Ultimo giorno di marzo e quindi il momento di un ricapitolone, questa volta sulle serie tv e sui film che ho visto nel corso del mese, fra ciò che mi è piaciuto e quel che ho mal sopportato.
Ho iniziato proprio marzo lamentandomi della quarta stagione di Bridgerton, e a volte mi sento un po' solo in queste rimostranze, ma vado comunque avanti.
A voi non è sembrata la stagione più banale, prevedibile, a tratti noiosa e con personaggi poco costruiti di tutta la serie tv Netflix? Il focus su Sophie e Benedict, visto attraverso una pigra reinterpretazione della fiaba di Cenerentola, non offre nulla di nuovo o di così emozionante. E se i due protagonisti dimostrano spesso incongruenze caratteriali, il resto dei personaggi si ritrova a doversi ritagliare piccoli spazi in una storia che non permette loro molte manovre. Poi Bridgerton resta sempre una serie romantica piena di pizzi e merletti che piace proprio per questa sua leggerezza, ma siamo arrivati alla quinta stagione e secondo me è tempo di fare passi avanti e non indietro.
Visto che tanto mi sono inimicato i fandom di Bridgerton, passo a farmi odiare anche dagli affezionatissimi di Heated Rivalry, perché per me la prima stagione è stata un flop.
È giusto dire che ho visto serie tv molto peggiori, interpretate male e che non portavano da nessuna parte, ma la fama di Heated Rivalry è così alta da avermi fatto pensare ad una vicenda molto più complessa e d'impatto. Invece mi sono ritrovato nella classica esposizione di corpi fra cui emergono qui e lì piccoli sprazzi di emotività.
Tutte le grandi dinamiche, discussioni, teorie, turbamenti di cui ho visto qui e lì online, non li ho trovato.
Anche qui, se la si guarda nell'ottica di un mero intrattenimento senza aspettative, Heated Rivalry finisce nel calderone di tante cose simili già viste, ma se ci si aspetta invece molto altro, questa prima stagione non ripaga.
Ci sarebbero anche altre serie tv che potrei impilare nel fascicolo dei titoli "evitabili", come Vanished con Kaley Cuoco su MGM+ e Mrs Playmen su Netflix con Carolina Crescentini, ma secondo me c'è di peggio. Entrambe non brillano per originalità, livello di intrattenimento, né sono esenti da imperfezioni, ma se prese senza alcuna particolare pretesa, sono delle compagnie passeggere per serate poco impegnate.
Anche la nuova Scarpetta, su Prime Video con Nicole Kidman, si trova in questa sorta di limbo: le aspettative sono state ripagate da vicende interessanti da seguire, un ottimo cast ed una messa in scena valida, ma la voglia di strafare con i drammi personali dei protagonisti e i salti temporali, appesantisce ritmo e visione.
Nei top delle serie tv del mese di marzo ci metto sicuramente la seconda stagione di A Thousand Blows.
La serie tv creata da Steven Knight, pur non essendo diventata un titolo di punta, secondo me prosegue bene e in modo coerente la sua strada. Il livello interpretativo, della messa in scena e del racconto restano alti ed ho seguito anche questa seconda stagione con piacere. Resta da scoprire ancora se ci sarà un rinnovo per A Thousand Blows, quindi tocca aspettare.
Passando ai film, che non sono moltissimi, non ho un vero e proprio flop da segnalare. Forse il titolo peggiore che ho visto è Ella McCay - Perfettamente imperfetta.
Un po' come per Scarpetta, qui si parte da una vicenda, quella della giovane vicegovernatrice Ella McCay, che può essere interessante da seguire e approfondire. Poi però hanno pensato bene di inserire dei drammi personali che prendono il sopravvento e che non sempre riescono a mantenere alto quell'interesse che dicevo. A leggere le recensioni online sembra il peggior film di sempre, ma secondo me può andar bene come compagnia che non richiede troppa attenzione.
Va meglio per Rental Family - Nelle vite degli altri, che segna il ritorno di Brendan Fraser al cinema.
Qui abbiamo una trama particolare che ci porta nella cultura giapponese contemporanea e non solo, quindi anche solo per questo merita una chance. In più Rental Family sa entrare in storie anche complesse in punta di piedi, in modo dolce e delicato, senza cercare il drammone ad ogni costo. Purtroppo manca un po' di coesione generale e il minutaggio non corrisponde ad un approfondimento di tutte le situazioni che mette in piazza. Così si affossa un po' l'impatto emotivo, ma comunque l'ho promosso.
Ho sollevato anche diversi dubbi parlando di Hamnet - Nel nome del figlio, il nuovo film di Chloé Zhao candidato agli Oscar di quest'anno, ma non posso non metterlo fra i top di Marzo.
Già solo l'interpretazione di Jessie Buckley merita la visione, ma a supportarla c'è un intero cast valido, una ricostruzione storica curata ed una regia che fa parlare la natura quasi come se seguisse le emozioni dei protagonisti. Per me il suo punto debole è l'impatto emotivo: Hamnet, in una cinica sintesi, gira attorno all'elaborazione del lutto da parte di due persone che hanno approcci diversi, in una storia che parte dal passato ma diventa senza tempo. Oltre a non essere un tema, purtroppo, inesplorato, l'impostazione volutamente teatrale non aiuta a creare quel pathos più sottile e coinvolgente. Per il resto è però un film che merita anche solo una visione.
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