|#StillZitello - Storie di quotidiana gaytudine|
A chi troppo...




Quando sei single da così tanto tempo che anche i tuoi amici ti hanno soprannominato Lumière, la tua mente può volgere automaticamente a due strade distinte. La prima è quella che conduce ad una sorta di misticismo per cui non ti importa più nulla delle relazioni e vivi in un equilibrio tutto tuo, ma di questo parliamo un'altra volta; la seconda strada è che inizi a farti film sulle altre coppie. Ma film che Almodovar sta ancora tentando di crackare Moviemaker in confronto.
E film tendenzialmente horror/thriller
Quando vedi una coppia inizi a fare scommesse con te stesso su quanto resteranno ancora assieme, su chi tradirà per primo, su chi ha un account segreto su una chat d'incontri qualunque. 
E tutte le coppie ti sembrano brutte. Specie quelle che si accordano per avere lo stesso colore di calzini a vista.
Parte di queste scene inventate dalle tue sinapsi sono chiaramente ispirate alla tua esperienza, ché lo sappiamo tutti che una relazione non è sempre rose e fiori, ma un'altra parte c'è un'altra ragione.
Starete pensando che si tratti di puerile gelosia per la felicità altrui, e invece no.
Tutt'altro. Si tratta di indigestione.
Un rigetto per le coppie. Una costipazione da inciucio amoroso.
Ve la spiego meglio. 
La fauna amorosa è composta da una sconfinata tipologia di coppie: da quelle semplicemente felici appunto, a quelle che funzionano proprio per i tremila problemi con cui si tengono incollati. E poi ci sono quelle strane unioni con più scheletri nell'armadio che in casa Frankenstein.
Eppure funzionano, più o meno.


Gira voce ad esempio che il primo ed immagino unico tronista gay di Uomini e Donne stesse ancora col suo ex fidanzato chico latino mentre partecipava al programma e sceglieva un altro ragazzo sotto l'occhio vigile di tante ragazzine che ormai hanno perso ogni senso del pudore per difendere la coppia. Il chico latino però non ha più digerito di restare nell'ombra quando a lui spettava lo scettro di primo fidanzato e son finiti per tirarsi i capelli virtualmente su Instagram
Ora a noi di tutta questa storia non ci interessa nulla, se sia vera o no, poco importa. Ma la faccenda mi ha fatto riflettere su quello che in coppia sappiamo e decidiamo di sopportare
Una sequela di compromessi che i single hanno scelto di non tollerare.
Secondo me l'incastro perfetto è più raro di un servizio di Studio Aperto che non parli di quanto faccia caldo quando fa caldo. I pezzi del puzzle emotivo tendono ad essere sempre un po' ballerini, o troppo lenti, o troppo stretti o restano comunque sghembi. Sopraggiungono quindi i compromessi che tengono tutto insieme, mantecano il rapporto.
Ovviamente con "compromessi" non intendo cose tipo mettersi d'accordo su chi deve fare la fila alla posta per pagare l'IMU, o di iscrivervi in palestra insieme anche se a te della prova costume frega più o meno cazzi.
Intendo robe importanti.
Tipo andare a vivere lontano da sua madre, che per carità, carina e simpatica, ma non vuoi ti spunti in casa al mattino quando sei appena sveglio, nudo e con le caccole agli occhi.
Ogni coppia trova un suo equilibrio insomma, ma poi ci sono quegli equilibri che mi creano delle perplessità. E lo so che non dovrei nemmeno averle queste perplessità, che sono fatti degli altri, ma le mie sono perplessità sincere e genuine, appena colte dall'orto della malizia, e poi se un single non può nemmeno sparlare delle altre coppie che gli resta da fare nel tempo libero? Pettinare i parrucchini di Sandro Mayer? Ecco appunto.
Tipo mi sono sempre chiesto come funzionano le coppie aperte, ma proprio all'atto pratico.
Le coppie aperte sono quelle in cui i componenti, di comune accordo, decidono che possono scambiarsi fluidi corporei anche con terzi. Terzi che sono esterni alla coppia e non scalfiscono l'unione sentimentale. 
Un modo per non avere sempre la stessa minestra riscaldata, ma passare dai tagliolini, ai cannelloni, dalle penne, rigate e lisce, alle mezzemaniche per finire con i bucatini. 
Quindi niente più "che noia, che barba", ma vai di samba fra le lenzuola.


Ma io mi chiedo, come fate? Dove lo trovate il tempo?
Quando riuscite ad applicarvi per queste attività extra curricolari
Già gestire una relazione è sfiancante, avere una relazione che funzioni è doppiamente stancante, perché non è che puoi lasciare che le cose vadano a random e che, per abitudine a non dormire soli, si stia ancora insieme. 
Ma dico, siamo sempre impegnati, con le agende sul cellulare piene di appuntamenti, stiamo sempre in fila, bloccati nel traffico, al supermercato, a lavoro, in palestra, bloccati dagli imprevisti o semplicemente bloccati con la schiena.



Insomma in tutta questa baraonda dove lo trovate il tempo per procacciare qualcun altro con cui rotolarvi ormonosamente?
E soprattutto, con questo caldo con quale voglia riuscite a soddisfare da due a più persone?
Sono solo io che non ho tempo nemmeno per strappare in malo modo la congiunzione delle due sopracciglia, figuriamoci avere il tempo (e la pazienza) per stare appresso una relazione e contestualmente ad un harem?
Immagino di sì.
La cosa si fa più complicata quando oltre allo scambio di fluidi, ci si scambia anche le fedi sull'altare. Leggevo infatti che in Colombia tre uomini sono convolati a nozze formando una famiglia poliamorosa
Si amano tutti e tre e io solo a leggerlo sono stanco per loro
A parte che miei cari colombiani poliamorosi, mi sembra un po' egoista da parte vostra. Ci sono orde di single che aspettano l'uomo (o la donna) della propria vita e poi arrivate voi che giocate a rubamazzetto.


Cari sposi colombiani, io vi avverto: i vostri amici single si vendicheranno. 
Già trovare una sola persona da amare e che ricambi sinceramente questo sentimento è più difficile che entrare da H&M durante i saldi ed uscirne illesi. E già la monogamia è complicata, non riesco ad immaginare una relazione con più traffico di una rotonda all'ora di punta.
O forse dovrei dire che già trovare una persona che mi sopporti è difficile, figuriamoci due. 
Già immagino le litigate a tre, la scelta della casa a tre, la spesa a tre, incolpare chi non ha portato fuori l'immondizia a tre. E immagino il panico quando la vicina ti dice che ha visto tuo marito parlare fitto fitto con un altro e tu non sai se fare una scenata a tutti e due, 'ndo cojo cojo, o fare ponte ponente ponte pì. E mi sento male a pensare quando si troveranno a dover scegliere non uno ma due regali di natale.
No, troppo complicato per me, troppi compromessi.
L'amore è bello in tutte le sue forme, ma l'unica ragione per cui potrei stare in una coppia aperta o poliamorosa è avere più piatti da cui rubare sushi e patatine fritte.





|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere viso in tessuto asiatiche #2 (Bioaqua)

