|Beauty Cues|
Phitofilos: mini (o quasi) Hair Care Routine!

Mi sentite parlare poco di cura dei capelli, e la ragione è che ho bisogno dei miei tempi per capire se un prodotto è adatto alle mie esigenze, magari cercando di vedere come si comporta in condizioni di capelli e con la mia cute più capricciosa di un bambino di 5 anni.
Ogni tanto però, quando è possibile, baro usando le minitaglie, che amo per provare e farmi un'idea, come in questo caso con i prodotti Phitofilos.


Phitofilos è un'azienda de Roma che credo nasca, o meglio si sviluppa, visto che ha un lungo passato di produzioni erboristiche, principalmente intorno alle erbe tintorie e curative per capelli, ma poi ha espanso le referenze con cosmetici che vanno dal trattamento, alla detersione, per concludere con lo styling, il tutto suddiviso in linee, sempre in via di espansione.
Per questa mia hair care routine ho pescato dalle linee Sinergia, Vegetall e Armonia, giusto per non farmi mancare nulla.
Il punto di congiunzione fra tutto questo è che Phitofilos è un brand eco biologico e certificato, quindi con ingredienti naturali, ma se passate sul loro sito spiegano tutto davvero molto dettagliatamente.

Come impacco pre shampoo ho scelto l'Armonia Orientale, che è praticamente un trattamento oleoso, composto da diversi oli vegetali.

Scusate la confezione già iniziata!

La Linea Armonia di Phitofilos è composta da tre diverse referenze, Orientale, D'Africa e Mediterranea, tutte mix di oli appunto che possono essere usate sia come un trattamento idratante per capelli (in realtà l'Armonia Mediterranea e D'Africa possono essere usate anche su viso e corpo) che come protettori da salsedine e cloro. Ogni Armonia è disponibile nel formato da 50 e 150 ml.
Phitofilos ci dice che l'Armonia Orientale è
"un impacco nutritivo per capelli composto da oli esclusivamente vegetali quali: amla, argan, cocco, jojoba, ricino e crusca di riso.
Usato come maschera prelavaggio per capelli secchi, sfibrati, opachi, sottoposti a trattamenti chimici, risulta indispensabile per donare corpo, luminosità e nutrimento.
Come prodotto leave-in, al mare o in piscina, svolge un'azione protettiva dagli agenti esterni."
Questi oli sono mixati in una miscela dalla consistenza fluida e tutto sommato leggera, che si distribuisce bene sui capelli, nonostante la presenza del ricino che ha una densità elevata. L'olio di cocco invece, come specifica Phitofilos, effettivamente diventa solido quando scende la temperatura, per cui sì, in inverno vi tocca scioglierlo per utilizzarlo (basta scaldarlo sotto il getto di acqua calda).
Mi sono innamorato subito del profumo dell'Armonia Orientale, che calda, è speziata, davvero orientaleggiante e che, nonostante ovviamente non resiste a shampoo, balsamo e styling, tiene compagnia durante la posa.
Ho apprezzato un po' meno l'erogatore perché, trattandosi di olio, non riesce a vaporizzare il prodotto, ma tende più a spruzzarlo con un getto abbastanza violento e diretto. Non si spreca prodotto, non è impossibile da usare, ma aspettatevi l'effetto missile terra-aria.
Per le mie esigenze ho usato l'Armonia Orientale come impacco, che applico sia sul cuoio capelluto che sui capelli leggermente inumiditi, e tengo in posa almeno un paio di ore. Phitofilos consiglia non meno di 15 minuti, e direi che sono d'accordo.



Su di me, che ho affrontato (e in parte affronto ancora) un periodo di capelli un po' difficili, particolarmente secchi e che si spezzano, l'Armonia Orientale mi ha aiutato far tornare in forma i capelli, dandomi quel nutrimento di cui ho bisogno. Non è purtroppo miracoloso come trattamento, e su di me i risultati sono arrivati un po' lentamente e con l'uso costante. Non credo per questo che sia un prodotto adatto se ad esempio avete capelli molto danneggiati.
Sulla cute, che nel mio caso tende ad essere secca, riesce ad idratare senza appesantire.
L'aspetto che più ho apprezzato dell'Armonia Orientale è proprio la leggerezza, che non riguarda solo la consistenza, ma che si traduce anche nel fatto che basta un normale shampoo a rimuoverne ogni residuo; secondo me solo sovraddosando il prodotto si rischia di trovarsi i capelli unti o comunque di dover abbondare con i lavaggi per rimuovere l'olio. Avendo i capelli corti, il formato da 50ml mi ha dato la possibilità di fare diverse applicazioni.
L'Armonia Orientale Phitofilos credo sia un buon prodotto, adatto a capelli da normali a secchi, ma anche più grassi se magari lo applicate sulla lunghezza dosandolo bene.

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💸 €8.49/18.29
🏋 50/150 ml
🗺 Italia
⏳  12 Mesi
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Fra i detergenti che Phitofilos offre ho scelto la minitaglia dello Shampoo Mallo e Indigofera, che fa parte della linea Vegetall.

Shampoo Mallo e Indigofera Phitofilos

I prodotti di questa gamma sono davvero particolari perché sono arricchiti con estratti di erbe tintorie, ma non semplicemente disperdendo la polvere di henné nel prodotto, ma estraendo tramite bio liquefazione che
"consente infatti di estrarre il pigmento dalla pianta in acqua e donare capacità riflessanti al prodotto. Gli estratti acquosi di piante tintorie sono frutto di tecnologie fitocosmetiche d’avanguardia, sono 100% ecofriendly e completamente biodegradabili (i cosiddetti bioliquefatti)."
Ovviamente il concetto dietro a questi shampoo è che non vanno a tingere i capelli, ma a mantenere i risultati ottenuti con le erbe tintorie o comunque con le tinte.
Phitofilos ha creato una linea che può accontentare diversi toni di capelli, quindi biondi, rossi e bruni, con gli estratti di diverse erbe. Io ovviamente ho scelto lo Shampoo Mallo e Indigofera, che è rivolto ai capelli castani.
Si tratta di uno shampoo in gel fluido, dal colore ovviamente ambrato scuro, che si diluisce facilmente e che a contatto con l'acqua crea una schiuma abbondante e avvolgente, ma non difficile da sciacquare via.



Il profumo è piacevolissimo: tende alle note agrumate, visto che contiene olio di bergamotto e arancia amara, ed un pelo fiorite, purtroppo però non persiste.
Phitofilos dice che il suo shampoo Mallo e Indigofera
"deterge con delicatezza, lasciando la chioma docile al tatto ed i capelli vitali e luminosi."
e su di me è davvero così. Mi va a pulire bene la cute, eliminando anche ogni residuo in eccesso dell'Armonia Orientale, senza aggredirla, irritarla o seccarla, o crearmi prurito nei giorni successivi al lavaggio, cosa per me assolutamente in primo piano nella scelta di uno shampoo. Inoltre non mi va ad aggrovigliare i capelli, né ad indurirli, ma già sotto la doccia sento che sono morbidi, quindi sì, ha anche un lieve effetto condizionante.
Per quanto riguarda il potere di diciamo "rinfrescare" il tono dei capelli, mi esprimo alla fine.
Credo che lo Shampoo Mallo e Indigofera Phitofilos sia adatto veramente a tutti (ovviamente tutti i mori e bruni all'ascolto), sia a chi ha capelli più grassi che a chi ha capelli più secchi, giocando poi con il balsamo o la maschera che si applica dopo il lavaggio. Lo acquisterei in full size.

