{Recensioni Film 🎥🎬}
Ma perché non li ho visti prima?! 🤩🤩🤩

In questo ultimo periodo sono stato così concentrato sulle serie tv che non ho letteralmente prestato la giusta attenzione alle uscite cinematografiche. Certo, avevo notato dei titoli che avrei voluto recuperare prima o poi, ma me la sono presa molto comoda.
Arrivato però il momento propizio mi son sorpreso e mi son reso conto che questi film, che tra l'altro hanno qualche elemento in comune, avrei voluto vederli prima.

Dumbo (2019)


Era il 1941 quando Disney lanciò per la prima volta uno di quelli che diventerà un classico del mondo animato: Dumbo. Quando sono arrivate le prime notizie di un nuovo live action come sempre non è che abbia fatto i salti di gioia, ché i rifacimenti non mi fanno mai troppo impazzire, ma dopo tanti anni, dare nuova vita a Dumbo non mi dispiaceva.
Il risultato è che hanno saputo dare secondo me davvero aria nuova ad una storia che poteva risultare datata e fine a se stessa, ma senza poi stravolgerla troppo.
Siamo agli inizi del 1900, e nel circo Medici ci sono alcune novità non propriamente entusiasmanti apparentemente: Holt Farrier, star del circo appunto, è tornato dalla prima guerra e può finalmente riabbracciare i suoi figli, Milly e Joe, ma purtroppo non potrà tornare alle acrobazie su cavalli perché in guerra ha perso un braccio. La situazione al circo non è poi del tutto rosea: Holt infatti ha perso sua moglie a causa di una malattia, ma per via delle condizioni economiche in cui versa il circo, ha perso anche parte dei suoi averi e si ritroverà così "declassato", a dover accudire l'elefante Jumbo.

Risultati immagini per dumbo 2019 holt

Qualche giorno dall'arrivo di Holt, Jumbo partorirà un piccolo elefante, ma che scatenerà ulteriori problemi: il nuovo arrivato ha infatti delle grandi orecchie che a stento lo fanno stare in piedi. Max Medici, il capo di tutta la baracca, andrà su tutte le furie, e restituirà Jumbo al precedente proprietario,  ma il circo non può fermarsi e farà esibire comunque il piccolo elefante. Inutile dire che sarà un disastro, ma quella esibizione diventerà il battesimo per Dumbo, che rivelerà una capacità straordinaria: saper volare proprio grazie alle sue orecchie.
La sua particolarità porterà benefici al circo Medici, ma presto la voce si spargerà fino ad arrivare all'impresario V. A. Vandevere, che vorrebbe far esibire Dumbo nel suo mastodontico parco chiamato Dreamland insieme alla sua stella, Colette Marchant.



La tenerezza e quel velo di malinconia restano alla base della storia di questo elefantino volante, ma nella nuova edizione di Dumbo hanno saputo arricchire di più tematiche e maggiore profondità questa avventura. La ricerca e l'amore per la libertà, l'accettazione del diverso in più sfaccettature, il valore della famiglia, dell'amicizia, il rapporto fra genitori e figli, e l'importanza del dialogo fra questi, per nominarne alcune.
Si parte da una critica al circo in particolare, e quindi allo sfruttamento degli animali, ma Dreamland secondo me apre ad una denuncia più ampia al mondo dello spettacolo. Vediamo che questo parco che dovrebbe essere un mondo di meraviglie, è sicuramente maestoso, ma in realtà è molto artificioso, freddo, fa quasi paura per la sua imponenza. È emblematica la visione di Dumbo da dietro le sbarre in questo senso.


La stessa Colette - sebbene non abbia il tempo di approfondirsi benissimo come personaggio - che sembra aver tutto, dal talento alla bellezza, alla fine cercherà di fuggire da quel luogo che la tiene a tutti gli effetti in gabbia, e da quell'uomo che vuol solo sfruttare chiunque a suo vantaggio.
Più in generale la storia acquisisce di attualità: le difficoltà di un padre single, la solitudine della celebrità, la cieca brama di denaro che molti al giorno d'oggi vivono. C'è chi addirittura ha parlato di un parallelismo con l'America attuale, e con la presidenza di Trump in particolare, ma credo possa tranquillamente varcare i confini degli Stati Uniti e raggiungere anche noi.


Questa nuova versione di Dumbo ha saputo secondo me portare ai giorni nostri una storia adorabile, che penso sia grandi e piccoli possono apprezzare e affezionarcisi. Resistere al viso triste dell'elefante è praticamente impossibile, così come non commuoversi per certe scene. Ho apprezzato il finale che non porta ad una soluzione troppo irreale, ma anzi punti proprio su quel messaggio di libertà che è alla base e che deve seguire la naturale tendenza di tutti i personaggi, sebbene possa lasciare quel filo amaro in bocca.
Una nota per Eva Green che riesce a splendere seppur non abbia chissà quanto spazio sullo schermo, ed ha dei costumi magnifici. Molto bravi anche i due bimbi, mentre Colin Farrell mi è sembrato un po' impacciato, forse non in un ruolo che gli riesce congeniale. 

Genere: fantastico, avventura, drammatico
Durata: 112 minuti
Regia: Tim Burton
Uscita in Italia: 28 marzo 2019
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 7.5


Aladdin (2019)

Nonostante non mi abbia suscitato lo stesso entusiasmo, anche questo live action di Aladdin mi ha sorpreso.


La storia segue passo passo praticamente il grande classico che conosciamo un po' tutti, con qualche piccola variazione. Cambia il narratore della storia, ma a riguardo se non avete visto il film non posso dirvi molto. Cambia anche un po' la condizione della nostra bella Jasmine, che non si ritrova più sola nella sua torre d'avorio, ma ha una dama di compagnia, Dalia, che non una rigida tutrice, ma più una compagnona simpatica e buffa.
Inoltre Jasmine ha carattere: non pensa solo ad essere libera e a sposare un bel tipo, ma vuole diventare sultana, è conscia delle politiche del suo impero, di cosa hanno bisogno i suoi cittadini, ed è anche determinata nel cercare di essere attiva in questo senso. 
Questo da un lato rende la principessa molto più moderna, più emancipata e ritorna il tema della libertà, che riguarda anche altri personaggi, ma dall'altro lato secondo me  un po' un controsenso: nonostante la parlantina e i modi diretti, non è riuscita a convincere suo padre il sultano che non vuole un marito facoltoso, ma vuole un ruolo politico attivo? È un po' un controsenso. O è un personaggio forte e volitivo o non lo è, no?

Risultati immagini per aladdin

Più in generale, Jasmine mi consente di parlare di come i personaggi non abbiano una personalità approfondita, ma restino un po' piatti e molto semplificati. I buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi, ma senza troppi sforzi. Funziona bene Aladdin, che ha questi modi molto semplici, carini, teneri, buffi. Funziona benissimo Will Smith nel ruolo del genio, è spassoso, ha il ritmo giusto, è convincente, simpatico, ma non scemo, e i suoi dialoghi sono sempre divertenti. Funziona meno bene Jafar che non si capisce bene dove voglia andare a parare con questo fare da guerrafondaio. Io lo ricordavo più infido, più maligno, anche più maturo, sempre pronto con un raggiro, qui invece sembra un po' uno scolaretto discolo che tira la cartaccia al compagno e poi fa finta di nulla. Fortunatamente quando la storia accelera anche il suo personaggio ha una spinta, ma la sua vera motivazione resta un po' ombrosa.

