Maschere Viso SUPER economiche Amaflora

Quando passate qui sul mio blog più e più volte mi avete detto che vi faccio scoprire nuovi brand o conoscere prodotti di cui non avevate sentito ancora parlare. Tuttavia anche io scovo qualche novità grazie alle persone che seguo, anche perché sarebbe disumano conoscere tutti i marchi che ogni mese spuntano da qualche parte.
Ho scoperto il brand AmaFlora, una azienda ecobio relativamente giovane e made in Italy.

AmaFlora fa parte della famiglia di Gala Cosmetics SRL, azienda di Forlì che sotto la sua ala include anche brand come Delidea, BioHappy, Bionova, e Mil Mil Bio, giusto per citare quelli che certamente avrete sentito.
Un'azienda che ha tutte le carte in regole secondo me per incuriosirvi: il range di prodotti  che propone Amaflora è ampio, e si occupa sia del viso che del corpo, e sono tutti cosmetici ecocertificati da Natrue e quindi non contengono parabeni, SLES/SLS, siliconi, oli minerali e fragranze sintetiche. Inoltre le formulazioni sono Vegan e testate al Nickel.
Come sempre, quando mi approccio ad un marchio che non conosco, se posso, provo prima le maschere viso così da annusare un po' cosa aspettarmi per gli altri prodotti.



Quelle proposte da Amaflora al momento sono due, rivolte, seppur in maniera un po' vaga, per due tipologie di pelle diversa. E per conoscerne tutti i dettagli basta che continuiate a leggere.


Amaflora Maschera Viso Anti age Rassodante
Pelli esigenti


"Per nutrire e rassodare in profondità la pelle contrastando i segni del tempo grazie all'azione elasticizzante del prezioso olio di argan e a quella protettiva e rigenerante dell'estratto naturale di fior di loto."

La prima delle maschere Amaflora che ho provata è pensata per pelli più secche e mature, non solo per la consistenza burrosa, ricca e spessa, molto gradevole da stendere e massaggiare sul viso, ma anche per le componenti che troviamo in INCI. È composta infatti a una miscela di ingredienti nutrienti e emollienti, come olio di semi di girasole, mandorle dolci, squalane, e tocoferolo, combinati con burro di karitè e di cacao. C'è ovviamente l'olio di argan e appunto l'estratto di fiore di loto
" ricco di flavonoidi e polifenoli contenuti in elevate quantità nelle radici, stimola il metabolismo cellulare e le difese naturali della pelle, prevenendo rilassamento e stress cellulare."
Purtroppo, alla prima applicazione di questa Maschera Anti-Age, mi ha sorpreso una svampata di alcol, anch'esso presente nella formulazione, che ho avvertito anche negli occhi, e che un po' nasconde il reale profumo. In realtà è una profumazione fresca, sa di pulito, molto buona, e una volta che l'alcol evapora, non solo emerge questo aroma, ma non mi ha dato più alcun problema.


Uno dei motivi per cui non uso molte maschere in crema a risciacquo, è perché spesso mi deludono: una volta che le lavo via mi sembra che non abbiano sortito alcun effetto, e la pelle resta più o meno ugualmente secca e tirante. Non è stato così però con questa maschera anti-età di Amaflora. La prima volta che l'ho utilizzata, in particolare, avevo la pelle abbastanza disidratata, al punto che in un paio di punti notavo anche delle screpolature, e sin da subito la cute è migliorata, e l'ho sentita più idratata, nutrita e morbida. Le zone secche mi son sembrate risanate, e, nonostante non abbia visto in questo trattamento un'effetto rassodante così spiccato, la pelle mi è sembrata più elastica e tonica. Molto piacevole anche al tatto. 
Certo, usandola di sera principalmente, seguo con la mia solita routine, ma per la sua efficacia, non ne sento una stretta urgenza e necessità.
Con una delle due bustine ci si fanno anche quattro applicazioni, per cui il rapporto qualità prezzo davvero ottimo.
Inoltre ho ampiamente superato i tempi di posa che consiglia Amaflora, senza alcun problema, ma solo benefici. Questa maschera anti-età si sciacqua in modo facile e veloce e soprattutto non lascia patine unte, quindi adatta anche a chi va di fretta.

INFO BOX
🔎 Lillapois (negozi e shop online)
💸 € 1.98
🏋 2x10ml
🗺 Made in Italia
⏳ //
🔬 Natrue, Vegan, Nickel Tested <0,1 ppm
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Amaflora Maschera Viso Purificante Idratante
Pelli Impure

"Per eliminare gli eccessi di sebo e pulire la pelle in profondità in maniera del tutto naturale grazie all'azione dell'argilla unita all'estratto biologico di mela e ai fiori di limone."
Anche la maschera purificante Amaflora ha la consistenza di una pasta cremosa, e anche in questo caso ho sentito la vampata di alcol che però non mi ha dato fastidio sulla pelle. Il profumo che poi si rivela è gradevole, mi ricorda la mela verde.
Questa maschera è arricchita con diverse argille, fra cui caolino e montmorillonite, che assorbono il sebo e purificano, a cui si aggiunge lo zinco contro le imperfezioni, ma una di quelle maschere che non si indurisce man mano che si asciugano, ma, in parte viene assorbita. Sono però complementari anche altri ingredienti più idratanti e nutrienti come glicerina, olio di macadamia, di semi di girasole, burro di karitè e di cacao.
Ci sono anche due elementi che caratterizzano questa linea purificante di Amaflora ovvero:
"Mela ed estratto di Fiori di limone, ingredienti specifici per il trattamento delle pelli miste e impure.
Grazie all'elevato contenuto in sali minerali, acidi organici, zuccheri e vitamine, il succo di Mela biologico nutre e riequilibra la pelle, favorisce il turn-over cellulare, migliorandone l’aspetto e la funzionalità cutanea. L’estratto di Fiori di limone dalle virtù tonificanti e rinfrescanti, è ottenuto per distillazione, ed è ideale per contrastare l’eccesso di sebo tipico delle pelli miste e grasse."
Proprio per via della consistenza ho lasciato agire questa maschera per circa 20 minuti, perché l'ho trovata delicata sulla pelle.



Ho cercato di dare davvero tante chance a questa maschera purificante Amaflora, ma non è bastato a farmene innamorare completamente. È vero, non è il trattamento che risponde completamente alle mie esigenze, ma non ho trovato la funzione spiccata anti impurità che mi aspettavo. Quando l'ho usata avevo anche un paio di brufoletti su cui è stata però del tutto inutile anche solo nel mitigarne il rossore. Ho notato un lieve effetto sui pori dilatati e ho apprezzato il fatto che non secchi la pelle, ma su una cute grassa, con parecchie imperfezioni penso non possa dare la performance che si cerca.
Più che purificante, questa di Amaflora mi è sembrata una maschera idratante per pelli miste e grasse, che magari vogliono una blanda azione lenitiva e rinfrescante, ma non ricercano qualcosa di unto e che possa appesantire.