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🔎 Bioprofumeria, Online
💸 €3.89/12.99
🏋 50/250 ml
🗺 Italia
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Ed a proposito, come balsamo, non essendocene purtroppo uno a base di erbe tintorie (fatelo!), ho scelto alla linea Sinergia, il Balsamo Gocce d'oro, sempre in minitaglia.


La Sinergia è una gamma diciamo più classica, composta da shampoo e balsami che hanno sempre ingredienti naturali ma puntano semplicemente a detergere e condizionare i capelli, senza risalutati "extra". Da questa linea avevo già testato un paio di campioni durante un viaggio a Milano, e mi erano piaciuti ma ho un pelo cambiato idea.
Il Balsamo Ristrutturante Gocce d'Oro Phitofilos ha una bella cremosità, che lo rende facile da distribuire uniformemente sulla chioma, ma ancora più buono è il profumo, intenso e naturale, derivato quasi certamente dagli estratti di malva e altea. È una fragranza che riempie non solo le narici ma l'intero bagno e sì persiste un po' sui capelli.
Ma oltre a questi estratti, il balsamo contiene olio di argan, proteine e olio di riso, mix di attivi che dovrebbe rendere
"il capello nutrito, lucente, corposo e al tempo stesso stabile nel mantenimento del colore."
In questo caso sono d'accordo ma fino ad un certo punto. Sui miei capelli mi piace il potere condizionante, districante quasi istantaneo ed idratante che ha, ma se mi chiedeste se va bene per capelli molto secchi, sfibrati, o danneggiati, vi direi che secondo me fa un po' fatica a darvi un risultato che possa soddisfarvi al 100%, soprattutto nei giorni successivi al lavaggio, e soprattutto se non fate prima magari un impacco o una maschera. L'ho notato anche su di me che, durante il mio periodo di maggiore secchezza, faceva un po' fatica a mantenere quelle promesse. Direi che dà il suo meglio su dei capelli che vanno dai normali ai secchi, anche trattati.



Un grande pregio però del Balsamo Ristrutturante Gocce d'Oro è che non mi appesantisce i capelli, ma li lascia morbidi e leggeri, e tutto sommato tiene a bada il crespo. Inoltre non richiede una quantità esagerata di acqua e tempo per essere rimosso. Quindi su una bilancia secondo me il piatto con i pregi è quello più pesante, per cui riacquisterei anche in full size questo balsamo Phitofilos, con l'accortezza di usarlo nei periodi di "normale" secchezza. 

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💸 €4.19/13.89
🏋 50/250 ml
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Per quanto riguarda il prodotto per lo styling secondo me è quello forse più curioso, perché riprende il concetto dello shampoo Mallo e Indigofera, visto che ne condivide la linea Vegetall.
L'unica full size di questa routine capelli Phitofilos è la Gelatina Mallo e Indigofera.



All'interno della gelatina quindi abbiamo gli stessi estratti acquosi, ma è rivolta a
"ravvivare il tono dei capelli castani e bruni e per mantenere più a lungo il risultato ottenuto con i trattamenti alle erbe tintorie, ma anche con le colorazioni tradizionali. Rivitalizza i capelli atoni e spenti, non unge e non crea inestetiche pellicole."
Si presenta come un gel dalla media consistenza, non super acquoso o che cola velocemente, e non ha una profumazione particolare, mi sembra semplicemente data dai componenti che contiene. Gli utilizzi di questa gelatina sono molteplici: può essere usata sui capelli umidi prima di fare la piega, per avere una azione disciplinante, che poi è il metodo che utilizzo io; oppure si può usare su capelli asciutti, o ancora, si può mischiare agli impasti di henné e erbe tintorie per migliorarne la consistenza.
Non l'ho provata a capelli asciutti perché non amo l'effetto bagnato/gel/ incollato e sinceramente non ho mai voluto rischiare. Anzi la cosa che più mi piace di questa Gelatina Philofilos è proprio il fatto che sui capelli umidi prima della piega non crea questo effetto, a meno che non si esagera con le quantità (magari volutamente).
La tenuta sui miei capelli è media: riesce a tenere a bada magari quei capelli che scappano un po' ovunque e ad aiutami a mettere in piega il ciuffo, ma poi preferisco aggiungere comunque una lacca, per finalizzare lo styling.



Altri aspetti positivi di questo prodotto è che non incolla, non unge e appunto non mi sporca i capelli prima del consueto lavaggio. Inoltre non crea quell'effetto polverina bianca se si pettinano i capelli, come capita con altri gel, questo perché non irrigidisce i capelli. 
Le Gelatine Philofilos sono state al centro di critiche perché contengono alcool (come molti prodotti ecobio e non per lo styling) e molti non vogliono questo ingrediente nei propri cosmetici perché lo ritengono dannoso, o che comunque possa seccare i capelli. Personalmente non ho riscontrato alcun problema, o meglio, un accentuarsi del problema visto che avevo già i capelli secchi, anche nell'uso reiterato; però sono dell'idea che nelle applicazioni continuate per un periodo di tempo molto lungo, o se magari diventa il vostro prodotto per lo styling per la vita, possa dare qualche problema. In via cautelativa non credo diventerò un aficionado per il resto dei miei giorni, e nonostante ne apprezzi le qualità, non credo sia un prodotto che riacquisterò a giro breve.

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🔎 Bioprofumeria, Online
💸 €4.39/9.89
🏋 50/150 ml
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Faccio un passo indietro per quanto riguarda l'effetto riflessante di questi prodotti Phitofilos, in particolare dello shampoo e della gelatina che contengono indigo e mallo di noce. Ho voluto parlarne dopo tutto perché secondo me ad avere questa efficacia è po' l'insieme della routine. In generale nessuno di questi cosmetici tinge il capello come ho detto, ma ho notato che vanno a rendere il mio colore di capelli più pieno e vibrante, due caratteristiche che per i capelli scuri sono secondo me fondamentali per apparire sani. Anche in casa, quindi chi mi vede tutti i giorni, hanno notato la differenza tanto da chiedermi se avessi fatto la tinta. 
Lo shampoo è quello che forse ha più potere in questo senso, specie se usato con costanza, ma a mio avviso, anche la luminosità e il nutrimento (anche questi aspetti importanti per i capelli molto scuri) che aggiunge il balsamo Gocce d'Oro, aiuta in questo miglioramento estetico. Poi la Gelatina, col suo effetto fissante ed anche un po' lucidante, dà quel tocco di grazia, ma ho notato che se faccio lo shampoo con altri prodotti e poi applico la gelatina, non dà lo stesso risultato.

I prodotti Phitofilos hanno saputo attirare la mia attenzione, ma soprattutto si sono rivelati validi. Il fatto che quasi tutte le linee siano in versione minitaglia (le cui confezioni sono perfette per essere riciclate) è solo che un vantaggio per provarli.



{Recensioni Film 🎥🎬}
Ritorno al bosco dei 100 Acri (2018)

In questo periodo ho un po' meno voglia di star dietro a interminabili serie tv e più voglia di storie che hanno un inizio ed una fine, ma che al tempo stesso non mi restino sullo stomaco per durata e per le vicende. Per questo ho scelto di vedere Ritorno al Bosco dei 100 Acri.



