venerdì 27 aprile 2018

Quella volta che mia madre mi ha difeso.


Quando inizi a dire "ai miei tempi", vuol dire che stai invecchiando perché inizi a vedere il cambiamento intorno a te.
Ai miei tempi queste cose non le facevamo.
Ai miei tempi ci si comportava bene.
Ai miei tempi a scuola si studiava di più, più seriamente.
Ai miei tempi non avevamo i cellulari così moderni, perennemente connessi ad internet, social e chat. E non li usavamo per tradurre le versioni di latino durante i compiti in classe.
Il bullismo  però c'era anche ai miei tempi, come oggi, anche in un piccolo paese di provincia come il mio.
Ricordo ancora alle medie, ad esempio, come era stato preso di mira un ragazzo balbuziente, vittima di battute anche per il suo aspetto e il suo modo di fare, che gli dava all'apparenza molti anni in più. Eppure anche il bullismo ai miei tempi era diverso, o per lo meno, nel mio ricordo la magra consolazione è che le prese in giro, almeno nella mia scuola, capitavano un po' a tutti, chi più chi meno, e non erano mai l'occasione per imporsi l'uno sull'altro, per terrorizzare quella persona o escluderla, anzi alla fine si era amici come prima, si facevano i compiti assieme o si giocava a calcio (io no, figuratevi se giocavo a calcio). Certo, quel ragazzino che a stento reagiva, era la preda più facile e preferita per fare anche solo una battuta, ma non ricordo sinceramente un'atmosfera violenta o la cattiveria di rivalersi in modo fisico, ma solo il gioco di ragazzini scemi.
Anzi, la maggior parte delle volte lo scherno non veniva fatto nemmeno di fronte al capro espiatorio di turno. Questa è una attenuante? È giusto comunque?
Certo che no, nessuno alla fine ha mai fatto sentire a suo agio quel ragazzino, nessuno magari l'ha aiutato ad esprimersi meglio, a sentirsi fra amici e coetanei. Io stesso mi sento ancora in colpa per aver riso insieme agli altri.
Credo che ora abbia anche un figlio, e sono sicuro faccia il meccanico.
Alle superiori era diverso perché non dovevi più confrontarti solo con i compagni, ma anche con i professori. O per lo meno, eri spinto da quella voglia di sentirti adulto, ad avere a che fare con gli adulti.
Le battute sceme c'erano anche allora e il bullismo continuava ad esserci, ma erano anche in questo caso "piccole" cose, che in genere avvenivano di classe in classe, complice il fatto che il mio era un piccolo liceo, con poche sezioni.
C'erano anche quelli che rispondevano maleducatamente ad un professore o che protestavano e non poco. Erano casi isolati, in rare occasioni e non avevano magari l'arroganza di mettere in piedi certi teatrini che oggi si vedono. Erano più scatti di ira momentanei magari per un brutto voto o un rimprovero, ma c'erano.
Ricordo che anche io quasi ebbi lo stesso scatto d'ira. Venni coinvolto in una interrogazione a cinque minuti dalla campanella di uscita da scuola. Cercai di rispondere il più possibile, ma ovviamente la campanella suonò. La cosa più logica sarebbe stata proseguire l'interrogazione in un altro momento, e invece no. La prof infatti mi disse che forse mi avrebbe messo sei. Ricordo ancora me davanti alla porta della sala dei professori (perché ho dovuto chiederle io quali intenzioni avesse) e nella mia testa, a sentire quelle parole, salì la voglia di prendere la carpetta dell'ora di arte e lanciargliela contro.

L'arma del delitto, ma la mia aveva il manico rosso...sangue.

