{Aggiornamento #26}
Settembre

Benvenuto Settembre!
Lo so, ormai sei arrivato da diversi giorni e io ancora non ti avevo salutato.
La verità è che ero contento, perché sei arrivato carico di pioggia e per me è stata una pasqua. 


Me ne sono andato in giro facendo emergere il bohémien che è in me, nascosto fra la milza e il fegato.
Sì Settembre, lo so che non sei poi un mese autunnale, infatti continua a fare caldo di giorno, ma grazie per il freschetto la sera e aver tolto l'afa. 
Io ho già uscito i cardigan giusto a fargli prendere aria, e fanc*lo se ho comprato la protezione solare per usarla 3 volte, tu resti il mio mese preferito, oltre a Novembre, in cui faccio il compleanno. 
E Dicembre che c'è Natale. E nemmeno Febbraio mi fa tanto schifo.


    Tante cose belle accadono in te, Settembre. 
C'è gente che si sposa ad esempio, tipo Brad e Angelina, con cui voglio scusarmi pubblicamente per non aver potuto partecipare.
O le due donne in Iowa, sposatesi dopo 72 anni di vita insieme
Ci credi, Settembre, che l'Amore possa durare tanto?
Poi c'è chi purtroppo si sposa "per finta" perché tanto non vale nulla di nulla qui in Italia. Tipo Neil Patrick Harris a Perugia.
No, non ho mai visto nemmeno una puntata di How I met your mother, ma è stato comunque un gesto carino, e lo so pure io che è inutile rosicare ché tanto a me non me se fila manco la gatta. 
E poi c'è Christina Aguilera che ha scodellato una bambina. L'ha chiamata Summer Rain, per restare sul sobrio.
Non lo so, sarà l'andropausa prematura, ma tutto questo mi commuove.

    Caro Settembre, sei pure iniziato di lunedì ma io alla dieta non ci ho mica pensato. Anzi mi sento gonfio e demotivato come una partoriente portoricana (ciao amica portoricana non ti offendere, io sgherzo).
Sono pure entrato in fissa con cibo non esattamente ipocalorico. 
Mi scofano di noodles farlocchi ché il cinese mi butta lontano. Ho provato quelli Star, ma l'idea di mangiarli in un barattolo di carta e con tutto il brodino non mi alletta. Ho preferito quelli di Buitoni, che sono sicuramente più realistici e più buoni.
No, Settembre, la Buitoni non mi paga, ma se volesse omaggiarmi di un quintale di pasta io l'accetto volentieri.
Sono entrato anche in fissa per un paio di scarpe, che sto ancora studiando da lontano, considerando che costano 80 sacchi, e sono Benetton.

La verità è che per molti sembrano le scarpe ortopediche di Clara, l'amichetta di Heidi, ma per me che le ho viste dal vivo, e che in genere non trovo mai un modello di mio gusto, sono un piccolo tesoro.
Avrò gusti di merda?
E Pechino Express? Te l'ho detto che ormai sono nel tunnel e non me ne perderò una puntata?

    Comunque, mio caro nono mese dell'anno non darti tante arie, non sei mica perfetto. 
Mi porti la sessione autunnale di esami e lo sai che mi manca poco alla laurea e lo sai quanto mi incasini quando inizio ad essere stanco, ad incartarmi col mio stesso cervello. Ce la posso fare, lo so.
Mi porti la morte di un ragazzo giovanissimo, che mi lascia perplesso. Lo so che non è giusto sparare alle persone, anche se quello è parte del tuo ruolo, ma so pure che non è giusto andarsene in motorino in tre, alle due di notte, non rispettando né il codice stradale, né un posto di blocco, né la legge.
Quello che è venuto dopo, è forse anche peggio.
Mi porti la morte di un animale, che è diventato il simbolo di chi ancora vuol credere in qualcosa. Lo sai che non porto lo stendardo degli ambientalisti, ma mi piace usare la logica.
Se non vuoi l'orso nei boschi, ma vuoi farci passeggiare la gente, andare a funghi, o cercare il sacro Graal, non porti l'orso nei boschi per farli ripopolare.
Una volta che l'orso vive come tale, te ne becchi le conseguenze.
E' come dire che tutti i nodi vengono al pettine.

