CercamiComeQuandoeDoveVuoi #3

La rubrica sulle chiavi di ricerca è quella che mi scagazzo di meno. 
Non so perchè, ma mi ritrovo sempre a farla dopo mesi.
Non che con il resto sia molto più costante, ma giuro che torno.
Comunque questi post restano quelli con più distanza l'uno fra l'altro.
Forse perchè temo di non avere chiavi interessanti, ma invece no. C'è sempre un povero sventurato che non sa digitare una frase di senso compiuto sulla tastiera.
Dubbi amletici che turbinano negli anfratti più remoti di menti irrequiete.
E io, che ora ho trovato un momento di respiro, sono andato a cercarli.
Volete degli esempi?
Eccoveli. 

  • Saper dire vuoi kiwi
    Alcuni non sanno farlo. E nemmeno scriverlo.
  • A quale cantante assomigli di più? io non assomiglio a nessuno
    Mi spiace per te.
  • Antonella clerici e il botulino
    E' una brutta storia, non credo tu voglia saperla.
  • Bacio di link alta definizione
    Bravissimo Link, lo ammiro da quando ancora non c'era internet.
  • Belen si tira la figa
    Sì, è un nuovo sport.
  • Camicie antiche telefilm elisabetta
    ???
  • Cenare con patate e peperoni può essere pesante?
    Dipende. Se fanno da ripieno a un cinghiale arrosto magari sì.
  • Christina aguilera antipática
    Anche a me sta sul culo.
  • Ci somigli
    Grazie!
  • Com'è stata l'intervista di tiziano ferro alle invasioni barbariche
    Guardala e vedi.
  • Cosa significa l'amore nelle canzoniE' un modo come un altro per far successo. Come il tiro della figa.
  • Frutti succosi con buccia dura
    Biricchina/o!
  • Il passato non puo' piu' ferirtiDipende. Se la sera hai mangiato patate e peperoni, può, eccome.
  • La nonna di peter muore
    Grazie per avermelo ricordato.
  • Lettera lasciami il tuo numero cosi vedo la tua voce se sei come questi sms scusami di nn aver la mia lasticità ho i miei pensieri
    Una supercazzola, non c'è altra spiegazione.
  • Oddio non c´avevo pensatoNemmeno io.
  • Pretty little liarsi 3x13 da cosa sono vestite?Me lo chiedo ancora. Ed anche loro se lo stanno chiedendo.
  • Si po mettere pantaloni di pelle per la seraBasta che non ti veda nessuno.
Credevo che con questo le chiavi di ricerca più interessanti fossero terminate, ma invece è arrivato il mio attuale eroe a risollevare la situazione.
  • Se qualcuno non ti caga più sti cazzi
Chiunque tu sia, sappi che adesso sono io che cerco te. 
Scrivimi, commentami, twittami, contattami in qualsiasi modo tu voglia, ma ti prego sposami.

E le vostre chiavi di ricerca? Le avete guardate ultimamente?

La Giornata Mondiale della Poesia

Oggi è la Giornata Mondiale della Poesia.
E voi direte 

Sì, ormai fanno anche la giornata mondiale delle vene varicose e quella delle sveglie in ritardo.
Ed effettivamente é una contestazione che ha ragione d'essere.
Però questo evento mi ha colpito particolarmente, forse per il semplice fatto che sono totalmente incapace a scrivere poesie, a ricordare le regole degli endecasillabi e le millantamila figure retoriche, a creare una rima baciata.
Succede che se devo scrivere in prosa, anche se dimentico qualcosa, la mia mente é in grado di produrre continuamente nuove frasi, magari migliori della precedente, con un costrutto più scorrevole.
Se invece tento di creare dei versi, la mia mente dimentica e basta. 

E qualora provassi a ricostruire una frase, sarebbe solo un regredire a versi sconnessi e semplicemente brutti.
Ammiro chi ha il dono di comporre, e immagino non sia facile da coltivare.
Anche chi scrive canzoni, secondo me è un poeta.
Certo, basta che il testo non si limiti a dire che il dj mette la musica mentre tutti ti guardano e Britney è una ragazza dai costumi lascivi.
Comunque accade che un giorno provo anche io a srivere una poesia.
Era la notte del 22 settembre 2010 e la mia mente ha partorito pochi banalissimi versi.
Ricordo che ero a letto, e ricordo anche i pensieri che giravano per la mia testa. 
Mi sentivo come su una barca, in mezzo ad una tempesta, con molte insicurezze da dissipare.
Pubblicai la mia poesia fra le note del mio profilo Facebook, come una sorta di Easter Egg. 
Volevo rendere pubblico il mio pensiero ma al tempo stesso speravo che nessuno mi leggesse. 
Forse perché più che un parto era stato un aborto spontaneo.
Comunque visto che questo è il luogo in cui raccolgo i miei pensieri, ho deciso di ripubblicarla qui.
Rileggendola mi rendo conto che qualcosa è cambiato in me. Ho imparato a vivere con i piedi più saldamente per terra ma sono convinto che ci siano parti di noi che non cambieranno mai.

