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|#backtoseries chapter 17|
Il finalone di Game of Thrones, ritorni e "nuovi" inizi

Pare ieri quando ho pubblicato l'ultima classifica delle serie tv ma qui si corre, non ci si ferma mai e poi stanno via via tornando le nuove stagioni dei vari telefilm che seguo, quindi è arrivato il momento di tirare un po' le fila del discorso. 
Volevo intanto dirvi che confermo le mie tre stelle a The Last Tycoon, di cui vi avevo parlato la volta scorsa. 




Genere: drammatico
Stagione: 1 stagione / 9 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita: 28 luglio 2017
Canale: Amazon Prime Video

Volevo terminare la visione per capire se i miei pensieri fossero fondati e sì, alla fine ho avuto la riconferma che sono andati avanti col freno a mano tirato per cercare di portare avanti un'altra stagione. Non l'ho trovata una brutta serie, ma avevo aspettative molto alte.
Purtroppo non ci sarà una seconda stagione. 

In tema di novità è tornato e non me ne ero nemmeno accorto, Suits, il legal drama che in Italia è ancora fermo alla sesta stagione, ma in America è proseguito e siamo alla settima stagione inoltrata. 



Genere: legal drama
Stagione: 7 stagione / 45 minuti ad episodio
Uscita: 12 luglio 2017
Canale: USA Network / Premium Stories

Avevo totalmente rimosso il fatto che ci dovesse essere una nuova serie di episodi, anche perché mi sembrava che la precedente fosse finita da poco. Effettivamente son passati 5 mesi, che per le tempistiche di certe serie sono niente.
Quando segui una serie per tanto tempo in genere ci sono due ragioni: o è particolarmente epica e interessante, o ti sei affezionato ai personaggio. Per me con Suits vale l'ultima opzione. Purtroppo questa settima stagione si sta rivelando debole esattamente come la sesta. Anzi ne sembra il perfetto proseguo. 
Ok, sarà anche presto per lamentarsi, sono andate in onda solo 7 episodi, ma l'andazzo è davvero poco incoraggiante. Sembra un continuo ripresentare le stesse situazioni, gli stessi ingranaggi. Mike che nasconde un segreto, Loius che fa il matto, Rachel sempre perfettina, Harvey che cerca di risolvere tutti i casini. 
E non solo la ripetitività, ma anche i buchi narrativi, le stramberie non sono mancate. Un esempio che non vi spoilera troppo: Mike, dopo essere stato in carcere, torna a fare l'avvocato e secondo lui il suo recentissimo passato non ha alcuna influenza in aula di tribunale. Ma svegliati bambacione!
E la nuova fiamma di Harvey? Non vi dico il nome, vi lascio con la sorpresa, ma vi posso dire che è così noiosa che mi ha reso ancora più certo della mia omosessualità. 
Insomma, i protagonisti di Suits hanno tutta la mia simpatia, le puntate mi tengono compagnia senza annoiarmi, ma questa serie ha bisogno di una spinta davvero forte.
È ancora presto anche per esprimere un giudizio sulla nuova stagione di Victoria, che, nonostante l'odiosa sigla e il fatto che la precedente stagione non mi aveva del tutto convinto, ho deciso di continuare a vedere.


Genere: period drama / biografico / storico 
Stagione: 2 stagione / 16 episodi/ 45-69 minuti ad episodio
Uscita: 27 Agosto 2017
Canale: ITV/ LaEffe

Il fatto è che mancava secondo me una vera tensione, e con tensione intendo il tendere verso una evoluzione realmente drammatica o strettamente biografica. Una carenza di definizione, ma amando le serie in costume e trovandola piacevole da seguire, sono arrivato alla fine. La prima puntata è stata carina, scorrevole e con una piccola sorpresa per gli amanti di Trono di Spade. 
La seguirò volentieri ma è prestissimo per un giudizio, così come è presto per sbilanciarmi per quanto riguarda Preacher.


Genere: drammatico / sopranaturale 
Stagione: 1 stagione / 10 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita: 22 maggio 2016
Canale: Amazon Prime Video

Mi è stata consigliata su Twitter dopo che vi avevo detto che ho seguito American Gods ed in effetti ci sono diversi punti in comune. Entrambe hanno un feel fumettesco, e nel caso di Preacher è giustificato visto che è tratto da un fumetto. Come American Gods le prime puntate sono abbastanza splatter, ed è una cosa che non capisco perché se è un modo di attirare pubblico, su di me ha l'effetto contrario. Per fortuna si trattava solo dei primi episodi e per quanto la serie sia costellata di personaggi surreali, mi sta comunque convincendo di più di American Gods. La storia mi sembra più strutturata, con un intreccio che via via viene fuori, con dei personaggi sempre più approfonditi nel corso delle puntate.
Non so ancora dove vogliano andare a parare, sono appena oltre metà della prima stagione, ma conto di proseguire molto presto.
L'unico giudizio definitivo che posso darvi è su Trono di spade e se non avete ancora visto la puntata finale, state attenti agli spoiler!


Titolo originale: Game of Thrones 
Genere: fantastico, drammatico
Stagione: 7 stagione / 7 episodi / 50 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 24 luglio 2017
Canale: HBO/ Sky Atlantic / Rai 4

Si è conclusa la settima stagione e si sono aperte le gabbie dell'arena che ha visto contrapposti gli strenui sostenitori della serie contro i più disillusi e disincantati che l'hanno massacrata. Ho letto e visto ogni tipo di commento, da quelli che esaminano ogni singolo fotogramma nemmeno fossero uova al Fipronil a quelli che si limitano ad un mi piace/non mi piace.
Premesso che non prenderei così seriamente un telefilm in cui ci sono dei draghi e gente platinata senza un minimo di ricrescita, secondo me la verità sta nel mezzo.
È vero questa settima stagione di GOT ha avuto un po' di stramberie, lacune, robe che suonano strane anche a me che non mi ricordo nemmeno tutti i nomi di tutti i personaggi, figuratevi i collegamenti della storia.
Però quello che è successo mi sembra fisiologico per una serie che ormai va in onda da sette anni, e che deve iniziare ad avvolgere il nastro per dirigersi verso una fine e deve mettere un punto a determinate situazioni. Una serie che inevitabilmente costa tanto e che è giunta ad un grado di successo per cui facilmente può deludere. 


