Sanremo 2017 - Le pagelle della prima serata.

E come le vecchie zie che si palesano all'ultimo minuto alla cena di Natale, allo stesso modo arrivano, last minute le mie pagelle sulla prima serata della 67° edizione del Festival di Sanremo.


I presupposti non erano il massimo, fra la polemica per Greta Menchi (???) come esperta giurata, e il logo Tim collegato all'hashtag ufficiale del Festival. 
Ma tutto sommato sull'andazzo generale di questa prima serata non posso dire proprio male, perché, a parte un paio di momenti, ha saputo tenere un certo ritmo, pur con alti e bassi.
L'intro iniziale con un filmato con tutti i brani che non hanno vinto il Festival ma sono diventati successoni, della serie, state accorti che vincere porta sfiga, è stata molto carina.
Più poraccio il finale con il finto Bob Dylan che non credo abbia fatto ridere qualcuno. La serata si è portata a casa il 50% di share, per cui non mi pare affatto male.
Ma andiamo in ordine.

I conduttori

Li hanno definiti Re Carlo e Queen Mary, ma lo sappiamo tutti, che l'unica attesa era Maria de Filippi



Fino all'ultimo hanno cercato di mantenere il dubbio sul fatto che facesse la scalinata, ma Maria per tutta la serata ha fatto proprio come le pareva. Si è seduta sullo scalino, ha chiamato Conti da dietro le quinte, ha presentato a modo suo. Un po' C'è posta per te, con un po' più di verve. Alla fine conosciamo Maria, che oltre "dai Tina!" non lo dice, per cui promossa. Il primo abito non era esattamente meraviglioso ma la si perdona per la battuta su Trump.
Il secondo abito arriva alle 23 inoltrate, e credevo non arrivasse più. 


Dicono sembrasse una abat-jour ma a me piace: un taglio anni '30 che però ha un non so che di moderno e dinamico.
Carlo Conti invece è sempre lo stesso, pare si sia portato pure gli abiti dello scorso anno. Peccato che la sua giacca in velluto, dalla tv, sembrasse vinaccia, per via delle luci. 

Voto 8 (una media generale)

I Big

Giusy Ferreri 
(Fa talmente male)


La canzone ha un ritmo un po' latino,  ed estivo che in radio farà passaggi su passaggi, e non mi è parsa tremenda ad un primo ascolto, ma lei era agitatissima e il brano, un po' ripetitivo, non la aiutava. Infatti, forse complice l'agitazione, ha cantato così così. Non male anche l'abito, direi nel suo stile. 

Voto 6 +


Fabrizio Moro
(Portami via)


In generale non mi dispiace lui come cantante, peccato che la sua voce non riesca a rendere al meglio dal vivo la ballatona (in pieno stile Sanremese) che porta in gara.
Si poteva conciare meglio perché, sebbene in foto non renda al meglio (o al peggio) quel vestito con cuciture e stropicciature era disturbante. 

Voto 6

Elodie
(Tutta colpa mia)


Non so se il titolo della canzone fosse un modo per scusarsi dell'abito o per le sopracciglia litigate a vita con i capelli, ma non è stato male come brano. Un arrangiamento che urla Sanremo ad ogni nota e che devo risentire.
Che per chi non la conoscesse, Elodie ha partecipato ad Amici. La sua voce è un misto di Emma Marrone, Noemi e Giusy Ferreri. 
Il vestito, vi dicevo, mi è parso bruttino, e più lo vedo, peggio mi pare. Andiamo oltre.

Voto 6 e mezzo


Lodovica Comello
(Il cielo non mi basta)


Lei non sapevo chi fosse, ma lo dico veramente e non per shade. Certamente non si è presentata bene: canzone brutta, vestito brutto, esibizione brutta. Braccia sempre alzate che nemmeno nella pubblicità del deodorante e capelli sciapi.

Voto 4

Fiorella Mannoia
(Che sia benedetta)


Fiorella è una signora e da signora si è presentata: è stata perfetta. Dall'abito dal taglio maschile al brano sanremese ma non troppo, emozionante. Finora la mia favorita, ma riascolterò. 

Voto 8

Alessio Bernabei
(Nel mezzo di un applauso)


Lui segue il percorso della Comello: canzone brutta, che somiglia a quella dell'anno scorso che somiglia a mezza discografia mondiale, abito brutto, che sembrava un art attack fatto con il nastro adesivo.

Voto 4

Al Bano 
(Di rose e di spine)


Al Bano fa Al Bano da circa 70 anni, ed ogni volta che lo vedo mi riporta indietro nel tempo.
Chiaramente non era molto in forma perché non ha fatto esplodere nemmeno un riflettore con un acuto, ma è pur sempre una istituzione.

Voto 6

 Samuel
(Vedrai)


Lui era uno dei Subsonica e come uno dei Subsonica che si presenta a Sanremo si è vestito. La canzone ha un beat della dance anni'80 che non è affatto male.
Radiofonica ma la dovrei risentire.

Voto 6  (ma il look avrebbe meritato 5)

Ron
(L'ottava meraviglia)


Altra istituzione di Sanremo e devo dirvi, non linciatemi, che la canzone non mi è spiaciuta, però mi è parsa molto breve. Il look non sorprende né inquieta. 

Voto 6 e mezzo ma potrebbe aumentare

Clementino
(Ragazzi fuori)


Clementino ripresenta un brano su temi sociali e sui giovani e sulle cose brutte della società, peccato che di anno in anno peggiora diventando più noioso. Il look è banale del tipo "so trasgre", adatto ad un rapper ma bruciate quelle scarpe.

Voto 5

Ermal Meta
(Vietato morire)


Di Ermal ho avuto sensazioni tiepide su tutto, dal brano al look. La canzone dovrebbe parlare di un tema delicato come le violenze domestiche, ma forse manca un po' di intensità. Non so, non mi ha suscitato nessuna emozione che mi faccia decidere per bene o male.
Da  risentire e rivedere.

Voto 6 politico

Gli ospiti

Gli ospiti quest'anno hanno avuto un tocco rainbow e un tocco nazional popolare.
Il primo a salire sul palco è stato Tiziano Ferro che ha aperto la serata facendoci piangere tutti con una delle mie canzoni preferite di sempre: "Mi sono innamorato di te" di Luigi Tenco.


Lui era molto emozionato, e non so se ho apprezzato la sua uscita lungo il corridoio, ma è stato un bel momento. Ritorna in un secondo momento per cantare prima Potremmo Ritornare e Il Conforto  con Carmen Consoli che si era messa una vestaglia ispirata a La casa nella prateria.


Il secondo ospite è stato Raul Bova a rappresentare il bono maschio italico della situazione. Nel corso della serata è stato po' un valletto, tutto sommato cavandosela. Sul finale si è ricongiunto alla compagna Rocío Muñoz Morales, anch'ella ospite della serata in quanto ex spalla di Carlo Conti.


