mercoledì 29 maggio 2019

|#backtoseries chapter 37|
Game of Thrones 8: tutti i punti deboli e le domande irrisolte ⚔ 🐉 ⚔

Facciamo tutti un respiro profondo e proviamo a parlare dell'ultima stagione di Game of Thrones. Vorrei tentare di raccontarvi le mie impressioni ora che la bolla di critiche e commenti si è un po' sgonfiata.
Siamo arrivati alla fine e questo è già un bene, perché di serie tv che non si concludono o che vengono perpetrate all'infinito ne ho viste a bizzeffe quindi è tanto di guadagnato, ma queste sei puntate de Il Trono di spade hanno avuto diversi elementi su cui moltissimi hanno avuto da ridire, compreso il sottoscritto. Stavo riflettendo tra l'altro che Game of Thrones è stato trasmesso per la prima volta quando ho deciso di aprire questo blog, quindi un po' ci sono affezionato.
Ma intanto fatemi dare alcune premesse.

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Da qui in avanti ci saranno tanti spoiler, per cui se siete rimasti indietro con gli episodi ma volete comunque proseguire a leggere, sono fatti vostri.
Un altro preambolo che sostengo da sempre è di prendere quanto dirò con leggerezza, e più in generale credo che tutti dovremmo approcciarci alla serie con meno ossessività perché è pur sempre qualcosa di inventato che non migliora o peggiora la vostra vita sociale, ci sono dei draghi che volano, ed una donna con i capelli platinati che non ha problemi di ricrescita, quindi diamoci una calmata.
Credo sia più che normale che questa ottava stagione di Game of Thrones vi possa essere piaciuta, e io stesso ho notato scene davvero belle non solo visivamente ma anche emotivamente, che mi hanno coinvolto, e più in generale per me resta una serie tv che sa intrattenere, e che si è creata nel mondo un gigantesco stuolo di fan affezionatissimi, per cui non parliamo di robetta. Ho apprezzato ad esempio la ciclicità degli eventi, quindi la ripresa di certe situazioni, di certi dialoghi o scene dei precedenti episodi e creare un collegamento o un riferimento, soprattutto alla prima stagione.



Tuttavia credo che con nessun'altra stagione ho notato così tanti meme online, e se si è arrivati ad una petizione per rifare da capo l'ottavo capitolo, e se la suddetta petizione ha superato il milione e cinquecentomila firme, un motivo ci sarà. E la cosa più problematica è che chiunque abbia sollevato dubbi su questa chiusura della serie, ha puntato il dito praticamente alle stesse questioni. Questo credo significhi che non è che ci siamo svegliati di punto in bianco ed abbiamo deciso di mettere al microscopio Game of Thrones, ma che evidentemente ci sono proprio problemi strutturali.
George R. R. Martin ha abbandonato la scialuppa da un pezzo e quindi tutto era sul groppone dei due David Benioff e Daniel B. Weiss che secondo me hanno fatto anche delle figure barbine non da poco.


L'inizio di questa ottava stagione non è stata nemmeno malaccio a mio avviso, anzi la prima puntata mi ha fatto sperare, perché sembravano ben predisposti non solo a ricongiungere le fila del discorso, ma anche a darci i momenti più succulenti che stavamo aspettando. Finalmente Jon infatti scopre di essere in realtà Aegon Targaryen quindi anche erede al trono.
Ma anche il ricongiungimento dei fratelli Stark è stato tutto sommato un momento tenero, nonostante fra Arya e Bran gli stramboidi non si contano più. Tuttavia già dal primo episodio ho avuto anche attimi di perplessità che non potrò chiarirmi mai.


Ad esempio il rapporto fra Cersei e quel burino di Euron Greyjoy, e più in generale la presenza di quest'ultimo, che sembra sempre un pesce fuor d'acqua, una situazione ambigua ma in modo inutile; o anche come mai Yara Greyjoy (salvata dal fratello che spunta non si sa da dove) preferisca riconquistare le Isole di Ferro - che se non erro sono situate abbastanza vicine al nord per cui potrebbero essere attaccate dai non morti - per nome di Daenerys, piuttosto che restare a fianco del fratello Theon che magari ci lascia le penne e non lo vede mai più. Tra l'altro, una puntata più tardi lo stesso Jon Snow ammetterà che gli servono quanti più uomini possibili, ma questi pensano alle Isole di Ferro.
Ma sono tutte quisquilie rispetto a quello che accade nelle puntate successive.
Già il secondo episodio per me è stato un po' meno piacevole, o meglio qualcosa iniziava a scricchiolare, un aspetto su tutti la gestione dei tempi. Uno dei problemi di Game of Thrones 8 è stata la fretta con cui si sono consumati non solo i momenti salienti, che letteralmente aspettavamo da otto stagioni, ma anche circostanze di minore importanza. 



Sono ben conscio che le tempistiche di un prodotto televisivo a volte non sono decise dagli sceneggiatori, ma dalla rete, dai costi, dai contratti, e da tanti elementi esterni, però ci sono stati secondo me comunque degli errori.
Il secondo episodio, Un cavaliere dei Sette Regni, continua in maniera troppo rallentata secondo me, puntando su scene che risultano carine, toccanti, come Brienne che finalmente diventa appunto cavaliere per mano del caro Jaime, o anche imbarazzanti e senza senso come la piccola infrattata di Arya con Gendry Baratheon, ma la latitanza di dialoghi coinvolgenti, che dovevano invece essere il motore, è forse il tassello più debole di questa puntata.
L'episodio doveva essere ripulito e dare più spazio ad altre circostanze, ed altri approfondimenti, soprattutto all'evoluzione dei personaggi. Ad esempio dare maggior risalto alla questione di Bran come memoria del mondo, e quindi preda del Re della Notte, e creare per una volta un piano strategico di attacco e difesa sensato.
Il fatto è che nessuno sa come sconfiggere il Night King, e quando arriva il momento di discuterne, semplicemente non ne parlano. Solo Arya chiederà a Bran se il fuoco del drago può uccidere il temuto nemico, ma nemmeno lui sa rispondere.
Mentre quel bambacione di Jon Snow non ha detto una parola. D'altronde ci siamo per caso dimenticati infatti che la passata stagione pensò bene di andare a catturare un non morto per mostrarlo a Cersei?



Di  tutta questa seconda puntata è secondo me importante sottolineare un aspetto: Daenerys inizia a rompere le scatole con questo benedetto Iron Throne. Sulla sua testa, come su quella di tutti, incombe una minaccia inimmaginabile, ma qui pensano già a cosa succederà dopo la battaglia con i non morti. Un po' uno spoiler, col senno di poi.
Il decadimento più totale inizia però con la terza puntata. Abbiamo aspettato con trepidazione la battaglia con i non morti e il Re della Notte, ma è stato un susseguirsi di situazioni senza senso logico. Speravo che la componente magica potesse prendere il sopravvento e tornare potente ed in effetti ce lo fanno credere con Melisandre, la strega rossa giunta da chissà dove, che infiamma, in questa scena molto suggestiva, le lance dei Dothraki prima e la recinzione poi, ma tutto questo ha efficacia ed utilità pari a zero.



I Dothraki appunto vengono mandati avanti come carne da macello, ma dopo un breve scontro battono la ritirata, e da quel momento non si vede più nulla, letteralmente. I creatori di GOT hanno ammesso di voler rendere le scene realistiche quindi una battaglia in una oscura notte durante una tempesta, ma non hanno pensato che gente miope come me in tutto quel buio non avrebbe capito cosa stesse accadendo. La cosa più comica è che il direttore alla fotografia ha dato la colpa ai nostri schermi e alla nostra capacità di regolarli, ma non siamo tutti svegli come Jon Snow per nostra fortuna, quindi pur mettendo le impostazioni di luminosità alla potenza di un raggio fotonico, non si vedeva una fava.