Nel Bosco dei 100 acri, Winnie The Pooh sta per compiere un passo particolarmente difficile, ovvero dire addio al suo caro amico Christopher Robin, il quale sta per trasferirsi in collegio. Il bambino promette all'orsetto più famoso di sempre che non lo scorderà, così come non dimenticherà il bosco e tutti i suoi abitanti, Uffa, Ih-Oh, Tigro, Pimpi, Ro e Kanga. Tuttavia la vita di Christopher Robin sarà tutt'altro che una fiaba, e sin da ragazzino si ritroverà, a causa di una serie di vicissitudini, a dover affrontare diverse asperità, che lo porteranno a crescere molto in fretta e perdere il ricordo di quel bosco incantato. 
Col tempo il piccolo Christopher diventerà ovviamente un uomo, inseguendo la sua vita sempre troppo complicata, fra un lavoro che non funziona, il rapporto con la moglie che lo vede sempre indaffarato, e l'educazione di sua figlia, che deve essere rigida come quella avuta dal padre.


Un giorno però accadde qualcosa nel bosco dei 100 acri: Winnie infatti, non trovando più i suoi amici, decise di raggiungere Christopher per chiedergli aiuto, passando per la piccola porta da cui si accede al bosco. L'orsetto si ritroverà a Londra e ben presto troverà Christopher Robin. 
L'uomo però, troppo impegnato con il suo lavoro, non vuol più sentir ragioni e deciderà che non intende perdere tempo ad aiutare Pooh. Tuttavia il richiamo a quel posto che rappresenta la sua infanzia riuscirà ad attrarlo verso un'altra avventura.

Per una volta vorrei dire bravi ai traduttori italiani, perché chiamare il film solo Christopher Robin è riduttivo, visto che questa è davvero la storia di un ritorno
Un ritorno all'infanzia, un ritorno dei ricordi, un ritorno a sorridere per le cose più semplici e sceme, ma più sincere.


Ritorno al bosco dei 100 acri è un film dipinto con tantissima tenerezza, non solo per come viene rappresentato Pooh, ma anche per questo esempio di amicizia che è pura, non ha alcun minimo alone di malvagità, di doppi interessi (giustamente, parliamo sempre di uomo - pupazzo orso, ma cogliete la metafora). 
Winnie, al contrario di altri film e cartoni animati, mi è risultato simpaticissimo, dolce, con una ingenuità e bontà disarmante, ma al tempo stesso è umano nella sua fantasiosa presenza. 
Ha paura, rimane deluso, e si riempie di gioia quando scopre che Christopher vuole aiutarlo. 
Insieme a questa tenerezza ed umanità, ho colto tanta malinconia, come se la vicenda avesse una genuinità che viene dal passato e che appunto appartiene ad un'altra epoca. Quasi un amarcord.



Non so se sia una sensazione che è arrivata a me o se è una scelta voluta, così come ho notato, ma magari è una mia stramba deformazione professionale, che ad Ewan McGregor hanno dato un aspetto quasi più invecchiato, specie in viso. 
Questa emotività costante lungo tutto il film è secondo me la carta vincente di Ritorno al bosco dei 100 acri, perché se vado a scavare un po' di più con la razionalità salta fuori una storia un po' fiacca, che cerca di trovare un ritmo che non ha del tutto, perché le vicende si susseguono in modo molto lineare e l'intreccio è un filato molto semplice. Anche troppo semplice se avete superato da qualche tempo i 10/12 anni. Potevano lavorarci di più.
Non è arrivato ad annoiarmi perché tutto sommato i tempi sono ben gestiti, ma nemmeno a tenermi attaccato allo schermo voracemente. 



Un altro aspetto meno sviluppato sono certi temi che potevano essere approfonditi, come ad esempio la durezza dell'epoca in cui ci troviamo, perché il film sembra quasi voler essere allo stesso tempo sia in un periodo storico ben definito, che in una data non ben distinta, e questo secondo me, sempre che sia voluto, è un po' inutile e va a togliere "realismo" alla storia.
Inoltre manca forse un elemento importante ovvero la fantasia: Winnie The Pooh, Tigro e tutta la banda sono già animati e non hanno bisogno che la fantasia degli altri li renda vivi. 

Quindi se Ritorno al bosco dei 100 acri riesce a toccare il cuore è sì, perché ci porta in viaggio indietro nel tempo alla infanzia, ma soprattutto perché è un invito a non abbandonare quel fanciullino di Pascoliana memoria, e al tempo stesso anche un monito affinché i bambini restino tali, affinché l'infanzia non venga spezzata. Perché i bambini devono essere e fare cose da bambini ed è giusto così.

Titolo originale: Christopher Robin 
Genere: fantastico, commedia, avventura, drammatico
Durata: 104 minuti
Regia: Marc Forster
Uscita in Italia: 30 Agosto 2018
Paese di produzione: Stati Uniti

Voto 7




|Beauty Cues #MaskWednesday|
Ancora maschere (trash) in tessuto da Aliexpress!


Nella mia vasta riserva di maschere viso ho tirato fuori, un po' a caso lo confesso, le maschere di un brand che non avevo ancora provato e che avevo acquistato da Aliexpress. Mi riferisco a Rorec, brand presumibilmente coreano, che, nonostante sia distinguibile fra i marchi che l'ecommerce cinese propone ed ha tante referenze, sembra seguire le orme di aziende come Bioaqua, copiando i pack di altri marchi magari più famosi.

Rorec Collagen Facial Mask



La Collagen Mask di Rorec fa parte di un set che consta di quattro varianti, ma questa con l'orsetto mi faceva più tenerezza, e comunque dovevo un po' scegliere.


Si presenta come una classica maschera dal tessuto molto sottile di cui, come ho detto in altre occasioni, non sono un fan visto che secondo me toglie parte dell'effetto anti traspirante che la cellulosa crea, nonostante abbia il risvolto positivo di poter esser sistemato e adattato sul viso in modo molto comodo: sia sugli occhi che intorno alla bocca non dà fastidio ma si "modella" senza strapparsi. Tuttavia, poter avere una via di mezzo non mi pare di chiedere troppo.
Ovviamente è un trattamento imbevuto di tanto siero, che non gocciola ovunque ma è fin troppo abbondante, ed ha un profumo fresco piacevole. Sulla pelle non mi è parsa particolarmente rinfrescante. Gli effetti che questa maschera Rorec dovrebbe avere sulla pelle non sono chiari, visto che le uniche parole in inglese che si leggono sul retro della bustina sono
"Collagen mask Shiny and Smooth"
il resto invece è in coreano e in cinese, e mi dispiace signora maestra, ma non ho studiato.



Su di me posso dirvi che mi ha reso la pelle liscia, distendo i piccoli (chissà per quanto potrò definirli tali) segni di espressione, e mi sembrava anche più rimpolpata e tonica. L'idratazione che mi ha fornito la Collagen Mask Rorec è stata più che sufficiente come trattamento notte, considerando però che l'ho utilizzata nel periodo estivo; mentre a livello di luminosità ho provato di meglio in passato, ma l'aspetto della pelle era più che buono. La riacquisterei e proverei anche quelle del kit.

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Rorec Snail Face Mask

Lo so, sto lumacone inquieta anche me!

