E dunque ieri sera, ho cercato di recuperare terreno nei confronti di quelli che erano i miei buoni propositi di mesi fa.
No, non parlo di diventare bello, ricco e famoso.
E no, nemmeno di trasferirmi in America, sposarmi ed adottare un bambino da una madre ecuadoregna. #magari
Parlo semplicemente di vedere più film. Vecchi e nuovi che siano.
Purtroppo la cinematografia è un mio punto debole.
Forse non l'ho mai spiegato, ma la questione è che io, amante delle serie tv, in cui la vita narrata dei personaggi è decisamente più lunga di un paio di ore, ho sempre un po' di amaro in bocca a lasciar andare i soggetti dei filmche mi hanno intrattenuto, a cui mi sono affezionato, a vedere la loro storia finire, almeno sullo schermo.
In fondo ho un cuore tenero anche io.
Purtroppo la cinematografia è un mio punto debole.
Forse non l'ho mai spiegato, ma la questione è che io, amante delle serie tv, in cui la vita narrata dei personaggi è decisamente più lunga di un paio di ore, ho sempre un po' di amaro in bocca a lasciar andare i soggetti dei filmche mi hanno intrattenuto, a cui mi sono affezionato, a vedere la loro storia finire, almeno sullo schermo.
In fondo ho un cuore tenero anche io.
Molto in fondo.
Più in fondo.
Ho detto in fondo, eh che cazzo!
Aggiungeteci inoltre che:
A) dalle mie parti non arrivano tutte le pellicole,
B) se arrivano, a volte durano poco,
C) è uno sbattone farsi mezz'ora di strada per raggiungere l'unico cinema decente della zona.
Dicevo, ieri sera ho visto The Iron Lady.
La pellicola si apre con una Margaret Tatcher, ormai ottantenne e malata di Alzheimer, la quale rivive la sua vita, attraverso i ricordi, in un continuo flashback.
Dalla gioventù durante la guerra quando conobbe il marito Denis, fino agli anni della maturità, epoca in cui si candidò come primo ministro britannico, per finire alla vecchiaia.
Una donna forte, sicura, tenace, caparbia, che, cresciuta in un'epoca in cui gli uomini detenevano la forza sociale e politica, è riuscita a farsi strada da sola, grazie agli insegnamenti del padre droghiere.
Un vaso di ferro, che si scontra contro vasi di terracotta.
La pellicola si apre con una Margaret Tatcher, ormai ottantenne e malata di Alzheimer, la quale rivive la sua vita, attraverso i ricordi, in un continuo flashback.
Dalla gioventù durante la guerra quando conobbe il marito Denis, fino agli anni della maturità, epoca in cui si candidò come primo ministro britannico, per finire alla vecchiaia.
Una donna forte, sicura, tenace, caparbia, che, cresciuta in un'epoca in cui gli uomini detenevano la forza sociale e politica, è riuscita a farsi strada da sola, grazie agli insegnamenti del padre droghiere.
Un vaso di ferro, che si scontra contro vasi di terracotta.
Il film ci mostra il volto più umano del personaggio, lasciando un po' da parte la vita storico-politica di questa donna, ma senza saltarne i punti salienti.
L'anziana Margaret non ha rinunciato alla sua forza, alla sua autonomia, pur vivendo una costante lotta fra la ragione e la lucidità di sapere che il marito è ormai morto, e il sentimento ( e la malattia) che le fanno rivivere attimi del suo passato e le mostrano il suo Denis ancora al suo fianco.
Una donna incapace di ammettere i propri errori, pur portando con se un grande dolore.
Benchè sentissi un certo distacco, probabilmente per delle idee politiche di fondo diverse per certi aspetti, mi ha commosso.
Voto 8 e mezzo
Una donna incapace di ammettere i propri errori, pur portando con se un grande dolore.
Benchè sentissi un certo distacco, probabilmente per delle idee politiche di fondo diverse per certi aspetti, mi ha commosso.
Voto 8 e mezzo
Cura i pensieri: diventeranno parole. Cura le tue parole: diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni: diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini: diventeranno il tuo carattere e cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino. Diventiamo quello che pensiamo.
