{Aggiornamento #67}
Elucubrazioni di un hater affamato

Com'è che siamo diventati così aggressivi? Com'è che siamo diventati così cattivi?
O forse dovrei chiedermi com'è che stiamo perdendo tasselli nel circolo dell'evoluzione, siamo l'anello mancante.
Vedo cose che mi lasciano confuso, non solo perplesso. Non capisco com'è che abbiamo maturato questa rabbia.
Animali affamati di uno zoo senza guardiani.
Viviamo in un periodo orrendo, fatto di guerre, di sacrifici che non portano a nulla, tutti, chi più chi meno, lottiamo con le nostre frustrazioni, e le ansie e soprattutto le paure.
Non voglio fare le prediche, io che su Twitter, o anche qui non son certo Claudia Koll dopo la conversione, ma sono confuso. Sono il primo che si incazza, sono il primo che si potrebbe considerare un hater per certi versi.
Ad esempio ieri parlavo su Twitter di Pietro Boselli, un modello diventato più famoso di altri modelli perché oltre alla fisicata, fa anche il professore di matematica o ingegneria, non lo so. 
E nulla, sarà sicuramente un bel ragazzo, farà davvero tanta palestra, ma lo trovo noioso e bi-espressivo: una faccia dove è serio e una dove sorride. Fine. Wow.
Così come il suo scherzo col ragazzo filippino, non lo trovo razzista.
Razzismo è quello che si è sentita dire Serena Williams riguardo al suo nascituro, da una persona adulta nonché da un personaggio pubblico, non dal primo che ha una connessione internet e tempo da perdere.
Fossi stato in Serena avrei chiesto a Năstase se ora le racchette le usa per scacciare le mosche o scolare la pasta, visto che ha una certa età.
Comunque la roba che ha fatto il Boselli la trovo semplicemente noiosa.
Poteva far ridere forse 80 anni fa, ai tempi di Rafael Padilla e George Footit, ma adesso è solo un gioco insipido.


Questo è il mio giudizio, che non va ad inficiare, immagino, nessuno.
Ma poi c'è chi rompe gli argini della shade acidula e si sporge violentemente verso la cattiveria.
Ed ogni giorno ci scontriamo con la cattiveria degli altri, cattiveria per lo più gratuita.
Il problema è che ne siamo tutti vittima e carnefici, perché è impossibile che la ruota non giri nei tuoi confronti, è impossibile che la freccia che lanci non arrivi anche solo a pungerti una chiappa.
Una banalità magari ma che si applica ad ogni livello.
Se ogni azione ha le sue conseguenze, una cattiveria ha quasi sempre il rinculo, indifferente se credi nel Karma oppure no. 
Probabilmente suona demagogico, probabilmente avrei potuto esprimermi meglio ma sono affamato.
Sì, ho tanta fame, perché è ufficialmente iniziata la stagione della prova costume. Per me la prova costume però quest'anno inizia prima ed è una prova abito per un matrimonio ai primi di Giugno. 
L'unico completo elegante di cui ero in possesso risaliva probabilmente alla prima messa in onda di Tom & Jerry e capite bene che non ci entravo più come un tempo.
Ora, voi direte, che tanto è facile fare una prova abito, rispetto alla prova costume, d'altronde in un caso sei nudo nell'altro sei vestito. Ma lo sapete che vi vendono per abito uomo per adesso?
Una giacca striminzita e un pantalone che nemmeno un sanculotto in cerca del suffragio universale avrebbe osato.


Praticamente ti arrivano alle ginocchia. Mi domando chissà quanti altri completi riescano a tirarci su con quello che spacciano per moda.
Sempre ieri, stavo dando un'occhiata al sito di Zara per curiosità. C'erano un paio di completi che mi sembravano carini, di un bel blu non troppo acceso, con uno stile che mi pare la perfetta combo fra classico ma giovanile, ma mi cade l'occhio su un dato sconvolgente.



Altezza modello189 cm, taglia europea 50.
Lasciando perdere che io provengo dalla progenie dei Puffi e non raggiungo il metro e 80, ma se un modello che pesa quanto una risma di carta indossa la 50, un ragazzo che ad esempio ha una madre siciliana che frigge anche i piatti di vetro così insaporiscono il cibo, che taglia dovrebbe scegliere?
Ora i fatti sono due: o c'è un errore di battitura e questo spiegherebbe come mai TUTTI i modelli abbiano la stessa taglia, o questi vestiti sono così striminziti, anche in lunghezza, che per poter star bene ad un modello alto due metri, devono mettere una taglia più grande.
Il mistero si infittisce e lo dipanerò solo nei prossimi giorni.
Io intanto resto affamato, anche di aria nuova, visto che ormai è trascorso un anno dal mio ultimo viaggio risale ad un anno fa e nel mezzo non c'è stato un bel niente, ma se sentirete di uno che invoca la legittima difesa dopo aver fatto a brandelli dei vestiti da Zara, sappiate che sono io e vi ho voluto bene.

Buona giornata.




|Beauty Cues: Viso, Corpo, Capelli|
Promossi e Bocciati Aprile 2017
(Novità Cien, il dentifricio perfetto e altro ancora)

Apro le porte a Maggio con un puntualissimo post sui prodotti promossi e bocciati di Aprile
Il retroscena dietro la scelta di questi prodotti è semplice: scelgo i cosmetici che ho usato di più o che ho terminato nel corso del mese. Tuttavia questa volta ci sono un paio di prodotti che non hanno avuto una lunga fase di testing per ragioni diverse, ma di cui vi voglio lasciare le mie impressioni. Vediamo un po' assieme di cosa sto parlando.

👍 Cien - Tropical Summer - Smoothing Shower Exfoliant 

Cien tropical summer Smoothing shower exfoliant

Quando Cien lancia dei nuovi prodotti mi incuriosisce sempre molto, specie perché, a pochi euro ci si porta a casa un prodotto che può essere valido non solo a livello di risultato, ma anche per quanto riguarda la scelta degli ingredienti dei prodotti. Ovviamente non mi aspetto che siano ecobiologici, ma quantomeno che non contengano sostanze che preferisco evitare
Per questo periodo il brand ha creato una linea, chiamata appunto Tropical Summer rivolta a migliorare gli inestetismi che ci spaventano di più con l'arrivo dell'estate. Così dal 27 aprile hanno messo in vendita nove referenze appunto rivolte appunto a "curare" quegli inestetismi, quindi esfolianti per il corpo, le mani, i piedi, prodotti anticellulite e così via. 

Di questi bei prodotti a me non è che interessava proprio tutto, ché se avessi la cellulite farei come Kim Kardashian e me ne fregherei, né ne avevo una estrema necessità, però ho deciso di far comunque un giro da Lidl a dare un'occhiata agli INCI. Fra tutta la linea mi aveva incuriosito appunto questo Peeling levigante per il corpo, perché appunto leggendo gli ingredienti avevo capito che si trattava di un esfoliante schiumoso che poi è la tipologia di scrub corpo che preferisco. 
Se cercate un prodotto profondamente esfoliante, no, non è lui: è un gel cremoso, con un leggero color arancio e con dentro delle microsfere bianche che dovrebbero appunto andare ad esfoliare, ma oltre a non essere tantissime, sono un po' grosse per cui si sentono sulla pelle, ma più che "grattare" tendono a scivolare. 