Eppure ancora insegue
e sfugge
come alla lucente Luna
il suo volto più oscuro,
come onde sorelle
spinte da remote maree
e nubi da invisibili venti di tempesta,
stagioni di un anno ignoto
fatto di giorni passati ed acerbi
in moto perpetuo.
Eppure ancora Speranza insegue
i fatui fuochi di Felicità

Sunshine Award

Buon salve a tutti.
Capisco bene il rammarico per la mia perdurata assenza e me ne scuso. La causa non è una mia prematura dipartita, ma il semplice fatto che in questi giorni non mi fermo un attimo. 
Stavo giusto per narrarvene ma mi son reso conto che anche le mie dita sono logorroiche e non smettevano di pigiare tasti. 
Questo mi fa capire che la voglia di scrivere batte ancora da qualche parte dentro di me, ma il tempo mi sta col fiato sul collo come un vecchietto in fila alla posta. Quindi farò un altro post con tutta calma per parlarvi un po' dei cavoli miei.
Per il momento vi basti sapere che sto bene, sono vivo. 
Voglio riprende a scrivere, dedicare uno spazietto della giornata al blog e il modo più pratico al momento è quello di riprendere con post semplici che prima o poi avrei voluto fare, ma che da sempre rimandavo perchè boh.
Il primo è un post di ringraziamento di massa.
Tempo fa, e con "tempo fa" intendo mesi fa, infatti un po' di gente mi ha omaggiato del Sunshine Award.
Devo ringraziare in particolare in ordine sparso e sperando di non scordare nessuno kermitilrospo, Erika, Martina, Romeo e Matteo.
Tutta bella gente che ringrazio, che perdonerà il mio ritardo, e che se non conoscete, potete andare a visitare.
Avrei voluto spiegarvi il senso del premio, ma non ho trovato nulla. Però, anche se non sembra, oggi è il primo giorno di primavera, quindi mi sembra azzeccato. E poi, egocentria portami via, è un modo per conoscermi ancora meglio.
Il premio consta di tre regole:
  • scrivere un post dedicato al Premio,
  • taggare 12 i blog che desiderate,
  • rispondere alle domande seguenti.
Al primo punto sto rispondendo tutt'ora. Riguardo invece il secondo punto ho deciso di non taggare nessuno perchè so che il premio è già girato, ed è arrivato il momento di spezzare 'sta benedetta catena, prima che diventi una camicia di forza.
Il terzo punto invece è quello più interessante per gente pettegola come me. Ecco le domande.

Colore preferito.
Blu, o grigio, o nero. sceglietene uno.
Animale preferito. 
Cane, ma anche un lemure sarebbe gradito.
Drink preferito non alcolico. 
Non alcolico?! State scherzando? Come dovrei sopravvivere senza almeno una birra?! Diciamo acqua frizzante.
La tua passione? 
Ascolterei musica dal mattino alla sera, e impazzisco se perdo le mie serie TV.
Numero preferito? 
20
Preferisci Facebook o Twitter? 
Twitter per cazzeggiare, Facebook per questioni personali. Nessuno dei due per avere una vita sociale.
Preferisci ricevere o fare regali?
La questione è contorta. Riceverli mi fa sentire in obbligo, e ho sempre paura che la mia espressione possa tradire un "ma che è 'sta merda?!?!" se il regalo non è gradito. Farli mi mette ansia per paura che non piaccia, ma al tempo stesso piacere per aver cercato qualcosa che possa essere gradito.
Modello preferito. 
Nessuno in particolare. Basta che non sia troppo tirato a lucido e sappia parlare in maniera grammaticalmente corretta una lingua qualsiasi.
Giorno preferito della settimana.
Uno a caso in cui posso stare in casa, da solo, a grattarmi la pancia all day long.
Fiore preferito.
Sono scarsino in floricoltura ma direi i dente di leone. Oltre alla bellezza dei peletti bianchi che da bambini tutti facevamo volare soffiando, è una pianta bella anche quando fiorisce, ha proprietà mediche, ma soprattutto, come le cose più belle, cresce spontaneamente.

Non è finita qui. Infatti alcuni bloggers hanno avuto la brillante idea - e giuro, non sono sarcastico, mi piace sul serio - di aggiungere alcune domande a loro piacimento, quindi risponderò ancora.
Martina chiede:
Quante sono le tue ore di sonno ideali?
Più sono meglio è, come i casi umani da Barbara D'urso. Direi fra le 8 e le 10 in media.
Qual è la tua posizione rispetto alla religione?
Non sono credente, anche se lo sono stato. Credo che le religioni siano il conforto che l'uomo si è creato, non un uomo necessariamente ignorante, quanto piuttosto un uomo che non si pone molte domande. Discorso lungo. Diciamo che se c'è un Dio, non mi sta ascoltando.
Cosa ti fa arrabbiare più di ogni altra cosa?
Non essere preso in considerazione, non essere ascoltato, ma magari sminuito o essere considerato ancora un bambino. Anche il cellulare che cade per terra mi fa incazzare di brutto.

Matteo chiede:
Credi nel destino?
Non molto. Credo più nelle scelte mie e degli altri, scelte che portano ad un concatenarsi di eventi. Credo nella fortuna, e vorrei credere nella correttezza delle persone.
Piatto preferito?
Pizza. La mangerei sempre. Meglio se sottile e col bordo croccante.
Qual è il tuo sogno più grande?
Trovare un equilibrio ed essere felice. E non intendo felice solo perchè fidanzato o pieno di soldi, ma anche per una serenità che viene da fuori, da condizioni su cui non posso avere influenza.

Romeo chiede:
Qual è la cosa più importante che vorresti insegnare a tuo/a figlio/a?
Credo l'onestà e di seguire il cuore senza scordare di avere un cervello.
Per cosa vorresti essere ricordato da parenti ed amici?
Devo grattarmi? Non mi sono mai posto la domanda. Spero per ciò che sono, dal cretino che ha una battuta pronta quando tutto va in malora, a quello che si mette a frignare perchè ci resta male per una cazzata.
Qual è stata, o potrebbe essere, la tua più grande conquista?
Non credo ci sia una conquista raggiunta. Se qualcuno crede di aver raggiunto qualcosa probabilmente mente a sè stesso o non ha ancora ben capito che c'è sempre altro, in meglio o in peggio, da conquistare.