Chi mi segue da un po' ormai ha capito la mia passione per le maschere viso in tessuto.
Ne sto provando davvero tante, di ogni tipo, da quelle più reperibili di cui vi parlerò presto, a quelle asiatiche, cinesi e coreane.
Più persone mi hanno chiesto se questa tipologia di trattamento sia efficace o servono giusto per rilassarsi e perché fa tanto star di Instagram.
Ovviamente la risposta è che dipende dalle proprie esigenze: io ho una pelle che tende ad essere secca/disidratata quindi mi servono trattamenti extra idratanti e queste maschere sono d'aiuto a migliorare la situazione. In primis perché sono costituite da un siero a base di acqua che la mia pelle in linea generale assorbe molto bene, e perché il tessuto "costringe" la pelle ad assorbire quanto più possibile ed evita l'evaporazione del siero.
Per me sono anche l'occasione per un po' di relax, tant'è che le utilizzo tendenzialmente la sera come trattamento sostitutivo alla crema idratante (anche se ultimamente ho iniziato ad applicarne comunque un velo), ma possono benissimo essere un trattamento last minute pre trucco o prima di una serata. 
Personalmente uso le maschere solo una volta, a pelle detersa, fin quando sono completamente asciutte, quindi anche un'ora e più se serve. Devo inoltre dare una brutta notizia ai miei amici barbuti: le maschere in tessuto non si attaccano sulla barba, anche corta. Mi spiace, potete sovrapporre la maschera sulla barba e far aderire solo la parte superiore ma mi pare uno spreco.
In linea generale e in base alla mia esperienza, le coreane sono le migliori, ma ogni prodotto è una storia sé. In questo ultimo periodo ho utilizzato parecchie maschere in tessuto del brand Bioaqua.

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

Bioaqua mi è parso il brand più diffuso, con diverse tipologie di prodotti, alcuni dei quali si "ispirano" a marchi più noti (vedrete fra poco). Queste maschere sono made in China, le avevo acquistate diverso tempo fa su Aliexpress, ma so che ci sono anche su altri siti cinesi, e diciamo che mi son lasciato prendere la mano perché oltre a Bioaqua ho acquistato diversi altri marchi. Ci hanno messo un po' ad arrivare, tempo fa vi avevo parlato della mia esperienza con questo sito, ma dall'altro lato abbiamo un costo davvero molto più basso rispetto ai prezzi che troviamo qui. Acquistare da Aliexpress richiede un po' di pazienza, non solo per quanto riguarda la spedizione visto che si ha a che fare con diversi venditori, ma anche per trovare i prodotti. Fortunatamente il sito stesso suggerisce via via i prodotti più affini alla nostra ricerca (basta scrivere "sheet mask" o "maschere in tessuto"), per cui trovare ciò che ci interessa diventa più facile (e così son finito ad acquistare quasi 100 maschere).
Al momento ne ho provate otto. Caratteristiche comuni di queste maschere in tessuto sono il fatto di essere tutte molto ben imbevute di siero, al punto da sgocciolare un po' al momento dell'applicazione, ma nulla di grave. Il siero è acquoso appunto, leggermente vischioso e un pelo più oleoso al tatto in alcune. Nessuna di queste maschere mi ha creato problemi ma ovviamente ci sono quelle che ho preferito e quelle che mi sono piaciute meno. Un  po' tutte le maschere in tessuto una volta rimosse mi lasciano una leggera sensazione appiccicosa, ma tempo 10 minuti e si assorbe del tutto. 

Bioaqua Baby Skin soft White Moisturizing Mask

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

Fra tutte queste maschere in tessuto quella che non mi è piaciuta per nulla è questa variante "Baby Skin". Appena l'ho aperta, nonostante il profumo ottimo, leggermente talcato, mi sono accorto che il tessuto era molto sottile, davvero troppo. Sulla pelle risultava trasparente! Applicarla è stata quindi un po' più difficile nonostante fosse piegata con un foglio in plastica anch'esso a forma di maschera viso.
Mi aspettavo pelle morbida e idratata come il culetto di un bambino, e sulla confezione, in uno strano inglese, dicono che questi dovrebbero essere i risultati (non fanno riferimento alle natiche dei neonati). 


Tuttavia, una volta che ho rimosso la maschera i risultati sono stati un nulla di fatto. Nessuna particolare idratazione, morbidezza, turgore o luminosità. Nulla.
A suo favore posso dire che questa non l'ho acquistata ma me l'ha mandata il venditore aggratis visto che ne avevo ordinate diverse. Capita che aggiungono qualche  gift.
Non la comprerei.

Bioaqua It's realsqueez mask Rose

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

Dalla foto avrete forse notato una certa somiglianza con le note maschere in tessuto di Innisfree che non ho provato. Questa versione di Bioaqua mi è piaciuta ma non è fra le mie preferite. La maschera ha un buon tessuto, sottile ma non troppo che è ben tagliato e che aderisce bene al viso. Il profumo ha effettivamente un vago sentore floreale ma direi che resta più sul versante neutro fresco. Il tessuto era secondo me ideale: sottile ma non troppo. 


Non so quale dovesse essere il beneficio di questa maschera visto che le istruzioni dietro sono tutte in cinese. A me è parsa una buona maschera idratante, composta di un buon tessuto  ma non mi ha dato quella sensazione di qualcosa di extra a livello di turgore della pelle o di luminosità o di freschezza. Per questo non la ricomprerei, ma non posso bocciarla

Bioaqua It's realsqueez mask Lemon 

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

Stessa solfa di sopra, in quanto questa maschera pare identica alla versione alla rosa, nonostante in INCI si legge un "citrus lemon" che mi faceva sperare a qualcosa di diverso.



In realtà anche qui abbiamo un odore abbastanza neutro e gradevole, ma che nulla ha a che vedere con il limone. Speravo che appunto la presenza di estratto di limone avesse una azione illuminante, ma di nuovo, ho avuto una buona idratazione e nulla di speciale. Carina, ma voglio di più.

Bioaqua Honey Nourishing Mask

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

Nonostante questa maschera sembri sorella delle altre due appena citate, sulla confezione non è indicata come facente parte della linea "It's realsqueez" (esiste però la versione di questa linea al miele).


Il tessuto e il taglio della maschera era pressapoco uguale a quello degli altri due prodotti. E nonostante anche nelle fattezze e nell'odore fosse simile alle altre due, alla fine si è rivelata uno scalino sopra, in particolare per quanto riguarda l'idratazione dove l'ho trovata più efficace. Potrei riprenderla. 


Bioaqua Bio Magnetic Therapy Mask 



Fra tutte queste maschere Bioaqua, questa è sicuramente la più particolare. Anzi a dire il vero è la più particolare di tutte quelle che ho provato finora. È una maschera fatta di un tessuto sottile (forse troppo) ma caratterizzata da tanti piccoli puntini in rilievo.


Non so che scopo avessero, ma erano un pelo inquietanti. L'odore è delicato e fresco, io ci sento qualcosa di fruttato. Una volta rimossa il risultato è stato buono: mi ha lasciato la pelle non solo idratata ma morbida.


Non mi ha sbalordito, ma sicuramente mi ha dato più soddisfazione. La ricomprerei? Non so, mi inquietano i puntini e se continuate a leggere vi parlo delle mie preferite. 

Bioaqua V- Shaped Face Mask

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

Ho adorato questa maschera molto più di quanto immaginassi, tant'è che in foto ne vedete due, perché speravo mi piacesse e ci avevo visto lungo. È una maschera un po' diversa rispetto a quelle di cui ho parlato finora perché oltre alla parte che copre il viso, ha anche una fascia sempre in tessuto che passa sotto al mento, e poi viene fatta passare dietro le orecchie.

