Vincitori e vinti ai Golden Globe Awards 2018 (anche nel look!)

Direttamente dalla 75° edizione dei Golden Globes, la mia pagella sulle vittorie dei film e delle serie tv e l'immancabile commento sui look delle star. 



Golden globes 2018



Prendi una sera in cui la tosse non ti fa dormire, ed inizi a scrollare su ogni social possibile, anche se dicono che la luce blu degli smartphone non concili di certo il sonno.
Ti trovi un po' per caso davanti al Red Carpet della 75esima edizione dei Golden Globe Awards, i riconoscenti che premiano i migliori film, serie tv e tutto ciò che gravita attorno ad essi, e inizi a commentare come quelle zie che ai matrimoni vengono invitate solo in chiesa. Indispettite di non poter magnare a sbafo, non sono molto solidali con il resto degli ospiti ma alla fine se ne fanno una ragione. 
Io alla fine mi sono addormentato quando la premiazione era appena iniziata e direi bene così ma mi sono fatto la mia idea sulla serata.

A spiccare questa'anno ai Golden Globes è stato il nero, il colore degli abiti della maggior parte delle star presenti, utilizzato in segno di protesta. Infatti non sono state tutte colte da una forma virale di banalità, ma hanno voluto sostenere il movimento Time’s UP a favore della lotta contro gli abusi sulle donne. Tutto è partito dallo scandalo Harvey Weinstein, quindi nel verde prato di Hollywood, ma Time's Up si occupa di raccogliere fondi da devolvere in aiuto economico e psicologico verso tutte le vittime di violenza che non possono permettersi di sostenere spese legali o mediche. Un movimento rivolto quindi all'aiuto di donne comuni insomma. 
Molte attrici si sono fatte accompagnare sul red carpet da alcune attiviste di associazioni impegnate in diversi settori, dalla parità di genere, alla discriminazione verso le donne di colore e le minoranze. 

Golden globes 2018Golden globes 2018Golden globes 2018

Se a questo punto vi è salita la glicemia, non prendetevela con me. So che può risultare eccessivamente politically correct e mollicciamente credibile, ma penso che unire un evento mondano come i Golden Globes ad un tema di importanza civile e sociale così da dargli cassa di risonanza, è una cosa buona e giusta, e comunque non mette poi molto in ombra il glamour e l'importanza dell'evento in sé.

Infatti nonostante i buoni propositi delle celebrity, io mi son messo a commentare le vittorie e gli abiti senza esclusioni di colpi.
A portarsi a casa il maggior numero di statuette è stato il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh che ha vinto un po' tutto, dal globo d'oro come miglior film drammatico, alla miglior sceneggiatura, fino alla premiazione all'attrice protagonista Frances McDormand e all'attore non protagonista Sam Rockwell. Insomma poco ci mancava che si portassero a casa anche tavolini e sedie. In Italia uscirà l'11 di Gennaio, quindi tocca vederlo. 



Fra i film che voglio recuperare o che vedrò e che hanno vinto c'è certamente Coco, miglior film d'animazione, ma anche L'ora più buia che si porta a casa una statuetta, e La forma dell'acqua che invece si è aggiudicato due Golden Globes
Niente invece per noi italiani con Chiamami col tuo nome, come se la cosa alla fine possa cambiare il fatto che vedrò comunque il film.
Sul fronte serie tv invece a portarsi a casa il cotechino con le lenticchie è stato Big Little Lies, miniserie che ho apprezzato molto ma a cui forse non avrei dato ben quattro Golden Globes e qui ho spiegato perché. 



Certo, sono premi vinti dagli attori, ma forse avrei voluto dare più spazio anche alle altre serie tv, tipo The Crown che è rimasto senza manco una palletta dorata.
Bene per The Handmaid's Tale che meritatamente si è portato a casa due Golden Globe, fra cui il più importante come miglior serie drammatica. Che il voto sia stato influenzato dall'aria che tira ultimamente in America?
Possibile, ma è uno di quei casi in cui la fama si equipara alla qualità.

Golden globes 2018

Altri due globi dorati per The Marvelous Mrs. Maisel serie tv disponibile su Amazon Prime Video che però non ho ancora visto e quindi non mi esprimo. 
A bocca asciutta o quasi anche This is us, che su tre nomination ha portato a casa solo una statuetta grazie all'attore Sterling K. Brown. 



Nulla da dire sulla bravura dell'attore, ma il ruolo di Randall non mi sta proprio facendo impazzire ma ne riparliamo più avanti.

A questo punto starete fremendo per sapere un po' degli abiti ed effettivamente ci sono state delle belle scelte, altre invece assolutamente discutibili. 
Il nero è un colore bellissimo, sobrio ed elegante, che in genere facilita le cose, ma ha due problemi: 
  1. il rischio di sembrare moggi, depressi, di ritorno da un funerale è dietro l'angolo;
  2. se dal vivo un abito nero può essere bellissimo, in tv e in foto non si riescono a cogliere tutti i dettagli con la conseguenza che l'outfit generale perde molto.
Per gli uomini diciamo che è più facile, perché un completo elegante nero sta sempre bene, sia che sia in qualche modo richiesto, sia per libera scelta di gusto. Non in tantissimi però hanno scelto di indossare anche la camicia nera sempre in segno di protesta. 
Fra questi ci sono ad esempio Nick Jonas, Chris Hemsworth che, nonostante non ami gli abiti da uomo con lavorazioni, secondo me stava molto bene ed ha saputo alleggerire il look, e Justin Timbarlake.


Giusto per nominarne tre, ma molti di loro comunque indossavano la spilletta Time's Up
Per le donne la questione però si complica e ho visto robe che non avrei voluto incontrare nemmeno in un incubo. 
Ad esempio Kerry Washington, che ha sbagliato secondo me tutto, dai capelli, al vestito, alle scarpe.

Golden globes 2018

Un po' un tentativo del tipo "voglio essere rock, ma elegante" e alla fine non riesci ad essere né uno né l'altro. Forse con un trucco diverso, un paio di scarpe diverse e una lunghezza della gonna diversa avrei potuto salvare Kerry, ma a questo punto fa prima a cambiarsi del tutto. 
Un po' di no anche per America Ferrera e Natalie Portman.

Golden globes 2018

Della prima non capisco il senso della giacca di una taglia o forse due in più, considerando che l'abito è già abbastanza lineare. E non capisco perché lasciarle i capelli giù. Troppo caos. 
Di Natalie invece non capisco nulla in generale. Il velluto nero è bello, questo modello di abito fa un po' troppo Lucia Mondella con scollatura. 10 anni in più assicurati signori. 

Golden globes 2018

Per me un no, ma di portata inferiore a Angelina Jolie, soprattutto per colpa delle piume che fanno subito vestaglia da camera anni '70. Probabilmente ci fosse stata ad esempio una applicazione di Swarovski avrebbe mantenuto comunque la linea sobria ma elegante. 

In linea general però i look della serata non mi sono però sembrati tremendi. Come vi dicevo, a parte questi appena citati e un paio di poracce sconosciute che oltre a non essere vestite di nero, erano anche abbigliate male, il resto ha saputo rispettare le aspettative. 
Se volete un po' di miei look promossi, dovreste guardare ad esempio Debra Messing.


Abito-pantalone ma che sembra comunque abito, un po' diverso da quanto visto durante la serata, adatto ad una donna che non ha più 20 anni e secondo me anche strong come impatto.
Ma di bellissime ed elegantissime senza età ne ho una valanga: Meryl Streep, Tracee Ellis Ross, Catherine Zeta-Jones, Mandy Moore che ha saputo dare un pop di colore perfettamente calibrato, Helen Mirren e Oprah Winfrey.

meryl streep Golden globes 2018Oprah Winfrey Golden globes 2018

Quest'ultima in particolare si è aggiudicata un Globe alla carriera e ha lasciato il segno col suo discorso da standing ovation.
Altri sì per i look da Golden Globes di Nicole KidmanElisabeth Moss, entrambe vincitrici come miglior attrici, una per Big Little Lies e l'altra per The Handmaid’s Tale.

Oprah Winfrey Golden globes 2018Risultati immagini per nicole kidman

Nulla magari di straordinario, di nuovo o particolarmente ricercato, ma con quel tocco in più che dà all'abito luce e lo arricchisce.
Un sì pure per Kate Hudson che secondo me ha fatto bene a mostrarsi sexy, super femminile e decisa allo stesso tempo. Il taglio di capelli incornicia perfettamente questo look. 