A me sembra un cattivo posticcio dei Power Rangers
Quel che però mi è proprio piaciuto di Aladdin è stata la messa in scena, il ritmo, la bellezza delle coreografie quasi bollywoodiane, i dialoghi che come vi dicevo sono spesso simpatici, e gli effetti speciali. Molte volte mi son ritrovato a guardare certe parti del film con un sorrisetto ebete e letteralmente affascinato da come hanno saputo creare certe parti davvero maestose. Ho apprezzato anche molto le canzoni e le voci italiane che hanno scelto.
La bellezza estetica è quindi secondo me il valore principale e il traino di Aladdin, incanta e probabilmente è stato enfatizzato proprio nella prospettiva che questo elemento avrebbe attratto un pubblico più giovane o comunque con l'intento di creare un film in grado di raccogliere tutta la famiglia, senza il minimo rischio di appesantire con tematiche troppo serie. Un rifacimento che non aggiunge nulla alla storia, ma che non toglie troppo ad un classico.
Pare confermato che Aladdin avrà un sequel.

Genere: fantastico, avventura, drammatico
Durata: 128 minuti
Regia: Guy Ritchie
Uscita in Italia: 22 Maggio 2019
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 6.5





|Beauty Cues|
"In viaggio" con La Bioteca Italiana 🧳

Per questa estate ho deciso di tirar fuori tutte le minitaglie delle mie riserve cosmetiche e dargli un senso. Avevo infatti raccolto dei kit da viaggio o appunto delle travel size che possono essere acquistati ed ho pensato che sarebbe stato utile dirvi la mia opinione in un periodo come questo dove i viaggi e gli spostamenti sono frequenti (per voi, io son sempre qui).
Avevo recensito qualche tempo fa il Travel Kit Hej Organic, e poco dopo vi ho raccontato dei set proposti da Officina Naturae. Ma se la reperibilità è un vostro problema, magari dovete fare un acquisto all'ultimo minuto, allora forse l'alternativa potrebbe essere La Bioteca Italiana.


Disponibile esclusivamente da Tigotà (e in alcune Acqua e Sapone, pare) e prodotta dalla San.Eco. Vit., quindi con ingredienti naturali, La Bioteca Italiana propone una lunga gamma di prodotti per viso, corpo e capelli, suddivise in altrettante linee in base agli ingredienti che contengono.
Attualmente tutti i prodotti sono certificati appunto da Bios NaturCosmetics, e si suddividono in
  • Oliva
  • Cocco
  • Mandorla
  • Melograno
  • Zafferano
  • Latte d'asina (per i bambini)
  • Canapa
Credo la linea La Bioteca Italiana esista da diverso tempo, ma che ha subito cambi di packaging e formulazioni, tuttavia nell'ultimo rifacimento hanno fatto la scelta saggia di dare a buona parte dei prodotti un formato da 100ml e alcuni anche da 30ml. Io ho voluto pescare da alcune delle linee non solo per provare per la prima volta i prodotti di questa azienda ma anche vedere quali potessero essere dei buoni compagni di viaggio.

Mi è piaciuto molto il Doccia shampoo con estratto di mandorla che io però ho usato solo per la detersione del corpo. Si tratta di un gel fluido ma non estremamente scivoloso con un delicato profumo di mandorla, non troppo dolce o troppo invasivo, e purtroppo non permanente una volta finita la doccia.



Non contiene tantissimi estratti ma mi ha sorpreso che La Bioteca Italiana abbia inserito l'estratto di semi di mandorle dolci e non il più comune olio. Comunque a supportarne il potere idratante hanno anche aggiunto quella che mi sembra una buona quota di glicerina.
Mi ha anche sorpreso che l'azienda suggerisca di usarlo direttamente sulla spugna ed è una buona indicazione perché non è un doccia shampoo particolarmente schiumoso, o meglio la schiuma che crea è morbida, aiuta la detersione, ma non è voluminosa o avvolgente, anzi si smoscia abbastanza in fretta.



Dall'altro lato questo però si traduce in un detergente che sì, pulisce bene, ma che su di me è abbastanza delicato da non incentivare alcuna irritazione o sensazione di secchezza, ma anzi da lasciarmi la pelle morbida ed elastica. Inoltre si sciacqua via con estrema facilità, senza residui. Come vi dicevo non ho provato ad utilizzarlo come shampoo, ma immagino che, per evenienza possa essere sufficientemente delicato.
Credo quindi che il Doccia shampoo con estratto di mandorla di La Bioteca Italiana non sia solo un buon alleato per la detersione estiva di diverse tipologie di pelle, anche un po' più secche, e un buon compagno di viaggio, ma anche un prodotto che potrei acquistare in full size.

INFO BOX
🔎 Tigotà
💸 €1,65
🏋100 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬Bios NaturCosmetics, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸 


Non posso che spendere buone parole anche per il Detergente Intimo con Olio di Oliva. Questa volta La Bioteca Italiana ha inserito per addolcire la formula non solo estratto di foglie di oliva ma anche ero e proprio olio di oliva e glicerina, quindi due elementi idratanti e nutrienti.



Devo togliermi due sassolini per quanto riguarda questo detergente intimo: il primo è che non c'è indicato il pH né sul sito né sulla confezione, aspetto che mi ha fatto tentennare sull'acquisto; il secondo sassolino è la consistenza un pelo troppo liquida per i miei gusti. Per il resto non ho nulla di negativo da dire su questo detergente intimo La Bioteca. È un prodotto che su di me risulta molto delicato e che posso utilizzare tutti i giorni senza problemi, ma dà anche una buona sensazione di pulizia e di freschezza.



Non crea molta schiuma, quindi un ulteriore punto a favore della sua delicatezza, e si sciacqua con estrema facilità. Inoltre hanno aggiunto un profumo davvero buonissimo, fresco e delicato che sa proprio di pulito, e non magari un aroma troppo naturale (anche perché nessuno vuol che le proprie parti intime odorino di oliva).
Salvo particolari esigenze penso che il detergente intimo Oliva La Bioteca Italiana sia adatto a tutta la famiglia e che potrei riprendere anche nella versione più grande.

INFO BOX
🔎 Tigotà
💸 €1,65
🏋100 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬Bios NaturCosmetics, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸 


Sembrava perfetta sulla carta la Crema Corpo Idratante al Cocco, che tra l'altro sul sito di Tigotà ho scoperto essere disponibile in tre formati da 100, 200 e 250 ml.



Sul retro della confezione La Bioteca Italiana scrive
"Crema Corpo leggera e delicata, formulata con ingredienti di origine vegetale. Contiene olio di cocco biologico. Lascia la pelle morbida e delicatamente profumata".
e messa così mi sembrava potesse avere tutte le caratteristiche per una crema corpo estiva. La formulazione mi sembra abbastanza semplice, a base appunto di olio di cocco e glicerina, altro aspetto che mi faceva pensare che fosse un prodotto adatto alla stagione calda. Il problema però è che questa crema La Bioteca Italiana non vuole proprio andare d'accordo con la mia pelle.