Creepy!!
Insomma l'ho spiegata proprio male ma dalla foto si capisce e capite da voi che è studiata per andare a liftare i contorni del viso oltre che idratare e ammorbidire il viso. A proposito del tessuto, questo è leggermente più spesso rispetto alle altre.
Il profumo  gradevole, un po' pungente ma nulla di fastidioso. Così come non è fastidioso, almeno per me, far passare dietro le orecchie queste parti della maschera che comunque sono imbevute di siero.
La maschera aderisce perfettamente al viso e una volta rimossa mi ha lasciato una bella sensazione di pelle morbida, rimpolpata e compatta oltre che idratata. Ovviamente non so se ha una azione realmente liftante sull'ovale del viso ma mi piace che vada a coprire quelle aree. L'unico neo di questa maschera è che il tessuto non è elastico, per cui meglio non tirare troppo quando la si applica o resta molliccia. 
La ricompro certamente.

Bioaqua Masquerade Mask

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

Chi mi segue su Instagram ha visto una Story su questa maschera, visto il disegno che mi ha ricordato subito Lady Oscar. Sono scemo, lo so. 
Il disegno comunque non è in rilievo e non fa cose strane.

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

Tessuto sottile, ma non troppo; profumo molto delicato, direi più delicato rispetto alle altre.
Anche qui non si capisce molto di cosa debba fare questa maschera oltre idratare, ma dopo la lunga posa io ho sentito la pelle compatta, idratata e fresca. Molto gradevole da usare e piacevole nel risultato.


La ricomprerei. 

Bioaqua Wonder Facial Mask

Bioaqua sheet mask maschera in tessuto

E concludo con una maschera che ricomprerò certamente. La ricomprerò perché intanto ha un buon profumo, con una delicata nota di mirtillo. La ricomprerò perché il tessuto avvolgeva bene il viso.
Ma soprattutto la ricomprerò perché ha tutto ciò che cerco in una maschera. In primis idrata bene, forse grazie al fatto che il siero era leggermente più oleoso rispetto che le altre.


Lascia la pelle del viso tonica, compatta e luminosa ma, cosa non da poco dà una bella sensazione di freschezza.
Sapete che molte maschere in tessuto, appena applicate, sono tendenzialmente fresche, ma questa Wonder Mask era molto più fresca una volta rimossa. Immagino che in piena estate sarà ottima.
Ricompro for sure.

INFO BOX
🔎 Aliexpress, online
💸 0.70/0.98€
🏋30/40gr l'una
⏳ scadenza sulla confezione



Direi che per oggi ho parlato fin troppo, per cui lancio la palla a voi. Fatemi sapere se conoscevate Bioaqua e queste maschere o quale vi incuriosisce di più.
A presto!




Altre Recensioni:

Bioaqua Kit 9 maschere



|#backtoseries chapter 15|
Miniserie a gogò e... protesta! (The White Princess, Taboo, Z: The Beginning of Everything...)

Le serie tv sono diventate ormai la mia compagnia preferita in quest'ultimo periodo un po' incasinato. Ho più specificatamente trovato la pace dei sensi con le miniserie, il giusto intermezzo per me fra un film, ma senza sfiancarti con tre ore consecutive di visione, ed un telefilm vero e proprio, ma senza 800 episodi a stagione. Anzi, a volte hanno solo una stagione.
Come sempre classifichetta ma in modo coinciso e centrifugato così non vi abbotto.
E come sempre nonostante io li eviti, se proprio non volete alcuno spoiler, state attenti.


Una stella va alla settima stagione di Pretty Little Liars, che nonostante ancora non sia terminata si è rivelata una ciofeca spazziale. 

pretty little liars 7 recensione

Speravo in un cambio di registro più netto, in una reale crescita almeno alla fine di tutto. Invece la storia è sempre la stessa, le dinamiche sono sempre le stesse, i personaggi sono più o meno sempre gli stessi. Speravo che le liars diventassero più mature, più "cattive", più risolute. Invece urlano, si guardano in giro con fare circospetto e non concludono nulla. Proprio come facevano nelle passate stagioni quando erano "solo" delle ragazzine del liceo. Hanno cercato di introdurre problemi "da adulti", di creare uno stacco con la nuova generazione, ma secondo me non sono riusciti. E gli stessi personaggi, Mona in particolare, ammettono che le dinamiche sono rimaste le spesse. 
Le novità, o comunque i momenti più critici, come ad esempio il ruolo di Aria, che avrebbe dovuto in qualche modo shockare, è alla fine la realizzazione di una delle teorie che più si rincorrono nel corso di questi anni in cui la serie è in onda. Non se ne esce, seguirlo per me è diventato davvero pesante e sto stringendo i denti proprio per una sorta di sadica abitudine.
Non me ne sentirete più parlare, fra tre settimane sarà tutto finito, ma ci tenevo a bocciarlo ancora una volta.


⭐⭐

Due stelle a The Catch, ma non per colpa della serie in sé, ma per la fine che ha fatto. 




Questa seconda stagione aveva ripresto il ritmo e la verve che la storia aveva perso dopo le prime puntate della prima stagione. Stava funzionando bene, e nonostante non sia mai stata una serie tv epica, The Catch riusciva a coniugare ironia ad azione e dramma. Invece proprio sul "più bello" ABC ha falciato la serie cancellandone il rinnovo. Come vi dicevo per Sense8, son cose che capitano, principalmente per i costi del telefilm che poi non vengono ripagati da altrettanto share. Generalmente sono abbastanza preparato all'evenienza, tuttavia avrei apprezzato anche solo uno o due episodi, se non, ancora meglio, una terza stagione più breve che potesse chiudere in qualche modo il cerchio. Leggevo inoltre che serie come Once Upon a Time, nonostante non avessero questo rating pazzesco, sono state rinnovate. 
Insomma due stelle per The Catch per protestare a questa ingiustizia. Non me lo dovevi fare ABC!
Una parentesi brevissima e due stelline (e mezza) per la seconda stagione di Billions.  La scorsa volta ne avevo date tre ma giunto alla fine ho tirato un po' le somme e posso dire che non mi ha preso.



È stata per me una stagione iniziata così così e questo, lo ammetto, deve avermi influenzato abbastanza nel corso delle altre puntate. 
La struttura generale di Billions meriterebbe comunque il massimo dei voti: dal cast alla macchinazione della storia, ma sono arrivato all'ultima puntata e non ricordavo pezzi di intreccio narrativo, sintomo che non mi aveva emozionato e quindi avesse lasciato un qualche segno.
Alla fine della fiera la sceneggiatura mi è parsa quella di un illusionista che tenta di impressionarti con mille gestualità teatrali, ma stringi stringi c'è poca magia. 


⭐⭐

Nella mia classifica tre stelle vanno a diverse nuove serie tv, direi la maggiorparte di quelle che ho seguito.
Z: The Beginning of Everything è una di queste. Trattasi appunto di una miniserie, basata su un romanzo di Therese Anne Fowler e disponibile sulla piattaforma Amazon Video.



A parte queste informazioni tecniche, Z: The Beginning of Everything racconta le vicende di Zelda Sayre Fitzgerald, la moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald. Siamo negli algidi anni '30, e già questo mi ha fatto battere il cuore, ma a piacermi è stata anche la storia in sé. I due dovevano essere due tipetti abbastanza suscettibili e sicuramente questo passa attraverso la serie. Una coppia legata da un sentimento particolare, forte ma quasi morboso, di bisogno reciproco. Due amanti che si consumano a vicenda nel prendere l'uno dall'altra. Così descriverei Zelda e Scott.
La serie è di facile approccio: 10 puntate da circa mezzora l'una. Un bingewatching a portata di click. Bisogna dire che i due non hanno avuto una lunga esistenza, ma sono state due vite molto intense. Questo è un po' il lato negativo della serie: non aspettatevi capitomboli narrativi e un ritmo concitato. Ho avuto l'impressione che questa prima stagione sia stata girata un po' col freno a mano, non sapendo forse che riscontro avrebbe avuto. La storia inoltre è molto semplice, e si segue con estrema facilità, ma per me resta comunque molto carina e interessante.
Amazon, dopo una prima conferma, ha dichiarato che non ci sarà una seconda stagione. 