Per essere bella è bella ma quel vestito pareva il cappello di un giullare smontato e cucito male.
Dopo la prima apparizione di Bova, secondo me ci sono stati due momenti un po' di down per diversi motivi: Maurizio Crozza e gli eroi del quotidiano.



Per Crozza non nutro la massima simpatia, mi pare ripeta mille volte le stesse cose, le stesse battute, gli stessi sketch. Eppure Conti ce lo propone sempre.
Per quanto riguarda il tributo ai "nostri eroi", ovvero i vigili del fuoco, la guardia di finanza, il soccorso alpino e la croce rossa, mi è parso un intervento un po' troppo lungo, banale. A mio avviso bastava un applauso alla rappresentanza. Penso che tutti in quel momento eravamo galvanizzati dal labrador. 



Continuando con gli ospiti non è andata meglio per Paola Cortellesi e Antonio Albanese che si sono presentati con una canzone sull'amore. 


Lei bravissima, ed anche elegante nella sua semplicità; lui un po' meno, ma in generale mi aspettavo meglio e tra l'altro era più che altro una marchetta per il nuovo film.
Quanto agli ospiti internazionali il primo a salire sul palco è stato Ricky Martin che cerca di risvegliarci (anche gli ormoni) a mezzanotte con un medley dei suoi pezzi latini più famosi. 


Lui balla, canta, suda, farfuglia cose che non capisco. Almeno la gente in teatro si alza a ballare e sembra essersi divertita.
E per chiudere i Clean Bandit che io ancora non ho capito perché gli ospiti internazionali a Sanremo li mettano la notte quando ormai hai la bavetta che cola e ti sei addormentato sulla poltrona.

E così finisco le mie pagelle della prima serata del Festival di Sanremo. Purtroppo gli ultimi tre in classifica non passavano il turno e non arrivavano alla serata cover.
Questi tre sono stati Ron, Giusy Ferreri e Clementino. Mi spiace un po' per Giusy che è stata svantaggiata, e come vi dicevo volevo risentire Ron. 
Ma voi avete seguito il Festival?







|Beauty Cues|
Prodotti corpo: Finiti, Promossi e Bocciati (Organic Shop, Antos...)

Bentornati sul mio blog e buon inizio di settimana.

Come sempre zero sbatty, iniziamo in leggerezza o a sabato arriviamo di pezza (che rima baciata).
Ho utilizzato e in parte finito alcuni prodotti per il corpo e quindi sono più che pronto per parlarvene.
Il primo prodotto di cui voglio parlarvi è di Organic Shop, un brand low cost russo ma prodotto in Estonia da una azienda europea, la Eurobio Lab, specializzata nelle creazione di cosmetici con formulazioni naturali e biologiche con certificazione ECO CERT (Francia), BDIH (Germania), ICEA (Italia) e Soil Association (Regno Unito). Infatti i prodotti Organic Shop sono certificati Cosmos Natural, ovvero il nuovo Standard Internazionale della Cosmesi Bio e Naturale che vede riunite tutte queste certificazioni. Esistano anche negozi fisici (non so in quale parte del lontano est) monomarca del brand, ma io li ho reperiti online sul sito Emporio Natura (di cui più avanti vi racconterò la mia esperienza).
Ma a parte queste robe più tecniche che mi hanno messo già noia, il primo prodotto che ho utilizzato è il BagnoSchiuma Nutriente Skin Nourishment Bath Foam Chocolate Milk, appunto di Organic Shop. 

500ml//3.90€//PAO 6M

Questo bagnoschiuma è contenuto in un tubone con tappo a vite. Il foro da cui fuoriesce il prodotto è un po' largo ma per fortuna il prodotto è un gel non troppo liquido che si riesce a dosare con un po' di attenzione. 
Sin dal primo momento ho deciso che per me questo prodotto profumasse di yogurt alla stracciatella, e non ho trovato una definizione migliore dell'odore. A me piace, è delicato, non persiste purtroppo ma sentirlo in doccia è gradevole.
Sebbene sia un bagnoschiuma, e sulla confezione è indicato di versarlo all'interno della vasca io l'ho utilizzato come un classico docciaschiuma sulla spugna.
La schiuma c'è, non è moltissima o meglio tende ad essere liquidina; per me, ormai abituato con i prodotti bio che tendono a non schiumare molto, va bene, specie per l'uso quotidiano; per creare una schiuma più consistente e fluffettosa serve una maggiore quantità di prodotto ed ogni tanto me lo sono concesso ma quotidianamente mi sembra uno spreco di prodotto. Si sciacqua facilmente.
È stato il primo prodotto di Organic Shop che ho provato e l'ho apprezzato. Deterge bene e non aggredisce la pelle. Successivamente metto la crema, ma nelle occasioni in cui non ho messo nulla dopo, non ho avvertito la pelle tirare o, peggio, prudere.
Certo se ce l'avete secchissima, magari cercate prodotti più emollienti, ma per chi non ha grossi problemi può provarlo.
Credo sia un prodotto adatto a tutta la famiglia, sia per quantità che per qualità.
Il brand dice del prodotto
Il burro di cacao biologico offre un nutrimento profondo per arricchire la pelle, con vitamine, valorizzando la sua morbidezza e bellezza.
Le proteine del latte sono una meravigliosa idratazione per la pelle che ripristina il suo naturale equilibrio e la arricchisce di elementi benefici.
Insomma, parlare di idratazione quando si parla di detergenti è sempre strambo, perché è ti lavi o ti idrati, ma non mi pare che comunque aggredisca e lo ricomprerei, magari in altre profumazioni. 

Subito dopo la doccia e sempre di Organic Shop ho utilizzato il Body Butter White Chocolat

250ml//6.50€//PAO 6m

Dalla confezione si capisce che abbiamo a che fare con un brand low cost, visto che si tratta di un barattolo con tappo ad incastro molto cheap. 
La prima cosa che mi ha colpito, aprendo questo tappo cheap è stata la profumazione che non mi è piaciuta molto: un odore sì di cioccolato, ma molto sintetico. Col tempo, complice il fatto che non è una profumazione particolarmente duratira sulla pelle mi ci sono abituato, ma lì per lì ci sono rimasto un po' male perché speravo fosse più goduriosa (non per nulla l'ho scelta rispetto a profumazioni più neutre o fresche).
Quanto alla consistenza, devo dire che un po' tende ad ingannare perché, alla vista, sembra una roba molto solida e compatta, appunto un burro che va ben dosato e quasi centellinato. 
In realtà secondo me la consistenza a cui più si avvicina è quella del mascarpone (buono il tiramisù 💖) quindi sì ferma, ma cremosa. Tant'è che una volta prelevato questo burro si "rompe" molto facilmente e quando si va a massaggiarlo, si scioglie sulla pelle. Non fa nemmeno scia bianca per intenderci. Quindi ottima spalmabilità.
Si assorbe abbastanza rapidamente ed è un po' stupefacente se considerate come appare il prodotto. 
Per quanto riguarda il potere idratante, quelli di Organic Shop non la menano per le lunghe. 
Sulla confezione scrivono 
La combinazione di burro di karitè e burro di cacao biologico è un eccellente regalo per la vostra pelle!
Il magico profumo di cioccolato vi stupirà!
Sul magico profumo mi sono già espresso. Per quanto riguarda l'efficacia sulla mia pelle posso dire che idrata, lascia la pelle liscia e morbida. Reputo questo Body Butter un buon prodotto, ma questa sensazione di pelle idratata e morbida non è estremamente prolungata, tant'è che dopo circa una 10 di ore (quindi prima della doccia successiva) potrei anche riapplicarlo. 
Quindi non credo lo possa consigliare ad una pelle molto arida. Io stesso riacquisterei questo prodotto, senza dubbio in un'altra profumazione ma in un periodo un po' meno freddo. 

