{Recensione Film 🎥🎬}
Recuperi tardivi... tutti in ombra. 😏👥

Ci siamo lasciati ormai da un pezzo gli Oscar 2019 alle spalle, ma di film da vedere ce ne sono a iosa e quindi mi son lanciato in un lento ma costante recupero.
Lento perché di questi tempi i film durano quanto la messa di Natale con tanto di auguri fuori dalla chiesa, scambio di regali e traffico in tangenziale, quindi ti devi organizzare per tempo, ma non meno piacevole.
Certo, non mi sono trovato ad avere a che fare con pellicole che mi hanno colpito come la scorsa volta, ma se la sono cavata bene.


Vice - L'uomo nell'ombra (2018)


Dick Cheney è un uomo comune, con un lavoro comune ma è vittima del suo alcolismo, e questa sua dipendenza lo porterà molto lontano
Da semplice operaio spesso ubriaco, Dick darà una svolta alla sua vita, complice l'aiuto della moglie Lynne, in una scalata che lentamente lo porterà ad uno dei ruoli più potenti d'America: la vice presidenza degli Stati Uniti durante l'amministrazione di George W. Bush.
Cheney diventerà un burattinaio oscuro che riuscirà a muovere i fili dei personaggi dietro quella che sarà una delle pagine peggiori della nostra storia contemporanea. 



Vice - L'uomo nell'ombra era nella lista di quei film da recuperare ma non ha avuto una precedenza perché immaginavo già che ci sarebbero stati tanti aspetti che mi avrebbero colpito, ma avevo anche alcune perplessità generali, che sono poi state confermate.
Io dividerei il film in due parti. La prima, quella degli inizi e dei primi passi di Cheney nella vita politica alla fine degli anni '60, è quella che mi ha coinvolto meno, e potrei dire che forse è colpa mia in quanto quella parte storica in particolare la sento meno vicina a me per ragioni cronologiche. Però devo anche dire che questa scalata al potere non è tratteggiata in modo estremamente dettagliato. Credo che per completezza probabilmente è meglio fare un approfondimento a parte su quel periodo storico, perché in Vice sembra quasi si salti da un Dick inesperto stagista ad un personaggio più maturo e consapevole, e questa mancanza di dettagli fra un passaggio e l'altro della su carriera secondo me peggiora a causa dei flashforward alla maturità e agli anni della sua carica come vicepresidente.
Non voglio dire sia un film incasinato, perché grazie alla voce fuoricampo narrante, ci si orienta sempre e si chiariscono alcuni punti, ma credo ci sia uno sbilanciamento.



Molto più coinvolgente per me è invece la seconda parte del film, quando Cheney rivela quella sua abilità di manipolare fatti e persone per perseguire la sua idea, il suo ruolo e i suoi interessi. Una parte a mio avviso più dettagliata, forse anche troppo da poter essere sfoltita, in cui c'è un maggiore approfondimento psicologico, nonostante poi magari questo non sia coerente con le azioni.
Non aspettatevi una biografia comunque, in nessuna di queste ipotetiche parti, banale o didascalica, perché la regia ed il montaggio giocano un ruolo fondamentale nel dare un ritmo sempre incalzante e condendo Vice con ironia, satira, sarcasmo e con diversi espedienti che tengono tesa l'attenzione dello spettatore e lo richiamano per ricordargli che quella a cui stanno assistendo è la realtà, che quei personaggi un po' sopra le righe hanno davvero influito sui fatti e che siamo noi stessi, seppur in parte, i protagonisti.
Non manca ovviamente una certa crudità delle immagini, dei dialoghi, delle emozioni.


Mi hanno colpito, a proposito della regia, queste immagini della pesca, inserite qui e lì, come metafora di un uomo che pazientemente, immerso in questa acqua stagnante la cui superficie brilla, ma che sotto è torbida e buia, allunga e ritira il suo amo, armeggia con la canna e si muove lentamente. Mi sembra un modo perfetto, in poche immagini, di descrivere Cheney e il suo ruolo politico. 
Inutile dire che l'altra carta vincente di Vice - L'uomo nell'ombra è il gruppo di attori che hanno raccolto e di cui non serva che io sottolinei la bravura e le capacità che mettono sul banco, complice anche una cura particolare nel trucco e parrucco. 
Tutte queste qualità restano, ma secondo me questo è un film che racconta vicende credo note o conoscibili che non sono forse le più interessanti, e che nonostante l'originalità della chiave di lettura, può risultare in parte un po' pesante, un po' caotico e non sempre estremamente coinvolgente. 

Titolo originale: Vice
Genere: storico, biografico, commedia, drammatico
Durata: 132 minuti
Regia: Adam McKay
Uscita in Italia: 3 Gennaio 2019
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 7



The Wife – Vivere nell'ombra (2017)

"Dietro un grande uomo, c'è sempre una grande donna" dice un detto popolare forse un po' sessista, ma in parte vero, a giudicare le vicende di Joan Castleman e del marito e scrittore Joe, e della importanza vitale della donna nella carriera dell'uomo.


Joan è stata infatti al fianco del marito per quasi tutta la sua attività lavorativa, fino al culmine più alto per uno scrittore, ovvero la vincita del Premio Nobel nel 1992, evento che porterà la donna non solo in un viaggio fisico, per attendere alla premiazione, ma anche uno metaforico, ripercorrendo i passi della propria vita a fianco di quell'uomo che così tanto le ha tolto.
Le mie aspettative in The Wife devo dire che erano abbastanza alte, complici tutte le buone opinioni sparse in giro. Tuttavia devo dire che non sono stato del tutto ripagato. 



Anche in questo caso, colpiscono le interpretazioni veramente ottime, sia di Glenn Close che di Jonathan Pryce, due attori più che rodati, che calzano bene nei loro ruoli. Sicuramente la prima è  colei che ha attirato maggiormente l'attenzione sul film, per le varie candidature fra cui una agli Oscar come miglior attrice, ma Pryce se la cava bene a dare il volto di quest'uomo pieno di contraddizioni, infedele, ammaliante, ma poco affidabile.
Ma oltre a questa buona qualità, The Wife non mi ha proprio stravolto con un susseguirsi di emozioni inattese, anzi mi è parso abbastanza prevedibile.



