Misadventures of an Imperfect Pier(ef)fect #4
Memorie di un laureando (Seconda Parte)

Nelle puntate precedenti....



I figli della signora.
Qui mi trovo davanti alla tipica casalinga siciliana: bassotta, cicciotta e con l'aria di quella che nello strutto ci ha fritto anche i propri figli.
Mi presento, e man mano che parlo vedo sorgere nei suoi occhi un bagliore di confusione misto a voglia di gettarsi dalla finestra urlando.
Prende tempo andando a cercare la convenzione, che sì, esiste, e si rinnova tacitamente.
Tenta ancora di prendere tempo snocciolando domande tipo
E quante ore sarebbe?
Che materie hai studiato?
Quali sono gli sbocchi professionali della tua facoltà?
Conosci il sindaco?
Lui conosce te?
Chiamiamolo!
E continua così per una buona mezz'ora intervallata da intensi silenzi traboccanti di disagio.
Ad un certo punto colgo il silenzio e cerco di portare a casa qualcosa, spiegando che so bene quanto sia difficile trovare una mansione che sia vicina al mio corso di studi ma che mi accontenterei di affiancare un qualsiasi ufficio che possa avere bisogno, tanto per capire come funziona male una pubblica amministrazione.
Lei continua a osservarmi in silenzio per poi tornare ancora sul fatto di non avere un ufficio adatto alle mie competenze, nemmeno fossi un neurochirurgo di fama internazionale e dallo stipendio a 9 zeri, e stessi chiedendo di fare il benzinaio ( con assoluto rispetto per l'unica categoria che ci sa davvero fare con le pompe)
Le rispondo che mi accontento anche di fare le fotocopie.
Lei prende tempo proponendo un giro degli uffici in cui vengo presentato come la nuova collega inadeguata col cerchietto e la gonna a pieghe.
Non capisco se il messaggio subliminale della visita sia che ha già abbastanza sfaticati che se la grattano tutto il giorno, ma comunque concludiamo l'incontro concordando che dopo aver parlato col sindaco avremmo discusso di un fantomatico progetto.
Ovviamente è noto a tutti che il sindaco di un paese di 8000 anime è più impegnato di Ignazio Marino e Giuliano Pisapia, tanto da dover andare due volte al suo studio senza trovarlo.
Succede però che, per una serie di sfortunati eventi, è il sindaco stesso a venire a casa mia e, sua sponte, dirmi di chiamarlo per sapere quando è disponibile per contattare la responsabile e dare il suo benestare.
Lo chiamo una volta.
Non è disponibile.
Lo chiamo due volte.
Non è disponibile, ed arriva a dirmi di contattarlo anche tutti i giorni a uso stalking.
Lo chiamo tre volte.
E mi dice che mi avrebbe fatto sapere.
Qui sale il panico, ché se non mi avesse più contattato avrei davvero dovuto perseguitarlo.
Dopo due ore mi richiama e mi dice che posso andare tranquillamente dalla responsabile a concordare il progetto.
Il giorno dopo raggiungo la responsabile la quale mi fa sapere che ha pensato ad un progetto, la quale è convinta sia vicino al mio corso di studi, riguardo l'immigrazione.
Ovviamente bisogna compilare i documenti con gli obbiettivi del tirocinio, che ovviamente tocca a me stilare ma ovviamente non le piace ciò che scrivo e arriva lei ad aggiungerci frasi in politichese che servono solo a far scena.
Il giorno seguente riesco finalmente a consegnare i documenti alla professoressa che gestisce i tirocini formativi, che, per carità, bravissima persona, ma se magari parlasse un po' più lentamente si riuscirebbe a memorizzare tutto ciò che dice e io avrei evitato di perdere due ore a cercare una professoressa per una firma.
Alla fine della fiera, con somma fatica e prostrazione, riesco ad ottenere la data di inizio e fine del tirocinio che sto conducendo con massima soddisfazione.
Adesso non sono più uno studente frustrato che conta i crediti mancanti come gli spiccioli davanti alla macchinetta del caffè e tenta di raggiungere una laurea.
No.
Ho finalmente fatto il salto di qualità: adesso sono uno stagista confuso e sfruttato che tenta di non rabbrividire davanti alla peluria ascellare della responsabile del comune.



{Aggiornamento #23}
Nip/Tuck

Ho superato computer surriscaldati pronti a spegnersi di soppiatto.
Ho superato astrusi codici HTML.
Ho superato un naso gocciolante, un caldo asfissiante e una madre che ti dice che è pronta la cena, ma alla fine ce l'ho fatta.
Ho creato una nuova faccia per questo blog.
Applausi!
Sono molto contento del risultato e spero vi piaccia. Forse, per chi era abituato al vecchio template, questo gli sembrerà spoglio come un albero in autunno, io invece lo trovo abbastanza pulito e mi convince più di prima.
Sicuramente non è perfetto e sicuramente ci saranno errori, ché io mica so tipo quei cinesi che i computer li smonta e te li rimonta uguale al modello successivo che ancora deve uscire.
Anzi, qualora trovaste problemi, ma anche per idee e suggerimenti, fatemi sapere che cerco di risolvere.
Può sembrare sciocco, ma in realtà ci ho lavorato molto, anche perché ignoravo proprio le basi del web design.