Cien Tropical Summer INCI

Per me non è un problema, intanto perché uso il prodotto con una spugna per cui aiuto così la funzione peeling. Secondariamente perché il prodotto ha molti altri aspetti positivi. Applicato sulla pelle bagnata infatti questo peeling diventa una schiumetta cremosa e morbida e già da subito si sente l'azione idratante del prodotto. Sì, deterge, ma in modo molto delicato, quasi restitutivo. Con l'aiuto della spugna, anche con poco prodotto, si crea una schiuma ancora più voluminosa e avvolgente. Una volta sciacquato, sento la pelle liscissima, vellutata, e quasi come se non avesse bisogno di essere ulteriormente idratata. Al momento la mia pelle è ancora un po' esigente per cui non skippo la crema, ma in estate credo che per me sarebbe abbastanza. 
E vogliamo parlare del profumo? Un buonissimo odore di arancia, un filo amara, intenso, che riempie il bagno senza essere stucchevole. Non persiste sulla pelle ma in doccia si fa sentire.
Cien dice 
"Il rinfrescante peeling  con olio d'arancia e proteine di frumento pulisce e prepara la pelle a ricevere successivi trattamenti anticellulite"
E mi trovate perfettamente d'accordo (tranne per la questione cellulite che già sapete). Per darvi altre informazioni, lo trovo simile al Peeling all'Albicocca e Sambuco di Benecos e al Body Scrub delicato di H&M ma è più delicato del Benecos e più idratante  e piacevole dell'H&M (che loro chiamano scrub, ma non scubba una mazza).
Purtroppo questa Tropical Summer Cien è una edizione limitata, fino ad esaurimento scorte ma se avete voglia di un docciaschiuma quasi peeling che sia una coccola per la pelle e per l'umore, vi consiglio di dare un'occhiata sa Lidl.  

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 1.99€
🏋200ml
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

👍 Cien - Bodycare - Burro per il corpo al cocco

Cien Burro corpo Cocco

Sempre in tema di prodotti corpo, di prodotti Cien, di prodotti in edizione limitata, ma che tornano, non posso non promuovere questo burro corpo al cocco. Giuro che non ho nessuna affiliazione con l'azienda (c'è chi lo mette in dubbio!), semplicemente sono un poraccio che appena c'è un prodotto che costa poco, ci si fionda, e Cien è come un tempio per noi amanti dei cosmetici a basso costo. 
Questo prodotto in particolare esce in edizione limitata ormai da diversi anni, poi è tornato disponibile credo nel periodo in cui è uscito il Siero della linea Gold e non capisco perché non entri a far parte della linea permanente.
È un burro corpo ottimo caratterizzato da una consistenza abbastanza cremosa, ferma, ma che si spalma molto bene, sorprendentemente senza fare scia bianca, ma ovviamente impiegando qualche secondo in più ad assorbirsi.

Scusate, ci ho messo le mani.
Il profumo è un paradiso di cocco, avvolgente, dolce e parecchio persistente sulla pelle. Per veri amanti della fragranza.
Oltre ad un potere idratante e nutriente, mi lascia la pelle liscia e morbida; l'unica nota è che la texture così ricca mi spinge a centellinare il prodotto quando lo applico, ma in realtà mi sono reso conto che per un far perdurare questi risultati devo mettere una punta di prodotto in più. Ho dovuto insomma un attimo calibrare la mano.
Non lo avverto grasso, o pesante ma certamente non è un prodotto che userei in piena estate quando non solo preferisco texture più fluide ma non necessito di una idratazione importante.
Cien dice 
"Nutre e coccola le pelli normali e secche"
Ma una pelle normale senza grandi esigenze, secondo me, non ha voglia di avere a che fare con una consistenza simile. A questo punto direte che sto promuovendo questo prodotto inutilmente perché tanto al momento non si trova in vendita e invece vi sbagliate o meglio, al momento la linea Tropical Summer di cui vi parlavo, ha dei burri corpo con tre differenze profumazioni con lo stesso identico INCI (non bio, ma su cui si può chiudere un occhio) di questo al cocco. 


Anzi, ce ne è uno che ha proprio il profumo di cocco.
Insomma, praticamente un must have per pelli secche e per chi ama le profumazioni intense.

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 4.99€
🏋400ml
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


👍Sensodyne Dentifricio Repair and Protect Whitening
 


Ovviamente nei miei promossi e bocciati non può mancare un dentifricio, anche perché ne termino effettivamente uno al mese o quasi. Personalmente non mi importa dell'INCI del dentifricio perché soffro di denti sensibili, che soffrono degli sbalzi caldo/freddo e per placare il fastidio devo necessariamente rivolgermi a prodotti specifici e questo Sensodyne è il mio preferito.
Un dentifricio in pasta con un buon sapore fresco, che non impasta la bocca ma anzi lascia appunto questa sensazione di freschezza per un po'. Fa anche abbastanza schiuma, infatti basta usare poco dentifricio.
Ma cosa che più mi soddisfa è che fa ciò che promette ovvero
"per una protezione duratura dalla sensibilità e per aiutare a ripristinare il bianco naturale dei denti."
Funziona a tal punto sulla sensibilità che posso anche alternarlo ad un altro prodotto senza perdere alcun beneficio. Quanto al potere sbiancante c'è, anzi noto proprio la differenza rispetto ad altri dentifrici che promettono di mantenere il bianco dei denti. Secondo me è perfetto per chi fa trattamenti sbiancanti (presto vi parlo di quello che ho fatto io) e vuole mantenere questi risultati. Ovviamente non è abrasivo e non risulta aggressivo.
Lo ricomprerei? Credo che sia la terza volta che lo prendo.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Acqua e sapone
💸 2.45€
🏋75ml
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸
ECO Cosmetics Shampoo Repair

Flop totale per me è stato questo shampoo di ECO-Cosmetics, che, vi confesso, ho utilizzato solo due volte. Il motivo è semplice: su di me è troppo aggressivo. Dovete tenere sempre presente che con gli shampoo sono molto esigente in quanto ho la cute molto sensibile e secca, per cui basta poco per farle perdere il precario equilibrio che cerco di farle mantenere. Per intenderci a me basta sudare una notte per  svegliarmi col cuoio capelluto arrossato, magari che prude o tira. Se non uso prodotti giusti questo porta a desquamazione o crosticine. Capite bene da questo quadro come mi renda conto subito se uno shampoo fa al caso mio e nel caso di questo prodotto ECO Cosmetics non ci siamo. Per quel che riguarda la piacevolezza nell'utilizzarlo non ha nulla che non vada: è un gel trasparente dalla media densità e caratterizzato da un profumo fresco, con qualche nota agrumata direi.


Produce anche una bella schiuma ma arriviamo alla nota dolente, ovvero l'effetto lavante, che, nonostante l'abbia diluito per me è troppo. Già al momento dell'asciugatura mi sentivo il cuoio capelluto tirante e implorante pietà. Ho provato una seconda volta per cercare di aggiustare un po' il tiro con la diluizione ma non sono andato oltre nei miei test perché il risultato era sempre lo stesso e non sono così masochista.
La descrizione del prodotto dice che
"ripara i capelli secchi e danneggiati. Intenso nutrimento per capelli e il cuoio capelluto [...]"
ma dove? Ma quando? Nemmeno con tanta fantasia, almeno per quel che riguarda la mia esperienza. Sui capelli non ho notato nemmeno questa idratazione particolare né un super condizionamento, ma nemmeno eccessivamente essiccante.
Per il resto, bocciato.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria/Online
💸 5.99€
🏋200ml
🔬 Ecocert/Vegan
⏳ 6M/ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🍂

👍 Himalaya Herbals - Nourishing Balm Balsamo labbra 

Himalaya Herbals balsamo labbra

Concludo questa carrellata di prodotti con uno che considero promosso seppur non a pieni voti. Questo balsamo labbra di Himalaya Herbals infatti è arrivato a me sotto forma di merdaviglia: la mia amica Simona infatti lo aveva già provato, e non le era piaciuto, ma avendone due ha deciso di mandarmelo e farmelo provare.
È uno stick labbra un po' duretto, ma il rilascio di prodotto c'è senza diciamo dover esagerare con i passaggi. Mi ha colpito subito il profumo, sintetico e fragoloso, da caramella anni '90; non è infestante ma si sente. Il feeling sulle labbra è uno dei punti che non me lo fa promuovere a pieni voti perché lo trovo un po' pesante, direi burroso appunto, si sente che lo avete applicato ed è anche un pelino appiccicoso. Certo, crea una patina che comunque protegge dagli agenti esterni e ci si abitua, non  è così drammatico, ma sotto questo profilo c'è di meglio.
Il potere idratante su di me è nella media. Tenete conto che si è scontrato con delle labbra anche abbastanza screpolate, quindi non ha avuto un lavoro facile, ma ha funzionato bene aiutandomi con la secchezza.
Tutto sommato non posso contraddire la descrizioni di Himalaya Herbals
"Fornisce una lunga durata di idratazione e protezione per labbra morbide e lisce."
ma non mi sento di considerarlo il mio preferito, e diciamo che lo comprerei più che altro in una situazione di emergenza in cui non riesco a reperire altri balsami labbra con buon INCI

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione
💸 2.45€
🏋4.5gr
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸🌸


Con questo è tutto per i prodotti promossi e bocciati di Aprile, vi aspetto il prossimo mese e fatemi sapere cosa vi è piaciuto e cosa no di questo mese appena concluso.
A presto!





|#backtoseries chapter 14|
Di finali di stagioni... o quasi.

