mercoledì 30 agosto 2017

|#backtoseries chapter 17|
Il finalone di Game of Thrones, ritorni e "nuovi" inizi

Pare ieri quando ho pubblicato l'ultima classifica delle serie tv ma qui si corre, non ci si ferma mai e poi stanno via via tornando le nuove stagioni dei vari telefilm che seguo, quindi è arrivato il momento di tirare un po' le fila del discorso. 
Volevo intanto dirvi che confermo le mie tre stelle a The Last Tycoon, di cui vi avevo parlato la volta scorsa. 




Genere: drammatico
Stagione: 1 stagione / 9 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita: 28 luglio 2017
Canale: Amazon Prime Video

Volevo terminare la visione per capire se i miei pensieri fossero fondati e sì, alla fine ho avuto la riconferma che sono andati avanti col freno a mano tirato per cercare di portare avanti un'altra stagione. Non l'ho trovata una brutta serie, ma avevo aspettative molto alte.
Purtroppo non ci sarà una seconda stagione. 

In tema di novità è tornato e non me ne ero nemmeno accorto, Suits, il legal drama che in Italia è ancora fermo alla sesta stagione, ma in America è proseguito e siamo alla settima stagione inoltrata. 



Genere: legal drama
Stagione: 7 stagione / 45 minuti ad episodio
Uscita: 12 luglio 2017
Canale: USA Network / Premium Stories

Avevo totalmente rimosso il fatto che ci dovesse essere una nuova serie di episodi, anche perché mi sembrava che la precedente fosse finita da poco. Effettivamente son passati 5 mesi, che per le tempistiche di certe serie sono niente.
Quando segui una serie per tanto tempo in genere ci sono due ragioni: o è particolarmente epica e interessante, o ti sei affezionato ai personaggio. Per me con Suits vale l'ultima opzione. Purtroppo questa settima stagione si sta rivelando debole esattamente come la sesta. Anzi ne sembra il perfetto proseguo. 
Ok, sarà anche presto per lamentarsi, sono andate in onda solo 7 episodi, ma l'andazzo è davvero poco incoraggiante. Sembra un continuo ripresentare le stesse situazioni, gli stessi ingranaggi. Mike che nasconde un segreto, Loius che fa il matto, Rachel sempre perfettina, Harvey che cerca di risolvere tutti i casini. 
E non solo la ripetitività, ma anche i buchi narrativi, le stramberie non sono mancate. Un esempio che non vi spoilera troppo: Mike, dopo essere stato in carcere, torna a fare l'avvocato e secondo lui il suo recentissimo passato non ha alcuna influenza in aula di tribunale. Ma svegliati bambacione!
E la nuova fiamma di Harvey? Non vi dico il nome, vi lascio con la sorpresa, ma vi posso dire che è così noiosa che mi ha reso ancora più certo della mia omosessualità. 
Insomma, i protagonisti di Suits hanno tutta la mia simpatia, le puntate mi tengono compagnia senza annoiarmi, ma questa serie ha bisogno di una spinta davvero forte.
È ancora presto anche per esprimere un giudizio sulla nuova stagione di Victoria, che, nonostante l'odiosa sigla e il fatto che la precedente stagione non mi aveva del tutto convinto, ho deciso di continuare a vedere.


Genere: period drama / biografico / storico 
Stagione: 2 stagione / 16 episodi/ 45-69 minuti ad episodio
Uscita: 27 Agosto 2017
Canale: ITV/ LaEffe

Il fatto è che mancava secondo me una vera tensione, e con tensione intendo il tendere verso una evoluzione realmente drammatica o strettamente biografica. Una carenza di definizione, ma amando le serie in costume e trovandola piacevole da seguire, sono arrivato alla fine. La prima puntata è stata carina, scorrevole e con una piccola sorpresa per gli amanti di Trono di Spade. 
La seguirò volentieri ma è prestissimo per un giudizio, così come è presto per sbilanciarmi per quanto riguarda Preacher.


Genere: drammatico / sopranaturale 
Stagione: 1 stagione / 10 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita: 22 maggio 2016
Canale: Amazon Prime Video

Mi è stata consigliata su Twitter dopo che vi avevo detto che ho seguito American Gods ed in effetti ci sono diversi punti in comune. Entrambe hanno un feel fumettesco, e nel caso di Preacher è giustificato visto che è tratto da un fumetto. Come American Gods le prime puntate sono abbastanza splatter, ed è una cosa che non capisco perché se è un modo di attirare pubblico, su di me ha l'effetto contrario. Per fortuna si trattava solo dei primi episodi e per quanto la serie sia costellata di personaggi surreali, mi sta comunque convincendo di più di American Gods. La storia mi sembra più strutturata, con un intreccio che via via viene fuori, con dei personaggi sempre più approfonditi nel corso delle puntate.
Non so ancora dove vogliano andare a parare, sono appena oltre metà della prima stagione, ma conto di proseguire molto presto.
L'unico giudizio definitivo che posso darvi è su Trono di spade e se non avete ancora visto la puntata finale, state attenti agli spoiler!


Titolo originale: Game of Thrones 
Genere: fantastico, drammatico
Stagione: 7 stagione / 7 episodi / 50 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 24 luglio 2017
Canale: HBO/ Sky Atlantic / Rai 4

Si è conclusa la settima stagione e si sono aperte le gabbie dell'arena che ha visto contrapposti gli strenui sostenitori della serie contro i più disillusi e disincantati che l'hanno massacrata. Ho letto e visto ogni tipo di commento, da quelli che esaminano ogni singolo fotogramma nemmeno fossero uova al Fipronil a quelli che si limitano ad un mi piace/non mi piace.
Premesso che non prenderei così seriamente un telefilm in cui ci sono dei draghi e gente platinata senza un minimo di ricrescita, secondo me la verità sta nel mezzo.
È vero questa settima stagione di GOT ha avuto un po' di stramberie, lacune, robe che suonano strane anche a me che non mi ricordo nemmeno tutti i nomi di tutti i personaggi, figuratevi i collegamenti della storia.
Però quello che è successo mi sembra fisiologico per una serie che ormai va in onda da sette anni, e che deve iniziare ad avvolgere il nastro per dirigersi verso una fine e deve mettere un punto a determinate situazioni. Una serie che inevitabilmente costa tanto e che è giunta ad un grado di successo per cui facilmente può deludere. 


Secondo me tutto quello che c'è stato prima ha reso difficile far quadrare totalmente la narrazione. Dare ad esempio spazio a tutti i personaggi, anche quelli che fino a poco prima avevano un ruolo un po' più in primo piano, comporta ulteriori intrecci, un allungarsi dei tempi, dei dialoghi, della storia. Allo stesso tempo farne morire alcuni, cosa che a molti non è andata giù soprattutto rispetto alla carneficina delle prime stagioni, avrebbe comportato altri sviluppi narrativi, almeno in parte perché non tutte le morti possono essere fini a se stesse.
E poi attualmente abbiamo ruoli principali, che se li facciamo schiattare, resta solo Jon Snow che non sa nemmeno allacciarsi le scarpe.
Game of Thrones ci ha abituati fin troppo bene, e non dico sia giusto, ma il fatto che abbia abbassato di qualche tacca il suo livello di qualità, secondo me non indica sia diventato automaticamente uno schifio. 
Vi dico una cosa: molti dicono che questa settima stagione sia stata un continuo "fan service" ovvero espedienti fatti apposta nel tentativo di compiacere i fan più accaniti. Ma se ci pensate bene il vero fan service è successo prima di questa ultima season, perché se è vero che le prime stagioni seguivano i libri di Martin, è vero anche che il pubblico voleva quel tipo di narrazione fatta da tantissimi personaggi, di cui molti approfonditi, da morti violente e inaspettate, da un intreccio contorto e millimetrico. E il pubblico voleva sempre di più, ma mi chiedo, come avrebbero potuto andare avanti in eterno con questo ritmo, con questo stile? Si son fregati un po' da soli nel tentativo di fare più stagioni e quando quelle componenti che hanno fidelizzato i fan sono mancate o accantonate, molti sono insorti. Sinceramente non credevo potessero continuare ancora per molto.
Sì ok, anche io l'ho capito che il piano di Jon Snow era poco intelligente, che gli Stark sembrano non starci più con la testa, che Bran ad esempio, che potrebbe rivelarsi utile in realtà ha la stessa credibilità del mago Otelma. Ho capito pure che Cercei sembra quella con un po' di sale in zucca e ho notato che le tempistiche sono tutte sbagliate e che questi morti non-morti non si capisce se sappiano nuotare, forgiare catene e cantare "tanti auguri" restando intonati. 

Quest'anno sono tornati di moda i pellicciotti.

Leggendo i commenti in giro pare che tutti abbiano delle strategie che farebbero impallidire Niccolò Machiavelli, ma mi chiedo, che sarebbe successo se ad esempio Dito Corto fosse riuscito a scappare, se Cercei fosse riuscita ad uccidere Daenerys e tutti i draghi alla prima occasione utile, o se Arya avesse ucciso Cercei o se i non morti si fossero messi a correre come forsennati ché tanto a loro non vengono i crampi?
Ripeto, non intendo giustificare il calo di qualità o l'incoerenza, intendo dire che la serie deve finire prima o poi in qualche modo e comunque seguire una serie tv con più distacco può far bene per la sanità mentale di tutti.
Per quanto mi riguarda è stata comunque una stagione avvincente, mi ha intrattenuto, mi ha lasciato col fiato sospeso. Magari non sono rimasto estremamente sorpreso, se non per alcune scene in particolare, ma in ogni caso resta una serie che guarderò ancora con piacere e curiosità. 


A presto!








lunedì 28 agosto 2017

#Saldi2017 - Di troppi acquisti fatti su e-commerce ecobio e non (Wycon, CandlesDirect, Biosphera....)