Parliamo di cose serie: avere superato la prova costume?
Io sto più o meno così

ma non ci penso visto che vivo in un ufficio a scartabellare i permessi di soggiorno di rumeni e marocchini, ma di questo ne parliamo prestissimo nella prossima puntata di Misadventure.
E ovviamente non possiamo non contare l'onnipresente studio, che pare io abbia chissà quante lauree, ma in realtà sono il classico tipo che fa una pausa ogni volta che sfoglia una pagina.

Ma voi, come state?
Non son passato ad aggiornarmi dei fatti vostri, ma in totale sincerità, ogni qual volta poggiavo il mio reale deretano alla sedia davanti allo schermo, pensavo solo a terminare questa benedetta grafica.
E, tristemente, sono anche finite buona parte delle serie televisive che seguo, e ok, parleremo anche di questo, ma insomma non ho più avuto validi motivi per schiaffarmi davanti al computer più del tempo necessario per sclerare e scappare.

E sì, sono raffreddato (ancora), e sì, si muore di caldo, e sì, devo pagare il bollo dell'auto prima che me la sequestrino, e sì, non so come vestirmi al mattino, e sì, soffro d'insonnia, e sì, sto cercando di eliminare le maniglie dell'amore, e sì, cazzo stamattina sono uscito di casa con i capelli mediamente sporchi, ma non me ne lamenterò.
Ho iniziato questa settimana stranamente con energia e positività e ho intenzione di cavalcare quest'onda a uso surfista australiano figo.
Come dite?!
Ah sì, ok, anche meno.

Ci sentiamo presto!


Punto. A capo.


Pensare, agire, riflettere.
Era questo che per tutta la sua intera esistenza gli avevano insegnato.
Prima di agire, pensa. Dopo aver agito, rifletti.
Se non rifletti su ciò che hai fatto, non potrai imparare, maturare, crescere.
Rifletti sulle conseguenze, rifletti sul male inflitto, rifletti sul vantaggio accumulato. Pensa il passo successivo, agisci e rifletti ancora una volta.
Era diventato un mantra nella sua vita, ed ad ogni bivio, ad ogni indecisione o scelta da fare, lo seguiva alla lettera.

Un'equazione quasi perfetta che gli aveva permesso di camminare nel presente, sospinto dalla sicurezza di un passato montato tassello dopo tassello, che era diventato una lezione in cui trovare conforto.

Poi, un giorno scoprì la passione come si scopre un nuovo seme sotto le sterpaglie secche, e l'aveva lasciata fiorire e lentamente sbocciare. Se ne prese cura annaffiandola di sorrisi, nutrendola di desideri, fino a farla diventare un
 vento mite, caldo ma continuo, che quei tre rintocchi non erano riusciti a scandire e che anzi era diventato un fluire unico, costante, come l'acqua che scorre da un vaso rovesciato.

Non gli avevano insegnato a porre degli argini a quello sgorgare, e diventò fisiologico viverlo goccia dopo goccia.
Quel fremito alle carni, quel coraggio di affrontare il mondo a testa alta, quell'incoscienza fecero riemergere una parte del mondo ancora sommersa da un mare di razionalità.
Poteva sentirsi finalmente vivo, dentro.

Si convinse che la passione fosse il motore immobile e silente in grado di animare gli uomini, in ogni istante della loro vita, di fargli compiere gesta impensabili e di stravolgerli fino all'anima. 
Era così che in fondo si sentiva.
Credette che affidare quella passione nella mani di qualcuno avrebbe potuto aiutarlo a plasmarla in qualcosa di meraviglioso ed unico.

Ma a poco a poco quel seme inaridì al sole cocente delle aspettative disattese, del tempo passato, dei bisogni inespressi, dei baci rimasti appesi alle labbra, e dei silenzi che non risuonavano in un abbraccio.
Così la passione gli aveva voltato le spalle, lo aveva abbandonato sul ciglio di un limbo. 
Lo aveva travolto come un onda e adesso lo lasciava sprofondare in un mare di dubbi, di paure e incertezza, che percuotevano quella carne, prima sfiorata dai brividi dell'amore.

Ripose quel seme all'ombra delle sterpaglie sotto le quali giaceva poco prima, e si allontanò nel silenzio che si è soliti pagare per non aver imparato a mettere un punto ed andare a capo.




Sconsigli per gli acquisti.

Post frivolo e sai che novità, ma inizia a far caldo e non ci va di sbatterci troppo, per il momento.
Avendo fatto qualche acquisto nell'ultimo mese circa ho pensato di mostrarveli.
Di molte cose, probabilmente, ve ne importerà nulla, ma anche se skipperete questo post vi voglio bene lo stesso.