Secondo me tutto quello che c'è stato prima ha reso difficile far quadrare totalmente la narrazione. Dare ad esempio spazio a tutti i personaggi, anche quelli che fino a poco prima avevano un ruolo un po' più in primo piano, comporta ulteriori intrecci, un allungarsi dei tempi, dei dialoghi, della storia. Allo stesso tempo farne morire alcuni, cosa che a molti non è andata giù soprattutto rispetto alla carneficina delle prime stagioni, avrebbe comportato altri sviluppi narrativi, almeno in parte perché non tutte le morti possono essere fini a se stesse.
E poi attualmente abbiamo ruoli principali, che se li facciamo schiattare, resta solo Jon Snow che non sa nemmeno allacciarsi le scarpe.
Game of Thrones ci ha abituati fin troppo bene, e non dico sia giusto, ma il fatto che abbia abbassato di qualche tacca il suo livello di qualità, secondo me non indica sia diventato automaticamente uno schifio. 
Vi dico una cosa: molti dicono che questa settima stagione sia stata un continuo "fan service" ovvero espedienti fatti apposta nel tentativo di compiacere i fan più accaniti. Ma se ci pensate bene il vero fan service è successo prima di questa ultima season, perché se è vero che le prime stagioni seguivano i libri di Martin, è vero anche che il pubblico voleva quel tipo di narrazione fatta da tantissimi personaggi, di cui molti approfonditi, da morti violente e inaspettate, da un intreccio contorto e millimetrico. E il pubblico voleva sempre di più, ma mi chiedo, come avrebbero potuto andare avanti in eterno con questo ritmo, con questo stile? Si son fregati un po' da soli nel tentativo di fare più stagioni e quando quelle componenti che hanno fidelizzato i fan sono mancate o accantonate, molti sono insorti. Sinceramente non credevo potessero continuare ancora per molto.
Sì ok, anche io l'ho capito che il piano di Jon Snow era poco intelligente, che gli Stark sembrano non starci più con la testa, che Bran ad esempio, che potrebbe rivelarsi utile in realtà ha la stessa credibilità del mago Otelma. Ho capito pure che Cercei sembra quella con un po' di sale in zucca e ho notato che le tempistiche sono tutte sbagliate e che questi morti non-morti non si capisce se sappiano nuotare, forgiare catene e cantare "tanti auguri" restando intonati. 

Quest'anno sono tornati di moda i pellicciotti.

Leggendo i commenti in giro pare che tutti abbiano delle strategie che farebbero impallidire Niccolò Machiavelli, ma mi chiedo, che sarebbe successo se ad esempio Dito Corto fosse riuscito a scappare, se Cercei fosse riuscita ad uccidere Daenerys e tutti i draghi alla prima occasione utile, o se Arya avesse ucciso Cercei o se i non morti si fossero messi a correre come forsennati ché tanto a loro non vengono i crampi?
Ripeto, non intendo giustificare il calo di qualità o l'incoerenza, intendo dire che la serie deve finire prima o poi in qualche modo e comunque seguire una serie tv con più distacco può far bene per la sanità mentale di tutti.
Per quanto mi riguarda è stata comunque una stagione avvincente, mi ha intrattenuto, mi ha lasciato col fiato sospeso. Magari non sono rimasto estremamente sorpreso, se non per alcune scene in particolare, ma in ogni caso resta una serie che guarderò ancora con piacere e curiosità. 


A presto!








Le serie tv che ho abbandonato e non ho mai terminato 🛑

Mi sono sempre ritenuto un coriaceo delle serie tv, tanto da guardarle fino alla fine anche se il mio gradimento scema nel corso delle puntate, ma da qualche tempo ho cambiato un po' approccio. 
Già un paio di anni fa (qui) vi avevo raccontato di alcuni telefilm che avevo abbandonato per svariate ragioni, e a distanza di tempo è arrivato il momento aggiornare quella lista e integrarla con due novità e vecchie conoscenze.


Made for Love 
Seconda stagione

Sono state due serie tv che ho visto ed abbandonato di recente a farmi riprendere in mano questo elenco. La prima di queste serie è Made For Love, o meglio la seconda stagione, disponibile su Now e Sky Serie dal 28 agosto di quest'anno. La vicenda al centro è il matrimonio fra Byron Gogol, un magnate della tecnologia, e la moglie Hazel, che viene tenuta sotto estremo controllo dal marito, almeno fino a quando lei non si ribellerà.
Avevo visto il primo ciclo di episodi lo scorso anno e, nella mia recensione di allora, ero arrivato alla conclusione che la serie non mi aveva entusiasmato, nonostante non avessi trovato dei problemi macroscopici e avesse trovato una chiave tutto sommato ironica per parlare di temi seri come l'abuso emotivo. 

Ho pensato che quindi, tentare con la seconda stagione, potesse farmi cambiare idea, perché può succedere che una serie tv migliori, ma non è stato il caso di Made For Love. Dopo tre episodi infatti non ero affatto preso dalla storia, e mi sembrava solo un fiacco proseguo che non avrebbe portato idee e stimoli nuovi ed interessanti, ma situazioni trite e ritrite. Così ho deciso di saltare dalla barca e abbandonare la serie, e non mi sono poi del tutto sbagliato visto che HBO l'ha cancellata e non ci sarà una terza stagione di Made for Love.


From Scratch - La forza di un amore
Miniserie

Tratto dall'autobiografia di Tembi Locke, From Scratch è diventata rapidamente una delle serie tv più viste su Netflix, e altrettanto rapidamente l'ho abbandonata. La storia è quella di Amy, una ragazza americana appassionata d'arte, e della sua relazione con Lino, un ragazzo siciliano che invece sogna di diventare un grande chef. I due si conosceranno in Toscana, ma il loro rapporto finirà per dover affrontare diverse peripezie, fra genitori in disaccordo, malattie e una famiglia da formare.

Nonostante il titolo da romanzo di serie b, pensavo che From Scratch - La forza di un amore potesse essere una sorta di This is Us, magari non in grado di portare qualcosa di nuovo sullo schermo, ma quantomeno di essere coinvolgente e toccante. Mi sbagliavo, perché questa serie sciorina fin da subito una sequela infinita di luoghi comuni e cliché che rendono il tutto fastidioso.

Tutta la parte in Toscana sembra una sorta di video creato dalla pro loco (anche nella fattezza proprio) per incentivare il turismo, ma anche sull'italianità in generale non si contano il numero di baggianate che vengono messe in scena, fra accenti forzati, "buona cucina" e una vetusta disparità fra nord e sud. 

From Scratch inoltre ha dei dialoghi pessimi nella loro banalità, e risulta poco coinvolgente per colpa di salti temporali non ben esplicitati. Zoe Saldana e Eugenio Mastrandrea danno delle buone interpretazioni, ma a nulla possono contro una sceneggiatura tanto becera, al limite del risibile. 
Sono arrivato a circa metà serie tv, ma poi non ho retto, non trovandomi affatto coinvolto da From Scratch, e non ho vergogna a definirla forse una delle peggiori produzioni di questo 2022.


Posso ufficialmente affermare che non proseguirò anche nella visione di Billions, che ho concluso con la quarta stagione.


