#backtoseries chapter 3

Terzo capitolo di #backtoseries, la rubrichetta in cui si chiacchiera di serie tv.
Cerco sempre di farla coincidere con le season finali, ma gli ammerigani non vogliono ascoltare le mie idee di sincronizzazione palinsestuale.
Ci sarà dello spoiler, fate attenzione.

Revenge (Season 3)


Che la terza stagione fosse decisamente migliore rispetto alla seconda, l'avevamo capito con l'eliminazione dell'Americon Initiative, che ci aveva resi un po' tutti confusi. Benché Revenge resti comunque una delle serie secondo me più accattivanti, o almeno tra le più trashy-catchy, e benché tutti vorremmo essere Victoria Grayson, la storia di base sembra già stanca, tanto da introdurre nuovi personaggi come i LaMarchel, tanto da far morire l'inglesino tartaruga munito Aiden e, non solo da ripescare vecchi personaggi, come una Lydia il cui ritorno era possibile, ma anche da farli resuscitare.
Abbiamo sopportato per 3 stagioni le faccettine di Daniel, gli outfit orrendi di Charlotte, abbiamo sopportato che Jack Porter non si sia spogliato dalla vita in giù e Emily/Amanda ha fatto l'impossibile per vendicare la sua morte, e invece David Clarke non è morto.
Fossi in lei lo ucciderei con le mie mani.
★★

The Originals (Season 1)

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Quanto sono lenti e pesanti i nostri vampiri originali?
Una prima stagione narrativamente arrancata, lenta, con questi "family affair" che non trovano mai soluzione. Personaggi che non evolvono dai loro stessi panni: Nicklaus che vuole vendicare cose accadute 80 anni fa, manco se lui fosse una suora carmelitana, Elijah sempre troppo uguale a se stesso fino ad essere ridondante, l'ex lupachiotta Hayley utile tanto quanto Cami, solo che quest'ultima frigna in continuazione e mal cela il suo essere palesemente zoccola.
Se l'effetto sorpresa dovevano essere le streghe, odiose come i centesimi sparsi per la borsa, che fanno doppio, triplo o quadruplo gioco, non è riuscito bene.
Il finale doveva essere struggente, e invece grande sbadiglio.
Un'altra storia stanca che per andare avanti ripesca vecchi personaggi ( i coniugi Mikaelson) che credevamo morti e sepolti.

+ Marcel Gerard nudo.
- Partorienti isteriche.
★★

The Vampire Diaries (Season 5)



Una quinta stagione carina quella di TVD. Certo, parliamo di un teen drama, mica di un capolavoro, ma la trovata dei Travelers che mettono in moto la vicenda mi è parsa originale, al posto delle onnipresenti streghe. 
E anche "l'altra parte" che si disintegra è stata un'idea azzeccata.
Come sempre però il triangolo Stefan, Elena e Damon ha un po' bellamente rotto, anche se Stefan sembra sempre più in pace con se stesso. E non mi piace vogliano farci credere che fra lui e Caroline possa intercorrere qualcosa di inciucioso. 
E la povera Bonnie? Che vita di merda figlia mia. Molto probabilmente non è morta davvero, però ogni stagione una sofferenza. E non apprezzo nemmeno il ritorno di Alaric. Lo volete capire o no che quando uno muore, è morto e basta?
★★

Nashville (Season 2)


Non ho mai parlato ampiamente di Nashville, ne avevo solo fatto accenno qui
Nutro una strana simpatia per questa serie. La trovo pressapoco inutile ma allo stesso è come farsi i fatti della vicina: non ti cambiano la vita, ma li ascolti comunque.
Scherzi a parte non c'è molto di nuovo da dire su Nashville. E' una storia che ha un fluire più o meno organico e che non osa. Anche se non sono un amante del country ci sono pezzi niente male.
Tuttavia non apprezzo che in due stagioni i nuovi personaggi siano stati davvero pochi e davvero poco incisivi. Non apprezzo i continui scambi di amoreggiamenti. Cioè Rayna, vai quasi per i 40, hai due figlie e un ex marito e stai ancora a cambiare compagno di letto ogni due puntate.
Ma la cosa che meno tollero è quella frignona di Scarlett e le sue raccapriccianti extension alle ciglia. Se nella terza stagione è definitivamente sparita, mi sentirete festeggiare in diretta da Nashville.
★★

Come forse sapete sto seguendo la quarta stagione di Game of Thrones, che sinceramente e spassionatamente mi sta annoiando e non è possibile guardare un telefilm aspettando solo una puntata in cui succede il finimondo, e la seconda di Devious Maids che adoro follemente benché l'ultima puntata andata in onda ("The Bad Seed") non mi ha fatto impazzire.
Vedremo come evolvono per parlarne meglio.

Qualche tempo fa invece ho scoperto In the Flesh, una serie inglese che vede protagonista un ragazzo morto suicida, ma risvegliatosi dalla morte, che tenta torna dalla sua famiglia, dopo essere stato in cura in una clinica affinché imparasse a non sbranare cervelli umani.


