Fra la fine dell'anno scorso e l'inizio di questo 2026 ho perso un po' il ritmo con le mie letture, ma il fatto è che sono stati i libri stessi a farmi rallentare. Ci si sono messe infatti delle storie che non mi hanno convinto fino in fondo al punto da volerle leggere nel minor tempo possibile. Vi racconto cosa mi è piaciuto ma anche cosa speravo andasse meglio con gli ultimi libri che ho terminato
Gian Andrea Cerone - Le Notti Senza Sonno
Genere: narrativa, gialli Editore: TEAPagine: 576 Data di pubblicazione: Aprile 2022 Prezzo: €13/ ebook €9.99 |
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Febbraio 2020, Milano. Mentre l'Italia sta per essere coinvolta in quella pandemia che ha stravolto le vite di tutti, nel capoluogo lombardo un'altra orma si sta allungando: quella di un serial killer che mutila e trucida povere donne. Così la questura di Milano e soprattutto il commissario Mario Mandelli dell'Unità di Analisi del Crimine Violento, e l'ispettore Antonio Casalegno, si metteranno alla ricerca complicata dell'assassino. Con loro anche una squadra di uomini e donne che con coraggio hanno scelto la divisa come missione di vita, ma anche chi si è ritrovato ad aiutare le forze dell'ordine mettendo le proprie competenze e conoscenze al servizio del bene.
Mentre però i media continuano a diffondere la notizia di un virus che sta iniziando a porre le prime misure anti contagio, e mentre Casalegno e Mandelli sono alle prese con appunto la ricerca del serial killer, un altro caso richiede il loro intervento. Un noto gioielliere di Milano è stato ucciso nella sua abitazione in modo alquanto misterioso in quella che sembra una rapina finita male. O forse c'è altro sotto?
Mentre però i media continuano a diffondere la notizia di un virus che sta iniziando a porre le prime misure anti contagio, e mentre Casalegno e Mandelli sono alle prese con appunto la ricerca del serial killer, un altro caso richiede il loro intervento. Un noto gioielliere di Milano è stato ucciso nella sua abitazione in modo alquanto misterioso in quella che sembra una rapina finita male. O forse c'è altro sotto?
Esordio letterario del 2022, Le notti senza sonno di Gian Andrea Cerone è il primo di una saga che ad oggi consta di quattro altri romanzi, e che ha fatto entrare il suo autore a pieno titolo nella cerchia dei giallisti italiani più apprezzati. Io però credo che per il momento mi fermerò al primo perché questo romanzo non mi ha preso come mi aspettavo.
La storia di partenza non sarà fra le più originali, ma sicuramente l'ambientazione italiana e lo spaccato contemporaneo della minaccia del Covid, rendono la vicenda più vicina a noi. A proposito della pandemia qui mi è piaciuto com'è stata "usata" perché aggiunge un contesto e crea quella tensione in più, quell'altro tassello che mette in difficoltà i protagonisti. Ma non aspettatevi (per fortuna) che Cerone si soffermi su protocolli, quarantene, tamponi e disinfettanti di sorta perché comunque siamo ancora agli inizi.
Inoltre lo scrittore secondo me ha saputo ben delineare i suoi personaggi, è facile immaginarseli e distinguerli fra di loro. La capacità descrittiva di Cerone è forse l'aspetto che più mi ha colpito di questo primo romanzo.
La storia di partenza non sarà fra le più originali, ma sicuramente l'ambientazione italiana e lo spaccato contemporaneo della minaccia del Covid, rendono la vicenda più vicina a noi. A proposito della pandemia qui mi è piaciuto com'è stata "usata" perché aggiunge un contesto e crea quella tensione in più, quell'altro tassello che mette in difficoltà i protagonisti. Ma non aspettatevi (per fortuna) che Cerone si soffermi su protocolli, quarantene, tamponi e disinfettanti di sorta perché comunque siamo ancora agli inizi.
