Patate, Ananas e Peperoni

Ieri sera siamo stati a cena a casa di un amico di Amor.
6 gay e 2 lesbiche.
Lo so che sembra l'inizio di una barzelletta, ma non lo è.
Eravamo tutti felici, tutti contenti. 
Abbiamo finito due bottiglie di vino, sarà stato questo.
No ma bella serata. Tutto buono, tutto bello.
Solo che abbiamo mangiato a morire.
Il padrone di casa ci ha abbottati con tonnellate di cibo.
Si sono susseguiti in ordine:
- 2 primi,
- 4 secondi,
- contorni vari,
- un tagliere di formaggi circondato da salsine varie,
- ananas cheaiutaladigestione,
- setteveli al pistacchio giustopergradire.
Tutto a base di verdure visto che Amor è vegetariano.
Ovviamente ho dovuto mangiare TUTTO, che poi i calabresi si offendono.
Ho fatto bis sulla setteveli, ma in questo caso non per colpa della generosità calabra.
Alla fine i miei pantaloni imploravano pietà come forse fanno soltanto durante le feste natalizie.
Il mio stomaco voleva autoespiantarsi dalle viscere per lavarsi con l'acido, non so se rendo l'idea.
Sopravviviamo al lauto pasto e ci dirigiamo verso il divano a spanzarci e chiacchierare, ed è uscita fuori una simpatica ma interessante e profonda teoria.
Secondo una delle due lesbiche gli individui, da un punto di vista prettamente caratteriale e relazionale, sentimentale, possono essere paragonati a frutta e verdura.
Ora, i sessuomani possono anche smettere di leggere perchè tanto non parlerò di banane.
Dicevo, la divisione più importante è quella che contraddistingue peperoni, patate e ananas.
Devo specificare che quanto segue è una teoria abbastanza femminista, quindi chi si dovesse sentire preso in causa, consideri la questione con puro spirito empirico.
Dicevo, ma quanto sono logorroico?
Dicevo, in primis la questione più facile riguarda le patate.
Prendete una patata. Guardatela. 
E' come la vedete sia dentro che fuori. 
Se è marcia si vede. 
E poi può essere cucinata in mille modi, tutti buoni.
Ecco, una persona patata è cosi: è come appare. 
Buona.
Tuttavia anche la patata può diventare cattiva: cresce un germoglio e diventa tossica.
Allo stesso modo ci sono le persone patata, buone, genuine, di cui non si butta niente.
Maiali.
Poi ci sono gli ananas o le ananas o nonsocomesiscrive.
Gli/le/stocazzodi ananas hanno una buccia dura. Quasi una scorza. 
La superi, o la sbucci, o lo spogli a secondo delle situazioni, ed è dolce. E' succoso.
Ma superata la polpa, cosa ne resta? 
Il torsolo duro.
E poi l'ananas come lo fai? Mica lo puoi cucinare. Al massimo una torta.
E poi l'ananas può essere acerbo, quindi nemmeno tanto dolce. 
Se è maturo puoi mangiare il torsolo, ma non ti sazia.
E così possono essere alcune persone ananas: dure, difficili da capire, vuote.
Le patate tendono a cercare gli ananas, per quel loro fascino trasgressivo, e gli ananas tendono a cercare le patate, che danno un senso di stabilità, di sicurezza.
Poi ovviamente la conversazione ha divagato su altri possibili esempi.
Categoria a parte sono i peperoni.
Gli uomini etero, infatti, possono essere considerati peperoni: esternamente sono voluminosi, colorati, appariscenti.
Poi li tagli, ma dentro non hanno nulla. Solo semi e il seme si sa a che serve... o devo spiegare la metafora?
E voi cosa vi sentite? 
Patatoni dolci e coccolosi, o ananassi aspri, duri, da cui è meglio guardarsi?

Obliquità

WARNING: Questo post è altamente patetico.


