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|#backtoseries chapter 11|
Fra nobili, fedifraghi e omicidi...la classifica delle serie tv!

Visto che Paolo Fox ci ha insegnato che le classifiche sono belle ma fatte con le stelline è anche meglio, ho pensato di fare la mia classifica, personale ovviamente, delle serie tv che ho visto, o che sto vedendo al momento e che mi sono più o meno piaciute. Alcune le ho finite, altre le ho abbandonate, altre invece sono in pausa e quindi pace.
Come sempre vi ricordo che io seguo la programmazione americana per cui qualora siete rimasti indietro con qualche serie e vogliate evitare spoiler, proseguite la lettura con cautela.

⭐⭐⭐⭐⭐

Inizio ovviamente col top del top almeno per me. 
Cinque stelle senza  nemmeno pensarci vanno a The Crown, serie anglo-americana trasmessa su Netflix e ideata da Peter Morgan (ve lo ricordate The Queen?).

Risultati immagini per crown netflix

La serie è incentrata sulla vita della regina Elisabetta II, e in particolare la prima stagione si concentra sulla  gioventù della regina, dall'incoronazione nel 1947, al 1955 con la crisi del canale di Suez, ma non mancano flashback sull'infanzia di Elisabetta.
Mi è piaciuto tutto di questa serie: dal cast con volti che sicuramente riconoscerete, alla storia che intreccia fatti storici realmente accaduti a questioni più personali e private (che immagino siano ipotesi degli sceneggiatori), alla ricostruzione generale molto dettagliata.
Diciamo che un po' tutti gli orfani di Downton Abbey come me possono trovarci degli spunti interessanti ma personalmente ho apprezzato molto la caratterizzazione della giovanissima Elisabetta, interpretata da Claire Foy, che cerca il suo equilibrio fra l'essere una brava regnante che poco sa del ruolo che riveste, essere una moglie, una madre, una sorella ma anche una donna. Personalmente la regina di Inghilterra mi fa tutto sommato simpatia e conoscerla così mi ha fatto anche tenerezza. Nessuno fra i personaggi risulta caricaturale, forzato o falso e questo fa sì che la serie sia ancora più coinvolgente. 
Che altro posso dirvi se non che le puntate scorrono molto bene, le vicende sono ben suddivise e non mi sembrano ci siano puntate filler. Non c'è stato un momento in cui mi sono annoiato e anzi è una serie molto stimolante per me perché amo andare a far ricerche sui fatti storici che non conosco o non ricordo, a vedere come erano i personaggi reali; quindi una serie interessante secondo me in ambo i sensi. 
Ci sarà una seconda stagione e sinceramente la aspetto.
Cinque stelle le do anche a The Affair, serie americana che mi ha fatto conoscere la mia amica Simona.


Devo dire che non credo di aver mai visto una serie di questo tipo in cui la psicologia dei personaggi è così forte e importante nello sviluppo delle vicende.
Certo, la stessa psicologia mi ha messo più volte la voglia di strangolare i personaggi stessi, vista che l'estrema caratterizzazione porta a conoscerli a 360 gradi, ma non importa perché è davvero una serie intrigante. È uno di quei telefilm "lenti" ma andanti, a me ricorda un po' un libro dove per andare avanti devi letteralmente sfogliare un'altra pagina. Ci sono però delle cose che non mi piacciono di The Affair e se non volete degli spoiler vi consiglio di andare avanti.
Ogni puntata è come divisa a capitoli e racconta le vicende attraverso l'ottica di uno dei personaggi, questo rende da un lato la serie molto particolare, proprio perché viene messa in scena quella prospettiva personale che rende la storia coinvolgente ma anche verosimile. Bisogna sempre ascoltare le due campane, no?
Dall'altro lato però c'è una certa ripetitività, perché ovviamente, anche se raccontata da due persone diverse, una vicenda può avere delle similarità; questo alla lunga mi annoia un po', ma non è qualcosa di così frequente o non le avrei dato cinque stelle. Inoltre ci sono un paio di puntate riempitive. In ogni caso non mi è risultata mai pesante da guardare benché ci sia un intreccio narrativo da seguire, che diventa più complicato con la seconda stagione e nonostante le puntate siano di circa un'ora.
Esiste già una terza stagione di cui sono state premierate le prime due puntate e spero di poterle recuperare subito.


