Film e serie tv di Giugno: Novità TOP e ritorni tiepidi

Giugno si chiude e quindi è il momento del mio recap su film e serie tv visti nel corso del mese. Facendo un passo indietro mi sono accorto che a giugno ho parlato di diversi ritorni, visto che si sono concluse le nuove stagioni di alcune serie tv che stavi già seguendo.

Per me ad esempio continua a dover stare fra i promossi la serie tv Paramount + Matlock con Katy Bates, che è arrivata alla seconda stagione ed è già stata rinnovata per una terza.

Mi era capitato di leggere di persone un po' deluse dall'andazzo generale della stagione più che altro per il fatto che sia diventata ripetitiva e richieda sempre molta sospensione dell'incredulità. A me Matlock 2 è sembrata però un proseguo sensato della prima stagione, ed anzi ci sono state delle piccole variazioni di stile che hanno avuto comunque coerenza. 

È ovvio che se vi aspettiate la miglior serie procedurale del decennio, sarete delusi, ma Matlock continua ad essere un ottimo intrattenimento per me, leggero ma non troppo, e quindi proseguirò con la terza stagione appena arriverà.

A propositi di ritorni e promossi, a Giugno ho terminato la quarta ed ultima stagione di Envidiosa, che in realtà era arrivata su Netflix il 29 Aprile, e un pochino mi è spiaciuto.

Non ha avuto da noi un exploit particolare, ma io l'ho trovata una comedy diversa, fresca, interessante sotto più punti di vista, divertente quanto basta, ma riflessiva quando serve. Griselda Siciliani ha fatto un ottimo lavoro e dato vita ad un personaggio complesso ma universalizzabile. Inoltre avere un capitolo conclusivo alle avventure di Vicky non può che dare alla serie tv una promozione. 
Non so se avete letto, ma hanno pensato ad un remake italiano di Envidiosa con Diana del Bufalo, un po' com'è stato per Chiami il mio agente. Magari gli darò una chance.

Promuovo anche la seconda stagione di The Four Seasons anche se meno brillante della prima.

Diciamo che mi è mancata qualche risata in più, mi è sembrata questa una stagione un po' più cupa, matura, che non è sempre un male, ma The Four Seasons credo nasca principalmente come comedy, quindi mi aspettavo un pizzico di brio in più. In ogni caso è una stagione che mi è piaciuta, si segue sempre volentieri, non è mai troppo pesante o complessa. Anche qui abbiamo già il rinnovo per una terza stagione quindi si prosegue. 

Sul versante novità do il mio pollice su a due piccole scoperte di cui ho sentito poco parlare, sono entrambe due commedie e le trovate su Disney plus. La prima è Alice and Steve, che secondo me è originale, simpatica, scorrevole e sboccata quanto basta.

Ho letto una recensione del The Guardian dove una giornalista era atterrita dalla differenza di età fra Steve e Izzy, e lo considera un rapporto quasi incestuoso per la conoscenza che dovrebbe intercorrere fra i due, ma personalmente non ho visto nulla di tutto ciò. Steve e la figlia di Alice non hanno una conoscenza stretta, da pseudo zio e nipote, anzi sembra che fra loro non ci siano stati molti contatti, quindi non serve chiamare la buoncostume, ma solo godersi questa piccola serie tv inglese con un tono un po' sopra le righe ed una storia curiosa. Non sarà un capolavoro, ma tiene compagnia. 

Più o meno le stesse parole che potrei usare per la seconda serie tv che promuovo ovvero Not Suitable for Work.


Qui il derivatismo si fa più evidente, ma la serie tv creata da Mindy Kaling conserva una sua freschezza e piacevolezza. Poi ho subito apprezzato il cast, credo ci sia una buona chimica e spero che le loro avventure continuino. 
A proposito, il difettuccio di queste due serie tv Disney è che hanno entrambe un finale aperto e manca ancora una conferma ufficiale per un rinnovo.

Sul versante delle serie tv che invece boccio, nomino solo la terza ed ultima stagione di Euphoria.

A questo punto mi sembra di aver fatto una crociata contro Euphoria, quando in realtà ne riconosco tutti i punti di forza ed anche la bellezza e capisco bene come mai abbia tantissimi fan in tutto il mondo. Il mio problema fin dal principio è stato che non mi è sembrata una serie tv così originale ma soprattutto è stata coperta da così tante aspettative e pretese che mi aspettavo la perfezione. Arrivati a questa terza stagione secondo me i nodi sono venuti al pettine e i difetti sono stati palesi: la costruzione di storie e personaggi volti più a creare scalpore che una narrazione densa hanno portato gli autori stessi a dover snaturare la serie pur di trovare un finale.
Questo ultimo capitolo di Euphoria mi è sembrato quasi un thriller western che poco ci azzeccava col resto. Comunque se volete leggere tutte le mie opinioni potete fare un salto qui.

Passando ai film di Giugno ho due promossi e una lunga sfilza di bocciati che mi hanno deluso.
Un voto positivo va sicuramente a Volo notturno per Los Angeles, il primo film scritto e diretto da John Travolta che trovate su Apple tv+.

Pur non avendo una sceneggiatura così articolata e complessa, a me è sembrato un film coccoloso, tenero, esteticamente bello da vedere e recitato altrettanto bene. Si colgono subito le sfumature autobiografiche di Travolta e l'effetto fiaba della buonanotte arriva tutto. 

Toni completamente diversi li trovate invece in Hallow Road - Corsa contro il tempo.

Rosamund Pike e Matthew Rhys reggono benissimo un film particolare, forse non adatto a tutti, ma ben costruito, teso, cupo, che si fa seguire molto volentieri. A funzionare sono ovviamente i dialoghi, fondamentali per l'impostazione stessa del film, e la regia che ci aiuta ad entrare meglio nella storia. 

Parlando invece dei flop del mese, non posso non nominare Ladies First, arrivato su Netflix proprio a Giugno e sempre con la Rosamund Pike. 

Incipit e cast sarebbero anche accattivanti, ma le idee che funzionano in questo film sono poche, o meglio ho avuto l'impressione che non si volessero sforzare più di tanto per creare una storia davvero diversa. Il tutto si traduce in un film senza verve, meno brillante di quanto vorrebbe, quasi un po' vecchio. Ladies First però non è il peggiore di giugno perché c'è Le Cose non Dette, ultimo film di Gabriele Muccino.

Anche qui hanno raccolto un buon cast di attori italiani noti, ma la sceneggiatura è stantia e viene raccontata in un modo altrettanto poco innovativo: soliti tradimenti, solite urla, soliti personaggi con le stesse paranoie. Le cose non dette non ha nulla di "omesso", di non detto, ma segue lo stesso schema già visto di altri titoli, e a nulla serve lo sfondo di Tangeri, o la vaga deriva thriller, per salvare questo film piatto.

Infierisco solo un attimo anche su Ricchi… da morire – Delitti in famiglia, arrivato al cinema il 17 giugno, che si porta dietro un po' tutti questi difetti, ma anche altri. 

Speravo in un action movie divertente, ed invece l'azione latita tutto il tempo, idem la risata, e il voice over di Glen Powell non aiuta. Mi è sembrato tutto molto patinato, termine che non amo ma che rende l'idea di finto, misurato e lucidato che forse non giova a questo Ricchi...da morire.
Anche la satira, o la denuncia, contro l'arrivismo e la ricchezza ad ogni costo arriva in modo blando, e non lascia un segno.
Se non si è nel giusto mood o magari siete un po' stanchi sono quasi certo che vi possa portare a sbadigliare. 


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