Glenn Close, ve lo dico subito, per quanto mi riguarda, nonostante le sue doti e la sua carriera, non meritava per questo film, la statuetta. Lei è bravissima, spesso a funzionare sono solo le sue espressioni più che il dialogo, ma il suo ruolo secondo me non le consente di scavare estremamente a fondo in un range di emozioni particolarmente ampio, e questo mi permette di collegarmi alle ragioni per cui The Wife non mi abbia stupito. 
Non serve molto impegno nel capire cosa si celi dietro l'ombra dei personaggi: ho dovuto persino trattenermi nel raccontarvi le vicende perché la storia scorre su un sentiero così lineare da essere facilmente spoilerabile. Vengono aggiunti alcuni brevi filoni al fine di arricchire e in parte dare la scintilla che dà l'input, ma dove volessero andare a parare con The Wife per me è stato comprensibile fin da subito, per quanto tutto sommato la storia risulta credibile sulla carta.
Lo sviluppo in questo senso però purtroppo non aiuta a rendere il dramma emotivo più solido e profondo, ma anzi forse lo azzoppa.


Il passaggio fra la gioventù dei protagonisti e la maturità, mi ha fatto sorgere un dubbio importante: se posso capire una ragazza giovane, ammaliata dal fascino del bello e poco dannato professore di letteratura, che guarda con gli occhi inesperti di un primo amore, mi sfugge come una donna matura, anzi quasi nell'ultima parte della sua vita, e che dimostra di avere un carattere davvero forte e volitivo, sia rimasta a fianco di quell'uomo che, come vi dicevo, le ha tolto tanto, forse tutto. 
Posso capire che l'amore devoto per una persona e per la famiglia possa spingere a non voler distruggere tutto, ma stare vicino, compiacente, alla persona che ti ha fatto così tanto male, è un po' patologico.



Purtroppo come vi dicevo, manca secondo me un tassello fra la giovane Joan e la donna matura, quel collegamento, quell'intrigo, quell'approfondimento che potesse giustificare e spiegare una forma così tanto intensa di amore, che ha superato immagino tante difficoltà, ma anche tante vittorie, e che potesse dare al film magari non un finale originale (avevamo visto qualcosa di simile in Big Eyes di Tim Burton, che tra l'altro credo abbia una storia più credibile), ma almeno uno sviluppo più drammatico.
Ecco, il fatto che debba immaginare quello che sarebbe potuto essere il collante dei sentimenti, mi fa riflettere sul fatto che The Wife – Vivere nell'ombra sia sì, un film carino, scorrevole, non sciocco, e di compagnia, con interpretazioni da quasi Oscar, ma che per me manca di una discesa vera e propria nella psicologia dei suoi protagonisti, e questo è forse una delle più grandi mancanze in un film del genere. 

Titolo originale: The Wife
Genere: drammatico
Durata: 100 minuti
Regia: Björn Runge
Uscita in Italia: 4 Ottobre 2018
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 6




|Beauty Cues #MaskWednesday|
Patch Occhi 👀 e Labbra 👄Gyada Cosmetics... scopriamoli insieme!

Dopo la per me interessante esperienza con le maschere in tessuto per il viso di Gyada Cosmetics, che potete recuperare cliccando qui, non potevo di certo lasciarmi sfuggire e non dare una chance alle loro più recenti novità per la cura del viso ovvero i patch occhi e labbra.


L'azienda siciliana ha pensato a 6 mascherine in totale che si prendessero cura appunto delle zone più delicate del viso, ma io ho scelto di acquistarne solo quattro, come sempre in base a cosa mi attraesse di più nelle promesse fatte da Gyada
I patch labbra che hanno proposto sono di due tipologie ed ho scelto di provarli entrambi. 
Si presentano come maschera in cellulosa naturale a forma di labbra abbastanza ampia, che riesce a coprire tutta la bocca e il contorno, quindi anche adatti a labbra carnose. Inoltre il taglio in mezzo rende la forma più comoda da tenere in posa: si può praticamente parlare con su il patch.


L'adesione è stata molto buona, nonostante avessi qualche millimetro di barba entrambe le volte in cui ho utilizzato queste maschere Gyada. Ovviamente se avete una barba più lunga immagino che l'adesione diventi un po' meno precisa.

Patch Labbra Idratante - Riparatore n.1



Il primo dei patch labbra Gyada Cosmetics che ho provato è il più semplice e basilare e promette
"una profonda idratazione ed il fisiologico equilibrio della cute"
azione che dovrebbe avvenire tramite ingredienti idratanti come l'acido ialuronico, emollienti come l'oligosaccaride alfa glucano, un enzima estratto dallo zucchero, ed ingredienti lenitivi e riparatori come l'estratto di malva e di equiseto, giusto per nominarne alcuni.
Appena aperta la confezione ho notato due aspetti: il Patch labbra Idratante non presenta una profumazione particolarmente intensa, anzi è quasi assente; inoltre il siero è sufficiente ad imbibire tutto il patch e da renderlo aderente alla pelle. 
Per via dell'abbondanza del siero ho sforato i 15 minuti di posa suggeriti da Gyada (sai che novità) e l'ho rimosso solo quando ho sentito che si stava asciugando del tutto, più o meno 30/40 minuti. 



Durante la posa ho avvertito un lieve pizzicore, situazione di cui la stessa azienda avverte, ma che io ho associato anche alle mie labbra che in quel momento erano particolarmente secche. Mi ha un po' stranito la specifica che fa Gyada sull'evitare il contatto diretto della maschera con la mucosa, che capite bene è un po' difficile.
Il risultato che ho ottenuto comunque con il Patch Idratante è stato ottimo: ha fornito alle mie labbra idratazione, morbidezza e in generale erano più lisce e lievemente più distese. Non ho lasciato alcun alone residuo di siero, e soprattutto non rilascia un sapore sgradevole sulle labbra, cosa che suonerà strana ma a mio avviso è importante. Quindi credo di dover far scorta di questi Patch Labbra Idratante - Riparatore n.1 Gyada Cosmetics perché sono un booster ideale in caso di labbra secche e screpolate, quando, a volte, oltre al burrocacao, sentiamo il bisogno di una idratazione più profonda.

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Patch Labbra Volumizzante - Rimpolpante n.2



Non potevano sfuggirmi questi Patch Labbra ad effetto volumizzante, perché lo sapete che partecipo ben volentieri alla Kylie Jenner Challenge. All'interno di questa mascherina, Gyada ha inserito 
"ingredienti che aiutano a donare volume e turgore alle labbra." 
e fra questi compaiono l'acido ialuronico, un peptide ad azione botox like, quindi perfetto per chi soffre del codice a barre sulla zona del contorno, ed altri estratti naturali ad azione tonificante e antiossidante.
Sia l'aspetto che la posa del Patch Labbra Volumizzante Gyada sono identici a quelli della versione idratante: la maschera ha una adesione buona, è ben imbevuta, si caratterizza per odore molto molto lieve, e durante la posa ho avvertito un pizzicore, questa volta leggermente più intenso, quasi frizzante. Non mi ha dato fastidio anzi mi ha fatto sorridere, è durato circa 20 minuti, mentre la mia posa è proseguita a patch quasi asciutto. Anche in questo caso le labbra non presentavano alcun tipo di sgradevole residuo.



