giovedì 30 agosto 2018

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Luglio '18 | Ritorni e sufficienze

Lo so che Luglio è passato praticamente da un mese, ma c'è sempre modo per parlare dei promossi e bocciati, perché è pur sempre una occasione per parlare di altri prodotti che non ho avuto modo di recensire.
Luglio è stato un mese di ritorni per varie ragioni, infatti ho riacquistato un prodotto che avevo recensito mesi fa, mentre altri due erano rimanenze che avevo messo da parte per tempi migliori.
Il riacquisto è stato il Collutorio Naturale Extra Fresh di Perlax che mi era piaciuto abbastanza ma che soprattutto reperisco con molta facilità ad un costo accettabile, per cui non è solo a luglio che l'ho ripreso, ma sicuramente ci tornerò anche più avanti. Se volete sapere in dettaglio le mie opinioni, cliccate qui.


I ripescaggi veri e propri invece sono due. Il primo era una rimanenza dello scorso anno, ovvero la Body Mist o acqua rinfrescante o bruma corpo di H&M nella variante Goji and Watermelon. Stare a parlarne non ha senso non solo perché la recensione completa la trovate qui, ma anche perché era una edizione limitata. Me ne era avanzata un po' dall'anno scorso restando nel PAO ed ho colto l'occasione per terminarla.


Ho visto che H&M le ha riproposte in altre profumazioni, e secondo me è un prodotto carino, che costa poco, e che in quei giorni di caldazza senza tregua, dà quel minimo di idratazione, freschezza e profumo che un corpo umano può accettare con 40 gradi. Sinceramente, anche in altre fragranze, la riacquisterei.
E per finire con i ripescaggi, ho utilizzato la Resist Barrier Repair Moisturizer with Retinol di Paula's Choice. Dallo scorso autunno- primavera me ne era avanzata qualche applicazione e devo dire che a livello di sensazione sulla pelle mi è piaciuta anche di più adesso per varie ragioni.


Con un clima più freddo non mi idratava a sufficienza, mentre durante queste sere estive, nonostante il caldo, era molto piacevole perché è una lozione fluida, leggera e fresca, ma che idrata bene. Certo, se era davvero caldo non applicavo una crema, ma preferivo un siero, però nelle occasioni in cui l'ho utilizzata, il giorno seguente non mi svegliavo con il viso lucido. In ogni caso se volete più dettagli su questo prodotto Paula's Choice, potete cliccare qui.
Le sufficienze del mese di luglio sono invece prodotti di cui non avevo ancora avuto modo di parlare. Non sono cosmetici che boccio o che ho terminato con estrema fatica, però sono dei prodotti che per un aspetto o per l'altro non mi hanno soddisfatto completamente.

Cien Spray-On Moisturiser Tropical Paradise


Avevo già recensito, proprio fra i promossi e bocciati di Giugno la Spray On Moisturiser nella profumazione Coconut Breeze che mi era piaciuta parecchio, non solo per la fragranza abbastanza intensa, ma anche per praticità ed efficacia idratante
Anche la versione Tropical Paradise quanto a performance non ha nulla da invidiare alla sorella: è una crema spray sotto pressione quindi dalla consistenza molto sottile, piacevole da spalmare, di rapido assorbimento, e che comunque va a dare alla pelle quel minimo di idratazione che un prodotto simile può rilasciare. Risulta perfetta d'estate perché è fresca, non grassa, e soprattutto non la risudo nonostante le alte temperature.
L'erogatore funziona bene, non mi si è inceppato e mi ha prelevato tutto il prodotto anche questa volta. 


Rispetto alla Coconut Breeze, la spray on moisturiser Tropical Paradise, è arricchita sempre con aloe, ma anche con burro di karitè e altri emollienti. Ovviamente qualora ve lo chiediate, non è un prodotto bio, ma ha un INCI che ci evita alcune sostanze che non vogliamo, per dirla politically correct.
Quello che ho apprezzato meno di questa crema corpo spray Cien è la profumazione, che secondo me risulta blanda, poco facile da identificare, sembra un aroma floreale poco distinguibile, ed anche 
poco persistente. Nulla a che vedere con la Coconut Breeze.
L'ho usata, sì, l'ho terminata, pure, ma diciamo che se dovessi scegliere tornerei a quella al cocco. Se però non amate le profumazioni intense, magari per voi è meglio questa. 

INFO BOX | Cien Spray-on Moisturiser 
🔎 LIDL                           
💸 € 1.99
🏋 150 ml
🗺 Germania
⏳ //
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸

Radici Toscane Mentifricio - Dentifricio Uva e Menta

radici toscane mentifricio

Radici Toscane è un'azienda italiana che conosco poco sinceramente ma che mi attirava provare proprio perché è un po' una piccola realtà. Si tratta di una azienda aretina di cosmetici biologici, conosciuta principalmente per i loro deodoranti, ma che non troppo di recente ha introdotto una sorta di edizione limitata dedicata all'igiene orale e composta da due prodotti: il Colluttolio, che è appunto un collutorio a base di olio per praticare il famoso oil pulling, e un dentifricio. L'idea è carina, i packaging simpatici e un po' diversi per dei prodotti che in genere sono noiosi.
Il Mentifricio Radici Toscane è un dentifricio in gel, abbastanza sodo, che contiene dei minuscoli pezzetti di arancia. La stessa azienda ci racconta tutti i principi attivi del loro prodotto
"Abbiamo messo l'estratto di magnolia per il suo potere igienizzante, il succo di aloe famoso per le sue proprietà lenitive, il tea tree per migliorare l'efficacia igienizzante, delle piccole particelle di arancia per potenziare l'effetto pulito che sentirai quando passerai la lingua sui denti, ed infine un po' di mentolo per rinfrescarti."
Vi dicevo si tratta di un gel che ha una buona consistenza secondo me, e soprattutto è un dentifricio con un buon sapore che si avverte senza essere troppo presente; non è di quei sapori per cui ti ci devi abituare (chi utilizza dentifrici ecobio sa a cosa mi riferisco) e l'azienda dice dovrebbe essere all'uva, ma per me è più un gusto generico fruttato, che tra l'altro, al momento del lavaggio, mi sembra ancora meno percepibile perché viene coperto dalla sensazione di freschezza. Quindi organoletticamente è molto buono e piacevole da utilizzare. Lascia effettivamente il cavo orale fresco e la sensazione di pulizia è anche discreta, senza però quegli aspetti che non voglio in un dentifricio, come l'aggressività e i generali problemi di sensibilizzazione.
Tuttavia ci sono due aspetti che non mi fanno arrivare ad innamorarmi del Mentifricio: il primo è la quantità di schiuma che produce che se fosse un po' di più per me sarebbe l'ideale. 


Il secondo aspetto, un po' più importante, sono quei granuli di arancia di cui vi dicevo, che non trovo siano così efficaci nell'aiutare con la pulizia, per due motivi e non prendetemi per folle a parlare così tanto di un dentifricio: essendo un gel non riesce a trattenere in sé i granuli al momento del lavaggio, con la conseguenza che scappano ovunque risultando inefficaci; il secondo motivo è che sono un po' troppo grossi e non tantissimi quindi non riescono a lavorare in "dettaglio". Per farla breve questi granuli un po' mi infastidiscono, perché mi danno l'impressione di restare fra i denti.
Tutti questi aspetti rendono il Mentifricio Radici Toscane un prodotto sgradevole e non valido? Assolutamente no, solo che non risponde del tutto ai miei gusti.