Finisce qui un post che doveva essere semplice e veloce. Della serie non ci crede nessuno. Però ci tenevo anche perchè certe domande mi hanno fatto muovere le rotelline arrugginite che ho in testa.
E nulla miei cari, ringrazio ancora chi mi ha premiato, chi mi legge, e vi auguro buona serata.
A presto.

Il giusto valore alle cose

Sono stati giorni frenetici, giorni in cui non ho nemmeno avuto tempo per accendere il pc. Impegni e festeggiamenti per qualcuno che sta compiendo piccoli passi verso il futuro.
Anzi che se lo sta proprio costruendo il futuro.
E una parte di me era particolarmente felice di ciò.
Dall'altra parte invece mi son reso conto di aver finito le parole.
Ci ho messo un po' a capirlo.
Credo accada quando la mente ha troppo a cui pensare e finisce per rubarti le parole di bocca.
E pensare è un obbligo incontrovertibile.
Accade.
Come restare delusi.
Succede ed è praticamente impossibile riprendersi.
A me è successo.
E quando accade non sai mai perchè e come. Non sai cosa sia giusto fare, anche perchè giusto sa essere il massimo comune divisore fra le persone.
Ci sono cose che io ritengo importanti, con un peso, di spessore.
La diretta conseguenza è che certe circostanze scatenano un meccanismo.
Non un meccanismo perfetto.
Non siamo orologi. Due lancette perfettamente sovrapposte non scandiscono sempre le 12 per noi umani.
Ma muoversi è quasi sempre la migliore delle ipotesi, perché movimento è il contrario di atarassia.
E la stasi è la fine di tutto.
Anche se mi ritrovo perfettamente immobile non sono mai in stasi.
Mi muove una forza che non saprei spiegare.
Una forza che non si origina, ma non si esaurisce.
Una forza che ti fa agire e reagire muovendo i passi in ciò che riteniamo giusto.
Parlare ad esempio è una delle cose che ritengo giuste. Raccontarsi, creare un collegamento fatto di vita, vissuta o da vivere. Aprirsi, discutere, litigare, lamentarsi, l'importante è che sia sincero.
L'importante è che sia totale e costante.
Ascoltare, ascoltarsi, sentirsi dentro per capire tutto.
Sé stessi e gli altri. Sentire per sentirsi.
Per far sentire gli altri, pochi altri, parte di noi. E per diventare, noi stessi, parte degli altri.
Sentirsi per dedicarsi dei momenti.
Momenti per evitare che l'ineluttabile dover essere e dover fare scenda su tutto, che faccia esplodere tutto. Noi stessi e le reti che ci circondano.
Ragionare, se e quando serve. Aprire gli occhi.
Inspirare razionalità ed espirare coscienza.
Darsi seconde opportunità, crederci, costruirle non senza l'istinto che ci guida, ma senza affidarci ciecamente all'istinto che ci mente.
Toccarsi, con le mani, col corpo, con gli occhi. Sfiorarsi con un sospiro, assaggiarsi con un bacio.
Fare l'amore.
Viverlo, l'amore.
Io credo in questo e molto altro.
E' diventato il mio scudo, la mia coperta di Linus.
Per altri invece tutto ciò sono sciocchezze di poco conto e altrettanto meno peso.
Io sono rimasto deluso.
Ma forse sono io a non avere ancora saputo dare il giusto valore alle cose.
E alle persone.


Why did you feel the need to prove 
that everybody else was right
No I won’t fight