Una volta rimosso il patch non posso dire che le labbra avessero più volume ma mi sembravano più vive e le sentivo più toniche. Come se fossero un po' più rivitalizzate e sane, con un colore un po' più acceso.
Non mi sembravano particolarmente più lisce per quanto riguarda le pieghette che presentano, ma erano certamente più idratate e devo dire che nel momento dell'utilizzo ne avevo bisogno. Ho come l'impressione che il Patch Labbra Volumizzante - Rimpolpante abbia bisogno di un uso costante e prolungato nel tempo per mostrare un effettivo risultato, ma in ogni caso la mia esperienza è stata piacevole, per cui gli darei volentieri altre chance. 

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I patch occhi di Gyada Cosmetics invece sono 4, ma io ne ho scelti due, escludendo quelli che mi sembravano un po' ripetitivi: i Patch Occhi Idratanti e Leviganti perché si spera che tutti siano comunque idratanti, e quelli Illuminanti e Defaticanti che mi sembravano un po' la copia della versione volta a combattere borse ed occhiaie. Non so, ma io associo l'azione illuminante alla riduzione delle zone scure. 


Comunque entrambi i patch che ho provato, anch'essi in cellulosa, hanno una buona forma a lunetta che va a coprire la zona perioculare in modo ampio e comodo. Entrambi non mi hanno dato alcun fastidio agli occhi, complice l'assenza di fragranza.


Patch Occhi Rimpolpanti - Effetto Lifting n.3



Questi patch Rimpolpanti Gyada sono stati i primi che ho voluto provare senza esitazione perché all'interno si trovano due ingredienti molto interessanti, oltre all'acido ialuronico e all'estratto di argan: due peptidi, fra cui l'Acetyl hexapeptide-8, meglio nota come Argireline che mima topicamente l'effetto della tossina botulinica. Su di me è un ingrediente che funziona benissimo e quindi capite che i patch dovevano essere miei.
All'interno della confezione le due mascherine erano abbondantemente intrise di siero ma applicati sulla pelle i patch non mi son sembrati particolarmente freschi. Non so come mai ma tendevano un po' a scivolarmi tant'è che ho deciso di usarli da sdraiato.



La mia posa anche in questo caso è stata lunga ed in effetti i patch hanno impiegato più tempo degli altri ad essere asciutti ed il siero assorbito. Finita però la posa devo dire che la pelle risultava asciutta senza residui vischiosi o comunque fastidiosi, per cui sono perfetti per il giorno
La mia zona perioculare dopo i Patch Occhi Rimpolpanti - Effetto Lifting appariva sicuramente compatta e soda, ma mi aspettavo un potere distensivo più intenso. Credo che manchi una azione idratante più incisiva che possa creare un rimpolpamento più evidente, diciamo più meccanico che chimico e che quindi aiuti a appianare anche le piccole linee sottili. 
La zona era comunque fresca e riposata, ma questi patch di Gyada credo siano adatti a cuti sì, segnate, ma non particolarmente secche. Serve comunque un uso costante affinché gli attivi agiscano sulla pelle. 
Se state leggendo, signori di Gyada, fate un siero viso con quei peptidi. 

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Patch Occhi Borse - Occhiaie n.4



Nonostante all'apparenza sembrassero identici agli altri patch, questo trattamento di Gyada è stato lievemente diverso. 
Ho notato infatti che il siero si è assorbito davvero in poco tempo, nonostante sia abbondante e ben distribuito sulla cellulosa. Però in 15 minuti erano completamente asciutti.
Per descrivervi la sensazione sulla pelle devo richiamare alla vostra mente immagini che forse vi spaventeranno, ma secondo me rende chiara la mia percezione, cercate di prenderla in modo positivo. Appena applicati non avvertivo la classica freschezza di avere questo strato di cellulosa bagnata sul viso, ma è stata più una crescente sensazione di pizzicore, come ad esempio quando ci si scotta con qualcosa di davvero gelato. Messa così fa paura, ma state tranquilli, era solo un formicolio non fastidioso che non ha portato né rossore irritazione



Gli attivi all'interno di questi patch occhi Gyada sono, ancora una volta, molto interessanti: abbiamo l'estratto di un'alga, la Nannochloropsis Oculata ad azione anti age e liftante, l'estratto di cetriolo che dovrebbe agire sulle occhiaie rinfrescando, e gli estratti di mirtillo e ginepro, volti a stimolate la microcircolazione. 
Tolti i patch, la sensazione di freschezza c'era ancora ma in maniera molto più delicata e via via è scemata. Più che in altre circostanze la pelle non aveva alcun residuo: il siero si è assorbito alla perfezione e non avevo alcunché da massaggiare. 
Dopo il trattamento la zona perioculare era davvero molto distesa, compatta in un modo che mi ha stupito, è come se avessi fatto un salto indietro ad un paio di anni fa, in un giorno in cui avevo dormito molto bene. Non posso dire di aver attenuato particolarmente le occhiaie, anche perché quel giorno non erano particolarmente marcate, e non ho borse, ma in generale lo sguardo appariva più fresco, riposato e giovane (lo so che ancora lo sono di mio). La zona perioculare era anche tutto sommato idratata, quindi sì anche i Patch Occhi Borse - Occhiaie saranno in futuro oggetto di altri acquisti. 

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Breve ma intensa è stata questa esperienza con i patch occhi e labbra di Gyada Cosmetics, e sarebbe solo una ripetizione dirvi che mi è piaciuto sia l'uso, che la scelta degli ingredienti che la funzionalità di questi trattamenti e credo che possano combinare un'azione estetica immediata ad una efficacia più prolungata nel tempo
Fatemi sapere se li avete provati e cosa ve ne è sembrato.



Acquistare lenti a contatto online: la mia esperienza con VisionDirect 🤩

Internet per me è una risorsa impareggiabile senza la quale oggi probabilmente non so che cosa avrei fatto. Sapete che in rete ci acquisto l'impossibile, da improbabili maschere viso a cellulari fieramente cinesi, ma se c'è una cosa che ho sempre evitato di fare, è acquistare qualunque cosa che possa interferire in qualunque modo con la mia salute
Niente integratori, niente beveroni bruciagrassi strani, niente caramelle gommose per far crescere i capelli, ma non acquisto nemmeno il cibo perché non si sa mai. Ed ho anche evitato di acquistare lenti a contatto, colorate e non. 
Della mia scarsa acuità visiva ne ho già parlato altre volte, ma non vi ho mai raccontato che questa risale alla notte dei tempi, quando avevo più o meno 12 anni.
All'epoca iniziavo a non vedere nitidamente gli oggetti più lontani, e no, non è mai stata colpa di videogiochi e nemmeno di tv, semplicemente credo che crescendo la vista mi abbia abbandonato. 
All'inizio mettere gli occhiali fu un gioco: mi ero divertito a scegliere la montatura (già all'epoca la più costosa) e mi ci vedevo bene, mi sentivo grande e accessoriato come una Playmobile, complice il fatto che alcuni dei miei componenti familiari erano occhialuti. 