Circa un mese fa, Piazza Italia ha messo un po' di roba scontata al 50%.
Lo so che vi state chiedendo il perché io acquisti spesso da Piazza Italia benché la qualità molte volte faccia  pena, e ti viene facile chiederti perché hanno sprecato materiale e cinesi per capi d'abbigliamento così brutti.
Sembra blu a sinistra e grigio a destra.
Invece è nero.
La verità è che, a parte la mancanza di pecunia, questo negozio è fra i marchi low cost che ho nell'arco di 15km.
No Pull&Bear, no H&M, no Bershka.
Capite che vita triste?
C'è Zara, ma da loro faccio fatica a trovare qualcosa che mi piaccia ultimamente, e i prezzi lievitano più dei fianchi di una donna in menopausa ( o della panza di un uomo in andropausa, fate voi).
Inoltre devo dire che io ho gusti molto semplici in fatto di abbigliamento.
Comunque in questa mia passeggiata ho acquistato in primis un cardigan nero, che il suo predecessore ormai si era infeltrito, per cui è finito nel cassetto "sono indisposta" insieme alle maglie XXL.
Io che faccio il simpatico
per farvi vedere la maglia.
Nulla di particolare, solo che i bottoncini arrivano fino in alto ma senza le asole ovviamente.
Il problema è che pur essendo una taglia M, mi sta un po' largo, per cui posso usarlo abbottonato o sembra una sorta di abito.

Poi, sempre per questa mezza stagione, parecchio ballerina, con
poco sole, ho preso un maglioncino di cotone a maniche lunghe ma comunque molto leggero.
Mi ha colpito il colore, una sorta di tortora con un sottotono rosato che da una venatura più calda. Purtroppo in foto non rende e sembrano quasi 3 immagine di 3 oggetti diversi, ma lo trovo molto carino.

Altra cosa che non ha nulla di speciale ma mi piaceva il colore, è una semplicissima maglia a mezze maniche.
Senza fronzoli o strane robe stampate sopra. Purtroppo anche in questo caso il colore non rende, ma io non sono un fashion blogger, ho solo una psicosi per lo sperpero di danaro.

Infine, ma non meno importante, ho preso una pashmina che su Twitter ha scatenato un dibattito su quanto fosse gaia.
E' una sorta di simil seta, e sottolineo simil perché chiaramente è acrilica, e in effetti non è portabilissima, ma mi piacevano molto i colori.
Non ricordo i prezzi esatti, ma nulla di tutto ciò costava più di 10 euro, e si vede, direte voi.


Proprio ieri invece mi è arrivato un acquisto da Amazon di cui mi sono subito innamorato: un organizzatore per borsa.
Come forse sapete già io ho una borsa enorme (questa), che uso prevalentemente nel periodo autunnale, ma, sebbene la trovi comodissima, al suo interno regnava il caos, perché non c'è la benché minima divisione degli spazi.
Poi per caso sono capitato su questo video (LINK) ed è stata una illuminazione.
Io l'ho pagato intorno ai 6 euro, ma so che su Ebay se ne trovano di simili anche a meno.
Ha 12 tasche di cui 4 con una leggera imbottitura, e due con la zip. Quella centrale è aperta per contenere oggetti più voluminosi e che prendiamo più frequentemente, il resto si vede in foto. I manici servono ad estrarla facilmente dalla borsa e cambiarla.
Penso vada bene anche per gli zaini, quindi maschietti stay tune. La prova del nove è stata ieri, quando mentre ero in banca ho subito trovato il portafoglio. E poi anche le chiavi. Non mi pare aggiunga molto peso alla borsa.

Cambiando del tutto argomento sempre in questo periodo ho comprato la protezione solare.
Io non sono un fissato della protezione solare ogni qual volta un raggio di sole mi sfiora, ma qui in Sicilia di sole ce n'è e tanto, e l'unica per evitarlo è non uscire di casa; quindi per la stagione estiva ho preso questo latte solare di Fitocose Alta protezione alla Carota. Ho avuto modo di usarlo sul viso un paio di volte e non è andata male, benché comunque non sia una crema leggera, non mi ha unto o lucidato particolarmente. Vedremo come si comporta in futuro.

Ultima cosa, son passato a comprare altre due Yankee Candle, perché non ne ho mai abbastanza, entrambe molto adatte al periodo.
La prima è Lovely Kiku, che ha un profumo delicato, fiorito (il Kiku sarebbe il crisantemo in giapponese, noi li portiamo ai morti, loro li festeggiano) penetrante; l'altra invece è MidSummer's Night, che ha un odore molto maschile, ma non forte o eccessivo. Devo ancora bruciarle quindi non so dirvi l'effettiva resa, ma se vi interessa, avevo in mente di fare un post di favoriti e ciofeche sempre riguardo le Yankee.

E direi che per oggi vi ho ammorbato abbastanza, vi saluto e fatemi sapere cosa ne pensate di questi acquisti e cosa vi incuriosisce.


I cinque maschi italici (e non) che aborro.