Aggiornamento #12

Salve a tutti.Mi accorgo solo adesso di quanto corra il tempo e quanto ne sia passato dall'ultimo post che, diciamocelo, era una fetecchia. 
La questione è che sapevo di dover scrivere un po' dei cavoli miei, visto che non lo facevo in maniera più organica da almeno un mese e francamente non mi andava. 
Poi boh, stamane è andata così e digita che ti digita mi son messo a scrivere.
Qui nella Trinacria che mi ospita la vita procede normalmente, in fondo.
Siamo sopravvissuti a questa perturbazione che in teoria avrebbe dovuto lasciarci con le pezze al culo e l'acqua alle ascelle.
E invece, a parte un giorno ventoso e qualche ora di pioggia, l'allerta meteo è stato un grande bluff. Almeno dalle mie parti.
Che te la vuoi buttare Pier?
Ma anche no.
Il clima però è ancora fresco e grigio.
Back in day non è che la situazione fosse esattamente liscia e setosa come un bocciolo di rosa appena reciso dal suo ramo.
Ho distrutto un vaso in un negozio, un vaso orrendo che avevano il barbaro coraggio di vendere a quasi 60 euro, ma che a me hanno fatto pagare solo 30, ovvero il prezzo di acquisto ( anche se credo costasse anche meno). 
Vaso che si trovava ad un metro da me quindi non si spiega. 
Credo abbia tentato il suicidio, questa è l'ipotesi più convincente.
Subito dopo il fato ha voluto giocare con la mia cecità facendoti credere di aver trovato un gratta e vinci vincente da 20 euro.
E invece no, però l'ho capito un quarto d'ora dopo.
Son rimasto con la faccia piena di schiaffi che mi sono autoinflitto, le tasche piene di sassi perché non ho soldi da metterci, e il cuore pieno di vaffanculo da distribuire tipo incenso.
Almeno peró ho superato la fobia di rompere qualcosa in un negozio e tramutarmi in bandiera rainbow dalla vergogna. 
Altro evento ragguardevole è stato dover fare da insegnante di informatica ad una 50 obesa e agorafobica, persona che in teoria dovrebbe plasmare giovani menti ma che invece non è in grado di segnarsi decentemente una password facendoti imprecare in lingue a te finora sconosciute.
Ok, è stata solo una lezione, e non so quale carità umana mi abbia spinto a farlo, ma è andata. 
Ho sorriso, sono stato gentile, ma poi arrivato a casa non ho potuto far a meno di disinfettarmi e farmi togliere il malocchio. 
Queste sono solo un paio, credo che il resto delle situazioni sgradevoli siano state volutamente rimosse dal mio cervello. 
E non posso nemmeno star qui a raccontarvi ogni minima spina che si ficca nel mio fianco, onde evitare che possiate sfancularmi tempo di sbucciare una banana.
A tenermi impegnato, poi, ci ha pensato anche mia nonna, in loop con questioni amministrative post mortem, che non bastano tre persone a spiegarle come e perché, tanto lei ripete sempre le stesse cose, mischiando inesistenti leggi del codice civile e imprecando giustamente contro Monti. 
Classica donna di altri tempi, che non ammetterà mai di portare il lutto visto che è una questione puramente per l'ottica sociale, ma che non esce di casa se non è almeno in total blu notte.
E poi ho una famiglia irrequieta che da sola basta per giustificare le dimissioni del Papa, se solo li conoscesse.
Per il resto son rimasto dedito all'università, come vi dissi, ma mi scoccia discuterne visto che da domani riprendo il semestre con un paio di materie da seguire, sperando di dare un colpo di coda a questa carriera che non è brillata per celerità.
Tutto ciò ha fatto sì che io restassi indietro con i miei serials, e accumulassi tipo 20 film che nemmeno clonato riuscirei a vedere in questo mese.
Insomma se non si fosse capito sono a livello che cambiare burrocacao e tagliare i capelli mi son sembrate esperienze quasi nirvaniche.
La mia vita da blogger invece è diventata piatta nemmeno avessi usato una piastra di Diego Dalla Palma.
Purtroppo, come dico sempre, io mi scoccio dopo poco.
Con le mie cose sono un po' come i bambini con i giocattoli nuovi. Ma la colpa è mia.
E infatti recupererò con qualche novità, che ho intenzione di sottoporvi giusto per dare un po' di vita alla baracca, qualche ricettina, nuovi spunti, spero.
Che tra l'altro di post da fare ne avrei comunque, ma ve l'ho detto, sono su altri lidi con la capoccia. 
Se mi decidessi anche a concludere i cambiamenti alla grafica magari sarebbe cosa buona e giusta.
Ma vi sembro buono e giusto?
Comunque volevo ringraziarvi per la partecipazione e l'interesse per l'intervista a D.
Per me è stato davvero interessante e mi sembra di aver fatto qualcosa di buono, di aver aggiunto un microscopico tassello ad un quadro che meriterebbe questo e molto altro ancora. 
Magari potrei ripetere l'esperienza qualora mi balenasse in mente qualche idea stimolante per me in primis.
Niente miei cari.
La taglio qui altrimenti facciamo notte.
Che poi se penso che la gente muore di fame, cadono meteoriti, siamo nelle mani di nessuno, il Papa si pensiona, arrivano le allergie e le unghie si sbeccano, la mia vita non sembra tanto male.



Segui il tuo cuore e vedrai 
vedrai che allora è tutto chiaro 
e vedrai così lontano 
e vedrai che è tutto vero 
e capirai cosa dicevo 
lasciati andare con me.

Segui il tuo cuore e arrivando alle stelle 
prova a prendere quelle 
nessuna è più stella di me 
e non dirmi ti amo anche tu 
lascia soltanto il tuo cuore 
e vola ancora più su 
vola ancora più su…

Ciao eh, ciao.

Al contrario di quanto molti di voi stessero sperando, non mi sono disciolto nell'etere come un qualunque disco di Ciara.
Diciamo che il mio cervello è su altri lidi in faccende affaccendato.
Che già non so scrivere i titoli, figuratevi adesso.
Ed anche se ho robine da scrivere, non ho voglia di scriverle.
Ma torno, statene certi.
Ho anche poca voglia di leggere visto che da leggere ne avrei per i miei studi.
Almeno per i prossimo 20, 25 anni sarei a posto.
Poi con questa rapidità.
D'accordo, basta minchiate.
Se volete leggere qualcosa, sentitevi liberi di ravanare nel blog. 
Mando un bacione a tutti.
E a presto.

Il passaggio verso l'eternità

Ogni tanto penso a quanto sia vasto il mondo.
Milioni di storie, vite, persone con i loro racconti.
A volte vorrei conoscerli tutti questi racconti.
Sapere cosa si nasconde dietro uno sguardo, un sorriso o un gesto.
Milioni di sogni.
Tutti ne abbiamo, ma c'è sempre qualcuno pronto ad infrangerli, ad abbatterci.
E pensiamo che non siamo destinati a quei sogni, che forse sono troppo grandi o difficili.
Che non fa per noi.
Ma poi c'è chi ci crede e continua a lottare, e va avanti.
C'è chi magari finisce su un giornale o in televisione.
Ma ci sono altre storie su cui nessun riflettore si è posato, che vivono nella loro semplice quotidianità.
Ho conosciuto una storia simile. 
E ho deciso di raccontarla, perchè di belle storie non dobbiamo mai essere sazi.
Anzi questa storia ve la faccio raccontare dallo stesso protagonista.
D. è un ragazzo come me.
Ok, più gnocco di me, ma non puntualizziamo.
Dicevo D. è un ragazzo normale, con degli interessi, un lavoro, una vita e come tutti noi ha dei sogni.
Uno in particolare è riuscito a realizzarlo.
E sì, questa è una storia vera, fatta di responsabilità, passione ma soprattutto Amore.

