venerdì 15 novembre 2019

|#backtoseries|
Recuperi tardivi ed inaspettate delusioni

Lo avevo anticipato e mi spiace essere monotematico ma questo per me è un periodo carichissimo di serie tv da vedere, e più che in altri periodi ne sto seguendo ogni sera più di un episodio, per far fluire questo ingorgo. Ovviamente non mi sto lamentando di guardare troppe serie tv, ma è solo per dirvi che #backtoseries sarà molto frequente.
In questa recensione ho raccolto tre serie tv che hanno degli aspetti positivi, ed alcune mi sono piaciute, ma la mia vena critica e polemica non si fa sfuggire tutti quegli aspetti che invece non gradisco, che fanno scemare la tensione, che potevano essere condotti diversamente. Insomma fatemi sentire un po' sceneggiatore.


Insatiable
Seconda stagione
⭐⭐⭐🌠


Attendevo con molta curiosità la seconda stagione di Insatiable, che è riuscita a scampare le critiche che la prima stagione ha dovuto affrontare e a cui qui ho provato a rispondere a modo mio. Credo che abbiano saputo tenere botta anche con questo secondo ciclo di episodi, che trattano una storia ancora più cupa e deviata.
Avevamo lasciato Patty intenta a nascondere le tracce di un omicidio, ma la nuova stagione di Insatiable sarà segnata da ulteriore morte, tensione e problemi per la giovane reginetta di bellezza che vuole a tutti i costi uscirne pulita. Ovviamente dovrà anche affrontare il disturbo che la assilla da più tempo, l'ossessione per il cibo, che si ripresenterà più forte che mai visto lo stress che dovrà superare.
Al suo fianco c'è sempre Bob, che cercherà di sostenerla e darle tutto il suo supporto, sebbene anche lui deve affrontare una profonda crisi personale.



Ironia, trash, ma anche tanto da raccontare in questa seconda stagione di Insatiable che mi ha convinto, fatto sorridere ed anche riflettere, esattamente come la prima stagione. Ho capito che ci sono due fazioni, oltre a chi detesta questa serie tv in toto: chi riesce a coglierne solo il lato più ludico, trash appunto, divertendosi per le battute frizzanti e serrate, per le situazioni assurde, e per i personaggi; oppure c'è chi come me vuole andare a fondo e sguazza nei sotterranei dei messaggi che Insatiable vuol trasmettere.
Ho avuto l'impressione che in questa seconda stagione abbiano voluto in un certo senso chiarire da che lato stanno i personaggi, rendere più palese che la serie non è l'esaltazione della magrezza, ma proprio l'opposto.



Le contraddizioni umane, la follia umana, in un crescendo che ci porta a scoprire il lato peggiore dei personaggi, è questa la base della serie tv. C'è sempre molta amarezza, c'è sempre questo rimbalzo fra il capire quanto conta ciò che si è, e quanto invece siamo diventati quel che abbiamo subito. In generale questo modo sopra le righe consente di parlare di tante tematiche ma credo capitino in modo fluido e organico, sempre in linea con la storia di Insatiable, che non perde un solo momento per risultare attuale: si parla di appropriazione culturale, di coppie poliamorose, si sconvolgono alcuni cliché che invece vediamo in altre serie o nella nostra società.


In questa seconda stagione di Insatiable hanno continuato a battere il chiodo sulla doppia facciata dei personaggi, da un lato perfetti, simpatici, estroversi, dall'altro segnati psicologicamente: Bob Armstrong rivela la sua depressione, che ha anche una linea ereditaria nella sua famiglia, suo figlio Brick nonostante sembri un tipo solare e in gamba e a cui non manca nulla, ha diverse insicurezze per il futuro, così come Nonnie che vorrebbe seguire le orme del padre ma non vuole cadere in uno stereotipo, o Magnolia che pur essendo praticamente una venere, che si sente smarrita in quanto soffre il razzismo della sua stessa comunità che non la considera abbastanza nera. Sono sottigliezze queste che forse noi italiani bianchi non possiamo comprendere (un parallelismo che potrebbe rendere l'idea è il razzismo di alcuni italiani del nord nei confronti di quelli del sud), ma esistono nella società di oggi.



