Credo di poter affermare con una ferma certezza che sono finalmente tornato. Purtroppo no, non ero alle Hawaii a sorseggiare Margarita (all'ombra ovviamente) né in uno chalet in Trentino a godermi fresche e armoniose passeggiate fra i boschi. Semplicemente avevo preso un po' sottogamba Luglio, non so bene per quale motivo, e lui invece ha saputo ricordarmi che no, Luglio non va preso sottogamba.
Ero abbastanza psicologicamente preparato, complici alcuni anni sul groppone, al fatto che siamo in estate, per cui fa caldo tutto il giorno, notte inclusa, e per quanto la cosa mi destabilizzi e mi crei fastidio in plurimi modi, sapevo già che l'unica soluzione è come sempre rannicchiarsi sotto l'aria condizionata cantando (male) la sigla di Game of Thrones come un meno tricologicamente dotato Jon Snow (ma sicuramente più alto) nella speranza che l'inverno arrivi sul serio.
Quello che non mi aspettavo erano festeggiamenti (non per me) poco graditi e poco partecipati da cui ho capito che non mi piacciono le ostriche, malattie (non mie) non del tutto poco attese ma certamente un po' strane, ma forse, la cosa che meno mi aspettavo e che più vi può interessare è stata la mia scomparsa dal blog.
Purtroppo a tenermi lontano per un intero mese da questi miei sudati pixel è stato un piccolo problema tecnico. Essenzialmente ho dovuto mandare il mio notebook in assistenza, ed ho rosicato. Ho molto rosicato per due motivi: il primo è che il computer ha due anni di vita ed ha già fatto due viaggi al centro assistenza Asus, il secondo motivo è proprio come funziona l'assistenza.
Fatemi spendere due parole che magari torna utile a qualcuno.

Finché un qualunque prodotto Asus è in garanzia (i classici due anni), puoi affidarlo al servizio clienti affinché lo ripari, che puoi contattare tramite il sito. Procedura semplicissima. Non importa che tu viva al nord o al sud, Asus gratuitamente farà giungere tramite corriere il prodotto al laboratorio convenzionato, che farà la magia aggiustando l'elettrocoso. Il laboratorio a cui è stato spedito il mio computer si trova a Milano.
Esatto, ho affrontato per ben due volte il patema d'animo che il mio computer da più di mille euro viaggiasse dalla Sicilia a Milano e ritorno, ma non ho avuto problemi. Vi dicevo, una volta inoltrata la procedura per riparare il prodotto, il corriere DHL vi arriva a casa e prende il pacco. Da quel momento ti tocca aspettare. Nel giro di un paio di giorni per noi che abitiamo nella suola dello stivale italico, il computer o quel che è arriva in laboratorio. E se la prima volta in circa 10 giorni lavorativi il mio notebook era ritornato a casa, questa volta no.
Da giorno 12 Luglio in cui il pacco è arrivato all'assistenza Asus, io non ne ho saputo più nulla. Ora, io i dieci giorni me li ero considerati tutti. Ero partito con l'idea che avrei creato un paio di post da pubblicare nell'attesa e poi mi sarei preso il resto del tempo come detox dall'informatica, come una spa antitecnologia per ritrovare il tuo innerself.
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| Io che confondo il concetto di "levitare" con "lievitare" |
Tuttavia dopo 10 giorni ho iniziato a smattare: scrivere mi piace, è parte delle mie giornate, è forse la mia più grande passione. Magari (di sicuro) non sarò Gramellini, ma creare i miei post mi piace un casino, curare il mio spazio mi fa stare bene. Ovviamente posso anche scrivere per fatti miei, lo so, ma ormai questo blog è diventato il posto in cui applico questa mia passione, e soprattutto apprezzo il blogging in tutti i suoi aspetti: dal comporre appunto, all'editing delle foto al sapere che ne pensate, e anche a leggere altri blog.
Il sito Asus ti dà la possibilità di controllare l'avanzamento della riparazione, ma dopo 10 giorni, che è appunto quanto l'azienda stima ci voglia per la guarigione dell'elettrocoso, eri diventato nerino ed ho contattato l'assistenza post vendita online tramite la chat.
Il ragazzo dall'altro lato dello schermo mi conferma che c'era da attendere ancora, e che l'arrivo della batteria (perché era quello il problema) sarebbe avvenuto dalla settimana dell'1Agosto. Mi sono messo l'anima in pace ed ho atteso, ma dopo ulteriori sette giorni nulla si era mosso e quindi, nerissimo, ho ricontattato il servizio clienti che mi ha detto che avrebbe passato la pratica al reparto competente. Evidentemente in Asus hanno un reparto "batterie sostitutive in ritardo".
Dopo ulteriori 7 giorni di immobilità ero arrabbiato come una partoriente bloccata nel traffico, ed ho ricontattato il servizio clienti via chat (sono spilorcio per chiamarli al telefono). Probabilmente la loro reazione sarà stata questa

ma il tipo è stato comunque educato e disponibile, e mi ha detto che era meglio se oltre al suo sollecito, mandavo una mail all'indirizzo Info@asus.it. Non so se sia stato un caso ma il giorno seguente mi hanno risposto che il pezzo di ricambio sarebbe arrivato in giornata, quindi giorno 10 Agosto, e così è stato. Giorno 13 il mio pc era in fase di riparazione, giorno 14 è stato dato al corriere DHL, e giorno 17 (sì proprio poche ore fa) era nelle mie mani.
È stato sfinente ma ce l'abbiamo fatta.
Durante il mio esilio dalla blogosfera ho approfittato per leggere un po', cosa che d'estate mi riesce poco, al contrario della comune usanza, visto che il caldo mi disfa e mi fa rincorrere le ore di sonno, quindi leggo poco la sera, ed ho cercato di ritrovare una forma fisica più accettabile, sempre contro l'abitudine che la prova costume si faccia a Giugno. Ma in verità l'unica prova era con me stesso.
E siamo arrivati, anzi abbiamo superato, il milione di visite a Pier(ef)fect, che alla fine non cambia assolutamente nulla, ma svegliami una mattina e vedere quel numero a sette cifre mi ha creato una piccola emozione. Per cui grazie.

Mi sono poi goduto un paio di giornate di pioggia che Agosto ci ha finalmente regalato, che hanno fatto scendere almeno per la serata le goccioline di mercurio del termometro.
E poi mi si è bloccato il respiro a vedere cosa stesse accadendo a Genova, ad immaginare quante vite stessero precipitando non solo fisicamente da quel ponte, a pensare banalmente a come tutto cambi e svanisca in un niente, come fossimo niente. E chi se ne frega delle analisi ingegneristiche più o meno azzeccate, delle polemiche politiche, dei Benetton, dei No Gronda, dell'opinione pubblica, questo sì che poi non vale niente.
Sono tornato lentamente a respirare, poi, e sono tornato qui.
A presto.

















