⭐⭐⭐⭐

Quattro stelle mi sento di darle alla sesta stagione di American Horror Story: Roanoke, un po' per merito, un po' per incoraggiamento.



Tutte le precedenti stagioni mi avevano deluso, da Asylum a Coven, passando per Freak Show e finendo per Hotel, c'era sempre qualcosa che non andava, a volte più di qualcosa. La cosa mi ha sempre fatto un po' arrabbiare perché è come quando hai degli ottimi ingredienti che hai comprato con un botto di soldi e alla fine non riesci a concludere un piatto decente. Questa sesta stagione invece, nonostante alcune incongruenze, mi è piaciuta e l'ho seguita volentieri e alcuni momenti mi hanno messo la tachicardia. La storia finalmente ha un senso, ha una sua congruenza e a parte qualche illogicità, che alla fine può starci nell'ottica sempre sopra le righe di Murphy, ho seguito la serie con piacere. Ho apprezzato l'impianto generale della stagione, e pure il fatto che non ci siamo dovuti sciroppare per troppo tempo la mediocre recitazione di Lady Gaga. Mi ha un po' stranito, o forse dovrei dire che mi ha lasciato perplesso, il twist di metà stagione.
Già da tempo dico che non amo il fatto che in American Horror Story gli stessi attori assumano parti diverse, o a volte anche più parti contemporaneamente, perché nonostante la bravura e il trucco non è che siamo cretini. Questa volta però, vuoi qualche volte nuovo, vuoi appunto la storia, ci può stare.
Quattro stelle e non cinque anche per una questione di originalità: gli spunti horror richiamavano cose che funzionano ma sono già note nell'immaginario anche a chi come ne non è un esperto di horror. Inoltre vogliono essere di incoraggiamento a Ryan (che so che mi legge).

⭐⭐⭐

Tre stelle vanno sicuramente a Suits, il legal drama che forse non è moltissimo conosciuto e seguito in Italia ma per quanto mi riguarda è una delle pochissime (l'unica?!) serie che coinvolge la legge e il crimine ad interessarmi.




Questa sesta stagione ha un po' risollevato le sorti per quanto mi riguarda perché ero in procinto di abbandonare la visione, sebbene sia affezionato ai personaggi. Diciamo che finalmente è accaduto quello che aspettavamo da tempo, e anche qualcosa in più. Il motivo delle tre stelle è presto detto: mi sta bene la finzione, lo so che è un telefilm, ma tutta questa preoccupazione per Mike che deve stare due anni in prigione non la capisco. alla fine ha pieni contatti con l'esterno e con Harvey quindi, a parte i loschi figuri che può incontrare in cella (alla fine il losco figuro è solo uno...) non vedo cosa ci sia di così drammatico per la sua povera anima.
Comunque la serie è in pausa da Settembre e riprenderà il nuovo anno, vedremo come evolve.
Tre stelle a Guerra e Pace, la miniserie firmata BBC tratta dal celeberrimo romanzo.



Mi è piaciuta molto come serie, un buon cast e una ricostruzione davvero impeccabile. Alcune delle scene sono state anche girate nei luoghi reali. Ma non mi ha convinto del tutto perché alla fine non mi ha lasciato nulla in più rispetto ad altri prodotti già visti, non mi ha emozionato di più o coinvolto di più. Inoltre la storia è quella che più o meno tutti conosciamo per cui la mossa vincente deve essere lo sviluppo, che però non è stato secondo me eccellente. Le prime puntate mi son sembrate semplicemente strane e tutt'ora non ho capito perché. Mi è parso che da un lato la regia fosse zoppicante fra il tentativo di restare fedeli ad uno stile più antico e la voglia di puntare a qualcosa di più cinematografico e attuale. 