Certo, Insatiable non è una serie perfetta, non lo è mai stata: la trama della seconda stagione secondo me è più debole, ha perso un po' di freschezza visto che veniamo da una prima stagione già esaustiva, hanno fatto bene secondo me ad eliminare due episodi che potevano risultare ripetitivi, fra sfilate e concorsi. La struttura narrativa comica ogni tanto secondo me abbassa un po' troppo l'intensità di certi momenti, ma è giustamente la carota, dove il bastone è il raccontarci una storia cruda e forte.
Tornando ai personaggi, mi è sembrato un po' lasciato a se stesso Bob Barnard, perché sembra che arrivi in scena ma non fa nulla che possa incidere nella crescita del suo personaggio, né all'interno della storia.


A volte bisogna abbassare la soglia della credulità, insomma ma la qualità di Insatiable è la capacità di trovare il male nel bene ed il bene nel male, e questo lo rende in un certo senso realistico perché non è mai tutto bianco o nero specie quando si tratta delle intenzioni umane.
Mi hanno fatto notare che Insatiable potrebbe non essere appetibile per chi magari non si ritrova nei disturbi alimentari, o comunque non ne ha mai subito il problema. Io credo che in parte non sia del tutto vero, perché i problemi alimentari di Patty, questo vuoto e tracotanza insieme, possano essere una parafrasi per chiunque. Oltre al fatto che non è obbligatorio seguire temi solo vicini al nostro orticello, ma a volte è bello ampliare i proprio orizzonti.
Non ci sono ancora informazioni sulla terza stagione di Insatiable, ma a giudicare come si è conclusa la seconda sono molto curioso di vedere cosa hanno in serbo.


The Sinner
Prima stagione 
⭐⭐⭐

Ho recuperato la prima stagione di una serie che volevo vedere da praticamente un anno ma non avevo avuto occasione, ma per l'arrivo della seconda agli inizi di quest'anno, mi sembrava il momento di recuperare i primi otto episodi di The Sinner.


Cora Tanetti sembra vivere una esistenza non proprio entusiasmante, ma tutto sommato con un quotidiano comune e tranquillo: è sposata, vive vicino casa della suocera, ed ha un bambino insieme al marito Mason. Tuttavia una normale giornata al mare segnerà una svolta estrema nella vita di Cora e della sua famiglia: con uno scatto la donna uccide a coltellate a sangue freddo un ragazzo sulla spiaggia. Sembra un colpo dato dalla follia, ma Cora si dimostra fin troppo lucida per poter avere qualche disturbo psichico, tuttavia il suo passato rivelerà molto presto abusi, tragedi e drammi che sono stati fossilizzati nella sua memoria.



Una storia cupa, torbida, a tratti inquietante, anche con un impatto visivo forte, quella di The Sinner è uno spaccato narrativo che mi ha tenuto incollato dal primo episodio fino alla risoluzione di questo giallo intricato. È una serie tv tratta da un romanzo omonimo quindi si gioca sul collaudato, eppure a tratti ho trovato la storia originale, intrigante, e molto ben recitata. Non ricordavo sinceramente che Jessica Biel sapesse calarsi così bene nei panni di una donna ferita e smemorata, ma anche tutto il cast ha saputo seguire e supportare la sua interpretazione.
C'è però più di un aspetto che non ho apprezzato in The Sinner 1, che riguarda proprio la costruzione dell'intreccio. Per diverse puntate assistiamo appunto allo spaesamento di Cora, che ricerca nei pochi flash della sua memoria una soluzione al suo comportamento. Solo l'aiuto del detective Harry Ambrose riuscirà a scardinare quella porta, ma lo sviluppo della storia poteva essere condotto meglio. 