INFO BOX
🔎 Lillapois (negozi e shop online)
💸 € 1.98
🏋 2x10ml
🗺 Made in Italia
⏳ //
🔬 Natrue, Vegan, Nickel Tested <0,1 ppm
💓⇒ 🌸🌸🌸🌱



Per me Amaflora Natural Cosmetics merita un ulteriore approfondimento in futuro, ed appena farò un ordine da Lillapois (spero più tardi possibile, perché ho prodotti per i prossimi due anni) metterò qualche altro prodotto nel carrello. A voi invece che ve ne pare?


|#backtoseries|
Perché la quarta stagione di TREDICI è un altro FLOP

È giunta fortunatamente alla sua corsa finale una serie tv che è stata per molti, incluso me medesimo, più una croce che una delizia, ed avendo letto il titolo saprete già che mi riferisco a 13 Reasons Why ed in particolare alla quarta ed ultima stagione, disponibile dal 5 Giugno su Netflix.

13 reasons why recensione

Quello di Tredici è un caso particolare: era il 2017 quando la prima stagione di questa serie apparse sulla piattaforma di streaming e, da semplice teen drama, si trasformò presto in un caso mediatico di ampia portata, tanto da essere una delle serie tv più viste proprio su Netflix.
Nonostante fosse tratta dal romanzo di Jay Asher, che era stato pubblicato quattro anni prima, la serie fece scalpore per la sua crudezza e per le intenzioni che aveva: raccontare le vite di alcuni adolescenti che avevano toccato il fondo più cupo della loro esistenza, ed in particolar modo quella di Hannah Baker e del suo inferno vissuto fra le mura della Liberty High School.
Vittima di bullismo e abusi, Hannah raccoglierà in tredici cassette la sua confessione su tutto quello che era successo, prima di compiere il suicidio.
Un enorme macigno per la sua famiglia e per i suoi amici, ma soprattutto per Clay, quel ragazzo troppo impacciato per poter comprendere le difficoltà di una ragazza già così provata. Fra i due sarebbe potuto nascere un primo timido amore, o magari una bellissima amicizia?


Sin dalla prima stagione, a fianco ai problemi di Hannah, si sono susseguite diverse tematiche che non sono solo specchio del mondo adolescenziale, ma toccano chiunque, come depressione, problemi psichici, abuso di sostanze stupefacenti, cyber-bullismo, violenza sessuale, omosessualità e più in generale l'accettazione di sé. Un vero e proprio arsenale di argomenti da trattare in maniera schietta e realistica, peccato però che fin dal principio, sebbene abbia saputo subito crearsi un pubblico di affezionatissimi, Tredici avesse molti punti deboli.
Da personaggi poco convincenti, specie nelle motivazioni dei loro gesti, e a volte incoerenti con loro stessi o con quello che è il senso comune, a vuoti narrativi profondi e spesso fastidiosi; da sottotrame aperte e mai concluse, a parti completamente senza alcuna logica, spesso ridicole, sia nella realtà che nel microcosmo di una struttura narrativa inventata.

Tutto sulle prime tre stagioni di 13 Reasons Why

Inutile dirvi che in questo contesto, uno spettatore minimamente accorto non può provare molta empatia per quello a cui assiste, ma la questione più annosa di tutte è la quantità altissima di errori trasmessi dalle immagini e dai dialoghi in ogni episodio della serie.


13 Reasons Why ha sempre tentato di ergersi a serie tv di denuncia ed è impossibile guardarla con un occhio diverso, perché loro stessi, ad esempio, informano i telespettatori ad inizio di ogni puntata, che è importante segnalare a qualcuno se si è vittime di violenza e bullismo, ed hanno messo a disposizione un sito che raccoglie, su piano internazionale, alcuni centri di ascolto, soprattutto per giovani (che poi sono il loro pubblico principale). Il problema è che la serie finisce per andare completamente contro quello che predica, anche in modo serio. Abbiamo assistito alla più totale assenza dei genitori e degli adulti, spesso più inetti dei ragazzi, alla riabilitazione immediata, e senza scontare alcuna pena, di personaggi che hanno commesso reati gravi, e per finire, la stessa terza stagione di Tredici ci ha mostrato che in fondo la si può fare franca da qualunque circostanza, basta solo trovare il giusto capro espiatorio.
E, come una qualunque mela andata a male, più vai a fondo, più trovi marciume.



Questa quarta stagione di Tredici, secondo me, doveva solo limitarsi a rimuovere gli errori, le assurdità ed il ridicolo dei precedenti episodi, e dare un finale gradevole ad una storia che nasceva come estremamente drammatica e volta a sensibilizzare i ragazzi di oggi. Rimettere in sesto quell'asse di legalità e giustizia, magari trovando degli escamotage, certo, perché se tutti i personaggi finiscono in gattabuia, non si può fare la storia. Ma un finale coerente, anche a costo di scontentare i fan, credo avrebbe dato giustizia alla serie.
Il punto di partenza sarebbe quello che già la scorsa stagione si era palesato: far venire a galla chi ha ucciso davvero Bryce, e quindi riabilitare il nome di Montgomery.
Presto però questo incipit prenderà la strada dell'aceto, e quello che invece ci propongono è una sorta viaggio nella mente di Clay Jensen, che finalmente sembra quasi disposto ad affrontare i suoi disturbi psichici ma, come sempre, lo fa nel modo più irreale e sconclusionato possibile.
Definire 13 Reasons come una serie tv assurda, suona ormai inflazionato e banale, quasi da hater, ma, ancora una volta, gli sceneggiatori non hanno saputo mettere insieme dieci episodi (non più tredici per fortuna) che avessero un briciolo di logica.


Clay credo sia il personaggio che ne esce peggio, anche perché è quello che ha più spazio in questa stagione, e fossi stato in Dylan Minnette, ad un certo punto, mi sarei rifiutato di proseguire le riprese (o, almeno, mi sarei fatto pagare profumatamente).
Lui ha un modo assolutamente imbarazzante di affrontare ogni singola situazione, e gli sceneggiatori hanno scelto a mio avviso il modo più improbabile di raccontare un problema molto serio, come la malattia mentale, gli attacchi di panico, i sensi di colpa ed il trauma.
Fin dalla prima stagione di Tredici è stato conclamato che Clay avesse dei disturbi che avevano bisogno di un sostegno medico, problemi che si sono esacerbati proprio in questi ultimi episodi, ma nessuno lo aiuta.


Clay dà di matto, soffre di insonnia a causa di incubi ricorrenti, ruba un'arma ad un poliziotto, dà fuoco ad un'auto, parla da solo ripetutamente, ha delle visioni ed una serie di attacchi di panico, scappa da un ospedale, è vittima di calunnie da parte di altri personaggi, ma nessuno si preoccupa seriamente su come stia.
Una serie tv in cui si invita gli spettatori a chiedere aiuto qualora ne avessero bisogno, ma il cui protagonista non riceve alcuna assistenza seria e costante.
Ma nel quadro più ampio, anche gli altri protagonisti non ne escono meglio, penso ad esempio alla storyline di Jessica, che impoverisce molto il suo personaggio, la quale, da femminista convinta nella scorsa stagione, diventa una mezza sgallettata che, a suo stesso dire, usa la sua bellezza per controllare altre persone (nello specifico Diego), e la sua conoscenza su temi come appunto il femminismo, per "rivaleggiare" con altre ragazze.