    Lo so Settembre che ancora hai qualcosa in serbo per noi, e so pure che scivolerai via veloce, come il tempo quando giocavamo da bambini, come una goccia di pioggia fra le dita, come il bacio fra due amanti, ma mi piace considerarti come un piccolo inizio, come l'attesa di qualcosa ancora da dare e da ricevere.



|Beauty Cues|
Skin-Care Routine

    Se esistesse una tipologia di post chiamata i prodotti che ho usato tanto ma tanto, che ho quasi finito e che boh, questo sarebbe uno di quelli.
Ma purtroppo non esistono, per cui chiamiamola skin care routine che fa chic.
Effettivamente ho usato questi prodotti per praticamente tutta l'estate e anche da prima, e non che mi ci sia trovato male, ma non è stata la combinazione dall'effetto WOW.
Ho trovato però qualche prodottino interessante e se la smettessi di blaterale e ve li mostrassi sarebbe anche meglio.
Mettetevi comodi che la question è lunga.

    Ho lavato il viso mattino e sera col Detergente Fluido della Athena's AloeBio50, che loro definiscono adatto a pelli sensibili e delicate, ma 'sti cazzi.

Detergente Fluido Athena's AloeBio50

È un gel abbastanza consistente, ha un profumino di erbetta mica male, fa una schiuma morbida e lascia la pelle liscia.
Perché non mi ha conquistato? Avendolo usato anche nei mesi freddi, con la pelle un po' più secca, l'ho trovato un po' aggressivo, o meglio, non ci ho trovato nulla di lenitivo. Quindi 'sti cazzi.

  Devo confessare che ho alternato questo detergente, al Detergente Intimo della Viviverde Coop.


Non perché io abbia una faccia di c*lo, ma avevo sentito parlare dei benefici di un detergente intimo sul viso, sia per il ph, che per gli ingredienti lenitivi.
Non so se sia merito suo ma da quando l'ho usato non ho avuto più quei brufoletti da irritazione e sudore sulla fronte. Ha un odore un po' pungente ma non invasivo, non fa moltissima schiuma, ma lascia la pelle liscia e i pori ben chiusi (giustamente). 
Vi state domandando se è come il tee, buono qui e buono ? Lo è.
Odio la consistenza troppo liquida, e odio queste confezioni a goccia che occupano spazio inutile.
Entrambi li uso col pannetto in microfibra, adorolo.

    Essendo Estate non ho utilizzato la crema idratante tutti i giorni, ché con la palpabile afa dei giorni scorsi  e la mia pelle mista, sarei diventato una palla stroboscopica. Nei giorni più caldi ho usato il Dermo Gel all'aloe vera di Omia Laboratoires


Solito odore di aloe, solita consistenza di gel non troppo liquida né troppo soda, ma lascia meno residui sulla pelle (quello Zuccari ad esempio tira e lascia briciole ovunque), si assorbe e idrata quanto basta in questo periodo di calura. In casa me lo rubano per tutto, e anche sui capelli non è male ma ne parliamo un'altra volta.
 Quando invece il tempo permetteva, mi sono spalmato della Crema Idratante Essence della linea My Skin.


A vista non le avrei dato nemmeno quei 3 euro che l'ho pagata, ma mi sono ricreduto: ha una consistenza leggera, è fresca, penso grazie anche al profumo, un po' forte ma svanisce subito, idrata, si assorbe subito e non lucida.
Ovviamente in inverno ciccia, cioè non credo possa bastare a livello di idratazione.

  Sul contorno occhi, sfigatello, secco, che si segna, ho usato la Crema Contorno occhi alla Rosa di Fitocose.