Di questa terza puntata, a parte appunto qualche scena d'azione, riesco a salvare ben poco, ma è stato un susseguirsi di situazioni tragicomiche che ormai sono diventate la caratteristica di Game of Thrones 8, come ad esempio Bran Strark che in tutta tranquillità nel corso della battaglia, si fa un viaggio astrale. Col senno di poi mi par di capire che abbia avvertito il Re della Notte su quello che stava accadendo sul campo di battaglia, vediamo infatti che i suoi corvi passano accanto al nemico, ma anche qui nessuna certezza. 
Mi è piaciuta invece la parte di Arya all'interno della libreria, quando sguiscia qui e lì fra i White Walkers, ma ovviamente la serietà è durata poco. Più tardi, dopo una serie di inseguimenti, ce la ritroviamo con Melisandre, rinchiusa in quattro mura, ma dopo una illuminazione, la vediamo scappare verso l'infinito e oltre. Cioè tu sei circondata da non morti, ti sei rifugiata a fatica e sembra che la porta della stanza stia per cedere, ma corri via all'urlo di "Not Today".
Esattamente dove andava? Dove voleva uscire? 



Ma questo è solo l'inizio di una catena di assurdità. Mentre tutti i protagonisti principali stavano infatti combattendo senza tregua e sopravvivendo "stranamente" a quell'ammasso imbestialito di voraci non morti, Jon Snow si mette ad urlare contro Viserion ormai ferito e impazzito, come se così potesse fermarlo, ma il peggio avviene dopo, quando il Re della notte e la sua gang di Estranei raggiunge finalmente Bran che se ne stava bel bello, in cortile sotto l'alberello. 
A proposito, che potere ha questo Albero-diga? Perché stanno sempre tutti lì sotto a confabulare?
Il nuovo Corvo a Tre Occhi sta per lasciarci le penne, ma arriva la salvifica Arya che dall'infinito in cui si era rifugiata, sbuca e riesce a uccidere il Night King, che si sgretola come un freezer a cui manca la corrente, e con lui chiunque abbia creato, in una gigantesca reazione a catena.


Poniamo il caso che Arya, nell'attaccare il Re della Notte, abbia tentato il tutto per tutto semplicemente cercando di difendere il fratello, fermo restando che questa è una mia presunzione che non ha nulla a che fare con la serie. Poniamo anche il caso che Arya sia riuscita a nascondersi da uno stuolo di non morti (cosa che non le riusciva poco prima), Estranei e appunto dal Night King grazie alle sue abilità mimetiche che il Dio dai Mille Volti le aveva insegnato, e a prendere una rincorsa con slancio di almeno un metro e ottanta. Ma c'è un grosso problema: il Night King per non so quante stagioni ci è stato presentato come una creatura indistruttibile ed anzi molto pericolosa da avere vicino ed affrontare faccia a faccia, che con una lancia era riuscito ad uccidere al volo un drago in un solo colpo. Che senso ha farlo morire in uno scontro frontale con una ragazza che non ha la conoscenza del suo antagonista e la preparazione per affrontarlo? Questo spietato mostro che dovrebbe avere anche poteri sovrannaturali di previsione e chissà che altro, ed ha pure una schiera di colleghi attorno che però non muove un dito, perisce in pochi secondi senza letteralmente lottare.
Io pensavo che quando afferra Arya per il collo, l'avrebbe trasformata in un ghiacciolo, o lanciata via in meno di zero secondi, ma nulla.



Questo non è ciò per cui ci hanno preparato, era più credibile se una creatura magica fosse sconfitta appunto con la magia da un essere altrettanto potente, perché se togliete i white walkers, la loro storyline non toglie nulla al resto. Il problema, per quanto mi riguarda, non è che sia stata Arya ad uccidere il Night King, sebbene lei non l'abbia mai visto quindi in teoria sarebbe la meno adatta, ma non può essere così facile.
Il reale pericolo allora non era il re della Notte ma il suo esercito quantomeno per maggioranza?
Questo terzo episodio sarà solo l'inizio di una serie di vuoti narrativi e di parti lasciate in aria senza una spiegazione.
Già ad esempio la conclusione della terza puntata ripresenta alcune vecchie incognite: com'è che Melisandre finisce addirittura per morire una volta che si toglie la collana, quando in passato abbiamo visto che non accadeva? È stato perché il Dio della Luce non la considerava più utile alla sua causa? E qual era lo scopo di questa divinità? E dov'è finita?
Qua non ci sta nemmeno un lumino secondo me.



Ma il peggio viene dopo.
Quarta puntata, dopo un breve funerale ai caduti troviamo i nostri prodi eroi a festeggiare banchettando nonostante, per stessa ammissione dei personaggi, c'era carenza di cibo e risorse.
Proseguiamo poi con i piagnistei di Daenerys convinta che tutti debbano riverirla e considerarla la loro regina anche al Nord senza però muoversi minimamente politicamente, ma semplicemente imponendo la sua forza con i draghi e l'esercito. Nessuno ha notato la scena angosciante in cui implora Jon di non rivelare la sua identità e soprattutto il modo in cui spegne la sua umanità?
Si passa poi per parentesi amoroso-inciuciose, come quella fra Jaime e Brienne, che risultano semplicemente imbarazzanti e sconclusionate, inutili e forzate. Tutte parti che potevano (dovevano?) essere epurate. 
Il resto dell'episodio è stato per me un susseguirsi di domande.



Perché non ci viene mostrata la reazione di Arya e Sansa quando scoprono che Jon è un Targaryen
Come fa Bronn a sgattaiolare senza essere notato e trovare giustappunto entrambi i fratelli Lannister che stanno lì a bisbocciare per tentare di ucciderli? 
Com'è possibile che navi, uomini in marcia e draghi abbiano impiegato il tempo di un paio di scene ad arrivare ad Approdo del Re dal Nord senza il minimo realismo? 
Perché andarci con ben due draghi, considerando che uno è semi ferito e non può avere un condottiero in sella che lo manovri? I draghi, da quanto sappiamo, non sono molto autonomi. Eppure avevamo visto cosa era accaduto la passata stagione con il Re della notte e appunto l'uccisione di Viserion.
Con quale faccia i creatori di Game of Thrones hanno giustificato tutta questa parte come una semplice dimenticanza da parte di Daenerys?



E non sarebbe stato più logico se Daenerys avesse deciso comunque di provare almeno ad infliggere un minimo danno contro la flotta di Euron Trucido Greyjoy magari affrontandola da dietro? 
Com'è accaduto che Cersei sia riuscita a rapire Missandei nella baraonda di una battaglia acquatica?
E perché l'unica reazione di Verme Grigio anche alla morte della persona amata è la stessa, unica, costante espressione? Mi sarei aspettato qualcosa di più in verità.



Anche quella scena è un'altra occasione per attaccare di spalle il nemico e risolvere una gran questione, ma era meglio tirarci su un'altra puntata fatta di nonsense.
È vero che c'era un piano di Varys per avvelenare Daenerys? E a chi stava scrivendo prima di essere giustiziato? Perché si toglie gli anelli? E perché tutte queste sotto trame vengono buttate lì a caso senza un proseguo o una spiegazione?
È possibile che Jon Snow per cinque puntate da più di un'ora l'una non riesca a formulare una frase più articolata di "She is my queen/You'll always be my queen"? L'abbiamo capito che è un bambacione, lo diciamo da intere stagioni, ma non è che raccontandocelo in un determinato modo per poi regalarci un twist finale ce lo fate apparire come colto da un improvviso attacco di saggezza.
A proposito di cambi di idee, quando è successo che Jaime Lannister ha deciso che volesse ritornare dalla sorella per morire insieme a lei? Tutte le disavventure che ha vissuto, che hanno portato ad una sua redenzione e conversione verso un lato più saggio, capendo gli errori e le brutture di Cersei, non sono servite a niente? Facciamo finta che la settima stagione non sia mai esistita?
Ricordiamo tra l'altro che lo stesso Jaime fermò il Mad King dall'uccidere chiunque.
Ma soprattutto com'è stata concepita quella che doveva essere la resa dei conti fra Daenerys e Cersei?