A scuola il momento delle pagelle arrivava a metà o a fine anno scolastico, ma se dovessi aspettare di finire tutte le serie tv che seguo per dare i miei voti, vorrebbe dire aspettare che l'eternità spalanchi le sue braccia e ci inghiotta tutti, per cui totalmente a random ho deciso di darvi le mie stelline. In realtà avrei voluto farlo settimana scorsa, ma poi 13 Reasons Why si è preso tutto lo spazio. Nel mentre alcune serie tv sono effettivamente terminate, altre ci sono quasi, altre invece sono appena iniziate quindi darò giusto una impressione generale. 
Come sempre vi avverto: se siete indietro con la visione potete saltare la lettura, perché nonostante non ci siano spoiler diretti, devo pur far rifermento a quel che accade nelle varie serie tv.

⭐⭐⭐⭐⭐

Feud 

Risultati immagini per Feud poster

Senza alcun dubbio cinque stelle vanno a Feud, la miniserie creata da Ryan Murphy che racconta la faida più glamour di Hollywood: quella fra Joan Crawford e Bette Davis.
Questa è stata una serie che ha saputo prendermi fin dal primo episodio, grazie intanto ad una impeccabile messa in scena e una narrazione in grado di ricreare appunto lo show biz dell'epoca, ma allo stesso tempo una certa decadenza, un declino che stava pian piano avvicinandosi. Uno spioncino sui retroscena, lo potrei definire. Ma un altro merito di Feud è quello di essere in grado di raccontare una storia già nota, perché alla fine bastava fare qualche ricerca su Google e sapere tutto, senza annoiare, ma anzi trascinandoti. La serie infatti ha saputo trasmettermi un range di emozioni parecchio ampio, cosa per me fondamentale non avendo conoscenze tecniche.
Così si passa dalla tristezza, alla suspense, all'ironia a volte amara. Centrale ovviamente è stata anche (o soprattutto) la bravura di Jessica Lange e Susan Sarandon. Infatti entrambe non sono solo state brave a raccontare la vita di due attrici che erano state e si erano messe l'una contro l'altra, ma hanno avuto l'abilità di trasmettere la vita di due donne che si portavano dietro un certo vissuto, certe debolezze, ma anche una certa forza che poi si riversava nel proprio talento. Nonostante il racconto riguarda il periodo dalle riprese di Che fine ha fatto Baby Jane? e il periodo dopo, è come se noi conoscessimo quasi tutto di queste due icone
C'è chi dice che Jessica Lange non abbia reso al meglio il ruolo di Joan Crawford, che sia stata troppo fredda, ma secondo me, guardando alcune interviste e filmati d'epoca, ha saputo rendere bene il carattere di questa donna, che si era cristallizzata in una figura algida ed elegante. 
Ho trovato invece un po' sopra le righe Susan Sarandon in alcuni aspetti, probabilmente nel tentativo di nascondere una somiglianza fisica non perfetta, visto che Bette Davis era decisamente meno curata.
Un altro neo che posso dirvi è che forse non riuscirei a fare una megamaratona a guardare le puntate tutte in una volta, perché verso la fine sembra quasi che la storia ricominci da capo, quindi potrebbe risultare un po' ripetitiva. Ma queste sono quisquilie, perché sinceramente rivedrei Feud molto volentieri.

Cinque stelle anche a This is us, serie su cui non mi soffermo anche perché ormai è finita anche in Italia, ma mi basta dire che secondo me ci mettono la droga nei fotogrammi o non si capisce come possa farmi sprofondare in uno stato emotivo così profondo da farmi piangere ad ogni episodio con nulla. È sconvolgente.



Il finale ha seguito l'andazzo dell'intera stagione, magari non ha sorpreso con milioni di interrogativi, ma d'altronde This is us, più che sorprendere, vuole raccontare.
Come vi dicevo l'altra volta, ho un po' paura che nella seconda stagione possano calcare troppo la mano, ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta ché le bende mi servono per asciugare le lacrime. 

⭐⭐⭐⭐

Younger


Sì, ho dato 4 stelle ad una serie tv che dura 20 minuti a puntata e in cui recita Hilary Duff e ne vado abbastanza orgoglioso. Il motivo è semplice: fra questa sequela di morti ammazzati, di struggimenti, di liti, di complotti, di battaglie psicologiche e fisiche, Younger è una boccata di aria fresca.
La serie tv smandrappona che ti alleggerisce l'animo. Younger è l'equivalente delle mutande con l'elastico comodo. Intanto perché dura poco, ma anche nella sua breve durata, ha un ottimo ritmo, è leggera e godibile, soprattutto se non volete tenere impegnate troppo le sinapsi. 
Ci sono un po' di cose su cui chiudere un occhio, tipo il fatto che la storia si basi su una bugia che nella realtà non reggerebbe due giorni, e non parlo necessariamente di controllare i documenti, anche solo di guardare in faccia l'attrice che interpreta Liza, che sembra la mamma di Nina Dobrev.

Immagine correlata

No age-shaming, Sutton Foster è una bellissima donna, ma 26 anni... ehm, no. Ma ripeto, non importa, perché quello che mi piace è comunque lo sviluppo, il ritmo, qualche risata che Younger è in grado di farmi fare. Tra l'altro è una serie che sta continuando in più stagioni, siamo alla seconda in Italia, ma in totale saranno almeno 5.

Big Little Lies


Big Little Lies è stata senza dubbio la rivelazione del periodo. Una miniserie di sette episodi che sembrava non avesse un seguito ed invece stanno tutti dando la propria disponibilità per una seconda stagione, eccetto i creatori, ma va bene così, perché è tutto perfetto.
È perfetto il cast con tre stelle del cinema che si sono prestate abilmente in una serie tv ed hanno fatto benissimo perché si sono ritrovate ad interpretati dei ruoli psicologicamente molto interessanti (in particolare Nicole Kidman secondo me). È perfetta la fotografia bellissima e la regia e l'ambientazione che racchiude tutto quanto. 
La sceneggiatura è scorrevole, non particolarmente corposa anche se tocca argomenti non proprio da chiacchiere al bar. C'è tensione, c'è un buon intreccio narrativo, ci sono un paio di risate. Insomma Big Little Lies si merita più di una possibilità.
Tuttavia, se proprio proprio devo muovere una critica e quindi darvi il motivo per le quattro stelle, sicuramente punto il dito ad un paio di puntate, la quinta e la sesta che potevano essere riassunte e accorpate in un solo episodio. Invece sono inutili; le ho guardate comunque con piacere, però odio le puntate che mi sembrano filler. E poi, ma qui forse cadiamo nello spoiler, il finale più o meno me lo aspettavo. O meglio, mi aspettavo i personaggi che sarebbero stati coinvolti principalmente, anche se non sapevo esattamente come. Di base, il fatto uno dei misteri su cui si arrovella la trama abbia come protagonisti due dei personaggi che non si incontrano mai, diciamo che mi ha aiutato molto, ma già prima avevo subodorato come stava andando la situazione.
Vedremo se e come sarà al seconda stagione, ma intanto recuperatela.


