Ne devo parlare?

Ne stanno parlando tutti.
Lana Del Rey è stata intervistata a Le Invasioni Barbariche da Daria Bignardi.
E quindi?
Certo, preferirei che in Italia venissero altre cantanti.
Ma almeno si è scomodata. 
Non voglio sapere quanto l'abbiano pagata, ma certamente La7 non è come MammaRai, sia a livello di budget che di visibilità.
Facessero altre così, ci guadagnerebbero.
L'intervista è stata carina. 
Almeno ha dimostrato che il botox non le impedisce di ridere.
Ha pure cantato live. Anche se non credo sia un bene.
Daria un po' inutile. 
Dico, pure io avrei fatto domande più originali.

In sincerità, devo aggiungere che, dopo le belle parole spese su Lana, mi sono quasi ricreduto.

La sua canzone Blue Jeans nella pubblicità Stroili Oro non mi ha provocato crisi epilettiche, attacchi narcolettici o vomito a spruzzo. 
Forse perché è solo una parte del brano. Ma comunque bene.

Creamy


Il nuovo spot Durex.
E' stato definito volgare, per il titolo scelto e le immagini trasmesse.

Sarà, ma io vedo solo una mentecatta incapace di mescolare una crema senza sporcare anche il retro del frigorifero.
E che tiene i preservativi sul tavolo mentre cucina.
Cara, gli uomini vanno presi per la gola.
Impara a cucinare, o i preservativi non ti serviranno.



Cosciòn Again

Oh bene, due giorni fa è uscito il video del nuovo singolo di Jennifer Lopez.
E io l'ho visto solo oggi.
Capita.
A parte che Pitbull, mo' basta! 
Tutte le canzoni sembrano uguali ogni volta che spunta la sua pelata.
La canzone è orecchiabile, puntata ad essere estiva per raggiungere la vetta di una qualche classifica.
Ma Jennifer, so che mi leggi, voglio farti un appello.
Jenny from the block che di block hai solo il culo, che ne dici di cambiare coreografia? 
J.Lo che ne dici di trovare bellocci palestrati un tantino più espressivi e meno in fissa con lo sbiancamento dei denti?
Che te ne pare se il tuo profumo lo pubblicizzi in maniera meno sgamata la prossima volta?
E che ne pensi se la prossima volta evitiamo le inquadrature alla coscia ammantata in una calza a rete chiaramente volta a snellire?
E' un consiglio Jenniferuzza eh, poi fa un po' come te pare.

Sono irritato.

Chi ti sfrangia cosi!?
I capelli a barboncino di Antonella Clerici mi irritano. 
Il cambio di stagione mi irrita.
Il primo caldo mi irrita.
Il tempo che cambia di continuo mi irrita.
La mia assicurazione che scrive la mia targa sbagliata OVUNQUE mi irrita.
Non poter mangiare cioccolata mi irrita.
La noia mi irrita.
Gli auguri in anticipo di Buona Pasqua mi irritano. 
La Pasqua mi irrita. W il Natale.
Avere sonno mi irrita.
I link con le gif animate su Facebook mi irritano.
L'originalità dei titoli dei miei post pari solo a quelli dei porno mi irrita.
La gente che mi gira intorno mentre voglio scrivere un post mi irrita. 
Che poi questa gente sarebbe la mia famiglia.
Insomma sono irritato. 
Avevo alcune idee da scrivere sul blog e certamente in futuro ne parlerò. 
Ma non ora. 
Ora sono irritato.
Soprattutto con l'assicurazione che ha avuto la genialata di scrivere in maniera errata la mia targa.
Ma dico dovete fare una cosa e la sbagliate pure?
Ovviamente loro oggi sono chiusi perchè domenica è Pasqua.
Cioè oggi per Pasqua? 
Ah scusate allora le vacanze di Natale me le prendo dal 15 Agosto, tanto siamo li. 
Mi potrei stancare. Non sia mai.
E quindi pasquetta a casa. 
Non che avessi organizzato nulla, ma senza macchina è come se non avessi gambe.
Mi sento come Bossi senza dito medio.


