mercoledì 27 febbraio 2019

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Mi sono innamorato delle maschere in tessuto MondeVert e vi racconto perché 💝

Non è stato facile seguire tutte le novità cosmetiche, anche nel settore ecobiologico, che sono fiorite nel corso del 2018, e, oltre al fatto che non tutto è riuscito ad attirare la mia attenzione a punto tale da lanciarmi, avendo solo una faccia, non volevo che collassasse su se stessa prima dei suoi giorni, per cui mi son limitato.
Tuttavia un'azienda mi ha colpito sin da subito, ed appena ho potuto ho gravitato intorno ai loro prodotti. Mi riferisco a MondeVert, che molti di voi conosceranno forse come e-commerce ormai storico (dal 2007!) e bioprofumeria in provincia di Bergamo, ma che proprio l'anno scorso ha ampliato la loro gamma di saponi con un'intera ed anche ampia linea cosmetica a loro nome, composta da ingredienti naturali, e in parte anche da agricoltura biologica. Credo che, da ultimo, abbiano aggiunto anche una gamma di candele in cere di soia con stoppino in legno (presto mie!). 


MondeVert ha pensato anche a dei trattamenti per il viso in forma di maschere in tessuto, quattro per l'esattezza, che si adattassero alle diverse tipologie di cute, e la cosa carina è che sono proprio numerate.
Inutile dire che non ho dovuto riflettere molto a lungo sul fatto di volerle provare e quindi ne ho scelte tre (sì, potevo prenderle tutte e quattro ma un po' di anarchia non fa male).


La dimensione così come lo spessore della cellulosa delle maschere sono buoni o per lo meno rispecchiano il mio gusto. Così come è buona l'adesione alla pelle, salvo ad esempio nel mio caso, sotto al mento dove probabilmente la barba, seppur di pochi millimetri, non aiuta; ma pretendere altrimenti è un po' troppo, ne sono cosciente. In ogni caso non cascano via.
In generale la forma delle maschere in tessuto è ampia, quindi si può adattare un po' a tutti i visi, però i fori degli occhi mi son sembrati un po' troppo vicini fra loro, tanto da toccare con l'angolo esterno del mio occhio. Non mi dà fastidio ma è un aspetto che secondo me si può migliorare. Nulla da dire sulle fessure dove naso e bocca che invece calzano bene.
Ma fatemi andare in dettaglio maschera dopo maschera.

MondeVert Maschera Viso Idratante 01 In Tessuto



La prima maschera in tessuto MondeVert che ho provato è rivolta a pelli secche, adatta quindi alle mie esigenze, specie in questo periodo invernale. 
Appena ho aperto la bustina mi ha colpito subito un aroma che per me è poesia: dolce, speziato, sa di autunno. È un po' persistente, quindi se non amate le profumazioni intense potrebbe essere non adatta a voi.
Sul viso è lievemente fresca, ma non tanto da dar fastidio, anche con le temperature basse. Il siero è in un quantità perfetta: riesce ad inumidire bene tutta la maschera in modo omogeneo ma senza spreco di prodotto nella bustina, e senza gocciolare. Credo che anche la consistenza del siero (che Mondvert definisce siero-gel), riesce nell'intento di restare aggrappato alla cellulosa e quindi sul viso.
All'interno del siero della Maschera in Tessuto Idratante troviamo 
"- acqua di rosa damascena biologica: dona elasticità e tonicità alla pelle, contrasta la formazione delle rughe, idrata e forma sulla pelle uno scudo che ostacola i processi di disidratazione 
- succo di mela dei monti sibillini: dona luminosità e vigore alla pelle grazie alla presenza di antiossidanti che neutralizzano i radicali liberi proteggendo dall'invecchiamento precoce, dalle rughe e dalle macchie tipiche dell’età avanzata. Stimolante della microcircolazione, incentiva la rigenerazione cellulare e favorisce il mantenimento di una pelle giovane
- vitamina E: ha una elevata attività antiossidante, si oppone all'azione dei radicali liberi che causano invecchiamento precoce della pelle 
- acido ferulico: possiede notevoli proprietà antiossidanti ed esfolianti"
Al contrario dei 15/20 minuti indicati dall'azienda, l'ho tenuta in posa un'oretta, e già dalla prima mezzora ho sentito che la pelle stava bevendo il siero. Dopo un'ora appunto la maschera era completamente asciutta.
Quanto alla resa di questa maschera MondeVert posso solo esprimermi con due parole: l'ho amata
Sulla mia pelle ha una azione oltre che idratante, anche illuminante e compattante. La pelle era tonica e molto distesa, al punto che ciò che resta della mia ruga in fronte era sparito. L'unico neo che farvi notare è che ho avvertito la cute leggermente appiccicosa una volta rimossa, ma nulla di così fastidioso da farmi venir voglia di lavare il viso, quindi direi quasi irrilevante. A livello di idratazione avrei potuto anche non proseguire con la mia routine.
A questo punto non so se fosse l'entusiasmo o una sorta di allucinazione data dall'inebriaménto del profumo, ma mi è parso che anche i pori fossero più chiusi e in generale la pelle più sana e liscia.
La Maschera Viso Idratante 01 di MondeVert si candida quindi per futuri riacquisti. 

INFO BOX
🔎 Mondevert.it
💸 €3.99
🏋 15 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 1 maschera monouso
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MondeVert Maschera Viso Delicata 02 In Tessuto



Fra tutta questa linea di maschere MondeVert, la numero 02 è quella che mi incuriosiva di più in quanto contiene una serie di ingredienti molto interessanti, nonostante io non abbia una pelle particolarmente sensibile o reattiva. Si legge sul sito:
"- complesso di pre-probiotici: i pre-probiotici sono sostanze organiche capaci di stimolare selettivamente la crescita e l'attività di uno o più batteri benefici; in questo caso vengono selezionati pre-probiotici in grado di stimolare l'attività dei probiotici, ovvero di quei microrganismi cutanei che giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento del corretto equilibrio della cute e nella protezione dall'aggressione degli agenti esterni chimici, fisici e microbiologici 
- mix di oli attivi: olio di mandorle, olio d'oliva, olio di lino e olio di borragine, ricchi in acidi grassi dal rapido assorbimento; questo mix nutre la pelle in profondità ripristinando il suo normale equilibrio fisiologico ed ha una potente azione antiossidante e idratante 
- tetrapeptide lenitivo: agisce nella pelli iper-reattive, riduce la sensazione di fastidio inibendo i neuromediatori dell’infiammazione 
- bisabololo: si ottiene per distillazione dell’olio essenziale di camomilla; è un ottimo lenitivo e calmante degli arrossamenti 
- vitamina E: ha una elevata attività antiossidante, si oppone all'azione dei radicali liberi che causano invecchiamento precoce della pelle"
A colpirmi non è stato solo quel peptide che mi sembra perfetto per chi magari fa uso di prodotti contenenti ad esempio alfaidrossiacidi che possono irritare, ma anche un altro olio non citato in questa lista, ovvero l'olio di semi di fico d'india, che nell'ultimo periodo sta spopolando in cosmesi.

Sulla cute la Maschera Viso Delicata 02 non mi è sembrata particolarmente fresca, ma è comunque piacevole da tenere in posa.
Il siero ha un aroma direi interessante: ha qualcosa di fruttato, molto naturale, ma mi sembra di avvertire anche l'odore dei componenti che contiene. Mi è parso un siero leggermente più liquido rispetto alle altre maschere, ma resta ben aggrappato alla cellulosa. 

Dopo aver utilizzato questa maschera in tessuto, ho sentito la pelle certamente più idratata, con un buon senso di confortevolezza generale; certamente ho aggiunto poi altri prodotti e trattamenti per la notte, ma poteva andare bene anche da sola. Sentivo la pelle compatta ma allo stesso tempo elastica, distesa e rassodata. E l'aspetto generale era quello di cute più carina, più omogenea e fresca. Mi ha stupito che anche al tatto la pelle fosse liscissima e, in questo caso, non presentava né tracce di siero né sensazione di appiccicoso. La posa è durata più o meno anche in questo caso un'oretta, fin quando la mia pelle non ha assorbito tutto il prodotto.
Quindi anche questa maschera in tessuto MondeVert mi è piaciuta moltissimo e la acquisterei di nuovo.