L'estate sta finendo e con essa anche le cose più belle, ma non parlo dei drink sulla spiaggia, mi riferisco ai saldi estivi, ovvero quel periodo in cui un po' tutti facciamo girare l'economia sperando di fare l'affare del secolo. 
Quest'anno per quanto mi riguarda gli sconti in negozio sono stati poco soddisfacenti, ma devo ammettere di non avere grandi necessità o bisogni, specie per quanto riguarda l'abbigliamento. 
Avevo puntato ad un jeans lungo, di OVS, semplicissimo, molto chiaro. Se come me non avete grandi pretese ma cercate un jeans che non abbia strappi, buchi, toppe e cuciture strambe, saprete la difficoltà di trovarne uno. Questo di OVS mi piaceva, ma come sempre non c'era la mia taglia e quindi mi son dovuto mettere l'animo in pace, ma vista la calura di questa estate probabilmente l'avrei messo 2 volte, quindi la perdita non è stata grave.
Ma tutta questa intro non vi interessa, quello che vi interessa è che parlare dei saldi è l'occasione per raccontarvi le mie esperienze di acquisto, ovvero come mi sono trovato a fare acquisti online, se ho avuto problemi, se ho scoperto dei siti validi ed eventualmente indirizzarvi. Non è un vero e proprio haul perché potremmo far notte.
Uno dei primi siti da cui ho fatto acquisti è l'inglese CandlesDirect.com, che sin da metà Giugno ha messo diversa merce in saldo, fino al 50% di sconto. 

Ho già fatto un post specifico su questo sito e per me resta davvero un punto di riferimento per l'acquisto di candele profumate. In parte perché risparmio qualcosa, in parte perché ha diversi marchi quindi posso provare altro oltre le solite Yankee Candle.
Non ho avuto i problemi nel pagamento Paypal che ho avuto l'ultima volta, e in più all'interno del pacchetto ho trovato un codice sconto per un prossimo acquisto.
Da me in Sicilia i pacchi dall'Inghilterra impiegano circa una decina di giorni lavorativi per arrivare e anche CandlesDirect si è confermato puntuale in questo senso: ho fatto il mio ordine il 22 Giugno e l'ho ricevuto il 5 Luglio.


Sarei curioso di vedere come si comportano quando si ordinano giare in vetro, magari grandi; i pacchetti fino ad ora mi sono arrivati integri, e ben imballati con della pluriball, però quando si tratta di vetro e materiali fragili purtroppo il rischio nella spedizione c'è sempre, ma magari sono molto bravi ad imballare.
Continuerò certamente ad ordinare da questo sito.
Non mi era nuovo neppure, e non lo sarà immagino anche poi voi, il sito wyconcosmetics.com,  che ovviamente fa capo alla catena di negozi principalmente di make-up distribuiti su tutto il territorio italiano. 



Starete pensando che ho davvero il culo pesante visto che di negozi Wycon è pieno in ogni dove, ma oltre al fatto che il negozio dalle mie parti è in un punto in cui per trovare parcheggio devi pregare tanto e intensamente, il sito offriva le spese di spedizioni gratis senza minimo di spesa (in realtà ogni week end le spese di spedizione sono gratis) e sconti fino al 70%. Gli sconti sono ancora attivi ma sembra ci sia rimasto ben poco. 
La mia esperienza con l'ecommerce Wycon è positiva, questo per l'esattezza era il mio terzo ordine  e non ho mai avuto problemi di sorta. 
Il sito scorre bene e ci sono tre metodi di pagamento, con carta di credito, Paypal o bonifico.


Manca purtroppo il pagamento in contrassegno, cosa ormai effettivamente rara. Il corriere è GLS, quindi abbiamo una spedizione tracciabile. Altra cosa per me positivissima è che i pacchi per la Sicilia vengono spediti da Caserta, quindi ho fatto l'ordine giorno 3 Luglio e giorno 4 era già a casa mia.
Ora capite perché non vado in negozio?
Comunque i pacchetti di Wycon sono imballati più che discretamente. Il mio ordine era contenuto in una scatola, all'interno di una busta sigillata di GLS appunto.



Tutto ben chiuso ma non mi piace il fatto che la fattura con tutti i dati personali e degli acquisti, sia esposta all'esterno. Non solo per una questione di privacy, ma anche per una scema questione di sorpresa qualora volessi fare un regalo.
A parte questo siete già a conoscenza di cosa ho acquistato da Wycon, ve ne avevo parlato qui, e per quanto mi riguarda farò altri ordini da loro.

Dopo questi acquisti, son passato ad un paio di siti con cui volevo fare conoscenza. 
Del tutto nuovo mi era infatti il sito di cosmesi Biosphera.io, che già dal nome vi fa intendere che si tratta di un sito che vende prodotti eco biologici.

Il sito purtroppo ha chiuso e non è più disponibile. 


Ad attirarmi come una volpe in un pollaio (???) è stato il codice sconto del 30% che il sito ha offerto per tre giorni dal 7 Luglio. Mi son ritrovato su di un sito molto carino, scorrevole, con una bella grafica, di semplicissima navigazione. Apprezzo sempre quando i siti hanno tutti i marchi raccolti in un'unica finestra così da poter fare una panoramica su tutto quello che il negozio vende. In più Biosphera offre un programma fedeltà con raccolta punti che comporta sconti e omaggi. 
Altra cosa ottima è che il sito offre una fraccata di metodi di pagamento, da Paypal, alla Postepay, fino al contrassegno, oppure andate in sede, ad Arcore (MB) e ritirate a mano. 
I costi di spedizione sono:
tutta Italia (Isole comprese):
– per ordini inferiori a € 34,99: € 5,00
– per ordini superiori a € 35: gratis

Ho deciso di fare un mini ordine, giusto tre cose totalmente superflue, ma Biosphera ha davvero diversi marchi, più di quaranta, di cosmesi bio interessanti. Quindi ho ordinato giorno 8 luglio, ed è giunto da me in Sicilia giorno 14 Luglio. Secondo me non male considerando che il sito sarà stato assalito, e inoltre il pacchetto doveva arrivare su di un isola a sud Italia. Ogni passaggio mi è stato notificato tramite mail. Sul sito è indicato che spediscono tramite corriere UPS, GLS o KI Point, ma il mio pacchetto è arrivato tramite corriere So.Ge.Tras.Spa, non so perché. Ma è arrivato sano, salvo e ben imballato (cosa fondamentale perché c'era una confezione di vetro). Ma, cosa non da poco, c'erano tanti campioncini e un codice sconto da usare su un prossimo acquisto sul sito. 


Insomma anche Biosphera.io mi ha colpito, mi pare un ecommerce di cosmesi che vuole fidelizzare il cliente e farlo sentire coccolato. Una  piccola nota a margine: la fattura dentro il pacchetto era piccola, molto meno di un foglio A4. Sembra una sciocchezza, ma dove finiscono tutte queste fatture cartacee? Ecco. 

Sempre in tema di grandi sconti, nuove conoscenze e cosmesi eco bio, un altro ecommerce che ha lanciato uno sconto dedicato all'estate del 35% su tutta la merce è Biocosmeticashop di Terre di Maestrale
Ho scoperto questo sito grazie a Francesca del blog Fatina Riccia, e posso dirmi tutto sommato soddisfatto.



Anche qui tanti aspetti positivi a primo impatto: buona navigazione del sito, divisione in categorie precisa e user friendly, oltre che una grafica piacevole. Ho avuto qualche problema a collegarmi al sito durante appunto i primi giorni della promozione, probabilmente per sovraccarico ai server
L'e-commerce ha un bel range di marchi fra cui scegliere, e anche questo mi aveva attirato. 
Per quanto riguarda le spese di spedizioni su Terre di Maestrale, quando ho fatto l'ordine partivano da 2.50€, sempre per una promozione in corso. I costi delle spedizioni sono variabili in base al peso e in base al luogo, partendo dai 6.22 € per 0/3kg di merce, fino ai 8.54€ per 10/20kg. Per Sicilia, Calabria e Sardegna ci sono altri costi, e per un prospetto più completo li trovate qui

Dai 55 euro di merce le spese di spedizione sono gratuite, quindi sì in questo senso il costo è un po' alto. 

Stessa difficoltà nel trovare informazioni per quanto riguarda i metodi di pagamento: io ho pagato tramite Paypal, immagino che si possa pagare anche con carta di credito. C'è la possibilità del pagamento in contrassegno con un sovrapprezzo di 4.90€. Comunque la spedizione è tramite corriere SDA, quindi tracciabile, o è possibile ritirare in sede nella provincia di Mantova.  
Ho effettuato il mio ordine giorno 9 Agosto, e giorno 16 è giunto nelle mie mani. Tempi un po' più lunghi, ma, ripeto, a me sembrano ovvi quando si acquista durante i saldi. Anche con Terre di Maestrale ho ricevuto le varie mail nel corso della preparazione e della spedizione del mio ordine.
Il pacchetto era incartato in modo molto carino, in una scatolina con della carta velina dentro e delle palline di mais ad attutire i colpi. Ho trovato solo un campione ma il mio era un ordine era effettivamente piccolo. 


Terre di Maestrale mi è parso un sito valido, la promozione era ghiotta e mi ci sono lanciato, ma in onestà le spese di spedizione così alte non mi invogliano ad un altro ordine, specie se non ci sono offerte in corso. 
Questi sono stati gli e-commerce da cui ho ordinato durante questi saldi estivi. Ma visto che ci sono vi segnalo che ho aggiunto una piccola nota alla mia esperienza d'acquisto sul sito H&M, che trovate qui
E direi che per quanto riguarda il mio sperperare denaro sia abbastanza. Spero di avervi fatto conoscere qualche nuovo e-commerce, e fatemi sapere come sono andati i vostri saldi questa estate!