Mi sento come Belen senza farfalla.
Mi sento come Mariah senza fischio.
Si è capito come mi sento?
Lo so, sono cazzate.
Me lo dico da solo. Me lo dice il mio ragazzo. Me lo dicono tutti.
Tutto si risolve. Ma oh, ogni tanto lamentarsi fa bene.
Volemose bene.



Buongiorno Mondo

Si ok, non è esattamente il momento più adatto per dire buongiorno alla blogosfera, però va bene lo stesso.
E' stato un week-end denso di cose. Ed altrettanto bello.
Ho dormito da Amor, il che fa guadagnare punti agli ultimi due giorni della settimana scorsa.
Ho ricevuto in teoria un invito ad un matrimonio, in quanto accompagnatore.
Ma andiamo per ordine, che già sono confuso.
Sabato, come vi avevo detto, ho guardato Amici. 
Anzi prima di guardare Amici ho mangiato cinese. 
Lo abbiamo portato a casa per essere più comodi ed è stata una impresa.
Il  tōfu gocciola, sappiatelo.
E gocciola dannatamente. 
Tanto che due buste non hanno impedito che mi macchiassi la manica del giubbotto.
Non hanno impedito che si sporcasse il tappetino della macchina di Amor.
Non hanno impedito che dovessimo ricorre ad un calendario per poggiare il sacchetto mefitico onde evitare di allagarci.
Che poi, il giubbotto bianco sporco ( non di tōfu) sarà ancora un tantino fuori luogo?
A me sembra adatto alla mezza stagione. 
Boh.
Finito il cinese è iniziato Amici. E per la prima volta in vita mia ho twittato su Amici.
Ora, tralasciando i problemi intestinali di Amor, ma anche a me non è che abbia fatto gran bene 'sto cinese. 
Il giorno dopo avevo diversi brufoletti sul viso. Non del tipo "ti sei scofanato di nutella e mò te li tieni". Sembravano proprio una reazione, infatti oggi non ho più nulla.
Basta cinese per un po'.
Amici è stato criptico quest'anno. 
Regolamento scritto da Roberta Bruzzone. 
Spero che Bruno Vespa faccia qualche plastico, almeno chiarisce le idee anche a Maria De Filippi.
Carte su carte per spiegare le carte che erano state mostrate nelle carte.
Oltretutto sembrava uno show del sabato sera. 
Immancabile Belen.
Che faceva Belen? 
Stacchetti. Fatti bene, ma sempre stacchetti erano.
Momenti di risate con Luciana Littizzetto che è stata carinissima.
Domenica mattina lenta. Sveglia tardi. Doccia. Bar. Invito a matrimonio. Pranzo all'una e mezza. 
Nel pomeriggio sono tornato a casa. Contatto le amiche e mi chiedono se mi va un gelato.
Vi pare che possa dire di no ad un gelato?
Quindi gelato e giretto.
Decidiamo di restare insieme anche per la sera.
Vi pare possa dire di no ad una pizza?
Quindi pizza e prime 2 puntate di Sex and The City.
Tornato a casa verso la mezza son crollato in un sonno atavico. Come se non vedessi letto da mesi.
Stamani ho fatto un giretto fra i vostri blog per aggiornarmi ( si legga curiosarefraifattaccivostri )
Must do di questo mese impegnarsi, con passione più che mai,  nella dieta oppure posso scordarmi di vivere su un'isola viste le maniglie antipanico che ho messo su.
Addio mare.
Altro Must do è quello di impegnarsi, con passione più che mai nello studio o i miei genitori porranno fine alla mia vita.
Addio mondo.
Momento Revival della settimana è stato quello con le Pussycat Dolls, cioè Nicole Scherzinger, e i suoi capelli fluentemente lucenti.
Lei è l'unica che canta e balla. Le altre tengono un microfono più o meno a sincrono con la musica, mentre sbattono le nuove extension.
Qui Nicole è alle prese con una tipa di Star Accademy, incapace di ballare, cantare, pettinarsi e mantenere un'espressione umana.