Durante questi Golden Globes si sono visti alcuni abiti dal taglio maschile e look più androgini sul alcune attrici. 
Ad esempio Susan Sarandon (candidata per Feud) e Claire Foy e all'inizio ho pensato che era una scelta valida e d'impatto, in linea con la serata, ed entrambe stavano benissimo.


Ma riflettendoci mi son detto che non c'era bisogno, nel senso che alla fine le donne possono vestirsi con abiti femminili e trasmettere comunque un messaggio di forza, di sicurezza, che le donne non hanno bisogno di imitare gli uomini. Sono certo che entrambe abbiano fatto una scelta di cuore, e non con l'idea appunto di imitare, ed è anche vero che l'abito non fa il monaco, ma in una serata in cui ciò che indossi può avere un significato, forse avrei puntato su altro. 

E sono volati stracci sui social quando è arrivata Millie Bobby Brown, la tanto amata Eleven di Stranger Things.

Millie Bobby Brown golden globes

Il primo motivo di discussione è stato l'outfit, troppo adulto per una ragazzina di 13 anni. Vero forse, ma il problema secondo me è stato più che altro l'atteggiamento da modella ultra 25 enne che  non le si addice. Anche perché quando la vediamo in altre foto sorridente, pur con lo stesso abito, sembra già più spontanea e naturale.

Millie Bobby Brown golden globes

Altra polemica è nata poi dal fatto che Millie Bobby Brown non sia arrivata ai Golden Globes insieme agli altri ragazzi di Stranger Things. Ora, a parte che per metterli tutti insieme ci vuole un pullman, ma penso sia libera di fare come crede.

stranger things golden globes

Come spero che anche gli altri abbiano fatto. Penso che sia un momento importante per le loro carriere ed imparare a distinguersi è altrettanto fondamentale. Certo è che sentirsi arrivati non è la strada giusta, ma a stabilirlo è sempre il tempo in questi casi. 

Ma passiamo ad un po' di premi random inventati sul momento giusto per farci una risata.
Premio "Non male ma potevi far meglio" va a Emma WatsonKelly Clarkson e la nostra Cercei Lannister, Lena Headey.

 golden globes

Tutte e tre secondo me avevano qualcosa che non andava pur non essendo vestite propriamente male. Ad esempio l'abito di Emma Watson dava l'idea di essere un po' cheap, specie per quelle rouge strane, oltre che le scarpe bruttine; Kelly ha esagerato con la lunghezza delle maniche, nonostante apprezzi il tocco di oro, mentre doveva allungare un pelo la lunghezza dell'abito sul punto vita, così da dare più slancio alla figura; Lena invece mi è parsa un po' troppo sfrinzolina per una serata di gala, specie per i capelli sciolti e mossi, che sembrano fatti seguendo un tutorial su Youtube per la prima volta.

Premio "Mai 'na gioia" a Katherine Langford, Dakota JohnsonAlicia Vikander, e vi basta guardarle in faccia per capire come mai questo premio.

 golden globes dakota Johnson

A parte le facce da "domani è lunedì", tutte e tre hanno sbagliato più di qualcosa. La Langford sarebbe stata bene con quell'abito forse fra 10 o 20 anni, non adesso, e soprattutto non con quella espressione incagnita. 
Dakota invece è riuscita a scazzare entrambi i lati dell'abito: davanti con una sorta di fibbia di una improbabile cinta, dietro con quelle 50 sfumature di applicazioni che ha cucite sul retro e che secondo me le davano qualche problema di bilanciamento.
Alicia la commento solo così: c'è cupezza.

Il premio "In-vasata" va invece a Mariah Carey, Shailene Woodley e Salma Hayek.

 golden globes Mariah Carey

L'effetto tetta invasata appunto non è il massimo, ma tutte e tre hanno scelto tre outfit carini, azzeccati alla serata e che comunque vanno a sottolineare la loro femminilità, senza poi esagerare e senza mostrare troppo. 

Il premio "Ma cosa hai combinato?" va ad un bel po' di gente per cui se siete arrivati a questo punto magari andate a far pipì e tornate fra un attimo. 
Il primo "Ma cosa hai combinato?" va infatti a Kendall Jenner, che sembrava arrivata lì di corsa dopo una festa con molto alcool, però bellissimo abito. 


So che avete stentato a riconoscerla. 
Anche Jude Law non è da meno, con la tipica espressione dello zio alla soglia dei 50 anni che sa sempre come metterti in imbarazzo. 


Il senso degli occhiali da sole ancora mi sfugge. 
Ma ho anche una pioggia di  "Ma cosa hai combinato?" per Halle Barry, probabilmente convinta di andare ad un party sulla spiaggia, per la star di Outlander Caitriona Balfe pronta a ballare il flamenco, e per finire con Sarah Jessica Parker, che non ha superato bene l'Epifania. 


Non so chi abbia scelto i loro look ma qualcosa gli è sfuggita di mano. 
E per finire il premio più atteso e ambito ovvero quello delle "migliori coppie LGBT" che va a Sarah Paulson/Amanda Peet e Emilia Clarke/ Kit Harington.


Ok, forse non sono tutte realmente coppie LGBT ma non importa. L'importante è invece che questo Golden Globe Awards abbia fatto chiacchierare di sé, soprattutto perché ad argomenti comunque leggeri come film e telefilm, che noi comunque amiamo e ci appassionano, si è affiancato un argomento importante che invece fa tristemente parte della realtà.

Ma voi avete seguito la serata o dormivate sonoramente? Quale outfit vi è piaciuto di più? E vedrete i film vincitori di questa settantacinquesima edizione dei Golden Globes?




{Recensioni Film 🎥🎬}
Napoli Velata (2017)


Ritorno a parlare di film con la nuova pellicola di Ferzan Ozpetek intitolata Napoli Velata. Il fascino di una città antica e ricca come Napoli diventa lo scenario per una storia cupa e dai risvolti incerti. Nella mia recensione vi racconto cosa ne penso.


Ultimamente stanno arrivando al cinema diverse pellicole che intendo via via recuperare, ma questo richiede tempo e un minimo di organizzazione. Per questo mi sto muovendo un po' a naso, in base a cosa mi dà l'idea che possa piacermi di più e lascio per ultimi il resto. Così è stato per Napoli Velata.

Napoli Velata

Genere: drammatico, thriller
Durata: 113 minuti
Regia: Ferzan Ozpetek 
Uscita in Italia: 28 Dicembre 2017
Paese di produzione: Italia

Ad attirarmi non solo il rimbalzarsi di recensioni e commenti, ma anche il fatto che dopo Rosso Istanbul ero curioso di vedere cosa avrebbe proposto Ozpetek per cercare di risollevarsi. Non che abbia odiato quel film, ma rispetto ai precedenti ha perso per me di intensità.
Descrivere Napoli Velata non è semplice o meglio mi ha creato sensazioni contrastanti.
C'è una parte di me, un piatto della bilancia che ha apprezzato questa Napoli misteriosa e affascinate, piena di tradizioni, di misteri, di tesori. Il culto che si mischia alle credenze. Una Napoli con i suoi personaggi, sicuramente pittoreschi a volte un po' grotteschi ma non esageratamente caricaturali. Ma è anche la Napoli dei fantasmi del passato e del presente, dei ricordi che lasciano un segno.


Personalmente non sono mai stato a Napoli, nonostante il desiderio di visitarla, e credo che il film riesca a stuzzicare l'attenzione sulla città; ma è vero che se invece la conoscete abbastanza bene forse troverete questo quadro un po' limitante. 
In questa Napoli Velata ci sono soprattutto le vite segnate da questi ricordi come spesso accade nei film di Ozpetek, ma anche le vite rincorse dagli incubi, dai fantasmi. Vite che si trovano ad un punto della propria vita in cui cercano qualcosa, o in cui devono affrontare qualcosa.

