il secondo seppur bello, non era nulla di speciale.



Gli Ospiti
Continuano ad arrivare ospiti inconsistenti a queste serate. La prima è Samantha Cristoforetti dallo spazio che continuava a giocare col microfono tipo a dire " io non ho la gravità e tu sì ah ah".
Nulla da togliere alla sua missione, ma l'intervista è noiosa e pare sia registrata.
I secondi ospiti sono Luca e Paolo che trovo divertenti: salutano con una canzonetta i vari artisti morti in questi anni. Un humour inglese che io adoro, e che va a perculare la cultura del pietismo e dei continui tributi che si vedono in tv per adesso. Poi tornano e scazzano con un finto matrimonio gay. Scazzano perché non fanno ridere, ma tutti se la prendono non capendo che stanno portando in scena una coppia qualsiasi e non un atto di omofobia. #StayPesante è il mio hashtag per Twitter.

Fra gli artisti musicali, e che quindi hanno ragione di essere, c'erano li Spandau Ballet, perché se Conti una sera non fa la fangirl ormonosa non è contento, e in più una band straniera a caso il cui pezzo passava in radio mesi e mesi fa, tipo i Saint Motel ieri.

Tutto il resto, è noia.

Ce la faranno i nostri eroi a seguire altre due puntate? Lo scopriremo questa sera!





12 febbraio 2015

#Sanremo2015
Seconda puntata

E lo scazzo continua con questa seconda serata del Festival Di Sanremo.


Così come la prima serata, non si può dire che sia un brutto show, ma i punti realmente forti sono pochi. Sembra una carellata di persone che va e viene, tipo in cassa da Esselunga, ma che non riesce a lasciare la propria impronta. E poi ero stanco e mi son pure perso i giovani che si sono sfidati ad inizio puntata.
Ma andiamo in ordine.

I Big

Nina Zilli 


Canzone carina ma troppo finta blues, troppo smaccata, non so come spiegare. Sembra come se debba dire agli altri che sta facendo quel genere di canzone. E lei si sente troppo Mina.
Rispetto agli altri anni migliorano i capelli ma il vestito sembra un copricostume ricamato per bene.
Voto 6 e mezzo

Marco Masini

Non l'ho mai capito come cantante figuratevi ora. Urla come un matto e si è vestito a caso.
Voto 3

Anna Tatangelo


Uno spreco. Lei bella, un abito molto sobrio e elegante ma la canzone no, banale.
E poi libera da cosa, che stai con Gigi?
Comunque che voce. Una puttanpop che non ha mai trovato la sua vera strada.
Voto 6

Raf

Invecchiato malissimo mancava da 24 anni a Sanremo. Ed era meglio così. Giacca tremenda, canzone idem con patate.
Voto 3

Il Volo

Tutti e tre con giacche di pelle che dovrebbero fare giovane e invece. Si urlano contro come sempre, però è uno di quei pezzi che potrebbe vincere, vista la melodia potente. A me piace solo la voce del più alto, gli altrui due evitabilissimi.
Voto 5

Irene Grandi

Lei sempre uguale a se stessa, che se è un complimento o meno fate voi. Vestito sdrucito evitabile.
Non so, da risentire.
Voto 5

Lorenzo Fragola

Non ha nulla di big, o per lo meno nulla di visibile. Banale la canzone, banale il look che secondo me lo attoppa ancora di più. La voce carina però, non credo di averlo sentito prima.
Voto 5

I soliti idioti

Convinti di essere Elio e le storie tese 2.0 non si capisce cosa ci facciano lì.
Parlano velocemente, non cantano e non si capisce una fava.
Non classificati

Bianca Atzei

Vestita malissimo, non so come spiegare.
La gonna non centrava nulla col top. Il top non centrava nulla con la gonna, tutto un ricamo e trasparenze. Che ok essere giovani, ma col culo di fuori a Sanremo non vai.
Canzone che fa tanto Sanremo AKA testo banale e ritmo orecchiabile.
Voto 4 e mezzo

Moreno

Vestito da pagetto. Canzone boh, in radio funzionerà, ma il pubblico in sala era chiaramente in fase REM.
Voto 5
Gli Ospiti

Grande lack di questo Festival sono gli ospiti. Ci sono quelli per cui vale la pena guardare lo spettacolo, come Charlize Theron, che oltre ad essere bella è anche simpatica, ma Conti la intervista senza ritmo, senza verve spontanea.

Segue Conchita Wurst, che, per quanto mi riguarda, non è un messaggio socio- politico ambulante, ma è un'artista. Ma ne riparleremo presto. Canta Heroes, ha una voce splendida ma non mi piace il pezzo né il suo vestito. Grande scandalo perché Conti la chiama Tom, ma lei non se ne fa un problema, essendo, come più spesso ha detto, due cuori in un solo petto.

Poi c'è tutta una sfilza di gente senza senso.
Da Joe Bastianich, convinto forse di vivere in un film di gangster, e fa un siparietto triste, a Biagio Antonacci. Vogliamo parlare della camicia da guardacaccia glitterata? Senza contare le movenze alla Vasco Rossi e l'attitudine da figo disimpegnato.  Da abbattere.