⭐⭐⭐

Billions

Risultati immagini

Mi son reso conto adesso che non ho mai parlato approfonditamente di Billions, serie incentrata sulle storie di uno speculatore di alta finanza, Bobby "Axe" Axelrod, e del "gatto che lo insegue", ovvero il procuratore Chuck Rhoades. Di economia non ne capisco nulla, se mi danno il resto al supermercato ho bisogni di 5 minuti per contarli, ma Billions mi ha preso molto. La prima stagione è stata intrigante, coinvolgente, con una storia che, nonostante diventi via via più articolata, con dei dialoghi serrati e nonostante appunto divaghi a volte in questioni più tecnico-economiche, si fa seguire con molta attenzione. Quando è finita la prima stagione, ho atteso molto volentieri la seconda che però non mi sta prendendo allo stesso modo. 
Questa seconda stagione di Billions infatti non è iniziata per me nel migliore dei modi. E se una serie che dura 12 puntate non inizia bene, ho paura che non finisca bene. Non che qualcosa non mi sia piaciuto al punto tale da farmi smettere la visione, intendiamoci. L'intreccio narrativo mi stimola ancora a seguire la serie, ma ci sono state cose che mi hanno un po' lasciato perplesso.
Intanto l'introduzione di due nuovi personaggi mi ha fatto storcere un po' il naso.
Mi riferisco in particolare a Oliver Dake e Taylor Mason.


Il primo sembra praticamente un agente russo arrivato dal 1955, la seconda somiglia ad una versione cresciuta di Eleven da Stranger Things. Un'eccessiva caratterizzazione che stona per me con quella che uno dei migliori punti a favore di Billions ovvero il cast. La scelta dei personaggi principali per me è perfetta perché vanno oltre l'interpretazione, nel senso che già il loro aspetto, il loro volto è perfettamente coerente col personaggio, senza troppi fronzoli o "costumi di scena". Fortunatamente intorno alla sesta puntata hanno capito che di tutto il caos che avevano messo in scena, non fregava nulla a nessuno, quindi uno l'hanno tolto di mezzo, l'altro invece l'hanno dovuto ammorbidire per farlo entrare meglio nella storia. Infatti dalla sesta puntata per me la serie ha preso un po' di quota. In generale però anche la storia di questa stagione non mi sta prendendo al 100%; mi sembra guazzabugliosa, con filoni narrativi del tutto inutili creati ad hoc per creare scompiglio o aggiungere altra carne alla brace (vedi il "business" di Lara, argomento abbandonato nel giro di un paio di puntate), che però non vanno da nessuna parte. Sono lì che ad ogni puntata spero che i nuovi personaggi e le nuove storie portino a qualcosa di concreto, e invece finiscono per sgonfiarsi troppo presto e senza aver apportato cambiamenti effettivi alla trama, ovvero allo scontro Axe VS Chuck. Senza contare il vecchissimo stratagemma di lasciare il focus importante della puntata alla fine dell'episodio, che alla lunga mi annoia.
Insomma tre stelle non sono poche, ma nemmeno tante; avevo molte aspettative e per il momento non sono state colmate del tutto.

Do tre stelline anche a The Catch ma sono tre stelline molto provvisorie. L'ultima volta che vi ho parlato di questa serie eravamo ancora alla prima stagione, agli inizi, e tutto sommato andava bene, ma poi il telefilm ha subito una flessione verso il basso, vista la vuotezza delle puntate.

Risultati immagini

Diciamo che ho iniziato la seconda stagione già prevenuto, e non è che fossi super entusiasta del ritorno della serie, tuttavia mi ha sorpreso. In questa seconda stagione di The Catch infatti l'intreccio narrativo è stato interessante, ben calibrato fra la parte più glamour e gossippara e la parte più d'azione e diciamo poliziesca. Permangono alcune incongruenze, non è che abbia questa sceneggiatura incredibile che possa in qualche modo sconvolgere con colpi di scena inaspettati. Però, un po' come per Younger, anche The Catch è quella serie che seguo con piacere e facilità, senza troppi sbattimenti. Considerate che ho realizzato di essere arrivato all'ottava puntata, ne mancano due alla fine e non me ne ero reso nemmeno conto. Insomma, funziona. 

Con le stelline ho finito qui. Una menzione flash per un'altra miniserie che sta andando in onda sull'emittente americana Starz e che mi sta piacendo, anche se è presto per valutare visto che sono state trasmesse solo due puntate. 
Parlo di The White Princess, telefilm basato sulla storia di Elisabetta di York e Enrico VII d'Inghilterra.


Lo so, un'altra storia su un'altra regina inglese, ma durando otto puntate ho pensato fosse digeribilissima. Al momento mi ha ricordato un po' Outlander per ambientazioni e per quel velo di mistero e magia che percorre gli episodi. Vedremo come proseguirà, intanto vi lascio il trailer se siete curiosi.


E per adesso è tutto, ci leggiamo presto.
Fatemi sapere le vostre serie tv del momento!







|Beauty Cues: Viso|
Skin Care Routine Primaverile
firmata Omnia Botanica con olio di Rosa Mosqueta

La nuova stagione si porta anche un cambiamento cosmetico visto che in primavera le temperature diventano più miti (più o meno, viste le oscillazioni di questi giorni) e ci servono prodotti più adatti alle nostre esigenze. In particolare la mia pelle sta via via diventando più normale e meno esigente quanto idratazione, sebbene il mio contorno occhi resti secco e non ho grandi aree sebacee da detergere.
Così io e la mia amica Rory abbiamo pensato fosse arrivato il momento di raccontarvi della nostra nuova skin care routine.
Prima però di addentrami nelle recensioni dei prodotti, volevo lasciarvi una comunicazione di servizio: ho modificato un po' la disposizione dei post Beauty Cues, dividendo semplicemente in viso, corpo e capelli. Quindi che sia la review di uno o due prodotti, che sia un routine completa composta da più cosmetici, la trovate nel menù di riferimento. Mi è sembrata una semplificazione necessaria visto che i post sono diventati parecchi, non più solo hair o skin care routine.

Ma tornando a noi, i prodotti che sto usando per prendermi cura di questa mia faccia sono tutti firmati Omnia Botanica, un brand made in Italy che non ci credo che non lo conoscete, distribuito dalla Paglieri Sell System.


Omnia Botanica mi aveva attratto in quanto produce cosmetici con INCI verde con un costo accessibile a chiunque. Tuttavia dalle mie parti di questo marchio non c'era nemmeno l'ombra, così ho acquistato dallo shop online di Lillapois (trovate più info qui). So che però Omnia Botanica si trova anche da IperCoop, in alcune Esselunga, oltre che negli store fisici Lillapois.
Io mi sono orientato sui prodotti della linea a base di Olio di Rosa Mosqueta, fra cui c'era una mia vecchia conoscenza, ma le linee del brand sono quattro, tutte caratterizzate da un ingrediente vegetale: karitè, argan, aloe e appunto rosa mosqueta.
Vi dicevo, prodotti con buon INCI, ma, nonostante l'azienda affermi che l'olio di rosa contenuto in questa linea sia proveniente da coltivazioni biologiche certificate, non ho visto alcun simbolo e i prodotti non hanno alcuna certificazione, per cui tenetelo presente se per voi è un problema.

Ovviamente la mia skin routine mattino e sera inizia con la detersione, al cui scopo ho usato il Gel detergente delicato viso, che si trova contenuto in un bel tubetto di plastica morbida.



Plus non da poco è che il flacone ha un sigillo di plastica che ne garantisce l'integrità. 
La consistenza è quella di un gel appunto, ma fluido e leggero. Dentro al mio ci ho trovato delle parti di gel più denso, disomogeneità del tutto normale come specifica l'azienda e che non inficia comunque i benefici del prodotto. Questo detergente di Omnia Botanica non appena viene a contatto con l'acqua si trasforma in una schiumetta quasi cremosa. Sembra proprio che sulla pelle crei un film idratante e protettivo.
Sulla mia pelle è perfetto e lo è ancora di più in questa stagione perché va a detergermi bene, ma senza seccare, o irritare la pelle, ma anzi lasciandola assolutamente morbida, liscia e non tirante ma pulita e fresca. È un prodotto davvero delicato che infatti non mi crea problemi nelle aree più secche o comunque usandolo sugli occhi dove non mi crea bruciori.
Così lo descrive l'azienda