A presto.





venerdì 25 agosto 2017

{Recensioni Film 🎥🎬}
Wonder Woman - King Arthur: Il potere della spada - Rosso Istanbul

In questo periodo come è ovvio che sia, c'è un po' di pecunia cinematografica e mi è toccato accontentarmi di quei titoli che magari sì, mi attirano, son curioso, penso possano essere interessanti e di compagnia anche se so già possono essere dei film che non sono del tutto il mio genere.
Così è stato per Wonder Woman (2017).


Genere: fantastico, azione
Durata: 141 minuti
Regia: Patty Jenkins
Uscita in Italia: 1 Giugno 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Avrei voluto tanto che mi piacesse ma secondo me, se le premesse sono buone con una bellissima, brava e giusta nella parte Gal Gadot / Diana Prince / Wonder Woman nei panni dell'eroina femminile più amata di sempre, lo svolgimento è deludente. Non deludente dal punto visivo perché gli effetti si fanno valere, ma dal punto di vista narrativo ed emotivo non mi sono sentito coinvolto. 
L'ho guardato e mi sono annoiato, nonostante la bella prima parte che richiama la mitologia greca e la più movimentata seconda parte, con questo super combattimento apocalittico. Il fatto è che tutto quello che c'è in mezzo è scontato, è già visto, è stantio, è vecchio come l'invenzione della ruota. 
È vecchia l'ironia che non fa ridere, specie quella delle battute fra quel mozzarellone di Chris Pine / Steve Trevor e appunto la protagonista. È vecchio questo stile di combattimento super coreografico che magari lascia i bambini in sala a bocca aperta ma a me che sono vetusto pare renda tutto pomposo e, ripeto, già visto. 
Ho capito che puoi fare un culo tanto al nemico, ma fare tre giri in aria per tirare un calcio non ti stanca tre volte di più? Non l'ho mai capito.
Tra l'altro su queste scene ci marciano un po' troppo, restano troppo sullo schermo.
Ora, capisco che da un film tratto da un fumetto DC Comics ci si aspetta questo: ci si aspettano i combattimenti, il sentimentalismo, l'eroicità dei protagonisti, cazzotti e zucchero filato, e soprattutto per un primo capitolo di quella che pare sarà una saga, ma cercare di dare un po' di pepe, di non cadere nelle solite scenette penso che mi avrebbe reso la visione più scorrevole.
Ho anche capito l'intento di far emergere Diana, di aprire la strada a questa Wonder Woman che effettivamente viene raccontata a 360 gradi, nel suo essere donna ma anche super eroe, e che la sua figura sovrasta tutte le altre, ma fare un film per praticamente introdurre un personaggio non sarà un tantino troppo?
Aspetto gli altri capitoli per curiosità, ma intanto questo Wonder Woman lo consiglierei più agli amanti del genere.

Voto 6.5


Un po' lo stesso mood l'ho avuto con un altro film, anch'esso con un eroe quasi super ovvero King Arthur: Il potere della spada (2017).



Genere: fantastico, azione
Durata: 126 minuti
Regia: Guy Ritchie
Uscita in Italia: 10 Maggio 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Ho avuto un po' lo stesso impatto che con Wonder Woman: una bella visione, ma poi?
Parto col premettere che la chiave di lettura che Guy Ritchie ha dato al ciclo arturiano non mi è spiaciuto affatto. Con buona pace dei puristi che avranno imbracciato i forconi e gli saranno andati sotto casa. 
Della storia che tutti conosciamo da sempre non c'è molto, anzi direi che viene parecchio rivisitata, ma la cosa per me non dà un risultato malvagio. Quella che mi ha colpito di più è che la storia che ricorda e ci riporta all'epoca medievale, viene raccontata quasi fosse un film di azione moderno, con quel ritmo concitato, veloce, frizzante.
Ma come vi dicevo, mi son ritrovato con gli stessi minus che in Wonder Woman, ovvero dei personaggi che non mi hanno dato nulla e generali banalizzazioni.
Arthur per fare un esempio, è il classico ragazzotto sbruffoncello col capello ingellato, già convinto di sé prima che la estragga 'sta benedetta spada, e con cui difficilmente empatizzo e simpatizzo.
Certo il passato che lo ha segnato e che lo tormenta è un aspetto interessante ma non basta secondo me a creare un protagonista a pieno titolo che sia tridimensionale, che ci racconti qualcosa di più.
Mancano spunti, battute, contesti originali e tutto ciò si convoglia soprattutto nella situazione che più smoscia un finale, ovvero quando il cattivo, al momento dello scontro decisivo, se ne va al bar, in posta a pagare l'IMU, a prendere i figli a scuola, dalla manicure e a comprarsi un paio di scarpe nuove, e poi torna quando il buono si è preso un Supradin, ha fatto un po' di palestra, una doccia, e 8 ore di sonno. 
So che vi sto dicendo troppo, chi ha visto il film sa a cosa mi riferisco, ma non è una novità per certe pellicole. 
Non so come sia possibile, nonostante tutto ciò, King Arthur non mi ha annoiato, anzi ho trovato avesse un buon ritmo e che la spettacolarizzazione degli effetti speciali fosse ben riuscita. Ma da questo a dirvi che mi ha fatto battere il cuore, ce ne passa. Meno flop di quanto mi aspettasi, ma meno epico di quanto forse dovrebbe.

Voto 6.5


Sempre in tema di rivisitazioni, ma del tutto lontano da questo mondo di eroi, spade magiche e messe in piega che resistono a qualunque combattimento, ho recuperato anche Rosso Istanbul (2017).


Titolo originale: İstanbul Kırmızısı
Genere: drammatico
Durata: 115 minuti
Regia: Ferzan Özpetek
Uscita in Italia: 2 Marzo 2017
Paese di produzione: Turchia, Italia

Vi avevo accennato che ho letto il libro di Ozpetek più o meno nel periodo di uscita del film e tutto sommato mi era piaciuto. Se conoscete un minimo il regista, saprete che non è propriamente noto per storie rocambolesche, azione e colpi di scena, ma più per la sua abilità di raccontare una parentesi di vita, che, preferibilmente coinvolge un cambiamento personale ed emotivo. E non penso di farvi spoiler se vi dico che sono spesso storie con una trama aperta, che non hanno un vero e proprio finale.
Sia nel libro che nel film questo aspetto è riconfermato, nonostante abbiamo a che fare con due vicende che hanno pochi punti in comune, ma sono più che altro una la rilettura dell'altra. Nel libro, per dirla in sintesi, infatti ci sono due punti di vista di due personaggi diversi con due situazioni che quasi si sfiorano, ma non si toccano poi veramente. 
Nella pellicola invece il punto di vista è soltanto uno, forse per facilitarne la rappresentazione sullo schermo, forse per convogliare in una storia che non avesse troppe aperture. 
Fatto sta che a me nel film è mancato qualcosa.
Ora da un film che si intitola Rosso Istanbul ti aspetti di vederla questa città, ti aspetti che sia uno sfondo non dico in 4K ma almeno in HD. Invece nel film è soltanto una scenografia lontana e, metaforicamente, sgranata che a stento si vede. Ma spostandoci su un altro livello anche un altro aspetto secondo me non ha funzionato. 
Non posso dire di essermi annoiato, perché quando la storia ingrana diventa piacevole da seguire, si arriva alla fine senza sbadigli. Ma manca un po' una vibrazione che invece ho avvertito nel libro, una storia un po' più avvincente se così posso dirvi. Nella pellicola invece ci si perde un po'. Ci si perde nei dialoghi un po' troppo impostati, nei primi piani dei personaggi, nei silenzi. Ci si perde in questa sorta di mistero in stile La Signora in giallo, che però non porta a nulla.
Tutte cose che vanno un po' ad interrompere o comunque rallentare l'apertura emotiva del personaggio agli occhi di chi guarda il film. In questo caso io.
Per farla breve ho colto lo spunto che Ozpetek vuol lasciare in Rosso Istanbul. Ho apprezzato il film come visione gradevole per quelle sue due ore, al punto che potrei persino rivederlo; ma se mi chiedeste se mi ha investito emotivamente, se mi ha spinto a riflettere, se mi ha "toccato" e non solo accarezzato, la mia risposta sarebbe no.

Voto 6.5


Direi che ho finito. Lo so, poco entusiasmo a questo giro, ma ogni tanto va così. Vi lancio la palla, fatemi sapere se li avete visti, se li vedrete, se non ve ne può fregar di meno di nessuno di questi tre film. Per il resto, ci leggiamo presto!





mercoledì 23 agosto 2017

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Bisutang: tre maschere in tessuto che ho amato

Aspettate, prima di saltare a conclusioni affrettate o saltarmi alla giugulare, lasciatemi spiegare! Lo so, questa storia delle maschere in tessuto sta diventando una persecuzione, ma son passati due mesi da quando vi ho parlato di quelle Bioaqua, e queste maschere continuano ad essere per me un trattamento efficace, piacevole, divertente anche; inoltre ne ho prese davvero tante da Aliexpress per cui voglio smaltirle, ma non mi sta pesando affatto. 
Sì, se siete fan delle sheet mask e non vi formalizzate troppo sugli ingredienti, ma volete spendere poco, Aliexpress è il Valhalla delle maschere in tessuto, soprattutto per varietà e prezzo. 
Nell'ultimo periodo ho fatto fuori le maschere di Bisutang, un marchio cinese che però sembra abbastanza diffuso, tanto che se cercate appunto su Aliexpress questo brand, vi vien fuori tantissime opzioni di trattamenti.


