Due serie tv terminate (e rinnovate) di Netflix, tiriamo le somme

Vorrei dirvi la mia su due seconde stagioni arrivate su Netflix alla fine di maggio. Due serie tv che stavo già seguendo e che credo siano arrivate un po' ad un giro di boa. Tiro le somme con voi, e se vi va ci confrontiamo nei commenti.


Come uccidono le brave ragazze
Seconda stagione

Il 27 Maggio, a distanza di due anni dalla prima stagione, è arrivato il secondo capitolo di Come uccidono le brave ragazze, con Emma Myers di nuovo nei panni della giovane e caparbia Pip Fitz-Amobi. Sappiamo già che tra l'altro la serie tv è stata rinnovata per una terza stagione, visto che i romanzi da cui è tratta compongono proprio una trilogia. 

In questi nuovi episodi conosciamo quali sono gli strascichi delle vicende della prima stagione: Pip infatti vuole smascherare a tutti i costi Max Hastings (Henry Ashton), ma Becca Bell (Carla Woodcock) ha deciso di tirarsi indietro e non testimoniare contro il giovane rampollo, convinta che comunque la sua potente e ricca famiglia gli coprirà sempre le spalle. Ma non c'è proprio pace per la giovane investigatrice, che da un lato farà di tutto per convincere Becca, dall'altro è sempre impegnata a cercare prove contro Max e se questo non bastasse pare che un misterioso persecutore le mandi messaggi minatori per farla desistere.
Non vi basta? Bene, sappiate che ci sono un paio di nuovi casi per Pip, visto che a pochi giorni dal processo Hastings sembra che Jamie (Eden Hambelton Davies), fratello del suo amico Connor, sia scomparso nel nulla. Un doppio problema, visto che Jamie sembra essere uno dei testimoni chiave del caso su Max.

Come quindi anticipavo, Come uccidono le brave ragazze 2 non ha una vera e propria svolta con un caso totalmente autonomo, ma è più un approfondimento delle dinamiche che si sono scatenate nella prima stagione. E non credo che questo sia un disvalore a prescindere: ci sta che ci sia una conseguenzialità fra romanzi e di conseguenza anche fra le serie tv che ne derivano. Quindi se avete apprezzato i primi episodi, non credo che questi vi lasceranno scontenti. 

Il fatto è che, se ricordate, non avevo amato la prima stagione perché mi sembrava particolarmente derivativa e non sempre credibile, e qui è più o meno lo stesso. Le dinamiche fra i personaggi, con un Max "protetto" dalla famiglia potente, ma una madre preoccupata, è qualcosa di molto usato nel genere, allo stesso tempo, ad esempio, far esplodere la protagonista in un momento cruciale per dare l'impressione che sia tutto perso, funzionerebbe se Pip non fosse appunto centrale nella storia.


Sono solo piccoli esempi che non credo facciano troppo spoiler per dire che Come Uccidono le Brave Ragazze non ha mai saputo essere questa storia così innovativa e più volte tocca chiudere un occhio sull'eccezionale intuito di Pip che ha illuminazioni estemporanee poco credibili. 

È quindi una serie tv che va presa secondo me giusto come puro intrattenimento, senza aspettarsi che sposti un po' l'asticella del genere, o che crei contenuti differenti. Anche ad esempio l'ovvio trauma che tutti i protagonisti hanno vissuto mi sembra sia stato mostrato e raccontato in modo abbastanza superficiale, e banale. Gli amici di Pip si sentono, in modi differenti, coinvolti dal suo podcast e dalle sue indagini, e dal fatto che lei sia cambiata da questa vicenda, ma questo loro risentimento diventa giusto un fondo alla narrazione principale.

Per la sua durata, Come uccidono le brave ragazze diventa una serie tv che si segue facilmente, ma resta un thriller young adult semplice, che come arriva se ne va, o per lo meno, non mi ha mai colpito fino in fondo. Sicuramente ormai vedrò la terza stagione per chiudere il cerchio, ma credo che non ci possano essere grossi passi avanti.



The Four Seasons
Seconda stagione


Lo scorso anno mi era sembrata una comedy gradevole e adatta a me, quindi appena è tornata su Netflix con una seconda stagione, non ho impiegato troppo a recuperare The Four Seasons.
Nella prima stagione abbiamo conosciuto questo affiatato ma sicuramente complesso gruppo di amici, che per una volta si allontana dal solito stile seriale, visto che si tratta di uomini e donne ormai alla soglia dei cinquanta o oltre. Ci sono quindi dinamiche differenti rispetto al gruppetto di amici freschi di liceo, ma non mancano comunque intoppi, problemi e conflitti.

In The Four Seasons 2 il gruppo storico continua a mantenere la tradizione delle vacanze stagionali, ma molte cose sono cambiate. Con la perdita di Nick, la sua ex moglie Anne (Kerri Kenney-Silver) si ritrova inaspettatamente vicina a Ginny (Erika Henningsen), la giovane compagna di Nick che è quasi pronta al parto. Fra le due però non sarà un rapporto semplice.

Allo stesso tempo anche Kate (Tina Fey) e Jack (Will Forte) stanno attraversando una fase critica del loro matrimonio, entrambi a loro modo convinti che le cose non vadano più bene come una volta.

Poi ritroviamo Danny (Colman Domingo, il salvatore della terza stagione di Euphoria) e Claude (Marco Calvani) che forse sono ancora più in difficoltà: devono decidere se diventare genitori e che impatto questo può avere sulla loro vita.

The Four Seasons continua insomma con più o meno lo stesso piglio e lo stesso approccio della prima stagione: non un exploit di vicende, ma un modo di sondare i rapporti interpersonali, specie quando questi si fanno più complessi. In effetti, pur restando una commedia di comfort, ho avuto l'impressione che questa seconda stagione sia diventata un po' più introspettiva, riflessiva e anche matura. Nel mio accenno di trama in effetti ho fatto riferimento a diversi momenti di crisi e, per quanto siano comunque in un contesto leggero, non posso negare che mi è sembrato ci sia stato un cambio di registro, un po' più serio. 
Tornano più spesso infatti temi vicini alla maturità, come genitori che non sono più autosufficienti, rimettersi in gioco per una relazione, i figli che crescono.

Questo non è per me un difetto, ma credo che questa seconda stagione mi abbia forse fatto sorridere un po' meno. Come poi vi dicevo l'anno scorso, The Four Seasons si basa molto sui dialoghi e sui confronti fra i personaggi, quindi posso capire che per qualcuno sia diventata meno divertente di quanto ci si aspetti, o ripetitiva.

Io credo che invece abbiano saputo proseguire degnamente le vicende, in modo naturale e convincente rispetto ai primi episodi. Resta poi la piacevolezza di alcuni scenari, inclusa anche la nostra Trento, quindi è sicuramente ancora gradevole da vedere. L'unica nota per me davvero stonata è stato il sesto episodio: non posso dirvi ovviamente cosa accade, ma c'è un passo indietro nella storia che non mi ha convinto, che offre qualche approfondimento, ma che nell'insieme mi è sembrato troppo casuale e un modo per riempire uno spazio vuoto.
Una seconda stagione nel suo insieme promossa, e spero che Netflix dia la conferma per poter proseguire con altri episodi. 

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