E come le vecchie zie che si palesano all'ultimo minuto alla cena di Natale, allo stesso modo arrivano, last minute le mie pagelle sulla prima serata della 67° edizione del Festival di Sanremo.

Voto 8 (una media generale)
Elodie
Voto 4
Fiorella Mannoia
Alessio Bernabei
Samuel
Ron
Clementino
Ermal Meta


I presupposti non erano il massimo, fra la polemica per Greta Menchi (???) come esperta giurata, e il logo Tim collegato all'hashtag ufficiale del Festival.
Ma tutto sommato sull'andazzo generale di questa prima serata non posso dire proprio male, perché, a parte un paio di momenti, ha saputo tenere un certo ritmo, pur con alti e bassi.
L'intro iniziale con un filmato con tutti i brani che non hanno vinto il Festival ma sono diventati successoni, della serie, state accorti che vincere porta sfiga, è stata molto carina.
Più poraccio il finale con il finto Bob Dylan che non credo abbia fatto ridere qualcuno. La serata si è portata a casa il 50% di share, per cui non mi pare affatto male.
Ma andiamo in ordine.
I conduttori
Li hanno definiti Re Carlo e Queen Mary, ma lo sappiamo tutti, che l'unica attesa era Maria de Filippi.
Fino all'ultimo hanno cercato di mantenere il dubbio sul fatto che facesse la scalinata, ma Maria per tutta la serata ha fatto proprio come le pareva. Si è seduta sullo scalino, ha chiamato Conti da dietro le quinte, ha presentato a modo suo. Un po' C'è posta per te, con un po' più di verve. Alla fine conosciamo Maria, che oltre "dai Tina!" non lo dice, per cui promossa. Il primo abito non era esattamente meraviglioso ma la si perdona per la battuta su Trump.
Il secondo abito arriva alle 23 inoltrate, e credevo non arrivasse più.
Dicono sembrasse una abat-jour ma a me piace: un taglio anni '30 che però ha un non so che di moderno e dinamico.
Carlo Conti invece è sempre lo stesso, pare si sia portato pure gli abiti dello scorso anno. Peccato che la sua giacca in velluto, dalla tv, sembrasse vinaccia, per via delle luci.
I Big
Giusy Ferreri
(Fa talmente male)
La canzone ha un ritmo un po' latino, ed estivo che in radio farà passaggi su passaggi, e non mi è parsa tremenda ad un primo ascolto, ma lei era agitatissima e il brano, un po' ripetitivo, non la aiutava. Infatti, forse complice l'agitazione, ha cantato così così. Non male anche l'abito, direi nel suo stile.
Voto 6 +
Fabrizio Moro
(Portami via)
In generale non mi dispiace lui come cantante, peccato che la sua voce non riesca a rendere al meglio dal vivo la ballatona (in pieno stile Sanremese) che porta in gara.
Si poteva conciare meglio perché, sebbene in foto non renda al meglio (o al peggio) quel vestito con cuciture e stropicciature era disturbante.
Voto 6
Elodie
(Tutta colpa mia)
Non so se il titolo della canzone fosse un modo per scusarsi dell'abito o per le sopracciglia litigate a vita con i capelli, ma non è stato male come brano. Un arrangiamento che urla Sanremo ad ogni nota e che devo risentire.
Che per chi non la conoscesse, Elodie ha partecipato ad Amici. La sua voce è un misto di Emma Marrone, Noemi e Giusy Ferreri.
Il vestito, vi dicevo, mi è parso bruttino, e più lo vedo, peggio mi pare. Andiamo oltre.
Voto 6 e mezzo
Lodovica Comello
(Il cielo non mi basta)
Lei non sapevo chi fosse, ma lo dico veramente e non per shade. Certamente non si è presentata bene: canzone brutta, vestito brutto, esibizione brutta. Braccia sempre alzate che nemmeno nella pubblicità del deodorante e capelli sciapi.
Fiorella Mannoia
(Che sia benedetta)
Fiorella è una signora e da signora si è presentata: è stata perfetta. Dall'abito dal taglio maschile al brano sanremese ma non troppo, emozionante. Finora la mia favorita, ma riascolterò.
Voto 8
Alessio Bernabei
(Nel mezzo di un applauso)
Lui segue il percorso della Comello: canzone brutta, che somiglia a quella dell'anno scorso che somiglia a mezza discografia mondiale, abito brutto, che sembrava un art attack fatto con il nastro adesivo.
Voto 4
Al Bano
(Di rose e di spine)
Al Bano fa Al Bano da circa 70 anni, ed ogni volta che lo vedo mi riporta indietro nel tempo.
