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Maschere viso e patch occhi in tessuto Sephora: le mie opinioni!

Fra le maschere in tessuto più amate e immagino più famose, ci sono sicuramente quelle di Sephora che, se non erro, sono fra le prime maschere in tessuto ad essere sbarcate qui in Italia, caratterizzate non solo dalla facile reperibilità, ma anche da un costo tutto sommato accettabile (senza contare che spesso vanno in saldo).
Le maschere viso in tessuto di Sephora sono disponibili al momento in otto varianti, ma ci sono anche dei patch per gli occhi che, non ho capito però come mai, sono disponibili in 12 declinazioni in base ai diversi estratti. Ho visto qui e lì che pare verrà inserita qualche novità per questa estate, ma non so se si tratta di qualcosa di permanente che va a sostituire alcuni pezzi della gamma.


Vi sorprenderò con effetti speciali perché io queste maschere le avevo acquistate a Milano e ve le avevo mostrate ormai due anni fa, e le avevo utilizzate relativamente qualche tempo dopo, appuntandomi tutte le mie impressioni durante l'utilizzo (come faccio di solito).
Il perché questa recensione non abbia visto luce fino ad oggi non è chiaro, ma è un po' l'emblema della mia vita: sempre in ritardo. 
Fra tutta la selezione di maschere in tessuto Sephora io ho scelto tre maschere e tre patch occhi abbinati. 
Ci sono ovviamente aspetti che accomunano questi prodotti e, ad esempio il tessuto delle maschere è sottile, ma di un materiale resistente che non si strappa andandola ad applicare, e segue bene il viso; non le ho trovate scomode da indossare perché tagliate abbastanza bene, anche se intorno alla bocca le avrei preferite un po' più grandi. Le maschere viso sono avvolte da un altro strato di tessuto, che alla fine non serve a nulla e mi sa un po' di spreco. Il siero di queste maschere è uguale per tutte a livello di consistenza, lo definirei liquido ma con un pizzico di vischiosità. 
I patch occhi invece sono fatti di un materiale leggermente più spesso e con una trama come a piccole onde che però non ho gradito e poi vi spiego perché. Sono dei patch abbastanza grandi tanto da coprire tutto il contorno occhi passando per l'osso orbitale e salendo per la tempia. Quelle zone insomma dove si formano le zampe di gallina.


Sia appunto le maschere che coprono tutte il viso, che le maschere occhi hanno degli INCI molto simili, in cui cambia praticamente l'estratto naturale che caratterizza il trattamento. Se vi aspettate degli ingredienti eco compatibili, vi sbagliate
Saprete ormai che qualunque maschera viso io faccia, specie quelle in tessuto, le tengo in posa un minimo di mezzora, quindi almeno il doppio di quanto consigliato da Sephora.
Ma vediamole ad una ad una. 

Maschera viso in tessuto effetto seconda pelle Alghe | Algae Face Mask

Non abbiate paura, questa maschera in tessuto Sephora non puzza di alghe ma ha un profumo piacevole e fresco, delicato, non saprei esattamente dire di cosa ma che comunque non infastidisce nella lunga posa.
La maschera è davvero ben imbevuta, fin troppo imbevuta di questa essenza liquida che non solo ho in parte riversato sul viso, ma che ho potuto spalmare anche su braccia e gambe a uso trattamento completo.


In casa Sephora sono molto generosi e intingolano per bene le loro maschere. 
Nel caso della Algae Face Mask la mia posa ha superato di poco i 30 minuti fin quando ciò la maschera era quasi asciutta; potevo tenerla ancora in posa ma mi ero scocciato (quanto ero sciocco a non sapermi rilassare N.d.A). 
La sensazione che mi ha dato è stata quella di pelle fresca e distesa, sensazione che dura abbastanza. 
Da quanto si legge sul sito Sephora, la maschera dovrebbe essere
Purificante detossificante
- Purifica e detossifica la pelle.
- Aiuta a eliminare le impurità responsabili del colorito spento.
Ma personalmente a livello di purificazione non ho notato grandi migliorie se non i pori che sembrano più chiusi, e in generale la pelle più compatta. Non mi aspettavo ovviamente che eliminasse i punti neri e non so se può avere un qualche effetto sfiammante sui brufoli.
Il lato negativo che ho riscontrato in questa maschera alle alghe è che la pelle risulta un po' appiccicosa al tatto, non appesantita e nulla che mi abbia dato fastidio, ma nonostante la posa già lunga, il mio viso aveva bisogno di più tempo per assorbire tutto il siero. Per cui è un trattamento che consiglio la sera in modo tale da non essere tentati di sciacquare tutto ma aspettare, e che consiglio a pelli un po' più esigenti, o potrebbe risultare fastidioso. 
Però mi è piaciuta: la pelle risulta rassodata, idratata e luminosa. Quindi sì, la ricomprerei.

INFO BOX
🔎 Negozio Monomarca Sephora, sito online
💸  € 3.90
🏋  22gr
🗺  Made in Taiwan
⏳   1 maschera monouso
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 Maschera-patch occhi in tessuto Alghe | Algae eye mask


La maschera patch alle alghe di Sephora è ben imbevuta anch'essa di siero e caratterizzata da un odore molto delicato, e non mi hanno dato fastidio agli occhi anche tenendoli in posa molto a lungo, pur andando veramente vicino alla rima ciliare. Non scivolano via penso proprio grazie al bilanciamento fra la quantità di siero e lo spessore del tessuto. 
Quanto ai risultati che Sephora promette, secondo me c'è un po' di confusione. Sul sito si legge:
Maschera-patch occhi alghe
- Tonificante detossificante
- Tonifica e detossifica la pelle.
- Aiuta a eliminare le impurità che alterano la luminosità del contorno occhi.
- Per uno sguardo riposato, fresco e radioso.
Ora, non capisco cosa ci sia da detossificare sul contorno occhi, ma devo dire che ho notato l'azione tonificante: questa maschera patch mi ha lasciato la zona perioculare fresca, e distesa
Devo però far notare una cosa: i patch hanno delle piccole ondine nella texture del tessuto e queste ho notato che si stampano sul contorno occhi lasciando il segno. È una cosa momentanea, ma appena rimosse le mascherine, vedere quei segni lascia un attimo interdetti. Forse è anche colpa mia che li ho lasciati in posa fin quando non si sono asciugati, ma avrei preferito un tessuto liscio. Inoltre mi aspettavo qualcosina in più per quanto riguarda l'idratazione, sebbene non sia la promessa principale della Algae eye mask di Sephora.