Devo dire che ho titubato, perché volevo provare a dare una chance alla quinta stagione, ma, complice il COVID, la produzione ha subito un rallentamento, bloccandosi a metà dell'estate 2020, per poi riprendere a settembre del 2021. Questo ha contribuito a farmi passare ulteriormente la voglia, ma bisogna dire che Billions non mi aveva più appassionato, visto che le vicende sembravano ripetitive e i personaggi sempre più esasperati (ed esasperanti) e fuori fuoco. Ad inizio di quest'anno è andata in onda su Sky la sesta stagione, ma è stata rinnovata pure per la settima. Io però non intendo voltarmi indietro.

Purtroppo è più o meno finita così anche con Suits, serie terminata nel 2020 con la nona stagione, ma che io ho smesso di seguire nel 2018 con la settima, visto che non mi appassionava più come agli inizi. In questi anni ho conservato una minuscola speranza di riprendere la visione di Suits anche solo per completezza, ed essendomi affezionato nel tempo ai personaggi, ma non è mai scattata la scintilla affinché concretizzassi la cosa. Essendo passato così tanto tempo, ed essendo sopraggiunta tanta altra roba, direi che è arrivato il momento di dire addio al progetto di un recuperone.

Con il 2022 saluto, non senza tristezza, anche i Pearsons di This is us, con cui mi sono arenato alla terza stagione. 


This is Us 2 aveva rotto un po' l'incantesimo che la serie aveva lanciato su di me, e nonostante un terzo capitolo un po' più convincente, mi sono bloccato, il tempo è passato, e purtroppo non credo di riuscire più a recuperare la serie. Le restanti stagioni, inclusa la sesta arrivata quest'anno, sono un po' troppo corpose, da 18 episodi l'una, per cui è complicato anche da un punto di vista logistico, ma ammetto che la mia affezione per i protagonisti mi spinge a sperare che forse un giorno chiuderò il cerchio in maniera più degna.

Non mi è spiaciuto affatto salutare invece Good Girls, cancellata alla quarta stagione. Già non si trattava della mia serie tv preferita, ma quando ho visto la seconda stagione ho un po' storto il naso per alcune assurdità raccontate. Così mi sono fatto sfuggire i restanti episodi e una volta che dovevo affrontare due stagioni intere, ho lasciato perdere e non credo proprio ci ritornerò mai in futuro.

Con altrettanto assenza di dispiacere ho abbandonato You, che è stata rinnovata per una quarta stagione, annunciata per gli inizi del 2023. Poteva essere un thriller psicologico godibile, ma i creatori di You si sono fatti coinvolgere da un vortice di assurdità che hanno reso la serie particolarmente fastidiosa e assolutamente non credibile.


Ricordo ancora come nella seconda stagione nessuno dei personaggi (e sottolineo nessuno) facesse o dicesse qualcosa che avesse il minimo senso logico. Portare avanti una serie tv con queste fondamenta, dove ogni cosa è possibile perché non vi sono delle linee guida da seguire, per me non è appassionante, ma direi più che altro snervante. Voi vedrete la quarta stagione di You?

Anche Outlander è stata confermata per una nuova, settima stagione, dopo la sesta andata in onda quest'anno, ma io ho tirato il freno a mano già al terzo ciclo di episodi.
Quella che doveva essere una saga fantasy appassionata e romantica per me si è rivelata presto troppo lenta e prolissa per potermi coinvolgere a proseguire la visione, e visto l'accumulo di episodi che dovrei recuperare a questo punto non mi immagino dare più chance a Outlander. Mi spiace solo per quel bellone di Sam Heughan, lui sì che dà valore alla serie.

È stato invece naturale abbandonare la visione di Big Sky, una serie tv crime - poliziesca del 2020, che è disponibile su Disney+ e che da dicembre di quest'anno arriverà alla sua terza stagione. 


Sembra essere una serie tv molto prolifica, tanto che già conta 42 episodi e non ci sono quasi stacchi temporali fra la produzione di una stagione e l'altra. Le motivazioni al mio abbandono di Big Sky sono diverse: in primis perché si tratta di un genere che mi piace, ma di cui non farei scorpacciate, per cui è difficile che mi fidelizzi ad un telefilm simile che butta fuori così tanti episodi. Inoltre la prima stagione era sì, di compagnia, ma oltre ad un buon ritmo generale, non ho trovato particolari qualità che potessero spingermi ad una visione costante. Quindi anche in questo caso non conto di voltarmi indietro.

È stata più o meno lo stesso con Jack Ryan, che però ha avuto una genesi e un impatto su di me differente rispetto a Big Sky. La prima stagione risale infatti al 2018, e mi era piaciuta, ma c'è voluto più di un anno prima di avere la seconda stagione. 


Trattandosi sempre di una sorta di thriller di spionaggio con delle punte più drammatiche e parentesi strettamente poliziesche, non fremevo dalla voglia di vedere i nuovi episodi, e così è passato del tempo che ha portato ad un affievolirsi della mia curiosità rispetto alle avventure di Jack Ryan. La terza stagione arriverà addirittura a dicembre di quest'anno, quindi a distanza di tre anni, e tutta questa lentezza non ha fatto altro che rendermi la serie ancora meno appetibile. È già in programma pure un ulteriore rinnovo e in linea generale non sarebbe un recupero impossibile, ma Tom Clancy's Jack Ryan  finisce sempre ultimo nella lista delle serie tv che vedrei, scalzato da altro, quindi mi sembra il caso di chiudere il capitolo definitivamente. 

Voi avete abbandonato delle serie di recente? Ma soprattutto fra queste serie tv ce n'è qualcuna che faccio male ad abbandonare?




TAG - Serie Tv (con MissPenny09)

La mia tracotante passione per i telefilm non può avere sfogo solo tramite il #backtoseries, chiede molto di più. Così, quando MissPenny09, che sul suo canale Youtube, che dovete visitare o finisce a schifio, non fa video solo sulla cosmesi ma anche su libri e appunto sui telefilm, mi ha chiesto se mi andava di fare con lei questo tag, non ho saputo dire di no.
Ventuno domande, più una aggiunta da me.

1) Qual è la prima serie che hai seguito?
La primissima credo sia stata qualcuna dei primi anni '90, tipo I Robinson o Otto Sotto un tetto. Ricordo un me molto piccolo che si terrorizzava davanti a X- Files, avendo sorelle più grandi che lo guardavano. Ma per seguire con attenzione, dalla prima all'ultima stagione, dovremo aspettare qualche anno con Streghe (Charmed). Ero un bambino.


2) Qual è la tua serie anni '90 preferita?
La tata, il seme del trash è sempre stato con me. Poi è venuto Buffy, l'ammazzavampiri e poi Sex and the City, anche se mi ha colpito più tardivamente.



