Le mie opinioni su Tre Nuovi Film in streaming (su tutte le piattaforme)

Dai recuperi in lentezza passo ad alcune uscite più recenti, con tre film che sono apparsi in streaming da pochissimo, incluso uno molto atteso. 


American Fiction (2023)


Genere: commedia, drammatico
Durata: 117 minuti
Regia:  Cord Jefferson
Uscita in Italia:  27 febbraio 2024 (Prime Video)
Paese di produzione: Stati Uniti D'America 

Vincitore agli Oscar di quest'anno come miglior sceneggiatura non originale, American Fiction è andato subito in streaming su Prime Video, ed è l'adattamento di un romanzo intitolato Erasure (Cancellazione in italiano) di Percival Everett del 2001. 
Jeffrey Wright è Thelonious "Monk" Ellison, un professore universitario sull'orlo di una crisi di nervi come si suol dire: i suoi studenti infatti sono troppo influenzati dalla cultura del politicamente corretto al punto da aver azzerato il loro senso critico, i suoi libri, per quanto impegnati e curati, non vengono apprezzati perché ritenuti poco "neri", al contrario degli scrittori che seguono ogni stereotipo, e la sua famiglia sta subendo un forte momento di difficoltà visto che la madre di Monk ha un principio di Alzheimer scoperto a seguito di un grave lutto. 
Per cercare di reagire, lo scrittore decide di comporre un nuovo romanzo sotto pseudonimo, ma seguendo tutti i cliché che i bianchi si aspettano da un uomo nero, e questo ribalterà tutto.

Con l'impostazione di una dramedy contemporanea, American Fiction diventa una doppia, intelligente critica proprio alla cultura dei nostri giorni, perché da un lato continua a denunciare uno stereotipo razzista che purtroppo permane ancora e che vuole i neri come popolo "inferiore", che deve sempre e solo vivere in condizioni di svantaggio e difficoltà, quasi incapace di emanciparsi, o di raccontare storie di vita diverse. Monk invece ribalta questa narrazione perché è un uomo qualunque, che vive in una condizione normalissima, ha studiato, ha una famiglia alle spalle che, come in qualunque altra famiglia ha i suoi alti e bassi. Dovrà inventarsi un alter ego, che segue appunto lo stereotipo del criminale in fuga, per poter finalmente farsi notare dai bianchi che potranno provare compassione verso questa figura misteriosa in fuga dalla legge. 

American Fiction però contesta anche come il senso critico, la capacità di discernimento si sia appiattita soprattutto nei sostenitori un wokeismo tout court, che non ammettono altri punti di vista, e figli di una morale estremizzata e non di un reale progresso inclusivo e sociale. È insomma un film pungente, che sa fare leva sui dialoghi in modo sottile, che fa riflettere e fa sorridere in maniera amara su quanto accade oggi, senza però diventare didascalico, senza fare il giro e risultare pesante a sua volta, e sa espandere la sua critica al mondo letterario, cinematografico oltre che alla società in genere.

Cord Jefferson ha avuto delle belle idee per mettere in scena alcuni passaggi, c'è meta-narrazione, visto che più racconti si innestano, e c'è anche un buon ritmo. È un film però che cade secondo me nel non sapere trovare la sua anima fino in fondo, aggiungendo tutta la questione del dramma della famiglia Ellison che non solo finisce per prendere il sopravvento, ma a volte azzoppa anche il ritmo e la mia attenzione, e soprattutto non ne ho capito gli intenti. Tra l'altro in questa parentesi non ho amato come viene trattato il personaggio di Sterling K. Brown (al netto della mia antipatia per l'attore), ovvero Clifford, il fratello di Monk, il quale viene rappresentato come un omosessuale estremamente stereotipato. Probabilmente per una visione al cinema (dove alla fine non è mai arrivato) mi sarei aspettato qualcosa di più, ma in streaming American Fiction è un film da recuperare.