Come spesso accade, non posso esimermi dal testare anche qualche maschera alla bava di lumaca (o almeno credo, visto che l'INCI non è in una lingua da me compresa) e quindi non potevo evitare questa di Rorec Snail Mask, però sinceramente questa maschera mi ha dato fastidio. In primis per la forma: è piccola sia dove gli occhi che dove il naso, al punto che mi sembrava di inspirare il siero. Il tessuto è più spesso rispetto alla maschera al collagene ma nulla che me renda difficile l'adesione alla pelle. Non ha profumo particolarmente accentuato né mi è parsa fresca sulla pelle.


Nonostante la grande quantità di cui è intrisa, il siero si assorbe bene e non mi ha lasciato residui sul viso. E considerate che, infastidito, l'ho tenuta circa 40 minuti, che sì per me è poco. Tutto sommato l'ho apprezzata per i benefici: la pelle risultava idratata e distesa ma diciamo che questa maschere è una parentesi tranquillamente evitabile, che non penso possa sconvolgere chi ha un minimo di esperienza con le maschere in tessuto, anzi, visto il fastidio a tenerla sul viso, direi che è anche evitabile.

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Rorec Natural Skin Care Mask Bluberry



Un altro set firmato Rorec è quello con le Natural Skin Care Mask, composto da 9 maschere con essenze caratterizzate da estratti di frutti e piante diverse. O almeno si spera.


Io l'ho scelta nella variane Blueberry, senza una ragione particolare.
Appena l'ho tirata fuori dalla bustina, questa maschera Rorec all'apparenza mi era sembrata piccola intorno ogni occhi, ma alla fine non è stata scomoda come immaginavo.
Come sempre abbiamo tanto siero, una maschera ben impregnata che però non gocciola. Tuttavia ho notato piccoli problemi di aderenza alla pelle. Saprete che ho la barba e che a volte non la rado ma la accorcio e nonostante fosse meno di due millimetri in quella zona l'aderenza del tessuto non è stata ottimale. Ve lo dico perché in genere, con la stessa lunghezza di barba, non ho problemi.
Comunque l'esperienza è stata piacevole. La Natural Skin Care Mask Bluberry ha un profumo molto delicato che durante la posa nemmeno si avverte. Devo dire che ha impiegato un bel po' affinché il siero si assorbisse del tutto e d'accordo che siamo in estate e non ho una pelle estremamente secca però devo dire che l'ho tolta per sfinimento.



Una volta rimossa ho notato benefici più rivolti alla densità della pelle che all'estetica. La pelle risultava rimpolpata e distesa ma nulla da dire per quanto riguarda colorito e luminosità. Il che è un po' strano perché l'unica cosa che riesco a tradurre dall'inglese è un vago riferimento all'acido lattico contento nei mirtilli. La pelle però era fresca e nonostante sul viso ci fosse ancora del siero, non ho sentito alcun fastidio o sensazione di appiccicoso.
Anche questa è una maschera valida almeno su di me, ma, piuttosto che riacquistarla, proverei le altre di questa tipologia.

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Rorec Nourish Honey Mask



Probabilmente la confezione di questa maschera Rorec vi trasmetterà la sensazione di averla già vista da qualche parte, perché ricorda un po' i packaging della maschera Bombee Black Honey Mask di Papa Recipe, che però non ho provato per cui non posso fare un confronto.
Tra tutte le maschere Rorec questa è l'unica con un tessuto nero, tutto sommato ben sagomato, e che aderisce bene alla pelle, nonostante il tessuto in cellulosa mi sembri un po' più spesso.


Non ho avvertito particolare odore, o per lo meno appena aperta la confezione, sì mi è arrivato alle narici un sentore fresco, poi nulla. A proposito di freschezza, anche sulla pelle non l'ho trovata particolarmente rinfrescante.
Ovviamente è molto ben imbevuta ed il siero mi è piaciuto molto, fluido, sottile e per nulla appiccicoso.


Anche qui purtroppo le indicazioni sono in cinese per cui l'unica caratteristica esplicata è quel "nutriente" nel nome. Comunque una volta finito il trattamento, la pelle era molto ben idratata, soda e distesa. Proprio una volta che ho rimosso la maschera, ho apprezzato la qualità del siero: la pelle lo aveva assorbito bene, senza lasciare patine appiccicose. E proprio per questo siero così sottile mi aspettavo che la perdita di idratazione dopo la posa fosse abbastanza rapida ma non è stato così.
Nonostante non abbia notato una particolare luminosità, la ricomprerei.

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Rorec Eye Black Mask 



E invece no, di maschera nera ce ne era un'altra, solo che questa è dedicata alla zona perioculare.
Se la forma allungata e un po' Occhi di Gatto, un po' scambisti dell'autogrill, vi sembra già vista anche in questo non siete impazziti, perché è identica alla Hydrating Black Eye Mask di Bioaqua. Ma con questa condivide anche secondo me il profumo e il fatto che fosse ovviamente ben imbevuta, ma che, nonostante appunto la grande quantità di siero non mi abbia dato fastidio agli occhi. Sulla zona mi è parsa leggermente più fresca della Bioaqua.



In generale non posso dir nulla di male di questa maschera Rorec, che, dal poco di traducibile sulla confezione, dovrebbe essere illuminante; tuttavia non posso nemmeno esserne esaltato. La maschera avvolge tutta la zona perioculare e anche le tempie e non dà fastidio durante la posa.
Dopo aver fatto assorbire il siero, la zona era fresca e idratata e direi leggermente rischiarata ma in nessuno modo ho esclamato "wow". 


Inoltre non mi pare svolga una funzione distensiva. Il lato positivo è che il siero si è assorbito senza far capricci, e senza lasciare scie appiccicose, ma non posso dirvi che è stato il miglior acquisto che abbia mai fatto, e mi sembra in generale più divertente che efficace. Vi consiglio, anche se io lo dimentico sempre, di metterla in frigo prima di applicarla sul viso, perché secondo me può migliorare un po'.

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Rorec Bird's Nest Moisturizing Mask



Intanto prendiamoci tutti un momento per apprezzare l'uccello sulla confezione che fa surf col suo nido. Una maschera così trash non si era mai vista. 
Voglio conoscere il grafico di questo packaging e sapere cosa assume, perché lo voglio anche io.
La maschera comunque non era male. Certo è imbevuta a tal punto che avrei potuto reidratare una mummia egizia, e anche al punto da gocciolare e scolarmi lungo il collo. Al punto che dopo un'ora di posa, la maschera era ancora umidiccia. Al punto che la pelle ha avuto bisogno di ulteriore tempo per assorbire il siero una volta rimossa. Così imbevuta che ho optato per usarla da sdraiato, cosa che capita davvero raramente (a meno che non sia stanco).


Comunque proprio come dice Rorec, l'ho trovata una maschera idratante appunto. Tenerla in posa non è stato difficoltoso, nonostante mi sembrava contenesse ettolitri di essenza, perché il tessuto ha un buon taglio e si posiziona bene sul viso. Tuttavia non ho notato efficacia a livello di turgore della pelle o in generale di distensione dei segni di espressione. 
Non è stata comunque appiccicosa sulla mia pelle, ma questo non basta a far sì che possa riacquistarla. 
E liberate quel povero uccello. 

