Film dell'ultimo periodo, ecco cosa consiglio

Finalmente posso parlarvi di due film che ho visto nelle ultime settimane, e che mi hanno lasciato opinioni molto diverse fra loro. Vi racconto i miei dubbi, ma anche se e perché ve li consiglio. 


Le Cose Non Dette (2026)


Genere: drammatico
Durata: 114 minuti
Regia: Gabriele Muccino
Uscita in Italia: 29 Gennaio 2026 (cinema)/18 maggio 2026 (Prime Video)
Paese di produzione: Italia


Quando do una chance al cinema italiano lo devo fare sempre con cautela, perché temo sempre una fregatura e purtroppo, ultimamente (si fa per dire) ci ho anche azzeccato. Così ho voluto dare una possibilità all'ultimo film co-scritto e diretto da Gabriele Muccino, che è tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron, ma ho aspettato uscisse in streaming perché al cinema non potevo farcela.

I protagonisti de Le Cose non Dette sono Carlo (Stefano Accorsi), professore di filosofia all'università e brillante scrittore che sta attraversando un blocco creativo, e sua moglie Elisa (Miriam Leone), giornalista per Vanity Fair che però ha perso un po' di terreno nella scrittura. Il loro è un matrimonio sul viale del tramonto: il figlio a lungo sperato non è mai arrivato, e la routine ha preso il sopravvento.
Così decidono di fare una vacanza a Tangeri, coinvolgendo i loro migliori amici Paolo (Claudio Santamaria) e Anna (Carolina Crescentini), anche loro coppia in crisi uniti solo per la figlia Vittoria.
Un viaggi non privo di problemi ma che prenderà una svolta inattesa quando arriverà Blu (Beatrice Savignani), giovanissima studentessa che è anche l'amante segreta di Carlo.

Cercando di raccogliere le idee su come raccontarvi di Le cose non dette, mi sono annoiato da solo. È infatti l'ennesimo film su coppie apparentemente perfette, brillanti e moderne che però sono profondamente in crisi e che invece di parlarsi, colgono ogni occasione per urlarsi contro.

Gabriele Muccino ha tessuto buona parte della sua carriera concentrandosi a sviscerare le relazioni interpersonali, ma qui gioca troppo sul sicuro. Infatti ci presenta due coppie che sono quasi speculari, seppur ci siano delle differenze. Noi però non entriamo mai davvero nelle dinamiche che hanno logorato la storia fra Carlo ed Elisa e ancora più collaterale resta il rapporto fra Paolo e Anna.

Vi posso poi nominare tanti film e serie tv che mi sono tornati alla mente e che fanno sembrare Le cose non dette come vecchio e derivativo: dalla più recente Vladimir, che almeno aveva attimi di originalità, a Scene da un matrimonio, con protagonista sempre un professore di filosofia, passando per Storia di un matrimonio ed anche Breve storia d'amore, sempre italiano ed uscito quest'anno.

Tutto insomma diventa prevedibile, già visto, specie la caratterizzazione di Blu, che dovrebbe essere l'uragano che scoperchia i tetti, ed invece è l'ennesima amante impazzita perché un marito fedifrago non lascia la moglie.

C'è una vena thriller che fortunatamente ha dato un po' di linfa a Le cose non dette, ma per il resto è solo un'altra, dimenticabile storia su personaggi poco maturi, incapaci di affrontare qualunque discorso appena più complesso che possa mettere a nudo una parte di loro. Qui tutto deve esplodere: i pianti, le urla, la passione. O è eccessivo o non c'è nulla, e questo secondo me porta ad uno scollegamento dello spettatore.
Da un punto di vista più concreto, Le cose non dette ha sicuramente un ottimo cast, ma è il solito circoletto di attori che poco si apre a volti noti e freschi. Lo stesso vale un po' per la regia di Muccino, per le musiche ed anche per la fotografia. Tangeri è bella come ambientazione, ma poco può quando c'è poca carne al fuoco. 