Io me ne sono ritrovate a casa soltanto tre, ma credetemi se vi dico che me ne pento perché le ho trovate tutte e tre molto valide e piacevoli. 
Le similarità fra queste tre maschere sono sicuramente le fragranze che le caratterizzano, che in tutte e tre le varianti è un profumo fresco, molto piacevole con un non so che di floreale. Il tessuto è anch'esso simile, sottile e aderisce abbastanza bene al mio viso. In tutte e tre ho trovato il classico doppio foglio, in questo caso di plastica, che dovrebbe aiutare ad aprire la maschera, ma io faccio ancora più casino. Inoltre tutte e tre le maschere sono ben imbevute. Questa in realtà mi è parsa la caratteristica di tutte le maschere asiatiche che ho provato fino ad ora: i nostri amici con gli occhi a mandorla non lesinano quando si parla di imbibire le maschere in tessuto. 
Nel caso di queste tre maschere Bisutang è un siero fluido, non eccessivamente liquido, e trasparente.
Vi anticipo che purtroppo le confezioni sono scritte tutte in cinese, per cui non so quale sia l'esatta efficacia di ogni singola maschera, ma dal poco che sono riuscito a dedurre direi che lo scopo principale è l'idratazione
Nel mio caso invece è l'approssimazione, infatti scusatemi le foto, ma queste confezioni specchiate mandano in pappa tutti i dispositivi che ho e non viene uno scatto decente.


Fino ad ora ho decantato le lodi di queste maschere ma la prima di cui vi parlo è quella che mi è piaciuta meno. Ma non è colpa sua, è che le altre sono state troppo gradevoli. Questa mi è piaciuta leggermente meno perché su di me è stata "soltanto" idratante, lasciandomi la pelle liscia e distesa. 
In genere quando utilizzi queste maschere in tessuto, una volta che le vai a rimuovere, speri sempre sia accaduto un miracolo, e invece....

 barack obama costume mask GIF

Per questo vedere la pelle idratata ti sembra quasi che non abbia fatto la magia che speravi. In realtà è già molto, ha fatto il suo, ma mi aspetto sempre quel tocco speciale extra, soprattutto in luminosità e in turgore, che mi spinge poi a riacquistare la maschera. Ma dire che sia un prodotto non valido sarebbe una eresia. Mi ha lasciato anche una bella freschezza sulla pelle e non ho risvolti negativi da dirvi: la mia pelle ha assorbito bene il siero senza trovarmi con residui o la pelle appiccicosa.

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Con questa maschera Bisutang faccio un passo avanti rispetto alla sorella sopra citata. Sì, dovrebbe essere a base di bava di lumaca, ingrediente imperante nelle mie recensioni, ma in verità, dalle poche scritte in inglese dell'INCI non mi pare di vedere "snail secretion" o qualcosa di simile, ma non importa.


Vi dicevo, un passo avanti perché dopo aver rimosso la maschera, mi ha lasciato la pelle non solo idratata e liscia, ma anche morbida, con una maggiore luminosità e turgore. Proprio quel che ricerco. Non ho gridato al miracolo, ma solo perché ne ho provata un'altra che era ancora meglio.
In ogni caso questa variante è stata molto, molto gradevole. 
Anche in questo caso nulla da dichiarare di negativo, ma devo dire che la mia pelle difficilmente non assorbe bene il siero di queste maschere in genere, per questo le apprezzo molto.

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Ma veniamo alla regina di questa tripletta, alla maschera che mi ha rubato il cuore e sinceramente non ci credevo. L'ho presa giusto per fare lo scemo e dire "ho una maschera in tessuto al crisantemo", fermo restando che i crisantemi mi piacciono, e mi piaceva molto il viola della confezione. Si è però rivelata sorprendente perché questa maschera mi ha dato tutto quello che cerco da questi trattamenti. Non solo mi ha idratato bene la pelle, ma me l'ha lasciata dewy, luminosa, liscia, proprio una bella pelle, manco fosse mia. 
In aggiunta mi ha reso la pelle compatta, rimpolpata, con tutti i segni di espressione (per quanto siano pochi) appianati e distesi. Senza contare poi che è stata la più fresca di tutte e tre. Non so cosa ci abbiano messo dentro, ma se devo scegliere cosa ricomprare in questa immanità di maschere in tessuto, la mia scelta ricadrebbe su questa Black Chrysanthemum.

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Come sempre nelle recensioni in dettaglio cerco di sottolineare ogni differenza che riscontro ma in un'ottica generale devo ammettere che queste maschere in tessuto Bisutang sono state per me - contro le mie aspettative, lo ammetto - molto efficaci e piacevoli. In un futuro che immagino lontano voglio ripescare ancora da questo marchio perché mi sembra facciano sul serio.

Che ne dite se facciamo diventare il mercoledì il giorno della maschere per veri feticisti del genere? Presto volevo parlarvi anche di maschere in crema e trattenenti di vario tipo.
Insomma, come sempre ci leggiamo presto!




lunedì 21 agosto 2017

|Beauty Cues Special|
La (MIGLIOR) Crema Solare del 2017 | La Roche-Posay

Quest'anno sono un po' in ritardo per quanto riguarda la questione protezione solare, ma in verità sono in ritardo con un po' tutti i post. D'altronde il problema di quale crema solare scegliere, si pone ogni anno puntuale come il Bianconiglio, e poi non tutti vanno in vacanza a Giugno, oltre al fatto che da me, fino a Settembre inoltrato, il sole è ancora molto forte.
Chi mi segue da tempo saprà che di solari ne ho provati diversi.
Ho provato i solari di Fitocose e Viviverde Coop, entrambi con un INCI di tutto rispetto, ma che per i miei gusti erano entrambi un pelo troppo unti e pesanti, soprattutto il primo.
Poi ho provato alcuni campioni di Alkemilla, che mi aveva quasi convinto ad un acquisto nella versione SPF 30, e Bioearth, che non mi era piaciuta affatto. Anche con questi altri due marchi non è stato in generale amore tanto da comprarlo.
Poi son passato ad un marchio che di bio, o comunque di "buon INCI" non ha nulla, ovvero Cien. Di Cien avevo utilizzato ben tre solari, tutti e tre in spray sebbene con packaging diversi. Ad avermi convinto maggiormente era stata anche in questo caso la versione con SPF 30, ma io cerco sempre di meglio.
Tutto questo lungo riepilogo per farvi capire quanto sia difficile trovare un solare che sia valido sotto tanti aspetti.
Il mio problema è stato infatti trovare una crema o uno spray che fosse quanto più impalpabile possibile, soprattutto sul viso. 
Leggo sempre che molti puntano l'attenzione al fatto che la crema solare possa fare scia bianca, che non è che sia un sogno quello di trasformarsi in una parete intonacata di fresco, ma la cosa che non posso tollerare è il fatto che molte creme solari siano pesanti sulla pelle, specie sul viso, che siano untuose, appiccicose e grasse.
Pur avendo la pelle normale, a tratti secca, molti dei solari che ho provato erano troppo untuosi, mi davano un aspetto lucido, o peggio si avvertivano molto sulla pelle. E se al mare si può chiudere un occhio su questo aspetto, fra bagni, vento, docce e praticamente una generale immobilità, in città risultare della polpette grasse e appiccicose non è una bella cosa.
Molti non avvertono questa sensazione di pesantezza perché applicano poca crema solare, e lo ammettono candidamente. "Ne basta poca", dicono.
Ma ne basta poca cosa?! Chi l'ha detto?! Dov'è scritto? Dove lo avete letto? E, soprattutto perché lo fate?
Non mi stancherò mai di dirlo: il numerino che troviamo sui prodotti solari, che indica appunto il fattore di protezione, non è tirato a caso come nella tombola, ma viene scelto in base a studi di laboratorio. Studi che non è che vengono fatti a caso, ma attraverso campioni controllabili. Per cui per decidere che la crema abbia un SPF50 ad esempio, applicano 2 mg di prodotto su 1 cm² di cute. Ora, noi non è che possiamo stare lì a misurare la crema, ma indicativamente non è "poca". Si parla di 12 cucchiaini colmi per coprire efficacemente tutto il corpo. Due di questi cucchiaini vanno sul viso, altrimenti il fattore di protezione si abbassa fino ad annullarsi. Questo è quanto consigliato dai dermatologi e per quanto probabilmente nessuno metterà mai due cucchiaini di crema sul viso, sicuramente "ne basta poca" non è la soluzione. 
Applicare poca crema che cosa comporta? Che non vi scottate magari (anche se non è detto), ma tutti i danni estetici e dermatologici si fanno sentire, specie sul lungo termine.
Vi dicevo quindi che la mia ricerca di un solare che anche applicato in modo abbondante non ungesse si è fermata quando ho trovato l'Anthelios XL SPF 50+ Gel-crema tocco secco senza profumo Anti-lucidità di La Roche Posay.

Anthelios XL SPF 50+ Gel-crema tocco secco senza profumo Anti-lucidità di La Roche Posey
Protezione ottimale UVB SPF 50+ e protezione UVA più rigorosa della raccomandazione Europea (sui prodotti solari) grazie al sistema filtrante fotostabile con Mexoplex.
Texture tocco secco per una doppia azione anti-lucidità: assorbimento immediato, effetto opacizzante.
Senza tracce bianche. Senza effetto grasso. Molto resisente all'acqua. Senza parabeni. Non comedogeno. Nickel controlled: formulato anche per persone intolleranti al Nickel.
Ronzavo intorno a questa crema da diverso tempo, complice soprattutto la dicitura "tocco secco anti lucidità". Ma se l'anno scorso ho rimandato l'acquisto, quest'anno non ho resistito. A darmi la spinta è stato l'endorsement di Sara di Recensioni Cosmetiche che ne parlava benissimo, e io di Sara mi fido.
Anche se mi fermo a pensarci, non riesco a trovare un solo difetto a questa crema solare, anzi potrei dire che è il miglior prodotto che abbia mai provato in questo ambito.
È una crema contenuta in un tubetto di plastica con un comodissimo dosatore airless, e nonostante la mia versione di questa crema La Roche Posay sia senza profumo, si avverte ovviamente l'odore delle componenti, che poi è il tipico sentore delle creme solari, nulla di fastidioso. 
E nonostante sulla confezione leggiamo "gel-crema", io direi che è più una crema, ma qui c'è secondo me la prima sorpresa. Infatti io mi aspettavo una roba pastosa e spessa, ma in realtà ha la texture di una crema idratante ricca, non qualcosa di eccessivamente denso. Anche sulla pelle mentre lo applico non mi dà l'idea di stendere un solare, ma più un fluido nutriente.
Inoltre al tatto mi sembra setosa, scorre e si applica molto bene.
L'applicazione di questa crema La Roche Posay si ricollega all'aspetto che sta a cuore a molti: fa scia bianca?