Ovviamente non l'ho fatto, sono rimasto impietrito e quando tornai a casa, scoppiai a piangere.
Avevo studiato, ma non avevo avuto nemmeno il tempo di parlare.
In pratica il mio incubo più grande: non avere modo di esprimermi. Infatti ho aperto un blog.
Immaginate me che mangio le penne al pomodoro e inizio a piangere nerissimo per l'accaduto.
Ho sempre sfogato la mia rabbia sul cibo.
Guardandolo ora, in prospettiva, avrei detto alla professoressa "mettimi quello che vuoi, anche un tre con la penna dorata e il pennacchio in punta", ma all'epoca, quando quello è il tuo unico compito e senti di aver ragione, c'è poco da fare: ti incazzi.
Eppure, ai miei tempi avevamo il rispetto e il timore per un adulto, più grande di noi, con un ruolo diverso dal nostro.
Se una professoressa alzava la voce, e ti intimava un voto basso, difficilmente qualcuno ribatteva anche solo per dire che fosse ingiusto. Ripeto, alcuni lo facevano, ma era raro.
È vero, non tutte le professoresse incutevano lo stesso timore. Per dire, quella di chimica la soprannominammo Gigia, per poi scoprire che anche il suo gatto si chiamava Gigio. Ma sentivamo il peso di quei numerini incolonnati sul registro. Erano molto più reali di quanto potessero sembrare.
Specie per chi come me non è mai stato un genio.
A scuola sono sempre stato quello "bravo, ma che non si impegna", come dicevano gli insegnanti alle riunioni con i genitori, e avevano ragione. Andavo avanti senza troppo sbatti, e soprattutto quando c'era da avere a che fare con le regole, le formule, e tutto ciò che si doveva imparare a memoria, la mia mente non c'era.
La matematica poi era un dramma e lo è tutt'ora. Ogniqualvolta vedo dei numeri, il cervello si scollega e l'unica cosa che riesce a considerare è la nebbia in cui brancola.
La cosa buffa è che dopo le medie scelsi il liceo scientifico, ma avevo anche ragione: a quantità di ore, la maggior parte della materie non riguardavano la matematica, o la fisica, e comunque in altre scuole avrei avuto lo stesso scalino da superare.
La conseguenza diretta è stata che per tre dei cinque anni di liceo, presi lezioni private di matematica, annaspando per un sei.
Anche se sembrerà una scusa, resti fra noi il fatto che le insegnanti che si sono susseguite alla cattedra di matematica, non erano esattamente la definizione di "a beautiful mind" (questo in verità ha caratterizzato tutta la mia carriera scolastica, ma ne parliamo un'altra volta).
Non era raro che ad esempio, la stessa professoressa si perdesse nei calcoli alla lavagna, non sapendo risolvere una qualche equazione.

"Facciamo che passiamo a storia?"

Eppure, ogni volta che mia madre andava agli incontri con i docenti, proprio la professoressa di matematica continuava a dirle che avevo fatto la scelta sbagliata, che non ero portato per la sua materia, che dovevo cambiare scuola, perché il liceo scientifico era troppo complesso per me.
Mia madre ha sempre ascoltato col capo cosparso di cenere pazientemente quello che dicevano i professori, anche perché avevano ragione il più delle volte, e il suo ritorno a casa dopo gli incontri erano sudori freddi per me. Avevo il terrore di non averla sufficientemente preparata psicologicamente a sopportare quello che le avrebbero detto.
In realtà lei tornava abbastanza tranquilla, ero io che andavo in panico.
All'ennesimo incontro con i docenti però mia madre sbottò, e, stufa della solita tiritera, prese le mie difese e disse alla professoressa di matematica che continuare a ripetere che non ero portato per la materia non avrebbe risolto la cosa, che in altre scuole magari avrei avuto la stessa o maggiore difficoltà, ad esempio col greco, vista già la mia lacunosa espressività in italiano, e che non avrei cambiato scuola.
Da quel momento la professoressa si limitò a spiegare il mio andamento generale, senza più riferimenti ai miei limiti.
Questo confronto fra mia madre e la professoressa l'ho scoperto solo la settimana scorsa, con più di 10 anni di ritardo.
Non so cosa sarebbe cambiato a sapere all'epoca che mia madre aveva tenuto testa ad un docente, che aveva preso le mie parti perché aveva capito che non ero io il problema, ma erano ben altri, so però che sono cresciuto con l'idea che la responsabilità del mio "successo" o del mio fallimento sarebbe stata sempre mia, strettamente legata alla mia capacità di impegnarmi.