Sempre per quanto riguarda l'idratazione corpo ho scelto un prodotto che sulla carta mi sembrava molto carino ed interessante, ovvero il Burro corpo – Candela da massaggio di Antos Cosmesi nella versione Rilassante.

100ml//7.50€//Online, Bioprofumeria//PAO 6M

Non credo di dovervi presentare io Antos, visto che ormai è famossissima sul territorio italiano, per cui vado dritto alla review.
Praticamente il prodotto si presenta a tutti gli effetti come una candela, in un barattolino di vetro, con tanto di stoppino e già da questo capite bene che non potevo non provarla. Si accende e la cera di cui è composta questa candela si trasforma in un olio da massaggiare sulla pelle (prestando attenzione a non ustionarsi). È possibile però non accedere lo stoppino, e utilizzare la cera anche "da fredda", perché in realtà è un burro sicuramente consistente ma che si riesce a prelevare abbastanza facilmente e che si scioglie entrando a contatto col calore del corpo.
Come candela da massaggio, quindi da accendere per far sciogliere il burro, non mi è piaciuta
Devo dire una cosa: il prodotto da spento ha un profumo paradisiaco. Un misto di cannella con una punta di arancia che per me è qualcosa di fantastico. È una fragranza intensa che però consiglio solo agli amanti del genere. 
Tuttavia una volta accesa questa candela e lasciata sciogliere per circa 15 minuti, come indicato dall'azienda, non sento alcun odore. Mi aspettavo di essere avvolto da una fragranza deliziosa, e invece nulla. Ho provato a lasciarla in combustione mentre faccio la doccia, ma anche a lasciarla accesa in bagno un po' prima di entrare così potessi percepirla al meglio. E invece nulla: non sento un odore distinguibile. 
Inoltre lo stoppino rilascia un po' di cattivo odore quando la spengo, "inquinandomi" l'aria del bagno.


Usare il prodotto a mo' di candela, e quindi in versione olio corpo, rende più facile l'applicazione, ma dopo qualche tentativo di accensione, ho iniziato ad usare il prodotto come un burro corpo qualsiasi. Sebbene io preferisca i prodotti cremosi più che burrosi, non ho avuto alcun problema: come dicevo il burro si preleva e si scioglie facilmente a contatto con la pelle. Lo scaldo un attimo fra le mani, e poi lo massaggio. La texture appena prelevato è leggerissimamente granulosa, ma appunto, una volta sciolto si fonde bene. Ovviamente impiega un po' più di tempo per assorbirsi e va massaggiato un po' di più ma non ci si perde le ore.
Ho trovato che questa candela - burro di Antos è idratante, mi lascia anche lui la pelle liscia e al contrario del burro di Organic Shop, l'idratazione perdura un po' più a lungo.
Ho provato ad applicare l'olio/burro anche sulla pelle umida, ma non mi sembra cambi il risultato finale.
Però mi domando se questo prodotto possa funzionare su una pelle secca secca e mi rispondo che no, non credo basti. 
Antos dice 
Una formulazione completamente vegetale con cera di soia, burro di karitè ed olio di cocco, appositamente studiata per idratare a fondo e nutrire la pelle del tuo corpo. 
Ma mi sembra più che altro un claim. Aggiungo una cosa per farvi capire meglio: non so bene perché ho avuto i gomiti particolarmente secchi e un po' spellati, ma mi ci son volute diverse applicazioni mirate per risolvere il problema e questo mi dice molto del potere nutriente. Anche il fatto che il prodotto mi sia durato circa un mesetto (e ovviamente io non mi ungo come una vecchia lampada) mi fa capire che non  è necessario millesimare con cautela il prodotto come si fa con queste consistenze.
Per concludere non credo ricomprerei questa candela da massaggio, un ottimo profumo, un'idea carina ma un potere idratante comune non mi fanno superare la poca praticità del prodotto.
Una delusione, più che un bocciato.

Una parentesi rapidissima devo farla sul deo vapo Natura Amica al Muschio Bianco.

100ml//3.90€//Grande distribuzione//PAO 6M

Ho parlato spesso di questi deodoranti, che ho testato davvero in ogni situazione, dal caldo umido estivo al freddo più invernale, alle giornate movimentate e stressanti e su di me reggono benissimo tutto il giorno, per cui non mi soffermo.
Questa profumazione al muschio bianco per me è gradevole, credo sia la più maschile insieme a Brezza Marina (che però non mi era piaciuta come profumazione) fra le varianti che il brand offre. Il flacone spary eroga in maniera molto sottile il prodotto, l'unico neo è stato che, dopo aver messo il prodotto da parte per un po', per testare il deodorante de I Provenzali, mi si era inceppato lo spruzzino perché l'allume di rocca contenuto nel prodotto doveva essersi asciugato nel foro. È però bastato mettere il flacone sotto l'acqua calda e si è sbloccato tornando perfetto come prima. Insomma, un prodotto su cui posso sempre contare e che ricompro con piacere.

Per restare in tema di parentesi rapide e di profumazioni, volevo parlarvi per la prima volta di un eau de toilette di H&M ed in particolare della Winter Fig.

50ml//7.99€//Online, Negozio monomarca

Purtroppo si tratta di una fragranza in edizione limitata per Natale, ma se la trovate in qualche negozio o dovessero riproporla il prossimo anno, dategli un'occhiata. Intanto la confezione: semplice ed elegante per essere un prodotto low cost, e che non mi ha creato affatto problemi. Il profumo in sé per me è gradevolissimo: appena spruzzato può sembrare un po' troppo intenso, ma appunto essendo eau de toilette tende a scemare velocemente, in quanto meno concentrata dell'eau de parfum. Io ci avverto delle note agrumate non appena lo spruzzo, non sento il fico, ma non mi spiace; quando il profumo va a scemare, restano invece delle note di ambra e sandalo come dicono nella descrizione:
Un profumo confortante, indulgente per lunghi giorni pigri spesi a casa. Fichi freschi e un pizzico di crostata al limone danno frizzantezza all'ambra e al legno di sandalo.
Per mio gusto le eau de toilette sono perfette perché, nonostante anni fa utilizzassi profumi più intensi e persistenti (anche costosi), col tempo non ho più amato sentire profumazioni più "invadenti" su di me. Per un certo periodo non ho addirittura utilizzato proprio nulla, ma da qualche tempo ho ripreso ad interessarmi alla faccenda. Questa eau di toilette di H&M come vi dicevo, va incontro ai miei gusti: si avverte, ma resta delicata, non invadente o peggio fastidiosa. Ovviamente non ha una durata altissima: dopo circa un paio di ore non si avverte più molto, ma non importa per me. Questa Winter Fig credo sia una profumazione abbastanza decisa e unisex, adatta a tutte le stagioni, anche se d'estate preferisco qualcosa di più fresco. Insomma promossissimo.