Sinceramente mi ha sorpreso, perché pur non amando i telefilm inglesi e gli zombie, la storia più truculenta dei morti viventi, lascia spazio a temi delicati. 
La prima stagione è composta da 3 episodi ma ho scoperto proprio oggi che è in onda la seconda stagione, per cui devo recuperare.
Invece ho iniziato da poco a seguire The Americans che guardo appena posso, non seguendo la programmazione americana.


Racconta le avventure e la vita personale di due spie del KGB infiltrate negli Stati Uniti nei primi anni '80, mentre si combatte la guerra fredda.
Sono ancora a metà della prima stagione, ma finora sembra avere le carte in regola per finire fra le mie preferite. Attualmente va in onda la seconda stagione ma so che ce ne sarà anche una terza. 
Se lo avete visto fatemi sapere se vale la pena proseguire.

Una piccola parentesi per New Girl che ho ufficialmente smesso di seguire e Downton Abbey di cui non ho mai parlato ma che adoro alla follia, per cui chi non la conoscesse, si fiondi a recuperarla in qualche modo.

E voi, seguite qualcuna di queste serie? Che ve n'è parso dei finali di stagione? Avete qualche telefilm da consigliarmi per cui vale la pena perdere tempo?





{Aggiornamento #22}
Attese e cambiamenti

Buon pomeriggio,
torniamo ad aggiornarci un po', giusto per chiacchierare a random.
Abbiamo superata Pasqua e i bagordi, ed è finito pure un Aprile che voleva tenere lontana la primavera con la sua pioggia. Ché mi sta pure bene se c'è un tempo da cani, ma la mai apatia continuava a perpetrarsi e rigenerarsi come la coda delle lucertole. Ed è arrivato Maggio, il mese dei lavoratori e delle mamme, con giornate bellissime ( per la legge di Murphy mentre vi scrivo è venuto a piovere) che però non ha cambiato più di tanto il mio umore.
Io così.
Forse avrete notato che, benché cerchi di essere più sempre presente, ho perso un po' di brio. In parte perché sono alla soglia dei 3 anni di blogging, che se le coppie vanno in crisi e cercano l'aiuto di un terapista, io al massimo spengo il computer e chiedo a mia madre cosa si mangi per cena.
La verità è che mi sento incastrato tra la voglia di fare, la necessità di dover fare e la inconcludenza del fare poco per svariate ragioni.

   Intanto la paura del post laurea. Chi si è avvicinato a questo periodo sa quanto faccia paura e quanti dubbi ti ponga davanti, e chi afferma il contrario scagli la prima pietra e se la tiri contro perché mente.
Devo continuare a studiare?
Cambio strada?
Proseguo così?
E se non fossi più capace?
Vado a lavorare?
Ma c'è crisi!
Cosa so fare?
Non so fare nulla!
Voglio la mamma.
E così via. E' stupido, ma è paralizzante. Tra l'altro io tendo molto a proiettarmi verso la fine delle situazioni, anche perché quando sono sotto stress rendo meglio ( o per lo meno così disse la prof. di lettere il giorno degli esami di maturità)  ma questo è allo stesso tempo controproducente, considerando che prima c'è molto da fare. So che aspettate la seconda parte della mia disavventura col tirocinio per restare in tema, ma è ancora work in progress, e non voglio fare troppi post sulla questione, quindi pazienza.

Io col prossimo che bussa alla porta.
   Secondariamente abbiamo a che fare con la salute di mia nonna, che chi è abituato ad avere anziani in casa sa che si tratta di questioni all'ordine del giorno. Il problema non è tanto, ovviamente, una donna di 88 anni che non ha colpe se ogni tanto non ci sta con la testa, quanto piuttosto vicini e parenti, che con la testa dovrebbero starci, e invece rompono le palle chiamano a manetta o si presentano a casa per sapere le sue condizioni di salute, non pensando al fatto che magari i suoi familiari abbiano già abbastanza cazzi pensieri per la testa a cui badare in cui non sono incluse visite di cortesia.

   Tornando al faceto, ho intenzione di aggiornare un po' la grafica del blog, più che altro ripulire le colonne laterali e sistemare la questione dei tastoni sotto l'header.
Devo darvi una brutta notizia per cui preparate i fazzoletti: penso di non proseguire con la rubrica S.L.U.T. I motivi sono in particolare due.

  • intanto mi sembra di prendere in giro me e voi scrivendo e pubblicando un post spensierato quando io per primo non sono spensierato. Non che non ci siano momenti e cavolatine piacevoli, ma se gli ultimi giorni del mese non sono in vena, mi sento quasi "costretto" per dovere di cronaca, ma questo non è un lavoro.
  • secondariamente in mezzo ci sono anche delle recensioni, ma trovo più utili review negative che possano far evitare la ciofeca, piuttosto che positività da ogni poro che diventa sterile e poco utile.
Devo ancora decidere ma sono più propenso per eliminarla. Resta poi il fatto che la formula di rubrica non mi entusiasma, mi aiuta solo ad essere più organizzato, ma avere spazi ristretti mi disturba ancora di più.
E nulla, io chiudo qui, sperando di sentirci presto. Intanto vi saluto uno per uno.