Inoltre, forse per enfatizzare aspetti più grotteschi dei personaggi, anche gli attori recitano in maniera strana. So che "strano" può voler dire tutto e niente, ma forse solo vedendolo potete capire le mie impressioni. Fortunatamente con il passare delle puntate la situazione si stabilizza, e migliorano questi aspetti.
Un'altra cosa che non ho capito - lo so che poco sopra ho detto di non essere cretino - è stata la censura italiana. Le puntate italiane sono state 8 da 60 minuti, mentre quelle in lingua originale erano 6 ma da 82 minuti e una da 60. Facendo i conti mancavano praticamente 40 minuti dalla messa in onda italiana. Io avevo iniziato a seguire la serie in italiano, vedendo circa le prime 4 puntate, poi però ho deciso di recuperarla dall'inizio in inglese e non ho trovato differenze così palesi, per cui non capisco bene l'incasinamento del tutto.
Comunque questa "nuova" versione di War and Peace secondo me è piacevole ma se ve la siete persa, o se non siete amanti del genere non mi ci strapperei i capelli.


⭐⭐

Due stelle per quanto mi riguarda vanno a How to get away with murder e I Medici - Masters of Florence.
Le ragioni in questo caso sono diverse. 
Ho iniziato a seguire questa terza stagione de Le regole del delitto perfetto più che altro per senso di continuità allo show, e all'inizio tutto sommato non mi spiaceva quello che vedevo. 



Tuttavia man mano che seguivo la stagione mi rendevo sempre più conto che ero stufo. Ero stufo di questi continui flashback, che però, almeno quest'anno, seguivano una qualche logica e non servivano soltanto ad incasinare tutto. Ero stufo dei continui drammi di Annalise e delle cose assurde che combina e dei modi rocamboleschi con cui alla fine ne esce. Ero stufo di Oliver e delle scuse con cui ha lasciato Connor. Ero stufo dei piagnistei di tutti gli altri. Ed arriviamo alla winter finale. Non volevo vederla, o meglio, avevo deciso che non volevo più seguire la serie. Accade però un colpo di scena (che non vi dico) che non ci si aspettava e tutti sul web erano shockatissimi dalla cosa. Allora ho deciso che gli avrei dato un'ultima possibilità e da lì ho capito: non me ne può fregar di meno. Non me ne frega nulla dei personaggi, non mi ci sono affezionato, non mi interessa se schiattano in modi atroci e la serie non riesce a coinvolgermi a punto tale da trovare il tempo per seguirla. Forse finirò questa stagione a tempo perso, ma non credo guarderò la quarta.
I Medici, miniserie di Rai Uno è stata invece una delusione sotto vari punti di vista.



Il cast e il concetto di base potevano essere la carta vincente di tutta la serie, specie perché io amo le serie in costume come avrete capito, ancora di più se ispirati a fatti e personaggi reali, ma fin dall'inizio c'erano diverse cose che non andavano. Quella forse più palese è stata il doppiaggio, un po' strano, meccanico, non del tutto sincronico con i personaggi. Ma ci si abitua. Il problema più importante è stato lo sviluppo della storia. Un casino. Una giostra di cose a volte tirate un po' a caso, a volte più sensate, ma spesso noiose e confusionarie. Nessun colpo di scena degno di questo nome, nessuna svolta alla storia in grado di dare uno scossone allo spettatore. Fortunatamente le puntate sono solo 8 per cui l'ho seguita fino alla fine sperando nel miracolo, ma non mi ha lasciato nulla e anzi ci sono state un paio di puntate in cui ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine nel tentativo di trovare una logica a tutto. Un vero peccato.


Chiudo qui questa maratona televisiva, fatemi sapere le vostre di stelline. 
Ci sentiamo presto!




|#backtoseries chapter 10|
Ultime puntate e poco più


Ciao a tutti!

Con la conclusione di un paio di serie tv, in particolar modo Trono di Spade e Penny Dreadful, ho voluto cogliere l'occasione per farmi una chiacchierata su queste ultime stagioni e sulle ultime puntate.
Ovviamente non è un riassunto di tutte le vicende, o non potrei rispondervi ai commenti, perché sarei rinchiuso alla neuro; sono piuttosto impressioni sull'andazzo generale.
Come sempre ricordo che seguo la programmazione americana per la maggior parte delle serie tv, quindi è possibile che incappiate un SPOILER. Per quanto cerchi di non darne, può succedere: state attenti. 

