Pitch Perfect (2012)

Sapete come si può cantare come Patti LaBelle, armonizzarsi come le Destiny Child, ballare come Jacko e tutto contemporaneamente?
Io no.
Ma a quanto pare i ragazzi di Pitch Perfect sì.



Tutto ha inizio quando Beca, una ragazza che dovrebbe essere alternativa e figa, ma in realtà ha solo una fissa per le tazze, diventa una matricola della Bardem University. Fra i vari corsi a cui iscriversi ( figata puramente americana, a noi toccano al massimo convegni di millemila ore che, dopo una relazione di 3000 caratteri, ti danno 1 cfu) finirà in quello più inaspettato: le Bella's Bardem, un gruppo femminile di canto a cappella. Ovviamente le Bella's Bardem non sono le uniche cantanti del campus del college. Fra i vari sfigati, infatti, capeggiano i Ritmonelli, che non sono delle sorprese delle merendine Kinder e Ferrero, bensì i detentori del titolo di miglior gruppo vocale.
All'interno dei Ritmonelli, pian piano, si farà strada Jesse, anch'egli matricola e dotato con una grande voce, che dovrebbe rappresentare la parte del figo alternativo ma alla mano e accessibile; In realtà è un ragazzo carino che abusa di striscette sbiancanti per i denti.
La strada per il campionato nazionale non è certamente facile. Il percorso infatti sarà irto di scontri fra i vari gruppi, che metà bastano a far sembrare gli Amici di Maria, un coro dell'oratorio, e le ragazze dovranno allenarsi duramente per riuscire a superare l'impasse di performance canore antiquate.
Con un finale più scontato di Miss Italia, il film si rivela una commedia divertente e giusta nei suoi intenti.
Chiari richiami a Fame e Glee, ma con performance più approssimative - leggasi cantare con il microfono a metri dalla bocca - rendono la storia ancora meno originale, tuttavia qualche battuta diverte salva la pellicola.
Però vi prego, togliete 'sta tazza a Beca che già certe scene sono ad un passo da "2 girls one cup" ci manca una convinta di essere pure simpatica.


Voto 6





Aggiornamento #16*

ATTENZIONE: rileggendo questo post mi sono accorto che non è altro che un lungo e tortuoso e turbinoso flusso di coscienza del tutto inutile. 
Se siete deboli di cornea, evitate.

