mercoledì 10 giugno 2020

|#backtoseries|
Due recuperi interessanti e due NOVITÀ di cui dobbiamo parlare...

Ci sono poche certezze nella vita: la morte, tranne quella della regina Elisabetta, le tasse, e la mia lista di serie tv da recuperare che non finisce mai. Tuttavia, fra nuove uscite e un paio di serie che erano da un po' nel cassetto, ho fatto un passo avanti.


The Act
Miniserie
⭐⭐⭐⭐🌠

Guarda The Act in streaming - STARZPLAY

Divento serio per raccontarvi la storia di The Act, che è forse una delle storie più angoscianti e al tempo stesso affascinanti che abbia conosciuto nell'ultimo periodo.
Quella di Gypsy Rose Blanchard è all'apparenza la vicenda particolare di una ragazzina in fondo normale, visto che sin dalla tenerà età sembra avesse bisogno di tantissime cure mediche per i suoi svariati problemi di salute degenerativi, che la costringono, tra l'altro, su una sedia a rotelle. Sempre al suo fianco, pronta ad accudirla, ad offrirle supporto e affetto, c'è la madre Dee Dee, che tutti conoscono come una donna dolce, amorevole, magari un po' apprensiva, ma completamente dedita alle cure della figlia Gypsy.


Sembra questa una vicenda drammatica come purtroppo moltissime altre, ma nulla di questo è vero.
Gypsy infatti non ha alcuna malattia o disabilità, può camminare tranquillamente, e non necessita di cure particolari, eppure la madre Dee Dee le ha sempre mentito, imprigionando la figlia in una messa in scena inquietante. Le manovre della donna non riguardano però solo Gypsy, perché infatti Dee Dee sfrutta le inesistenti problematiche della ragazzina per ottenere vantaggi e denaro dalle associazioni benefiche.
Gypsy pian piano si renderà conto che nulla di ciò che la madre le ha raccontato ed imposto, è vero e soprattutto nascerà in lei la voglia di poter finalmente vivere una vita normale come qualunque altra ragazza, ma dovrà arrivare ad un gesto estremo per uscire da questo tunnel fatto di una manipolazione psicologica incessante.


Forse non l'ho ancora detto, ma gli eventi di The Act sono tutti completamente veri. Gypsy Rose e Dee Dee Blanchard sono i nomi reali delle protagoniste di questa storia inquietante. Nella mia descrizione sono stato vago forse, ma quello messo in scena da Dee Dee è stato un vero e proprio calvario fisico e psicologico nei confronti della figlia, che si è trovata a subire, a quanto pare, violenze verbali e fisiche da questa madre che sapeva trasformarsi in un orco.
E se pensate sia una storia datata, vi sbagliate, perché solo di recente, nel 2017, le circostanze sono state chiarite e il caso è stato chiuso.


Vi dicevo che ho trovato affascinante The Act non perché abbia perso qualche rotella, ma perché mi è venuto spontaneo cercare informazioni sulle parti più raccapriccianti della storia, e pare che, nonostante la drammatizzazione, tantissime delle situazioni più strane, assurde, sordide, siano realmente accadute.
Una storia inquietante raccontata in modo inquietante, ma con una cura della messa in scena eccellente. Il tutto trascinato dalla bravura di Joey King e Patricia Arquette che rendono perfettamente il crescendo di una serie tv cruda e drammatica.
The Act merita di essere recuperata secondo me, sono solo otto episodi che vi verrà voglia di consumare uno dopo l'altro. È disponibile dallo scorso giugno su Starz Play, ma vi consiglio di prepararvi un po' psicologicamente prima di affrontarla.


Trying
Prima Stagione
⭐⭐⭐🌠


Cambiamo del tutto mood con Trying, un bocconcino di serie tv che trovate su Apple Tv Plus dal primo maggio di quest'anno, e che ci porta per le strade di Camden Town a conoscere Jason e Nikki, una giovanissima coppia che sta provando (appunto) ad avere un bambino. Jason e Nikki sono due ragazzi comuni, con dei lavori normali ma con tanto affetto e affiatamento da dare al loro pargolo. Tuttavia non sempre le cose vanno per come speriamo, e tocca trovare strade alternative. Nel loro caso, non potendo avere bambini biologici, proveranno ad adottarne uno, e quindi inizierà così il loro viaggio nel mondo dell'affidamento che li porterà a mettersi in discussione, l'uno con l'altra e con se stessi.