Questi sono stati i prodotti che ho utilizzato negli ultimi mesi. Alcuni li ho già terminati e sostituiti, altri invece ancora mi accompagnano. Fatemi sapere se sono stato chiaro e se conoscevate questi prodotti.
A presto!




{Aggiornamento #58}
Marcio dentro

Siamo rimasti col fiato sospeso come se cercassimo di sentire le voci sotto quelle tonnellate di neve.
È giunta la gioia, e poi la tristezza, per quello che poi è stato un epilogo in parte prevedibile, ma totalmente indesiderato.
Una giostra scorretta e bugiarda, su cui siamo stati costretti a salire. E poi le polemiche, tantissime, ora le indagini, che chissà cosa dovrebbero portare. A dar consolazione a chi non potrà mai averne?
Non lo so, ma è così che deve andare.
Ma non voglio intristirvi così.
Faccio girare a caso il mappamondo e mi ritrovo in America dove si organizzano marce e proteste. In realtà non solo in America.
Apprezzo ogni forma di manifestazione pacifica, che se il parrucchiere ti sbaglia il taglio io sono in piazza a sventolare parrucche a sostegno della causa.
Sono anche a favore della lotta per i diritti civili, e non è una cosa da dare per scontata, perché persino miei coetanei affermano che i diritti civili servano solo a distogliere l'attenzione dai problemi seri del mondo. Come se non fossimo abbastanza in questo mondo per occuparci di tutto. E come se il vivere civilmente non sia un traguardo importante.
E non sono favorevole al muslim ban, specie se è fatto a caso, senza capo né coda, con fondamenta politiche e razziali, ma la domanda è: farle prima queste manifestazioni, no?


Capisco che il messaggio sarebbe stato, "non votate lui, votate l'altra", durante la campagna elettorale, ma magari sarebbe stato più efficace che farle ora?
In ogni caso io sto qui a vedere che succede, come tutti del resto. 
Certo che a noi italiani fa strano immaginare che esistano anche i fatti, qualunque essi siano, e non solo le promesse da sciorinare nei programmi tv.

Ma accadono tante altre cose che un po' si fa fatica a seguirle.
Tipo un mondo pieno di piccole Beyoncé pronte a farti sentire ancora più schiappa. Perché si comincia dai gemelli, e si finisce alla squadra di calcio. 




Non so come si possa essere bellissima e inquietante allo stesso tempo.
Oppure accade che gli scout americani, dopo alcune polemiche, e superando quella che era la "tradizione" accettino anche i bambini transgender
E ci sono altre cose che accadono ma mi mette ormai noia pensarci, ché un po' mi son rotto di sentire sempre le stesse notizie alla tv, in questo bombardamento di notizie a cui facciamo fatica a sottrarci, di Renzi, della Raggi, di Vessicchio a Sanremo, delle "discriminazioni" di Mediaworld.
Sempre la stessa routine nelle ossa, e sempre gli stessi pensieri nella testa.
Le stesse preoccupazioni, le stesse ansie.
Ci stavo riflettendo.
Anni fa, mi dicevano, ero antipatico, irascibile, permaloso, chiuso. Persino peggio di come sia ora, dicono.
Col tempo un po' consciamente e un po' no, ho fatto i conti con me stesso, mi sono quasi "risolto", ho fatto pace, non smettendo di lavorarci, ma accettandomi di più.
Tuttavia se quella parte si è ridotta, tutta un'altra si è palesata. Meno istintiva e più spaventata. Che poi spaventata da cosa non saprei. 
Accade che crescendo crescano certe ansie che prima nemmeno sentivi, forse nel caos di capire dove fossi con la mente e col corpo.
Eppure crescere non ti risolve un bel nulla, ti fa solo cambiare, più o meno.
Più o meno costantemente, più o meno giorno dopo giorno, più o meno in una quantità che non riesci a calcolare, con una velocità e un modo che non riesci a distinguere.
E mentre cambio, come tutto e tutti, mi godo questo assaggio di primavera. Peccato sia arrivato proprio quando avevo finalmente trovato un cappotto caldo e comodo.
Lascio il cellulare spento, che tanto non funziona da un po' e non arrivano mai belle notizie, e lascio che accada.







{Recensioni Film 🎥🎬}
Arrival
- Collateral Beauty -
La La Land

La scorpacciata di film del periodo si sta risolvendo in una certa ripetitività degli argomenti dei post, ma che posso farci se stanno uscendo tantissime pellicole che voglio vedere? Spero solo non mi causino un'indigestione, visti alcuni floppetti a cui ho miseramente assistito.
Portate pazienza con la monotematicità e sorbitevi le mie opinioni su tre uscite cinematografiche recentissime.

Arrival (2016)



Genere: fantascienza
Durata: 116 minuti
Regia: Denis Villeneuve
Uscita in Italia: 19 Gennaio 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Io e gli ufo non abbiamo molto feeling. Salvo E.T. che ogni volta mi fa scoprire ghiandole lacrimali lì dove non credevo di averne. 
Però ho voluto dare una opportunità ad Arrival per la crescente simpatia che nutro per Amy Adams.


Partivo quindi con quasi zero aspettative, forse anche un po' di curiosità per qualcosa che, nella mia scarsa conoscenza di film sul tema, rappresenta una sorta di novità (tranquilli, lo conosco "Incontri ravvicinati del terzo tipo"). Ma questa curiosità si è sgonfiata come un soufflé alla visione di Arrival che non mi ha smosso nulla, nemmeno uno sbadiglio che avrebbe potuto far virare la mia bilancia verso una recensione negativa. 
Certo, la vicenda è breve, si svolge abbastanza in fretta e, anche se cercano di dilatare un po' i tempi, il film dura certamente più del necessario. Ma fotogramma dopo fotogramma non mi ha preso, non mi ha suscitato alcuna reazione, non mi lasciato granché né alla mia anima né alla mia mente.
Assolutamente attuale il tema della comunicazione, dell'importanza della cooperazione e del sapere, che può essere applicato non solo ai grandi potenti che si fanno la guerra, non solo ad eventi di portata mondiale che ci coinvolgono, ma alla vita di tutti i giorni.
Ma questo non basta secondo me. Anzi Arrival si fa autogol, nel suo riavvolgersi, nel suo anticiparsi e nel suo ripetersi, nel suo tentativo di rendere più oscura la vicenda quando invece va in discesa che è una meraviglia.
Non ho visto prodigi tecnici o di regia, ma ho gradito i paesaggi, per quanto non mi sembrino poi così influenti.
Il peso di tutto il carrozzone (o dovrei dire di tutti i "gusci") va sulle spalle di Amy Adams, che però può poco vista la povertà degli ingredienti.
Vi lascio ad una diapositiva delle mie impressioni dopo aver visto Arrival.