INFO BOX | Radici Toscane Mentifricio
🔎 Bioprofumeria, Online                     
💸 €6.50
🏋 100 ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 AIAB, QC Certificazione Cosmesi
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I Cosmetici di Phedea Balsamo Capelli 



L'ultima sufficienza va a questo balsamo per capelli di Phedea, marchio del gruppo Pierpaoli Eco Bio
Si tratta di un condizionante dalla consistenza morbida e cremosa, tutto sommato fluida, infatti si distribuisce molto bene sui capelli. Quando lo si applica crea una leggera schiumetta. Quanto al profumo non saprei descriverlo con precisione, mi sembra semplicemente l'odore di un prodotto che contiene ingredienti naturali, un po' fresco, un po' fiorito, non particolarmente intenso o persistente.
La stessa azienda ci fa conoscere tutti gli ingredienti attivi che questo balsamo contiene:
"Il Balsamo per capelli Phedea districa delicatamente i capelli, lasciandoli morbidi e leggeri. Con Estratto Biologico di Girasole rafforza l’azione ristrutturante con il suo elevato contenuto di acido linoleico e vitamina E, e grazie alla presenza di polifenoli, garantisce ai capelli stressati un’azione idratante e riparatrice. L'olio biologico di semi di girasole, inoltre dall'elevato contenuto di acido linoleico e Vitamina E, rafforza l'azione ristrutturante del prodotto.
La linea Phedea è arricchita da Acqua Biologica da Steli d’Orzo, cereale ricco di proteine, vitamine e minerali, indicata nella formulazione di prodotti destinati a pelli sensibili e facilmente irritabili."
ma non dice che il prodotto contiene anche burro di karité e glicerina, componenti che potrebbero far pensare a un balsamo capelli nutriente e condizionante, ma purtroppo non è del tutto così. Sui miei capelli infatti, a tendenza secca - molto secca, grossi e crespi, ho trovato che abbia una azione discretamente districante e leggermente idratante, ma non mi è parso che spicchi in modo particolare in queste funzioni. Inoltre non credo dia ai miei capelli particolare luminosità. 



Però ci sono altri aspetti che apprezzo di questo balsamo Phedea, come il fatto che renda i capelli leggeri, e che tutto sommato restino morbidi nei giorni successivi al lavaggio. Inoltre mi è piaciuto anche per il cowash (ne parlo in dettaglio qui), e mi ha lasciato i capelli puliti e condizionati, sebbene mischiato con lo zucchero l'emulsione tenda a smontarsi e a risultare liquido. Il fatto che si sciacqui con facilità è un altro aspetto che considero positivo.
Tirando le somme credo che il balsamo Phedea non sia un cattivo prodotto, semplicemente non risponde a tutte le mie esigenze ma più a quelle probabilmente di chi ha capelli normali o anche grassi. 

INFO BOX | Phedea Balsamo Capelli
🔎 Grande distribuzione, Ipercoop, Online                     
💸 €3.80
🏋 250 ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 AIAB, QC Certificazione Cosmesi, Vegan, Nickel, Cromo, Cobalto Tested <0,4ppm
💓⇒ 🌸🌸🌱


Finisce così la mia lista di promossi e bocciati, ed anche se di bocciature non ce ne sono state, magari non c'è stato molto entusiasmo. So che  a volte le recensioni intermedie vengono considerate come negative però spero di avervi fatto cogliere quelle sfumature per cui magari un prodotto che per me non ha funzionato alla perfezione, per voi invece è ottimo.
Però se vi va di scoprire altri prodotti vi lascio le review dei miei top 5 rinfrescanti per questa estate.





lunedì 27 agosto 2018

|Sotto la copertina|
Eccomi...per fortuna arrivato alla fine!

Quando ho creato Sotto la copertina, (qui il primo episodio) ho messo subito le mani avanti: sarebbe stata una rubrica "lenta", ed avevo predetto bene. Infatti i libri di cui vorrei parlarvi li ho terminati mesi fa, anzi sono stati persino soppiantati da altre letture. Ma che posso farci, mi piace prendermela comoda, al contrario dei protagonisti di questi due romanzi di oggi, che si trovano ad affrontare un viaggio.
Un viaggio più metaforico e introspettivo è quello che percorre  Jacob e la sua famiglia, in Eccomi di Jonathan Safran Foer.


Titolo Originale: Here I am
Autore: Jonathan Safran Foer
Editore: Guanda
Pagine: 600
Data di pubblicazione: 2016
Prezzo: rilegato € 18.70 / ebook € 9,99 


Io Foer, scrittore statunitense ormai di fama internazionale, non lo avevo mai letto, ma c'era un eco che mi diceva che dovevo colmare questa lacuna, anche perché questo eco è formato da tantissime persone e personalità che lo considerano un maestro. Forse però ho sbagliato perché Eccomi è il suo ultimo romanzo e sarebbe stato meglio se avessi scelto una delle sue precedenti pubblicazioni, ma quel titolo corto mi incuriosiva e volevo capire da solo cosa avrei trovato.
Tuttavia la lettura di Eccomi è stata direi difficoltosa.

La scrittura di Foer riesce ad essere ricca ma fluente allo stesso tempo, la scelta delle parole non è casuale, ed è stata proprio questa sua abilità a farmi arrivare alla fine, insieme a pochi altri elementi.
La storia di per sé non è certo fra questi: Jacob si trova ad affrontare dei momenti importanti per lui e la sua famiglia, dal Bar mitzvah del figlio, alla più difficile separazione dalla moglie Julia. A far da specchio a questi momenti di rottura c'è il disastro di un forte terremoto in Medio Oriente, che sgretolerà la vita di molte persone, così come si sbriciolerà la vita di Jacob e Julia. Il tutto, come potete immaginare, è bagnato dalla cultura ebraica di cui la famiglia fa parte, nonostante non siano così ferventemente religiosi.

Messa così potrebbe sembrare interessante, ma lo sviluppo per me è stato noioso, poco accattivante, poco empatizzante. Ad ogni pagina mi chiedevo cosa me ne importasse di quello che stavo leggendo, e la risposta era sempre niente. O troppo poco affinché risultasse rilevante. Molto spesso ad esempio mi stancavo della continua frustrazione dei personaggi. Altre volte invece li trovavo inutilmente impastati in pensieri che non portano a nulla. Confesso anche che più volte volevo fermarmi e prenderlo più avanti, o non riprenderlo affatto, ma poi proseguivo sempre un po' per inerzia.

Ci sono molti libri che raccontano uno spaccato di vita, ma quello proposto in Eccomi l'ho trovato sciapo, salvo in pochi momenti. Il tutto viene appesantito da dialoghi che dovrebbero risultare brillanti, a volte con una vena di humour, e invece finiscono per essere ridondanti e anche un po' costruiti, poco realistici. Specie per i figli di Jacob che sembrano oscillare in uno stato che va da acuti pensatori a semplici ragazzetti anche poco svegli e un po' viziati.
La storia inoltre sembra scollegarsi, e si basa su cose alla fine già sentite (crisi matrimoniali, disastri ambientali e sociopolitici), e non affrontate poi in maniera tanto diversa.

Mi sono ritrovato a continuare a leggere per cibarmi di quei pochi momenti interessanti di cui vi dicevo, di quello stile di scrittura che in alcune parti rapisce e fa riflettere e in cui potessi ritrovarmi. È stata una costante attesa, come in un grande buffet in cui riesci ad afferrare solo dei piccoli stuzzichini ma non arrivi mai alla grande portata che ti aspetti (scusate, le metafore culinarie sono quelle che mi riescono meglio).

Eccomi di Foer è un libro interessante all'origine ma secondo me non ha la forza per tenersi in piedi solidamente durante lo sviluppo. Una sirena che mi ha attirato con il suo canto ma non è riuscita a stregarmi, così mi sono sentito. Ed in conclusione mi sento deluso, vorrei provare a leggere gli altri romanzi, ma per il momento io e Foer ci prendiamo una pausa.

Più fisico è invece il viaggio di Harold ne L'imprevedibile viaggio di Harold Fry scritto da Rachel Joyce.


Titolo Originale: The Unlikely Pilgrimage of Harold Fry
Autore: Rachel Joyce
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 310
Data di pubblicazione: 2012
Prezzo: rilegato € 15.22 / ebook € 6,99 


Imprevedibile è stato anche il come questo libro sia finito fra le mie mani: doveva essere un regalo da fare e per cui avevo chiesto consiglio alla mia amica Simona (MissPenny09). Alla fine quel libro non arrivò a destinazione, ma io mi ero incuriosito (sì regalo cose che non so come siano, le opinioni sono soggettive, no?) ed ho preso l'ebook.

L'incipit è un po' quello de Il treno ha fischiato, quindi quella molla che ti spinge a voler rivoluzionare la tua vita ormai stretta e piatta, anche se a muovere la mente e poi i piedi di Harold Fry non è un lontano suono, ma una lettera di una vecchia amica ormai malata e prossima alla morte. Lungo il suo viaggio completamente a piedi dall'Inghilterra fino ai confini con la Scozia, costellato di ogni sorta di imprevisto, il protagonista ripercorrerà con i ricordi ciò che è stato della sua vita, della relazione in crisi con la moglie e del rapporto con il figlio.

Il mio rapporto con L'imprevedibile viaggio di Harold Fry invece è stato decisamente migliore che con Eccomi, risultandomi meno carico e impegnativo, ma soprattutto più coinvolgente.