  

{Recensione album}
Anastacia - Resurrection

A distanza di cinque anni dal suo ultimo disco di inediti, è tornata Anastacia, con il suo nuovo sesto album, in uscita oggi, intitolato Resurrection.
Una vera resurrezione per una donna che ha sconfitto il cancro al seno per ben due volte, la seconda un anno fa, con la conseguenza di una doppia mastectomia, che la obbligò ad annullare il tour imminente.
Sono sincero, fino ad oggi non ho seguito con attenzione la carriera di Anastacia, seppur apprezzandola, ma conoscendo poco più che i singoli estratti dai vari album. Poi, leggere della sua vita privata, così sofferta, seppur vissuta con ironia e col sorriso stampato in faccia, mi ha fatto riflettere su quanta forza debba esserci dietro quella maschera, e su ciò che avrei potuto trovare nella sua musica.
Non che auguri alla gente di star male per fare buona musica, non fraintendetemi, ma ho scoperto una personalità a tutto tondo e l'ho apprezzata.
Ed ho anche apprezzato questo suo ultimo lavoro, ma, se invece di ciarlare andassimo ai brani, sarebbe meglio.
L'album contiene dieci canzoni nella versione standard a cui sia aggiungono cinque pezzi della versione Deluxe.

Staring At The Sun
Amarti è come fissare il sole, se lo guardi troppo a lungo può lasciarti cieco, così recita il primo brano del disco e forse tra i pezzi più potenti e radiofonici. La voce di Anastacia e un pianoforte delicatamente introducono un'apertura più grintosa in cui si uniscono suoni pop e richiami rock. Un ritmo incalzante ma che attende l'ultima parte della canzone per dare alla cantante la possibilità di esplodere vocalmente.
Forse uno dei prossimi singoli, sicuramente uno dei mie pezzi preferiti.
★★

Lifeline
Una preghiera, non credo ci sia altro modo di definire questo pezzo. Una ballad intensa e emozionante. 
Mi ha stupito soprattutto il bridge, che sembra quasi avulso dal resto della melodia, ma al tempo stesso è come se avesse un collegamento emotivo, visto che lo segue il momento massimo dal punto di vista vocale.
Anche questo potrebbe essere il prossimo singolo e anche questo è fra i miei preferiti.
★★

Stupid Little Things
Primo singolo estratto dall'album, pezzo ormai abbastanza noto e a me ha ispirato anche una rubrica. Un inno energico a vivere la vita lasciando perdere i problemi superflui che a volte ci tengono lontani da ciò che conta, o da chi conta.
Proprio ieri guardavo un'intervista di Anastacia in cui diceva che tendiamo sempre a puntare il dito verso gli altri, e nel gesto stesso non ci accorgiamo che tre dita si rivolgono a noi stessi, ovvero ciò che dovremmo realmente guardare, in bene o in male.
★★

I Don't Want to Be the One
E se lasciare andare le cose, a volte, fa bene, lasciar andare un amore, e dover ammettere (anche a se stessi) che sia finita non è affatto facile. Questo ci racconta Anastacia in questo quarto pezzo, una ballad molto semplice, piano e voce.
Delicata e intensa, ma forse poco radiofonica.
★★★★

Evolution
Voltare pagina e sentirsi tuttavia forti: ancora una volta torna il concetto di cambiamento nelle parole di Anastacia.
Mi ci è voluto un po' di tempo per apprezzare questo brano, soprattutto per l'arrangiamento, che mi suona come già sentito in passato. Non rientra tra i miei preferiti, forse perché il concetto di evoluzione mi porta alla mente anche l'idea di leggerezza (son strano, lo so) e qui non lo avverto. Avrei voluto magari qualche passaggio in voce di testa.
★★

Pendulum
Questo pezzo devo dire che mi ha perplesso parecchio. L'arrangiamento leggermente in crescendo mi trasmette quasi l'emergere di una presa di coscienza, tuttavia mi sfugge il concetto del pendolo. Io l'ho ricollegato all'idea di simmetria che è un elemento importante all'interno di una coppia, ma è una mia interpretazione.
Troppe perplessità.
★★

Stay
Anastacia ha dichiarato che questo pezzo è stato scritto dopo aver saputo di essere affetta dal cancro per la seconda, ma, pur senza la sua spiegazione, la canzone trasmette tutta la forza di cui parlavo all'inizio, ma anche l'umanità che una donna, seppur famosa, può provare in certi momenti. Una traccia ruvida anche vocalmente, ma sentita.
★★

Dark White Girl
Restiamo sullo stesso tema della forza e del credere in se stessi, con questo ottavo brano, che spinge un po' sull'acceleratore con un arrangiamento potente e con dei vocals pieni.
Tutti commettiamo errori, facciamo cose di cui ci pentiamo, eppure questo ci spinge a crescere, a migliorare e anche ad accettare i propri difetti.
★★

Apology
Una ballad più intima e delicata ci ricorda come è importante essere sicuri di se stessi, ma è importante non scordare mai la propria capacità di chiedere scusa, specie se si è in errore. Diversi passaggi in voce di testa vanno a sussurrare alcune parole, mentre la voce piena va a sottolinearne altre, soprattutto le più importanti: queste sono le mie scuse.
★★

Broken Wings
Delle ali spezzate non possono impedire la nostra resurrezione, ma soprattutto non possono impedirci di provare comunque a volare. Una ballad, ma con carattere, chiude la versione standard di Resurrection. Forse non un pezzo originalissimo, né per tematiche né per arrangiamento, ma mi emoziona parecchio. Altro candidato come prossimo singolo.
★★

La versione Deluxe è composta di 5 brani, di cui uno però è una bonus track per iTunes.

