Quarta serata del Festival di Sanremo e forse più attesa visto che è dedicata ai successi del passato.
Della serie le nostre canzoni fanno schifo mettiamoci una pezza con le canzoni degli altri.
Intro con filmati d'epoca e arriva Luciana Littizzetto con un abito ispirato a quello di Nilla Pizzi quando cantò Papaveri e Papere.
Ok la crisi ma riciclare i vestiti.
Comunque si rivela la migliore scelta.
Un abito color crema taglio anni '50 con ricami argento.
Unico dubbio sulla lunghezza che secondo me la intappa ancora di più.
Arriva Malika Ayane che canta Cosa hai messo nel caffè. Lei elegante, ancora in nero, anche lei anni 50. Ma le sta largo. E balla con due virilissimi ballerini.
Suppongo li abbiamo raccattati dal Mucca Assassina.
Arriva un allegrissimo Daniele Silvestri più grigio di Carla Bruni.
Canta Piazza Grande di Dalla.
Canta giusto perché dicono che lo faccia.
Arriva la giuria di qualità, ovvero uno snocciolamento di personaggi che non ci azzeccano nulla col canto.
Pubblicità e Luciana si piazza su una vestaglia da notte nera e un gillette fatto con un lampadario orrendo.
Tocca a Annalisa che con Emma cantano Per Elisa.
Pettinate con un frullatore rotto, abbigliate come due lesbiche cinquantenni con pessimo gusto.
Chiudiamo gli occhi ed ascoltiamo.
Marta sui tubi e Antonella Ruggiero.
A lei farei una standing per partito preso.
Ma avrei evitato le decorazione di Natale in testa.
Cantano Nessuno.
Dai belli.
Gente inutile, come Rosita Celentano, che non sa mettere due parole in fila, presenta Raphael Gualazzi che canta Luce di Elisa.
Rimpiangi quasi l'assenza di Anna Tatangelo per la pessima performance che mette su Raphael.
Pubblicità e i Modà per fare una rima cretina. Cantano Io che non vivo, non paghi della depressione messaci nelle puntate precedenti. Kekko scatarra un po' e tocca a Cristicchi con la cravatta di Fazio e canta Canzone per te. Bellissima canzone ma lui ha l'estensione vocale di Gargamella.
Arriva Luciana con un altro abito storico che dovrebbe somigliare a quello di Caterina Caselli e invece sembra una supposta. Ma il momento fa sganasciare da far cadere la mascella.
Turno di Simona Molinari, Peter Cincotti e Franco Cerri che cantano Tua. Abbiate pazienza se non conosco una canzone di 53 anni fa.
Lei ripropone lo stesso modello di abito, ma in bianco e nero, con strascico in tulle.
Bella, ma sempre al filo fra l'elegante e la poco di buono.
Poi Maria Nazionale che gorgheggia Perdere l'amore.
Abito lungo, nero, decente, e con ricami casualmente sulle tette, perché averle strizzate non basta per farle notare in HD.
Lei non sa uscire da Napoli anima e core.
Tocca a Marco Mengoni, vestito un po' da cameriere del Titanic un po' da boss anni '30, con Ciao amore ciao.
Una versione sentita, lui un po' nervoso e un po' bavoso ma bravo.
Luciana mette un pigiama in seta nera e viene inaugurata la statua a Mike Bongiorno.
Bella statua ma la moglie Daniela Bongiorno è tumefatta.
Un bacio piccolissimo cantano gli Elio e le storie tese, versione mignon dei Beatles e con Rocco Siffredi che di piccolo avrà forse l'unghia del mignolo.
Turno di Gazzè vestito da pavone col frack che canta Ma che freddo fa, canzone adatta al periodo.
Subito dopo un Pippo Baudo, finalmente conscio che a 80 anni avere i capelli più scuri dei miei non è il caso, che ci fa due ore di filippiche sulla guerra dell'Alsazia-Lorena. Fortuna che c'è Luciana.
Arriva Chiara per una volta tanto vestita in modo elegante, banale, ma carina.
Peccato faccia a pezzi Almeno tu nell'universo di Mia Martini.
Ora, oggettivamente e con tutta la bontà che posso trovare in fondo al ventricolo destro, ha stonato di brutto.
Poi ci sono gli Almamegretta, cioè non ci sono.
Non ho capito. In pratica Raiz fa Shabbat e quindi non canta ma manda il cugino italiano di Bob Marley al post suo. Distruggono Il ragazzo della via Gluk e via.
Pubblicità, Stefano Bollani, che non conosco ma bravo bravo, e arrivano i giovani.
A votarli siamo noi da casa più la giuria discarsa qualità presentata ad inizio serata.
Il primo ad esibirsi è Antonio Maggio, caduto nei glitter, con la sua Mi servirebbe sapere.
Simpatico ma non mi piace.
Segue Ilaria Porceddu, con In equilibrio.
Lei mi piace un sacco. Il pezzo mi è rimasto in testa. L'abito ricorda lo stile del precedente indossato, cambiano le strisce e la parte superiore.
Peccato per i capelli a scopetta.