È vero, ho trovato alcuni punti un po' prolissi e ripetitivi, nonostante la scrittura mi sia parsa leggera e piacevole, però ha saputo emozionarmi ed anche un po' sorprendermi. 
Non fraintendete "leggera" perché dalla semplicità dello scritto secondo me traspare molto e ognuno può cogliere una sensazione o magari un ricordo diverso. A me questo suo viaggio mi è arrivato come una lettura metaforica di quella che è la vita stessa: più volte mi ha fatto riflettere come spesso ci chiudiamo nelle nostre paure, viviamo svogliatamente, ci portiamo nell'animo bagagli pieni di cose inutili, ci circondiamo di persone che servono solo a farci rallentare, per il loro lustro. Ed invece a volte basta lanciarsi, o spogliarsi o a volte anche provare a superarsi, per riscoprire nuovi pezzi di noi stessi. Basta imparare a comunicare di nuovo con noi stessi e con gli altri.
Accanto alla gradevolezza della storia e a tutto quello che si può trarre da queste pagine, ci metto anche la piacevolezza dei personaggi, che arrivano al lettore come buoni, genuini nelle loro fragilità, ma non stucchevoli. 

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry non credo sia il libro che non può mancare sui vostri scaffali, alla fine di libri sul viaggio per ritrovare se stessi ne esistono molti, ma è stata una lettura tenera per me, ed è una sensazione che mi è rimasta dentro, e questo credo batta qualunque altisonante recensione. 






venerdì 24 agosto 2018

|Beauty Cues Special|
Crema Solare viso Alga Maris SPF 50: la mia opinione!

Ogni estate il problema protezione solare raggiunge giustamente l'apice perché tutti quelli con un minimo di sale in zucca capiscono che è necessario proteggersi dal sole, almeno nella stagione più calda, e bisogna farlo bene.
Già gli altri anni mi sono espresso su quanto sia importante applicare bene, uniformemente e abbondantemente la protezione solare (qui ad esempio davo qualche dritta generale su cosa indica l'SPF e sulle quantità), e di quanto mi dia sui nervi il concetto del "ne basta poca", una roba che non sta scritto da nessuna parte. Ma non posso star qui a far le paternali (poi, da che pulpito), ma posso parlarvi dei prodotti che utilizzo e lasciarvi tutte le mie impressioni su di essi.
Lo scorso anno avevo amato la gel - crema Anthelios XL SPF 50+ di La Roche Posay, che è facilissima da introdurre nella skin care routine, e che ho continuato ad usare anche in autunno.
Ma questa estate ho voluto fare un passo indietro e puntare ad un prodotto ecobiologico, e dopo alcuni tentennamenti ho deciso di provare la famosissima, almeno per chi è pratico del mondo della cosmesi green, Crema Solare per il viso con SFP 50 Alga Maris di Laboratoires de Biarritz.

Crema Solare per il viso con SFP 50 Alga Maris di Laboratoires de Biarritz

Su questa protezione solare ho letto pareri davvero interessanti e un po' discordanti: c’è chi la ama, al punto che la considera una delle migliori creme solari ecobio, c’è chi invece proprio non la tollera, quindi ho pensato che solo provandola di persona, sulla mia pelle, avrei potuto farmi una idea.
La Crema solare viso Alga Maris è prodotta dall'azienda francese Laboratoires de Biarritz che dal 2011 è specializzata e conosciuta principalmente per i suoi solari, in totale ne sono disponibili circa una decina in diversi formati, ma che in realtà ha diversi altri cosmetici biologici, come la linea Meteologic diretta a correggere i danni provocati dalle condizioni climatiche.
La Creme Solaire Visage Alga Maris è un prodotto a base esclusivamente di filtri solari minerali (ovvero fisici) come ossido di zinco e biossido di titanio in forma micronizzata, in più è arricchita con l'alga gorria, da cui prende il nome la linea appunto, che è un estratto dell'alga rossa che dovrebbe avere una funzione antiossidante e quindi combattere i radicali liberi.
Fra i principi attivi poi l'azienda ha inserito

"Aloe vera bio: idratante, lenitivo e protettivo (forma una barriera sulla superficie della pelle evitando la disidratazione)
Complesso nutriente composto da olio di prugna bio e olio di girasole biologico: fornisce flessibilità e protezione contro le aggressioni esterne
Glicerina organica: idratante, idratante (effetto igroscopico)"


La crema è disponibile anche in una versione con SPF 30 ma io ho optato per la 50, e, a quanto dichiara l’azienda, dovrebbe proteggere dai raggi UVA e UVB, oltre ad essere resistente all'acqua.
Piuttosto che parlarvi direttamente della mia esperienza con il solare Laboratoires de Biarritz, ho pensato di rispondere a tutte quelle domande che io mi pongo quando penso di voler acquistare una crema solare soprattutto per il viso, e soprattutto con un fattore di protezione molto alto, soprattutto se intendo utilizzarla in città, dove il risultato estetico, la confortevolezza e l’interazione con gli altri cosmetici che utilizziamo, è decisamente più importante (almeno per me).

  • È pastosa?

No, la crema solare viso Alga Maris SPF 50 non è pastosa nel senso stretto del termine, e questo mi ha stupito, perché, avendo appunto un fattore di protezione alto, mi aspettavo una consistenza più spessa, ed invece è cremosa ed abbastanza sottile, una texture che aiuta la stesura in modo uniforme.

Il prodotto che si preleva premendo circa fino a metà l'erogatore
Consistenza cremosa ma fluida

  • È realmente Fragrance Free?
Sì, non ha fragranze aggiunte ma si avverte ben distintamente, seppur non mi abbia dato fastidio, l’odore dei componenti che contiene.

  • È soffocante? Fa sudare?
No, su di me non fa sudare, o meglio non aumenta la sudorazione, né la trovo soffocante. In generale inoltre non mi è parsa occlusiva dei pori, e non mi ha provocato sfoghi o impurità.

  • È pesante sulla pelle? Si "avverte"?
Stranamente no. Nonostante sia una protezione solare alta ed ecobiologica, non la avverto molto sulla pelle, non al punto da risultare impalpabile, ma mi dà l'idea magari di aver applicato una crema un po' più idratante. A livello tattile ha per me solo un grosso problema: è appiccicosa. Non importa (più o meno) la quantità che applico, appena mi tocco il viso sento la pelle appiccicosa. Purtroppo nessuna cipria riesce ad arginare questa sensazione e la trovo davvero poco confortevole, soprattutto nell'uso in città.



  • Unge? Lucida?
Diciamo che la sensazione di unto non è predominante sulla mia pelle, che in estate è più normale / leggermente mista sulla zona T. Tuttavia, nonostante non la trovi particolarmente untuosa, su di me lucida un po' nel corso della giornata. Non da risultare una pista da bowling appena lucidata, ma sicuramente per chi preferisce un finish più matt, deve arginare la cosa con un po' di cipria.
Bisogna a mio avviso considerare che si tratta di una formulazione che Laboratoires de Biarritz definisce idratante, e secondo me può essere utilizzata con un siero o una crema molto leggera sotto, ma preferisco applicare la crema solare da sola per avere il giusto equilibrio di idratazione durante la giornata.

  • È davvero non-whitening?
Assolutamente no. Si tratta di una crema solare con filtri fisici minerali, ed anche questa Alga Maris non sfugge alla scia bianca, perché è così che funziona. Nel caso di questo prodotto secondo me la scia è ben evidente e deve essere lavorata e massaggiata sulla pelle per un po' affinché si assorba del tutto. Sapete inoltre che, come consigliano anche le aziende stesse, la crema solare andrebbe applicata in modo abbondante, ma nel caso della Creme Solaire Alga Maris, è importante trovare la giusta quantità di prodotto o il rischio è che sia ingestibile e faccia l'effetto stucco da geisha. L'erogatore air less preleva bene il prodotto e le quantità che utilizzo sono due mezze pump. L’unica soluzione è applicare la crema a poco a poco e stratificarla così.

La scia bianca di mezzo pump di prodotto.

  • Protegge bene dal sole?

Sì, secondo me protegge molto bene dai raggi solari. Lo ripeto: non mi stendo a prendere il sole come una tartaruga appena svegliata dal letargo, non ci tengo per nulla, ma sono spesso esposto a sole indiretto o comunque in città e in macchina. Ma anche con queste esposizioni non volontarie la mia pelle si arrossa e surriscalda facilmente, ma con la crema solare viso alga Maris non ho avuto alcun problema.