Ciao D., visto il fisichetto che ti ritrovi aiutami a spezzare il ghiaccio.
Raccontami un po' di te, della tua vita, della tua quotidianità.

-Salve sono un ragazzo gay di 28 anni. Abito a Firenze con mio marito e il nostro labrador e faccio l'insegnante. Nel tempo libero amo fare sport e tenermi in forma.

A che età hai fatto coming out? E' stato un percorso facile per te?
-Ho fatto coming out all'incirca a 18 anni con alcuni amici, poi nel giro di un anno anche con i miei genitori. Così ho iniziato a dirlo ad altri amici e parenti.
Per fortuna hanno tutti reagito bene. Ma di questo non avevo dubbi. I genitori non si scelgono, abbiamo quelli che abbiamo. Io sono stato fortunato perchè l'unica cosa che sta loro a cuore è la mia felicità: etero, bisex o gay non fa nessuna differenza.
L'unica loro preoccupazione riguardo all'essere gay è che io possa essere deriso o discriminato, ma di questo li ho rassicurati e sanno che ho un carattere forte.
Gli amici si scelgono e sarei stato poco intelligente a scegliere amici omofobi, quindi nessun problema.

Questa è una domanda stupida per gente nevrotica come me, ma abbi pazienza.
Hai mai pensato a come sarebbe stata la tua vita se non fossi stato omosessuale?

L'omosessualità ha influito in maniera "negativa" nella tua quotidianità?
-Non ci ho mai pensato, probabilmente la mia vita privata sarebbe stata la stessa vita ma con una ragazza al mio fianco.
Sicuramente se dovessi immaginare la mia vita da etero la prima cosa che mi viene in mente sarebbe: "wow che bello potrei finalmente camminare tenendo per mano la persona che amo. 
Che bello sarebbe non sentirmi gli occhi puntati addosso, che bello poi sarebbe poter baciarsi in pubblico senza dare nell'occhio e indispettire nessuno." 
Purtroppo viviamo in una nazione che è ancora omofoba, ma sopratutto ignorante. 
Stiamo andando in una direzione opposta rispetto a molti paesi occidentali europei e una semplice legge contro l'omofobia è essenziale e doverosa.

Sei mai stato vittima di omofobia?
-Beh sì, da ragazzino è successo.
Molte volte i comportamenti omofobi si verificano in gruppo quando il singolo si sente più forte e meno in colpa per quello che fa o dice.
Chi segue il gruppo non usa il proprio cervello. E' semplicemente ignorante e codardo, due aggettivi che vanno a braccetto con omofobo.

L'Italia è un vero e proprio lazzaretto per quanto riguarda le tematiche LGBTQI.
Da un lato una politica che non offre alcuna tutela dei diritti gay.
Dall'altro un papa, dimissionario a breve ma indubbiamente influente, che, fra le tante, ha accolto e benedetto una parlamentare ugandese a favore della pena di morte per gli omosessuali, dimostrando così indirettamente il suo odio.
Com'è inserita la comunità gay nella tua città, Firenze? E come credi possa migliorare la situazione ad ampio raggio?

-Bella domanda.
La mia città, come la maggior parte delle città toscane è attenta alle problematiche gay e cerca di rendere la comunità consapevole e partecipe. Sul piano generale l'influenza che ha la chiesa sull'etica e sulla politica dello stato italiano è ancora oggi molto forte e credo che rimarrà tale ancora per molto. Il problema non è il messaggio spirituale di Gesù ma la sua interpretazione distorta e di comodo di grande parte della Chiesa Cattolica. Papa Ratzinger (come si scrive??) ha fomentato l'odio contro gli omosessuali con varie dichiarazioni che mi hanno lasciato sbigottito.
Chissà cosa succederà con il nuovo Papa.
Forse bisognerebbe prendere esempio da stati come il Canada. Ho conosciuto diversi canadesi con il mio lavoro e quando gli ho raccontato dei fenomeni di omofobia che purtroppo si verificano frequentemente in Italia si sono stupiti tantissimo. Dovremmo smettere di ragionare per categorie come quelle di uomo, donna, etero, bisex, gay, lesbica, trans, nero, bianco, immigrato, giovane, vecchio... tutti abbiamo gli stessi diritti e dobbiamo essere rispettati nelle nostre diversità.

Ma parliamo di te, che ho una scimmia dentro che crepita per sapere.
Come hai conosciuto
V., il tuo attuale marito? Da quanto state insieme?

-La nostra storia è molto semplice. Ci siamo conosciuti in una discoteca. Poi abbiamo iniziato a vederci tutti i fine settimana, io andavo da lui perchè abitavo ancora con i miei.
Dopo qualche mese ci siamo trasferiti nella stessa città per vivere insieme. Stiamo insieme da quasi 4 anni ormai. 

Chi ha fatto la proposta di matrimonio?
-Non mi ricordo! Una volta parlando del nostro futuro è saltato fuori il discorso matrimonio. Non c'è stata nessuna proposta in ginocchio con anello e fiori. 