Penso che un po' tutti ci aspettavamo qualcosa che riuscisse ad essere epico e tensivo, vista la delusione dello scontro col Re della Notte ma subito sono iniziate le incongruenze.
Con quale logica Daenerys riesce improvvisamente a cogliere alla sprovvista non solo la flotta di Euron ma anche la Compagnia Dorata, e ad avere il sopravvento? E quando mai si è visto un muro di roccia che brucia?
Quand'è successo che Approdo del Re diventasse una ridente e florida cittadina?
Fatemi fare però un passo indietro prima di questo scontro infuocato. Daenerys fa un discorso che secondo me molti hanno sottovalutato, perché in questo marasma di scene senza senso è la stessa Dany a prepararci a quello che verrà. Lei ci avverte che non intende mostrare compassione, perché i suoi avversari vedono nella sua benevolenza una debolezza. Ma al cambio di atteggiamento della ex ultima Targaryen eravamo pronti anche per altre questioni. Non solo perché per tutta l'ottava stagione non fa altro che ripeterci che vuole questo benedetto trono, ma perché per tutte le passate stagioni l'unica risposta di Daenerys era dar fuoco a tutto.
Non ti inginocchi? Ti do fuoco.
Sei uno schiavista? Ti do fuoco.
Sei il Re della Notte? Ti do fuoco.
Mi freghi l'ultima fetta di torta? Ti do fuoco.


Daenerys è sempre stata un po' bipolare: da un lato ha l'intento di agire per il bene, ma dall'altro ha sempre scelto dei metodi tutt'altro che magnanimi e compassionevoli. Ed in ogni situazione violenta non è stata proprio di stomaco debole, ma anzi si è goduta la scena con tanto di pop corn.
Le perdite di Jorah, Viseris e Rhaegal, di Missandei, dell'amore di Jon, della fedeltà di Varys e Tyrion, e più in generale l'assenza di alleati, diventano per lei la goccia che fa traboccare il vaso, e questo è il risultato.
C'è la possibilità che tu, cittadino random di Approdo del Re, non voglia inginocchiarti al mio cospetto? Ti do fuoco.
Purtroppo però capisco che per alcuni il suo cambiamento, per quanto sia stato fisiologico, è troppo brusco.
Un altro problema è come si svolge questo suo attacco. Lei infatti inizia ad incendiare tutto, quando in realtà avrebbe avuto più senso attaccare subito la Fortezza Rossa, scontrarsi con Cersei direttamente per accertarsi che non sia scappata da qualche parte ma che schiatti per mano sua. Anche perché con la tecnica del "'ndo cojo cojo" il rischio di uccidere i suoi uomini è alto.
Inoltre bastava un piccolo espediente per giustificare il suo attacco: non suonare alcuna campana in una strenua resistenza di Cersei.
Restava sempre pazza col botto, ma con un senso.



Non scopriremo mai a cosa serviva l'Alto Fuoco che vediamo esplodere qui e lì durante l'attacco.
Ritorniamo a dove eravamo rimasti.
La tristezza dell'epilogo di Cersei. Mi aspettavo un piano segreto o qualcosa per contrattaccare, visto che su di lei incombevano due pericoli teorici: i non morti, considerando che si era rifiutata di aiutare Jon Snow e Daenerys, e la stessa Targaryen. Ma pare che in tutto questo tempo non abbia saputo far altro che persistere con quel taglio di capelli orrendo.
La vediamo sgattaiolare via dallo scontro fra i fratelli Clegane, la Montagna, che per un bug di sistema decide di non proteggere più la sua regina, ed il Mastino, e la rivedremo ricongiungersi con Jaime, che nel mentre si è scazzottato e pugnalato a random con Euron Greyjoy, che incontra così per caso sulla spiaggia. Situazioni improbabili buttate alla rinfusa.

Era troppo imbarazzante per non farci una gif.
Non si capisce come ma i due fratelli Lannister, invece di cercare una via di fuga meno rischiosa, come un'uscita dalle cucine, una finestra, un qualunque luogo ancora intatto, visto che sta letteralmente crollando tutto sulle loro teste, scelgono di arrivare al sotterraneo. Inutile spiegare come andrà a finire.
Ma c'è di meglio.
Vi ricordate che Arya Stark per stagioni su stagioni ci ha fatto una capoccia grossa così sul voler uccidere Cersei? Ha cambiato idea in meno di tre secondi e la ritroviamo che scappa fra le strade di King's Landing, intrappolata dalle fiamme instancabili di Daenerys.
La scena è concitata, struggente, cruda e ci permette di vivere in prima persona la vicenda, e presumiamo che non ne esca viva visto che chiunque muore carbonizzato o per il crollo degli edifici, ma Arya Stark non muore.
Si alza sulle sue gambe fra le ceneri e le macerie, e non ha nemmeno una slogatura ad una gamba, non ha perso un guanto, o la spada, non ha nemmeno i vestiti strappati. E lì, nel mezzo della fornace fatta di morte, trova un bellissimo cavallo bianco che sembra aspettarla.


Io lì sono scoppiato a ridere, ma ho fatto un respiro profondo pensando fosse un accenno a qualcosa a cui avremmo assistito nella puntata finale di Game of Thrones. Magari il signore della Luce, R'hllor, ci sta mandando dei messaggi per dire che lei avrà un ruolo fondamentale nello svolgere delle vicende. 
Ma arriviamo alla sesta ed ultima puntata. 
Vi ricordate come sono morti Jamie e Cersei? Hanno fatto la fine del sorcio avendo avuto la brillante idea di passare ad ogni costo dal sotterraneo.



Era crollata su di loro la Fortezza Rossa, sotto il peso delle fiamme del drago di Daenerys, che sembrava si fosse sbriciolata come una Kinder Brioss alla ciliegia, perché giustamente se crollano le fondamenta, crolla tutto, no?
Peccato però che poi quando Tyrion andrà a cercare i corpi dei due fratelli, che dovrebbero essere praticamente polpette schiacciate, ci arriverà in modo estremamente facile, e li troverà sotterrati sotto due mattoni in croce, abbracciati e più sani di Arya che esce dall'inferno.
Non vi pare che dalla scena manchi qualcosa?


E vi ricordate il cavallo di Arya? 
Bene, dimenticatelo perché la ritroviamo di nuovo a piedi. E state pensando che anche a piedi avrà un ruolo centrale da questa parte in avanti? Bene, no, perché non farà più nulla.
Vi ricordate anche che i Dothraki e gli Immacolati erano stati decimati da ben due battaglie mortali, una con i non-morti, ed una con l'esercito di Cersei
Bene, dimenticate anche quello perché si sono riprodotti nella notte e Daenerys ha ancora un'armata praticamente infinita.



Vi ricordate il modo in cui Daenerys risolve ogni torto subito? Bene, dimenticate pure quello perché una volta che Tyrion rinuncerà al suo ruolo dopo lo scempio commesso dalla sua Regina, e quindi la tradirà per la seconda volta, non schiatterà sotto il fuoco di Drogon, ma verrà messo in prigione.
E di nuovo ritroviamo Jon Snow che prova a convincere tutti che lei è nel giusto, che è la sua Queen, e tenterà pure di far ragionare Daenerys dicendole di darsi un attimo una calmata. Ma lei insiste col suo piano tirannico e quindi Jon ha capito che è il momento di agire infilzando a morte Daenerys.
Un momento che doveva risultare estremamente drammatico si consuma in maniera asettica emotivamente nel giro di 5 minuti.
La reazione più assurda è quella di Drogon: la bestia infatti capisce che la madre è morta e cosa fa? Uccide Jon? No.
Capisce che Jon non aveva tutti i torti? No.
Distrugge tutto? No.
Sputa fuoco sull'oggetto del contendere, perché il drago è diventato un fine statista, e scioglie per sempre il trono di spade, per poi volare via con il corpo esanime di Daenerys.
Dove volerà Drogon? Non si sa.



Dopo un salto temporale non chiaramente esplicitato scopriamo che Jon è stato imprigionato, sebbene non ci fanno vedere una sua confessione, non c'è un testimone dell'atto, non c'è il corpo di Daenerys né l'arma del delitto, e che Verme Grigio comanda su Approdo del Re perché lui è a capo dell'esercito degli Immacolati. Questo sarebbe un colpo di stato in teoria perché Verme Grigio non ha alcun potere politico, né ha qualche titolo, ma facciamo finta di niente.
Comunque bisogna decidere chi sarà il prossimo Re e che fare con Jon Snow, quindi si sono radunati tutti i Lord delle diverse regioni.
Se vi state chiedendo perché il capo Verme Grigio non ha ucciso Jon Snow subito, anche solo per un impeto di ira, sappiate che non c'è una risposta.