Anthelios XL SPF 50+ Gel-crema tocco secco senza profumo Anti-lucidità di La Roche Posey

No, io non ho notato alcuna scia bianca; è certamente bianca mentre la si spalma, ma una volta fatta assorbire non lascia l'effetto fantasma. L'unica accortezza è di stenderla ovviamente con attenzione, perché nei punti in cui la crema tende ad accumularsi, una volta che si asciuga, lascia come un residuo bianco. Nel mio caso ad esempio è capitato all'attaccatura dei capelli o in zona delle narici, ma non è un problema della crema, ma solo della mia disattenzione, perché appunto stendendola con cura non ci sono inconvenienti, e anche eliminare queste piccole tracce è semplicissimo. 
Su di me questa crema solare si assorbe abbastanza in fretta e da qui ci sono tutta una serie di conseguenze del tutto positive. Una volta che si assorbe è come se si andasse a settare e ad asciugare sulla pelle. Per me ha dell'incredibile perché personalmente non la sento affatto sulla pelle. Non la risudo, non mi va a soffocare la pelle, e non mi risulta assolutamente grassa. A volte ho davvero il dubbio di averla applicata, tanto che me ne dimentico. 


Se la definizione "anti lucidità" vi fa paura, specie se non avete una pelle molto grassa, vi posso dire che non trovo sia un effetto mattificante che va ad inaridire la pelle, ma che anzi è confortevole. Io l'ho utilizzata con un siero al di sotto (in particolare quelli di The Ordinary), e direi che l'effetto di questa crema solare La Roche Posay all'apparenza si può definire satinato. 
A fine giornata mi sono trovato un po' lucido su fronte e naso, che sono le mie zone più miste, ma con le alte temperature mi sembra davvero il minimo che si possa ottenere da una protezione 50 +.
La performance più in generale mi è parsa ottima: è una crema che protegge bene dal sole la pelle, nel mio caso chiara, e non mi ha dato irritazioni, non mi ha creato impurità e mi sembra abbia una buona resistenza all'acqua e al sudore (ma questo non vuol dire che non vada riapplicata!). 
Insomma, per quanto mi riguarda La Roche Posay con questa Anthelios XL SPF 50+ Gel-crema tocco secco senza profumo Anti-lucidità ha davvero creato un ottimo solare, con una protezione alta ed efficace, adatto ad ogni occasione, ma direi soprattutto alla città. Non lo dite a nessuno, ma mi è capitato di utilizzarla anche sulle braccia e vale quanto ho detto finora: ottima.
L'unico neo forse è l'INCI che, per gli amanti di prodotti naturali, è quanto di più lontano possiate desiderare, ma la crema solare è un male necessario, che va applicata solo quando ci si espone al sole, e che comunque va rimossa molto bene.
La Piertificazione è d'obbligo.

INFO BOX
🔎 Farmacia, Parafarmacia, Saninforma.it
💸 19.19€/8.90€ in offerta
🏋50ml
⏳ 12 Mesi
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L'avete provata o avete trovato la vostra crema solare del cuore?
Fatemi sapere e ci leggiamo presto!





venerdì 18 agosto 2017

Attentamente anonimo.


Vi ricordate il mantello dell'invisibilità di Harry Potter?
Chi non ha mai desiderato che esistesse davvero una cosa simile?
Vuoi spiare quello che ti piace? Metti il mantello e ti apposti sotto casa.
Tua madre ti dice di portare fuori la spazzatura? Metti il mantello e sei subito un figlio degenere, oltre che fuori dal testamento di famiglia.
Ti suonano alla porta quelli di Equitalia? Metti il mantello e sei subito un evasore scappato all'estero.
Nascondersi ha i suoi risvolti positivi, e non vi sto dicendo di evadere, ma vi sto dicendo che ci sono cose da cui vogliamo scappare, ma anche altre che, allo stesso tempo ci attirano.
È una situazione strana, perché agire di nascosto tendenzialmente fa pensare che tu stia commettendo una sorta di reato appunto, qualcosa di cui devi vergognarti eppure a volte ci nascondiamo anche se non stiamo facendo niente di male.
Una volta c'erano gli squilli anonimi, ai tempi delle Summer Card e dei cellulari con la batteria grossa, lo schermo piccolo e, se facevano addirittura le foto, i pixel si vedevano dallo spazio tanto erano grossi. 
Chi non ha mai fatto uno squillo anonimo? Un po' per gioco agli amici, scassandoli con squilli continui, un po' al tipo che ti piaceva, nell'attesa di trovare il coraggio per dirgli che quelle chiamate erano tue, e che lo stavi pensando e che non sapevi che scrivergli. 
Era divertente, e stupido, e inutile allo stesso tempo, e tutto sommato non faceva male a nessuno, finiva a tarallucci e vino. O, alla peggio, ti diceva di smettere perché non gli interessavi. 
Poi sono arrivati gli sms anonimi. Non erano altrettanto diffusi da quel che ricordo anche perché era un po' più complicato farli e non tutte le compagnie telefoniche li consentivano.
Ad un certo punto tutto questo è diventato obsoleto e superato, perché abbiamo trovato il modo di espandere la nostra utenza, il nostro pubblico tramite una cosa denominata generalmente social
Basta una e-mail e una password ed ipoteticamente puoi assumere qualsiasi identità
Se Facebook però ha iniziato ad imporre agli utenti di avere un nome ed un cognome che fosse reale, Instagram e Twitter restano la terra dei moniker più disparati e dove puoi prendere una foto a caso e farla diventare la tua immagine del profilo. 
In questo senso, questi social in particolare, ci hanno consentito di farci sentire anche da sotto il nostro mantello dell'invisibilità, anche di avere un peso se necessario. 
E senza il filtro della richiesta di amicizia o del profilo lucchettato, siamo tutti anonimi affacciati su un mondo di anonimi
Un po' tutti abbiamo letto questa avvertenza non scritta che ti avvisa che sui social puoi incontrare di tutto. Le mille possibilità di internet sono alla fine come due facce di una medaglia, e dipende un po' dalla fortuna, da ciò che hai scommesso.
Anche sui blog è così. Si nasce anonimi, c'è chi resta tale, c'è chi scompare. C'è chi si fa avanti e mostra il proprio volto, il proprio nome. C'è chi mostra troppo, ma poi son fatti suoi.
Anche sui blog puoi incontrare di tutto, e doverti confrontare con feedback diversi, ma anche qui abbiamo filtri diversi, e farti finire in spam è un attimo. 
Ma c'è chi ha fatto un passo avanti, non solo ha aperto le porte su un pezzo della propria vita, ma ha abbattuto i muri della privacy, o meglio ha messo gli altri in condizione di farlo. 
"Chiedimi qualunque cosa", sottotitola ASKfm, una delle prime applicazione a consentire lo scambio di domande e risposte anonime.


Qualunque cosa, certo, con la consapevolezza che sta a me scegliere di rispondere oppure no. Ma quale sarebbe il senso di iscriversi e chiedere agli altri di porci domande, per poi non rispondere o rispondere scocciati e con aria di sufficienza, quando le domande non sono quelle che ci aspettiamo?
C'è gente che lo fa, e questo molto spesso porta ad una degenerazione, ovvero si arriva agli insulti.
In realtà gli insulti arrivano lo stesso, perché quando nessuno ci vede, o crediamo che nessuno ci veda, riveliamo la nostra vera identità.
Questo si chiama cyberbullismo
C'è anche chi chiede a questi anonimi di palesarsi (specie se i messaggi sono positivi), di farsi avanti, come se una persona che ha qualcosa da dire ma non ha gli strumenti umani per farlo, riesca a farlo dopo una confessione anonima.
Il cugino di ASKfm, ha cercato di arginare questa degenerazione ma da quanto ho visto con scarsi risultati. 
Curious Cat infatti si è attrezzata con una policy anti bullismo nelle condizioni d'uso.