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Questo primo passo fra le maschere in tessuto Rorec mi sento di considerarlo positivo e, al pari di Bioaqua, mi è parso un brand tutto sommato valido. Quando faccio queste recensioni cerco di essere quanto più possibile dettagliato, ma ovviamente vi parlo di effetti più o meno momentanei. Queste maschere così economiche e dalla dubbia provenienza, per me assolvono lo scopo di idratare la pelle, tonificarla un po', certo, ma soprattutto di arricchire e variare i miei trattamenti viso e poterle alternare a maschere magari più costose, o comunque con una azione più spiccata, più profonda e duratura, con ingredienti più ricercati e pregiati. 
Se anche voi avete questa visione della cura della pelle, Rorec potrebbe essere un brand da considerare.




La miglior CREMA SOLARE VISO a meno di 10 euro! 😎

Non è che ho sbattuto la testa e mi sono ammattito, lo so che siamo a Settembre ma proprio questa recensione non potevo tenerla per me, e soprattutto purtroppo, per colpa di vari problemi tecnici non sono riuscito a parlarne prima.
Ma sono sicuro che fra voi ci sono persone che vanno in vacanza a Settembre e quindi hanno bisogno di una crema solare, o chi magari utilizza la protezione tutto l'anno per scelta o perché magari fa trattamenti esfolianti chimici o usa retinoidi. Oppure c'è chi come me vive in un luogo in cui, anche passati i mesi più caldi dell'estate, continua a dover combattere con i raggi solari e ci tiene a proteggere la pelle.
Chiariamo subito due cose: non ho cambiato idea sulla Crema-Gel Anthelios XL di La Roche Posay che resta un prodotto ottimo, ma che potreste trovare ad un costo un po' elevato, e magari non è rivenduta in tutte le farmacie.
La seconda cosa è che continuo a cercare una crema solare per il viso che sia perfetta per la città anche nel settore della cosmesi bio, perché vorrei davvero trovarne una che abbia buoni ingredienti e sia confortevole, per questo ho provato lo stesso la Crema Solare viso Alga Maris, ma se avete letto quella recensione, sapete perché sono andato oltre. 
Sono sceso a compromessi ed ho fatto una inaspettata scoperta che mi ha lasciato sorpreso, ovvero la Crema Viso Idratante Opacizzante SPF 50 di NIVEA SUN.

Crema Viso Idratante Opacizzante SPF 50 di NIVEA SUN

Credo sia una novità che quest'anno Nivea ha lanciato, visto che si tratta di una linea che non avevo mai visto, ed è composta da protezioni solari viso, declinate in diverse formulazioni e per esigenze differenti. Abbiamo la Anti-Rughe & Anti-Macchie fattore protettivo 30 e 50, la Mousse Idratante SPF 50+ di cui ho parlato qui, la BB Cream 50+ che purtroppo credo sia declinata solo in una o due varianti di colore, e la crema Idratante Opacizzante con SPF 30 o 50 che è appunto quella che ho scelto. 



Ad attrarmi verso questa linea non sono stati solo i fattori di protezione abbastanza alti, ma anche i claim delle confezioni, come il fatto che prometta 0% di effetto appiccicoso e di residui bianchi. Lo so, sono una mente semplice e facilmente influenzabile. 
In particolare la Nivea Sun UV Viso Idratante Opacizzante viene descritta così:
"La formula idratante offre un effetto opacizzante istantaneo, che dura a lungo, ideale per l’uso quotidiano. Assorbe il sebo in eccesso dalla superficie della pelle. Dalla texture leggera, per una pelle non grassa e non unta.".
Ma non basta, perché l'azienda ha voluto calcare la mano così 
"fornisce una protezione efficace ed immediata dai raggi UVA/UVB, contro le scottature ed il precoce invecchiamento cutaneo. La sua formula, adatta al contorno occhi ed oftalmologicamente comprovata, aiuta la pelle del viso a proteggersi dai raggi del sole, grazie al supporto di un antiossidante di origine naturale."
Sinceramente non ci credevo, perché molte aziende  associano il concetto di texture leggera, sottile e non unta, a creme solari che poi si rivelano delle palte grasse e ricche. Ma devo dire che anche l'INCI mi aveva suggerito che potesse essere effettivamente un prodotto adatto alle mie esigenze. 
La crema Idratante Opacizzante Nivea Sun infatti è un composto di soli filtri chimici che lavorano sinergicamente (non starò qui a spiegare la fotostabilità di certi filtri solari, ma è importante saperne un po'), quindi ero certo che non ci sarebbe stata alcuna scia bianca. 


Poi spulciando la lista degli ingredienti troviamo anche l'estratto di liquirizia con proprietà antinfiammatorie, che immagino sia "l'antiossidante" della descrizione, ma anche silica e amido di tapioca per rendere la formulazione più asciutta; e, purtroppo, troviamo anche un paio di siliconi per rendere la texture scorrevole e mimare un po' l'effetto emolliente. 
Lo so, poco incoraggiante per chi vuole un prodotto con ingredienti eco compatibili, ma l'utilizzo di questo solare Nivea mi ha lasciato senza parole. 
La texture è effettivamente quella di una crema fluida e leggera, caratterizzata dal classico profumo fresco dei solari, un po' salmastro, ma che svanisce in fretta per cui anche sul viso non dà fastidio. 
Nivea dice che va bene anche per il contorno occhi, e io sinceramente non l'ho applicata completamente su questa zona, ma avvicinandomi dalle parti delle zampe di gallina non ho avvertito alcun fastidio agli occhi.


Appena la vado a stendere sul viso la Nivea Sun UV Viso Idratante Opacizzante risulta fresca, non mi rende la pelle appiccicosa, non è effettivamente grassa anche applicandola in dosi comunque non lillipuziane, e soprattutto non lascia alcun residuo: la mia pelle la assorbe nel giro di poco tempo, e scorre benissimo sulla cute, non vedo alcuna scia bianca, aloni, o pasticci, magari di prodotto accumulato in certi punti. Una volta assorbita è come se non avessi messo nulla, tanto meno una protezione solare con SPF 50. 
Non aumenta la sudorazione del viso, anche perché non fa alcuna patina. 
Il finish su di me è un opaco naturale: non mi rende la pelle troppo secca, troppo mattificata, troppo asciutta, e questo per me è solo un altro aspetto positivo perché trovare un prodotto opacizzante che abbia il giusto equilibrio non è facile. 
L'ho utilizzata nel caldo afoso dell'estate preceduta da un siero, e anche durante il giorno non mi sono ritrovato con inattese zone lucide, né perde di quella piacevolezza che provo quando la applico. 
In questo caso si capisce che è una crema solare secondo me rivolta a pelli da normali, miste ma anche grasse se la utilizzate da sola. 


Sembra quasi inutile dirlo, perché non sarei così contento di condividere questa recensione, ma la crema solare Idratante Opacizzante protegge bene la pelle dal sole: durante l'esposizione non ho notato arrossamenti, non ho sentito la pelle scaldarsi e ovviamente non mi sono scottato (per quanto io rifugga il sole il più possibile, ma provate voi a scappare dal sole in Sicilia).
Nivea non dice nulla per quanto riguarda la resistenza all'acqua ed in effetti non credo che sia un prodotto waterproof. Va sicuramente riapplicata (ma questo vale per tutte le creme solari) dopo una lunga sudata o un bagno al mare.
Una volta rimossa comunque la pelle non è né secca né irritata, ma mantiene lo stato che aveva prima di applicarla. Inoltre nonostante gli ingredienti non siano i più pregiati ed esotici, questo solare Nivea non mi ha creato impurità.

