Sono un po' restio a fare recensioni di scritti di ogni tipo.
Semplicemente perché non ne ho le competenze.
E senza contare che se chi mi legge facesse altrettanto, verrei miseramente abbattuto tipo terrorista.
Poi però Maris mi ha fatto leggere il suo racconto, ed essendo un'amica mi son sentito più a mio agio nel poter dire ciò che penso.
Maris ci conduce trasversalmente attraverso le emozioni di Nadia, una giovane donna la cui serenità presente è stata messa in crisi da un evento particolare.
Infatti la cugina Nicoletta, alla quale Nadia è legata in maniera speciale fin dall'infanzia, deve sottoporsi ad una delicata operazione.
La protagonista non esita un istante, e appena viene a conoscenza della situazione, salta su un treno che la riporterà nella terra natia. Un viaggio che spingerà la sua memoria in posti del passato, in momenti della vita che hanno segnato i suoi ricordi, che si susseguono come le immagini che scorrono sul finestrino di un treno in velocità.
Dall'infanzia all'adolescenza, fino all'attuale, un flusso continuo che finisce per coinvolgerci ed emozionarci, anche perchè i ricordi di Nadia sono forse un po' simili ai nostri ricordi.
Maristella si è messa alla prova per la prima volta creando un racconto, fluido, coinvolgente, e leggero ma non per questo privo di spunti di riflessione e con momenti di vera emotività.
Personalmente credo che possa essere anche un buon prologo per un proseguo, magari per un intero romanzo. Oltretutto già nel racconto ci sono parti che si prestano ad essere sviluppate e che potrebbero farci affezionare ancora di più al personaggio di Nadia.
Il racconto si divide in base ai diversi ricordi, effetto voluto, ma avrei preferito che i ricordi si intrecciassero e fondessero ancora di più, diventando un flusso costante.
Considerazioni personali a parte, questo comunque è solo un dei primi passi di Maris, a cui auguro un lungo cammino su questa strada. Sono felice che abbia avuto il coraggio di esporsi ai riflettori che purtroppo o per fortuna non sono sempre positivi, perchè ne vale la pena visti i risultati.
E ringrazio Maris per avermi consentito di trascorrere questa piacevole oretta a leggere il suo racconto.
Ti auguro - visto che so che leggi - di assorbire tutto quanto dalla vita, e di continuare a crescere e scrivere e migliorarti. Prendi il meglio da tutto, fallo tuo, e continua a pubblicare i tuoi racconti e a metterti in gioco se è questo il percorso che vuoi intraprendere, che magari un giorno arriverà qualche bella soddisfazione.
Un abbraccio.
Potete trovare altre info de Il viaggio di Maristella cliccando qui.
Semplicemente perché non ne ho le competenze.
E senza contare che se chi mi legge facesse altrettanto, verrei miseramente abbattuto tipo terrorista.
Poi però Maris mi ha fatto leggere il suo racconto, ed essendo un'amica mi son sentito più a mio agio nel poter dire ciò che penso.
Il viaggio
Infatti la cugina Nicoletta, alla quale Nadia è legata in maniera speciale fin dall'infanzia, deve sottoporsi ad una delicata operazione.
La protagonista non esita un istante, e appena viene a conoscenza della situazione, salta su un treno che la riporterà nella terra natia. Un viaggio che spingerà la sua memoria in posti del passato, in momenti della vita che hanno segnato i suoi ricordi, che si susseguono come le immagini che scorrono sul finestrino di un treno in velocità.
Dall'infanzia all'adolescenza, fino all'attuale, un flusso continuo che finisce per coinvolgerci ed emozionarci, anche perchè i ricordi di Nadia sono forse un po' simili ai nostri ricordi.
Maristella si è messa alla prova per la prima volta creando un racconto, fluido, coinvolgente, e leggero ma non per questo privo di spunti di riflessione e con momenti di vera emotività.
Personalmente credo che possa essere anche un buon prologo per un proseguo, magari per un intero romanzo. Oltretutto già nel racconto ci sono parti che si prestano ad essere sviluppate e che potrebbero farci affezionare ancora di più al personaggio di Nadia.
Il racconto si divide in base ai diversi ricordi, effetto voluto, ma avrei preferito che i ricordi si intrecciassero e fondessero ancora di più, diventando un flusso costante.
Considerazioni personali a parte, questo comunque è solo un dei primi passi di Maris, a cui auguro un lungo cammino su questa strada. Sono felice che abbia avuto il coraggio di esporsi ai riflettori che purtroppo o per fortuna non sono sempre positivi, perchè ne vale la pena visti i risultati.
E ringrazio Maris per avermi consentito di trascorrere questa piacevole oretta a leggere il suo racconto.
Ti auguro - visto che so che leggi - di assorbire tutto quanto dalla vita, e di continuare a crescere e scrivere e migliorarti. Prendi il meglio da tutto, fallo tuo, e continua a pubblicare i tuoi racconti e a metterti in gioco se è questo il percorso che vuoi intraprendere, che magari un giorno arriverà qualche bella soddisfazione.
Un abbraccio.
Potete trovare altre info de Il viaggio di Maristella cliccando qui.