Napoli Velata

Sullo stesso piatto della bilancia ci metterei sicuramente il fatto che il film ricorda effettivamente il precedente Rosso Istanbul ma lo supera per due aspetti. Il primo è che questa volta la città la vediamo davvero, entriamo in Napoli in molti dei suoi aspetti, anche in parte nelle sue ombre, nei risvolti più cupi. Dall'altro lato c'è una vicenda umana più particolare, più sofferta, forse anche più comune, meno enigmatica e più quotidiana e quindi più vicina a noi pubblico.
Sempre su questo lato della bilancia in cui metto tutte le cose belle ci sta anche il cast, con volti così noti che per non riconoscerli dovreste essere fuori dall'Italia da almeno 30 anni. Un insieme di attori che sa il fatto suo anche se l'attenzione cade su Giovanna Mezzogiorno (Adriana) e Alessandro Borghi (Andrea) che sono molto bravi ma forse un po' piatti, un po' ripetitivi nel loro essere.

Risultati immagini per napoli velata

Ad esempio mi aspettavo che Adriana avesse modo di dimostrare magari un piccolo risveglio interiore dopo aver conosciuto Andrea. E invece resta sempre abbastanza mogia. 
Ma non mi sono dimenticato dell'altro piatto della bilancia, eh. Lì sopra ci metto il fatto che la trama di Napoli Velata è un po' troppo semplice e lineare e qui e lì rende un po' ad annoiare. Apprezzo il tentativo di costruire una storia con dei personaggi con un vissuto, non al punto da risultare corale ma comunque dove ognuno ha il suo ruolo, ma gli avvenimenti, nonostante in qualche momento siamo spinti dalla tensione e dalla carica erotica che non manca quasi mai, secondo me sono pochi per far durare una pellicola quasi due ore.
Inoltre si ripete lo stesso errore di Rosso Istanbul dove la parte thriller, sottolineata anche nel trailer, viene abbandonata ed annacquata da altro così da perdere anche la tensione di quella parentesi.
Quindi sì, Napoli Velata mi è piaciuto, ma, come la stessa città, ha il suo risvolto negativo che comporta solo una cosa: dovete guardarlo per scoprire se il volto umano del film riesce a toccarvi intimamente, o resta solo una storia drammatica che, pur non lasciandovi indifferenti, non vi saprà rapire.
Io forse protendo più per questa seconda opzione.

Voto 6.5





Perder(ti)

2018. 
Duemiladiciotto, suona bene, no? Suona promettente, suona ricco, suona pieno e non solo per i giri che dobbiamo fare con la penna per poterlo scrivere. 
Gli abbiamo dato il benvenuto da qualche ora ormai e come un bambino appena nato inizia già ad invecchiare giorno dopo giorno. 
Ci siamo scambiati gli auguri, abbiamo brindato e tutto è iniziato.
Io però non ho fatto nulla di speciale, non tanto per una stitichezza sociologica, ma perché ormai ho perso il senso di celebrare qualcosa che non si sa cosa sia. E soprattutto la fine di qualcosa che tutto sommato è andata bene.
Il mio 2017 è stato accettabile, forse anche perché ho attraversato periodi peggiori. Salutarlo non mi spiace, ma non brindo alla sua fine senza la promessa di qualcosa di buono.
Ho capito che non importa come festeggi il capodanno perché tanto le lenticchie non porteranno un magico aumento del conto in banca, che l'intimo rosso non renderà le notti più bollenti e sensuali, che non importa quanto rumore farai, quante più bottiglie stapperai, o botti lancerai, o canzoni al ritmo del trenino strillerai. Non importa se al mercato hai trovato la melagrana fresca, perché non porterà fortuna come se cadesse pioggia. Non importa se sarai solo, o in coppia, o in cinque o in trenta.
Non importa con chi brinderai, nemmeno se sarai con le persone a te care, perché purtroppo questo non ti darà la certezza di averle a fianco il resto dell'anno. 
Non importa se sarai al ristorante, elegante e con l'eyeliner perfetto, o a casa in pigiama con una gamba sotto le coperte, o se starai già dormendo.
Il 2018 è arrivato, e così faranno gli altri anni a seguire, ognuno con nuovi ricordi da costruire, da dimenticare e da lasciar andare.
Ho capito che perdere non ha e non deve avere sempre un'accezione negativa. Che perdere una partita  può voler dire avere più tempo per affrontarne un'altra, magari imparando come fare. Che perdere una strada può voler dire aver voglia di cercarne un'altra. Ho capito che perdersi può essere una scelta.
Mi hanno detto che è triste pensare che come i fiori dovremmo imparare a separarci dai nostri petali, ma secondo me è liberatorio. Anzi il mio augurio per questo nuovo calendario da sfogliare è che possiate (possiamo!) imparare a lasciar andare le cose. Che abbiate (abbiamo!) la possibilità di farlo. 
Che possiate lasciare quel posto di lavoro dove si respira un'aria tesa e cattiva (non solo per colpa di qualche ascella selvatica), che possiate lasciare andare quei rapporti opachi, che possiate lasciare andare quel marito o quel fidanzato che dice di amarvi ma in realtà non si comporta poi così da "uomo", anche col timore di non trovare qualcuno che vi ami. Che possiate imparare a lasciare andare quegli amici che non vi vogliono bene come sembra, anche se avete paura di restar soli. Che possiate lasciare andare quella famiglia, perché sì, dovrebbe amarvi, ma non sempre è spontaneo, non sempre riesce. E questo non rende la famiglia un luogo sbagliato, ma non è giusto se a subire i danni del guasto siate solo voi. Che possiate lasciare le abitudini fisiche, mentali, i pensieri costanti, gli incubi e i sogni che non si realizzeranno mai. Anche se poi ne tenete sempre uno da parte.
È vero che chiudiamo una porta con sopra la targa 2017, ed è pure vero che uno spiraglio sempre resta aperto, che dagli spifferi riescono a passare molte più cose di quante pensiamo, ma è anche vero che certe cose è meglio lasciarle andare.
Questo è ciò che vi (ci!) auguro per questo 2018.




Buon Anno.


|#backtoseries chapter 22|
Cosa mi è piaciuto di The Crown 2 (e cosa mi ha annoiato)

The Crown è stata una delle serie tv di maggior successo del 2016, e per questo la nuova stagione, disponibile dall'8 Dicembre su Netflix, aveva il difficile compito di mantenere alto l'interesse dei fan. Vi racconto le mie impressioni nella mia recensione, senza spoiler.


recensione the crown 2


Quando una serie tv si rivela un successo mondiale già dalla prima stagione, creare un seguito che possa eguagliare e mantenere la stessa qualità e lo stesso riscontro non è semplice.
Io stesso più e più volte ho abbandonato la visione di alcuni telefilm che spesso si rivelano ben al di sotto della prima stagione e delle mie aspettative. E quando le attese sono particolarmente alte, il rischio di cadere molto in basso è ancora più forte.
Con questo quasi patema d'animo ho visto la seconda stagione di The Crown ma devo dire che hanno saputo mantenere alto il valore di questa serie, dando spazio a una parte intricata dell'impero di Elisabetta II (Claire Foy), che su più fronti viene colpita e rischia anche di affondare.

Nel secondo ciclo di episodi di The Crown infatti iniziano a crearsi le prime fratture in quello che fino ad allora era uno degli stati più potenti nel panorama mondiale
Queste fratture coinvolgono la Regina Elisabetta stessa non solo nel suo ruolo di sovrano, ma riusciranno a toccare anche il lato più personale. Elisabetta si sente mancare il terreno sotto i piedi sotto tanti punti di vista, e la sua vita e la sua carriera saranno ad uno snodo importante.

recensione the crown 2

Intanto il regno. Elisabetta si trova in un mondo a cui non era preparata: quello della modernità, di una realtà che muta ad una velocità raddoppiata e a cui importa sempre meno di una donna chiusa nelle mura dei suoi castelli. Colei che è talmente in alto, da essere sopra tutti, ma da rischiare di risultare invisibile ad un'opinione pubblica che non guarda più in alto, ma solo davanti a sé.
Elisabetta quindi dovrà iniziare a piegarsi, a trovare il compromesso, a rivedere le sue regole, aprirsi, trasformarsi pur restando la stessa, e far tutto questo da sola, perché anche chi dovrebbe starle vicino le dichiara guerra dall'interno.

A mettere in difficoltà la nostra Lilibet come donna e moglie c'è infatti il marito, il principe Filippo (Matt Smith), impulsivo e forte, con le sue intemperanze e le sue presunte scappatelle, ma soprattutto con la sua tenacia nel volersi imporre tanto quanto la regina agli occhi di tutti. A Filippo viene dedicata una delle parti più commoventi di questa seconda stagione, ci raccontano il suo passato, le sue ombre, le difficoltà che l'hanno forgiato e che forse adesso lo spingono a cercare una rivalsa a tutti i costi. 