Sono veramente pochi gli elementi che portano avanti il filone narrativo principale nel corso dei primi sei episodi, e questo comporta da un lato una noiosa ripetitività, anche poco credibile. Cora si ritrova giustamente in carcere e per tutto il tempo da sola non ha nemmeno un ricordo che la possa aiutare, se non soliti flash sparsi. Per tutta la permanenza in prigione si preferisce giocare sui suoi "non ricordo", allungando il brodo con l'entrata di un antagonista, e per questo, arrivati al settimo episodio ci dobbiamo sorbire un'intera puntata spiegone in cui chiariscono tutti i punti rimasti in sospeso. Questo secondo me interferisce con il crescendo narrativo, smorza la tensione, sebbene tutto l'ingranaggio di puntata in puntata mi aveva davvero convinto. Ci sono poi alcune semplificazioni, che rendono il finale appunto un po' troppo sbrigativo rispetto allo sviluppo.
The Sinner per me merita tre stelle, ma queste mie perplessità non mi impediranno di recuperare quanto prima la seconda stagione, che ha comunque in parte altri personaggi ed altre storie, quindi amanti dei gialli, datevi da fare a recuperarla. 


Euphoria
Prima Stagione
⭐⭐🌠



"Pier devi vedere Euphoria!" mi son sentito dire da più parti e da più persone da quando è andata in onda su Sky a fine settembre (anzi a dir la verità anche quando era ancora uscita solo in America), ed io l'ho vista ragazzi, ma non ho capito cosa ci fosse di così esaltante.
Rue fa parte della generazione Z, coloro che hanno scavalcato noi Millennial in questa gara a chi è peggio, è giovanissima, è simpatica e spigliata ma purtroppo ha già avuto un'infanzia travagliata nel tentativo di essere curata dai suoi disturbi psichici e dalla morte del padre che l'ha resa tossicodipendente. Rue diventa la voce narrante non solo delle sue vicende ma anche degli altri protagonisti che, chi più chi meno, si ritrova in parte nei suoi panni, circondati da famiglie disfunzionali, piccoli e grandi traumi che hanno segnato le loro brevi vite.



Se Euphoria è il manifesto della generazione Z come ho letto da qualche parte, allora fatemi dire che questa generazione è estremamente noiosa, ed arriva tardi. Gli argomenti che infatti hanno causato grandi polemiche (in parte ingiustificate secondo me) nei confronti della serie non mi sembrano essenzialmente una novità nel mondo dei telefilm né nel mondo reale.
A me sinceramente è sembrata una serie che non ha niente da raccontare, che fa leva su dei personaggi che non hanno niente di interessante da dire, visto che sono per la maggiore banali stereotipati e male approfonditi. Da una ecosistema già visto, fra atleti e cheerleader, sfigati e outsider, non si dirama nulla che possa essere diverso, nuovo, originale. Di adolescenti ribelli, che hanno una doppia vita rispetto a quella conosciuta dai genitori, fissati con le chat, col sesso, col porno, o peggio che hanno delle vere e proprie dipendenze, da alcol, fumo, farmaci ne abbiamo visti una infinità, non serve certo Euphoria a raccontarcelo.


Forse lo fa a tratti in un modo più crudo, più diretto e sicuramente riflettente dei nostri giorni rispetto ad altre serie tv, ma per il resto ho visto ben pochi appigli sia di originalità che di approfondimento. Anche argomenti come la depressione, il disturbo bipolare, o il rapporto con i genitori, sono solo abbozzi.
Jules mi sembrava potesse essere l'ancora di salvezza da questo punto di vista: un passato difficile, una madre tutt'altro che comprensiva e affettuosa, la transizione, ma per il resto della serie il suo personaggio si appiattisce. E poi dove lo trova il tempo (ed i soldi) di farsi tutti quei make-up con l'eyeliner glitterato?
Interessante poteva essere l'approccio che hanno avuto con Kat, che piuttosto che essere rappresentata come una sempiterna sfigata, trova una forza particolare, ma bisogna dire che già da principio era perfettamente integrata nel suo gruppetto, quindi non solo la sua evoluzione non è poi così rivoluzionaria, ma risulta comunque poco approfondita.