54 commenti:

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  1. guarda io mi guardo intorno e non lo so cosa è successo, mi sento fuori dal mio tempo costantemente sia nel confronto coi coetanei che con le generazioni più piccole lasciamo proprio perdere..e quindi non so, so solo che le mie difese coi prof mia madre non le ha mai prese xD

    mallory

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    1. Magari anche tu non lo sai ancora :D

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  2. Mi hai fatta riflettere tantissimo con questo post, perché anche a me è capitata di avere la mamma che mi difendesse a scuola. Io però c'ero. Come te in matematica sono sempre stata un po' capra, eppure ho scelto il liceo scientifico (e non contenta ora lavoro in contabilità), in compenso ero davvero brava in tutto quello che riguardava le materie umanistiche e tutti l'hanno sempre saputo. Un anno sono stata accusata dalla prof di italiano di plagio per un tema con argomento a sorpresa e per questo mi sono ritrovata con il protocollo che alla fine riportava in rosso e in lettere che coprivano la pagina intera la scritta "PLAGIO!!!!" e sotto un voto bassissimo che ho rimosso. Mia madre ai colloqui non ci ha proprio visto e ha sbottato e sono stata molto fiera di lei perché le accuse erano infondate e mi scocciava non riuscire a farlo credere alla prof. Personalmente a me non ha cambiato un granché questo fatto, se non una grande soddisfazione del momento a veder zittita la profia accusatrice da un'altro adulto, ma ero giovane e non davo molta importanza a cose come questa, tanto che non ci ho più pensato finché non ho letto questo tuo post, figurati!
    Posso dire però cosa mi ha fatta riflettere e capire che la responsabilità del successo ce l'abbiamo in mano noi, quando un paio di anni fa, dopo molto dalla fine del liceo ho rivisto una vecchia compagna di classe con la quale non sono mai andata molto d'accordo e chiaccherando e raccontandole un po' dove sono arrivata, lei ha sbottato con un: non credevo all'epoca saresti arrivata dove sei ora, ti ammiro davvero per la perseveranza e la determinazione che hai dimostrato di avere! Ecco, qui ho capito che aveva perfettamente ragione, in fondo come si dice: siamo noi gli artefici del nostro destino!

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    1. Devono essere state due occasioni di soddisfazione :)

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  3. Grazie per aver condiviso con noi questo angolo di ricordi, Pier.
    Io credo ci sia un' enorme differenza tra tua mamma e le madri "di oggi", perché lei ha preso le tue difese senza dirti nulla mentre queste ultime creano i ragazzini "mostri" di cui sentiamo parlare proprio perché li giustificano e li difendono a prescindere costantemente.
    Ah, la matematica faceva un sacco schifo pure a me. Mi dissero nel nostro cervello si attivano le medesime parti sia per l'uso della matematica, che per leggere la musica che per l'uso di lingue complesse come il tedesco.
    Infatti io a 30 anni e col linguistico alle spalle, in tedesco so solo dire "prosciutto con patate", ho fallito in ogni tentativo di imparare a suonare uno strumento e non so fare le divisioni a mano. Avanti così :D

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    1. Non sapevo quale sarebbe stato il senso di questo post, ma mi è sembrato carino lasciare un ricordo di quanto è accaduto visto che la cosa mi ha sorpreso.
      Prosciutto con le patate credo possa essere utile da sapere in qualsiasi lingua :D

