lunedì 7 marzo 2016

Recensioni film
Revenant - Redivivo
Lo stagista inaspettato
Perfetti sconosciuti

Buona settimana!
Strano ma vero è lunedì ed ho ben tre recensioni per voi. Devo dire che mi sto dando da fare e sto coltivando con cura la mia passione cinefila. Non ho recuperato tutti i film candidati agli scorsi Oscar, ma pian piano mi piacerebbe farcela. Ovviamente non posso non recuperare qualche vecchio titolo che mi incuriosiva. 
Fatemi sapere se avete visto questi film e cosa ve n'è parso. E se avete, ovviamente suggerimenti! 

Revenant - Redivivo (2015)

The revenant locandina

Titolo originale: The Revenant
Genere: biografico, avventura, drammatico, western
Regia: Alejandro González Iñárritu
Durata: 156 minuti
Uscita in Italia: 16 Gennaio 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Hugh Glass è un esploratore e un trapper: si occupa di cacciare animali tramite trappole, per poi rivenderne le pelli. Assunto come guida ad una spedizione guidata dal capitano Henry, si troverà a fronteggiare un attacco degli indiani Arikara.
Siamo nel Dakota del Nord del 1823. Le condizioni climatiche non sono favorevoli e le zone incontaminate dell'America sono al centro di lotte per acquisirne il comando e le ricchezze.
Dall'attacco degli indiani, della spedizione resteranno in vita solo 12 uomini su 45. Sulla strada per tornare al forte, tuttavia, Glass si scontrerà con un orso grizzly, che lo ridurrà in fin di vita.
Il capitano Henry tenterà in ogni modo di salvarlo, ma le sue condizioni sembrano disperate. Trasportare a braccio un uomo in fin di vita è una soluzione impossibile da affrontare, soprattutto per la durezza del territorio e del suo clima, e per i continui attacchi degli indiani.
Così il comandante decide di lasciare indietro tre dei suoi uomini affinché veglino su Glass e possano dargli una meritata e degna sepoltura.
Hugh Glass si ritroverà con il figlio Hawk, avuto da una donna indiana, col giovane e inesperto Bridger e con l'insofferente Fitzgerald, rimasto solo per la ricompensa economica.
Quest'ultimo infatti ritiene che Glass sia solo un peso di cui è meglio sbarazzarsi prima che gli indiani li attacchino.
Sfruttando il temporaneo allontanamento di Hawk e Bridger, Fiztgerald tenterà di uccidere Hugh, soffocandolo, ma Hawk arriverà in tempo per fermare l'uomo. Nello scontro il cacciatore ferisce a morte il giovane indiano sotto lo sguardo impotente del padre. Al suo ritorno, Bridger verrà convinto dalle menzogne di Fiztgerald che gli indiani ormai sono sulle loro tracce e che non possono attendere che Glass esali il suo ultimo respiro. A malincuore Bridger seguirà Fiztgerald, lasciando Glass al suo destino, in una lotta estrema alla sopravvivenza.


Vi dico la verità, fra tutti i film candidati agli Oscar, The Revenant non mi attirava. Sapevo fosse un film non propriamente leggero, ma la sorte (un incidente in autostrada) ha voluto che perdessi la proiezione che avevo scelto e mi è toccato vedere questo film. Non sapevo invece che fosse tratto da un romanzo e anche da una storia vera.
Sicuramente un bellissimo film, con scene d'azione decisamente coinvolgenti. Un cast davvero eccellente in grado di rendere bene dei personaggi che comunque son abbastanza ben sviluppati.
La regia è un altro degli aspetti positivi, in quanto curata e con questi lunghi piani sequenza che ti fanno entrare ancora di più nella storia.
Il risultato è intenso ed evocativo, anche per la fotografia e per le bellissime riprese paesaggistiche. Non ho capito se la natura avesse un qualche significato simbolico, per la sua bellezza ma al tempo stesso la sua durezza. Mi è sembrato si contrapponesse un po' alla cattiveria umana, ma che comunque continuasse nell'attuare le proprie regole.
Dall'altro lato però ci sono alcuni aspetti che non mi hanno lasciato propriamente soddisfatto. Intanto la durata del film, più di due ore che però non corrispondono ad una sceneggiatura così complicata o contorta, ma anzi è molto lineare. Due ore che scorrerebbero in fretta tutto sommato, se non fosse che questo film è molto crudo, violento e anche un po' splatter.
Sapete che sono ormai di stomaco forte, ma questo mi è un po' pesato in certe scene. Tra l'altro il nostro povero Hugh Glass viene davvero martoriato, tanto che più volte ho pensato ci lasciasse le penne. E invece no, lui impavidamente continuava, il che lo rende anche poco credibile.
Magari martoriarlo meno così da far durare meno il film non sarebbe stata una idea malvagia.
So che ve lo starete chiedendo: Leonardo di Caprio si è meritato il tanto atteso Oscar?
Sì, lui è stato davvero bravo e si deve essere fatto un mazzo così per girare le scene.