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💸 €3.99
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MondeVert Maschera Viso Antiage 04 In Tessuto



Saltando la maschera purificante, mi sono diretto verso la Antiage il cui profumo mi è parso leggermente più fresco, talcato rispetto agli altri trattamenti, ma comunque delicato. Anche la sensazione sulla pelle era quella di una freschezza piacevole e un po' più evidente rispetto alla maschera idratante 01 per darvi un metro di paragone. 
Gli attivi funzionali che arricchiscono questa maschera MondeVert sono 
"- acido jaluronico a basso peso molecolare: agisce in profondità, fino agli strati interni della cute e stimola la produzione fisiologica delle proteine preposte al mantenimento della compattezza e dell’elasticità cutanea; la sua azione ha effetti benefici anche sullo spessore delle rughe 
- complesso epigenetico: è un complesso vegetale brevettato, costituito da maltodestrine ed estratto di maggiorana, che favorisce la riattivazione dei fibroblasti con conseguente innesco di tutta una serie di reazioni a catena che portano all'aumento della sintesi di collagene e ad una migliore ridistribuzione cutanea del collagene, a vantaggio della compattezza della pelle 
- estratto biotecnologico di plancton: prodotto dal plancton marino, ha una potente azione distensiva e di riempimento, con effetti anti-rughe immediati 
- succo di pomodoro: noto per l’alto contenuto di licopene, minerali e oligoelementi, acqua e Vitamine C, A e B, è un potente antiossidante, in grado di proteggere le cellule dall'invecchiamento. Grazie alla sua ricca composizione svolge anche importanti azioni disintossicanti, tonificanti, nutrienti e rassodanti per la pelle."
ma non posso non farvi notare anche l'estratto di vite rossa e melagrana, dall'azione rinforzante, antiossidante e anti age, ed anche l'estratto di Kigelia africana che pare sia un frutto dalle proprietà cosmetiche straordinarie. 

Ma tralasciando questi aspetti tecnici, la mia pelle ha risucchiato il siero della Maschera Viso Antiage MondeVert completamente nel giro di un'ora tanto che la cellulosa mi si è incollata al viso.
Temevo non so perché che mi trovassi dei residui appiccicosi ma non è stato così: il siero si è assorbito alla perfezione, e la pelle era liscia e asciutta.
Una volta tolta la maschera ho notato intanto una estrema compattezza e turgore della pelle. Anche i piccoli segni di espressione mi sembravano più affinati e distesi, anche se in questo senso ho preferito di pochi punti la maschera idratante.

Quanto all'aspetto generale della pelle era sicuramente sano e luminoso. L'unico appunto forse è sul grado di idratazione: sicuramente la mia pelle risulta idratata dopo il trattamento ma in questi giorni di pelle più bisognosa ho sentito, più che con le altre maschere MondeVert, il bisogno di proseguire con la mia skin care routine. La mancanza quindi di una idratazione profonda, cosa che io mi aspetto da una maschera per pelli mature e di cui in generale ho bisogno, me la fa mettere un gradino sotto rispetto alle altre, ma mi fa piacere quando un prodotto ad azione anti age si può adattare anche a pelli più normali e miste, e che io stesso potrei apprezzare molto di più in estate, così come credo possa fare questa Maschera Viso Antiage 04.

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Innamorarmi delle maschere in tessuto MondeVert è stato facile perché ad ogni utilizzo, nonostante le differenze che ho trovato, ho visto che agiscono davvero sulla mia pelle, mi è parso che abbiano un'azione rigenerante e credo che possano davvero migliorare la pelle, specie con l'uso costante. 
Per quanto sperassi che funzionassero, non mi aspettavo che mi piacessero così tanto.
Le avete mai provate? Vi incuriosiscono o non fanno per voi?






lunedì 25 febbraio 2019

|Beauty Cues|
I miei prodotti per capelli PREFERITI dell'ultimo periodo! 🥰

Sono sempre restio quando si parla di provare prodotti per capelli, ci vado con i piedi di piombo, se posso utilizzo prima dei sample o delle minitaglie e li recensisco dopo un lungo periodo di prova.
Questo perché i miei capelli sono un po' difficili da gestire ed il mio cuoio capelluto non è da meno, in quanto secchezza e sensibilità, per cui non voglio scatenare un putiferio sulla mia capoccia, e quando un prodotto non va bene, lo allontano subito.  
Ormai ho capito, più o meno, non solo come tenere a bada eventuali problematiche, ma anche cosa va bene sia per la chioma che per il cute, per cui negli ultimi tempi ho saputo trovare prodotti che comunque si confacessero alle mie esigenze.
Quando tempo fa Danya di Bio's mi inviò, fra l'altro, uno dei loro shampoo in una box super personalizzata sono entrato in modalità ispettore Gadget perché mi è sembrato in linea con ciò che cerco da questo prodotto.

Risultati immagini per Bio's

Vi avevo parlato di Bio's già per altre recensioni lo scorso anno, e la mia esperienza è continuata con appunto i prodotti capelli.
Si tratta di una azienda artigianale, che prosegue a conduzione familiare, ma quel che più apprezzo di Bio's è l'umanità. Tante volte mi sono interfacciato alle aziende come un semplice consumatore, e tante volte non ho ricevuto nemmeno una risposta alle mie domande, mentre ho visto ed ho letto le testimonianze di chi è entrato in contatto con Bio's. Vi basti pensare a come Daniela ha aggiornato le formule dei suoi prodotti per rispondere ai feedback che riceveva dai clienti, e secondo me è una grande dimostrazione di quanto ci tenga alle persone che si affidano al suo brand.
Vi dicevo che Daniela mi aveva inviato uno shampoo ma io, un po' per farlo appattare, un po' per sostenere in minimissima parte questa azienda, ho acquistato il balsamo della stessa categoria. 


La linea capelli di Bio's si compone di diversi prodotti fra shampoo per diverse tipologie di capelli, anche in minitaglie, alcune maschere e balsami, ma anche le nuove gamme Shine On e Moon Light a base di alga spirulina e fico d'india, che ha presentato allo scorso SANA.
Oggi finalmente vi posso raccontare come mai la combo dei due prodotti che ho utilizzato è diventata la mia preferita nel corso dei mesi.



Bio's Shampoo Capelli Delicati


Fra tutti gli shampoo di Bio's credo che Daniela abbia azzeccato quello più adatto a me. Viene presentato come un prodotto appunto per capelli delicati, ma anche per chi soffre di allergie e sensibilizzazioni in genere. 
In effetti questo shampoo Bio's ha un INCI essenziale, dove oltre a tensioattivi delicati, hanno inserito attivi come l'estratto di camomilla per lenire, ed in effetti si sente questo profumo ben percepibile che ricorda molto quello del fiore, anche se su di me non resta sui capelli, le proteine del grano ed il succo di aloe che idratano e condizionano i capelli.
Trattandosi di uno shampoo concentrato, la stessa Bio's suggerisce come diluire il prodotto 
"Il rapporto più usuale è pari ad 1:3 (1=shampoo; 3=acqua) ma in alcuni casi si è arrivati a 1:10."
come si legge sul flacone. Io ormai vado ad occhio: una volta che capisco il potere lavante dello shampoo, mi regolo mi regolo di conseguenza con le quantità, anche in base a quanto sono sporchi i miei capelli, quindi può anche variare di volta in volta. In questo caso non ho avuto mai problemi di diluizione.


La consistenza gel fluida dello Shampoo Capelli Delicati Bio's si trasforma subito in una schiuma molto soffice e voluminosa, che si distribuisce su tutta la testa con facilità, ed aiuta il lavaggio perché non si smonta dopo pochi istanti. Dall'altro lato però non si sciacqua con difficoltà e né serve troppa acqua, anzi. 
La prima cosa che ho notato utilizzando questo Shampoo Bio's è che non mi ha mai aggredito la cute: nel corso dei mesi ovviamente il mio cuoio capelluto non è stato sempre sano, a volte magari lo sento più secco, altre più sensibile e tendente a prudere, ed in tutte queste circostanze non ho avvertito che questo shampoo andasse a peggiorare la situazione. Dall'altro lato però riesce a detergermi bene i capelli, lasciandoli puliti e leggeri per i soliti 3/4 giorni prima del lavaggio successivo. 