Le regole del delitto perfetto


le regole del delitto perfetto

- Seconda stagione -

Questa seconda stagione de Le regole del delitto perfetto non mi ha fatto impazzire.
Sicuramente le aspettative erano elevate e non posso dire che improvvisamente sia passato da top a fetecchia, ma non siamo molto lontani.
La struttura narrativa mi ha già stufato, tutto il bailame di flashback, dopo un po' mi mette solo che mal di testa.
È stato interessante scoprire qualcosa di sui protagonisti, specie su Wes e Annalise - chi non ha pensato fosse lei la madre di Wes?- , ma ad un certo punto il tutto si è tradotto in un accanimento per nulla terapeutico sui personaggi che giravano come criceti su una ruota in perenne movimento. 
Altre storie, come le vicende dei fratelli Hapstall sono stati tipo i surgelati: li tiri fuori ogni tanto quando ti serve qualcosa di diverso da cucinare.

le regole del delitto perfetto

Insomma parecchio deluso, ho fatto fatica a guardare le puntate; sono stati pochi i colpi di scena che mi hanno lasciato di stucco, e, capisco che sia il titolo della serie, ma questo continuo farla franca in ogni situazione è diventato poco poco ridicolo.
Il 22 settembre How To get Away With Murder torna con la terza stagione, ma nutro forti dubbi sul fatto che possa migliorare.

The Catch

the catch
- Prima stagione -

Sempre da Shondaland, The Catch invece mi è piaciuto. Iniziato in Italia a Maggio e in procinto di terminare, io l'ho visto verso la fine di Marzo seguendo appunto la programmazione americana.
La serie racconta la storia di Alice Vaughan proprietaria di una agenzia di investigazione privata e felicemente fidanzata con un tal Christopher. Non ci vorrà molto affinché Alice si accorga che il suo fidanzato non solo non è chi dice di essere, ma ha inscenato una storia d'amore per poi truffarla; Christopher infatti è un ladro professionista e si chiama Benjamin. 

the catch

Ovviamente Alice non si darà per vinta e cercherà in ogni modo di recuperare i propri soldi ed assicurare l'ormai ex fidanzato alla giustizia; ma non è mica facile quando di mezzo ci sono sentimenti forti. 
Diciamo che questo è il filone centrale, perché la narrazione si allarga e si intreccia con altri personaggi e altre vicende. 
È una serie tv a mio avviso molto piacevole da seguire, che scorre molto bene; ha ritmo, ironia, non si inceppa quasi mai e non mancano colpi di scena che effettivamente funzionano. Non è una serie che diventerà un cult, perché i tratti da telefilm al limite della pacchianeria all'americana non mancano (leggasi macchinoni extralusso, feste chic, e abiti eleganti), ma bravi attori e una durata di sole 10 puntate sono secondo me buoni motivi per darle un'opportunità e seguire The Catch.

Penny Dreadful



- Terza e ultima stagione -

E possiamo dire addio a Penny Dreadful che si chiude con la terza stagione e non verrà rinnovato. Una terza stagione che da un lato ha mantenuto alcuni degli aspetti positivi della serie: ottimi attori, bella ambientazione dark, i costumi, le scenografie ecc. Ma secondo me ci sono stati dei vuoti logici molto frequenti e tutta la storia mi è sembrata debole. Mi è parso che all'inizio gli autori abbiano dato strada a molti filoni narrativi, per poi eliminarli alla buona man mano che le puntate scorrevano e la fine si avvicinava. Filoni narrativi che, tra l'altro, allungavano noiosamente il brodoVedi ad esempio le vicende di Ethan Chandler che avrebbe dovuto conquistare diabolicamente questo mondo, inferi inclusi, e invece tempo un paio di puntate, se ne "dimentica" come si fa con lo yogurt in fondo al frigo. 

penny dreadful season finale

O la stessa Vanessa che è sensitiva a fasi alterne, tanto da non rendersi conto di ciulare con Dracula. O ancora, mentre tutta Londra era deserta a causa della nebbia pestilenziale che si era abbattuta sulla città, a casa di Dorian Grey un nutrito gruppo di prostitute se la magnavano e se la beveva.
Insomma tutta una serie di incongruenze che hanno reso questa stagione di Penny Dreadful un po' fiacca. 
Il finale, un po' a sorpresa, mi è parso un'onesta chiusa alla serie. Diciamo che mi è spiaciuto, ma quei problemi a cui vi accennavo, hanno reso il distacco più facile.