Dopo una lunga riflessione, e, diciamocelo, una certa esperienza, ho finalmente trovato cinque tipologie di uomini che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico bypasso con piacere.
Diciamo che sono 5 caratteristiche, fra un elenco infinito, il cui ripudio ha origini viscerali, profonde e ben radicate. Ovviamente non intendo il maschio affetto da un comune difetto tipo la fiatella alla bagnacauda, i peli sulla schiena o  il rutto libero, ma questioni ben più cavillose.
Non saranno in ordine di classifica, ma capirete che certi meriterebbero una medaglia ad honorem.

La Carampana
Il maschio carampana è quello che adora a profusione. Vive nella giovialità, beve gaiezza e starnutisce coriandoli.
Reazione della carampana all'uscita dell'ultimo disco
della sua cantante preferita
Non importa se sia l'ultima vittoria alle elezioni, una coppa per la sua squadra di calcio o l'ultimo disco della sua cantante preferita, avrà sempre e comunque una parola buona, un j'accuse di difesa o un link da propinarti. E tu non potrai far altro che apprezzare e farti abbattere nella sua guerra di posizione fatta di giubilo e contentezza, pena: doverlo stare a sentire ancora e ancora o peggio affrontare il veleno che sarà in grado di sputare e sentirti dire che non lo apprezzi. Sottocategoria di maschio carampana è quello che apprezza tutto indistintamente, ndo cojo cojo, pare non conosca il significato di "capacità di discernimento" e mal digerirà una tua, seppur disinteressata, critica. 
Un consiglio? 
Anche meno, e 10 gocce di Lexotan in mezzo bicchiere d'acqua.

Il Convinto
Benché possa sembrare che "convinti" siano un po' tutti gli esempi di uomo presenti in questo elenco, ci sono convinti che meritano una straordinaria menzione. In genere si autodefiniscono come persone solari o belle persone. Fortuna che metto sempre la protezione.
Credono che il mondo abbia un estremo bisogno di loro e si palesano sui vari social raccontando attimi della loro vita con entusiasmo e appunto convinzione, edulcolorando tutto ciò che dicono per far credere che qualcuno possa invidiarli. Continuano a mostrarti scatti del loro quotidiano, o, quando proprio butta male, una caterva dei loro selfie con faccine sempre diverse a dimostrare la loro innata spontaneità e simpatia.
Sottocategoria del convinto: il palestrato urendo
Alain Bernard. Almeno sa nuotare.
Tipico ragazzo che ha fatto dei muscoli (più o meno) la sua arma di seduzione massima, sottovalutando un piccolissimo dettaglio: la palestra non fa sparire il bisogno che hai di girare con un sacchetto in testa.

Il Pubblic Sexting Addicted
Il sexting, ovvero scambiarsi messaggini e soprattutto fotine hot, è un'invenzione magnifica, il problema è che molta gente non ha ben chiara la distinzione fra pubblico e privato. Per cui capita che magari hai appena finito di pranzare e l'unica cosa che vuoi è rilassarti, dare un'occhiata ai social e appennicarti e invece spunta lui, il quale per qualche strano motivo, senza che nessuno gliel'abbia chiesto, ha deciso di mostrare al mondo ogni parte del suo corpo, pudenda incluse. Ora, premesso che non sempre ti trovi davanti ad un bello spettacolo, ma in ogni caso provo la raccapricciante sensazione che tutta questa roba mi venga violentemente sbattuta in faccia.

L'Indie Hipster
Così originale da doversi camuffare da allievo di Maria.
Conosco la sottile differenza fra le due cose ma molto spesso gli elementi si fondono nel peggiore dei modi. 
Lo si riconosce subito: camicia a scacchi abbottonata fino all'ultimo bottone, che dubiti riesca a deglutire, o, in versione estiva, t-shirt di qualche band ignota, e un paio jeans über skinny che sei certo abbiano posto fine alla sua capacità riproduttiva.  E per fortuna direi. 
Il tutto condito da bracciali, anelli e chincaglieria varia, che nemmeno alle bancarelle abusive sui lungomari italiani a Luglio. 
Un maschio che insegue l'underground convinto di cavalcare l'onda dell'originalità, inconsapevole del fatto che nel mondo esistano centinaia di persone con la stessa identica attitudine. 
Ben venga distinguersi in qualche modo, ma facciamo anche meno? E a te il Lexotan non lo do, sia mai che ascoltando Lana del Rey ti vengano strane idee.

Il Barbuto
Chiariamoci, la barba è l'elemento che rende il maschio un vero uomo. Il problema è che questa situazione a molti è sfuggita di mano. E' vero, la barbetta è sexy, può dare un'aria più intrigante, maschile, e ti fa salire l'ormonella, ma non tutti si rendono conto che non è come essere andati da un chirurgo plastico, ed avere quattro peli in faccia non ti rende Jake Gyllenhaal come per magia. E non basta la convinzione di sentirsi fighi, ma vedi gente che con la barba conta di coprirci i segni dell'acne o, peggio, il doppiomento, incoscienti del fatto che il risultato sarà un dosso peloso sul collo. Inoltre mi sfugge il senso di lasciarla crescere incolta a uso siepe in Mary e il giardino dei misteri.



