Ultimamente avrete forse notato che ho iniziato a parlare di serie tv man mano che termino di vederle, anche perché molte di queste non superano la decina di puntate quindi è più semplice. Ma oltre a queste, c'è tutta una lunga lista di telefilm di cui volevo lasciarvi le mie opinioni e per questo è arrivato il momento di fare un resoconto generale che può essere interessante per voi, ma che per me è utile a raccogliere le idee.



Ecco, The End of the F***ing World racconta questa visione dell'adolescenza e lo fa tramite due ragazzi, James ed Alyssa che portano quel sentire all'estremo. Un po' perché vivono in un mondo che effettivamente a stento si accorge di loro, di come stanno, di quali sono i loro problemi o le loro necessità, un po' perché nella loro mente hanno una visione contorta di loro stessi. James ed Alyssa iniziano una sorta di fuga da quel mondo e durante questo loro viaggio scopriranno molte più cose di loro stessi, matureranno anche soprattutto tramite i loro errori. Torneranno a galla lungo il percorso tutti i traumi, le paure, i sentimenti che sono cresciuti con loro. Ed impareranno che la vita fuori dal cancello di casa non si risolve con la faccia tosta, ma ti fa pagare le conseguenze delle tue azioni, oltre a schiaffeggiarti con le sue brutture.

Genere: commedia
Stagione: 4 stagione / 12 episodi / 22 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 27 Febbraio 2018
Canale: Fox Life
L'unico modo per definire Younger è dirvi che si tratta quasi di una sit-com ma senza le risate preregistrate di sottofondo per il semplice fatto che non vuole far ridere, ma al massimo sorridere raccontando le vicende di Liza, una quarantenne che, a seguito di un divorzio, decide di riprendere in mano la sua carriera, ma per farlo deve mentire: si spaccia così per una 26 enne e riesce a farsi assumere in una casa editrice.
Le prime due stagioni erano più incentrate su appunto Liza, sulla sua vita e sui tentativi di mantenere il segreto, ma poi è scoppiata una bolla. La terza stagione ha assunto dei toni più corali e anche gli altri personaggi si son trovati alle prese con le loro vicissitudini.
Younger è la serie di compagnia per eccellenza per me, che un po' tutti possono avere piacere di vedere (soprattutto se amavate Sex and the City o comunque tutte quelle serie un po' girly), se cercate qualcosa di semplice da seguire per staccare la spina. Non ci sono struggimenti, non ci sono troppi drammi, non c'è nemmeno dall'altro lato troppa idiozia, perché è comunque una storia verosimile, e con qualche colpo di scena effettivamente sorprendente.
La quinta stagione di Younger dovrebbe arrivare intorno a Giugno/Settembre di quest'anno, e sinceramente non vedo l'ora.
Tre stelle e mezza le assegno a ben tre serie tv diverse. La prima l'ho già nominata in un post specifico, e mi riferisco ad Alias Grace, miniserie in costume sempre targata Netflix che fa riferimento ad un caso giudiziario realmente accaduto.

L'altra Grace ha dalla sua più di qualche aspetto positivo: la bella ricostruzione storica, l'inquietante tensione che scatena puntata dopo puntata, la recitazione perfetta degli attori. Mi aspettavo di più a livello emotivo, un maggiore coinvolgimento che non fosse solo l'ansia per ciò che potrebbe accadere, ed è questa la ragione per cui do tre stelle e mezzo, ma secondo me se amate le serie in costume, i thriller, la tensione psicologica più che data dall'azione, non potete perderla.
E confermo tre stelle e mezza per Victoria che con questa seconda stagione secondo me ha imbroccato la strada giusta per crescere come serie tv.

La terza stagione di Victoria è stata confermata a dicembre, ma non si sa quando verrà trasmessa.
Per più di metà stagione la palla è rimbalzata fra la situazione dell'adozione difficile di Randall e consorte, e i problemi di tossicodipendenza di Kevin.
Ora, a me fa piacere che Sterling K. Brown (Randall appunto) si sia portato a casa tutti i premi possibili e immaginabili per il suo ruolo, ma nessuno si è reso conto di quanto in realtà tutta quella storyline sia noiosa, ripetitiva e inutile? Così, per dire.
Ma anche Kevin e il suo crogiolarsi in problematiche vecchie e superate non si dimostra esattamente brillante, ma anzi porta avanti tristemente il trenino della noia e di quella emotività ricalcata che finisce per risultare stucchevole e sgradevole per certi versi.
Ho letto tra l'altro che si parla di un possibile racconto alterativo in cui Jack Pearson sia ancora vivo. Non è spoiler perché lo dicono subito che è morto, ma far diventare This is us una serie sci-fi e soprattutto un totale fan service non mi interessa.

