mercoledì 24 giugno 2020

Questi dovete vederli (se non lo avete già fatto)

Vi ho fatti scapocciare a suon di recensioni di serie tv, trascurando l'altro metodo di diffusione di materiali audiovisivi, ovvero i film. Anche in questo campo il mio elenco di titoli da voler recuperare è abbastanza nutrito, seppur sia più facile da gestire rispetto alla pletora di episodi di intere stagioni. In questo senso (lo so che suona malissimo, ma coglietene il verso più positivo), questo stop mi ha dato un po' di tempo per iniziare a sfoltire questa lunga lista di film.
Nell'ultimo periodo ho avuto modo di recuperare tre pellicole che sicuramente conoscerete, che probabilmente avrete visto anche voi, ma, se non lo avete ancora fatto, forse vi potrà interessare cosa ho da dire a riguardo.


Parasite (2019)


Quattro premi Oscar, una Palma d'Oro, un Golden Globe, due premi Bafta, un David di Donatello e chissà quanti altri awards credo vi bastino per capire come mai dovreste recuperare Parasite, e non debba dirvelo necessariamente io. Ma visto che siamo qui due parole devo spenderle.
La famiglia Kim è tanto unita quanto povera, vive di lavoretti, sussidi, abita in un angusto seminterrato sporco e senza alcun comfort, ma ha un'occasione particolare: un amico di Ki-woo, il figlio più grande dei Kim, infatti lo raccomanderà come maestro di inglese per la figlia dei signori Park, una famiglia molto facoltosa e un po' snob. Una volta assunto come tutor, Ki-woo con un escamotage riuscirà a far assumere anche la sorella Ki-jung come insegnante di arte per il figlio più piccolo dei Park, ma nascondendone la parentela. Da quel momento per i Kim sarà una scalata e lentamente anche i genitori dei due ragazzi riusciranno ad insinuarsi fra le mura della casa dei Park, truffandoli.


Parasite è un film eccellente sotto tanti punti di vista: superficialmente può sorprendere soprattutto la capacità di partire da una situazione quasi tragicomica, seppur amara, per poi avvilupparsi in un thriller drammatico dalle tinte più cupe. C'è però tanto altro: penso ad esempio alla sublimazione visiva che passa da una tecnica limata alla perfezione, nella regia di Bong Joon-ho curatissima e al tempo stesso scorrevole, che non si fa notare dallo spettatore pur puntando alla perfezione, e soprattutto ad un costante uso delle metafore e del contrappasso.
È una denuncia della società coreana certo, ma la storia di Parasite abbatte i confini, raccontando un problema che poi riguarda tutti: le divisioni sociali, soprattutto quelle economiche.


I Kim sembrano quasi dei topi, emanano cattivo odore, vivono in una piccola tana tutti insieme, si intrufolano in una realtà che non gli appartiene; i Park invece somigliano quasi a divinità dell'Olimpo, la loro abitazione è in alto, luminosa e grande, il cancello di casa loro sembra quasi la soglia del paradiso, e vivono in un universo tutto loro. Eppure, nonostante sembrino esseri superiori, non hanno quella fame di rivalsa che invece contraddistingue i Kim. Alla fine è tutta una questione di facciate e di costruzioni per entrambe queste famiglie: i Park sono persone vuote, che vivono secondo uno status da rispettare, i loro figli vengono presentati come degli eletti, con particolari sensibilità, ma alla fine sono due ragazzi comuni, forse non molto intelligenti, che hanno persino bisogno di tutor supplementari.


Vi dicevo quindi che quello di Parasite è una castello di sabbia cinetica: basterà poco a decomporlo, a far crollare quelle maschere, e a trasformare una storia che poteva sembrare quasi simpatica, in un caos di dimensioni drammaticamente importanti, ed anche con toni abbastanza crudi. Le cose devono ritornare in un loro equilibrio e solo lo scontro farà in modo che ciò avvenga.
Tutto questo è racchiuso in un film che ti tiene incollato da inizio a fine in cui queste ombre si espandono e si allungano inesorabilmente, in cui si passa da un sorriso, certamente amaro, alla tensione, terrore e disperazione. Non manca lo spazio per riflettere, così come tutto sommato alla fine ci lasciano un pensiero più poetico e quasi di speranza o, per meglio dire, illusione.