  • Resiste all'acqua?
Assolutamente sì,  ed è stupefacente per quanto mi riguarda perché in genere le protezioni solari bio, anche se indicate come waterproof, un po' si sciolgono. Questa Alga Maris viso invece è difficile da rimuovere, e vi consiglio di usare un panno o un dispositivo per la pulizia del viso per rimuoverla completamente, perché mani e detergente non bastano.

  • Secca la pelle?
No non inaridisce la cute, si tratta di una formulazione idratante come dicevo, e, nonostante non possa dire che quando la rimuovo posso anche non usare cosmetici idratanti, comunque lascia la pelle morbida.

INFO BOX
🔎 Amazon, Bioprofumeria, Online
💸 €17,84 (offerta Amazon)
🏋 50 ml
🗺 Francia
⏳  8 Mesi
🔬 ECOCERT
💓⇒ 🌸🌸🌱

Tirando le somme per quanto riguarda la mia esperienza, la Crema solare viso SPF 50 Alga Maris di Laboratories de Biarritz è ben lontana da essere una perfetta protezione solare, specie per la città. Purtroppo sulla mia pelle risulta appiccicosa e un po' lucida per i miei gusti. Se per il mare si può chiudere un occhio, ed anzi vista la resistenza all'acqua e la capacità protettiva ai raggi solari è proprio ideale, anche per quelle pelli più sensibili al sole, e per chi cerca comunque una protezione efficace.  Per la città non mi dà quella piena confortevolezza che vorrei. Credo che la utilizzerò con l'arrivo di un clima più fresco e con meno sole, quando potrò sgarrare un po' di più sulle quantità, e quando tornerò alla mia carnagione bianco latte che camuffa meglio la scia bianca.
Sono deluso? Abbastanza.
L'avete provata?





giovedì 23 agosto 2018

|#backtoseries chapter 29|
La classifica delle (troppe) serie tv degli ultimi mesi

La situazione serie tv negli ultimi mesi mi è un po' sfuggita di mano, al punto che non sono riuscito a parlarvi di telefilm che magari sono terminati a Giugno. Il motivo è presto detto: guardo troppe cose e non so organizzarmi bene. Ma, per riprendere le redini, è arrivato il momento di una mega classifica che possa ricapitolare tutte le mie opinioni, come sempre affidandomi alle sacre stelle.

⭐⭐⭐⭐

Ad aggiudicarsi il voto più alto di tutta la classifica è la seconda stagione di Anne with an E, o per noi italofoni Chiamatemi Anna.




Titolo originale: Anne / Anne with an "E"
Genere: drammatico
Stagione: 2 stagione / 10 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 6 Luglio 2018
Canale: Netflix
Anna si perde mezza stellina rispetto alla prima stagione, ma non è colpa sua, mischina, ma direi più colpa delle mie aspettative. Il primo ciclo di episodi è stato di una qualità molto alta, per la storia con un impatto emotivo molto forte, e anche per la capacità recitativa di Amybeth McNulty (Anna appunto), che di colpo mi ha spinto con la mente all'anime che guardavo da bambino.
In questa seconda stagione invece ho trovato alcuni aspetti che non mi hanno convinto al 100%, ma non fraintendetemi perché Anne with an E per me resta una visione ottima. 
Ho trovato che certi punti della storia potessero essere condensati in meno tempo, in particolare i primi tre episodi e tutta la vicenda che riguarda i due furfanti che si insediano a Green Gables. In generale credo che aggiungere tre puntate in più rispetto alla prima stagione, sia stato un po' controproducente. 


E poi ho qualcosa da dire sul personaggio di Anna: se nella prima stagione il suo carattere di ragazzina "spezzata" e segnata, costretta a crescere per certi aspetti più in fretta, era ben evidente, qui secondo me si perde un po' questa maturità. È come se sia tornata un po' più ragazzina e a volte, vi dico la verità, non la tollero del tutto. So anche che la colpa di questo twist è da imputare all'intenzione (corretta) di dare spazio a nuovi personaggi e a nuove linee narrative, ma so pure che se un personaggio dà il titolo all'intera serie, deve restare al centro della storia. Tra l'altro penso che se crei una struttura dettagliata com'è quella del carattere di Anna, quando si perdono anche solo pochi dettagli, si nota subito lo stacco.
Mi sarò capito da solo, lo so.


E vi dicevo, è una scelta corretta quella di dare più spazio ad altri componenti, perché così si introducono altre tematiche: dall'accettazione di sé che poi è un po' fra le colonne di Anne with an E, al bullismo, passando anche per l'omosessualità, tutti argomenti che su di me hanno un certo appeal e mi incuriosisce sempre vedere come vengono sviluppati. La cosa che più apprezzo è che queste tematiche non vengono caricate di pietismo, non sono meccaniche, ma si sviluppano in modo naturale e non pruriginoso. Ci stiamo dirigendo ovviamente verso probabili situazioni più romantiche che immagino coinvolgeranno anche Anna, visto che ormai sta crescendo, ma questo lo scopriremo nella terza stagione, anche se la data sarà sempre da scoprire nel 2019.

Quattro stelle mi sento di darle ad una serie tv di cui ho già parlato in dettaglio per cui non mi soffermo troppo e si intitola L'Alienista, che mi ha intrigato con i suoi personaggi (e non si facciano puerili riferimenti a Luke Evans) e per la sua storia, che riesce ad attualizzarsi, nonostante gli eventi si svolgano alla fine dell'800.


Titolo originale: The Alienist
Genere: drammatico
Stagione: 1 stagione / 10 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 19 Aprile 2018
Canale: Netflix
Ero soddisfatto di questa prima stagione, l'avevo divorata in poco tempo, ma già mesi fa speravo che ci fosse un seguito, perché i protagonisti sono stati ben approfonditi e radicati per cui ti ci affezioni da subito, e possono dar tanto sia a livello "umano" che narrativo. E così è stato: giorno 17 Agosto è stata confermata la seconda stagione intitolata " L’angelo delle tenebre". Se posso darvi un consiglio, state attenti agli spoiler perché anche questa stagione è tratta da un romanzo del 1997 di Caleb Carr, e potete immaginare che in rete si trovino facilmente tutti dettagli della storia. Io non voglio sapere nulla fino al 2019, quando immagino la serie andrà in onda. 

⭐⭐⭐🌠

Tre stelle e mezza vanno invece ad una serie tv che oltreoceano ha avuto un ottimo successo e da noi è disponibile su Netflix: mi riferisco a Good Girls.

Genere: commedia drammatico
Stagione: 1 stagione / 10 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 3 Luglio 2018 
Canale: Netflix
Devo dire la verità: sono tonto. Leggevo da più parti di questa serie tv, ma pensavo che fosse una delle già esistenti serie con un titolo simile (tipo New Girl2 Broke GirlsGood Girls Revolt, o semplicemente Girls e potrei continuare per giustificarmi), e non ci ho prestato attenzione. Poi la mia amica Simona (Misspenny09) mi ha detto che no, non era roba vecchia, ma era una novità carina che mi sarebbe potuta piacere e così è stato. 
Della storia si può capire molto dal titolo stesso: Beth, Rubie e Annie sono tre "brave ragazze", sono lavoratrici, casalinghe, madri e mogli fedeli, che nonostante le apparenze, non vivono esattamente nella famiglia perfetta da Mulino Bianco, e proprio per i problemi che gravano su di loro, decidono di rompere i loro status, e abbracciare l'illegalità, ovviamente senza mettere da parte le loro vite e la loro immagine di facciata.


Good Girls è una serie che può sembrare apparentemente comica, sopra le righe, irreale, o anche demenziale a tratti, ma ho apprezzato che questa vena sia solo il motore che ti porta a seguire la storia. A questi elementi poi si affiancano le vite delle tre "brave ragazze" che son vite comuni, con tutte le difficoltà che la realtà ti può porre davanti, ed è questa parte che mi ha spinto a riflettere, a soffermarmi un attimo, a coinvolgermi più personalmente. È come se il genere di questa serie sia fluido: si passa appunto dalla commedia, all'humour nero, al thriller, al drammatico.
Leggevo in giro delle critiche perché in Good Girls le donne tenterebbero di emulare gli uomini, o comunque provano ad entrare nel campo maschile, ma in verità secondo me le protagoniste si ritrovano a superare gli uomini stessi, senza entrarci in competizione. Fanno tutto giustamente a modo loro.
Per me è stata una serie che avrei divorato in poche serate, se non mi fossi trattenuto. Ma a questo punto vi starete chiedendo come mai non abbia dato quattro stelle, e vi rispondo subito. 