Ma buon sabato a tutti!
E rieccoci con un nuovo aggiornamento, che, anche se di novità non ce ne sono e immagino voi siate tutti in vacanza, mi va di chiacchierare, che qui, fra Egitto che si massacra, terremoti, folli dai calci e pugni facili, grazie, disgrazie e Lady Gaga vs Katy Perry, non ci resterebbe che piangere.
Proprio ieri sera, fra spossatezza, stanchezza e caldo, non nego che vedere certe immagini in tv mi abbia turbato, dunque preferisco prenderla alla leggera e mantenere questo blog un'oasi di minchiate.
Siamo già ad Agosto e riflettevo che è praticamente volato un anno.
Sì, ok mancano quattro mesi, ma Settembre e Ottobre sono estate in Sicilia, come dovrei notare la differenza?!
Sta di fatto che di questo passo mi ritroverò su un divano senza capelli e con la panza trasbordante a guardare il clone - perché state certi che lo farà - di Barbara d'Urso che presenta un programma inutile spacciato per culturale e di spessore su Canale 5.
Che futuro di merda.
La verità è che sono stati mesi pieni e il tempo è trascorso in fretta, e questi ultimi non sono stati facilissimi.
Il mio odio per questa stagione è atavico e indissolubile.
Io sono il classico tipo che ad Aprile, nelle prime giornate di sole, si sente sciogliere come burro in padella. Immaginate come stia quando si susseguono settimane su settimane con 40 gradi di giorno e 30 di notte.
Oltretutto ho sperimentato caldo di ogni tipo e intensità: da quello umido, afoso, asfissiante della pianura Padana, a quello rovente e assolato della Sicilia. 
Capirete il mio tasso di schizofrenia arrivato a livello "vedo la gente morta e sono stato io". 
Fortuna che almeno un paio di giorni di pioggia e nuvole hanno mitigato la situazione, e adesso ci godiamo sere con 22º.
Agosto poi vuol dire " mese che precede Settembre"; e Settembre vuol dire " sessione di esami". E quest'anno devo mettermi d'impegno per dare uno spintone a questo calvario chiamato triennale. Sarà un po' una lotta al massacro, ma sono fiducioso.
A dire il vero sono parecchio fiducioso, senza una fondata motivazione in fin dei conti, ma finché va così tanto vale cavalcare l'onda della positività. 
E poi Paolo Fox parla bene dello scorpione in questo periodo, quindi che le stelle siano con me.
Ed a proposito di "voglio crederci", la dieta procede e sta sortendo buoni effetti e questo non può che rendermi über contento. 
Ora, a Verona, con un compagno che ti tiene a stecchetto in un disciplinato regime alimentare e quando sei tu a fare la spesa, è facile. 
Il trauma è stato il ritorno a casa, dove la spesa, spesso a random, è fatta da 4 persone diverse, di cui due sono la versione poraccia di Kate Moss, con meno gusto ma sicuramente meno polverina. 
Il problema è che non puoi dire a tua madre che sei a dieta, perché lei ti dirà che non serve la dieta ma a sua volta ti darà una dieta tutta sua in cui decide lei cosa mangi. E se malauguratamente ti becca a sgarrare un attimo, lei è li come un mastino a ricordarti che il tuo culo fa provincia, e, considerando che Crocetta ne ha eliminate alcune, sei pure fuorilegge. 
Per adesso comunque cerco di infottarmi di frutta e verdura, che ti saziano e dice che 'ste vitamine te li ritrovi in inverno a combattere il moccio. Speriamo. 
Apps, Pier, Love.
Comunque ho deciso di essere anche costante nel movimento. 
Quindi cerco di andare a mare, cosa ardua visto il tempo poco fausto, ma soprattutto ho scaricato 2 fantastiche app che ti fanno sudare come una porchetta allo spiedo. Ho iniziato da poco, ma già il primo livello è una strage di ( non così) innocenti lipidi.
Oggi poi mi sono sparato 10 km a piedi solo per comprare un kg di pane, e, a parte il caldo, l'idea non è stata tanto malsana. Non sono nemmeno stanco, tanto che pomeriggio me ne andrò a spiaggiarmi come un'otaria al sole e a fluttuare fra le onde.
E sempre seguendo l'idea che questo post debba essere ricco di inutili amenità, con sommo piacere vi annuncio che sto facendo crescere la barba.
Non voglio fare il Jon Snow dei poveri, ma finalmente sta diventando più folta e non sembra che sia stato contagiato da qualche strana malattia canina che fa cadere il pelo a chiazze.
E ora che con somma fatica ho una pelle più omogenea, ( "una pista da bowling appena lucidata " [cit.]) mi vedo bene, senza sembrare un naufrago dell'Isola dei Famosi. 
Non so, ho sempre avuto il sentore che occhiali, barba, capello spettinato o imperfezioni del viso, creino troppo disordine per convivere contemporaneamente su un' unica faccia. 
Se conoscete una buona marca per un regolabarba, si accettano suggerimenti. 
Per adesso uso un aggeggino a batteria, ma temo che presto mi abbandonerà, senza contare che è una fetecchia e prima che finisca di accorciare mi è già ricresciuta, vista la lentezza.
E, per restare in tema, sto superando la mia schizofrenia tricologica di lavarmi i capelli ogni giorno, pur non essendocene un reale bisogno. Forse ve ne avevo parlato, o almeno alcuni di voi forse lo sanno, ma ho il terrore di ritrovarmi i capelli sporchi, specie mentre sono fuori. Stesso vale per le unghie, infatti repello chi se le mangiucchia. 
Giusto due cose....
Il sunto è che, pur usando sciampo bio e delicato, cure e cazzi vari, stavano cadendo un po' troppo copiosamente, dunque ho posto un freno agli stress, resistendo 6 giorni. Ed in effetti erano ancora puliti ( io non faccio testo, ho paglia in testa ).
Comunque mi sa che in questi giorni non scriverò moltissimo se non per qualche recensione. Non ho per nulla voglia di stare al computer, e il computer stesso me ne da atto spegnendosi da solo in piene crisi di caldo. 
Mi alzo continuamente e faccio fatica anche a guardare un telefilm di 40 minuti. 
Che la pazienza sia con me.
Sempre riguardo al blog, non so se avete notato ma AmoreFraterno ha avuto una battuta di arresto. 
La verità è che non ho più visto mia sorella, che detto così fa pensare al fatto che possa averla tolta di mezzo. In realtà fra spostamenti miei e spostamenti suoi, non abbiamo abbastanza tempo per instaurare quel fantastico legame che ci porta ad odiarci reciprocamente.
Un vuoto incolmabile in questo blog, ma se avete domande, o argomenti che vorreste io esplicassi attraverso la mia personale opinione, lo farò ben volentieri.
E nulla miei cari, io vi saluto.
Ma prima fatemi sapere un po' voi che fate di bello per adesso, come procedono le vacanze, come ve la passate, o oltrepassate! 
Un bacio.