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  4. Se dovessi dirti cosa penso delle generazioni attuali, del bullismo, della scuola e di tante altre cose, non finirei di scrivere entro la giornata. La recente visione di Tredici mi ha dato non pochi spunti di riflessione, insieme a questo tuo post. E benché non sia vecchissima e abbia terminato le superiori solo da 8 anni, vedo delle pericolose differenze tra la mia generazione e quella attuale. Ho la sensazione che il mondo dei social e di internet abbia fritto il cervello un po' a tutti, grandi e piccoli. Internet è diventato un babysitter, un surrogato degli amici, della famiglia, un grande contenitore che ti dà tutto e subito, togliendoti però qualcosa di molto prezioso che, secondo me, noi di qualche anno fa ancora avevamo: la curiosità, il piacere della scoperta, il brivido dell'ignoto, l'ingenuità, il non avere malizia. Giusto l'altro giorno mi è arrivata su Facebook la richiesta di amicizia di una bambina che conosco e che ha soli 10 anni. In un solo giorno di attività ha già un profilo Instagram e un video caricato su Youtube. Sinceramente, l'ho reputato pericoloso. Non voglio snocciolare il solito discorso sui genitori incoscienti che parcheggiano i figli sul web (anche se in parte concordo sul tema), però è stato inevitabile pensarmi come futura mamma e chiedermi se, avendo un figlio o una figlia, mi sarei comportata così piuttosto che cosà. E la risposta che oggi mi do è che forse un figlio non lo farei, se dovessi catapultarlo, volente o nolente, in una società così vuota come quella di oggi.

    Credo che il mestiere dell'insegnante sia uno dei più complessi e impegnativi. Un insegnante non portato per questo lavoro può creare danni gravissimi in un adolescente ancora in via di sviluppo, soprattutto se fragile e/o non ancora convinto circa il proprio futuro. Devo ringraziare una professoressa se, dopo il liceo, non ho più voluto aprire un libro di storia dell'arte, materia che in realtà mi è sempre piaciuta.

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    1. Spero che il mio non venga preso come un attacco agli insegnanti, perché come hai detto, è un ruolo complicato e importante. C'è chi lo svolge bene, chi invece dovrebbe cambiare mestiere.

      Internet ormai è diventato il centro della nostra vita e nonostante sia ben lontano dal demonizzarlo, penso che ai ragazzini vada dosato con più attenzione.

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  5. Bellissimo Pier, bellissimo.

    Condivido la tua riflessione sul bullismo, è vero, alla fine le prese in giro c'erano per tutti, salvo proprio per quei 2-3 'bulletti' che però non hanno mai superato certi limiti. Lascio le mie riflessioni sociologiche per altre sedi, perché è difficile aggiungere altro alle tue splendide riflessioni.

    La tua mamma è grande, ma non avevo dubbi, la mela cade sempre vicino all'albero :)

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    1. Grazie Riccardo, grazie.

      Da me davvero non c'erano bulletti che passavano impuniti, tutti venivano coinvolti nella presa in giro.

      Ti ringrazio di cuore, sono caduto vicino all'albero ma resto ammaccato :D

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  6. Oddio, si potrebbe scrivere un libro intero sul tema scuola XD Anche io non mi impegnavo perchè non mi è mai piaciuto andare a scuola, solo l'inglese mi interessava e infatti l'unico voto alto che avevo era proprio in quella materia! Anche mia mamma era abituata ormai a sentirsi dire che non mi impegnavo, ma d'altronde quando una cosa non ti piace è inutile accanirsi. Bel post ;)

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  7. Ecco.
    Una professoressa che fa così, sembra non lo faccia per reale bene verso qualcuno ma quasi per mortificarlo.
    Però già mi ti immagino, stronzetto e spocchioso, durante matematica.
    Quanto all'interrogazione a cinque minuti dalla fine, un incubo ingiusto.
    Ma sicuramente sei stato valutato in modo giusto, alla fine di tutto.

    Moz-

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    1. non ero né stronzetto né spocchioso, ero solo confuso xD
      Alla fine di tutto dici alla fine del liceo?

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  8. Che bel post Pier! Al giorno d'oggi purtroppo i ragazzi non hanno più rispetto per gli insegnanti, anche se a dire quando ero alle medie ho trovato degli insegnanti che se la facevano sotto con un ripetente che si divertiva a bullizzare i più deboli. La sua vittima preferita ero io: magra, con gli occhiali, timida e studiosa. Ricordo che ho passato due anni veramente brutti e ci ho messo un po' per superare quella cattiveria :( Alla fine secondo me non sono solo i ragazzi ad avere poco rispetto, sono anche gli insegnanti che si fanno sottomettere, e anche i genitori che hanno poco polso.
    Tornando a te, che brava la tua mamma, grandissima!