Se vi state chiedendo se, a questo punto, abbia la faccia tosta di trovare qualcosa che non vada anche in Parasite, sappiate che la risposta è sì. Ho notato che in più parti del film è necessario sollevare incredulità per fare in modo da accettare tutto ciò che accade, specie quando le cose si fanno più serie. Non voglio rivelare troppo a chi magari non l'ha visto, ma diciamo che la risoluzione mi è parsa sbrigativa, che non mi sembra realistico che nessuno, ma proprio nessuno, scopra cosa si celi nel villone dei Park, ed altre piccole e grandi incongruenze. Mi è mancata anche un po' di emozione ed empatia almeno per alcuni personaggi visto che, chi più chi meno, sono tutti inscatolati in uno stereotipo.
Non so inoltre come leggere quel finale poetico perché, alla fine si tratta di un'illusione visto che il film stesso ci insegna che per evolvere, si finisce per distruggere se stessi e gli altri.
Parasite ha comunque il merito di raccontare con uno stile eccelso e con originalità, con scene pazzesche e soluzioni narrative interessanti, un conflitto che dura da sempre e che forse per sempre resterà attuale.

Genere: drammatico, thriller
Durata: 132 minuti
Regia: Bong Joon-ho
Uscita in Italia: 7 novembre 2019 
Paese di produzione: Corea del Sud
Voto 8.5


Judy (2019)


Nel 1968 Judy Garland è ormai una star affermata in tutto il mondo, eppure la sua celebrità si sta via via spegnendo, soprattutto negli Stati Uniti. Le serve un nuovo guizzo, una nuova fetta di pubblico che la adora da sempre e da cui è rimasta lontana da troppo tempo. Per questo inizierà una tournée di cinque settimane a Londra, dove il pubblico la adora. Ma quella che sembra l'isola felice dopo i problemi finanziari e personali, non permetterà a Judy di fuggire dai suoi traumi e dai suoi mostri che la divorano dall'interno, che risalgono a quando intraprese la sua carriera nel mondo del cinema.
I concerti londinesi saranno complicati per Judy, ma soprattutto, saranno gli ultimi della sua vita.


Avevo un po' di dubbi su cosa avrebbe potuto trasmettermi questa sorta di biografia su Judy Garland, anche perché fra chiacchiere, premi e nomination raccolte a piene mani, avevo perso un po' il senso dell'orientamento su cosa aspettarmi. Tra l'altro non conoscevo così tanti dettagli della sua vita, eppure il film, nonostante non abbracci ogni singolo dettaglio della crescita di questa ragazzina con tanto talento, riesce a darci una costruzione dei passi che hanno reso quell'anima sempre più fragile, fino a sprofondare.


Judy riesce a darci un pezzo, forse il più drammatico, di una vita fatta di tante gioie, ma anche tanti dolori, di una attrice, cantante, ballerina, che viveva una sorta di equilibrio instabile: da un lato aveva bisogno di fare quello che sapeva fare meglio, di stare su un palco e ricevere l'ammirazione di un pubblico che l'amava tantissimo, dall'altro non essere in grado di uscire da un loop autodistruttivo fatto di farmaci, amori falliti e una forza che, sebbene riuscisse a rimetterla sempre in piedi, non le dava un attimo di tregua.


Inutile dirvi che, seppur con un cast valido, Renée Zellweger è il perno di tutto: è lei il magnete che ci tiene con gli occhi incollati allo schermo tutto il tempo, è lei che ha trasformato se stessa per rinascere Judy, nel viso, nella voce e nelle espressioni. Secondo me il suo lavoro, così come quello di chi ha creato trucco e costumi è eccellente; ho cercato alcuni vecchi filmati di Judy Garland per vedere le somiglianze e, a parte qualche smorfietta di troppo, la gestualità mi è sembra centrata. Posso dire però una cosa che mi renderà ancora più antipatico? Di tanto in tanto si notava che l'attaccatura della parrucca faceva un paio di pieghe sulle tempie. E ovviamente dove andava la mia attenzione?