Other Side of Crazy
Un pezzo rock abbastanza duro, ma comunque sensuale, molto adatto alla voce di Anastacia. Non mancano dei passaggi vocali interessanti ma mi aspettavo qualcosa di più e nel contesto il brano non sembra originalissimo.
★★

Oncoming Train
Seconda traccia Deluxe che fa uscire fuori alcune vene soul della cantante. A me inoltre ricorda le sigle di 007, quella femminilità, sensualità ma con classe che ad esempio troviamo nei pezzi di Shirley Bassey.
Un brano sicuramente potente, anche vocalmente, ma in cui si avverte una certa malinconia. 
★★

Resurrection
Lo dico subito: non mi piace quando il brano che riprende il titolo dell'intero album, viene messo nella versione Deluxe. Tra l'altro questa canzone suona bene come apertura del disco tanto che l'avrei messa per prima. Una ballad con una buona radiofonicità, e con un bell'arrangiamento incalzante. Sarebbe bello vederlo come singolo nei prossimi mesi.
A me piace davvero molto la fine, quando la voce di Anastacia esplode per incontrare il suono di un carillon. C'è energia ma anche un filo di tristezza.
★★

Left Outside Alone, Part 2
Anastacia ripesca un brano del 2004 dall'album omonimo per smontarlo dalle sonorità più pop e R&B e farne una ballata. E se vocalmente la canzone mi piace, l'arrangiamento trovo non centri nulla.
Dirò una cosa brutta: a me quella base sembra adatta per un ballo da sala, tipo un valzer lento o un tango.
★★

Underdog (iTunes bonus track)
Il "perdente in partenza", cosa vera solo se sottostiamo noi stessi o ci facciamo abbattere da coloro che non credono in noi. E' questa la sintesi estrema del brano che chiude l'intero disco. Una traccia ancora una volta molto rock e che mette voglia di scatenarsi. Forse vocalmente mi aspettavo uno scatto in più, ma non importa.
★★

In sintesi, trovo che sia proprio un bel progetto nel suo insieme, con un largo range di emozioni e con brani ben fatti. Qualora voleste, a questo link potrete scaricare l'album.
Io credo di aver detto tutto, lascio la parola a voi qualora abbiate già sentito l'album, e mando un in bocca al lupo ad Anastacia, che so che mi legge. 
A presto!


{La Poraccitudine #15}
Speciale Elezioni Europee

Quest'anno, in via speciale, le elezioni Europee si terranno dal 22 al 25 Maggio, e non a Giugno, come cinque anni or sono.
Ora, non è che voglia impantanarmi nel guado di polemiche che ne è nato, però diciamo che ognuno porta l'acqua la proprio mulino. Peccato non ci si trovi sempre Antonio Banderas che ti pucci il cornetto.
Noi al massimo troviamo una Giorgia Meloni che si fa tronare di Photoshop per sembrare un po' più figa, e poi invece mi dicono che c'è chi punta sulla multimedialità creando un vero e proprio video -dedica.
Un nome a caso?
Alessandro Cecchi Paone, che nessuno sapeva fosse ancora a piede libero.
Logica vuole che quando ti candidi per delle elezioni, non lo si fai mica per amore della propria nazione, dei propri ideali, delle ferme convinzioni che ci spingono a lottare e a dar voce alle esigenze del popolo.
No, lui ha deciso di candidarsi e lo fa per amore di gente a caso i quali disconoscono la sua esistenza.
Da Papa Francesco, a Steve Jobs, buon'anima, passando per Silvio Berlusconi, financo sua moglie.
Sì Simona, pure 'sta moglie, che mi sembrava ormai dimenticata dopo la ventina di articoli che vedevano Cecchi Paone slinguazzarsi un toy boy. #einvece
Per chi non lo avesse ancora visto ecco il video.


Alessandro, per l'amor di Dio

S.L.U.T | Aprile '14


Altro mese finito, altro S.L.U.T., questa volta non senza fatica, ché se Levante canta
Che vita di merda!!
io ne ho fatto, mio malgrado, un motto di vita.
Ma questa è la rubrica più buonista di tutto il cucuzzaro e serve proprio a ricordarci quanto di positivo comunque ci circondi, anche in piccole cose.
Ho scordato di dirlo l'altra volta, ma se avete suggerimenti, domande, insulti o triccheballacche io sarò lieto di accoglierle.
Iniziamo!