I legittimi eredi al trono sono due: Jon Snow AKA Aegon Targaryen, e Lord Gendry Baratheon, figlio di Robert Baratheon e fan di Arya, ma nessuno fa riferimento alle caratteristiche di questi due personaggi. Pare che nessuno sappia che Jon è un Targaryen nonostante fino a poco prima fosse una notizia dalla portata deflagrante, e pare che essere riportato in vita dal Signore della luce non sia un curriculum sufficiente; è così che una delle storyline più importanti viene abbandonata come nulla fosse. Dall'altro lato nessuno propone manco per sbaglio Gendry. Capitolo chiuso perché sarà Tyrion a proporre che il prossimo re deve essere qualcuno che rappresenta la memoria del mondo: Brandon Strak o meglio il Corvo a Tre Occhi, che, non dimentichiamo, fino ad allora era stato presentato come un personaggio super partes, e lui stesso più volte ha affermato di non volere il potere.
Un personaggio che in questa ottava stagione ha fatto soltanto l'esca, non apportando nulla né in bene né in male, almeno apparentemente.
E sapete quale sarà la risposta di Bran?


"Son venuto qui apposta".
In pratica come a lasciare intendere che lui in realtà, grazie ai suoi poteri, non solo sapeva già tutto, ma ha fatto in modo di arrivare al trono, a discapito di tantissimi innocenti. È anche vero che nessuno gli ha chiesto più di tanto consiglio, ma pure tu, intervieni, dì qualcosa.



Col senno di poi abbiamo capito che l'unica ruota che bisognava spezzare era quella della seggiolina di Bran.
In ogni caso, se Bran Lo Spezzato, come verrà chiamato, sapesse già tutto non verrà mai esplicitato.
L'operato del nuovo re avrà già poco senso: infatti piuttosto che scarcerare il fratello, lo farà andare in esilio con i Guardiani della notte, peccato che non ci sia più nulla da guardare.
Alla fine della fiera troviamo Arya che decide di salpare alla scoperta dell'inesplorato est, non si sa bene con quale flotta pagata da non si sa chi, e Sansa regina del Nord, visto che ha chiesto l'indipendenza al fratello. Su di lei non ho nulla di che da dire, ha fatto un percorso sensato, e non mi pare abbia fatto o detto qualcosa di particolarmente strambo. Certo, il fatto che le abbiano messo in bocca frasi del tipo "sono contenta per quel che mi è successo perché mi ha resa più forte" sono completamente fuori da ogni mondo, ma non pretendiamo troppo a questo punto.
Non ho capito invece perché gli Immacolati vogliano andare alle isole di Naath dove, in teoria a causa della febbre delle farfalle che colpisce i non indigeni, non dovrebbero avere vita lunga.
Questi però sono solo alcuni dei dubbi che mi son venuti in mente perché potrei continuare.



Ad esempio dove sono andati i Dothraki? Nell'ultima parte della sesta puntata di Game of Thrones li vediamo bighellonare in giro, ma non è chiaro che fine faranno.
Chi ha ricostruito e riabitato Approdo del Re in così poco tempo?
Chi è stato così stupido da eleggere un mercenario come Bronn nel ruolo di Maestro del Conio?
Che fine ha fatto Daario Naharis? Nessuno ne ha fatto più parola.
E cosa è successo a Dorne? Vediamo questo nuovo principe che spunta lì a caso fra il concilio di Lord ma non ne sappiamo nulla. Su Twitter però ho trovato questo:


Ma Twitter non fa parte di Game of Thrones.
Chi ha ricostruito la Barriera? Quando è successo e quale scopo ha ora? Come è stato possibile farlo in così poco tempo visto che è alta circa 210 metri?
Perché Yara Greyjoy o qualche altro Lord non ha chiesto la dipendenza del proprio stato come ha fatto Sansa con il Nord?
Bran riuscirà a rintracciare Drogon e lo farà tornare o si limiterà a tenerlo a bada?



Ho fatto un po' lo scemo come sempre ma la verità è che non mi sento di dare più della sufficienza a questa ottava stagione de Il Trono di Spade. Ero stato credo molto indulgente con tutte le varie stagioni precedenti godendo dell'epicità dello svolgimento, della tensione, e della accuratezza, e non soffermandomi su dettagli che magari potevano essere deboli, perché alla fine ci sta: nessuna serie tv può essere perfetta o accontentare le speranze di tutti. Game of Thrones era basato su delle regole tutte sue, dove poteva accadere qualunque cosa anche ai nostri personaggi preferiti, e non c'era indulgenza, anzi ci si soffermava sugli aspetti più negativi. Questo a cui abbiamo assistito non è nemmeno lo stesso show che sovvertiva le nostre aspettative costantemente.
Questo Winter is Coming è stato semplicemente un motto trito e ritrito che non ha portato a nulla.

Una delle poche belle scene.

La mia idea non era quella di fare un resoconto così dettagliato, ma credo che anche chi non segue la serie può rendersi conto come sia stata una stagione debole, rispetto all'intricato intreccio che avevamo conosciuto prima. Il problema per me non è tanto ciò che accade, perché se ad esempio ad uccidere il Re della Notte sia Arya piuttosto che Jon o il primo sfigato che passa, non mi tange, non è questione di tifoserie, ma lo sviluppo, senza dialoghi approfonditi, con assenza di passaggi, letteralmente scene che non ci vengono mostrate, e a mancanza di coerenza fra una puntata e l'altra, sono cose che non possono essere accettate. L'aggiunta di intere parti che non hanno completamente senso né all'interno del mondo di Game of Thrones né nella realtà che conosciamo poi è un'aggravante.
Per non parlare ancora della storia della tazza di Starbucks e della bottiglietta d'acqua.

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Giuro che sono vere, le ho viste con i miei occhi.
Stiamo parlando di uno show con un budget impressionante e nessuno, in fase di montaggio o post produzione o semplicemente rivedendo gli episodi prima di renderli pubblici ha notato una cosa del genere?
Ma tornano alla storia, molti fan a cui è piaciuta questa stagione purtroppo non capiscono che lo spettatore non può semplicemente immaginare o dedurre una cosa, le teorie online non possono supplire al lavoro dello sceneggiatore, così come l'emotività o l'affezionarsi ad un personaggio non può stabilire l'andazzo della serie. Questo ultimo capitolo doveva chiudere quante più parentesi possibili, e per quanto posso capire sia difficile ributtare in mezzo personaggi del passato e vecchie storyline, in molti casi bastava semplicemente strutturare meglio i dialoghi. Altre volte bastava non includere scenette pietose come il siparietto finale con Tyrion, Bronn e la combriccola di allegri compari, ma dare spazio a questioni importanti.
Gli sceneggiatori invece hanno lasciato troppi dubbi, tagliando a destra e a manca, e dando l'impressione di un finale raffazzonato e frettoloso, con una caratterizzazione dei personaggi così povera che tutti sembravano rincitrulliti.
Game of Thrones comunque ci ha dato tanto e sono certo che questa fine in realtà non è una vera e propria fine.



venerdì 24 maggio 2019

|Beauty Cues|
Curiamo le labbra con i prodotti Antos 👄

Negli ultimi mesi mi son trovato ad utilizzare più o meno tutti insieme alcuni prodotti per la cura delle labbra di Antos Cosmesi, ed essendo praticamente una routine in fasi, ho pensato perché non raccoglierli e parlane in un'unica review.
Credo che sia l'azienda che la linea di cere labbra non abbia bisogno di presentazioni, ed io stesso ne provai una circa ormai quattro anni fa, e non fu proprio l'esperienza migliore. Ovviamente col tempo la gamma si è ampliata e quindi mi sembra il momento ideale di riparlarne.

Antos Scrub labbra al nocciolo di albicocca



Come ogni routine non può che iniziare che con l'esfoliazione, in questo caso con un scrub fisico composto da piccolissimi granuli dati dai noccioli di albicocca. Ammetto che questo scrub labbra non è uno dei prodotti che avrei acquistato perché non è una mia principale esigenza ma era un bonus che Antos regalava tempo fa negli ordini durante la promozione con VanitySpaceBlog, quindi ho avuto modo comunque di provarlo e mi ha stupito.
Si tratta di una cremina color biscotto dal profumo dolce di nocciole con all'interno appunto tanti granuli molto sottili. L'erogatore col taglio obliquo si adatta bene a prelevare lo scrub ma ovviamente va poi massaggiato con le mani.
Vi dicevo che lo scrub labbra non è qualcosa che ritengo indispensabile nella mia routine periodica eppure mi è piaciuto usare questo di Antos saltuariamente, quando magari vedo le labbra più secche e spente, perché non solo ovviamente elimina le pellicine, lasciando le labbra lisce e morbide, ma va a stimolare un po' la circolazione dando già un aspetto più vivo alle labbra.



