P_laylist #2

Pier, ma ora che non vai più in facoltà e sei chiuso in casa con l'ascella pezzata, ascolti ancora musica?
Si.
Continuo a vivere come si confà a tutte le creature viventi.
E quindi ascolto anche musica, ovviamente in misura diversa rispetto al solito, ovviamente appena posso.
Indi per cui ribeccatevi questa rubrichetta con la musica che mi frulla per l'area di associazione uditiva del mio cervello.
Scoperta musicale, non tanto per una singola canzone, ma in quanto artista, è Leah McFall.
Chi cazz'è Leah McFall?
Leah McFall, benchè sembri una vetusta madre di famiglia, è una mia coetanea inglese che in questo momento è concorrente, data per favorita, a The Voice UK, ma pare avesse già un canale Youtube.
Ho trovato questa sfilza di performance in un unico video.
Una bellissima voce, un po' Jessie J, un po' Duffy, un po' Christina Aguilera, con la quale riarrangia, trasforma, personalizza qualsiasi pezzo. Dicono abbia 5 ottave ma non le ho sentite ancora.
Comunque a sorprendermi è stata soprattutto l'intensità delle sue interpretazioni. 
La sua voce ha sempre un velo di malinconia, una certa espressività che ti arriva e ti emoziona, pur senza sgozzamenti di pecore in scena o lanci di dinamitardi sul pubblico come farebbero certe puttanpop.

Anche mia sorella, che in genere ripudia la mia musica temendo siano arpie a cui stanno strappando le ali per via degli acuti, ha apprezzato.
E poi, non da ultimo, ci vuole coraggio a mettersi dei pantaloni bianchi a strisce orizzontali quando hai cotanta abbondanza sui fianchi.
Brava.

[EDIT]: come giustamente mi fa notare Maris il video è stato reso privato, vi metto qui il link ad una compilation simile.

Elhaida Dani - Nessun dolore / Margherita


Restiamo in tema The Voice con Elhaida Dani, vincitrice della prima, e speriamo unica se deve condurla di nuovo Fabio Troiano, edizione del programma in Italia.
Il singolo che le ha appioppato Cocciante non mi piace proprio per niente, però questa versione di Nessun dolore mi da la carica, e poi lei non è affatto male.
Anche in Margherita mi piace, e mi potrebbe piacere di più se Riccardino non si sentisse male ad ogni nota.
Ho sentito che sono state fatte accuse razziste contro di lei in quanto albanese.
Ora, che una ragazza di origine straniera vinca un programma in cui cercano "la voce d'Italia" suona un po' strano, ma d'altronde lei vive ormai da anni qui, l'abbiamo votata noi, e d'altronde gli altri non erano 'ste ugole d'oro. Quindi, please, stop being so purciari.

Angela - Quella Parola
No, non ho passato l'intero inverno a guardare reality e talent, ma questa amica di Maria, con questa canzone un po' insulsa e che olezza di plagio, mi è entrata in mente al punto tale che, non ricordando chi la cantasse, sono andato a cercare gli inediti di tutti i ragazzi. Un distillato di masochismo.
Ok, mi ha colpito in particolare il ritornello, però bon, è ascoltabile.

Ariana Grande ft. Mac Miller - The Way
Giovane e capace puttanpop, Ariana - sì, ha origini italiane - mi ha colpito fin da subito.
La canzone è un pezzo leggero, estivo, non una hit storica, ma si ascolta con piacere e mette un po' di brio in queste giornate afose e unticce. Poi live è ancora più piacevole.
Lei è una piccola Mariah Carey deambulante venuta fuori da qualche babytalent show, e proprio per questa somiglianza con la più anziana Diva, ha scatenato le ire dei lambs.
Ma dico, ispirarsi a qualcuno che sappia cantare è un reato?
E a 19 anni, che deve fare una ragazza per essere considerata una brava cantante ?
Dubbi mi assalgono, ma non darò adito ai miei neuroni di sudare.
Io vi saluto, e vi aspetto alla prossima!