Sono davvero tante le scelte narrative di 13 Reasons Why 4 che non funzionano: i rapporti fra i protagonisti sono campati in aria e si basano sul nulla, visto che non vediamo come interagiscano e si sviluppino questi rapporti. Taluni personaggi sembrano acquistare di punto in bianco un ruolo centrale e risolutivo, sebbene noi spettatori a stento ne conosciamo il nome, ma alla fine della stagione quella centralità del ruolo sparisce completamente e quei personaggi vengono abbandonati, come nel caso di Estela, la sorella di Monty.
Anche questa quarta stagione di Tredici è infatti costellata di sentieri che non portano a nulla, indizi che fanno pensare ad un succulento sviluppo, ma no, molte delle vicende sono una strada senza uscita, che non scopriremo mai a cosa portavano.



Sono assenti anche delle dinamiche e reazioni realistiche, non solo per quanto riguarda Clay, ma sono peggio alcuni espedienti usati secondo me solo per scarsità di idee. In questa quarta stagione ad esempio, non si vede un solo genitore nei momenti più cruciali, ma vengono inseriti in contesti al limite del paranormale, vedi la storia dei cellulari controllati.
L'aggiunta della visione di fantasmi, solo per far entrare nel cast quanti più volti possibili, è una scelta che può risultare sensata e appagante solo se assumete qualche sostanza illecita, così come innestare delle scene scattose, simil horror o miscelando i generi per creare una sorta di novità/diversivo, alla lunga annoia e risulta fuori contesto.
A peggiorare questi ultimi episodi di 13 Reasons Why ci sono stati anche dialoghi pasticciati, poco da esempio, banali o poco credibili, ed un modo di recitare secondo me molto scarso, tanto che a volte ho temuto che gli stessi attori scoppiassero a ridere.
Tutto l'intreccio per quanto riguarda la scoperta dell'assassino di Bryce e Monty viene annacquata a tal punto che ce ne dimentichiamo e finisce per passare in secondo piano.

Giuro, è una scena tratta da Tredici

Qui e lì sono riuscito ad incappare in qualcosa da salvare in questa ultima stagione di 13 Reasons, come ad esempio parte della sesta puntata, decisamente intensa e attuale, per quanto riguarda le armi negli Stati Uniti e le sparatorie nelle scuole, ma è stata mandata in vacca proprio sul più bello.
Ho colto anche un briciolo di dolcezza con il nono episodio e attimi di tristezza con il decimo, ma sono tutte parti che arrivano in maniera strana, poco spontanea, messe volutamente solo per smuovere un po' di pietismo e non reali emozioni. Ed una serie tv si stravolge all'inverosimile pur di colmare un gap emotivo, non è una serie valida secondo me.
Potrà anche essere campione di visualizzazioni, ma 13 Reasons Why per me è stato un flop acclarato, riconfermato da questa quarta stagione. Spero che diventi caso di studi per scuole di sceneggiatori o per chiunque voglia imparare cosa non va fatto quando si crea la storia di una serie tv che vuole essere educativa, e nella costruzione di personaggi che dovrebbero risultare credibili e coerenti.

Addio Tredici, non mi mancherai affatto.




|Beauty Cues|
Due coccole "fresche" da NaturaEqua 🍋🍃

Arrivo decisamente tardi a questa festa, perché sono certo conoscerete già NaturaEqua, ma se così non fosse, vorrei farvi scoprire qualcosa di più di questo brand e la mia prima esperienza con due dei loro prodotti.
NaturaEqua è un'azienda genovese di cosmetici ecobiologici che ha una filosofia molto interessante: infatti non solo sceglie materie prime a chilometro 0 o da filiera etica e tracciata, ma hanno avuto cura anche dei loro packaging. L'azienda ha infatti scelto vetro e metallo, così da essere riciclabili, ma quando non è possibile, ha optato per la bio plastica, un materiale che è realizzato con gli scarti di canna da zucchero, che ha un minore impatto ambientale, non è appunto di origine petrolchimica ed è sempre riciclabile (ma non biodegradabile). Una vera e propria plastica vegetale.
Quello di NaturaEqua è insomma un impegno a 360°, ed ho sempre notato qui e lì prodotti molto interessanti, ma per cominciare ne ho scelti due per il corpo.



Quando li ho acquistati, pensavo che sarebbero stati due prodotti adatti alla stagione fredda per via delle profumazioni, ma poi provandoli mi sono dovuto ricredere, per questo le ho definite due "coccole fresche"adatte anche a questa mezza stagione (secondo me ovviamente). Il primo di questi è il Bagnodoccia Vaniglia di NaturaEqua appunto.



È un detergente per il corpo semplice, ma adorabile. Si presenta come gel ambrato fluido, dove spicca ovviamente la profumazione alla vaniglia. Al contrario di quanto si possa pensare, al mio naso almeno, questo aroma non è estremamente zuccherino o gourmand, ma è più una vaniglia floreale, gradevolmente fresca e avvolgente, della giusta intensità. È uno di quegli aromi che si mantiene sulla pelle in modo delicato dopo la doccia.
Non ci sono particolari attivi all'interno di questo Bagnosoccia NaturaEqua, se non zucchero di canna, che credo gli conferisca questa colorazione, ed è anche idratante sulla pelle, e la glicerina.
"Per un momento speciale di coccola e dolcezza per la tua pelle lasciati rapire dal bagnodoccia Vaniglia. Lo Zucchero di Canna e la Vanillina pura addolciranno il bagnodoccia con una fragranza indimenticabile.
Subito dopo il bagnodoccia completa questa esperienza sensoriale con la Crema Corpo Vaniglia per una pelle morbida e vellutata."



Il bagnodoccia vaniglia mi è stato molto d'aiuto in un periodo in cui mi si era, non so bene per quali motivi, seccata molto la pelle del corpo, e questo prodotto è stato il giusto compromesso fra una detersione efficace sempre ma molto delicata. La schiuma che crea è abbondante e anch'essa molto avvolgente, almeno usandolo io con la spugna, ma non va a inaridire la pelle, ed ha la facilità di essere sciacquata via molto in fretta. Vi consiglio proprio di usare una spugna perché si utilizza meno prodotto e si ammortizza il rapporto quantità/prezzo.
Dopo ogni doccia mi son trovato con la pelle pulita, rinfrescata, decisamente morbida e liscia, tutte caratteristiche che rendono questo bagnodoccia Vaniglia un ottimo un po' per tutti i tipi di pelle e che ricomprerei, ma che soprattutto mi ha messo curiosità sugli altri detergenti Natura Equa.

INFO BOX 
🔎 Bioprofumeria, online, sito dell'azienda
💸 €7
🏋 250ml
🗺 Made in Italia
⏳  6 mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


A questa crema avrei potuto associare la crema con la stessa profumazione, ma ho preferito optare per la Crema corpo MilleVoglie, che ho trovato molto interessante.



Mi ha colpito infatti la scelta che NaturaEqua ha fatto degli ingredienti, dove si susseguono non solo componenti nutrienti ed emollienti che già conosciamo, ma anche alcuni estratti più particolari e poco noti.
"Il segreto della sua dolce cremosità sta nel mix d’ingredienti, buoni in tutti i sensi: zucchero di canna bio e solidale del Paraguay; olio di oliva bio ed estratti di aloe arborscens, basilico e zafferano della Riviera Ligure; olio di vinaccioli, olio essenziale di Limone, vanillina pura, burro di karité bio e olio di argan bio e solidale."
Sono stati proprio gli estratti di basilico, che pare abbia una azione tonificante sulla pelle, e quello di zafferano, che invece pare abbia principi antiossidanti, ed ovviamente entrambi provengono da piantagioni a chilometro zero, ad incuriosirmi. Ma se promuovo la Crema Corpo Millevoglie non è solo per l'INCI, ma per la sua efficacia. 
Intanto fatemi soffermare sulla profumazione: anche in questo caso, un po' per il nome, un po' per la stampa con la torta sulla confezione, credevo fosse una fragranza molto dolce e più autunnale per i miei gusti. Invece, proprio come scrive NaturaEqua, la profumazione parte da note agrumate, fresche e frizzanti, che si percepiscono soprattutto mentre la si va a massaggiare, ma una volta che si assorbe, sulla pelle resta un aroma vanigliato, che mi ricorda quello del bagnodoccia.