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💸  € 3.90
🏋  6gr
🗺  Made in Taiwan
⏳   1 maschera monouso
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Maschera viso in tessuto effetto seconda pelle Rosa | Rose Face Mask

Come la sorella alle alghe, la maschera alla rosa ha questo doppio strato di tessuto, ma non so come mai mi sembra meno pasticciosa da applicare. Sì, non so se sia stata una mia impressione ma aveva un po' meno siero dell'altra.


Era sempre molto imbevuta e un po' di siero c'era sul fondo della confezione ma non tanto da coprirmici da capo a piedi.
La Rose Face Mask Sephora promette 
Ultra idratante illuminante
- Disseta la pelle per un'idratazione intensa.
- Dona una sferzata di luminosità immediata.
- Rende la pelle rimpolpata, fresca e luminosa.
Per quanto riguarda la mia opinione, devo dire che sulla pelle anche questa risulta molto fresca, forse anche troppo per essere utilizzata d'inverno ma al tempo stesso essendo molto imbevuta d'estate può risultare troppo idratante, ovviamente dipende dal tipo di pelle. Su di me ad esempio l'idratazione non è stata così alta come dovrebbe essere secondo la descrizione. Inoltre volendo mettere in ordine i benefici direi che ho notato una buona luminosità, ma mi aspettavo forse di più a livello proprio di compattezza, di turgore della pelle. Anche questa maschera alla rosa mi ha lasciato una leggera patina appiccicosa. Nulla di insopportabile tanto da sciacquarla, ma c'è.
Probabilmente non la ricomprerei, è vero che non ha difetti particolarmente gravi ma sempre nella gamma di Sephora ho preferito altro. 

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Maschera-patch occhi in tessuto Rosa | Rose eye mask

Opinioni Maschera viso in tessuto Sephora

Anche i patch occhi alla rosa di Sephora presentano lo stesso "problema" delle ondine sul tessuto. Però hanno tanti punti positivi a loro vantaggio. Intanto la quantità di siero, giusta per funzionare, senza però sgocciolare lungo il viso e all'interno della confezione non ho trovato del disavanzo di siero. Considerate che li ho utilizzati mentre guardavo Feud, quindi una posa di circa un'ora.
Sui risultati mi sento di concordare con quelli di Sephora che dicono
Maschera-patch occhi rosa
- Ultra idratante illuminante
- Disseta la pelle delicata del contorno occhi per un'idratazione intensa.
- Dona una sferzata di luminosità immediata.
- Per una pelle rimpolpata e uno sguardo luminoso.
Ho notato effettivamente un leggero effetto schiarente della zona perioculare. Non che abbia rimosso le mie occhiaie ma ha sicuramente reso il contorno occhi più luminoso. Sicuramente la zona era più idrata, anche qui, non una idratazione pazzesca, come desidero io specie d'inverno, ma al mattino dopo il mio contorno occhi stava bene, era liscio, morbido e appunto disteso e idratato.
La pelle inoltre era più compatta.

INCI maschere tessuto sephora

Appena rimossi i patch, che erano asciutti, la zona era leggermente appiccicosa, situazione che è migliorata man mano che i residui di prodotto si sono assorbiti, ma non al 100% quindi non so come possa essere come trattamento giornaliero per poi applicarci il make up ad esempio sopra.
Per il resto potrei tranquillamente ricomprare questi patch occhi alla rosa di Sephora.

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Maschera viso in tessuto effetto seconda pelle Perle | Pearl Face Mask

Non so cosa pensassi quando ho deciso di comprare una maschera alle Perle. Forse per un attimo mi sono sentito una regina, forse il colore delle confezioni, chi può dirlo.
Comunque la maschera è uguale alle altre, con un buon profumo fresco, delicato ed effettivamente femminile.

Opinioni Maschera viso in tessuto

Fra tutte le maschere in tessuto Sephora che ho provato, però questa è quella che mi ha deluso di più. Intanto loro dicono che questa maschera dovrebbe
Uniformante illuminante
- Uniforma l'incarnato e riduce le discromie cutanee.
- Esalta la luminosità dell'incarnato.
- Rende la pelle uniforme, fresca e radiosa.
Sappiamo tutti che per eliminare le discromie della pelle serve ovviamente costanza nell'utilizzare un prodotto rivolto a questa problematica, quindi facciamo che chiudo un occhio. Anche perché non ho discromie particolari.  
Ma non ho notato maggiore luminosità della pelle. O per lo meno non ho notato maggiore luminosità rispetto a quanto mi abbiano dato le altre maschere, ma in questo caso è il beneficio primario che dovrebbe dare alla pelle.


Anche per quanto riguarda l'idratazione mi è parsa uguale alle altre, quindi sufficiente. Ma un altro aspetto che mi ha lasciato deluso della Pearl Mask di Sephora è che mi ha più deluso è stato il turgore, non pervenuto. E per concludere, come perla nella conchiglia (per essere in tema) è anche lei un po' appiccicosa, come le altre.

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💸  € 3.90
🏋  22 gr
🗺  Made in Taiwan
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Maschera-patch occhi in tessuto Perle | Pearl eye mask


Tutto al contrario della maschera, ho apprezzato molto i patch per gli occhi alle perle proprio perché mantengono ciò che promettono, ovvero: 
- Uniformante illuminante 
- Uniforma la pelle del contorno occhi e riduce le discromie cutanee.
- Esalta la luminosità dello sguardo.
- Per una pelle uniforme, raggiante e luminosa.
Fra tutti i patch Sephora che ho provato sono quelli che mi hanno dato una maggiore azione schiarente ed illuminante della zona. Di nuovo: non eliminano le occhiaie, non fatevi strane idee, ma appunto rendono la zona e lo sguardo più sveglio. Anche questi patch sono piacevolmente freschi da tenere in posa, mentre ho trovato discreto il potere idratante e di distensione del contorno occhi.
Aggiungo, qualora ve lo steste chiedendo, che l'odore molto delicato, difficilmente percettibile dal mio naso. Quindi sì, se non si fosse capito sono quelli che comprerei di nuovo più volentieri, fermo restando però che anche loro presentavano il tessuto con la trama ad ondine che per me ha tolto mezzo punto a tutti questi patch occhi Sephora.