E voi, come rinfrescate i vostri timpani dall'arsura di Ade?

As You should be kissed

If I kiss You it is not only your mouth
not only your navel
not only your lap which I kiss
I kiss also your questions and your desires
I kiss Your thinking
your doubts
and Your courage
your love to me
and Your freedom of me
Your foot came
and that goes away again
I kiss You
who You are
and who You will be tomorrow and later
and if my time is over.

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso


Erich Fried


Premi a nastro

Salve cari amici telespettatori.
Siccome che sono sbadato, non ho mai tempo, concentrazione, c'è crisi, non ci sono più le mezze stagioni, ho sonno e cazzivari mi son perso di ringraziare per alcuni premi ricevuti davvero davvero mesi fa.
E dopo lunghe consultazioni su Twitter con la cara Amarillys, sono giunto a conclusione che sarebbe stato corretto, perchè è sempre un piacere, e più pratico, perchè facevo prima, fare un unico post con i premi più arretrati per dire grazie a tutti coloro che mi hanno pensato.
Stravolgerò un po' le regole, mischierò le carte in tavola, farò un casino, ma chissene, è un gioco.
In ordine sparso ringrazio Sara di Le Divagazioni di una Fatina Arancione per il Premio Dardos.


“ll premio Dardos è un riconoscimento creato nel 2008 dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade che lo attribuì a 15 blog da lui selezionati. Da allora il premio si è diffuso e si sta diffondendo in tutto il mondo. Questo premio è il riconoscimento ad ogni blogger per il suo impegno a trasmettere valori culturali, etici, letterari e personali." 
Grazie mille cara! Un bacio.
Tocca poi ai cari Dr.Jekyll e Miss Hyde, di Il sussurro delle muse che mi omaggiano del Boomstick Award.

"perché è una persona genuina, e i suoi post riescono a farti riflettere su tante cose, e perché poi ci piace farci un po' dei fatti suoi eheheheh :)"
Mischini, non sanno ciò che dicono.
E sempre loro due mi conferiscono il Premio UNIA, a sfondo letterario.
Via la grafica con le domande che gli imbianchini mi combinano qualche guaio.
1. Qual è il primo libro che hai letto in assoluto?
Credo La gabbianella e il gatto alle elementari. Ma ricordo anche un libro in cui, sfogliandolo velocemente, dei disegni a fondo pagina riproducevano un cartone animato. L'ho consumato. Ma non ricordo la casa editrice e il nome.
2. Hai mai fatto un sogno ispirato ad un libro che hai letto? Se sì, racconta.
Credo di no. Se sì, non lo ricordo.
3. Qual è la prima cosa che ti colpisce in un libro? La copertina, la trama o il titolo?
Se me lo suggeriscono la trama e il titolo, se sono in libreria la copertina.
4. Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio?
Credo di sì. Certo, non mi son messo a frignare nemmeno fossero finiti i gelati in freezer, ma mi ero immedesimato.
5. Qual è il tuo genere preferito?
In genere i thriller, quelli che ti tengono attaccato fino ad avere spasmi alle palpebre. Ma anche una lettura che ti emozioni, ti faccia riflettere è ben accetta.
6. Hai mai incontrato uno scrittore?
Sì, ma mai nessuno che meritasse di essere incontrato.
7. Posta un'immagine che rappresenta per te la lettura.
I libri sono come un vortice. Ti risucchiano e ti permettono di conoscere storie che non immagini, di visitare luoghi che non conosci e vivere vite che non vivresti forse mai.
Ti trasportano in un sogno, spesso il tuo, a volte in quello di un altro.
Dulcis in fundo non poteva mancare il tag degli altri blogger.
Ho pensato di scegliere un po' di gente, che a sua volta può decidere se accettare uno dei premi, tutti e tre o nessuno dei tre mandandomi amabilmente a friggere banane a Cuba.
Insomma fate un po' come vi pare.
Dico quindi

Rory di La Rockeuse,
Maris di Cara Lilli...,
Erika di A New Me,
MikiMoz di Moz O' Clock,
C. di Love Is...,
Mareva di mizpah,
Patalice di Te lo dice Patalice,
Siboney2046 di Diario di un'ex stacanovista,
Aleja B. di Unlock your creativity.