Io e lei abbiamo un rapporto di amore e odio perché è buona, molto idratante, quasi pomatosa ma si assorbe bene e lascia la pelle liscia. Il fatto è che con l'arrivo dell'estate avrei voluto qualcosa di più fresco, magari con un bell'effetto distensivo, e lei non rinfresca e non distende, ma era lì aperta (in frigo che i prodotti Fitocose scadono in 4 mesi circa) e volevo finirla.

Infine sulle labbra ho usato il Balsamo Labbra idratante protettivo di Viviverde Coop, stra famoso e altrettanto buono.

Idrata, dura sulle labbra, costa poco e non fa un eccessivo effetto lucido, per cui maschietti state tunnati. Il problema è che se ce l'hai su e ci mangi, non avendo questo alcuna fragranza, senti un po' il gusto di ceroso, nulla di vomitevole, ma può fare strano a qualcuno. Da ricomprare.


In mezzo a questa caterva di prodotti viso, ci ficco in mezzo anche la crema corpo, che è pur sempre pelle. Per la detersione non uso nulla di speciale, prendo un bagnoschiuma a caso che trovo in bagno e, se non mi crea prurito, va benissimo. Uso i guantini che scrubbano, o la spugna.
La crema invece la scelgo per bene, così bene da aver trovato una mezza ciofeca.
Ho usato la Crema Corpo all'olio di argan di Phytorelax, e non mi è piaciuta affatto.


Non mi è piaciuto l'odore, non mi è piaciuta la consistenza, troppo liquida per stare in barattolo, non mi è piaciuto il risultato che di "ricco" non ha nulla. Sulla pelle normale va benino, la lascia morbida, ma per zone appena più secche è acqua fresca.

E questo è tutto, fatemi sapere se conoscete questi prodotti o se ne avete da consigliare. Ma cosa avrà usato al nostra amica Rory? Vi lascio al suo post!



Sorprese dal passato.

Vi ho parlato di disastri familiari. Vi ho parlato di sbiancamenti in parti intime, di ascelle pezzate, di Lana del Rey, di Checco Zalone, di telefilm trash, di omosessualità.
Vi ho parlato di Pippa Middleton, di musica tamarra, di buoni film, di Michaela Biancofiore, di attualità, di cazzate, di psicodrammi da adolescente mestruata, di borse agghiaccianti, di mamme, di candele.
Ve ne ho parlato e ve ne parlerò, e vi parlerò di molto altro ancora, ma di una cosa ancora non ho mai parlato ed è per questo che nasce oggi la mia prima rubrica beauty, intitolata

| Beauty Cues |

Lo so, molti di voi staranno reagendo tipo così

ma io sono davvero contento.
E' una piccola novità, ovviamente non trasformerò, come vi dicevo, il blog in un "beauty blog". L'intento è solo di chiacchierare su cosmetici, prodotti, rimedi, pozioni e consigli che possono aiutarci a non spaventarci a guardarci mentre passiamo davanti allo specchio e soprattutto a sentrci meglio con noi stessi.

In verità molte tempo fa, quando ancora a leggere questo blog eravamo io, un paio di amici che si annoiavano al pc, e mia madre di sgamo che magari passava dietro di me e non capiva cosa stessi scrivendo, avevo già affrontato l'argomento "beauty" ma, come molti altri post finiti in bozze, non avevo più tollerato che i post mi venissero così formali.
Spero vogliate seguirmi anche in questa piccola avventura, spero mi farete sapere cosa ne pensate, io intanto vi saluto e spero (troppe speranze, però) di sentirvi presto!

Sempre vostro, adorato (???) Pier.