Cosa che ovviamente ho apprezzato, e che si avverte già sotto la doccia, è che non mi va a creare un groviglione di nodi in testa, ma mi lascia i capelli tutto sommato districati, pettinabili e morbidi.
Quindi se avete i capelli secchi, stressati, trattati, se fate lavaggi frequenti come indica l'azienda, ad esempio in estate, o magari avete i capelli corti e non vi va di aggiungere balsamo e maschera, lo Shampoo Capelli Delicati Bio's secondo me è l'ideale per detergere senza aggredire né appesantire. Se avete i capelli grassi non so se ve lo consiglierei, potreste provare a giocare con la diluizione, ma credo che sia meglio optare per lo shampoo apposito. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito dell'azienda
💸 €8.40
🏋 200 ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
🔬 Cruelty Free
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Bio's Balsamo Protettivo Capelli Delicati


Ho scelto di abbinare allo shampoo il balsamo della stella linea Bio's ed è stata una scelta ottima perché hanno creato insieme una accoppiata che appunto è diventata la mia preferita dell'ultimo periodo
Si tratta di un balsamo molto cremoso, ma la consistenza, nonostante faccia un pelo fatica ad uscire dalla confezione, specie quando sta per finire, tanto che io la tengo capovolta, si sparge sui capelli in maniera uniforme e completa. In questa consistenza Bio's ha racchiuso una formulazione che resta sempre semplice, ma con attivi funzionali come l'olio di argan che è ottimo per la chioma, il succo di aloe e l'estratto di malva, da cui prende anche il profumo molto piacevole che caratterizza questo prodotto. 


Anche in questo caso Bio's indica il prodotto come adatto a capelli delicati, ed io mi sento di aggiungere che mi sembra un balsamo perfetto per capelli da normali a secchi, anche appunto corti, perché non appesantisce, ed è appunto studiato anche per soggetti sensibili e allergici.
Appena lo distribuisco sui capelli noto due cose: il prodotto sembra quasi sparire, come se venisse in parte effettivamente assorbito. Tuttavia ho visto che va sciacquato con un po' di attenzione
Dall'altro lato noto che i capelli risultano ancora più districati quasi istantaneamente. Vi dicevo che già lo shampoo non aggroviglia i capelli, per cui questa azione districante è sufficiente a perfezionare quanto già di buono si ottiene durante il lavaggio. 


Inoltre su di me il Balsamo Protettivo Bio's mi ammorbidisce i capelli e li rende più disciplinati e un po' più luminosi, cosa non semplice sulla mia capoccia. 
È comunque un conditioner che, anche se distrattamente abbondate con le quantità, credo che difficilmente possa appesantire i capelli, o per lo meno su di me non è mai capitato. 
Mi sento di avvertire chi magari ha capelli davvero tanto secchi, magari decolorati, o conta di usarlo insieme ad un altro shampoo meno condizionante, perché per voi potrebbe non essere abbastanza, ma se la situazione è meno drammatica, e magari avete capelli sottili, che tendono a sporcarsi facilmente dovreste dare una chance a questo Balsamo Capelli Delicati di Bio's.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito dell'azienda
💸 €9.40
🏋 200 ml
🗺 Made in Italy
⏳  6 Mesi
🔬 Cruelty Free
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Questa unione di prodotti per capelli Bio's mi è piaciuta perché a mio avviso sono sinergici fra loro: quel che manca in uno, lo aggiunge l'altro ma senza esagerazioni, senza strafare. Il risultato che ottengo è che i capelli restano morbidi, puliti e disciplinati ma senza perdere di corpo. I capelli fluenti che fanno swish sono belli, piacciono a tutti, ma se perdono corpo, di struttura, di volume, ovviamente non tengono più la piega, e il ciuffo mi casca dopo due minuti, con loro invece non ho avuto questo problema. Ricomprerei sinceramente entrambi, specie lo shampoo, ma come conditioner sarei curioso di provare una delle maschere capelli Bio's.
Voi avete avuto qualche esperienza con questo brand? 




venerdì 22 febbraio 2019

{Recensione Film 🎥🎬}
Film da Oscar 🏆

La premiazione degli Oscar 2019 è ad uno starnuto da qui, e sto cercando di recuperare tutte le pellicole candidate che mi incuriosivano. Operazione mica semplice, anche se mi ero in parte portato avanti con A Star Is Born, che doveva essere un flop ma si è beccato una roba come otto candidature, Il Ritorno di Mary Poppins, che ha quattro nomination per Oscar "minori", ed il chiacchieratissimo Bohemian Rhapsody, ma c'è tanta carne al fuoco e purtroppo non ho potuto far di meglio. Moltissimi dei film in un modo o nell'altro mi hanno incuriosito, motivo per cui ho dovuto creare una gerarchia.
Per capirci, avrei voluto vedere Black Panther ed è praticamente da un anno che ci penso, ma poi è stato scavallato da altre robe e quindi eccoci qua.

La Favorita (2018)

Agli inizi del '700 il regno di Inghilterra e Scozia era retto da una donna capricciosa, infantile e poco propensa verso le questioni politiche, ovvero Anna Stuart. Tuttavia la regina aveva la fortuna di avere al suo fianco una amica di infanzia, e soprattutto una consigliera di polso, ovvero Sarah Churchill, duchessa di Marlborough.


Sarah aveva a cuore la regina, sapendo che era una donna afflitta da una vita che l'aveva ferita nei peggiori dei modi e da una salute tutt'altro che florida, ma sapeva tenerle testa, indirizzarla in questioni politiche e del regno. La duchessa era anche conscia della sua posizione, e ci teneva ovviamente a preservarla. Ma l'arrivo di una sua cugina, Abigail Masham, riuscirà a far vacillare quella che fino ad allora era stata una certezza per Sarah Churchill: essere la favorita della regina Anna.
Sarah e la baronessa di Masham erano due donne estremamente diverse: la prima più decisa, battagliera, dal carattere forte e pronta a fronteggiare le intemperanze della reggente; la seconda invece era più affabile, dolce, comprensiva verso Anna. Tuttavia Abigail aveva anche sofferto il declino della famiglia, con tutto ciò che ne consegue e, come una serpe in seno, si fece strada con le unghie e con i denti.


La Favorita mi ha conquistato moltissimo nel suo intrigo, nella sua intensità, nel suo essere grottesco nelle immagini e nei dialoghi, ma con un filo di ironia che rinfresca la visione, in questo gioco di inganni, di emozioni, di sentimenti in parte veri, ma sempre nel dubbio del doppio gioco. Queste luci ed ombre, e questi contrasti che si vedono anche nei luoghi delle vicende, che passano dal ricco barocco, al freddo ed asciutto, e appunto dalla luce, al buio molto profondo, dalle aperture di certi spazi, ai luoghi angusti di altri.
Inutile dirvi che i ruoli femminili in questo film sono potenti, e sono al centro di tutto. Gli uomini vengono spesso messi in un angolo, a volte nemmeno nominati (come il marito della regina, Giorgio di Danimarca), a volte un po' ridicolizzati nella loro apparenza o nei loro modi, che non riescono ad intimorire l'altro sesso, per sottolineare come le donne abbiano il pieno potere e siano al centro del film. Sono però tutte figure femminili diverse nella loro umanità.



La Regina Anna (Olivia Colman) è un po' la femminilità più debole, colpita proprio in quello che è una parte importante del suo essere donna, ma che sa essere la madre-matrigna pronta a rispondere con ferocia. Sarah Churchill (Rachel Weisz) è sicuramente il carattere più forte e stabile, è volitiva, non si abbatte, ma fronteggia ogni situazione a testa alta, una consigliera scaltra ed acuta che forse tutti i regnanti vorrebbero.
Abigail Masham (Emma Stone) è una femminilità un po' più elaborata, perché se in principio si dimostra umile, poi riesce con un twist a svelare a sua volta una certa malizia, ma resta la più vile se vogliamo, quella che agisce nell'ombra, quella più superficiale, perché si dimostrerà incapace di sostenere il peso di ciò che ha smosso



A proposito ho anche apprezzato molto la crescita o meglio il movimento dei personaggi: nonostante sembrino fissi nei loro ruoli dati dalla gerarchia e da queste caratteristiche generali che ho detto, la scala di ruolo si muove quasi costantemente, come una partita a dama, con l'amaro messaggio che probabilmente non si può del tutto sfuggire da quella che è la propria condizione sociale. Ma soprattutto che nessuno va sottovalutato: chi prima si dimostrava forte e audace, alla fine rivelerà un po' di amarezza, chi invece sembrava pupo, più volte saprà tirare fuori il carattere da puparo. La stessa Anna quasi a metà pellicola sembra suggerirci di essere la mente, o comunque di sfruttare questo gioco di gelosie.
Ovviamente per questi ruoli magistrali servono delle ottime attrici e tutte riescono secondo me a portare delle interpretazioni perfette. Ne escono forse più in risalto Olivia Colman, che spesso deve muoversi più con la mimica facciale che con le parole ed ha un'intensità pazzesca, ma anche Emma Stone, che ha una doppia faccia molto più marcata ad esempio della Sarah Churchill di Rachel Weisz.