Questi sono SOLO ALCUNI dei nomi di bellaggente che mi saltano in mente adesso, bellaggente che ho piacere di leggere e che mi danno ispirazione. 
Non è necessario un post, non è necessario accettare o ricaricarmi la Paypal. 
Sono nomi fatti con piacere e per ricordarvi che anche se sono meno presente vi seguo sempre.
Pongo fine al momento C'è posta per te, vi mando un bacio e ci sentiamo presto!


Aggiornamento #14

E latito, latito, latito come se fosse l'unica forma verbale che sia in grado di coniugare.
Ma quanto latito da zero a Totò Riina?
Coglioneggiamenti a parte, abbiate pietà.
Sono tempi duri. 
Avevo promesso a me stesso di scrivere più spesso post di aggiornamento, ma non ci si riesce mica. Senza contare che non ho l'agenda di Kim Kardashian e quindi vi annoierei.
Ormai come saprete, anche se molti al nord stentano a crederlo, l'estate è alle porte.
Togliamoci subito l'argomento meteo di mezzo: qui il clima è stabile come la sobrietà di Lindsay Lohan.
Un giorno un sole splendente ci avvolge con i suoi 25 gradi, che ti pare di essere in California ad agosto, e il giorno dopo nuvoloni grigi imperversano nei cieli, la temperatura tocca i 14 gradi ed è subito Giusy Ferreri con Novembre.
Ho pure le labbra screpolate, che meh, vi pare possibile a giugno?!
Comunque se per coloro che sono fuggiti alle Bahamas alcuni "estate" vuol dire mojito sulla spiaggia e sessioni di limonaggio very strong, noi giuovani studenti conosciamo un'unica sessione: quella degli esami estivi.
E quindi anche io mi ritrovo giù chino al pc, per portare a casa almeno un paio di materie.
Che la gobba leopardiana sia con me e con il mio spirito.
Che poi mi son sempre chiesto se per far stare Giacomo nella bara l'abbiano messo su di un fianco. 
Dettagli macabri a parte, casa mia ovviamente non è nota per essere il tempio del silenzio. Il periodo infatti è stato ben turbolento per svariate ragioni, alcune serie, altre solo rompiballe.
Molte, per fortuna sono state superate, altre ancora no, ma bòn. 
Ora non sto qui a raccontarvi di un mese o più fa, e di quanto, ad esempio, mi sia dovuto svenare per un accumulo di scadenze di tasse da pagare che mi hanno fatto temere dovessi vendere via internet una cornea ad un giapponese. 
Vi basterà sapere che casa mia è ancora in cantiere. E già, ancora lavori in corso.
Questo è uno dei motivi per cui non ho avuto molto tempo per scrivere, nè per leggere i vostri blog in maniera costante. 
Nulla di drastico, solo questione di tinteggiare un paio di stanze, ed eliminare la carta da parati, vecchio retaggio dei fulgenti anni '70. 
Ovviamente, che ve lo dico a fare, i colori li ho scelti io.
Comunque so che nelle vostre teste sta riecheggiando la domanda
Ma gli imbianchini sono almeno fighi?
La risposta è no.
Sono entrambi sessantenni. 
Uno sembra Mastro Lindo ristretto dopo un lavaggio sbagliato, l'altro il fratello giovane di Giovanni Rana.
Almeno sono silenziosi e disponibili, ma fumano che nemmeno i tombini a New York.
E che ve lo ridico a fare, i lavori ci hanno reso profughi nella nostra stessa casa.
Sepolti in casa ci sembra quasi un'esposizione al Louvre. 
( Al momento sono seduto sul letto dei miei traslato in malo modo in sala da pranzo, con il pc sul loro comodino, per esempio.)
Oltretutto anche la linea ADSL si è messa d'impegno per farmi venire un'orticaria, quindi anche per questo non vi ho potuto leggere.
E sono di nuovo a dieta, l'apostrofo rosa fra le parole "ho il sedere grasso" e "non mi entra quel costume".
Nessuna delle due affermazioni è vera #credici, ma sono più motivato di prima.
Anzi, se vi può interessare, vi faccio pure un post da ignorante con la sindrome del culo pesante quale sono, con ciò che faccio e che non faccio, ma soprattutto per sostenerci a vicenda ed applaudirci al primo mese di astinenza da Nutella.
Ho già stretto la cinta di un buco, dico solo questo.
E, ok, il mega aperitivo di ieri sera non vale, è solo uno strappo per rendere la regola più sopportabile.
Giugno è iniziato in maniera positiva, con un po' di ripresa umorale, dopo un Maggio in cui mi sarei sbattuto volutamente i mignoli dei piedi contro gli stipiti pur di svegliarmi dal loop, per dire.
Alla fine si va comunque avanti, ci sono così tante cose, belle e brutte, da vivere che non puoi fermarti. La cosa che mi fa sorridere è che muoversi seguendo sempre il proprio istinto, darsi, crederci, e come dico sempre, provarci, non ti lascia sensi di colpa e ti da molta forza.
Poi sta alla coscienza altrui, questa sconosciuta, fare il resto.
Io magari non sarò perfetto, non avrò cinque lauree, piani di conquista del mondo a breve termine, mi perderò in futilità e sarò un ritardatario cronico, ma non smetterò mai di cercare il meglio, costruirlo se serve, e donarlo a chi lo merita.
E poi...