C'è Angelo Pintus con dei capelli orrendi, una giacca orrenda, e una cravatta orrenda. Non seguo il suo sketch ma su Twitter leggo che annoia.
E ancora il ciclista Vincenzo Nibali, totalmente a disagio o Luca Argentero con Claudio Amendola che devono sponsorizzare il loro film, e così via. Mah.


I Conduttori

Altro lack, i primi ad annoiarsi sembrano loro, soprattutto Arisa che parte come sempre un po' fuori di brocca ma poi la vedi fare faccette. Abiti bruttini.
Emma un po' più sciolta rispetto alla prima sera, ma quel vestito rosso con i volant tremendo e peggiora vestendosi da matador.
Rocìo è la meglio vestita, con due abiti a sirena, ma che capelli di merda, ma del tutto inutile sul palco, salvo quando balla nel tributo al cantante Mango.
Il tutto è contornato da Conti che è totalmente incapace di gestire un pubblico, di coinvolgerlo, che aspetta siano i suoi ospiti a farlo, ma non c'è alcun effetto sorpresa.


Stasera le cover dei successi degli anni passati (se non mi addormento prima).



11 febbraio 2015

#Sanremo2015
Prima puntata

In extremis sono qui a parlare di Sanremo. Che culo vero?!
Per fortuna non ho potuto vedere fino alla fine ma in linea di massima è stato rapido.
So che la serata è finita con battute sceme ma io ero bello che addormentato. E oggi sono così stanco che fra poco mi addormento sulla tastiera per cui eccovi una pagella veloce e indolore.

I Big

Chiara

Con un abito giallo canarino, di quella tonalità che non vuole bene alle donne col fianco importante. Canzone adatta al festival, melensa ma mica male.
Voto 6 e mezzo

Gianluca Grignani 

Lagnoso e stonato come la vecchia di paese che vanta Ti esalto Dio mio re.
Scarpe orrende.
Voto 4

Malika Ayane

Un abito premaman rosso, apparecchio ai denti e capelli platino secchi come la rafia.
La canzone sembra un taglia e cuci dei suoi vecchi brani.
Voto 5 e mezzo.


Alex Britti 
Arancione a chiazze e con un vestito più noioso della sua canzone.
Voto 5

Dear Jack 
Ovvero i figli dei Modá, solita canzone più look da nonno in pensione per il front man. E avranno 20 anni in 5.
Voto 4.

Nek 
Tirato fuori dall'Istituto Luce ma voglio il suo chirurgo perché sembra sempre un ragazzino. La canzone, Fatti Avanti Amore, non mi spiace.
Voto 7

Grazia di Michele e Mauro Coluzzi
Fanno una bella coppia. Lei sembra venire dal gran ballo a Versailles e canta meglio Mauro.
Canzone a tema sociale, delicata e profonda ma troppa emozione per farla capire. Peccato.
Voto 6 di incoraggiamento.

Annalisa 
Troppo casual, fra capello preso d'umido e completo spezzato. Quelle frange no.
Canzone banale che non valorizza la sua voce ma sappiamo chi l'ha scritta.
Voto 5 e mezzo

Nesli 
Vestito da impiegato in tribunale, pezzo con un bel ritmo ma il testo banale banale.
Voto 5 

Lara Fabian 
Con una camicia in simili pelle presa dal mercato delle pulci, una voce magnifica ma la canzone no.
Voto 4

I Conduttori 

Carlo Conti non sembrava nemmeno in teatro. Una conduzione non pesante ma silente.Emma molto gnocca con un look retro dal capello al vestito bianco. Peccato facesse troppo sposa. Il secondo abito carino ma noioso.
Arisa aveva un problema, o meglio più di uno. Intanto troppa stoffa del primo vestito che cadeva da tutti i lati specie sulle tette.  E poi doveva aver bevuto visto che si é messa ad urlare. Meglio il secondo vestito, molto particolare.
Rocìo Morales altra gnocca di turno che non si capisce bene chi sia ma che almeno ha un vestito migliore di quello di Arisa e sembra sappia parlare. Anche il secondo abito dal taglio anni '50 non mi spiaceva. Fa battute a caso in spagnolo, roba che Natalia Estrada faceva 20 anni fa.


Gli Ospiti

Fra tutti spicca Tiziano Ferro che ci fa un medley ma ha la faccia di uno che vorrebbe dormire 12 ore di fila e un doppio petto troppo stretto.


Alessandro Siani che ci dedica un momento tristezza, di una noia, di un becero, di un banale che nemmeno alla peggio sagra di paese. Da vergogna. Almeno era elegante, capelli a parte. 
Non invitatelo mai più.

Albano e Romina ritrovatisi dopo non so quanti anni. Roba che fremevi. Romina sempre stonata e fuori tempo Albano continua a urlare. Tremendo il siparietto del bacio fra i due, nemmeno alle elementari.
Ospiti a caso: la famiglia più numerosa di Italia, il dottore di Emergency guarito da Ebola, e alcuni tristi comici dal programma Made in Sud.
Chiudono gli Imogen Dragons che a me non fanno impazzire ma li conosco poco.


Che post scazzato.
Ci vediamo stasera.





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