L'insieme quindi non è estremamente zuccheroso, anzi è fresco e inebriante, tanto che anche il bagno continua ad avere questo aroma nell'aria dopo l'utilizzo.
La crema corpo Millevoglie ha una consistenza molto piacevole, cremosa e ricca, ma con la giusta fluidità che consente di applicarla facilmente e velocemente. Durante il massaggio svela una lieve scia bianca ma nulla di problematico, tanto che svanisce in fretta. L'assorbimento non è istantaneo, ma questo è dato dal fatto che questa crema NaturaEqua è davvero molto idratante, su di me assolve appieno nel compito di lasciare la pelle nutrita per tutto il giorno. Aggiunge inoltre setosità, morbidezza ed elasticità alla pelle, e, quando si assorbe, questa risulta asciutta al tatto e non appiccicosa. È una crema per pelli che tendono al secco secondo me, ed infatti, come vi dicevo, ha assolto la sua funzione proprio quando ne avevo più bisogno. Un altro ottimo prodotto che mi spingerà a conoscere qualche altra crema corpo proposta dall'azienda.

INFO BOX 
🔎 Bioprofumeria, online, sito dell'azienda
💸 €14.60
🏋 200ml
🗺 Made in Italia
⏳  6 mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Sono sicuro che conosciate meglio di me i cosmetici di NaturaEqua, quindi se vi va fatemi sapere magari qualcuno che vi è piaciuto particolarmente e che dovrei provare. Io torno certamente con un'altra piccola review su questo brand.




Queste maschere viso coreane funzionano! | LookAtMe

Nel corso degli anni di vita di Beauty Cues ho avuto modo di provare tante, tante maschere viso, che a questo punto non le conto più. Ho esplorato questo mondo in lungo e in largo, provando i prodotti più strani, e quelli più comuni, ma la mia voglia di trovare la maschera viso migliore non si è mai esaurita e sappiate che per il resto dell'anno ne avremo ancora tante.
Questa volta ho provato delle maschere in tessuto coreane che secondo me, come tante delle loro conterranee, sono da prendere ad esempio quando si tratta di questo genere di trattamento. Sono le Animal FaceMask di LookAtMe.



Se mi seguite con attenzione, saprete che questo brand coreano è già stato una mia vittima: avevo infatti messo a confronto due dei loro cerottini anti punti neri qualche mese fa. LookatMe era infatti parte di una vendita su Veepee.it, da cui ho preso diversi prodotti, ma le trovate sempre disponibili su Yesstyle
Vi anticipo subito che, nonostante la confezione adorabile, le maschere non hanno alcuna stampa, ma sono semplicemente bianche. Le FaceMask Lookatme sono indicate per ogni tipo di pelle, ma man mano vi indicherò secondo me le differenze.
Le caratteristiche che invece le accomuna tutte sono invece la qualità del tessuto, che su di me  aderisce alla cute come un guanto, visto che il materiale ha il giusto spessore, è morbido ed elastico, riesce ad adattarsi bene al viso e i fori sono sufficientemente comodi, e sono tutte molto intrise di un siero abbondante ma più denso, che resta sul tessuto e gli dà quasi l'aspetto di un hydrogel. È così che a mio avviso si fanno delle maschere in tessuto piacevoli da utilizzare, che si adattano un po' a tutti e che funzionano.



LOOKATME Natural Bamboo Panda Face Mask
Maschera viso purificante e energizzante



"Maschera viso rinfrescante formulata con estratti di bambù. La sua potente formula aiuta a idratare, rinfrescare e illuminare la pelle all'istante. L'olio di girasole aiuta a combattere l'invecchiamento precoce, mantenendo il viso umettato più a lungo."

Mi spiace molto che questa maschera Look at Me non avesse sul tessuto quella stampa del panda perché credo che avrei spammato il mio selfie ovunque. Ma a parte queste stupidaggini, devo subito farvi notare che sulla confezione della mia Natural Bamboo Panda Face Mask c'è una incongruenza, perché nell'INCI non appare alcun olio di girasole, ma solo gli estratti di bambù che appunto hanno un potere idratante e rinfrescante. Ho tentato anche di togliere l'adesivo con la traduzione, ma anche la lista sottostante era identica. È stato un problema che ho riscontrato anche con le altre, ma non credo sia importante, quello che importa è l'utilizzo.



Questa maschera Look at me ha un lieve aroma agrumato che ho trovato essere una piacevole compagnia mentre la si lascia agire. I tempi di posa dovrebbero essere di 15/20 minuti, ma era talmente tanto comoda che ho tenuto la maschera per quasi un'ora e mezza, probabilmente mentre guardavo qualche serie tv, e l'ho rimossa più per noia visto che non mi aveva dato alcun fastidio. La pelle risultava più luminosa, in generale più che sufficientemente idratata e decisamente più elastica. Mi è parsa un po' più distesa, ma senza quella sensazione di pelle che tira follemente. Non l'ho trovata particolarmente rinfrescante, né sinceramente ho visto una azione purificante, però la Bamboo Panda Face Mask mi è piaciuta parecchio, anche per il fatto che il siero si era completamente assorbito senza lasciarmi la faccia appiccicosa. È effettivamente un trattamento che consiglierei un po' a tutti i tipi di pelle, ma quelle secche secondo me saranno contente di avere così tanto siero.

INFO BOX 
🔎 Veepee.it (vendita periodica), Yesstyle.it
💸 €1.50/1.50 (set da due maschere)
🏋 21ml
🗺 Made in Corea del Sud
⏳  1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

LOOKATME Sweet Honey Bear Face Mask
Maschera viso levigante e nutriente


"Maschera viso formulata con miele ed estratto di propoli, che aiutano a controllare l'eccesso di sebo, rafforza la barriera protettrice della pelle. Contiene l'estratto di girasole che dona idratazione e aiuta a combattere l'invecchiamento, lasciando la pelle morbida e radiosa. È ideale per pelli grasse e sensibili per le sue proprietà antiinfiammatorie."
Anche nel caso di questa maschera viso Look At Me ho notato una incongruenza: fra gli ingredienti infatti non appare alcun estratto di girasole. Ci sono allantoina, pantenolo, estratti antiossidanti un po' particolari come quello di bacche di goji e di acai, ma nessun girasole.
Questa Sweet Honey Bear Face Mask profuma davvero di miele, in modo delicato e gradevolissimo. La sensazione sulla pelle e anche la quantità di siero la rendono identica all'altra Lookatme.