Gel detergente con intensa azione idratante, dona alla pelle un aspetto più morbido, luminoso e levigato. L’elevato contenuto di acqua distillata di rosa lo rende particolarmente delicato
e per me è assolutamente promosso. Credo sia perfetto anche per l'inverno ma in linea generale non lo consiglierei alle pelli grasse ma più da normali a miste ma anche secche. Ci ho trovato un leggero potere struccante che non guasta. Ho usato questo detergente sia con la spazzolina in silicone di Silvercrest, sia con la Face Cleansing di Imetec Bellissima, quindi con un attrezzo a setole di nylon ed in entrambi i casi è stato piacevole.
Ah, dimenticavo, il profumo è innocuo, direi che sì sa di rosa ma in modo delicato delicato.
Unico appunto che faccio al prodotto è la quantità: 75ml sono troppo pochi. Ok, non serve molto prodotto ma è praticamente una travel size che mi è durata un mese e spicci. Io ultimamente infatti ho affiancato un altro prodotto con cui sto alternando questo gel detergente di Omnia Botanica, ma vi dico che me ne sono rimaste poche applicazioni.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione/Beauty2buy.it
💸 2€ in offerta
🏋 75ml
⏳ 6 Mesi
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

Subito dopo il detergente passo al tonico, di cui mi sono reso conto essere diventato un addicted, cosa che non avrei creduto qualche anno fa.
Sempre di Omnia Botanica ho utilizzato quello che credo sia il loro prodotto più conosciuto, ovvero l'Acqua Tonica Delicata, sempre arricchita con olio di Rosa Mosqueta.


Posso dire che adoro questo prodotto? Intanto la confezione spray mi evita di travasarlo e funziona benissimo nebulizzando sottilmente il liquido. Inoltre l'etichetta di plastica avvolgeva anche il tappo garantendo che non può essere aperto in negozio. Il tonico è secondo me quel giusto compromesso per la primavera: da un lato mi da un'azione astringente ma delicata e non essiccante; dall'altro lato mi dà l'idratazione di un tonico, ma senza esagerare, senza essere appiccicoso o pesante.
Il profumo è gradevole, sicuramente floreale ma con una punta più dolce.
Sul retro della confezione leggiamo 
Acqua tonica ad azione astringente e rivitalizzante, ideale per completare la pulizia del viso ma anche come tonificante in ogni momento della giornata. L’alto contenuto di acqua distillata di rosa la rende particolarmente delicata. L’epidermide rileva un aspetto più compatto e luminoso.
descrizione a cui aggiungerei che è un tonico piacevolmente fresco. Per quanto mi riguarda questo prodotto va nella lista dei cosmetici da riacquistare.

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Passando all'idratazione, devo dire che Omnia Botanica sa il fatto suo. Sempre in questa linea c'è appunto la Crema Rigenerante viso, con cui, lo ammetto, sono stato abbastanza fortunato.


Dovete sapere che avevo questi prodotti in casa da un po' fra le mie scorte cosmetiche, ma non sapevo se si sarebbero adattati alla stagione o sarebbero stati troppo pesanti. 
Questa crema viso in particolare mi spaventava un po' perché essendo contenuta in un tubetto di alluminio, mi dava l'idea di un prodotto pomatoso ed estremamente idratante. In realtà una volta rotto il sigillo e vista la consistenza ho capito di aver fatto bingo e di aver trovato la crema adatta alla mia pelle normale con zone un po' più secche anche adesso che il clima è mediamente più caldo. 
Infatti questa crema ha una texture leggera, fluida sembra quasi una crema-gel.


Si stende con estrema facilità e di scie bianche nemmeno l'ombra. Sul mio viso risulta confortevole e piacevolmente fresca e la mia pelle la assorbe bene nel giro di pochi secondi, diventando liscia, morbida e compatta, come da descrizione
Soffice crema che nutre e idrata la pelle in profondità, lasciandola più luminosa e compatta, grazie anche all’elevato contenuto di acqua distillata di rosa.
Non c'è stata occasione in cui mi abbia lucidato, ma dall'altro lato non c'è stata occasione in cui abbia sentito la pelle tirare o bisognosa di altra idratazione. 
La sera, lo ammetto, uso quasi esclusivamente un altra crema di cui vi parlerò fra non molto. Mi sento di consigliarla a pelli da normali, secche ma anche miste, badando al clima: su di me ad esempio probabilmente d'inverno non sarebbe sufficientemente nutriente, e con il caldo umido estivo lo sarebbe troppo.
Il profumo anche questa volta è floreale ma non invadente. E anche per questo prodotto devo far notare ai signori Omnia Botanica che 30 ml sono praticamente una minitaglia: mi son ritrovato nel giro di poco a strizzare il tubetto.

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La vecchia conoscenza di cui vi parlavo sopra è invece la Crema Contorno occhi, che avevo già provato circa 4 anni fa.


Come la sorella per il viso, questa crema contorno occhi Omnia Botanica si presenta in un tubetto di alluminio ed ha lo stesso profumo. Rispetto però alla sorella ho notato che la consistenza, seppur restando leggera e fluida, è un po' più cremosa e consistente. 
Su di me questo prodotto funziona molto bene: in primis idrata bene la zona perioculare, senza risultare unticcia o restare in superficie, ma assorbendosi abbastanza in fretta. Cosa molto importante, l'ho trovata delicata e non mi ha creato sin da subito nessun tipo di bruciore agli occhi.


Quello che mi ha spinto a riacquistare questa crema è il buon ricordo che mi ha lasciato: infatti il prodotto mi dà una bella azione distensiva, mi lascia la pelle compatta e levigata. Non è un'azione lifting come la da me odiata crema contorno occhi di Equilibra, ma è più una azione rimpolpante. Tant'è che il brand descrive il prodotto come
Soffice crema specifica per la delicata zona del contorno occhi. Contribuisce ad attenuare segni di disidratazione, piccole rughe e linee di espressione.
Insomma mi piace, ma se devo proprio puntare il dito ad un aspetto negativo, posso dirvi che arrivato a sera, non sento il contorno occhi perfettamente idratato come dopo aver applicato questa crema. Questo punto per me però non ha nulla di sconvolgente: ho un contorno occhi secco, e non ho più 22 anni, motivo per cui prima di andare a nanna utilizzo un altra crema idratante di cui, anche qui, leggerete presto.

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Insomma per quanto mi riguarda la mia esperienza con la linea alla rosa mosqueta di Omnia Botanica è stata più che positiva, ho scoperto dei prodotti da grande distribuzione con un buon rapporto qualità-prezzo. Tocca un po' accettare il compromesso di avere quantità inferiori rispetto alla media dei prodotti, ma credo si possa chiudere un occhio. 
Sono sicuro che moltissimi di voi già conosceva queste referenze, per cui spero di avervi tenuto un po' compagnia e noi ci leggiamo presto!






|#backtoseries chapter 13|
Tutto ciò che penso di Thirteen Reasons Why

Thirteen Reasons Why è la serie del momento, letteralmente quella di cui tutti parlano, la più twittata fra le serie Netflix e io quando una serie piace su Twitter dovrei già sapere che a me in qualche modo farà storcere il naso, vedi Fargo (che sono fermo alla settima puntata della prima stagione) o Black Mirror (con cui credo proseguirò con la terza stagione quando non avrò nulla di meglio da fare).
Eppure non imparo e mi impelago in cose da cui non so come uscire, per cui ho deciso di raccontarvi le mie impressioni da spettatore emotivo che magari si accosta ad un telefilm perché ci vede del potenziale e la guarda immergendosi più o meno in base a ciò che vede. 
Ad avermi attirato infatti non è stato solo il gran parlare ma anche la storia, che mi sembrava molto interessante e assolutamente attuale. Il problema è che quello che funziona sulla carta, non è certo funzioni nella pratica e a mio avviso in Tredici ci sono tante cose che non funzionano.

13 reasons why locandina 13 serie tv netflix

Ora, se avete intenzione di iniziare a vedere la serie o siete a metà e non volete sapere assolutamente nulla della serie, potete fermarvi anche qui perché, nonostante siano mie impressioni generali prive di spoiler e di racconti dettagliati sulle vicende, ovviamente nomino alcune cose che possono darvi informazioni su quello che accadrà.

Come suggerisce il titolo, Thirteen Reasons Why racconta le ragioni per cui Hannah Baker, una ragazza di 17 anni, ha deciso di togliersi la vita. A raccontare queste ragioni è la stessa Hannah tramite delle cassette su cui incide queste ragioni, ma non voglio aggiungere altro per quanto riguarda la storia e voglio zompare subito a quelle che sono state le mie impressioni.