3) Qual è la tua serie anni 2000 preferita?
Brothers and Sisters. Mi piaceva moltissimo anche Alias, e ricordo comprai il Telefilm Magazine che uscì quando è terminato che raccoglieva tutti i riassunti in breve di tutte le stagioni. Non mi spiacevano anche Gossip Girl, peccato che poi le ultime stagioni erano scemate e Gilmore Girls ( Una mamma per amica).





4) Qual è la tua serie preferita in corso?
American Horror Story. La critico spesso, ma chi se ne perde una puntata?! Ho preferito la prima stagione, mentre la seconda e la terza mi sono piaciute/mi hanno deluso in egual modo. La quarta tutta da scrivere. E ci sarà anche una quinta stagione.
Ammetto che comunque se guardo una serie vuol dire che in qualche modo è la mia preferita, altrimenti non ci perderei tempo.



5) Qual è il tuo series creator preferito?
Non sono un esperto ma direi J.J. Abrams, Ryan Murphy e qualcun altro che non conosco ma che dedurrete facilmente dalle serie che mi piacciono.

6) Qual è il series creator che odi di più?
Credo i creatori di Game of Thrones, David Benioff e Daniel Weiss, ovviamente appoggiati da George Martin: sono talmente bravi da risultarmi stronzi ogni volta che mi lasciano come un allocco. Il nostro è un classico rapporto di amore - odio.

7) Qual è la tua Ship preferita?
Scotty e Kevin (Brothers and Sisters) sono forse la ship preferita, non solo per la loro omosessualità, ma perché sembravano una coppia concreta e non stereotipata. Adoravo Phoebe e Cole, da Streghe, ma devo dire che mi ha colpito recentemente Piper e Larry di Orange is the new black. E' una coppia contorta, si amano ma si ritrovano a fronteggiare il fatto che lei vada in galera e tutto il suo passato che ritorna. E non posso non citare Emily Thorne e Daniel Grayson. 


Insomma, preferisco le coppie brevi e instabili, sarà colpa della sindrome dell'abbandono?

8) Per chi hai una cotta vergognosa?
Ho avuto una cotta per Peter Bishop/Joshua Jackson di Fringe, poi per Klaus Mikaelson/ Joseph Morgan di The Originals. E recentemente una cotta minuscola per Harvey Specter/Gabriel Macht da Suits, per colpa di Clyo. In realtà anche loro mi amano, e molto presto lo scopriranno, lasceranno le loro consorti e verranno a suonarmi alla porta.


9) Qual è il peggior finale di tutti i tempi? E il migliore?
I peggiori credo siano tutti quelli che non hanno un finale, perché magari la serie viene cancellata. E' una cosa che detesto.
Scegliere il migliore invece è difficile. Mi è piaciuto Buffy, ma non mi è spiaciuto anche quello di Will& Grace, un po' drammatico. Posso dire una cosa? I finale di serie mi fanno schifo un po' tutti.


10) Chi non ha saputo fermarsi?
Supernatural, non ho dubbi. Continuo a seguirlo, i fratelli Winchester meritano, ma 10 stagioni sono un po' tante per sviluppare uno stesso tema.


11) Qual è il miglior episodio pilota?
Non è che ricordi tutti i primi episodi, ma ricordo che mi piacque molto il pilot di Misfits, e anche Pretty Little Liars, salvo poi rivelarsi due trashate. Le apparenze ingannano!


12) Qual è la cancellazione che ti ha spezzato il cuore?



Forse non tutti lo ricorderanno, ma io adoravo Popular, che era una serie dei primi anni 2000, creata da Murphy, che essenzialmente era un teen- drama, ma mi piaceva moltissimo. Io mi sentivo in parte anni luce dai protagonisti, molte volte invece quell'esagerazione faceva riflettere. Lo trasmettevano su Rai2 il sabato nel primo pomeriggio, ma era difficile seguirlo perché lo spostavano sempre. Solo dopo un po' ho coperto che non era andato oltre la seconda stagione.

13) Qual è l'attore che sarà sempre il suo personaggio qualunque altra cosa faccia?
Credo Zachary Quinto che per me resterà per sempre un pazzoide, ma anche Holly Marie Combs, ma anche Tori Spelling, seppur rifattasi tante volte, ma anche Calista Flockhart forever Ally McBeal, ma anche qualcun altro che adesso non ricordo.

14) Qual è la serie che stai aspettando con più trepidazione?
Game of Thrones che ogni volta fa penare un anno prima di ripresentarsi.




15) Qual è la serie che ti ha cambiato la vita?
Credo nessuna, ma giustamente direi, perché sono troppo razionale per farmi influenzare in maniera così forte da una storia inventata.

16) Qual è una serie tv per ridere?
Seguo poche comedy, sono più per il depresso andante. L'unica che mi fa ridere è Devious Maids.
Anche Sex and The City e Will& Grace, ovviamente.


17) Qual è una serie tv per piangere?
Tipo tutte quelle che ho nominato, frigno sempre. Soprattutto The Vampire Diaries, mi fa sentire una dodicenne. Forse perché è un telefilm per dodicenni?


18) Qual è una serie tv per riflettere?

Un po' difficile, credo Brothers and Sisters che metteva in mezzo belle tematiche, ma ce ne sono molte che mi fanno riflettere. Un esempio è Suits, iniziata da poco: io ci ho estrapolato il messaggio che la vita richiede sacrifici, ma anche rischio e una bella botta di chiappa, poi magari mi sono inventato tutto e gli autori non ci hanno nemmeno pensato. O Downton Abbey, che pur essendo ambientata agli inizi del '900, presenta argomenti attualissimi.


19)Hai mai pianto per un episodio?
Ancora? Sì, l'ho detto, frigno, piango, mugolio. Appena muore qualcuno sto lì pronto col fazzoletto. Appena uno viene lasciato, sto lì col fazzoletto. Appena uno si sbuccia un ginocchio, sono lì col fazzoletto.

20) A quale personaggio somigli?
Se intendi fisicamente, ne ho parlato qui . Caratterialmente è difficile. Penso di essere una sorta di Will Truman, con una punta di Kevin Walker, qualcosa anche di Phoebe Halliwell, una goccia di Emily Thorne. Mi ritrovo anche un po' in Stefan Salvatore, tranne per la faccia da papero, e in Hanna Marin, tranne per le extension.



21) Qual è la serie che hai abbandonato?

Ne ho una sfilza. Da Misfits a New Girls a Heroes a Fringe a Once upon a time a Lost e potrei continuare. La ragione è semplice: se scordo di andare a cercarmi le puntate, allora non mi piaci più.

Domanda aggiunta da me, ché ventuno sono poche.

22) Quale serie non riesci a seguire/ non sopporti? Quale fra le recenti serie tv vorresti seguire?
Non sopporto The Mentalist, che Simon Baker meriterà pure ma il suo personaggio mi urta. Mi urtano un po' tutti i vari CSI e NCIS: la noia.