Inoltre si rimuove facilmente, senza lasciare patine unte, quindi se poi volete applicarci del make up non credo sia problematico. Il feeling che sento sulle labbra è comunque idratante, quindi non ho un effetto rebound di maggiore secchezza.
Nella formulazione infatti hanno inserito burro di karitè, olio di ricino e di avocado, ma anche estratto di calendula e di malva per lenire, mentre hanno aggiunto estratto di mirtillo e bergamotto per tonificare.
Non ho mai notato fastidio o irritazione nell'utilizzarlo ma come con tutti gli esfolianti fisici sta a voi dosare la forza e la frequenza di utilizzo specie in una zona così delicata. Io personalmente non l'ho utilizzato più di una volta a settimana.
Insomma lo scrub labbra Antos mi ha sorpreso perché oltre a svolgere la funzione di esfoliare ed eliminare eventuali pellicine, si prende cura delle labbra lasciando una lieve idratazione e di conseguenza le labbra appaiono più sane e con un colorito più gradevole.

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🔎 Bioprofumeria, Online, Sito Antos
💸 €4.50
🏋 10 ml
🗺 Made in Italy
⏳ Scadenza sulla confezione
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Antos Volumizzante Labbra Naturale




Non è la prima volta che provo un prodotto per le labbra che promette di donare volume, ma ci tengo a specificare che lo faccio consciamente: non mi aspetto di ottenere l'effetto iniezioni di acido ialuronico alla una a caso della famiglia Kardashian/Jenner, ma mi piace quella sensazione di pizzicore sulle labbra, di freschezza, il modo in cui questi prodotti rendono le labbra più toniche.
Nel caso del Volumizzante Labbra Antos questa azione di turgore è data da

"L'estratto di capsico e gli oli essenziali di cannella e menta piperita stimolano la circolazione sanguigna. Il burro di karitè, l'olio di ricino e gli estratti di malva e calendula contribuiscono a idratare e a lenire le labbra, per un'azione volumizzante ma idratante nello stesso tempo."
in più hanno aggiunto sodio ialuronato, olio di avocado e di germe di grano per una maggiore azione idratante e nutriente.
Antos suggerisce di prendere una piccola quantità di prodotto, e di massaggiarla fin quando non si assorbe, io semplicemente la stendo con l'applicatore e poi sfrego le labbra fra di loro fin quando non si assorbe.
Proprio perché contiene queste sostanze rubefacenti, l'azienda suggerisce di usarlo come un trattamento massimo tre volte a settimana, ed in questo caso ho seguito le indicazioni.
La consistenza è simile a quella delle cere labbra, se ne avete provata una: è una sorta di cremina cerosa leggermente granulosa, ma si scioglie subito in una texture più liscia. Purtroppo anche con il Volumizzante ho notato che la consistenza tende un po' a separarsi: di tanto in tanto mi ritrovavo a prelevare una parte oleosa prima di raggiungere quella cremosa. Ho un po' risolto shakerando di tanto in tanto il tubetto prima di utilizzarlo, ma credo che il problema ci sia e quindi vi avviso. Shakerate!



Mi è capitato, ma non ditelo a quelli di Antos, di lasciarlo agire sulle labbra senza massaggiarlo, perché ha un finish lucido carino e non mi ha dato fastidio, sembra semplicemente un balsamo labbra. Rispetto alla cera labbra che provai anni fa, trovo che abbia più aderenza alle labbra ed una maggiore durata. L'aroma che avverto da questo Volumizzante Labbra è principalmente quello della cannella con un sentore più fresco, mentre sulle labbra sento un formicolio, ma abbastanza delicato e che non dura tantissimo. Non credo che qualcuno possa provare fastidio da questo pizzicore tanto è leggero.
Come potete immaginare il risultato che ottengo non è esattamente di volume, ma le labbra risultano sicuramente più toniche, con un colorito più acceso e, complice anche il potere idratante che ha, le lineette sulla mucosa appaiono meno evidenti, e sento anche le labbra più lisce e morbide quindi tutte caratteristiche che contribuiscono a farle sembrare più belle. Capisco come mai Antos lo consigli come base per il rossetto: migliora sia l'aspetto che la consistenza delle labbra.
Quindi il Volumizzante labbra naturale per me è un trucchetto rivitalizzante da tenere sempre a disposizione in tasca per quando le labbra hanno perso di bellezza ed intensità, ed hanno bisogno di una svegliata.

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The Real Balm - Stick labbra



In questo terzetto è forse il prodotto più famoso e più apprezzato, e non mi ci è voluto molto a capire come mai il The Real Balm sia così amato ed anzi crei dipendenza. Non vedete doppio, tra l'altro, ho utilizzato due stick, uno che avevo acquistato e uno che invece, come lo scrub labbra, era inserito come regalo in uno degli ordini in offerta sul sito Antos. Quindi è stato un test abbastanza lungo, ed infatti il The Real Balm mi ha persino accompagnato in Irlanda.
Si tratta di un balsamo dalla consistenza ben equilibrata fra l'oleoso e il ceroso, e che quindi sulle labbra lo sento davvero confortevole, le avvolge ma in modo leggero, senza fare patina. Ha una discreta durata sulle labbra, e lo stesso stick non fa pasticci, non è troppo duro o troppo morbido, ma rilascia la giusta quantità in poche passate.
Tutti hanno anche amato il profumo del The Real Balm e lo capisco bene: sa di caramella mou in modo goloso ma non stucchevole o troppo persistente, per cui si sente questo aroma ma non infastidisce (a meno che proprio non odiate le profumazioni dolci).



All'interno della formulazione Antos ha aggiunto pochi elementi ma tutti emollienti e nutrienti come burro di shorea, olio d'oliva e di mango e cera di crusca di riso. Questi mix di oli e burri danno un finish lucido al The Real Balm ma non è qualcosa che a mio avviso un ragazzo non possa portare, non è un effetto troppo glossato, per capirci.
Quel che mi è piaciuto di questo stick labbra oltre a questa sua confortevolezza è ovviamente il modo in cui si prende cura delle labbra, me le va ad ammorbidire, idratare e a nutrire. Nel corso dell'utilizzo, che per buona parte è stato durante l'inverno, con incluso un viaggio in un luogo freddo e ventoso, non mi sono mai ritrovato le labbra secche o rovinate, ma sono sempre rimaste ben protette e sane.



Come sempre ci tengo a dire cosa che potrei anche tenere per me, ma alla fine secondo me chiarisce molto: il The Real Balm non è il miglior burrocacao che abbia mai provato in vita mia. Ce ne sono stati sicuramente altri che hanno avuto la sua stessa efficacia, magari un potere riparativo più rapido e intenso, però mi sono sorpreso di una cosa: finiti questi due stick, ho utilizzato altri balsami labbra che comunque mi sono piaciuti, ma ho sentito la mancanza di questo di Antos, proprio perché è efficace e piacevole, con questo profumino che ti mette allegria e un po' di acquolina, e poi non mi ha mai annoiato. Questo mi suggerisce che sicuramente il The Real Balm cascherà in altri futuri acquisti.

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🔎 Bioprofumeria, Online, Sito Antos
💸 €3.49
🏋 5.5ml
🗺 Made in Italy
⏳ 24 Mesi
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Immagino che conoscevate già questi tre prodotti labbra di Antos per cui non ho scoperto nulla di nuovo, ma se vi va fatemi sapere la vostra, se li avete provati






lunedì 20 maggio 2019

James Charles Drama: cosa è successo e cosa possiamo imparare?