Tredici è una serie che secondo me riesce a prenderti perché, a meno che non abbiate letto il libro da cui è tratto, sei incuriosito dal capire come va a finire tutto quel casino.
Io ho fatto binge watching proprio per arrivare al punto della storia, per capire quale messaggio volesse lasciare. Tuttavia non è stato un binge watching semplice perché come dicevo tante cose non mi sono piaciute e secondo me non funzionano. 
La prima cosa che non funziona è la narrazione, che ho trovato inutilmente prolissa solo per dovere di copione AKA arrivare a 13 puntate. Più e più volte mi sono fermato, ho sbadigliato e ho proseguito dopo una pausa.
Ci sono un paio di puntate, fra la sei e la sette che secondo me sono totalmente inutili.
Tra l'altro, per quanto riguarda gli elementi base della storia, sono tutti quei pezzi che abbiamo già visto e rivisto: bulletti a scuola, pettegolezzi, dicerie e cattiverie di ogni tipo. I soliti stereotipi, dagli sportivi, alle cheerleader, agli sfigati e via dicendo che esistono dai tempi di Happy Days.
Non che questo sia un mio modo per giustificare o prendere sotto gamba questi comportamenti, che sono storia di tutti i giorni anche nella realtà, ma nell'economia della storia non dà nulla di nuovo rispetto ad altri prodotti.
Diretta conseguenza di questi stiramenti narrativi sono dei passaggi che mi hanno lasciato perplesso e che sono secondo me grosse forzature.
Ad esempio trovo un po' inverosimile che nessuno, a parte i diretti interessati, sappia delle cassette che raccontano la storia di Hannah. Esistono persino duplicati e se ci sono pettegolezzi che fanno il giro della scuola in un secondo, questo in particolare ci mette secoli.




"La gente inizia a parlare" solo alla sesta puntata, a detta dei personaggi stessi.
Ma ho notato anche lacune molto banali in cui vedi la mano dello sceneggiatore (in questo caso scrittore, visto che è tratto da un libro) che tenta di aggiungere cose al limite dell'irrealtà per calcare la mano e creare questo turbinio che finisce nel marcio.
Vi faccio alcuni esempi senza andare nello specifico del chi e del come se non avete visto la serie.
Se ti incolpano di far uso di droga ma non è vero, tu cosa fai? Chiedi di fare un test antidroghe per salvare la tua reputazione anche agli occhi dei tuoi genitori.
In Tredici però no, non funziona così. E i tuoi genitori se ne fregano se usi marijuana.
Oppure, se una tua amica viene aggredita, qualsiasi tipo di aggressione sia, e tu assisti alla scena, non solo cerchi di aiutare la tua amica fermando l'aggressore, anche se sei senza forze, ma chiami qualcuno ad aiutarti e sono subito


In Tredici no, non funziona così, come qualsiasi essere umano. 
Peccato però che la stessa persona senza forze che ha appena assistito alla scena di "aggressione", poi si preoccupi per un cartello stradale abbattuto. 
Ecco una diapositiva della vicenda:



Vogliamo parlare del cartello stradale di legno. Nel 2017 nemmeno in un paesino sperduto di montagna lo trovi più.
E sapete che cosa succede due secondi dopo che quel cartello viene abbattuto? Un incidente mortale!
Peccato però che in quella strada, inquadrata più volte, non passi nemmeno un gatto mezzo cieco.
Ovviamente sono solo esempi per dirvi come lo sviluppo della storia mi ha portato a scollegarmi dal coinvolgimento, come spesso mi accade quando vedo tante piccole assurdità che hanno solo lo scopo di aggiungere drammi, ma che potevano essere gestite diversamente .

Altro elemento che mi ha portato a scollarmi dalla storia sono stati i personaggi. Abbiamo a che fare con una corale in cui ogni ragazzo ha un suo tassello, una sua storia più o meno approfondita, ma come vi dicevo la caratterizzazione dei personaggi è molto banale e già nota, ma devo sottolineare che gli attori sono molto bravi nell'interpretare dei ragazzi giovani ma con un vissuto già segnato e non facile. Ottima anche Kate Walsh nei panni della madre di Hannah.
Tuttavia certi dei protagonisti sono stati in grado di darmi sui nervi.
Sicuramente quello che ha smosso in me più tic nervosi è stato Clay Jensen.


Lui è la forzatura (e la stupidità) fatta personaggio.
Volete un esempio? Quando le cassette con le ragioni di Hannah arrivano a lui, non le ascolta tutte in una volta (cosa che invece accede giustamente nel libro) per capire cosa sia successo a quella persona a cui dice di tenere, ma se ne va in giro a chiedere agli altri cosa sanno e cosa raccontano le cassette. E indovinate cosa gli rispondono?
"Non posso dirtelo, gne gne, devi ascoltare le cassette gne gne".
Giustamente, a domanda cretina, risposta cretina.
Se nella realtà chiunque vorrebbe sapere se e perché si trova nei racconti di una ragazza che si è suicidata, in Tredici, o meglio nella testa di Clay Jensen, è più pesante ascoltare il racconto di Hannah piuttosto che capire i motivi della ragazza.
Ma la stessa protagonista fantasma è, se vogliamo, anche peggio rispetto al ragazzo. Hannah è la contraddizione fatta persona.
Un personaggio che anche nell'ottica della difficoltà adolescenziale, mi è risultato difficile da capire. La ragazza infatti passa dall'essere aperta e diretta, anche con persone che conosce appena, all'insultare gli altri solo perché non la capiscono nei momenti in cui diventa ermetica come un Tupperware.



Me lo ricordo ancora com'è essere adolescenti (non è passato poi tanto tempo oh!), com'è quando ti affacci sul mondo e devi scoprire praticamente tutto della vita e ti ci lanci a capofitto, o, di contro, ti chiudi perché tutto ti sembra gigante ed insormontabile. Quando credi di conoscere tutto il mondo, ma l'unico mondo che conosci è quello fuori dalla tua cameretta.
Hannah però è una che non impara, semplicemente sbatte contro tutti i muri possibili. Ci va dritta di testa non appena può.
Se magari a scuola facevi qualcosa di sbagliato, per un po' te ne stavi sulle tue, lontano quanto più possibile dai guai, dalle persone che anche solo involontariamente ti avevano ferito, soprattutto se non avevi il carattere di affrontare tutto. Lei invece no, insiste proprio più che può e se non si sente dire ciò che vuole, come vi dicevo, dà di matto.
Hannah non è convinta che il mondo sia quello due passi fuori dalla sua cameretta, Hannah è convinta che il mondo sia lei.
È vero che da adolescenti ci si sente tutti speciali ed unici, e lo siamo, ma lei esagera. Vi faccio uno dei tanti esempi possibili: un ragazzo le racconta i sentimenti che prova per lei, ma lei piuttosto di aprirsi a sua volta o magari spiegargli che non è il caso, lo insulta; gli dà dell'idiota davanti a mezza scuola, con la ovvia reazione del ragazzo che la manda a cagare. 
Sapete che fa Hannah? 
Dice che lui l'ha insultata. 
Ma tutto a posto? [cit]


Una costante ricerca delle conferme altrui al limite del patologico. Ma in tutto questo lei la colpa la dà solo agli altri. Di sé dice che fa degli errori, ma tesoro, peccare è umano, perseverare è diabolico.
Altra caratteristica di Hannah è sicuramente la sua ingenuità disarmante, che oggi non hanno nemmeno gli undicenni. Ma allo stesso tempo, mentre finisce in un turbinio sempre più cupo, è pronta a scagliarsi contro chiunque tenti di aiutarla. Per questo mi è diventato difficile non solo immedesimarmi ma anche empatizzare con Hannah.
Queste sono state le mie sensazioni dopo aver visto la serie, ma ci sarebbe tanto altro da dire perché sicuramente Thirteen Reasons Why ha del potenziale e tanti spunti interessanti.
È drammatico pensare che nella realtà queste situazioni accadono davvero ed è difficile giudicare quello che può passare nella mente di un ragazzo, credo che l'intento dei creatori di Thirteen Reasons Why sia stato quello di non creare buoni o cattivi, vincitori e vinti, ma mettere in scena l'umana contraddittorietà e di lanciare il messaggio che dobbiamo essere più gentili verso gli altri, ma anche essere più aperti altrimenti gli altri non possono capirci ed aiutarci.
Mi sarebbe però piaciuto che il messaggio sensibilizzante passasse attraverso un personaggio meno vittima di sé stessa e una storia che risulta drammatica solo a raccontarla nella sua cruda verità e anche senza mettere di mezzo assurdità a catena.
La storia sembra predisposta ad una seconda stagione che spero si svincoli dalle dinamiche del cercare di raggranellare lacrime dall'esagerazione, ma punti alla linearità delle emozioni.
A voi cosa ve ne è parso?