Quello che ho apprezzato di più è che La Favorita non è un film troppo intellettualoide, di quelli che esci dalla sala e ti senti un po' scemo per non averlo capito. No, mi sembra un film comunque accessibile, pur restando profondo.
Ciò nonostante La Favorita non è il classico film in costume, ho notato in questo senso delle similarità con Versailles e la miniserie Vanity Fair nel suo essere sopra le righe; si capisce sin da subito quando Abigail, presentandosi di fronte alla cugina, invece di mostrarsi prostrata e intimorita come ci aspetteremmo, per essere sporca di fango, ironizza sulla cosa. Ma anche questa regia, spesso straniante, secondo me rende La Favorita non un film didascalico.
Dirvi però se merita l'Oscar per me è un po' difficile non solo perché di film validi ce ne sono moltissimi, ma secondo me La Favorita ha un difetto, sebbene mi sia piaciuto moltissimo: nonostante scavi nei sentimenti umani forse peggiori, come l'orgoglio, la rabbia, la presunzione, il desiderio di vendetta e rivalsa, e nonostante romanzi dei fatti realmente accaduti, non mi ha dato quel pugno nello stomaco carico di emotività in grado di farmi traballare. 
Credo sarebbero potuti andare ancora più nel torbido, per lasciare allo spettatore ancora più amarezza, dolore e confusione. 

Titolo originale: The Favourite
Genere: storico, biografico, commedia, drammatico
Durata: 120 minuti
Regia: Yorgos Lanthimos
Uscita in Italia: 24 Gennaio 2019
Paese di produzione: Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti d'America
Voto 8.5



Green Book (2018)

Negli anni '60 in America circolavano i Green Book, una sorta di guida Michelin che aiutava gli afro americani a trovare locali, ristoranti ed alberghi che li accogliessero. Siamo nell'epoca in cui ai neri non era permesso nemmeno circolare dopo una determinata ora, ed i pregiudizi erano diffusi e radicati. Proprio quel libretto dalla copertina verde e da 15 mila copie l'anno, unirà due vite completamente diverse.


Tony Vallelonga, detto Tony Lip, è un buttafuori di origine italoamericana, che si arrabattata come può per portare a casa la pagnotta. È un uomo dalla parlantina sciolta, con tanta faccia tosta e dai modi un po' rudi, ma ama profondamente la sua famiglia e farebbe di tutto per loro. 
Don Shirley è invece uno dei pianisti migliori al mondo, educato, colto ed intelligente, ma purtroppo il colore della sua pelle è l'unica cosa che la gente nota. Le sue performance vengono elogiate da tutti, ma fuori dal palco viene discriminato e trattato con violenza, esattamente come tutti i non bianchi, e non solo. 
I due faranno di necessità, virtù: Tony aveva bisogno di un lavoro, magari ben remunerato, e Shirley  cercava qualcuno che lo accompagnasse nel suo tour nel sud degli Stati Uniti, dove il pianista aveva deciso di esibirsi nei teatri per soli bianchi, con tutto ciò che comprendeva in termini di sicurezza.
Fra i due scatterà un legame fatto di rispetto, reciprocità, e affetto, che li porterà ognuno ad entrare nel mondo dell'altro.


C'è stato un momento all'inizio di Green Book in cui temevo di essermi imbattuto nella classica  pellicola infarcita di buoni sentimenti e volemose bene all'americana, ma mi sono presto ricreduto. Intanto si tratta di una storia vera e pare che moltissimi dei dettagli del film facciano parte delle vicende accadute, nonostante siano stati contratti i tempi.
Questo può sembrare una sciocchezza, ma mi ha fatto riconsiderare anche la rappresentazione dei personaggi, perché per certi aspetti pensavo fossero troppo stereotipati, specie per quanto riguarda ovviamente Tony Vallelonga, eppure lo stesso figlio Nick, che ha partecipato alla stesura della sceneggiatura, ha confermato come entrambi i protagonisti fossero d'accordo per questo film e che le vicende narrate siano vere. 
Ci sono state però polemiche da parte della famiglia di Don Shirley che non erano d'accordo col film e con quanto racconta.



Pare infatti che la famiglia abbia smentito per quanto riguarda l'amicizia fra i due, ed in generale i dettagli sulla vita dell'artista. Inoltre hanno definito Green Book come un "white-savior movie", ovvero un film in cui un protagonista bianco aiuta un protagonista nero, in parole povere. 
Io sinceramente non la vedo così anzi, ho trovato Green Book un film adorabile e un po' diverso. Tralasciando il fatto che della veridicità della storia, alla fine, mi interessa relativamente, e credo conti più la coerenza ed eventualmente il messaggio e le emozioni che manda, ma penso che sia Tony che Don vengono rappresentati allo stesso livello, e non c'è un rapporto di salvatore e salvato, ma di reciprocità e parità.
Entrambi i protagonisti hanno infatti qualcosa da insegnare sia l'un l'altro, sia allo spettatore. Se ci pensate la condizione di partenza è anzi a favore di Don Shirley più che di Tony: uno è ricco, privilegiato, apprezzato per la sua arte, e, nonostante venga discriminato per il colore della sua pelle, passerà comunque alla storia per il suo talento; Tony invece è un completo nessuno, che fa fatica ad arrivare a fine mese. 



Bilateralmente i due protagonisti cercheranno di far confluire i propri mondi così diversi, e di dare all'altro una parte del proprio bagaglio, senza però cercare di scavallarsi o di cambiarsi.
Ad esempio Shirley aiuterà Tony ad esporre i propri sentimenti, ad aprirsi verso un lato più sensibile, a farlo riflettere sulla condizione dei neri ed in generale delle persone discriminate, ma senza imporre la sua visione, senza giudicarlo o farlo sentire inadeguato. Ovviamente ne nascono degli scontri fra i due, ma che portano ad una maggiore apertura. Una cosa che ho notato è che ad esempio Tony proverà ad indossare la divisa da autista con tanto di cravatta, ma torna presto al suo abbigliamento, quindi al suo stile, a quello che è, e in questo Shirley non metterà bocca.
Tony mostrerà invece a Don come lasciarsi andare, come apprezzare la vita, e sorridere di poco, e gli mostrerà anche le sue paure e le difficoltà della sua condizione sociale. 



Green Book infatti non parla solo del razzismo verso i neri, ma dei vari layer di discriminazione, come quella rivolta agli italo americani, ed è come se in questo senso, entrambi i protagonisti abbiano bisogno l'uno dell'altro per scoppiare la bolla che si sono costruiti per sopravvivere: Tony col suo fare sempre da duro, un po' da spaccone se vogliamo, per cercare di restare a galla nel basso da cui proviene; Shirley sopraelevandosi e chiudendosi in questa gabbia d'oro per scappare dal giudizio con cui deve confrontarsi e fronteggiare, in quanto nero ma facoltoso, o meglio in quanto ricco ma comunque discriminato e solo. Shirley non somiglia a nessuno, non conosce suoi "simili".



A questo punto penserete che Green Book sia un film pesantone, drammone, mattone, ma in verità scorre bene, nonostante il montaggio non sia sempre estremamente fluido in alcuni punti, e soprattutto ci sono delle soluzioni di ironia che vanno ad alleggerire la trama, senza però risultare stupide o vuote. I momenti più teneri non li ho trovati stucchevoli, ma ben preposti. Mi è piaciuto come il rapporto di amicizia fra i due uomini non venga raccontato come qualcosa che i maschi non fanno, di cui vergognarsi, dove ad esempio un abbraccio deve durare pochi attimi "o chissà cosa penseranno gli altri", ma nasca da un sentimento spontaneo e sincero.
Ed ho apprezzato anche come viene delicatamente toccata l'omosessualità (mai dichiarata) di Don Shirley: se da un lato ci mostrano come il pianista viene discriminato ed umiliato dai poliziotti che l'hanno trattenuto, dall'altro lato Tony cercherà di dare dignità all'uomo e soprattutto non lo accusa per l'atto in sé, ma per il rischio in cui si sarebbe messo, e per non averglielo detto prima. Inoltre non c'è imbarazzo dopo, non c'è voglia di sfruculiare in questa parte della vita di Don.



Non so dirvi se Green Book riuscirà a portarsi a casa almeno un Oscar, ma posso dirvi che a me è piaciuto moltissimo, che è un film in cui hanno saputo racchiudere intensità, tenerezza, onestà, e dolcezza, senza essere svenevole, ma da un punto di vista diverso, con due interpretazioni impeccabili da parte di Mahershala Ali (che è bellissimo) e Viggo Mortensen, e che credo vada almeno visto una volta. 