Tre stelle anche per un'altra coppia del passato: Enrico VII e Elisabetta di York di The White Princess.

Risultati immagini per The White Princess

Ci sono effettivamente delle similarità fra questa serie e quella che vi citavo poco sopra: anche The White Princess è tratta da un romanzo, ed è ispirata a fatti realmente accaduti. Una miniserie composta da 8 episodio di un'ora l'uno circa, firmata BBC e attualmente disponibile solo in lingua originale. Si segue con molta facilità e secondo me ha alcune carte vincenti. Mi è piaciuta perché c'è una buona ricostruzione dell'epoca e l'ho trovata in certi momenti molto emozionante. Nonstante la durataDall'altro lato però come per Z, non c'è una ricchezza di avvenimenti, anzi la trama è lineare, non ci sono colpi di scena particolarmente inaspettati e se avete una generale infarinatura di storia inglese vi risulterà un po' spoilerata. Dall'altro lato però parlare di Enrico VII e non del più inflazionato successore nonché figlio Enrico VIII, mi è parsa una bella mossa. Il cast è ben assortito e sicuramente troverete qualche volto noto.
Un telefilm per chi ama le serie in costume, la storia inglese, e chi vuole un po' di compagnia in attesa di prodotti più interessanti.

⭐⭐⭐⭐

E, rullo di tamburi, quattro stelle vanno a Taboo.



È indubbiamente la miglior serie che ho visto in questo ultimo periodo sotto tanti punti di vista. In primis quello più tecnico visto che non si discosta molto da un vero e proprio film con una narrazione che è costante ma si allenta o restringe a seconda del momento. Non manca la suspense, l'azione e un certo lato gotico che solo l'Inghilterra dell'800 può regalare. Se siete orfani di Penny Dreadful potrebbe fare al caso vostro.
L'intreccio narrativo ha alcuni snodi da seguire con attenzione ma per il resto non annoia mai. A questo punto vi chiederete se 4 stelle siano solo un mio capriccio per riempire un posto in questa classifica. In realtà vi dico di no, ma ci sono una serie di motivazioni. La prima è che Taboo è ancora alla prima stagione per cui sono in attesa di vedere cosa sanno fare. Mi è parso inoltre che, forse nel dubbio che potesse anche non essere riconfermato, abbiano qui e lì accelerato o comunque caricato troppo alcune puntate con molti avvenimenti. Un'altra ragione è che mi è mancata un po' di emozione nel senso che sono sicuro che il personaggio di James Delaney (Tom Hardy) che poi è il perno della storia sia in grado di dare molto e di tirar fuori molte sfaccettature. Insomma mi aspetto un pizzico di umana drammaticità in più, maggiori sfaccettature. 
Queste sono mie aspettative ma in ogni caso sono sicuro che Taboo, in un modo o nell'altro, saprà guadagnarsi un'altra stellina. 

E concludo qui con le mie personalissime opinioni sulle mie serie tv del momento. E voi che state seguendo di bello?
Io visto che praticamente tutte questi telefilm si sono conclusi, ho in lista Decline and fall, ma soprattutto Chiamatemi Anna, la serie di Netflix che già me lo sento mi farà frignare alla peggio maniera. Ve la ricordate "Anna dai capelli rossi"? Ecco.


Maniche a sbuffo nel cuore forever.

A presto!




|Beauty Cues: Viso, Corpo|
Promossi e Bocciati Maggio 2017
(Neobio, H&M, una novità Naturaverde Bio, L'Erboristica, BioPark)

E ci risiamo con le review dei prodotti promossi e bocciati del mese di Maggio. In questo mese non ho provato tantissimi nuovi prodotti, ma mi sono più che altro limitato a terminare alcuni che stavo usando da tempo, a metterne da parte altri e vi dirò perché. Non ho dei bocciati che mi hanno spinto all'odio profondo nei loro confronti, ma ho un prodotto che non mi sembra nulla di speciale, che non mi aiuta nella sua funzione e di cui quindi potrò dimenticarmene molto presto.
Ma invece di star qui a parlare andiamo al sodo.

Promossi

👍 Neobio Gel doccia Rivitalizzante Bio Arancio e Limone

neobio gel doccia arancio e lime

Neobio è un marchio tedesco che conosco veramente poco, pur avendo diversi prodotti con costi bassissimi. Tempo fa avevo provato il loro Lip Care che mi era piaciuto ma lì si era fermata la mia conoscenza del brand.
Poi in un ordine di diversi mesi fa sul sito BioAlchemilla mi era capitato di prendere questo gel doccia arancio e limone
Quando stavo pensando alla review di questo prodotto, mi è venuto in mente il termine "onesto" per descriverlo, ma pensandoci mi sono reso conto che sarebbe stato riduttivo. Questo prodotto mi è piaciuto proprio. È un gel trasparente di media densità. Ho gradito il modo in cui andava a detergere la pelle del corpo senza essere aggressivo. Io ho una pelle del corpo normale, più secca in alcune zone come braccia e gambe, ma nulla di tremendo, specie ora con temperature più calde. 
Nelle occasioni in cui però non ho applicato la crema corpo dopo la doccia, non ho sentito la pelle tirante o disidratata.
Con poco prodotto riuscivo a creare una bella schiuma avvolgente, ma facile da sciacquare. Io utilizzo sempre una spugna.
La descrizione di Neobio 
Una piacevole esperienza in doccia, che cura e pulisce la pelle delicatamente con tensioattivi delicati dello zucchero. L'arancio organico rinfrescante e l'aggiunta stimolante del lime organico coccola la mente e l'anima - per un inizio vitalizzante della giornata.
è un po' mirabolante ma per me questo gel doccia è promosso. Unico neo, per quanto riguarda il profumo: annusando il gel dalla confezione avverto un buon profumo di arancia, comunque delicato. Ma una volta applicato sulla spugna non sento granché. È un peccato perché pur non amando profumazioni eccessivamente intense, mi piace avere una qualche profumazione.
Resta un prodotto promosso.

INFO BOX
🔎 Bioalchemilla, Bioprofumeria
💸 2.90€
🏋250ml
⏳ 12 Mesi
🔬NATRUE
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

👍 H&M Eau de Toilette - Cashmere Haze 

H&M Eau de Toilette - Cashmere Haze

Non è la prima volta che vi parlo delle eau de toilette di H&M. Avevo infatti promosso tempo fa la variante in edizione limitata al Winter Fig. In generale mi sembrano prodotti carini specie per chi ama profumazioni non eccessive o invadenti, e per chi ama cambiare e non vuol spendere patrimoni in totale disinvoltura. Per chi non lo sapesse H&M ha una linea cosmetica abbastanza ampia fra cui ci sono anche prodotti per il corpo (creme, scrub, eau de toilette e acque profumate ecc) in cinque profumazioni diverse.
Parecchio tempo fa avevo acquistato questa eau de toilette in Cashmere Haze, incuriosito dalla descrizione presente sul sito di H&M (dove l'avevo acquistata e al momento non è disponibile):
Un profumo pulito e cipriato con una delicata finitura sottile. Giglio della valle e gelsomino succulento si fondono con la vaniglia dolce e un tocco di legno di sandalo per un senso duraturo di calma.
Credo di poter dire che è una descrizione fedele: appena spruzzata ci avverto delle note floreali e legnose, ma quando il profumo scema, riaffiorano note talcato-cipriate che si mantengono per la durata della persistenza del profumo. Mi è piaciuta fin dall'inizio tant'è che ne è rimasta davvero poco. È una profumazione che definirei più femminile che unisex ma non è un problema, perché resta sul fresco; tuttavia, nonostante resti appunto una fragranza fresca, non so perché io tendo a ricondurla e a preferirla in inverno. Per questo motivo Maggio è stato l'ultimo mese in cui l'ho utilizzata ed ho deciso di metterla da parte al momento.
Per quanto concerne la durata non è altissima, ma è pur sempre una eau de toilette: sugli indumenti si avverte bene per circa 2 ore, più alta è la durata invece se applicata sulla pelle, secondo un criterio che non ho capito.
Insomma promuovo questa eau de toilette di H&M, mi piace molto e anzi la ricomprerei pure.