Potrei continuare ma mi fermo.
E voi? Quale tipologia di maschio schifate?


#backtoseries chapter 3

Terzo capitolo di #backtoseries, la rubrichetta in cui si chiacchiera di serie tv.
Cerco sempre di farla coincidere con le season finali, ma gli ammerigani non vogliono ascoltare le mie idee di sincronizzazione palinsestuale.
Ci sarà dello spoiler, fate attenzione.

Revenge (Season 3)


Che la terza stagione fosse decisamente migliore rispetto alla seconda, l'avevamo capito con l'eliminazione dell'Americon Initiative, che ci aveva resi un po' tutti confusi. Benché Revenge resti comunque una delle serie secondo me più accattivanti, o almeno tra le più trashy-catchy, e benché tutti vorremmo essere Victoria Grayson, la storia di base sembra già stanca, tanto da introdurre nuovi personaggi come i LaMarchel, tanto da far morire l'inglesino tartaruga munito Aiden e, non solo da ripescare vecchi personaggi, come una Lydia il cui ritorno era possibile, ma anche da farli resuscitare.
Abbiamo sopportato per 3 stagioni le faccettine di Daniel, gli outfit orrendi di Charlotte, abbiamo sopportato che Jack Porter non si sia spogliato dalla vita in giù e Emily/Amanda ha fatto l'impossibile per vendicare la sua morte, e invece David Clarke non è morto.
Fossi in lei lo ucciderei con le mie mani.
★★

The Originals (Season 1)

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Quanto sono lenti e pesanti i nostri vampiri originali?
Una prima stagione narrativamente arrancata, lenta, con questi "family affair" che non trovano mai soluzione. Personaggi che non evolvono dai loro stessi panni: Nicklaus che vuole vendicare cose accadute 80 anni fa, manco se lui fosse una suora carmelitana, Elijah sempre troppo uguale a se stesso fino ad essere ridondante, l'ex lupachiotta Hayley utile tanto quanto Cami, solo che quest'ultima frigna in continuazione e mal cela il suo essere palesemente zoccola.
Se l'effetto sorpresa dovevano essere le streghe, odiose come i centesimi sparsi per la borsa, che fanno doppio, triplo o quadruplo gioco, non è riuscito bene.
Il finale doveva essere struggente, e invece grande sbadiglio.
Un'altra storia stanca che per andare avanti ripesca vecchi personaggi ( i coniugi Mikaelson) che credevamo morti e sepolti.

+ Marcel Gerard nudo.
- Partorienti isteriche.
★★

The Vampire Diaries (Season 5)



Una quinta stagione carina quella di TVD. Certo, parliamo di un teen drama, mica di un capolavoro, ma la trovata dei Travelers che mettono in moto la vicenda mi è parsa originale, al posto delle onnipresenti streghe. 
E anche "l'altra parte" che si disintegra è stata un'idea azzeccata.
Come sempre però il triangolo Stefan, Elena e Damon ha un po' bellamente rotto, anche se Stefan sembra sempre più in pace con se stesso. E non mi piace vogliano farci credere che fra lui e Caroline possa intercorrere qualcosa di inciucioso. 
E la povera Bonnie? Che vita di merda figlia mia. Molto probabilmente non è morta davvero, però ogni stagione una sofferenza. E non apprezzo nemmeno il ritorno di Alaric. Lo volete capire o no che quando uno muore, è morto e basta?
★★

Nashville (Season 2)


Non ho mai parlato ampiamente di Nashville, ne avevo solo fatto accenno qui
Nutro una strana simpatia per questa serie. La trovo pressapoco inutile ma allo stesso è come farsi i fatti della vicina: non ti cambiano la vita, ma li ascolti comunque.
Scherzi a parte non c'è molto di nuovo da dire su Nashville. E' una storia che ha un fluire più o meno organico e che non osa. Anche se non sono un amante del country ci sono pezzi niente male.
Tuttavia non apprezzo che in due stagioni i nuovi personaggi siano stati davvero pochi e davvero poco incisivi. Non apprezzo i continui scambi di amoreggiamenti. Cioè Rayna, vai quasi per i 40, hai due figlie e un ex marito e stai ancora a cambiare compagno di letto ogni due puntate.
Ma la cosa che meno tollero è quella frignona di Scarlett e le sue raccapriccianti extension alle ciglia. Se nella terza stagione è definitivamente sparita, mi sentirete festeggiare in diretta da Nashville.
★★

Come forse sapete sto seguendo la quarta stagione di Game of Thrones, che sinceramente e spassionatamente mi sta annoiando e non è possibile guardare un telefilm aspettando solo una puntata in cui succede il finimondo, e la seconda di Devious Maids che adoro follemente benché l'ultima puntata andata in onda ("The Bad Seed") non mi ha fatto impazzire.
Vedremo come evolvono per parlarne meglio.