Credo ci sia ancora molto da costruire e da scoprire, sia per quanto riguarda la storia, che fino ad ora, per questi primi dieci episodi, è stata ciclica e senza colpi di scena che hanno ribaltato la storyline; ma anche per quanto riguarda i personaggi, che conosciamo solo per un quadro ristretto. 
Immagino che anche per Good Girls la seconda stagione andrà in onda nel 2019, ma sono curioso di sapere come evolverà.

⭐⭐⭐

Do tre stelle a The Handmaid's Tale e prima che i fan più accaniti mi saltino alla giugulare, lasciatemi spiegare.

Genere: drammatico
Stagione: 2 stagione / 13 episodi / 45-60 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 26 Aprile 2018 - 12 Luglio 2018
Canale: Tim Vision 
Con aspettative più alte persino dell'occhio di Dio che tutto scruta e tutto giudica, ho seguito la seconda stagione di The Handmaid's Tale, ma devo dire che le mie aspettative non sono state ripagate del tutto. 
Per questa seconda stagione de Il racconto dell'ancella non avevamo il supporto del romanzo di Margaret Atwood ma è stato un capitolo semovente, e si è visto. Partiamo da ciò che mi è piaciuto, ovvero la struttura portante, il mondo creato intorno a Gilead e ai suoi abitanti, che continua ad essere solida ma inizia a mostrare le prime crepe, le prime incongruenze, si sta lentamente sgretolando dall'interno, e questo accade proprio grazie ai personaggi che stanno evolvendo.


Il problema è che queste piccole evoluzioni non hanno portato nulla di concreto alla narrazione, anzi mi è parso di essere un criceto che su una ruota si trova punto e a capo, da inizio a fine stagione. Quasi un seguire i passi della prima stagione, per non sbagliare.
Questo potrebbe essere letto in perfetta coerenza con The Handmaid's Tale, che punta a creare una sensazione di chiusura e claustrofobia, ma noi spettatori penso che tutti abbiamo bisogno di un po' di aria nuova in cucina. E se persino una esplosione che avrebbe dovuto resettare parte del direttivo di Gilead non riesce nell'intento, allora mi sembra che si sia arrivato un po' all'assurdo.


Quella dell'esplosione è solo un esempio, perché non posso di certo scordare come tutto quello che riguarda le Colonie (che temevo diventassero invece la scusa per prendere tempo ad ogni puntata) venga messo da parte come nulla fosse, per poter far proseguire la storia come meglio piace agli sceneggiatori, ma a fare il gioco delle marionette siamo bravi tutti. Non aggiungo altro su questa parte, qualora siate rimasti indietro e vogliate recuperare.
E così l'unica strada è perdersi in lunghe inquadrature, perdersi nei pensieri di June e introdurre personaggi senza arte né parte che poi vengono tolti di mezzo con mosse spettacolari che dovrebbero creare pathos. 
No, mi spiace, non è questo ciò che mi aspetto da The Handmaid's Tale, e capisco che può far cassa perché ci tiri fuori altre stagioni, girando sulla ruota del criceto di cui sopra, ma piuttosto che 10 stagioni buttate a caso, preferisco un prodotto che inizi e finisca. 
La terza stagione si sa quasi per certo, debutterà ad aprile 2019. Aspetteremo. 

 Do tre stelle anche alla miniserie Piccole Donne, scoperta sempre grazie la mia amica Simona.

Genere: drammatico
Stagione: 1 stagione / 3 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 11- 25 Maggio 2018
Canale: SkyUno
Si tratta appunto di un adattamento in tre puntate del romanzo di Louisa May Alcott, che penso che tutti conosciamo. Immagino che tre stelline possano sembrare un voto basso che fa pensare ad una serie tv così così, ma invece mi è piaciuta, non solo per l'ottima ricostruzione dell'epoca, ma anche per la caratterizzazione delle protagoniste. Senza contare la (piccola) parte di Angela Lansbury che fa sempre piacere vedere sullo schermo. E poi non posso dimenticare quanto mi piacesse il cartone animato da bambino, per cui un legame affettivo con la storia mi ha anche spinto alla visione. 


Però le vicende sono quelle tratte dal romanzo appunto, e non ci sono particolari differenze con le varie trasposizioni di Piccole Donne che si sono susseguiti negli anni. Anche le scelte registiche non sono rivoluzionarie.
Insomma se anche voi siete legati in qualche modo a questa storia e alle sue protagoniste, vi piacerà rivederla sullo schermo, vi farà sicuramente compagnia per tre sere (o una se siete proprio addicted), altrimenti potrete dormire sonni tranquilli. 

Tre stelle un po' meno lusinghiere vanno alla serie tv Netflix, Safe.

Genere: drammatico, thriller
Stagione: 1 stagione / 8 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 13 aprile 2018 - 22 giugno 2018
Canale: Netflix 
Sicuramente gli amanti di Dexter (che non ho mai seguito) si saranno fatti attirare dal faccione di Michael C. Hall in locandina, ma nonostante le buone intenzioni, questa miniserie di Netflix non è del tutto esente da difetti importanti.
Anche in questo caso nomen omen, Safe è la storia della scomparsa dopo una festa fra amici di Jenny Delaney, la figlia adolescente del medico Tom Delaney (Michael C. Hall appunto), il quale, spinto dalla voglia di riabbracciare la figlia, ma anche dai sensi di colpa, inizierà ad investigare sulla sua sparizione. Tom scoprirà passo dopo passo che anche dietro ai più alti muri di cinta fra famiglie "per bene", si nascondo segreti, bugie e non si è mai al sicuro.


Safe si muove su uno stile di narrazione tradizionale, dove minuscoli pezzi del puzzle si aggiungono volta per volta, per poi culminare con il grande colpo di scena. Secondo me questa è una struttura un po' datata e che ormai mi coinvolge poco, perché lasciare lo spettatore quasi a bocca asciutta, o con false piste da seguire per alcune puntate, in attesa della rivelazione finale, per me dimostra che la storia non è solida ed ha paura di svelarsi troppo in fretta. Certo, Safe mi ha intrattenuto, non posso dire di aver trovato tutto prevedibile, ma anzi è stata una visione piacevole, complice anche la brevità della stagione, e se vi piacciono i thriller non troppo complicati, ve la suggerisco a mani basse; ma non posso dire di aver assistito ad una serie tv epica, né di essermi appassionato così tanto alle vicende o aver empatizzato con uno dei personaggi.


A questo aggiungete scelte più tecniche non propriamente brillanti, come dialoghi banali e prevedibili, o la regia un po' posticcia, con inquadrature di primi piani spaventati con musica inquietante di fondo.
Diciamo che presa in quanto tale Safe è una serie tv che si lascia guardare con piacere, che tiene compagnia, ma come per Piccole Donne, se non l'avete ancora vista, non vi state perdendo nulla di così travolgente.


⭐⭐🌠

Concludo la classifica con due serie tv che mi son piaciute per motivi diversi, ma che per me hanno avuto lungo tutta la stagione dei problemi più evidenti nel corso delle puntate. La prima di queste serie è Billions, che in verità questa volta ci guadagna pure mezza stella in più rispetto lo scorso anno


Genere: drammatico
Stagione: 3 stagione / 12 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 13 aprile 2018 - 22 giugno 2018
Canale: Sky Atlantic 
Ci sono voluti un bel po' di episodi secondo me prima che questa terza stagione ingranasse, perché all'inizio ho temuto che tutto fosse rimasto come la scorsa volta. I personaggi mi sembravano fossilizzati per tutto il tempo nel range di emozioni che va dal saccente all'arrabbiato; la storia mi è sembrata fossilizzata sulle stesse circostanze che abbiamo visto e rivisto ormai da ogni angolazione,  che si potrebbe riassumere con il solito braccio di ferro fra Axe e Chuck.


Billions non è il mio show preferito e magari la colpa è mia ché non mi basta vedere quanto sono bravi gli attori, non sono sufficienti i dialoghi serrati (a volte anche troppo), non mi basta l'introduzione di nuovi personaggi se poi li releghi a parti stereotipate, né trovo particolarmente divertenti certe parentesi più tragicomiche.
Però con il proseguire della stagione hanno saputo rimescolare le carte, e lo hanno fatto il modo fluido, non impastato o confusionario, hanno dato corpo a personaggi che sembravano abbandonati, mentre hanno ammorbidito altri ruoli che fino al momento sembravano inossidabili. Si è aperta così una parentesi che immagino si svilupperà nella quarta stagione, e di cui sinceramente sono curioso. 