Lo so sono pessimo, ma posso dirvi che Judy merita di essere recuperato, e che io stesso rivedrei con molto piacere, è un film che ho apprezzato molto, che ha quel sapore amaro della malinconia per averla persa troppo presto, ma dolce della gratitudine per aver avuto un talento così grande. Non preoccupatevi per le parti cantate perché non sono prevaricanti, ma ben calibrate e inserite ad arte. Judy riesce anche a darci un piccolo spaccato sulla comunità LBGT dell'epoca, ancora considerata la parte peggiore della società, e ce lo offre quasi come un riflesso fra diverse sofferenze, e, seppur sia solo una parte del film, ci spiega come la Garland sia diventata una icona a vita.

Genere: biografico, drammatico, musicale
Durata: 118 minuti
Regia: Rupert Goold
Uscita in Italia: 30 Gennaio 2020
Paese di produzione: Regno Unito
Voto 7.5

Bombshell - La voce dello scandalo (2019)


Cambiamo del tutto registro, ma solo in parte argomento, con Bombshell, la vera storia dello scandalo sessuale alla Fox News.
Nel 2016 infatti Gretchen Carlson, giornalista dell'emittente televisiva, è costantemente vessata da battute sessiste sul luogo di lavoro e sui social, e, decidendo di ribellarsi, viene sbattuta in un programma di secondo piano, nonostante gli anni di carriera. "Chi chiede la grazia si inginocchia", è questa la clausola per tornare al primo livello, ma Gretchen non ci sta, vuole abbattere questo schema di abusi e manipolazione, e per farlo andrà dritta al punto: denuncerà il leader di Fox News, Roger Ailes, per abusi sessuali. Questa non è una novità fra le pareti del quartier generale del canale: anche nel 2006 la giornalista Rudi Bakhtiar aveva provato a ribellarsi, venendo licenziata. Ma Gretchen scoperchierà il vaso di Pandora andando fino in cima alla faccenda, sperando che tutte le vittime di Ailes e del network si uniscano a lei. A quel punto, tutti si aspettano che un altro volto noto di Fox, Megyn Kelly, si esponga in favore o contro la Carlson, ma la voce di Megyn tarderà molto a farsi sentire e a diventare l'ago della bilancia.


Ritorna anche qui il tema degli abusi, sessuali, psicologici e di potere, di donne che vengono schiacciate ed usate, ma la chiave di lettura è più attuale ovviamente, visto che siamo alle soglie del movimento #MeToo.
Quella di Bombshell è una storia d'impatto, interessante, sicuramente dura e questo diciamo passa attraverso il film, ma non al 100% per via di alcuni fattori.
Intanto lo stile: più che un film drammatico o biografico, Bombshell ha le sembianze di un docufilm di inchiesta, tanto che le stesse protagoniste si rivolgono direttamente a noi spettatori per spiegarci qui e lì alcuni passaggi. Non so se sia stata una scelta voluta stilisticamente o dovuta al fatto che magari un pubblico internazionale potesse non conoscere i dettagli di una storia che riguarda, se presa tal quale, gli Stati Uniti, ma non è comunque un aspetto che mi ha convinto del tutto, perché credo tenda a creare un po' di distacco.


In generale il ritmo quasi concitato che vediamo nel trailer, e che sembra suggerire la struttura di una commedia dark, non è proprio quello del film, che invece prosegue fluido ma in modo placido, senza grossi slanci, se non alcuni tagli un po' netti. Letteralmente mi giravo un attimo ed il film era andato già un anno più avanti. Non ne risente però la piacevolezza, non è per questo un film complicato da seguire o che annoia.
Ammetto che però, come vi dicevo, l'effetto di Bombshell su di me non è stato così forte da lasciare il segno. Questo credo sia da imputare anche al fatto, che non è una storia che ci riguarda direttamente, che ci immerge nello showbusiness americano, e che magari può essere non facile da leggere per chi non conosce i valori politici che segue la Fox News, per quanto appunto quello degli abusi sessuali nell'ambito lavorativo è un argomento universale purtroppo.