Trying è l'esaltazione della normalità, della semplicità, della verità, specie per quanto riguarda il mondo della genitorialità, ma non solo. Jason e Nikki infatti ci parlano anche del loro amore, e di come entrambi vogliono colmare un vuoto e crescere, diventare a tutti gli effetti gli adulti responsabili che tentano di accudire un'altra vita. Ma non pensate che Trying tratti solo dell'ansia di diventare genitori, perché è anche importante la parentesi su come i protagonisti si rapportano con loro stessi e come fronteggiano il peso della società, sempre disposta a giudicare ogni tua mossa e a non farti sentire mai abbastanza. Quindi lo sguardo si amplia e tocca una riflessione sull'esistenza in generale.


In Trying c'è dolcezza e ironia, anche se questa fa leva tutta sui dialoghi che non sempre sono riusciti a strapparmi una risata così fragorosa, ma che funzionano bene. C'è una Londra fresca e dinamica che fa da sfondo. C'è una colonna sonora piacevole e decisamente indie. E poi c'è anche il tempo per riflettere, anche se ammetto che avrei voluto un pelo più di introspezione, conoscere ad esempio qualche dettaglio in più sulla vita e sul passato di Jason e Nikki, visto che ci fanno subodorare qualcosa di più serio.
Capisco però che Trying è una comedy che non vuole incupirsi troppo, e non ha nemmeno il tempo di farlo, visto che gli otto episodi durano poco più di 20 minuti. Quanto basta insomma per raccontarci che i piani B possono rivelarsi altrettanto validi.
Ci sarà una seconda stagione in cui magari potranno darmi gli approfondimenti che cerco.


Amiche per la morte - Dead to Me
Seconda stagione
⭐⭐🌠


Ho da spendere due parole anche sulla seconda stagione di Dead to me. Se ricordate, il primo ciclo di episodi non mi aveva proprio fatto capitolare follemente della serie, seppur fosse gradevole. Godibile ma senza picchi, se non il fatto che ci fossero due attrici come Linda Cardellini e Christina Applegate che trascinano il tutto.


Questa seconda stagione, arrivata l'8 maggio su Netflix,  segue la strada già tracciata dalla prima, con Jen e Judy sempre alle prese con il loro rapporto conflittuale, dovuto a due caratteri opposti, e messo alla prova da tutto il caos che hanno creato intorno a loro: le due infatti sono sempre più legate da una scia di sangue, nella traballante speranza di riuscire a farla franca.
È una chimica che funziona quella fra le due donne, che ci porta ad avere momenti ironici e più leggeri, e momenti più drammatici. Devo dire che in questa stagione questi risvolti più seri e cupi mi hanno colpito un pelo di più rispetto alla precedente, proprio per il modo in cui li hanno messi in scena. Tuttavia in questa altalena di sensazioni, fra il sarcasmo e la tristezza, mi è sembrato che Jen e Judy fossero anche un pelo più isteriche, con reazioni non sempre realistiche e credibili.



Amiche per la morte 2 però secondo me soffre soprattutto per una storia non così intrigante, a tratti prevedibile, che poteva essere riassunta in decisamente meno episodi. Bisogna premettere che sin da subito la serie richiede di abbassare un po' la soglia della credulità, ma con questa seconda stagione si va ulteriormente avanti nell'assurdo e a tratti diventa un po' troppo. Come sempre vi dico, arrivare a situazioni strampalate, inevitabilmente mi porta ad essere meno coinvolto in una serie tv che alla fine può dire tutto e il contrario di tutto.


Posso capire che si tratta di una seconda stagione e che, come accade a moltissime serie tv, si muove a tentoni per non bruciarsi troppo un possibile rinnovo, ma non posso considerarla come una valida giustificazione. Insomma, fra personaggi secondari che servono poco allo sviluppo narrativo, e una chiusura finale che mi ha messo poca curiosità sul futuro della serie, secondo me questa seconda stagione di Dead To me non è stata delle più entusiasmanti, continua ad avere difetti più o meno importanti, che potrebbero essere smussati. Credo che solo grazie la durata degli episodi questa serie non risulta pesante, ma continua ad essere sempre una fresca compagnia da seguire.


