La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton, top o flop? Le mie opinioni

Le riprese della terza stagione di Bridgerton sembrano essersi concluse, ma nell'attesa che venga resa disponibile, Netflix ha deciso di sfamarci con una attesa serie tv, anzi per meglio dire un prequel/spin-off del telefilm firmato da Shonda Rhimes. Il 4 maggio è uscito in streaming La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton, che vuole raccontarci tutti i dettagli sulla vita di queen Charlotte, che già con la serie principale abbiamo imparato ad amare.

la regina carlotta: una storia di bridgerton

Restiamo sempre nell'epoca della Reggenza inglese, ma ci spostiamo qualche decennio prima, quando la giovanissima duchessa tedesca Carlotta di Meclemburgo-Strelitz, venne promessa in sposa al re Giorgio III, pur non avendolo mai incontrato o conosciuto prima. Scopriremo quindi tutto sul loro primo incontro, su come Carlotta si ambientò nella sua nuova dimora inglese, qual era il rapporto con la suocera, la principessa vedova Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg, e come la giovanissima regina aiutò il marito sia da un punto di vista politico, che personale, dandogli più un erede, e soprattutto aiutandolo nelle prime fasi della malattia di re Giorgio.

Ma in questa nuova serie tv Netflix vedremo anche le origini e l'evoluzione dell'alta società attorno a cui ruotano le vicende di Bridgerton, e conosceremo alcuni dettagli del passato di altre protagoniste.
Ci si muove anche su due binari temporali, andando avanti fra le vicende di una giovane regina, che ancora deve farsi le ossa a corte, e la Carlotta che noi conosciamo, alle prese con una schiera di figli (13 più due morti in tenera età) e con una discendenza che tarda ad arrivare.

Non più solo personaggi inventati dalla penna della scrittrice americana Julia Quinn, ma La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton è stata creata da Shondaland basandosi su fatti realmente accaduti, anche se si parte da un assunto che gli storici hanno ribaltato già da tempo ovvero che Charlotte fosse nera o comunque afro discendente.
È assodato che era giovanissima quando conobbe Giorgio III e soprattutto che egli manifestò questa malattia rara chiamata porfiria, ma la serie Netflix non è ovviamente un documentario e, sebbene pare mostri in maniera tutto sommato fedele ad esempio quelli che erano i trattamenti subiti dal re per cercare di controllare il suo male, inventa storie a piene mani e riprende un po' quello stile che avevamo visto in Bridgerton.

Personaggi forti che si incontrano, si scontrano, si innamorano, il tutto avvolto dalla consueta ricercatezza nella cura degli abiti (è simpatico vedere lo stile differente fra '700 e '800) e delle scenografie, ma anche, ancora una volta, una colonna sonora che trasforma i brani contemporanei in musica da salotto settecentesco.
C'è ovviamente romanticismo, sensualità, begli attori che non fanno rimpiangere (più o meno) il cast delle prime due stagioni di Bridgerton, ma c'è comunque un cambio di approccio.

Queen Charlotte: A Bridgerton Story infatti mi è sembrato che avesse uno stile più serio, lontano dalla leggerezza e ironia che alla fine permea la serie primaria, e si riducono anche i balli, e i momenti di sfarzo. Credo che questo sia dovuto proprio al fatto che ci dobbiamo appunto confrontare con fatti realmente accaduti e non proprio allegri come la malattia del re Giorgio, e l'impatto che questa poteva avere non solo in quanto pettegolezzo di corte, ma sull'intera nazione britannica. C'è anche più malinconia nella regina Carlotta del "presente" che conosciamo, meno acuta a volte, anche se resta comunque abbastanza pungente.

Questo non significa che questo spin-off sia triste o cupo, perché parliamo pur sempre di un qualcosa da seguire senza troppa fatica, ed anzi per me i difetti sono altri.
Fortunatamente ci sono comunque dei bravi interpreti, a partire dai nuovi Corey Mylchreest e India Ria Amarteifio, che sono ben inseriti nel ruolo e nel contesto, e nel cast ritroviamo anche Michelle Fairley, la nostra Catelyn Stark.


La regina Carlotta però secondo me ha una impostazione sbagliata. Infatti dal titolo si pensa subito che proprio Charlotte è il centro delle vicende, ma nei sei episodi molto spesso sono altri personaggi ad avere uno sviluppo narrativo più interessante. E infatti scopriamo anche moltissimo del passato di Lady Agatha Danbury, e di come dovette lottare per mantenere il suo titolo e il suo ruolo in società. Ma sorprendentemente conosciamo anche qualche dettaglio di Lady Violet Bridgerton da giovane.
E di mezzo a queste due donne, la serie infila anche qualche storyline di valletti e servitori, anche se non trovano poi uno spazio per essere approfonditi.

Nonostante quindi ci dovesse essere una maggiore centralità della figura principale che dà il nome a tutta la baracca, la regina in questo caso, sono spesso i personaggi "secondari" ad essere più interessanti e la coralità è quindi altalenante, molto più che in Bridgerton. 


Ma di altalenante c'è anche il ritmo: questi primi sei episodi di La Regina Carlotta hanno infatti un timing un po' strano, gli ultimi due si allungano parecchio, ma senza una reale necessità. Inoltre c'è un intero episodio, il quarto, che è tutto un lungo peregrinare fra una serie di flashback della prima puntata, che un po' mi hanno annoiato perché in fondo non aggiungono componenti così portanti alla storia.

Se comunque non lo considererei un flop, anzi risulta gradevole da seguire, Queen Charlotte: A Bridgerton Story è allo stesso tempo un appendice della serie primaria ma anche qualcosa di diverso per intenti, emotività e struttura. Nell'insieme mi è sembrato un approfondimento poi non così importante o fondamentale da recuperare, con un finale che da un lato è conclusivo (e comunque toccante), visto che la serie nasce proprio per essere solo di una stagione; dall'altro, le storie collaterali a quella della regina Carlotta, si prestano ad un proseguo e ad un ulteriore approfondimento e tutto questo mi fa pensare che se questo primo capitolo avrà ascolti interessanti, ci saranno altre stagioni.



6 commenti:

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  1. Mia mamma l'ha terminato oggi, io qualche giorno fa.
    Reazione di mia mamma: 😍
    Reazione mia: "Hanno cambiato la doppiatrice di Lady Whistledown. E no, per carità, un'altra stagione no" 😂

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    1. Mi hai fatto venire il dubbio, ma pare che figuri sempre la stessa doppiatrice 😄

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    2. Io l'ho guardato in inglese però, tu a che lingua ti riferisci?

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    3. Io l'ho seguita in italiano, ma la voce/doppiatrice è sempre quella: Julie Andrews per la lingua originale, Melina Martello in italiano

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  2. Ciao Pier! Vista e divorata in pochissimo!! Che dire? A me è piaciuta tutta e anche gli attori li ho trovati molto belli! Speravo in una seconda stagione ma non credo la faranno! Un bacione

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    1. Ciao Cinzia! Io credo che possano fare una seconda stagione, ma non credo ne possano fare altre perché diventerebbe stiracchiata!

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