Now You See Me - I maghi del crimine (2013)

Tornano le recensioni del venerdì, che alimentano la mia curiosità cinematografica e magari vi danno qualche buon consiglio.
Oggi è il turno di Now You See Me - I maghi del crimine.
Titolo originale Now You See Me
Paese di produzione: USA
Durata: 115 min
Genere: thriller
Regia: Louis Leterrier

Quattro maghi illusionisti, ognuno con la propria specialità, che si dilettano in trucchi di magia più o meno complicati, si ritrovano in un appartamento abbandonato, dove scoprono un intricato gioco di prestigio. Burattinaio della loro unione è un figuro incappucciato, che pare li abbia seguiti, studiati e scelti proprio per il loro talento.
Un anno dopo i 4, ora chiamati i Quattro cavalieri, si ritrovano su un palco a Las Vegas a tenere uno spettacolo, sponsorizzati dal ricchissimo signor Tressler; numero di chiusura dello show sarà un trucco da lasciare di stucco: svaligiare una banca francese, di un bottino di tre milioni di euro.
Tutto questo suscita l'interesse degli agenti dell'FBI, i quali iniziano a seguire le vicende dei maghi, non trovando però concreti capi di accusa per un arresto.
Altro giro, altra corsa, altro spettacolo di magia, ma questa volta si punta più in alto. 140 milioni di dollari, tuttavia sottratti al loro benefattore, il signor Tressler. I quattro cavalieri decidono infatti di ristabilire l'ordine delle cose, e, da semplici prestigiatori, si trasformano in moderni Robin Hood.

Definire questo film come un thriller è errato, o meglio è difficile inquadrarlo in un solo genere, considerando che si passa dal fantascientifico all'action movie in piena regola. Agli americani piace esagerare ed in effetti la storia è tale: esagerata tanto da risultare per nulla credibile. Si parte bene, con un filo conduttore, poi l'intreccio narrativo si mischia, traballando qui e lì, fino ad un finale a sorpresa, che dovrebbe spiegare tutto l'arcano, ma che risulta un po' arrabattato. Un cast carino, per un film che non credo brilli in originalità, né nella trama né nei dialoghi.
Sicuramente gli amanti del genere apprezzeranno gli inseguimenti e i colpi di scena, a me personalmente non ha fatto grandissimo effetto.


Voto  5 e mezzo



Le cose che puoi imparare da stagista in un ufficio pubblico

Torno a palesarmi dopo una lunga assenza, ma d'altronde era estate anche per me, e, per quanto atipica possa essere stata,  proprio non avevo voglia di stare qui a scrivere.
Come certamente saprete, inoltre, sono stato impegnato in uno stage che mi ha portato via tanto tempo, ma mi ha insegnato davvero molte, molte cose, che finalmente posso condividere con voi.
  • Lamentarsi di tutto. Del collega, del collega del collega e del collega che si lamenta dell'altro collega. Del caldo, del freddo, della connessione internet, della gente, del mondo. Lamentarsi di essere in ferie, lamentarsi di essere al lavoro. Lamentarsi di chi si lamenta.
  • Declinare con garbo i caffè offerti dal tuo capo. E' solo una scusa per fare una pausa e addossarti la colpa della sua nullafacenza.
  • Le donne over 30 a pochi giorni dal matrimonio sono isteriche, confuse e troppo abbronzate.

  • Tutti vogliono essere salutati, nessuno lo fa, ma puoi sempre accusare l'altro di aver salutato tutti tranne te.
  • Se dai del cesso al tuo superiore e questo è alle tue spalle, ti vengono decurtate due ore di stipendio.
    A meno che non domandi prontamente "perché scusi, lei si chiama cesso?".
  • Per i sessantenni ogni documento è un coso. E non conoscono il significato del termine buongiorno.
  • I danni prodotti da Clio MakeUp sono inimmaginabili.
  • Esistono impiegati con le abilità di Bob l'aggiustatutto. E con lo stesso gusto in fatto di abbigliamento.
  • E' comunemente accettato che se non guardi la gente, questa non ti rivolge la parola.
    Ma salutare corrisponde a saper leggere nelle altrui menti.
  • La gente non conosce la differenza fra stanza 12 e stanza 14.
  • C'è chi ama Totò e (storpiare) Lucio Dalla anche sul posto di lavoro.
  • Tutti ignorano il ruolo della signora all'entrata.
  • Quando c'è del cibo, non sei più in un ufficio pubblico, ma a casa di nonna:
Lo vuoi un biscottino?
Vieni, ci sono i dolcini!
Se vai di là, in quella stanza, ci sono i cornetti.
Dai andiamo in cucina!
C'è l'anguria se vuoi!