Tiziano Ferro ha recentemente affermato che non andrebbe fuori dall'Italia per unirsi in matrimonio e che solo quando sarà possibile sposarsi in Italia lo farà. Una opinione condivisibile e comprensibile. In Italia però non esiste alcuna forma di unione omosessuale, se non i registri delle unioni civili che sono poco più che elenchi di coppie sposatesi altrove.
Tu invece sei andato addirittura in America; cosa vi ha spinto, quale bisogno?

Perchè proprio New York?

-Sicuramente sposarsi in un paese straniero ha un valore diverso dallo sposarsi nel proprio paese. Qui in Italia risultiamo ancora come due estranei per lo stato.
Il nostro matrimonio a New York, lo scorso agosto, è stato un atto d'amore ma anche di critica e ribellione verso la situazione italiana.
Siamo andati in USA per fare un viaggio e abbiamo deciso di sposarci lì perchè lo volevamo da tanto tempo.
L'Italia non ce lo fa fare? Bene, allora lo faccio in una città dove posso farlo.

Un po' di informazioni di servizio.
Qual è stata la trafila per celebrare il matrimonio all'estero? Difficoltà? Ha rispettato le tue aspettative?

-E' stato semplicissimo. Praticamente siamo andati al City Hall, il Comune di New York.
Abbiamo preso un numerino (sì, come al supermercato) e ci siamo messi in fila.
Quando è arrivato il nostro turno abbiamo compilato un semplice foglio con i nostri dati e abbiamo deciso il giorno in cui si sarebbero tenute le nozze.
La quota da pagare mi sembra che fosse sui 30 dollari, non molto.
Il giorno prestabilito ci siamo presentati con la nostra testimone (una nostra carissima amica che ci ospitava a New York) e ci siamo messi con ansia ad aspettare il nostro turno.
Nella sala d'attesa c'erano coppie di tutti i tipi, etero e gay.
In quel momento mi sono sentito cittadino del mondo: c'era chi era vestito sportivo per sposarsi, chi super elegante, chi con le infradito, chi con delle maschere divertenti.
Nessuno guardava male nessuno, in quel luogo venivano celebrati l'amore e la diversità in tutti i loro aspetti.
La cerimonia vera e propria è stata molto veloce ma comunque molto emozionante anche per colui che ci ha dichiarato marito e marito.
Appena usciti dalla sala siamo stati accolti con applausi e ovazioni da altre coppie e estranei che erano fuori il Comune.
Ve la immagine una cosa del genere in Italia?!

Se un giorno sarà possibile, quindi, celebrerete di nuovo le vostre nozze qui in Italia?
-Certo! A New York eravamo senza famiglia e amici, in Italia se sarà possibile faremo una grande festa. 
Al momento non possiamo presentarci come sposati perchè non ha valore giuridico.
Le persone che però ci conoscono lo sanno e non abbiamo nessun problema a dire che siamo marito e marito. 

Sì, tutto bello e tutto buono, ma tu e tuo marito vivete insieme. In questo percorso non c'è stato un momento in cui hai pensato "no, non gliela faccio più!"? Quali sono i problemi in cui vi ritrovate in quanto coppia?
-Le nostre difficoltà sono le stesse di qualsiasi coppia che convive. 
Ma non sono tante, non litighiamo quasi mai, qualche volta ci punzecchiamo ma è normale. 
Spesso discutiamo per l'educazione del nostro cane, cosa deve mangiare, come si deve comportare, chi lo deve portare fuori ecc.. 
Momenti di crisi non ce ne sono mai stati e spero che non ci saranno mai. 
Dopo tutto abbiamo promesso che ci ameremo nella buona e nella cattiva sorte.

Vuoi farmi credere che dammi tre parole sole, cuore e amore, funziona davvero?
Dai, avrai un segreto? Un consiglio, oltre ovviamente amarsi?
-Talvolta l'amore può non essere abbastanza. Conosco delle coppie che si amano molto ma i partners hanno dei caratteri inconciliabili, in tal caso stare insieme diventa difficile.

Non credo che si debba cambiare per amore, una persona va amata per quello che è, con i suoi difetti e lati oscuri.

Però questo non vuol dire che non si possano trovare dei piccoli compromessi e dei punti di incontro.

Elemento essenziale per stare bene con una persona è la sincerità e la trasparenza, il mio ragazzo infatti è anche il mio migliore amico. 

Ultimo elemento ma non meno importante è il sesso. 
Senza l'attrazione fisica, senza la passione, credo che la relazione sia destinata a durare poco.
Ascoltate me: scegliete i vostri futuri partners anche in base a come sono a letto.


Un po' di pettegolezzi fra allegre comari.
Visto che non ci legge dimmi un pregio e un difetto di tuo marito!
-Di pregi ne ha tantissimi, se dovessi sceglierne uno direi la forza interiore, la sicurezza che trasmette.
Il peggior difetto: pensa sempre di aver ragione. A volte glielo lascio credere!

Come vedi il tuo futuro? Che piani avete come coppia per l'avvenire? Figli?
-In futuro mi vedo ovviamente sempre con mio marito ma fuori dall'Italia, in una nazione che riconosca tutti i miei diritti. In una casa più grande con due cani e due figli.