La consistenza è davvero piacevole, fluida e scorrevole con un'ottima stendibilità e non mi fa alcuna scia bianca. La profumazione che il mio naso riconosce è quella di un cocco abbastanza fresco, ma tendente al dolce, non stucchevole, che trovo molto gradevole e mi sembra si senta sulla pelle anche per qualche tempo dopo l'applicazione.
Il problema è che su di me questa Crema Cocco risulta troppo untuosa: al tatto proprio mi sembra quasi oleosa, con la conseguenza che richiede troppo tempo per assorbirsi. Capite bene che con le alte temperature di questa estate è una situazione per nulla piacevole, per cui ho fatto davvero fatica ad utilizzarla. Mi sembra proprio comunque che ci sia una discordanza fra la leggerezza promessa, la consistenza fluida e questa untuosità che riscontro.
Un po' mi spiace perché tutto sommato lascia effettivamente la pelle morbida, elastica, molto liscia, ma la Crema Corpo Idratante al Cocco La Bioteca Italiana non è il prodotto più adatto per me per l'estate. Credo che finirò la confezione magari quando le temperature si abbasseranno, sperando vada meglio.

INFO BOX
🔎 Tigotà
💸 €1,99
🏋100 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸 


È stata una scommessa per me questo Deodorante La Bioteca Italiana al Melograno, perché avevo dato un'occhiata all'INCI e non mi sembrava sufficiente per le mie esigenze, ma ho voluto provare lo stesso.



In questo caso non si tratta di una minitaglia, ma dell'effettiva full size ovviamente, e credo che al momento l'azienda abbia solo due deodoranti, al Cocco e al Melograno appunto. È un deodorante spray il cui erogatore funziona molto bene, vaporizza in maniera sottile e per nulla gocciolosa il prodotto, che ovviamente si asciuga molto velocemente e non mi pare abbia mai lasciato macchie sulle maglie. Molto carina la profumazione, fresca, abbastanza intensa e frizzante, sicuramente estiva ma abbastanza persistente.
Come vi dicevo nella formulazione l'unico attivo antiododorante che contiene questo prodotto è lo Zinco Ricinoleato, mentre l'estratto di melograno non ha altro che una funzione antiossidante (poco azzeccata per un deodorante?), quindi avevo già l'impressione che non sarebbe stato abbastanza funzionale su di me e non mi sbagliavo.



Su di me questo deodorante La Bioteca Italiana è un pelo troppo delicato arrivando ad una durata di mezza giornata circa. Dopo questo tempo è una necessità per me rinfrescarmi e riapplicarlo (cosa che avverrebbe comunque visto il caldo, ma non importa), specie se la giornata è stata particolarmente afosa o movimentata. Capisco che sia un periodo molto difficile per tutti i deodoranti, ma c'è a mio avviso una differenza fra questo e altri che ho provato sempre in questo periodo, o comunque quei prodotti su cui so di poter fare affidamento. Per cui il Deodorante al Melograno La Bioteca Italiana non solo non è un prodotto su cui farei affidamento e che mi sento di consigliarvi, specie se avete sudorazioni abbondanti, ma io stesso lo terminerò in una stagione più clemente.

INFO BOX
🔎 Tigotà
💸 €2.99
🏋100 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬Bios NaturCosmetics, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌱



La mia esperienza con La Bioteca Italiana credo sia stata soddisfacente perché nonostante qualche intoppo non posso dire di essere incappato nei peggiori prodotti mai provati. Inoltre alcune delle confezioni, essendo piccole e compatte, oltre che resistenti, si prestano bene per essere riutilizzati con altri prodotti. È sicuramente un brand su cui ritornerò (la linea alla Canapa mi attira tantissimo) per cui fatemi sapere se voi invece avete un preferito da questa azienda.







|Beauty Cues #WeeklyMask|
Nuove maschere in tessuto Matt AgeActiv

A volte mi stupisco anche io su come faccia a scovare certe novità, letteralmente non ricordo il processo che mi fa ritrovare su un e-commerce in cui c'è una svendita, o quell'azienda ha lanciato una novità. Penso che dipenda anche dal fatto che la mia generazione è cresciuta senza telecomando: una volta se non avevi voglia di guardare la pubblicità dovevi alzarti e cambiar canale, e poi alzarti di nuovo se volevi tornare al programma. Ecco, io la pubblicità la guardo ed ho imparato notare quella che mi interessa e skippare quella che non mi serve a nulla.
Non ricordo proprio come son finito sul sito di Matt, l'azienda che produce integratori, alimenti ed anche una linea cosmetica per un benessere più generale del corpo.

Lo Shop Del Benessere | Matt &amp; Forsan

Si tratta di un brand di cui avevo visto qualcosa in giro al supermercato, ma non mi ci ero mai soffermato, proprio perché ne trovo sempre spizzichi e bocconi e non era mai riuscito ad attirare sul serio la mia attenzione. Quando però a Maggio ho visto che Matt ha ridato vita alla linea AgeActiv che raccoglie i loro trattamenti viso, ho pensato sarebbe stato interessante dargli una chance.
Esistevano già degli "elisir" ma l'azienda ha espanso al gamma con cinque linee declinate in tre tipologie di prodotti: sieri viso, maschere in tessuto e trattamento urto 7 giorni. Si aggiungono due creme viso e una contorno occhi per la linea Acido Ialuronico Puro 3P.
Qui vi ho parlato del detergente viso della gamma.



Ho notato subito che proprio sul sito Matt era possibile acquistare i prodotti e quindi mi son lanciato. Il loro e-commerce è molto semplice e non ho nulla da dirvi in particolare se non che funziona bene: è possibile pagare anche con Paypal, ed il pacco mi è stato consegnato tramite corriere GLS, quindi una spedizione tracciabile, in circa 6 giorni lavorativi. L'ordine minimo è di 15 euro e le spese di spedizione sono un po' alte, 6 euro, ma se raggruppate 35 euro di merce saranno gratis. Ci sono spesso offerte, oltre a poter far parte del Matt Club che offre un 20% di sconto sempre su tutto. Letteralmente ci si può far la spesa. L'unica nota che posso considerare realmente negativa è che il pacco poteva essere imballato meglio: all'interno era tutto integro ma i prodotti, per quanto incastrati fra loro all'interno della scatola, non avevano una qualche protezione.
Fine delle comunicazioni di servizio, tornando alla linea AgeActiv l'ho trovata molto carina e la scelta degli attivi molto interessante, per cui ho scelto alcuni prodotti.
Per iniziare ho provato le maschere in tessuto di Matt che sono declinate in cinque diverse tipologie in base agli attivi che contengono appunto: Rimpolpante, Attivatore di Giovinezza, Rinnovamento Cellulare, Rigenerante e Ricompattante.



L'utilizzo di queste maschere in tessuto è uguale per tutte, ovvero vanno applicate su viso deterso e tenute secondo l'azienda, per 10 minuti. Tutte purtroppo sono accomunate da un grosso difetto per me ovvero il tessuto.
Matt sul sito scrive
"La nuova forma della maschera, grazie ai tagli che ne facilitano l’aderenza, si adatta con facilità ad ogni tipo di viso."
ma per mia esperienza non è assolutamente vero. La forma delle maschere tutto sommato è accettabile ma un po' ampia, tanto che immagino che su un volto piccolo e magro possa essere un incubo, sulla mia fronte ad esempio è troppo lunga, letteralmente la copre due volte (ed ok, la mia fronte è bassa, ma non esageriamo). I fori sono nella media e abbastanza comodi, ma il problema più grande è lo spessore del tessuto, praticamente un lenzuolo che, in rapporto con la quantità di siero non propriamente abbondante, crea una adesione assolutamente non perfetta.