Probabilmente una chiave di lettura diversa, una regia più forte, avrebbe creato più empatia proprio per la vicenda specifica e per i suoi protagonisti, e non solo perché lo spettatore può essere sensibile al tema. Come vi dico spesso, l'emotività deve andare da dentro a fuori, non al contrario. Noi sappiamo che è una vicenda difficile e scandalistica ma non ci viene presentata del tutto così.
Un altro motivo per cui guardare Bombshell è l'ottima interpretazione delle attrici, specie Nicole Kidman e Charlize Theron che sono perfette nei ruoli, anche grazie ad un make up cinematografico impeccabile. Mi ha convinto meno Margot Robbie, non tanto per l'idea di racchiudere nel suo personaggio un più un simbolo di diverse donne vittima di violenza, quanto perché questo ruolo timorato di dio, che ritorna spesso nelle sue interpretazioni, secondo me ne limita il talento.
Bombshell è un film da guardare perché ci porta un argomento importante, che è sempre bene conoscere e approfondire, ma non appesantisce, perché è ben recitato (infatti tutte le candidature a premi più o meno importanti riguardano proprio le attrici), perché è attuale e per quei (pochi) momenti di tensione papabile. Secondo me ha avuto fortuna nel capitare su Prime Video, perché funziona meglio su questo canale, o in televisione, piuttosto che al cinema.

Genere: biografico, drammatico
Durata: 109 minuti
Regia: Jay Roach
Uscita in Italia: 17 Aprile 2020/1 Luglio 20202 (al cinema)
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 6


24 commenti:

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  1. Parasite l'ho visto e condivido le tue sensazioni.
    I due mondi agli antipodi alla fine si rivelano ambedue fragili e pronti ad implodere.
    Non vedo l'ora di vedere Judy, sto aspettando che arrivi su Sky. L'altro in tutta onestà mi prende meno. Ma sarò solo io che sono stufa del metoo? Vabbè sono stata politicamente scorretta!
    Abbraccio.

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    1. Sono certo che Judy ti piacerà, è un bel ritratto di una storia toccante.
      Capisco il tuo parere su Bombshell, anche se credo ci saranno molte altre produzioni a riguardo ancora per un po' 😅
      Un abbraccio a te!

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  2. Non ne ho visto nemmeno uno però, pur avendone già sentito parlare, mi hai incuriosito un sacco con Parasite!

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    1. Parasite è sicuramente quello da recuperare senza alcun dubbio, è un film particolare, ma ti piacerà :D Fammi sapere!

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  3. Ho adorato Parasite, di Judy ho apprezzato la performance della Zellweger però in generale il film mi è piaciuto senza entusiasmarmi; di Bombshell ho sentito parlare bene proprio per via della recitazione delle tre protagoniste, tra l'altro sia Nicole Kidman che Charlize Teron mi piacciono un sacco.
    Riguardo a ciò che dici di Parasite, sul sollevare incredulità, eccetera, a me la cosa non ha disturbato perchè l'ho considerata come il fine che giustifica il mezzo, ovvero il voler far passare un certo messaggio. Poi sarà che sono abituata alle "assurdità" del cinema coreano XD

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    1. Anche a me piacciono moltissimo, Charlize in particolare è perfetta! Secondo me ti piacerà, è un film scorrevole che alla fine ti fa passare la serate.
      In effetti capisco che bisogna conoscere la cultura coreana per capirlo un po' di più, ma già così funziona benissimo :D

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  4. visti tutti e 3, il primo trovato strano, ne bello ne brutto a mio parere ma strano, però effettivamente merita il suo successo, Judy mi è piaciuto molto mentre il terzo anche mi è piaciuto e tratta temi importanti ma concordo con te non da cinema

    mallory

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    1. Bombshell mi sembra proprio film da prima serata su Canale 5 😅🤣

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  5. Di questi tre ho visto Parasite, ed è stato qualcosa di eccezionale, un film unico e strabiliante. Meritati davvero i premi ;)

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  6. Cavolo, quindi Bombshell è più "televisivo", dici? Di certo argomento attuale e scottante.
    Tra questi, ho visto solo Parasite e sottoscrivo il tuo giudizio, anche sulle famiglie (sono tutti perdenti, i poveracci che son topi puzzolenti e i ricchi, che sono vuoti e fessi).
    Judy non so... ma davvero si notano le pieghe sulle tempie?? XD

    Moz-

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    1. Secondo me sì, perché pur essendo una storia scottante non ci sono immagini comunque forti, ed in generale scorre bene, è "tranquillo" diciamo così.
      Se guardi anche solo il trailer a minuto 0.51 si intravedono le pieghe che dico, ma sì, si notano abbastanza in alcune scene 😅

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  7. La storia vera raccontata in Bombshell mi ha colpito di più nella versione mini serie tv The Loudest Voice con Naomi Watts nella stessa parte della Kidman e un Russel Crowe irriconoscibile e bravissimo, ti mette direttamente nella testa di chi molesta e abusa del proprio potere e mostra i retroscena politici di molta storia recente americana a noi quasi sconosciuti fino all'elezione di Trump. Parasite l'ho visto molto tardi dopo averne sentito parlare bene da chiunque, regia, simbolismo e fotografia da manuale, non credo si parli abbastanza dell'incredibile lavoro di scenografia, è tutto girato e costruito in studio, compresa la scena dell'allagamento.