Anche in questo caso la posa è stata prolungata per quanto mi riguarda, ma saprete che non è un problema per me, e dopo averla rimossa, la mia pelle era compatta e idratata ma non esageratamente appesantita, e questo mi fa pensare che in effetti anche le cuti miste possano gradirla. Inoltre non risulta appiccicosa sul viso, sebbene il siero richieda qualche secondo per assorbirsi del tutto. Nel caso della Sweet Honey Bear Mask sentivo un po' di effetto tensore che, da un lato ha disteso la pelle ma, dall'altro, io non gradisco tantissimo per cui applicarci sopra una crema viso è stata una mia scelta per smollare quella sensazione.
Ciò non toglie che questa sheet mask Look at me sia molto gradevole ed efficace.

INFO BOX 
🔎 Veepee.it (vendita periodica), Yesstyle.it
💸 €1.50/1.50 (set da due maschere)
🏋 21ml
🗺 Made in Corea del Sud
⏳  1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

LOOKATME Vegetable Bunny Face Mask
Maschera viso rivitalizzante e rinfrescante



"Maschera viso rivitalizzante e rinfrescante, formulata con estratto di orzo e collagene idrolizzato, che aiutano a idratare in profondità per rendere la pelle luminosa, morbida e sana."
Anche per questa maschera viso LookAtMe purtroppo la lista degli ingredienti non era in linea con la descrizione, ma ho come il sentore che il problema sia l'INCI. Infatti non trovo né orzo né collagene. Questo problema mi spiace un po' perché anche la Vegetable Bunny Face Mask si è rivelata valida.



Non ho percepito, anche nel suo caso una particolare freschezza sul viso durante la posa, mentre la profumazione mi ha ricordato quella tipica neutra che hanno le maschere coreane in tessuto, se ne avete provate sapete di cosa parlo.
La maschera è riuscita a rivitalizzare la mia pelle dandole un colorito più omogeneo e bello, e una consistenza più tonica e compatta. Non mi pare abbia una grande azione distensiva ma mi è piaciuto come la pelle risultasse risvegliata. Sono stati necessari alcuni minuti prima che svanisse una lieve sensazione di appiccicoso, ma nulla che mi abbia infastidito. La pelle era abbastanza idratata anche se io ho preferito proseguire con i miei prodotti della skin care, così come credo debba fare una pelle più secca con l'uso di questa maschera LookAtMe.

INFO BOX 
🔎 Veepee.it (vendita periodica), Yesstyle.it
💸 €1.50/1.50 (set da due maschere)
🏋 21ml
🗺 Made in Corea del Sud
⏳  1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


LOOKATME Aqua Moisture Raccoon Face Mask
Maschera viso affinante e idratante 


"Maschera viso ricca di acido ialuronico, che aiuta a idratare in profondità e istantaneamente la pelle, migliorandone l'aspetto. Ravviva le pelli opache, secche e disidratate lasciandole radiose e sane."
L'unica fra queste maschere LookAtMe in cui l'INCI corrisponde alla descrizione è proprio questa Aqua Moisture Raccoon Face Mask, che è piena di diverse forme di acido ialuronico.
Anche in questo caso è arricchita con un profumo molto gradevole e pulito, sembrava quasi una saponetta. Non l'ho trovata rinfrescante sul viso, anzi molto sopportabile pur avendola utilizzata in una serata con una temperatura più bassa.



Non mi ripeto per quanto riguarda il tempo in cui l'ho lasciata agire, ma vado al punto dicendovi che anche lei si è confermata una maschera molto gradevole: nonostante la pelle non fosse particolarmente distesa, era più soda.
La mia sensazione è che questa Raccoon Face Mask idrati la pelle molto bene, con però un piccolo prezzo da pagare: ci son voluti infatti alcuni minuti prima che si assorbisse del tutto il siero residuo, e nel mentre la pelle risultava vagamente appiccicosa, ma non è servita troppa pazienza. Sono quindi d'accordo con Lookatme, questa è una maschera viso adatta a pelli più secche, disidratate che vogliono molti agenti umettanti.

INFO BOX 
🔎 Veepee.it (vendita periodica), Yesstyle.it
💸 €1.50/1.50 (set da due maschere)
🏋 21ml
🗺 Made in Corea del Sud
⏳  1 maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Posso dire che queste maschere coreane LookAtMe funzionano e anche bene, e si avvicinano a quello che è il mio concetto di maschera in tessuto, che è quasi un trattamento idratante, e che potrebbe sostituirsi ad una intera skin routine.
Avete provato le Face Mask Look At Me?



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Due recuperi interessanti e due NOVITÀ di cui dobbiamo parlare...

Ci sono poche certezze nella vita: la morte, tranne quella della regina Elisabetta, le tasse, e la mia lista di serie tv da recuperare che non finisce mai. Tuttavia, fra nuove uscite e un paio di serie che erano da un po' nel cassetto, ho fatto un passo avanti.


The Act
Miniserie
⭐⭐⭐⭐🌠


Divento serio per raccontarvi la storia di The Act, che è forse una delle storie più angoscianti e al tempo stesso affascinanti che abbia conosciuto nell'ultimo periodo.
Quella di Gypsy Rose Blanchard è all'apparenza la vicenda particolare di una ragazzina in fondo normale, visto che sin dalla tenerà età sembra avesse bisogno di tantissime cure mediche per i suoi svariati problemi di salute degenerativi, che la costringono, tra l'altro, su una sedia a rotelle. Sempre al suo fianco, pronta ad accudirla, ad offrirle supporto e affetto, c'è la madre Dee Dee, che tutti conoscono come una donna dolce, amorevole, magari un po' apprensiva, ma completamente dedita alle cure della figlia Gypsy.


Sembra questa una vicenda drammatica come purtroppo moltissime altre, ma nulla di questo è vero.
Gypsy infatti non ha alcuna malattia o disabilità, può camminare tranquillamente, e non necessita di cure particolari, eppure la madre Dee Dee le ha sempre mentito, imprigionando la figlia in una messa in scena inquietante. Le manovre della donna non riguardano però solo Gypsy, perché infatti Dee Dee sfrutta le inesistenti problematiche della ragazzina per ottenere vantaggi e denaro dalle associazioni benefiche.
Gypsy pian piano si renderà conto che nulla di ciò che la madre le ha raccontato ed imposto, è vero e soprattutto nascerà in lei la voglia di poter finalmente vivere una vita normale come qualunque altra ragazza, ma dovrà arrivare ad un gesto estremo per uscire da questo tunnel fatto di una manipolazione psicologica incessante.


Forse non l'ho ancora detto, ma gli eventi di The Act sono tutti completamente veri. Gypsy Rose e Dee Dee Blanchard sono i nomi reali delle protagoniste di questa storia inquietante. Nella mia descrizione sono stato vago forse, ma quello messo in scena da Dee Dee è stato un vero e proprio calvario fisico e psicologico nei confronti della figlia, che si è trovata a subire, a quanto pare, violenze verbali e fisiche da questa madre che sapeva trasformarsi in un orco.
E se pensate sia una storia datata, vi sbagliate, perché solo di recente, nel 2017, le circostanze sono state chiarite e il caso è stato chiuso.