Qualche tempo fa invece ho scoperto In the Flesh, una serie inglese che vede protagonista un ragazzo morto suicida, ma risvegliatosi dalla morte, che tenta torna dalla sua famiglia, dopo essere stato in cura in una clinica affinché imparasse a non sbranare cervelli umani.


Sinceramente mi ha sorpreso, perché pur non amando i telefilm inglesi e gli zombie, la storia più truculenta dei morti viventi, lascia spazio a temi delicati. 
La prima stagione è composta da 3 episodi ma ho scoperto proprio oggi che è in onda la seconda stagione, per cui devo recuperare.
Invece ho iniziato da poco a seguire The Americans che guardo appena posso, non seguendo la programmazione americana.


Racconta le avventure e la vita personale di due spie del KGB infiltrate negli Stati Uniti nei primi anni '80, mentre si combatte la guerra fredda.
Sono ancora a metà della prima stagione, ma finora sembra avere le carte in regola per finire fra le mie preferite. Attualmente va in onda la seconda stagione ma so che ce ne sarà anche una terza. 
Se lo avete visto fatemi sapere se vale la pena proseguire.

Una piccola parentesi per New Girl che ho ufficialmente smesso di seguire e Downton Abbey di cui non ho mai parlato ma che adoro alla follia, per cui chi non la conoscesse, si fiondi a recuperarla in qualche modo.

E voi, seguite qualcuna di queste serie? Che ve n'è parso dei finali di stagione? Avete qualche telefilm da consigliarmi per cui vale la pena perdere tempo?





{Aggiornamento #22}
Attese e cambiamenti

Buon pomeriggio,
torniamo ad aggiornarci un po', giusto per chiacchierare a random.
Abbiamo superata Pasqua e i bagordi, ed è finito pure un Aprile che voleva tenere lontana la primavera con la sua pioggia. Ché mi sta pure bene se c'è un tempo da cani, ma la mai apatia continuava a perpetrarsi e rigenerarsi come la coda delle lucertole. Ed è arrivato Maggio, il mese dei lavoratori e delle mamme, con giornate bellissime ( per la legge di Murphy mentre vi scrivo è venuto a piovere) che però non ha cambiato più di tanto il mio umore.
Io così.
Forse avrete notato che, benché cerchi di essere più sempre presente, ho perso un po' di brio. In parte perché sono alla soglia dei 3 anni di blogging, che se le coppie vanno in crisi e cercano l'aiuto di un terapista, io al massimo spengo il computer e chiedo a mia madre cosa si mangi per cena.
La verità è che mi sento incastrato tra la voglia di fare, la necessità di dover fare e la inconcludenza del fare poco per svariate ragioni.

   Intanto la paura del post laurea. Chi si è avvicinato a questo periodo sa quanto faccia paura e quanti dubbi ti ponga davanti, e chi afferma il contrario scagli la prima pietra e se la tiri contro perché mente.
Devo continuare a studiare?
Cambio strada?
Proseguo così?
E se non fossi più capace?
Vado a lavorare?
Ma c'è crisi!
Cosa so fare?
Non so fare nulla!
Voglio la mamma.
E così via. E' stupido, ma è paralizzante. Tra l'altro io tendo molto a proiettarmi verso la fine delle situazioni, anche perché quando sono sotto stress rendo meglio ( o per lo meno così disse la prof. di lettere il giorno degli esami di maturità)  ma questo è allo stesso tempo controproducente, considerando che prima c'è molto da fare. So che aspettate la seconda parte della mia disavventura col tirocinio per restare in tema, ma è ancora work in progress, e non voglio fare troppi post sulla questione, quindi pazienza.

Io col prossimo che bussa alla porta.
   Secondariamente abbiamo a che fare con la salute di mia nonna, che chi è abituato ad avere anziani in casa sa che si tratta di questioni all'ordine del giorno. Il problema non è tanto, ovviamente, una donna di 88 anni che non ha colpe se ogni tanto non ci sta con la testa, quanto piuttosto vicini e parenti, che con la testa dovrebbero starci, e invece rompono le palle chiamano a manetta o si presentano a casa per sapere le sue condizioni di salute, non pensando al fatto che magari i suoi familiari abbiano già abbastanza cazzi pensieri per la testa a cui badare in cui non sono incluse visite di cortesia.

   Tornando al faceto, ho intenzione di aggiornare un po' la grafica del blog, più che altro ripulire le colonne laterali e sistemare la questione dei tastoni sotto l'header.
Devo darvi una brutta notizia per cui preparate i fazzoletti: penso di non proseguire con la rubrica S.L.U.T. I motivi sono in particolare due.