*L'autore di questo blog vuole commemorare una piccola fiamma spentasi troppo presto. E vuole ringraziare questa società che fa una cosa peggiore che abbatterti: non ti sostiene. C'è chi ha la forza di andare avanti da sè, qualsiasi cosa accada, ma non siamo tutti uguali.
Creiamo informazioni e cultura, non soltanto leggi.

The Women (2008)

L'ultima sera prima di lasciare Verona, non avendo alcuna intenzione di uscire visto che il giorno dopo mi sarei dovuto alzare alle 5 per prendere l'aereo di ritorno, mi son sdivaccato sul divano, e su La7 davano The Women.
Purtroppo sempre considerando che alle 5 sarebbe suonata la sveglia, non riuscì a finire di vederlo. 
Ma, per non restare col dubbio di aver perso un capolavoro della cinematografia, pochi giorno fa l'ho recuperato e concluso.
Mary Haines è una moglie, una madre, una donna impegnata nel sociale, una lavoratrice e un'amica. 
Semplice, acqua e sapone, con uno stile tutto suo, lontano dalla borghesia di cui fa parte, ma alla continua ricerca della perfezione. 
Nella sua mente deve  dare il meglio di sè, sempre e a tutti, facendo della sua vita un perfetto castello di carte.
E come tutti i castelli di carte anche questo avrà breve durata.
Basterà infatti un colpo d'anca della giovane e senzuale Crystal Allen, a far crollare tutto, facendo capitolare il marito di Mary, Stephen, fra le sue braccia.
Sarà poi la petulanza di una manicurista a svelare il rapporto fedifrago, prima alle amiche di Mary, e poi, involontariamente, a Mary stessa.
Dal rifiuto, al tentativo di riconquista, al divorzio, la protagonista attraverserà diverse fasi fino a prendere coscienza che buona parte della sua vita non è stata altro che una farsa tutta protesa ad accontentare gli altri, senza pensare cosa realmente volesse per sè.
Se da un lato la commedia risulta leggera e divertente, accompagnata da battute piacevoli, e molto Sex and the City oriented, dall'altro gli spunti di riflessione annegheranno in un mare di scarsa credibilità. Lo stesso vale per molti dei punti drammatici del film, come la sofferenza per un amore ormai infranto, che risulteranno macchiette al limite della parodia, quasi fuoriluogo in questo contesto.
Poco efficace, inoltre, l'espediente di non far apparire nemmeno una figura maschile, manco di sghiscio, nel tentativo di avere un punto di vista esclusivamente femminile, pur tuttavia restando l'uomo, il motore dell'intera vicenda.

