Un antico motto diceva "Febbraio corto e amaro", ma io non sono un contadino e al netto di qualche (forse troppi) giorno di pioggia, non lo definirei tanto aspro. Non posso però negare che è stato un mese pieno di film e serie tv che mi hanno lasciato più dubbi che soddisfazione.
Anzi faccio proprio fatica a trovare qualcosa che sia promosso senza ombra di dubbi.
Ho iniziato Febbraio con un paio di film candidati agli Oscar di quest'anno, che mi hanno convinto solo a metà. Bugonia di Yorgos Lanthimos è forse il più interessante fra i due, a cui mi sento di dare un plus anche se non trova un modo particolarmente innovativo per parlare di certe tematiche, ma soprattutto ha un finale che secondo me impatta meno di quello che ci si aspetta.
Purtroppo la durata è sempre un problema: si ha tutto il tempo di fare le ipotesi necessarie (che alla fine sono solo due) che tolgono qualunque sfizio nello scoprire come finirà. Almeno un buon cast salva tutta la baracca.
È lo stesso, in linea di principio, per Marty Supreme, solo che qui non se ne capisce chiaramente la tematica e quella che una volta si chiamava "la morale di fondo", e soprattutto è una storia così schizofrenica che provoca più mal di testa che altro.
Ho avuto le stesse reazioni anche con due film italiani usciti da poco, e fra cui salvo La Grazia, di Paolo Sorrentino.
Qui una storia interessante su un ipotetico (ma non troppo) presidente della repubblica italiana negli ultimi mesi di mandato. Troviamo un Toni Servillo perfetto nel ruolo, ma i tanti manierismi di Sorrentino, che condisce i suoi film con scene, a mio modesto parere, praticamente inutili, me lo hanno reso meno intenso di quanto mi aspettassi.
Va un po' peggio con Il Falsario, che invece trovate su Netflix. Non perché sia un brutto film, ma perché mi è sembrato dimenticabile, specie per l'indecisione nel essere un heist movie d'azione o un film storico con tutti i crismi.
Se comunque Marty Supreme e Il falsario sono tutto sommato godibili, specie in home vision, purtroppo il flop clamoroso di Febbraio va a "Cime Tempestose" di Emerald Fennell.
Fatemi fare una riflessione: se cercate online vi appariranno molte recensioni come la mia, e sembra quasi una campagna diffamatoria contro il film o un trend. Ma il fatto è che, messa da parte l'estetica, non c'è un aspetto che si salvi, tanto che più volte ho pensato che questo Cime Tempestose sia stato volutamente studiato per poter creare hype e distruggerlo, con la conseguente onda di indignazione e recensioni negative. Della serie bene o male purché se ne parli, e gli incassi al botteghino ne giovano comunque.
A me è pesato soprattutto arrivare alla fine e dover constatare che il tormento amoroso fra Catherine e Heathcliff non aveva senso di esistere visto che si incontravano più loro che tante altre coppie ufficiali.
È una situazione molto simile anche sul fronte serie tv, dove ho continuato a raccontarvi le mie opinioni su alcuni recuperi che stavo facendo. I rinnovi terminati fra fine 2025 e inizi 2026 sono stati parecchi e devo ancora chiudere qualche parentesi lasciata aperta.
Forse fra le serie tv rinnovate la maggiore delusione è arrivata dalla terza stagione di Loot - Una Fortuna.
Non perché la serie tv con Maya Rudolph sia diventata poco godibile, ma perché sta invecchiando e si vede: le battute, gli sketch, le soluzioni narrative stanno diventando ripetitive e fiacche. Pensavo che questa stagione portasse un po' i remi in barca, dandoci una chiusura e una crescita nel percorso di Molly, ma non è stato così. Vedremo se ci sarà una quarta stagione.
Anche fra le novità sono poche le serie tv che promuovo senza alcun ombra di dubbio. Diciamo che se cercate intrattenimento con qualche compromesso e non avete un palato molto fino allora posso suggerirvi i thriller La sua verità e Steal - La rapina, perfetti se divorate produzioni di questo genere a manbassa.
La prima, su Netflix, è più un giallo sull'impronta del whodunit, ha un bel ritmo, è scorrevole e ci fa conoscere due protagonisti non propriamente simpatici, ma che sono in grado di lasciarci sempre quell'ombra di dubbio sul loro reale coinvolgimento nei fatti.
La seconda, su Prime Video, ha protagonista Sophie Turner, e si muove nel mondo dei reati finanziari. È sempre composta da 6 episodi, e vanta una buona scorrevolezza.
Sia La sua verità che Steal non sono particolarmente rivoluzionarie, ed inciampano nel voler magari esagerare con qualche colpo di scena di troppo, ma come dicevo, se divorate serie tv di questo genere allora anche queste potrebbero far parte del vostro programma.
Mi auguro un po' più deciso, meno tipidino e con magari titoli più convincenti. Voi cosa avete visto?
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