Mi fermo un istante con le novità, per chiacchierare su due serie tv che stavo già seguendo, che sono state rinnovate e sono tornate con nuove stagioni, e anche una che è terminata. Vediamo come sono andate le cose.
Matlock
Seconda stagione
A distanza di qualche mese per noi in Italia, dal 30 Novembre 2025 fino al 17 Maggio 2026, è tornata su Paramount+ la serie tv Matlock con protagonista Katy Bates nei panni della falsa (per una buona ragione) avvocata Madeline "Matty" Matlock, che cerca risposte nel prestigioso studio legale Jacobson Moore.
Le cose in realtà procedono giustamente per come le avevamo lasciate nella passata stagione (qui la recensione): Matty è sotto lo scacco di Olympia (Skye P. Marshall) che ha scoperto il suo segreto e sta cercando di comprenderne le motivazioni, seppur ovviamente con una fiducia incrinata. Infatti il rapporto fra le due è cresciuto e adesso Olympia considera Matty quasi una amica, oltre che un punto di riferimento all'interno dell'ufficio, e la rivelazione cambia tutto.
Questo però non fermerà Matlock dal cercare la verità per sua figlia, tendando di raccogliere quanti più documenti e dettagli che possano confermare la sua tesi.
Matlock 2 come dicevo non stravolge troppo la sua struttura che era stata vincente fin dalla prima stagione e che ha portato la serie anche al rinnovo per il terzo ciclo di episodi. Procede quindi in questa ambivalenza fra narrazione verticale, con i casi legali da risolvere, e orizzontale con le vicende private e professionali del resto dei personaggi.
L'evoluzione narrativa che vi accennavo nella trama ha portato ovviamente ad alcuni piccoli spostamenti. È come se infatti la serie abbia in parte perso quella leggerezza degli inizi, con Matty che cercava di mantenere nascosta la sua identità, e si sposta dall'essere un procedurale classico, verso uno stile più vicino quasi allo spionaggio d'impresa.
In questa seconda stagione ad esempio è più frequente che i casi legali da risolvere si diluiscano in due episodi e non siano autoconclusivi ad ogni puntata.
Sono tutte ovviamente piccole variazioni perché nel bene o nel male Matlock è rimasta la stessa, e quindi secondo me vi può continuare a piacere (o meno) a seconda di come avete preso la prima stagione.
Come dico sempre, le secondo stagioni possono azzoppare una intera serie tv, ma non credo sia questo il caso, o per lo meno io ho sempre considerato Matlock come un intrattenimento abbastanza facile da fruire, con un buon ritmo, bei colpi di scena che funzionano, e un buon cast. Non ho mai pensato potesse essere un capolavoro né mi sembra ne abbia le velleità quindi va bene così.
È normale che ci siano ad esempio delle ripetizioni delle dinamiche, ma non mi sembra che queste possano portare alla noia. Inoltre il patto è chiaro fin da subito: bisogna un po' sospendere l'incredulità affinché tutto torni, ma credo che non sia un grosso prezzo da pagare.
A me non è nemmeno dispiaciuta la sostituzione di David del Rio, accusato di molestie, con un forse troppo zelante Henry Haber.
L'unica cosa che mi auguro per la terza stagione, che sicuramente voglio continuare a vedere, è che gestiscano meglio il rapporto narrazione-pubblicazione settimanale degli episodi. Questa seconda stagione infatti ha impiegato parecchio per essere disponibile al completo, con una pausa di quattro mesi fra la prima e la seconda parte, che è troppo anche per un pubblico fidelizzato.
Envidiosa
Quarta stagione
Ho scherzosamente definito Envidiosa come una delle mie serie tv preferite, ma in fondo un po' lo penso e mi spiace sia che questa quarta stagione sia stata l'ultima, sia che venga sottovalutata. Nel corso infatti di praticamente tutta la serie la Victoria di Griselda Siciliani è stata un personaggio particolarmente interessante, con i suoi vizi, tic, manie, turbe ed errori che, seppur esasperati a favor di narrazione, sono comunque estremamente umani. Ma soprattutto nelle sue fantozziane avventure abbiamo assistito ad un personaggio che ha avuto un arco evolutivo completo.
Dietro la facciata colorata di questa donna colorata, a volte pacchiana, eccessiva, gelosa persino della amiche più vicine, indecisa e permalosa, Vicky nasconde le sue ferite, i suoi traumi, il suo desiderio di essere capita e accettata, ed è una persona complessa e contemporanea.
Intelligentemente poi hanno inserito i confronti con la psicologa, che riporta Vicky con i piedi per terra e va a smussare quei suoi angoli più esagerati, riconducendo il discorso ad un maggiore equilibrio.
E la serie stessa, dietro appunto la struttura di una comedy leggera, poi riesce a lanciare alcune stilettate sottili su temi più ampi.
Envidiosa 4 come dicevo porta la protagonista ad una evoluzione ulteriore: dopo aver messo alla prova nella scorsa stagione il rapporto con Matías (Esteban Lamothe) ed essere arrivata alla conclusione che non è pronta per avere un bambino, adesso Vicky si ritrova a dover gestire nuove dinamiche familiari che non sono esattamente attese.
In verità tutta questa quarta stagione è incentrata proprio sulla maternità vista da prospettive differenti, da quella mancata o disfunzionale, a quella più contemporanea delle coppie queer, passando per quella "acquisita" appunto. Fortunatamente però la serie non ne fa un discorso pietistico, noioso o già sentito, ma lo sfrutta per creare dei colpi di scena narrativi e appunto creare dinamiche fra i protagonisti.
Alla fine di tutto Victoria non diventa giustamente perfetta, non smette di avere le sue paturnie, ma è più consapevole e matura rispetto all'inizio.
Tutto questo funziona grazie ovviamente a Griselda Siciliani, che ha incarnato perfettamente i tanti vizi ma anche qualche virtù di Vicky, risultando sempre credibile, ironica e sapendo navigare anche fra argomenti più delicati.
Ovviamente Envidiosa resta una comedy che non è esente da difetti, un po' come abbiamo visto nelle passate stagioni. I personaggi comprimari sono ad esempio sempre collaterali, tendono a vivere giusto per creare spessore intorno ai principiali o aggiungere altri elementi alla narrazione, ma non hanno la benché minima autonomia. E poi ci sta che magari l'ironia della serie non sia per tutti, non colpisca o non coinvolga, però non posso sopportare che Envidiosa venga letta male: quello a cui assistiamo è l'evoluzione di un personaggio a volte spigoloso, una anti eroina con i suoi umanissimi difetti, che però cerca anche di imparare dai suoi sbagli esattamente come cerchiamo (o dovremmo) di fare anche noi.
Non è quindi la miglior serie tv di Netflix, né in fondo la mia preferita in assoluto ma Vicky un po' mi mancherà.
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