Odio sentirmi indeciso.
Odio avere in mente due strade entrambe praticabili, ma che entrambe potrebbero causare lo scontento di qualcuno.
Io che sono sempre abbastanza sicuro.
Bianco o nero, cercando di trovare dei grigi.
Si o no, cercando di capire i forse.
E invece no.
È una classica scelta che ti pone la vita.
Dormire dal tuo ragazzo VS Restare a casa (visto che tua nonna non è stata bene)
E io non so essere egoista e pensare a me.
Ma vorrei essere egoista e pensare a me. Alla mia storia.
Rispetto. Verso TUTTI.
Non è nulla di grave. Ma i rapporti affettivi completano la mia vita.


Trying to be perfect.




Sansone

E così ieri ho tagliato i capelli.
Dovevo.
Detesto dover perdere tempo a sistemarli, soprattutto quando non ho tempo da perdere a sistemarli.
E poi il vento di questi giorni ha contribuito a farmeli odiare.
Ho sempre avuto un rapporto di amore- odio con i miei capelli. 
Ma non ho avuto mai grandi pretese.
Nel corso degli anni ne hanno subito di ogni.
Non ultimo l'henne Lush. 
Mai nulla di risolutivo.
Tranne quando li feci crescere perchè ero un adolescente senza gusto e privo di senso critico.
Fase passata per fortuna.
Comunque, benchè non sia più un fanciullino ho sempre vergogna ad andare dal parrucchiere.
Oltre all'angoscia di vedere tutte quelle ciocche cadere.
Ma il panico viene prima.
La fatidica domanda "come li facciamo?" mi fa sudare freddo.
Caro parrucchiere, come diavolo faccio a spiegarti che da anni ormai acconcio i miei capelli in almeno 4 modi diversi in base al mio abbigliamento, al tempo che ho, alla voglia, al posto in cui mi trovo e alla lunghezza dei capelli stessi?
Mi calmo, e opto per un classico: corti sui lati e lunghi senza forma sopra.
E fortunatamente il mio attuale parrucchiere ormai ha imbroccato la strada giusta per evitare che io lo uccida nel sonno.
So dove vivi.
Ma i primi tempi era un disastro.
Sempre troppo lunghi.
O troppo corti ( che è peggio).
Chiedevo una spuntatina e via di rasoio.
Chiedevo un taglio radicale, e via con creste tamarrissime.
Comunque siamo arrivati al giusto compromesso. 
E, benchè senta le forze mancarmi ad ogni ciocca che cade sotto i colpi di forbici impazzite, riesco ad uscirne indenne.
Tuttavia io e il mio parrucchiere siamo ben lontani dall'idillio.
Ogni volta che mette le mani nei miei capelli, hanno sempre qualcosa che non va.
- Eh sono secchi!
- Si lo so, li ho lavati molto in questo periodo.
- Guarda, dietro devo tagliarli sono troppo bruciati.
- Ma no, sono solo crespi, io sono riccio.
- Va beh te li taglio.
- Hai un po' di forfora.
- Lo so, sono sotto esami, un po' di stress.
- Mmmh.
C'è sempre qualcosa che non va.
Troppo grassi. Troppo secchi. Troppo lunghi. Troppo corti. Troppi capelli.
Ma alla fine inizia a tagliare.
Lui è contento così. 
Si diverte a credere che non mi guardi allo specchio dal '95.
A tutto ciò seguono 30 minuti di silenzio alternati, qui e li, da classiche domande come:
- All'università tutto a posto?
- Si, prossimamente esami ( #IOFALSO)
- Hai sentito di quello che è morto sparandosi da un cannone fotonico per cercare di raggiungere l'atmosfera?
- WTF?! 
Un classico.



Marco Mengoni - Dall'Inferno

Mi dicono dalla regia che oggi sia uscito il video del nuovo singolo di Marco Mengoni, Dall'Inferno.