Ma è servita effettivamente? Non credo.
Queste app che inondano per un po' le timeline hanno uno strano ciclo di vita: la loro benzina, una miscela di insoddisfazione e morbosità, tende a finire in fretta, ma con la stessa fretta si ricaricano e ritornano in pista sotto altri nomi e altre vesti.
E ci provano in tutti i modi a farle passare come applicazioni o siti volti a farci maturare, ma il risultato è scadente.
Sembra più un modo per venire a conoscenza dei pettegolezzi su di te, su quello che pensano gli altri di te, senza dover trovare qualcuno che ti spifferi tutto.
A scalare la classifica delle app più scaricate ci ha pensato Sarahah, che già dal nome dovrebbe comportare "onestà", ha cercato di darsi un risvolto positivo, di rendersi utile. L'origine sarebbe quella di ricevere opinioni anonime dai propri colleghi di lavoro, e loro stessi sui loro social parlano di "feedback costruttivo"


Ma come potete immaginare, da quanto ho visto, si è ripresentata la stessa dinamica dei predecessori: commenti a sfondo sessuale, insulti gratuiti, cattiverie di ogni forma e colore e via discorrendo.
Ho cercato di capire le ragioni che portano ad avvicinarsi a siti ed applicazioni di domande e risposte. Molto ti dicono di averle scaricate per passatempo, per curiosità, per gioco.
Io me li immagino anche divertirsi con giochi tipo scambiare la bottiglia dell'acqua con quella della candeggina, o correre di notte in autostrada vestiti di nero. Così, per gioco.
È vero che il risvolto negativo non è propriamente scritto nel libretto di istruzioni di queste app, ma mi riesce difficile immedesimarmi in questa curiosità, sarà che gli insulti li ricevo comunque, sarà che l'idea che circoli così tanta cattiveria e rabbia che cerca uno sfogo, che ribolle, che tenta di uscire da ogni piccola fessura, mi mette paura e un po' di ansia. Un livello di acidità che deve andare diretta al destinatario e colpire ad ogni costo. 
Non mi soffermo nemmeno sull'impatto che può avere sui giovanissimi, sugli adolescenti.
E mi chiedo, siamo così desiderosi di ricevere complimenti da perfetti sconosciuti, tra l'altro anonimi, tanto da sopportare anche che ci trattino male? O meglio, così disperati che ogni tipo di attenzione, seppur negativa, ci fa stare bene perché è comunque una forma di attenzione?
E chissà poi come si gestisce la paura di non riceverne affatto.
Che senso ha attirarsi ulteriore veleno, oltre quello che collateralmente si becca chi vive la rete? Se qualcuno volesse dirci qualcosa di importante, qualcosa per farci migliorare, non pensate che troverebbe modi più costruttivi per farlo e non tramite le sue frustrazioni?
Non è ancora il momento di arrenderci. 







lunedì 14 agosto 2017

|Beauty Cues Viso|
Review Naturaverde Bio Crema Viso e Crema Contorno Occhi 10% Bava di Lumaca Pura

Era quasi esattamente un anno fa quando vi ho parlato di un prodotto, un siero in particolare, che mi era molto piaciuto, con un ingrediente che tutt'ora incuriosisce molto, per le sue tante decantate proprietà, ovvero la bava di lumache. 
Il marchio, che fa parte del gruppo SO.DI.CO ha lanciato un'intera linea a base di bava di lumache. Infatti in principio i prodotti disponibili erano solo siero e crema viso, col tempo però sono arrivati una crema contorno occhi, e di fila tante altre referenze, fra detergenti viso, crema mani, crema corpo e persino le salviettine. 
Ovviamente mi son subito luccicati gli occhi a vedere tutti questi prodotti che comunque mantengono un costo abbordabile e che non vedevo l'ora di provare. 




Ma se pensate che ne abbia fatta incetta alla prima occasione utile, vi sbagliate, perché purtroppo questi cosmetici dalle mie parti non sono reperibili ma essendo io testardo, ho trovato il modo di accaparrarmene almeno un paio. Tempo fa infatti vi avevo raccontato la mia esperienza d'acquisto sul sito La Malizia Profumeria, che vende anche alcuni dei prodotti Naturaverde Bio
Prima di passare alle mie scelte nello specifico devo fare un appunto sulla bava di lumaca più in generale. La linea in questione contiene solo il 10% di questo ingrediente, che secondo me è un po' una percentuale per novizi, per chi ha curiosità su come può funzionare sulla propria pelle e non vuole lanciarsi su prodotti più costosi.
Già nel post del siero  vi avevo parlato un po' dell'ingrediente principe di questa linea, di come viene estratto ecc. Ma da più parti, quando ho appunto parlato di quel siero, mi hanno fatto notare che usarlo in estate non sarebbe stato ideale per via del fatto che la bava di lumaca può essere foto sensibilizzante in quanto, fra gli attivi che la compongono, viene fatta menzione della presenza di acido glicolico
Come sempre vi dico, informatevi, trovate le vostre fonti e scegliete cosa e come usare i prodotti. 
Dal mio canto posso dirvi che non ho riscontrato problemi nell'uso della bava di lumaca in estate o col sole diretto, e mi sono dato una risposta che ovviamente non è solo "uso la protezione solare". Come vi dicevo, per quanto riguarda Naturaverde Bio la percentuale di bava di lumaca è solo il 10%, quindi davvero bassa. Ma più in generale il fatto che contenga acido glicolico, non vuol dire assolutamente nulla perché parliamo di un componente di un componente disperso fra altri componenti. Capite bene già così a rigor di logica quanto acido glicolico possa esserci.
Ma siamo un po' più tecnici (attenzione non sono un chimico!): nelle varie ricerche ho visto che la quantità di acido glicolico contenuto all'interno della bava di lumaca (Helix Aspera) è dello 0.05-0.1%. Già qui capite che si parla di livelli veramente bassi, ma se ciò non basta, facciamo un altro ragionamento. L'acido glicolico, per esfoliare e rendere la pelle esposta ai danni solari, deve avere un pH basso, sintomo appunto di acidità e quindi di esfoliazione. Il pH della bava di lumaca in genere è nel range del 3.0-6.0 (altri studi dicono più alto fra il a 5.5 e 7.5), ma anche fosse particolarmente acida, non possiamo (o per lo meno, lo dovremmo misurare) sapere il pH del prodotto finale che andiamo ad usare. In genere per le creme viso che non hanno lo scopo di esfoliare, si aggira intorno al 5.5-6.5.
Con questo non voglio dire che la bava di lumaca non sia un ingrediente cosmetico valido, quello che dico è che un solo ingrediente non fa un intero cosmetico, che ci sono molti fattori da considerare, e che ovviamente le mie recensioni si rivolgono al prodotto finito e, più in generale, non amo decantare troppo le lodi di questo o quell'ingrediente, anzi non amo proprio parlare di ingredienti, ma in certi casi è necessario farlo. Penso quindi che la secrezione di questo piccolo invertebrato sia efficace, ma per la sua interezza, non per questo o quel componente della sua composizione chimica. 
Vi ho fatto due palle così, vero?! Passiamo ai prodotti.

Naturaverde Bio Crema Idratante Intensiva 



Il primo prodotto che ho utilizzato e che tuttora sto utilizzando è stata la Crema viso Idratante Intensiva. La sto testando da davvero parecchio tempo, l'ho usata di giorno, l'ho usata come crema notte; l'ho utilizzata con un clima un po' più freddo, e ora con le temperature decisamente più alte, e in ogni situazione mi è piaciuta.
Questa crema è contenuta in un barattolino e non un contenitore airless, ma c'è una ragione: ha una consistenza molto ferma, direi quasi burrosa.
La prima volta che ho aperto la confezione ero tipo 


e sinceramente al tatto ho pensato sarebbe stato un disastro. Mi dava l'idea di essere una crema molto consistente, molto ricca, e pensavo che una volta applicata sulla pelle si sarebbe sciolta lasciando una patina oleosa, comportandosi appunto come fosse un burro.
Niente di più sbagliato.


Infatti questa crema Naturaverde, nonostante la consistenza densa e ferma, si comporta esattamente come le altre creme: sulla pelle si fonde, si scioglie e si assorbe come qualsiasi altra crema. Niente patina oleosa.
Non so quale magia nera si nasconda dietro questa crema ma sulla mia pelle si comporta benissimo. Si stende molto bene, senza fare scia bianca e assorbendosi anche in poco tempo e completamente, non resta in superficie. Non la trovo né grassa, né soffocante o occludente.
Mentre la stendo avverto questo leggero profumo, che non saprei distinguere. È lo stesso del siero, ma è molto delicato e si dimentica in fretta.
Naturaverde Bio dice che la sua crema con il 10% di Bava di Lumaca Pura
"grazie alle sue molteplici proprietà, stimola la rigenerazione dei tessuti rendendo la pelle elastica e tonica. Arricchita con estratti Bio* di Camomilla e Burro di Karitè, dalle virtù idratanti e addolcenti, dona la giusta idratazione alla pelle, rendendo questa crema adatta anche alle pelli più delicate e sensibili. Un vero trattamento di bellezza per una pelle morbida, luminosa e protetta."
Su di me posso dirvi che è stato un buon idratante, sia giorno, per quanto però concerne il periodo più fresco, sia notte, per quanto riguarda l'uso che ne faccio attualmente. I risultati che ho notato di più oltre ad un buon grado di idratazione, sono appunto la morbidezza, ma soprattutto la setosità della pelle. Infatti questa crema mi lascia la pelle veramente vellutata, liscia, e direi anche luminosa.
Ti vien voglia di accarezzarti di continuo se non fosse imbarazzante e anche un po' inquietante. 
Ovviamente la consistenza e la presenza del burro di karitè e dell'olio di mandorle dolci si fa sentire. Con queste temperature così alte, anche utilizzata come crema notte, mi son ritrovato al mattino con naso e fronte un po' lucidi, ma non lo erano le mie zone secche per cui non posso assolutamente dare la colpa alla crema, ma solo alla natura della mia pelle.