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💸  € 3.90
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Quando ho scritto queste recensioni non avevo ancora una grandissima esperienza per quanto riguarda le maschere in tessuto (ho recuperato però) ma penso di aver trasmesso abbastanza chiaramente il fatto che secondo me le maschere in tessuto Sephora, siano esse viso e occhi, sono tutto sommato valide seppur con i loro difetti. 
Devo fare una specifica: se dico che "le ricomprerei" è per darvi un parere in più su cosa penso del prodotto, per farvi capire che nonostante ci possano essere dei "contro", non è nulla di così grave da impedirmi di riutilizzarle, ma se devo pensare di acquistare di nuovo questi trattamenti viso Sephora probabilmente mi lancerei prima sulle altre varianti.
Le avete provate? Vi incuriosiscono? Me ne suggerite altre che vi son piaciute particolarmente?





Recensione Film 🎥🎬: The Post (2017) | Perché non avrebbe meritato l'Oscar secondo me.

Chiusa la stagione degli awards, noi amanti del cinema un po' rattoppati scattiamo con un recupero coatto di tutte quelle pellicole che volevamo vedere ma che per ragioni diverse non abbiamo visto in tempo. 
Le motivazioni sono più o meno spesso rivolte al fatto che quel film non ci attirava a tal punto da far le corse per vederlo fresco di uscita, oppure perché nel mentre ne ne sentiamo parlar male e quindi ci scoraggiamo. 
Sto parlando al plurale ma in realtà mi riferisco a me, ed in particolare mi riferisco al film The Post.


Genere: biografico, storico  
Durata: 115 minuti
Regia: Steven Spielberg
Uscita in Italia: 1 Febbraio 2018
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Avevo visto alcune interviste di Meryl Streep e Tom Hanks riguardo a The Post, e mi ero lasciato affascinare, perché, anche se non ho una estrema simpatia per Hanks, Meryl Streep è un po' un marchio di fabbrica e sa sempre come convincerti, col suo modo di fare spiritoso, semplice ed elegante.
Ciao Meryl TVB.
Ma no, purtroppo un cast valido non riesce a salvare un film che non ha molto da raccontare.
Il fatto che le vicende si basino su un fatto realmente accaduto era un altro degli elementi che mi aveva avvicinato alla visione di The Post, che però, non fraintendetemi, non è un brutto film, non è fatto male, ma manca di qualcosa.


In passato abbiamo già visto tanti film su indagini giornalistiche che riescono a svelare dei retroscena oscuri, magari per lungo tempo celati da poteri forti, che spingono i personaggi anche ad una battaglia personale. Penso ad esempio a Il Caso Spotlight che secondo me, per quanto non sia una perla della cinematografia mondiale, è una pellicola interessante che vi consiglio di recuperare.
Questa è un po' una premessa già poco originale con cui confrontarsi e che per me toglie un po' di fascino alla pellicola, per cui i punti a vantaggio di The Post sarebbero dovuti essere lo sviluppo della storia ed eventualmente le scelte di regia
E non ci siamo in entrambi i casi.
The Post si snoda in un arco temporale di circa dieci anni. All'inizio siamo a metà degli anni '60 quando la guerra in Vietnam continua a mantenere la sua ombra sulla situazione sociopolitica non solo statunitense ma anche mondiale. La guerra ha raggiunto una fase di stallo ma il segretario della Difesa Robert McNamara vanta con i media gli incredibili progressi fatti. Questa situazione però non sta bene all'analista militare Daniel Ellsberg, divenuto un oppositore della guerra in Vietnam per le stragi compiute durante gli attacchi. Proprio per portare alla luce questa situazione, Ellsberg decide di copiare alcuni documenti top secret del Dipartimento della Difesa dove si spiegavano le strategie americane proprio durante la guerra in Vietnam fin dall'amministrazione del presidente Johnson.


Solo nel 1971 però questi documenti vedranno la luce. Ellsberg infatti tenta di vendere i fascicoli al New York Times, ma il presidente in carica Nixon ne blocca la pubblicazione con una ingiunzione legale. Non servì a molto perché la documentazione finì nelle mani del Washington Post
La nuova proprietaria del Post, Katharine Graham, doveva fronteggiare una situazione mica semplice: il suo giornale non andava proprio benissimo, tanto che per risollevarne le sorti, soprattutto economiche, la donna decise di quotarlo in borsa. Poter pubblicare del materiale così scottante poteva rivelarsi un arma a doppio taglio, da un lato portando lustro al giornale, dall'altro affossandolo anche legalmente.


Voi a questo punto vi chiederete come mai mi sia messo a raccontarvi la trama di The Post, ma la verità è che non c'è molto altro da raccontare su questo film. Va avanti in modo linearmente semplice, una trama che si svolge senza intoppi, senza colpi di scena, senza stravolgimenti
The Post non è un film su una indagine giornalistica, che scava nel turpe, ma su una scelta: pubblicare o no dei documenti compromettenti. E si arriva alla fine con più o meno la stessa enfasi e coinvolgimento di aver letto un libro di storia. Un libro di storia scritto bene, ma che non emoziona. 
Certo, ci posso cogliere dei messaggi, come quello comunque attuale della libertà di stampa e quindi di espressione, oppure posso carpire come veniva vista una donna che assumeva un ruolo di spicco e di comando all'epoca, magari paragonandolo al giorno d'oggi, ma questi temi più o meno sotterranei.



E come mi è capitato di dire altre volte, a me va bene la morale in un film, ma deve avere dei contenuti che riescano a prendermi.
Da qualche parte qualcuno diceva che Meryl Streep nella sua interpretazione di Katharine Graham è sottotono, ma secondo me è semplicemente un ruolo troppo sciapo per lei, che le riesce troppo facile, troppo nelle sue corde, e il risultato è che questa donna remissiva e che sta al posto suo, risulta piatta.
Ma piatti sono anche tutti gli altri personaggi che entrano ed escono senza dire nulla, senza un background, senza una storia dietro. In alcuni punti è la stessa signora Graham che si mette a raccontarci qualcosa di più su la sua storia e su ciò che prova in un momento così particolare della sua vita e della sua carriera. Per il resto tutto si svolge senza mordente, senza grinta, ma secondo quella storia che tutti conosciamo (o che possiamo leggere su Wikipedia).
The Post è un film che può funzionare in tv, ma vincere un Oscar, specie come miglior film sarebbe stato un affronto a pellicole molto più emozionanti