Ma voi pulzelli che mi raccontate di bello? Avete impugnato le infradito e state scappando in spiaggia o avete riesumato i maglioni in cachemire che già puzzavano di naftalina?
Vi abbraccio e spero di poter essere presto più disponibile.

L'amore è imperfetto (2012)

E questa recensione è in ritardo.
Non fa una grinza.
Buonasera boys and girls.
Da tempo cercavo questo film vista la tematica, peccato che al multisala delle mie parti è durato il tempo di finire un pacchetto di popcorn, e non arrivai a vederlo.
L'attesa e la curiosità avevano quindi fomentato certe aspettative, anche perchè io le recensioni mica le leggo, troppa fatica. 
Così, più di due settimane fa - ve l'ho detto che sono in ritardo- ho visto L'amore è imperfetto.

Elena, 35enne, editrice, è una ragazza tendenzialmente irrisolta. Una teen ager rinchiusa nel corpo di una donna emotivamente confusa, in attesa che il principe azzurro la venga a salvare. 
In un botta e risposta tra passato e presente, vedremo la protagonista trasformarsi da condannata alla decapitazione, a boia per lo stesso reato. 
Siamo nel 2004 quando Elena scoprirà che colui che considerava l'uomo perfetto, in realtà ha una relazione omosessuale parallela, e il suo mondo si sgretolerà. Tuttavia i due saranno legati indissolubilmente.
Ci ritroviamo così nel 2012 e sarà la stessa Elena, questa volta, ad abbandonarsi ad una passione adolescenziale con la giovanissima Adriana, pur tenendo in caldo il maturo Ettore.
Il film racconta la storia, poco interessante a mio avviso, di una donna insicura, indecisa, paranoica e nevrotica, che non ha imparato dagli errori vissuti, passati e subiti e che ancora non ha la maturità di prendere scelte importanti e definitive per la sua stessa vita. La trama sfiora, nemmeno avesse paura di romperle, tematiche importanti come l'omosessualità ed il coming out, ma le lascia andare nell'esatto momento in cui queste potrebbero dare una svolta alla storia.
Quasi tutti i personaggi vengono decontestualizzati dalla loro stessa esistenza, come se la loro vita fosse solo funzionale al tempo del racconto; alcuni di essi vengono solo abbozzati e altri finiranno in secondo piano lungo la trama.
Insomma, col senno di poi, avrei preferito vedere 92 minuti degli addominali di Giulio Berruti.