Ma questo idillio è durato poco. Col tempo infatti ho iniziato a detestare quella che per forza di cose è l'estensione della mia vista. 
Non mi vedevo esteticamente bene, non sopportavo di averli sul naso, non tolleravo che si sporcassero e si appannassero e scivolassero e si storcessero e mi infastidissero e si rompessero. Insomma, gli occhiali da vista erano diventati i miei nemici.
Già intorno ai primi anni del liceo, dopo il benestare del mio ottico, mi ero lanciato con le lenti a contatto, e quella fu la rivoluzione. La prima volta che ne indossai un paio ricordo ancora la sensazione di leggerezza al viso, e mi sembrò di colpo di aver riacquisito i decimi che mi mancavano. 
Da quel momento di circa 15 anni fa ad oggi, gli occhiali sono rimasti ovviamente al mio fianco, perché restano la cosa più rapida da inforcare, ma le lenti a contatto sono diventate le mie alleate di fiducia. 
Negli anni, acquistarle devo dire che è stato dispendioso, ma ad un certo punto mi son deciso ed ho dato un'occhiata ad un altro mio alleato, ovvero internet
Fra i vari negozi online, mi son subito fermato su un sito che mi è parso interessante, ed affidabile e non mi sbagliavo. Il sito in questione si chiama VisionDirect.it che nasce nel 2002 in Inghilterra ma che si è espanso con sedi in tutta Europa, e che rivende lenti a contatto, soluzioni per la cura delle stesse, ed altri prodotti per la cura degli occhi.

 

Quel che mi ha colpito di questo sito è che mi sembra ben fatto, ricco di informazioni utili anche per chi è poco avvezzo, e in generale è facile da navigare e da utilizzare. I metodi di pagamento accettati da Vision Direct sono diversi, fra cui Paypal; le spese di spedizione sono gratuite da 69 euro (un po' alta come cifra in effetti), ma ammontano a 4,49€ per ordini inferiori a quella cifra. Ma quello che mi ha spinto ad acquistare le mie lenti su VisionDirect è che ci ho ritrovato i marchi che abitualmente utilizzo, a prezzi davvero inferiori rispetto a quanto sono solito trovare nei negozi della mia zona.
Così giorno 15 Gennaio, dopo essermi registrato, ho piazzato il mio primo ordine sul loro ecommerce, ed è stato estremamente semplice. 
Dopo aver scelto il brand e la tipologia di lenti a contatto che volevo acquistare, il sito mi ha mostrato la schermata in cui inserire quanto so ciecato la gradazione delle lenti, scegliendo anche se volete un potere diverso fra occhio ed occhio, e gli altri dati delle lenti. Attenzione perché il sito in automatico vi inserisce due scatole per occhio, ma a me non serviva differenziare né volevo, al primo acquisto, fare incetta. 


Dopo aver concluso l'ordine, Visiondirect.it notifica tutto tramite mail e devo dire che sono stati davvero rapidi, perché lo stesso 15 Gennaio il mio ordine era stato spedito, ed il giorno seguente una mail del corriere DHL mi confermava che il pacchetto era in carico a loro. 
Giorno 18 Gennaio un sms mi annunciava che il mio pacchetto sarebbe stato in consegna per la giornata e così è stato. 
So che a molti interessa, quindi ve lo dico: il tracking mi indicava che il mio pacchetto è stato spedito da Milano, e in tre giorni lavorativi appunto è arrivato da me in Sicilia.


La velocità di consegna mi ha stupito, anche perché le lenti a contatto sono un prodotto di uso quotidiano e riceverle a casa dopo una settimana non è l'ideale. Il risparmio inoltre per me è stato davvero convincente: su VisionDirect ho speso circa 40 euro, in quanto erano incluse le spese di spedizione, contro i 53 euro che come minimo avrei speso in negozio. Ma c'è stata un'altra sorpresa una volta aperto il pacchetto.


Sì, vedete bene: un pacchetto di caramelle gommose Haribo. In poche parole mi hanno conquistato.
La fattura non è inserita nel pacchetto ma è possibile richiederla al momento dell'ordine e vi arriverà tramite una mail da cui scaricarla e stamparla.
Se ve lo steste chiedendo, io sono team 1-Day Acuvue Moist,  che su di me sono davvero confortevoli; le Dailies Total le avevo provate molto tempo fa e le ho riacquistate per curiosità, ma hanno confermato la mia impressione: sono più costose ma non hanno nulla di particolare, anzi, spesso mi danno fastidio, si seccano a fine giornata e non le tolgo con facilità. Ovviamente per tutto questo chiedete al vostro oculista che sicuramente vi indirizzerà.
Ricapitolando direi che VisionDirect sarà sicuramente uno dei siti da cui farò altri acquisti in futuro. Certamente proverò altri ecommerce, ma questo si è rivelato affidabile, veloce e utile.
Ho visto che hanno anche un sistema di affiliazione aperto a tutti con un codice da condividere che  vi farà guadagnare 5 euro di credito sul sito ogni volta che viene utilizzato e dà diritto ad uno sconto del 10% sul primo ordine. Il mio codice sconto Vision Direct è 2683340T.

Lo so, è un post diverso dal solito ma spero che si riveli utile per chi come me non può fare a meno delle amatissime lenti a contatto. 




|Beauty Cues|
Linea Uomo di Antos: la mia review! ♂️

Non mi sentite parlare mai di cosmetica con termini come "linea uomo" e "linea donna" o comunque affibbiando una sessualità ai prodotti che utilizzo, per il semplice fatto che non lo ritengo necessario. Sottolineo se una profumazione è unisex, è vero, ma sinceramente, dopo anni che mi prendo cura della pelle e dei capelli, ho capito che, almeno per me, non c'è una effettiva differenza fra i prodotti "per uomo" rispetto a quelli per donna, anche perché in genere, gli ingredienti cosmetici sono quelli.
È vero che biologicamente la pelle maschile presenta alcune differenze, come ad esempio il fatto che sia più resistente per via di maggiori fibre di collagene, rispetto a quella della donna, o che abbia una maggiore produzione di sebo, per questo le cuti maschili possono richiedere texture più appropriate, ma è anche vero che non per tutti è così.