Voto 6






I miei acquisti (beauty) del periodo: VictoriaHealth e Antos Cosmesi

L'altro giorno vi dicevo che non faccio acquisti da un po', e ora spunto con un post sulle mie esperienze di acquisto online.
No, non è che vi piglio in giro, ma veramente per buona parte di Gennaio e tutto Febbraio non ho acquistato nulla che non fosse essenziale o che non avessi terminato. Complice l'accumulo massiccio del periodo precedente, e aggiunto il fatto di non avere necessità né particolari desideri, ho rallentato gli acquisti, soprattutto cosmetici e beauty.
Sono stato compulsivo, vostro onore, lo confesso.
Però non mi lascio mai scappare qualche buona promozione e ovviamente se termino dei prodotti che utilizzo quotidianamente, mi tocca rimpiazzarli. Diciamo però che nel caso dei miei ultimi acquisti non è andata esattamente così, ma procediamo per ordine. 
Era Gennaio e io, con fare allarmistico pubblico su Facebook questo status:

 

Sul sito di The Ordinary la Argireline Solution 10%, ovvero uno dei miei prodotti TOP del 2017, non era più disponibile. La stessa azienda mi aveva confermato tramite e-mail che per via della regolamentazione europea non era più possibile acquistare il prodotto e non lo sarebbe stato per un po', almeno fino a primavera; ed io, andando appunto nel panico ho pensato fosse meglio fare scorta onde evitare di restare senza. In realtà la crisi è rientrata (per motivi a me ancora ignoti) nel giro di pochi giorni, ma io intanto avevo acquistato.
Capite come i signori The Ordinary abbiano giocato col mio fragile cuore? Brandon non me lo dovevi fare.

Per fare scorta di questi prodotti, mi sono rivolto ad un sito che volevo provare da tempo, abbastanza noto anche per rivendere appunto i prodotti Deciem, ovvero il sito inglese di VictoriaHealth
VictoriaHealth è un e-commerce devo dire ben consolidato nel panorama della vendita online, infatti penso lo conosciate meglio di me. È un sito che rivende tantissimi brand, sia cosmetici, prodotti per il corpo, il viso e i capelli, sia integratori alimentari, supplementi e té (giustamente essendo inglese...). 



È un sito molto semplice da navigare ed è carino, ben suddiviso anche con la sezione brand, ed inoltre ci sono tanti approfondimenti, oltre al fatto che è possibile iscriversi alla newsletter in cui sono allegati anche articoli tematici relativi al benessere e la salute in genere. 
Navigarlo, creare il proprio profilo e piazzare un ordine è molto semplice, anche se ovviamente è tutto in lingua inglese (lo potete tradurre con Chrome se vi fa fatica cercare di capire) e i prezzi sono in sterline.
Pur essendo un sito con sede in UK, VictoriaHealth spedisce internazionalmente, e ci sono tanti metodi di pagamento, fra cui carta di credito e il santissimo e divinissimo Paypal. 
Devo darvi però due brutte notizie. La prima sono le spese di spedizione.
VictoriaHealth ha due tipi di spedizione internazionale: quella tracciata, e quella ovviamente non tracciata ed entrambe sono un po' costose. Scrivono sul sito:
Pacchi internazionali standard
Gli ordini il cui valore totale è inferiore a £50 possono essere inviati utilizzando un servizio pacchi internazionale prioritario che accredita £ 1,65 per ordine più £ 6,65 per kg.
Pacchi internazionali con firma (tracciati ndr)
Per gli ordini con un valore superiore, viene utilizzato un servizio firmato che addebita £ 6,50 per ordine, più £ 4,35 per kg per destinazioni nell'UE e in Irlanda o £ 6,65 per kg per destinazioni al di fuori dell'UE.
Questo vuol dire che anche se ordinate prodotti piccoli e leggeri, comunque le spese di spedizione salgono. Vi racconto cosa ho preso e quanto ho speso in un attimo, ma prima la seconda brutta notizia.
Proprio un paio di giorni fa ho ricevuto questa mail:


In pratica Gill si scusa ma su VictoriaHealth non venderanno più i prodotti DECIEM fra cui appunto The Ordinary perché a loro dire è troppo stressante gestire le liste di attesa per diversi mesi. Sinceramente se vi è capitato di acquistare dal sito Deciem (qui la mia esperienza) e magari siete stati costretti ad inserire la mail per farvi avvisare quando un prodotto torna disponibile, non impiega chissà quanto tempo. Poi magari il marchio vuole sfavorire i rivenditori, ma a me la cosa è suonata un po' strana. Bòn.
Deciem quindi resta disponibile fino ad esaurimento scorte. 

Vi dicevo quindi che ho inoltrato il mio ordine proprio giorno 12 Gennaio, acquistando due Argireline Solution 10% e un flacone di Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2% che devo ancora testare ma mi lancio presto, spendendo un totale di £15.90 più £3.20 di spedizione non tracciabile. Il totale in euro era di circa 22 euro, non male, soprattutto se considerate che all'epoca non potevo fare altrimenti.
Lo stesso giorno ricevo una mail che mi conferma che il mio ordine è stato spedito, e da quel momento aspetto. Avevo dato per sperduto il mio pacchetto ma giorno 25 Gennaio (vi ricordo che abito in Sicilia), quindi circa 10 giorni lavorativi più tardi, ho ricevuto il mio ordine tramite Poste Italiane, ovviamente non ho dovuto firmare. Quindi se, come sempre vi dico, la posta da voi fa cilecca, meglio scegliere la spedizione con firma. 

Victoriahealth opinioni

Sinceramente sono rimasto un po' perplesso dell'imballaggio che era praticamente una bustina da spedizione con all'interno del pluriball, e i prodotti in ulteriore pluriball. Un po' poco a mio avviso, considerando che all'interno due delle confezioni erano di vetro. Una delle confezioni di cartone esterne, quella della Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2%, era un po' schiacciata, ma diciamo che mi è parso un test per assicurarsi che le confezioni The Ordinary resistano bene agli urti. La cosa che mi lascia perplesso è che questa spedizione è comunque a pagamento, non è gratis quindi boh, mi sembra un po' cheap non mettere i prodotti in una scatolina.

victoriahealth the ordinary italia

All'interno della confezione c'era anche la fattura e la versione stampata della newsletter di gennaio, ovviamente in inglese ma carina come cosa. 
Quindi la mia impressione su VictoriaHealth è un po' tiepida: non posso dire che non sia un sito valido, efficiente e carino, ma penso che ci riandrei ad acquistare se non avessi altre alternative.