Qui invece la girl band provoca orgasmi multipli ad Ellen.
I rumori fastidiosi alla fine sono provocati da Melody Thorton, che oltre a fare esercizi per la sciatalgia, si diletta ad emettere suoni random imitando Christina Aguilera, e cercando di nascondere una faccia rosicante.

Presto un post per ringraziare Marie B.

Amici e Guardati, Guardati Amici

Il mio ragazzo è un fan di Amici. 
Bon, mi son esposto al pubblico ludibrio, ma mi son tolto un peso. 
Che volete farci, ognuno ha i suoi difetti. 
Ma io non sono ognuno.
Comunque il suo ( malefico) piano sarebbe quello di vedere il sabato sera, da soli o insieme ad altri amici, il serale del Talent Show, che inizia domani.
Ora piccola parentesi, Amor, ti amo tanto e so che mi leggi, ma davvero ogni sabato vuoi vedere Amici? 
Lo so che vi siete rotti le scatole con i fatti miei, ma oh, se non vi sta bene saltate.
Comunque Amor non è che intendevi "ogni sabato, quando non c'è di meglio da fare"? 
Possiamo contrattare? 
Dimmi di si!
L'idea di per sè non sarebbe malvaggissima. 
Poter commentare (maleficamente ) le esibizioni degli Amici di Maria mi alletta. 
Sono stato forgiato per anni in cui restavo a casa il sabato sera, a vedere la tv con mia madre e le mie sorelle. Che volete che mi possa fare un'altra edizione, magari ridendo e scherzando?!?
Il problema che però adesso mi tange di più è questa copertina di Tv Sorrisi e Canzoni.
C'è poco da sorridere mi sa.
Quest'anno Maria porterà al serale vecchie glorie del programma, per farle scontrare fra loro.
Il migliore fra i migliori. 
O il meno peggio fra lo scempio. Decidete voi
Comunque ce li presenta con questa copertina. 
Ma quanto è brutta questa copertina?! 
Chi ha avuto la genialata di mettere 'sti quattro scemi a bocca aperta? 
Sapevano che era una foto o si aspettano un video?
Al centro troviamo quel virgulto di Maria de Filippi, che tralasciamo, perchè, voglio dire, che volete dire a Maria? 
Questa è. Dobbiamo accontentarci.
In alto a sinistra c'è PierDavide Carone, che, a quanto pare, anche dopo Sanremo, non ha avuto i soldi per far si che i  suoi denti stiano l'uno accanto all'altro. 
E lui non urla. 
Sorride ebetamente. 
Come se il sorriso fosse la sua arma di seduzione.
Con quest'occhio sbescio e quel fare tipico da Gobbo di Notre Dame sociopatico.
Sempre sulla sinistra c'è Valerietta Scanu. Lo so, si stenta a riconoscerlo. 
Così, vestito da uomo. 
Messi via i boccoli alla Maria Antonietta, ha avuto la decenza di usare un maquillage poco evidente. O forse l'hanno struccato con Photoshop.
Più in centro abbiamo, dal basso verso l'alto, Emma Marrone, col suo completino lesbo chic, e un'espressione molto alla Wanna Marchi #accattatevillo.
Ma questo noooooooo, non è in saldoooooooo.
D'accordo?!?
Segue Karima Ammar, brava quanto volete, ma qui sembra la versione ebony di Ghostface. 
Poi Annalisa Scarrone, più bella di tutti, ma con un non so che di finto. 
Poca enfasi nello strillo.
A seguire abbiamo Antonino Speriamonondinomeedifatto Spadaccino, che Maria insiste a volerci rifilare, ma che puntualmente nessuno si fila, e Tristinio Simonelli, più brutto che mai, ma sempre uguale al mio ex.
Alessandra Amoroso sembra essere stata presa a sprangate sulla schiena. 
Un misto fra dolore e piacere.
E infine Marco Fogliettodi Carta, il quale non si capisce se abbia visto qualcuno cadere da un dirupo li vicino, o stia aspettando la ricompensa da faticoso lavoretto praticato su un aitante giovane.
Devo pensarci.
Comunque questo quadretto familiare da copertina, non vi ricorda qualcuno?
Ma certo!