Ci sono uomini con pelle secca, con pelle molto sensibile e reattiva (anche senza l'uso del rasoio), ci sono uomini che non presentano impurità della cute. La mia pelle ad esempio accoglie molto bene dei prodotti più idratanti e nutrienti durante l'inverno, e d'estate non presenta più quella untuosità abbondante che notavo anni fa, né ho chissà quante impurità. E questo si ricollega al fatto che, puntualmente, le linee cosmetiche maschili sono troppo scarne per le mie esigenze (per quanto, lo so, la mia è una routine da battaglia) e le poche volte che ho provato qualcosa, mi ha deluso.
Anzi, visto che ci sono fatemi fare un appello: aziende, basta con questi benedetti oli da barba. Basta, non se ne può più, è un prodotto che pochi alla fine utilizzano costantemente perché se si fanno crescere la barba, molti (non tutti per fortuna) lo fanno per avere una scocciatura in meno, figuratevi se stanno lì ad oliarsi come vecchi ingranaggi.
Questo per dirvi che personalmente navigo raramente intorno alle linee cosmetiche da uomo, ma so che molti maschietti si lasciano intimorire dall'acquistare prodotti che non siano "for men", che temano lo sguardo cattivo delle commesse
Effettivamente succede che quando vai ad acquistare una crema ti guardino come se stessi rubando, anche se la mia reazione, quando capita, è più o meno questa:


Però capisco che ci siano dei ragazzi che vogliano comunque una linea pensata per loro, magari con packaging, profumazioni e consistenze che possano adattarsi ai gusti maschili, e ne ho trovata una che è anche a base di ingredienti naturali
Mi riferisco alla linea uomo di Antos (qui vi avevo raccontato una mia esperienza di acquisto dal loro sito) che era già esistente ma, se non erro è stata aggiornata proprio lo scorso anno con nuove etichette ed anche prodotti nuovi. 


La gamma proposta dall'azienda mi ha incuriosito proprio perché presenta diversi prodotti senza limitarsi alla cura della barba o della rasatura, ma anche per quanto riguarda il viso, il corpo ed i capelli. Io ho scelto, fra le sette referenze circa, tre prodotti che potessero adattarsi alle mie esigenze.


Antos Uomo Doccia Schiuma Energizzante



Mi ha sorpreso vedere che Antos non abbia fatto un solo doccia shampoo, ma abbia diviso le due tipologie di prodotti (nonostante abbiano lo stesso INCI in apparenza), ma allo stesso tempo mi ha fatto piacere. Il loro Doccia Schiuma Energizzante si presenta come un gel abbastanza sodo, ma che non crea problemi nella stesura sul corpo, anche senza l'uso di una spugna; io però, come sempre utilizzo una spugna e il doccia schiuma Antos produce una buona quantità di schiuma, che, seppur non sia la più voluminosa ed avvolgente che abbia mai visto, aiuta sicuramente alla detersione, e scorre bene sulla pelle.  
Gli attivi che l'azienda ha inserito in questo prodotto sono due e sono volti appunto a tonificare e rinvigorire la pelle, ovvero l'estratto di ginseng e quello di ginkgo biloba.  



A non convincermi subito è stata la profumazione, annusando il prodotto dalla confezione, ma mi è piaciuta una volta che sono andato ad utilizzarlo: è una fragranza frizzante, maschile in effetti, anche se credo che le ragazze possano anche apprezzarne il tono deciso ed intenso, e si sposa bene con il concetto di doccia schiuma energizzante, e credo sia una di quelle profumazioni che al mattino ti danno la carica, ti risvegliano un po' i sensi, senza però essere, almeno al mio naso, troppo invasiva e pungente. Resta anche un po' sulla pelle, che non guasta. 



Il Doccia Schiuma Energizzante di Antos mi ha colpito perché riesce a detergere bene la pelle ed anche a lasciarla pulita, morbida e liscia, il tutto senza accentuarne la secchezza. Nonostante l'INCI comunque semplice credo che questo docciaschiuma uomo, si adatti anche a pelli un po' più secche perché su di me, non va ad inaridire o aggredire la pelle. Come di consueto utilizzo la crema corpo o un olio, ma non lasciandomi la sensazione di pelle che tira o prude, non lo sento come un passaggio da fare in fretta e furia dopo la doccia.
L'unica accortezza è che serve un minimo di attenzione in più a sciacquarlo, ma nulla di così complicato o dispendioso. 
Credo quindi che questo docciaschiuma Antos, nonostante sia pensato per l'uomo, può essere utilizzato anche da una donna (che ne apprezza la profumazione ovviamente) perché rispetta la cute, è piacevole da usare, e se siete amanti della palestra la confezione solida e compatta vi torna anche utile. 

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Antos Uomo Siero Antiage


Il primo aspetto che mi ha attratto di questa linea uomo è che Antos ha pensato a dei prodotti per la cura della pelle un po' più particolareggiati rispetto al solito, come ad esempio questo Siero Viso Antiage. È un prodotto con la tipica consistenza acquosa, quindi dalla texture fluida, leggera, che risulta fresca sul viso. Ma è anche la scelta degli ingredienti che mi ha colpito. 
Potevano fare un siero semplicemente con acqua, acido ialuronico, e un po' di glicerina, e bòn, ed invece no, hanno scelto l'estratto di echinacea e centella, entrambi aiutano a rassodare la pelle e stimolare il collagene, quelli di pompelmo e ginseng che stimolano la circolazione. In più Antos ha aggiunto anche olio di argan e olio di rosa moscheta, quindi anche due componenti nutrienti e appunto antiage.



Non son rimasto del tutto soddisfatto dalla profumazione, che a primo acchito mi ricorda un po' quello del docciaschiuma, ma ha una nota di sottofondo che non capisco e non mi fa impazzire, nonostante non la reputi sgradevole e soprattutto svanisce molto in fretta
Fra tutti i prodotti uomo di Antos questo siero Antiage è il mio preferito: si assorbe in fretta, e soprattutto non è appiccicoso, ma mi lascia semplicemente il viso liscio e leggermente più tonico e disteso. Mi piace il fatto che appunto non lasci residui e si possa stratificare poi con altri prodotti senza che crei pellicine o comunque qualche interferenza. 
La quantità che l'erogatore preleva in una pushata mi è sufficiente a coprire il viso ed il collo. 