Voto 6 (politico)

***

Collateral Beauty (2016)



Genere: drammatico
Durata: 96 minuti
Regia: David Frankel
Uscita in Italia: 4 Gennaio 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Collateral Beauty ha "meritato" la mia visione soprattutto grazie al suo cast e il fatto che mi sembrasse un film corale, quindi un po' diverso dal resto di pellicole del momento. 
In realtà quello che i miei occhi hanno visto è stato un minestrone, ma di quelli venuti male


Come quando metti insieme troppi ingredienti perché pensi che "zucchero non guasta bevanda" e invece lo zucchero va a coprire i gusti dei frutti che hai utilizzato, anche se erano di prima qualità.
Ma smetto con i riferimenti culinari per dirvi che con me Collateral Beauty non ha attaccato.
Loro ci provano a mettere di mezzo tutti i drammi possibili per far piangere lo spettatore, son quasi sicuro che abbiano chiesto ai gestori dei cinema di pelare cipolle all'interno degli impianti di aerazione (lo so, dovevo smettere), ma non ha funzionato.
Will Smith che doveva essere il protagonista principale tanto da meritarsi tre quarti di locandina,  e che dovrebbe essere potente, rabbioso ma allo stesso tempo distrutto nel suo essere, mi è parso in realtà un po' moscio. Lo vedi ogni tanto, ma non è che si impegni molto. Il resto del cast è più presente ma nulla di eccezionale. L'unica che spicca è Kate Winslet che più invecchia e più diventa bella ma non siamo a Miss America, quindi ciao.
La povertà psicologica dei personaggi si riversa anche in dialoghi banali, che nulla mi hanno dato.
Ma per tornare alla storia, come dicevo, troppe cose di mezzo, troppi drammi assolutamente umanamente condivisibili ma che non hanno tempo di essere approfonditi. E se da un lato le storie dei personaggi "secondari" restano limitate e superficiali, dall'altro il filone centrale del racconto si sblocca e si rivela già a metà film, rovinando un po' il finale
Quindi non mi sono affezionato alle disgrazie del protagonista, né mi sono indignato per i misfatti degli antagonisti.
Ma, cosa forse ben più esplicativa, non mi ha fatto piangere, ed ho detto tutto.

Voto 5

***

La La Land (2016)


Genere: commedia musicale, drammatico, tortura cinese
Durata: 128 minuti
Regia: Damien Chazelle
Uscita in Italia: 26 Gennaio 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Trama

Mi piacciono i musical. Certo non ne sono uno strenuo fan, ma è un genere che guardo volentieri.
Mi piace anche il jazz, più o meno da sempre. Mi ci vedo bene a New Orleans, a scrivere affacciato ad un balcone, su una vecchia macchina da scrivere mentre il vento mi porta i suoni di un trombettista di strada.
Mi piace Ryan Gosling. Certo, non posso non pensare che stia meglio senza maglia e sarei curioso degli aneddoti che potrebbe raccontare sul Mickey Mouse Club, quando ballava con Britney Spears e Christina Aguilera.
Ho molta simpatia anche per Emma Stone nonostante l'irrefrenabile voglia di incipriarle quella fronte ampia e specchiata.
Insomma, sulla carta La La Land mi piace, ma il problema è che tutti questi componenti all'atto pratico, a mio avviso non funzionano.


Non fraintendetemi, è tutto bellissimo! I colori sgargianti, le luci, la messa in scena elegante ma fantastica allo stesso tempo, gli attori anche, le coreografie e gli effetti speciali
Anche il continuo citazionismo e le ispirazioni dai classici cinematografici. Ma se penso ad un musical mi chiedo, cosa lo rende speciale?
Due elementi secondo me: la musica e la capacità di trasportarti in un'altra realtà.
La musica in La La Land mi è parsa nulla di che; nessun pezzo mi ha colpito, né mi sono ritrovato a canticchiarlo a visione ultimata. Anzi ho odiato con tutte le forze il leitmotiv, City of Stars, che ci propongono in tutte le salse, dal mugugnato al fischiettio, per tutto il tempo cercando di farcelo entrare nella testa a suon di lavaggio del cervello. 
Giuro che stavo per piangere appena ho sentito che lo stavano riproponendo ancora a fine film. 


Nulla a che vedere con Come What May o il Cell Block Tango, per nominarne due di cultura nazionalpopolare.
Fortuna che ad un certo punto arriva John Legend.
Per quanto riguarda invece la capacità di farti sognare, di farti vivere un'altra realtà, questa è tutta nelle mani della messa in scena, meticolosa e curata ma appunto frutto di tecnica. 
Dov'è l'emozione? Nella storia forse? In questo idillio romantico che è forse la storia d'amore più immatura che abbia visto negli ultimi tempi? Voglio sperare di no perché altrimenti non ho capito nulla dalla vita.

Cioè questi due, Mia e Sebastian, litigano su come devono vivere e realizzare i propri sogni ma poi non litigano, non combattono per il loro amore? Non cercano un compromesso che consenta benissimo ad entrambi di fare ciò che desiderano senza poi grosse rinunce? È sotto il loro naso e lo capiscono anche bene, ma loro lasciano che le cose vadano così come capita perché sono "stanchi". Come posso empatizzare, come posso farmi scivolare in una storia tanto illogica? Io anzi mi indigno, e lo faccio per chi quell'amore (cinematografico e non) non può viverlo nemmeno tramite un compromesso così semplice.
Questo è solo un esempio forse cinico ma, per farvi capire come anche l'impianto narrativo mi è parso inconsistente, basato su una sorta di forzatura che nella realtà porterebbe ad un lieto anche se complicato fine.
Ma loro sono furbi: ce lo fanno assaporare questo lieto fine, per non far scontento nessuno.
Sapete che vi dico? Ma andatevene un po' a la la la la la land và!
Anzi, mi ispiro al film e vi faccio un riassunto finale: la prima parte è noiosa, la seconda parte è fuffa.
The end.

Voto 5


E finisco la mia tripletta, che mi fa sorridere visto che solo una settimana fa dicevo in giro di aver visto bei film. Manco il tempo di dirlo, a quanto pare.
Inutile precisare ancora una volta, che queste sono le mie impressioni da profano, da chi, come milioni di persone, si piazza davanti ad uno schermo e guarda un film con più o meno aspettative.
Per il resto, ci leggiamo presto!







|Beauty Cues|
Skin-care routine #9
Omia Laboratoires

Ciao cari e care!