Sempre intorno a Gennaio facevo bellamente i fatti miei su Instagram, e fra i post sponsorizzati mi è apparsa questa immagine



In verità non seguo il Vanity Space Blog, so ovviamente che tratta di cosmesi ma non so molto altro, ma quando ho visto questa promozione con il sito di AntosCosmesi, mi ha fatto gola e ci ho  piazzato un ordinino. 
Antos Cosmesi, se non la conoscete, è un'azienda italiana, di Casale Monferrato per l'esattezza, che produce cosmetici naturali da diverso tempo ormai, più di venti anni. Io ho già parlato di questo marchio (qui potete recuperare qualche recensione) ma avevo sempre acquistato da rivenditori, che sono tantissimi ormai, e mai dal sito ufficiale. Capisco anche perché: acquistare un solo marchio non lo fai, a meno che non sei un reale aficionado del brand e ti compri di tutto, avendo poi la certezza di avere il prodotto fresco di fabbrica, e tendenzialmente con la comodità di avere tutta la gamma di prodotti disponibili. Io preferisco variare molto i marchi che utilizzo quindi non mi ci sono mai lanciato, ma la promo era interessante, il 20% di sconto più spese gratis da 20 euro è una offerta secondo me valida ed ero curioso di prendere un paio di cose di Antos da provare. 
Le condizioni di vendita da Antos Cosmesi sono comunque accettabili anche senza promozioni e seguono un po' quelle che si trovano su altri siti monomarca italiani:
I costi di spedizione ammontano a  € 5,99 fino a € 49,90 di spesa. Superati la somma di € 49,90 la spedizione è sempre gratuita.
È possibile pagare tramite carta di credito, Paypal e anche il contrassegno. Sul sito appaiono tre corrieri disponibili: Bartolini, GLS e TNT, comunque una spedizione tracciabile.
Quindi io ho fatto il mio ordine giorno 26 Gennaio, e questo è partito giorno 6 Febbraio, come giustamente specificato sulla promozione. Giorno 7, era già a casa mia in Sicilia, grazie al mio amato corriere Bartolini.


Il pacchetto era imballato benissimo, davvero a prova di Lupin, e nelle Instagram Stories vi avevo anche spoilerato un po' i miei acquisti, quindi se non li avete visti peggio per voi che non mi seguite. Vi posso dire però che avevo speso €20.40 e dentro al pacchetto ho trovato appunto gli otto campioni compresi nella promozione, una cartolina di ringraziamento per aver partecipato alla promo, un piccolo catalogo dei prodotti Antos, e in più, straordinariamente, anche lo Scrub Labbra  al nocciolo di albicocca a cui non avevo diritto visto che anche senza lo sconto del 20% non avrei speso €29.90.



Per cui non posso che ringraziare la generosità di Antos (che non credo sapesse avrei parlato pubblicamente della mia esperienza col loro sito) e mi complimento per la puntualità e la precisione. Quello che posso dire a voi è di seguire magari il sito sui social e vedere se ricapita un'altra promozione così ghiotta; secondo me molto interessante soprattutto se non avete provato nulla del marchio, visto che Antos vende un kit prova con otto diversi campioncini dei loro prodotti, che è una cosa ottima per approcciarsi al brand.

Insomma queste sono state le mie ultime esperienze di acquisto degli ultimi mesi. Nulla di speciale, ma come sempre spero di avervi fatto conoscere due nuovi siti da cui acquistare o avervi tolto qualche dubbio. Voi avete approfittato della promozione Antos? Conoscevate VictoriaHealth?



{Aggiornamento #79}
Chiamami col mio nome.


Il motivo per cui i post di aggiornamento sono diventati sporadiche epifanie, è che manca la materia prima: novità stimolanti che possano interessarvi. 
Inoltre richiedono uno scandagliamento fra pensieri passati e presenti che non sempre ho voglia di affrontare. 
La conseguenza è che questo tipo di post alla fine rischiano di diventare un intreccio di frustrazioni in cui cerco di raccontarvi cose di cui non voglio raccontarvi perché finirei per annoiarvi e quindi alla fine racconto fuffa. 
Però questo genere di articoli fanno tanto bene a me, che finisco per liberare un po' la mente, per mettere un po' in ordine e per lasciare una traccia del tempo che passa e di cosa mi passa per la mente.
E poi qui è gratis, mentre uno psicoterapeuta ha una parcella che non potrei sostenere. 

Febbraio è come togliere un cerotto: dura poco ma fa male.
Non so se ho già usato questa metafora, ma è sempre valida. Soprattutto se pensate ad un cerotto incollato dove avete i peli.
Febbraio è stato bruttino, ansiogeno senza motivo, poco stimolante, divertente come una messa cantata da ottuagenarie. 
Non è uno scherzo se dico che le mie palpebre facevano a turno su chi tremasse di più, come se avessero deciso di twerkare su una canzone latineggiante di Jennifer Lopez



Almeno da molti di voi c'è stata la neve e l'avete potuta spammare su Instagram, ma io? Che ho avuto? Giorni di pioggia e basta.
Che poi io amo la pioggia, non mi rende meteoropatico, per quanto i panni umidicci che non si asciugano mai siano una fattualità e un dramma anche al sud, ma ora mi scatta il momento polemico socio-politico e con l'attesa di un nuovo governo fresco di elezioni ci sta tutto. 
Da noi in Sicilia, in una normale giornata di pioggia le strade si allagano al punto che è meglio mettere il costume, le pinne e il boccaglio ed andare a nuoto per andare dove devi andare. 
Ma io non mi scoraggio per questo: cappotto, ombrello se serve, ed esco.
Il vero problema è che le strade in Sicilia si sbriciolano con Grana Padano stagionato 30 mesi e ti ritrovi con dei crateri così profondi che se li becchi finisci direttamente nel nucleo interno della crosta terrestre, oltre a spaccare la macchina.

Geolocalizzato.

Quindi tu magari esci scegliendo preventivamente dove andare e quali strade prendere in base ad uno studio topografico preciso, ma poi anche dove non te lo aspettavi ti trovi una voragine.
Mi sento quasi vicino a Virginia Raggi, insomma.
E quindi ti passa anche la voglia di mettere il naso fuori dalla porta di casa. 
Marzo non si è certo battuto per sagacità già dall'inizio, a meno che voi non amiate le stelline o le cariatidi, ma per il resto ha aperto le sue porte già con la stessa ansia che mette qualsiasi inquadratura dell'occhio di Sauron.
Oscar ed elezioni, giusto per nominare due cose che mi stavano togliendo il sonno, e solo il mio cuscino sa quanto invece il sonno è l'unica cosa che mi manca. 