  •  E' comunemente accettato che se ti chiami Genoveffa, puoi farti chiamare Genny, e far finta di non sentire qualora qualcuno dovesse chiamarti Genoveffa.
  • Puoi riuscire a dire "la stanza davanti al dinosauro" senza sentirti completamente idiota.
  • Se ti richiedono un certificato di morte, puoi ironizzare sul fatto che non abbia una scadenza.
E questo è tutto, spero che questo post vi sia stato utile per i vostri futuri stage, io adesso vi saluto e spero di sentirvi prestissimo!





{Aggiornamento #25}
Estate a colpi di sceMa

Ma buon pomeriggio, come state?
Siete tutti a mare a mostrare le chiappette sature in cellulite?
Io no, ma non perché tormentato dall'annoso inestetismo, ma perché qui, fra clima variabile come colpito da PMS, e mare, variabile anch'esso fra il torbido e lo scarico radioattivo, non ci sono state molte occasioni per spiaggiarmi.
Ma come forse saprete la cosa non mi preoccupa.

Uno dei pochi giorni a mare.

Un po' vi invidio(tranne per i danni), voi al nord, ammantati di pioggia, ché qui la gente si è dovuta inventare che una sera di vento ci fosse fresco per tirar fuori giacchini e leggings.
In realtà era scirocco, e c'erano 25 gradi.

Inoltre al mattino sto proseguendo il tirocinio, con cui vi ho fatto una capoccia così, al comune del mio paese, mentre il pomeriggio devo dedicarlo allo studio, visto che, proprio quando ne avevo bisogno, è stata eliminata l'iscrizione con riserva dalla mia facoltà, per cui mi toccherebbe pagare le tasse. #checulo
Purtroppo il tirocinio è partito bene ma è finito nel più classico dei modi: sono stato parcheggiato in un ufficio, come le scope, e ivi dimenticato. La responsabile non mi ha più seguito nemmeno per sapere se fossi ancora vivo e se non fosse che deve mettermi ancora 3 firme, non mi vedrebbe più, per cui sono stato alla deriva. Almeno ho l'aria condizionata.

Per il resto l'estate procede come ogni altra estate: passeggiate, gelati, qualche serata fuori (poche, che in fin dei conti non ci sta nulla da fare), qualche film la sera, e tanta sonnolenza, ché alle 22 ho già sonno, resisto fino a mezzanotte, massimo l'una, ma al mattino dopo mi sveglio comunque con le galline e purtroppo senza Antonio Banderas.
Antonio, torna!

Ad un certo punto ho sentito bisogno di fare un viaggio. Sapete quella sensazione di piacere nel raggiungere una meta, non importa quale ma l'importante è staccare? Quel desiderio di preparare le valigie con quattro cose, con l'idea che ovunque tu vada, ti rilasserai?
Ecco, quello.
Ma, pur non avendo un'agenda trasbordante di impegni, le tasche languono, quindi l'unico viaggio che posso permettermi è quello verso il frigo a cercare un ghiacciolo.

Per il resto non ci sono rilevanti novità, Anche se il mondo è sempre sotto sopra.
Ho sentito della morte, forse suicida di Robin Williams, e non che ne fossi particolare fan, ma ha fatto alcuni film storici che penso un po' tutti dovrebbero vedere e conoscere.
Pare fosse preoccupato per il soldi e depresso, ma trovo comunque assurdo che non abbia avuto nessuno al proprio fianco, era pur sempre un attore di spicco, non credo avrebbe avuto difficoltà a trovare una parte.
Ma in fondo chi fa ridere, non sorride mai.