In difesa di Jacob
Defending Jacob
Prima stagione
⭐⭐⭐


Ritorno su Apple tv + per raccontarvi di In Difesa di Jacob, serie tv tratta da un romanzo, e che è stata un po' vittima del Corona virus: la pubblicazione infatti doveva essere settimanale dal 24 aprile al 29 maggio, ma, a causa appunto della pandemia, il doppiaggio in italiano è stato fermato dal sesto episodio, per riprendere solo nell'ultimo periodo.
Quella di Defending Jacob è una storia che mi ha attirato subito, con la presenza di attori molto interessanti, e che prende le sembianze di un legal drama classico: Andy Barber è un procuratore distrettuale con una famiglia quasi da Mulino Bianco. Ha una moglie adorabile, un buon lavoro, un figlio adolescente che non ha mai dato grossi problemi. Tutto però cambia quando Andy si ritroverà ad indagare per l'omicidio di Ben, un ragazzo coetaneo di suo figlio Jacob, il quale finirà presto per essere coinvolto nelle indagini.
Jacob infatti sembra fosse bullizzato da Ben e che avesse quindi tutti i motivi per volerlo morto. Da quel momento la vita dei Barber verrà inghiottita in una voragine in cui nulla è come sembra, e che spingerà tutti a rivalutare la propria posizione e il proprio passato.


Messa così, In difesa di Jacob, sembrerebbe una serie particolarmente intrigante e che avrebbe potuto soddisfare completamente il mio palato. Eppure qualcosa mi è mancato e, ammetto, mi è anche dispiaciuto.
La storyline, come accennavo, non è affatto male, non spicca per originalità, ma si fa seguire con piacere. Io stesso, se non fosse stato per il Covid, avrei finito la serie in poco tempo. I colpi di scena funzionano discretamente, anche se la tensione a volte cede e dondola, e qui e lì ho trovato delle parti che potevano essere eliminate, mentre altre sono gestite molto bene. 
Credo che però il focus di Defending Jacob non sia tanto lo sviluppo delle vicende, quanto l'emotività e il risvolto più intimo e personale di una famiglia che si vede coinvolta in una faccenda così drammatica.


Credo che tutti abbiate notato la presenza di Chris Evans, che interpreta il padre di Jacob appunto, e che credo fosse alla sua prima serie tv, e dell'amatissima Lady Mary di Downton Abbey, ovvero Michelle Dockery, nei panni di Laurie Barber. Il cast è sicuramente il punto centrale della serie, e non devo dirvi io che sono bravissimi, ma anche in questo caso qualcosa non mi ha convinto.
Non ho amato troppo infatti la definizione dei caratteri di questi genitori: la madre sempre apprensiva, terrorizzata, contrapposta al padre che minimizza costantemente, e fa un po' lo sceriffo. Se da un lato questo ci dà una visione diversa su come si può affrontare un dramma simile, dall'altro lato mi è sembrato un po' banale come impianto.


Chris Evans poi in particolare, secondo me, è un pelo troppo perfetto per la parte del genitore distrutto e travolto dagli eventi.
Se questi però sono tutto sommato aspetti che posso farmi star bene senza troppa sforzo, meno indulgente mi sento di essere con la struttura generale della narrazione.
Col senno di poi ritengo che, oltre appunto ad eliminare alcuni passaggi inutili, fosse possibile dare maggior risalto allo snodo risolutivo finale, dando una costruzione più particolare, intricata e in crescendo già dagli episodi precedenti. Credo che In Difesa di Jacob funzioni abbastanza bene sia come miniserie, sia nell'eventualità di proseguire con una seconda stagione (ancora non confermata). Non posso però dirvi che sia una serie il cui dramma mi è arrivato allo stomaco e mi è rimasto una volta terminato l'ultimo episodio.




20 commenti:

E tu cosa ne pensi?

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  1. Non ne ho vista nessuna però The Act la recupererò perchè avevo già sentito parlare di questa storia in televisione, con tutta la ricostruzione di ciò che era accaduto, da brividi, quindi sono molto curiosa di vederla!

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    1. È proprio una bella serie strong, di quelle che colpiscono!

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  2. Se la seconda e la terza non sono di mio gradimento, per i temi e per la messa in scena degli stessi, The Act e Jacob mi sembrano molto interessanti.
    Assurda la vicenda di Gipsy... sono quelle cose malate e morbose che ogni tanto avvengono.
    Mentre Jacob, nonostante i difetti che citi, sembra intrigante.