Random 
I got the power!

In questo periodo, dove gli impegni si susseguono e multitasking è riduttivo, io mi ritrovo anche abbastanza spompato, non solo la sera, ma anche dopo aver dormito 12 ore consecutive. Però ci sono attimi della giornata in cui, per arcani motivi, rifiorisco e mi sento energico e volitivo ( ma da dove mi vengon fuori 'ste parole?!). 
Non so come spiegare, ma è come passare dalla seconda alla quarta in un nano secondo. Un'esplosione di energia che parte da dentro e non è acidità di stomaco.
Ché, tra l'altro, all'inizio non ci facevo caso e magari mi ritrovavo senza rendermene conto, in faccende affaccendato. Poi ho iniziato a capire e mi son sentito tipo Dottor Jekyll e Mr. Hide. Purtroppo non riesco a controllare la cosa, quindi quando arriva, arriva.
Ditemi che non sono strano vi prego.

Food
Viviverde Coop - Muesli Croccante biologico
Parlare di cibo dopo le feste pasquali è come parlare ancora a bocca piena, ma di aria non si vive; così vado ad aprire gli stipiti della cucina e ci trovo loro
Conteniamo 375 gr
Costiamo sangue di Papa, ma in offerta ci trovi a 1.99€
Apro, assaggio e resto sorpreso. 
Buoni, croccanti al punto da non spaccarti una gengiva, non troppo stucchevoli e ma saporiti. Ci sto facendo colazione ( roba rara per me che al mattino voglio solo vomitare), merenda ma anche spuntini vari.  
So che esistono due varianti: questa che ho provato, con uva passita, cocco e banana liofilizzata, e una con frutta, che non credo proverò. Io non bevo il latte, per principio e perché mi fa male, quindi li mangio asciutti a uso criceto, e son molto buoni lo stesso.
Di Viviverde avevo provato solo la linea cosmetica, anche questa "bio", ma pare ci sappiano fare.

Daily Moment
22/23:00

Chi vive in famiglia può capire cosa intendo. L'esatto momento in cui tutti vanno a letto o sono usciti e in casa senti solo il ticchettio degli orologi e niente altro. Quell'esatto momento in cui ti rendi conto che la casa è sprofondata in un silenzio che sa di vuoto, e puoi rilassarti.
E la cosa straordinaria è che non hai nemmeno ancora sonno.
Io ho adorato e bramato quegli istanti e  ho dedicato quell'oretta prima dell'abbiocco serale soprattutto a guardare le mie serie tv e a ascoltare musica nuova, ma mi dicono ci sia gente che sfrutti quel silenzio per studiare. Io ci ho provato e ci sono anche quasi riuscito, ma ho capito che non fa per me.

Yankee Candle
Champaca Blossom

Un profumo fiorito, che sa di fresco e di pulito, molto delicato. Forse non molto persistente nell'aria, ma carino al punto tale da poter tenere il brucia essenze acceso a  lungo. A me rilassa pure.
La Champaca dovrebbe essere una specie di magnolia, ma non saprei dire se somiglia davvero al profumo delle magnolie che stanno sbocciando. Forse non ho mai visto una magnolia in vita mia.
Io ormai sono lanciatissimo in queste Yankee fiorite, se ne avete da consigliare sarò felice di provarne altre.

Tech
The Sims™ Gratis

Non credo che al mondo esista qualcuno che non abbia sentito parlare di The Sims, il videogame per pc in cui crei un omino, lo vesti, arredi la sua abitazione e poi lo fai interagire con altri sims. Il problema è che dopo un po' diventa una palla e finisce che ti diverti di più a crackare il gioco piuttosto che giocarvici
Però ne ho trovato una versione che mi sta entusiasmando. E' in pratica l'applicazione per cellulari, sia Android che iOS, che ricalca il gioco per computer ma in maniera semplificata ma a mio avviso più interessante. 
Vi sono diversi livelli che si sbloccano man mano che porti a termine le diverse mansioni, ed ad ogni livello si aggiungo nuove funzioni e nuovi oggetti. Inoltre la città stessa si espande perché non solo si aggiunge un'altra isola, ma è un gioco in rete, per cui collegandolo a Facebook si può interagire con i sims degli amici. La cosa che apprezzo di più è che non ti tiene attaccato morbosamente al telefono, perché vi sono mansioni che richiedono anche delle ore, per cui riesci a non perdere troppo tempo. Ottimo per quando sei in fila alla posta o quando stai sulla tazza.

TV Show
Devious  Maids Season two

Ne avevo parlato nell'ultimo #backtoseries, quando per me era appena una scoperta, ma col tempo è diventato un crescendo di adorazione. 
In questa seconda stagione appena iniziata si sono già aggiunti nuovi personaggi e nuove storie, ma la cosa che apprezzo è che mi faccia ridere. Io non ho mai amato gli show che "devono far ridere" tanto da avere le risate registrate in sottofondo, ma con questo mi viene spontaneo, perché è proprio la caratterizzazione dei personaggi a risultare comica. Apprezzo pure il fatto che non manchino i momenti seri e commoventi, senza che questi risultino pietosi. Vedremo come continua.