  • intanto mi sembra di prendere in giro me e voi scrivendo e pubblicando un post spensierato quando io per primo non sono spensierato. Non che non ci siano momenti e cavolatine piacevoli, ma se gli ultimi giorni del mese non sono in vena, mi sento quasi "costretto" per dovere di cronaca, ma questo non è un lavoro.
  • secondariamente in mezzo ci sono anche delle recensioni, ma trovo più utili review negative che possano far evitare la ciofeca, piuttosto che positività da ogni poro che diventa sterile e poco utile.
Devo ancora decidere ma sono più propenso per eliminarla. Resta poi il fatto che la formula di rubrica non mi entusiasma, mi aiuta solo ad essere più organizzato, ma avere spazi ristretti mi disturba ancora di più.
E nulla, io chiudo qui, sperando di sentirci presto. Intanto vi saluto uno per uno.




  

{Recensione album}
Anastacia - Resurrection

A distanza di cinque anni dal suo ultimo disco di inediti, è tornata Anastacia, con il suo nuovo sesto album, in uscita oggi, intitolato Resurrection.
Una vera resurrezione per una donna che ha sconfitto il cancro al seno per ben due volte, la seconda un anno fa, con la conseguenza di una doppia mastectomia, che la obbligò ad annullare il tour imminente.
Sono sincero, fino ad oggi non ho seguito con attenzione la carriera di Anastacia, seppur apprezzandola, ma conoscendo poco più che i singoli estratti dai vari album. Poi, leggere della sua vita privata, così sofferta, seppur vissuta con ironia e col sorriso stampato in faccia, mi ha fatto riflettere su quanta forza debba esserci dietro quella maschera, e su ciò che avrei potuto trovare nella sua musica.
Non che auguri alla gente di star male per fare buona musica, non fraintendetemi, ma ho scoperto una personalità a tutto tondo e l'ho apprezzata.
Ed ho anche apprezzato questo suo ultimo lavoro, ma, se invece di ciarlare andassimo ai brani, sarebbe meglio.
L'album contiene dieci canzoni nella versione standard a cui sia aggiungono cinque pezzi della versione Deluxe.

Staring At The Sun
Amarti è come fissare il sole, se lo guardi troppo a lungo può lasciarti cieco, così recita il primo brano del disco e forse tra i pezzi più potenti e radiofonici. La voce di Anastacia e un pianoforte delicatamente introducono un'apertura più grintosa in cui si uniscono suoni pop e richiami rock. Un ritmo incalzante ma che attende l'ultima parte della canzone per dare alla cantante la possibilità di esplodere vocalmente.
Forse uno dei prossimi singoli, sicuramente uno dei mie pezzi preferiti.
★★

Lifeline
Una preghiera, non credo ci sia altro modo di definire questo pezzo. Una ballad intensa e emozionante. 
Mi ha stupito soprattutto il bridge, che sembra quasi avulso dal resto della melodia, ma al tempo stesso è come se avesse un collegamento emotivo, visto che lo segue il momento massimo dal punto di vista vocale.
Anche questo potrebbe essere il prossimo singolo e anche questo è fra i miei preferiti.
★★

Stupid Little Things
Primo singolo estratto dall'album, pezzo ormai abbastanza noto e a me ha ispirato anche una rubrica. Un inno energico a vivere la vita lasciando perdere i problemi superflui che a volte ci tengono lontani da ciò che conta, o da chi conta.
Proprio ieri guardavo un'intervista di Anastacia in cui diceva che tendiamo sempre a puntare il dito verso gli altri, e nel gesto stesso non ci accorgiamo che tre dita si rivolgono a noi stessi, ovvero ciò che dovremmo realmente guardare, in bene o in male.
★★

I Don't Want to Be the One
E se lasciare andare le cose, a volte, fa bene, lasciar andare un amore, e dover ammettere (anche a se stessi) che sia finita non è affatto facile. Questo ci racconta Anastacia in questo quarto pezzo, una ballad molto semplice, piano e voce.
Delicata e intensa, ma forse poco radiofonica.
★★★★

Evolution
Voltare pagina e sentirsi tuttavia forti: ancora una volta torna il concetto di cambiamento nelle parole di Anastacia.
Mi ci è voluto un po' di tempo per apprezzare questo brano, soprattutto per l'arrangiamento, che mi suona come già sentito in passato. Non rientra tra i miei preferiti, forse perché il concetto di evoluzione mi porta alla mente anche l'idea di leggerezza (son strano, lo so) e qui non lo avverto. Avrei voluto magari qualche passaggio in voce di testa.
★★

Pendulum
Questo pezzo devo dire che mi ha perplesso parecchio. L'arrangiamento leggermente in crescendo mi trasmette quasi l'emergere di una presa di coscienza, tuttavia mi sfugge il concetto del pendolo. Io l'ho ricollegato all'idea di simmetria che è un elemento importante all'interno di una coppia, ma è una mia interpretazione.
Troppe perplessità.
★★

Stay
Anastacia ha dichiarato che questo pezzo è stato scritto dopo aver saputo di essere affetta dal cancro per la seconda, ma, pur senza la sua spiegazione, la canzone trasmette tutta la forza di cui parlavo all'inizio, ma anche l'umanità che una donna, seppur famosa, può provare in certi momenti. Una traccia ruvida anche vocalmente, ma sentita.
★★