Mi sento di consigliarla a pelli più normali e secche, nel periodo un po' più freddo, infatti io l'ho amata totalmente con i climi miti. Ma se avete una pelle molto secca, matura, o contate di usarla nel cuore dell'inverno, secondo me va affiancata o ad un prodotto più idratante per la sera, o ad un siero da applicare sotto.
Insomma la Crema Idratante Intensiva di Naturaverde Bio è Piertificata, è gradevole all'utilizzo, mi ha dato buoni risultati sulla pelle, non mi ha creato problemi di impurità e sinceramente sono molto curioso della versione Restitutiva, che mi sembra ancora più ricca.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Acqua e Sapone
💸 10.50€ / circa 7€ in offerta
🏋 50 ml
⏳ 12 Mesi
🔬 ICEA ECO Bio Cosmetics
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Naturaverde Bio Crema Contorno Occhi Rigenerante Intensiva


Per secondo invece, anche se in realtà l'ho praticamente terminato, è giunto il contorno occhi di questa linea sempre a base di bava di lumaca. Rispetto al siero e alla crema viso, non so perché, questo prodotto ha una confezione con dei colori diversi, che non so se mi convincono. Una sorta di marrone dorato con la scritta scura, che probabilmente starebbe meglio sul fondo chiaro delle altre confezioni. Però mi piacciono molto di più i colori del tubetto che contiene la crema.
A questo punto vi immagino così: 


ma anche se non lo dico, il packaging lo noto sempre e d'altronde ci attira al momento dell'acquisto.
Comunque vi dicevo, la crema contorno occhi Rigenerante intensiva è contenuta appunto in un tubetto con beccuccio sottile. Un ottimo dosatore perché si tratta di una crema fluida, dalla texture leggera che necessità di un applicatore abbastanza attento. 


L'odore è appena percettibile, molto molto delicato, decisamente meno intenso della crema viso.
Naturaverde Bio dice che la sua crema dovrebbe 
 "contrastare i segni del tempo nella zona perioculare attenuando le prime rughe. La Bava di Lumaca impiegata al 10%, con le sue molteplici proprietà, rende questa crema preziosa e utile per una pelle elastica migliorandone la tonicità."
Dalla sua consistenza ho capito subito che ho fatto bene ad utilizzarla in estate e adesso vi spiego perché.
Innanzitutto posso dirvi, anzi ripetervi, che è una crema dalla consistenza leggera, non fa scia bianca, e su di me si assorbe nel giro di pochi secondi. Non è una crema grassa, se volete applicarci sopra del trucco si può fare senza problemi. Già subito dopo l'applicazione noto che, sia alla vista che al tatto, il mio contorno occhi risulta liscio, levigato, disteso. Non ho grandi segni di espressione ancora, ma anche quelle due pieghette che ho, assumono un aspetto meno marcato. Dall'altro lato però non avverto quella (odiosa) sensazione di pelle che tira, ed effettivamente da nessuna parte il marchio fa riferimento ad un effetto lifting. 
Come mai sono stato contento di averla utilizzata in estate? Perché secondo me questa crema pecca un po' nell'idratazione. O meglio, io ho un contorno occhi che tende ad essere secco e, nonostante appena applico il prodotto sento la pelle idratata, quando arrivo a sera, magari dopo 7 o 8 ore, sento che sulla zona manca un po' di idratazione, che quantomeno dovrei riapplicarlo. 


Quindi sì, la Crema Contorno Occhi Rigenerante Intensiva di Naturaverde è un ottimo prodotto per il giorno, per il periodo caldo, per quando non voglio qualcosa di troppo idratante, risponde bene alle mie esigenze nel periodo estivo, ma non lo consiglio a pelli mature, non lo consiglio a chi necessità (o desidera) sempre molto nutrimento. Io stesso la sera affianco un prodotto ben più consistente, ché l'età avanza, e non utilizzerei questa crema in inverno.
Ci tengo a sottolineare che comunque non mi ha creato alcun tipo di irritazione o sensibilità agli occhi, sin dal primo momento, e questo è molto importante.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Acqua e Sapone
💸 5.25€
🏋 15 ml
⏳ 12 Mesi
🔬 ICEA ECO Bio Cosmetics
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Ora voglio sapere tutto da voi: conoscete questi prodotti di Naturaverde Bio? Li avete provati? Concordate con me? Vi fa impressione l'idea della bava di lumaca? 🐌
Insomma, spill the tea, e ci leggiamo presto!




venerdì 11 agosto 2017

|#backtoseries chapter 16|
Novità su novità e un Middle Season recap (NO spoiler!)

Estate, ferie e tempo libero per molti significano anche divano, aria condizionata se possibile e serie tv. Per me invece è abitudine di tutto l'anno, per cui è sempre il momento per una classifica e per #BackToSeries. Questa volta sono quasi tutte novità che fino ad ora non avevo nemmeno nominato, ma c'è anche un po' il punto della situazione di una serie arrivata a più meno metà stagione, e questa volta inizio da quelle che mi sono piaciute di più.
Praticamente tutti i telefilm di questa classifica sono tratti da dei libri, perché bisogna sempre essere originali.

⭐⭐⭐⭐🌠

Questa classifica non inizia con cinque stelle ma "solo" con quattro e mezza, perché sono sulla difensiva per ragioni diverse.
Quattro stelle e mezzo le do infatti a Chiamatemi Anna, serie tv ispirata al romanzo Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery.

Risultati immagini per chiamatemi anna seconda stagione

Titolo originale: Anne / Anne with an "E"
Genere: drammatico
Stagione: 1 stagione / 7 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 12 maggio 2017
Canale: Netflix

Chi è della mia generazione o giù di lì ricorderà il cartone animato che accompagnava la nostra colazione da bambini, e alla notizia di questa serie ero un po' curioso e un po' perplesso, ché le rivisitazioni, i sequel, i reboot non fanno molto per me, e tendo a preferire idee originali.
A primo impatto Chiamatemi Anna mi ha trascinato piacevolmente a quel periodo e a quel ricordo dell'infanzia. Ma mi sono subito reso conto di una differenza profonda. Se da un lato sono stati in grado di ricreare scene storiche dell'anime giapponese, dall'altro lato mi è parso ci fosse una maggiore drammatizzazione delle vicende e del personaggio di Anna.
Non so bene se sia una mia reminiscenza distorta, o il fatto che la mia ottica da "cresciutello" adesso è diversa rispetto ad anni fa, ma in questa serie ho ritrovato un personaggio ancora più profondo e sfaccettato e, se vogliamo, più adulto. Del cartone animato resta la Anna chiacchierona, e con una fantasia spropositata, ma in Chiamatemi Anna, questa fantasia sembra quasi un meccanismo del cervello per creare una via di fuga dalla realtà, il paracadute per tentare di salvarsi da una fine tragica.
Non mi pare che il cartone sia stato censurato in Italia, e non ho letto il romanzo, ma la serie tv secondo me sottolinea molto la psiche di una ragazzina che fin dall'infanzia è stata vittima di abusi, soprusi e violenze. Si perde un po' la leggerezza del cartone, ma si guadagna a mio avviso una storia toccante, dura, piena di ombre, e direi forse anche più attuale e verosimile. La conseguenza, ma allo stesso tempo la ragione di ciò, è che le tematiche che tocca sono davvero tante, ma tutte coerenti con la storia.
Non mi son sentito scippato di quel personaggio e di quel ricordo del passato, semplicemente mi sembra che la storia sia cresciuta con me, che abbia una trasposizione che può lasciare un messaggio ad un pubblico che adesso è più maturo.
Chiamatemi Anna mi è piaciuto e non solo per questa evoluzione, ma anche per la buona regia e per gli ottimi attori giovanissimi.
Una serie che consiglio a chi piace il dramma un po' frignone. Quattro stelle e mezzo perché è stata rinnovata per una seconda stagione (che andrà in onda nel 2018) e voglio vedere cosa ci riservano considerando che non annoiare in sette puntate da 45 minuti è facile, ma con 10 puntate ci può essere il rischio che qualcosa non quadri. 


Quattro stelle e mezzo le do pure a Trono di Spade, per il semplice fatto che la storica serie è ancora giunta a metà della settima stagione.


Titolo originale: Game of Thrones 
Genere: fantastico, drammatico
Stagione: 7° stagione / 7 episodi / 50 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 24 luglio 2017
Canale: HBO/ Sky Atlantic / Rai 4

Lungi dal farvi spoiler visto che lo seguo in lingua originale, ma questa settima stagione è partita in quinta e sembra non volersi fermare. L'inverno sta bussando alle porte, ma dal rumore e dalla velocità che ha, sembra più una slavina che scende a valle. I fili narrativi si stanno unendo e cucendo una trama tutta nuova. E un po' rosico perché mi è parso che le precedenti stagioni fossero quasi preparatorie a quello che sarebbe successo in questo settimo capitolo, e quando capita mi sembra sempre una trovata pubblicitaria per tirare avanti. Come se tutto quello che è successo prima fosse stato annacquato e fillerato, mentre in realtà si poteva riassumere in meno episodi. Game of Thrones ha una sua coerenza nella sua complicata ingarbugliatezza (???) e non voglio dire che prima abbiano raccontato barzellette, perché questa stagione, come le precedenti, continua a prendermi come solo poche serie sanno fare, con i suoi colpi di scena, con l'azione e la tensione che da sempre contraddistingue lo show. Dico solo che adesso mi sembra tutto condensato, accelerato e che le puntate mantengono una certa intensità dall'inizio alla fine, senza bisogno di aspettare che la narrazione si capovolga alla nona puntata.
Anche qui quattro stelle e mezzo (ma sono sicuro diventeranno 5) perché ancora non ho visto la fine e tutto può succedere. Devo però dire che fino ad ora non si sono risparmiati affatto anche per quanto riguarda gli effetti speciali.
So che è presto per pensarci, ma di questo passo mi chiedo cosa vedremo nell'ottava stagione di Trono di spade



⭐⭐⭐🌠

Tre stelle e mezzo ma in modo provvisorio, vanno a The Last Tycoon, che si ispira all'omonimo romanzo di  Francis Scott Fitzgerald, rinominato in italiano Gli ultimi fuochi. 