Questo scampolo della maschera secondo me rende bene l'idea del tessuto spesso e garzato, che non lascia minimamente intravedere la pelle sottostante.
Con questa doverosissima premessa, posso raccontarvi la mia opinione su ogni singola maschera, le differenze che ho trovato e i risultati che ho ottenuto.





La linea Rimpolpante di Matt è tutta a base di acido ialuronico a tre pesi molecolari così da poter agire in più strati della pelle:
"1° Livello di idratazione: regala una sensazione di idratazione immediata, attraverso l’azione di un efficace film che agisce in superficie.
2° Livello di idratazione: nei primi strati dell’epidermide, svolge la sua azione idratante nel medio termine.
3° Livello di idratazione: in profondità, grazie alla dimensione micro delle sue molecole, svolge un’azione a lungo termine."
Nella descrizione tra l'altro parlano anche di "riattivare la rigenerazione cutanea" che secondo me è un po' azzardata come possibile efficacia, visto che oltre appunto all'acido ialuronico troviamo giusto la glicerina, quindi solo elementi idratanti.
La Maschera Rimpolpante Matt mi ha dato quei problemi di adesione e di scomodità che vi dicevo, ma fra la gamma AgeActiv non è stata la peggio da questo punto di vista.



Nel giro di mezz'ora la maschera era quasi completamente asciutta in alcuni punti e si sollevava, quindi ho preferito rimuoverla di lì a poco perché è davvero fastidioso gestirla.
Sul risultato non posso essere negativo: su di me sicuramente ha lavorato sulla luminosità della pelle, dandole un aspetto più omogeneo. Non posso dire che la pelle fosse più polposa (che brutto termine, lo so), ma mi è sembrata più tonica e compatta. Il risultato è che da un lato l'unico segno di espressione che ho, ovvero la mia rughetta sulla fronte, appariva meno evidente, dall'altro però sentivo la pelle un po' tirante. Non era una sensazione che assocerei ad un effetto liftante, ma più proprio a bisogno di idratazione, tant'è che dopo ho proseguito la mia skin care routine più per bisogno che per abitudine e senza che risultasse troppo. Il lato positivo è che questa maschera Rimpolpante non mi ha lasciato alcuna sensazione di appiccicoso né la necessità di massaggiare il siero residuo. Sulla pelle non mi è parsa rinfrescante, anche perché non è molto imbevuta appunto.
Non credo che le darò una seconda chance.

INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, Grande Distribuzione, Amazon
💸 €1.79 (in offerta)/€2.85
🏋17ml
🗺 Made in Italia
⏳ 1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌱


Matt AGEACTIV® Maschera Attivatore di Giovinezza
Siero di Vipera 3-alpha plus



Mi attirava moltissimo la maschera in tessuto con Siero di Vipera proprio per la particolarità di questo ingrediente. Ovviamente non vengono prese le povere bestiole e strizzate dal loro veleno, ma viene riprodotto chimicamente un peptide, anzi un tripeptide che simula l'azione del veleno dei serpenti rallentando la contrazione muscolare. Perciò è uno di quei peptidi che viene inserito insieme ai botox-like come Argireline ad esempio.
Anche Matt in questo senso dice della maschera Attivatore di Giovinezza 
"aiuta a rallentare la formazione delle rughe di espressione donando un effetto tensore, per una pelle liscia e distesa.
Il principio attivo del Siero di Vipera aiuta a distendere piccole rughe e segni di espressione, donando un effetto lifting immediato."
È andata un po' peggio con questa maschera AgeActiv sotto alcuni punti di vista. Intanto proprio non ne voleva sapere di aderire alla pelle e mi ha costretto ad utilizzarla da sdraiato, ed anche così ovviamente non restava perfettamente adesa alla pelle. Purtroppo diverse aziende non capiscono che se non vogliono abbondare col siero, devono dall'altro lato scegliere un tessuto più sottile, perché basta che una zona della maschera assorba più siero rispetto ad un'altra e si perde di aderenza.
Una volta aperta la busta inoltre sono stato avvolto da un odore non propriamente invogliante, molto chimico, che per un po' ho avvertito anche mentre la lasciavo agire, nonostante siano tutte senza profumo.



Un peccato perché sui risultati non potrei lamentarmi troppo: ho notato infatti la pelle più distesa e liscia, ed anche più luminosa. Risultati in questo senso che non si discostano molto da quelli ottenuti con la maschera Rimpolpante.
Rispetto però alla sorella all'acido ialuronico, con la Maschera Attivatore di Giovinezza ho avuto una sensazione di pelle che tira stranamente inferiore e più in generale la cute mi è sembrata più idratata per quanto, anche in questo caso, fosse stato inverno ad esempio, non sarebbe stata affatto sufficiente come trattamento. Inoltre mi è sembrata leggermente più fresca sulla cute.
Anche in questo caso non si sono palesati residui o la necessità di massaggiare il siero.
La Maschera Attivatore di Giovinezza quindi mi mette un po' in difficoltà nel dover mettere pro e contro sui piatti di una bilancia, dove però purtroppo gli aspetti negativi mi sembra vincano sui positivi.

INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, Grande Distribuzione, Amazon (link Affiliato)
💸 €1.79 (in offerta)/€2.85
🏋17ml
🗺 Made in Italia
⏳ 1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸


Matt AGEACTIV® Maschera Rinnovamento Cellulare
alla Perla Nera



Molto interessante anche la perla nera come attivo cosmetico, di cui Matt ci dà una breve descrizione
"La Perla Nera di Tahiti è conosciuta come la «Regina delle perle» e da sempre rappresenta il simbolo della bellezza perfetta. La Perla Nera è naturalmente ricca di aminoacidi e sali minerali dalle proprietà lenitive e rigeneranti in grado di aiutare il rinnovamento cutaneo."
Tuttavia anche con la Maschera Rinnovamento Cellulare ho avuto un po' di problemi di adesione, e a questo punto ero davvero propenso a non voler più utilizzare queste maschere Matt. Il tessuto è pessimo, e non credo sia il caso di ripeterlo ad ogni recensione.
Il fatto è che i problemi col tessuto mi fanno un po' rabbia perché gli effetti sulla pelle ci sono.



Come efficacia in particolare, la Maschera Rinnovamento Cellulare mi ha ricordato un po' la maschera Attivatore di Giovinezza che a tenerla in posa non risultava particolarmente fresca, ma la pelle era rinfrescata una volta rimossa.
Tolta la maschera, o forse dovrei dire il lenzuolo, mi è sembrato che la pelle fosse leggermente appiccicosa, ma è stata una percezione svanita in poco tempo.
In generale ho apprezzato davvero tanto l'aspetto che ha dato alla mia pelle, mi sembrava che fosse davvero più levigata, più omogenea, più bella. Tuttavia anche in questo caso dopo poco è tornata quella percezione che vi dicevo su per quanto riguarda la maschera Rimpolpante di pelle un po' tesa, un po' bisognosa di idratazione. Quindi anche in questo caso l'aspetto estetico ha la meglio sulla confortevolezza e sentivo il bisogno di aggiungere altri prodotti idratanti.
Quindi anche la Maschera Rinnovamento Cellulare alla Perla Nera è un sì, ma no.

INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, Grande Distribuzione, Amazon (Link affiliato)
💸 €1.79 (in offerta)/€2.85
🏋17ml
🗺 Made in Italia
⏳ 1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌱


Matt AGEACTIV® Maschera Rigenerante
alla Bava di Lumaca PURA


Questa maschera Matt alla Bava di lumaca è stata una bella gatta da pelare. Intanto non voleva stare assolutamente attaccata alla pelle, sembrava un panno steso al vento. Mi son dovuto sdraiare per poterla utilizzare al meglio o avrei dovuto toglierla. L'attesa è stata comunque piacevole perché non è una maschera particolarmente fresca o che mi ha dato problemi, aderenza a parte sulla pelle.
Mi piace che Matt non metta troppa poesia nella descrizione della secrezione delle lumache, ma dice solo
"La Bava di Lumaca è ottenuta naturalmente da lumache della specie Helix Aspersa accuratamente selezionate attraverso un processo non invasivo nel rispetto dell'animale. La sua secrezione è un concentrato di proteine, minerali ed antiossidanti ed è naturalmente ricca di sostanze nutritive e rigeneranti che aiutano la pelle ad essere idratata e compatta."


Dopo la posa della maschera Rigenerante Matt posso dirvi che l'aspetto della mia pelle era assolutamente migliorato: infatti appariva più liscia, distesa, luminosa e levigata. Tuttavia avevo una sensazione di effetto liflting davvero forte, troppo per i miei gusti. In generale inoltre ancora una volta avevo la percezione che mancasse un po' di idratazione, aspetto che secondo me contribuisce ad accentuare la sensazione di tiraggio. Ho attutito la cosa applicando altri prodotti dopo, ma anche la maschera Rigenerante alla Bava di Lumaca, pur rispondendo alla sua funzione, secondo me presenta alcune scomodità.

INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, Grande Distribuzione, Amazon (Link Affiliato)
💸 €1.79 (in offerta)/€2.85
🏋17ml
🗺 Made in Italia
⏳ 1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸


Matt AGEACTIV® Maschera Ricompattante
al Collagene Vegetale



A questo punto immagino possiate capire come sia andata a finire con la maschera Ricompattante AgeActiv, tuttavia ero molto interessato a provarla perché la forma di collagene vegetale non l'avevo mai sentita. Nella descrizione Matt scrive:
"aiuta a combattere la perdita di tono e di elasticità dei tessuti ed a prevenire la formazione di rughe, per una pelle compatta e rassodata.
Il Collagene è la principale proteina del tessuto connettivo in grado di garantire l’elasticità della pelle.
Il Collagene Vegetale, estratto dalla pianta dell’acacia del Senegal, è il sostituto ottimale al collagene di origine animale, sostegno naturale della pelle e della compattezza cutanea."


Oltre però questo tecnicismo, purtroppo ha seguito gli stessi passi delle altre anche questa maschera Ricompattante Matt: problemi di adesione, siero limitato, poco idratante sulla pelle ma sicuramente schiarente e molto molto compattante.
Io ho preferito continuare con la mia skin care routine in parte per mitigare quella forte sensazione di compattezza, in parte perché sentivo bisogno di maggiore idratazione e nutrimento. Come vi dicevo poco più su d'inverno sarebbe puramente acqua fresca specie sulle pelli più secche.

INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, Grande Distribuzione, Amazon (link affiliato)
💸 €1.79 (in offerta)/€2.85
🏋17ml
🗺 Made in Italia
⏳ 1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸 



Mi spiace stroncare così una nuova linea, ma purtroppo questa è stata la mia esperienza. Ho visto del potenziale in queste maschere in tessuto Matt, ma se da un lato il siero funziona e mi sembra di qualità, la scelta degli ingredienti è un po' troppo essenziale e scarna e volta solo a dare un risultato istantaneo estetico, ma in cui ne risente la confortevolezza. In generale inoltre non si distingue in maniera così netta la differenza fra un trattamento e l'altro.
Anche le confezioni sono un po' troppo simili fra loro.
Insomma queste maschere AgeActiv a mio avviso non possono essere considerate veri e propri trattamenti urto da affiancare alla skin care, ma come sheet mask da evento da sopportare i 10 minuti di attesa e rimuovere per un aspetto più fresco e riposato, ma non credo che tutti al mattino abbiano tempo per star sdraiati con la maschera in posa. In generale credo che un tessuto decisamente più sottile avrebbe reso queste maschere davvero top, ma così purtroppo può essere snervante.

Comunque sì, avete letto bene: #MaskWednesday è diventato #WeeklyMask perché comunque volevo mantenere l'appuntamento settimanale, ma slegarlo da quell'unico giorno così che possa essere anche una sorpresa, e più comodo per me che magari mi ritrovo una recensione pronta ma non posso pubblicarla perché non è mercoledì.



Stranger Things 3 e Dark 2: promosse (senza lode) 🥈

Vorrei provare a raccogliere le mie idee su due serie tv molto attese finalmente ci hanno deliziati con un ritorno che non penso abbia lasciato qualcuno particolarmente scontento (ma non è mai detto) ma anzi siano state promosse, specie dai più nerd e da chi ama la fantascienza, ma anche chi apprezza questa operazione nostalgia che ormai non vuole più lasciarci. Come sempre la mia è una chiacchierata ignorante fra alti e bassi, per cui se non siete d'accordo, portate pazienza.

Stranger Things
Terza stagione
⭐⭐⭐🌠


Ha dovuto un po' faticare dopo una seconda stagione per me non del tutto soddisfacente, ma la terza stagione di Stranger Things, apparsa su Netflix il 4 luglio, ha superato sufficientemente la prova recuperando il terreno perso.


Se infatti nella precedente stagione sembrava che la narrazione andasse a perdersi per strade che non solo trovavo di poco appeal, ma anche che non portavano poi a nulla di realmente stravolgente, con la terza hanno costruito una storia secondo me convincente da inizio a fine, in grado soprattutto di intrattenere ed essere avvincente, anche perché si muove in maniera orizzontale, per cui puntata dopo puntata ci porta alla risoluzione a suon di azione, colpi di scena, momenti anche più simpatici e teneri o di tensione. Hanno fatto anche un buon lavoro nel prendere in considerazione il fatto (inevitabile e palese) che questi ragazzi sono cresciuti ed iniziano ad avere ovviamente atteggiamenti e desideri diversi, più maturi. Non posso dire altrettanto della loro capacità recitativa che in alcuni casi mi sembra peggiorata.