L'idratazione che conferisce secondo me è adatta ad una pelle normale ma anche mista e grassa. Per la mia tipologia di pelle, in questo periodo freddo in particolare, è necessario aggiungere la crema dopo, ma credo che d'estate possa essere sufficientemente idratante da solo.
Adattandosi poi come prodotto post rasatura, proprio per questa delicata freschezza, ma anche per la sua leggerezza, penso che il siero uomo Antiage di Antos, possa essere adatto a quegli uomini che vogliono prendersi cura della pelle con uno step semplice e soprattutto per chi non ama le texture grasse, difficili da far assorbire e che possono risultare occludenti. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito Antos
💸 €8
🏋 50 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
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Antos Uomo Crema Viso Giorno



Ho apprezzato tanto anche la consistenza della crema viso di questa linea, che si presenta come soffice, leggera e non untuosa che si stende bene sul viso senza alcuna scia bianca. Spicca subito la profumazione, secondo me più intensa e persistente rispetto a quella del siero, e mi ricorda un po' i prodotti classici che usano i parrucchieri (o usavano, non so, visto che non mi faccio mettere nulla in testa da un parrucchiere da anni).
All'interno anche in questo caso, Antos ha scelto ingredienti mirati come oli di avocado e cartamo per nutrire, estratti di calendula per addolcire, rosa canina ricca di vitamina C, di nuovo la echinacea che avevamo trovato nel siero, thè verde, faggio, aloe, timo.



Come dicevo, il siero Antos da solo per me al momento non è del tutto sufficiente, ma in combo con questa crema risulta una buona routine idratante per il viso anche in questo periodo con esigenze di idratazione più profonde. 



Ho però ovviamente ho provato la crema viso giorno anche da sola per capire come funzioni, e credo che dia una buona idratazione e credo sia adatta a pelli normali, magari lievemente stressate e secche. Per me non è ancora abbastanza al 100%, quindi l'ho preferita utilizzandola preceduta dal siero ma con l'arrivo della bella stagione potrei usarla anche da sola. Non credo abbia di per sé una azione particolarmente protettiva, ma sicuramente conferisce confortevolezza alla pelle, lasciandola liscia e morbida davvero per tutto il giorno.
Anche in questo caso, una erogazione mi permette di raggiungere viso e collo. 



Quello che mi ha sorpreso è che questa crema viso Antos lascia la pelle davvero morbida ed elastica:  nonostante come vi dicevo a livello di idratazione manchi qualcosa, sento che la pelle è in un buon stato, non è, passatemi il termine, lasciata a se stessa. Quindi tutti coloro che cercando una crema viso idratante che si assorbe in fretta, che risulta efficace ma non untuosa, grassa, o occlusiva, secondo me potrebbero darle un'opportunità. Anche questo prodotto, nonostante non sia particolarmente rinfrescante di suo, ha quell'emollienza che lo rende adatto per lenire dopo la cute dopo la rasatura. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito Antos
💸 € 6.50
🏋 50 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
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💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Non credo servano molte altre parole per dire che ho trovato questa linea uomo di Antos molto carina, con prodotti efficaci e combinabili in base a diverse esigenze, e più in generale secondo me adatta per tutti coloro che vorrebbero dei cosmetici con ingredienti naturali, ma che ricordino i prodotti da profumeria classica per via delle fragranze intense, e magari a chi cerca una buona idea regalo economica. 
Spero che Antos si decida ad ampliare questa gamma, perché secondo me si possono aggiungere ancora un paio di referenze. 




|#backtoseries chapter 35|
Non sono il top ma dategli una chance! 🙌🏻

Continua il mio inseguimento alle serie tv che voglio vedere e che sto lentamente recuperano, e continua però un po' il mood fiacco di quei telefilm che, nonostante abbiano buoni propositi e non siano per fortuna da drammatica bocciatura, presentano, secondo mio gusto ed esperienza, qualche problema per diventare dei prodotti davvero validi, ed in grado di sopraelevarsi in questo marasma di serie tv. 
In particolare oggi mi soffermo su due.

 Sex Education
Prima Stagione
⭐⭐⭐


L'11 gennaio 2019 è atterrata su Netflix una serie che stata apprezzata, amata, chiacchierata ma anche criticata ovvero Sex Education.


Due adolescenti, Otis e Maeve, hanno due vite e due caratteri apparentemente molto diversi, quasi opposti, ma si ritroveranno ad essere soci in affari. La mamma di Otis è infatti una terapista, una sessuologa per l'esattezza, per cui il ragazzo è cresciuto conoscendo tutto sul sesso, e quando Maeve scoprirà l'abilità del compagno di scuola, capirà che potrà farci un business: trasformarlo in un consulente sessuale per i suoi coetanei. D'altronde il sesso è un pensiero fisso per i ragazzi a quell'età, che devono confrontarsi con le prime esperienze e problemi di sorta.
Iniziare non sarà semplice, ma presto Otis e Maeve diventeranno una squadra parecchio affiatata, non solo negli affari con le loro sedute di terapia.


Simpatica, leggera, scorrevole, con una bella regia, a volte sopra le righe ma non stupida, e soprattutto in grado di trattare tematiche delicate senza appesantire il pubblico, ma senza svalutarle o metterle in ridicolo, in un equilibrio che rende Sex Education una serie piacevole, specie per i più giovani. Questi sono i pregi che ho trovato in questa serie tv che in 8 episodi si lascia seguire, che tiene compagnia e che fa un po' riflettere. Per questo secondo me merita almeno una possibilità.
Le premesse non erano certamente positive perché all'inizio mi sembrava che i personaggi fossero un po' troppo stereotipati ma con lo sviluppo mi sono reso conto che invece, molti di questi hanno tanto da dire e da raccontare, e tanto che possono dare allo spettatore, attraverso le loro vite. Si passerà fra temi come ad esempio l'omofobia o l'aborto in età giovanile, per dirne due che mi hanno toccato.
Ci sono però tanti altri elementi che secondo me sono stati male impostati in questa prima stagione di Sex Education, che ai miei occhi l'hanno resa un po' strana.


Partiamo proprio dal titolo, che poi dà l'incipit alle vicende: l'educazione sessuale. È bello come questo argomento venga toccato senza risultare come vi dicevo ridicolo, o imbarazzante. È bello come Otis riesce a comunicare naturalmente con i suoi compagni, e probabilmente è anche un segnale che si vuol mandare ai giovani ovvero che non c'è nulla di male ad avere dei dubbi sul sesso e che è importante parlarne, confrontarsi e affrontarlo con consapevolezza. Tuttavia c'è un certo anacronismo in questo.
Se ci pensate nell'era di internet dove va un ragazzo a cercare informazioni sul sesso? In rete ovviamente. Tuttavia in Sex Education non solo ci vengono nascosti più volte smartphone e computer, o meglio vengono usati a piacere dello sceneggiatore, ma l'ambientazione sembra farci pensare agli anni '80 e '90. Questa mi sembra un po' una forzatura e un allontanarsi dalla realtà.
Ci saranno poi altre scene troppo sopra le righe, esagerate e un po' kitsch, che rendono la serie irreale, ma questo elemento in particolare mi sembra appunto un modo troppo scafato di far funzionare le cose.