Genere: biografico, commedia, drammatico
Durata: 130 minuti
Regia: Peter Farrelly
Uscita in Italia: 31 Gennaio 2019
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 9



martedì 19 febbraio 2019

|Beauty Cues|
Una Bio Skin Care Routine COMPLETA con 20€ (ed un prodotto mai visto...)

Quando si parla di cura della pelle, molti pensano che bisogna spendere cifroni assurdi per trovare dei prodotti validi e piacevoli, ma non è così.
Più dell'80 percento delle mie review ad esempio sono su prodotti alla portata di tutti, a volte anche molto convenienti. Anche nel settore ecobiologico ormai il range di prezzi si è decisamente espanso passando dalla cosmesi di lusso, scendendo verso dei cosmetici più economici.
A riguardo poi c'è un altro pregiudizio: quando si parla di prodotti con prezzi abbordabili, si pensa subito alla Cien della Lidl, (io stesso vi avevo proposto una routine a soli 10 euro)ma non è necessariamente così, ci sono tantissime alternative con costi più o meno simili.
Proprio per darvi una opzione in più ho deciso di radunare un'intera skin care routine con circa 20 euro, composta da prodotti certificati bio, e tutti della stessa azienda ovvero White Agafia Secrets of Siberian Grandmother, che pare si ispiri alle ricette dell'erborista siberiana Agafia Ermakova.



White Agafia è una azienda russa conosciuta principalmente per le sue linee volte alla cura della pelle, anche se ci sono pure prodotti per la cura dei capelli. La loro filosofia è vicina a quella di Natura Siberica, per fare un nome più noto, e non è un caso, perché entrambi i marchi fanno capo alla stessa compagnia ovvero Pervoye Reshenie creata da Andrey Trubnikov (fortuna che non faccio video o non so come l'avrei letto), che ha pensato di sfruttare le erbe e le piante che si trovano in Russia, specie quelle della Siberia appunto, per crearci cosmetici. Tuttavia, volpino, Andrey ha pensato che l'occidente non ami molto la sua nazione di appartenenza, e quindi ha evitato di scriverlo troppo grande sulle confezioni, così da incentivare le esportazioni all'estero. 


Tornando a White Agafia, la loro gamma di prodotti per la pelle è suddivisa in base a fasce di età, e conseguentemente in base agli ingredienti contenuti. Tutte le linee per la cura della pelle, constano di cinque prodotti: cleansing lotion, siero viso, crema viso giorno e notte e siero contorno occhi.
Abbiamo le linee
  • Youth Protection, per pelli fino ai 35 anni, il cui ingrediente attivo principale è la rosa canina;
  • Youth Extension, per cuti più esigenti che vanno dai 35 ai 50 anni, che contiene rhodiola rosea;
  • Active Rejuvenation, per pelli più mature oltre i 50 anni (ciao belle sciure!), a base di ginseng siberiano.
Questa divisione in fasce di età a me non piace in generale, perché credo che le problematiche e le tipologie di cute non dipendano dal periodo della vita in cui ci troviamo, ma da altri fattori. Io ad esempio, quando ho scelto questi prodotti, ho pensato ad un regime che potesse essere idratante e protettivo, adatto alle esigenze che la pelle può avere in un clima freddo, e, stranamente, ho azzeccato, scegliendo la linea Youth Extension (anche se non ho ancora 35 anni), di cui ho anche provato un prodotto che non ho visto in giro su altre recensioni



La Youth Extension White Agafia, fra gli altri componenti, contiene la rodiola rosea, una pianta adattogena dalle molteplici proprietà, che l'azienda coltiva nella regione del Baikal. La Rhodiola Rosea pare che venga utilizzata anche come integratore alimentare e aiuterebbe persino nelle prestazioni sessuali. In cosmetica però viene sfruttata per le sue proprietà antiossidanti e alla presenza di flavonoidi, quindi perfetta nei prodotti anti-age.



White Agafia Cleansing Face Lotion
Youth Extension



Il prodotto che probabilmente non avrete mai visto quando si parla di White Agafia è questo detergente per il viso in crema, e secondo me è una grave perdita, perché è riuscito a scalare la mia inesistente classifica dei detergenti in crema. 
Non mi è chiaro perché questo prodotto non si trovi sugli ecommerce che in genere rivendono questo marchio, infatti credo che nessuno ne abbia parlato, ma resta facilmente reperibile se acquistate online. Se non ho capito male, creme e shampoo White Agafia vengono prodotti in Europa, appositamente per il nostro mercato, mentre questa Cleansing Lotion (che è comunque declinata in tutte e tre le linee) è importata proprio dalla Russia. Non so come però me la sono ritrovata davanti su Ebay (nel nome dei prodotti inserisco sempre il link) ed ho pensato che era il caso di provarla. Ed ho fatto bene.
"Lotion" fa pensare a qualcosa di fluido, ma questo detergente viso ha la consistenza di una crema morbida ma abbastanza ferma, che quando la vado a stendere sul viso crea quasi una scia bianca, un po' effetto geisha. Non ho notato problemi né nella stesura né nella poi rimozione della Cleansing Lotion, cosa che avviene molto facilmente anche senza spugnette et similia.



White Agafia non dice molto su questo prodotto, solo che va steso sul viso con un dischetto di cotone, ma io faccio con le mani, si massaggia e si sciacqua. Per mia abitudine e preferenza applico i detergenti viso in crema sul viso asciutto, massaggio, poi inumidisco le mani, continuo con la detersione, e poi risciacquo. Non c'è nessuna controindicazione ad usarlo sul viso umido, ma su di me questo tipo di prodotti funzionano meglio così. Io l'ho utilizzato come detergente mattutino, ma anche qui, nulla contro ad usarlo anche la sera. 
Quello che mi è piaciuto di questa Cleansing Lotion White Agafia è sicuramente la sensorialità: oltre alla piacevolezza della texture, emana un profumo fresco che mi ricorda la zagara. Ma è soprattutto l'efficacia ad avermi colpito: mi lascia la pelle ben pulita, senza residui oleosi, patine ed anche senza occhi appannati o che bruciano. La pelle oltre che detersa, risulta fresca, davvero morbidissima, più luminosa e bella. In generale lo trovo effettivamente idratante, o forse è meglio dire addolcente sulla pelle, visto che si tratta a tutti gli effetti di una detersione per affinità.
Davvero non ho nulla di negativo che riesca a trovare in questa Cleansing Face Lotion, e penso che se abbiate la pelle da normale a secca, ma anche leggermente mista, magari spenta, possiate amarla tanto quanto me che son finito per centellinarlo.

INFO BOX
🔎 Online, Ebay
💸 € 4.22 + 3.41 per le spese di spedizione
🏋 150 ml
🗺 Made in Russia
⏳  12 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmetics, Vegan
💓⇒ 🏆


White Agafia Natural Renewing Face Serum
Youth Extension

White Agafia Natural Renewing Face Serum  Youth Extension

È stata anche piacevole la mia esperienza con questo Renewing Face Serum, che però è l'unico prodotto di questa linea a non avere il simbolino della certificazione ICEA, non so per quale motivo. Se vi aspettate un prodotto dalla consistenza liquida o magari lattiginosa, vi sbagliate, perché si tratta di una crema ma molto fluida, dalla texture sottile e leggera, che su di me si assorbe veramente molto rapidamente. L'erogatore non fa casini, ma dosa bene il prodotto. Per il mio facciotto faccio due pushate molto rapide, e sono più che sufficienti. L'unico neo è che non riesce a prelevare proprio l'ultimissima parte di prodotto, ma si svita facilmente per cui può essere recuperato senza problemi.
In questa consistenza hanno saputo inserire diversi ingredienti:
"Rhodiola Rosea che supporta la rigenerazione cellulare della pelle prevenendo la formazione di rughe.
Estratti di ribes nero, calendula e l'olio di germe di grano che rinforzano la pelle con vitamina A, E e F per un'idratazione profonda, dando alla pelle un tono sano e la capacità di recupero.
Estratti olmaria e rose che hanno proprietà idratanti e illuminano la carnagione, mentre l'estratto di melissa ammorbidisce la pelle migliorando l'elasticità alla pelle.
Olio di riso: contiene tre antiossidanti naturali ritardando il rapido invecchiamento della pelle."
Ma troviamo anche proteine del grano, olio di semi di amaranto, che pare sia ricco di vitamine ed oligoelementi, ma anche olio di enotera dalle proprietà lenitive.
Tutti questi ingredienti non rendono affatto questo siero White Agafia untuoso, anzi. Si assorbe bene, e soprattutto si stratifica bene con altri prodotti.