Non ho trovato poi così malevolo l'uso di sostanze stupefacenti o la sessualizzazione di Euphoria, (sebbene sia conscio che sia un vero problema l'influenza delle serie tv sui giovani) ma non ho apprezzato certi dialoghi o certe frasi della protagonista che vengono buttate lì a caso e sono molto più fuorvianti. Ad esempio "Devo provare a cambiare, devo farlo per coloro che amo" - no, devi farlo per te stessa secondo me - oppure affermare che l'accettazione sessuale spinga ad essere violenti. O ancora, ho trovato brutto che quasi con tono risibile e sempre in modo randomico si facesse costante riferimento alle sparatorie di massa: non suona caustico, suona semplicemente fuoriluogo.



Insomma, per me Euphoria è un costante tiro alla fune per cui se mi piace una cosa, ce ne sono altre dieci che mi lasciano perplesso. Ad esempio ho apprezzato il modo in cui abbiano reso bene questi ragazzi, che poi sono un po' come tutti gli adolescenti: scaltri e boriosi sulle prime, ma poi se la fanno sotto appena le cose si fanno serie. Dall'altro lato i rapporti fra i personaggi sono strani: da che sembra non si conoscano nemmeno, non si parlino, non escano insieme, a che te li ritrovo a far comunella.
O ancora non so quanto sia realistica la storia in generale, l'intreccio Nate e Jules secondo me ha dei tasselli mancanti. Ed i colpi di scena sono prevedibili, anche da una persona poco sveglia come me.
Bravissimi però gli attori, da Zendaya ad Hunter Schafer.



Mi piace moltissimo la regia, il montaggio, le musiche, le scelte di luci che attirano costantemente l'attenzione dello spettatore. Ad esempio nella quarta puntata, "Sali sulla giostra", sembra davvero di stare tutto il tempo in un luna park, con questa musica costante che si muove seguendo la tensione della narrazione. O l'inserimento, ad un certo punto, di una parte con i personaggi disegnati stile Anime che rende l'esperienza visiva multimediale. Tuttavia questa costruzione tecnica secondo me perde di intensità una volta che aggiungono quella costante patinatura, quasi perfezione della composizione scenica, alla serie.
Potrei continuare ancora, ma credo sia più che sufficiente a farvi capire che Euphoria per me non merita il successo che sta riscuotendo, non la trovo così trasgressiva e shockante, essendo stata ampiamente preceduta per tematiche da serie come Sex EducationThe End of the F***ing World, e persino da quello sconquasso di 13 Reasons Why, giusto per nominarne alcune recenti.







18 commenti:

E tu cosa ne pensi?

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  1. Per me Euphoria è splendida. Avrai pure ragione sui dubbi e sulle trame, ma io non ho mai visto una regia così bella quest'anno. Figurarsi, poi, in TV.

    The Sinner l'ho vista più di qualche anno fa e mi era discretamente piaciuta, bravissima la Biel.

    Insatiable mi manca. La prima mi aveva divertito, ma che noia il pilot di quest'altra. Riproverò!

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    1. Certamente le mie due stelle e mezza vanno proprio alla regia e all'impostazione generale, ma io seguo la storia, le dinamiche fra i personaggi, e poi da contorno la messa in scena, la struttura, anche perché non sono un esperto.

      Hai seguito la seconda di The Sinner?

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  2. Anche a me hanno detto di guardare Euphoria, ancora non l'ho fatto, ma lo farò perchè sono curiosa!

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    1. C'è tempo per tutto :D Poi se ti va fammi sapere che te ne pare!