Genere: drammatico, antologico, giallo
Stagione: 2 stagione / 9 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 19 Gennaio 2018
Canale: Fox Crime
La partenza di questa serie era iniziata a bomba, non solo per tutta la pubblicità che ha reso l'attesa palpitante, ma anche perché le prime puntate sembravano molto interessanti. Un fatto di cronaca nera tutto sommato recente, l'assassinio dello stilista Gianni Versace, che viene percorso dal punto di vista della vittima, ma anche dell'assassino, Andrew Cunanan.


Genere: drammatico, fantasy
Stagione: 3 stagione / 13 episodi / 51-88 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 29 Settembre 2017
Canale: Fox Life
Una partenza lentissima, noiosa, che sembrava non volesse prendere quota nemmeno con la spinta. Outlander è affetto da un corso e ricorso nelle vicende che racconta, in una sequenza in cui, uno dei personaggi, in genere Claire o Jaime, o qualcuno a loro caro, viene rapito-fatto prigioniero-deve trovare un modo per salvarsi-ci riesce-si ricongiunge alla famigghia. Così a ruota costantemente. Questo non solo risulta prevedibile, ma alla lunga diventa anche noioso.

Un altro punto in meno ad Outlander è dovuto al fatto che manca del tutto la magia e, quando c'è, non solo non viene mostrata ma viene spiegata in modo raffazzonato. Il passaggio attraverso le pietre ad esempio, che prima sembrava un rischio enorme, adesso funziona meglio di molti ascensori di molti condomini.
E poi signori sceneggiatori basta con queste scene di sesso fra Claire e Jaime. Sono bellissimi ok ma non ci interessa vederli costantemente nudi.
Non c'è una data certa per questa quarta stagione, che è in corso d'opera.


Tuttavia c'è un'ente, la BPO, che vuole sfruttare queste capacità e quindi cercare di catturare questi Sense8, meglio noti scientificamente con il nome di homo sensorium.
Per quanto mi riguarda puntata dopo puntata ho capito come mai la serie abbia registrato ascolti così bassi fino alla chiusura: è noiosa.
Sense8 è di una noia quasi costante, intervallata da momenti.
L'ho definita proprio la serie tv dei momenti: ci sono sì effettivamente momenti più interessanti, specie quando si entra un po' nelle diverse culture, e quando si passa da un luogo all'altro, o quando in maniera più o meno sottile vengono criticati aspetti della società attuale; ci sono momenti più movimentati e avvincenti ma che durano poco; ci sono momenti totalmente inutili al fine della storia e appunto ci sono momenti noiosi in cui la narrazione è così lenta da far venire i nervi. Ci sono momenti così verbosi che ti perdi.

Posso capire il parallelismo con la realtà attuale, e il messaggio che Sense8 vuole mandare (o per lo meno quello che io ho colto) quindi voler creare una metafora/critica alla società che rifiuta le diversità, il voler sottolineare l'accettazione di sé e del prossimo, la libertà di amore ed espressione oltre al voler spingere ad una sorta coming out non sessuale ma umano, all'essere ciò che si è senza maschere.
Gli stessi personaggi sono variegati in questo senso, non solo perché provengono da diversi paesi e culture, ma anche appunto per la loro sessualità e stile di vita, e questo evidentemente le sorelle Wachowski ci tengono a sottolinearlo più e più volte.
Ma devo dire una cosa brutta: se guardo un telefilm voglio scoprire una storia nuova, voglio finirne risucchiato, voglio conoscerne i risvolti e non mi interessano i messaggi con un contenuto sociale. O meglio possono affiancare la storia ma non soppiantarla. Un esempio è proprio American Crime Story che ha un buon equilibrio fra il raccontare e il voler trasmettere
Quindi per me Sense8 è stata una parentesi poco incisiva nel mio rapporto con le serie tv: non mi ha dato nulla di nuovo, né qualche emozione particolare, ma anzi mi ha più volte annoiato (lo so che potrei trovare un sinonimo ma pure io mi sento molto sorella Wachowski e voglio sottolineare la cosa). Non so cosa la gente ci abbia visto di così esaltante ma non farei impelagare nessuno in una serie tv del genere.