                  

Insomma il video è nulla di che.
Sembra un misto fra una pubblicità del caffè e una manifestazione surrealista.
Ma la canzone mi ha colpito.
Nei giorni scorsi l'ho sentita al punto tale da pubblicarla su Facebook. Cosa rara visto il mio utilizzo del social network.
Comunque questa è stata una ri-scoperta.
L'album Solo 2.0 infatti lo scaricai mesi fa, ma mi colpì soltanto Solo (Vuelta Al Ruedo).
Il resto mi sembrava un po' gne.
Poi ho beccato Dall'Inferno alla radio e mi ha fatto tornare a questo cd.
Anche Tanto Il Resto Cambia mi è piaciuta.
Il resto mi sembra ancora gne.
Comunque un applauso al Mengoni che ha deciso di salvare le sue corde vocali e le nostre meningi optando per un numero limitato di urli acutissimi, totalmente casuali e scoordinati dalla melodia.
Bene.

Desaparecido

Simpatico.
Si, sono passati quasi 7 giorni dall'ultimo post.
Cosa mai accaduta nella breve vita di questo blog.
Il problema di base, oltre una scarsa voglia di scrivere e la scarsa disponibilità di tempo quieto, è anche la mia scarsa memoria.
Ho pensato circa 4 post diversi.
Quattro questioni di cui mi sarebbe piaciuto discutere.
Ma nulla.
Li ho scordati.
E da qui la sempre più ferma convinzione che io abbia seri problemi di memoria.
E da qui ho iniziato ad appuntare le idee sulle note dell'iPhone ed ad usare la funzione agenda.
Speriamo serva.
Ma scorderò certamente di controllare.
Comunque mi son detto " cerca almeno di recuperare con un post totalmente inutile sugli ultimi giorni".
Bene.
Forse riesco a ricordare qualcosa.
Questa settimana è volata, e questa che verrà sembra essere ancora più veloce.
Mi sto prendendo una pausa dallo studio come se fossi stanco, ma ancora è presto.
Il prossimo appello sarà in estate, e portarmi avanti non fa per me.
Il resto della settimana è stata piatta.
Ho trascorso un bel week end con Amor, che mi ha stracciato a Sing Star.
Ora, in tutta modestia, io canto meglio di lui, ma come diavolo si fa ad imitare perfettamente un cantante, trovando la sua tonalità?
I cantanti uomini erano tutti troppo bassi per me. Solo Irene Grandi mi ha dato soddisfazioni.
Così sulle note di Don't Cha e Like a virgin, perchè mi piacciono le cose semplici e anglofone, è avvenuta la mia dipartita.
Comunque giornate ventosissime qui in Sicilia.
Ho meno peli sul corpo però...
E ok, devo tagliare i capelli, ma un litro di lacca che dilania il buco dell'ozono dovrebbe aiutarmi.
Invece no.
Dilania solo l'ozono.
Ma domani porrò fine a queste chiome fluenti.
Altra riflessione della settimana è che mi serve un lavoro.
Non tanto per la questione effimera e venale.
E' una riflessione che risale al mio corso di diritto privato.
Seguito due volte. Con due professori diversi.
Pensa tu la follia dove arriva.
L'articolo 1 della Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Chi ha studiato diritto, sa che quella specificazione sta a sottolineare il fatto che un cittadino che lavora è un cittadino libero, perchè un cittadino che ha una propria fonte di guadagno economico, non ha bisogno di entrare nelle maglie della corruzione e dell'illegalità, e chi non entra nelle maglie della corruzione e dell'illegalità può fare liberamente le proprie scelte politiche.
Ma francamente l'equazione lavoro : soldi = soldi : libertà mi mette una tristezza infinita.
Forse perchè questa è legata da una ottica " roba de sordi" che non mi appartiene più di tanto.
Comunque mi serve un lavoro.
Mi serve una borsa nuova più grande e devo fare shopping primaverile.
Altra riflessione profonda è che devo dimagrire. 
Lo avevo già detto, lo so.
Ma questa volta la questione è seria.
Se sono i tuoi jeans a dirti che è ora di abbattere la pancia e snelline le cosce, è un conto.
Ma se a dirtelo è un amico del tuo ragazzo, che da candidamente la colpa alla tua maestria culinaria, ma che ti conosce da soli 8 mesi e non ti vede nemmeno tanto spesso, allora è il momento di intervenire.
Così giù di step e alimentazione più controllata.
Ci provo.
Sopportatemi in questo calvario.