We Are Family!

Question #1

Ma secondo voi, dovrei aprire un account Twitter?


E' da un po' che ci penso. Da un lato mi piacerebbe, sull'Iphone dovrebbe essere semplice. 
Ho visto che c'è già l'app.
Dall'altro però non ho ancora capito come funge sto hashtag. Me lo posso inventare come faccio qui sul blog?
Che poi il mio rapporto con i social è molto poco stretto. 
Già mi urta stare su Facebook a leggere i post lagnosi degli altri. Tutti a lamentarsi di qualcosa. 
Oppure a raccontare i complimenti, le lusinghe e le serate fantastiche trascorse in un luogo fantastico con gente fantastica che ti riempie di complimenti e lusinghe. 
No, non c'è da tirartela. Dovresti nasconderti, tu e il tuo status.
Ma poi che dovrei scriverci ?
Io fossi un altro non mi seguirei. Vediamo, ci penso.




EDIT: e Twitter fu https://twitter.com/#!/Pier_ef_fect se vi va seguitemi!

I Dieci (Dis)Piaceri della Vita

Da qualche tempo, qui e li sui vari blogs che leggo, ho letto il tag riguardo i 10 personali piaceri della vita.
Perdonate se non taggo da chi l'ho letto, ma davvero non ricordo. Credo giri ormai da mesi.
Comunque il giochino consiste nell'elencare 10 cose che ci rendono felici.
Piccole cose, non certo vincere al lotto o sposarsi.
Che poi sullo sposarsi sono punti di vista.
Comunque volevo fare 'sto benedetto tag ma ho rimandato. Ho rimandato molte volte. Ma non capivo perchè. Non ho una vita così piena di impegni da non avere tempo per creare una misera lista con 10 cose che mi piacciono.
Tuttavia ieri in doccia ho capito perchè non avevo ancora preso parte a questo gioco.
Sia chiaro, piccola parentesi, in doccia penso anche a cose più serie.
Come lavarmi, ad esempio.

Insomma per farla breve questo tag non mi piace.
E non mi piace perchè è troppo conformante.

E' ovvio che a tutti piaccia ridere, trovare una banconota per strada, andare in vacanza, fare shopping o scaccolarsi.
Ho riflettuto che in questa maniera si perdeva l'intento del tag stesso, ovvero conoscersi meglio.
E cosa ci può far conoscere meglio se non le cose che ci fanno dispiacere?
Non prendetemi per lo stron** di turno. Non voglio creare odio.
Non voglio sputare nel mio blog tutto l'odio e l'acidume che riesco ad estrarre dal mio fegato.
Sono piccole cose che ci disturbano. Che magari ci fanno incazzare, ma su cui possiamo sorvolare. Piccole cose che ci urtano senza farci saltare i nervi.
Ecco la mia lista delle 10 cose che mi fanno dispiacere.
A caso.
  1.  Non Potermi Lavare le Mani.                                                                                                        
    Attenzione: non sono un rupofobico. Posso sopravvivere anche toccando la ringhiera di una stazione o un panino da McDonald. Ma detesto non avere a disposizione un lavandino e del sapone con cui lavarmi le mani quando ne sento il bisogno. E il tutto peggiora in un circolo continuo. Più ho una sensazione sgradevole alle mani e più mi agito. E più mi agito e più mi sudano. E più mi sudano, più aumenta la sensazione sgradevole alle mani.

  2. Trovare Chiuso.
    Non parlo di trovare chiusa la Posta il giorno prima che vi stacchino il telefono.
    Parlo di trovare chiusa la pizzeria in cui volevate andare. Il negozio che cercavate da tanto. Il vostro pub preferito. Ed anche se si trova sempre un posto in alternativa in cui andare, ci resto sempre male. Anche se la colpa è mia che non ricordo mai i giorni di chiusura. #Masochista.