Risultati immagini per Stranger Things 3Inutile ma necessario sottolineare la bellezza delle ricostruzione degli ambienti, dell'abbigliamento, degli oggetti, la scelta delle musiche, sintomo che ovviamente è una produzione molto grande ma anche come abbiano certosinamente prestato cura ad ogni dettaglio come sempre.
Ogni personaggio comunque ha avuto, nel corso della stagione un suo percorso autonomo e logico, ma poi ognuno si ritroverà coinvolto e riunito e con un ruolo attivo in questa battaglia contro il "male".
Ho apprezzato in generale tutte le linee narrative e tutte le vicende in cui ognuno è occupato, sebbene non tutti hanno raggiunti lo stesso livello di attrattiva per me.
Penso ad esempio a Nancy e Jonathan, che se da un lato ci offrono qualche spunto interessante, come la breve e fine a se stessa parentesi sulla carriera della giovane Wheeler e sul double standard di cui è vittima in quanto donna, dall'altro il loro percorso mi sembra vada un po' più lento degli altri e che sia un po' ripetitivo.

Risultati immagini per Stranger Things 3

Stesso discorso anche per quanto riguarda Joyce e Hopper, che sembra ci mettano un po' ad ingranare, e solo alla fine avranno quella marcia in più. 
Per me la parte più spassosa e piacevole è sicuramente quella del quartetto Dustin, Erica, Steve, e Robin. Nonostante quest'ultima sia arrivata così di punto in bianco senza un reale collegamento al resto, è stata una scoperta, ma tutti e quattro secondo me ci hanno dato avventura e divertimento allo stesso tempo, nonché momenti più personali che ci hanno fatto riflettere ed il capovolgimento finale (che un po' sembra una scelta dell'ultimo momento) è stato un ulteriore punto a favore appunto di Robin. Anche i dialoghi fra questi personaggi secondo me sono quelli con maggiore ritmo e i più coinvolgenti. 
Erica poi è una totale fuori classe della shade, e spero che da qui in avanti abbia ancora un ruolo più in rilievo.


Andando più in dettaglio, se nel quadro generale ho portato a termine molto velocemente questa Stranger Things 3, e soprattutto ho notato come non si crea caos fra le linee narrative, ma sono tutte ben centrate, dall'altro lato non posso dire che tutte le puntate siano state per me sufficientemente snelle. È stata una buona mossa eliminare quell'episodio in più che avevano aggiunto inutilmente nella seconda stagione e che avrebbe allungato ancora di più i tempi, ma avrei sforbiciato qui e lì, ad esempio nell'ultima puntata che so che tanti hanno amato, che ha fatto commuovere molti, ma che a me è sembrato un po' un volerci marciare, al punto che la logica dei tempi viene piegata al volere di un pathos che a questo punto può scemare facilmente.

Immagine correlata

Definirei giusta e promossa questa terza stagione di Stranger Things: non fa secondo me grosse promesse, non punta a risultare estremamente originale, la sua struttura della tensione portata fino alla magica soluzione last minute è qualcosa che conosciamo tutti, ma secondo me questi piccoli difetti nell'insieme non pesano nel corso delle puntate, dove la gestione delle parti è omogenea, e penso che il risultato finale sia piacevole, per la maggior parte coerente e scorrevole, perfetto per il pubblico a cui fa riferimento e gradevole per chi è vorace di serie tv. Inoltre a questa stagione devo dare due meriti: il primo di aver battuto la strada per eventuali temi che possono essere trattati nelle future stagioni, come l'amicizia al femminile, la complessità della maturità e l'omosessualità, ma senza pesantezza; il secondo è che non gozzoviglia troppo nelle citazioni per il puro piacere di farlo, come magari è capitato in passato, ma queste diventano funzionali alla storia.
Della quarta stagione di Stranger Things ve ne parlo qui.


Dark
Seconda stagione
⭐⭐⭐🌠

Sembrava dovesse seguire le orme di Stranger Things, ed invece Dark ha saputo mantenere una sua identità anche in questa seconda stagione, dimostrandosi anche più matura e più cupa (ma va?!) rispetto alla collega.


Non è solo dedicata al passato, quindi, ma questa stagione si apre molto di più al futuro e finalmente viene tolto quel velo che nasconde la verità dagli occhi di molti dei personaggi che nella prima stagione erano rimasti fermi a fare da contorno. Adesso tutti più o meno si attivano, ma senza creare troppo caos in una storia che già di per sé, con i passaggi temporali, non manca di incastri complicati.
È difficile dare una spiegazione di tutti gli eventi della seconda stagione, esattamente come per la prima, ma posso dirvi che ancora una volta teologia, fantascienza, filosofia ma anche distopia, visto che è ambientata ai giorni nostri, si uniscono in una storia che prima di tutto riguarda i drammi familiari e umani. Il filo conduttore alla fine è sempre l'umanità nei suoi difetti, nell'egoismo che riunisce buona parte dei personaggi di Dark.


In questo senso è difficile distinguere fra bene e male, trovare i personaggi per cui parteggiare perché chiunque prima o poi rivela un lato oscuro. Che sia nel presente, nel passato o nel futuro ogni personaggio commetterà qualcosa di indicibile che si aggiungerà a questo grosso e intricato gomitolo di lana in cui ogni cosa sembra ripetersi, ma allo stesso tempo andare avanti. 
La seconda stagione di Dark si muove quasi per la maggiore orizzontalmente e così mi son ritrovato a voler proseguire la serie praticamente come una maratona con la voglia di scoprire sempre di più. 
C'è sicuramente tensione in alcune scene, ma non mi pare di aver assistito a chissà quali climax se non in alcuni momenti in particolare. 


Non mancano i buchi narrativi purtroppo, alcuni talmente ovvi da suscitare un eye rolling così su due piedi, non manca nemmeno la ripetitività che se da una parte può essere giustificata da quella che è la storia vera e propria, dall'altro lato può stancare e può sembrare un po' una mancanza di espedienti che funzionino
Penso ad esempio al tipico rimandare i dialoghi chiarificatori per motivi che non ci vengono mai rivelati, cosa che avevo già notato troppo spesso nella passata stagione. Più in generale qui e lì la serie avrebbe bisogno di ritmo specie in certi dialoghi appunto, ma capisco anche che, dopo aver eliminato due episodi rispetto alla prima stagione, tagliare ulteriormente poteva compromettere la comprensibilità della storia.
Inoltre capisco anche che certe scelte sono volute per rendere quel senso di claustrofobia, di ineluttabile che provoca questa Winden, una gabbia da cui non è possibile scappare.