INFO BOX
🔎 Negozi monomarca H&M, online
💸 7.99€
🏋55ml
⏳ 36 Mesi
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

👍 Naturaverde Bio - Dentifricio Gel Eco-biologico

Naturaverde Bio - Dentrifricio Gel Eco-biologico

Durante il Cosmoprof, Naturaverde Bio ha lanciato alcune novità non solo per la cura del corpo ma anche per l'igiene orale. Una linea che consta sia appunto di questo dentifricio, sia un collutorio che ho recensito qui. Dalle mie parti queste nuove referenze non ci sono, motivo per cui le ho acquistate dal sito La Malizia, di cui vi ho parlato qui.
Nonostante io sia un fan dei dentifrici in pasta ho deciso, per cambiare un po', di provare questo che è un gel verdino e trasparente. Mi ricorda un po' il gel di aloe per farvi capire la consistenza.
A primo impatto il sapore non mi aveva fatto impazzire, ci sentivo delle erbette, ma non è tremendo e mi ci sono abituato subito. In questo caso è stato ancora più facile perché a questo gusto corrisponde un odore e una sensazione di freschezza molto piacevole. Sensazione che perdura anche un bel po' dopo lo spazzolamento.
A piacermi è anche il fatto che questo dentifricio produca schiuma, caratteristica che io ricerco sempre nei dentifrici.
Naturaverde Bio dice di questo prodotto
è perfetto per la corretta igiene orale di tutta la famiglia. Preparato senza fluoro e arricchito all'aroma di menta lascia in bocca una piacevole sensazione di freschezza.
Sì è molto fresco, così tanto che se non amate l'effetto mentolato vi consiglio di skippare questo prodotto.

INCI Naturaverde Bio - Dentrifricio Gel Eco-biologico

Altro aspetto, e forse direi il più importante, che mi fa promuovere questo prodotto è il fatto che non ha accentuato in alcun modo la mia sensibilità dentale, pur non avendo la funzione esplicita di combattere questo problema. Mi dà anzi la sensazione di denti sani e puliti.
Lo ricomprerò ben volentieri.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione
💸 2€
🏋75ml
⏳ 6 Mesi
🔬ICEA EcoBio Cosmetics
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

👍 L'Erboristica di Athena's Crema Detergente 3 in 1

l'erboristica di athena's crema detergente 3 in 1

Un prodotto che mi ha sorpreso e che ho apprezzato davvero tanto è questo detergente in crema di L'Erboristica. Lo puntavo da un po', poi mi son deciso a prenderlo, ultimo sullo scaffale.
Al contrario di molti prodotti, questo detergente aveva una pellicola di sicurezza al tappo così che non potesse essere aperto, e già per questo iniziavamo bene.
Si presenta come una crema consistente ma morbida, sicuramente più consistente dei soliti latti detergenti. Una emulsione che si spezza e sparge facilmente sul viso; il profumo lo definirei neutro e fresco.
Loro dicono di applicare il prodotto su un dischetto di cotone e che non è necessario il risciacquo ma io non ho seguito per nulla queste indicazioni. Soprattutto per quanto riguarda il non sciacquare che mi avrebbe portato al manicomio.
Come l'ho utilizzato? Ne prelevavo una noce che massaggiavo su viso asciutto, dopo un po' di massaggi circolari inumidivo le mani e continuavo con i massaggi. L'ho utilizzato sia al mattino per una pulizia delicata con la spazzola in silicone di Silvercrest che la sera per il doppio passaggio di detersione, seguito da un detergente schiumoso. In ogni caso mi è piaciuto: al mattino mi dà una detersione delicata lasciandomi la pelle fresca, pulita, e luminosa, ma assolutamente non aggredita o secca. È uno di quei detergenti che ti dà una sensazione di idratazione una volta rimosso via, ma non di pelle pesante o non ben pulita.

INCI crema detergente l'erboristica

Alla sera l'ho utilizzato come primo passaggio per rimuovere correttore e crema solare per poi proseguire con una detersione schiumogena più "sgrassante". La sera mi piace far così, non giudicate suvvia. Anche così non è affatto irritante o essiccante.
Quelli de L'Erboristica dicono
Questa crema deterge in profondità viso ed occhi, strucca con delicatezza donando tono e luminosità all'incarnato. La presenza dell’Olio di Mandorle Dolci conferisce elasticità e  levigatezza al viso.
e vi posso garantire che strucca davvero bene, tant'è che l'ho fatto usare a mia madre per rimuovere il trucco che le avevo fatto per il famoso matrimonio. Non era un trucco molto intenso ma avevo usato un primer per tutto il viso, prodotti long lasting e mascara waterproof (sia mai la lacrima di commozione) sugli occhi e questo detergente si è portato via tutto. Magari se volete usarlo come struccante abituale e siete soliti fare make up importanti, molto colorati e intensi, è meglio aiutarsi con un panno in microfibra o appunto i dischetti di cotone.
Si sciacqua tutto sommato con facilità e non mi brucia gli occhi, né me li lascia particolarmente appannati.
L'unica critica che posso muovergli è che non mi piace come si comporta con le setole in nylon dell'Imetec Bellissima, mi dà la sensazione di non far scivolare bene la spazzola. Per me non è un problema ma ve lo dico. Lo consiglio a pelli da secche a normali, a leggermente miste.
In sintesi estrema lo adoro.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione
💸 5.60€
🏋150ml
⏳ 12 Mesi
🔬 Vegan Ok
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

Bocciati

👎BioPark Cosmetics Yummme Organic Lip Balm Coconut

biopark cosmetics balsamo labbra cocco

Pollice verso per questo balsamo labbra di Biopark, non perché sia una roba orrenda, ma semplicemente perché non mi è parso nulla di speciale e di balsami labbra validi ce ne sono a migliaia. Andiamo per gradi.
È uno stick labbra contenuto in una delle confezioni che non amo: tappino piccolo e altrettanto piccola rotellina sotto per far fuoriuscire il prodotto. Il burro è morbido, direi una consistenza più oleosa che cerosa. Applicato sulle labbra risulta abbastanza lucido per cui se non vi piacciono i balsami labbra così, potete anche fermarvi qui. Sulle labbra però è confortevole e non pesante o eccessivamente untuoso.
Profuma di cocco? Appena. Io ci sento più che altro l'odore delle componenti naturali, quindi degli oli. Non che sia sgradevole, ma per cocco mi aspetto altro. 
Secondo BioPark
Ha un effetto nutriente e protettivo contro gli agenti atmosferici.
ma secondo me non molto. Fin quando si tratta di mantenere le labbra idratate quando queste non hanno grosse esigenze, ci siamo. Ma quando si tratta di nutrire labbra screpolate, sulle mie non ha avuto grande efficacia, anzi pur applicandolo spesso non mi ha aiutato. Non parlo di labbra distrutte, con pellicine o tagli, ma solo molto secche. Ho dovuto far ricorso alla maschera labbra Biogei e ad un altro prodotto che sto testando per ora, perché questo balsamo labbra non è stato particolarmente efficace.
Lo finisco, anzi non me n'è rimasto molto, ma non lo ricomprerei affatto.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Eccoverde
💸 3.99€
🏋4.25gr
🔬 USDA Organic
⏳ Scadenza sulla confezione
💓⇒ 🌸🌸


Così termino con i miei prodotti promossi e bocciati di Maggio, mese in cui tutto sommato sono stato cosmetologicamente fortunato.
Con questo appuntamento ci leggiamo il mese prossimo, se vi va fatemi sapere i vostri top e flop del mese passato e per il resto, invece, ci leggiamo presto!