Due stelle e mezzo vanno anche alla settima stagione di Suits, a cui saprete ormai sono legato da un rapporto di affetto che mi spinge a volerlo seguire nonostante anche qui ci sia un po' l'effetto criceto sulla ruota. 

Genere: legal drama
Stagione: 7 stagione / 16 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 5 Febbraio 2018 - 25 Giugno 2018
Canale: Mediaset Premium Stories
Per me è la serie tv di compagnia, che richiede un minimo di attenzione, ma non mi tiene particolarmente impegnato mentalmente, e si innesta bene nel panorama dei telefilm che seguo, a volte anche un po' pesanti, ci sta benissimo. Questa volta però devo dare un merito a Suits perché è stata una stagione di transizione, per quello che doveva essere l'inevitabile futuro, abbastanza ben studiata. Non è uno spoiler ormai che Meghan Markle ha abbandonato la serie per fare qualcosa di decisamente particolare, ovvero diventare Duchessa di Sussex sposando il principe Harry, e non ci credo che qualcuno che mi sta leggendo non abbia visto o commentato il matrimonio. Meghan si è portata via Rachel Zane per sempre e Patrick J Adams ha tolto di mezzo Mike Ross, e non è del tutto un male perché entrambi non avevano più molto da dare e da dire; ma già nel corso della settima stagione hanno via via introdotto e dato più spazio a nuovi personaggi. 


Ammetto che non ho amato troppo la storyline di Donna (Sarah Rafferty), mi è parsa un po' pasticciata e presa per le pinze, e anche questo nuovo Alex Williams (Dulé Hill) non è che si sia introdotto con molta simpatia, ma ho capito gli intenti e sono curioso di come si sta svolgendo l'ottava stagione, già in onda in America. Katherine Heigl è entrata a far parte del cast fisso e già questa è una buona notizia perché dopo 7 anni abbiamo un po' tutti bisogno di novità. A giudicare dai primi ascolti che la nuova stagione sta avendo, credo che Suits sarà una serie ancora molto lunga. 

Se avete letto fino a qui non posso che farvi i miei complimenti per la tenacia, e se vi va fatemi sapere cosa state seguendo al momento. 





martedì 21 agosto 2018

|Beauty Cues|
Cinque prodotti rinfrescanti per viso, corpo e… mente! ❄️❄️❄️

Che io aborri l’estate l’ho espresso chiaramente più e più volte, ma forse non ho mai spiegato bene che anche il mio corpo odia questa stagione e me lo dimostra in diversi modi, il principale sono pruriti, rossori e irritazioni in zone random. Poi devo ovviamente bilanciare la necessità di idratare la pelle, con il non sopportare prodotti troppo pesanti che fanno sudare, ma guai a rinunciare alla crema corpo ché dopo due giorni che non la applico, mi ritrovo secco e ruvido come la crosta del parmigiano. Insomma è una costante lotta che devo fronteggiare con i prodotti giusti.
Nel mio fornito reparto di cosmetici ho però ritrovato tre prodotti, più due bonus, che per varie ragioni hanno allietato e allo stesso tempo si sono dimostrati efficaci nella cura del corpo e del viso, ed anche un po' della mia psiche durante questa estate. 

Organic Shop Shower Gel Rinfrescante alla menta (Fresh Minty Rain)

Organic shop docciaschiuma review

Sono ritornato al brand estone Organic Shop facendomi tentare da questo doccia gel alla menta che ho pensato fosse perfetto per l’estate, e infatti non mi sono sbagliato. Si tratta di un gel fluido, trasparente, caratterizzato ovviamente da un profumo di foglie di menta devo dire molto realistico (non sembra per intenderci il profumo delle gomme da masticare). Non creerà un effetto gelo nel vostro box doccia, ma è una profumazione che si percepisce abbastanza durante il lavaggio, tant'è che quando lo prelevo faccio dei respiri profondi per sfruttarne l'azione quasi aromaterapica. Finita la doccia, ve ne potete pur scordare perché non l’ho trovato particolarmente persistente.
L’erogatore funziona bene, è pratico e preleva il prodotto fino alla fine, ma vi dico subito che per avere una quantità di gel sufficiente a lavare un intero corpo, vi tocca pushare più di un paio di volte. 

Ma a parte questi dettagli mi è piaciuto molto il potere lavante di questo shower gel rinfrescante Organic Shop, perché crea una bella schiuma avvolgente che appunto aiuta la detersione senza risultare troppo sgrassante. In generale è una esperienza piacevole utilizzarlo: il profumo ha davvero un'azione rinvigorente, e sulla pelle risulta fresco e gradevole.

review organic shop

Nonostante la schiuma che produce, si sciacqua via molto facilmente e la sensazione finale che avverto è quella di una detersione accurata ma non aggressiva. Certo, lo confesso, non mi pare che questo gel doccia abbia una componente idratante particolarmente spiccata, ma non mi crea dall'altro lato prurito, secchezza o quella sorta di formicolio che alcuni detergenti corpo mi danno.
Nonostante la descrizione che fa l'azienda ovvero

"Assapora la spinta e il comfort rinvigorenti che questo gel doccia Minty Rain offre. L'estratto di menta bio è ottimo per tonificare e idratare la pelle, mentre l'olio di citronella aiuta a donare alla pelle un bagno vitaminico per aggiungere freschezza che dura per tutto il giorno."
può sembrare un po' troppo poetica, trovo che lo Shower Gel Fresh Rainy Mint di Organic Shop sia un buon alleato sotto la doccia per darmi una svegliata non solo al corpo ma anche alla mente, e credo che più avanti proverò altre varianti di questi docciaschiuma.

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🔎 Bioprofumeria, online
💸 €3.89
🏋 280ml
🗺 Estonia
⏳ 12 Mesi
🔬 Cosmos Natural
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Bio's Latte Doposole Ecobio

Bio's latte doposole ecobio

La storia dietro a questo prodotto merita due parole in più. Bio's è una azienda italiana, di Viterbo, creata da Daniela Danya Dimita, che ha trasformato il suo lavoro di artigiana nella passione e nella produzione di cosmetici biologici. La forza di questa azienda secondo me è l'essere quasi partecipativa e "umana" per la grande attenzione che presta ai feedback: Daniela ad esempio ha aggiornato le formulazioni dei prodotti proprio in base alle recensioni e alle opinioni che ha raccolto nel corso del tempo. E ben poche aziende sinceramente sono attente alle reazioni dei clienti (già è tanto se ti rispondono alle mail).
Avevo scoperto Bio’s circa un anno fa ma non avevo avuto modo di provar nulla. Avevo annusato il loro kit prova, che contiene un prodotto full size della linea capelli e delle minitaglie in base alle proprie esigenze, ma poi non avevo finalizzato l'acquisto, vista la mole di prodotti che avevo da testare. Poi per caso ho scoperto che Daniela in realtà mi seguiva o comunque conosceva già il mio blog ed ha deciso di omaggiarmi di una box bellissima super personalizzata che potete vedere cliccando qui.
Bio’s consta di tante linee che si occupano della cura del corpo, dei capelli, delle labbra in dettaglio, ma anche una linea di solari, con tre protezioni solari (SPF 15, 30, e 50) e un autoabbronzante,  di cui fa parte questo latte doposole.

review latte dopo sole bio's

Si tratta di una crema fluida, un latte appunto, dalla consistenza sottile, che si preleva bene dal tappo con un foro piccolo e che evita sovradosagi, ed anche in questo caso abbiamo una profumazione di menta ma quasi più balsamica e una punta più dolce rispetto al doccia gel. Ed anche in questo caso, quando prelevo il prodotto lo annuso profondamente, perché se non lo aveste capito, amo queste profumazioni mentolate. È una fragranza che si avverte distintamente e che per un po' resta sulla pelle, per poi svanire delicatamente.
Il doposole di Bio's promette di essere
 "emolliente, profumato alla menta, ottimo per ridare idratazione alla pelle del corpo." 
grazie ad ingredienti come il burro di karitè, il succo di aloe, ma anche gli estratti di camomilla, calendula ed anche olio essenziale di elicriso, per svolgere un'azione lenitiva.
Come potete immaginare non sono tipo da grandi bagni di sole anche perché la mia pelle si arrossa facilmente pure in una esposizione non proprio diretta, però nonostante non abbia avuto bisogno di un prodotto lenitivo specifico, la capacità emolliente, la confortevolezza che dà alla pelle, l'ho avvertita distintamente.