The crown seconda stagione

In generale il suo capitolo mi è sembrato molto interessante, la parte se vogliamo emotivamente e personalmente più tensiva, nonostante sia ovvio non sarebbero arrivati al culmine del divorzio che già dai primi episodi aleggia come un fantasma. Ma interessante anche perché entriamo in un'altra parentesi quando ci viene raccontato Filippo come padre, che cerca di forgiare il figlio Carlo esattamente come lui era stato temprato da una adolescenza complicata, dandoci un'umanità complessa e affascinante. 

Ma Filippo non è l'unico personaggio verso cui la storia si apre e da più spazio. C'è anche la sorella di Elisabetta, la principessa Margaret (Vanessa Kirby) che sarà nel pieno del suo periodo più burrascoso. Periodo che culminerà con un bell'evento in parte, dall'altro lato però con un ulteriore periodo di crisi personale.

The crown seconda stagione recensione

Per me quello di Margaret è il capitolo in parte più noioso di questa seconda stagione di The Crown. Non so perché ma l'ho trovato lento, ripetitivo e pur non conoscendo le vicende della principessa, scontato. Sarà perché, una volta capito il suo carattere, ogni cosa sembra conseguenziale. È strano come il personaggio che più sembra folle e che potrebbe fare più colpi di testa, alla fine però si appiattisce nel suo stesso ruolo. 
Senza contare che, se siamo stati abituati fin dall'inizio al fatto che qualsiasi cosa la famiglia reale compie ha un riflesso, delle conseguenze e smuove l'opinione pubblica, Margaret sembra muoversi in una bolla tutta sua. Anche la reazione della sorella mi è parsa un po' più fredda di quanto mi sarei aspettato, e un po' in ritardo.


Margaret inaugura la stagione degli scandali, volente o nolente, che prepareranno Elisabetta ad affrontare un futuro da giornale di gossip, e proprio per questo mi aspettavo che le sue vicende di venissero affrontate in modo diverso. 
Comunque nulla di grave, perché tutta questa parte ha ripreso subito quota quando è ritornato il contraltare di Elisabetta, quando tornano a scontrarsi la sua freddezza calcolata alla passionalità di Maragaret e quando noi (o meglio io) spettatori veniamo ritirati in mezzo al dramma.

A far tremare la corona ci sono poi tutti i problemi socio-politici che si susseguono alla fine degli anni '50, dal tentativo di tenere unito il Commonwealth, ai rapporti con l'America e soprattutto la Crisi di Suez. Tutte componenti che in The Crown mostrano una Elisabetta insicura ma tenace nel suo ruolo. Un momento in cui deve dimostrare quanto vale non solo come simbolo del suo regno, ma anche quali capacità possiede davvero. 

The crown 2

Tutte componenti che a me son piaciute moltissimo, non solo nel modo in cui vengono raccontate ma perché danno alla regina il ruolo che merita, ovvero una delle figure che, nel bene o nel male, ha avuto un'importante influenza nel corso del 1900 e non è solo la vecchina con i completi fluo che conosciamo. 
Il quasi magico incontro con Jacqueline Kennedy è forse il centro di una Elisabetta affacciata su un nuovo mondo in cui l'apparenza ha quasi superato la sostanza. 


Jacqueline è una delle tante donne forti (almeno all'apparenza) che costellano The Crown e che sono poi il motore degli eventi.
L'incontro con i Kennedy ci viene raccontato ancora una volta senza cadere nel caricaturale, nell'eccesso in personaggi posticci, ma anzi dando loro una profondità psicologica tale da scatenare tensioni anche solo nel vederli tutti nella stessa stanza.
Un altro capitolo non facile, eppure, anche da questo incontro un po' strano, Elisabetta imparerà molto, farà tesoro della lezione e andrà avanti come sempre, a testa alta e con dignità. 


La seconda stagione di The Crown per me ha saputo portare alta la bandiera di una delle serie tv migliori degli ultimi anni. Mi ha emozionato, mi ha sorpreso, ha saputo mantenere costantemente accesa la mia attenzione, cosa importante per un telefilm in cui i passaggi fra gli avvenimenti sono articolati e parecchi.
Una scrittura ottima, scenografie e costumi sempre precisi e dettagliati, ma anche momenti recitativi così intensi che ti fanno venir voglia di alzarti dalla sedia (o dalla poltrona, o dal letto) ed applaudire, o che ti lasciano senza fiato. Una stagione in parte di passaggio che ci apre verso un altro capitolo ancora più ignoto e probabilmente ci allontana dal "one woman show" per darci un'ulteriore maggiore coralità fra i personaggi. 

Un grazie va a tutto il cast per una recitazione sempre impeccabile e per averci accompagnati fino ad ora con questa seconda stagione. Ma un grazie soprattutto a Claire Foy, che nella terza stagione verrà sostituita dalla più matura Olivia Colman, per la sua Elisabetta fredda ma complessa, emotiva ma mai eccessiva, controllata ma istintiva, regina ma pur sempre donna. 


Voi seguite The Crown? Vi è piaciuta questa season two? O vi ha delusi?



|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Novembre/Dicembre '17
Fissato con l'igiene orale e un bocciato con dispiacere

Ciao a tutti!

Visto che vi sarete ripresi dalla dilagante ingordigia natalizia, mi sembra arrivato il momento di tornare alle review e dare le pagelle ad alcuni prodotti che ho utilizzato negli ultimi mesi.
Siccome ero in ritardo con i promossi e bocciati di Novembre - che poi alla fine 'sti cazzi, l'importante è fare la recensione - ho pensato che unirli a quelli di Dicembre sarebbe stato comodo; allo stesso tempo mi sembrava più giusto anticipare quelli di Dicembre perché con l'anno nuovo arriva il meglio e il peggio dei 365 giorni appena trascorsi, quindi non volevo annoiarvi troppo.
Questi due mesi ho ben tre prodotti per l'igiene orale, e un bocciato che un po' mi spiace ma non posso fare altrimenti.

Perlax Colluttorio Naturale Extra Fresh 

opinioni Perlax Colluttorio Naturale Extra Fresh

Per chi non lo sapesse il marchio Perlax fa parte della cupola MilMil76, che produce diversi marchi, molti dei quali economici e per me facilmente reperibili. Ma a parte queste note di colore, posso dirvi che il colluttorio Naturale di Perlax mi è piaciuto e sicuramente ricomprerò perché l'ho trovato gradevole ed efficace.
Non lasciatevi trarre in inganno dalla dicitura "extra fresh" che può far pensare ad un sapore troppo forte e incisivo, visto che si parla appunto di menta. Secondo me questo colluttorio ha un sentore giusto: né troppo fresco, né troppo delicato. Ha un sapore appunto mentolato piacevole, dolce, non troppo erboso o da farmaco. 
Perlax lo presenta come un prodotto con materie prime di origine naturale al 97%, ma non è un INCI perfetto, all'interno troviamo ad esempio un PEG, se la cosa vi disturba, ma non contiene alcol; inoltre ci sono però degli estratti naturali come 
Estratto di Propoli: possiede un'azione antimicrobica ed antifungina, è sempre più usata per aiutare a prevenire la carie e come agente antiplacca.
Estratto di Lichene Islandico: estratto naturale ad attività antibatterica che contrasta la formazione della placca.
e altri ingredienti, che come dice l'azienda dovrebbero contribuire a svolgere
"un'attività sbiancante aiutando a prevenire le macchie dei denti. Con azione anti carie e alito fresco."
Sapete già che l'utilizzo che faccio del colluttorio, oltre che per completare l'igiene orale, è soprattutto quello di sciacqui al mattino, prima di bere e far colazione, per rimuovere i batteri che si accumulano durante la notte e in questo senso il colluttorio Perlax funziona come vi dicevo egregiamente, lasciandomi un sapore fresco e gradevole. Loro suggeriscono di usare 20ml di prodotto non diluito e fare degli sciacqui per 30 secondi e io così ho sempre fatto.


Non posso parlare dell'azione sbiancante, sicuramente avere una corretta igiene orale aiuta a prevenire le macchie, ma non ho notato particolari differenze con l'utilizzo di questo prodotto (e non mi aspettavo diversamente). L'unico aspetto realmente negativo che posso dirvi è che non mi piace il tappo, che in genere utilizzo come dosatore ma nel caso del colluttorio Perlax è troppo piccolo secondo me per contenere 20 ml di prodotto, non è molto pratico. Ma a parte questo, lo ricomprerei conservando il tappo di un altro colluttorio.