{Aggiornamento 69}
In mezzo a sfumature.




Sembrava impossibile, ma ce l'abbiamo fatta, come dicono nella pubblicità. 
Sono reduce da questo ormai impervio matrimonio
Vi avevo un po' raccontato il lato più glamour della celebrazione, con le mie difficoltà a trovare un abito in grado di cingere degnamente le mie giunoniche forme e credevo che la cosa sarebbe finita lì. In realtà alla fine quella si è rivelata la parte più facile, anche perché mi è bastato entrare in un negozio con annessa sartoria e il problema si è risolto. Il colore che volevo, il modello che volevo.
Credevo comunque che mi sarei limitato ad aspettare il giorno del sì, preparandomi giusto il giorno prima, spinzettandomi le sopracciglia e facendo qualche maschera per essere flawless quel giorno. Avrei poi commentato gli abiti delle invitate e della sposa, avrei mangiato e bevuto, avrei cercato di stare dal mio profilo migliore ad ogni foto, avrei scartato la troppa panna dalla torta, avrei sgomitato al buffet e fatto tutte quelle altre cose che in genere fa un invitato. 
E invece questa era solo la mia immaginazione perché nella realtà mi son ritrovato ad essere parte integrante del matrimonio, soprattutto nell'organizzazione della casa dei nubendi.
Non solo a dare una mano con le pulizie che una nuova casa richiede, ma anche scegliere dove mettere i quadri, scartare e sistemare i regali, e decidere quali lampade stessero meglio in corridoio.
Insomma mi sono sentito un po' sposa anche io.
Dopo tutto questo tran tran, speravo che ieri potessi starmene in panciolle come un invitato qualsiasi, invece la mattina del matrimonio è stata movimentata: chiamate dallo sposo per ragioni ignote, trucco di mia madre e aiuti alla sposa, che, per quanto agile con tacchi e abito lungo, continuava ad incartarsi col velo. Quindi sistema il velo alla sposa e salvala dal capitombolo.
E poi ho sudato. O meglio, sono letteralmente esondato come un fiume che esonda (cit.) per tutto il giorno.
Sono diventato della stessa sostanza di quando ti dicono "più tardi devo dirti una cosa".
Ma è stata una bella giornata, molto meno noiosa di quanto si prospettano in genere i matrimoni, e anzi anche abbastanza scorrevole. E poi il mio contributo e supporto è stato ampiamente apprezzato e riconosciuto, per cui posso ritenermi anche contento.

Questa cicciosità di eventi mi ha fatto arrivare a Giugno con tempistiche diverse, quasi più in fretta della mia percezione.
Che poi giugno è un po' anche il mese dell'outfit, non solo per l'impellente prova costume ma visto che è il mese del Pride. 
Come ci si veste ad un Gay Pride si domandano tutti. Giacca e cravatta o chiappe al vento? Non so se qualcuno ha mai chiesto a Enzo e Carla ma sarebbe interessante una loro risposta.
Quest'anno a riaprire pubblicamente l'annosa questione è stata Samantha de Grenet, che in una intervista ha detto che certe situazioni di esibizionismo durante le parate risultano ghettizzanti.
Una questione, quella del come vestirsi, che il "fate come vi pare" non ha mai saputo risolvere nel corso di tanti anni. Ma, come spesso accade, non ci sono sfumature nel fazionismo.


Bianco o nero, così o cosà, niente vie di mezzo, ma secondo me la verità sta proprio nel mezzo.
È sicuramente importante sottolineare come l'abbigliamento non è poi quello che conta perché si va a celebrare quella che è la libertà individuale, libertà di essere me stesso sia io una persona pacata e morigerata, sia io più eccentrico e particolare. Inoltre già da tempo il fenomeno del "carrozzone" si è secondo me ridimensionato, nell'ottica che ormai il gay pride è aperto a tutti, anche alla tipica famiglia del Mulino Bianco. In molti posti inoltre non ci sono nemmeno i carri.
Tuttavia sussistono ancora certe situazioni in cui si palesa l'esibizionismo dei partecipanti che è poi quella che i media tendono a manipolare.
Ma quindi come ci si deve vestire? Qual è il gap fra esibizionismo e libertà individuale?
Secondo me al Pride ci puoi andare vestito come vuoi, però con coerenza. Cioè che se ti senti a tuo agio con un determinato abbigliamento, che sia un nude look o un eschimese look, non ci sono problemi.



Il problema sorge quando sfrutti l'occasione per cercare di farti notare, apparire e metterti in mostra per tuo mero scopo personale.
Il mio dubbio è che se ti trovi a tuo agio con un certo abbigliamento, io mi aspetto di vederti con lo stesso abbigliamento anche alla cassa del supermercato, ad esempio, ma questo non mi pare avvenga. Ecco quindi il gap: esibizionismo tal quale contro l'essere semplicemente se stessi. 

Comunque è una di quelle questioni su cui puoi continuare a parlare per ore, anzi giorni come è stato per l'addio di Totti alla Roma, che se fossi stato in lui, per come ne stavano parlando, avrei iniziato a toccarmi lì dove non batte il sole perché sembrava stessero parlando di un morto. 
Invece sono sicuro che fra due giorni ce lo ritroveremo da qualche parte.
Più o meno la stessa disperazione che ho visto per la cancellazione di Sense8, serie tv firmata Netflix che però io, non ho mai iniziato a vedere nel dubbio che se una cosa piace su Twitter a me può far ribrezzo.
Mi spiace per i fan perché so cosa vuol dire vedersi chiudere il proprio telefilm preferito praticamente sul più bello, ma alla fine si sa che va così e tendenzialmente dietro ci sono motivazioni economiche. Insomma non resta che metterci tutti quanti un po' in sesto che ci aspetta ancora tanto altro. Io dal canto mio aspetto una settimana abbastanza movimentata, ma supereremo anche questa.
Sperando che voi stiate tutti bene, vi mando un saluto e ci leggiamo presto!





DECIEM | The Ordinary: esperienza di acquisto e haul

The Ordinary è senza dubbio il brand di skin care del momento. Nato nel 2013, ha spopolato in America e adesso sta arrivando anche in Europa e in Italia e io sono stato attirato come un gatto al lardo, e ci ho lasciato lo zampino.