Probabilmente in Italia la notizia non ha avuto un'onda particolarmente propulsiva ma se seguite alcuni canali Youtube stranieri sarete venuti a conoscenza di una situazione controversa che si è scatenata nella beauty community di oltre oceano, che non solo mi ha colpito in quanto tale ma che secondo me porta a riflessioni più ampie.
Se non sapete nulla a riguardo, provo a spiegare l'accaduto, ma perdonatemi se non sarò chiaro perché si tratta di una situazione intricata, fatta di gossip, screenshot, illazioni, contraddizioni e a volte circostanze poco esplicitate, ma che ha avuto una forte portata, al punto che ne hanno parlato anche emittenti come la CNN, Fox News, e il New York Times.
James Charles è un ragazzo omosessuale di 19 anni, ma è anche un miliardario grazie alla sua presenza sui social dove raccoglie in totale circa 30 milioni di follower, principalmente giovanissimi. Prima della sua "caduta", James era il Beauty Guru più seguito su Youtube con oltre 16 milioni di iscritti al suo canale, ma la sua carriera come make up artist e content creator, arrivata all'apice praticamente nel giro di un paio di anni, è stata costellata da diverse problematiche, situazioni imbarazzanti, e spesso controverse.


Tempo addietro tweettò che stava andando in Africa e temeva di prendere l'ebola.
O ancora, in un video sembrò sottintendere che gli uomini trans non fossero uomini. Lui si è scusato, e siamo andati tutti avanti.
Il frame che ha dato fuoco all'intera pellicola (notate il gioco di parole a tema) però è stato il Coachella di quest'anno, il famoso festival di musica che si tiene negli Stati Uniti. Già prima dell'evento James Charles stava attraversando una tempesta per il fatto che i biglietti per un Meet&Great con lui costassero fino a 500 dollari, ma le cose sono andate peggio, quando, per un suo stesso tweet, salta fuori una questione un po' complicata: se da un lato James lamentava di essere stato usato per la sua fama da un ragazzo di nome Gage Gomez, dall'altro lato lo stesso Gage e gli screen dei messaggi intercorsi fra i due sembrano raccontare un'altra storia.



Pare infatti che James, a seguito di un rifiuto da parte del ragazzo, sia diventato un po' pesante e azzeccoso, rivangando il fatto che lui avesse pagato il biglietto del volo e del Coachella a Gage, che però non si era dimostrato altrettanto disponibile nell'avere un rapporto con lui e ad essere affettuoso.

Una situazione un po' promiscua, su cui ho fatto un po' fatica a prendere una posizione ma una cosa mi è chiara: è inaccettabile pretendere una eventuale prestazione sessuale o una relazione affettuosa, in cambio di qualcosa liberamente offerto, ed in questo James ha completamente torto, specie in considerazione di certi messaggi in cui alterna l'essere vittima con il puntare il dito e cercare di mette l'altro ragazzo all'angolo. Un gioco di bastone e carota dove cerca di colpevolizzare l'altro pur essendo in una posizione di vantaggio.

Dall'altro lato lo stesso Gage a mio avviso però è stato un po' confuso: prima si approccia a James Charles come bisessuale-curioso, quindi interessato ad esplorare e tentare un rapporto con un ragazzo, e "casualmente" sceglie la settimana del Coachella per tentare di chiarirsi le idee, "casualmente" con un personaggio come Charles; poi nel suo video-confessione, in cui mastica fastidiosamente tutto il tempo delle patatine, dice invece di essere etero e che James ne era al corrente.
Il problema però resta: James ha cercato di imporre la propria superiorità economica e sociale contro una persona "inferiore" da questo punto di vista?
Arriviamo a Maggio, il Coachella è bello che andato, e James pubblica su Instagram (dove, vi ricordo, è seguito da oltre 15 milioni di persone, soprattutto giovanissimi) una storia in cui ringrazia un'azienda chiamata Sugar Bear Hair per averlo aiutato con il servizio di sicurezza al festival, e soprattutto raccontando come si trovi bene con i prodotti di questa azienda, provati solo per una settimana. Capeggiava in alto ovviamente l'hashtag advertising, come si deve fare quando si sponsorizza un prodotto.



Sugar Bear Hair è un'azienda di integratori, molto spinta dalle sorelle Kardashian, dalla forma di caramelle gommose che promettono di aiutare la crescita dei capelli, in più adesso c'è anche una variante di questo supplemento che dovrebbe aiutare a dormire. Più volte Sugar Bear Hair è stata al centro dell'attenzione per non essere esattamente l'integratore più efficace.
Questo mi fa riflettere su una cosa che so già: noi che siamo da questa parte dello schermo dobbiamo essere attenti a cosa vogliamo trasmettere, il messaggio che mandiamo, i prodotti di cui parliamo, il pubblico a cui ci rivolgiamo, ma soprattutto l'onestà con cui lo facciamo. Pur non avendo milioni e milioni di lettori, dobbiamo essere consci delle persone che potenzialmente possono leggerci, e che un tweet o un post può magari raggiungere anche migliaia di persone. Io stesso mi rendo conto che anni fa scrivevo in un modo che  con la maturità di oggi rileggo in maniera diversa, che se all'epoca ritenevo simpatica un'espressione, adesso mi sembra fuoriluogo, nonostante non creda di essere mai stato altamente offensivo. Questo si traduce anche nel non accettare delle collaborazioni che possono essere controverse, e son sicuro che se posso farlo io, può farlo anche chi in banca ha 12 milioni di dollari.
Questa sponsorizzazione da parte di James si è tradotta nella reazione, prima non esplicitata ma poi ben chiarita da parte di un'altra youtuber: Tati Westbrook.


Tati, al contrario di James, è una youtuber di vecchia data, che prima di questa baraonda aveva un folto seguito di oltre cinque milioni di iscritti al suo canale. La politica di Tati è sempre stata quella di tenersi fuori dalle polemiche e dai drammi, continuando la sua carriera di reviewer su Youtube con classe, eleganza e sempre con garbo. Lo stesso giorno della storia pubblicitaria di James Charles, Tati è apparsa triste su Snapchat piangendo sul fatto che si sentisse sola e che la community beauty fosse "malata".
Già qui sono volate critiche su di lei perché molti ritengono che una donna a 37 anni non dovrebbe stare a piangere sui social, ma affrontare le cose privatamente ed in modo maturo.

Sinceramente in primo momento ho pensato anche io che sarebbe stato meglio prendersi del tempo per vedere meglio la situazione magari da un altro punto di vista ed eventualmente affrontarla privatamente. Oggi però facciamo tutti così: prendiamo i social e ci riversiamo le nostre frustrazioni. Ma c'è un'età "giusta" per esporre i propri sentimenti online o comunque pubblicamente? Io non credo, alla fine le emozioni sono uguali per tutti ed essere chiusi non vuol dire necessariamente essere maturi. Credo però che un passo indietro dalla tecnologia, specie nei momenti più delicati e magari semplicemente riscoprire la bellezza dello stare da soli, nei proprio spazi.
Tati comunque non ha fatto alcun nome lì per lì nei suoi snap, ma l'internet non ci ha messo molto a fare due più due e a capire che si stesse riferendo a James. Anche lì ci son state diverse critiche: c'era chi sosteneva infatti che Tati fosse amareggiata semplicemente perché l'amico James avesse fatto pubblicità ad una azienda di vitamine sua concorrente, essendo lei stessa proprietaria di un brand di integratori chiamato Halo Beauty.
Dopo qualche giorno non è tardato ad arrivare il video di Tati, adesso cancellato, in cui spiegava come mai, dopo due anni di amicizia, non volesse più essere associata al nome del ragazzo.



La donna ha raccontato come sia stata per James non solo una amica ma anche un mentore, avendo più esperienza nel campo, come l'abbia aiutato davanti e dietro le quinte a far crescere il suo canale Youtube e ad avere contratti più vantaggiosi. Ma poi ha aggiunto tutta una serie di situazioni che si sono accumulate e stratificate nella sua testa e nel rapporto con James che l'hanno portata a chiudere l'amicizia, ed in particolare ci sono tre aspetti molto pesanti che hanno colpito tutti: essenzialmente Tati ha definito James un amico manipolatore, un predatore sessuale fissato con i ragazzi etero ed un cattivo esempio per il suo pubblico di giovanissimi.