Voto 8 e mezzo (per Leo)

Lo stagista inaspettato (2015)

Lo stagista inaspettato locandina

Titolo originale: The Intern
Genere: commedia
Regia: Nancy Meyers
Durata: 121 minuti
Uscita in Italia: 15 ottobre 2015
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Jules Ostin è una giovane donna imprenditrice con un negozio d'abbigliamento online e circa 200 dipendenti. Sebbene non sia Anna Wintour, Jules è sempre impegnata, tanto da non essere presente né per la sua famiglia né per se stessa. A sconvolgere questo suo stato di perenne corsa sarà Ben Whittaker, un pensionato annoiato che per riempire le proprie giornate, finirà per diventare stagista di Jules.
La complicità fra i due crescerà lentamente ma costantemente, malgrado le iniziali perplessità, e Ben riuscirà ad entrare nel cuore di Jules e diventerà non solo lo stagista della giovane donna, anche il suo assistente personale, ma soprattutto suo amico e confidente.


Lo stagista inaspettato mi incuriosiva da un po' di tempo, anche perché me lo immaginavo come una commedia leggera e divertente, ma è stato una mezza delusione. È sì, una commedia per passare un po' il tempo senza smaronamenti, ma non mi ha fatto ridere. È come se da un lato volesse essere brillante, e da un altro lato volesse essere trash. Le due cose insieme in questa pellicola creano un ibrido che risulta semplicemente stupido e irrealistico.
Jules davvero è esagerata, che le avrei detto che cazzo avesse da correre di qua e di là, perché non è tanto per gli impegni che ha, ma è proprio lei con le sue manie di protagonismo.
Ben dal suo sarebbe innocuo se non fosse che poi diventa, nel giro di poco tempo, praticamente lo schiavetto e allo stesso tempo lo stalker della protagonista. Un po' di ansia te la mette.
Robert de Niro inoltre mi sembra che sia sempre più adagiato in ogni film in cui recita ad un personaggio che è un misto fra l'imbranato e il noioso. Tipo come in Joy.
Piccola parentesi sul fatto che il film sembrava non finire mai, tanto che ho stoppato pensando stesse per finire e invece mancava mezzora.

Voto 5 -

Perfetti sconosciuti (2016)

Perfetti sconosciuti locandina

Genere: Commedia, drammatico
Regia: Paolo Genovese
Durata: 97 minuti
Uscita in Italia: 11 Febbraio 2016
Paese di produzione: Italia

Un tempo si diceva "chi è senza peccato, scagli la prima pietra", ma al giorno d'oggi chi è senza peccato dovrebbe avere il coraggio di condividere la password del proprio cellulare. I nostri smartphone sono diventati ormai un pezzo di noi, e attraverso di essi condividiamo con gli altri, parte della nostra vita, dei nostri pensieri, a volte anche profondamente intimi, credendo che tanto quel che c'è sul nostro cellulare, non possa raggiungere la realtà e viceversa.
Ma metti una sera a cena a casa di amici. Un po' per gioco, un po' per provocazione, qualcuno propone di condividere con il resto dei commensali tutto quello che riceviamo sul nostro telefono: chiamate, messaggi, e-mail e quant'altro.
Sembrerà strano, eppure i nostri smartphone possono metterci a nudo più di quanto crediamo. Non tanto e non solo per quello che facciamo, o diciamo, ma anche per come le persone che pensiamo ci conoscano bene, ci amino e ci apprezzino, possano recepire quella nostra parte di noi, che avevamo tenuto nascosta.
È così che persone che sono a fianco a noi ogni giorno, finiscono per diventare dei Perfetti sconosciuti.


Me lo avete consigliato in tanti e non posso che dirvi grazie. 
Perfetti sconosciuti ha un po' calato le mie reticenze nei confronti dei film italiani, che, come forse avrete notato, sono abbastanza rari sul mio blog. Questo film invece si è rivelato una vera chicca.
Da un ambiente da commedia leggera e divertente, l'atmosfera si fa cupa trasformandosi in un dramma in cui i toni si fanno decisamente più forti. 
In un'ora e mezza questa pellicola riesce a toccare tantissime tematiche: dalla differenza generazionale, all'amore, alla crisi, alla semplice quotidianità, dall'omosessualità al tradimento e ai pregiudizi. 
Probabilmente si preme un po' il piede sull'acceleratore della sceneggiatura per poter convogliare così tanti aspetti, ma tutto sommato non si discosta troppo da una plausibile realtà. Allo stesso tempo non confonde lo spettatore. 
Un film corale, dove ognuno ha un proprio ruolo ben definito. Ogni personaggio viene fuori in tutte e tre le proprie vite appunto: quella privata, quella pubblica e quella segreta. 
I dialoghi risultano piacevoli, hanno ritmo e non sembrano ridondanti o troppo finti e impostati. 
Un film coinvolgente, che prima ti fa davvero ridere, ti sorprende ma ti fa anche nascere dentro un certo patos che costantemente cresce, tenendoti incollato allo schermo fino alla fine. E quando ti chiedi "e adesso che succederà?!", arriva un colpo di scena che francamente non mi aspettavo. 
Tanti messaggi che il film lascia, ma forse il dubbio più grande è se sia meglio una bugia più o meno innocua, o vivere alla luce del sole, rischiando però di distruggere ciò che ci sta intorno, persone comprese. 
Decisamente molto meglio di Tutta colpa di Freud dello stesso regista. 