Ps: il caso ha voluto che questo capitolo di #backtoseries fosse il tredicesimo. Ed oggi è pure venerdì.
Sei tu, Hannah?




{Aggiornamento #66}
Lentamente.




E allora com'è andata questa mega maratona culinaria meglio nota come Pasqua?
Qui tutto bene, ma sono effettivamente stanco, lento e ingolfato e non solo per via del cibo. 
Intanto questo lungo week-end per me è stato un po' più lungo. 
È iniziato con una festa a sorpresa e io odio le feste a sorpresa, anche se non sono per me.
Io voglio sapere tutto: voglio sapere chi c'è fra gli invitati, che si mangia (soprattutto), come mi devo vestire ed eventualmente dove si tiene. E odio le feste a sorpresa quando devi organizzarle, specie se sulla carta ti toccava mettere poco più che la tua bella faccia e invece sei "costretto" ad accollarti la disorganizzazione altrui. Alla fine è andata bene e la serata è stata piacevole, ma se sei non propriamente invogliato nel preparare tutto, ti diventa propriamente pesante.
Pesante quanto il cibo di questi giorni, che io ci ho provato a trattenermi ma che fai con gli avanzi? li butti? E pare male che non assaggi questo, quello e quell'altro. 
Che poi la vera ansia da dieta te la mettono gli altri quando ti chiedono se sei a dieta, ché prima  che te lo chiedano, tu manco lo realizzi. 
Pesante anche nel non avere un attimo di spazio per me, un po' di silenzio senza avere qualcuno intorno che mi racconta qualcosa di cui molto probabilmente non mi interessa. 
Perché la gente non apprezza la profondità del silenzio
Un andirivieni di facce che non si ferma nemmeno oggi. E casualmente si piazzano tutti dove la mia scrivania (forse unico angolo della casa dove riesco ad avere in genere un po' di privacy) curiosi di sapere che cosa stia facendo, manco guardassi porno alle quattro del pomeriggio. E questo non fa altro che rallentarmi ulteriormente. 
Pesante anche perché qui è esploso il caldo e l'umido tutto in una volta, almeno in questi giorni. Un sole che non ha raggi, ma spade laser adatte ad un revival di Star Wars, che se lo becchi nel punto giusto ti toglie pure un tatuaggio.
E poi quella sensazione appunto di week-end lungo, di lunedì che sembrano domeniche ma in realtà restano lunedì e di martedì che sembrano di nuovo lunedì. Tempi che si dilatano come se non sia già abbastanza lento. Così lento che per me ad esempio Despacito è una canzone nuova che avrò sentito una sola volta, mentre gli altri già la odiano e non ne possono più.
Così lento che sono ancora alla quarta puntata di 13 Reasons Why, quando gli altri l'hanno già finita.
Così lento che non riesco a stare dietro a tutti questi giochi di potere e bombe nucleari fatte esplodere come noi scoppiavamo le bolle di sapone per dispetto ai nostri fratelli. 
Così lento che mi serve una routine perché le vedo le persone organizzate, con le loro schedule, che portano sempre a termine. Quelle persone che se dicono che devono fare una cosa, la fanno e la finiscono. Però la routine è l'anticamera dell'abitudine e della ripetitività che piuttosto preferisco perdermi, lentamente.



A presto.



La mia prima esperienza di acquisto su VerdeMelaBio e La Malizia Profumeria

Quando vi ho detto che avevo voglia di fare acquisti online, scherzavo. O meglio, sì ne avevo voglia, ma non necessità. Tuttavia avrete capito che se inciampo in una offerta interessante, resto a terra e soccombo ben volentieri.

Così.
Questo è stato il caso di VerdeMelaBio, e-commerce dedito alla vendita di cosmetici ecobiologici


Tenevo il sito d'occhio da molto tempo, visto che di offerte ne fanno davvero tantissime (al momento, fino al 17 Aprile c'è uno sconto del 40%); io, in particolare ho usufruito di un codice sconto che annullava le spese di spedizione (perfetto per me che volevo un solo prodotto), spese che in genere ammontano a 6.90€ per ordini fino a 9,89€, per arrivare a 3,90€ per acquisti da 29,90€ a 39,89€, e sono gratuite superati i 39.90€.
Inoltre è uno shop davvero ricco di marchi, più di 30, che vanno dalla A di Agronauti Cosmetis alla V di Volga Biocosmetica. 
VerdeMelaBio mi ha fatto una buona impressione in quanto sito: fluido, semplice, intuitivo. Ma anche come negozio online non ha nulla da invidiare: diversi metodi di pagamento fra cui anche Paypal, la possibilità di regalare una carta regalo (tipo un buono da spendere sul sito), la divisione in categorie ben fatta; la creazione di un account è semplice e il sito invia una mail per attivare il profilo. Insomma funziona bene.
Ho fatto quindi il mio ordine giorno 31 Marzo, ordine confermato da una e-mail. Giorno 4 Aprile il mio ordine è stato spedito, e sempre tramite e-mail venivo avvisato che potevo seguire la spedizione tramite il tracking. VerdeMela Bio spedisce da Roma, quindi in genere non dovrebbe impiegare molto per arrivare in Sicilia. Il corriere con cui è stato spedito il mio pacchetto è Nexive, che io sinceramente non conoscevo, ma non so dirvi se si affidano ad altri spedizionieri per ordini un po' più grandi del mio. 
Comunque, sempre dal tracking vedo che il mio ordine è arrivato in Sicilia giorno 5, mercoledì, in tarda serata; questo mi ha fatto presupporre che il giorno dopo sarebbe stato da me, come accade di solito, e invece no. O meglio, giorno 6 aprile il mio pacchetto risultava in lavorazione in filiale e con consegna prevista in giornata, ma così non è andata. 


Ancora venerdì 7 si è presentata la stessa situazione: in lavorazione e con consegna prevista per la giornata. 


Non ricevo nulla, ed immagino che ormai il mio pacchetto arrivi giorno 10 aprile ovvero lunedì, e invece sorpresa: sabato 8 mi suona un corriere alla porta col mio pacchetto. La cosa mi ha fatto molto sorridere visto che sul sito avvertono che il corriere non consegna di sabato.
Ho ricevuto la merce in una busta ma il prodotto all'interno era ben imballato nella pluriball. All'interno del pacco non c'erano ovviamente campioncini visto che veramente ho speso pochissimo, ma non c'era nemmeno un biglietto da visita, solo la fattura.

 

Insomma, per tirare le somme la mia esperienza da VerdeMela Bio è positiva, mi pare un sito valido e sicuro ma nonostante le offerte interessanti non so se farei altri ordini per via della scomodità del servizio del corriere. Non so se sia stato sfortunato io, perché un ritardo può capitare e non è colpa del sito (anche se il sito comunque sceglie a quale corriere affidarsi), ma due finte consegne possono essere problematiche per chi fa già fatica ad organizzarsi fra impegni e lavoro. 