opinioni bio's

Quello che invece necessito è comunque di un prodotto corpo idratante non pesante o untuoso e il doposole Bio's ha avuto su di me anche una buona prestazione in questo senso: mi idrata la pelle, la lascia morbida, senza appesantirla, senza sensazione di appiccicoso, ma soprattutto, rullo di tamburi e canti di gloria, senza risudarlo. D'estate la sudorazione e l'effetto occludente di certi prodotti mettono più paura di  Jack Torrance in Shining, ma il latte doposole Bio's mi si assorbe benissimo in pochi secondi, senza lasciare residui.
Quindi sì, sia che cerchiate un doposole con una specifica azione sfiammante e rinfrescante, sia che vogliate una crema corpo idratante dal tocco asciutto, il latte doposole Bio's potrebbe piacervi. Unica nota è che se siete fra quelli con la pelle secca secca potreste preferire la variante a base olio.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, online
💸 €13.90
🏋 150ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty free
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Alteya Organics LipBalm Lavender&Mint

alteya organics balsamo labbra amazon

Ho scoperto il marchio Alteya Organics per caso su Amazon mentre cercavo un balsamo labbra con ingredienti naturali e che non costasse un boato e mi sono imbattuto in questo dalla profumazione particolare. Alteya Organics è un brand bulgaro che si trova nella Valle delle Rose, e proprio da queste piante viene ricavato il famosissimo olio. Immagino che come molte aziende, anche Alteya sia nata producendo esclusivamente cosmetici con questo ingrediente, e poi hanno espanso la produzione.
I balsami labbra Alteya Organics sono declinati in 7 varianti, fra cui uno con protezione solare, ed hanno la particolarità di non essere aromatizzati e arricchiti con ingredienti come magari arancia, cocco o comunque qualcosa che ricordi il cibo, ma con piante come geranio, rosa, lavanda e gelsomino.
Diciamo che messa così questi balsami labbra mi incuriosivano, ma mi spaventavano, non amando molto le fragranze floreali sulle labbra, per cui mi sono diretto verso quel connubio di ingredienti che potesse piacermi di più, e sono caduto sul Lavender&Mint Lipbalm, che mi sembrava anche una combo abbastanza estiva.
Si tratta di uno stick labbra appunto composto di ingredienti naturali idratanti e nutrienti, come olio di mandorle, burro di karitè, olio di macadamia e burro di cacao.

recensione alteya organics balsamo labbra amazon

Un mix di componenti che secondo me danno al balsamo una consistenza perfetta: non è troppo burroso, ma nemmeno troppo oleoso; scorre bene sulle labbra e rilascia la giusta quantità di prodotto: nonostante il caldo non si è sciolto e non risulta troppo molle, ma nemmeno troppo duro, infatti riesce ad aggrapparsi bene alle labbra e a restarci a lungo. Il finish che dona non è particolarmente lucido se la cosa vi turba.
Vi tranquillizzo subito: secondo me la lavanda si percepisce poco, è più una commistione delle due fragranze che creano un aroma fresco e balsamico. E questo aroma a sua volta dà alle labbra una sensazione di freschezza che a me piace moltissimo. So anche cosa forse state pensando, ma no, non riesce a creare un effetto rimpolpante o comunque stimolare l’afflusso sanguigno alle labbra, però dà l'idea di renderle più toniche. Deve piacervi come fragranza perché si avverte distintamente e per un po'.
Alteya Organics propone questo lip balm con una serie di benefici come
  • Fornisce continuativamente nutrimento
  • Ammorbidisce e lenisce
  • Rafforza la naturale protezione delle labbra
  • Protegge dalle condizioni climatiche avverse
Personalmente non sono d’accordo del tutto, perché lo trovo un balsamo labbra sì idratante, ma non mi è parso in grado di nutrire in profondità le labbra o di ripararle, proprio per questo lo sto inserendo e promuovendo per la stagione estiva, visto che non ho esigenze particolari in questo periodo. Credo che riesca a proteggerle bene perché crea una pellicola confortevole sulle labbra, però dall'altro lato non risulta troppo ricco, quindi un altro punto a favore dell’utilizzo durante i mesi caldi.
Secondo me il LipBalm Lavender&Mint di Alteya Organic è proprio perfetto per l’estate, per mantenere le labbra morbide e in salute, dando anche questa sensazione di freschezza prolungata.

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🔎 Amazon, online
💸 €3.95
🏋 5gr
🗺 Bulgaria
⏳ 9 mesi
🔬 USDA Organic by Ceres GmbH
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Dr. Organic Aroma Ball Concentration

dr organic aroma ball

Il primo dei prodotti bonus è l’Aroma Ball nella variante Concentration di Dr. Organic che l’azienda mi ha inviato alcuni mesi fa.
Gli Aroma Ball sono dei piccoli concentrati di oli essenziali, contenuti in astucci dotati di una spera metallica roll on, e rivolti a stimolare il favorire il benessere psicofisico. Che poi questa è la base generale dell'aromaterapia, ma Dr. Organic ha voluto rendere questi Aroma Ball pratici da utilizzare e comodi da avere sempre dietro e soprattutto propone delle miscele, in totale 8, adatte ad ogni esigenza come ad esempio dare energia al corpo, aiutare la respirazione, o controllare il desiderio di cibo.
Usarli è semplicissimo: basta far scorrere la sfera metallica in punti caldi e di pulsazione come polsi, tempie, interno dei gomiti e i lati del collo.
L'Aroma Ball Concentration in particolare è un mix di oli essenziali di geranio, incenso, bergamotto, rosmarino, arancio dolce e rosa ed ha lo scopo di fornire
“Un valido aiuto per migliorare la concentrazione liberando la mente dai troppi pensieri.”
Saprete che sono un amante delle fragranze, ma non sono un esperto di aromaterapia; vado semplicemente a naso e mi faccio guidare dall'istinto, cercando profumazioni che mi piacciono, e che di conseguenza che creino un ambiente confortevole o semplicemente possano migliorare il mio umore.

opinioni dr organic aroma ball

Saprete anche che l'estate è la stagione che affronto con meno voglia, in cui effettivamente ho la concentrazione di un orso in letargo, e quest'anno si è aggiunta una costante dose di stress che non ha di certo migliorato il mio umore. Proprio per questo ho voluto inserire l’Aroma Ball concentration come bonus insieme ad altri prodotti per l’estate: nonostante l'abbia utilizzato e apprezzato in ogni stagione, questo è il periodo in cui ne ho maggiormente bisogno.
Nell'Aroma Ball Concentration io avverto una fragranza fresca, sicuramente piacevole, in cui spicca secondo la mia percezione, il geranio, le note agrumate e in fondo una punta di rosmarino. Non è un aroma così persistente ed intenso ma penso che sia un aspetto in linea con il concetto di aromaterapia per cui si evitano delle fragranze troppo invadenti.

dr organic aroma ball funziona

Ma oltre alla piacevolezza della profumazione, noto proprio che l'Aroma Ball Concetration ha su di me un'azione rilassante e calmante, tant'è che oltre che sulla scrivania, a volte l'ho utilizzato anche prima di andare a dormire; inoltre mi dà una sensazione di rischiarare la mente. Per spiegarvi meglio: avete presente quando siete in una zona di montagna, magari un bosco, e respirate a pieni polmoni quell'aria fresca, che vi fa sentire leggeri, che apre i polmoni e libera le vie respiratorie. Ecco, più o meno mi dà quella sensazione di tranquillità e rilassatezza.
Aggiungo che nonostante contenga alcool come veicolante, non mi ha creato alcuna irritazione o problema cutaneo.
È insomma un piccolo alleato per le giornate e i momenti "no" e sarei molto curioso di provare tutte le altre Aroma Ball, in particolare la Diet Remedy.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, online, rivenditori autorizzati
💸 €14.90
🏋 10ml
🗺 UK
⏳ 12 Mesi
🔬 Bio Activ, Cruelty Free, Vegan
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Cien Aqua Spray Tropical Summer Edition



L’ultimo prodotto e bonus è questa acqua spray di Cien su cui non ci perdo nemmeno molto tempo. I motivi per cui lo definisco un bonus in questo caso sono due: intanto perché si tratta di un pezzo della edizione limitata Tropical Summer, per cui non la trovate attualmente fra gli scaffali (a meno che non vi siano delle rimanenze) da Lidl; inoltre di base è essenzialmente acqua, e non è specificato nemmeno se si tratta di acqua termale o semplice acqua di rubinetto.