Voto 6-

P_laylist #1

I don't know anything about Music. In my line you don't have to.
Elvis Presley

E se lo dice lui, possiamo crederci.
Con le parole di una delle star della musica forse più famose e più pacchiane e laccate al mondo, do inizio ad una nuova rubrica.
Esultiamo.

Mi sono reso conto che la parte musicale del mio blog stava inaridendo dalla mancanza di novità rilevanti, e così, dopo lunghe riflessioni (ma dde ché ?!) ho deciso di portare aria nuova in cucina.
Io scandisco ogni istante con la musica e quando non ho modo sentirla e non voglio stare ad ascoltare il mondo, nella mia testa inizia a suonare l'ultima canzone sentita.
Internatemi.
In queste ultime settimane poi, il pellegrinaggio verso la mia facoltà, percorso costellato di imbottigliamenti nel traffico ed anziani ingombranti che ti tengono alle loro spalle nemmeno ne fossi il bodyguard camminando a folle in salita, richiede un passatempo che ti distragga e ti mantenga sveglio.
Comunque voglio che questa baracca mi rispecchi, indi per cui non posso lasciare languire l'etichetta Musica.
So che starete facendo un'espressione simile a questa

ma grazie a qualche FAQ dissiperò ogni vostro dubbio.
  • So che il titolo non è dei migliori. Non avevo altre idee, accontentatevi.
  • La frase paracula con cui iniziato serve proprio a dire che ciò che pubblicherò sarà di mio gusto, per cui fottesega se a qualcuno non dovesse piacere.
    Lo scopo di tutta 'sta manfrina è condividere, e magari scambiare, un po' di idee musicali, novità, notizie. Ognuno ha le proprie idee e io tengo strette le mie.
  • La rubrica non avrà cadenze settimanali o mensili o con una qualunque forma di periodicità.
    Ok, a priori tento di dare la giusta distanza nella ciclicità dei post, ma non sempre ce la si fa!
  • Non sarà una continua compilation dei successi di Christina Aguilera.
    Capisco lo sconforto, ma tant'è.
    Sono una brutta persona.
Here I go.

Sia - Kill and Run
Ogni volta che sento un pezzo di Sia mi stupisco di come la sua voce riesca a compenetrare la musica, si fonde bene, ma quando vuole sa staccarsi da questa unione.
Il pezzo qui su è una ballad lenta e sensuale, ma per nulla leggera. 
Dalla soundtrack de Il Grande Gatsby, recuperatela in qualche modo se potete.
Watching the sequence of sounds coming out of your mouth
But the snow is too loud
Follow the hands as they move
Trying to make out your mould
But your brain doesn't want to
Will.I.Am - Bang Bang 
Mixa una base tamarra al Charleston e mi conquisti che nemmeno con 20 kg di profiteroles alla crema. Peccato per un video che non da luce al pezzo. Sempre dalla colonna sonora del film sopracitato.
I love her, can’t leave her,
Forever I’ll always need her,
She lie, but I believe her,
Lovesick I got that fever.
Love stupid, I know it,
Love stupid, I know it,
I know, cause I’m a fool in love.
Nesli - Respiro (Acustico)
Non conoscevo Nesli. Del tipo che non sapevo nemmeno che faccia avesse.
Avevo sentito La Fine, sia da lui che coverata da Tiziano Ferro, ma bòn.
Poi un giorno Miguel Bosè spuntò ad Amici con questo chiodo ossigenato e tutti lì a nominarlo. Al che mi son ritrovato a cercare qualcosa da ascoltare che gli appartenesse. Non amo il rap o l'hiphop, ma per fortuna ho trovato un pezzo chitarra- voce che mi ha sorpreso.
saranno gli occhi del cielo a non lasciarmi mai
a darmi quello che tu non mi hai dato mai
saranno i sorrisi degli altri quelli che non ti aspetti
a non farti sentire i tuoi difetti
saranno i raggi del sole
in qualunque direzione a illuminare l’Italia
saranno gli applausi a colmare quel vuoti
che poi se ci pensi resta ancora più vuoto
Christina Aguilera - The Right Man
Ok, avevo detto di non mettere sue canzoni, ma sentitela. E' un brano del 2006 ricicciato fuori nel mio iPod. 
E' potente, è emotivo ma rivela una malinconia profonda che ti coinvolge.
E poi come caspita fa una alta un metro ed un ciglio a cantare così?
E perchè se ci provo io, che posso essere la sua custodia, l'unica cosa che esce fuori è un gracchiato?
Odio.