Beauty
Le erbe di Janas, Henné tono freddo e Katam
Che io adori questa marca di erbe è noto, soprattutto perché, oltre ad avere un buon potere colorante, creano una pasta molto cremosa e non cola o sporca. Succede che il giorno prima di Pasqua mia madre non trovi in negozio la sua tinta chimica abituale, così mi chiede di farle l'henné. Inizio con l'henné tono freddo mischiato con acqua calda e aceto, lasciato a ossidare un paio di ore e tenuto in testa 3 ore abbondanti.
Il risultato speravo fosse un rosso ciliegia, ma vien fuori un rosso carota che, su una signora che ha superato la 50ina e dalla pelle olivastra, fa un po' gattara.
E mentre lei va in panico, io intanto impasto il Katam con acqua calda e una punta di bicarbonato. Glielo spiattello in testa, lo tiene circa 2 ore e il risultato è un bel mogano omogeneo. La cosa più entusiasmante, oltre a salvare mamma dal mettere una parrucca, è stata la consistenza dei cappelli, che hanno ripreso corpo e volume. 

Fashion 
Cardiganz

Questo è di Zara, comprato eoni fa.
A volte li stiro.
La mia risposta a questo tempo confuso e infelice, è e sarà sempre una sola: cardigan. Io adoro 'ste giacchette da nonno in pensione, e per la mezza stagione sono l'ideale da mettere su o da togliere a seconda delle esigenze. Mi è anche capitato di arrotolarli e farne una sorta di sciarpa, quando magari non fa freddo, ma tira quel venticello che il giorno dopo ti fa svegliare senza voce. Ne ho alcuni, di diversi marchi, stili e colori, ma ne voglio ancora e ancora.

Spero di essere stato più breve dell'altra volta, ma riassumere un mese intero mica è facile, seppur per categorie sceme. Ho tolto la musica, per il semplice fatto che ne parlo già abbondantemente.
Per il resto, fatemi sapere le vostre cose belle del periodo.
A presto!

Io sono tu (2013)

E se Come ammazzare il capo... e vivere felici si è rivelato una mezza ciofeca, un'altra commedia, dello stesso regista, che ho avuto modo di vedere è Io Sono tu.

Titolo originale: Identity Thief
Durata: 85 min
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Genere: commedia
Regia: Seth Gordon

Sandy Bigelow Patterson vive felicemente con sua moglie, in dolce attesa, e le sue due bambine. 
Certo, un nome da donna non ti rende la vita facile, ma Sandy è abituato a superare le ilarità che questo può provocare, tanto da aver fatto carriera. Infatti, si trova a lavorare per uno stronzo che lo sfrutta, ma conta di aggiudicarsi una promozione che potrebbe aiutare finanziariamente la sua famiglia.
Promozione che, tuttavia, non arriva; così Sandy decide di unirsi ad altri colleghi, anch'essi vessati dal capo, per creare una nuova azienda.
Fin qui tutto normale, ma la situazione precipita quando, proprio sfruttando l'ambiguità di questo nome, Diana, un'esperta ladra d'identità e non solo, riesce ad impossessarsi delle credenziali di Sandy, soprattutto bancarie, iniziando a spendere tutti i risparmi del malcapitato. 
Seguono così tutta una sequela di avventure che vedono il protagonista impegnato a riportare Diana dalla Florida in Colorado, per farla confessare davanti alle autorità. Un viaggio affatto semplice, considerando che la donna è invischiata in altri malaffari, ma che farà uscire fuori il vero carattere della ladra: non una sociopatica, ma una donna sola in cerca di conferme e amore.
Una commedia carina in grado di strappare qualche risata, condita dai classici buoni sentimenti che gli americani non disdegnano mai. Gli attori sono adatti nei loro panni, specie quella patatona di Melissa McCarthy, ma non troviamo dialoghi davvero brillanti e l'originalità non è al top.


Voto 6





P_laylist #5

Torna a distanza di più di due mesi la rubrichetta che raccoglie i pezzi più ascoltati dal sottoscritto, con lo scopo recondito di condividere e di far conoscere qualcosa di nuovo, si spera.
A dire il vero non c'è molto di nuovo, perché ciò che passa in radio non ha attirato l'attenzione del mio sistema uditivo.
Ma il virtuoso richiamo della musica non può placarsi facilmente per cui ho colto il momento e mi sono aggiornato un attimo su alcuni cantanti che conoscevo per nomea o per un vecchio album, ma che avevo abbandonato nel dimenticatoio. E in certi casi ho fatto anche bene.
Ho riscoperto Adam Lambert, il quale quale ha pubblicato un album del 2012 che non conoscevo.
Ho scavato un po' nella discografia di Birdy, per me inedita non fosse per i singoli; sto ascoltando i nuovi lavori di  Lea Michele, quella col nasone che fa Glee, dei The Fray e di Christina Perri.
E, infine, ho ripescato Imany, per pura curiosità, e l'ultimo dei One Republic.
Starete pensando che ho gusti strani, ma a mia discolpa posso dire che salvo circa un paio di brani pro capite fra tutti i citati. 
Se volete magari se ne parla, se qualcuno vi incuriosisce particolarmente.
E soprattutto si accettano suggerimenti.
Comunque, come vi dicevo poche hit, ma giusto perché ci hanno tartassato. Tipo con Can't remember to forget you, del duo culonico Shakira e Rihanna.

