Non so se avete notato ma sui prodotti di cui parlo nella rubrica Beauty Cues, sono molto spesso presenti simboli con scritto "senza siliconi" o "di origine naturale", certificato vattelapesca e ancora "0%" di un qualche ingrediente. Per chi non lo sapesse, stanno ad indicare che quel cosmetico potrebbe essere classificato come ecobiologico, e che quindi non contiene sostanze considerate problematiche per l'uomo o per l'ambiente o per entrambi.
Non ho volutamente specificato nulla sulla "questione ecobio" e sugli ingredienti, se non in casi necessari, come per i deodoranti, in quanto ritengo che da ignorante, stare qui a sciorinare informazioni di cui non posso avere la certezza, se non tramite quello che ho capito e letto sul web, mi sembrava ben poco utile e credibile.
Qui mi parte un pippone più lungo di tutte le stagioni di Law & Order.
Centinaia e centinaia di blogger, tra cui alcune anche note, che parlano di "inci verde", "ingredienti buoni e cattivi", "sostanze funzionali", "cruelty free".
Immagino queste persone che a malapena riuscivano a risolvere le equazioni di algebra in terzo liceo e adesso condividono col mondo la loro sapienza e conoscenza di chimica inerente al campo cosmetico.
Che capiscono formulazioni ignote anche ai cosmetologi tramite un INCI stampato su un'etichetta.
Ma che davero?
Perché parlare di cose così complesse? Perché affibbiarsi conoscenze che non si hanno?
Perché complicarsi la vita?
C'è gente lì fuori che diffonde informazioni senza nemmeno aver letto mai mezza normativa, o essersi aggiornati su come vanno le cose negli ultimi anni. E mi vieni a parlare di cruelty free? E dovrei crederti?
Può sembrare una polemica sterile la mia, e magari mi porterò contro mezza blogosfera, ma purtroppo c'è gente che crede ad un qualunque post trovato su un blog e non ha una coscienza critica che gli faccia dire "ma questa che vuole vendermi? Aspetta che vado a fare una ricerca incrociata con altre fonti". Tutto un sistema che non funziona né nella domanda né nella risposta.
Pappe pronte per pappe molli.
Ovvio che c'è anche gente con competenza e non voglio dire sia tutto falso ma se seguissimo la logica che parlare di INCI sia tanto facile, io domani potrei parlarvi di pesca al traino.
Così, a caso, tanto mica serve una certa conoscenza.
Così, a caso, tanto mica serve una certa conoscenza.
Oppure le cosiddette talebane dell'ecobio, che augurano morti certamente non bio a chi usa determinati prodotti. Essere stronze sarebbe ecobiologico? Siamo alla follia.
E poi la questione dovrebbe espandersi non solo alla cosmetica, ma anche al cibo e allo stile di vita tutto, che deve avere determinati risvolti etici.
Ci sono normative, ci sono studi, c'è tanta roba che sinceramente io non mi son sentito di condividere perché penso che la mia conoscenza sia infinitesimale rispetto a chi lavora in questo campo e per tali motivi ha studiato, ma infinitesimale anche rispetto ad un ambito come quello chimico e cosmetico che mi sembra in continuo movimento.
Ognuno fa come crede, ma immagino sempre la scena di me che decanto le lodi di chissà quale prodigio cosmetico. Poi arriva un chimico o un cosmetologo e mi smonta la teoria in tre minuti.
Ho preferito quindi prendere un prodotto e testarlo secondo le mie impressioni, idee, necessità, perché sebbene sia un blog personale, non so chi possa leggerlo e come possa intenderlo e non mi va di "prendermi la responsabilità" di discernere cosa faccia male e cosa bene.
Inoltre sarei ipocrita a far la maestrina perché il mio stile di vita, seppur provi ad essere sano, provi a far meglio, è tutt'altro che bio, forse proprio per nulla. Per questo mi avete visto utilizzare, e mi vedrete utilizzare prodotti che magari non sono "totalmente verdi", ma che magari trovo funzionali o che per mio gusto e conoscenza ritengo un buon compromesso.