Tutta altra storia sono stati i miei acquisti da La Malizia Profumeria


La Malizia è un negozio fisico con sede a Ferrara (Via Torricelli 7 se siete della zona) a cui però si annette un e-commerce molto interessante. Qui troviamo i classici brand da profumeria (Pupa, Clinique, Essie), ma anche alcuni marchi della grande distribuzione che producono cosmetici dall'INCI accettabile o ecobiologico: Phytorelax, Natura Amica e Naturaverde Bio, per nominarne tre. Sono tre marchi che reperisco facilmente, ma dalle mie parti mancano alcune delle nuove referenze.
Anche qui abbiamo a che fare con un sito secondo me dalla navigazione molto semplice: buona divisione in categorie e fluidità. 
Un po' alte le spese di spedizione (che io ho aggirato grazie ad un codice sconto) che ammontano a 7.32€, e diventano gratis da 50 euro di merce o se andate a ritirare in negozio, ma tanti metodi di pagamento fra cui PayPal e contrassegno. Sulla sezione blog del sito e su Facebook vengono segnalate le promozioni in corso. Nota a margine: su Facebook rispondono parecchio in fretta qualora abbiate dubbi su qualcosa.
Per quanto riguarda il mio ordine, l'ho finalizzato giorno 6 Aprile, ed ho chiesto, per prova la confezione regalo che è gratuita. Il mio ordine è stato spedito il giorno stesso, ma venerdì 7 ho ricevuto l'e-mail con il tracking da parte di TNT
Ed indovinate? Lunedì 10 il pacco era nelle mie mani. 


All'interno era tutto perfettamente imballato, con pluriball ad evitare che la merce potesse danneggiarsi. 
La fattura era contenuta in una busta chiusa incollata all'interno della scatola, e sempre all'interno era inserita una bustina con alcuni campioni omaggio


I prodotti come vi dicevo erano in una confezione regalo, nel mio caso una bella scatola firmata Phytorelax visto che ho scelto un paio di prodotti di questo marchio e quasi tutto quello che ho acquistato era dentro una bustina trasparente.


Credo che rifarò altri acquisti su La Malizia, perché ho trovato un servizio preciso, puntuale, e rapido. Tra l'altro, ma potete vederlo da voi facendo un giro sul sito, molti prodotti sono in offerta quindi si può risparmiare qualche soldino.
E sperando di avervi dato qualche dritta, di avervi magari fatto conoscere qualche nuovo sito o semplicemente di avervi tenuto compagnia, vi saluto e vi auguro buona Pasqua.
A presto!






{Aggiornamento #65}
Più incazzato di Raperonzolo.


No, non è passata questa ondata che mi rende difficile mettere insieme dei pensieri e scriverli in modo coerente, sensato e magari leggero.
Ma non è successo nulla di brutto, eh.
Lo so che se scrivo determinate cose, tendenzialmente vengono interpretate nel modo più serio e drammatico di quel che é.
Non credo sia fatto con cattiveria, anzi a volte certi commenti sembrano scritti da persone che tengono a te, come se ti conoscessero. 
Con affetto direi. E questo è molto bello. 
Immagino che sia anche normale che quando racconti a spizzichi e bocconi, chi legge può farsi una idea tutta sua. Come quando leggi un libro, ed immagini personaggi, ambientazioni, intrecci fra ciò che accade e che potrebbe accadere e arrivi chissà dove, poi esce il film tratto dal libro e vedi tutta un'altra roba, perché l'immaginazione del regista ha visto altro. O magari non c'aveva soldi, ma questa è un'altra storia.
Ma non ho mai capito perché a volte il messaggio malinconico superi quello riflessivo e aperto.
Per me ad esempio scrivere è riflettere, così come lo è leggere. E scrivere su molte cose, porta a riflettere su altrettante cose.
In passato mi è capitato di aprirmi qui sul blog. Magari non facevo nomi e cognomi ma raccontavo qualcosa in più, a volte anche pezzi e momenti che sono stati nodi nelle maglie della mia vita. E non me ne pento affatto di averlo fatto, perché il blog è anche questo: aprirsi e ritrovarsi negli altri. 
E non c'è nulla di male nell'usare il blog per aprirsi in modo totale e senza filtri.
C'è però tutta una parte di me che tengo per me, che non esce nemmeno fra quegli spizzichi e bocconi di cui sopra. Anzi non esce nemmeno con le persone con cui sono a contatto diretto ogni giorno, figuratevi se voglio popuppare su schermi sconosciuti. Perché sono fatto così: le mie cose mi piace sbrigarmele da solo.
Tutto questo per dire che nonostante i miei post abbiano preso una piega che può andare ad appesantire l'apparato riproduttore maschile, qui va tutto bene
Tutto a posto, grazie, la famiglia tutto bene, a casa tutto bene, stiamo bene. Anche i figli che non ho stanno bene.
Come tutti, anche io ho i miei down, i miei momenti no, le mie giornate inghippate, o, come oggi, giornate in cui mi sento il fiato sul collo; purtroppo non sto a sbrogliare i nodi di Raperonzolo, o per lo meno non solo, ma questa è la quotidianità di ogni essere umano.
Mi manca sicuramente in questo periodo, ma ve l'ho già detto, quel guizzo della novità, della sorpresa, ma della sorpresa bella, di quelle che ti fanno sgranare gli occhi e ti fanno sbocciare un sorriso. 
Mi fa sorridere però che quando magari sei un po' mogio, e hai una connessione ad internet, o finisci su Spotify ad ascoltare il canzoni tristi, o non si sa come ti ritrovi sulle pagine di questi motivatori o life coach che ti dicono cosa fare e cosa non fare.
Non si capisce come sia possibile, tu magari cerchi informazioni su cosa sia FightList o le foto di Berlusconi con l'agnello, e ti ritrovi sul blog di un life coach.


La prima cosa che ti dicono, e preparatevi perché vi stupirò, è che devi essere te stesso
Cioè io ho vissuto ventiequalcosa anni credendo di essere bono come Cristiano Ronaldo, di avere un equilibrio psichico che a confronto il Dalai Lama è una ragazzetta in preda al primo ciclo mestruale e di avere il conto in banca di Bill Gates e invece no. Devo essere me stesso.
È importante e bellissimo essere me stesso. 
La seconda cosa è che in te stesso ci devi anche credere. Quindi non va bene la mia convinzione di avere più adepti di Osho e di Alberico Lemme messi assieme. No, perché in realtà nessuno crede in me, se non me stesso. 
Capito 'sti stronzi!? Mi hanno illuso tutta la vita. E ora mi dicono che solo io credo in me.
Non so come però fare tutto ciò, nessuno me lo spiega. So però che devo farlo. 
Ma i motivatori comunque non insegnano solo questo, anzi ho colto un grande messaggio che mi sento di condividere con voi, ovvero che - prendete fiato - devo essere forte e amare chi mi fa ridere e lasciarmi amare perché se perdo qualcosa non è una perdita ma se resisto è tutta esperienza visto che la vita è breve e bisogna rischiare pur accettando di migliorare accontentandomi di ciò che ho ma aspirando a massimizzare sempre restando positivo anche attraverso i brutti momenti


Aspettate che prendo fiato anche io.
Arrivato a comprendere questo splendido messaggio, ho chiuso ed ho lasciato perdere. Ho riflettuto e ho capito che nei miei ventiepiùdiqualcosa anni c'è solo una cosa da dire se vuoi motivare qualcuno: fai come ti pare.
Sei triste? Resta triste, non si muore. Piangi, magari rompi poco le scatole agli altri, cerca di capire da dove viene questa tristezza e vai oltre. Oppure continua ad essere triste, non si muore, l'ho detto?
Sei felice? Buon per te. Condividilo se ti va che magari fa piacere a qualcuno, ma non far sentire gli altri delle cacche, questo no.
Sei incazzato? Incazzati ancora di più.
Incazzati perché l'odore di fritto nei condomini è diventato reato.
Incazzati perché le cose non vanno come desideravi.
Incazzati perché non hai desideri da far esaudire.
Incazzati per quel che ti pare e piace.
Incazzati come Rapunzel.
Immaginate questa quanto doveva essere incazzata questa a stare rinchiusa in una torre tutto il giorno senza wi-fi e 4G, col balsamo (sicuramente siliconico) che gli rifilava la matrigna. E l'unico che vuole salvarla da questa condizione mischina le tira pure i capelli. Pensate voi. 
Ma incazzatevi, che alla fine magari qualcosa arriva. Come a Raperonzolo.




Buona settimana a tutti, incazzati e non.




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