In conclusione, per quanto vorrei che l'azienda potesse valutare di scegliere ingredienti migliori (ma figuratevi se una multinazionale ascolta me), credo che la crema NIVEA SUN UV Viso Idratante Opacizzante sia una delle migliori protezioni solari che abbia mai utilizzato per il viso, e penso che chi cerca un prodotto impalpabile, e chi magari fa fatica (pronto uomini!?) utilizzare e indossare una crema solare con SPF alto in città, debba darle una chance.


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|#backtoseries chapter 30|
Insatiable: magri è meglio? | La mia opinione e risposta alle critiche

Quando decido di seguire una serie tv generalmente cerco di non leggere nulla che possa influenzare la mia opinione. Questo lo facevo anche prima di avere una piattaforma in cui condividere pubblicamente ciò che penso, perché guardo quel che mi piace, e anche se gli altri la considerano stupida, alla fine non importa.
Non so se questo discorso è chiaro, ma quello che voglio dire è che quando ho scelto di seguire Insatiable, la nuova serie di Netflix, ero spinto dal nome, e dal trailer che mi dava l'idea di una storia più leggera, cosa di cui ho bisogno di tanto in tanto. Tuttavia i miei sogni di sollazzarmi con qualche risata facile sono stati spezzati da un'onda di critiche che Insatiable si è beccato persino prima di essere trasmessa.


Molte delle critiche che sono state mosse e sono addirittura confluite in una petizione per sospendere la serie, provengono dal fatto che Patty Bladell (Debby Ryan), a seguito di uno scontro con un senza tetto, si ritrova una mascella rotta che la costringe ad una dieta liquida per tre mesi, con l'inaspettata conseguenza che Patty dimagrirà di diversi chili assumendo le sembianze di una vera e propria reginetta di bellezza.
La ragazza capisce subito il potenziale del suo cambiamento e deciderà di sfruttare il suo nuovo aspetto per iniziare un piano di vendetta contro chi l'ha trattata male e bullizzata nel corso dei suoi anni da ragazza in carne.


Fat shaming, fat shaming, fat shaming, intervallato da qualche "body shaming", hanno urlato da più parti appena hanno visto il trailer, in quanto sembrava suggerire che in Insatiable soltanto le persone con una particolare forma fisica, preferibilmente magra o atletica, possano essere sexy, considerati desiderabili e avere l'opportunità di scegliere cosa fare nella vita, essere sicuri di sé, o partecipare eventualmente ad un concorso di bellezza. 
Body shaming aggravato, secondo i detrattori, dal fatto che il tutto è condito da situazioni trash, demenziali, dialoghi a volte scurrili e con doppi sensi, quindi un modo troppo leggero per trattare un argomento serio
Ma lasciatemi dire che guardando tutti gli episodi di Insatiable, la storia e i sottotesti che si colgono sono tutt'altri, e chi non ha cambiato idea rispetto al trailer probabilmente secondo me non ha capito molto di questa serie. O magari non l'ha nemmeno vista.
Fatemi partire con due domande: chi dice che un personaggio di fantasia di una serie tv deve fare e dire cose universalmente condivisibili?
E chi dice che devono essere azioni positive o "giuste"?



La risposta che state cercando è probabilmente nessuno, perché una serie tv può raccontare qualsiasi cosa con più o meno serietà ed ovviamente siamo noi spettatori a filtrare quello che vediamo. Altrimenti crederemmo sia giusto nascondere omicidi come Annalise Keating ed avere relazioni al limite dell'incesto come Brooke Logan.
Il fatto è che Insatiable, nonostante i colori saturi, il rosa shocking, i lustrini, le battute per nulla politically correct, nasconde una storia piena di ombre che coinvolgono tutti i personaggi. E ad un certo punto il peso ed il dimagrimento vengono fagocitati (per restare in tema) da queste ombre.
Ogni personaggio ha un segreto, e molto spesso riguarda l'accettazione di sé, ogni personaggio riflette la propria immagine in una controparte, in qualcuno che viene considerato migliore perché apparentemente riesce a star dietro ai canoni imposti dalla società. Ma tutto è finzione, perché nessuno è escluso dal commettere degli errori.
È qui che si smonta l'accusa di fat shaming: nessuno di questi "magri" è bello dentro quanto fuori.
Nessun allenamento o dieta riesce a tirarli fuori dai casini che creano.

Un concorso di bellezza poco inclusivo. Praticamente Miss Italia

Sono il primo che cerca di provare empatia per i protagonisti, ma a volte, se non ci si riesce, non vuol dire che questi non abbiano comunque qualcosa da dire.
A volte bisogna immedesimarsi, più che capire il personaggio.
Bob Armostrong (Dallas Roberts) ad esempio è un costruttore di facciate per nascondere la sua completa insicurezza. Lo fa con la sua vita, in cui cerca in tutti i modi di inquadrarsi, con una bella casa, e una moglie perfetta, Coralee che in realtà a sua volta nasconde le sue umili origini; e lo fa anche con le ragazze che trasforma in perfette reginette di bellezza
D'altronde questo è quello che hanno insegnato a Bob: cercare di vincere a tutti i costi.
Ma tutto scricchiola molto facilmente, ed è palese, eppure tutti guardano dall'altro lato perché semplicemente è più facile.
Patty da sola ci fa capire come tutte le critiche che sono state mosse ad Insatiable, non hanno senso, perché in lei l'esaltazione della magrezza contro il grasso, svanisce. Lei stessa si renderà subito conto che essere magra non ha veramente migliorato la sua vita, "non è magico", e non l'ha resa una persona migliore né le ha davvero fatto ottenere tutto quello che voleva, anzi l'ha fatta letteralmente impazzire.

Io all'Agenzia delle Entrate dopo la terza volta che mi rimbalzano.

Si renderà col tempo conto che al suo interno si formano dei pensieri malevoli e una rabbia che sfocia subito nell'odio più profondo, praticamente in ogni situazione.
Patty non ha avuto degli esempi solidi ed è stata sempre circondata da genitori assenti e da vessazioni a scuola. Al suo interno ha un solco di ira scavato da anni di prese in giro, di bullismo e di violenza e probabilmente l'unico modo in cui riesce ad rapportarsi con gli altri è proprio l'aggressività. Nonostante la magrezza raggiunta, nonostante la bellezza, è ben poca l'empatia che c'è in lei, il senso del perdono, la solidarietà.
Non è chiaro se Patty sia sempre stata così, e se l'essere dimagrita abbia fatto uscire il suo vero io, è però chiaro secondo me, che tutto quello che ha subito ha lasciato il segno.
Nessuno troverà la sua salvezza quindi, nessuna facciata diventerà reale, nessuno riesce davvero a migliorarsi, ma chi più chi meno, e Patty in primis, sarà risucchiato in un vortice sempre più nero.
Non so voi, ma questi per me non sono dei personaggi piatti, non sono dei personaggi vuoti. Hanno una storia da raccontare, ma il problema forse è che non ci piace sentirla.

"Quindi mi stai dicendo che Insatiable non fa tanto schifo?"