Un messaggio da uomo ormai accasato per i giovani e non che aspettano l'amore!
-Così mi fai sentire vecchio! 
Credo che non sia così difficile trovare la persona giusta.
La cosa difficile è trovare la persona giusta nel momento giusto.
Un consiglio che posso dare è questo: non cercate disperatamente l'amore come qualcosa che vi completi.
Per avere una relazione forte e felice credo che sia necessario prima di tutto sentirsi bene con sè stessi.
Essere sereni e stare bene è la base per costruire una relazione solida.
Se si inizia una relazione perchè siamo tristi, soli e sentiamo qualcosa che ci manca allora la relazione diventerà qualcosa di morboso e stressante perchè basata sulla gelosia.

Un saluto ai lettori che poi mi si offendono.
-Un grande saluto a tutti i lettori del blog.
Mi dispiace di aver deluso quelli che magari si aspettavano qualche dramma o scandalo!
Un grande grazie a Pier per avermi chiesto di portare la mia quotidianità e la mia storia sul suo blog, facendomi sentire un ospite famoso invitato ad una trasmissione televisiva.

Io devo ringraziare di vero cuore D. per aver sopportato pazientemente la mia proverbiale incapacità a intervistare qualcuno, ma soprattutto per avermi concesso di entrare in un piccolo spaccato della sua vita. 
Un pezzetto, ma dall'inconfutabile valore.
Ero davvero curioso di conoscere meglio questa realtà che sta diventando, per fortuna, quotidianità. 
Inoltre non posso negare che il suo racconto mi abbia fatto riflettere.
Da un punto di vista personale è la concretizzazione di un sogno, di un percorso che vorrei poter seguire anche io un giorno. 
Sembra una favola e invece puoi toccarla, la vedi vivere attraverso storie come questa.
Da un punto di vista generale e con le elezioni alle porte, il suo racconto non fa altro che rafforzare e avvalorare la mia scelta di seguire qualcuno che credo si schieri e si sia schierato da sempre a favore dei nostri diritti, dai singoli alle coppie.
Una goccia, rispetto alla pioggia di bisogni culturali, propria della formazione, della comunicazione, della conoscenza, e politici di cui necessita il nostro Paese.
Gli omosessuali sposati e che vivono in Italia sono ormai tantissimi e il numero di famiglie arcobaleno, quindi con la presenza di figli, è stimato intorno ai 100.000. 
Un numero che non può passare inosservato.
E invece nulla.
Sembra quasi di dover chiedere un favore, mentre l'unica cosa che chiediamo è ciò che ci spetta da uno Stato che vuole definirsi democratico. 
Ciò che in altri paesi è diventata normale amministrazione.
Ciò che persino un governo di destra come quello in Inghilterra ha approvato, definendolo un rafforzamento per la società tutta.
Cosa c'è di strano?
Cosa c'è di inconcepibile?
Cosa c'è di pericoloso o oltraggioso per il pubblico pudore?
Nulla.
L'unico truismo è che un diritto viene negato a tantissime coppie pronte a fare questo passo.
E questa storia è una delle tante prove.
A me non resta che augurare a D. e V. un lunghissimo percorso insieme, pieno di sogni realizzati, di passi compiuti, di Amore condiviso e vita vissuta.
E rigiro questo auguri a tutti coloro che la sera vanno a letto con una piccola luce di speranza nel loro cuore.



…e come i semi che sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera. Fidatevi dei vostri sogni, perchè in essi è nascosto il passaggio verso l’eternità.
         
                                                                                           Kahlil Gibran

La certezza del ragno

Credo che noi esseri umani siamo mossi  a volte da sentimenti illogici, irrazionali, impalpabili, volubili se vogliamo.
Sentimenti su cui non abbiamo controllo, ma che quasi ci controllano.
Poi a volte ci troviamo sull'orlo di un baratro e l'ultima cosa che possiamo fare è affidarci ai sentimenti.
Anzi dobbiamo essere quantomai razionali per non cadere in quel baratro.
Perché mi fido di chi credo la pensi come me.
E invece no.
Perché credere che sia giusto provare è sbagliato.
Perché respirare ragione dopo aver vissuto di istinto è sbagliato.
Perché cercare di impegnarsi nel porre rimedio ad uno strappo piuttosto che lasciare che si dilani è sbagliato.
Perché è meglio iniziare da zero in un mondo incognito invece di riprendere vecchie spedizioni lasciate all'abbandono.
Perché quando i sentimenti vacillano è scorretto appoggiarsi alla razionalità.
Perché tenerci anche dopo mesi non è la via giusta.
È meglio voltare pagina.
E invece no.
Prendiamo i ragni ad esempio.
Piccole creature. Ripugnanti per molti, da studiare per altri.
Però i ragni hanno capito uno dei segreti della vita.
Costruiscono le loro ragnatele, che diventa fonte di sussistenza. Lavorano meticolosamente affinché non si spezzi.
Ricuciono gli strappi.
Non hanno alcuna certezza che quella tela regga. Non sanno se la pioggia o il vento possa distruggerla. Non sanno se qualche preda possa cadere nella loro trappola.
Se un essere umano possa scontrarsi e squarciarla.
Ma loro sono lì.
Credono in ciò che fanno.
È un istinto primordiale il loro, che si concretizza tramite la ragione.
Un calcolo quasi matematico.
Loro provano.
Perché esiste un'unica certezza. E non è fra le più auspicabili.



La Poraccitudine #12 Speciale Sanremo 2013 (quarta puntata)

Quarta serata del Festival di Sanremo e forse più attesa visto che è dedicata ai successi del passato.