Avere a che fare con una persona che ci manipola non è facile, ma credo sia capitato un po' a tutti. È in genere un atteggiamento subdolo che non si nota a mio avviso fin da subito. Nella mia esperienza, un amicizia con una persona manipolatrice inizia normalmente, ma poi lentamente questa comincia a prendersi sempre più spazi, facendo leva sulla benevolenza dell'altro, ed avere maggiori pretese. Inoltre, una volta che conosce i tuoi punti deboli, finisce per sfruttarli a suo vantaggio, in genere ponendosi come "superiore", così da avere maggiore controllo sull'altro. Molte volte non riguarda nemmeno cose pratiche ma abbiamo la sensazione di essere manipolati, ed è difficile da spiegare. Avere a che fare con una persona manipolatrice non è semplice, ma appena lo scoprite, se posso darvi un consiglio, scappate. So che spesso comporta delle rinunce, o che magari quella persona cerchi di ribaltare le carte in suo favore, ma alla fine è una liberazione.
Non sono mancate le critiche a quel video, come il fatto che poteva raccontare prima queste situazioni, affrontarle in privato o comunque lasciar stare la vicenda perché si tratta di un ragazzo di 19 anni. A mio avviso però chi ha mosso queste accuse non ha visto il video, in quanto Tati spiegava che aveva già provato a parlare con James di persona senza sortire effetto, oltre al fatto che temeva che le conversazioni private venissero manomesse e ribaltate a suo sfavore. Inoltre sono circostanze relativamente recenti per cui non credo che Tati abbia nascosto molto a lungo questa storia. Inoltre non c'è un limite di tempo per denunciare un problema, specie di questa portata dove sei propenso a valutare i pro e i contro.

Il fattore età a mio avviso non è un punto valido da sollevare in nessun caso, perché si parla pur sempre di un ragazzo maggiorenne che, per quanto sia normale possa commettere degli errori essendo giovane, è comunque a capo di un business da milioni di dollari, e non può non essere cosciente dell'atteggiamento che ha fuori e dentro i social, che poi sono anche il suo luogo di lavoro. Al giorno d'oggi ancora di più, ho come l'impressione che si maturi o si debba maturare prima rispetto ad altri periodi storici. Vi svelo una cosa imbarazzante e personale ma non troppo: per evitare che potessero crearsi inconvenienti ho preferito iniziare delle frequentazioni affettive dopo aver compiuto 18 anni, così da potermi assumere la totale responsabilità di qualunque cosa sarebbe potuta succedere, nonostante avessi capito prima quale direzione volessi prendere. Questo per dire che se ci riuscivo io che 18 anni li avevo durante la prima guerra mondiale, anche i ragazzi di oggi possono riuscire a fare scelte più consapevoli.
Dal video di Tati, che ha superato 40 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso, si è scatenato un vero e proprio putiferio dove chiunque ha messo bocca, cavalcando e sottolineando l'aspetto più cupo di questa storia ovvero il rapporto di James Charles con i ragazzi eterosessuali e soprattutto il risvolto da predatore sessuale.
La reazione di tutti non si è fatta attendere e si è tramutata nel tentativo di "cancellare" James.



Oggi i giovani la chiamano "cancel culture" ma noi in italiano potremmo dire boicottare una persona o un brand, e ne avevo parlato già in passato discutendo di etica di marketing. E già all'epoca mi sono chiesto a quanto serva questa pratica, considerando che molto spesso il sabotaggio non avviene in massa, o non supera l'onda della polemica che si scatena sui social. In questo senso James è l'emblema di come, nonostante abbia iniziato subito a perdere follower, non sia mai stato del tutto cancellato. Ma c'è anche un altro problema: la cultura della cancellazione è spesso superficiale visto che basta poco per spostare gli equilibri e si arriva al punto che le stesse persone che ti portano all'apice del successo, il giorno dopo vogliono affossarti senza nemmeno pensarci. Le stesse persone che ridevano alle tue battute, adesso ti voltano le spalle. Questa è una sorta di catena strana, dove tutti vogliono salire sul carro del vincitore, ma ridere del perdente è ancora più divertente, e non puoi restare fuori dal giro, perché va di moda "odiare" questo o quel personaggio. Ma non porta a nulla. 
Si è letteralmente aperto un vaso di Pandora, fatto di defollow da parte di personaggi famosi, meme, video, tweet satirici, ma soprattutto di testimonianze da parte di ragazzi eterosessuali i quali affermavano che James Charles ci avesse provato con loro, inviando messaggi privati anche abbastanza diretti. Fra queste testimonianze ha colpito quella della cantante Zara Larsson, la quale ha accusato James di scrivere al suo ragazzo, nonostante sapesse che stavano insieme e che appunto non fosse interessato.



Purtroppo lo stesso James più volte anche in video ha dimostrato il suo interesse nei ragazzi eterosessuali, spesso mettendoli in imbarazzo o dimostrandosi un po' troppo "fisico" nei loro riguardi. Un esempio è la frase che scrisse al cantante Shawn Mendes durante una diretta Instagram.
Inoltre sempre James ha ammesso di trovare più attraenti gli uomini eterosessuali perché c'è una maggiore difficoltà, e quindi sia più avvincente, sedurli e "convertirli", oltre al fatto che, secondo lui, sono più mascolini degli omosessuali.



Non voglio aprire la questione del "predatore sessuale", perché è una situazione delicata, che sfocia ovviamente in un risvolto legale difficile da seguire e poter giudicare senza competenze e senza tutti i dettagli delle vicende, ma devo dire un paio di cose.
La prima è che purtroppo molti ragazzi gay credono che soltanto i ragazzi eterosessuali siano virili e che solo con loro ci possa essere una maggiore divisione fra ruolo appunto maschile e femminile. Questa teoria, o per meglio dire pregiudizio, non so da cosa nasca, forse da troppe fiabe con principesse in pericolo lette da bambini, ma la realtà omosessuale è molto più variegata di quanto si pensi e non tutti sono effeminati, o cercano, al contrario, un partner particolarmente rude e maschile.
Ma ancora più importante è sottolineare come la sessualità non sia una scelta, non può essere cambiata e non ci sono possibilità di convertire qualcuno, tanto meno con minacce. Nel corso del tempo si può scegliere di sperimentare, si può anche cambiare punto di vista, cosa che non può partire dall'esterno, ma solo dall'interno. Ad esempio, molti degli omosessuali con cui ho parlato negli anni e che hanno avuto dei rapporti eterosessuali, mi hanno detto che hanno soffocato il proprio essere gay per ragioni diverse, fra cui il condizionamento esterno, ma alla fine hanno dovuto seguire la loro vera natura. 
In tutto questo marasma è entrato a gamba tesa anche un altro personaggio noto a Youtube e al gossip: Jeffree Star, il quale in un primo momento non solo non ha calmato le acque, ma ha spinto affinché la situazione peggiorasse, aggiungendo il carico da novanta con alcuni tweet.



Come vi dicevo, nel corso dei giorni la notizia ha fatto il giro del web e credo sia diventata incontrollabile soprattutto per i protagonisti.
Giorno 10 maggio James è tornato con un video in cui si scusava con Tati, ma non ha minimamente placato le acque. Dopo una settimana, giorno 16, la stessa Tati ha pubblicato un video in cui spiegava le sue ragioni, non immaginando tutto questo caos, anzi temendo che le si ritorcesse contro (Tati aveva 5 milioni di iscritti su Youtube contro i 16 milioni di James, ricordate?) cercando di mettere fine alla questione che aveva sollevato e alla valanga di odio che si è mossa, dicendosi e mostrandosi ferita dalla situazione. Ha spiegato inoltre che il suo primo video-accusa voleva essere un allarme per James affinché capisse che era ora di cambiare rotta, e che comunque vuole bene al ragazzo.