Voto 6.5 ( per la simpatia di Maggie/ Cloris Leachman )


Comunicazioni di servizio:
  1. sempre a Verona ho visto un paio di film a tematica omosheshuale, vi interesserebbe la rece? Ho un po' un lack in questo senso, ma me ne sono anche stati suggeriti diversi;
  2. si accettano costantemente suggerimenti riguardo su altri e nuovi ( o vecchi) film di ogni genere ( no porn ). 
Fatemi sapere! 

Le mie prime volte

Una lunga assenza dal raccontarvi ciò che mi accade.
Non che sia un obbligo, ma almeno sfamo gli Alfonso Signorini che mi leggono.
Ho iniziato questo post a Verona, come avevo annunciato nella MozIntervista, dove ho trascorso le ultime due settimane di Luglio.
E così per la prima volta in vita mia ho preso l'aereo. A 23 anni.
Che fosse stata la mia verginità, mi sarei già appeso ad un cappio.
Pensavo fosse più emozionante.
Invece mi è sembrato di stare su un rumoroso autobus costretto a passare fra campi di cotone.
Ciao Jeanie.
Però vedere la mia terra dall'alto è stato bello. 
Mi sembrava di essere in Google Earth 3D version.
L'unico fastidio è stata la forza di inerzia al decollo e la scarsa delicatezza del pilota all'atterraggio.
Per la prima volta ho calpestato il suolo veronese.
E mi son sentito a casa.
E' stato stranissimo.
Io, che per tutta la vita ho vissuto in un paesino di poco più che ottomila anime, adesso che ho spostato il mio sederone in una grande città mi sento ancora nel mio territorio.
Non ho preso nemmeno per un momento le vesti del turista nipponico dal flash facile.
E' stato come se quelle strade mi appartenessero, come se le conoscessi da sempre, come i marciapiedi siciliani che attraverso ogni giorno.
Ammetto che però non ho girato tantissimo, soprattutto da solo, che un'insolazione scaligera proprio non mi andava.
Tipo che mi è bastata una visita al balcone della Capuleti per scottarmi il petto.
E poi le orde di turisti avrebbero fatto retrocedere anche il più incallito tedesco insandalato.
Verona è deliziosa, non è grandissima ma questo è solo un punto a suo favore, perchè è certamente abitabile, percorribile e si apprezza più volentieri. Ci si muove facilmente anche a piedi, anche per chi come me non conosceva le strade.
E poi amo lo stile medievale e tardo medievale. Oltretutto per noi siciliani l'Adige è qualcosa di mastodontico, non avendo fiumi di quest'ordine. 
Per la prima volta ho mangiato il sushi.
Questa mi sa che fosse la seconda volta ...
Che non sei gay se non dici che adori il pesce crudo, che lo mangeresti anche dopo il pranzo di Natale, che te lo faresti iniettare con una intramuscolare, e che, da quando l'hai scoperto, è stato come una standing ovation dei tuoi genitori dopo aver fatto coming out.
Io non lo avevo mai assaggiato. 
E devo dire che il cliché questa volta non aveva tutti i torti. 
Conto di riprovarne altri. Che l'anisakidosi sia con me.
Per la prima volta ho visitato Milano.
E per la prima volta ho preso la metro. 
Milano è altissima, grandissima, piccionosissima, e cinesissima. E' la città che, per questioni di tempo, ho girato meno, ma non per questo mi ha deluso. Anche qui nessun effetto turista. Fortunatamente, essendo andati di domenica pomeriggio era più praticabile e meno chiassosa, ma nel tardo pomeriggio stava riempendosi, considerando che tutti tornavano dal mare et similia.
Per la prima volta ho visto Venezia, che mi ha fatto ricredere sulla piccionitudine e sulla cinesitudine di Milano. 
Sono convinto che quei maledetti volatili un giorno ci uccideranno tutti. Dovreste vedere la naturalezza con cui si appollaiano sui vostri bicchieri con le loro zampette rosse e i loro occhi post LSD. 
Comunque turisti a iosa, come cozze su uno scoglio. Pochissimi gli italiani e te credo visto che per stare un giorno intero devi amputarti una gamba e venderla al miglior offerente.
Ma ciò non toglie che Venezia sia bellezza, arte, storia, imponenza, cultura, eleganza. 
Qui sì che son rimasto senza parole e senza fiato anche per merito dell'afa.