Trono di spade


- Sesta stagione - 

Mi fa strano parlare di "sesta stagione" per quanto riguarda Game of Thrones, visto che sembra iniziato ieri. Invece è di quelle serie tv che volano in un soffio e pare che non abbia vita lunga visto che ci sarà solo una settima stagione e forse un'ottava. 
Ma torniamo ad oggi. 
Sesta stagione: mi è piaciuta. Certo, Arya iniziava a rompere le scatole con questa storia del dio dei mille volti e la storia di essere "nessuno"; e anche le vicende di Daenerys sono poco consistenti e sembrano girare sempre sulla stessa struttura narrativa che si conclude con lei che dà fuoco a tutto. Noiosetta ma straziante la parte del giovane Bran Stark che cresce bene ma appunto ci ha messo un po' a muoversi. 
Ma questa volta le puntate sono state eterogenee, toccando tutti i protagonisti anche solo per poche scene e la stagione ci ha regalato finalmente qualche gioia: da Jon Snow redivivo che ritrova la sorella Sansa e finalmente sconfigge l'altro bastardo. E scopriamo che lui non è più un bastardo ma è un nobile a tutti gli effetti e pure mezzo Stark; a Daenerys che finalmente si è messa in marcia alla conquista del Continente Occidentale. 
E non posso non nominare Cersei Lannister una donna concreta che fa i fatti, e mantiene ciò che promette.

game of thrones I choose violence

Certo ci ha tolto la nostra amata Margaery Tyrell che stava per farla in barba a quell'altro gatto attaccato ai coglioni dell'alto Septon, ma almeno c'è qualcuno che porta avanti la baracca.
Adesso non ci resta che aspettare il 2017 per la settima stagione di Trono di spade con l'augurio che diluiscano meglio le vicende nel corso delle puntate e non soltanto in una sola puntata.

Ma veniamo alle serie ancora in onda, o ad un passo dalla fine.

Outlander

- Seconda stagione -

Outlander si trova appunto ad una puntata dalla fine della seconda stagione. Stagione che però si è dimostrata per me, al limite del disastroso.
Buoni gli attori, buoni i costumi (soprattutto nel periodo in Francia), la scenografia, gli effetti e tutto il cucuzzaro, ma la storia non mi è piaciuta.
Mi è parso che gli autori cercassero di rattoppare i buchi di una trama che non abbia granché da raccontare e che qui e lì si strappa lasciando i protagonisti spogli della loro storia.
E così son arrivati a far succedere di tutto e di più ai nostri Fraser, ma la carne al fuoco era ben poca e si procede placidamente.



Vedi la storia della gravidanza di Claire: seriamente, come pensava di portarla avanti correndo a destra e a manca appreso a suo marito?
O questo benedettissimo capitano Randall che se lo avessero ammazzato appena ne avevano l'occasione ci saremmo evitati una lunga sequela di fermo immagine sui volti dei personaggi non appena si incontrano.
Son curioso di vedere se nel finale di stagione ricongiungeranno la storia la flashfoward iniziale,  e soprattutto con che logica di fondo, ma non ho grandi aspettative.
Outlander è stato rinnovato per una terza e quarta stagione in cui, probabilmente, ci racconteranno le barzellette.  

Ci sarebbero poi Pretty Little Liars, che, terminata la sesta stagione, è stato subito aggiornato con una settima che già alla seconda puntata sa di vecchio, di già visto e soprattutto di monotono. Sono in procinto di abbandonarne la visione.
Ho iniziato da poco a seguire Billions e 22.11.1963, ma ovviamente sono alle prime puntate e aspetto per esprimermi. Posso dire che mi stanno prendendo moltissimo entrambe, al momento. 

E con questo per quanto riguarda le mie serie tv è tutto. 
Vi saluto, e ci leggiamo presto!