che ormai te la ritrovi anche ai bagni agli autogrill. Però devo ammettere che l'insieme funziona, e nel video sembrano due gnocche. Peccato poi arrivi Shaky e inizi a far finta di suonare la chitarra, e la mia eterosessualità torna nel suo angolo buio.
Altro successo quello di Stromae con Tous Les Mêmes, benché non ami e non conosca una cippa di francese, ma evidentemente i massicci passaggi in radio sortiscono effetti sul nostro subconscio.

Finito con i pezzi del momento tocca ai brani della serie "Sconosciuti e un po' sfigation che ascolta solo Pier".
Primo Jon Foreman con In My Arms.
Forse qualcuno lo conosce come componente dei Switchfoot, o forse nessuno lo conosce. Poco importa, io amo questi pezzi lenti, voce e chitarra, pochi fronzoli.
E sempre senza fronzoli ma forse un po' più nota è Ingrid Michaelson con I'm Through, brano che io trovo di una dolcezza incredibile, con una vena di malinconia che l'attraversa.

Questa stessa sensazione la provo ascoltando la cover di You Were Always On My Mind, brano originariamente di Elvis Presley ricantato in questo caso da Keaton Henson. Lui però sconosciuto anche a me, infatti l'ho beccato per caso.

Comunque non mi sono fermato solo a pezzi che hanno il brio di un funerale. 
Ad esempio ho apprezzato molto una partecipante di The Voice UK di quest'anno, arrivata seconda. Lei si chiama Christina Marie, ed ho apprezzato particolarmente una cover di Fix You, dei Coldplay.
Immagino che alcuni dei puristi del gruppo storceranno il naso, tuttavia credo sia comunque una bella e diversa interpretazione femminile del pezzo, poi lei di voce ne ha parecchia.
E direi che mi fermo qui. 
Voi che ascoltate per adesso? Fatemi sapere se vi piacciono questi brani e se volete sapere di più dei cantanti che ho nominato poco fa.
A presto!



{Aggiornamento #21}
Consapevolezza

Buon pomeriggio carissimi.
Sembra ieri che il pesantissimo Marzo sia finito e invece siamo già a metà Aprile. Ché fosse continuato vi sareste trovati un thailandese che pubblica sconcezze al posto mio.
Un mese tumultuoso per la moltitudine di cose da fare, soprattutto pratiche per l'università. Del tipo che in tre giorni ho fatto più di 150km in macchina, che se per voi non sono poi molti, per me son parecchi, e senza contare la quantità di strada percorsa a piedi che credo superi le 20 miglia.
Vi ho raccontato edulcoloratamente la prima parte della disavventura col tirocinio, presto arriverà la seconda, ma, come potete immaginare, è stato anche peggio.
Ora magari ci si ride ma è stato estenuante, e siamo ancora ai primi passi. Vedrete il seguito se vi va.
Ed estenuante è stata anche l'instabilità climatica, ché marzo pazzerello, vaffanculo punto e basta.
E se Aprile sembrava potesse rappresentare la delicata metafora di una nuova fioritura, in realtà si è rivelato una steppa secca e arida.
Il mese si è aperto con 36 ore di passione influenza, sparita così, che manco il mago Silvan.
Poi è continuato con attacchi di insonnia, mai avuti in 24 anni.
Ma, non paghi, non ci siamo fatti mancare ulteriori impegni con la family, fra visite e compleanni, e, sempre come per magia, una travolgente sonnolenza pochi giorni più tardi.
E, non possiamo dimenticare lo studio, che non manca mai anche a pochi mesi dalla laurea.
Il mio stato d'animo in tutto questo?
Pressapoco così

Ma non c'è fine al peggio. Volete un esempio? La prova costume!
Voi siete pronti? Qui meno di un mese e l'ora del giudizio scoccherà inesorabile.
Io non sono pronto, o meglio mi gonfio e sgonfio a mò di fisarmonica in base al tasso di stress e di pacchi di patatine contenuti in dispensa. Ho rispolverato lo step, giusto perché è l'attrezzo che mi ritrovo in casa e giusto perché voglio sentirmi psicologicamente atletico, ma se ci son salito 3 volte, esagero.
Ma voi come state? Che mi raccontare di nuovo?
Avrete notato quanto poco sia presente anche sui vostri blog, ed adesso sapete anche perché. Aggiungeteci pure che il browser del mio pc continua a bloccarsi ogni 30 secondi per ragioni ignote, per cui anche ragioni tecniche mi impediscono maggiore disponibilità.
Spero comunque di continuare con le mie solite rubriche Sono contento abbiate apprezzato S.L.U.T, che per me è proprio un esercizio per guardare indietro e non vedere sempre tutto nero. Tornerà, preparatevi!
Devo anche ringraziare alcune persone che comunque hanno pensato a me e a questo spazio, per alcuni premi.
Intanto Barbara di Cose che capitano solo a me per il Versatile Blogger Awards e Misantrophia per Boomstick Award. Non ho risposto con dei singoli post semplicemente perché ho già vinto questi premi, ma sono sempre lieto di essere nominato.
E, a proposito di nomination, la cara Nabiki mi ha scelto per gareggiare come rivelazione dell'anno ai suoi Nabikini d'Oro. Il 29 aprile scopriremo i vincitori.