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Perlax Pasta dentifricia Fresh Mint 

Perlax Pasta dentifricia Fresh Mint

Nonostante sembri una marchetta alla Perlax vi posso garantire che non lo è, tuttavia erano entrambi i prodotti in offerta e li ho acquistati, anche se ho utilizzato il colluttorio a Novembre e questo dentifricio a Dicembre. Un altro prodotto che mi sento di promuovere e che riacquisterei.
Rispetto al colluttorio, il dentifricio Fresh Mint è formulato con il 99% di ingredienti di origine naturale e contiene alcuni estratti simili appunto al cugino liquido.

opinioni Perlax Pasta dentifricia Fresh Mint

Si tratta di un dentifricio in pasta con un buon sapore, un misto fra menta e anice, dolce e fresco. Non fresco come però può far pensare il nome stesso o la descrizione, che dice 
"Pasta dentifricia con sostanze di origine naturale che svolge un'efficace azione sbiancante non abrasiva e dona una piacevole sensazione di freschezza duratura. Il mix di sostanze funzionali aiuta a proteggere i denti dalla formazione di placca e carie."
io la freschezza così duratura a cui fanno riferimento non l'ho notata, ma non fraintendetemi, è comunque rinfrescante per il cavo orale. Produce una schiuma discreta ed aiuta a detergere i denti senza però effettivamente essere abrasivo. I miei denti sensibili non hanno subito alcun problema con l'utilizzo di questo dentifricio Perlax: ho potuti sgranocchiare torrone e brindare con prosecco ghiacciato senza fastidi insomma.



Dall'altro lato però non ho visto questa azione sbiancante così incisiva da far la differenza, quindi se cercate quell'efficacia specifica è meglio secondo me dirigersi altrove. Una nota negativa anche in questo caso è stata la confezione che mi si è sfasciata nel giro di poco, un pochino deboluccia. 
Quindi sì promuovo senza ombra di dubbio il dentifricio Fresh Mint di Perlax, l'ho trovato gradevole, non impasta la bocca, ma non è fra i miei top per quanto riguarda l'effetto sbiancante. 

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione
💸 € 2.20 (in offerta)
🏋 75ml
⏳ 12 Mesi
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Equilibra Aloe gel dentifricio tripla azione 

Equilibra Aloe gel dentifricio tripla azione

Già, un altro dentifricio questa volta però in gel. Non è la prima volta che un dentifricio Equilibra appare su queste pagine, ma se l'altra volta avevo usato la versione sbiancanteQuesta volta invece ho voluto provare il Tripla azione che promette di
"proteggere i denti dalla carie e dal tartaro, aiuta a prevenire i disturbi gengivali e assicura un alito fresco"
e mi trovo d'accordo con questa descrizione. In realtà non ho notato differenze abissali fra questo dentifricio Equilibra e l'altra versione: pulisce bene, ha un sapore gradevole, produce una buona schiuma che aiuta nello spazzolamento e non risulta in alcun modo aggressivo né va ad accentuare la mia sensibilità.  Lascia effettivamente l'alito fresco a lungo.

Equilibra Aloe gel dentifricio tripla azione opinioni

La versione Tripla azione mi è parsa anche sbiancante, ma sicuramente meno rispetto appunto al dentifricio con questa specifica funzione. 
Insomma ricomprerò sicuramente questi Aloe Dentifricio di Equilibra, forse punterò più sulla versione sbiancante, ma comunque pur essendo appunto in gel quindi non nella consistenza che preferisco, sono ottimi.  

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Acqua e sapone
💸 € 2.80
🏋 75ml
⏳  12 Mesi
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💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱

MaterNatura Crema Detergente Viso al Fiordaliso

MaterNatura Crema Detergente Viso al Fiordaliso

Un prodotto che ho amato ma che temo sia ormai fuori produzione, nonostante ancora si trovi in alcuni ecommerce e bioprofumerie, è la crema detergente viso di MaterNatura, di cui vi avevo accennato nella skin care routine di qualche tempo fa. Oserei dire uno dei migliori detergenti viso che abbia mai utilizzato, e mi  piaciuto a tal punto che lo stavo centellinando ma poi mi sono accorto che il PAO strillava sul retro e quindi ho deciso di utilizzarlo con costanza. 
Come dice il nome si tratta di un detergente in crema, dalla consistenza morbida, sì fluida ma avvolgente, ricca. Quando la si va ad applicare sul viso infatti fa come una scia bianca che va a pulire il viso. Ho letto sa più parti che il packaging ad alcuni non è piaciuto, perché ha effettivamente un semplice foro un po' largo da cui prelevare il prodotto. L'unico inconveniente per me è che magari quando il prodotto è arrivato a metà impiega più tempo ad uscire e quindi l'ho tenuto capovolto per far prima, ma non ho avuto problemi a dosarlo.
Quanto al profumo invece è floreale, molto naturale e poco invadente, almeno al mio naso. 
MaterNatura dice 
Crema ricca, detergente e struccante si scioglie sulla pelle per rimuovere trucco e impurità lasciando una barriera protettiva che lascia la pelle idratata ed elastica. [...] L’olio di sesamo collabora all'azione detergente mentre ammorbidisce e rispetta l’equilibrio della pelle lasciandola chiara, fresca e pulita.
in pratica quello che ho appena detto, ma il brand aggiunge anche di utilizzarla sul viso inumidito. Io preferisco fare così: prendo una noce di prodotto e la massaggio sul viso asciutto, poi inumidisco le dita e continuo il massaggio insistendo nelle zone in cui so di avere più bisogno, e poi sciacquo tutto.

opinioni MaterNatura Crema Detergente Viso al Fiordaliso

Il risultato mi sorprende ogni volta perché non solo riesco a pulire la pelle in modo accurato, ma la Crema Detergente Viso al Fiordaliso mi lascia la pelle liscia, morbida, luminosa, compatta e fresca. Senza però tutti i problemi che possono creare i detergenti in crema come ad esempio risultare pesanti, con residui untuosi o soffocanti, o lasciare la vista appannata per qualche minuto. Non mi va a seccare la pelle, non la irrita, non la stressa, così come non va ad irritare gli occhi.

MaterNatura Crema Detergente Viso al Fiordaliso INCI

La cosa ulteriormente magica è che, nonostante quando la si va a spalmare sul viso vi rende bianchi come una geisha, si sciacqua via molto facilmente. Secondo me con un panno in microfibra o una spugnetta riesce anche a struccare bene, ma oltre al correttore non uso, quindi non saprei dirvi. 
Il brand la consiglia a 
Tutti i tipi di pelle con problematiche di secchezza, ma in particolare alle pelli mature di cui è necessario stimolare la vitalità e rallentare il processo d’invecchiamento.
io aggiungerei anche le pelli miste, delicate e sensibili. Se non si fosse capito, ricomprerei ben volentieri la Crema Detergente Viso al Fiordaliso di MaterNatura anche domani, per cui spero lo rimettano in produzione. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, online
💸 € 14.90
🏋 200ml
⏳ 12 Mesi
🔬 ICEA Ecobiocosmesi, Vegan Ok, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🏆

Natura Dolce Salviette struccanti

Natura Dolce Salviette struccanti

La carrellata dei promossi continua con un prodotto che non ho acquistato io ma mi regalò diverso tempo fa la mia amica Simona (MissPenny09 e Pennylandia su Youtube) che lo aveva trovato da Acqua e Sapone, mentre da me neanche l'ombra. Il marchio sinceramente non lo conoscevo, ma trovare delle salviettine umidificate con un buon INCI non è impresa facile, e quindi me ne ha mandate un pacchetto da provare. Natura Dolce dice che le salviettine contengono il 98% di materie prime naturali ecocertificate ma non ho visto sinceramente alcun simbolo di  queste certificazioni.



Comunque le salviettine hanno una confezione pratica richiedibile, che conserva bene il prodotto. Io infatti le ho aperte da un po' ormai ma restano comunque umidificate e morbide
Parlando appunto delle salviette, nonostante Natura Dolce dica abbiano "grandi dimensioni" io le trovo normali, di una grandezza giusta per un prodotto simile. Sono ben imbevute, senza esagerare, e la trama del tessuto è ad alveare. Il profumo è floreale, ma tutto sommato non particolarmente intenso.
Fino a qui avrete già potuto capire come mai promuovo questo prodotto: tessuto morbido, giusta quantità di siero, funzionalità del packaging, ma c'è anche l'efficacia del prodotto.