Mi piacerebbe invece seguire Salem e Gotham, ma devo trovarne il tempo.

In teoria dovrei taggare qualcuno, ma non lo faccio perché ammetto che è stato un po' complicato ripescare alcune cose nei cassetti della memoria. Però chi dovesse trovare il tag interessante, può sentirsi nominato. Per qualsiasi cosa, un commento o un suggerimento telefilmico vi aspetto giù nei commenti.

Ci tengo a ringraziare particolarmente Simona, non solo per l'idea del tag e di collaborare, ma perché quando ti metti in rete, su un social o un blog, apri una finestra su un mondo che non è esattamente bello e piacevole. Poi, per caso, incontri gente con una bella capoccia, persone con le quali scatta quel feeling che ti fa venir voglia anche solo di lasciarsi un saluto fra i commenti, e nasce subito una certa simpatia. 
Simona è una di queste persone per cui sono davvero felice di aver aperto questo spazio.
E poi Simona è una forza della natura: tu la vedi lì in video, bionda con questi occhioni azzurri, poi però scopri che è alta un metro e 80, ha due mani che se ti tira una cinquina ti sgancia una mascella.
Non mi resta che lasciarvi al suo video e spargere baci a profusione. 






La classifica delle (troppe) serie tv degli ultimi mesi

La situazione serie tv negli ultimi mesi mi è un po' sfuggita di mano, al punto che non sono riuscito a parlarvi di telefilm che magari sono terminati a Giugno. Il motivo è presto detto: guardo troppe cose e non so organizzarmi bene. Ma, per riprendere le redini, è arrivato il momento di una mega classifica che possa ricapitolare tutte le mie opinioni, come sempre affidandomi alle sacre stelle.

⭐⭐⭐⭐

Ad aggiudicarsi il voto più alto di tutta la classifica è la seconda stagione di Anne with an E, o per noi italofoni Chiamatemi Anna.



Titolo originale: Anne / Anne with an "E"
Genere: drammatico
Stagione: 2 stagione / 10 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 6 Luglio 2018
Canale: Netflix
Anna si perde mezza stellina rispetto alla prima stagione, ma non è colpa sua, mischina, ma direi più colpa delle mie aspettative. Il primo ciclo di episodi è stato di una qualità molto alta, per la storia con un impatto emotivo molto forte, e anche per la capacità recitativa di Amybeth McNulty (Anna appunto), che di colpo mi ha spinto con la mente all'anime che guardavo da bambino.
In questa seconda stagione invece ho trovato alcuni aspetti che non mi hanno convinto al 100%, ma non fraintendetemi perché Anne with an E per me resta una visione ottima. 
Ho trovato che certi punti della storia potessero essere condensati in meno tempo, in particolare i primi tre episodi e tutta la vicenda che riguarda i due furfanti che si insediano a Green Gables. In generale credo che aggiungere tre puntate in più rispetto alla prima stagione, sia stato un po' controproducente. 


E poi ho qualcosa da dire sul personaggio di Anna: se nella prima stagione il suo carattere di ragazzina "spezzata" e segnata, costretta a crescere per certi aspetti più in fretta, era ben evidente, qui secondo me si perde un po' questa maturità. È come se sia tornata un po' più ragazzina e a volte, vi dico la verità, non la tollero del tutto. So anche che la colpa di questo twist è da imputare all'intenzione (corretta) di dare spazio a nuovi personaggi e a nuove linee narrative, ma so pure che se un personaggio dà il titolo all'intera serie, deve restare al centro della storia. Tra l'altro penso che se crei una struttura dettagliata com'è quella del carattere di Anna, quando si perdono anche solo pochi dettagli, si nota subito lo stacco.
Mi sarò capito da solo, lo so.


E vi dicevo, è una scelta corretta quella di dare più spazio ad altri componenti, perché così si introducono altre tematiche: dall'accettazione di sé che poi è un po' fra le colonne di Anne with an E, al bullismo, passando anche per l'omosessualità, tutti argomenti che su di me hanno un certo appeal e mi incuriosisce sempre vedere come vengono sviluppati. La cosa che più apprezzo è che queste tematiche non vengono caricate di pietismo, non sono meccaniche, ma si sviluppano in modo naturale e non pruriginoso. Ci stiamo dirigendo ovviamente verso probabili situazioni più romantiche che immagino coinvolgeranno anche Anna, visto che ormai sta crescendo, ma questo lo scopriremo nella terza stagione, anche se la data sarà sempre da scoprire nel 2019.

Quattro stelle mi sento di darle ad una serie tv di cui ho già parlato in dettaglio per cui non mi soffermo troppo e si intitola L'Alienista, che mi ha intrigato con i suoi personaggi (e non si facciano puerili riferimenti a Luke Evans) e per la sua storia, che riesce ad attualizzarsi, nonostante gli eventi si svolgano alla fine dell'800.


Titolo originale: The Alienist
Genere: drammatico
Stagione: 1 stagione / 10 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 19 Aprile 2018
Canale: Netflix
Ero soddisfatto di questa prima stagione, l'avevo divorata in poco tempo, ma già mesi fa speravo che ci fosse un seguito, perché i protagonisti sono stati ben approfonditi e radicati per cui ti ci affezioni da subito, e possono dar tanto sia a livello "umano" che narrativo. E così è stato: giorno 17 Agosto è stata confermata la seconda stagione intitolata " L’angelo delle tenebre". Se posso darvi un consiglio, state attenti agli spoiler perché anche questa stagione è tratta da un romanzo del 1997 di Caleb Carr, e potete immaginare che in rete si trovino facilmente tutti dettagli della storia. Io non voglio sapere nulla fino al 2019, quando immagino la serie andrà in onda. 

⭐⭐⭐🌠

Tre stelle e mezza vanno invece ad una serie tv che oltreoceano ha avuto un ottimo successo e da noi è disponibile su Netflix: mi riferisco a Good Girls.

Genere: commedia drammatico
Stagione: 1 stagione / 10 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 3 Luglio 2018 
Canale: Netflix
Devo dire la verità: sono tonto. Leggevo da più parti di questa serie tv, ma pensavo che fosse una delle già esistenti serie con un titolo simile (tipo New Girl, 2 Broke Girls, Good Girls Revolt, o semplicemente Girls e potrei continuare per giustificarmi), e non ci ho prestato attenzione. Poi ho capito che, non era roba vecchia, ma era una novità carina che mi sarebbe potuta piacere e così è stato. 
Della storia si può capire molto dal titolo stesso: Beth, Rubie e Annie sono tre "brave ragazze", sono lavoratrici, casalinghe, madri e mogli fedeli, che nonostante le apparenze, non vivono esattamente nella famiglia perfetta da Mulino Bianco, e proprio per i problemi che gravano su di loro, decidono di rompere i loro status, e abbracciare l'illegalità, ovviamente senza mettere da parte le loro vite e la loro immagine di facciata.