Genere: drammatico
Stagione: 1 stagione / 9 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita: 28 luglio 2017
Canale: Amazon Prime Video

Indovinate? Non l'ho letto. Ma non importa. Quello che importa è che con le mie tre stelle e mezza non voglio dire che la serie non sia valida o che non mi sia piaciuta, ma oltre al fatto che mi mancano due puntate alla fine, mi sono mancati alcuni tasselli durante la visione.
Nella storia del celebre produttore cinematografico Monroe Stahr, mi è mancato un po' di ritmo, e un po' di suspance perché i colpi di scena si sciolgono in modo fluido così come la narrazione, che non ha grossi intrecci ma prosegue linearmente. Un passo dopo l'altro senza mai inciampare, senza mai correre, ma dove ogni tanto si rallenta.
Non mi sento di bocciare The Last Tycoon, che di per sé non ha nemmeno qualcosa di così negativo che possa farmela odiare. C'è tutto il glamour di quegli anni, gli abiti, le macchine, una ottima generale ricostruzione dell'epoca, tutte componenti che mi avevano attirato; c'è il mondo del cinema ovviamente, della Hollywood ai tempi d'oro. Insieme a questi bagliori ho scoperto che si affiancano anche le ombre dell'inizio del '900, come ad esempio la censura nazista, e il nazismo stesso che allargava il suo potere. Ma mi è mancata una vera discesa nella sofferenza, nelle difficoltà, nei problemi dell'epoca. È una serie drammatica, ma non così drammatica da avermi mosso emotivamente. I personaggi stessi tendono ad essere un po' piatti: ognuno segue il suo copione senza crescere, senza migliorare o peggiorare. 
C'è anche un cast di attori bellissimi (sì, anche Lily Collins e le sue sopracciglia!) e bravissimi, ma è come se tutta la serie galleggiasse in una zona media, senza mai eccellere in qualcosa. Durante tutta la visione, nonostante mi manchino ancora due puntate alla fine, ho avuto una costante idea: la serie è costruita per cercare di durare stramaledettamente altre stagioni. Anche qui ho avuto l'impressione di uno stiraggio delle prime puntate per sparare qualche colpo alla fine e cercare di attirare l'attenzione per un possibile futuro.
Appena la finisco sicuramente aggiornerò, al momento quel che penso di The Last Tycoon è che si tratta di una serie carina, di compagnia se vogliamo, con alcuni spunti validi, ma meno iconica di quanto pensassi. 



⭐⭐⭐

Zompo direttamente alle tre stelle che do ad American Gods e so che per qualcuno è troppo poco, ma io e questa serie non abbiamo legato. 



Genere: fantastico, drammatico
Stagione: 1 stagione / 8 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 1 maggio 2017
Canale: Prime Video


Le tante cose buone che avevo sentito avevano creato in me aspettative molto alte però, all'atto pratico, non si è rivelata una serie all'altezza dell'hype che ha creato, almeno per me. I punti a suo favore secondo me sono sicuramente un cast ottimo, oltre ad una cosa palese ovvero gli effetti digitali che mi son parsi ben fatti e quasi di una produzione ben più alta, ma manca una cosa: l'emozione. 
Sì, la regia è fantastica, la fotografia graffiante, con questi colori saturi e molto contrastati sembra una visione onirica che ti porta da un mondo all'altro, quasi fosse un sogno, ma questa serie non mi ha emozionato, anzi direi che mi ha annoiato. Ogni puntata è praticamente dedicata ad introdurre un nuovo personaggio, ma prima di vedere un accenno di intreccio fra i personaggi e la storia ci è voluta una intera stagione. 
No regà non si fa così, qui c'è gente che lavora!
A parte pochi momenti più tensivi, non mi ha lasciato col fiato sospeso, non mi ha trascinato e non mi sono ritrovato in un crescendo che mi ha portato all'esplosione finale, ma una costante che solo alla fine ha rivelato dei tasselli più importanti e di svolta. 
Non avendo letto il romanzo di Neil Gaiman da cui è tratto, non so se sia stata colpa mia che non ho trovato la chiave di lettura giusta, però ripeto, per quanto la visione di American Gods sia stata bellissima e intrigante tanto che meriterebbe 5 stelle, la ciccia mi è parsa ben poca. Ci sarà una seconda stagione, nel 2018, di ben 10 episodi
Se amate il genere fantastico ve la consiglio, magari abbassando le aspettative riuscirà a piacervi. 


Do tre stelle, ma non mi soffermo molto, anche a Decline and Fall, non tanto per la qualità del prodotto in sé ma perché è una miniserie fine a se stessa.



Genere: commedia, satira
Stagione: 1 stagione / 3 episodi / 60 minuti ad episodio
Uscita: 31 Marzo 2017
Canale: BBC One

Decline and Fall è la trasposizione televisiva dell'omonimo romanzo scritto alla fine degli anni '20 dallo scrittore inglese Evelyn Waugh. Non ho molto da raccontarvi se non che è stata una miniserie di tre episodi che mi hanno tenuto compagnia, senza troppo impegno delle sinapsi. Ad attirarmi, lo confesso, è stata la presenza di Eva Longoria, che non ha lunghissime apparizioni sullo schermi, però la serie è stata esattamente come me l'aspettavo, considerando che appunto parliamo di satira di inizio '900: la tipica commedia degli equivoci, con uno stile molto British e con personaggi grotteschi che si alternano e si scontrano. 
Lo stesso Waugh ha detto che l'intento del suo romanzo era quello di far ridere e, nonostante non possa dire di essere rotolato via dalla sedia per le risate, ho trovato che Decline and Fall sia una visione simpatica, svelta, senza troppe pretese.
Non un "must" da recuperare, ma se apprezzate lo stile e non è un problema seguirla in lingua originale, dategli una possibilità.



⭐⭐

Quando la mia amica Simona mi ha parlato de I Durrell - La mia famiglia e altri animali era entusiasta e con lo stesso entusiasmo mi ci sono accostato, ma questa mia gioia non è stata ripagata e da qui arrivano le due stelle in classifica, ma andiamo per gradi.


Titolo originale: The Durrells
Genere: commedia, drammatico
Stagione: 1 stagione / 6 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 9 giugno 2017
Canale: la EFFE

I Durrell narra le vicende di questa famigliola, una madre vedova e i suoi 4 figli, che, vertendo in condizioni economiche non raccomandabili decidono di raccogliere quattro stracci e trasferirsi dall'Inghilterra a Corfù per rifarsi una vita. È una storia tratta da un romanzo, che si ispira a fatti realmente accaduti, e che vengono raccontati dal più giovane della famiglia, ovvero il naturalista Gerald Durrell. Da ciò che ho capito non è una storia realmente autobiografica, in quanto ci sono differenze con la realtà e lo scrittore ha voluto mantenere quell'ottica fanciullesca del decenne di allora. Questo mi ha creato un po' di perplessità riguardo alla chiave di lettura, più realistica o più fantastica, da dare alla storia.
Come mai il mio entusiasmo si è smosciato? Per varie ragioni. 
La prima sono stati i personaggi che fin da subito ho trovato irritanti e scostumati, soprattutto i ragazzi. Questi giovani Durrell non sono esattamente bambini, anzi sono quasi adulti. Il più grande ha 21 anni, poi 18, 16 e infine appunto 10, e sono uno peggio dell'altro. Sono pigri, svogliati, egoisti e indisciplinati. La madre fa l'impossibile per dar loro sostentamento ma loro si dimostrano del tutto disinteressati alle fatiche della donna, uno la definisce persino una "misera vedova". Invece di contribuire, preferiscono lamentarsi e fare i capricci o, ancora meglio, pensare ai fatti propri e, quando va male, litigano fra di loro. La signora Durrell dal canto suo non è meglio, si dimostra infatti eccessivamente servizievole e totalmente incapace di tenere a bada i figli se non con momentanei attacchi isterici. Vi faccio un esempio rapido: c'è un momento in cui dice ad uno dei figli di andare a cercare del cibo, e questo decide di andare a caccia pur non sapendolo fare, infatti si ferisce e la donna sapete che fa? Afferma che sbaglia a non "accontentarsi solo della loro compagnia".

Una delle espressioni tipiche dei giovanotti Durrell, ma anche la mia a sentire certe battute.

Cioè una volta che tuo figlio si rende utile ma lo fa nel modo più cretino che può, tu ti prendi le colpe?! Ma tutto a posto? Non voglio darvi troppi spoiler, ma momenti come questo non mi hanno fatto ridere, ma mi hanno messo voglia di prenderli a sberle tutti quanti.
Il tutto è condito da una narrazione che non ha molta logica. Sempre restando fuori dai margini dello spoiler, vi dico solo che non mi è chiaro come, in una famiglia che vive con la "misera pensione" di una "misera vedova" appunto, ci sia un figlio che faccia bisboccia al bar, uno che ha un arsenale di fucili e munizioni, un'altra che ha un outfit diverso per ogni giorno e che ad un altro ancora sia consentito di rinchiudere in gabbia (!!!!!) o portarsi in cameretta (???) ogni tipo di bestiuola senza sapere come sfamarla.
Le peripezie dei giovani protagonisti poi mi son sembrate ancora meno convincenti. Direi che la seconda parte della serie mi è parsa più assurda e anche più noiosa. Vi faccio un esempio: l'unico figlio che spiccica qualche parola di greco (a detta anche di altri personaggi nella stessa puntata) finisce in tribunale perché non capisce un tizio che parla greco.
Nulla da dichiarare su regia e costumi che non sono male, forse la fotografia che resta un po' piatta.
I Durrell è comunque facilmente digeribile vista la durata, e io stesso sono arrivato alla fine, un po' perché non avevo di meglio da vedere, un po' nell'attesa che i personaggi evolvessero (cosa che non è accaduta).
Sempre su laEffe ci sarà probabilmente la seconda stagione che è già uscita in lingua originale e la serie è stata promossa per una terza stagione. Fate vobis.


Se siete giunti fin qui sappiate che vi ammiro per il coraggio, ma adesso son curioso di sapere se avete qualche serie tv in comune con me, o qualche suggerimento.
E ci leggiamo, come sempre, presto!





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