Vi dicevo che ho trovato affascinante The Act non perché abbia perso qualche rotella, ma perché mi è venuto spontaneo cercare informazioni sulle parti più raccapriccianti della storia, e pare che, nonostante la drammatizzazione, tantissime delle situazioni più strane, assurde, sordide, siano realmente accadute.
Una storia inquietante raccontata in modo inquietante, ma con una cura della messa in scena eccellente. Il tutto trascinato dalla bravura di Joey King e Patricia Arquette che rendono perfettamente il crescendo di una serie tv cruda e drammatica.
The Act merita di essere recuperata secondo me, sono solo otto episodi che vi verrà voglia di consumare uno dopo l'altro. È disponibile dallo scorso giugno su Starz Play, ma vi consiglio di prepararvi un po' psicologicamente prima di affrontarla.


Trying
Prima Stagione
⭐⭐⭐🌠


Cambiamo del tutto mood con Trying, un bocconcino di serie tv che trovate su Apple Tv Plus dal primo maggio di quest'anno, e che ci porta per le strade di Camden Town a conoscere Jason e Nikki, una giovanissima coppia che sta provando (appunto) ad avere un bambino. Jason e Nikki sono due ragazzi comuni, con dei lavori normali ma con tanto affetto e affiatamento da dare al loro pargolo. Tuttavia non sempre le cose vanno per come speriamo, e tocca trovare strade alternative. Nel loro caso, non potendo avere bambini biologici, proveranno ad adottarne uno, e quindi inizierà così il loro viaggio nel mondo dell'affidamento che li porterà a mettersi in discussione, l'uno con l'altra e con se stessi.


Trying è l'esaltazione della normalità, della semplicità, della verità, specie per quanto riguarda il mondo della genitorialità, ma non solo. Jason e Nikki infatti ci parlano anche del loro amore, e di come entrambi vogliono colmare un vuoto e crescere, diventare a tutti gli effetti gli adulti responsabili che tentano di accudire un'altra vita. Ma non pensate che Trying tratti solo dell'ansia di diventare genitori, perché è anche importante la parentesi su come i protagonisti si rapportano con loro stessi e come fronteggiano il peso della società, sempre disposta a giudicare ogni tua mossa e a non farti sentire mai abbastanza. Quindi lo sguardo si amplia e tocca una riflessione sull'esistenza in generale.


In Trying c'è dolcezza e ironia, anche se questa fa leva tutta sui dialoghi che non sempre sono riusciti a strapparmi una risata così fragorosa, ma che funzionano bene. C'è una Londra fresca e dinamica che fa da sfondo. C'è una colonna sonora piacevole e decisamente indie. E poi c'è anche il tempo per riflettere, anche se ammetto che avrei voluto un pelo più di introspezione, conoscere ad esempio qualche dettaglio in più sulla vita e sul passato di Jason e Nikki, visto che ci fanno subodorare qualcosa di più serio.
Capisco però che Trying è una comedy che non vuole incupirsi troppo, e non ha nemmeno il tempo di farlo, visto che gli otto episodi durano poco più di 20 minuti. Quanto basta insomma per raccontarci che i piani B possono rivelarsi altrettanto validi.
Ci sarà una seconda stagione in cui magari potranno darmi gli approfondimenti che cerco.


Amiche per la morte - Dead to Me
Seconda stagione
⭐⭐🌠


Ho da spendere due parole anche sulla seconda stagione di Dead to me. Se ricordate, il primo ciclo di episodi non mi aveva proprio fatto capitolare follemente della serie, seppur fosse gradevole. Godibile ma senza picchi, se non il fatto che ci fossero due attrici come Linda Cardellini e Christina Applegate che trascinano il tutto.


Questa seconda stagione, arrivata l'8 maggio su Netflix,  segue la strada già tracciata dalla prima, con Jen e Judy sempre alle prese con il loro rapporto conflittuale, dovuto a due caratteri opposti, e messo alla prova da tutto il caos che hanno creato intorno a loro: le due infatti sono sempre più legate da una scia di sangue, nella traballante speranza di riuscire a farla franca.
È una chimica che funziona quella fra le due donne, che ci porta ad avere momenti ironici e più leggeri, e momenti più drammatici. Devo dire che in questa stagione questi risvolti più seri e cupi mi hanno colpito un pelo di più rispetto alla precedente, proprio per il modo in cui li hanno messi in scena. Tuttavia in questa altalena di sensazioni, fra il sarcasmo e la tristezza, mi è sembrato che Jen e Judy fossero anche un pelo più isteriche, con reazioni non sempre realistiche e credibili.



Amiche per la morte 2 però secondo me soffre soprattutto per una storia non così intrigante, a tratti prevedibile, che poteva essere riassunta in decisamente meno episodi. Bisogna premettere che sin da subito la serie richiede di abbassare un po' la soglia della credulità, ma con questa seconda stagione si va ulteriormente avanti nell'assurdo e a tratti diventa un po' troppo. Come sempre vi dico, arrivare a situazioni strampalate, inevitabilmente mi porta ad essere meno coinvolto in una serie tv che alla fine può dire tutto e il contrario di tutto.


Posso capire che si tratta di una seconda stagione e che, come accade a moltissime serie tv, si muove a tentoni per non bruciarsi troppo un possibile rinnovo, ma non posso considerarla come una valida giustificazione. Insomma, fra personaggi secondari che servono poco allo sviluppo narrativo, e una chiusura finale che mi ha messo poca curiosità sul futuro della serie, secondo me questa seconda stagione di Dead To me non è stata delle più entusiasmanti, continua ad avere difetti più o meno importanti, che potrebbero essere smussati. Credo che solo grazie la durata degli episodi questa serie non risulta pesante, ma continua ad essere sempre una fresca compagnia da seguire.


In difesa di Jacob
Defending Jacob
Prima stagione
⭐⭐⭐


Ritorno su Apple tv + per raccontarvi di In Difesa di Jacob, serie tv tratta da un romanzo, e che è stata un po' vittima del Corona virus: la pubblicazione infatti doveva essere settimanale dal 24 aprile al 29 maggio, ma, a causa appunto della pandemia, il doppiaggio in italiano è stato fermato dal sesto episodio, per riprendere solo nell'ultimo periodo.
Quella di Defending Jacob è una storia che mi ha attirato subito, con la presenza di attori molto interessanti, e che prende le sembianze di un legal drama classico: Andy Barber è un procuratore distrettuale con una famiglia quasi da Mulino Bianco. Ha una moglie adorabile, un buon lavoro, un figlio adolescente che non ha mai dato grossi problemi. Tutto però cambia quando Andy si ritroverà ad indagare per l'omicidio di Ben, un ragazzo coetaneo di suo figlio Jacob, il quale finirà presto per essere coinvolto nelle indagini.
Jacob infatti sembra fosse bullizzato da Ben e che avesse quindi tutti i motivi per volerlo morto. Da quel momento la vita dei Barber verrà inghiottita in una voragine in cui nulla è come sembra, e che spingerà tutti a rivalutare la propria posizione e il proprio passato.


Messa così, In difesa di Jacob, sembrerebbe una serie particolarmente intrigante e che avrebbe potuto soddisfare completamente il mio palato. Eppure qualcosa mi è mancato e, ammetto, mi è anche dispiaciuto.
La storyline, come accennavo, non è affatto male, non spicca per originalità, ma si fa seguire con piacere. Io stesso, se non fosse stato per il Covid, avrei finito la serie in poco tempo. I colpi di scena funzionano discretamente, anche se la tensione a volte cede e dondola, e qui e lì ho trovato delle parti che potevano essere eliminate, mentre altre sono gestite molto bene. 
Credo che però il focus di Defending Jacob non sia tanto lo sviluppo delle vicende, quanto l'emotività e il risvolto più intimo e personale di una famiglia che si vede coinvolta in una faccenda così drammatica.


