Mi piacciono le storie divisive, complesse, che mi fanno riflettere, qualcosa che sia stimolante e diverso dai soliti canoni, come quello che accade in Pillion - Amore senza freni. Ma una base originale può essere l'idea per un buon film?
Genere: drammatico, commedia, erotico Durata: 107 minuti Regia: Harry Lighton Uscita in Italia: 12 Febbraio 2026 (cinema) Paese di produzione: UK |
|---|
In Pillion conosciamo Colin (Harry Melling, The Pale Blue Eye, La regina degli scacchi), un giovane uomo omosessuale dalla vita ordinaria o forse anche un po' triste: vive infatti con i genitori in un sobborgo londinese, lavora come addetto multe in un parcheggio e canta saltuariamente in un gruppo a capella insieme al padre Pete (Douglas Hodge, We Live in Time). Nonostante sia apertamente dichiarato, Colin è introverso e riservato, e persino i suoi genitori lo esortano a darsi da fare nel trovare un fidanzato. Un giorno in un pub Colin incontra Ray (Alexander Skarsgård, Lee Miller), imponente ed enigmatico motociclista che sembra stranamente interessato a lui, tanto da invitarlo ad un incontro con un biglietto.
Colin accetta l'appuntamento, ma il primo approccio non va affatto come ci si potrebbe aspettare. Ray è infatti un master, un dominatore che pratica BDSM, ed ha una visione delle relazioni meno convenzionale. Dopo un primo incontro apparentemente conclusivo, i due si ritrovano, dando inizio a un rapporto molto particolare, regolato da dinamiche rigide tra dominatore e sottomesso.
Credo che Pillion - Amore Senza Freni sia uno dei film più stratificati che abbia visto da parecchio tempo a questa parte, tanto che incasellarlo in un genere è anche abbastanza complesso. Abbiamo i contorni di un film sentimentale, perché si parla di amore e romanticismo visti da una prospettiva diversa; ha venature da commedia, soprattutto nell'autoironia di Colin; ci sono erotismo e scene esplicite che non diventano mai fini a se stessi, mentre la componente drammatica si sviluppa quando il film entra in una fase di consapevolezza. Tutti elementi che secondo me lo rendono forse non adatto a tutti, e che anche a me ha suscitato riflessioni e perplessità.
Pillon, preso nel suo insieme, è un coming of age molto interessante, in cui Colin è molto più centrale di quello che si possa pensare. Col suo modo goffo, a tratti tenero tanto da far sorridere, il protagonista non è infatti il Simon di Love, Simon che deve accettare la propria omosessualità, ma deve fare un passo successivo: capire cosa realmente vuole dalla sua sfera affettiva e sessuale per non sprofondare nella solitudine.
In questo contesto di sottomissione, provocazione, abuso, umiliazione e svalutazione, Colin scoprirà la sua autostima e il suo valore tanto da capire che forse il mondo BDSM potrebbe essere comunque il suo stile di vita ideale, ma che c'è differenza.
Nella sua parte più drammatica Pillion - Amore senza freni, entra in un ambito che secondo me è difficile da decifrare e che si muove molto su alcune sottigliezze. Personalmente non sono esperto delle pratiche sessuali di questi tipo, ma sono certo che il consenso reciproco e chiaramente espresso sia alla base di qualunque tipo di rapporto. Il film stesso ci mostra delle sfumature nell'ambito BDSM: un amico di Ray menziona l'importanza di baciare il proprio dominatore, un gesto di affetto che tra i due protagonisti manca del tutto.
Solo saltuariamente il personaggio di Alexander Skarsgård si apre ad un approccio differente, e questo ci fa subodorare che ci siano delle difficoltà più profonde che Ray ha soffocato ed è finito per controllare attraverso pratiche estreme.
Colin quindi trova nel modo controllante di Ray quella sicurezza relazionale che in fondo tutti cerchiamo, ma presto si rende conto che non tutto ciò che deve fare è comunque corretto.
Qui il film entra in un campo spinoso, anche controverso, che come dicevo anche a me ha lasciato alcune perplessità.
Infatti il modo in cui viene dipinto Ray, di cui sappiamo pochissimo, lascia dubbi su come mai si avvicini a un ragazzo come Colin, che non sembra esattamente, almeno all'apparenza, vicino a certi tipi di pratiche. In effetti questa è la parte che forse avrebbe secondo me avuto bisogno di qualche approfondimento in più perché non sembra del tutto realistica.
È chiaro secondo me che Ray ha bisogno di "un" Colin in modo più sottile che si coglie nel corso del film e quindi non voglio dirvi molto, ma avrei voluto che il film mostrasse un po' di più.
Però Pillion gioca dichiaratamente molto su questi dettagli, su dove siano i limiti dell'abuso fisico e psicologico, e dello sfruttamento delle vulnerabilità dell'altro, e quanto siamo disposti a mettere in gioco di noi stessi per far funzionare una relazione affettiva.
In fondo siamo cresciuti con migliaia di commedie, anche romantiche, che ci hanno lasciato l'incognita "e tu cosa sei disposto di fare per amore?", e Pillion trova una maggiore veridicità attraverso il mondo del BDSM che può avere dinamiche differenti. Però devo sottolineare che secondo me non si rivolge solo ad un pubblico queer ma offre soggetti che possono essere universalizzabili.
Forse la domanda più grande che mi è rimasta riguarda lo stesso Colin e la sua presa di consapevolezza: se con Ray ha capito che alcune pratiche del BDSM possano essere parte della sua vita in generale, senza un confronto con altre modalità di affetto e relazioni, il film ci lascia col dubbio se abbia davvero trovato la sua strada o se semplicemente si sia adattato a una nuova forma di sottomissione, privandosi dell'opportunità di esplorare altro.
Nonostante comunque queste mie elucubrazioni, non posso non sottolineare la bravura di Harry Melling e Alexander Skarsgård in questi ruoli non di certo facili e che non diventano macchiette.
Allargando la mia prospettiva tocca però ammettere che Pillion riesce dove altri titoli più o meno recenti mi hanno deluso. Ci mostra infatti fisicità finalmente differenti e più inclusive di quanto abbia fatto il banale Heated Rivalry in otto episodi, ma anche con una relazione più originale e profonda di quanto possa sembrare e psicologie più intense. La regia e l'impostazione del film rendono secondo me Pillion anche molto più interessante e scorrevole di Queer. Inoltre la carica erotica del film di Harry Lighton batte sia Guadagnino che quel mosciume di Cime Tempestose con cui ha condiviso l'uscita al cinema.
Se scollegato dall'essere a tema queer e strettamente legato al mondo del BDSM, Pillion è il tipico film sentimentale di opposti che si attraggano e che finiscono per mettersi in gioco, ritrovandosi in situazioni anche complesse. Ma qui finalmente vengono rotti quegli schermi che ormai sono diventati vecchi e credo servano più film come questo.
0 comments:
Posta un commento
E tu cosa ne pensi?
Info Privacy