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    1. Grazie Sara. È vero, a volte i professori sono inadeguati ad arginare certe situazioni, ma è anche vero che non è sempre facile.
      Grazie ;)

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  9. Pier hai scritto un post che mi sono letta tutto d'un fiato, che mi ha presa sin dalle prime parole. Apparte che hai un modo di scrivere che quasi rapisce, ma poi parli di temi che spesso ti riportano indietro nel tempo...E mi piace viaggiare nel mio passato..ricordare magari dei piccoli episodi che con la routine di tutti i giorni sono finiti nel dimenticatoio...
    Ebbene..alle medie con la matematica ero più che caprona, e speravo che con il tempo i miei capissero che i numeri non erano proprio il mio forte...E invece no: "farai il liceo scientifico..punto.
    E così fu..primo anno..forse il voto più carino che ho preso è stato un 4. Ricordo ancora il professore..riccioli sale e pepe e occhiali spessi tre dita da fare invidia al ragionier Filini di Fantozzi. Eppure quando apriva bocca e cominciava a scrivere numeri ed equazioni alla lavagna sembrava un genio, come se fosse Einstein. Peccato che il mio cervello non voleva proprio elaborare ciò che lui spiegava e cosi anche io ho sentito il classico "la ragazza è brava solo che non si impegna abbastanza. Peccato che lui non sapesse quante nottate ho fatto con mio padre a fare equazioni, problemi e cavoli vari. La ragazza si impegnava, solo che non ci pigliava proprio. Così, a fine anno, rimandata in matematica con 4 mi imposti ai miei genitori e gli dissi, o mi cambiate scuola o "la ragazza brava non si impegnerà nemmeno". E così fu.. ho scelto il linguistico, ho adorato quel liceo, finalmente facevi qualcosa che mi piaceva..E poi non ho dovuto fare nemmeno l'esame di integrazione di matematica, e sai perché? Perché del programma che io ho fatto nel primo anno di scientifico, al linguistico ne avevano fatto un terzo; praticamente li avevo fatto il programma di prima e di seconda del linguistico!
    Sul tema bullismo, devo dire che la generazione di oggi non ha niente a che fare con la nostra...ai nostri tempi era tutto diverso...ci si prendeva in giro, ma mai con la cattiveria che c'è oggi..alla fine si giocava tutti insieme durante l'intervallo...ora si fanno i video di minacce a compagni e professori..roba assurda veramente...
    Scusa per il papiro!
    Un bacione e complimenti alla mamma che ha difeso le ragioni di suo figlio senza mancare di rispetto a nessuno.. oggi i genitori aspettano fuori i professori per picchiarli.. dimmi te che mondo è...

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    1. Ciao Emanuela, mi fa piacere averti dato l'occasione di tornare un po' indietro nel tempo :)
      Sei stata fortunata a capire in tempo cosa non andasse e a cambiare verso qualcosa che ti piaceva e per cui eri portata. A volte purtroppo questo non succede.
      Un abbraccio e grazie :)

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  10. Tua madre sbottò dopo diversi mesi, in maniera educata presumo, senza minacce e senza isterismi.
    Alcuni genitori di oggi i professori li sbattono al muro. Anche solo per aver sgridato il pargoletto, il principino di casa. Come possono crescere bene con un esempio simile? Ci si lamenta dei figli ma la mela non cade lontana dall'albero.

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    1. Esatto Sara, non fu una scenata, ma semplicemente la reazione di una persona scocciata (per lo meno per come lo racconta oggi mia madre XD).
      Penso che il mio racconto possa dire anche questo (non aveva un intento quando l'ho scritto in verità, se non quello di raccontare): si può agire anche in difesa dei propri figli, senza aggredire e senza dare un esempio sbagliato.

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  11. Bellissimo post Pier, e meno male che non sai esprimerti in italiano ^-^ . Mi riconosco nella tua storia e una lode speciale va alla tua mamma. Avrei voluto anch'io che la mia mi difendesse almeno una volta da un prof che mi metteva sempre insufficiente anche se ero preparata, solo per non aver accettato di ballare con lui, davanti la classe, all'inizio dell'anno scolastico. Che ricordi :(

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    1. Oddio che brutta esperienza! Da denuncia davvero D: Mi spiace molto!