Sono nati i gemelli del caso di fecondazione eterologa in cui sono stati scambiati gli embrioni e pare certo verranno affidati alla partoriente e non ai genitori biologici. Io non so esprimermi sulla cosa sinceramente, come scrivevo sul blog di Franco. Come dicevo lì, fossi stato la madre che ha partorito i bambini avrei preferito di gran lunga restare all'oscuro di tutto per non avere i rimorsi di aver in qualche modo sottotratto una cosa così importante ad altre persone.
Mi incuriosisce sapere che ne pensano le mamme, ad esempio Maris, o la neo-mamma emme (fatele gli auguri, cribbio!)
Ovviamente dibattito allargato sulle madri surrogato, pratica attuata spesso fanno le coppie gay famose e di cui non sono d'accordo, ché sarà banale, ma il senso genitoriale ti viene anche se il bambino lo adotti.

Altra genialata tutta estiva viene da Verona, o meglio dal consigliere comunale Alberto Zelgeril quale ha proposto e ottenuto delle liste di proscrizione per i docenti che nelle scuole parlano di omosessualità.
Perché in effetti finora se ne era parlato troppo, ed è noto che l'omosessualità ha tempi di contagio molto più rapidi dell'ebola, e  che le scuole veronesi traboccano di aspiranti regine del deserto.
Un altro colpo di sceMa per Tosi.

Ma avete letto il mio primo articolo su Odd. Mag?
No!?
Shame on you, lo trovate qui
Spero sia l'inizio di una lunga collaborazione con questo nuovo portale creato e gestito da ragazzi del sud come me, campani per l'esattezza. Gli argomenti saranno vari, un po' come qui, toccando le mie sfaccettate passioni.

Ma voi siete già in vacanza? Dove state di bello?
Mi dicono che quest'anno vada molto il Salento.


In ogni caso vi auguro un ottimo Ferragosto e una buonissima estate e spero ci sentiremo molto presto!




Grand Budapest Hotel (2014)

Titolo originale: The Grand Budapest Hotel
Paese di produzione: Germania e Francia
Durata: 100 min
Genere: commedia
Regia: Wes Anderson

E' il 1985 quando uno scrittore inizia a raccontarci come conobbe la storia del Grand Budapest Hotel e dei suoi proprietari. Storia che gli venne raccontata circa 20 anni prima, da Zero Mustafa, quello che era l'attuale proprietario dell' albergo.
Zero inizia a raccontare le vicende partendo da molti anni prima, nel 1932, quando l'hotel era nel pieno del suo sfarzo e ospitava nobili e benestanti. Egli all'epoca era un semplice facchino che finì sotto l'ala protettrice di  Monsieur Gustave, ufficialmente concierge del Gran Budapest, in realtà ne era l'effettivo direttore.
Gustave aveva un gusto molto raffinato, elegante, certosino nel suo mestiere, era un amante delle poesie e dell'arte ma i suoi gusti sessuali erano molto particolari: era solito corteggiare donne molto più grandi di lui, in genere ricche ospiti dell'albergo. Fra queste vi era Madame D. che proprio in quel tempo stava lasciando l'albergo in cui aveva soggiornato. Il giorno della partenza Madame D. avvertì Gustave che non si sarebbero più rivisti in quanto aveva timore che presto sarebbe morta, ma lui la rassicurò non dando peso alla cosa. Dopo qualche giorno però arrivò la notizia che la donna era stata trovata assassinata.
Nell'andare a porgere un ultimo saluto alle spoglie della donna, Gustave scopre di essere stato nominato nel testamento della anziana signora, e di aver ottenuto in eredità il dipinto chiamato Ragazzo con mela.
Da qui inizia una guerra che vede contrapposti Monsieur Gustave e Dmitri, figlio di Madame D, che voleva assolutamente quel quadro, e si diramano le vicende che porteranno Zero a diventare proprietario del Gran Budapest Hotel.