Good Girls è una serie che può sembrare apparentemente comica, sopra le righe, irreale, o anche demenziale a tratti, ma ho apprezzato che questa vena sia solo il motore che ti porta a seguire la storia. A questi elementi poi si affiancano le vite delle tre "brave ragazze" che son vite comuni, con tutte le difficoltà che la realtà ti può porre davanti, ed è questa parte che mi ha spinto a riflettere, a soffermarmi un attimo, a coinvolgermi più personalmente. È come se il genere di questa serie sia fluido: si passa appunto dalla commedia, all'humour nero, al thriller, al drammatico.
Leggevo in giro delle critiche perché in Good Girls le donne tenterebbero di emulare gli uomini, o comunque provano ad entrare nel campo maschile, ma in verità secondo me le protagoniste si ritrovano a superare gli uomini stessi, senza entrarci in competizione. Fanno tutto giustamente a modo loro.
Per me è stata una serie che avrei divorato in poche serate, se non mi fossi trattenuto. Ma a questo punto vi starete chiedendo come mai non abbia dato quattro stelle, e vi rispondo subito. 


Credo ci sia ancora molto da costruire e da scoprire, sia per quanto riguarda la storia, che fino ad ora, per questi primi dieci episodi, è stata ciclica e senza colpi di scena che hanno ribaltato la storyline; ma anche per quanto riguarda i personaggi, che conosciamo solo per un quadro ristretto. 
Immagino che anche per Good Girls la seconda stagione andrà in onda nel 2019, ma sono curioso di sapere come evolverà.

⭐⭐⭐

Do tre stelle a The Handmaid's Tale e prima che i fan più accaniti mi saltino alla giugulare, lasciatemi spiegare.

Genere: drammatico
Stagione: 2 stagione / 13 episodi / 45-60 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 26 Aprile 2018 - 12 Luglio 2018
Canale: Tim Vision 
Con aspettative più alte persino dell'occhio di Dio che tutto scruta e tutto giudica, ho seguito la seconda stagione di The Handmaid's Tale, ma devo dire che le mie aspettative non sono state ripagate del tutto. 
Per questa seconda stagione de Il racconto dell'ancella non avevamo il supporto del romanzo di Margaret Atwood ma è stato un capitolo semovente, e si è visto. Partiamo da ciò che mi è piaciuto, ovvero la struttura portante, il mondo creato intorno a Gilead e ai suoi abitanti, che continua ad essere solida ma inizia a mostrare le prime crepe, le prime incongruenze, si sta lentamente sgretolando dall'interno, e questo accade proprio grazie ai personaggi che stanno evolvendo.


Il problema è che queste piccole evoluzioni non hanno portato nulla di concreto alla narrazione, anzi mi è parso di essere un criceto che su una ruota si trova punto e a capo, da inizio a fine stagione. Quasi un seguire i passi della prima stagione, per non sbagliare.
Questo potrebbe essere letto in perfetta coerenza con The Handmaid's Tale, che punta a creare una sensazione di chiusura e claustrofobia, ma noi spettatori penso che tutti abbiamo bisogno di un po' di aria nuova in cucina. E se persino una esplosione che avrebbe dovuto resettare parte del direttivo di Gilead non riesce nell'intento, allora mi sembra che si sia arrivato un po' all'assurdo.


Quella dell'esplosione è solo un esempio, perché non posso di certo scordare come tutto quello che riguarda le Colonie (che temevo diventassero invece la scusa per prendere tempo ad ogni puntata) venga messo da parte come nulla fosse, per poter far proseguire la storia come meglio piace agli sceneggiatori, ma a fare il gioco delle marionette siamo bravi tutti. Non aggiungo altro su questa parte, qualora siate rimasti indietro e vogliate recuperare.
E così l'unica strada è perdersi in lunghe inquadrature, perdersi nei pensieri di June e introdurre personaggi senza arte né parte che poi vengono tolti di mezzo con mosse spettacolari che dovrebbero creare pathos. 
No, mi spiace, non è questo ciò che mi aspetto da The Handmaid's Tale, e capisco che può far cassa perché ci tiri fuori altre stagioni, girando sulla ruota del criceto di cui sopra, ma piuttosto che 10 stagioni buttate a caso, preferisco un prodotto che inizi e finisca. 
La terza stagione si sa quasi per certo, debutterà ad aprile 2019. Aspetteremo. 

 Do tre stelle anche alla miniserie Piccole Donne.



Genere: drammatico
Stagione: 1 stagione / 3 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 11- 25 Maggio 2018
Canale: SkyUno
Si tratta appunto di un adattamento in tre puntate del romanzo di Louisa May Alcott, che penso che tutti conosciamo. Immagino che tre stelline possano sembrare un voto basso che fa pensare ad una serie tv così così, ma invece mi è piaciuta, non solo per l'ottima ricostruzione dell'epoca, ma anche per la caratterizzazione delle protagoniste. Senza contare la (piccola) parte di Angela Lansbury che fa sempre piacere vedere sullo schermo. E poi non posso dimenticare quanto mi piacesse il cartone animato da bambino, per cui un legame affettivo con la storia mi ha anche spinto alla visione. 


Però le vicende sono quelle tratte dal romanzo appunto, e non ci sono particolari differenze con le varie trasposizioni di Piccole Donne che si sono susseguiti negli anni. Anche le scelte registiche non sono rivoluzionarie.
Insomma se anche voi siete legati in qualche modo a questa storia e alle sue protagoniste, vi piacerà rivederla sullo schermo, vi farà sicuramente compagnia per tre sere (o una se siete proprio addicted), altrimenti potrete dormire sonni tranquilli. 

Tre stelle un po' meno lusinghiere vanno alla serie tv Netflix, Safe.


Genere: drammatico, thriller
Stagione: 1 stagione / 8 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 13 aprile 2018 - 22 giugno 2018
Canale: Netflix 
Sicuramente gli amanti di Dexter (che non ho mai seguito) si saranno fatti attirare dal faccione di Michael C. Hall in locandina, ma nonostante le buone intenzioni, questa miniserie di Netflix non è del tutto esente da difetti importanti.
Anche in questo caso nomen omen, Safe è la storia della scomparsa dopo una festa fra amici di Jenny Delaney, la figlia adolescente del medico Tom Delaney (Michael C. Hall appunto), il quale, spinto dalla voglia di riabbracciare la figlia, ma anche dai sensi di colpa, inizierà ad investigare sulla sua sparizione. Tom scoprirà passo dopo passo che anche dietro ai più alti muri di cinta fra famiglie "per bene", si nascondo segreti, bugie e non si è mai al sicuro.