Ancora fra i giovani sono i Blastema con Dietro l'intima ragione. Il cantante fa facce strane e io vado a far pipì.
Torno e c'è Renzo Rubino che canta Il postino (amami uomo).
Arriva Gaetano Veloso e me cala la palpebra.
Duetta con Bollani, e via altro cambio di Luciana con un abito blu elettrico, gonna a palloncino e scollo a barca.
Renzo Rubino vince il Premio della critica Mia Martini.
Invece il leone d'oro va ad Antonio Maggio che dopo un attimo di frignaggio ha ricantato. E finalmente tutti alle brande, che me so fatto il culo quadrato.
Stasera la finale dei campioni.
La seguirete?
Intro con filmati d'epoca e arriva Luciana Littizzetto con un abito ispirato a quello di Nilla Pizzi quando cantò Papaveri e Papere.
Ok la crisi ma riciclare i vestiti.
Comunque si rivela la migliore scelta.
Un abito color crema taglio anni '50 con ricami argento.
Arriva Malika Ayane che canta Cosa hai messo nel caffè. Lei elegante, ancora in nero, anche lei anni 50. Ma le sta largo. E balla con due virilissimi ballerini.
Suppongo li abbiamo raccattati dal Mucca Assassina.
Arriva un allegrissimo Daniele Silvestri più grigio di Carla Bruni.
Canta giusto perché dicono che lo faccia.
Arriva la giuria di qualità, ovvero uno snocciolamento di personaggi che non ci azzeccano nulla col canto.
Pubblicità e Luciana si piazza su una vestaglia da notte nera e un gillette fatto con un lampadario orrendo.
Pettinate con un frullatore rotto, abbigliate come due lesbiche cinquantenni con pessimo gusto.
Chiudiamo gli occhi ed ascoltiamo.
Marta sui tubi e Antonella Ruggiero.
A lei farei una standing per partito preso.
Ma avrei evitato le decorazione di Natale in testa.
Cantano Nessuno.
Dai belli.
Gente inutile, come Rosita Celentano, che non sa mettere due parole in fila, presenta Raphael Gualazzi che canta Luce di Elisa.
| Ridi, ridi gioia... |
Pubblicità e i Modà per fare una rima cretina. Cantano Io che non vivo, non paghi della depressione messaci nelle puntate precedenti. Kekko scatarra un po' e tocca a Cristicchi con la cravatta di Fazio e canta Canzone per te. Bellissima canzone ma lui ha l'estensione vocale di Gargamella.
Turno di Simona Molinari, Peter Cincotti e Franco Cerri che cantano Tua. Abbiate pazienza se non conosco una canzone di 53 anni fa.
Bella, ma sempre al filo fra l'elegante e la poco di buono.
Poi Maria Nazionale che gorgheggia Perdere l'amore.
Abito lungo, nero, decente, e con ricami casualmente sulle tette, perché averle strizzate non basta per farle notare in HD.
Tocca a Marco Mengoni, vestito un po' da cameriere del Titanic un po' da boss anni '30, con Ciao amore ciao.
Una versione sentita, lui un po' nervoso e un po' bavoso ma bravo.
Bella statua ma la moglie Daniela Bongiorno è tumefatta.
Un bacio piccolissimo cantano gli Elio e le storie tese, versione mignon dei Beatles e con Rocco Siffredi che di piccolo avrà forse l'unghia del mignolo.
Turno di Gazzè vestito da pavone col frack che canta Ma che freddo fa, canzone adatta al periodo.
Arriva Chiara per una volta tanto vestita in modo elegante, banale, ma carina.
Peccato faccia a pezzi Almeno tu nell'universo di Mia Martini.
Ora, oggettivamente e con tutta la bontà che posso trovare in fondo al ventricolo destro, ha stonato di brutto.
Poi ci sono gli Almamegretta, cioè non ci sono.
| Minghia ho vinto!? |
Pubblicità, Stefano Bollani, che non conosco ma bravo bravo, e arrivano i giovani.
A votarli siamo noi da casa più la giuria di
Il primo ad esibirsi è Antonio Maggio, caduto nei glitter, con la sua Mi servirebbe sapere.
Simpatico ma non mi piace.
Segue Ilaria Porceddu, con In equilibrio.
Lei mi piace un sacco. Il pezzo mi è rimasto in testa. L'abito ricorda lo stile del precedente indossato, cambiano le strisce e la parte superiore.
Peccato per i capelli a scopetta.
Ancora fra i giovani sono i Blastema con Dietro l'intima ragione. Il cantante fa facce strane e io vado a far pipì.
Torno e c'è Renzo Rubino che canta Il postino (amami uomo).
Arriva Gaetano Veloso e me cala la palpebra.
Duetta con Bollani, e via altro cambio di Luciana con un abito blu elettrico, gonna a palloncino e scollo a barca.
Renzo Rubino vince il Premio della critica Mia Martini.
Invece il leone d'oro va ad Antonio Maggio che dopo un attimo di frignaggio ha ricantato. E finalmente tutti alle brande, che me so fatto il culo quadrato.
Stasera la finale dei campioni.
La seguirete?