Io e la mia amica Rory abbiamo finalmente una routine viso completa di cui parlarvi. Per quanto mi riguarda ho utilizzato i prodotti di un unico marchio, e anche questa volta, non è una marketta.
Ho infatti acquistato quasi tutto dallo shop online Lillapois. Ve ne avevo parlato in un Aggiornamento tempo fa e non posso far altro che dirvi che amo questo sito. In realtà sarebbe una catena di negozi che si trova principalmente al nord Italia, per cui se siete fortunati trovate anche dei punti vendita nelle vostre vicinanze. 
Il sito ha spesso offerte molto interessanti e solo 3 euro di spese di spedizione.
Lillapois rivende per lo più marchi da supermercato e grande distribuzione, che sarebbero facilmente reperibili. Dico "sarebbero" perché dalle mie parti per un mistero della logistica, non sempre trovo tutte le referenze di un marchio.
Da questa premessa capite come mai mi sia rivolto al sito.
Il marchio di cui voglio parlarvi è Omia Laboratoires, che per chi non lo conoscesse è un brand di cosmesi ecobiologica certificata ICEA, made in Italy (che non fa mai male). Il marchio ha anche un sito molto chiaro con tutte le spiegazioni su tutte le referenze e le linee. 



Non è la prima volta che me lo sentite nominare qui, ma fino a qualche mese fa avevo provato solo i prodotti per capelli e corpo che erano gli unici che riuscivo a procurarmi. Quando il brand ha lanciato ormai più di un anno fa la linea Omia ECOBIO VISAGE, mi sono incuriosito molto, perché non capita spesso che un marchio low cost lancia addirittura tre linee di prodotti studiati per tre diverse tipologie di pelle, tuttavia prima di poter trovare i prodotti che mi interessavano, è trascorso un bel po' di tempo e solo adesso sto trovando alcuni pezzi sugli scaffali dei negozi che ho vicino. A proposito io trovo Omia Laboratoires sia da OVS (in una sì, ma in un'altra zero, anche qui mistero della logistica!) che in una catena di prodotti per la persona, che da IPERCOOP, ma pochi pezzi.

Come sempre vi racconterò quelli che sono stati per me i pro e i contro di questi prodotti, quali sono state le mie impressioni e come li ho utilizzati. Ricordatevi che ho una pelle normale, che adesso che è inverno vuole un po' più idratazione e maggiore delicatezza nella detersione. Proprio per questo ho scelto di usare i prodotti dedicati alla pelle normale, secca e sensibile.

A proposito di detersione viso, al mattino ho utilizzato il Latte detergente Idratante Fisiologico mandorla e malva

4.90€ - in offerta 3.25€//200ml//PAO 6M

Omia ci dice che il prodotto
Struccante fisiologico viso e occhi, per pelli normali, secche e sensibili [...] deterge la pelle del viso rispettandone la naturale fisiologia. La sua formula con Olio di Mandorla ed Estratto di Malva BIO, arricchita da una selezione di principi funzionali naturali e biologici, idrata e nutre anche le pelli più secche e sensibili.
È un latte detergente dalla formula abbastanza fluida ma non eccessivamente scivolosa sulle mani o sul dischetto. Una consistenza morbida, non grassa o appiccicosa, ma leggera e fresca.
La confezione, con tappo a scatto, dosa bene il prodotto, avendo un foro adatto a far fuoriuscire le giuste quantità. Tutte le confezioni hanno una doppia etichetta che spiega il metodo di uso dei prodotti e le caratteristiche. 
A colpirmi subito è stato l'odore che unisce una profumazione di mandorla a delle note fiorite. Ve lo dico subito: tutta la linea ha questa profumazione ed è leggermente intensa quindi deve piacere. A me piace molto ad esempio.
Come suggerito da Omia, applico una noce di prodotto sul viso asciutto e lo massaggio con movimenti circolari; quindi inumidisco le dita e proseguo brevemente col massaggio. Passo la mia spazzolina di Silvercrest e risciacquo.
Vi starete chiedendo se è in grado di struccare la risposta è affermativa: secondo me rimuove bene una base viso ma anche un trucco delicato. Meglio se vi aiutate con un pannetto oppure dei dischetti di cotone.
Questo latte detergente mi è piaciuto. Intanto ha un potere detergente delicato e gentile, ma efficace. Per me è perfetto per una detersione quanto più possibile delicata al mattino, quando non ho molto da rimuovere ma più per rinfrescare il viso. Mi lascia la pelle liscia e morbida, fresca e anche luminosa, senza però la sensazione di pelle che tira. Ma nemmeno senza lasciarmi la pelle unta o pesante.
Ritengo che sia leggermente meno idratante o meglio, forse dovrei dire più "lavante" del latte detergente Cien. Non mi ha creato problemi di bruciore o sensibilità agli occhi, ma di tanto in tanto me li lascia leggermente appannati per qualche istante.
Questo latte detergente si sciacqua via abbastanza facilmente, ma prestate un po' di attenzione all'angolo interno degli occhi dove non so perché devo insistere di più a sciacquare.
Mi sento di consigliarlo a pelli da normali, a secche a miste. E mi sento di dire che lo ricomprerei.

Finito di detergere, passo al tonico.
Sempre di Omia Laboratoires sto usando il Tonico Viso emolliente Delicato mandorla e malva.

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Anche qui abbiamo una confezione con tappo a scatto, ma in verità la cosa non mi tange perché come tutti i tonici, lo travaso in un contenitore spray e quindi lo vaporizzo sul viso. Anche qui abbiamo un odore deciso di mandorle misto appunto ad una profumazione floreale che immagino sia la malva. 
Credo che questo prodotto sia esattamente come lo descrivono, cioè 
La sua formula con Olio di Mandorla ed Estratto di Malva BIO è arricchita da una selezione di principi funzionali naturali e biologici ad azione addolcente che rendono la pelle più fresca e luminosa.
Effettivamente è molto piacevole perché dà la sensazione di lenire la pelle, di distenderla, di rinfrescarla e di dare anche una leggera idratazione. Non mi lascia residui appiccicosi e non mi pare faccia schiuma. 
L'unica cosa che dovrei sottolineare è che è un tonico con molta glicerina, per cui lo consiglio a chi ha la pelle più normale/secca, perché potrebbe un po' appesantire su una pelle misto-grassa. 
Per il resto lo reputo un prodotto valido. Un quid in più per il fatto che la confezione avesse un sigillo di garanzia.

Dopo il tonico passo ovviamente all'idratazione e questa è stata la parte che un po' mi ha lasciato perplesso. 