Voto 8



19 commenti:

  1. Vorrei veder tutti e tre,non ci sono ancora riuscita!!!!
    Revenant passerà di qua senz'altro :)

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    1. PS ti ho aggiunto al mio Blogroll! <3

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    2. Pian piano! Anche io sono indietro su tutti quelli che volevo vedere... c'è tempo :D

      Grazie <3 :*

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  2. Sai che invece a me non è dispiaciuto Lo Stagista Inaspettato?
    Concordo che 120' fossero un po' tantini per una commedia (anche a me è capito di scoprire di averne ancora mezz'ora, quando il film rallentare intorno alle - noiosette - questioni private della protagonista).
    D'altra parte, oltre a richiamare una specie di Diavolo veste Prada al contrario (per me positivo, per altri non so), penso che il film rimandi con leggerezza una serie di spunti interessanti, tipo:
    -le difficoltà del pensionamento (vabbè che poi di fronte ai vedovelli mi sciolgo);
    -tracce di femminismo (anche se un po' forzata la netta suddivisione dei ruoli tra Jules e il marito) e il rischio che una donna a capo di qualcosa sia vista come lunatica, irrisolta, instabile;
    -il problema di coniugare vita professionale e privata e l'importanza di ricavarsi un equilibrio benefico (che comunque dai...il TAI CHI???????? Meglio le nevrosi! XD).
    Detto questo, non sarà il film della vita, ma con divano e copertina promosso (Y)

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    1. Stavo riflettendo sui punti di riflessione (scusa il gioco di parole) e mi trovo solo nel secondo punto.
      In questo caso non c'è grande difficoltà nel pensionamento, o meglio, mi sembra che i pensionati protagonisti siano tutti abbastanza sereni e arzilli. C'è un certo femminismo, ma secondo me sfocia nell'egocentrismo, per questo Jules ha problemi a coniugare vita privata e lavorativa.
      Sul Tai Chi guarda nemmeno mi esprimo XD

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  3. Revenant mi è piaciuto tantissimo!
    Gli altri due film non li ho ancora visti, ma mi incuriosiscono tantissimo...soprattutto Perfetti Sconosciuti!

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    1. Perfetti sconosciuti è certamente da recuperare!

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  4. Tra questi di cui hai parlato ho visto Lo stagista inaspettato, niente di che però è stato piacevole vederlo, diciamo che quella sera non avevo proprio nulla da fare..mi è sembrato uno dei tipici film americani, anche se condivido con te De Niro ultimamente di ruolo non ne sta azzeccando uno.
    Prossimamente mi dedicherò a Perfetti sconosciuti, per come ho letto in giro sta piacendo a molti.

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    1. Fammi sapere se recuperi Perfetti sconosciuti :D

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  5. A me piacerebbe vedere gli ultimi due, specialmente perfetti sconosciuti. The revenant invece non mi ispira, non è proprio il mio genere.

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    1. The revenant è in effetti un po' pesane se non ami il genere, oltre al fatto che è molto lungo...

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  6. Eh già.
    io sono per le piccole bugie. Quando si è pienamente consapevoli che la verità potrebbe fare male, molto male.
    Mi piacerebbe vedere tutti e tre. Maledetto il tempo, vedremo cosa riuscirò a fare.
    Grazie Pier, ottime recensioni.

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    1. Anche io sono per le piccole bugie, ma cerco di contenerle al minimo :)
      Grazie mille a te :*

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  7. The revenant non mi attira proprio... Gli altri due decisamente sì!

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    1. È un film sicuramente per stomaci forti. Gli altri due sono più affrontabili! :)

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  8. dei tuoi mi manca solo "Lo stagista inaspettato", che per altro mi ispira moltissimo... anche se il tuo voto basso mi fa vacillare. Visto che sei al recupero dei film candidati, non perderti "The Room" fantastico

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  9. Io dei tre desidererei per ora vedere innanzitutto Perfetti sconosciuti, mi intriga :-)
    Il film con Di Caprio mi sa troppo cruento e pesante, adesso non mi sento in vena.
    E Lo stagista inaspettato...ci farò un pensierino perchè al di là di tutto io amo molto De Niro e vederlo in un ruolo magari un pò diverso dal solito mi piacerebbe.

    Baciotti!

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    1. Perfetti sconosciuti è perfettamente consigliato :D
      Un bacione Maris, a presto :)

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