E per la prima volta ho incontrato un uomo che la pensa come me, le cui braccia sono così forti da darmi vita, la cui mente è così matura da darmi forza, il cui cuore è così grande da darmi amore.
Sono felice, ritornerò, prestissimo.



Mozzintervistami!

Quando ho saputo che Miki Moz  aveva intenzione di creare una serie di interviste sul suo Moz O'Clock, non son riuscito a resistere e mi sono prenotato come ai quizzoni di Gerry Scotti.
E così è arrivato il mio turno e tutto zelante ho accettato.
Se vi va di conoscermi un po' meglio fateci un salto, altrimenti poi mi dice che non ve l'ho detto e me lo ritrovo sotto casa pronto a farmi una crociata. Vi metto il link.
Intanto ringrazio Moz per la possibilità e soprattutto per la scelta delle domande che ho trovato molto ispiranti. 
Io mi son divertito, ma voi fatemi sapere che ve ne pare.
Un bacio!

Nel mondo che vorrei anche il Papa dovrebbe essere gay

Torni dalle vacanze e non hai nemmeno il tempo di disfare la valigia e riguardare le foto, che c'è già una polemica che ti fa prudere la lingua.
Perché, per quanto ti sforzi a capire e supportare la causa LGBT, ci sarà sempre qualcuno che ti darà sui nervi.Il problema è che noi gay ci sentiamo delle dive, vorremmo un mondo tutto arcobaleno che ci osanna e acclama come stars su un red carpet qualsiasi che Beyoncè who?!.
Perché noi non ci accontentiamo di avere chat gay, village gay, tv gay, radio gay, crociere gay, locali gay, saune gay, squadre sportive gay, libri e cinema gay. No.
Noi vogliamo molto di più.
Vogliamo runnare the world su tacco 12.
Vogliamo l'universo ai nostri piedi.
Questa è l'integrazione e l'accettazione che vogliamo.
Vogliamo pure un Papa gay.


"Una bandiera arcobaleno, grazie!"
La polemica di cui sopra nasce dal fatto che Bergoglio, l'attuale papa, si sia espresso durante un'intervista riguardo le tematiche omosessuali.
Alla domanda
[...] Come intende affrontare questa questione [...] della lobby gay?
ha risposto
" [...] Sulla lobby gay si scrive tanto: io non giudico. Non ho trovato carte d'identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono. Se una persona è di buona volontà, chi sono io per giudicare? Ma credo che si debba distinguere il fatto che sia gay, dal fatto che fa lobby. E grazie di questa domanda"
Come ha reagito la comunità omosessuale a riguardo?
Merda.
Perché ovviamente se non ne parla è per evitare il discorso, se ne parla non dice ciò che noi gay vorremmo sentirci dire.
Ovvero che siamo belli, bravi e tutti ci vogliono bene.

Non importa che tu sia il capo della più grande confessione religiosa al mondo, il Cristianesimo, che da secoli cerca di raschiarci via come gomme da masticare attaccate alle suole delle scarpe.

Devi rivoluzionare secoli di storia, stravolgere menti e mentalità, ribaltare catechesi, Bibbia, tirarti la zappa sui piedi, tralasciare il fatto che tu sia cattolico e urlare al mondo che i gay sono creature meravigliose da amare e rispettare no matter what.

Perché dobbiamo avere l'approvazione di tutti, o tutti sono brutti e cattivi.
E omofobi.
O omofobi interiorizzati, tipo me che sarei tale solo per non essermi unito alla massa.
Io me li sono immaginati lì, intenti a scavare nei meandri del dizionario e del catechismo per trovare i punti in cui la risposta risultasse da condannare, a non dormire la notte pur di poter puntare il dito come davanti all'ennesimo plagio di Lady Gaga.