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I signori di Omia Laboratoires dicono che 
La sua formula bilanciata giorno/notte contiene Olio di Mandorla ed Estratto di Malva BIO e una selezione di principi funzionali naturali e biologici che nutrono la pelle in profondità. Leggera sulla cute, non unge, si stende e si assorbe facilmente. La pelle è protetta e nutrita [...]
Ma non sono d'accordo. Andiamo per gradi. 
Intanto la crema è contenuta in un tubetto con tappo a scatto quindi igenico e funzionale. Il sigillo di garanzia in questo caso era una plastica che avvolgeva il tappo, cosa che mi fa piacere vedere nei prodotti da grande distribuzione. 
È una formulazione cremosa abbastanza ferma ma che si stende molto facilmente sulla pelle diventando più fluida. Il tocco che lascia è asciutto, non grasso né appiccicoso. C'è un pelo di scia bianca ma me la aspetto da un prodotto che è dedicato a pelli secche. 
Il profumo è ancora una volta quel sentore floreale accompagnato da mandole, un pelo pungente ma non eccessivo o troppo persistente (cosa che non avrei gradito). Non mi ha dato fastidio nemmeno sul contorno occhi dove le profumazioni possono creare problemi. 
Vi dicevo non sono d'accordo sulla descrizione del prodotto perché sulla mia pelle risulta una buona crema giorno, idratante, che lascia la pelle morbida e liscia, senza appesantire, ma come crema notte non ci siamo.
Il problema che ho riscontrato è che questa crema Omia non mi idrata abbastanza; quando la pelle è più secca o più esposta al vento e al freddo (come ormai nell'ultimo mese) non la sento protetta, mi sembra che questo prodotto non sia abbastanza. Idem appunto come crema notte quando ho bisogno di prodotti più consistenti: al mattino dopo non sento la pelle nutrita, anzi mi sembra che tiri un po'.
Quindi sì, un prodotto che non mi ha creato problemi, non mi ha creato lucidità o impurità, che ritengo valido per il giorno ma che ho dovuto affiancare ad altri prodotti per i giorni più freddi e per la notte. 
La consiglio d'inverno se avete una pelle più mista oppure in una stagione un pochino più calda.

Per il contorno occhi, Omia Laboratoires non ha nulla, anche se ho visto che i sieri sono suggeriti anche per questa zona del viso. Io, come vi dicevo, a volte ho applicato la crema idratante per il viso, ma di base utilizzo un altro prodotto più specifico di cui vi parlo presto. 
Per l'idratazione delle labbra invece vi avevo già recensito tre prodotti che mi son piaciuti e sto ancora utilizzando.  
E dico, signori Omia, fate qualcosa anche voi! 

La routine serale è simile a quella del giorno ma vede l'aggiunta di due prodotti.
Intanto, se devo rimuovere correttore o altro, faccio un primo passaggio "struccante" col latte detergente. Risciacquo e faccio una seconda detersione con il Gel detergente viso Idratante Equilibrante sempre di Omia Laboratoires

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Anche lui reperito da Lillapois, ma fa parte della linea destinata alle pelli miste con zone grasse.
Vi dico subito che questo gel detergente per me è ottimo
Ha una consistenza molto fluida ma l'erogatore a pompetta lo dosa molto bene. Serve davvero poco prodotto perché a contatto con l'acqua produce subito una bella schiuma morbida e cremosa. Il profumo non saprei descriverlo, ma sicuramente fresco e gradevole
Credo che fra i gel detergenti sia quello più delicato che abbia trovato: mi lascia la pelle sì, detersa a fondo, fresca, liscia, ma senza quella sensazione di pelle che tira o peggio, senza andare a seccare la pelle. Anche adesso che le temperature sono più basse e quindi la pelle è più reattiva (la mia, come penso quella di tutti), l'ho trovato molto confortevole da usare. L'ho utilizzato anche al mattino, senza problemi di secchezza. 
Omia ci racconta che 
La sua formula con Aloe Vera BIO, arricchita da una selezione di sostanze naturali e biologiche, idrata la pelle del viso rimuovendo ogni traccia di make-up e riducendo l’untuosità della cute senza seccare la pelle.
E la mia sensazione è che sia una descrizione esatta. L'azienda parla anche di un potere struccante che però a mio avviso è blando, per cui se dovete rimuovere giusto una base viso a fine giornata, ok; un trucco completo necessita altro. 
Utilizzo questo detergente con la spazzola Imetec Bellissima che effettivamente lo fa schiumare molto, ma non è un problema perché si sciacqua molto facilmente.
Lo riacquisto senza dubbi e lo consiglio un po' a tutti, salvo forse a pelli davvero super secche per cui sarebbe non abbastanza emolliente, o a pelli super grasse su cui sarebbe troppo delicato (capisco il non aggredire la pelle grassa, ma il sebo devi rimuoverlo). 

Subito dopo proseguo col tonico che vi ho citato sopra e poi passo all'idratazione. 
La mia amica Rory mi aveva regalato l'Olio Viso Antietà Illuminante ancora una volta di Omia Laboratoires, ed è stato provvidenziale visto che la crema per me non è abbastanza come idratante notturno.

6.80€//30ml// PAO 6 M

Questo olio è contenuto in un flaconcino di vetro (porca pupazza fate attenzione!) con pipetta contagocce. Anche qui con un sigillo di garanzia. È un olio dalla consistenza leggera ma attenzione non è un olio dal tocco "secco", direi più sulla media pesantezza. Poco più untuoso della cera jojoba per fare un esempio. 
Nulla da dire sull'odore: sa di olio in maniera delicata e naturale. 
La prima cosa che ho notato è che pur essendo composto, tra l'altro, da diversi oli come quello di borragine e macadamia, il colore è molto tenue, per cui immagino che non sia proprio ricchissimo di questi ingredienti. Ma a parte io che faccio la peppia sui cosmetici, posso dirvi che quest'olio mi è piaciuto
L'ho utilizzato in due modi: puro, cinque gocce circa, sulla pelle del viso e del collo inumidita dal tonico, o mixato con la Crema Nutriente Protettiva per renderla più ricca. 
Saprete forse che amo i massaggi al viso, specie con un olio e questo è perfetto perché ha la giusta consistenza. Dopo qualche minuto si assorbe bene senza lasciarmi eccessivamente unto o con quella sensazione di pelle che "soffoca" sotto una patina troppo pesante. Lo applico anche sul contorno occhi senza alcun problema; io non ho occhi per natura sensibili, ma dopo una giornata al computer sicuramente sono più delicati.
Su di me ha, oltre ad un potere idratante e nutriente, anche un effettivo potere illuminante e compattante della pelle. Non posso esprimermi sull'effetto antiage perché mi sembra di non averne bisogno, ma ovviamente si spera di prevenire, piuttosto che curare (dal chirurgo). 
Se ve lo steste chiedendo, la risposta è no: l'olio di mandorle che contiene non mi ha creato problemi di impurità, ma per me non è mai stato un ingrediente cosmetico comedogenico. 
Ancora una volta mi sento di concordare con l'azienda che riguardo al prodotto dice 
contrasta la comparsa delle rughe e uniforma l’aspetto ed il colorito della pelle grazie ad una preziosa selezione di oli anti-ossidanti. Con Olio di Mandorla ed Estratto di Malva Bio contrasta la comparsa delle rughe ed uniforma aspetto e colorito della pelle. 
Sicuramente un prodotto per pelli secche o più esigenti. È vero che in commercio ci sono tanti buoni oli cosmetici, ma la facile reperibilità e il costo contenuto lo rendono un prodotto che potrei riacquistare.

E a questo punto vi sarete stancati. Spero che questo mio excursus sui prodotti Omia Laboratoires non sia troppo incasinato, e riesca a toglievi qualche curiosità.
Noi invece, ci leggiamo presto!