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  3. Euphoria campeggia come header del mio blog da mesi, perché davvero non vedevo una serie così bella da tanto. Bella per tutto, per gli aspetti tecnici e per come quella solita storia di fragilità adolescenziale viene raccontata. Vero, sono sempre le solite paturnie, anche se declinate alla generazione Z, ma c'ho visto dentro tanta genuinità, tanta sofferenza e tanta bellezza. Un impatto forte davvero.

    The Sinner è piombato anche sul mio Netflix a ricordarmi che non l'ho ancora vista. Colpa di Jessica Biel che mai ho trovato simpatica, ma visto che da quello che ho capito si conclude qui la sua storia, incentrando la seconda stagione su un altro caso, potrei finalmente trovargli tempo.

    Quanto a Insatiable, faccio parte di chi mal l'ha digerita. Non per i temi e l'ironia tagliente (per carità! le polemiche proprio non le ho capite) ma per la troppa carne al fuoco e il troppo trash della prima stagione. Penso me ne starò a digiuno, concentrando le mie forze su altro, che anch'io mi ritrovo intasata di titoli al momento :)

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    1. Sono d'accordo sulla genuinità, sulla sofferenza forse meno nel senso che a mio avviso è lo stesso discorso che fai tu per Insatiable: troppa carne al fuoco per potersi concentrare sulla reale sofferenza. Solo che uno almeno alleggerisce con ironia, l'altro affossa con ulteriore roba, no?

      Jessica Biel credo susciti ben poca simpatia a chiunque (e devo dire che provo anche meno simpatia per il marito, una bella coppia insomma)

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  4. Posso commentare solo Euphoria, ebbene per alcuni aspetti ti do ragione, per altri no, in ogni caso piaciuto più di quanto mi aspettassi ;)

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  5. Ottima analisi di Insatiable!
    Una serie che è sì trash, un guilty pleasure, però ha anche un suo lato profondo e offre delle riflessioni non male. Come tu hai dimostrato.

    Euphoria però è una bomba sotto tutti i punti di vista. ;)

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    1. Detto da te è un doppio complimento, anche se non siamo d'accordo su Euphoria :D

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  6. appare la prima le altre non le conoscevo ma ormai le serie con gli adolescenti lungi da me mi hanno letteralmente rotto e che 2 bolle coi loro problemi.. proprio questo periodo vorrei iniziare qualche serie nuova.. ne ho molte in lista devo vedere un po'..

    mallory

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    1. Capisco bene, anche io ormai sono scocciato da questi ragazzetti! Che cosa inizierai :)?

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  7. Insatiable ho provato a vederlo, ma a neanche metà del primo episodio ho chiuso, proprio non riuscivo a guardarlo, questo tipo di telefilm mi annoiano da morire. Euphoria invece è prossimo in lista, VOGLIO assolutamente guardarlo, perchè come hai detto tu, tutti lo consigliano, e sono curiosissima. Inoltre credo sia un genere che potrebbe piacermi, da come l'hai descritto tu e dall'idea che mi sono fatta, mi ricorda skins in versione moderna.

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    1. Non avendo visto skins non posso fare un paragone, ma credo che ci siano tante serie tv che hanno trattato gli stessi temi

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  8. Di The Sinner mi è piaciuta più la prima stagione, che la seconda. Non l'ho trovata particolarmente lenta o noiosa :)

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    1. Interessante, perché in effetti non ho letto ancora nulla della seconda stagione, quindi non so bene cosa aspettarmi ma spero mi piaccia. Quanto alla prima non l'ho trovata anche io lenta o noiosa...

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  9. Io al momento sono in fermo e non ne ho vista neppure una tra queste. Come genere The Sinner potrebbe fare al caso mio, ma dovrei trovare il tempo -.-'
    Pensa che ho iniziato Carnival Row due settimane fa e sono ancora ferma a due puntate.

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    1. Purtroppo capita, anche a io con Modern Love sono fermo da un sacco :D Ma c'è sempre tempo!

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