In questo ginepraio, aggrovigliato e contorto ma superabile, credo che il carico maggiore sia stato prendere consapevolezza di certe cose. Ché la consapevolezza è una nostalgica strada a senso unico che ti fa rimpiangere di non aver svoltato a sinistra verso l'ignoranza, o meglio verso la noncuranza.
Ma si continua a camminare.





Misadventures of an Imperfect Pier(ef)fect #4
Memorie di un laureando (Prima Parte)

Nella vita dello studente ci si scontra con una infinita serie di difficoltà.
Spesso è la scelta della strada da percorrere, altre volte è una materia che ci da del filo da torcere, altre ancora è magari quel professore che, per ragione ignote anche ad Adam Kadom, continua a rimandarci all'appello d'esame ancora e ancora e ancora. E' una vita, quella dello studente, costellata di gastriti, notti insonni, occhiaie voraginose e spasmi sparsi per tutto il corpo.
Ma c'è uno scoglio che accomuna ogni singolo studente presente sul territorio italiano.
La montagna più ardua e ignota da scalare, con l'aggravante di essere uno degli ultimi e necessari passi per prendere il sudato pezzo di carta.
Il momento in cui pensi che forse sia meglio mollare tutto e andare a ballare nella pubblicità della Pittarello Rosso con Simona Ventura, che tanto pure con una gamba di legno sembri più sciolto.
Questa trave nell'occhio è meglio nota con 2 esatte parole:

Tirocinio Formativo


Se adesso la vostra espressione è pressappoco simile a questa 

allora credo possiate capire il livello di disagio a cui faccio riferimento.
Ovviamente anche a questa povera e prostrata anima che vi scrive ha dovuto espletare la questione, o meglio sta cercando di espletarla considerando che finora il tutto si è risolto in un flop.
Accade che verso la fine di Marzo decisi che era ora di sbrigare le pratiche del tirocinio, che, fra tesi da preparare, esami da dare e casini che certamente sorgono all'ultimo istante, è meglio non rimandare ancora. Ovviamente come asserivo, la questione è ammantata di mistero perché non esistono fonti certe a cui attingere, ma solo voci di corridoio avvolte in una fitta coltre di nebbia e puzza di sudore, che nelle facoltà non manca mai.
Succede però che riesco a scoprire tramite una collega il nome, l'orario di ricevimento e persino l'aula della professoressa che supervisiona gli stage. Anzi, forse è meglio dire che li guarda da lontano, distrattamente e giusto perché non ha altro da fare. Ma comunque un bel mattino decido di recarmi da lei per avere maggiori informazioni, ma è un incontro molto sfuggente considerando che la responsabile quel giorno sembrava avesse finito lo Xanax. Inizia a lanciarmi contro più di quarantacinque parole al secondo, miste a domande e saliva che a stento riesco a schivare a uso Nemo di Matrix.
Riesco a capire che devo scaricare e stampare dei moduli e scegliere un ente da un elenco di convenzionati, contattarlo, chiedere se ci sono posti disponibili; se la risposta è affermativa completare, i moduli con i dati e l’obiettivo del tirocinio e poi tornare da lei per concordare gli orari.
Mi scappa un  
che cazzo ti pagano a fare se devo fare tutto io?
 ma ho paura, quindi sorrido, ringrazio, annuisco e scappo.
Tornato a casa recupero l’elenco delle convenzioni, ovviamente scarno, senza alcun numero di telefono o indirizzo, ma scorgo il comune del mio paese.
Facile, veloce e soprattutto a due passi.
Ora, chiariamoci, io sono uno studente di relazioni internazionali ma ovviamente mica mi aspettavo di ritrovarmi di punto in bianco all’ONU a discutere su che posizione prendere con Putin in Ucraina.
Contavo, al massimo di fare qualche fotocopia per quelli dell’ufficio anagrafe o andare a casa di ottuagenari con gli assistenti sociali ( storia realmente accaduta).
Il giorno seguente, quindi, sono andato al municipio in cerca di qualcuno che potesse avviare la pratica.
Ovviamente deserto, ma riesco a braccare una tizia che sembra passare lì per caso. 
Spiego la questione, mi guarda come i gatti che attraversano la strada e non sanno se vuoi farli passare o ritrovarteli sul parafanghi, ma alla fine cede e mi indica la stanza della responsabile.
Qui....

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