Safe si muove su uno stile di narrazione tradizionale, dove minuscoli pezzi del puzzle si aggiungono volta per volta, per poi culminare con il grande colpo di scena. Secondo me questa è una struttura un po' datata e che ormai mi coinvolge poco, perché lasciare lo spettatore quasi a bocca asciutta, o con false piste da seguire per alcune puntate, in attesa della rivelazione finale, per me dimostra che la storia non è solida ed ha paura di svelarsi troppo in fretta. Certo, Safe mi ha intrattenuto, non posso dire di aver trovato tutto prevedibile, ma anzi è stata una visione piacevole, complice anche la brevità della stagione, e se vi piacciono i thriller non troppo complicati, ve la suggerisco a mani basse; ma non posso dire di aver assistito ad una serie tv epica, né di essermi appassionato così tanto alle vicende o aver empatizzato con uno dei personaggi.


A questo aggiungete scelte più tecniche non propriamente brillanti, come dialoghi banali e prevedibili, o la regia un po' posticcia, con inquadrature di primi piani spaventati con musica inquietante di fondo.
Diciamo che presa in quanto tale Safe è una serie tv che si lascia guardare con piacere, che tiene compagnia, ma come per Piccole Donne, se non l'avete ancora vista, non vi state perdendo nulla di così travolgente.


⭐⭐🌠

Concludo la classifica con due serie tv che mi son piaciute per motivi diversi, ma che per me hanno avuto lungo tutta la stagione dei problemi più evidenti nel corso delle puntate. La prima di queste serie è Billions, che in verità questa volta ci guadagna pure mezza stella in più rispetto lo scorso anno. 


Genere: drammatico
Stagione: 3 stagione / 12 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 13 aprile 2018 - 22 giugno 2018
Canale: Sky Atlantic 
Ci sono voluti un bel po' di episodi secondo me prima che questa terza stagione ingranasse, perché all'inizio ho temuto che tutto fosse rimasto come la scorsa volta. I personaggi mi sembravano fossilizzati per tutto il tempo nel range di emozioni che va dal saccente all'arrabbiato; la storia mi è sembrata fossilizzata sulle stesse circostanze che abbiamo visto e rivisto ormai da ogni angolazione,  che si potrebbe riassumere con il solito braccio di ferro fra Axe e Chuck.


Billions non è il mio show preferito e magari la colpa è mia ché non mi basta vedere quanto sono bravi gli attori, non sono sufficienti i dialoghi serrati (a volte anche troppo), non mi basta l'introduzione di nuovi personaggi se poi li releghi a parti stereotipate, né trovo particolarmente divertenti certe parentesi più tragicomiche.
Però con il proseguire della stagione hanno saputo rimescolare le carte, e lo hanno fatto il modo fluido, non impastato o confusionario, hanno dato corpo a personaggi che sembravano abbandonati, mentre hanno ammorbidito altri ruoli che fino al momento sembravano inossidabili. Si è aperta così una parentesi che immagino si svilupperà nella quarta stagione, e di cui sinceramente sono curioso. 

Due stelle e mezzo vanno anche alla settima stagione di Suits, a cui saprete ormai sono legato da un rapporto di affetto che mi spinge a volerlo seguire nonostante anche qui ci sia un po' l'effetto criceto sulla ruota. 

Genere: legal drama
Stagione: 7 stagione / 16 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 5 Febbraio 2018 - 25 Giugno 2018
Canale: Mediaset Premium Stories
Per me è la serie tv di compagnia, che richiede un minimo di attenzione, ma non mi tiene particolarmente impegnato mentalmente, e si innesta bene nel panorama dei telefilm che seguo, a volte anche un po' pesanti, ci sta benissimo. Questa volta però devo dare un merito a Suits perché è stata una stagione di transizione, per quello che doveva essere l'inevitabile futuro, abbastanza ben studiata. Non è uno spoiler ormai che Meghan Markle ha abbandonato la serie per fare qualcosa di decisamente particolare, ovvero diventare Duchessa di Sussex sposando il principe Harry, e non ci credo che qualcuno che mi sta leggendo non abbia visto o commentato il matrimonio. Meghan si è portata via Rachel Zane per sempre e Patrick J Adams ha tolto di mezzo Mike Ross, e non è del tutto un male perché entrambi non avevano più molto da dare e da dire; ma già nel corso della settima stagione hanno via via introdotto e dato più spazio a nuovi personaggi. 


Ammetto che non ho amato troppo la storyline di Donna (Sarah Rafferty), mi è parsa un po' pasticciata e presa per le pinze, e anche questo nuovo Alex Williams (Dulé Hill) non è che si sia introdotto con molta simpatia, ma ho capito gli intenti e sono curioso di come si sta svolgendo l'ottava stagione, già in onda in America. Katherine Heigl è entrata a far parte del cast fisso e già questa è una buona notizia perché dopo 7 anni abbiamo un po' tutti bisogno di novità. A giudicare dai primi ascolti che la nuova stagione sta avendo, credo che Suits sarà una serie ancora molto lunga. 

Se avete letto fino a qui non posso che farvi i miei complimenti per la tenacia, e se vi va fatemi sapere cosa state seguendo al momento. 





#backtoseries chapter 5

Torniamo finalmente dopo un'innumerevole quantità di mesi a parlare di serie tv che ci piacciono tanto, o meglio che piacciono molto a me. Se non siete alla pari con la programmazione americana, sicuramente farò spoiler per cui chi si lamenta, paga cena a tutti.


Quarta stagione per la serie di Murphy ma per me è stata un mezzo flop, forse la peggiore fra le varie stagioni. La storia si svolge tutto in una sorta di circo in cui si esibiscono dei veri e propri scherzi della natura, uomini e donne malformati più o meno congenitamente.
Primo errore: piuttosto che puntare sul senso, che so, di claustrofobico e labirintico di un tendone da circo, gli spazi si allargano a dismisura. Secondo errore: i veri mostri sono per la maggiore provenienti dal di fuori della comitiva, persone insospettabili, come Dandy, che, ok tanto normale non sembra ma non gli manca nulla; il chè sarebbe una bella metafora se non fosse che alla fine non ti importa di alcun personaggio. Gente che va e viene, che te li ritrovi una puntata sì e una no, gente vive e muore senza accorgercene, tipo Emma Roberts. Un corale disarmonico quasi quanto i tre de Il Volo. Carina la Paulson, ma Jessica Lange ormai sembrava interpretare ancora e ancora lo stesso personaggio.
Narrativamente il tutto diventa inconcludente e Murphy decide di condire lo show horror con tanti buoni sentimenti: dall'amore in tutte le salse, al senso di colpa. Senza contare poi la quantità di pezzi cantati che ho temuto più volte di essere in Glee.
AHS resta una serie con accenti di qualità, ma si sono persi. Vedremo la nuova stagione con Lady Gaga.
★★★★★
Season 4
Seguo Suits con molto piacere sebbene non sappia pronunciarne il titolo, è l'unico legal che seguo. Il fatto è che dopo 4 stagioni sembra che non sia evoluto. Anche questa ultima stagione gira tutto intorno al fatto che Mike non sia laureato, e quindi c'è questo grosso segreto da mantenere. Affianco a questo filone narrativo si susseguono una serie di cause da risolvere in tribunale ma che nel giro di una, massimo due puntate vengono dipanate.
Diciamo che all'inizio poteva essere accattivante, ma alla fine la spuntano sempre, per cui senza una evoluzione, nei personaggi, nella storia, che interesse c'è a vederlo.
La quarta stagione si conclude con Donna che lascia il posto di segretaria di Harvey per passare a Louis. Avanguardia pura.
★★★★★


