Avere uno stile "classico", in un mondo che cerca sempre innovazione, non deve essere per forza un minus, specie se ci sono altre caratteristiche che funzionano. Ho terminato proprio due serie tv che vivono di questa dicotomia: sono uscite di recente, non presentano qualcosa di nuovo, non rivoluzionano il genere ma sono comunque promosse.
Se è martedì, è omicidio
Prima stagione
Se siete fan di Only murders in the building e se vi piacciono produzioni recenti che ricordano i gialli di Agatha Christie come Il Club dei Delitti del Giovedì e il franchise Knives Out, Se è martedì, è omicidio può proprio piacervi.
È una produzione Hulu uscita su Disney + con cadenza settimanale dal 31 marzo di quest'anno, ed è ambientata a Lisbona. Un gruppo di persone molto diverse fra di loro si troverà in un viaggio organizzato che non inizierà nel migliore dei modi: Fernando (Pedro Casablanc, Quella notte), uno dei vacanzieri, verrà trovato morto nella sua stanza e la polizia lo archivierà come un decesso accidentale. Ma quattro dei partecipanti al viaggio non saranno convinti e si metteranno ad investigare. Fra loro ci sono Fabio (Álex García), affascinante ma dal passato misterioso, Daniel (Biel Montoro), un ragazzo con sindrome di Asperger, Alicia (Inma Cuesta) taciturna e un po' scontrosa, e Pura (Ana Wagener), casalinga agé appassionata di misteri.
Così il gruppetto si metterà ad indagare, ma anche le loro vite non sono esenti da ombre.
Non posso dire troppo su Se è martedì, è omicidio perché vi toglierei parte del piacere della scoperta della storia. Vi posso dire che appunto le indagini di Daniel, Fabio, Alicia e Pura si innestano inevitabilmente con le loro vite e con le motivazioni che li hanno spinti a fare questo viaggio.
Da questo punto di vista secondo me la serie tv fa un buon lavoro: da un lato abbiamo dei personaggi riconoscibili sin da subito, a tratti anche stereotipati, ma che poi sanno rivelare pezzetti delle loro storie che spostano un po' l'ago della bilancia.
Per quanto invece riguarda l'intreccio narrativo, Se è martedì, è omicidio è un whodunit che sa essere classico e contemporaneo allo stesso tempo. Infatti come accennavo, intorno ad elementi distinguibili del genere (incluso anche questo alberghetto dall'aspetto retrò), ci sono elementi più moderni. Inoltre è un costante inseguirsi di momenti di tensione, battute più divertenti, e parentesi più drammatiche.
Ho apprezzato poi molto come Lisbona faccia da scenario alle vicende, facendoci conoscere un po' della sua storia e credo che dal punto di vista tecnico generale abbiano fatto un buon lavoro. I sette episodi di cui è composta hanno la giusta misura ed il giusto ritmo per non annoiare.
Non so bene quale critica possa muovere su Si es martes, es asesinato perché secondo me è una serie tv che si prende poco sul serio, che dichiara apertamente il suo derivatismo, e che nasce per intrattenere, far sorridere e non appesantire. Potrei dire che certe scene non sono del tutto credibili o realistiche ma secondo me sta proprio nel patto che la serie stessa fa col suo pubblico. Per il resto la sceneggiatura mi sembra solida e, vista la porta aperta lasciata dal finale, spero ci possa essere una seconda stagione che ancora deve essere confermata.
Ripple - Increspature
Prima stagione
Sempre il 31 marzo, ma questa volta su Netflix è arrivata una serie tv che potrei definire toccante, commovente, e che basa tutto sui buoni sentimenti.
La storia in questo caso è meno lineare di quanto si possa pensare: conosciamo infatti quattro newyorkesi, ognuno con una vita differente, ma in qualche modo destinati ad incontrarsi. C'è Nate (Ian Harding, Pretty Little Liars, Our Little Secret), gestore di un pub che sta attraversando la separazione dalla moglie e che improvvisamente scopre di essere malato; c'è Walter (Frankie Faison) il quale dovrà ricostruire la sua vita dopo la morte della moglie e che troverà conforto nella fede; poi conosciamo Kris (Julia Chan) che invece ha perso il lavoro come discografica, ma sa che è quella sua passione, e infatti quando incontrerà Aria (Sydney Agudong), ne riconoscerà il talento anche se lei si è completamente chiusa in se stessa.
Ripple mi ha ricordato diverse serie tv come ad esempio This is Us, Firefly Lane, Modern Love, e tutto quel filone di titoli in cui non c'è un solo protagonista ed una storyline che ha un inizio ed una fine, ma è un flusso di eventi, incontri, occasioni che spingono i personaggi e le loro vicende.
È insomma una serie tv che vuol celebrare e raccontare le piccole e grandi sfide della quotidianità, quelle svolte ma anche quegli intoppi, quei pezzetti di vita che un po' tutti passiamo prima o poi, ma Ripple cerca di mostrarci quell'effetto farfalla che non sempre notiamo. Le vite dei protagonisti in qualche modo si toccano, si sfiorano, si incontrano anche prima che lo facciano più direttamente.
Questa serie tv Netflix mi ha ricordato un po' le produzioni degli anni '90 e dei primi 2000, quando la narrazione non doveva per forza puntare ad una risoluzione definitiva per non farsi sfuggire l'attenzione dello spettatore come capita adesso. In Ripple c'è un fluire di eventi più naturale, ed essendo cambiato molto il nostro approccio a film e serie tv, mi è sembrata una serie tv più classica.
Anche qui comunque ho qualche avvertimento da lasciarvi qualora non abbiate ancora visto la serie. Ad esempio sono certo che a qualcuno possa proprio non piacere questo approccio, preferendo un percorso narrativo più netto. C'è chi magari potrebbe trovarla troppo melodrammatica o stucchevole proprio perché gioca molto su questa giostra di sentimenti che si susseguono. A me personalmente ha forse lasciato perplesso più che altro come alcune dinamiche risultino un po' forzate: nell'ottica di far quadrare tutto, di coinvolgere tutti i personaggi, mi sembra che quel gioco di causa-effetto, o comunque di destino e libero arbitrio, venga a volte un po' piegato.
Ripple poi non è adatta sia per chi cerca qualcosa dal ritmo più concitato, ma soprattutto se in qualche modo state vivendo direttamente le tematiche della serie. È vero che ci sono dei momenti di conforto, dolcezza e tenerezza, ma spesso temi come la malattia e la morte vengono raccontati e mostrati e possono essere triggeranti.
A parte questo però, che comunque credo faccia parte dello stile della serie tv stessa, Ripple è stata piacevole da seguire, scorre bene e anche in questo caso il rapporto durata ed episodi è perfettamente in linea con i contenuti.
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