Thoughts racing fast through my mind
As I'm gazing down the aisle
That my future will mend the memories
Torn between father and child

My emotions overload
'Cause there is no hand to hold
There's no shoulder here to lean on
I'm walking all on my own
Cary Brothers - Blue Eyes
Scoperta per caso e conservata con gelosia. Ho ritrovato un suo pezzo in una puntata di The Vampire Diaries ed è partita una ricerca nei meandri della sua discografia. E' venuto fuori questa canzone, dolcissima e non mi interessava altro.
Fess it up, dot on the palm of your hand
I can help you to stand
Saved it up for this dance
Tell me all the things you can
I just wanna sing a song with you
I just wanna be the one that's true
E pongo fine qui a questa nuova serie di post sperando che sia il primo di una serie ricca e fruttuosa. Fatemi sapere se l'idea vi piace o se me la stroncata di netto a colpi di ascia in pieno stile Jack Nicholson in Shining.
Mi scuso per l'assenza ma in questi giorni fra carenza di tempo e carenza di bisogno non ho avuto granchè modo di scrivere. Ritorno eh, ma non c'è fretta.
Un bacione!

Harold e Maude (1971)

Erano secoli che C. ci tormentava con questo film e finalmente, ieri sera, siamo caduti nel trappolone e abbiamo visto Harold e Maude.
Harold è un giovanotto ricco e annoiato che, per sfuggire - ma al tempo stesso attirare - le attenzioni di una madre iperprotettiva, egoista e maniaca del controllo, ha l'hobby di inscenare il proprio suicidio, in maniera sempre diversa e truculenta.
Altro hobby è quello di prendere parte ai funerali di perfetti sconosciuti.
Proprio a uno di questi funerali incontrerà Maude, arzilla ed eccentrica nonnetta alla soglia degli 80 anni, con un passato da anarchica, che ha deciso di vivere i suoi ultimi giorni godendosi la vita e tutte le sfumature che questa riesce ad offrirle.
Fra i due nasce una forte amicizia che trasformerà una storia a quattro mani, in un assolo.
Maude, infatti, ruberà la scena per insegnare al giovane i piaceri della vita e del mondo, gli spiegherà le fasi evolutive e lo condurrà verso nuove esperienze, anche quella dell'amore.
Cercando di volare su una narrazione favolistica, il film pecca nella tematica che, anche se collocata nella sua epoca, risulta poco innovativa. Già Il Laureato, del 1967, per certi aspetti ci aveva regalato, con dinamiche e fini ovviamente diversi, il rapporto fra un giovane ed una donna matura.
Harold si dimostrerà una figura inutile all'economia del film. Un ragazzo incapace di imporsi se non con manifestazioni inutilmente provocatorie e fuoriluogo. Incapace di vivere, in un circolo continuo di inscenati finti suicidi che sottolineano il suo piglio da bizzarro sociopatico.
Sarà Maude a dare tridimensionalità al racconto. Un personaggio particolare ma vivo, ispirante per certi aspetti. Tuttavia la sua continua sottolineatura dell'ineluttabilità della vita e del suo circolo naturale non farà altro che annacquare il senso di un mistero e di un messaggio così grande. 