Posso capire che non tutti apprezzino lo stile trash e grottesco della serie, e che a volte il sarcasmo può risultare fuori luogo, ed annacquare i veri momenti di riflessione. Anche io ho notato che magari alcuni fili narrativi sono un po' forzati, o che non è così divertente come si potrebbe pensare. 
Tuttavia Insatiable riesce a sollevare tantissimi temi importanti senza cadere nel pietismo o nel miserevole. Sessualità, bullismo, temi più socio-politici come la vendita delle armi in America, le differenze generazionali, le dipendenze da alcol, droghe o appunto dal cibo.
Molti di questi temi vengono toccati appena, ma si notano chiaramente. Ad esempio il cibo visto come rifugio dalle frustrazioni, per colmare un vuoto o come unica fonte di certezza dove tutto e tutti sembrano non promettere la minima stabilità
So che questo punto è stato criticato, (che pensantezza però regà!) ma il fatto che non sia il comportamento di tutte le persone plus size, non vuol dire che non sia o sia stata la storia di qualcuno.
Anche l'idea di sentirsi comunque grassi dopo essere dimagriti è un argomento che passa da Insatiable, e che io stesso personalmente ho provato. O il pensiero di non essere "abbastanza donna" nonostante l'aver affrontato una transizione.
Ma è tutto un modo per dire che siamo esseri umani, ed abbiamo bisogno di tempo per imparare a guardarci con i nostri occhi e non con quelli degli altri. 
Abbiamo bisogno di tempo per guarire dal male fatto a noi stessi e subito da altri. 


Ho apprezzato molto il modo sottile in cui hanno sottolineato un aspetto che noto frequentemente nella realtà, ovvero che queste famose tematiche sensibili, vengono a volte sfruttate o manipolate dai media e dalle persone per impietosire, o, peggio, per trarne un vantaggio.
Credo che Insatiable non voglia dire alle persone come si deve essere, anzi, vuol proprio sottolineare come non bisogna essere con se stessi e con gli altri, e credo sia un peccato che rischi di non avere più possibilità di approfondire tutto questo, solo perché c'è chi si sente offeso perché non è una serie tv che parla di body positive ogni minuto. 
Questa è la storia di Patty, di Bob, di Coralee, dell'altro Bob, di Magnolia, di Angie, non è la vostra o la mia, ma non è detto che non possa dire qualcosa di me o di voi.
Perché la verità è che i mostri esistono in ogni forma, perché non hanno forma, ma gesti, parole e azioni.




|Beauty Cues #MaskWednesday|
La maschera viso PERFETTA per chi non ama le maschere! | Bio's

Vi leggo e leggo molto in giro e quando si parla di cura della pelle e so che ci sono due scuole di pensiero: c'è chi, come me, ama ed apprezza una routine completa e articolata con tanto di svariati trattamenti settimanali, magari non perché si aspetta che tutti questi prodotti facciano il miracolo, ma anche perché apprezza quel momento inteso come del tempo dedicato a se stessi, quasi come un rito. C'è chi invece si annoia, non ama dover fare troppi step, e cerca prodotti efficaci ma rapidi e magari multitasking.
Certo, ci sarebbe anche un terzo gruppo di persone, ovvero chi a stento si lava il viso con un sapone random e non applica nemmeno un po' di crema, ma noi a queste brutte persone non vogliamo dare attenzioni. 
Ho scovato un prodotto che secondo me riesce a far contenti tutti, sia chi ama le maschere viso, sia chi invece cerca cosmetici multifunzionali che agiscono a più livelli ma lo facciano senza troppi sbattimenti.
Il prodotto in questione è la Maschera Gel Viso Effetto Scrub di Bio's.

Maschera Gel Viso Effetto Scrub Bio's

Vi avevo già presentato Bio's quando ho parlato del loro Latte Corpo Doposole, che è ho inserito fra i miei prodotti top rinfrescanti per l'estate, ma già da tempo stavo utilizzando questa maschera che, nonostante faccia parte della Linea Uomo, secondo me è adatta davvero a tutti. 
Si tratta di un prodotto in gel, abbastanza sodo come consistenza, caratterizzato da un profumo buonissimo che è un mix di un aroma agrumato e leggermente speziato, ma restando comunque fresco. In questo gel sono dispersi tanti piccoli granellini che altro non sono che polvere di caffè, proprio per dare quell'effetto scrubbante. Nella formula però troviamo anche acido ialuronico per idratare, aloe vera da agricoltura biologica come sfiammante, e estratto di arancio dolce che contiene vitamina C per andare ad illuminare.
Un INCI veramente breve, con pochi ingredienti funzionali, infatti la stessa Bio's descrive questa maschera come
"purificante, illuminante, idratante, in gel per tutti i tipi di pelle. Elimina le impurità e le cellule morte lasciando la pelle liscia, morbida e luminosa."
Parto col chiarire un dubbio che avevo anche io: i granuli di caffè sono abbastanza sottili, o meglio hanno diverse grandezze naturalmente ma, restano piccoli per la maggiore. Infatti la sensazione di scrub sulla mia pelle è delicata, ma comunque efficace. È un po' difficile crearsi delle irritazioni con una maschera simile, a meno che non iniziate a sfregarvi il viso come ossessi. 


Io la applico così: shakero la confezione, prelevo una noce di prodotto, e in questo senso l'erogatore funziona bene, e inizio a massaggiarla sul viso; il massaggio non dura molto tempo perché vi dicevo, la Maschera Gel Bio's è sì, delicata, ma come con tutte le maschere-scrub, nel momento del risciacquo volente o nolente si prosegue con l'esfoliazione, quindi è come se dividessi la fase scrub in due tempi. Dopo averla massaggiata, prelevo un'altra piccola quantità di prodotto che vado a stendere in quelle zone in cui mi sembra ci sia meno maschera, o comunque cerco di avere uno strato più omogeneo di gel sul viso. Attendo i 20 minuti che indica Bio's, e durante la posa il prodotto in parte noto che si assorbe, in parte si asciuga sulla pelle e come tutti i gel tira un po'. Rimuoverla è davvero semplice, si sciacqua via velocemente nonostante i granelli.
Quello che mi ha più sorpreso della Maschera Viso Effetto Scrub di Bio's è come mi renda la pelle liscia sia al tatto che alla vista, sotto tanti punti di vista. Infatti noto che l'aspetto della cute in generale migliora, risulta più omogeneo, i rossori un po' attenuati, va a migliorare la grana, e in generale dà alla pelle una bella luminosità.

Recensione Bio's Maschera Gel Viso Effetto Scrub

I granelli come vi dicevo, non li trovo affatto aggressivi nell'esfoliazione, per cui non mi creano alcun arrossamento né tanto meno escoriazione dal lavoro che fanno sulla pelle. È una maschera che riesco a fare anche due volte a settimana, per farvi capire la delicatezza.
La pelle risulta anche idratata, ma questo aspetto mi apre la strada ad una cosa che ci tengo a dire, perché il fatto che riceva un prodotto non vuol dire che tenga a freno la lingua (o le dita sulla tastiera).
Ho iniziato questa recensione dicendovi che questa maschera è adatta anche a chi vuole pochi prodotti nella propria routine, a chi non ama le maschere ma vuole un prodotto facile da usare, che non richieda troppo tempo e troppi passaggi, e lo credo davvero. Ma purtroppo nessun prodotto può essere universale e risolvere in un solo colpo problematiche diverse, nel senso che se ad esempio avete particolare untuosità della pelle, vi serve un trattamento più seboassorbente da affiancare, o se avete una pelle molto secca dovrete aggiungere un prodotto nutriente a seguire, e così via.
Anche su di me al momento, con queste temperature ancora medio-alte ed una pelle normale, mi dà una idratazione tutto sommato sufficiente, ma in inverno o in un periodo in cui la mia pelle diventa più bisognosa, dovrei aggiungere altro.