Il Natural Renewing Face Serum credo sia adatto a pelli normali e miste se usato da solo, quindi se magari avete questo tipo di cute o magari mi state leggendo in una stagione calda, potete fermarvi a questo step. Su di me idratata bene la pelle, la lascia morbida ed è effettivamente un primo passaggio ottimo in una routine. Certamente ora come ora, con la pelle più secca, vado ad aggiungere anche una crema per avere più nutrizione, ma penso che in primavera/estate, o se ad esempio poi aggiungete una protezione solare o un make up più idratante, da solo può bastare. Non lo vedo adatto a pelli mature o comunque segnate, perché credo ci siano dei cosmetici con una azione distensiva più profonda.
Ma a parte le interazioni, questo siero White Agafia è davvero gradevole sulla pelle, è delicatamente fresco e noto anche una lieve azione lenitiva, che non guasta.
Il profumo inoltre è delicato: tende al floreale ma svanisce molto velocemente.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸 € 4.49
🏋 30 ml
🗺 Made in EU
⏳  12 Mesi
🔬 Vegan
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


White Agafia Natural Facial Day Cream 
Youth Extension

White Agafia Natural Facial Day Cream  Youth Extension

Vi dicevo che per me la crema oltre il siero è fondamentale in questo periodo, e la Facial Day Cream White Agafia è perfetta. Si tratta di una crema dalla bella consistenza morbida e non esageratamente densa.
Oltre alla arcinota rhodiola rosea, all'interno troviamo
"Centella Asiatica stimola la produzione di collagene, mentre il muschio d'Islanda e l'aralia manshurica nutrono attivamente la pelle, dandogli un tocco vellutato.
L'estratto di lampone artico e l'olio di camelia bianca idratano e ammorbidiscono la pelle, mentre la schizandra lascia la pelle tonica e compatta.
Gli oli curativi degli oli di pino siberiano, olivello spinoso ed estratti di artemisia tonificano le cellule della pelle con vitamine, donando un aspetto sano."
ma anche in questo caso si traduce in un prodotto che si stende bene sul viso, che non avverto come untuoso, che non è minimamente soffocante, né fa scia bianca. Si stende e si assorbe velocemente almeno sulla mia pelle. Non ho capito la profumazione di cosa sappia tanto è delicata.



La Natural Facial Day Cream secondo me è una crema ben bilanciata: su di me idrata bene la pelle, e la nutre senza però lucidarmi, in uno stato di grazia per tutto il giorno.
Noto anzi una sorta di effetto quasi mattificante, nonostante la pelle resti luminosa, ma appunto non unta, non con lucidità indesiderate. La trovo un'ottima crema per pelli da normali a secche, per il giorno appunto. Magari le pelli miste ci prestino un po' attenzione, e la preferiscano magari con la stagione fredda.
Ma la particolarità di questa crema viso White Agafia non è solo come idratata la pelle secondo me, ma anche questo tenue colore verde pastello.


Non spaventatevi, non vi rende la faccia effetto Hulk, non è così densa la quantità di pigmento, però io credo che contribuisca a migliorare l'aspetto della pelle con un'azione microcorrettiva dei rossori, dando l'apparenza di un colorito più omogeneo. È qualcosa di molto delicato, perciò si adatta a tutte le carnagioni. Quindi la Natural Facial Day Cream Youth Extension secondo me è veramente un prodotto valido che l'azienda ha studiato davvero bene.

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🔎 Bioprofumeria, Online
💸 € 4.49
🏋 50 ml
🗺 Made in EU
⏳  12 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmetics, Vegan
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White Agafia Natural Eye Serum
Youth Extension



Fra tutte queste referenze White Agafia, l'Eye Serum credo sia l'unica che non riacquisterei, che come premessa non suona bene, ma non ha nulla a che vedere col prodotto.
Si tratta di un siero, come nel caso del Natural Renewing Face Serum, in crema, e proprio come l'altro siero si stende in un istante sul contorno occhi e si assorbe anche abbastanza velocemente, direi in modo istantaneo. Anche in questo caso la confezione preleva bene il prodotto, senza esagerare con le quantità.
Ha una profumazione che mi ricorda più la Cleansing Lotion, ma resta delicato e non mi ha dato fastidio. In generale, da portatore di lenti a contatto, l'ho trovato un prodotto delicato: mai mi ha creato bruciore o irritazione né mi ha fatto lacrimare gli occhi.
Il fatto che non ci sia stato un feeling assoluto con questo siero contorno occhi è dato dal fatto che la mia zona perioculare tende ad essere secca, specie in questo periodo. So che è la zona del mio viso che devo curare di più, quindi trovare dei prodotti davvero efficaci non è semplicissimo.
Però è anche colpa mia e vi spiego perché: il Natural Eye Serum White Agafia contiene estratti naturali come
"Artemisia, flavocetraria e muschio d'Islanda sollevano e tonificano le palpebre.
L'Angelica e il Kuril Tea lisciano e sgonfiano.
L'Arnica nutre la zona degli occhi e aiuta a spianare le linee sottili.
Estratti di camemoro, mora artica, mirtillo e ginepro che idratano in profondità e ridonano elasticità."
Tuttavia manca una quota grassa che possa nutrire la pelle, infatti troviamo principalmente un olietto emolliente, ma non c'è molto altro (della serie, saper leggere un INCI ma non farlo prima di acquistare). 


Quindi su di me questo contorno occhi ha una efficacia buona, in quanto idrata la pelle e la lascia morbida e liscia, ma è un effetto temporaneo che non dura su di me fino a sera. Inoltre non noto un'azione distensiva e in generale anti fatica così importante da farmelo considerare il prodotto più adatto alle mie esigenze. Penso che sia una buona crema per il contorno occhi da giorno, delicatamente fresco e per pelli non particolarmente mature o segnate, e sono comunque contento di avervi dato una alternativa economica, ma per le mie necessità l'Eye Serum Youth Extension White Agafia è troppo basic.

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🔎 Bioprofumeria, Online
💸 € 4.49
🏋 30 ml
🗺 Made in EU
⏳  12 Mesi
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Questa full immersion nei prodotti White Agafia è stata molto interessante per quanto mi riguarda, credo sia una alternativa economica valida che offre un range ampio di prodotti facilmente adattabili a tante esigenze. A voi cosa tenta di più? Conoscevate questa azienda russa?




venerdì 15 febbraio 2019

|#backtoseries chapter 34|
Queste vi terranno compagnia (ma non aspettatevi molto altro)

Ci sono serie tv di cui ti innamori fin da subito tanto che ne vorresti una quantità immane di stagioni, altre che invece non riesci proprio a proseguire tanto ti annoiano, o ti disturbano, e poi c'è una fascia di serie tv che si collocano in una via di mezzo per cui ti piace seguirle, arrivi fino all'ultima puntata, ma nel corso degli episodi noti tante cose che non tornano, che ti fanno storcere il naso, su cui hai bisogno di riflettere.
Ne ho trovate due, che poi sono le ultime serie tv che ho seguito, che sono tutte unite da tematiche attuali, interessanti, a tratti anche delicate, ma questo a mio avviso non basta per avere dei prodotti davvero validi e solidi. Ma passiamo ai casi specifici per non sembrare un completo pazzo.

You
Prima Stagione
⭐⭐🌠

Disponibile su Netflix dal 26 Dicembre del 2018, la prima stagione di You si è fatta notare per uno stuolo di polemiche che sono nate in più modi e da più parti, a volte a ragione, altre un po' meno. 
La critica che ho letto più spesso è data dal fatto che You tratti in modo sbagliato certe tematiche e come vengono rappresentati certi personaggi.



Joe gestisce una libreria a New York e proprio nella sua libreria conoscerà una ragazza che gli ruberà il cuore sin dal primo istante: Guinevere Beck. Per il ragazzo, Beck diventerà una vera ossessione, il pensiero fisso di ogni momento, e da quella ossessione nascerà nella sua mente un amore malato. Joe inizia a seguire Beck, cercherà di capire come trascorre le sue giornate, chi frequenta, tenterà di conoscere ogni dettaglio della sua vita al fine di conquistarla. 
Joe è davvero disposto a tutto pur di entrare nel cuore della ragazza, e con "tutto" intendo anche ciò che non è legale, pur di diventare il suo perfetto fidanzato. Supererà e giustificherà persino le intemperanze, le incongruenze e le bugie di Guinevere pur di stare con lei.