Chiaramente non era molto in forma perché non ha fatto esplodere nemmeno un riflettore con un acuto, ma è pur sempre una istituzione.
Voto 6
Samuel
(Vedrai)
Lui era uno dei Subsonica e come uno dei Subsonica che si presenta a Sanremo si è vestito. La canzone ha un beat della dance anni'80 che non è affatto male.
Radiofonica ma la dovrei risentire.
Voto 6 (ma il look avrebbe meritato 5)
Ron
(L'ottava meraviglia)
Altra istituzione di Sanremo e devo dirvi, non linciatemi, che la canzone non mi è spiaciuta, però mi è parsa molto breve. Il look non sorprende né inquieta.
Voto 6 e mezzo ma potrebbe aumentare
Clementino
(Ragazzi fuori)
Clementino ripresenta un brano su temi sociali e sui giovani e sulle cose brutte della società, peccato che di anno in anno peggiora diventando più noioso. Il look è banale del tipo "so trasgre", adatto ad un rapper ma bruciate quelle scarpe.
Voto 5
Ermal Meta
(Vietato morire)
Di Ermal ho avuto sensazioni tiepide su tutto, dal brano al look. La canzone dovrebbe parlare di un tema delicato come le violenze domestiche, ma forse manca un po' di intensità. Non so, non mi ha suscitato nessuna emozione che mi faccia decidere per bene o male.
Da risentire e rivedere.
Voto 6 politico
Gli ospiti
Gli ospiti quest'anno hanno avuto un tocco rainbow e un tocco nazional popolare.
Il primo a salire sul palco è stato Tiziano Ferro che ha aperto la serata facendoci piangere tutti con una delle mie canzoni preferite di sempre: "Mi sono innamorato di te" di Luigi Tenco.
Lui era molto emozionato, e non so se ho apprezzato la sua uscita lungo il corridoio, ma è stato un bel momento. Ritorna in un secondo momento per cantare prima Potremmo Ritornare e Il Conforto con Carmen Consoli che si era messa una vestaglia ispirata a La casa nella prateria.
Il secondo ospite è stato Raul Bova a rappresentare il bono maschio italico della situazione. Nel corso della serata è stato po' un valletto, tutto sommato cavandosela. Sul finale si è ricongiunto alla compagna Rocío Muñoz Morales, anch'ella ospite della serata in quanto ex spalla di Carlo Conti.
Per essere bella è bella ma quel vestito pareva il cappello di un giullare smontato e cucito male.
Dopo la prima apparizione di Bova, secondo me ci sono stati due momenti un po' di down per diversi motivi: Maurizio Crozza e gli eroi del quotidiano.
Per Crozza non nutro la massima simpatia, mi pare ripeta mille volte le stesse cose, le stesse battute, gli stessi sketch. Eppure Conti ce lo propone sempre.
Per quanto riguarda il tributo ai "nostri eroi", ovvero i vigili del fuoco, la guardia di finanza, il soccorso alpino e la croce rossa, mi è parso un intervento un po' troppo lungo, banale. A mio avviso bastava un applauso alla rappresentanza. Penso che tutti in quel momento eravamo galvanizzati dal labrador.

Continuando con gli ospiti non è andata meglio per Paola Cortellesi e Antonio Albanese che si sono presentati con una canzone sull'amore.
Lei bravissima, ed anche elegante nella sua semplicità; lui un po' meno, ma in generale mi aspettavo meglio e tra l'altro era più che altro una marchetta per il nuovo film.
Quanto agli ospiti internazionali il primo a salire sul palco è stato Ricky Martin che cerca di risvegliarci (anche gli ormoni) a mezzanotte con un medley dei suoi pezzi latini più famosi.
Lui balla, canta, suda, farfuglia cose che non capisco. Almeno la gente in teatro si alza a ballare e sembra essersi divertita.
E per chiudere i Clean Bandit che io ancora non ho capito perché gli ospiti internazionali a Sanremo li mettano la notte quando ormai hai la bavetta che cola e ti sei addormentato sulla poltrona.
E così finisco le mie pagelle della prima serata del Festival di Sanremo. Purtroppo gli ultimi tre in classifica non passavano il turno e non arrivavano alla serata cover.
Questi tre sono stati Ron, Giusy Ferreri e Clementino. Mi spiace un po' per Giusy che è stata svantaggiata, e come vi dicevo volevo risentire Ron.
Ma voi avete seguito il Festival?