{Recensioni Film 🎥🎬}
Florence
Deadpool
Allied - Un'ombra nascosta

Ciao!
Oggi si va al cinema con una tripletta di film che straordinariamente, con i loro alti e bassi, mi sono piaciuti. Quest'anno mi sto impegnando, ve l'ho detto. Fatemi sapere se li avete visti.

Florence (2016)


Titolo originale: Florence Foster Jenkins
Genere: biografico drammatico
Durata: 110 minuti
Regia: Stephen Frears
Uscita in Italia: 22 Dicembre 2016
Paese di produzione: Regno Unito, Francia

Come sapete sono attratto dai film che trattano storie realmente accadute, ma ogni volta ci sono diversi livelli fra ciò che è accaduto nella realtà e ciò che è frutto della fantasia.
Nel caso di Florence devo dire che la pellicola non si scosta molto dalla realtà. Io ero convinto che in qualche modo la storia fosse stata romanzata per essere più caricaturale, e invece sembra proprio di no. 



Florence Foster Jenkins era proprio così come la vediamo sulla pellicola, così come ce la racconta Meryl Streep. Esistono persino video e sono conservate le sue incisioni delle sue esibizioni canore.
È vero, quando hai una gran somma di denaro è tutto un po' più facile, ma la vita di Florence non è stata mai facile. Lei invece con forza e tenacia ha saputo inseguire il suo sogno di cantare, sicuramente con molta faccia tosta e presunzione (non è che ti inventi soprano di coloratura dall'oggi al domani) ma anche con leggerezza e con coraggio. Florence era genuina, e cantava col cuore come dicono nel film.
Pare che lei non potesse sentire bene la sua voce, ma pare che le critiche le arrivassero forti e chiare. Ma lei continuava e se ne fregava.
Questo è ciò che ho colto da Florence e che mi è piaciuto. Certo, è più una mia ricamatura fatta attorno alla storia, ma se ripenso al film stesso posso dirvi che mi è piaciuto. Nulla di mirabolante, se non una pellicola simpatica (anche se non mi sono esattamente capovolto dalle risate) che prosegue delicatamente e un po' lenta, in attesa del finale più coinvolgente. Forse quello che manca è una parte che sia drammatica fino alla fine, una parte più dura, al posto di un costante sentore amaro.
Per quanto mi riguarda, Meryl Streep è la trascinatrice di tutta la pellicola, perché Hugh Grant, che non mi è mai piaciuto e che sta invecchiando male, alla fine si dimostra quasi una spalla. È vero che mette in moto la vicenda, ma Florence mi è parsa una donna che sapeva il fatto suo. Da ciò che ho capito St. Clair Bayfield ha sempre avuto con Florence un rapporto abbastanza chiaro e se di base c'era dell'affetto, potremmo quasi definirli "friends with benefits" dove i benefits erano rapporti economici e professionali specie quando la parte romantica si era spenta. 
Per me un film su una storia interessante e quasi, potrei dire, ispirazionale che sinceramente non conoscevo. 

Voto 7
***

Deadpool (2016)


Genere: fantascienza, azione
Durata: 108 minuti
Regia: Tim Miller
Uscita in Italia: 18 Febbraio 2016
Paese di produzione: Stati Uniti
Trama

Nelle mie scorribande cinematografiche non di rado mi sposto verso pellicole che non sono esattamente del mio genere preferito, ma che riescono comunque ad intrattenermi come nel caso di Deadpool.
Fra i personaggi Marvel forse è quello che conoscevo meno, ma il film non solo mi ha fatto conoscere meglio la sua storia, ma mi ha anche divertito. Penso che anche chi non è un appassionato di fumetti, ma gradisce il genere fantasy, possa vederlo senza avere confusi vuoti narrativi o dover stare su Google a capire cosa stia succedendo.


Deadpool è fuori le righe e fuori di testa, irriverente, un po' cazzone, e penso che quel caciottone di Ryan Raynold riesca a renderlo bene.
La storia è un classico dei fumetti: i buoni (che non sono però così gentili) si scontrano contro il cattivo per salvare l'amore del nostro "eroe". Non mancano gli inseguimenti, i combattimenti, le sparatorie, le esplosioni fino alla catastrofe, ma anche il lieto fine.
Manca invece la sviolinatura che potrebbe avere un film americano. Invece no, irriverente fino alla fine senza esclusione di colpi.
Potrebbe risultare banale o già vista come storia? Beh sì, è un classico secondo me, ma il twist è proprio dato dal personaggio (non per nulla il titolo), dalle sue battute verso il pubblico (la quarta parete) e dalla sua impertinenza.
Una bella tacca sopra Suicide Squad.

Voto 7 e mezzo

***

Allied - Un'ombra nascosta (2016)


Titolo originale: Allied
Genere: drammatico, azione
Durata: 124 minuti
Regia: Robert Zemeckis
Uscita in Italia: 12 Gennaio 2017
Paese di produzione: Stati Uniti
Trama

Lo confesso: uno dei motivi che mi ha spinto a vedere Allied è stato il gossip che è girato sul triangolo Pitt - Jolie - Cotillard.
Mentre guardavo il film però il pensiero si è spostato.
Prima ho pensato che Pitt negli anni '40 l'avevamo già visto in Bastardi senza gloria (che in realtà non ho ancora visto ma ok), e continuavo a guardare.
Poi ho pensato che la linea narrativa mi ricordava Mr. and Mrs Smith, per infuocare ancora di più il pettegolezzo. E intanto il film scorreva, ma io lo seguivo con attenzione nonostante i miei pensieri.
E, ad un tratto, mi sono ritrovato alla fine piangendo come un disperato e ancora non mi capacito come mai visto che Allied non è proprio una perla cinematografica unica e rara.


È un film abbastanza semplice, che racconta una storia sì, coinvolgente evidentemente, ma non particolarmente originale. Metteteci pure che tutta la messa in scena e la regia sono lineari, con dei punti di tensione all'inizio e alla fine, ma con una parte centrale che si mantiene costante.
Aggiungete anche che Brad Pitt, che io preferisco adesso rispetto al ragazzotto di qualche anno fa, interpreta un comandante Max Vatan abbastanza freddo e distaccato, che resta un po' sulle sue e a cui nulla può la conturbanza della bella Cotillard. Mi è chiaro che sei un comandante freddo e spietato, ma un paio di espressioni in più poteva aggiungerle. 
Eppure, nonostante tutto ciò, Allied mi ha saputo emozionare e coinvolgere. Non mi ha annoiato, seppur, come vi dicevo nella parte centrale senti le lancette che scorrono.
Sarò io il sempliciotto che si commuove facilmente davanti ad una storia d'amore con un epilogo scontato (che io immaginavo ancora più drammatico)? Possibile, ma lo rivendico con orgoglio [cit].
Un ciao al mai dimenticato Giorgio VI (Jared Harris) di The Crown.

Voto 7 e mezzo


E con questo vi saluto e come sempre ci leggiamo presto!



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