Credo che tutti abbiate notato la presenza di Chris Evans, che interpreta il padre di Jacob appunto, e che credo fosse alla sua prima serie tv, e dell'amatissima Lady Mary di Downton Abbey, ovvero Michelle Dockery, nei panni di Laurie Barber. Il cast è sicuramente il punto centrale della serie, e non devo dirvi io che sono bravissimi, ma anche in questo caso qualcosa non mi ha convinto.
Non ho amato troppo infatti la definizione dei caratteri di questi genitori: la madre sempre apprensiva, terrorizzata, contrapposta al padre che minimizza costantemente, e fa un po' lo sceriffo. Se da un lato questo ci dà una visione diversa su come si può affrontare un dramma simile, dall'altro lato mi è sembrato un po' banale come impianto.


Chris Evans poi in particolare, secondo me, è un pelo troppo perfetto per la parte del genitore distrutto e travolto dagli eventi.
Se questi però sono tutto sommato aspetti che posso farmi star bene senza troppa sforzo, meno indulgente mi sento di essere con la struttura generale della narrazione.
Col senno di poi ritengo che, oltre appunto ad eliminare alcuni passaggi inutili, fosse possibile dare maggior risalto allo snodo risolutivo finale, dando una costruzione più particolare, intricata e in crescendo già dagli episodi precedenti. Credo che In Difesa di Jacob funzioni abbastanza bene sia come miniserie, sia nell'eventualità di proseguire con una seconda stagione (ancora non confermata). Non posso però dirvi che sia una serie il cui dramma mi è arrivato allo stomaco e mi è rimasto una volta terminato l'ultimo episodio.




|Beauty Cues|
Gyada Cosmetics Linea Capelli Alla Spirulina: i miei TOP e FLOP 🍃

Sono da sempre convinto che un unico prodotto non possa fare la differenza, ma che serva l'azione congiunta di diversi cosmetici per vedere un miglioramento della nostra pelle e capelli.
Per questo spesso creo delle routine attingendo dallo stesso brand e dalle medesime linee: cerco di capire se, interagendo fra loro, possano massimizzare l'effetto l'uno dell'altro.
Con questa idea, e con la curiosità di approfondire la conoscenza di un estratto in particolare, ho scelto di creare una intera hair-care routine con i prodotti di Gyada Cosmetics alla Spirulina.



Che questa azienda siciliana sia finita nel mio mirino non è una novità, ma fino ad ora mi ero limitato a provare le maschere in tessuto prima, e i patch occhi e labbra dopo, nel corso del 2019. La linea per la cura dei capelli a base di alga spirulina mi ha però stuzzicato fin da quando è stata messa in vendita.
Questa gamma, che in totale raccoglie sette diversi prodotti, è rivolta a capelli spenti, deboli, che tendono alla caduta, e che quindi hanno bisogno di essere rinvigoriti. Gyada ha pensato quindi di sfruttare le proprietà della alga spirulina, che sicuramente vi suonerà almeno familiare visto che ormai è usata in tantissimi cosmetici e integratori per le sue proprietà ricostituenti.
La spirulina fa parte delle alghe azzurre ma ha un colore verde intenso e brillante (bellissimo!), prende il nome proprio dalla sua forma e pare sia ricca di proteine, vitamine (A, del gruppo B, D, E), aminoacidi e acidi grassi. Un mix di elementi che, aggiunti alla clorofilla, dà all'estratto di alga spirulina anche proprietà antiossidanti.




Nella linea rinforzante con spirulina, Gyada ha però voluto supportare questo elemento con altri ingredienti funzionali: dall'aloe che idrata e lenisce, all'estratto di avena addolcente, dagli estratti di ginseng ed equiseto stimolanti della crescita dei capelli, alla da me amata niacinamide, le cui proprietà meriterebbero una enciclopedia. Arricchiscono la linea poi due componenti ottime per i capelli, con capacità condizionanti, ristrutturanti e rigeneranti, ovvero l'estratto di semi di lino e le proteine idrolizzate del grano.
I cosmetici di Gyada Cosmetics sono formulati senza alcool, coloranti o conservanti, parabeni, siliconi o petrolati.
Non potevo insomma non affondare le mie manine (e i miei capelli) in una linea così ben strutturata, ma non tutto ha saputo rispettare le mie alte aspettative.


Gyada Cosmetics
Shampoo Rinforzante con Spirulina



Un gel denso con un colore fra il verde e l'ambrato, ed il profumo, che caratterizza tutta la linea alla spirulina, e che a me ricorda in parte la mandorla misto ad una nota erbosa, molto gradevole, fresco ed anche persistente sul capello, queste sono le caratteristiche generali dello Shampoo Rinforzante.
Ho sempre preferito usarlo diluito, e vi consiglio di farlo perché ne migliorate la distribuibilità, ed ho notato che serve davvero poco prodotto per fare un lavaggio più che soddisfacente. Il gel infatti si trasforma immediatamente in una schiuma morbida che avvolge i capelli ed aiuta nel massaggio del cuoio capelluto. Altrettanto immediato è anche il risciacquo del prodotto. 
In questa linea Gyada Cosmetics, lo shampoo è senza dubbio un top, anzi mi ha anche stupito. Sono sempre poco magnanimo con la categoria, non è colpa mia, ma perché il mio cuoio capelluto non sopporta nulla che non sia delicato e che scongiuri qualunque irritazione.



Con questo Shampoo Rinforzante ho trovato il giusto compromesso fra capelli ben puliti, leggeri e freschi, per i soliti 4/5 giorni, ma anche delicatezza sul cuoio capelluto, e quindi non accentua la purtroppo naturale secchezza e sensibilità che nel mio caso lo caratterizza. Non so come questa sua azione detergente delicata si possa adattare a capelli grassi, perché credo dobbiate alternarlo a qualcosa di più sgrassante.
Anche sulle lunghezze si comporta bene, lasciandole morbide e non appesantendo. Di per sé questo Shampoo Rinforzante Gyada non ha un potere condizionante fuori dal comune, ma se la cava bene sui miei capelli nel non creare nodi, anzi lascia i capelli abbastanza pettinabili. Sicuramente accompagnato da un balsamo, si ottiene una performance migliore, ma questo shampoo di per sé non ha secondo me particolari difetti, anzi in futuro potrebbe far di nuovo parte della mia cura dei capelli.

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L'impacco rinforzante di Gyada in realtà è quasi sempre stato il primo prodotto della mia hair care routine, ma è possibile usarlo anche come balsamo dopo lo shampoo. Ma andiamo per gradi.
Si tratta di una maschera capelli con una consistenza splendida, cremosa, ma molto facile da distribuire, sempre con questo profumo che a me piace molto, ed ovviamente di colore verde chiaro, grazie all'alga presente nella formulazione.
In questo impacco, oltre agli ingredienti in comune di questa linea Gyada alla Spirulina, ci sono anche olio di semi di lino (e non l'estratto), olio di semi di girasole, di oliva, ma anche burro di karitè


Nonostante però questa serie di ingredienti nutrienti, l'Impacco Capelli Rinforzante non è affatto pesante né rende untuosi i capelli, sia come maschera pre-shampoo, sia come balsamo dopo il lavaggio in una posa più breve.
Personalmente ho preferito usarlo con una posa lunga, distribuendo massaggiando una noce di impacco su cute e lunghezze inumidite, lasciandolo agire almeno per un'ora, così da massimizzare l'efficacia e il potere degli attivi anti caduta, ma, quando non ho avuto tempo di lasciarlo in posa, l'ho usato come un comune balsamo capelli e non mi è spiaciuto affatto. Gyada suggerisce di usarlo una o due volte a settimana, ed in effetti per me è l'ideale visto che appunto faccio lo shampoo con questa frequenza. 