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    1. Della serie tv sul caso di Bombshell ho sentito parlare molto poco, me la consigli quindi? Immagino che avendo a disposizione più puntate si potesse fare un approfondimento più ampio.
      Ho sentito del lavoro di scenografia fatto, appunto riguardo alla ricostruzione di tutto ed in effetti, a guardarlo non si direbbe affatto.

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  8. Ho visto sia Bombshell che Parasite. Il primo mi è piaciuto, ma mi aspettavo di più. Il secondo mi è piaciuto tantissimo, infatti sto meditando di rivederlo per cogliere meglio certi passaggi.

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    1. Cosa non ti ha convinta di Bombshell? Anche io devo dire che mi aspettavo di più! Parasite richiede certamente attenzione, e se fai bene a rivederlo, anche io credo dovrei dargli un'altra chance!

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  9. Parasite non mi attirava particolarmente per via del gran parlarne che se n'è fatto. In teoria solitamente avviene il contrario, ma io sono strana XD
    Dopo aver visto il trailer completo e averti letto, però sono molto curiosa di vederlo anche io.
    Mi segno anche Bombshell perché mi piacerebbe capire un po' la storia che c'è stata e perché da donna, il tema lo sento particolarmente!
    Buon fine settimana Pier ;)

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    1. Ti capisco, alla fine sentirne parlare sempre diventa estenuante 😅
      Contento di averti messo curiosità perché secondo me merita!
      Bombshell non credo possa fare schifo al 100% a qualcuno :D Al massimo non ti lascia super entusiasta!
      Buon fine settimana 😊

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  10. In autunno avevano proiettato Parasite in un piccolo cinema della mia città e io mi ero detta "Mah, il film coreano sulla lotta di classe lo lascio perdere". Naturalmente l'ho visto in un multisala dopo la vittoria dell'Oscar e mi è piaciuto molto. Concordo sul fatto che alcuni aspetti risultano poco credibili, secondo me non tutto va preso alla lettera, ma il messaggio globale è importante. Judy non mi attira granchè, mentre Bombshell è nella mia lista dei film da vedere. Un altro film che ho visto di recente e apprezzato è I miserabili di Ladj Ly, sulle banlieue francesi. Un abbraccio!

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    1. Ciao Ilaria, sì credo anche io che sia più un voler mandare un messaggio, l'intento di Parasite, che essere perfettamente coerente, anche se secondo me bastava un po' migliorare il finale e tutto quadrava.
      Mi segno I miserabili! Devo dire che non mi aveva attirato, un po' per il titolo già usato credo, ma gli darò una chance! Grazie e un abbraccio a te 😊

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  11. L'ultimo non l'ho visto, lo recupero domani perchè -da quello che leggo- dovrebbe piacermi!

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    1. Allora aspetto di sapere che te ne pare se ti va 😄

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  12. Tra questi ho visto Bombshell e l'impressione che mi ha fatto è quella di un film molto interessante... fino a un certo punto! Diciamo che per i 3/4 della durata viene spiegato tutto abbastanza bene e rimani pure incollato allo schermo, poi sul finale mi sembra che il film si perda andando troppo velocemente... ho avuto un'impressione del tipo: "Non avevano più tempo/budget, si sono dovuti sbrigare e hanno concluso il tutto così". Sì, è un film che va visto, ma mi aspettavo molto, molto di più. Anch'io darei 6 come voto.
    Judy vorrei tanto vederlo!

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    1. Credo che il problema fosse la storia: alla fine, una volta che Ailes viene smascherato, non c'è molto altro che possa colpire lo spettatore, si perde il pathos, quindi è tutto un diluendo, secondo me.

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