Un'ironia molto sottile, pungente, contraddittoria e quasi caustica caratterizza questo film, che oscilla fra l'eccesso, ma con un alone di credibilità, e la staticità. Gli ambienti, infatti, sono come divisi in fermo immagini perfettamente misurati e simmetrici, e che passano dall'essere minimali e quasi puramente simbolici, a diventare sfarzosi e saturi.
Altra caratteristica, forse ancora più importante, è che il film rappresenta chiaramente un racconto. Si avverte come ciò che ci viene mostrato è il punto di vista di chi narra, si nota come i tasselli della storia vengono aggiunti mano a mano che si procede e lo stesso film è diviso in capitoli, quasi fosse un libro.
Una pellicola particolare, ma da vedere.


Voto 8 e mezzo


Misadventures of an Imperfect Pier(ef)fect #5
Identity Thief

Tempo fa avevo parlato di un film in cui al malcapitato veniva rubata l'identità da una ladruncola che voleva spillargli dei soldi. Io stesso l'ho definito un filmetto carino, adatto a strappare qualche risata.
Il problema è che quando succede a te non ridi più.

Prologo.
Qualche mese fa mi trovavo al computer a fare bellamente i fatti miei, quando ad un tratto mi arriva la notifica di essere stato taggato su un post di Facebook. Faccio per controllare e vedo che un ragazzo, su un gruppo a cui sono iscritto, mi dice che una persona si spaccia per me e mi lascia il link al suo profilo.
Lì mi sale il panico.
Inizio a pensare ai traffici illeciti, agli stupri, ai malaffari, magheggi, truffe e raggiri che questo abbia potuto fare con la mia identità.
In realtà non si trattava nemmeno di un profilo col mio nome e i miei dati, ma aveva semplicemente rubato la foto che tempo fa avevo impostato come immagine del profilo su Google Plus e che avevo fatto durante il mio viaggio a Verona di un anno fa.
Screenshot del profilo del ladro di foto.
Faccio per segnalare la foto e sorgono i primi problemi. Infatti su Facebook non esiste un'opzione di segnalazione per dire
Un tipo mi ha rubato una foto in cui son venuto nemmeno tanto bene, per favore fategliela togliere.
No, ti devi accontentare di rispondere alla domanda
Perché non vuoi vedere questa foto?
  • Mi dà fastidio o non è interessante
  • Sono presente in questa foto e non mi piace
  • Non credo che debba essere su Facebook
  • È spam
selezionare "E' spam" e dire che ti è stata rubata l'identità. Fatto sta che io quella sera non notai l'opzione per cui mi accontentai di selezionare che la foto era inappropriata, spiegando che mi era stata rubata.
Ovviamente Facebook non colse subito la procedura, e dovetti ripeterla, per riuscirci al secondo tentativo.
Poi però mi fecero notare che non potevo essere a conoscenza del fatto che questa persona avesse altre mie foto all'interno del profilo, essendo questo privato, per cui era meglio segnalare il profilo intero.
La procedura si rivelò un po' più facile tanto che dopo una ventina minuti il profilo era stato cancellato da Facebook.
Cliccami e mi leggi!
Credevo che tutto fosse risolto e ho vissuto settimane senza preoccuparmene minimamente, convinto che il messaggio fosse chiaro.
Qualche pomeriggio fa invece ricevo un messaggio su WhatsApp da parte di un ragazzo che mi chiede se fossi stato in Trentino nei giorni scorsi. Io chiedo perché questa domanda specifica e lui mi risponde che contattando un ragazzo su GayRomeo (chat gay su cui non ho un profilo da almeno il 2009 ndr.) questi gli aveva mostrato una foto di me su un ponte con una tracolla.
Chiedendogli se fossi io, questo ragazzo dice invece di chiamarsi Alessio, per poi sparire e cancellare il profilo.
Ora, caro/i ragazzo/i, che tu sia Alessio, Francesco, Mattia o Sampei, a me poco importa. Io non sono un personaggio famoso e la mia faccia non può essere usata liberamente su questo o quel social.
Cito dalla legge 22 Aprile 1941, n. 633 (grazie al mio agente), l'articolo 96 e 97
Art. 96
Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell'articolo seguente.
Dopo la morte della persona (tiè!) ritrattata si applicano le disposizioni del 2/a, 3/a e 4/a comma dell'art. 93.
Art. 97
Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o colturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. 
Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata.
E comunque, per la cronaca, la mia faccia sulle chat gay, cuccava soggetti alla Cristiano Malgioglio con o senza ciuffo.
Vuoi davvero uscire con Cristiano Malgioglio?