The Ordinary è un brand canadese che fa parte del marchio DECIEM | The Abnormal Beauty Company fondato da Brandon Truaxe e che consta di un range di diversi altri marchi che passano dalla skin-care agli integratori, ai prodotti per capelli.
Questi brand sono un po' l'uno l'evoluzione dell'altro per cui ci sono delle differenze di prezzo e in questo senso The Ordinary rappresenta la base di questa piramide. 
Il sito ufficiale è tradotto in italiano ed è molto chiaro e spiega meglio di quanto potrei far io quello che è lo scopo e il concetto di questo marchio, per cui cito

"The Ordinary è una linea di trattamenti in continua evoluzione che offre tecnologie cliniche familiari ed efficaci, posizionata per accrescere l'integrità in termini di prezzi e comunicazione nel settore cosmetico. [...] La sua offerta è pioniera, non tanto nelle tecnologie familiari che utilizza, bensì in termini di onestà ed integrità.
The Ordinary è orgogliosa della propria onestà, combatte la stagnazione dell'innovazione nel settore e celebra indirettamente la profonda innovazione che i nostri marchi, Hylamide e NIOD, continuano ad apportare alla categoria.
Tutti i prodotti e i marchi DECIEM, incluso The Ordinary, sono privi di parabeni, solfati, olio minerale, metilcloroisotiazolinone, metilisotiazolinone, oli animali, cloruro di benzalconio, coloranti al catrame di carbone, formaldeide, mercurio, ossibenzone. 
DECIEM non esegue test su animali e non paga terzi per farlo."

Un brand quindi che punta tutto alla qualità del prodotto, alla sua funzionalità e va al sodo. Ogni singolo prodotto ha uno scopo particolare basato su un singolo attivo specifico ad alte percentuali; in questo senso potremmo definirli dei cosmeceutici. 
Non sono dei prodotti ecobiologici, per chi fosse dedito a quel tipo di cosmesi, però molti dei prodotti non contengono siliconi, inoltre tutta la linea è cruelty free e vegan. Il sito comunque elenca tutti gli INCI.

The Ordinary, ma direi anche l'intero concetto di DECIEM, si rivolge a consumatori consapevoli, interessati a conoscere quello che utilizzano per la propria cura della pelle. Ma sono sicuro che anche il consumatore più distratto è in grado di utilizzare questi prodotti visto che il sito descrive la funzione degli attivi presenti nelle loro formule, spiega come introdurre questi cosmetici all'interno della propria routine, quando utilizzarli, quali prodotti possono essere usati insieme e si sofferma anche su quali possono essere le controindicazioni, specie nel caso di prodotti esfolianti a base di alfaidrossiacidi. Sul sito si trova una guida con inclusi degli esempi su quando e come utilizzare i singoli prodotti; inoltre l'azienda consiglia di utilizzare un massimo di tre sieri per regime.

Il costo così basso e accessibile (da 5€ a 17 € circa) che The Ordinary offre è dovuto al fatto che l'azienda non spinge su una campagna di marketing eccessivo e utilizza packaging essenziali. Dietro però c'è anche un po' di marketing: penso che questo marchio sia un apripista, un sonaglio che attira facilmente l'attenzione verso DECIEM e verso anche i prodotti più cari. 
Tutto questo mi è parso molto arrosto e poco fumo che mi ha spinto a provare alcuni di questi prodotti. The Ordinary ha una linea che comprende più di 20 prodotti per la skin-care più un paio di fondotinta che sono gli ultimi nati del brand. Questi prodotti, nonostante in parte siano anche creme e fluidi, hanno per la maggiore la consistenza di sieri, quindi una texture tendenzialmente fluida o gellosa, per questo ho pensato potessero ben sposarsi con il periodo estivo. Ma dopo tutta questa teoria che può confondere, passiamo alla pratica.



The Ordinary arriva in Italia dal sito ufficiale ma la si trova anche su siti come Asos e Maquillalia. Io volevo provare ad acquistare dal sito ufficiale per capire come fosse il servizio offerto dall'azienda, nonostante loro stessi dicono che, per via dell'alto numero di ordini, ci possono essere dei ritardi nella spedizione. Ma io non avevo fretta.
Così giorno 13 Maggio ho inoltrato il mio ordine. Il sito secondo me è molto semplice da navigare, e ci sono due metodi di pagamento: Paypal o con carta di credito. Io ho pagato con Paypal. Al momento del pagamento vi vengono richiesti i vostri dati e vi faranno iscrivere al sito.
Le spese di spedizione ammontano a 4.99€ per ordini sotto i 25 euro, al di sopra sono gratuite. Direi ottimo se considerate che la spedizione è tracciata. In Italia The Ordinary arriva dal Regno Unito, in particolare il mio pacchetto è stato spedito da Nottingham con corriere DPD, quindi non ci sono costi aggiuntivi di dogana o problemi di sorta.
Attenzione: una volta che avete inoltrato l'ordine non può essere modificato, ma può solo essere cancellato contattando il servizio clienti anche tramite il form sul sito.

Il mio pacchetto, contro ogni mia aspettativa, è stato spedito giorno 17 Maggio, quindi dopo 2 giorni lavorativi se considerate che di mezzo c'era la domenica.



Dopo un paio di giorni ricevo un sms da parte del corriere Bartolini in cui mi dicevano che avevano preso in carico il mio pacco da parte di DECIEM, e che la consegna era prevista per il 23 maggio. Sul sito di Bartolini infatti mi segnalavano che il mio pacchetto era arrivato in Germania e che avevo l'opportunità di scegliere un'altra data di consegna o un altro indirizzo.
Giorno 23 maggio il mio bellissimo corriere Bartolini mi consegna questa piccola scatola con all'interno i prodotti che avevo scelto, incartati in della pluriball, più la fattura con tutti i dati.



Insomma 7 giorni lavorativi per un pacchetto dall'Inghilterra non mi sembra male.
In questo post non andrò a fondo riguardo i prodotti che ho scelto anche perché meritano un minimo di approfondimento e di questo passo finisce che compio 30 anni davanti alla tastiera, ma vi posso intanto dire che per scegliere i prodotti ho guardato prima tantissime review perché volevo capire quali prodotti potessero rispondere alle mie esigenze, "all'obiettivo" che vorrei raggiungere. Ho cercato di capire se sarebbero stati sostitutivi della mia skin care routine o li avrei potuti inglobare insieme ad altri prodotti che stavo già usando.
Inoltre essendo estate ho preferito evitare sia i retinoidi che gli alfaidrossiacidi.

Ho scelto l'Argireline Solution 10%, il cui attivo è un peptide che è un marchio di proprietà della Lipotec. Vi dico solo che questo ingrediente è definito il sostituto del Botox, o meglio la sua variante "in bottiglia" e quindi agisce sulle rughe dinamiche del viso date dal contrarsi dei muscoli facciali, soprattutto sul contorno occhi e fronte.
Ho scelto poi il Buffet, che è l'unico dei prodotti che contiene più ingredienti attivi al suo interno, come ad esempio Matrixyl, vari peptidi e acido ialuronico ed ha lo scopo di idratare e combattere le rughette. E per finire ho preso il Caffeine Solution 5% + EGCG, ovvero un mix di caffeina e catechina del tè verde che dovrebbero aiutare a sgonfiare gli occhi e ridurre le occhiaie.



Da giorno 23 ho iniziato ad utilizzare questi prodotti, e qui potete trovare la recensione completa. Voglio però provare altri prodotti di questo marchio e spero che amplino man mano il range con un detergente viso e più prodotti in crema.
Fatemi sapere se conoscevate The Ordinary, se avete provato qualcosa e noi ci leggiamo presto!

{Recensioni Film 🎥🎬}
La bella e la bestia - Cinquanta sfumature di nero - Passengers

Quest'anno ero partito in quarta con le chiacchierate cinematografiche, ma poi mi son perso. Le uscite interessanti hanno iniziato a scarseggiare, alcune non ho fatto in tempo a vederle; e poi sono stato sommerso da una valanga di serie tv che non hanno nulla da invidiare a veri e propri film, anzi in certi casi sono anche meglio. Ma avevo tre film che ho visto anche un bel po' di tempo fa e di cui ancora non ho parlato.