Tutto questo però è un mio consiglio rivolto a chi cerca il miracolo in tubetto, e non ha a che vedere con la Maschera Gel Viso Effetto Scrub di Bio's, che invece ho apprezzato moltissimo, e credo possa venire incontro a tantissime esigenze di pelle e a tante abitudini di skin care routine, e a tutti coloro che cercano comunque un trattamento energizzante, facile, veloce, anche da fare al mattino prima di iniziare la giornata, visto che non lascia residui appiccicosi o grassi, e che dia una botta di vita e luminosità alla pelle.

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ILIAD due mesi dopo: il "dramma" del rinnovo e ancora problemi di linea, ma è colpa mia 😭😭😭

Sono trascorsi due mesi da quando ho deciso di affidare le mie telecomunicazioni virtuali ad Iliad, la ormai non più nuova compagnia di telefonia mobile arrivata quest'anno in Italia.


Fatemi fare un piccolo riassunto, per chi magari non sa bene di cosa stia parlando.
Due mesi fa vi avevo raccontato (qui) la mia esperienza sul passaggio da Wind ad Iliad e quali sono i modi e i tempi in cui ho ricevuto la sim e mi è stata attivata la promozione.
Dopo 10 giorni invece vi ho raccontato i primi problemi di connessione (qui) e i diversi modi per configurare l'APN Iliad, cosa estremamente semplice.
Passati praticamente due mesi ho ovviamente le idee molto chiare su tutto quello che riguarda questa compagnia telefonica.
Uno dei nodi che molti utenti hanno fatto notare (anche qui da me dove c'è chi ha urlato la sua indignazione con tanto di "fate girare") riguarda il rinnovo della promozione.
La compagnia consente due tipi di addebito del costo mensile dell'offerta: una ricarica manuale, o un addebito automatico avete inserito l'opzione e i dati della carta di credito nel vostro profilo utente sul sito.




Le critiche che sono giunte però riguardano più le tempistiche e dipendono dal fatto che Iliad ha scelto un metodo di rinnovo un po' strano. Se al giorno di rinnovo, che in genere coincide con il giorno in cui abbiamo attivato l'offerta, non abbiamo credito sufficiente sulla sim, non si blocca la navigazione o la possibilità di chiamare e inviare sms, ma semplicemente va a consumo, scalando quindi i soldi dal credito.
Nella brochure dei prezzi è scritto chiaro:
"Si applica la tariffa base in caso di credito insufficiente per coprire l’offerta mensile o in caso di superamento dei servizi inclusi nell'offerta mensile:
Chiamate verso i numeri fissi e mobili di tutti gli operatori: 0,28 EUR/minuto, tariffazione al secondo
SMS verso i numeri di tutti gli operatori: 0,28 EUR /SMS
MMS verso i numeri di tutti gli operatori: 0,49 EUR /MMS
Traffico dati: 0,90 EUR/100 MB"
Per evitare problemi però a chi non ha impostato l'addebito su carta di credito, Iliad ha pensato di scalare il canone mensile 24/48 ore prima dell'effettivo rinnovo. 


Vi faccio un esempio: la mia offerta si rinnova il 3 di ogni mese, ma è giorno 2 che ricevo il classico messaggio che mi dice di verificare il mio credito e poi mi vengono scalati i soldi del canone.
Inoltre, nonostante il pagamento avvenga un giorno prima, continui ad usare i dati e i minuti che ti restano del mese in corso. 
Sinceramente in questi due mesi non ho avuto problemi e non la vedo come una cosa così complicata da allarmarsi ed indignarsi, anzi, può essere utile, in caso di emergenza, poter usare il servizio piuttosto che restare bloccati senza poter chiamare o navigare, anche solo per dire a tua madre di farti una ricarica. 
Ma parliamo di me e dei miei problemi, che è meglio.
Vi avevo raccontato qui di alcune difficoltà di connessione in talune zone, un po' strane in effetti, e di cui avevo già parlato con l'assistenza al 177.
Visto che i problemi persistevano ancora, ho deciso di ricontattare il servizio clienti per vedere se si potesse fare qualcosa o comunque per segnalare la problematica. L'operatore, sempre educato e sempre italiano, mi ha fatto controllare di nuovo le impostazioni dell'APN, ma mi ha detto due cose. La prima è che una volta terminata la chiamata, avrei ricevuto una mail in cui mi avrebbero chiesto la mia opinione sul servizio Iliad, e in cui avrei potuto aggiungere un commento esteso e far presente anche questo problema di rete.

Cliccando su uno dei numeri, vi si apre un link in cui potete inserire il commento.

Il secondo consiglio che mi ha dato era quello di provare ad usare la connessione con un altro smartphone. Sinceramente su questa seconda opzione ho tentennato, perché ovviamente anche qualora avesse funzionato, non è mia intenzione cambiare il telefono nei prossimi tempi. Utilizzo uno Xiaomi Mi Max 2 (in pratica una pala per la pizza al metro, ma tanto comodo) e chi ha confidenza con questi dispositivi, sa che le bande di connessione sono un po' diverse rispetto agli smartphone per il mercato esclusivamente europeo.
Ma io mi sono incaponito nel voler provare diverse impostazioni di APN trovate in rete, però nulla è servito a risolvere il problema. Così solo di recente mi son deciso ed ho rispolverato il mio vecchio Samsung ed ho inserito la sim Iliad, mi sono recato in quelle zone in cui ero certo si sarebbero presentati i miei problemi di connessione dati e come per magia tutto funzionava. 


O meglio, non mi sono dedicato molto alla messaggistica (anche perché non avevo voglia e tempo di star lì ad attivare e sincronizzare WhatsApp e via discorrendo), ma quanto allo streaming video, alla navigazione ad esempio del mio blog, o anche di Twitter, non mi sono ritrovato a dover attivare e disattivare la connessione dati per poter utilizzare la rete.
Credo di aver più o meno inteso quale possa essere il problema di incompatibilità fra il mio Xiaomi e Iliad, ma non dirò nulla perché non è il mio campo e potrebbe anche essere una baggianata e comunque non risolverebbe la questione.  
Non so se questo problema durerà finché avrò questo smartphone, ma so che per il momento mi posso accontentare. Certo, avrei voluto risolvere e spero che col tempo questo accada, o comunque se dovessi avere esigenze diverse col tempo, sicuramente cambierei gestore, ma intanto è una situazione più fastidiosa che invalidante. Le zone in cui ho riscontrato il problema sono aree di passaggio che non frequento quotidianamente, e nel resto delle parti in cui invece mi muovo, ho una ottima connessione fluida e abbastanza veloce, anzi devo ringraziare Iliad se, nei giorni scorsi, sono riuscito a pubblicare alcuni post, perché fosse stato per Telecom chissà quando avrei avuto la rete ADSL. 
Cliccando qui trovate il mio ultimo aggiornamento su Iliad e sui miglioramenti che ho riscontrato più di recente. 




Qualcosa di nuovo sta arrivando

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