Inoltre nel corso delle puntate l'argomento sessualità si perde un bel po', ma volendo giustificare la cosa potrei dire che il ruolo di Otis non è poi quello di terapista, perché d'altronde anche lui è un adolescente, ma come dicevo su, più di confessore, di persona disposta ad ascoltare i ragazzi e dare un parere sensato. Ma anche per cercare di dar corpo alla storia, e risalto ai personaggi, però questa è una mia illazione.
Ci sarebbe tanto da dire sui personaggi appunto, perché in effetti sono tanti e diversi fra loro, ed hanno sviluppi che sono più o meno coinvolgenti. Otis è quello che preferisco meno: alla lunga è pesante, ripetitivo, poco incisivo sia nella storia che per lo spettatore, e secondo me resta un po' frenato per dovere di copione.
Eric invece è stato quello che ha una effettiva crescita e mi ha stupito, perché in principio mi aspettavo la solita macchietta inutile dell'amico gay del protagonista, invece ha una sua storyline coerente e soprattutto coinvolgente, anzi sembra quasi l'unico ad avere una testa pensante e un cuore che funziona.


Maeve invece avrà un percorso forse meno coerente rispetto ad Eric ad esempio, ma secondo me si dimostrerà per quello che è: una giovane donna che può commettere degli sbagli, di cui paga le conseguenze, che come tutti gli adolescenti è in costante conflitto fra passione e ragione.
Sex Education secondo me è una serie per ragazzi che può sotto certi punti di vista risultare stimolante senza essere estremamente pruriginosa, che può mostrare tante sfaccettature della realtà e portare magari i giovani ad un confronto e a riflettere. Qui per scoprire cosa mi è sembrato della seconda stagione. 


Homecoming
Prima Stagione
⭐⭐⭐


Cambiamo invece piattaforma con la prima stagione di Homecoming, serie tv in 10 episodi che dal 22 Febbraio è stata distribuita col doppiaggio italiano su Amazon Prime Video.


L'Homecoming è un centro di recupero per soldati affinché possano reinserirsi al meglio alla vita civile. Il centro è gestito da Heidi Bergman, che svolge il suo ruolo con passione e coinvolgimento e che tiene dei colloqui con i ragazzi affinché possano condividere con lei le loro paure durante il periodo in guerra e quelle che sono le speranze per il futuro.
In un gioco fra passato e presente la serie ci svelerà che dietro quella che sembra un comunità con degli intenti più che onorevoli, si nascondono interessi ben più ampi. Ma non sarà semplice ricostruire quel che accadeva dietro le porte dell'Homecoming, visto che stranamente Heidi non ricorda nulla di quel periodo.


Non sapevo bene cosa aspettarmi da questa serie tv se non il fatto che forse ha incuriosito e spinto molti alla visione, ovvero Julia Roberts nei panni di una semplice e a tratti confusa e trasandata Heidi Bergman, un ruolo in cui risulta credibile e che le è riuscito secondo me molto bene, a parte la parrucca posticcia che, come fa notare la mia amica Simona, fa il paio con quella di Mandy Moore in This is us. Forse non è esattamente un ruolo nuovissimo per lei visto che a mio avviso ha un po' il sapore di Erin Brockovich, quindi di una donna che si scontra contro un potere forte. In generale però è una serie ben recitata.
Secondo me Homecoming merita una chance di essere guardata, perché è scorrevole, visti anche gli episodi da poco più di 20 minuti, intriga senza annoiare e senza appesantire, ed ha anche altri pregi più tecnici. La musica tensiva è un elemento che si nota subito, ed in generale i suoni che richiamano un po' un poliziesco degli anni '70. Ma anche la scenografia, ed un po' il look di Heidi ricordano quell'epoca, sebbene ci troviamo ai giorni nostri.


Ancora una volta giocano a nasconderci la tecnologia: i cellulari li usano tutti con gli auricolari, non ci sono computer quasi mai, e il registratore di Heidi è quasi invisibile. 
Anche la regia si muove in maniera interessante, a volte è straniante, si sofferma spesso sui volti, ma secondo me ha un aspetto che può dar fastidio. Praticamente il passaggio fra presente e passato viene differenziato anche da un aspetto ottico: il quadro dell'immagine si allarga quando ci spostiamo nelle vicende indietro nel tempo, e si restringe nel presente. Amazon Prime Video è un servizio di streaming che funziona anche su dispositivi mobili e se siete ciecati come me e guardate la serie su uno schermo piccolo, queste grosse bande laterali nere potrebbero non piacervi. Ma questa secondo me questa è un'inezia rispetto al problema più grande di Homecoming.


Secondo me la trama non è eccezionalmente intricata, i colpi di scena non mi hanno lasciato di stucco e non ho apprezzato tutte le soluzioni narrative scelte. Ho avuto come l'impressione che la storia più volte avrebbe potuto trovare una risoluzione ma si basa tutto su un non detto ed una nevrosi che non si capisce da cosa nasca. Heidi non ha memoria del suo passato, ma invece di fare scenate inutili potrebbe dirlo chiaramente e cercare di cavarne un ragno dal buco. Anche perché, proprio per via del fatto che non ha memoria, non può avere coscienza di un eventuale pericolo, non sa cosa si potrebbe celare dietro quei ricordi sbiaditi, anzi potrebbe andare a suo vantaggio cercare di collaborare. 
Sì, questa foto l'ho messa solo per apprezzare la bellezza di Stephan James

Quindi mi sono chiesto qual è il senso di questa MargheritaBuyte acuta che la coglie di tanto in tanto, se non la scelta imposta e troppo palese di uno sceneggiatore? Non credo serva un particolare ragionamento logico per rendersi conto che questo secondo me è un modo di scrittura troppo semplicistico: i personaggi non collaborano, non dicono le cose senza una effettiva ragione, o non le ricordano. Ed in queste circostanze io penso sempre una cosa


Insomma Homecoming non è la serie più originale che abbia visto, non mi ha fatto saltare sulla sedia né mi ha fatto scervellare per venirne a capo, ma se l'è cavata bene nel tenermi compagnia senza rinunciare troppo alla qualità. Nella seconda stagione non ci sarà a quanto pare Julia Roberts, ma io la seguirò comunque. 






GLAMGLOW Gravitymud: la maschera contro la forza di gravità!💎

Il mondo della cosmetica per il viso non è semplice da rivoluzionare, anche perché al giorno d'oggi, apri Instagram e vedi gente che applica la qualunque sul viso; ed io stesso, a questo punto, ne ho provate di ogni, tanto che trovare un prodotto davvero esclusivo è davvero difficile. Lo stesso vale per le maschere viso, un campo in cui ormai tantissime aziende si sono lanciate.
Riuscire a distinguersi in questo settore non è semplicissimo ma in questo mare magnum ci sono aziende che ce la fanno e secondo me GlamGlow è una di queste.