Quello che mi manca è invece l'idea che staccare voglia dire staccare davvero. Ho come l'impressione che ogni singolo giorno, piuttosto che una cosa in meno da cui sei sfuggito, ce ne sia una in più da cui sfuggire, che si somma alle cose che ti inseguono, ormai sedimentate su questo lungo tapis roulant chiamato vita.
Insomma io vorrei un caso chiuso, e invece sembra che ogni giorno si scongeli un cold case. E se non ce n'è da scongelare, ce lo inventiamo di sana pianta.
Sarà questo ciò che chiamano diventare grandi? No perché allora basta, io scendo qui e ciao. 
Manca lo svago, anche quello più sciocco. Nemmeno lo shopping mi ha dato più soddisfazione, che sembrerà stupido, ma quando cala la voglia di novità, anche le più piccole, cosa resta?
Certo, questo probabilmente mi ha evitato di finire indebitato come l'"influencer" che per fare l'"influencer" ha speso un botto di dindi, quindi non tutto il male viene per nuocere.
Ché se aspetto il reddito di cittadinanza, faccio prima a cercare oro in Uzbekistan.
E poi mi guardo intorno e non vedo novità, nuove idee, nuove ispirazioni.

Vedo piattume, ripetitività, modi di fare, di essere, di presentarsi che a me non danno e non dicono nulla. Come le elezioni trasformano intere generazioni in politologi da un giorno all'altro, il sushi trasforma tutti in esperti assaggiatori, i mondiali di calcio trasformano tutti in preparatissimi allenatori, ed ascoltare metal fa diventare esperti di musica. 
Piccoli grandi greggi dove ognuno sente di dover dire necessariamente la sua e di avere necessariamente ragione. 
Quando è uscito il film ci pensavo, non resisterei due secondi al "Chiamami col tuo nome". 
Nope, non esiste, non voglio, io voglio il mio di nome, e tutti lo dovrebbero volere, tutti dovrebbero mandare avanti la loro unicità bella o marcia che sia, che di questi tempi non la trovi. Anche se non è delle più originali ma chi se ne frega.

Dall'altro lato chi mi porge una mano, sembra lo faccia più per il suo tornaconto che per aiutarmi a rialzarmi. Più perché vuole un abbraccio, che perché mi sta gelando il sedere sul pavimento. 
Insomma, anche il 2018 mi ha ribadito una cosa che ritengo da sempre: la vita è come quando usciamo dalla doccia, abbiamo sempre tanti pensieri, ci raccontiamo tante storie, ne immaginiamo alcune, ne ricordiamo altre, ma alla fine siamo nudi e quasi sempre soli, e da soli ci vestiamo, ci prepariamo e andiamo a vivere. 
Oppure, se volete, posso metterla in modo più poetico, parlando di come la gemma, alla fine, da sola, riesce a far crescere il suo frutto
Ma quando arriva la primavera se in realtà non la vuoi?






|Beauty Cues #MaskWednesday|
Rehydrating Moisture Mask di Paula's Choice: la mia prima sleeping mask

Sono contento che il mercoledì sia il nostro appuntamento più o meno fisso con le maschere e i trattamenti viso, visto che il peso della settimana passata si fa sentire, ma ancora siamo a metà e del week end non si sente nemmeno il profumo. Direi quindi che ci meritiamo un momento di relax.
La maschera viso di oggi è effettivamente una coccola per il viso, oltre ad essere la prima sleeping mask che provavo, ma andiamo per ordine.
Vi ricordate quando vi ho parlato di SkinShop.it e dei prodotti Paula's Choice che mi avevano inviato?



Vi ricordate che vi avevo raccontato un po' come funziona il sito e ho fatto un approfondimento per quanto riguarda la storia e il concetto dietro a questo brand?
Se non ve lo ricordate, potete cliccare QUI e recuperare il post. 
Ovviamente appena ho ricevuto i prodotti ho iniziato a testarli, introducendoli via via nella mia skin care routine, e il primo prodotto che ho iniziato a testare è stato la Rehydrating Moisture Mask di Paula's Choice che, insieme alla Pore Clarifying Charcoal Gel Mask, è una novità che si aggiunge al già gigantesco range di prodotti dal brand.

Rehydrating Moisture Mask Paula's Choice

Vi posso dire subito che questa maschera non solo è gradevole da utilizzare, ma mi è piaciuta proprio e l'ho usata molto.
La Rehydrating Moisture Mask di Paula's Choice è contenuta in un tubo di plastica morbida con un tappo a vite, e si eroga da un semplice foro. Non ci sono sprechi perché la consistenza di questa maschera è quella di una crema soda, densa e ricca ma non untuosa.
Nell'INCI si legge un mix di tanti ingredienti interessanti, fra emollienti, antiossidanti, oli vegetali come borragine, albicocca, enotera, jojoba, fosfolipidi, aloe, e glicerina, ma comunque il risultato non è una consistenza grassa o soffocante. Contiene dei siliconi e componenti più sintetiche, se per voi è un problema (per me no, almeno per i trattamenti periodici) ma non contiene profumo; io ci sento solo l'odore molto delicato dei componenti.

Recensione Rehydrating Moisture Mask di Paula's Choice

Proprio per questo mix di ingredienti secondo Paula's Choice, la Rehydrating Moisture Mask dovrebbe
"nutrire la pelle in profondità unisce gli oli vegetali, gli antiossidanti, gli aminoacidi e la glicerina per una rigenerazione completa dell'epidermide e per proteggere la pelle da perdite di idratazione. La sua ricca consistenza cremosa dona alla pelle secca e opaca un immediato sollievo. Dopo l'utilizzo la pelle risulterà visibilmente ringiovanita e notevolmente più luminosa."
ed è indicata per pelli da normali a secche.
L'azienda consiglia di stendere sul viso pulito uno strato abbondante di maschera ed utilizzarla in due modi: come maschera a risciacquo da applicare su viso e collo e lasciare in posa per circa 20 minuti; oppure come ultimo step della routine da lasciare in posa tutta la notte.
Ho utilizzato la Rehydrating Moisture Mask in entrambi i modi, ma ho degli appunti da fare. Paula's Choice non dice ogni quanto vada utilizzata questa maschera, ma scrive un generico "fate come vi pare", e io l'ho utilizzata circa due volte a settimana.
Intanto devo dire che tenerla in posa è molto piacevole: io ne applico uno strato non esageratamente spesso, visto che la crema è già ricca, ma sicuramente omogeneo, andandola a massaggiare per cercare di non stenderla solo superficialmente, ma per agevolare assorbimento. Sul viso si sente, ma non è fastidiosa. 
Non è troppo fresca sul viso, e questo è un punto a favore per utilizzarla in inverno. Tuttavia, oltre che sul viso la applico anche sul contorno occhi e sul contorno labbra e riesco ad andare su queste zone più sensibili perché credo sia una maschera viso delicata e soprattutto non avendo profumo non mi dà fastidio sulla zona perioculare (to' che termine tecnico). 
Una volta applicata, la Rehydrating Moisture Mask Paula's Choice va ad asciugarsi nel giro di pochi minuti, ma non diventa rigida o sbriciolosa, non si va a sgretolare come ad esempio le maschere all'argilla, semplicemente si setta sul viso.