I benefici che ho notato dall'uso costante di questo impacco con spirulina sono molteplici: principalmente nell'uso immediato i capelli restano molto morbidi e abbastanza disciplinati, anche se poi non uso un balsamo. In generale, come dicevo, i capelli restano leggeri, non va a togliere volume o a sporcarli prima del tempo, pur mantenendo la corposità. Anche come balsamo, quindi con una posa di circa 5 minuti, riscontro gli stessi risultati. Inoltre usato così, ha un potere districante immediato, e si sciacqua con estrema facilità.
Credo però che l'Impacco Rinforzante sia il prodotto che più in questa routine ha contribuito a rinforzare i miei capelli.



È vero che il passaggio dall'inverno alla bella stagione non segna per me un eccessivo aumento della caduta, ma questo è stato sicuramente un periodo stressante per tutti, aspetto che si riflette anche sulla salute dei capelli.
Ciononostante ho notato che, utilizzando questo trattamento con spirulina con costanza, i capelli tendono a cadere e spezzarsi con meno facilità, tanto da ritrovarmene meno sia nella spazzola che durante lo shampoo.
La nota stonata potrebbe essere il tempo di posa, ed il fatto che su di me questo Impacco Capelli Rinforzante Gyada non dona una lucentezza così palese, ma per il resto credo abbia davvero contribuito ad apportare benefici ai miei capelli.

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Gyada Cosmetics
Siero Capelli Rinforzante con Spirulina



Questo siero per capelli Gyada secondo me merita una spiegazione più approfondita perché, come me, potreste essere tratti in inganno. Quando si parla di un prodotto rinforzante per capelli cosa pensate? Io a qualcosa che va applicato su tutta la chioma, magari proprio sulla radice, perché è da lì che parte la salute del capello. E poi, se mi date un prodotto definito "siero" sono ancora più convinto che vada applicato sulla cute come un concentrato rinvigorente.
Nel caso di Gyada però non è così, e vi basta girare la confezione per scoprire che il siero Rinforzante va applicato sulle punte per idratarle e prevenire che si danneggino. Per quanto sicuramente un capello elastico è più resistente, mi sfugge però come questo prodotto possa svolgere questa azione rinforzante visto che va applicato sulla parte più morta di cellule morte.
Io ho deciso di applicarlo su tutti i capelli umidi prima di procedere all'asciugatura, quindi come una qualunque crema condizionante. Non va risciacquata in ogni caso.
La consistenza del Siero Capelli Rinforzante con Spirulina è un incrocio fra una crema e un gel, una texture comunque gradevole, leggera e facile da gestire.
Decisamente antipatico è invece l'erogatore che preleva quantità lillipuziane, tanto che io sono arrivato a fare anche 15 push per avere una noce di prodotto.



Nel caso del siero rinforzante, Gyada ha aggiunto anche acqua di limone, acidificante e quindi che dovrebbe avere una azione lucidante. Ma, se devo essere onesto, io non ho notato alcuna particolare efficacia.
Certo, ammorbidisce un po' i capelli, e aiuta a disciplinarli, e sicuramente, contribuendo ad idratarli, aiuta in generale affinché le lunghezze siano più sane, ma non sono aspetti così evidenti da farmi
utilizzare il siero alla spirulina con entusiasmo. Lo stesso Impacco Capelli Rinforzante, se usato come balsamo, mi dà dei risultati più visibili, sia in termini di morbidezza che di lucentezza. Anzi soprattutto la luminosità è una caratteristica che non riesco ad ottenere con il Siero Rinforzante Capelli, pur giocando appunto con le quantità, ed abbondando.
Insomma questo prodotto è decisamente il mio flop da questa linea alla spirulina di Gyada: credo che abbia alla base un concetto poco chiaro, che per l'uso indicato non può avere l'efficacia promessa, e che comunque sui miei capelli non ottenuto risultati eclatanti. Anche il tappo in legno è una finzione perché va solo a coprire la plastica sottostante.
Io lo ridefinirei come una crema condizionante che lascia i capelli profumati, e che si adatta un po' a tutte le tipologie di chiome non essendo untuoso, ma non lo riacquisterei.

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Ho da spendere parole più lusinghiere invece per il Gel Rinforzante, che mi è sembrato un ottimo prodotto per lo styling.
La consistenza ha una media densità e si riesce a dosare molto bene con questo tipo di erogatore. So che molti lo utilizzano all'interno negli impacchi a base di henné ed erbe ayurvediche non solo perché questo gel Gyada contiene la spirulina e tutti gli ingredienti rivitalizzanti della linea, ma proprio perché ha un'ottima consistenza che aiuta le pastelle.
Come tutti i prodotti per definire le acconciature può essere usato sia sui capelli bagnati prima dell'asciugatura, che sui capelli asciutti, ma questo non è del tutto scontato. Molto spesso infatti i prodotti ecobio per lo styling  non aiutano tantissimo a gestire i capelli da asciutti, magari il giorno dopo lo shampoo, eppure questo di Gyada ci riesce. 
Devo però fare alcune specifiche: infatti ho notato che sul capello asciutto, il Gel rinforzante ha un effetto bagnato che a me non piace moltissimo. È gestibile e dà un risultato gradevole, ma io l'ho sempre utilizzato sui capelli umidi perché riesce a definire l'acconciatura ma, se ben dosato, non crea appunto l'effetto lucido. Se però si gioca con le quantità si può ottenere anche quel risultato più "plastico" e definito che magari ricercano molte persone con i capelli corti.


Effettivamente concordo con Gyada che lo indica per tutti i tipi di capelli, sia lunghi che corti, ricci o lisci, perché credo possa accontentare davvero chiunque, anche solo chi cerca un prodotto per bloccare i baby hair. 
In generale credo abbia una tenuta media, che può diventare anche molto buona aumentandone le dosi.
Mi piace inoltre che questo Gel Rinforzante non crei residui né sporchi i capelli in anticipo rispetto al solito: se ad esempio si eccede un po' con le dosi e si forma quell'effetto più incollato, basta un colpo di spazzola e si toglie quell'aspetto senza però rinunciare troppo alla tenuta, e soprattutto senza quei residui bianchi che lasciano alcuni prodotti per definire le acconciature.
Potreste pensare che sia un po' incoerente a giustificare la dicitura "rinforzante" per il gel capelli ma non per il siero, credo che però questo prodotto abbia una descrizione più corretta, e senza troppi fronzoli. Tutte queste caratteristiche, unite al fatto che non secca i capelli, fanno del Gel Capelli Rinforzante con Spirulina un ottimo prodotti per lo styling.

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Come sempre grazie per avermi letto fin qui e spero che possiate trovare spunti utili. Qual è la vostra esperienza con questa linea di Gyada Cosmetics? Avete provato prodotti con alga spirulina?



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