La sua carta vincente è che si tratta di uno spray sotto pressione con un getto molto sottile e ben nebulizzato, che spruzzato su viso e corpo dà effettivamente una sensazione piacevole di freschezza e una leggera azione lenitiva. Inoltre la confezione in alluminio e la possibilità di metterlo in frigo aumentano la sensazione di freschezza. Non la trovo particolarmente idratante, ma diciamo che come tonificante va bene.
Quindi sì, di per sé questa Aqua Spray Cien è pratica, la confezione non è troppo grande da portarsi dietro, e l'ho usata molto volentieri per darmi una rinfrescata in queste giornate afose, ma son sicuro che se trovate un dispenser che spruzzi in modo sottile, potete fare un DIY semplice ed economico.

INFO BOX
🔎 Lidl                                     
💸 €1.29
🏋 150ml
🗺 Germania
⏳ //
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸


Spero di avervi dato qualche suggerimento interessante per rinfrescare quel che resta dell'estate (dalle mie parti sarà ancora lunga temo), ma se avete idee e consigli su altri prodotti anti afa e stress, sono tutt'orecchi.



venerdì 17 agosto 2018

{Aggiornamento #82}
Ritorno a respirare



Credo di poter affermare con una ferma certezza che sono finalmente tornato. Purtroppo no, non ero alle Hawaii a sorseggiare Margarita (all'ombra ovviamente) né in uno chalet in Trentino a godermi fresche e armoniose passeggiate fra i boschi. Semplicemente avevo preso un po' sottogamba Luglio, non so bene per quale motivo, e lui invece ha saputo ricordarmi che no, Luglio non va preso sottogamba.
Ero abbastanza psicologicamente preparato, complici alcuni anni sul groppone, al fatto che siamo in estate, per cui fa caldo tutto il giorno, notte inclusa, e per quanto la cosa mi destabilizzi e mi crei fastidio in plurimi modi, sapevo già che l'unica soluzione è come sempre rannicchiarsi sotto l'aria condizionata cantando (male) la sigla di Game of Thrones come un meno tricologicamente dotato Jon Snow (ma sicuramente più alto) nella speranza che l'inverno arrivi sul serio.


Quello che non mi aspettavo erano festeggiamenti (non per me) poco graditi e poco partecipati da cui ho capito che non mi piacciono le ostriche, malattie (non mie) non del tutto poco attese ma certamente un po' strane, ma forse, la cosa che meno mi aspettavo e che più vi può interessare è stata la mia scomparsa dal blog.
Purtroppo a tenermi lontano per un intero mese da questi miei sudati pixel è stato un piccolo problema tecnico. Essenzialmente ho dovuto mandare il mio notebook in assistenza, ed ho rosicato. Ho molto rosicato per due motivi: il primo è che il computer ha due anni di vita ed ha già fatto due viaggi al centro assistenza Asus, il secondo motivo è proprio come funziona l'assistenza.
Fatemi spendere due parole che magari torna utile a qualcuno.


Finché un qualunque prodotto Asus è in garanzia (i classici due anni), puoi affidarlo al servizio clienti affinché lo ripari, che puoi contattare tramite il sito. Procedura semplicissima. Non importa che tu viva al nord o al sud, Asus gratuitamente farà giungere tramite corriere il prodotto al laboratorio convenzionato, che farà la magia aggiustando l'elettrocoso. Il laboratorio a cui è stato spedito il mio computer si trova a Milano
Esatto, ho affrontato per ben due volte il patema d'animo che il mio computer da più di mille euro viaggiasse dalla Sicilia a Milano e ritorno, ma non ho avuto problemi. Vi dicevo, una volta inoltrata la procedura per riparare il prodotto, il corriere DHL vi arriva a casa e prende il pacco. Da quel momento ti tocca aspettare. Nel giro di un paio di giorni per noi che abitiamo nella suola dello stivale italico, il computer o quel che è arriva in laboratorio. E se la prima volta in circa 10 giorni lavorativi il mio notebook era ritornato a casa, questa volta no.
Da giorno 12 Luglio in cui il pacco è arrivato all'assistenza Asus, io non ne ho saputo più nulla.
Ora, io i dieci giorni me li ero considerati tutti. Ero partito con l'idea che avrei creato un paio di post da pubblicare nell'attesa e poi mi sarei preso il resto del tempo come detox dall'informatica, come una spa antitecnologia per ritrovare il tuo innerself.

Io che confondo il concetto di "levitare" con "lievitare"

Tuttavia dopo 10 giorni ho iniziato a smattare: scrivere mi piace, è parte delle mie giornate, è forse la mia più grande passione. Magari (di sicuro) non sarò Gramellini, ma creare i miei post mi piace un casino, curare il mio spazio mi fa stare bene. Ovviamente posso anche scrivere per fatti miei, lo so, ma ormai questo blog è diventato il posto in cui applico questa mia passione, e soprattutto apprezzo il blogging in tutti i suoi aspetti: dal comporre appunto, all'editing delle foto al sapere che ne pensate, e anche a leggere altri blog.
Il sito Asus ti dà la possibilità di controllare l'avanzamento della riparazione, ma dopo 10 giorni, che è appunto quanto l'azienda stima ci voglia per la guarigione dell'elettrocoso, eri diventato nerino ed ho contattato l'assistenza post vendita online tramite la chat


Il ragazzo dall'altro lato dello schermo mi conferma che c'era da attendere ancora, e che l'arrivo della batteria (perché era quello il problema) sarebbe avvenuto dalla settimana dell'1Agosto. Mi sono messo l'anima in pace ed ho atteso, ma dopo ulteriori sette giorni nulla si era mosso e quindi, nerissimo, ho ricontattato il servizio clienti che mi ha detto che avrebbe passato la pratica al reparto competente. Evidentemente in Asus hanno un reparto "batterie sostitutive in ritardo".
Dopo ulteriori 7 giorni di immobilità ero arrabbiato come una partoriente bloccata nel traffico, ed ho ricontattato il servizio clienti via chat (sono spilorcio per chiamarli al telefono). Probabilmente la loro reazione sarà stata questa


ma il tipo è stato comunque educato e disponibile, e mi ha detto che era meglio se oltre al suo sollecito, mandavo una mail all'indirizzo Info@asus.it. Non so se sia stato un caso ma il giorno seguente mi hanno risposto che il pezzo di ricambio sarebbe arrivato in giornata, quindi giorno 10 Agosto, e così è stato. Giorno 13 il mio pc era in fase di riparazione, giorno 14 è stato dato al corriere DHL, e giorno 17 (sì proprio poche ore fa) era nelle mie mani.
È stato sfinente ma ce l'abbiamo fatta.
Durante il mio esilio dalla blogosfera ho approfittato per leggere un po', cosa che d'estate mi riesce poco, al contrario della comune usanza, visto che il caldo mi disfa e mi fa rincorrere le ore di sonno, quindi leggo poco la sera, ed ho cercato di ritrovare una forma fisica più accettabile, sempre contro l'abitudine che la prova costume si faccia a Giugno. Ma in verità l'unica prova era con me stesso.
E siamo arrivati, anzi abbiamo superato, il milione di visite a Pier(ef)fect, che alla fine non cambia assolutamente nulla, ma svegliami una mattina e vedere quel numero a sette cifre mi ha creato una piccola emozione. Per cui grazie. 


Mi sono poi goduto un paio di giornate di pioggia che Agosto ci ha finalmente regalato, che hanno fatto scendere almeno per la serata le goccioline di mercurio del termometro.
E poi mi si è bloccato il respiro a vedere cosa stesse accadendo a Genova, ad immaginare quante vite stessero precipitando non solo fisicamente da quel ponte, a pensare banalmente a come tutto cambi e svanisca in un niente, come fossimo niente. E chi se ne frega delle analisi ingegneristiche più o meno azzeccate, delle polemiche politiche, dei Benetton, dei No Gronda, dell'opinione pubblica, questo sì che poi non vale niente.
Sono tornato lentamente a respirare, poi, e sono tornato qui.
A presto.






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