    Moz-

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    1. In effetti le vedo adatte a te :D La storia di Gypsy è assurda, non la avevi sentita? È una di quelle storie che finiscono su Mistero e programmi simili 😅😂

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  3. Non conosco le altre serie, avevo fatto un pensierino a Dead to me. Sto entrando in una fase in cui più che mai ho voglia di cose leggere, quindi mi sa che queste serie, anche se mi ispirano, le vedrò più avanti...

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    1. Prova a darle una chance :D Alla fine sono 16 episodi da 30 minuti l'uno, in un paio di serate la fai fuori :D

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  4. Ho letto un po' la trama e i risvolti di The Act ed ho avuto la pelle d'oca, ammazza che bitch, la madre ovviamente. Comunque mi attira, ma le altre no.

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    1. Credevo che In difesa di Jacob ti piacesse, sai?
      The Act è davvero allucinante, e la storia vera non aveva bisogno di aggiunte perché è già raccapricciante

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  5. Siamo sicuri che debba commentare?
    Tanto a chi legge il post non interessa e tu sai già tutto.
    IO HO ODIATO IN DIFESA DI JACOBBBBBBBBB salvo solo i primi episodi poi na manica di isterici, esagerati, inutili e con un finale ridicolo e non credibile.
    Ecco ora lo sa anche il mondo!
    Però Captain non si discute mai (ok però sta serie se la poteva evitare ahahah)
    THE ACT agghiacciante ma splendida.
    DEAD TO ME noooooooooooo :(
    TRYNG ho lasciato al secondo episodio.
    Per una volta quella pepepepepepe l'ho fatta io 😂

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    1. Certo questa volta sei sgarzulina eh 😂😂😂

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    2. Ho dovuto rimettere in equilibrio le cose e fare la parte della rompi balle che in genere è di tua competenza 🤣🤣🤣

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    3. Sappi che riprenderò presto il mio scettro di peppia 😂

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  6. Ho apprezzato abbastanza la seconda stagione di Dead to me, più che altro perché avevo bisogno di qualcosa di leggero, ai limiti del surreale a volte, che mi strappasse un sorriso. Certo, nulla di trascendentale, forse la prima stagione è stata la vera novità.

    Mi ha molto incuriosita The Act, la recupero!

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    1. Con l'ottica della leggerezza anche a me è piaciuta, e anzi, ora come ora ci sta anche bene 😁 Credo che la prima stagione, con la storia dell'amicizia e del lutto creasse un impatto interessante, no?
      Un po' diverso dal tipo di amicizia femminile che si vede per ora

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  7. in questo momento sono immersa nelle serie youtube, però trying tra quelle che hai elencato mi sembra interessante (per i miei gusti)!

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    1. C'è una serie che si chiama Youtube? Non la conosco!

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  8. The Act la conoscevo, ma non l'ho ancora vista. Mi sonolimitata al trailer e a documentarmi sull'accaduto su wikipedia e ammetto che non so se la guarderò, cioè mi incuriosisce molto ma come hai ben scritto tu vorrei essere pronta a vedere certe scene e non lasciarmi impressionare troppo facilmente

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    1. Posso aggiungere che, è crudo, ma non è un horror, nel senso non è splatter, però è certamente una storia forte, resa più dura dal fatto che sia vera.
      Un abbraccio :)

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  9. Che caso assurdo quello di The Act, e che serie hanno saputo trarci! Un recupero doveroso, anche solo per le prove delle attrici.
    Trying l'avevo persa e credo la inizierò oggi, di serie che mescolano il serio alla leggerezza ho un gran bisogno.

    La prima stagione di Dead to me non mi aveva convinto, e infatti ancora non so se guarderò questa seconda visto che mi confermi quello che temevo (andare avanti un po' per forza, un po' per assurdo), così come Defending Jacob sta nel fondo della classifica dei recuperi: la trama intriga, ma ho la sensazione che mi troverei d'accordo con te sugli attori/personaggi.

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    1. Trying, seppur con i suoi problemi, è appetibile, credo ti farà una compagnia discreta!
      Ci farai sapere.
      Defending Jacob sta bene in fondo alla lista, non avendo nulla di così originale da meritare un recupero sic et nunc

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