Inoltre lo scrittore secondo me ha saputo ben delineare i suoi personaggi, è facile immaginarseli e distinguerli fra di loro. La capacità descrittiva di Cerone è forse l'aspetto che più mi ha colpito di questo primo romanzo.
Le Notti Senza Sonno però non è stata una lettura che ho amato al punto da tracannarlo nel giro di poco. Intanto perché il libro esonda: soprattutto per le prime centinaia di pagine secondo me ci sono troppi personaggi e ci si sofferma troppo su dettagli che nel corso dello sviluppo non avranno poi troppo peso.
Anche la scelta di inserire due indagini secondo me non giova, perché ci si perde con altri personaggi, elementi e dettagli che allungano il libro. Tra l'altro l'impressione che ho avuto è che la vicenda del gioielliere Panizza sia stata usata qui perché forse non aveva il potenziale per reggere un intero romanzo in autonomia.
Proprio per questa ricchezza, Le notti senza sonno sembra quasi la sceneggiatura di un film o una serie tv dove appunto si raccontano anche quegli elementi che poi arricchiscono la visione sullo schermo.
Il confronto con le serie tv in questo caso però non è positivo perché a volte i dialoghi di Casalegno e Mandelli sembrano tratti dallo stereotipo tipico del poliziesco e non suonano realistici. Ma anche la caratterizzazione dei personaggi secondari, dal capo iroso all'agente di polizia incapace e raccomandato, contribuisce a solidificare questi cliché. Anche alcuni colpi di scena, un po' troppo esagerati e "casuali", sono fra gli elementi che non mi hanno convinto.
La scrittura di Gian Andrea Cerone è comunque fluida, non ci si blocca facilmente, ma vista la lunghezza faccio un po' fatica anche a considerare Le Notti Senza Sonno una di quelle letture da sotto l'ombrellone.
Anche la scelta di inserire due indagini secondo me non giova, perché ci si perde con altri personaggi, elementi e dettagli che allungano il libro. Tra l'altro l'impressione che ho avuto è che la vicenda del gioielliere Panizza sia stata usata qui perché forse non aveva il potenziale per reggere un intero romanzo in autonomia.
Proprio per questa ricchezza, Le notti senza sonno sembra quasi la sceneggiatura di un film o una serie tv dove appunto si raccontano anche quegli elementi che poi arricchiscono la visione sullo schermo.
Il confronto con le serie tv in questo caso però non è positivo perché a volte i dialoghi di Casalegno e Mandelli sembrano tratti dallo stereotipo tipico del poliziesco e non suonano realistici. Ma anche la caratterizzazione dei personaggi secondari, dal capo iroso all'agente di polizia incapace e raccomandato, contribuisce a solidificare questi cliché. Anche alcuni colpi di scena, un po' troppo esagerati e "casuali", sono fra gli elementi che non mi hanno convinto.
La scrittura di Gian Andrea Cerone è comunque fluida, non ci si blocca facilmente, ma vista la lunghezza faccio un po' fatica anche a considerare Le Notti Senza Sonno una di quelle letture da sotto l'ombrellone.
Genere: narrativa Editore: Libreria PienogiornoPagine: 416 Data di pubblicazione: Marzo 2025 Prezzo: €17.95/ ebook €9.99 |
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Tiger, Maggie e Leon sono amici da una vita e adesso si ritrovano tutti in una stanza in attesa di leggere un testamento, insieme alla quasi diciottenne Romany, alla sconosciuta e bellissima Hope e all'avvocato di Angie. Proprio Angie, scomparsa da poco, ha "organizzato" questo raduno e adesso che non c'è più vuole che i suoi amici si prendano cura di sua figlia Romany in questa fase delicata della sua vita, visto che ben presto andrà all'università e si affaccerà al mondo degli adulti. La ragazza infatti non ha conosciuto mai il padre, e l'unica famiglia che le resta sono proprio gli amici della madre che l'hanno vista crescere. Così scopriremo proprio come Angie, Tiger, Maggie e Leon si sono conosciuti all'università negli anni '80 e come la loro amicizia è continuata fino al 2018, passando per gli alti e bassi che la vita gli porrà davanti. Ma in tutto questo cosa c'entra Hope, così bella e impeccabile, con Angie che invece era più scapestrata e semplice?