Della serie le nostre canzoni fanno schifo mettiamoci una pezza con le canzoni degli altri.
Intro con filmati d'epoca e arriva Luciana Littizzetto con un abito ispirato a quello di Nilla Pizzi quando cantò Papaveri e Papere.
Ok la crisi ma riciclare i vestiti.
Comunque si rivela la migliore scelta.
Un abito color crema taglio anni '50 con ricami argento.
Unico dubbio sulla lunghezza che secondo me la intappa ancora di più.
Arriva Malika Ayane che canta Cosa hai messo nel caffè. Lei elegante, ancora in nero, anche lei anni 50. Ma le sta largo. E balla con due virilissimi ballerini.
Suppongo li abbiamo raccattati dal Mucca Assassina.
Arriva un allegrissimo Daniele Silvestri più grigio di Carla Bruni.
Canta Piazza Grande di Dalla.
Canta giusto perché dicono che lo faccia.
Arriva la giuria di qualità, ovvero uno snocciolamento di personaggi che non ci azzeccano nulla col canto.
Pubblicità e Luciana si piazza su una vestaglia da notte nera e un gillette fatto con un lampadario orrendo.
Tocca a Annalisa che con Emma cantano Per Elisa.
Pettinate con un frullatore rotto, abbigliate come due lesbiche cinquantenni con pessimo gusto. 
Chiudiamo gli occhi ed ascoltiamo.
Marta sui tubi e Antonella Ruggiero. 
A lei farei una standing per partito preso. 
Ma avrei evitato le decorazione di Natale in testa. 
Cantano Nessuno.
Dai belli.
Gente inutile, come Rosita Celentano, che non sa mettere due parole in fila, presenta Raphael Gualazzi che canta Luce di Elisa.
Ridi, ridi gioia...
Rimpiangi quasi l'assenza di Anna Tatangelo per la pessima performance che mette su Raphael.
Pubblicità e i Modà per fare una rima cretina. Cantano Io che non vivo, non paghi della depressione messaci nelle puntate precedenti. Kekko scatarra un po' e tocca a Cristicchi con la cravatta di Fazio e canta Canzone per te. Bellissima canzone ma lui ha l'estensione vocale di Gargamella.
Arriva Luciana con un altro abito storico che dovrebbe somigliare a quello di Caterina Caselli e invece sembra una supposta. Ma il momento fa sganasciare da far cadere la mascella.
Turno di Simona Molinari, Peter Cincotti e Franco Cerri che cantano Tua. Abbiate pazienza se non conosco una canzone di 53 anni fa.
Lei ripropone lo stesso modello di abito, ma in bianco e nero, con strascico in tulle. 
Bella, ma sempre al filo fra l'elegante e la poco di buono.
Poi Maria Nazionale che gorgheggia Perdere l'amore
Abito lungo, nero, decente, e con ricami casualmente sulle tette, perché averle strizzate non basta per farle notare in HD.
Lei non sa uscire da Napoli anima e core.
Tocca a Marco Mengoni, vestito un po' da cameriere del Titanic un po' da boss anni '30, con Ciao amore ciao.
Una versione sentita, lui un po' nervoso e un po' bavoso ma bravo. 
Luciana mette un pigiama in seta nera e viene inaugurata la statua a Mike Bongiorno.
Bella statua ma la moglie Daniela Bongiorno è tumefatta.
Un bacio piccolissimo cantano gli Elio e le storie tese, versione mignon dei Beatles e con Rocco Siffredi che di piccolo avrà forse l'unghia del mignolo.
Turno di Gazzè vestito da pavone col frack che canta Ma che freddo fa, canzone adatta al periodo.
Subito dopo un Pippo Baudo, finalmente conscio che a 80 anni avere i capelli più scuri dei miei non è il caso, che ci fa due ore di filippiche sulla guerra dell'Alsazia-Lorena. Fortuna che c'è Luciana.
Arriva Chiara per una volta tanto vestita in modo elegante, banale, ma carina. 
Peccato faccia a pezzi Almeno tu nell'universo di Mia Martini. 
Ora, oggettivamente e con tutta la bontà che posso trovare in fondo al ventricolo destro, ha stonato di brutto.
Poi ci sono gli Almamegretta, cioè non ci sono. 
Minghia ho vinto!?
Non ho capito. In pratica Raiz fa Shabbat e quindi non canta ma manda il cugino italiano di Bob Marley al post suo. Distruggono Il ragazzo della via Gluk e via.
Pubblicità, Stefano Bollani, che non conosco ma bravo bravo, e arrivano i giovani.
A votarli siamo noi da casa più la giuria di scarsa qualità presentata ad inizio serata.
Il primo ad esibirsi è Antonio Maggio, caduto nei glitter, con la sua Mi servirebbe sapere
Simpatico ma non mi piace.
Segue Ilaria Porceddu, con In equilibrio
Lei mi piace un sacco. Il pezzo mi è rimasto in testa. L'abito ricorda lo stile del precedente indossato, cambiano le strisce e la parte superiore. 
Peccato per i capelli a scopetta.
Ancora fra i giovani sono i Blastema con Dietro l'intima ragione. Il cantante fa facce strane e io vado a far pipì.
Torno e c'è Renzo Rubino che canta Il postino (amami uomo).
Arriva Gaetano Veloso e me cala la palpebra.
Duetta con Bollani, e via altro cambio di Luciana con un abito blu elettrico, gonna a palloncino e scollo a barca.
Renzo Rubino vince il Premio della critica Mia Martini.
Invece il leone d'oro va ad Antonio Maggio che dopo un attimo di frignaggio ha ricantato. E finalmente tutti alle brande, che me so fatto il culo quadrato.

Stasera la finale dei campioni.
La seguirete?

Una novità. Iscriviti qui

Vi sono piaciuti