Natura Dolce Salviette struccanti opinioni

Secondo me queste salviette Natural Dolce sono pratiche e funzionali nel rimuovere almeno parte del make up e dei prodotti che abbiamo sul viso. Non posso dirvi che elimina il trucco più ostinato e waterproof che abbiate, però è sicuramente un modo veloce per detergere il viso, ad esempio la sera quando torniamo stanchi e l'unica cosa che pensiamo di fare e star lì a fare mille passaggi. Natura Dolce addirittura dice che 
detergono, struccano e idratano delicatamente ed efficacemente il viso viso, collo e occhi 
e non paghi di aver esagerato un tantino, aggiungono anche che non serve il risciacquo. Ora, come vi dicevo, per me queste salviette sono un ottimo primo step della detersione del viso, ed è vero che il siero non lascia una sgradevole sensazione magari appiccicosa, ma se no sciacquassi mi sembrerebbe di non completare al meglio la pulizia. 
Quindi sì promuovo le salviette Struccanti Natura Dolce, perché funzionano senza irritare la pelle e gli occhi, ma abbiate il buon senso di usarle con modo e logica.

INFO BOX
🔎 Acqua e sapone, Tigotà
💸 € 2.55
🏋25 salviettine
⏳ 6 Mesi
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Purobio Ultra Hydrating Lipbalm 

Purobio Ultra Hydratating Lipbalm

A dimostrazione che non ho nulla contro il brand, promuovo il balsamo labbra Purobio nella versione Ultra Hydrating. In realtà lo promuovo perché lo trovo valido a prescindere dalla mia antiwishlist. È un balsamo in stick dalla consistenza particolare, più cerosa che oleosa, ma per mio gusto comunque piacevole da tenere sulle labbra. Molti hanno lamentato il fatto che questi balsami labbra siano duri, tanto che l'azienda proprio quest'anno ha riformulato tutta la linea.

Purobio Ultra Hydratating Lipbalm  opinioni

Per me non sono sinceramente così duri, questo infatti è la vecchia versione; solo che, piuttosto che distribuire il prodotto in un'unica passata, servono due o tre passate affinché il Lip balm si sciolga con il calore delle labbra. Però nell'applicazione del balsamo, non mi ha dato la sensazione di tirare la pelle.

Purobio Ultra Hydratating Lipbalm opinioni

A me piace questa consistenza perché non risulta fastidiosa o appiccicosa sulle labbra, né crea quel fastidioso effetto sbrodoloso che possono fare i balsami labbra troppo morbidi. Inoltre il finish è opaco, per cui anche ai ragazzi che non amano l'effetto lucido può andare bene.
Purobio Cosmetics dice che l'Ultra Hydrating Lip Balm
È adatto a chi necessita di maggiore idratazione, per labbra screpolate e stressate.
E io lo promuovo perché riesce ad idratarmi le labbra ed a mantenerle morbide e protette, cosa che con il freddo e il vento invernale è ciò che più ricerco. Anche come trattamento notturno è un ottimo prodotto e resta a lungo sulle labbra. Non ho fatto cenno al sapore o all'odore perché, nonostante Purobio dica che profumi di camomilla, io sento l'odore delle materie prime che compongono il prodotto. 
Insomma mi è piaciuto, non fatemi scervellare ulteriormente in spiegazioni inutili.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria
💸 € 4.90
🏋 5 ml
⏳ 12 Mesi
🔬 CCPB - Cosmetici Biologici, NICKEL TESTED, Vegan OK
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

Come vi dicevo l'unico bocciato di questi due mesi è un prodotto che per certi aspetti è ottimo, ma per uno in particolare non fa affatto per me. 

Bioturm Shampoo Repair Nr.103

Bioturm Shampoo Repair Nr.103

È la prima volta che usavo un prodotto del brand tedesco Bioturm e ammetto anche che non l'ho acquistato io ma mi è stato ceduto. È uno shampoo dalla consistenza gellosa media, e un profumo particolare, sembra un agrumato alcolico, ma non mi pare ci sia alcool nell'INCI; comunque nulla di fastidioso. 
Comoda è anche la confezione col tappo a scatto e carino il disegno, che ricorda un tappeto  tipico Messicano. 
A contatto con l'acqua, o per meglio dire una volta diluito come faccio sempre, lo shampoo produce una bella schiuma, soffice che aiuta effettivamente il lavaggio.
Bioturm presenta questo prodotto come rivolto appunto ai capelli secchi, quindi in teoria perfetto per le mie esigenze ed aggiunge che 
Sostanze detergenti delicate assicurano una cura intensiva e un'eccellente pettinabilità e migliorano la struttura complessiva del capello. Estratto organico di fiori di tiglio e di avena biologica curano e proteggono i capelli. Fornisce morbidezza ai capelli secchi e con doppie punte
ed è vero perché dopo aver asciugato i capelli, anche senza l'utilizzo di un balsamo, questi risultano morbidi, tutto sommato disciplinati e non troppo annodati. Io che non ho dei capelli lunghi potrei pure saltare qualche volta il condizionante, per quanto applicarlo è comunque meglio.

recensione  shampoo bioturm

Ma questo shampoo Repair Bioturm mi secca il cuoio capelluto quasi subito, senza lavaggi chissà quanto reiterati nel tempo. Lo so che quella del cuoio capelluto sensibile è una problematica soggettiva, e che di conseguenza fa variare di netto la recensione di un prodotto che altrimenti sarebbe promosso, ma chi mi legge ed ha questa caratteristica potrà eventualmente farsi un'idea. Quindi a malincuore io lo boccio perché non è un problema su cui posso chiudere un occhio, voi se avete un cuoio capelluto meno reattivo e con capelli secchi o trattati potreste anche trovarlo gradevole.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria
💸 € 5.99
🏋 200ml
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 BDIH, Vegan
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Direi che per oggi vi ho ammorbato abbastanza per cui chiudo con i miei promossi e bocciati degli ultimi due mesi e con questo appuntamento ci vediamo il mese prossimo!




{Aggiornamento #77}
Certezze di carta

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Dicembre si porta dietro due cose che molti detestano: Natale e l'inverno. Io amo entrambi ma capisco chi fa fatica ad entrare nel mood di questo periodo.
Ma d'altronde ogni stagione ha i suoi alti e bassi, pro e contro che ognuno ha piacere di accogliere o riesce ad affrontare al meglio.
Io ad esempio riesco ad andare incontro con più tranquillità all'inverno rispetto che l'estate, lo sento mio, mi appartiene in ogni goccia di pioggia che cade, nel buio troppo presto della sera, nel freddo che pizzica sulle guance.

Così come Natale non mi causa più particolare ansia e stress. Faccio i regali alle persone che voglio io e ci penso per tempo, idem per quanto riguarda gli auguri, da anni evito le forzature, o al massimo le scavalco con una telefonata, possibilmente breve. Nessun esodo in entrata o in uscita. Nessuna gara all'acquisto all'ultimo minuto appunto, nessuna messa di Natale in chiesa a mezzanotte cercando di non cascare dal banco per il sonno, o peggio andarci al mattino dopo.


Certo, anche io traballo e non solo sui seggiolini della chiesa, anche io mi sento un po' il fiato sul collo, anzi tutta questa settimana mi è parsa una costante attesa di chissà cosa, probabilmente perché Natale vuol dire anno nuovo, e anno nuovo vuol dire che devi voltare pagina anche se hai paura di farlo.
Però quest'anno ho anche realizzato che sto bene come sto, al punto che non saprei cosa scrivere in una ipotetica letterina a Babbo Natale.

Certo, non tutto è perfetto, ma non mi manca nulla e non ho nulla da chiedere. Ho persino tirato fuori l'antiwishlist proprio per questo motivo. 
Eppure più volte mi sono chiesto se sia un bene, non avere desideri da esaudire nell'immediato, anche solo quelli che galleggiano più in superficie. Alla fine aspirare a qualcosa è pur sempre un motore che ci rende mobili, che ci fa andare avanti. E potrebbe essere preoccupante finire per rallentare, ma al momento non mi spiace affatto, e comunque conservo sempre qualcosa per me.