Le cose non dette perde pure la sua funzione di mero intrattenimento "da streaming" per una durata eccessiva rispetto alla storia, ed un ritmo ballerino che non lo aiuta.



Hallow Road - Corsa contro il tempo (2025)


Genere: drammatico, thriller, psicologico
Durata: 80 minuti
Regia: Babak Anvari
Uscita in Italia: noleggio
Paese di produzione: UK, Irlanda, Repubblica Ceca

Incuriosito dalla trama, dal fatto che non se ne parlasse molto e ovviamente gli attori coinvolti, ho voluto recuperare Hallow Road e devo dire che a distanza di un paio di settimane ancora ci penso.

Dopo una litigata, seguiamo Maddie (Rosamund Pike, Ladies First) e Frank (Matthew Rhys, The Beast in Me) in una nottata che va di male in peggio. Nel cuore della notte infatti ricevono una telefonata dalla loro figlia Alice, la quale è scappata improvvisamente da casa proprio a seguito dello scontro. Alice al telefono è spaventata, dice di aver avuto un incidente d'auto in una di quelle stradine poco trafficate e buie e sembra abbia investito una persona.
Maddie e Frank così saltano subito in auto per raggiungerla ma la situazione diventa sempre più complessa, strana e anche spaventosa. I due infatti hanno approcci opposti su come aiutare la figlia e questo li porterà ad un ulteriore confronto che finirà per ripescare vecchi scheletri dall'armadio.

È un film molto particolare questo diretto da Babak Anvari che non credo sia per tutti. Infatti parte quasi come un dramma familiare, ma poi diventa un thriller psicologico dalle tinte folk horror che mette in difficoltà lo spettatore con uno stile claustrofobico ed un tocco forse soprannaturale.

Non voglio scrivere troppo perché credo si rischi di rovinare la sorpresa a chi ancora non l'ha visto, ma in verità Hallow Road è un film abbastanza semplice sulla carta. Tutto ruota intorno ai ruoli di Rosamund Pike e Matthew Rhys, che si ritrovano per quasi la totalità del film dentro una macchina stretta, su una strada praticamente buia, con la voce di Alice al telefono che, disperata, diventa una guida inaffidabile.

Tutto sommato non c'è alla base innovazione in questo incipit perché abbiamo visto più o meno lo stesso in film come The Guilty. 
Però Hallow Road prende sostanza quando entrano in campo tanti aspetti tecnici che funzionano: i dialoghi serrati raccontano ansia, frustrazione, malesseri presenti e lontani, affidati a due attori bravissimi in ruoli non semplici. Maddie è fredda, distaccata, ha la mentalità da paramedico, mentre Frank è emotivo, irrazionale, teso.

È molto difficile poter parteggiare per uno o per l'altra, che ci portano un dilemma morale quali senza soluzioni: cosa siamo disposti a fare per le persone che amiamo?

Fondamentale poi anche la regia, che trova i momenti esatti per focalizzarsi sulle espressioni dei protagonisti, e ovviamente il sonoro: come dicevo Alice è solo una voce al telefono, dove ci possono essere attese ed interferenze.
Hallow Road è in fondo un film piccolo, con un budget limitato, ma sa essere efficace, lascia i dubbi dove serve, sa sorprendere e coinvolgere con qualche colpo di scena.
Ovviamente non sto parlando del miglior titolo dell'anno, e come premettevo non è un film adatto a tutti, specie se non amate i dialoghi costanti, e soprattutto cercate storie con un finale netto ed inequivocabile. A me ad esempio ha lasciato perplesso il fatto che per buona parte del tempo non si percepisce che Maddie e Frank stiano davvero correndo in auto come ci si aspetterebbe, ma è piaciuto il senso di straniamento che lascia, ed ha la durata giusta quindi credo meriti una chance.

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