Nuove miniserie tv su Netflix, promosse, bocciate e tiepidine...

Chiudo altre parentesi su altre serie tv terminare (ne ho praticamente una collezione) e inizio a togliermi qualche sassolino dalla scarpa con tre miniserie tv Netflix. Vediamo cosa si salva?


Il tempo delle mosche
Miniserie


È arrivata freschissima proprio ad inizio Gennaio questa miniserie tv argentina che mi era saltata all'occhio principalmente per una delle protagoniste, che ho stentato per un attimo a riconoscere, e soprattutto per la durata, perfetta per intrecciarla ad altro. 
La storia segue le vicende personali e giudiziarie di due donne, Manca (Nancy Dupláa) e Ines (Carla Peterson, Terapia di Coppia...Aperta), che stanno cercando di ricostruirsi una vita dopo qualche anno di carcere. Fra le due proprio in cella è nato un bel rapporto d'amicizia e vogliono filare dritto, ma un giorno una cliente inizierà a ricattare Ines chiedendole di fare un "servizio" particolare per lei, ed acquistare del veleno letale. Così, fra passato e presente, scopriremo se e come Manca e Ines riusciranno anche questa volta a cavarsela.


Come dicevo Il tempo delle mosche è stato un diversivo per tempi ed impostazione rispetto alle altre serie tv che stavo guardando, anche perché inizia a tutti gli effetti come una commedia, anche se si sente serpeggiare di fondo qualcosa di losco. Manca e Ines sono infatti due donne diverse che nascondono anche un background differente: Ines ad esempio era una donna benestante con una famiglia e una figlia, Manca invece ha un'origine più umile.

È molto interessante il percorso della prima protagonista proprio perché vediamo questo suo percorso verso il baratro e Carla Peterson è secondo me una buona interprete in questo ruolo.
In realtà entrambe le attrici se la cavano bene, ma a mio avviso gli sceneggiatori de Il tempo delle mosche non hanno dato loro dei personaggi molto sfaccettati da rappresentare. Soprattutto Manca è quella che ha meno spazio di sviluppo. 


Ma non è questo il problema più grande di Il tempo delle mosche, che anzi ha tutto sommato un plot in parte diverso da alcune serie tv Netflix che sembrano fatte con lo stampino. Non riesco a dare la piena promozione alla serie però perché è impostata male: alcuni episodi sono davvero confusionari, con salti temporali troppo netti e poco distinguibili. Specie la parte finale secondo me è quella messa peggio, ma la sensazione generale è comunque quella di una storia riuscita a metà. Nonostante poi Il tempo delle mosche tratti temi importanti come la maternità, l'omosessualità femminile, la vita in carcere e il conseguente percorso di reinserimento nella società, la serie non sviluppa mai nessuno di questi argomenti.

Probabilmente, essendo composta da soli 6 episodi, non era possibile espandere troppo certe tematiche, ma un montaggio più lineare avrebbe dato un maggiore appeal alla serie. Tra l'altro, secondo me, hanno sfruttato solo a metà quella vena ironica che si trova nei primi episodi e che poi si perde per dare spazio alla parte più drammatica, ma che magari ci si aspetta da una serie tv breve.
Comunque Il tempo delle mosche ha un suo finale e questo è un plus, quindi immagino non ci saranno altre stagioni.



La sua verità
Miniserie


L'8 gennaio è arrivata invece una miniserie thriller che continua a conservare la sua posizione in vetta alle classifiche di Netflix e un po' lo comprendo, perché La sua verità è tutto sommato ben fatta.

Tratta dall'omonimo romanzo di Alice Feeney, il titolo originale, His & Hers secondo me rende meglio la trama di questa serie tv: ci troviamo in una cittadina un po' sperduta della Georgia e conosciamo Anna Andrews (Tessa Thompson), una rampate giornalista che ha fatto carriera ma che per una vicenda traumatica personale si è presa un anno sabatico allontanandosi da tutti, incluso il marito Jack (Jon Bernthal). Sarà però la misteriosa morte di una compagna di scuola di Anna a riavvicinare i due: per la giornalista potrebbe essere l'occasione di rilanciare quella carriera un po' congelata, Jack invece è un poliziotto che deve investigare sul caso. Peccato però che entrambi potrebbero essere coinvolti nell'omicidio per via di alcune questioni pregresse, quindi entrambi saranno interessati a scoprire la verità, o quantomeno a non farsi coinvolgere troppo direttamente. Ma sono davvero entrambi innocenti?