La felicità nei giorni di pioggia è un bestseller dello scorso anno che ad oggi vanta più di un milione di copie vendute. E io non posso dirne male perché in fondo si legge bene, è scorrevole ed unisce appunto generi diversi, un po' romanzo di formazione, un po' corale.
La scrittura di Imogen Clark è semplice, chiara, diretta e appunto fluida, descrittiva quanto basta e sa raccontare un ampio lasso di tempo senza annoiare troppo. Però mi è mancata quell'emotività che il titolo mi suscitava.
Le vicende che il romanzo racconta sono varie: ci sono momenti di gioia, di ansia, circostanze più tristi su cui però non ci si sofferma in modo pruriginoso. Mi riferisco ovviamente alla morte di Angie, che non è uno spoiler perché letteralmente è così che inizia il romanzo.
Poi ci sono anche parentesi sul passato dei protagonisti che contribuiscono a dare maggiore dimensione ai personaggi, eppure è sempre una coralità sbilanciata.
Sembra infatti che Imogen Clark volesse raccontare più punti di vista, ma è come se buona parte del libro si concentri sulla prospettiva di Maggie e in parte su quella di Angie. La caratterizzazione dei personaggi poi non mi ha aiutato in quella emotività che dicevo: Maggie viene descritta quasi fosse una maniaca del controllo, ma mi è sembrata semplicemente logica e sensata. Angie invece ha spesso atteggiamenti che, per quanto giustificati dal suo passato, ti fanno allontanare da lei.
Ma la cosa che mi ha lasciato perplesso è stato un passaggio in cui si scopre che Maggie non conosce il vero nome di Tiger. La Clark ci racconta una amicizia (e qualcosa di più) quarantennale composta da personaggi che alla fine non sanno le cose fondamentali l'uno dell'altro. È uno dei vari esempi di come ogni tanto La Felicità nei Giorni di Pioggia si perda, punti a reazioni random piuttosto che ad un costrutto più solido.
Sono arrivato alla fine del libro in relativamente troppo tempo secondo me, ma soprattutto La felicità nei giorni di pioggia mi ha lasciato troppo poco per poterlo consigliare a scatola chiusa.
Le vicende che il romanzo racconta sono varie: ci sono momenti di gioia, di ansia, circostanze più tristi su cui però non ci si sofferma in modo pruriginoso. Mi riferisco ovviamente alla morte di Angie, che non è uno spoiler perché letteralmente è così che inizia il romanzo.
Poi ci sono anche parentesi sul passato dei protagonisti che contribuiscono a dare maggiore dimensione ai personaggi, eppure è sempre una coralità sbilanciata.
Sembra infatti che Imogen Clark volesse raccontare più punti di vista, ma è come se buona parte del libro si concentri sulla prospettiva di Maggie e in parte su quella di Angie. La caratterizzazione dei personaggi poi non mi ha aiutato in quella emotività che dicevo: Maggie viene descritta quasi fosse una maniaca del controllo, ma mi è sembrata semplicemente logica e sensata. Angie invece ha spesso atteggiamenti che, per quanto giustificati dal suo passato, ti fanno allontanare da lei.
Ma la cosa che mi ha lasciato perplesso è stato un passaggio in cui si scopre che Maggie non conosce il vero nome di Tiger. La Clark ci racconta una amicizia (e qualcosa di più) quarantennale composta da personaggi che alla fine non sanno le cose fondamentali l'uno dell'altro. È uno dei vari esempi di come ogni tanto La Felicità nei Giorni di Pioggia si perda, punti a reazioni random piuttosto che ad un costrutto più solido.
Sono arrivato alla fine del libro in relativamente troppo tempo secondo me, ma soprattutto La felicità nei giorni di pioggia mi ha lasciato troppo poco per poterlo consigliare a scatola chiusa.
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