Ad esempio mi piacerebbe metterci nella letterina che vorrei viaggiare tanto, in lungo e in largo, e che mi accontenterei della economy class come Madonna. O magari con Madonna, con cui penso si possano fare belle chiacchierate.
Mi sarebbe piaciuto partecipare alla prima del Teatro alla Scala, e magari se avessi avuto l'assegno  mensile di mantenimento di Veronica Lario sarei anche riuscito ad andarci. In realtà fossi stato Veronica Lario avrei chiesto comunque qualcosa in meno, ma questo è un altro discorso. 
Certo, avessi potuto sognare in grande avrei incluso nella mia letterina anche una richiesta di matrimonio principesca, con tanto di brillocco, book fotografico, presentazione alla stampa e mi sarei fatto bastare anche cinque mesi per preparare il tutto. 
E ciao Kate, perché ti vogliamo bene, ma l'avercela fatta è un'altra cosa. 

In realtà ama me, ha scelto me e sposa me.


Mi sarei accontento anche di una proposta più diciamo formale, un po' meno fiabesca, ma più pratica e comunque d'effetto in una seduta parlamentare. 
Insomma avrei fatto prima a scrivere nella letterina a Babbo Natale di portarmi un altare, un prete e due fedi, e al resto ci avrei pensato io. 
Non mi sarebbe spiaciuto chiedere anche più onestà, più chiarezza, più sincerità fra noi che teniamo i remi della stessa barca. O anche solo la coerenza di eliminare l'inutilità, la superficialità, l'obbligatorietà di alcuni rapporti umani. 

Ma alla fine della fiera ho capito che forse ho imparato ad accontentarmi, ed in realtà l'ho sempre saputo fare. 
Il tag Il Natale del passato, del presente e del futuro di Riccardo de Il Bazar di Ricky, mi ha fatto ricordare che in realtà l'ho sempre saputo fare.

Ricordo ad esempio i Natali passati, quando da bambino alle recite a scuola avevo sempre il  ruolo del pastorello, con tanto di gilet peloso effetto finta pelle di pecora, e fascetta con i legni. Mai San Giuseppe, mai l'angelo o un re magio, sempre il pastore, che appariva giusto 30 secondi e poi ciao. Eppure mi andava bene, e in quasi tutte le foto sorridevo per il mio ruolo da allegro Peter.

Ricordo le letterine che realmente scrivevo, seppur con diffidenza perché già da piccolo avevo annusato che nessuno ti regala niente, a Babbo Natale; lettere che più che liste dei desideri facevano impallidire un biotestamento.

Immagine correlata
Io che scrivo la letterina a Babbo Natale

Lettere a cui però il più delle volte non ricevevo risposta, ché i tempi erano diversi e le nostre finanze pure. Oltre al fatto che i miei genitori non volevano viziarci più di quanto non facessero già i nostri zii e cugini. Ma andava bene comunque. 
Ricordo un albero di Natale che al confronto Spelacchio avrebbe fatto sfigurare tutti i 53 alberi della Casa Bianca, e con decorazioni dal vago sentore anni '70/80 da crisi epilettiche assicurate.
Ricordo i grandi pranzi e cene, quelli che non finivano mai, in cui tutti i posti a sedere erano occupati, anzi non erano mai abbastanza, e che quando si sparecchiava si continuava giocando a carte.

Nel Natale presente ho solo le ombre di quello che è stato una volta, molte abitudini sono state abbandonate anche per colpa di chi non si è impegnato a mantenerle. Però mi va bene così, perché nonostante non sia arrivata la pace più totale, sono riuscito più o meno a creare la festa come la desidero, senza obblighi o doveri da assolvere.
La mia è sempre stata una famiglia sgangherata con le sue tradizioni. Ad esempio non ho mai avuto l'abitudine di aprire tutti i regali il giorno di Natale, anche perché molti erano la bustarella che "te li do prima in caso vuoi comprarti qualcosa". 
Io dopo aver ricevuto la bustarella di zia.
Ma nonostante questo ho sempre apprezzato trascorrere le feste in famiglia (e non solo per i soldi), nella mia casa, e quando mi è capitato di non farlo, di passarle altrove, me ne sono pentito ed ho effettivamente perso un'occasione

Il Natale presente è anche ormai il compleanno di Pier(ef)fect, che quest'anno ha compiuto ben 6 anni e che forse rappresenta per me l'unico luogo in cui la mia costanza nelle cose ha avuto la sua realizzazione, e una bella abitudine a cui non posso più fare a meno

Al Natale del futuro non voglio pensarci, contravvenendo in pieno ad un'altra regola del Tag, ma per me l'unico tempo possibile è il presente, ed è già tanto che sia andato a frugare fra i pochi ricordi del passato. Probabilmente cambierò tutto, persino le mie scelte, o i miei desideri. Posso solo augurarmi che continui così, di avere la possibilità di scegliere con chi stare, cosa fare e cosa non fare, che in una bilancia delle rinunce, per me ha sempre la meglio. 
Ma posso pensare al prossimo futuro, a fra qualche giorno, e augurarvi Buon Natale, sperando che anche voi possiate avere l'opportunità di trascorrere questo giorni secondo i vostri desideri. 



A presto!


|P_laylist #12|
Nuove canzoni di Natale: il meglio del peggio per me 🎄

Anche quest'anno ho creato la mia compilation natalizia ma ho voluto raccogliere solo le novità di quest'anno. Potete dire addio a Mariah Carey e Michael Bublé!





Quando arriva il Natale, come due fenici dalle loro ceneri, riemergono i sempiterni Mariah Carey e Michael Bublé che con le loro canzoni spadroneggiano questa landa desolata. I due, insieme a pochi altri, molti dal passato, in rari casi contemporanei, hanno addobbato decenni di atmosfere natalizie diventando praticamente i baluardi delle festività. D'altronde la musica è una componente importante se vogliamo creare un po' di atmosfera natalizia, o magari cerchiamo di farla sbocciare in noi.
Ma oltre questi due divi americani, c'è molto altro musicalmente parlando e da un paio di anni a questa parte con le mie playlist cerco di scovare qualche brano diverso dalle classiche colonne sonore che sentiamo e risentiamo. Qui ad esempio trovate quella dell'anno scorso, che includeva Laura Pausini, Andra Day, Susan Boyle e tanto altro fino alla nostra Mina.


La Playlist natalizia del 2015 invece era, a rivederla, qualcosa che sfiorava quasi l'enciclopedico. 147 brani, che passavano dai classici cantati dai grandi del passato come Ella Fitzgerald per arrivare ad Andrea Bocelli e finire al pop più balengo.


Tutte queste playlist le trovate su Spotify che, oltre ad essere lo streaming legale per eccellenza, è anche gratuito, ma soprattutto se lo scaricate sul pc, è molto comodo perché trovate meno pubblicità rispetto alla applicazione smartphone e vi potete muovere più liberamente fra i brani senza limiti di canzoni da saltare e potendo andare anche indietro. Insomma secondo me è una figata e credo che in pochi lo conoscano o lo sfruttino.

Comunque se gli altri anni ho mixato un po' di epoche storiche, questa volta mi son concentrato sulle nuove canzoni di Natale e sugli album usciti proprio in questo 2017.
Ovviamente quando si parla di musica delle feste un po' difficile che si tratti di pezzi completamente inediti, ma sono più spesso delle rivisitazioni dei classici. In questo senso ho trovato piacevole ad esempio l'album di Paola Iezzi, A Merry Little Christmas, pubblicato agli inizi di Dicembre.


Sì, proprio lei, quella di Paola e Chiara. Che le due si siano divise non è una novità, nemmeno che Paola abbia continuato con la musica. Questo A Merry Little Christmas però è stato una piccola sorpresa (anche perché senza offesa per nessuno, ma non ho seguito il percorso discografico di Paola Iezzi). È un album intimista, delicato, in cui la cantante rivede alcuni dei brani classici del Natale e li canta con modo suadente e dolce.
Per i miei gusti ascoltare tutto l'album per intero, brano dopo brano, è un po' troppo soporifero, sarò strano io che a Natale voglio anche un po' di brio e di ritmo, però la stessa Iezzi ha detto che lo voleva così e quindi chi sono io per contraddirla?
Nella mia playlist ho messo la sua versione di Last Christmas, che ho trovato molto carina.