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  12. quanti paraculo che ti leggono!!
    come fate a dire bellissimo post?
    certo..se c'è in giro gente che scrive'apparte'!!
    sei da denuncia per il solo fatto di aver definito bullismo"piccole"cose.
    evidentemente sei stato fortunato nella tua vita.
    io non me ne vanterei troppo.
    ah comunque..bellissimo post!!

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    1. Anche commentare da anonimo è paraculo.
      Se non hai capito che piccoli atti di bullismo è stato messo tra virgolette appositamente per non prendere sotto gamba il fenomeno e in relazione a quello che accade adesso, evidentemente era meglio se avessi scritto "apparte" anche tu.

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  13. Oddio, leggendo la tua storia scolastica riconosco a pieno mia figlia, soprattutto quando parli della prof di matematica! Però mi sembra strano sentire parlare di lacune in italiano visto il tuo modo eccellente di scrivere e di esprimerti 😉😉 cmq anche ai miei tempi ( tempi assaai più lontani dei tuoi !@@) le cose erano molto diverse da quelle di oggi: di base c'è una scarsa educazione dei ragazzi, che soffrono di un'acuta dipendenza dalla tecnologia e dai social, un crollo della struttura scolastica che sta disseminando professori sempre meno preparati ( fidati è così, almeno per quelli di nuova generazione ) e regole scolastiche stupide che mirano a difendere l'alunno anche quando non ha ragione, cosa assolutamente anti educativa ( oggi se sbaglia uno pagano tutti, ai miei tempi se sbagliavi ti attaccavi al tram! !) Cmq grande tua madre😉😉

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    1. Grazie mille! Sinceramente non ho più contatti con l'ambiente scolastico per cui mi fido assolutamente di quanto mi dici e mi inquietano queste regole volte a difendere l'alunno ad ogni costo, cosa poco educativa!

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    2. Si, pensa che una prof mi ha detto che non possono più mettere la nota al singolo alunno perché hanno paura di denuncie da parte dei genitori...ti ho detto tutto 😨😨

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    3. Oddio, però questa più che una regola della scuola, mi sembra un tacito patto per evitare ritorsioni D:

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    4. Esattamente praticamente nessuno si assume più una responsabilità 😓

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  14. io ero bullizzata perchè cicciottella...e piu' mi bullizzavano e piu' mangiavo, perchè ho sempre sfogato tutto il mio dolore nelle abbuffate e devo pero' dirti che a differenza tua mia madre non ha mai preso le mie difese :(

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    1. Mi spiace molto, ma scusami se mi permetto, tua madre ne era a conoscenza?

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  15. Hai scritto cose molto vere, Pier. E pensa che tu hai un bel pò di annetti meno di me, quindi immagina quanto possa vedere io ancora di più questa differenza tra "i miei tempi" e quelli attuali!
    Il fatto è che io poi non parlo solo della me-ex alunna che si confronta con gli alunni di oggi, ma anche della me-mamma che si confronta con le altre mamme di oggi e quasi sempre (dico "quasi" perchè non voglio fare di tutta l'erba un fascio) mi vedo diversa, molto più vicina alle mamme di un pò di tempo fa.
    La tua mamma credo abbia fatto una cosa giusta e che l'abbia fatta per aiutarti ma senza farti avere l'impressione di essere protetto tanto da non potertela e dovertela cavare con le tue forze. Questo secondo me è il giusto equilibrio da trovare.
    Comunque, io lo sai che ho i figli alla scuola elementare (va bè... scuola primaria si chiama oggi) e quindi ti parlo di bambini ancora, eppure vedo comportamenti e storie che mi lasciano basita: sia tra i bambini che tra i genitori.
    Mi sento un pò un pesce fuor d'acqua a volte, giuro. Come se fossi nell'epoca sbagliata.
    Che le cose si evolvano mi pare anche ovvio e naturale, ma purtroppo non sempre si tratta di evoluzioni positive... :(

    Un abbraccione, grazie per aver condiviso queste tue riflessioni e anche l'episodio della tua mamma!