Povere Creature! (2023)


Titolo originale: Poor Things
Genere: commedia, drammatico, fantastico

Durata: 141 minuti
Regia:  Yorgos Lanthimos
Uscita in Italia:  25 Gennaio 2024 (Cinema)/ 14 Marzo 2024 (Disney+)
Paese di produzione: Stati Uniti D'America 

Dopo La FavoritaYorgos Lanthimos è tornato con Poor Things, che ho scoperto dopo essere l'adattamento di un romanzo omonimo del 1992 di Alasdair Gray, e che mi ero perso al cinema complice una durata eccessiva, che tende un po' a spaventarmi quando si parla di stare seduti su una poltroncina senza telecomando, ma anche da orari di programmazione davvero scomodi. 
L'ho recuperato solo adesso visto che è arrivato su Disney+ il 14 Marzo e devo ammettere che mi sono ritrovato coinvolto ed appassionato dalla storia di Bella Baxter (Emma Stone) e del suo creatore, Godwin Baxter (Willem Dafoe).
Povere Creature! è quasi un coming of age: Bella infatti, un po' sulle orme di Frankestein, è una creatura riportata in vita dal dottor Baxter, e che sta letteralmente iniziando a scoprire il mondo come fanno i bambini piccoli. Vive però sotto la rigida campana di vetro del suo "God", un padre affettuoso ma anche severo, che non vuole lasciare libera la sua Bella. 

Ma lei diventa inarrestabile una volta che inizia a prendere consapevolezza di se stessa e del fatto che un mondo fuori la aspetta, al punto da cedere all'avvocato Duncan Wedderburn (Mark Ruffalo), che le promette di viaggiare verso luoghi nuovi e fare altre esperienze. Bella è per affamata di vita e non può soffermarsi all'interno di relazioni che oggi definiremmo tossiche e limitanti, e scapperà verso ciò che pensa le possa far conoscere altro, anche mettendosi in difficoltà, ma per poi ritornare alle sue origini.

Il viaggio di Bella diventa quindi il viaggio di una eroina, ma che sfocia in una doppia metafora: la prima è quella del femminile, di una donna che alla fine rompe i legami che la tengono ancorata, va contro quello che è a tutti gli effetti un patriarcato e delle manie di possesso mascherati da affetto. Anche la sfera sessuale di Bella viene scardinata dall'ipocrisia ed aggiunge un'ulteriore occasione di emancipazione per la protagonista.

Dall'altro lato Bella è però una creatura, fra tante creature, che non ha filtri, non ha sovrastrutture, e che a modo suo e inconsapevolmente cerca di creare uno spiraglio in una società ampollosa, e fatta di schermi. 
Poor Things di Lanthimos ha fatto del personaggio di Bella, e quindi dell'interpretazione di Emma Stone, le sue fondamenta su cui costruire la storia e i personaggi, ed è stata una scelta che li ha premiati non solo agli Oscar o a tutti gli altri eventi, ma anche dal punto di vista di noi spettatori, che ci troviamo con un film affascinante, ricco di sotto temi, ed un cast validissimo. Mi è piaciuta anche la fotografia e le scenografie che fanno di ogni fotogramma un quadro. 
Ammetto però che su di me ha avuto un impatto emotivo non molto alto: è come se il film sia andato a stimolare più la mia ragione, e quindi il raccogliere tutti i messaggi che il film lascia, che le emozioni, nonostante non manchino ad esempio i momenti più tristi e cupi, o anche quelli più o meno sarcastici.

Questo di per sé non è un difetto, nel senso che mi sta bene che un film si muova più a tenere viva la mia attenzione che a volermi inserito umanamente in quel che racconta, e non lo trovato un film pesante o complicato da seguire. Anzi a dirla tutta, avevo paura di non comprendere fino in fondo gli intenti del film, ed invece credo di esserci arrivato.
Per me ad esempio il problema effettivo di Povere Creature! è che sbrodola nei tempi, avendo bisogno di una sfoltita di almeno 20 minuti, e di qualche furioso sobbalzo (cit.) in meno, perché risulta ridondante. Allo stesso modo, sul finale, diventano un po' troppo scafati gli intenti sotterranei del film, ma questo non va ad inficiare tutto il lavoro svolto. 



Irish Wish - Solo un desiderio (2024)


Genere: commedia, sentimentale
Durata: 93 minuti
Regia: Janeen Damian
Uscita in Italia: 15 Marzo 2024 (Prime Video)
Paese di produzione: Stati Uniti D'America, Irlanda 

Da Prime Video, a Disney +, ed ora tocca a Netflix con Irish Wish, una commedia sentimentale con protagonista Maddie (Lindsay Lohan), la quale, nonostante la passione per la scrittura, si è declinata a semplice editor, ed ha lavorato al libro di Paul Kennedy (Alexander Vlahos, da Versailles e Sanditon), della quale è segretamente innamorata. Maddie spera molto che Paul le si dichiari, ma come spesso accade, l'uomo è interessato ad un'altra ragazza, ovvero Emma, proprio una amica della editor. Fra Paul e Emma le cose vanno a gonfie vele al punto che i due decidono di sposarsi in Irlanda, terra natia di lui, e quando Maddie dovrà raggiungerli per celebrare le nozze inizierà un viaggio pieno di sfighe, ma soprattutto con una svolta inattesa. Un desiderio a Santa Brigida le darà ciò che crede di volere, ma questo desiderio non può mettersi contro il destino e il vero amore. 