La bella e la bestia (2017)


Titolo originale: Beauty and the Beast
Genere: fantastico, musicale, sentimentale
Durata: 129 minuti
Regia: Bill Condon
Uscita in Italia: 16 Marzo 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Sull'onda dei live action ispirati ai classici Disney, non poteva mancare nemmeno il film su La Bella e la Bestia. Ma così com'è stato per Cenerentola del 2015, secondo me non ci siamo. 



Non fraintendetemi, non voglio dire che questa versione di La Bella e la Bestia sia sgradevole, che mi abbia disturbato al punto da interrompere la visione, ma non ne vedo il senso di ripescare vecchi film e rifarli con la carta carbone solo perché ora c'è una tecnologia migliore e magari più soldi. E non capisco poi come mai così tanto clamore. Il film infatti segue fedelmente quanto succede nel cartone animato del 1991 ma secondo me ci perde anche. 
Questa nuova "rivisitazione" punta tutto alla spettacolarizzazione data dagli effetti speciali, dalla messa in scena, ma tolto quello non mi pare ci resti molto. 
Non mi è rimasto un friccicorio particolare, una emozione che si trascinasse anche solo un passo oltre i titoli di coda. Non mi è rimasta una risata di divertimento né una lacrima per una delle storie d'amore più romantiche di sempre. Non mi è rimasta ovviamente la sorpresa.
Non mi è rimasta una interpretazione particolarmente brillante, anzi Emma Watson, sebbene sulla carta sembri una perfetta Bella, in scena si dimostra emotiva come un ferro da stiro: ogni tanto sputacchia acqua, ogni tanto si scalda, ogni tanto sbuffa e stop.
Un po' un peccato poi il fatto che un cast così ricco abbia avuto solo pochi attimi di visibilità.
Mi è rimasta invece un po' di noia per la prima parte del film, un po' più di empatia per la seconda parte ma secondo me non supera la sufficienza. 
Un film adatto a chi ama i remake non remake e a chi piace far fare big money alla Disney.
Ma quando fra 10 anni ci saranno effetti speciali ancora migliori, La bella e la bestia del 2017 sarà pressapoco un ricordo e io sarò lì a ricordarvi che ve lo avevo detto. 


Voto 6

Cinquanta sfumature di nero (2017)



Titolo originale: Fifty Shades Darker
Genere: drammatico, sentimentale
Durata: 118 minuti/131 minuti non censurato
Regia: James Foley
Uscita in Italia: 9 Febbraio 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Dopo la primissima versione delle Cinquanta sfumature, non potevo perdermi questo sequel sulla storia d'amore un po' biricchina che ha stuzzicato le fantasie più ardite di migliaia di donne (e uomini) al mondo.
A me invece ha stuzzicato soltanto una domanda: perché?


Perché sono solo 50 sfumature di un colore a caso?
Ma soprattutto perché volete continuare ad infliggerci questa storia?
Vi dico la verità, questa volta mi ero anche illuso. Avevo visto il trailer e credevo avessero voluto dare un twist realmente più dark, più thriller alla storia, con un minimo di pathos che non fosse legato solo ai sospiri asmatici di Anastasia. E invece no, ma andiamo per gradi.
Anastasia e Mr Grey non stanno più insieme.
Ottimo direi, visto che stare con un maniaco del controllo, indisponente, inquietante e supponente che ti vuole appesa come un caciocavallo non è la prospettiva di vita che tutti sogniamo. 
Ecco, proprio lei, la nostra paladina dello slip commestibile sembrava quasi avesse avuto una svolta, che fosse cresciuta e maturata e che fosse giunta alla consapevolezza che nella vita, oltre alla grana, ai dindi, alle mazzette serve un minimo di personalità e carattere. Che il minimo sindacale di capacità decisionale nella vita è importante, anche solo per ricordarsi come funzionano le sinapsi.
Ma giustamente una volta resasi conto che vive in un appartamento squallido, e fa un lavoro con un capo bavoso, realizza che può chiudere un occhio sui frustini e le manette, che sculacciate e imbragature non sono poi tanto male e alla prima occasione si riattacca a cozza a Christian. Tutto quello che è accaduto in passato e il fatto che Christian sia un maniaco del controllo, indisponente, inquietante e supponente, non conta più. 
Chi avuto ha avuto, chi ha dato (mazzate) ha dato, scurdámmoce 'o ppassato
Si accontenta di una chiacchierata che nemmeno con quello seduto accanto a te sull'autobus e tutto torna come prima. Da qui succedono cose del tutto casuali che non avrebbero senso nemmeno in un universo parallelo, ma non vi dico cosa, sia mai abbiate l'idea di guardare il film.
Anastasia comunque di tanto in tanto si lamenta, fa quella scocciata, alterna qualche espressione alla totale inadeguatezza che caratterizza la sua esistenza, ma poi prosegue nel suo idillio amoroso come nulla fosse. Nulla la smuove, nemmeno il passato costellato di psicotici del giovane miliardario.
Insomma Cinquanta Sfumature anche questa volta si conferma un film comico con un infimo livello cinematografico.
Vi consiglio questa pellicola? No.
Guarderò il seguito? Certo, sono già in prima fila con un gatto a nove code.


Voto –273,15 °C

Passengers (2016)


Genere: fantascienza, avventura, sentimentale
Durata: 116 minuti
Regia: Morten Tyldum
Uscita in Italia: 30 dicembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Non amo molto i film ambientati nello spazio, anzi non li amo per nulla ma perché sono pazzo io. Nel senso che ho l'impressione che lo spazio, l'universo, sia una realtà verso cui ci apriremo molto presto e non qualcosa di così irraggiungibile, per cui mi piglia l'ansia. 
Lo so, non ci sto più con la testa. In generale poi non amo i film fantascientifici quindi voi vi chiederete perché ho visto Passengers e non vi so dare una risposta ma vi posso dire che non è stato malaccio. 


In realtà il tema del viaggio spaziale diventa quasi collaterale rispetto alla storia che si incentra di più, da quasi metà film in poi, sul rapporto fra i protagonisti. Diciamo una versione di Titanic futuristica mixata al tema dell'isola deserta, anche e poi non è così deserta.
Comunque, il film mi è piaciuto, ma se dovessi farci un grafico sarebbe una parabola ascendente. 
La prima parte mi ha un pelo annoiato ad essere onesto, ci ha messo un po' a mettere in moto, immagino anche per sottolineare la ripetitività in cui vive il protagonista. 
Man mano che però il rapporto fra Jim e Aurora si approfondisce, il film mi è parso via via più interessante fino a giungere al suo punto massimo durante la parte più movimentata e tensiva. Tuttavia la mia parabola discende poi verso il basso, man mano che si avvicina la fine della pellicola. Infatti alla fine ci sono state tutta una serie di incongruenze e stranezze che mi fanno sempre storcere il naso e, in qualche modo, disaffezionare. Un po' come la storia della porta su cui galleggia Rose in Titanic, vi dico che secondo me nel caso di Passengers bastava fare a turno. 
Non aggiungo altro se non una nota agli ottimi effetti speciali e ai bravi attori. Anche qui cast ridotto anche da un punto di vista temporale, ma nella coerenza del film ci sta tutto.
Insomma un film che non punta esattamente all'originalità, ma che si segue facilmente per momenti disimpegnati e leggeri o da cui, di contro, si possono ricamare interessanti metaforici paragoni alla vita reale. 

Voto 7


Spero che non passeranno altri 2 mesi prima di parlarvi di qualche altro film, ma in ogni caso ci ritroveremo sempre qui, prestissimo!





Una novità. Iscriviti qui

Vi sono piaciuti