I miei impegni

Perchè per i tuoi genitori, l'unico impegno che puoi avere è quello.
L'Università.
Una lezione improvvisa.
Un esame che non sapevi.
Non c'è altro che ti impedisca di accompagnare tua madre dal dentista giorno 15.
E tu non puoi dire "non lo so". 
E se non sai una cosa, salla.
Mah.
Non sono stressato. Però una barrettona di cioccolato sta finendo.

E' la noia che avanza

Dopo un week- end un bel po' turbolento, per questioni emotive più che fisiche, è iniziata una settimana per fortuna tranquilla. 
A volte si commettono errori che nemmeno ci rendiamo conto. 
Feriamo persone senza saperlo. 
O, consci di poter far male, andiamo avanti egoisticamente perchè ci divertiamo. Perchè "non si fa nulla di male".
E invece no.
Ma sbagliando si impara.
Anche se purtroppo a volte, a furia di cancellare gli sbagli, facciamo un buco nel foglio.
Scusami Amor. Non te lo ripeterò mai abbastanza.
Comunque tornado a questa nuova settimana devo dire che ho pochi stimoli.
Sarà che è iniziata da poco. 
L'Italia sembra essere tutta concentrata sulla morte di Lucio Dalla. 
E sul suo compagno definito dai giornali come un semplice collaboratore.
Ora, non voglio fare il pesante, ma si continua a mettere la polvere sotto il tappeto. 
"Ah, ma Dalla non ha mai fatto coming out, perchè ora devono dirlo ora i giornali? Mi sembra una mancanza di rispetto"
I giornali non devono raccontarci vita, morte e miracoli del fidanzato del cantautore. 
Mi è scoppiata la tetta!
Ma definire le cose per quello che sono in totale naturalezza, mi sembra il minimo. Specie chi, per mestiere, deve raccontare i fatti per quelli che sono.
Dalla non l'ha mai detto probabilmente per vivere il tutto in naturalezza e riservatezza. Magari l'avrà detto ai familiari.
#PETTEGOLI
Ma comunque. 
Stare li a pensare " non l'hanno detto per paura" o "non l'hanno detto per rispetto" è come voler contare le operazioni chirurgiche della Santanchè: non finiremmo più. 
Ho letto pure della morte di un operaio che montava il palco della Pausini a Reggio Calabria.
Mi è spiaciuto molto. 
Ormai Reggio è diventata la mia seconda casa, e benché la Pavesina mi stia sul culo, è sempre brutto che certe cose accadano. 
Se non sbaglio poco tempo fa è accaduto a Jovanotti. 
Mi sorge il dubbio che le case discografiche e produttori e sponsor, in tempo di crisi, stiano risparmiando troppo sulla sicurezza, in lavori che si ritengono facili e di routine.
Ma non è mica come montare un naso nuovo alla Santanchè: non c'è pericolo che diventi esteticamente più gradevole.
Il pericolo c'è. Attenzione.
Insomma questa settimana è iniziata un po' così. Pochi stimoli dal mondo.
Io mi rado almeno.
E' smesso praticamente solo adesso di piovere. 
E per la serie hai scoperto l'acqua calda, ho provato il gel di aloe sui capelli umidi e mi piacque.
Rende i capelli morbidi come i siliconi.
Ma non ha siliconi.
Definisce i capelli come una schiumaperdefiniresenzaincollareanchesepoiincolla.
Ma non incolla. E non è una schiuma.

Appunto.
Se finirò come Beyoncè, aggiornerò.
Dovrei fare qualcosa di produttivo. 
Cose tipo studiare o aiutare Amor. 
Ora vediamo.
Non è mica come chiedere una prestazione sessuale alla Santanchè: ci devo pensare prima di decidere.