La sua verità sembra giocare su due prospettive diverse, ma non immaginate una roba tipo The Affair o Disclaimer, perché, nonostante qualche salto temporale, momenti di tensione e colpi di scena, abbiamo a che fare con una serie tv abbastanza lineare. È ovvio che gli sceneggiatori abbiano cercato di inserire parecchi diversivi per far andare avanti la serie e creare nello spettatore aspettative differenti, ma comunque tutto funziona, e soprattutto il finale di His & Hers riesce a creare quella suspense che colpisce. 
Poi tocca ammettere che Netflix ha scelto bravi interpreti, sia primari che secondari, e che anche l'impostazione generale e la messa in scena mi sono sembrati curati.

Anche in questa miniserie si innestano diverse tematiche, fra elaborazione di un lutto, relazioni sentimentali sfasciate, bullismo e violenza, anche se devono purtroppo o per fortuna fare spazio all'evoluzione della storia e quindi risultano marginali.
La sua verità è insomma una serie tv in sei episodi che ho seguito volentieri, che scorre bene, che tiene compagnia anche se non ha alcuna intenzione o capacità di far evolvere il genere.


Ovviamente è pur sempre una serie tv Netflix e sia che l'abbiate vista, sia che dobbiate vederla, è giusto avvisarvi di qualche difetto. Infatti come molti thriller moderni, per funzionare, cade in coincidenze, magari forzature e momenti più dubbi nella trama (per non dire proprio vuoti) che potrebbero infastidire qualcuno.
A me poi è piaciuto sia il fatto che entrambi i protagonisti non fossero propriamente positivi, perché ci spinge a guardare oltre la mera simpatia, sia il finale che ricostruisce tutto quello che è realmente accaduto.
Proprio l'ultimo episodio può essere abbastanza divisivo: io stesso non amo gli spiegoni, o comunque quando tutta la risoluzione di una serie viene fatta confluire in un'unica puntata, ma qui risulta più organico perché aggiunge una prospettiva che era presente ma che la serie non fa prendere in considerazione. 
Personalmente ritengo che La sua verità pecchi proprio nel non giocare in modo più netto sulla divisione dei due punti di vista fra Anna e Jack, ma per il resto, pur non essendo memorabile, credo sia una serie tv piacevole.



I sette quadranti di Agatha Christie
Miniserie 


Sarò più breve sicuramente su una serie tv che stavo aspettando con curiosità, e che è arrivata il 15 Gennaio su Netflix in tre parti. I sette quadranti di Agatha Christie è forse uno dei romanzi della scrittrice inglese meno noti e soprattutto non credo che ci siano molti adattamenti cinematografici.
Nella Londra del 1925 conosciamo Lady Eileen "Bundle" Brent (Mia McKenna-Bruce, Persuasione) che vive con la madre Lady Caterham (Helena Bonham Carter), la quale per far fronte a problemi economici, affittano la loro villa a Sir Oswald Coote (Mark Lewis Jones, Hostage) per una sontuosa festa in maschera.

Tra gli invitati ci sono anche Gerry Wade (Corey Mylchreest, Il mio anno a Oxford), amico del fratello defunto di Bundle e suo interesse amoroso, e Jimmy Thesiger (Edward Bluemel, My Lady Jane), un altro amico. Proprio durante la festa, un gruppo di amici decide di fare uno scherzo e nascondono otto sveglie nella stanza di Gerry.

La mattina dopo, però, Gerry viene trovato morto nel suo letto e sul camino ci sono sette delle otto sveglie. Incapace di credere che si sia trattato di un semplice incidente, Bundle deciderà di indagare, accompagnata da Jimmy e dal Sovrintendente Battle (Martin Freeman, Miller's Girl), deciso a far luce sulla morte.


Non voglio essere frettoloso o dismissivo su I Sette Quadranti, perché come dicevo la mia curiosità era parecchia, ma poi in effetti non è stata ripagata del tutto. Non ho letto il romanzo di Agatha Christie da cui è tratta la serie ma ho scoperto che ci sono delle differenze narrative, seppur permangano gli elementi base.
Credo però che forse non sia fra le storie più impattanti della scrittrice, infatti non è stata sfruttata molto di frequente. E anche questa serie tv di conseguenza risulta piacevole ma senza grandi guizzi, intrattiene e fa passare una piacevole serata, ma come arriva se ne va.

Buono il cast, piacevole la regia, produzione e ambientazione sono curati e la storia è godibile, ma manca qualcosa per renderla particolarmente avvincente. 
In particolare forse mancano personaggi davvero affascinanti e carismatici, e che magari abbiano una crescita, anche se come dicevo abbiamo attori rodati e capaci. 


È quindi un murder mistery molto classico, che cerca un po' di freschezza in una protagonista femminile leggermente più avanti rispetto la sua epoca, senza però risultare troppo anacronistica. Se non conoscete la storia come me, allora Agatha Christie's Seven Dials vi piacerà forse un po' di più; se invece siete puristi del genere, fra le variazioni date alla storia e una non particolare brillantezza ed innovazione, potreste restare un po' più delusi.

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