Ovviamente ho i miei parametri di scelta delle cose, e qui mi viene in aiuto un post secondo me molto carino. Il tag appunto si chiama "Quanto conta l'inci?" ed è stato ideato da Sue di Cosmetic Mind.
Io volevo farlo anche senza esser stato nominato, ma poi gentilmente Redditude mi ci ha taggato per cui avevo un'altra occasione per rispondere.
Ve le ricordate nel tag "5 minuti prima di..."? Ecco, sempre loro. Per cui le ringrazio, sperando che la mia polemica non abbia inquinato le loro buone intenzioni, e vi invito a seguirle!
Il tag è composto da 15 domande, quindi vamos.
- In che modo hai iniziato ad interessarti ai prodotti bio?
Il mio interesse ai prodotti bio é nato per necessità. Circa 5 anni fa avevo continuamente le labbra secche, sebbene usassi quantità inumane di burrocacao. Un giorno mi guardai allo specchio e vedo le mie labbra completamente rattrappite. Lisce al tatto ma piene di pieghe. Sembravo Isma de Le follie dell'imperatore.
Anche il colore era diverso, come se si fossero ingrigite.Così ho cercato in rete e trovato le possibili cause e i rimedi a ciò. Da lì ho cercato anche di risolvere gli altri problemi come il cuoio capelluto massacrato da shampoo aggressivi. - Qual è stato il tuo primo acquisto bio?
Il Nutrilabbra Vellutante ai 4 burri di Erbolario.
Ricordo esattamente dove e quando e con chi lo comprai e ricordo ancora la sensazione di sollievo ad usarlo, ad applicalo solo un paio di volte. Ricordo che le labbra mi si distrussero e ricomposero nel giro di una settimana. - Qual è il tuo ultimo acquisto bio?
Ultimissimo il detergente di Alkemilla al Bamboo, più una crema corpo con a mio avviso un buon inci. - Il prodotto bio di cui proprio non puoi fare a meno?
Non ho un prodotto specifico che compro e ricompro, ad esempio il burrocacao di Erbolario non l'ho più ricomprato dopo cinque anni benché lo amassi. Un po' perché mi piace cambiare, un po' perché penso ci siano sempre formulazioni nuove e migliori che possono essere ancora meglio. Se ricompro uno stesso prodotto di una stessa marca è in casi di necessità e se posso utilizzo una variante dello stesso.
Se proprio dovessi sceglierne uno con cui andare su un'isola deserta direi un olio vegetale, perché sono versatili, sono facili da usare e su di me, quale più quale meno, funzionano bene. - Che rapporto hai con le marche da supermercato che si autoproclamano bio?
Anche io come Sue, appena vedo una etichetta leggermente ingannevole, mi incuriosisco. Ma leggo sempre l'INCI e so regolarmi abbastanza bene a braccio. Penso che cavalchino l'onda del marketing ma, con un po' di attenzione si possono avere belle sorprese anche con i prodotti da supermercato. Penso pure ci siano marche non da supermercato ma che passano per bio e naturali, che secondo me è anche peggio. Al supermercato magari entri con un'idea o un'attenzione diversa. Se invece compro un marchio che credo bio, non solo negli ingredienti ma anche nella filosofia, vorrei che tutti i prodotti della gamma siano tali e non che vi siano accettabili o addirittura non ecobiologici. Vi devo far nomi? Daje su. - Qual è la marca che hai bandito dal tuo bagno?
Ne ho due: Labello e Pantene.
La prima per il motivo al punto uno, e anzi proibisco a chiunque di comprare burrocacao Labello; mentre gli shampoo Pantene non piacciono a tutta la famiglia: prurito e capelli pisciati a gogo. - Quando di inci ne sapevi poco o nulla, hai mai fatto qualcosa di cui ti sei pentito?