Contraddittoria con sé stessa, finirà per seguire la sua coerenza, caratteristica da lei stessa criticata negli uomini, decidendo di porre fine alla sua vita il giorno del suo ottantesimo compleanno. 
Contraddittoria con sé stessa nel porre fine ad una vita, lei che del vivere fino alla fine, ne ha fatto un motto.
Matura, ma non al punto tale da capire di stare illudendo un giovane acerbo e inesperto.
Personaggi irrisolti per una storia che non insegna nulla di nuovo.
Come si dice dalle mie parti, la vecchia aveva cento anni, ed ancora non aveva imparato.

Voto 5

Non scordiamoci da dove siamo venuti.

C'è chi lo è stato, per poi esserlo ancora e ancora.
C'è chi è destinato ad esserlo dalla nascita, con un istinto più forte della propria stessa sopravvivenza.
C'è chi l'ha desiderato così forte da diventarlo.
E chi l'ha desiderato troppo da non riuscire ad esserlo.
C'è chi non ha potuto.
Chi ha voluto, e non lo è stato.
E chi non ha voluto, ma è stato costretto ad esserlo.
C'è un po' di mamma nel cuore di tutte le donne.
E non importa se alcuni di questi cuori sono corrotti.
Continueranno a battere nella memoria.
Auguri.



La Poraccitudine #13

Buongiorno!
Avrei voluto proseguire la pausa da La Poraccitudine vista l'overdose a cui vi ho sottoposti con Sanremo.
Ma lei è lì, pulsante come la vena sulla fronte di Marco Mengoni mentre canta.
Anche in playback. 
E il richiamo della rete e delle sue amenità è troppo forte per poter attendere.
Notizia abbastanza recente è quella di una nuova invenzione della Durex.
Il noto marchio, che voi vecchi volponi con una vita sessuale conoscerete meglio di me, ha avuto la brillante idea di creare degli indumenti che potessero aiutare le relazioni a distanza.
In pratica la Durex ha creato questa linea di biancheria intima, chiamata Durex Fundawear, che, collegata ad un' applicazione per smartphone, vibra in punti che dovrebbero essere erogeni.
E la stessa azienda ha immaginato il suo utilizzo così.
Lei, bella ragazza, probabilmente di ritorno da un safari in Congo, vista l'abbronzatura color legno di rovere, con i segni del costume che ti farebbero calare la libido anche se di nome fai Rocco e di cognome fai Siffredi, chiama lui tramite Skype.
Lui, bel tipo, palestratino, ma con la faccia da cretino e il baffetto da Dartagnan, le risponde come farebbe qualsiasi 16enne ormonoso che potrebbe far parte di una qualunque serie di Glee.
E con la passione di due arzilli nonnetti sposati da 60 anni e con la scusa che non si vedono dalla comunione del fratello di lei (ok, questo non è del tutto vero), i nostri fascinosi protagonisti impugnano il cellulare e iniziano a sfregare compulsivamente sullo schermo come se stessero giocando con il campione mondiale di Ruzzle.
Lei inizia a sbattersi nemmeno stesse pogando al concerto dei Van Halen.
Lui nulla. 
Calma piatta. 
Stesso encefalogramma di Alessandro Manzoni in data odierna.
Due mugolii a denti stretti e basta.
Ma loro se la ridono comunque, come se lui si fosse calato le braghe e il sottile baffetto non fosse altro che il presagio di una dote ben nascosta.
Ora, signori Durex, io capisco che volevate fare qualcosa di carino che potesse ricordare il tocco di due innamorati, specie per tutte le coppie che a distanza non possono avere attimi di intimità, ma non era meglio qualcosa di più semplice?
Bastava suggerire la centrifuga della lavatrice.
Ce l'abbiamo tutti, vibra da paura, e mentre fai le tue robe puoi anche caricarla così finisci e vai a stendere. 
E poi, se un giorno uno dei due non c'ha voglia di accoppiarsi virtualmente in web cam col rispettivo e lontano compagno può sempre dire
Scusami tesoro, ma ho impostato su lavaggio delicato.

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