#backtoseries chapter 5

Torniamo finalmente dopo un'innumerevole quantità di mesi a parlare di serie tv che ci piacciono tanto, o meglio che piacciono molto a me. Se non siete alla pari con la programmazione americana, sicuramente farò spoiler per cui chi si lamenta, paga cena a tutti.


Quarta stagione per la serie di Murphy ma per me è stata un mezzo flop, forse la peggiore fra le varie stagioni. La storia si svolge tutto in una sorta di circo in cui si esibiscono dei veri e propri scherzi della natura, uomini e donne malformati più o meno congenitamente.
Primo errore: piuttosto che puntare sul senso, che so, di claustrofobico e labirintico di un tendone da circo, gli spazi si allargano a dismisura. Secondo errore: i veri mostri sono per la maggiore provenienti dal di fuori della comitiva, persone insospettabili, come Dandy, che, ok tanto normale non sembra ma non gli manca nulla; il chè sarebbe una bella metafora se non fosse che alla fine non ti importa di alcun personaggio. Gente che va e viene, che te li ritrovi una puntata sì e una no, gente vive e muore senza accorgercene, tipo Emma Roberts. Un corale disarmonico quasi quanto i tre de Il Volo. Carina la Paulson, ma Jessica Lange ormai sembrava interpretare ancora e ancora lo stesso personaggio.
Narrativamente il tutto diventa inconcludente e Murphy decide di condire lo show horror con tanti buoni sentimenti: dall'amore in tutte le salse, al senso di colpa. Senza contare poi la quantità di pezzi cantati che ho temuto più volte di essere in Glee.
AHS resta una serie con accenti di qualità, ma si sono persi. Vedremo la nuova stagione con Lady Gaga.
★★★★★
Season 4
Seguo Suits con molto piacere sebbene non sappia pronunciarne il titolo, è l'unico legal che seguo. Il fatto è che dopo 4 stagioni sembra che non sia evoluto. Anche questa ultima stagione gira tutto intorno al fatto che Mike non sia laureato, e quindi c'è questo grosso segreto da mantenere. Affianco a questo filone narrativo si susseguono una serie di cause da risolvere in tribunale ma che nel giro di una, massimo due puntate vengono dipanate.
Diciamo che all'inizio poteva essere accattivante, ma alla fine la spuntano sempre, per cui senza una evoluzione, nei personaggi, nella storia, che interesse c'è a vederlo.
La quarta stagione si conclude con Donna che lascia il posto di segretaria di Harvey per passare a Louis. Avanguardia pura.
★★★★★


Season 4
Quando Beautiful incontra Nikita. Ormai questo è Revenge, che ci piace sempre tanto ma mi sembra che anche lui non abbia più nulla da darci, se non qualche puntata condita di tensione e azione.
Amanda non ha più una vendetta da potare avanti visto che suo padre è resuscitato come una Taylor qualunque. Nolan appare giusto per farci vedere quanto botox ha negli zigomi, Jack è il solito rompipalle, e Victoria, che cerca di accaparrarsi eredità a destra e a manca, non se la fila più nessuno. Charlotte, qualcuno sa dove sia?
Una bella soap opera che non credo durerà ancora molto a lungo.
★★★★★
Season 2

A chi importa della figlia di Klaus? A nessuno direi. Magari l'umana compassione verso una povera creatura ma basarci una intera stagione mi sembra davvero pesante.
Solite lotte fra vampiri, licantropi, streghe. Tutti odiano tutti e a  noi non importa di una beata fava.
Klaus era figo perché sembrava in fondo tenero. Adesso è ridondante.
Elijah era figo perché era figo. Adesso è ridicolo.
Marcel era figo perché è bono. Adesso è bono ma inutile.
Ora attendiamo  Dahlia, arriverà? 
Non lo so, ma m'ha stancato.
★★★★★
Season 5

Sulla stessa linea per quanto riguarda l'assenza di una svolta narrativa credibile e interessante ma quantomeno, per noi adolescenti instabili e mestruate, TVD è sempre una bella botta emotiva e ormonica. Vogliamo parlare del ritorno di Alaric?
Il problema è che manca un vero cattivo che complichi l'esistenza alle nostre sanguisughe preferite.
Kai, lo stregone cattivo e apparentemente imbattibile, ce lo siamo tolti di mezzo nel giro di qualche puntata. Enzo è solo una scocciatura che speriamo muoia presto. Elena, anche senza la sua memoria sta sempre a ciulare con Damon. Ma la madre di Caroline? Porella, che dispiacere.
Insomma non ci resta che piangere, in tutti i sensi.
★★★★★