Joe è un vero e proprio stalker che sfrutta la tecnologia, i social, e tutto ciò che ci espone più o meno direttamente all'occhio pubblico ed indiscreto, che lede la nostra privacy, per conquistare la ragazza che ama. Diciamo che l'intento sarebbe anche carino, e romantico, ed in fondo un po' tutti abbiamo sbirciato nei social del tipo che ci piace, ma lui porta all'esasperazione questa curiosità e i suoi sentimenti, trasformandoli in patologia.
È proprio questo binomio fra amore e malattia che ha mandato in confusione tantissime persone, perché ci ritroviamo quasi ad empatizzare con Joe, che risulta, nella sua follia, come un tenero ragazzo che cerca solo di far breccia nel cuore della sua amata, mentre ci porta a non sopportare Beck, a reputarla poco affidabile, troppo lunatica, troppo contraddittoria ed in generale antipatica. Ed è qui che le critiche sono arrivate: la vittima di un qualunque abuso non può essere colpevolizzata, o meglio non dovrebbe esserlo, eppure la serie sembra spingere a questo. Io però l'ho letta un po' in un altro modo.



Secondo me You vuole proprio sottolineare come, a volte, sia più facile empatizzare e simpatizzare con il carnefice piuttosto che con la vittima, senza poi rendersi conto che essere un po' stronzi o superficiali, non può essere minimamente paragonato alle violenze, allo stalking o ad un omicidio. Questo purtroppo capita anche nella realtà, e nella serie giocano un po' sull'ambiguità buono/cattivo di Joe. Lui a volte ha anche le sue ragioni, oltre la sua logica, ma anche da un punto di vista esterno.
Beck non è proprio un distillato di simpatia e si circonda di gente non altrettanto raccomandabile, lo ammetto, ma da qui a far passare Joe come "giusto" ce ne passa. A molti invece il suo personaggio non è risultato abbastanza inquietante, anzi ha trasmesso tenerezza e romanticismo; a me in verità ha dato un costante senso di fastidio, di inquietudine, anche di paura visto che il tema è estremamente attuale, ma capisco chi ha quasi fatto il tifo per lui.



Intanto, credo che comunque chi segue una serie tv sappia discernere fra situazioni reali e inventate, quindi nel preferire un personaggio piuttosto che un altro non trovo nulla di male, ma spero anche che l'attitudine ai fatti reali sia diversa.
È comprensibile come Joe venga visto con un occhio più tenero perché la maggior parte delle volte seguiamo le situazioni dal suo punto di vista. Nella prima stagione di You vediamo lui come voce narrante per il 90% delle volte, per cui è normale che conosciamo ogni suo pensiero, anche il più contorto, ci risulta coerente e solido, mentre degli altri personaggi non abbiamo un approfondimento così ampio e dettagliato. Per questo, tutto ciò che fa Beck secondo me, viene visto come sbagliato seppur non ha nulla di socialmente inaccettabile.
Con questo non voglio dire che sia una scelta vincente o che la centralità del personaggio di Joe sia ben costruita. No, anzi, ci sono parecchie incongruenze ed in generale diverse fragilità nella storia.



You secondo me ha il merito di saper intrattenere: io l'ho seguita molto volentieri, non mi sono annoiato, anzi, l'avrei terminata anche in meno tempo del previsto perché ha quell'intrigo, quei piccoli colpi di scena che attirano l'attenzione. Tuttavia ci sono tanti elementi che non mi sono piaciuti.
La narrazione ha davvero tanti buchi, volti semplicemente a far funzionare il meccanismo. Un esempio stupido (ma non troppo) è che Beck non si accorge mai di avere Joe intorno a spiarla; e, cosa ancora più assurda è che nemmeno le sue amiche se ne accorgono e questo non è molto realistico. Ma davvero ci sono molti elementi contraddittori di questa serie, a volte al limite del surreale, come ad esempio Joe che sembra non morire mai, letteralmente non c'è nulla che lo ammazzi o che lo fermi.
Inoltre la follia del ragazzo, che dovrebbe essere il centro di tutto, poteva essere un po' costruita meglio, con maggiori approfondimenti, magari dandoci degli esempi della sua instabilità già in passato, che potessero anche allontanare quell'idea che lui sia solo un ragazzo innamorato. Ma questo non solo non viene fatto, anzi, viene per certi versi smentito.



Un esempio lampante è la sua passione per i libri: da che li considera come reliquie sacre, a che se ne frega, li dà via, o mette in condizione le persone di distruggerli. E lui nulla, nessuna reazione.
Insomma gli aspetti, le incongruenze ed anche i punti trash di You che non mi hanno convinto sono tanti e potrei stare qui a chiacchierare per ore su tutti gli elementi, ed alla fine queste polemiche e questa curiosità ha giovato alla serie che è stata rinnovata per una seconda stagione. Io la seguirò quasi certamente perché voglio vedere se riescono a riprendere quelle fila che sono state tessute ma lasciate andare troppo facilmente.


Il metodo Kominsky
Prima Stagione
⭐⭐⭐🌠

Vincitrice di due Golden Globes, Il Metodo Kominsky ha fatto la sua apparizione su Netflix il 16 Novembre e forse non è stata la serie più chiacchierata, sicuramente meno di You, almeno da ciò che ho visto sui miei social, nonostante i nomi altisonanti di attori come Michael Douglas e Alan Arkin, ma capisco che l'argomento all'apparenza sia poco vicino ai miei coetanei.



Sandy Kominsky non ha avuto una carriera sfavillante come attore, ma se la cava discretamente come insegnante di recitazione. Nonostante si sia allontanato da un pezzo dalla gioventù, però Sandy non ha messo da parte l'idea di recitare, e cerca ancora di trovare qualche ingaggio tramite il manager e ormai amico storico Norman Newlander.
Sarà la morte della moglie di Norman a mettere in azione le vicende di questa strana coppia che non si arrende agli acciacchi che, alla soglia della terza età, sono ormai quotidianità.


L'amara ironia della vita è un po' il quadro più esterno di The Kominsky Method che parte da un tema come l'anzianità, originale almeno nel panorama attuale secondo me, che fa da filtro per trattare altre tematiche, come le relazioni intergenerazionali, il lutto, la malattia, le problematiche lavorative, ma anche la voglia di mettersi in gioco sia professionalmente appunto, che umanamente. Sandy ha un carattere particolare, forte, sicuramente forgiato dagli anni che passano, ma anche probabilmente per il suo modo di essere, e Norman, non è da meno, sa tenergli testa, è ironico e sferzante, ma anche lui sente il peso del tempo. Il risultato è una serie tv che sa farti commuovere (perché in effetti era da tanto che non frignavo per un telefilm), ma sa rubarti anche qualche risata, magari appunto un po' amara. E capisco come mai sia stata rinnovata per una seconda stagione: sa tenere compagnia con quella spinta emotiva, umana, tenera e riflessiva, che dà profondità alla serie.


Ed è una serie che non ha un'età a cui far riferimento, perché questi alla fine potrebbero essere i nostri genitori, i nostri nonni al massimo, quindi anche un pubblico più giovane potrà coglierne il senso.
Il metodo Kominsky però secondo me soffre il peso del suo spazio: è tagliata come una sitcom di circa 30 minuti ad episodio, e, se da un lato questo dà freschezza ed immediatezza, dall'altro avrebbe bisogno di più tempo per approfondire certi argomenti che altrimenti vengono toccati a spizzichi e bocconi, a volte senza una grande logica. Ad esempio il rapporto fra Sandy e Lisa, una sua allieva divorziata con cui sembra possa nascere una relazione. Tutta questa storyline viene un po' lasciata in aria, quando potrebbe dare a Sandy uno sviluppo più approfondito.
Lui in realtà ai miei occhi è un po' più una spalla per Norman che il personaggio principale. Se una serie si chiama "The Kominsky Method" mi aspetto di vedere un po' di questo metodo; non dico che debba girare tutto intorno alla scuola di recitazione, alla In Treatment per dire, che poi diventa claustrofobico, però così ce ne dimentichiamo proprio.
Ma più in generale è Norman secondo me il vero mattatore, quello più sfaccettato che vive, se vogliamo, una situazione personale molto più difficile e, per noi che seguiamo, più interessante.



Norman giustamente è in crisi per la perdita della moglie, ha un rapporto complicato con la figlia che non è più una ragazzina, e si ritrova con un lavoro che non lo soddisfa, ha tanto da dire e da fare e si vede nel corso delle puntate, che più volte sono incentrate su di lui. Insomma i ruoli sembrano un po' invertiti. Il rapporto con Sandy, per quanto litigioso, è comunque forte.
Come vi dicevo inoltre, è una serie che fa sorridere, spesso alleggerita con situazioni ironiche, magari sarcastiche, visto che i personaggi sono schietti e diretti. Però a volte questa ironia per i miei gusti è un po' esagerata, porta a situazioni irreali, a volte sfiora il demenziale, e crea un margine troppo ampio fra la tenerezza che certe situazioni suscitano e l'ilarità di altre circostanze.
Io spero che riescano con la seconda stagione de Il metodo Kominsky a far ingranare meglio la narrazione e a darci qualcosa di più per quanto riguarda Sandy.