Dark White Girl
Restiamo sullo stesso tema della forza e del credere in se stessi, con questo ottavo brano, che spinge un po' sull'acceleratore con un arrangiamento potente e con dei vocals pieni.
Tutti commettiamo errori, facciamo cose di cui ci pentiamo, eppure questo ci spinge a crescere, a migliorare e anche ad accettare i propri difetti.
★★

Apology
Una ballad più intima e delicata ci ricorda come è importante essere sicuri di se stessi, ma è importante non scordare mai la propria capacità di chiedere scusa, specie se si è in errore. Diversi passaggi in voce di testa vanno a sussurrare alcune parole, mentre la voce piena va a sottolinearne altre, soprattutto le più importanti: queste sono le mie scuse.
★★

Broken Wings
Delle ali spezzate non possono impedire la nostra resurrezione, ma soprattutto non possono impedirci di provare comunque a volare. Una ballad, ma con carattere, chiude la versione standard di Resurrection. Forse non un pezzo originalissimo, né per tematiche né per arrangiamento, ma mi emoziona parecchio. Altro candidato come prossimo singolo.
★★

La versione Deluxe è composta di 5 brani, di cui uno però è una bonus track per iTunes.

Other Side of Crazy
Un pezzo rock abbastanza duro, ma comunque sensuale, molto adatto alla voce di Anastacia. Non mancano dei passaggi vocali interessanti ma mi aspettavo qualcosa di più e nel contesto il brano non sembra originalissimo.
★★

Oncoming Train
Seconda traccia Deluxe che fa uscire fuori alcune vene soul della cantante. A me inoltre ricorda le sigle di 007, quella femminilità, sensualità ma con classe che ad esempio troviamo nei pezzi di Shirley Bassey.
Un brano sicuramente potente, anche vocalmente, ma in cui si avverte una certa malinconia. 
★★

Resurrection
Lo dico subito: non mi piace quando il brano che riprende il titolo dell'intero album, viene messo nella versione Deluxe. Tra l'altro questa canzone suona bene come apertura del disco tanto che l'avrei messa per prima. Una ballad con una buona radiofonicità, e con un bell'arrangiamento incalzante. Sarebbe bello vederlo come singolo nei prossimi mesi.
A me piace davvero molto la fine, quando la voce di Anastacia esplode per incontrare il suono di un carillon. C'è energia ma anche un filo di tristezza.
★★

Left Outside Alone, Part 2
Anastacia ripesca un brano del 2004 dall'album omonimo per smontarlo dalle sonorità più pop e R&B e farne una ballata. E se vocalmente la canzone mi piace, l'arrangiamento trovo non centri nulla.
Dirò una cosa brutta: a me quella base sembra adatta per un ballo da sala, tipo un valzer lento o un tango.
★★

Underdog (iTunes bonus track)
Il "perdente in partenza", cosa vera solo se sottostiamo noi stessi o ci facciamo abbattere da coloro che non credono in noi. E' questa la sintesi estrema del brano che chiude l'intero disco. Una traccia ancora una volta molto rock e che mette voglia di scatenarsi. Forse vocalmente mi aspettavo uno scatto in più, ma non importa.
★★

In sintesi, trovo che sia proprio un bel progetto nel suo insieme, con un largo range di emozioni e con brani ben fatti. Qualora voleste, a questo link potrete scaricare l'album.
Io credo di aver detto tutto, lascio la parola a voi qualora abbiate già sentito l'album, e mando un in bocca al lupo ad Anastacia, che so che mi legge. 
A presto!


{La Poraccitudine #15}
Speciale Elezioni Europee

Quest'anno, in via speciale, le elezioni Europee si terranno dal 22 al 25 Maggio, e non a Giugno, come cinque anni or sono.
Ora, non è che voglia impantanarmi nel guado di polemiche che ne è nato, però diciamo che ognuno porta l'acqua la proprio mulino. Peccato non ci si trovi sempre Antonio Banderas che ti pucci il cornetto.
Noi al massimo troviamo una Giorgia Meloni che si fa tronare di Photoshop per sembrare un po' più figa, e poi invece mi dicono che c'è chi punta sulla multimedialità creando un vero e proprio video -dedica.
Un nome a caso?
Alessandro Cecchi Paone, che nessuno sapeva fosse ancora a piede libero.
Logica vuole che quando ti candidi per delle elezioni, non lo si fai mica per amore della propria nazione, dei propri ideali, delle ferme convinzioni che ci spingono a lottare e a dar voce alle esigenze del popolo.
No, lui ha deciso di candidarsi e lo fa per amore di gente a caso i quali disconoscono la sua esistenza.
Da Papa Francesco, a Steve Jobs, buon'anima, passando per Silvio Berlusconi, financo sua moglie.
Sì Simona, pure 'sta moglie, che mi sembrava ormai dimenticata dopo la ventina di articoli che vedevano Cecchi Paone slinguazzarsi un toy boy. #einvece
Per chi non lo avesse ancora visto ecco il video.


Alessandro, per l'amor di Dio

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