Mi chiedo, e chiedo a chi è arrivato ad offendere, che ve ne importa di cosa pensa il Papa, anche considerando che molti di voi si reputano atei?
Cosa vi aspettavate da un'autorità ecclesiastica?

E soprattutto di cosa avete paura?

E' un personaggio influente, come ce ne sono molti altri, mantiene e preserva la sua carica e ciò che crede. 
Se lo uno Stato laico si lascia coinvolgere e influenzare da forze esterne, non è colpa del Cattolicesimo, ma dei compromessi che lo stato stesso ha accettato.

Da non credente, mi sembra che le sue dichiarazioni siano educate, corrette per certi versi, perfettamente in linea con ciò che rappresenta.

Mi sembra un piccolo passo in avanti, e se per voi non è abbastanza vi ricordo che il suo emerito predecessore, impugnando le sue Prada, strillò
“i matrimoni gay, un attacco alla pace e alla giustizia"
Aspettate almeno il prossimo Pride prima di indignarvi.



CercamiComeQuandoeDoveVuoi #4

Mi ero ripromesso di essere più costante con questi post sulle chiavi di ricerca.
Me lo avevate pure chiesto.
Ma la mia incostanza ha risposto con una sonora risata e son passati tipo 3 mesi dall'ultima volta che ho condiviso con voi questi gioielli.
Che vuoi che siano tre mesi in confronto all'infinito?
La cosa divertente è che mi scrissero
Il post si scrive praticamente da solo e tu non lasci troppo spazio tra un post e l'altro.
Sì infatti, si è visto.
Comunque basta turpiloqui. Andiamo a scoprire come genti di ogni dove son finiti qui.

  • "anche senza voce" afona
    Ripetita iuvat.
  • alison di pretty little liars non è mortaQuesto è spoiler, non vale.
  • come si chiama il gruppo che canta in 3x13 little prety liars
  • figa celeste
  • friggerebanane
  • wilma goich tette
  • analisi del testo l'amore è un altra cosa
    Mi raccomando le figure retoriche che ti interrogo.
  • asaf avidan etero gay o bisex?
    Ti risponde quello sotto.
  • asaf è gay
    Grazie.
  • blog di un ragazzo gay
    L'hai trovato.
  • cantante noemi scollatura
    Intendevi Pianura Padana?

  • dammi le scarpe seno tele tolgo io
    Solo se poi mi fai anche un massaggio.
  • elettro testicoli
    Non voglio indagare.
  • giochi di bionze
    Famosissimi worldwide. Jay Z ci ha fatto un franchising. Come per tutto del resto.

  • grammy cercano cazzi mostruosi
  • gratis vento alza le gonne signorine
    La versione bon ton ( e gratis) di un maniaco qualsiasi.
  • nicki minaj sotto le parrucche e calva
    Hai controllato?

  • sbiancante anale naturale per gay
    Ormai il bio ha corrotto anche la lobby gay.

  • significato u.u
    Più o meno questo

Mi scuso per la formattazione ma Blogger fa un po' come gli pare in questi casi.
Ma voi, avete spulciato le vostre chiavi? 
Vi siete fatti due risate o state cercando di fuggire dal pianeta per non essere accomunati agli esseri umani?

Aggiornamento #15 ('na roba veloce)

Pier, ma che sei andato a mare ad abbrustolire quelle due chiappette bianche che te ritrovi?
No.
Semplicemente non ho tempo per aggiornare il blog.
Sono impegnato in esami che si susseguono e si inseguono, e che di colpo vengono spostati come palline da ping pong in un campeggio cinese, organizzazioni di partenze a brevissimo, shopping in più o meno saldo, un caldo che metà basta a farti dimenticare che sei composto dal 90 % d'acqua e chi più ne ha, più non ne metta che non c'ho tempo.
Novità a pioggia come stelle nella notte di San Lorenzo.
Ma non per questo vi lascerò da soli.
Eccheculo, eh?!
Aspettatevi foto poche e fatte male, post Aggiornamenti che abbiano più senso di esistere di quello che state leggendo, il ritorno de La Poraccitudine con le notizie più inutili esistenti, le chiavi di ricerca, qualche disavventura per mettervi in guardia da questo mondo e da altri, aspettatevi l'intervista col mitico Moz, aspettatevi forse pure una nuova rubrica.
Insomma aspettatevi e aspettatemi.
Sciao beli, un bashione!!