Come sempre vi aspetto nei commenti per confrontarci su queste serie e non solo.





mercoledì 13 febbraio 2019

|Beauty Cues #MaskWednesday|
NOVITÀ Oxy esthétique: Bubble Mask e Black Strips!

Dopo il successo (???) straordinario (???) che ha ottenuto la review della Black Mask di Oxy Esthétique esattamente un anno fa, non potevo perdermi le novità che da qualche tempo l'azienda del gruppo Ludovico Martelli ha tirato fuori e che forse, a questo punto, avrete visto nelle pubblicità in tv, ampliando così la loro Black Line.
Per chi non la conoscesse si tratta di una gamma di trattamenti viso volti a purificare la pelle, grazie agli estratti di Carbone Vegetale e Aloe Vera. In principio Oxy esthétique aveva lanciato solo la classica maschera nera peel off che tutti un po' conosciamo appunto.

Oxy esthétique Bubble Mask Black Strips

Poi però, un po' per caso, ho visto che avevano messo in vendita una Bubble Mask e i Black Strips, i classici cerottini anti punti neri. 
Ci tengo a precisare che non ho alcun accordo con l'azienda, ma semplicemente sono dei prodotti che mi hanno incuriosito sin da subito, ed essendo cosmetici che utilizzo abitualmente ho deciso di provarli. 


Oxy esthétique Bubble Mask



La Bubble Mask di Oxy si presenta come una qualunque maschera in tessuto monouso che ha persino una buona forma, davvero comoda da tenere sul viso sia sul naso che intorno agli occhi; forse dove le labbra potrebbe essere un po' più ampia la fessura, così da essere adatta anche a chi ha delle labbra più carnose, ma il tessuto è morbido e quindi si può adattare facilmente alle proprie caratteristiche. 
Il siero di cui è imbevuta è davvero abbondante ma non gocciola ovunque e non sporca e viene descritto come 
"uno speciale siero che a contatto con l’aria sprigiona piccole bolle effervescenti. La schiuma che si sviluppa sul viso ha un effetto detox e di immediata ossigenazione della pelle: purifica ed elimina tracce di inquinamento, eccesso di sebo e altre impurità. Arricchita con aloe vera dona immediato benessere e sollievo alle pelli impure, ripristinandone il normale equilibrio e garantendone la completa pulizia. Al termine del trattamento la pelle risulterà purificata, luminosa e revitalizzata"
Il profumo mi è parso appena percepibile e fresco, e per quel poco che si sente mi pare gradevole.
La cosa che mi ha un po' sorpreso è che oltre agli elementi che spiccano in questa linea Oxy, quindi il carbone e l'aloe, hanno inserito nella Bubble Mask anche altre estratti naturali come l'estratto di fiori di arancio dall'azione rigenerante, l'estratto dell'acero da zucchero che ha un'efficacia esfoliante sulla pelle, e l'estratto i mirtillo che viene considerato antiossidante. 
Come specificato sulla confezione, va massaggiata la busta (lo so, un po' inquietante) prima di aprirla così da attivare la maschera.



Subito appena messa sul viso, la Bubble Mask Oxy ha iniziato a produrre una schiuma sottile ma spessa, situazione che è proseguita ed aumentata nel corso dei 20 minuti in cui l'ho tenuta in posa, ed ho avvertito che la schiuma era presente anche sul lato interno tanto da sentire il solletico di queste bollicine che via via si formano. Quando ho notato che la schiuma non cresceva più, ho rimosso la maschera e devo dire che oltre ad aver avuto un'esperienza divertente, visto che ho spammato chiunque con le mie foto (sì non ho vergogna), si è trattato di un trattamento valido.


Una volta rimossa la maschera, come da istruzioni, ho massaggiato la schiuma ed il siero rimasto sul viso e poi ho sciacquato il viso ed avevo una pelle in ottimo stato: la cute appariva luminosa ma senza sebo in eccesso, con una grana ed un aspetto più omogeneo. La  sensazione era quella di pelle davvero ben pulita e purificata, ma senza la percezione  di aver fatto un guaio o di averla danneggiata, come quando ad esempio si usa un detergente troppo aggressivo che va ad irritare la pelle, a renderla reattiva. No, la pelle era fresca e detersa, ma la sensazione di tiraggio era davvero minima.
La Bubble Mask di Oxy esthétique quindi mi è sembrata davvero valida: ho trovato che vada realmente ad ossigenare e rivitalizzare la pelle. Si adatta a tutte le cuti a mio avviso, anche le miste e le grasse, e può essere una valida alternativa alle maschere all'argilla, per chi non le tollera. 
L'unico neo? Il prezzo.

INFO BOX
🔎 Acqua e Sapone,  Grande Distribuzione, Tigotà
💸 € 5.49/3.99
🏋 1 maschera monouso
🗺 Made in Italy
⏳  //
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

Oxy esthétique Black Strips



Decisamente meno entusiasmante è stata la mia esperienza con questi cerottini anti punti neri. La confezione contiene ben otto Black Strips: quattro specificatamente tagliati per aderire al naso, e quattro (anche se poi sono due confezioni che ne contendono due, furbini!) dalla forma triangolare da applicare sulla fronte e sul mento
All'interno di questi cerottini Oxy ha inserito sempre quegli ingredienti quale carbone e aloe per purificare e lenire la pelle, ma quel che conta poi in questo tipo di prodotti è l'azione meccanica di rimuovere punti neri e filamenti sebacei dai pori. Le stesse promesse che fanno quelli di Oxy esthétique:
"eliminano dalla pelle sebo in eccesso, impurità e punti neri. [...]
Particolarmente indicati per pelli grasse grazie al loro effetto purificante e seboregolatore."
L'utilizzo è quello che già conosciamo: vanno applicati dopo aver inumidito la zona da trattare, magari dopo aver fatto dilatare i pori con del vapore, o per lo meno io faccio così.
Dimenticavo di dirvi che hanno un odore un po' chimico, ma nulla di particolarmente intenso. 



Più volte ho sottolineato come, secondo la mia esperienza, non si possa pretendere il miracolo dai cerottini anti punti neri, specie se si hanno imperfezioni molto radicate e profonde. Tuttavia per me sono l'unico strumento che posso utilizzare (insieme alle black mask) per eliminare parte di queste impurità senza creare ulteriori problemi alla pelle. 
Detto questo però, i Black Strips Oxy non sono tra i più efficaci che abbia provato, anzi. 
Il materiale dei cerottini è sottile e questo sembra un aspetto a loro vantaggio ma poi qualcosa non funziona: se inumidisco troppo la cute, lo strip non aderisce bene, se la inumidisco troppo poco, non aderisce bene comunque. E non fraintendetemi con questi "troppo", perché da quando utilizzo questo tipo di trattamenti ho capito come farli funzionare al meglio, ma con i Black Strips di Oxy esthétique non c'è verso: è un terno al lotto. 



Il risultato è che anche la loro efficacia è molto variabile in base a regole non ben comprensibili da me: a volte è vero ci sono diversi punti neri rimasti incollati sul cerotto, altre volte invece risultano del tutto inefficaci. È vero, i cerottini anti punti neri non assicurano mai una pulizia perfetta e costante, a volte può capitare che siano più efficaci, altre meno, ma questi Oxy esthétique sono davvero un'incognita. Nemmeno il metodo col bicarbonato aiuta a farli funzionare meglio, anzi se possibile peggiora la loro  
Ci sono altri elementi che non mi piacciono di questi cerottini, come ad esempio in fatto che lascino parecchi residui di colla sulle zone in cui si applicano. Di solito inoltre adatto sul naso gli strips triangolari per la zona fronte-mento, e funzionano comunque abbastanza bene, ma questi si sono rivelati inutili.
Non fa male rimuoverli né mi creano rossore, però questo non basta a rendere i Black Strips Oxy esthétique il trattamento anti impurità che voglio avere sempre nel mio beauty.

INFO BOX
🔎 Acqua e Sapone,  Grande Distribuzione, Tigotà
💸 € 4.99/3.50
🏋 8 cerottini
🗺 Made in Italy
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Avevate visto queste novità di Oxy esthétique?





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