Il 18 però di questo mese, lo stesso James Charles pubblica un altro video in cui spavaldamente fornisce la sua versione dei fatti, un po' in contraddizione con il filmato in cui si scusava affranto e sospirante, ma comunque cercando di ripulire il proprio nome e dicendo che quanto affermato da Tati e da chiunque lo abbia infangato, fosse errato. Il video pare abbia sortito il risultato sperato: James per molti non era più "cancelled" tanto da riguadagnare praticamente istantaneamente gli iscritti persi.
Se proprio devo dire la mia, non credo al video di James perché ritengo che se Tati Westbrook sia stata così veemente nell'iniziare tutta questa bagarre, doveva avere delle informazioni certe, o non si sarebbe mossa anche solo per non mettere a rischio la sua carriera e l'ottima reputazione che si è creata per anni. Inoltre lei stessa ha sottolineato che dal video di James sarebbero stato necessario aggiungere ulteriori chiarimenti.
Sembrava che le prove dovesse averle invece Jeffree Star, che su Twitter tuonava come se fosse pronto a chiudere per sempre il capitolo James Charles, ma alla fine, spoiler: non è stato così.
Nel suo ultimo video Jeffree infatti ha voluto fare un passo indietro, per aprire un nuovo capitolo fatto di positività ed amore e mettere da parte l'odio, per il bene suo e di tutti i milioni di persone che seguono lui, Tati e James.
E pare, che il diretto interessato appunto, James Charles, abbia accettato le scuse.


Immagino che nel dietro le quinte ci sia tanto altro che non è stato chiaramente spiegato, non so se ci saranno altri capitoli di questo Dramagheddon, ma al momento sembra che i protagonisti vogliano affrontare privatamente la questione. Capisco che sia una storia più ingarbugliata del caso Mark Caltagirone-Pamela Prati, ma credo abbia smosso molti più spunti di riflessione, che mi hanno permesso di toccare temi delicati ed importanti.





mercoledì 15 maggio 2019

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Trattamento Occhi 👀e Labbra 👄 HQ Cosmetique



Fra le varie novità e trattamenti che si sono susseguiti nel corso del 2018, mi avevano colpito certamente le maschere viso e i patch occhi e labbra di HQ Cosmetique. L'azienda svizzera infatti aveva ampliato la sua gamma degli ormai iconici prodotti in bustina con una linea chiamata Flash Beauté, composta appunto da trattamenti viso in tessuto. Dalla parte di HQ c'era il fatto che sicuramente sarebbero stati dei prodotti facili da reperire, con un costo più che accettabile e c'era una buona possibilità che si trattasse di sheet mask davvero valide e che avrei potuto riacquistare nel tempo. Ho deciso di iniziare a provare proprio i loro patch occhi e labbra, che se mi seguite su Instagram, vi avevo mostrato nelle storie.

HQ Cosmetique Maschera-Patch Tessuto Occhi Anti Age


I Patch Contorno Occhi di HQ mi hanno convinto sin da subito perché dando un'occhiata all'INCI mi sembrava avessero fatto uno sforzo nello scegliere ingredienti funzionali e diversi dal solito; è vero che contengono alcol, ma fra la lista ho scovato non solo l'estratto di Achillea che dovrebbe avere una funzione astringente e antiinfiammatoria, ma anche quello che viene definito Beautyfeye®: in pratica un mix di tre elementi, estratto di corteccia dell'albero di seta, glicerina e darutoside, che dovrebbe agire su rughe e segni di stanchezza. Ma anche l'estratto di avena, dall'azione lenitiva, e l'estratto di proteine di soia, che dovrebbe stimolare la sintesi del collagene, mi sembrano ingredienti adatti alla cura del contorno occhi.
Tutto questo è in linea in effetti con le promesse fatte da HQ:

"I patch, grazie ai preziosi principi attivi come l'achillea Bio e il Beautyfeye®, attenuano le occhiaie dando luminosità allo sguardo e donando giovinezza a tutto il contorno occhi."
I patch sicuramente li ho avvertiti come freschi sulla pelle, ed hanno la forma di lunette molto ampie, che ricoprono, almeno sul mio viso, molto oltre il contorno occhi, aspetto che non mi dispiace. Ho avvertito un odore alcolico/ chimico che non mi convince del tutto, ma durante la posa non ho avuto fastidi o bruciore agli occhi.



La posa è abbastanza comoda visto che le maschere aderiscono bene, non cascano, grazie al tessuto della giusta consistenza e spessore. Inoltre sono molto ben imbevuti, non al punto da crearvi rivoli sulle guance in stile Madonna addolorata, certo, ma sicuramente hanno un siero che agisce sulla pelle e aiuta nell'adesione del tessuto.
Nel giro di 15/20 minuti i patch HQ Cosmetique hanno iniziato a muoversi un po', sintomo che il siero stava iniziando ad assorbirsi del tutto, quindi direi che i tempi di posa indicati dall'azienda sono corretti.



Una volta rimosse le maschere, la zona perioculare risultava distesa e liscia. Io non ho ancora grandi rughe, ma la pelle sottile e tendente al secco può segnarsi facilmente. Inoltre mi è parso siano riusciti nell'obbiettivi di schiarire un po' la zona: non mi hanno rimosso le occhiaie, specie nella zona dell'angolo interno, tuttavia ha dato una rinfrescata allo sguardo, come se avessi dormito qualche ora in più. Inoltre la zona risultava tutto sommato idratata, e senza tracce di appiccicoso o comunque del siero che non si era assorbito. Non è un trattamento che riesce a prendere il posto della mia crema idratante, e non credo possa fare una magia su pelli segnate, mature e secche, ma come intervento last minute, la Maschera-Patch Tessuto Occhi Anti Age HQ Cosmetique non mi è dispiaciuta affatto e merita un tentativo, specie se prima la mettete in frigo, per una azione rinfrescante ancora più intensa.

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🔎 Grande Distribuzione, Acqua e Sapone, Tigotà
💸 € 2.95
🏋 2ml
🗺 Made in Svizzera
⏳  patch monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


HQ Cosmetique Maschera Tessuto Labbra Idratante



Al contrario, a primo impatto, la maschera labbra in tessuto HQ non mi aveva attirato particolarmente. L'INCI è un po' striminzito, dove, le cose che il mio occhio non proprio da chimico notano, principalmente sono un derivato da zuccheri che idrata, l'idrolato di fiordaliso dall'azione lenitiva e questo Fucocert® che dovrebbe avere anch'esso una efficacia idratante.
Si presenta come una mascherina in tessuto a forma di labbra ben intrisa di siero e per fortuna con un odore molto delicato e appena percettibile al mio naso. Il tessuto è ampio, quindi si adatta anche a labbra carnose, ed ha un taglio in mezzo, che vi consente quantomeno di respirare o dire due parole in maniera più agevole; forse la cellulosa è leggermente più spessa dei patch occhi, cosa che influisce su una non perfetta adesione specie nella zona attorno alle labbra, ma nel tempo di posa non mi ha fatto diventare matto. E sinceramente credo che in piccola parte fosse anche un po' colpa della barbetta, seppur meno di un millimetro intorno. Quindi amici barbuti siete avvisati.



La mia posa è durata abbondantemente più di 20 minuti, anche perché quando l'ho fatta ne sentivo una reale necessità: non ho le labbra super secche e piene di pellicine perché cerco di curarle costantemente, e quindi evito il declino totale, ma viste le temperature ballerine può capitare che le labbra siano un po' più tiranti e necessitino di una attenzione in più. Un volta rimossa la Maschera Labbra HQ Cosmetique, i resti del siero avevano lasciato una lieve sensazione di appiccicoso, ma nulla di fastidioso o eccessivo che mi abbia spinto a sciacquare la zona, ha solo avuto bisogni di qualche istante in più affinché sparisse. Penso che se volete piazzarci sopra del make up si può fare tranquillamente.



A fine trattamento le labbra mi sono sembrata effettivamente più idratate e la sensazione di tiraggio era meno evidente, e non è stata una efficacia temporanea. Inoltre non era rimasto sulla mucosa un sapore sgradevole o fastidioso, che può sembrare strano a dirsi ma secondo me è una accortezza in più che una azienda deve avere. Questa maschera labbra HQ in definitiva, non mi sembrano l'intervento miracoloso per chi non ha cura della zona, ma un aiuto per migliorare le labbra secche e irritate. Penso che la riacquisterei, ma sinceramente dopo il trattamento applicherei un po' di balsamo labbra per bloccare meglio l'idratazione tramite lo strato occlusivo dello stick.

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🔎 Grande Distribuzione, Acqua e Sapone, Tigotà
💸 € 2.95
🏋 3ml
🗺 Made in Svizzera
⏳  patch monouso
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A voi piacciono questi trattamenti mirati o siete più concentrati al beneficio generale della pelle?
Molto presto comunque proverò alcune delle maschere viso HQ, sperando si ripeta l'esperienza positiva.




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