{Ricetta}
Chocolate Chip Cookies



No, questi non sono i miei

Come promesso ecco il post sui miei Cookies.
Ormai i Cookies sono diventati il mio cavallo di battaglia. Li faccio da circa un mese e a casa mia, sembra passino le cavallette ogni volta che li preparo. #ANIMALI
Per chi non conoscesse cosa sono, i cookies sono biscotti americani, tondi e friabili, caratterizzati da tante gocce di cioccolato.
Comunque no, la ricetta non è mia.
L'ho beccata su un blog di cucina molto interessante che si chiama Labna - Amore in cucina, ricco di tantissime ricette interessanti.
Io, ciompo come sono, punto sempre alle cose più semplici, ma fanno anche primi, secondi ed antipasti invitanti, se qualcuno volesse cimentarsi.
Io no. 
Mi sento già la Cenerentola dei biscotti.
Ecco passiamo alla ricetta piuttosto che parlare.
Sul blog ce ne sono due versioni, ma io faccio quella classica.
Non ho provato altre ricette, né i Cookies originali, ma questi mi son piaciuti, piacciono a tutti, quindi Amen.
Passiamo alla ricetta.
In teoria questi dovrebbero essere dei biscotti del diametro di 7/8 centimetri ma io ho un branco di iguane da sfamare quindi li faccio più piccoli.
La ricetta dice che per 12 biscotti ci vogliono


- 80 g di zucchero di canna
- 75 g di zucchero semolato
- 115 g di burro fuso
- 135 g di gocce di cioccolato
- 2 cucchiaini di lievito
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 210 g di farina
- 1 uovo
- 1 bustina di vanillina

Facciamo sciogliere il burro. Io lo metto al microonde. 
Lasciamolo raffreddare e poi aggiungiamo i due tipi di zucchero, mescolando con le fruste elettriche. Cerco di far sciogliere per bene lo zucchero, benché quello di canna tende a restare in granelli. Aggiungiamo le uova e la bustina di vanillina. 

Fatto?!
Bene. 
Ora possiamo incorporare pian piano farina, lievito e bicarbonato. Poi tocca alle gocce di cioccolato. Si può usare la barretta tagliata con un coltello in piccoli pezzetti, ma richiede tempo.
Che non ho.
Richiede pazienza.
Che non ho.
E comunque si scioglie troppo, disperdendosi nell'impasto, per cui consiglio di fare un po' di cioccolato ed un po' di gocce.
Di questo impasto, che si presenta leggermente colloso, ma di facile malleabilità, dobbiamo ricavarne delle palline leggermente schiacciate. Aiutatevi con un cucchiaio. Queste palline non devono essere comunque molto piccole.

Lo so, magari anche voi avete degli orsi affamati al posto dei familiari, ma rischiate che i biscotti vengano più duri ed asciutti, anche se li lasciate cuocere poco.
Mi raccomando, una giusta via di mezzo.
Se avete tempo potete lasciare queste palline un po' in freezer. I biscotti diventeranno più morbidi e "gommosi".
Sì, mi è capitato di mettere in freezer tutto l'impasto. Credo sia lo stesso, la difficoltà sta nel fare le palline con un composto congelato.
Fate vobis.
Se non avete tempo metteteli subito in forno, mi raccomando non molto vicini perché si incollano allargandosi, a 180° per 15/20 minuti. La cottura dipende dal vostro forno. È comunque sempre meglio lasciarli leggerissimamente più indietro con la cottura, perché, appena usciti dal forno, è come se si asciugassero.
I cookies possono essere conservati per 4/5 giorni, in un ciotola con coperchio.
Ah volete vedere come mi son riusciti?



So fare i biscotti, mica le foto.



Attenzione: possono creare dipendenza. Eventuali accumuli adiposi su pancia e cosce, NON possono essere imputati al proprietario di questo blog. Maneggiare con cura. Si sconsiglia di avvicinarli al latte, o non smetterete più di mangiarne.

Alla prossima. 





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