L'unico motivo per cui Irish Wish è qui fra questi film è la pura casualità di essere arrivato in streaming di recente, perché non ha nulla a che vedere come temi, qualità, intensità e spessore rispetto agli altri titoli. Questo film Netflix punta infatti al mero intrattenimento, alla commedia romantica più semplice e prevedibile che ci sia, ma è uno di quei titoli che ti mettono allegria, che ti fanno compagnia senza sforzo, che sai già più o meno come finirà ma va bene così perché vuoi proprio questo tipo di narrazione.

Irish Wish alla fine non ha velleità particolari, fa quel che promette e secondo me è uno di quei film che affossi in una recensione solo se vuoi fargli le pulci e non ne capisci gli intenti. Infatti, la componente magica, di cui non vi svelo altro, va a sciogliere qualunque parvenza di verosimiglianza, ma comunque ha un suo senso e una sua coerenza. 

Magari non è fra i film che fa più sbellicare dalle risate, ma ci sono dei momenti comici, magari un po' goffi, che fanno sicuramente sorridere, e poi il ritmo e la durata sono giusti per la storia che si va a raccontare.

Credo che anche il cast sia giusto per l'operazione a cui Irish Wish punta: Lindsay Lohan ormai è diventata un feticcio per le commedie romantiche di Netflix, e sembra che dopo Falling For Christmas tornerà con un altro film natalizio, che ovviamente vedrò. Bravi anche gli altri attori, inclusa Jane Seymour che fa da ulteriore comic relief nei panni di Rosemary, la mamma di Maddie, e Ed Speleers, che non ricordavo ma ho sicuramente visto anche in Downton Abbey e Outlander.
La cosa che però mi ha colpito di più, e se mi conoscete ci sarete già arrivati, è però la location: le scene girate in Irlanda sono bellissime, i panorami spettacolari delle Cliffs of Moher meritano anche solo di dare una opportunità a Irish Wish. 



8 commenti:

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  1. American Fiction non mi ha fatta impazzire. Pieno di idee ottime, soffre di una resa su schermo poco incisiva, e anche io ho trovato le "aggiunte" familiari come dei riempitivi poco interessanti.
    Poor Things bellissimo a livello formale, attori allucinanti, una trama interessantissima, ma non mi ha conquistata fino in fondo. L'ho trovato un po' frettoloso e superficiale a partire dall'arrivo a Parigi di Bella e avrei voluto un maggior approfondimento delle questioni filosofiche e politiche, che vengono solo accennate come fossero una parentesi inutile.

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    1. Credo che in entrambi i casi, almeno per me, hanno influito anche le aspettative: mi aspettavo di restare "shockato" e completamente coinvolto, invece sono entrambi film molto validi ma non da restarmi impressi nella mente o che rivedrei anche subito

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  2. American fiction in lista. In Povere creature! avrei voluto vedere Bella senza il suo corpo come passepartout.. forse si sarebbe ingegnata meglio.. chissà.

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    1. Che intendi per passe-partout? Perché alla fine non mi pare che grazie al suo corpo abbia accesso chissà dove. Per dire, anche al bordello è messa alla pari delle altre

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  3. Mi sono piaciuti, anzi, ho adorato tutti e tre. Sì, pure Irish Wish nel suo essere consapevole di essere un guilty pleasure leggerissimo :)

    Povere Creature è stato colpo di fulmine e non ha perso di grandezza nel rivederlo, forse hanno giocato le aspettative con te?
    American Fiction di cui non avevo letto niente, si è rivelata una sorpresa proprio per la sceneggiatura premiata, studiata per bene. Ma cosa ti ha fatto Sterling? Colpa di This is Us? Effettivamente, era un fratello/padre non sempre facile da digerire...

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    1. Irish Wish fa quello che promette quindi per questo è più che promosso.

      Sicuramente è stata colpa delle aspettative, ma anche di impatto: non mi è arrivata tutta l'emotività che mi aspettavo. Non voglio dire sia un film freddo, ma molto razionale.

      Esatto, era insopportabile a This is us, e quella pseudo beatificazione che ha avuto dopo le ultime stagioni me lo hanno reso ancora più indigesto.

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  4. I primi due visti nei giorni scorsi, ma a fine mese ne parlerò, comunque piaciuti entrambi.

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