martedì 20 settembre 2022

Il Signore delle Formiche è un film da vedere (nonostante tutto)

Era parecchio tempo che non mettevo piede al cinema, ma ormai avrete capito che questa estate si è condita di vecchie e nuove buone abitudini. 
Per riprendere proprio quella del cinema abbiamo scelto Il Signore delle Formiche, in concorso al Festival di Venezia, che racconta una storia vera quanto mai attuale.

Genere: drammatico, storico, biografico
Durata: 130 minuti
Regia: Gianni Amelio
Uscita in Italia: 8 Settembre 2022 (Cinema)
Paese di produzione: Italia

Mirmecologo, drammaturgo, scrittore, partigiano, poeta e filosofo, sono queste alcune delle qualifiche di Aldo Braibanti, che non verrà elogiato per le sue doti intellettuali, ma passò alle cronache di fine anni '60 per essere stato accusato di plagio nei confronti del giovane Ettore (nella realtà Giovanni Sanfratello). I due infatti si erano conosciuti in Emilia Romagna nel laboratorio culturale di Braibanti, ma quando quell'interesse per l'arte, la letteratura e le formiche diventerà altro, decideranno di scappare a Roma per poter vivere liberamente il loro rapporto e stare lontano dalle dicerie di un paesello piacentino.
Tuttavia Aldo ed Ettore non troveranno mai la felicità, perché quando i genitori rinchiuderanno il ragazzo in una clinica di conversione dell'orientamento sessuale, e denunceranno Braibanti, quel sogno si infrangerà e diventerà un incubo.

Gianni Amelio racconta la storia di Aldo ed Ettore attraverso due fasce temporali ben distinte, ma ne dà un ampio respiro inserendoci all'interno un significato più ampio. Non si tratta infatti solo di denunciare un caso legale e di un processo sbagliato ed ingiusto, visto che più di dieci anni più tardi il reato di plagio verrà ritenuto incostituzionale, ma racconta l'Italia di ieri e di oggi. L'immagine che ne esce è infatti un paese retrogrado, lento, legato alla fede religiosa in modo bigotto, dove ci si preoccupava più di un eloquio garbato e "pulito" che della veridicità dei fatti. Un'Italia che si trascina ancora l'ombra del fascismo, dove l'omosessualità non viene contemplata perché semplicemente non può esistere.

Il Signore delle Formiche non è però un film storico o politico, perché racconta una realtà che esula dal periodo storico in cui si svolge, e sebbene vengano più e più volte ovviamente nominati partiti,  movimenti e pensieri politici, ci mostra secondo me più un substrato sociale ottusamente ancorato al passato che ancora oggi appartiene ad una parte della popolazione.
Un immobilismo culturale che non ha partito politico né epoca.
Gli stessi Aldo ed Ettore sono sì, dei personaggi realmente esistiti ma anche delle figure metaforiche che rappresentano le vittime di una società e di un apparato legale non funzionante, soggetti da mettere a tacere o condannare in quanto diversi rispetto ad un credo comune. Due personaggi che purtroppo potremmo collocare anche ai giorni nostri, dove ancora si cerca un colpevole senza che vi siano colpe.

È un film da vedere perché racconta una storia italiana da conoscere, capire ed assorbire, senza mai scadere nel pruriginoso, con una intensità crescente e con un'ottima recitazione.
L'Aldo Braibanti di Luigi Lo Cascio è una figura sfaccettata, particolare, con le sue luci e le sue ombre, un carattere non facile ma sempre con la dignità incredibile, probabilmente trasmessa dalla madre, di chi non vuole essere né martire né mostro ma solo essere accettato in quanto essere umano. 
Leonardo Maltese nei panni di Ettore è credibile, intenso, dolce, ma non infantile o sciocco. Elio Germano è invece un giornalista dell'Unità, uno dei pochi che sostiene Braibanti e che ci dà qualche risata amara.


Il "nonostante tutto" del mio titolo è dato da alcuni aspetti, sicuramente secondari, che non mi fanno considerare Il signore delle formiche un film dall'impatto cinematografico (quindi indifferentemente dal messaggio che vuole trasmettere) così unico. È infatti una pellicola dal taglio abbastanza classico, senza guizzi particolari che un occhio non tecnico come il mio potesse notare. 
La prima parte inoltre mi è sembrata un po' troppo impostata, sia nel modo in cui vengono esposti i dialoghi, sia nella regia con questi costanti primi piani. Ci si scioglie di più nella seconda parte, quando aumenta anche il ritmo.
Mi è mancata inoltre una panoramica più ampia dell'opinione pubblica, sia in negativo che in positivo, visto che Braibanti pare avesse il sostegno di importanti personaggi dell'epoca come Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, ed Elsa Morante.

Non credevo che sarebbe stata una recensione così seria quando ho iniziato a parlare de Il Signore delle Formiche, ma mi è venuto spontaneo dare il giusto peso al messaggio quasi educativo che viene trasmesso. Non è però il senso di pesantezza quello che ho avuto uscendo dal cinema, ma più una sensazione di tristezza per chi non ha potuto e non può vivere ancora oggi le mie stesse libertà.




8 commenti:

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  1. "Non è però il senso di pesantezza quello che ho avuto uscendo dal cinema, ma più una sensazione di tristezza per chi non ha potuto e non può vivere ancora oggi le mie stesse libertà."
    E' la stessa sensazione che ho provato anche io, nonostante qualche didascalismo e un protagonista col quale non sono riuscita ad empatizzare fino in fondo.

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    1. Anche a me non ha fatto simpatia il protagonista, ma credo sia stato un effetto voluto non solo per descrivere il personaggio sicuramente dal carattere particolare, ma anche per dire che non serve essere degli angeli per avere giustizia secondo me.

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  2. Una gran bella recensione. Lucida, obiettiva, non banale. Lo vedrò appena possibile. Buona domenica Pier.

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    1. Grazie mille Mariella, è quello che merita questo film. È una storia che non conoscevo ma credo meriti. Buona domenica a te!

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  3. L'ho adorato: finito al cinema per caso, senza manco sapere cosa fosse.
    Non conoscevo la storia vera.
    Come inquadrature e fotografia, veramente top.
    Quanto alla messa in scena, mi è piaciuto come Amelio ha davvero raso al suolo tutti (a partire dallo stesso protagonista, non certo esente da qualche vizio discutibile).

    Moz-

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    1. Mi fa piacere leggere questo entusiasmo, e devo dire che lo condivido in parte. Le inquadrature mi avevano un po' stufato dopo un po'.

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    2. Io sono amante di questo genere di cose, adoro ad esempio La grande bellezza...

      Moz-

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