Venti minuti di posa va bene, ma a me piace tenerla almeno mezzora, come faccio con tutte le maschere, e poi sciacquarla via. Rimuoverla con acqua tiepida è facile ma non facilissimo: dovete proprio farla sciogliere e magari aiutarvi con una spugnetta. 
E in più ho scoperto che mi piace utilizzarla come sleeping mask, che per me era una esperienza inedita.
Sinceramente ho sempre pensato che a tenere sul viso una maschera per tutta la notte avrei fatto un casino, sporcando le federe e i capelli, ma con questa Paula's Choice non è successo, proprio perché va ad asciugarsi sul viso, e viene via via assorbita dalla pelle. Infatti il giorno dopo la nottata di posa, non mi ritrovo residui in giro per il viso, se non cose minime. 
Quando la voglio tenere tutta la notte, faccio così: applico il tonico e i sieri che utilizzo, stendo uno strato di maschera leggermente più spesso di quanto faccia quando la rimuovo dopo una posa breve, e aspetto qualche minuto che si asciughi, e poi nanna. 

INCI Rehydrating Moisture Mask di Paula's Choice

Tutta questa descrizione puntigliosa è per dirvi (anzi ribadirvi) che a me la Rehydrating Moisture Mask è piaciuta proprio. Intanto è sicuramente idratante: mi lascia la pelle morbida e liscia, ma senza ungere. Sapete cosa non sopporto di certe maschere in crema? Che quando le vai a sciacquare ti viene voglia di prendere il detergente viso e lavarti perché lasciano una patina oleosa. Questa di Paula's Choice non ha questo difetto
Ma se idratasse e basta non sarei così entusiasta. La Rehydrating Moisture Mask mi lascia anche la pelle tonica, con un colorito sano, luminoso e i tratti distesi e affinati. Anche sul contorno occhi e sul contorno labbra noto questo effetto rimpolpante, di pelle più compatta. 
Come sleeping mask mi piace perché appunto non sporca in giro, e il giorno dopo mi ritrovo la pelle nutrita ma non unta o lucida
In generale, mi sembra che questa maschera abbia una buona azione emolliente e decongestionante cosa che col freddo e il vento di certi giorni di questo inverno. 
Aggiungo, ma se fosse stato altrimenti lo avrei detto, che non mi ha creato impurità.

Rehydrating Moisture Mask opinioni

Quindi sì la Rehydrating Moisture Mask di Paula's Choice è una coccola per la pelle. Mi sento di consigliarla a pelli effettivamente da normali a secche, anche quelle miste, d'inverno però. Ma la consiglierei anche a pelli disidratate e screpolate, sia appunto dal freddo che magari da trattamenti esfolianti, come alfaidrossiacidi e retinoidi. Su una pelle molto secca invece consiglio di usarla solo con pose più lunghe, quindi o più di 30 minuti, o tutta la notte.

INFO BOX | Rehydrating Moisture Mask Paula's Choice
🔎 Skinshop.it, online
💸 € 30
🏋 88 ml
🗺 Made in USA
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty Free
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

E non mi dite che costa tanto, o meglio me lo potete dire, ma in linea generale comunque è un prodotto che dura parecchio perché ne basta poca. Inoltre il mio suggerimento è quello di prendere magari qualche campione visto che sono disponibili su SkinShop.it e poi decidere se fare questo investimento.
Se volete scoprire altri prodotti Paula's Choice e in particolare della linea Resist, potete cliccare qui!
A presto.



Oscar 2018: il Meglio e il Peggio

In 90 edizioni degli Oscar non ne ho seguito una serata per intero ché di tirare sveglio fino all'alba non reggo. E poi ieri l'ansia dello spoglio ai seggi elettorali mi stava divorando, e quindi ho chiuso tutto e buonanotte.
Ma io sono come quelle pettegole a cui basta vedere due persone insieme per confabulare torbide relazioni amorose a suon di tradimenti, figli segreti ed eredità da spartire.
Quindi, con la stessa immaginazione, vi racconterò il meglio e il peggio secondo me della novantesima edizione degli Academy Awards che sono stati celebrati ieri sera.



Ci sarebbe anche un altro problemino, ovvero che non ho ancora visto tutti i film candidati agli Oscar, quindi parteggiare per questo o quello sarebbe stato inutile.
Però ho visto quasi tutti i film vincitori e mi sembra che sia andata bene, oserei dire degli Oscar onesti. Forse è mancato un colpo di scena che ribaltasse la serata. Ma penso che non ci fosse un film che realmente riuscisse a brillare così tanto da oscurare gli altri, o uno che facesse così schifo da dar spazio agli altri. Aggiungerei anche la definizione di "sobri" per questi Oscar, sotto probabilmente l'ondata delle turbolenze socio-politiche che hanno smosso 
Per non risultare indigesto come per i Golden Globes, ho pensato ad un resoconto light con solo uno spot su ciò che mi è piaciuto, e ciò che invece mi ha suscitato perplessità più o meno grandi.

Il meglio

Il miglior film degli Oscar 2018: La forma dell'acqua



Scegliere quale film meritasse la vittoria agli Oscar per me è difficile, ormai non so più come dirlo, ma il fatto che La forma dell'acqua si sia beccato la statuetta più ambita mi soddisfa. Alla fine è un film fatto molto bene, emozionante, con i suoi punti di forza, il suo messaggio ben delineato. Che volete di più?
Guillermo del Toro si è preso il premio come miglior regia e io forse, nella mia ignoranza, lo avrei dato a Christopher Nolan per Dunkirk, ma va benissimo lo stesso. 


Chiamami col tuo nome Miglior....sceneggiatura non originale


Che Chiamami col tuo nome meritasse di vincere era indubbio. Meritava di essere eletto come il miglior film? Secondo me no. Un premio come miglior sceneggiatura adattata, scritta da James Ivory, penso sia una vittoria più corretta. 