Ma ne ho salvate anche diverse altre come Have Youself a Merry Little Christmas o Santa Clous is coming to town, perché ripeto, l'album non ha nulla che non va, punta sulla semplicità, su suoni puliti, su basi con pochi strumenti cosa che non mi dispiace, se presa a piccoli morsi.


Sempre restando in Italia ho scoperto anche altri album di Natale, più o meno riusciti.
Mi è piaciuto, seppur anche qui a piccole dosi, l'album jazz di Fabrizio Bosso e il suo "Quartet" che ha suonato diversi dei classici della musica natalizia all'interno del suo Merry Christmas Baby, uscito il 24 Novembre. A me piace e trovo azzeccato il genere con l'atmosfera natalizia, ma mi rendo conto di sconfinare in un campo che può piacere a pochi, anche perché è solo jazz appunto, fra i 12 brani solo alcuni pezzi sono cantati, ma quasi tutti solamente strumentali.


Però l'album può essere un bel regalo da fare ad un appassionato e con poco più di 12 euro ve lo portate a casa da Amazon. Qui vi ho lasciato un bel brano cantato con l'ex Amica di Maria Karima Ammar, ma un'altra voce presente è quella di Walter Ricci, anch'egli cantante jazz, ma che io, ignorante come una capra, non conoscevo. 

Altro album a mio avviso riuscito è quello di un altro ex amico di Maria de Filippi, cioè Sergio Sylvestre, che si muove anche lui su un mood jazz nel suo Big Christmas, uscito il 17 Novembre. 


Sergio Sylvestre secondo me ha creato un bell'album, non solo adatto alle sue corde, ma anche piacevole da sentire nella sua interezza. Inoltre, accanto a pezzi più tipici del Natale, ha coverizzato anche brani che con l'atmosfera delle feste stanno bene, spingendosi più verso il gospel come ad esempio in Oh Happy Day e I Will Follow Him.


Ma anche la sua Hallelujah è emozionante e l'ho voluta inserire nella playlist. Sul canale Youtube di Sergio trovate tutti gli undici brani compresi in Big Christmas, quindi non avete nemmeno lo sbattone di dover scaricare Spotify.


Se fino ad ora ci siamo mantenuti più sul soft, su queste musiche comunque più calde e avvolgenti, a dare un po' di frizzantezza alla mia P_laylist Christmas Edition ci pensa Giuliano Palma che porta lo swing sotto l'albero di Natale con il suo nuovo album intitolato Happy Christmas.

Risultati immagini per Giuliano Palma Happy Christmas

Il rischio di cadere nel kitsch era alto, ma alla fine della fiera il risultato non è affatto male. Anche Giuliano Palma ha succhiato dal repertorio di brani più o meno classici e li ha rifatti nel suo genere, con un animo giocoso e con il suo stile, e in verità, a parte qualche canzone che avrei evitato, ho ascoltato l'album con piacere anche almeno non ci fa addormentare in piena ipertrigliceridemia con lo zucchero a velo del pandoro ancora sulla maglia. 


Lui stesso ha detto che Happy Christmas è il suo modo per dare un po' di vita all'angoscia che prova a Natale, a quella malinconia che colpisce un po' tutti, e penso sia riuscito nell'intento.
Ho apprezzato persino la sua All I want for Christmas, ed ho detto tutto.


Forse mi spiace che non abbia fatto nulla in italiano. Comunque sul suo canale Youtube trovate praticamente tutti i brani di Happy Christmas.

Probabilmente a quest'ora starete esclamando anche parolacce pensando che tutto sommato ce la siamo cavati bene in Italia, magari non brillando in originalità e non riuscendo comunque a spiccare il volo sopra la sora Mariah, ma comunque senza danni. E invece, come quegli zii che arrivano al pranzo di Natale all'ultimo minuto, magari senza invito, e che ti costringono a stare stretto a tavola tutto il tempo, è arrivato Christian De Sica con il suo Merry Christian.


Capisco l'intento caciaroneggiante dell'album, ovviamente da De Sica non mi aspettavo altro, e sono sicuro che gli amanti del trash sapranno apprezzare questa chicca di album, con ben 11 brani di cui alcuni tradotti dall'inglese, ma a me sinceramente è sembrato troppo. Ovviamente visto che ormai il trash era servito ho inserito nella playlist due brani da questo Merry Christian, fra cui il brano White Christian


Sì, avete letto bene, non ho sbagliato a scrivere, si intitola proprio White CHRISTIAN. Da ascoltare fino alla fine per la sua chiusa severa ma giusta.

Ma voliamo in America dove la situazione all'apparenza non è propriamente più rosea. Uno dei nuovi album natalizi che probabilmente conoscerete anche voi è quello di Sia intitolato Everyday is Christmas, uscito il 17 Novembre di quest'anno.

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L'idea era pure carina perché Sia ha scritto ben 10 canzoni natalizie totalmente inedite quindi già per questo meriterebbe un punto in più. Anche il concetto di voler creare dei brani attuali, con delle sonorità più moderne, poteva essere una carta vincente. 


Poi però a sentire i brani c'è qualcosa che stona. Vuoi la voce di Sia, vuoi l'arrangiamento, ma è difficile per me ascoltare tutto l'album e apprezzarlo. Ho salvato giusto quattro brani e li ho messi in playlist, fra cui appunto la malinconica Everyday is Christmas e la più allegra Ho Ho Ho.


Tra l'altro su canale SiaVevo trovate tutti i brani e alcuni hanno anche video in stop motion molto carini, però no, mi spiace, Everyday is Christmas non mi ha fatto innamorare.

Mi sono trovato più o meno nelle stesse condizioni quando ho ascoltato Patti LaBelle Presents: Home for the Holidays with Friends, l'album natalizio di Patti LaBelle.

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Probabilmente da noi in Italia l'album non ha avuto alcuna attenzione e un po' capisco perché. Alla fine si tratta di una raccolta di brani in cui la padrona di casa, appunto Patti LaBelle, fa qualche apparizione, ma su 13 brani solo 4 sono cantati in esclusiva da lei. E per fortuna direi perché se conoscete la cantante saprete che ci tiene particolarmente a lanciare acuti che fanno crepare lo strato di ozono attorno alla terra. 


Da tutto l'album io ho salvato in playlist solo quattro brani, di cui sono uno cantato anche da Patti LaBelle, e questo vi fa capire le mie impressioni generali. Però per aggiungere qualche versione diversa dei classici delle feste non è poi così da buttare.

Una sorpresa invece è stato l'album natalizio di Gwen Stefani intitolato You Make It Feel Like Christmas, pubblicato addirittura ad Ottobre, che temevo fosse una poracciata, e invece lungo 13 brani, un po' classici, un po' inediti, mi è parso un bel progetto. 


Io pensavo sinceramente che la sua voce non si sposasse bene con questo genere e con lo stile del Natale, e invece mi son trovato ad ascoltare un album piacevole, ricco e vario, non solo nei generi, e quindi nel ritmo, ma anche nella scelta dei brani. 


Si passa dalla più movimentata Jingle Bells, fino alla ballatona inedita When I was a little girl, alla più suadente Santa baby, per finire con la malinconica Christmas Eve, brano originale scritto per l'album.


Insomma Gwen Stefani non si è fatta mancare nulla, e, seppur non superiamo la stoicità di Mariah Carey, comunque You Make It Feel Like Christmas è secondo me un album molto carino. Purtroppo su Youtube non sono presenti tutte le canzoni per cui vi tocca cercare su Spotify. 

E sempre su Spotify si trova disponibile una playlist natalizia intitolata appunto Spotify Singles: Christmas, una sorta di unplugged in cui alcuni dei cantanti del panorama musicale pop attuale hanno registrato appositamente per il servizio di streaming dei brani, quasi tutte cover dei classici di Natale. 


Sinceramente molti artisti fra questi non li ho mai sentiti né visti, però alcuni brani mi hanno colpito. Ad esempio mi è piaciuta stranamente tanto, al punto che l'ho aggiunta alla mia playlist, la cover di Sam Smith di River, brano del 1971 cantato da Joni Mitchell. Inoltre ho aggiunto una canzone inedita di Kelly Clarckson intitolata Christmas Eve, che mi è piaciuta sin da subito per la bella carica che dà. 
Qui trovate tutte queste e molte altre fra le nuove canzoni che ho incluso nella mia P_laylist di Natale


Fatemi sapere se vi piacciono queste novità, cosa vi attira e qual è la musica delle vostre feste. Alla fine anche il silenzio non è mica male.
A presto.




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