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    1. Immagino che questo cambio di prospettiva da madre dia un ulteriore risvolto alla situazione attuale, anche perché con queste mamme capita di averci a che fare.
      Io credo che impazzirei per cui ti faccio un grosso in bocca al lupo :D

      Un abbraccio e grazie a te!

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  16. Grande articolo Pier!
    Io credo che una differenza sostanziale l'abbia fatta sicuramente la diversa educazione odierna ( molto più permessiva ed amorevole oltre ogni eccesso) dove i bimbi fin da piccoli vengono considerati qualcosa di " elitario " ed accontentati in tutto e per tutto, ma più di tutto la possibilità di filmare qualsiasi cosa.
    Anche ai miei tempi c'erano professori che si facevano rispettare e quelli con cui ci si permetteva di essere meno indulgenti e maleducati in qualche caso.
    I primi però tenevano testa anche a figli di mafiosi, bulli, ecc.ecc.
    Con i secondi già ventanni fa vedevo scene non molto dissimili da quelle odierne.

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    1. Grazie mille! Chissà come mai l'educazione in casa è cambiata così tanto! Ok, il mondo è più difficile ora, ma non è che negli anni passati fosse meglio, ogni epoca ha i suoi problemi

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  17. Tua mamma ha fatto la mamma. Ma la mamma che ha a cuore suo figlio e la sua crescita, che lo sostiene senza farsi vedere perché sa che, alla fine, solo lui potrà farcela con le proprie forze.

    Bellissimo post!

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  18. Condivido in pieno la tua introduzione. Anche ai miei tempi (quando dei crudeli e sanguinari spadroneggiavano il mondo...ok la smetto), il bullismo non era un fenomeno così pesante come ora.
    Come dici giustamente tu, ci si prendeva un po' in giro, ma poi si era amici, si giocava insieme, non era mai nulla di traumatico. A me ad esempio mi chiamavano "Buccia" storpiando il mio cognome da Barocelli a Bucciarelli per gli amici Buccia, e mi faceva incazzare e ridere allo stesso tempo. Non si andava mai sul pesante e soprattutto si aveva un rispetto assoluto della figura adulta. Chiunque fosse. Se un adulto ci guardava male o accennava minimamente a sgridarci, filavamo tutti come dei soldatini. Di insegnanti un po' bastardelli ne ho avuti anch'io, ma in ogni caso erano una figura importante e si chinava la testa e fine dei giochi. Anch'io avevo regolarmente i sudori freddi quando mia madre andava a udienze. Non mi risulta lei mi abbia mai difesa...ma a dire il vero non ce n'era neanche bisogno. Nelle materie in cui andavo bene, ok, in quelle in cui andavo male mi prendevo la mia dose di nomi e stop. Penso che comunque tua mamma abbia fatto bene a fare le rimostranze alla tua insegnante. Il fatto che rimarcasse continuamente che la materia non era nelle tue corde, di sicuro non ti aiutava ad impararla. In ogni caso ritengo che anche ora sia necessario a volte discutere con gli insegnanti. Sono i modi che sono diversi. Quello che vedo io ora è questa atteggiamento del tipo "mio figlio è il genio della lampada (e magari è un cretino pazzesco) e tu, insegnante non hai capito un c...o. Mi sembra che si dia alla scuola il compito esclusivo dell'educazione di un figlio, quando forse certi atteggiamenti non ci sarebbero, a fronte di un'educazione in primis in casa.
    Ok, e ora che ho fatto il mio bel discorso da vecchia zitella acida, vado a vedere un cantiere XD

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    1. Non è un discorso da vecchia zitella! :D È tristemente vero: è cambiata molto rispetto ad anni fa la situazione, e come dicevo su non mi spiego perché. È vero che c'è lassismo nell'educazione, oltre al fatto che magari si voglia essere più indulgenti verso i figli che devono già affrontare un mondo difficile, ma così si fa peggio!

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  19. Bellissimo post!
    Mia madre insegna al liceo da più di 20 anni e sta notando sulla sua pelle come i tempi siano cambiati.