Les Misérables (2012)

Avevo tante curiosità su questo film pluripremuato, che avevo perso all'uscita nelle sale cinematografiche, ma che ho recuperato pochi giorni fa. Avrà accontentato le mie aspettative?
Parliamo un po' di Les Misérables.


Titolo originale: Les Misérables
Paese di produzione: Regno Unito
Durata 158 minuti
Genere: musical, drammatico, romantico
Regia: Tom Hooper

Il primo trentennio dell'800 fa da sfondo alla storia di Jean Valjean, un prigioniero costretto a pagare la sua pena ai lavori forzati, per aver rubato un tozzo di pane per sfamare la sorella.
Oltre lo sforzo fisico, Jean è la vittima del commissario Javert, che gli consegnerà la libertà, ma marchiandolo a vita come un uomo pericoloso.
Una volta libero, Jean Valjean troverà nell'aiuto di un arcivescovo misericordioso, la voglia di cambiare stile di vita e di diventare un uomo migliore.
Riuscirà, sotto mentite spoglie, a diventare sindaco e ad aprire una fabbrica. Proprio qui lavora Fantine, una ragazza madre non sposata, che proprio per questo viene tacciata come una poco di buono e licenziata. Per mantenere la propria bambina di nome Cosette, Fantine finirà in un torbido giro, che la porterà alla prostituzione. Un giorno Fantine, per un screzio con un cliente, rischiò l'arresto, ma Jean Valjean accorse in suo aiuto promettendole di prendersi cura di lei. Ma la giovane morì, così il protagonista adotto la bambina Cosette.
Le cose per Valjean si complicarono quando, per uno scambio di persona, dovette confessare la propria identità e salvare l'innocente che era stato scambiato per lui. Javert così si mise sulle sue tracce, costringendo Jean a scappare.
Qualche anno più tardi Jean e Cosette, ormai diventata una giovane donna, si ritroveranno a Parigi, durante e moti rivoluzionari, che faranno da scenario alla storia d'amore fra la ragazza e Marius, uno studente rivoluzionario.

Quello che colpisce subito di questo film è sicuramente la bravura degli attori, che pare abbiano cantato praticamente dal vivo durante le riprese, per rendere le scene più realistiche e concrete. Altra cosa che si nota è che la scenografia passa dall'essere carica, piena, pomposa nelle parti corali,  fino a traslarsi e a diventare evanescente ma simbolica, un po' come accade in teatro. E la regia sembra seguire questi mutamenti.
Il problema della pellicola è però che si perde di emotività in alcune scene, e solo qualche parte ti emoziona più intimamente fino in fondo. Inoltre, pur amando i musical, questo è davvero troppo, troppo, troppo cantato, e le scene di parlato si contano sulle punte delle dita; il che non sarebbe malissimo, se non fosse che il film dura più di 2 ore.


Voto 8 --




Una novità. Iscriviti qui

Vi sono piaciuti