Anna Karenina (2012)

Prendete un quadro, di quelli in cui le dame indossano abiti pomposi, con la loro pelle diafana, con i loro gesti delicati ed eleganti. 
Dategli vita e immaginate attorno ad esso una storia di amore e sofferenza.
E' questa la suggestione dopo aver visto Anna Karenina di Joe Wright.

Nella fredda e ottocentesca Russia si consuma l'amore fra Anna, madre di Serëža e moglie dell'ufficiale Aleksej Karenin, e il fascinoso Conte Vronskij.
Fra i due scocca, fin dal primo incontro su un treno, la scintilla di un desiderio che inutilmente verrà nascosto sotto una cenere fatta di parole non dette, di sguardi che si cercano, di fughe e ritorni.
Lei, donna dall'indole irruenta e rivoluzionaria, è intrappolata in un matrimonio ormai stantio, freddo, noioso, ma verso cui è devota; in questo contesto, il conte diventerà una torcia per il cuore ormai spento di Anna, la quale tenterà di soffocare per molto tempo il suo istinto.
Non vi riuscirà, a causa anche dei continui corteggiamenti dell'ufficiale Vronskij, che la seguirà fino a San Pietroburgo pur di averla.
Intanto i pettegolezzi iniziano a susseguirsi insistenti, ma sarà poi la stessa Anna a palesare il suo amore per il conte durante una corsa di cavalli.
Karenin tenterà di porre fine alla relazione fedifraga fra i due, impedendo alla moglie di vedere il conte, anche per evitare che la donna possa essere stigmatizzata da una società fallocentrica che la considererebbe disonorata.
Nulla però fermerà la protagonista, ed il frutto di questa disobbedienza sarà una bambina.
Durante il parto però Anna ha delle complicazioni che la porteranno vicina alla morte, situazione che spingerà Aleksej a perdonarla. 
Ma nulla fermerà i due amanti dall'incontrarsi di nuovo e questa volta definitivamente.
L'attesa del divorzio da parte del marito, l'ossessiva gelosia di Anna, l'esclusione della coppia clandestina da parte di una società perbenista, trasformeranno però l'amore, in una follia.
Anna affogherà nel delirio di non avere potuto ottenere l'agognata felicità, di aver perso tutto e compirà il passo più estremo.
Quasi l'intera storia si svolge su un palcoscenico su cui le luci e gli occhi del pubblico sono perennemente puntati. 
Il teatro diventa il perno del film. E come in teatro, la scenografia, viva, in movimento, dai colori saturi, diventa simbolismo. 
Porte che si aprono, si chiudono, sbattono danno inizio e fine alle scene.
Bastano pochi elementi a richiamare alla mente i luoghi, o le emozioni. 
Gli interni di una carrozza nera diventano le soffocanti mura di un matrimonio vuoto;
Campi sconfinati e splendenti rispecchieranno l'amore che su di essi si consuma;
Il blu ottanio che si ripete su ogni singolo muro ci porterà in un fondale marino in cui manca l'aria.
A cornice di queste sequenze vi sono i suoni. Non solo musiche, ma anche rumori quotidiani. 
Dal fruscio degli abiti allo sventolare dei ventagli, dalla falce che taglia l'erba alla pioggia che cade sulle foglie.
Un'opera d'arte che, probabilmente si completa con la lettura del libro a cui è ispirata, ma che, sebbene manchi l'ultima pennellata che dia volume ai caratteri e alla storia dei suoi protagonisti quasi tipizzati, non lascia affamati i sensi dello spettatore.

Voto 8.

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