  3. Non Poterselo Permettere.
    Scena. Entri in un negozio qualsiasi in un giorno qualsiasi. Non vuoi comprare nulla. Vuoi a fare due passi. Vedere che c'è di nuovo. Scrutare i nuovi cardigan. Vedere se esistono jeans NON tamarri come piacciono a te. Osservare quali sono i nuovi arrivi e dettami della moda per quest'anno come se la cosa ti interessasse sul serio. Poi trovi quel capo che ti piace. C'è la tua taglia. Lo provi. E' perfetto. Ma il tuo occhio cade accidentalmente sul prezzo.
    Così mestamente ti rivesti. Non è successo nulla. Tu non hai visto nulla. Fatto nulla.
    E se una commessa ti chiede " posso aiutarti?" tu con aria di superiorità, nascondendo il disprezzo che ti è sorto dentro per tutto il negozio, rispondi "no, grazie, stavo solo dando un'occhiata".

  4. Non Trovare la Canzone che Cercavi.
    Amo la musica. Ascolto di tutto. Adoro soprattutto le colonne sonore dei telefilm. Adoro i telefilm, quindi sono la mia più grande fonte di musica. Brani sconosciuti di artisti sconosciuti. In genere ficcati nel momento di maggiore enfasi della puntata. Le poche parole che senti e che riesci a decifrare ti colpiscono e decidi di cercarla. Prima provi con il programmino di riconoscimento dei brani. Poi cerchi sui siti specializzati. Poi provi a scrivere su Google quelle 4 parole sconnesse che hai capito in inglese.
    Nulla. Non la trovi. Rinunci.

  5. Il Correttore che Va nelle Pieghe.
    Qual'è il misterioso movimento che spinge il correttore ad andare nelle pieghe? Perchè se lo stendi alla perfezione come ClioMakeUp comanda, questo prende e si installa nelle tue 2 rughette di espressione?
    E soprattutto perchè questo avviene totalmente a random, indifferentemente se hai tamponato con della cipria o meno, indifferentemente se ci sono 5 gradi o si sciolgono i sassi? Mah.

  6. Non Trovare Quello che Volevi Mettere.
    Prima di uscire organizzo cosa mettere. Molto prima. Ma solo a mente. E in genere non sbaglio abbinamenti. E' raro che provi più di due cambi. Ma non è raro che non trovi quel maglione che volevo mettere. O quella maglietta da mettere sotto più comoda rispetto ad altre sotto a quel determinato cardigan. Ripieghi su altro, ma mh...
    Aggravante incazzante: trovare cosa cercavi quando non hai più tempo per cambiarti o ti sei pettinato.

  7. Arrivare in Ritardo.
    Al contrario di quanto dice il mio ragazzo, arrivare in ritardo mi spiace. Ovviamente quando è possibile arrivare in ritardo. Altrimenti mi incazzo. Mi spiace perchè sono incapace di calcolarmi i tempi di preparazione per uscire. Un tempo arrivavo persino in anticipo. Adesso ho recuperato.
    Con gli interessi.
    Aggravante incazzante: arrivare in ritardo per colpa di altri.

  8. Non poter Mangiare Tutto Quello che Voglio.
    Lo so, è cafonissima come cosa. Ma non vi è mai capitato di avere fame, ma di dover comunque dividere la vostra pizza o il vostro panino con altri? Se al cuor non si comanda, pensate allo stomaco!

  9. Non Fare un Esame.
    Non tanto non passarlo. Quello si può superare, ma è un dispiacere decisamente più grande. Parlo di non avere il coraggio per farlo. Studi, si. Ma pensi di non superarlo. Magari vai pure a seguire la sessione, ma all'ultimo rinunci e te ne torni a casa con la coda, anzi il libretto, tra le gambe. Uff!

  10. Dimenticare le Cose.
    No, non mi fa incazzare. Mi dispiace/ snerva dover star li a perdere tempo cercando di ricordare. Ma quasi sempre ricordo. Quindi è solo un attimo, o un'ora, o un giorno di "ma perchè sono così sbadato?!?!".
E a voi cosa dispiace/ vi fa arrabbiare per qualche istante/ vi infastidisce?