Season 5

Altro telefilm che ha fatto il suo tempo. Se qualche stagione fa ne apprezzavamo il trash, adesso è davvero troppo anche per me. Sono troppo stupide per poter essere in qualche modo credibilmente sfigate, ché ad un certo punto ti rompi le scatole e vuoti il sacco senza tante remore. Al massimo ti metti d'accordo con le tue amiche per far quadrare i conti delle menzogne e uscirne più o meno pulite. Invece loro no. La cosa peggiore é che la loro vita normale, quella di semplici adolescenti inciucione è una vita parallela, praticamente staccata dal resto e messa lí a caso. Hanna è l'unico personaggio che sembra effettivamente cresciuto. Le altre tre invece sembrano tornate bambine, specie Spencer, che sembrava volesse tenere le redini del suo destino.
Marlene, e basta!
★★★★★

Season 10

Ok, è ovvio che dopo parecchie stagioni un po' di lustro lo perdi. Ma qui siamo al culmine. Praticamente le vicende dei fratelli Winchester non sono evolute ma involute a come agli inizi quando le puntate non seguivano un filone narrativo unico ma andavano a blocchi di puntata in puntata. La conseguenza è un ripetersi infinito delle stesse vicissitudini, degli stessi meccanismi. Finirò a tempo perso questa stagione e poi tanti cari saluti ai fratelli.
★★★★★

Passiamo un po' a parlare di novità interessanti.

(Season 1)
Finita da poco la prima stagione ma non voglio dirvi molto perché voglio invitarvi a vederlo essendo del tutto recuperabile.
E' la storia di un'avvocatessa in carriera e insegnate universitaria la quale dovrebbe insegnare ai suoi allievi come muoversi concretamente in un aula di tribunale. Nella sua classe sceglierà cinque dei suoi allievi più brillanti che saranno praticanti nel suo studio legale. Tuttavia la combriccola si ritroverà a dover fronteggiare i propri problemi legali. 
Quattro contro uno, vale per un caso di autodifesa?
Ho trovato la puntata finale un po' esagerata e mi ha lasciato degli interrogativi, per cui aspetto la seconda stagione e vediamo che accade.
★★★★★
Altra serie nuova di zecca, e abbastanza godibile. Non sono mai stato un fan di Queer as Folk, anzi ne ho abbandonato la visione nel giro di poco tempo. Questo Looking, pur seguendone le orme, si mantiene su un terreno più realistico, ma soprattutto meno sessualizzato. 
Dall'altro lato però finora è stata una serie un po' piatta. Patrick è un ragazzo abbastanza comune con vicissitudini abbastanza comuni, fin troppo banali direi. E si fa odiare con molta facilità, perché è stupido e stronzo allo stesso tempo, oltre che incoerente, egoista ed egocentrico.
La classica acqua cheta. 
Non c'è una vera evoluzione verso un atteggiamento più maturo nel corso delle puntate, e la serie si mantiene imparziale: da un lato non è super leggera ed ironica, o per lo meno a me non fa ridere, ma dall'altro non è nemmeno drammatica e particolarmente intensa.
Questa ambiguità, a volte fastidiosa, si attenua grazie al fatto che ogni puntata non dura più di mezzora, quindi non ci si annoia. Vediamo se la fine di questa seconda stagione, e se ci sarà una terza, può dare un percorso più netto al racconto.
★★★★★

Infine ho detto definitivamente ciao a Nashville (Season 3), ché non avevo proprio più voglia di vederlo, e The Americans (Season 3) che ormai prosegue senza una logica, o per lo meno, sarò scemo io ma non ci capivo più nulla. Recentemente invece ho scoperto che In the Flesh (Season 2) cancellato, un po' mi è dispiaciuto, ma non era nulla di epico.

E voi seguite queste serie? Che ne pensate? Ma soprattutto avete altre serie da suggerire facilmente recuperabili?




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