Season 4
Quando Beautiful incontra Nikita. Ormai questo è Revenge, che ci piace sempre tanto ma mi sembra che anche lui non abbia più nulla da darci, se non qualche puntata condita di tensione e azione.
Amanda non ha più una vendetta da potare avanti visto che suo padre è resuscitato come una Taylor qualunque. Nolan appare giusto per farci vedere quanto botox ha negli zigomi, Jack è il solito rompipalle, e Victoria, che cerca di accaparrarsi eredità a destra e a manca, non se la fila più nessuno. Charlotte, qualcuno sa dove sia?
Una bella soap opera che non credo durerà ancora molto a lungo.
★★★★★
Season 2

A chi importa della figlia di Klaus? A nessuno direi. Magari l'umana compassione verso una povera creatura ma basarci una intera stagione mi sembra davvero pesante.
Solite lotte fra vampiri, licantropi, streghe. Tutti odiano tutti e a  noi non importa di una beata fava.
Klaus era figo perché sembrava in fondo tenero. Adesso è ridondante.
Elijah era figo perché era figo. Adesso è ridicolo.
Marcel era figo perché è bono. Adesso è bono ma inutile.
Ora attendiamo  Dahlia, arriverà? 
Non lo so, ma m'ha stancato.
★★★★★
Season 5

Sulla stessa linea per quanto riguarda l'assenza di una svolta narrativa credibile e interessante ma quantomeno, per noi adolescenti instabili e mestruate, TVD è sempre una bella botta emotiva e ormonica. Vogliamo parlare del ritorno di Alaric?
Il problema è che manca un vero cattivo che complichi l'esistenza alle nostre sanguisughe preferite.
Kai, lo stregone cattivo e apparentemente imbattibile, ce lo siamo tolti di mezzo nel giro di qualche puntata. Enzo è solo una scocciatura che speriamo muoia presto. Elena, anche senza la sua memoria sta sempre a ciulare con Damon. Ma la madre di Caroline? Porella, che dispiacere.
Insomma non ci resta che piangere, in tutti i sensi.
★★★★★


Season 5

Altro telefilm che ha fatto il suo tempo. Se qualche stagione fa ne apprezzavamo il trash, adesso è davvero troppo anche per me. Sono troppo stupide per poter essere in qualche modo credibilmente sfigate, ché ad un certo punto ti rompi le scatole e vuoti il sacco senza tante remore. Al massimo ti metti d'accordo con le tue amiche per far quadrare i conti delle menzogne e uscirne più o meno pulite. Invece loro no. La cosa peggiore é che la loro vita normale, quella di semplici adolescenti inciucione è una vita parallela, praticamente staccata dal resto e messa lí a caso. Hanna è l'unico personaggio che sembra effettivamente cresciuto. Le altre tre invece sembrano tornate bambine, specie Spencer, che sembrava volesse tenere le redini del suo destino.
Marlene, e basta!
★★★★★

Season 10

Ok, è ovvio che dopo parecchie stagioni un po' di lustro lo perdi. Ma qui siamo al culmine. Praticamente le vicende dei fratelli Winchester non sono evolute ma involute a come agli inizi quando le puntate non seguivano un filone narrativo unico ma andavano a blocchi di puntata in puntata. La conseguenza è un ripetersi infinito delle stesse vicissitudini, degli stessi meccanismi. Finirò a tempo perso questa stagione e poi tanti cari saluti ai fratelli.
★★★★★

Passiamo un po' a parlare di novità interessanti.

(Season 1)
Finita da poco la prima stagione ma non voglio dirvi molto perché voglio invitarvi a vederlo essendo del tutto recuperabile.
E' la storia di un'avvocatessa in carriera e insegnate universitaria la quale dovrebbe insegnare ai suoi allievi come muoversi concretamente in un aula di tribunale. Nella sua classe sceglierà cinque dei suoi allievi più brillanti che saranno praticanti nel suo studio legale. Tuttavia la combriccola si ritroverà a dover fronteggiare i propri problemi legali. 
Quattro contro uno, vale per un caso di autodifesa?
Ho trovato la puntata finale un po' esagerata e mi ha lasciato degli interrogativi, per cui aspetto la seconda stagione e vediamo che accade.
★★★★★
Altra serie nuova di zecca, e abbastanza godibile. Non sono mai stato un fan di Queer as Folk, anzi ne ho abbandonato la visione nel giro di poco tempo. Questo Looking, pur seguendone le orme, si mantiene su un terreno più realistico, ma soprattutto meno sessualizzato. 
Dall'altro lato però finora è stata una serie un po' piatta. Patrick è un ragazzo abbastanza comune con vicissitudini abbastanza comuni, fin troppo banali direi. E si fa odiare con molta facilità, perché è stupido e stronzo allo stesso tempo, oltre che incoerente, egoista ed egocentrico.
La classica acqua cheta. 
Non c'è una vera evoluzione verso un atteggiamento più maturo nel corso delle puntate, e la serie si mantiene imparziale: da un lato non è super leggera ed ironica, o per lo meno a me non fa ridere, ma dall'altro non è nemmeno drammatica e particolarmente intensa.
Questa ambiguità, a volte fastidiosa, si attenua grazie al fatto che ogni puntata non dura più di mezzora, quindi non ci si annoia. Vediamo se la fine di questa seconda stagione, e se ci sarà una terza, può dare un percorso più netto al racconto.
★★★★★

Infine ho detto definitivamente ciao a Nashville (Season 3), ché non avevo proprio più voglia di vederlo, e The Americans (Season 3) che ormai prosegue senza una logica, o per lo meno, sarò scemo io ma non ci capivo più nulla. Recentemente invece ho scoperto che In the Flesh (Season 2) cancellato, un po' mi è dispiaciuto, ma non era nulla di epico.

E voi seguite queste serie? Che ne pensate? Ma soprattutto avete altre serie da suggerire facilmente recuperabili?




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