Magnifiche Presenze

Ieri sera volevo andare al cinema. 
Ma sapevo che Amor sarebbe stato stanco, e piuttosto che fargli sorbire un film che non gli sarebbe piaciuto, avrei preferito stare a casa.
Che poi mi piace stare a casa. Una serata rilassante. A letto. Col tuo ragazzo. Che vuoi di più?
Comunque, mi chiama e mi dice che F, un suo amico, già da tempo gli aveva chiesto di andare al cinema e quindi il mio inconscio desiderio si è avverato.
Che poi mi piace uscire con gli amici di Amor. Sono sempre gentili. E penso non lo facciano per dovere. 
Forse. 
A voi piace uscire con gli amici dei vostri partners ?
Siamo andati a vedere Magnifica Presenza.


Ed è stato molto carino. 
Ok, all'inizio non l'ho capito bene. 
Usciti dal cinema ho pensato di aver visto una commedia ben recitata con dei picchi drammatico riflessivi. 
Ma sembrava incompiuto (il termine non è mio, ma rispecchiava a pieno il mio pensiero). 
Sembrava mancasse una morale, un insegnamento.
Io non ho le conoscenze tecniche ed esperienziali per poter discutere di un film appena uscito dal cinema, ma in genere metabolizzandolo riesco a capirlo. 
E così è stato, solo che ci ho messo più tempo. Tipo una notte intera.
Stamattina sono arrivato al punto di pensare che si tratti di un film "aperto". 
Aperto ad avere più interpretazioni, tutte giuste. 
La classica commedia in cui devi andare oltre, ma da solo, con le tue gambe.
Il film prende uno spaccato della vita di Pietro, un giovane omosessuale che va a Roma a cercare lavoro come attore, ed intanto fa cornetti.
Non è una macchietta, è gay, si vede che è gay, ma questa è solo una cornice. 
Una parte della sua vita, che finito il film probabilmente continuerà, così come era già presente prima dell'inizio del film.
La solitudine di Pietro lo spinge ad innamorarsi delle storie degli altri, o di storie non realmente accadute. 
Ed il fatto che solo lui può vedere gli inquilini della casa in cui va a stare, lo spinge ulteriormente a volerli aiutare. E' una patata, buono come lo si vede.
E' l'attore in quel momento, e soprattutto non è più solo.
Forse Pietro ha un po' paura di vivere la sua vita, e tenta di risolvere le vite degli altri. 
Questo è forse il primo messaggio che ho colto. Vivere la vita, per se stessi, ma anche per gli altri. Vivere per chi non ha potuto vivere, per chi è rimasto bloccato in un tempo che non è più il suo.
Non farsi bloccare, anche per chi è stato bloccato da circostanze che non avrebbe voluto vivere.
Gli altri però sono importantissimi per Pietro, tanto che finisce per seguire tutto ciò che loro gli dicono. 
Ma poi sconvolge tutto e fa di testa sua.
E' importante seguire le proprie sensazioni? E se non sappiamo dove queste ci possano portare?
Forse dovremmo circondarci di gente che è in grado di capirci. Di chi conosce la nostra solitudine. Di chi guarda con gli occhi delle sensazioni, perchè la realtà non è quello che si vuole. 
Magari non ce la siamo scelti noi, è capitata.
Il caso.
A volte è ostile, a volte ci si piazza davanti qualcuno che ci fa perdere quota. 
Ma si deve andare avanti. 
Cambiare.
Non è sempre un male. Chi può dirci che quello che c'è fuori è peggio di quello che c'è in queste quattro mura? Dobbiamo scoprirlo da noi.
Ozpetek ci mostra l'eternità dell'arte, della musica, del teatro. Ma non crea un ritratto. Non ci fornisce i minimi dettagli. Ci fa un abbozzo, forse per lasciarci entrare meglio in questo spaccato di vita.
Roma è eterna, seppur senza le classiche inquadrature dei suoi monumenti, senza il romanaccio di turno o la sora borgatara.
Guardiamo oltre, forse c'è qualcosa che ci aspetta, anche se non ce ne siamo ancora accorti.


Voto. 8

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