La "sconfitta" di Timothée Chamalet


Non ho nulla contro Timothée (a parte il fatto che abbia un nome impronunciabile) ma penso che, per quanto la sua interpretazione di Elio sia uno dei punti di forza di Chiamami col tuo nome, è ancora un ragazzo giovane e potrà fare strada e vincere tutti i premi che merita. Non ho visto l'Ora più buia, e mi toccherà sicuramente recuperare, ma da ciò che ho visto, letto in giro, e anche dai trailer, penso che Gary Oldman si sia meritato la sua statuetta. 

Il discorso di Frances McDormand, migliore attrice per Tre Manifesti ad Ebbing, Missouri


La sua vittoria è più scontata della pasta al discount, ma il discorso di ringraziamento di Frances McDormand è stato divertente ed attuale, nonostante nella serata si siano viste poche spillette della campagna Time's Up e pochi riferimenti a Me Too. Frances McDormand ha comunque lasciato un messaggio femminista e di inclusività, specie in una industria come quella cinematografica. 

Andra Day e "Stand Up For Something" dal film Marshall. 


Non fraintendetemi: la canzone è sciapa, il rap freestyle di Common come critica a Trump è del tutto inutile, e non ho visto Marshall ma adoro la voce di Andra Day che è in pratica la versione di Rihanna che sa cantare, e mi piace sempre sentirla live. Ed ho adorato il suo abito-tenda Luigi XIV del red carpet.


Bella Mystery of Love, amo This is me ma che abbia vinto Remember Me da Coco mi sembra banale ma anche più corretto. 
E mi sembra corretto anche che Coco sia stato eletto il miglior film di animazione di questi Oscar. 


Ma non dite a nessuno che gli altri non li ho nemmeno visti.


Rita Moreno che entra ancora in un abito di 56 anni fa.


E a me non stanno i jeans presi la settimana scorsa.

Le Signore in rosso.

Allison Janney e Meryl Streep stavano secondo me benissimo, un bel pop di colore che effettivamente ci voleva. Ieri ho visto The Post, e no, secondo me Meryl questa volta non meritava la vittoria, ma ne parliamo un'altra volta. 

Il laminato che non ingombra. 




Ma Sandra Bullock perché è a tutti gli eventi, premiazioni, feste, celebrazioni e manifestazioni senza uno straccio di film da presentare? 
E perché non sono come Sandra Bullock?

Il peggio

Jimmy Kimmel

Nemmeno lui si capacita come sia finito di nuovo a presentare gli Oscar

Non lo sopporto a pelle, per cui Kimmel entra automaticamente nel peggio. L'ironia americana è sicuramente diversa rispetto alla nostra, o comunque quella che apprezzo io, ma lui non fa ridere a prescindere. Lo trovo gommoso, impostato per essere simpatico. 
Dargli la conduzione degli Oscar per due anni di fila mi sembra il male.

Gli ornamenti

Margot Robbie ha pensato che un vestito che le sta male impreziosito da addobbi natalizi che la costringono a non muovere le braccia, fosse la scelta più giusta per gli Oscar.


Lo stesso vale per Salma Hayek, truccata come una casalinga stanca e con un vestito che ne trovi di meglio ai saldi dopo carnevale. Lei si merita anche il premio "Peggio vestita" di questi Oscar 2018.

Armie Hammer e Timothée Chalamet


Belli, bravi, super shippati ovunque e accontentano i gusti un po' di tutti, ma il velluto rosso effetto Babbo Natale chic e la tenuta di un cameriere non sono ciò che mi aspetto di vedere agli Oscar. Ed aggiungo una cosa brutta: Timothée, con quelle scarpe, ha meritato di perdere.

Il glamour da ufficio di Emma Stone


Dalla postazione telefono della segretaria, dritta al red carpet, Emma unisce l'utile e il dilettevole. Se un giorno la sua carriera di attrice nevrotica dagli occhi grandi dovesse fallire, avrà sicuramente cosa indossare per altri impieghi.

I fiocchi 

Quest'anno c'è stato un tripudio/ritorno agli abiti con fiocchi giganteschi seguiti da drappi ancora più ingombranti. Ve le metto in ordine di peggioramento:



Da Kelly Ripa tricolore a Nicole Kidman col suo effetto statuetta (che va bene essere agli Oscar ma non devi impersonificarli), fino alla peggiore: Saoirse Ronan (sconfitta con Lady Bird). Brutto il fiocco, e l'ho detto, brutto questo effetto tetta schiacciata, brutti i capelli sporchi. Se è brutto pure Lady Bird (che non ho visto) hai fatto bingo.

Il soft bondage di Adam Rippon


Pattinatore artistico vincitore del bronzo alle Olimpiadi di quest'anno, Adam Rippon ha proposto questo look dai richiami BDSM. Dal cravattino in lattex, all'harness che spunta dalla giacca finendo con un paio di mocassini. Voglio sperare abbia avuto un fetish party dopo gli Oscar, perché altrimenti tutto questo da fare risulta solo brutto. 

Questo, questo, questo e questo 


Le impresentabili e incommentabili degli Oscar, meglio noto come il club delle "ma che avevi in mente quando sei uscita da casa?". Non mancano mai ad ogni edizione, e mi spiace che di mezzo ci sia Viola Davis, ma quel vestito rosa Barbie giusto una attricetta di 20 anni se lo poteva mettere, non Annalise Keating.

Le signore in rosso




Samara Weaving, che probabilmente ha sbagliato lavaggio e le si è stinto l'abito, e Leslie Mann con questo tulle che sembra cheap persino dalle foto, sono le signore in rosso peggio vestite degli Oscar 2018. In verità non so chi siano queste due, ma non importa.

Il laminato che ingombra. 


Quanta stoffa hanno usato per il vestito di Sally Hawkins? Forse non si sono resi conto che l'attrice è alta quanto un pacco di farina e che con una roba simile le puoi fare due giri. Raggrinzamenti ovunque, un cinturino brutto che cerca di ridare una silhouette e mega paillette alla fine coronano l'outfit.
Insomma La forma dell'acqua ha vinto, ma la forma del suo vestito ha perso. 

Direi che l'intento di restare leggeri non mi è riuscito, ma fatemi sapere se siete contenti per le vittorie di questi Oscar 2018, se avevate altre aspettative, se vi sono piaciuti questi abiti. Voglio sapere tutto.





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