Mi pento di aver comprato molti (penso tutti!) i Labello. Soldi davvero buttati. Probabilmente le tonnellate di lacche e gel che usavo, o ancora insistere ad usare gli shampoo antiforfora super sgrassanti sui miei capelli che invece pregavano delicatezza. Anche scrub troppo aggressivi sulla pelle. Il resto l'ho rimosso.
- Quali sono i pregi e le soddisfazioni del passare ai prodotti bio?La prima soddisfazione è vedere e sentire che funzionano. E con funzionano intendo dire che non ne sei dipendente, che se non metti la crema subito non ti senti la faccia cascare perché il detergente non si è portato via anche l'epitelio. Inoltre anche capire cosa fa davvero al caso nostro, cosa può esserci utile. Mi rendo conto meglio di quale sostanza o formulazione può essere più o meno adatta a me, e cosa magari scatena quella reazione indesiderata.
La consapevolezza è la soddisfazione più grande.
- Hai mai "spignattato"?Solo robe molto basilari: qualche maschera a viso e capelli e qualche scrub. Ho provato a fare il burro di cocco con la farina ma non credo fosse andato a buon fine.
- Controlli sempre l'inci dei prodotti che acquisti? Prima o dopo averli acquistati?Dipende, e in questo caso mi ricollega alla domanda cinque ma anche a quella sotto. Diciamo che controllo sempre l'inci prima. Ma se sono ad esempio al supermercato e un prodotto mi incuriosisce al momento, mi fido delle mie (scarse) conoscenze e lo acquisto "a scatola chiusa". Tuttavia se so che il prodotto costa un po' di più, cerco di capire bene cosa contenga.
- Sei disposto a pagare di più per un prodotto bio? E perché?
Non mi interessa pagare di più per un prodotto solo perché bio, ma mi interessa in primis che sia funzionale, e magari che abbia anche una formulazione più ricercata. A volte vedo una crema di 30- 40- 50 euro e poi leggendo l'inci mi ritrovo i soliti oli o burri, che sono funzionali ed avranno certamente una migliore qualità di una crema da 10 euro, ma se spendo molto per un prodotto, voglio anche supportare la ricerca e lo sforzo, non solo il marketing di quella azienda. O ancora un detergente ricco di ingredienti e quindi più costoso. Lo tieni sul viso circa 30 secondi, difficilmente gli attivi che contiene possono far qualcosa. - Credi che questa del bio sia una moda passeggera o che le cose possano davvero cambiare?
Penso che in parte sia una moda, e che ovviamente dietro ci sia del marketing anche nelle aziende con maggiore etica. Però, come diceva Red, è comunque una moda positiva, perché se porta ad una maggiore attenzione, a una maggiore consapevolezza come dicevo sopra, rispetto a quello che facciamo, che usiamo, che mangiamo ecc, allora ben venga. - Influenzi famigliari o amici nell'acquisto di prodotti bio?
Diciamo di sì. Chi mi chiede un consiglio dico sempre che io uso determinati prodotti, e che conosco quelli per cui non saprei di che altro parlare. Poi in casa quando magari fanno qualche nuovo acquisto sanno che la mia reazione è più o meno questa se non fanno come dico
per cui ci provano. Meglio di niente... - La tua scelta bio si estende anche al make up?
Utilizzo soltanto qualche correttore per cercare di sembrare più sveglio di quanto non sia, e anche sui vari rossori. Alterno bio e non, ma non so ancora se ne parlerò. - Cosa vorresti trovare nella tua bio profumeria ideale?
Devo dire che la bioprofumeria che ho vicino casa è già la mia bioprofumeria ideale in quanto ha alcune delle marche più note, i prezzi sono onesti, e ordina con abbastanza frequenza merce nuova. Magari non ha l'intera linea di una determinata azienda ma è comprensibile considerando la gestione di un negozio fisico in Italia, o meglio al sud.
Spero che riesca a portare sempre più marchi e a far crescere la sua attività.