    Si vede che sei siciliano, hai scritto carpetta al posto di cartella :) solo qui a Roma ho scoperto che quella è una parola tutta nostra, bellissimo leggerla, mi sento meno sola! :D
    E bellissimo vedere l'immagine della mitica carpetta di arte! Mi sa che la mia era proprio uguale a questa ^^

    Ti abbraccio :*

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    1. Non sapevo fosse una parola nostra :D L'ho sempre usata diciamo appunto come sinonimo di cartella.

      Immagino che da "insider" tua madre debba conoscere queste dinamiche molto da vicino

      Ti abbraccio anche io!

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  20. Guarda abbiamo la stessa età e sono d'accordo in pratica con tutto. I ragazzini di oggi purtroppo hanno pochi freni nei confronti degli adulti (che siano docenti, genitori o estranei), ma di questo hanno colpa i genitori e la società in cui viviamo. Li hanno abituati che si ha sempre ragione a prescindere e le ragioni degli altri valgono meno di zero.
    Ho lavorato per due anni (fino a giungo scorso) a scuola e ne ho viste di ogni colore, compresi ragazzini di 14 anni che mi hanno chiesto "di andare a prendere un caffé" o altri che si informavano con altri docenti se fossi impegnata, come se fosse possibile una relazione. Noi alla loro età una roba del genere ce la sognavamo. Ovviamente anche quando noi eravamo adolescenti c'erano quelli che sbavavano dietro la prof. o il prof. più giovani, ma nessuno mai si è permesso di andare oltre.
    Tua madre ha fatto benissimo a non dirti nulla. Ti ha reso più responsabile, pur avendoti difeso, perché sapevi che dovevi contare solo sulle tue capacità (altra cosa che ormai i ragazzini non hanno, perché tanto i genitori li difendono spesso a spada tratta e in loro presenza, e pure in questo caso ne ho viste di ogni).

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    1. Proprio oggi ho sentito dire in tv da non so chi che insegnare ai ragazzi che ci sono delle leggi e che devono essere rispettate, è una limitazione. Spero di aver capito male perché sarebbe assurdo!
      Mi spiace per la tua esperienza perché immagino sia imbarazzante e fuori luogo!

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    2. Abbastanza. Anche se posso dirti che erano ben più imbarazzanti i commenti dei docenti sulla 50-60ina U_U bene o male, si sa che i ragazzini hanno gli ormoni sballati durante l'adolescenza, ma quelli dell'età dei propri genitori U_U
      Che poi io non è che sia tutto 'sto granché da meritare tante attenzioni. Ero solo quella più "diversa" in quel contesto (giovane-ma non troppo per i colleghi, grande-ma non troppo per gli studenti). Per strada credo che non sarebbero mai successi episodi del genere.

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    3. Che imbarazzo D: Anche i 50 enni sono purtroppo allupati, non consci della loro età e di avere a che fare con persone che potrebbero essere loro figli!

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  21. Un mega applauso alla tua mamma che ti ha difeso in una maniera eccellente! Comunque anche se fra la nostra epoca e quella degli adolescenti di adesso è passato relativamente poco tempo la differenza (come hai fatto ben notare tu) è abissale! Attualmente vi è l'anarchia, questo sentirsi non alla pari degli adulti ma addirittura superiori....naturalmente ciò come effetto collaterale non ha solo il bullismo ma anche ragazzi allo sbando che bruciano tappe e che saranno adulti senza basi sociali ed emotive!

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    1. Hai detto bene: il problema è che saranno adulti e avranno una maggiore influenza anche sulle vite altrui e poi non saranno più "errori di gioventù".
      Grazie :)

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  22. Bellissimo post.
    Bravissima e molto corretta la tua mamma. Ha preso le tue difese, dicendo ciò che pensa, ma senza delegittimare il ruolo dell'insegnante.
    Purtroppo al giorno d'oggi i genitori moderni si sentono autorizzati ad entrare in classe e a stabilire loro il cosa e il come. A me gli insegnanti fanno davvero pena. E lo dico da genitore.

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    1. Grazie mille! So che sono tempi difficili sia per gli insegnanti che per i genitori

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