Devo però dire che se nel passato ciclo di episodi più e più volte mi son trovato a non capire cosa stesse succedendo, questa seconda stagione è stata decisamente più chiarificatrice, nonostante dalla mia recensione non stiate capendo comunque molto.
Anche in Dark comunque non mancano gli effetti speciali, e seppur non siano tantissimi come magari in Stranger Things, vista anche la produzione immagino decisamente inferiore, sono fatti comunque davvero molto bene.
In generale è una serie tv ben strutturata, con quei piccoli dettagli che sottolineano la ciclicità degli eventi, dai titoli delle puntate, alla composizione temporale stessa degli episodi, tutti elementi che richiedono da parte dello spettatore una attenzione costante da inizio a fine



Non immagino che fra 5 o 10 anni parleremo ancora di Dark come una serie cult, nonostante ha tanti punti a suo favore e tante qualità artistiche non da poco, per un telefilm che non ha le spinte che possono avere le produzioni inglesi o americane. Son contento inoltre che la terza stagione sarà l'ultima e chiuderà in maniera spero degna una serie tv come Dark che secondo me merita una fine sensata. A proposito di finale, devo dire che l'ultima puntata mi ha lasciato qualche perplessità perché non credo abbiamo bisogno di aprire ulteriori condotti narrativi, ma immagino che con l'ottica di creare una stagione conclusiva sapranno (spero) non divagare troppo in sentieri che risulterebbero inesplorati. 





|Beauty Cues|
Nivea Sun Mousse Viso Idratante SPF 50+: la mia esperienza 🌞

Lo scorso anno era stata una vera e propria rivelazione nel campo delle protezioni solari per il viso, tanto che ve ne avevo parlato a Settembre, perché ci tenevo tanto che la scopriste anche voi. Mi riferisco alla Crema Idratante Opacizzante SPF 50 di Nivea Sun (qui la review) che è piaciuta a chiunque l'abbia consigliata (almeno credo, in caso contrario non me l'hanno detto).
Proprio la piacevolezza di quella crema solare ho deciso di dare un'opportunità anche ad un altro prodotto della linea, ma credo sia stato un grosso errore.
Già l'anno scorso nella gamma Nivea Sun mi aveva colpito la Mousse Viso Idratante sempre con SPF 50+ e sempre con protezione UVA e UVB.



Tutta la selezione di protezioni solari che propone l'azienda tedesca è a base di filtri chimici quindi se a voi creano problemi di qualunque tipo ci vediamo un'altra volta, ma a me non danno irritazioni o fastidi in genere. So che ci sono sempre due scuole di pensiero molto forti riguardo la tipologia di filtro solare, ma nel caso di Nivea apprezzo che abbiano scelto di escludere i filtri Octinoxate e Oxybenzone che pare siano i colpevoli dello sbiancamento dei coralli, tanto che in alcune isole, come le Vergini e le Hawaii sono stati completamente bannati.
Ma tornando alla Mousse Idratante SPF 50+, per quanto riguarda la formulazione non ho molto da segnalare. Nivea dice

"La sua formula, adatta al contorno occhi ed oftalmologicamente comprovata, aiuta la pelle del viso a proteggersi dai raggi del sole, grazie al supporto di un antiossidante di origine naturale. La formula idratante è dermatologicamente comprovata ed ideale per l’uso quotidiano. Dona la sensazione di una pelle liscia e morbida."

dove l'antiossidante credo sia appunto l'estratto di liquirizia e il tocoferolo acetato, ma per il resto le mie conoscenze non notano alcun altro ingrediente di rilievo, se non il fatto che il solare non contiene né siliconi né parabeni.



Ad attirarmi verso questa Mousse non c'è stato solo quella promessa di non lasciare residui bianchi sulla pelle, ma proprio il fatto che essendo in schiuma mi sembrava potesse essere un solare idratante ma leggero, da usare tutti i giorni, perfetto anche per la città e il quotidiano, come serve a me, in realtà ho avuto più di qualche difficoltà.
L'erogatore funziona bene, non spruzza ovunque ma crea una schiuma morbidissima e leggera, con un aroma fresco molto simile alla Crema Viso Idratante Opacizzante SPF 50, forse un po' troppo intenso per certi nasi, ma credo comunque gradevole.
Quando la si va a massaggiare rivela un po' di scia bianca ma che svanisce subito quando la si va a massaggiare.


Il problema della Mousse Viso Idratante di Nivea Sun sta intanto proprio nella sua consistenza: secondo me si fa un po' fatica a capire quanto prodotto stiamo applicando perché ovviamente la mousse ha un volume che svanisce una volta che andiamo a stenderla. Ora, sarò io imbranato ma non riesco mai a capire se ne sto applicando troppa o troppo poca.
In ogni caso, qualsiasi siano le quantità, c'è un inconveniente peggiore: sulla pelle non si sente, ma oltre a risultare abbastanza lucida sin da subito, appena tocco il viso è come se il prodotto fosse ancora lì e non si sia assorbito ma galleggi sulla pelle. Anche a massaggiarla più a lungo la mia pelle non vuol sapere di integrarsi con questa Mousse Idratante SPF 50 Nivea.


In una erogazione si preleva una bella nuvoletta di protezione solare che credo dovrebbe essere sufficiente per una applicazione, ma chiaramente risulta esteticamente "troppa".
L'unico modo per arginare il problema, e so che piacerà a quelli del team "ne basta poca", è appunto applicare meno della metà di mousse che esce con una erogazione, ma questo, oltre a non rispettare il valore di protezione, è anche uno spreco a meno che non la applichi su braccia o altrove.
È vero che la pelle risulta idratata e morbida, la confortevolezza c'è tutta, non risulta su di me occludente e non mi dà fastidio agli occhi o sula zona perioculare, ma ad un certo punto se ogni volta che mi sfioro il viso ho bisogno di lavarmi le mani mi sembra che non sia la protezione solare più adatta alla mia pelle.
Aggiungo che Nivea non fa specifiche sulla resistenza all'acqua di questa Mousse, ma l'azienda la definisce un prodotto per uso quotidiano per cui è giusto non faccia specifiche a riguardo. In ogni caso si rimuove abbastanza facilmente, una doppia detersione se la porta via senza sforzo.


INFO BOX   
🔎 Acqua e Sapone, Grande distribuzione, Amazon
💸 €7.40
🏋 75 ml
🗺 Made in Germania
⏳  12 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸


Per me la Mousse Idratante SPF 50+ di Nivea Sun non è assolutamente la protezione solare adatta al quotidiano, specie in un periodo come quello estivo dove è già facile lucidarsi e sopportare qualcosa sul viso è difficile. Forse in autunno o in inverno, con una pelle più secca, potrei avere una sorte migliore, ma credo preferirò darle una destinazione alternativa che non sia il viso.





Big Little Lies 2: tutto quello che non ha funzionato! 🤦🏻‍♂️

Era la primavera di un paio di anni fa quando gli appassionati di serie tv si trovavano riuniti davanti allo schermo per quella che sembrava essere la rivelazione del momento: Big Little Lies - Piccole grandi bugie.

Big Little Lies 2 recensione seconda stagione

A richiamare l'attenzione è stato subito il cast, con nomi come Nicole Kidman, Reese Witherspoon, Shailene Woodley (che vi ricordate forse per Colpa delle Stelle che potrei aver fatto una pezza già cinque anni fa), Zoë Kravitz ed una pletora di attori che riconoscereste per diverse pellicole e serie tv.
Ma le stesse vicende di Big Little Lies, per quanto non fossero un continuo innesto di intrighi e misteri, e per quanto io stesso, nel quadro generale, avevo avuto qualche dubbio, erano risultate ben congegniate, particolarmente attuali ed interessanti, e in grado di raggiungere emotivamente lo spettatore, di risultare a volte crude, altre stranianti. La prima stagione di Big Little Lies andava a toccare i nervi scoperti di rapporti interpersonali e intergenerazionali spesso difficili, e per altri versi violenti. Il traino era sicuramente il complicato rapporto fra i coniugi Celeste e Perry Wright (Alexander Skarsgård), e le conseguenze e le diramazioni che questo aveva provocato. C'era l'ombra di un mistero da risolvere che serpeggiava fra le tensioni dei drammi privati e familiari, ed un filo di ironia a darci aria quando serviva.