GlamGlow è un'azienda che proviene da oltreoceano e che dal 2010 si è saputa affermare per i suoi trattamenti viso e maschere, che sono diventate molto famose sul web e non solo, grazie anche al fatto che Sephora è uno dei principali rivenditori. A rendere i prodotti GlamGlow riconoscibili, chiacchierati ed Instagrammabili, c'è sicuramente il pack, i nomi, ma anche ovviamente le maschere stesse. Un esempio è la loro ultima creatura, la Glitter Mask, un mappazzone di sbrillini in formato maschera per il viso. Molto intelligente è inoltre la pensata che questa azienda declini molti dei suoi trattamenti in tre formati, dai 15 grammi della travel size, fino alla mega size di 100 grammi.
Io però, grazie a Simona (MissPenny09) che me ne ha fatto dono, ho provato uno dei loro trattamenti di punta, ovvero la GlamGlow Gravitymud™.



Non lasciatevi trarre in inganno dal nome, perché non si tratta di una maschera in fango, nonostante contenga minerali argillosi come illite e montmorillonite (Ciao Alberto Angela, ho studiato, si vede?) ma di una sorta di gelatina fluida, spessa, filamentosa dal colore bianco perlato e dal profumo fruttato intenso e pungente (e un po' chimico).
All'interno della GravityMud troviamo alcuni ingredienti che sono anche brevetti della GlamGlow:
"VIZITIGHT: complesso composto da Siero di Alghe Marine e Polimeri BioDefine per un effetto rassodante immediato.
LUNARLIFT: arricchito con Liposomi di Isoflavoni di Soia ed Estratto di Alga Rossa, per una pelle liscia e tonificata.
COSMIPLEXION: alle Alghe Brune d'Islanda, Acido Ialuronico e Argilla Glaciale ricca di minerali, per una pelle più giovane ed elastica.
TEAOXI: complesso a base di Altea Selvatica e Foglie di Liquirizia per una pelle visibilmente più compatta."
Sul sito ci tengono a specificare che si tratta di una maschera viso senza parabeni, siliconi, ftalati, e così via, ed in effetti fra gli ingredienti appaiono gli estratti naturali di cui sopra, ma non aspettatevi un prodotto ecobiologico come lo intendiamo noi qui in Italia. Tra l'altro la GravityMud è a tutti gli effetti una maschera peel-off quindi deve creare la pellicola che poi si va a rimuovere, e questo avviene in genere con polimeri sintetici.




Stenderla sul viso è una operazione estremamente semplice: l'azienda suggerisce l'utilizzo di un pennello che include nelle confezioni più grandi, ma noi che siamo gente semplice ci possiamo accontentare di usare le dita senza problemi, l'importante è creare un layer omogeneo che consenta poi di rimuovere la maschera. 
In pratica bisogna trasformarsi nell'uomo di latta.


Non ho mai fatto fatica a calibrare le quantità ed in generale non cola, vista la consistenza gommosa. 
Come suggerisce GlamGlow, la maschera va applicata su tutto il viso ma è importante evitare il contorno occhi, sopracciglia comprese, e il contorno labbra, ma sul sito di Sephora sembrano suggerire che possa essere applicata anche sul collo, dove gli effetti della gravità si notano benissimo. Io non mi sono spinto oltre la mandibola, includendo la parte leggermente sottostante e se avrò un collo flaccido sarà colpa mia. 
Un appello agli amici barbuti: se la barba è di pochi millimetri ce la si fa a passarci sopra e creare comunque la pellicola, per visi più irsuti, evitate ovviamente la zona. 
Dopo averla stesa avverto una sensazione di freschezza effettivamente piacevole, e man mano che la Gravitymud si asciuga, assume una colorazione sempre più metallizzata, leggermente cangiante.


Come da indicazioni bastano in effetti circa 30 minuti affinché la maschera sia completamente asciutta e si senta che tiri leggermente. Mi aspettavo che la pellicola avesse una adesione alla pelle un po' più strong, quasi effetto cerotto, invece si aggrappa in modo comunque delicato, e a rimuoverla non ho avvertito alcun dolore, né mi è sembrato faccia la ceretta al viso come molte peel off.
I pochi residui che restano su viso vanno via molto facilmente con semplice acqua. GlamGlow (ed anche io) suggerisce di non sciacquare tutto il viso, ma di ripulire solo le zone in cui ci sono dei residui evidenti.
Ho notato però saltuariamente un rossore al viso, che non sfocia mai in irritazione, ma è come se i componenti della GravityMud agissero sulla pelle. Questo rossore su di me passa in fretta, e con gli utilizzi è diventato meno evidente, tuttavia mi fa pensare che una pelle molto sensibile possa avere qualche problema in più con questa maschera.


Tuttavia ci sono altri benefici che mi fanno passare sopra a questo temporaneo inconveniente. Rimossa la Gravitymud, la pelle appare distesa e la sento davvero tonica, rassodata. Ancora non ho lassismi così evidenti, ma la sento chiaramente più soda e compatta, senza un eccessivo effetto lifting che a me in generale dà fastidio.
In questo senso credo che rispetti le promesse fatte da GlamGlow che la descrive come un 
"trattamento istantaneo che lascia la pelle rassodata e liftata."
Aggiungo però che noto una certa luminosità sul viso, perché è come se rilasciasse sul viso piccolissime particelle riflettenti (non aspettatevi i glitter patacca), da qui le ragioni per cui non sciacquare tutto il viso, che immagino, prima di un make up intenso possa dare un incarnato più radioso, in modo naturale e non untuoso
L'unica cosa che posso magari rimpiangere con l'uso della Gravitymud è una certa idratazione che non riesce a rilasciare sulla mia pelle. Devo anche dire che l'azienda non parla in alcun modo di agenti idratanti, non promette nulla a riguardo ed in INCI, a parte ad esempio l'acido ialuronico e l'estratto di altea, non ci sono altri elementi che possano agire a questa funzione. 
La Gravitymud di GlamGlow è un piccolo trattamento di lusso, rapido da fare, che unisce alla simpatia di questo effetto laminato sul viso, anche il reale risultato rassondante, perfetta per il giorno, magari prima di eventi importanti, o serate interessanti. 
Il fatto di poter utilizzare una taglia più piccola (con cui comunque ho fatto circa sei/sette applicazioni) prima di fare un investimento maggiore, è un incentivo in più che mi spinge a dirvi di provarla. 


INFO BOX
🔎 Sephora, Douglas, Lookfantastic.it, Online
💸 €19.90
🏋 15gr
🗺 Made in USA
⏳ 24 Mesi
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💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Sinceramente ho voglia di provare altri trattamenti di GlamGlow, voi li conoscete?







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