Il finale ci aveva dato però un senso di soddisfazione, di pace, di chiusura sebbene le vite di cui ci avevano parlato erano rimaste segnate per quello che era accaduto, ma era pur sempre una bolla sospesa con una sua logica, con un suo ecosistema di cui non avremmo saputo i futuri sviluppi.
Il tutto poi è stato incorniciato da scelte di estetica e regia, con questi scatti di immagine che apparivano come ricordi che risalgono alla memoria e ti colpiscono.
La serie nel frattempo si era portata a casa una discreta quantità di premi, ma doveva finire lì con la prima stagione anche secondo i creatori di Big Little Lies. Giustamente però un cavallo vincente non lo fai correre ad una sola gara, e così è arrivata la seconda stagione.
Dalle prime notizie che ci sono giunte sembrava che la serie volesse alzare l'asticella: avevamo perso un personaggio ma ne avremmo avuto un altro interpretato nientepopodimeno che Meryl Streep.
Quando però giorno 18 giugno hanno trasmesso le prime due puntate, le prime impressioni che mi ha trasmesso la serie non erano buone.

serie tv recensione big little lies

Tutti i personaggi mi sembravano più isterici del solito, più infantili, più grotteschi, più strambi, mi sembrava si urlassero semplicemente contro senza una ragione. La deriva di casalinghe disperate e per nulla divertenti che si impappinano in dialoghi su dialoghi che non portano a nulla, se non un continuo non chiarirsi, non mandarsi a cagare, ma un flusso di parole gettate a caso.
I dialoghi e certe scene in particolare a mio avviso tentano di distrarci e prendere il posto ad una grande carenza di linee narrative che potessero interessare lo spettatore. Ci sono in questo senso due problemi: da un lato gli approfondimenti sui personaggi sono deboli e poco coinvolgenti. Penso ad esempio a Bonnie con cui tentano uno scavo più psicologico, che però risulta noioso e ripetitivo,  nel tentativo di raccontarci questa rabbia, questo senso di colpa che si è sedimentato col tempo e viene da più lontano, e a forza ci danno sprazzi del suo passato che dovrebbero giustificare questo suo modo di essere. È vero, è sempre stata un po' strana, ma non è che se la fanno vagare come una matta in mezzo ai boschi ci danno il pieno senso del suo malessere.

seconda stagione episodi big little lies

Dall'altro lato c'è l'incapacità di dar vita a dei personaggi che una vita non dovrebbero averla, che non hanno una storia ma che dovevano restare in quella bolla di immaginazione. Come ad esempio Madeline e Ed che non avendo assolutamente nulla da dire non fanno altro che ripetere lo stesso andamento ancora, e ancora e ancora, fin quando del loro matrimonio non ce ne può importare un fico secco.
Questi due problemi si riuniscono in una sola via: non sappiamo come far concludere la storia, quindi facciamo un flip cambiando completamente strada e tornado sui nostri passi. Qualunque litigio, incomprensione, complicazione, la raggiriamo e la superiamo da una puntata all'altra per un colpo di bacchetta.

big little lies 2 episodi

Questa è un po' anche l'evoluzione che spetta a Jane, se non fosse che la sua story line aveva davvero del potenziale, buttato però alle ortiche. Potevano farci scavare all'interno del suo dramma, di come ha affrontato il trauma e come ha tentato di superarlo, magari con l'aiuto di un professionista. Peccato sia l'unica che, piuttosto che andare da uno psicologo (come fanno tutti, che vanno sempre dalla stessa), si lancia in una relazione con questo tipo inquietante che è provoca un trasporto e un appassionamento pari ad una bancarella del mercato del pesce.
Jane aveva molto da raccontare ma non hanno voluto né hanno saputo farlo, vedi il momento in cui confessa al figlio Ziggy ciò che è realmente successo e semplicemente, non sapendo come affrontare un argomento così forte e duro, tagliano la scena.


E se non abbiamo proprio nulla da raccontare e ci scocciamo pure a dare un senso a quello che stiamo narrando? In quel caso lasciamo le cose sospese in aria facendo finta di nulla, come con Renata, un personaggio piegato per diventare un meme, fra urla, scleri e crisi di nervi, in parte anche giustificati, ma in parte un po' troppo sopra le righe.
A chi verrebbe in mente ad esempio di organizzare una festa di compleanno per una bambina a tema disco dance anni '70? L'anno prima andava bene Elsa di Frozen, l'anno dopo appassionata dei Bee Gees e dei The Trammps?
Ad un certo punto di questa seconda stagione di Big Little Lies l'unica alternativa per andare avanti è stata staccare la logica e seguire il flusso degli eventi per quello che erano. L'unico percorso che fin da subito ha avuto un senso ed è stato avvincente da seguire è lo scontro fra Celeste e la suocera, Mary Louise Wright, un classico che in questo caso poteva avere picchi drammatici interessanti.
Non ha uno sviluppo particolarmente originale, ma è davvero l'unica linea narrativa che in questa stagione poteva avere più o meno senso.

big little lies

Dicono che Meryl Streep abbia voluto gestire in autonomia il suo personaggio non accogliendo le indicazioni della regista Andrea Arnold, e, se così fosse, secondo me ha fatto bene. Ovviamente non ero lì con loro, seppur avrei adorato esserlo, ma trasformare il personaggio di Mary Louise in un cattivo senza redenzione non avrebbe fatto altro che appiattirne la sostanza: un villain agisce solo perché malvagio senza maggiori dettagli, è semplicemente la sua indole; invece credo che ci sia stato forse il tentativo di dare maggiore profondità al personaggio, renderlo più articolato per giustificarne motivazioni più che umane.
Comunque anche questa parte di Big Little Lies, che vince facile rispetto al resto, non è esente da problemi. Celeste ad esempio cambia atteggiamento con uno schiocco delle dita, e provvidenzialmente trova, proprio alla fine, il modo di uscire vincente dalla sua battaglia.



Lo  scontro fra queste due donne ci fa subodorare l'aroma del thriller che avevo vissuto nella precedente stagione, peccato che anche questo sarà un percorso lasciato aperto e solo abbozzato anche un po' male, che non troverà evoluzione.
Come ho detto altrove, che abbiate apprezzato questa seconda stagione di Big Little Lies è comprensibile, visto che ci hanno dato un cast da Oscar e che si tratta di una produzione di livello e non di una replica di Carabinieri su Canale 5 con Manuela Arcuri o Alessia Marcuzzi, ma credo che questi problemi, che su più fronti si sono scontrati, difficilmente possono essere superati.
Big Little Lies non era una serie perfetta, come moltissime, ma andava bene così com'era.

Arrivando in fast forward al 2023, Nicole Kidman ha affermato che ci sarà una terza stagione ma solo a Settembre 2025 è arrivata la conferma ufficiale. Pare che sia stata scelta come sceneggiatrice Francesca Sloane, già creatrice di Mr. and Mrs. Smith su Prime Video, e si occuperà di scrivere il primo episodio oltre ad essere produttrice esecutiva insieme a David E. Kelley, Kidman e Witherspoon.








Una novità. Iscriviti qui

Vi sono piaciuti